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Lotito annuncia Taylor: “È il nuovo numero 10 della Lazio”

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Claudio Lotito durante un’intervista a bordo campo prima di Lazio-Torino, mentre parla della situazione finanziaria e del mercato biancoceleste.

La Lazio volta pagina e lo fa guardando al futuro. È stato Claudio Lotito, intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio, a ufficializzare un’operazione destinata a far discutere: l’arrivo di Kenneth Taylor, definito dal presidente come “il nuovo numero 10 della Lazio”.

Parole forti, che certificano la direzione intrapresa dal club biancoceleste, impegnato in un processo di ringiovanimento profondo della rosa. Lotito ha voluto chiarire subito un punto fondamentale, rispondendo alle critiche di una parte della tifoseria:

“Voglio rassicurare le persone: nessuno sta smantellando la squadra, la stiamo rinforzando.”

Secondo il presidente, la strategia è chiara: selezionare giocatori motivati a restare e a crescere con la maglia della S.S. Lazio, lasciando invece partire chi desidera fare altre esperienze.


Taylor al centro del progetto

Nel suo intervento, Lotito ha spiegato anche il perché della scelta di Taylor, centrocampista cresciuto nell’Ajax e considerato uno dei profili più interessanti del panorama europeo:

“In sostituzione di Guendouzi abbiamo preso un giocatore che è il numero 10 della Ajax, molto più giovane e qualitativamente molto forte.”

Il presidente ha sottolineato come l’operazione per Raktov non sia stata improvvisata:

“Abbiamo una zona scout che lavora 24 ore su 24. È stato seguito passo passo, abbiamo mandato osservatori a vederlo anche contro il Bologna.”

Un messaggio chiaro, volto a difendere il lavoro dell’area tecnica e della dirigenza in un momento di forte esposizione mediatica.


Guendouzi, una scelta condivisa

Lotito è tornato anche sulla partenza di Matteo Guendouzi, confermando quanto già emerso nei giorni precedenti:

“Guendouzi ha deciso di andare via. Lo capiamo: la Lazio non gioca le coppe e lui voleva tornare in Nazionale.”

Secondo il presidente, si è trattato quindi di una scelta del giocatore, legata a esigenze di carriera personale, più che a una decisione tecnica o societaria.


Mercato aperto e rosa giovane

Lotito ha ribadito che il mercato biancoceleste non è affatto chiuso:

“Il mercato non è finito, stiamo lavorando. Vogliamo ringiovanire la rosa.”

Un concetto che torna più volte nel suo discorso e che rappresenta la linea guida della Lazio attuale: investire su profili giovani, monitorati a lungo e con margini di crescita importanti, anche a costo di rinunciare a nomi più affermati.


La polemica sugli arbitri

Non solo mercato. Il presidente ha affrontato anche il tema arbitrale, tornando sulle polemiche delle ultime settimane:

“C’è qualcosa che non funziona, e questo va corretto. Altrimenti viene meno la credibilità del sistema.”

Lotito ha confermato che non ci sono state risposte alla PEC inviata e ha ribadito la necessità di creare un clima più sereno e valutazioni “equa­ni­mi”, evitando episodi che possano condizionare in modo determinante i risultati.


Una Lazio che cambia volto

Le parole del presidente tracciano una linea netta: la Lazio non si considera in ridimensionamento, ma in trasformazione. L’arrivo di Taylor come nuovo numero 10 rappresenta un segnale forte, simbolico, che sposta il baricentro del progetto verso il futuro.

Resta ora da capire come queste scelte verranno integrate sul campo e quale sarà la risposta della squadra e dell’ambiente. Ma una cosa è certa: la Lazio sta cambiando volto, e lo sta facendo senza mezze misure.




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🔥 EDITORIALE: “La pirateria uccide il calcio”? No, lo uccidete voi! Lo scandalo continuo contro la Lazio

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Tifosi Lazio curva nord sciopero tifo protesta contro arbitri e Lega Serie A.

Mentre la Lega Serie A si riempie la bocca di slogan contro lo streaming illegale, il campo racconta di un calcio ucciso da decisioni incomprensibili. A pensar male si fa peccato, ma…

ROMA – “La pirateria uccide il calcio”. Lo leggiamo ovunque: sui LED a bordocampo, nelle pubblicità, nei comunicati ufficiali della Lega Serie A. Un mantra ripetuto per difendere il “prodotto”. Ma la verità emersa stasera, nell’ennesimo scandalo dell’Olimpico, è che il calcio non lo uccidono i link pirata, ma una classe arbitrale che sembra muoversi con un disegno preciso. Perché se la pirateria colpisce le tasche, la malafede colpisce il cuore e la credibilità dello sport.

⚖️ I due pesi e le due misure: il VAR è selettivo?

Non è più questione di “errore umano”. Quello che abbiamo visto contro la Fiorentina è un insulto all’intelligenza dei tifosi. Come è possibile che il VAR Pezzuto resti in silenzio sulla trattenuta solare ai danni di Gila, definita un “errore inspiegabile” anche dal parere di Luca Marelli? E come è possibile, pochi minuti dopo, richiamare l’arbitro Sozza per un “rigorino” inesistente regalato alla Viola?

Questa non è tecnologia a supporto del calcio; questa è tecnologia usata come clava per spostare gli equilibri di una partita. Quando il metro di giudizio cambia drasticamente nel giro di mezz’ora nella stessa area di rigore, parlare di “svista” diventa impossibile.

🔪 Chirurgia sui cartellini: l’obiettivo è decimare

Ma lo scandalo non si ferma ai rigori. C’è un aspetto ancora più sinistro: la gestione dei cartellini. Dopo la stangata subita con Zaccagni e Marusic post-Napoli, stasera abbiamo assistito a una vera e propria operazione chirurgica. L’ammonizione a Zaccagni – capitano, in diffida, punito per proteste legittime dopo l’ennesimo scippo – è la prova di un sistema che vuole la Lazio debole, decimata, nervosa. Togliere ai biancocelesti i propri leader per le sfide cruciali (come la prossima a Verona) sembra ormai una prassi consolidata.

🏟️ Il silenzio della Lega e la dignità calpestata

Cari signori della Lega, volete davvero salvare il calcio? Allora smettetela di preoccuparvi solo dei diritti TV e iniziate a preoccuparvi del diritto alla sportività. Perché un tifoso che vede la propria squadra derubata sistematicamente, prima o poi, smette di guardare la partita. E non lo farà su un sito pirata: lo farà spegnendo la passione.

La Lazio e i suoi tifosi meritano rispetto. Quello che è successo stasera non è degno di un campionato che ambisce a essere il “più bello del mondo”. È ora di alzare la voce, perché se il calcio sta morendo, i colpevoli siedono nelle stanze dei bottoni, non davanti a un computer.


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Sarri chiaro: “Guendouzi doveva restare. Ratkov? Non lo conosco”

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Maurizio Sarri scuro in volto in conferenza stampa dopo il pareggio contro il Cagliari.

Le parole di Maurizio Sarri non lasciano spazio a interpretazioni. Il tecnico della S.S. Lazio ha parlato con la consueta franchezza del momento delicato che sta attraversando il club biancoceleste, soffermandosi in particolare sulle questioni legate al calciomercato, al futuro della squadra e alla gestione di alcune scelte societarie.

Il tema più caldo resta quello legato a Matteo Guendouzi, centrocampista che Sarri considerava uno dei pilastri su cui costruire la Lazio del futuro. Le sue parole sono state nette:

“Pensavo che Guendouzi fosse uno di quelli su cui porre le basi per il futuro.”

Una dichiarazione che evidenzia chiaramente come l’eventuale partenza del francese non fosse nelle intenzioni dell’allenatore. Sarri ha ammesso di aver sperato fino all’ultimo nella sua permanenza, ma allo stesso tempo ha riconosciuto i limiti strutturali del club:

“Siamo una realtà per cui, se arrivano certe offerte al giocatore, diventa difficile.”

Una frase che fotografa perfettamente la dimensione attuale della Lazio, costretta spesso a fare i conti con il mercato più che con una pianificazione tecnica di lungo periodo.

Interpellato sulle dinamiche di mercato, Sarri ha voluto chiarire il suo ruolo, spostando l’attenzione sulle responsabilità dirigenziali:

“Dovete parlare con il direttore Fabiani.”

Un messaggio diretto, che ribadisce come le scelte operative non passino esclusivamente dalla panchina. Un concetto già espresso in passato e che torna d’attualità in una fase di grande incertezza.

Altro passaggio significativo riguarda Petar Ratkov, profilo accostato alla Lazio come possibile rinforzo offensivo. Anche qui, Sarri non ha nascosto la sua distanza dall’operazione:

“Ratkov non lo conosco, quindi non so cosa dire… Imparerò a conoscerlo e a sfruttarne qualità e pregi.”

Parole sincere, che confermano come il tecnico non abbia avuto un ruolo centrale nella scelta del giocatore. Sarri ha poi aggiunto:

“La società lo conoscerà meglio di me.”

Una frase che, pur detta con tono pacato, sottolinea ancora una volta la separazione tra area tecnica e area decisionale sul mercato. Sarri non boccia il giocatore, ma si limita a constatare una realtà: spetterà a lui lavorare su ciò che gli verrà messo a disposizione.

Il momento più emotivamente forte arriva però nella parte finale delle dichiarazioni, quando l’allenatore torna sulla sua scelta di restare alla Lazio nonostante le difficoltà:

“A inizio stagione ho detto che sarei rimasto a tutti i costi, nonostante la situazione.”

Sarri ha ammesso che nel corso dei mesi sono accadute “più cose di quanto mi aspettassi”, lasciando trasparire un certo disincanto. Tuttavia, ciò che più gli pesa è il rapporto con la tifoseria:

“Mi dispiace solo per il popolo laziale, a cui ho dato la mia parola.”

Un passaggio che rafforza il legame tra Sarri e l’ambiente biancoceleste, e che conferma come il tecnico senta forte la responsabilità morale nei confronti dei tifosi.

In chiusura, uno spiraglio resta aperto:

“Il mercato non è finito, può darsi che la società faccia tante altre cose.”

Una frase che suona più come una speranza che come una certezza. La palla ora passa alla dirigenza, chiamata a dare risposte concrete a un allenatore che ha scelto la trasparenza e che continua ad aspettare segnali chiari dal mercato.



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🏟️ PAGELLE: Cataldi cuore laziale, Isaksen un fantasma. Pedro salva la faccia nel finale

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Voti Lazio Fiorentina Cataldi esulta Isaksen sconsolato.
Gustav Isaksen nasce a Hjerk (Danimarca) il 19 aprile 2001. Attaccante, cresce calcisticamente nel Midtjylland, dove debutta nella Serie A danese nel 2019. A Herning gioca anche in UEFA Champions ed Europa League, rimanendo fino al luglio 2023, quando diventa un calciatore della Lazio. Vanta presenze in tutte le selezioni giovanili della Danimarca.

In una serata segnata da polemiche e assenze, la Lazio evita la beffa grazie ai suoi senatori. Ecco i voti dei biancocelesti.

ROMA – Un punto che sa di beffa per come è maturato, ma che premia l’orgoglio di una squadra falcidiata dalle assenze e colpita da uno scandalo arbitrale senza precedenti. La Lazio di Sarri riprende la Fiorentina al 94′ grazie a un rigore di Pedro, ma resta l’amaro in bocca per una gestione dei cartellini e dei penalty che ha lasciato l’Olimpico di stucco.

🔝 I TOP: Cuore e Ghiaccio

CATALDI 7: Segna alla squadra che per una manciata di milioni non l’ha riscattato in estate. Grande prova, tecnicamente e di cuore: gol bellissimo, orchestrato quasi da fantasista. Dimostra cosa significhi la maglia della Lazio. PEDRO 7: Entra e mette i nervi saldi a disposizione della squadra. Dal dischetto è glaciale: incrocia e segna il 2-2 in extremis. I campioni si vedono in questi momenti, quando la palla pesa una tonnellata. VECINO 6,5: Entra a freddo per Basic e spacca il centrocampo. Assist puntuale per Cataldi e tantissima sostanza.

📉 I FLOP: Errori e Inconsistenza

ISAKSEN 4: Non è possibile essere così molli e poco incisivi. Troppe occasioni sciupate, perde malamente il pallone che dà il via al pareggio di Gosens. Se la fa strappare e lo segue in ritardo. Una prova irritante. LAZZARI 5,5: Pensa troppo prima del cross e non serve mai palloni puntuali in area. Lascia la zona scoperta in occasione dell’1-1. Esce pure per un problema muscolare. GILA 5,5: Una serata maledetta. Sfiora il gol due volte, subisce una trattenuta da rigore ignorata da Sozza (come confermato da Marelli), ma scivola ingenuamente sulla finta di Gudmundsson regalando il penalty alla Viola.


📋 Tutti i voti della Lazio

  • PROVEDEL 6: Nessuna parata fino al break, poi Gosens lo fulmina. Tocca il rigore di Gudmundsson ma non basta.
  • ROMAGNOLI 6: Sempre il più pulito e ordinato. Poteva fare meglio sul tap-in che colpisce De Gea.
  • PELLEGRINI 5,5: Tiene in gioco Gosens sul lancio di Fagioli, errore di posizionamento che costa caro.
  • GUENDOUZI 6: Determinazione commovente. Corre per tre nella sua ultime all’Olimpico prima di volare in Turchia.
  • BASIC 6: Sfortunato, esce dopo mezz’ora per infortunio.
  • CANCELLIERI 6: Positivo da centravanti nel primo tempo, cala vistosamente quando torna sulla fascia.
  • ZACCAGNI 6,5: Gara di sacrificio estremo. Guadagna il rigore del pari, ma viene ammonito chirurgicamente e salterà Verona.
  • ALL. SARRI 6: Gestisce l’emergenza come può con calciatori già venduti e in attesa del nuovo acquisto. La sua Lazio produce tanto ma viene tradita da distrazioni singole e fischietti discutibili.

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🏟️ MOVIOLA: Marelli senza filtri! “Errore inspiegabile su Gila, rigore viola inesistente”

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Luca Marelli a DAZN commenta gli episodi arbitrali di Lazio Fiorentina con la grafica dei rigori.

L’esperto di DAZN Marelli boccia la direzione di Sozza e il mancato intervento del VAR. Tre episodi chiave che hanno deciso la sfida dell’Olimpico.

ROMA – Non si placa la bufera dopo il scandalo arbitrale andato in scena nel match tra Lazio e Fiorentina. A mettere benzina sul fuoco delle polemiche biancocelesti è Luca Marelli, ex arbitro e analista di DAZN, che nel post-partita ha commentato con estrema chiarezza i tre episodi cruciali che hanno mandato su tutte le furie Maurizio Sarri e l’intero ambiente laziale.

Ecco il verdetto della moviola sui contatti che hanno deciso la gara.

❌ Il rigore negato a Gila (18′ pt)

Sulla vistosa trattenuta di Pongracic ai danni di Gila, Marelli non usa giri di parole e punta il dito contro la sala VAR guidata da Pezzuto:

“In questa circostanza faccio fatica a capire per quale motivo il VAR non sia intervenuto. Passi l’arbitro che era coperto, ma il VAR? I due giocatori si trattengono, poi Gila lascia l’avversario e viene trattenuto con la mano sinistra da Pongracic. C’è il calcio di rigore da assegnare. Manca anche il giallo per comportamento anti-sportivo”.

🤏 Il rigore “regalato” alla Fiorentina (85′ st)

Ancora più duro il giudizio sul penalty che aveva portato i viola in vantaggio, assegnato dopo una lunga on-field review per un contatto tra Gila e Gudmundsson:

“A mio parere questa è moviola fatta male. Il contatto è davvero minimo. Sono anni che diciamo che non devono essere assegnati ‘rigorini’ e poi assegniamo questi rigori. Non vedo nessun motivo per assegnare questo penalty, un contatto del genere non può mai portare a un calcio di rigore”.

✅ Il rigore per la Lazio (94′ st)

L’unico episodio giudicato correttamente da Sozza (e confermato da Marelli) è quello che ha permesso a Pedro di pareggiare i conti nel recupero per il fallo di Comuzzo su Zaccagni: “Zaccagni non fa nulla, Comuzzo si aggrappa e poi lo tira giù con sé. Questo è un calcio di rigore assegnato giustamente”.

⚠️ Il caso Zaccagni: ammonizione chirurgica

Resta l’amarezza per la gestione dei cartellini: Sozza ha punito con il giallo le proteste di Zaccagni proprio nel finale. Una sanzione pesantissima per il capitano che salterà Verona per diffida.

Le analisi di Marelli confermano dunque il sentimento della tifoseria: la Lazio esce dall’Olimpico con un punto, ma con la certezza di aver subito un torto tecnico e disciplinare enorme, proprio mentre le parole di Lotito cercavano di riportare calma sul fronte mercato.


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⚪️🔵 L’ultimo brivido all’Olimpico: il saluto emozionante di Guendouzi. Ecco quando lascerà l’Italia

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Matteo Guendouzi saluta la Curva Nord in lacrime, ultima partita Lazio Fiorentina.

Il centrocampista francese Guendouzi ha disputato la sua ultima gara in biancoceleste. Lacrime sotto la Nord, abbracci con i compagni e un volo già prenotato.

ROMA – Non è stata una notte come le altre. Tra la rabbia per un rocambolesco 2-2 e le polemiche arbitrali, lo Stadio Olimpico si è fermato per tributare l’ultimo, commosso omaggio a un calciatore che in poco tempo è diventato un simbolo. Matteo Guendouzi, con tutta probabilità, ha giocato stasera la sua ultima partita con l’aquila sul petto. L’operazione che porterà il francese al Fenerbahce è ormai ai titoli di coda.

🏟️ L’emozione dell’Olimpico: il “cinque” alla Nord

Al triplice fischio, il numero 8 non è scappato negli spogliatoi. Visibilmente emozionato, Guendouzi si è preso gli applausi scroscianti di tutto lo stadio. È stata una sosta lunga, sentita, culminata sotto la Curva Nord. Il centrocampista ha ricevuto il “cinque” dai sostenitori nelle prime file, ricambiando con sguardi carichi di gratitudine. Compagni di squadra e staff di Maurizio Sarri si sono stretti attorno a lui in una serie di abbracci infiniti: un segnale chiaro che lo spogliatoio perde non solo un titolare, ma un leader carismatico.

✈️ I dettagli della partenza: volo domattina

L’avventura turca di “Guendo” inizierà ufficialmente tra poche ore. Secondo quanto appreso dalla nostra redazione, il programma è già stabilito nei minimi dettagli per consentirgli di svolgere le visite mediche con il club di Istanbul:

  • Partenza da Roma: Ore 09:30 (giovedì 8 gennaio).
  • Arrivo a Istanbul: Previsto per le ore 13:30.

🦅 Un’eredità pesante

L’addio è amaro per la tempistica, ma la società ha ritenuto l’offerta irrinunciabile per finanziare nuovi innesti come Petar Ratkov. Guendouzi lascia la Capitale dopo aver dimostrato un attaccamento alla maglia d’altri tempi, lottando su ogni pallone anche quando il trasferimento era già definito. La Lazio perde un pezzo di cuore, ma la sensazione è che il legame tra il francese e il popolo biancoceleste resterà indissolubile.

Au revoir, Matteo.



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🎙️ Lotito risponde alle critiche: “Smantellamento? Tutto il contrario. Vi spiego Ratkov”

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Claudio Lotito intervista DAZN bordocampo stadio Olimpico.
Claudio Lotito e Maurizio Sarri discutono a Formello sul mercato di gennaio della Lazio, con Lorenzo Insigne tra i possibili obiettivi.

Il presidente biancoceleste parla a DAZN prima del match con la Fiorentina: “La Lazio lavora h24. Abbiamo reinvestito tutto il profitto”.

ROMA – In un momento delicato per il rapporto tra tifoseria e società, Claudio Lotito ha deciso di metterci la faccia. A pochi minuti dal fischio d’inizio di Lazio-Fiorentina, il patron biancoceleste è intervenuto ai microfoni di DAZN per chiarire la strategia del club in questa sessione invernale di mercato, respingendo con forza le accuse di ridimensionamento.

🚫 “Nessuno sta smantellando”

Lotito è partito subito all’attacco, rassicurando l’ambiente biancoceleste:

“Bisogna fare considerazioni razionali. Voglio tranquillizzare tutti: la Lazio non sta smantellando nulla. Abbiamo una struttura che lavora h24, 365 giorni all’anno, e scandaglia i giocatori in tutto il mondo. Siamo in grado di sapere quali sono i giocatori che ci interessano e li seguiamo passo passo”.

🎯 Il colpo Ratkov e la sala scouting

Il presidente ha poi svelato i retroscena dell’acquisto di Petar Ratkov, smentendo che si tratti di un’operazione improvvisata per placare la piazza: “L’attaccante non è improvvisato, è un ragazzo che seguivamo da tempo. Abbiamo mandato un osservatore nella gara tra Bologna e Salisburgo, sappiamo tutto di lui: è velocissimo e ha le caratteristiche che servivano alla Lazio. A Formello abbiamo una sala scouting con otto postazioni in cui vengono studiati i calciatori. Abbiamo selezionato i migliori”.

💰 Castellanos e il profitto reinvestito

Infine, un passaggio obbligato sulla cessione di Castellanos, che ha scatenato la rabbia dei tifosi per la tempistica:

“Quando un giocatore vuole andare via non possiamo trattenerlo, abbiamo accontentato Castellanos dimostrando che è un giocatore che valeva. Il profitto viene però tutto reinvestito, stiamo ringiovanendo la squadra. Cerchiamo calciatori che abbiano fame e che scelgano la Lazio per dimostrare il loro valore. I tifosi stiano tranquilli: stiamo facendo investimenti mirati e ponderati”.


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🏟️ VERGOGNA ALL’OLIMPICO: Scandalo arbitrale e finale da infarto! Pedro evita il furto al 94′

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Sozza indica il dischetto tra le proteste di Gila e Zaccagni, Lazio Fiorentina scandalo.

.Nonostante un super De Gea e una direzione di gara scellerata di Sozza e Pezzuto, la Lazio strappa il pari nel recupero. Ma la rabbia esplode.

ROMA – Non bastano il cuore e la grinta. All’Olimpico va in scena l’ennesima pagina buia per il calcio italiano, con la Lazio vittima di decisioni arbitrali che rasentano la follia. Finisce 2-2 contro la Fiorentina, ma il risultato passa quasi in secondo piano di fronte allo scandalo che ha condizionato il match dal primo all’ultimo minuto.

📋 Le scelte: Guendouzi c’è, Cancellieri guida l’attacco

Nonostante la cessione al Fenerbahce praticamente definita, Matteo Guendouzi scende in campo dal 1′, a testimonianza di una professionalità impeccabile. Davanti, nell’emergenza totale, Sarri sceglie Cancellieri come riferimento centrale, con Pedro inizialmente in panchina. In tribuna, occhi puntati sul nuovo acquisto Petar Ratkov, arrivato oggi nella Capitale.

🛑 Primo Tempo: il rigore negato a Gila

La Lazio parte forte. De Gea è miracoloso su Basic e Gila, ma al 18′ accade l’incredibile: su azione d’angolo, Gila viene platealmente trattenuto alle spalle da Pongracic pronto a calciare a rete. Per Sozza è tutto regolare, dal VAR Pezzuto non arriva alcun segnale. Una scelta che rasenta la follia, considerando il metro europeo applicato in contesti simili. La Lazio spinge, ma il primo tempo si chiude sullo 0-0 tra le proteste.

⚽ Secondo Tempo: Cataldi illude, Sozza regala il penalty

La ripresa si accende al 51′: Danilo Cataldi sblocca il match con un controllo di petto e conclusione precisa. La gioia dura poco, perché al 56′ Gosens firma il pareggio in posizione regolare. Ma il peggio deve ancora venire. Al minuto 82, Sozza ammonisce Zaccagni per proteste: un giallo chirurgico, dato che il capitano era diffidato e salterà Verona.

All’85’ lo scandalo finale: assegnato un rigore ridicolo alla Fiorentina dopo on-field review. Dal replay si vede chiaramente che Gudmundsson allarga la gamba cercando il contatto con Gila, che fa di tutto per evitarlo. L’islandese trasforma per l’1-2 che sembra condannare ingiustamente i biancocelesti.

🚀 Pedro salva l’orgoglio al 94′

Sotto nel punteggio e derubata nel morale, la Lazio non molla. Al 94′ Comuzzo frana su Zaccagni: stavolta il rigore è solare e Sozza non può esimersi. Dal dischetto va il veterano Pedro, freddissimo nel battere De Gea per il definitivo 2-2. Un punto che smorza l’amarezza, ma non cancella la sensazione di un accanimento arbitrale ormai sotto gli occhi di tutti.


📊 IL TABELLINO

LAZIO-FIORENTINA 2-2 Marcatori: 51′ Cataldi (L), 56′ Gosens (F), 87′ rig. Gudmundsson (F), 94′ rig. Pedro (L)

LAZIO (4-3-3): Provedel; Lazzari (80′ Hysaj), Gila, Romagnoli, Pellegrini; Guendouzi, Cataldi, Basic (30′ Vecino); Isaksen, Cancellieri (72′ Pedro), Zaccagni. All.: Maurizio Sarri.

FIORENTINA (4-1-4-1): De Gea; Dodo, Pongracic, Comuzzo, Gosens (68′ Solomon); Fagioli; Parisi, Ndour (68′ Ranieri), Mandragora, Gudmundsson; Piccoli (60′ Kean). All.: Paolo Vanoli.

Arbitro: Simone Sozza (sez. Seregno) Note: Ammoniti: Pongracic (F), Gosens (F), Cancellieri (L), Parisi (F), Fagioli (F), Zaccagni (L). Recupero: 3′ pt, 6′ st.


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🏟️ UFFICIALE: Lazio-Fiorentina, le formazioni! La scelta a sorpresa di Sarri in attacco

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Maurizio Sarri conferenza stampa Formello vigilia Juventus Lazio

Pochi minuti al fischio d’inizio all’Olimpico. Sarri deve rinunciare a molti titolari e lancia una novità assoluta dal primo minuto.

ROMA – Arrivano i fogli ufficiali dallo Stadio Olimpico. La Lazio si appresta a sfidare la Fiorentina in una gara pesantemente condizionata dalle assenze e dalle voci di mercato. Se vi state chiedendo dove vedere la gara, ricordiamo l’esclusiva DAZN. Maurizio Sarri, alle prese con una vera e propria emergenza in attacco, ha sciolto gli ultimi dubbi, regalando una sorpresa nel tridente titolare che sfiderà la formazione di Vanoli.

🦅 Le scelte di Sarri: Cancellieri dal 1′

Niente “falso nueve” per Pedro, che parte dalla panchina. La grande novità è l’impiego di Matteo Cancellieri come riferimento centrale dell’attacco. Sarà lui a guidare il reparto insieme a Isaksen e Zaccagni, in attesa che il nuovo acquisto Petar Ratkov (oggi in tribuna) sia disponibile. A centrocampo confermato Guendouzi nonostante le sirene turche, affiancato da Cataldi e Basic. In difesa, linea a quattro obbligata con Lazzari, Gila, Romagnoli e Pellegrini di fronte a Provedel.

⚜️ La Fiorentina di Vanoli

I viola rispondono con un modulo speculare. In porta c’è De Gea, mentre in attacco agisce il tridente composto da Parisi (adattato alto), Piccoli e la stella Gudmundsson. Panchina iniziale per Kean.


📋 Formazioni Ufficiali

LAZIO (4-3-3): Provedel; Lazzari, Gila, Romagnoli, Pellegrini; Guendouzi, Cataldi, Basic; Isaksen, Cancellieri, Zaccagni. A disp.: Mandas, Furlanetto, Hysaj, Nuno Tavares, Provstgaard, Vecino, Rovella, Belahyane, Pedro, Serra. All.: Sarri.

FIORENTINA (4-3-3): De Gea; Dodô, Pongracic, Comuzzo, Gosens; Mandragora, Fagioli, Ndour; Parisi, Piccoli, Gudmundsson. All.: Vanoli.

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⚪️🔵 126 ANNI DI LAZIO: Il ritorno alle origini nel cuore di Roma. Cerimonia e progetto speciale

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Cerimonia 126 anni Lazio Parco dei Daini Villa Borghese, targa commemorativa.

Il 9 gennaio la società celebra la sua fondazione dove tutto ebbe inizio. Una targa al Parco dei Daini e la sfida al Comune: la Lazio vuole “casa sua”.

ROMA – Non è solo un compleanno, è un atto di identità. In un momento di forte trasformazione per il club, la S.S. Lazio ha deciso di celebrare il suo 126° anniversario con un ritorno fisico e simbolico alle proprie radici. Venerdì 9 gennaio 2026, alle ore 11:00, la società si ritroverà nel cuore di Villa Borghese, presso il Parco dei Daini, per onorare il luogo che ospitò i primi calci al pallone della squadra biancoceleste all’inizio del Novecento.

📍 La Cerimonia: una targa per la storia

Il cuore dell’evento sarà lo scoprimento di una targa commemorativa permanente. Un segno tangibile che ricorderà a cittadini e turisti che proprio su quei prati è nata la leggenda sportiva della prima squadra della Capitale. Sulla targa sarà riportato anche il numero della matricola F.I.G.C., a sottolineare la continuità e l’anzianità di un club che attraversa tre secoli.

📅 Dettagli dell’Evento

Data e OraLuogoProtagonisti
9 Gennaio, ore 11:00Parco dei Daini (Villa Borghese)Autorità, Prima Squadra (M/F), Tifosi

🏟️ Il progetto: la Lazio vuole il Parco dei Daini

Ma non c’è solo la celebrazione. La società ha annunciato l’intenzione di avviare un percorso con l’Amministrazione capitolina per richiedere l’affidamento del Parco dei Daini. L’obiettivo è quello di farsi carico della valorizzazione, cura e manutenzione dell’area, trasformandola in un punto di riferimento identitario nel pieno rispetto della sua funzione pubblica. Un segnale forte di Lotito che, mentre gestisce le delicate manovre di mercato, vuole blindare il legame tra il Club e il territorio urbano.

⚪️🔵 Chi ci sarà: dalla Prima Squadra ai Tifosi

Nonostante il clima teso per le recenti vicende legate al progetto tecnico, alla cerimonia parteciperà una rappresentanza istituzionale di alto livello. Saranno presenti esponenti della Prima Squadra maschile e femminile (possibile la prima passerella ufficiale per il nuovo acquisto Petar Ratkov) e una rappresentanza dei tifosi.

L’iniziativa, interamente prodotta dai canali ufficiali della Lazio, punta a riaffermare l’origine cittadina del club: un legame che unisce identità, territorio e comunità là dove, 126 anni fa, tutto ebbe inizio.


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🔎 Chi è Petar Ratkov? Caratteristiche, numeri e il segreto del nuovo bomber della Lazio

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Petar Ratkov posa con la maglia numero 20 della Lazio, prima intervista ufficiale.

Dopo l’addio del Taty, la Lazio scommette sul gigante serbo del Salisburgo. Ecco l’identikit completo: da dove viene, come gioca e perché è un colpo da record.

ROMA – Il mercato della Lazio ha finalmente il suo volto nuovo. Per colmare il vuoto lasciato dalla cessione di Castellanos, la società biancoceleste ha scelto Petar Ratkov. Il giovane attaccante serbo arriva a Roma con un bagaglio di aspettative altissimo e un investimento da circa 15 milioni di euro. Ma chi è davvero il nuovo centravanti a disposizione di Maurizio Sarri? Scopriamo caratteristiche, storia e statistiche.

📏 Caratteristiche tecniche: un “gigante” per Sarri

Classe 2003, Petar Ratkov è quello che si definisce un “attaccante d’area moderno”. La sua dote principale salta subito all’occhio: è alto 193 centimetri. Nonostante la stazza imponente, non è un giocatore statico.

  • Punto di forza: L’abilità nel gioco aereo e la protezione della palla spalle alla porta.
  • Piede: Destro naturale, ma dotato di un tiro potente e preciso.
  • Stile di gioco: Ama venire incontro per legare il gioco, ma è micidiale negli inserimenti profondi grazie a una falcata sorprendente per un giocatore della sua altezza.

⚽ Statistiche e quel “gol lampo” da record mondiale

I numeri di Ratkov col Salisburgo parlano chiaro: in questa stagione (2025/2026) ha già segnato 12 gol e fornito 3 assist in appena metà campionato. Ma il serbo è entrato nella storia per un episodio incredibile avvenuto nel 2024: ha segnato il gol più veloce della storia della Bundesliga austriaca, gonfiando la rete dopo soli 5 secondi dal fischio d’inizio. Un record che testimonia la sua ferocia agonistica e la capacità di aggredire subito il match.

🇷🇸 La storia: dal rischio di smettere alla Nazionale

La carriera di Ratkov è una favola di resilienza. A 16 anni, nelle serie minori serbe, era a un passo dal ritiro dal calcio giocato. Pensava di non farcela, finché il TSC Backa Topola non ha deciso di scommettere su di lui. Da lì la scalata: 99 presenze e 22 gol totali col Salisburgo e l’approdo nella Nazionale maggiore serba, dove ha già collezionato 3 presenze, studiando da vicino campioni come Vlahovic e Mitrovic.

🏟️ Come si inserisce nella Lazio di Sarri?

Ratkov arriva nel momento di massima emergenza totale per l’attacco biancoceleste. Anche se stasera contro la Fiorentina non sarà in campo (visite mediche previste domani), il suo acquisto cambia le gerarchie. Sarri cercava una punta che sapesse dare fisicità al reparto senza perdere velocità di manovra. L’investimento fatto dalla società, reso possibile anche dal sacrificio di Guendouzi, indica che Ratkov non viene a Roma per fare la comparsa, ma per prendersi la maglia da titolare e diventare il nuovo punto di riferimento offensivo della Lazio del futuro.


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🏟️ Lazio-Fiorentina, probabili formazioni: emergenza totale per Sarri, scelta shock in attacco

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Rientro Pedro: l'attaccante spagnolo della Lazio in azione sul terreno di gioco.

Anno nuovo, vecchi problemi. Il tecnico biancoceleste deve inventarsi la squadra contro la Viola: senza punte di ruolo, tocca a Pedro.

ROMA – Non c’è pace per Maurizio Sarri. La sfida di stasera contro la Fiorentina (ore 20:45) nasce sotto il segno di una emergenza totale, figlia di squalifiche, infortuni e di una gestione del mercato che ha lasciato il tecnico con le polveri bagnate. Dalla battaglia contro il Napoli, la Lazio è uscita con le ossa rotte: pesano come macigni le assenze di Noslin e Marusic (squalificati), che si aggiungono ai lungodegenti e ai calciatori impegnati in Coppa d’Africa.

🛡️ Difesa obbligata e rientri a centrocampo

Davanti a Provedel, la linea a quattro è praticamente obbligata. Con Marusic fermo ai box, tocca a Lazzari presidiare la fascia destra (Hysaj rientra in lista ma va in panchina), con Gila, Romagnoli e Pellegrini a completare il reparto. A centrocampo rientra Vecino dopo la febbre, ma l’attenzione è tutta su Matteo Guendouzi. Nonostante la trattativa avanzata con il Fenerbahce, il francese dovrebbe partire titolare, forse per l’ultima volta. Insieme a lui Cataldi e Basic, con Rovella pronto a subentrare.

⚽ Attacco senza punte: la mossa Pedro

Il vero dramma sportivo è nel reparto avanzato. Con la cessione di Castellanos, l’assenza di Dia (in Marocco) e la squalifica di Noslin, la Lazio si ritrova senza centravanti di ruolo. Sarri è costretto alla scelta shock: Pedro nel ruolo di “falso nueve”. Lo spagnolo è in netto vantaggio per guidare l’attacco, supportato da Zaccagni a sinistra e dal ballottaggio Isaksen-Cancellieri a destra. In panchina, per onor di firma, anche il baby Serra della Primavera.


📋 Le Probabili Formazioni

LAZIO (4-3-3): Provedel; Lazzari, Gila, Romagnoli, Pellegrini; Guendouzi, Cataldi, Basic; Isaksen, Pedro, Zaccagni. A disp.: Mandas, Furlanetto, Hysaj, Nuno Tavares, Provstgaard, Vecino, Rovella, Belahyane, Cancellieri, Serra. All.: Sarri.

FIORENTINA (3-5-2): De Gea; Pongracic, Comuzzo, Ranieri; Dodo, Mandragora, Fagioli, Ndour, Gosens; Gudmundsson, Kean. All.: Vanoli.


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Lazio, a gennaio dovevano partire le riserve, non i titolari

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Il Direttore Sportivo della Lazio Angelo Fabiani durante una conferenza stampa o intervista.
"Dopo la sconfitta contro il Bologna, la Lazio sceglie il silenzio stampa, ma Angelo Fabiani si assume la responsabilità di commentare gli errori della squadra. Leggi le sue parole e la decisione di evitare commenti negativi."

Il mercato di gennaio della S.S. Lazio lascia dietro di sé una sensazione chiara e difficile da ignorare: si è venduto dove non si doveva e non si è venduto dove era necessario. Il risultato è una rosa indebolita nei suoi punti cardine e ancora appesantita da giocatori fuori dal progetto tecnico, rimasti “sul groppone” anche dopo la finestra invernale.

La fotografia è impietosa. In un mercato che avrebbe dovuto servire a snellire la rosa e liberare risorse, la Lazio ha finito per privarsi di due titolari come Valentín Castellanos e Mattéo Guendouzi, lasciando invece invariata la situazione di quei calciatori che da mesi – in alcuni casi da anni – non rientrano nei piani.


Chi doveva partire davvero

L’elenco è noto e parla da solo. A gennaio, la Lazio avrebbe dovuto concentrarsi sulle uscite di:

  • Nuno Tavares
  • Samuel Gigot
  • Reda Belahyane
  • Elseid Hysaj
  • Dimitrije Kamenovic

Giocatori che, per motivi diversi, non fanno parte del progetto tecnico, non sono centrali nelle rotazioni e non rappresentano asset strategici per il futuro. Alcuni di loro hanno un impatto minimo sul campo, altri pesano soprattutto a bilancio. Eppure, sono rimasti tutti.

Il paradosso è evidente: i giocatori fuori dal progetto restano, mentre i titolari se ne vanno. Ovvio, è più facile cedere i titolari anziché le riserve, tutti vogliono i tuoi giocatori migliori, nessuno vuole un Gigot fuori rosa da 6 mesi o un Kamenovic che non vede il campo da anni. Ma essendo fuori dal progetto questi sono giocatori che puoi vendere senza indebolire la rosa. Certo non è facile, certo nessuno ti offrirà 30 milioni di Belahyane, ma almeno 10 si. Anche con questi 5 giocatori potevi farci qualcosa, ovvio, non 60 milioni di euro, ma magari una 30ina forse si.

Sicuramente un bravo direttore sportivo li avrebbe piazzati e anche ad un buon prezzo, ma Angelo Fabiani è un buon direttore sportivo?


Due titolari in meno, squadra più debole

Le cessioni di Castellanos e Guendouzi non sono semplici operazioni di mercato. Sono perdite strutturali. Il primo era il centravanti titolare, il riferimento offensivo; il secondo uno dei pilastri del centrocampo per intensità, personalità e continuità.

Indebolire l’ossatura della squadra a stagione in corso, senza aver prima sistemato le uscite superflue, significa abbassare il livello competitivo e aumentare il carico di responsabilità su chi resta. È l’esatto contrario di ciò che dovrebbe fare una società che vuole sostenere il proprio allenatore e dare un senso al progetto tecnico. Adesso arriva Ratkov, giocatore neanche voluto dall’allenatore, una scommessa. Giovane, ma con pochi gol e tanti infortuni. Al posto di Guendouzi arriva Fabbian, non so se sia un miglioramento.


Una gestione che si ripete

Non è la prima volta che la Lazio si muove in questo modo. Da anni il copione è simile: difficoltà a piazzare gli esuberi, incapacità di liberare slot e risorse, e alla fine la necessità di sacrificare pezzi importanti per far quadrare i conti o sbloccare il mercato.

Il problema, però, non è solo economico. È strategico. Tenere giocatori fuori dal progetto significa occupare spazio, rallentare il ricambio e trasmettere un messaggio chiaro: chi rende meno resta, chi rende di più parte.


Il danno tecnico e quello progettuale

Il danno non è soltanto immediato, ma anche prospettico. Una squadra che vende i titolari e trattiene le riserve:

  • perde qualità sul campo
  • perde credibilità tecnica
  • rende più difficile il lavoro dell’allenatore
  • manda un segnale negativo allo spogliatoio

E soprattutto, non costruisce nulla.


Conclusione

Il mercato di gennaio avrebbe dovuto essere il momento delle pulizie necessarie, non dei sacrifici eccellenti. La Lazio, invece, esce dalla finestra invernale con due titolari in meno e con gli esuberi ancora presenti.

Una scelta che non rafforza la squadra, non chiarisce il progetto e non avvicina la Lazio ai suoi obiettivi.
Anzi, li allontana.

E il problema, a questo punto, non è più il mercato.
È il metodo.



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Lazio, arriva Ratkov ma Sarri non era convinto

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Probabili formazioni Lazio Atalanta: i giocatori in campo allo Stadio Olimpico per il match di Coppa Italia.
Maurizio Sarri in panchina all’Olimpico: il tecnico annuncia che resterà fino a giugno, ma chiede risposte e investimenti alla società.

La Lazio ha scelto il suo nuovo centravanti. Petar Ratkov, attaccante classe 2003 del Red Bull Salzburg, è in arrivo nella Capitale per una cifra complessiva di circa 14 milioni di euro. Il giovane serbo raccoglierà l’eredità di Valentín Castellanos, ceduto al West Ham United.

Un’operazione ormai definita tra il club biancoceleste e la società austriaca, ma che – come rivela Il Messaggeronon ha trovato il pieno via libera di Maurizio Sarri.


Sarri e il nodo dell’attaccante

Secondo il quotidiano romano, l’accordo chiuso dal direttore sportivo Angelo Fabiani non rispecchia fino in fondo le richieste del tecnico. Sarri, infatti, aveva indicato un obiettivo preciso per il post-Castellanos: Giacomo Raspadori, profilo ritenuto ideale per caratteristiche tecniche, mobilità e capacità di legare il gioco.

Raspadori, però, è attualmente di proprietà dell’Atlético Madrid, è seguito con attenzione anche dalla AS Roma ed è partito con i colchoneros per la Supercoppa spagnola, rendendo l’operazione estremamente complessa, se non impraticabile, nel breve periodo.


Il rifiuto dei “centravanti boa”

Il caso Ratkov si inserisce in un solco già tracciato dal tecnico toscano. Come ricorda Il Messaggero, Sarri aveva già scartato l’ipotesi Lorenzo Lucca e, più in generale, nel corso della sua carriera ha sempre mostrato scarsa convinzione verso i cosiddetti centravanti boa. Profili come Mchelidze o Muriqi non hanno mai rappresentato la sua idea di calcio, basata su mobilità, associazioni rapide e attaccanti partecipi alla manovra.

Ratkov, per struttura fisica e caratteristiche, sembra avvicinarsi più a quel modello che Sarri storicamente non predilige. Nonostante questo, il tecnico dovrà ora lavorare sul campo per adattare il giovane serbo al proprio sistema.


Una scelta di club

L’arrivo di Ratkov rappresenta dunque una scelta più societaria che tecnica, dettata dalla necessità di intervenire rapidamente dopo la cessione di Castellanos e di investire su un profilo giovane, con margini di crescita e potenziale valore futuro.

Per Sarri si apre una nuova sfida: valorizzare un attaccante che non rientra perfettamente nel suo prototipo ideale, cercando di modellarne il gioco e inserirlo nei meccanismi offensivi della Lazio.

Il mercato biancoceleste, però, non sembra destinato a fermarsi qui. Con gennaio ancora lungo, resta da capire se il club proverà a regalare al Comandante anche quell’attaccante “alla Sarri” che, almeno per ora, è rimasto solo un desiderio.



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Guendouzi al Fenerbahçe: è fatta, affare da 30 milioni

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Matteo Guendouzi con la maglia della Lazio in azione, sguardo deciso e palla al piede

Ora è ufficiale: Mattéo Guendouzi saluta la S.S. Lazio. Il centrocampista francese è pronto a trasferirsi al Fenerbahçe per una cifra complessiva di circa 30 milioni di euro. A certificare la chiusura dell’operazione è arrivato il classico “here we go” di Fabrizio Romano, che ha annunciato l’accordo nelle ultime ore.

I dettagli dell’operazione

La trattativa, impostata da giorni, ha subito un’accelerazione decisiva nelle ultime 48 ore. La Lazio ha mantenuto la propria valutazione, riuscendo a strappare una cifra ritenuta congrua per uno dei centrocampisti più importanti della rosa. Guendouzi, dal canto suo, ha dato il via libera al trasferimento in Turchia, attratto dal progetto tecnico e da un contratto economicamente molto importante.

L’operazione con il Fenerbahçe consente alla società biancoceleste di realizzare una plusvalenza significativa e di sbloccare ulteriormente il mercato in entrata, in una sessione invernale che si sta rivelando cruciale per il futuro tecnico del club.

Fine di un ciclo a Formello

Arrivato alla Lazio come profilo di personalità e intensità, Guendouzi è stato uno dei simboli delle ultime stagioni, diventando rapidamente un punto fermo del centrocampo. Tuttavia, negli ultimi mesi, il rapporto con l’ambiente e le esigenze di mercato hanno reso sempre più probabile un addio, ora diventato realtà.

La sua cessione segue quella di Castellanos e conferma la volontà della Lazio di rimodellare profondamente la rosa, anche attraverso sacrifici importanti.

E ora il sostituto

Con l’uscita di Guendouzi, a Formello si attende l’immediata mossa in entrata. Il nome in cima alla lista resta Giovanni Fabbian, ma non sono escluse altre soluzioni per rinforzare il centrocampo e garantire qualità e dinamismo a Maurizio Sarri.

L’addio del francese segna dunque un passaggio chiave del mercato biancoceleste: la Lazio incassa, ma ora è chiamata a reinvestire con intelligenza per non abbassare il livello competitivo.



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Lazio, Sarri in bilico: gennaio decisivo per il futuro

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Scontro Sarri Lotito Fabiani Formello Lazio crisi società

Il futuro di Maurizio Sarri alla S.S. Lazio è tutt’altro che scontato. Il mercato di gennaio rappresenta uno snodo cruciale, forse decisivo, per la permanenza del Comandante sulla panchina biancoceleste. Dopo un’estate segnata dal mercato bloccato, la società si gioca ora una partita fondamentale sul piano della credibilità e del progetto tecnico.

Secondo quanto riportato da Il Messaggero, a giugno Claudio Lotito e il direttore sportivo Angelo Fabiani avevano garantito a Sarri che le mancate operazioni estive sarebbero state compensate a gennaio, con innesti mirati e in linea con le sue richieste. Una promessa chiara, fatta per convincere il tecnico a proseguire nonostante le difficoltà.

Sarri ha scelto di crederci. Ha accettato di lavorare con una rosa incompleta, puntando sull’applicazione e sull’organizzazione, ma ora il tempo delle parole è finito. Il mercato invernale diventa il termometro reale delle ambizioni del club.

Un déjà-vu che pesa

La situazione ricorda da vicino quanto accaduto dopo il secondo posto del 2023. Allora Sarri aveva ottenuto una qualificazione in Champions League che sembrava dover aprire un nuovo ciclo. Invece, il mercato estivo non fu all’altezza delle aspettative: acquisti tardivi, profili non ritenuti adeguati e una squadra che perse rapidamente competitività. L’epilogo arrivò a marzo 2024, con le dimissioni del tecnico.

Oggi lo scenario è diverso solo in parte. Come sottolinea Il Messaggero, Sarri non ha intenzione di dimettersi in corsa. Non lo farà a stagione in corso. Ma è pronto a salutare a fine campionato se le promesse non verranno mantenute.

Battaglia sui nomi

Il nodo, ancora una volta, è la qualità degli acquisti. Sarri non chiede quantità né operazioni di facciata, ma giocatori in grado di alzare il livello. Il rischio, però, è che si riproponga una battaglia interna sui nomi, con divergenze tra allenatore e dirigenza, come già accaduto in passato.

Per il tecnico, gennaio non deve essere una semplice finestra di rattoppo, ma un vero segnale di progetto. Senza questo passo, l’idea di continuare insieme perderebbe di senso.

Una scelta che va oltre Sarri

La questione non riguarda solo il futuro dell’allenatore, ma la direzione complessiva della Lazio. Confermare Sarri senza supportarlo significherebbe ripetere errori già commessi. Accontentarlo, invece, vorrebbe dire dichiarare apertamente l’intenzione di tornare competitivi ad alti livelli.

Il Comandante attende risposte dal campo e dal mercato. Gennaio, questa volta, non sarà una finestra come le altre. Sarà un esame di maturità per la società. E dal suo esito dipenderà se il matrimonio tra Sarri e la Lazio potrà continuare o se, ancora una volta, si arriverà a un addio annunciato.



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Lazio, colpo Ratkov: accordo chiuso con il Salisburgo

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Petar Ratkov posa con la maglia numero 20 della Lazio, prima intervista ufficiale.

La Lazio rompe gli indugi e piazza il primo colpo del mercato di gennaio. Siamo alle firme per Petar Ratkov, centravanti classe 2003 in arrivo dal Red Bull Salzburg. Dopo la cessione di Castellanos al West Ham, il club biancoceleste ha accelerato con decisione, chiudendo un’operazione impostata da settimane e portata a termine nelle ultime ore.

Secondo quanto raccolto, la trattativa era partita da una valutazione iniziale di 22 milioni di euro, richiesta dal club austriaco. La Lazio, però, è riuscita a lavorare sui dettagli economici, abbassando progressivamente le pretese del Salisburgo fino a chiudere l’affare su una cifra compresa tra 13 e 14 milioni di euro a titolo definitivo.

A confermare l’operazione è stato anche Alfredo Pedullà, che ha parlato di accordo raggiunto nella tarda notte. Un segnale chiaro della volontà della società di non perdere tempo e di consegnare a Maurizio Sarri un nuovo riferimento offensivo nel pieno della stagione.

Concorrenza battuta: Lazio più rapida della Bundesliga

L’aspetto più significativo dell’operazione riguarda la concorrenza. Su Ratkov, infatti, si erano mossi numerosi club tedeschi: praticamente mezza Bundesliga aveva manifestato interesse per il profilo del centravanti serbo, considerato uno dei giovani più promettenti nel panorama europeo. La Lazio è riuscita ad anticipare tutti, sfruttando i rapporti già avviati con il Salisburgo e la volontà del giocatore di misurarsi con la Serie A.

Profilo e prospettive

Ratkov arriva a Roma come attaccante fisico, moderno, con ampi margini di crescita. Classe 2003, struttura imponente, capacità di lavorare per la squadra e attitudine al gioco spalle alla porta: caratteristiche che lo rendono un profilo interessante nel sistema di Sarri, soprattutto in un contesto di rinnovamento del reparto offensivo.

L’idea della Lazio è chiara: investire su un giovane di prospettiva, capace di crescere in un campionato tattico come quello italiano e di rappresentare una risorsa anche in ottica futura, sia tecnica che patrimoniale.

Ora le visite mediche

Ratkov è atteso nelle prossime ore nella Capitale per sostenere le visite mediche e firmare il contratto che lo legherà ufficialmente alla Lazio. Salvo imprevisti, sarà subito a disposizione dello staff tecnico per iniziare l’inserimento nel gruppo.

Il mercato biancoceleste, dunque, entra nel vivo: dopo l’uscita di Castellanos, arriva il primo tassello del nuovo corso offensivo. E a Formello il lavoro non è ancora finito.



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📺 Dove vedere Lazio-Fiorentina in TV e streaming: SKY o DAZN? La guida completa

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Lazio Fiorentina dove vederla tv streaming loghi DAZN Sky.

Si torna subito in campo per il turno infrasettimanale. Sarri cerca il riscatto contro la Viola di Vanoli. Ecco dove seguire il match.

ROMA – Non c’è sosta. Il sipario sulla 19ª giornata di Serie A 2025/2026 si alza immediatamente. La Lazio di Maurizio Sarri ospita la Fiorentina di Paolo Vanoli allo Stadio Olimpico. I biancocelesti arrivano dalla bruciante sconfitta contro il Napoli, mentre i viola sono reduci dal match contro la Cremonese. Per entrambe, l’obiettivo sono i tre punti. Per chi non è riuscito a strappare un biglietto per vederla dal vivo, ecco tutte le indicazioni per non perdere neanche un minuto della sfida.

📡 Lazio-Fiorentina, dove vederla: SKY o DAZN?

La domanda classica del tifoso: chi trasmette la partita? La gara valida per la 19ª giornata di Serie A sarà trasmessa in esclusiva su DAZN. La piattaforma detiene i diritti di tutte le 10 partite di giornata. Quindi, niente diretta sui canali tradizionali Sky Sport, a meno che non si abbia attivato l’opzione specifica.

📅 Il riepilogo del match

  • Partita: Lazio-Fiorentina
  • Competizione: Serie A Enilive, 19ª giornata
  • Data: Mercoledì 7 gennaio 2026
  • Orario: 20:45
  • Canale TV: App DAZN (Smart TV) o Zona DAZN (Canale 214 Sky)

📺 Come vederla in TV

Per vedere Lazio-Fiorentina in televisione ci sono due strade:

  1. Smart TV: Scaricare e accedere all’app DAZN direttamente dalla propria tv connessa a internet.
  2. Sky Q / Decoder: Utilizzare l’app DAZN presente sul decoder Sky Q.
  3. Canale Satellitare: Per chi ha aderito all’offerta specifica, la partita sarà visibile anche sul canale ZONA DAZN (canale 214 del telecomando Sky), al costo aggiuntivo di 5€ mensili.

📱 Come vederla in Streaming

Se non siete a casa, la partita sarà visibile in live streaming su tutti i dispositivi mobili supportati:

  • PC/Mac: Collegandosi al sito ufficiale di DAZN.
  • Smartphone e Tablet: Scaricando l’app ufficiale DAZN (iOS e Android).

La telecronaca: Al momento DAZN non ha ancora reso noti i nomi dei telecronisti che racconteranno la sfida dell’Olimpico.


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🎟️ Verona-Lazio, settore ospiti in vendita: prezzi popolari e un obbligo da ricordare

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Settore ospiti Stadio Bentegodi Verona pieno di tifosi della Lazio con bandiere.

Tutte le info per la trasferta al Bentegodi dell’11 gennaio. Attenzione ai controlli: il biglietto sullo smartphone non basta, serve il cartaceo.

ROMA – Mentre la testa è alla gara contro la Fiorentina di mercoledì, si guarda già al prossimo impegno di campionato. L’Hellas Verona ha comunicato le modalità di vendita per la sfida Hellas Verona-Lazio, in programma domenica 11 gennaio alle ore 18:00 allo stadio Marcantonio Bentegodi. La vendita per il settore ospiti (“Curva Nord Superiore”) è partita ufficialmente oggi, lunedì 5 gennaio, e terminerà sabato 10 gennaio alle ore 19:00.

💰 I Prezzi dei tagliandi

Buone notizie per chi vuole seguire la squadra in trasferta, con prezzi accessibili:

  • Intero: € 22,00 (+ commissioni)
  • Under 14: € 5,00 (+ commissioni)

La capienza del settore ospiti è fissata a 1.781 posti.

⚠️ Attenzione: obbligo di stampa del biglietto!

C’è un dettaglio fondamentale nel comunicato del Verona che i tifosi laziali non devono sottovalutare per evitare problemi ai tornelli. Non sarà consentito l’accesso mostrando il biglietto in formato digitale sullo smartphone. È obbligatorio presentarsi con:

  1. Documento d’identità in corso di validità (originale).
  2. Biglietto STAMPATO su carta.

📍 Info Logistiche: come arrivare

Per chi raggiunge Verona in auto, l’uscita consigliata è Verona-Nord (A22 del Brennero). Da lì seguire le indicazioni per “Stadio” e imboccare l’ultima uscita per il Parcheggio Ospiti. I cancelli riservati alla tifoseria laziale sono i numeri 5 e 6 e apriranno circa due ore prima del fischio d’inizio.


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🔥 EDITORIALE: Sarri in trappola! La beffa di Lotito e un’emergenza “non degna” della Lazio

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Maurizio Sarri espressione arrabbiata in panchina guarda verso la tribuna Lotito.
Claudio Lotito davanti al logo della S.S. Lazio mentre parla di valutazione del club e strategie commerciali.

Il tecnico è tornato all’oscuro del blocco estivo, ora subisce le cessioni invernali. Contro la Fiorentina è emergenza totale: chi gioca davanti?

ROMA – C’è un limite alla pazienza, e Maurizio Sarri rischia di averlo superato da un pezzo. Il ritorno del Comandante sulla panchina biancoceleste doveva essere l’inizio di un nuovo ciclo, ma si sta trasformando in una corsa ad ostacoli gestita con un’approssimazione che lascia sconcertati. La sensazione, netta, è che il tecnico sia stato preso in giro. Ha firmato nuovamente per la Lazio ignaro del blocco del mercato che ha paralizzato la sessione estiva. Ha aspettato gennaio per vedere rinforzi, e invece si ritrova spettatore non pagante di uno smantellamento tecnico.

📉 Dal “blocco” alla svendita: i nomi fatti e mai arrivati

Sarri è stato chiaro: “I miei nomi li ho fatti”. Ma la lista della spesa del mister è rimasta nel cassetto di Formello. Anzi, è successo l’opposto. Con il mercato finalmente sbloccato, la priorità di Claudio Lotito non è stata rinforzare la rosa, ma fare cassa. La cessione di Castellanos al West Ham a 48 ore da una sfida cruciale è l’emblema di questa gestione. E non finisce qui: le voci sempre più insistenti sull’addio di Guendouzi dipingono un quadro desolante. Si vende per l’indice di liquidità, si sacrifica il progetto tecnico sull’altare del bilancio.

🚨 Emergenza totale contro la Viola: chi segna?

Il risultato di questa strategia schizofrenica si vedrà (purtroppo) nella prossima sfida contro la Fiorentina. Sarri si trova a dover inventare una formazione senza senso logico, vittima di una tempistica di mercato scellerata. Facciamo la conta:

  • Castellanos: Venduto e già a Londra.
  • Noslin: Squalificato dal Giudice Sportivo.
  • Dia: Assente (Coppa d’Africa/Indisponibile).

Risultato? La Lazio non ha una prima punta di ruolo. In una partita che vale una stagione, il tecnico dovrà probabilmente adattare un esterno o un centrocampista (Pedro falso nueve?), snaturando il gioco per coprire i buchi creati dalla società. Una gestione del genere, con un allenatore di questo calibro in panchina e una tifoseria che riempie sempre l’Olimpico, non è degna del valore e della storia della S.S. Lazio. Sarri merita chiarezza, i tifosi meritano rispetto. Al momento, mancano entrambi.


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🚨 CALCIOMERCATO: Guendouzi ha deciso! Cifre shock e l’unica vera offerta sul tavolo

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Matteo Guendouzi Lazio sguardo pensieroso durante riscaldamento, sfondo sfocato mercato.

Dopo l’addio ufficiale di Castellanos, trema anche il centrocampo: il francese apre all’addio. Ecco chi lo vuole davvero e i “depistaggi” smentiti.

ROMA – Il mercato della Lazio si infiamma, e non solo per le entrate. Dopo aver ufficializzato la dolorosa cessione di Castellanos al West Ham, la società biancoceleste potrebbe perdere un altro pilastro dell’undici titolare. Matteo Guendouzi è il nome più caldo delle ultime ore e la situazione è in rapida evoluzione. Secondo le indiscrezioni raccolte dalla nostra redazione, il francese avrebbe aperto alla possibilità di lasciare la Capitale di fronte a un’offerta contrattuale irrinunciabile.

💰 Le cifre: stipendio d’oro e offerta alla Lazio

La tentazione arriva dalla Turchia. Il Fenerbahce di José Mourinho fa sul serio: per il centrocampista è pronto un contratto quinquennale da 4 milioni di euro a stagione. Una cifra che ha fatto breccia nella volontà del giocatore. Sul piatto della Lazio, invece, c’è una proposta complessiva che si aggira sui 27 milioni di euro (25 di parte fissa più 2 di bonus). Ora la palla passa a Lotito e Fabiani, che devono valutare se accettare lo smantellamento o resistere: l’operazione potrebbe chiudersi già in questa settimana.

❌ Solo una squadra in corsa: la verità sulle altre piste

Facciamo chiarezza sulle tante voci circolate. Al momento, l’unica trattativa concreta è quella con il club gialloblù. Non risultano offerte reali dalla Premier League (i sondaggi di Sunderland, Newcastle e Aston Villa non si sono trasformati in proposte), né piste spagnole come l’Atletico Madrid (nessuno scambio con Raspadori all’orizzonte).

🇹🇷 Il “depistaggio” del Derby turco

E il Galatasaray? Le notizie su un derby di mercato a Istanbul per Guendouzi non trovano riscontri e sanno di “depistaggio” strategico, una mossa classica del mercato turco già vista con Skriniar. I rivali del Fener, infatti, stanno trattando con l’Inter per Frattesi, che occupa lo stesso ruolo del laziale. In questo momento, dunque, l’unica strada percorribile per l’addio di Guendouzi porta dritta al Fenerbahce. Resta solo da capire se la Lazio darà il via libera finale.


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🚨 UFFICIALE: La decisione del Giudice Sportivo! Tegola per Sarri: ecco la sentenza

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Arbitro estrae cartellino rosso a Marusic durante Lazio Napoli, tensione in campo.

Giudice Sportivo Arriva il comunicato sulla 18ª giornata: confermati i due stop dopo il finale incandescente contro il Napoli. Scatta anche l’ammenda.

ROMA – Il Giudice Sportivo ha reso note le sue decisioni ufficiali in merito alla diciottesima giornata di Serie A. Il finale nervoso della gara persa contro il Napoli presenta il conto: la Lazio perde due pedine fondamentali per il prossimo turno di campionato contro la Fiorentina. Oltre alle squalifiche, arriva anche una sanzione economica per uno dei protagonisti del parapiglia finale. Ecco il dettaglio del comunicato.

🛑 Due turni di stop: le motivazioni

Sarri dovrà fare a meno sia di Adam Marusic che di Tijjani Noslin. Entrambi sono stati fermati per una giornata effettiva di gara.

Per il montenegrino, la sanzione è aggravata da una multa di 5.000 euro. La motivazione del Giudice è chiara e punisce la reazione nervosa nel finale:

“SQUALIFICA PER UNA GIORNATA E AMMENDA DI €5.000,00 A MARUŠIĆ: per avere, al 42° del secondo tempo, affrontato fisicamente un calciatore avversario afferrandolo per il collo e spingendolo, generando pertanto un clima di tensione”.

Per l’attaccante olandese, invece, lo stop arriva automatico dopo il rosso per doppia ammonizione (“comportamento scorretto nei confronti di un avversario”).

⚠️ Scatta l’allarme diffidati

Non solo squalifiche. La partita contro il Napoli lascia strascichi anche per il futuro. Il Giudice Sportivo ha confermato la seconda sanzione per Danilo Cataldi e Mattia Zaccagni. Entrambi i senatori biancocelesti entrano ufficialmente in diffida: al prossimo cartellino giallo scatterà automaticamente la squalifica.


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🚨 UFFICIALE: Castellanos al West Ham! Addio da 30 milioni: il comunicato

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Valentin Castellanos saluta i tifosi della Lazio, grafica ufficiale West Ham sullo sfondo.

Arriva la fumata bianca definitiva: il Taty saluta la Capitale e vola in Premier League. Una cessione che sblocca il mercato biancoceleste.

ROMA – Adesso è nero su bianco: Valentin “Taty” Castellanos non è più un giocatore della Lazio. L’ufficialità è arrivata pochi minuti fa, confermando le voci che si rincorrevano da giorni. L’attaccante argentino saluta Formello a titolo definitivo e inizia la sua nuova avventura in Premier League con la maglia del West Ham United. Un’operazione fondamentale per le casse societarie: l’affare si chiude per una cifra vicina ai 30 milioni di euro, un tesoretto che ora Fabiani dovrà reinvestire per sostituire il centravanti (come promesso nelle interviste pre-partita) e sbloccare l’indice di liquidità.

📝 Il comunicato della Lazio

La società biancoceleste ha salutato l’attaccante con una nota apparsa sul sito ufficiale, ripercorrendo i numeri della sua avventura romana iniziata nell’estate del 2023 (arrivato dal New York City):

“La S.S. Lazio informa di aver ceduto a titolo definitivo il calciatore Valentin Castellanos al West Ham United Football Club. Castellanos, acquistato nell’estate 2023 dal New York City, lascia i biancocelesti dopo aver collezionato 98 presenze e segnato 22 gol. Tutto il club desidera ringraziare Taty per il contributo dato e augura a lui e alla sua famiglia il meglio per il futuro”.

✈️ I numeri del Taty

Castellanos lascia la Lazio con uno score di 22 reti in 98 presenze. Un percorso fatto di alti e bassi, di grinta indiscutibile ma anche di qualche errore sotto porta che ha diviso la tifoseria. Il club inglese ha accolto il suo nuovo acquisto con un video sui social, celebrando lo sbarco del bomber a Londra. Per la Lazio, ora, inizia la vera sfida: trovare un sostituto all’altezza in tempi record per non lasciare Baroni con la coperta corta in attacco.


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20 anni dopo: il divario Lazio–Napoli è imbarazzante

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Confronto simbolico tra Lazio e Napoli dal 2004 al 2025 con Lotito e De Laurentiis

Nel luglio del 2004 il calcio italiano attraversa una delle sue fasi più buie. Due piazze storiche come S.S. Lazio e SSC Napoli rischiano seriamente di scomparire o di ridimensionarsi drasticamente. Da quel momento partono due storie parallele, inizialmente simili per drammaticità, ma destinate nel giro di vent’anni a produrre risultati clamorosamente opposti. Oggi, nel 2025, il confronto è impietoso.


2004: Lazio salvata, Napoli rifondata

Nel luglio 2004 Claudio Lotito rileva la Lazio in una situazione finanziaria devastante. Il club è sommerso dai debiti, ma l’operazione consente ai biancocelesti di restare in Serie A, evitando il fallimento sportivo e garantendo continuità nella massima categoria. In quel momento il divario tra Lazio e Napoli è enorme: la Lazio è una big del calcio italiano, reduce da trofei, partecipazioni in Champions League e protagonismo europeo.

Il Napoli, invece, fallisce. Riparte dalla Serie C1 (Lega Pro) con una nuova società guidata da Aurelio De Laurentiis. Una rifondazione totale, dal basso, senza ricavi, senza appeal sportivo, senza certezze. Nel 2004 il Napoli è lontanissimo dalla Lazio sotto ogni parametro: sportivo, economico e strutturale.

Ed è proprio da qui che nasce la differenza.


Le strategie a confronto: sopravvivere contro costruire

La gestione Lotito si fonda fin dall’inizio su un principio chiaro: mettere in sicurezza i conti. Una strategia prudente, rigorosa, spesso rigidissima. La Lazio diventa un club sostenibile, capace di chiudere bilanci in ordine e di sopravvivere alle crisi che travolgono altri grandi club italiani. Ma questa stabilità ha un prezzo: l’assenza di una visione di crescita strutturale.

Dall’altra parte, De Laurentiis imposta un progetto radicalmente diverso. Il Napoli cresce gradualmente, risale le categorie, investe su brand, marketing, stadio e identità. Non spreca, ma investe in modo mirato, accetta il rischio imprenditoriale e costruisce una struttura dirigenziale moderna e internazionale. Il Napoli diventa progressivamente un’azienda calcistica competitiva, non solo un club che resiste.


I risultati parlano chiaro (2004–2025)

Arrivando al 2025, i numeri raccontano una storia senza appello:

Napoli

  • Due Scudetti (2023 e 2025)
  • Lotta quasi costante per il titolo
  • Presenza europea stabile
  • Brand internazionale in forte crescita

Lazio

  • Tre qualificazioni in Champions League
  • Nessuno Scudetto
  • Presenza europea discontinua
  • Ricavi strutturalmente inferiori alle big

Il dato più impressionante è questo: nel 2004 il divario era clamorosamente a favore della Lazio, oggi è clamorosamente a favore del Napoli. Non per casualità sportiva, ma per una differenza profonda di modello imprenditoriale.


De Laurentiis vs Lotito: due modelli opposti

De Laurentiis ha trattato il Napoli come un investimento da far crescere.
Lotito ha trattato la Lazio come un asset da stabilizzare.

Entrambi hanno evitato il fallimento, ma solo uno ha trasformato il club in una potenza moderna.

De Laurentiis ha:

  • aumentato i ricavi
  • valorizzato il brand
  • attratto sponsor globali
  • investito su calciatori di livello internazionale
  • creato appeal per allenatori top

Lotito ha:

  • ridotto il debito
  • mantenuto la Lazio a galla
  • limitato il rischio
  • rinunciato spesso alla crescita
  • sacrificato l’ambizione sportiva in nome del controllo

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: la Lazio è rimasta ferma, il Napoli è andato avanti.


Il vero tema: non la sopravvivenza, ma l’ambizione

Il confronto non è morale, ma manageriale. Lotito ha salvato la Lazio, ed è un fatto storico che nessuno può cancellare. Ma salvare non significa costruire. In vent’anni il calcio è cambiato, i parametri sono mutati, la competizione è diventata globale. Chi non evolve resta indietro.

Oggi il Napoli rappresenta ciò che la Lazio avrebbe potuto diventare partendo da una posizione di enorme vantaggio. Ed è questo che rende il confronto ancora più doloroso per l’ambiente biancoceleste.


Conclusione

Dal 2004 al 2025 Lazio e Napoli hanno percorso due strade opposte.
Una ha puntato sulla gestione difensiva, l’altra sulla crescita strategica.
Una ha pensato a non perdere, l’altra a vincere.

Nel calcio moderno, come nell’impresa, vince chi costruisce.
Non chi si limita a resistere.

Il divario di oggi non è sportivo.
È imprenditoriale.



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Manchester United crisi Amorim esonerato: ennesimo fallimento

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Ruben Amorim in panchina durante una partita del Manchester United a Old Trafford

È arrivata come un fulmine a ciel sereno, ma fino a un certo punto. Ruben Amorim non è più l’allenatore del Manchester United. L’esonero del tecnico portoghese rappresenta l’ennesimo capitolo negativo di una storia che, ormai da anni, sembra non trovare via d’uscita a Old Trafford.

I risultati non sono mai realmente decollati. Nonostante investimenti pesanti, campagne acquisti faraoniche e continui cambiamenti strutturali, il Manchester United ha continuato a navigare in acque torbide. Amorim, arrivato con l’etichetta dell’allenatore giovane, moderno e innovativo, non è riuscito a incidere né sul piano del gioco né su quello dei risultati.

La decisione della dirigenza, però, non sarebbe legata esclusivamente all’andamento sul campo. A pesare in maniera decisiva sono state anche le dichiarazioni rilasciate dall’ormai ex tecnico dopo il pareggio contro il Leeds United, una squadra reduce da una lunga serie positiva in Premier League. Un risultato che, paradossalmente, aveva un peso specifico importante, ma che ha fatto esplodere definitivamente le tensioni interne.

In conferenza stampa, Amorim si è lasciato andare a uno sfogo durissimo:

“Io non sono l’allenatore del Manchester United, sono il manager. Sono stato preso per fare il manager e per i prossimi 18 mesi farò quello”.

Parole che hanno segnato una frattura profonda con la dirigenza. Un messaggio chiaro, diretto, che ha evidenziato un rapporto ormai deteriorato e una visione completamente divergente tra panchina e società. Quando i risultati non arrivano e la comunicazione si rompe, l’epilogo è quasi sempre lo stesso.

Il Manchester United, ancora una volta, cambia guida tecnica senza aver risolto i problemi strutturali che lo affliggono da anni. Dall’addio di Sir Alex Ferguson, il club non è più riuscito a individuare l’uomo giusto al momento giusto. Tentativi diversi, filosofie opposte, allenatori giovani e profili più esperti: il risultato, però, non è mai cambiato.

Secondo molti osservatori, Amorim non era il nome adatto per un club così prestigioso e complesso. Il Manchester United non è una piazza come le altre: richiede carisma, esperienza, capacità di gestione dello spogliatoio e resistenza a una pressione quotidiana enorme. Qualità che difficilmente si possono improvvisare, soprattutto arrivando da campionati dove il peso mediatico e ambientale è nettamente inferiore.

Il problema non è solo tecnico, ma culturale. Allenatori giovani e promettenti possono crescere, ma Old Trafford non è il luogo ideale per imparare. Servirebbe una figura abituata a vincere, a gestire grandi campioni, a lavorare in club dove ogni conferenza stampa è una prova di forza. Profili alla Carlo Ancelotti, Luis Enrique o allenatori con un curriculum internazionale pesante avrebbero forse garantito maggiore stabilità.

Nel frattempo, la società ha deciso di affidare temporaneamente la squadra a Darren Fletcher, in attesa di una scelta definitiva. Una soluzione tampone che conferma l’assenza di una strategia chiara anche nel post-esonero.

Il Manchester United continua a spendere, continua a cambiare, ma continua soprattutto a perdere identità. Amorim non ha convinto, l’esonero forse è tardivo, ma resta la sensazione che il problema sia molto più profondo di un singolo allenatore. Finché non verrà affrontata questa realtà, il club resterà lontano anni luce dai fasti dell’era Ferguson.



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Sarri dice la verità “Lazio impreparata su Castellanos”

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Probabili formazioni Lazio Atalanta: i giocatori in campo allo Stadio Olimpico per il match di Coppa Italia.
Maurizio Sarri in panchina all’Olimpico: il tecnico annuncia che resterà fino a giugno, ma chiede risposte e investimenti alla società.

Dire la verità, in casa Lazio, non è mai stato semplice. Farlo pubblicamente, poi, può diventare persino pericoloso. È questa la sensazione che accompagna le ultime dichiarazioni di Maurizio Sarri, un allenatore che ha scelto di non nascondersi più e di raccontare apertamente una realtà che a Formello molti preferirebbero tenere sotto traccia.

Sarri non è soltanto un tecnico di alto livello: è un allenatore che parla chiaro, che non accetta di farsi carico di colpe non sue e che, soprattutto, mette al centro il bene della S.S. Lazio. Proprio per questo, però, il suo futuro sulla panchina biancoceleste appare oggi più fragile che mai.

Le sue parole nel post-partita hanno toccato nervi scoperti, a partire dalla questione Taty Castellanos. Sarri ha chiarito un punto fondamentale: la cessione dell’attaccante non è stata una decisione improvvisa né imposta dall’allenatore, ma una volontà del giocatore maturata da tempo. Una situazione, dunque, che la dirigenza conosceva e che avrebbe dovuto gestire con maggiore lungimiranza.

Ed è qui che nasce il problema. Sapere che il proprio centravanti vuole andare via e non farsi trovare pronti equivale a un errore grave di programmazione. La Lazio, invece, si è presentata all’appuntamento con il mercato senza un piano immediatamente operativo, ritrovandosi oggi in piena emergenza offensiva. Un’emergenza che appare ancora più evidente considerando squalifiche, assenze e la totale mancanza di alternative credibili nel reparto avanzato.

Sarri non ha accusato direttamente nessuno, ma il messaggio è stato chiarissimo. Una società organizzata vende un titolare solo quando ha già pronto il sostituto. È una regola non scritta del calcio moderno, seguita dai club strutturati e ignorata, ancora una volta, dalla Lazio. Non si tratta di nostalgia, ma di fatti: in passato, quando partivano giocatori chiave, il rimpiazzo arrivava in tempi rapidissimi. Oggi, invece, il vuoto resta.

Le dichiarazioni del tecnico non possono aver fatto piacere al tandem dirigenziale composto da Claudio Lotito e Angelo Fabiani. Sarri ha infatti sottolineato un altro concetto pesantissimo: non servono acquisti tanto per comprare, ma giocatori in grado di alzare realmente il livello della squadra. In caso contrario, meglio non intervenire affatto.

È una presa di posizione netta, che sembra anticipare possibili mosse future della società e che rappresenta un vero spartiacque rispetto al passato recente. In altre stagioni, allenatori meno esposti hanno preferito tacere, accettando scelte tecniche e di mercato non condivise. Il risultato è stato quello di ritrovarsi, a fine anno, con tutte le responsabilità scaricate sull’allenatore di turno.

Sarri, invece, ha deciso di non recitare quel copione. Non copre le lacune, non addolcisce la realtà e non accetta compromessi al ribasso. Una scelta coraggiosa, ma rischiosa. Perché in un ambiente come quello laziale, storicamente poco incline all’autocritica dall’alto, chi alza la testa spesso paga il prezzo più alto.

Il paradosso è evidente: Sarri sta facendo esattamente ciò che molti tifosi chiedono da anni, ovvero chiarezza, programmazione e verità. Ma proprio questa trasparenza potrebbe costargli cara. Se il tecnico continuerà su questa linea, il rischio di una rottura definitiva con la dirigenza non può essere escluso.

Una cosa, però, è certa: qualunque cosa accada, le parole di Sarri resteranno come un atto d’accusa chiaro verso una gestione che, ancora una volta, si è fatta trovare impreparata. E questa volta, nascondersi dietro l’allenatore potrebbe non bastare.



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Lazio, Guendouzi verso l’addio: Sarri chiede qualità

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Mattéo Guendouzi con espressione arrabbiata mentre riceve il premio di migliore in campo ai microfoni di DAZN.

l calciomercato della S.S. Lazio entra in una fase delicata e potenzialmente decisiva. Dopo l’addio ormai imminente di Castellanos, un altro pilastro della squadra biancoceleste potrebbe salutare Formello: Matteo Guendouzi. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, il centrocampista francese avrebbe già le valigie in mano, con diversi club pronti a contenderselo.

Il primo a muoversi concretamente è stato il Fenerbahce, che ha sondato la disponibilità del giocatore prima di mettere sul tavolo un’offerta da 25 milioni di euro più bonus. Una proposta importante, ma ancora lontana dalla valutazione fissata da Claudio Lotito, che parte da una base di almeno 30 milioni. Sullo sfondo restano anche Galatasaray e Sunderland, ma il vero nodo della trattativa sembra spostarsi in Spagna.

Sabato scorso, infatti, intermediari biancocelesti erano a Madrid per discutere la possibile cessione di Guendouzi all’Atletico Madrid. Il tecnico Diego Simeone apprezza molto il profilo del francese, ritenuto ideale per il suo centrocampo aggressivo e intenso. La Lazio ha provato a impostare un’operazione complessa, cercando di inserire nella trattativa Giacomo Raspadori, il preferito di Maurizio Sarri per l’attacco.

Tuttavia, il futuro di Raspadori resta incerto: il giocatore potrebbe restare a Madrid e, in ogni caso, la Roma continua ad avere un vantaggio nella corsa all’attaccante. Senza un’apertura chiara su questo fronte, l’operazione rischia di arenarsi, soprattutto considerando la fermezza di Lotito sulla valutazione del cartellino di Guendouzi.

A Formello, intanto, si ragiona già sul possibile sostituto. La priorità assoluta porta a Giovanni Fabbian, centrocampista del Bologna, in cima alla lista della Lazio fin dallo scorso giugno. Il club biancoceleste è pronto a presentare una prima offerta da 15 milioni di euro, consapevole che in estate il Bologna aveva respinto una proposta simile del Milan.

La Lazio, però, può spingersi oltre grazie alle nuove regole FIGC sugli under 23 italiani: né il costo del cartellino né l’ingaggio di Fabbian inciderebbero in modo significativo sul “costo del lavoro allargato”. Sarri considera il classe 2003 un’ottima mezz’ala d’inserimento, ma il suo via libera definitivo è legato a un fattore chiave: l’arrivo di un giocatore di qualità davanti, capace di illuminare e legare il gioco.

Se infatti, al posto di Castellanos, dovesse arrivare soltanto una giovane punta di prospettiva – con la talent room che osserva profili come Rodrigo Ribeiro, Lucas Stassin e Brian Djomeni Madjo – Sarri pretende un investimento pesante a centrocampo.

Il tecnico toscano chiede un all-in su uno tra Ruben Loftus-Cheek e Lazar Samardzic, per garantire alla Lazio un salto di qualità tecnico immediato. Sullo sfondo resta anche l’ipotesi Lorenzo Insigne a fine mercato, come colpo d’esperienza e leadership.

Il futuro della Lazio, dunque, passa da scelte cruciali: cedere Guendouzi sì, ma solo alle condizioni giuste, reinvestendo per costruire una squadra più tecnica e funzionale al calcio di Sarri. Le prossime ore saranno decisive.



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🎟️ Biglietti Lazio-Fiorentina: vendita aperta! C’è la “Promo Natale” e Under 14 Gratis

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Tifosi della Lazio festanti in Tribuna Monte Mario con sciarpe biancocelesti.
Scopri le ultime novità sulla partita fondamentale della Lazio e le agevolazioni per i tifosi al Domenicale Olimpico! L'obiettivo? Raggiungere quota 40.000 spettatori!

La Befana vien di notte… ma la Lazio scende in campo la sera dopo. Il 2026 biancoceleste si apre con una sfida di altissimo livello: allo Stadio Olimpico arriva la Fiorentina per il turno infrasettimanale di mercoledì 7 gennaio (ore 20:45).

La società ha comunicato l’apertura della vendita dei tagliandi a partire dalle ore 16:00 di oggi, martedì 23 dicembre. Ecco tutte le info su prezzi, modalità di acquisto e, soprattutto, sulle speciali promozioni attive per le feste.

🎁 Speciale “Promo Natale”: In Monte Mario a 25€

La grande novità per questa gara è legata allo shopping natalizio. Con l’iniziativa “A Natale regala la Lazio”, è possibile ottenere un biglietto di Tribuna Monte Mario Laterale al prezzo stracciato di 25€.

Come funziona?

  • Dal 13 dicembre al 6 gennaio, effettuando una spesa minima di 90€ presso i Lazio Style 1900 Official Store o sullo store online ufficiale, riceverai un codice univoco (coupon).
  • Questo codice ti permetterà di acquistare fino a 4 biglietti di Monte Mario a 25€ l’uno per la gara Lazio-Fiorentina.

👨‍👩‍👧‍👦 Le altre promozioni: “4 Insieme” e Under 14

SettoreInteroInvalidi civili al 100% e accompagnatore (*)Ridotto Under 16 (**)Ridotto Under 14 (***)4 INSIEME (****)PROMO NATALE (*****)
TR. D’ONORE CON HOSPITALITY300 €
TR. D’ONORE LAT. DESTRA150 €
TR. MONTE MARIO TOP70€35 €35 €OMAGGIO185 €
TR. MONTE MARIO LAT.55 €30 €30 €OMAGGIO150 €25€
TR. TEVERE GOLD70 €35 €35 €
TR. TEVERE TOP65 €30 €30 €OMAGGIO170 €
TR. TEVERE40 €22 €22 €
TR. TEVERE PARTERRE CENTRALE40 €22 €22 €
TR. TEVERE PARTERRE LAT.40 €22 €22 €
TR. TEVERE NON DEAMB. IN CARROZZELLA5 €====
TR. TEVERE ACCOMPAGNO. NON DEAMB. IN CARR.30 €====
CURVA MAESTRELLI30 €18 €18 €
DISTINTI SUD EST30 €18 €18 €
DISTINTI SUD OVEST – OSPITI30 €====

Al costo dei biglietti online, verrà applicata una commissione di servizio pari al 3,80%.

(*) I biglietti ridotti Invalidi Civili al 100% e la Tribuna Tevere non deambulanti entrambi con accompagnatore, posso essere acquistati solo presso i sopracitati Lazio Style 1900 Official Store.

(**) Possono acquistare un tagliando Ridotto Under 16 i ragazzi nati dal 01/01/2009.

(***) Tutti i ragazzi nati dal 01/01/2011 accompagnati da un genitore (o parente entro il 4° grado)

in possesso di biglietto a pagamento, potranno accedere gratuitamente in alcuni settori allo stadio ritirando contemporaneamente l’apposito tagliando nominativo omaggio e il biglietto a pagamento dell’accompagnatore.

L’operazione Omaggio Under 14 non è riservata agli abbonati e si potrà essere effettuata esclusivamente presso uno dei Lazio Style 1900 Official Store e, solo il giorno della gara, presso la biglietteria di Via Nigra. Il ritiro del biglietto omaggio under14, deve esser fatto in contemporanea all’acquisto del biglietto dell’adulto.Clicca qui per leggere le indicazioni degli omaggi under 14.

(****) Per poter usufruire dell’iniziativa 4 insieme, è obbligatorio acquistare tutti e 4 i biglietti e contemporaneamente.

(*****) Per usufruire dell’iniziativa Promo Natale a Natale Regala la Lazio, dal 13 dicembre al 6 gennaio acquista i prodotti ufficiali S.S. Lazio e avrai la possibilità di andare in tribuna Monte Mario laterale a soli 25€:

Con una spesa minima di 90€ presso uno deinegozi Lazio Style 1900 Official Store oppure online, riceverai un codice univoco grazie al quale potrai acquistare fino a quattro biglietti di Monte Mario a soli 25€. Per gli acquisti fisici presso uno dei negozi Lazio Style 1900 verrà consegnato il coupon in concomitanza al pagamento mentre per gli ordini online il Coupon verrà inviato via e-mail.

I bambini di 4 anni nati dal 01/01/2021 accedono allo stadio gratuitamente e senza biglietto presentando un documento di identità o la tessera sanitaria.

All’ingresso il controllo dell’identità sarà effettuato su ogni singolo spettatore ed è pertanto obbligatorio esibire un documento di identità, compresi i minorenni.

La vendita è aperta e i tagliandi sono disponibili attraverso il circuito Vivaticket. È possibile acquistare:

  • Online: Sul sito ufficiale Vivaticket.
  • Punti Vendita: Presso le ricevitorie Vivaticket abilitate sul territorio.

Oltre alla promo natalizia, la società conferma le agevolazioni per gruppi e famiglie:

  1. Tariffa “4 Insieme”: Acquistando contemporaneamente 4 biglietti nello stesso settore (valido solo per alcuni settori specifici), si ottiene un prezzo vantaggioso.
  2. Under 14 Omaggio: I ragazzi nati dal 01/01/2011 entrano GRATIS in alcuni settori se accompagnati da un adulto pagante.
    • Attenzione: Il biglietto omaggio va richiesto esclusivamente presso i Lazio Style 1900 (o il giorno gara in via Nigra), non online.
  3. Ridotto Under 16: Tariffa scontata per i nati dal 01/01/2009.
  4. Under 4: Ingresso gratuito senza biglietto per i nati dal 01/01/2021 (basta esibire documento o tessera sanitaria).

🛒 Dove Acquistare

La vendita libera è attiva sui canali ufficiali Vivaticket:

  • Online: Sul sito vivaticket.com.
  • Punti Vendita: Ricevitorie abilitate sul territorio.

Nota per i possessori di Fidelity Card (Millenovecento o Eagle): È possibile caricare il titolo d’ingresso direttamente sulla tessera in fase di acquisto online.

⚜️ Settore Ospiti: Restrizioni per i Viola

Per i tifosi della Fiorentina, la vendita del Settore Ospiti è soggetta a limitazioni:

  • Acquisto riservato ai residenti nella Provincia di Firenze.
  • Obbligo di possesso della Fidelity Card della A.C. Fiorentina.
  • Il cambio nominativo per questo settore è vietato.

ℹ️ Info Utili e Accessi

  • Documenti: Obbligatorio esibire un documento d’identità valido all’ingresso (valido anche per i minori). Le patenti di nuova generazione senza residenza non sono valide per l’acquisto fisico nei punti vendita.
  • Cambio Nominativo: Attivo per biglietti e abbonamenti tramite il sito Vivaticket.
  • Biglietteria Giorno Gara: Aperta in Via Nigra (Stadio dei Marmi) dalle ore 16:45 solo per eventuali residui e assistenza.

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🎙️ Lazzari ammette: “Mercato e assenze, alla lunga si paga tutto. Arbitri? Episodi tutti contro”

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Manuel Lazzari Lazio intervista zona mista espressione seria dopo Lazio Napoli.

L’esterno biancoceleste in zona mista analizza il KO e lancia un allarme sulla tenuta della rosa tra cessioni e squalifiche.

ROMA – Piove sul bagnato in casa Lazio. Oltre alla sconfitta contro il Napoli e ai gol di Spinazzola e Rrahmani, la squadra perde pezzi (espulsi Noslin e Marusic) e certezze. Subito dopo il fischio finale, Manuel Lazzari si è presentato in zona mista per analizzare il momento nerissimo. Nessuna scusa sulla prestazione, ma un’analisi lucida e preoccupante su come le vicende di mercato (addio Castellanos, voci su Guendouzi) e le continue assenze stiano logorando il gruppo.

📉 L’autocritica: “Poco intensi, risultato giusto”

Lazzari parte con onestà, riconoscendo i meriti dell’avversario e i demeriti biancocelesti nell’approccio alla gara:

“Prima della gara eravamo fiduciosi, ma sapevamo di affrontare la squadra più forte insieme all’Inter. Siamo stati poco intensi in fase difensiva e contro chi palleggia così bene, alla lunga la paghi. Il Napoli ha grande qualità e fisicità, dovevamo ostacolarli meglio ma non ci siamo riusciti. Il risultato purtroppo è giusto”.

🚨 L’allarme rosa: “Tra cessioni e voci, è dura”

Il passaggio più delicato è quello relativo alla gestione della rosa, ridotta all’osso tra mercato in uscita e squalifiche. Le parole di Lazzari suonano come un campanello d’allarme per la società:

“Con la partenza del Taty, le voci di mercato su Guendouzi, gli infortuni e le squalifiche… È da inizio stagione che conviviamo con grandi assenze. Finora siamo rimasti compatti, ma questo problema a lungo andare può incidere molto. Ora dobbiamo non perdere la bussola, anche se mercoledì mancheranno tanti giocatori”.

👁️ “Arbitri? Niente malafede, ma è sotto gli occhi di tutti”

Impossibile non toccare il tasto dolente della direzione di gara, dopo le polemiche della settimana e i due rossi di oggi. Lazzari sceglie la via diplomatica, ma la stoccata arriva comunque:

“Le polemiche non hanno impattato sul nostro approccio, non credo che l’arbitro Massa fosse prevenuto. Però quello che sta accadendo negli ultimi mesi è sotto gli occhi di tutti. Dispiace, non penso alla malafede contro la Lazio, però qualsiasi episodio ultimamente ci gira contro. Non voglio dilungarmi, non spetta a me dirlo”.


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Lazio, la rabbia di Zaccagni: “Ho la tibia insanguinata. Classifica? Oggi è anonima”

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La distinta ufficiale di Cagliari-Lazio negli spogliatoi dell'Unipol Domus.

Dalla pancia dell’Olimpico, il capitano biancoceleste non usa giri di parole: attacco frontale alla direzione di gara e un bagno di realtà sulla stagione.

ROMA – Direttamente dalla sala stampa dell’Olimpico, Mattia Zaccagni ha risposto alle domande dei cronisti nel corso della conferenza stampa

Non c’è spazio per il “politichese”: le parole del capitano biancoceleste sono pietre, sia contro la gestione arbitrale (l’ennesima contestata) sia nell’analizzare il momento buio della squadra. Ecco lo sfogo integrale del numero 10, che parte dal confronto con l’espulsione di Parma per arrivare ai dolori di classifica.

🩸 “Ho una striscia di sangue, ma il giallo lo prendo io”

Zaccagni aveva provato a non parlarne, ma la rabbia è troppa. Alla domanda sulla gestione dei cartellini, il capitano mostra i segni della battaglia e contesta la disparità di giudizio rispetto al giallo preso su McTominay:

“Mi ero promesso di non parlare di arbitri perché è inutile parlarne, è anche difficile gestire queste cose. Quindi preferisco non parlarne. Sull’intervento procurato, ho una striscia di sangue dalla tibia alla caviglia, non so cosa devo fare per far ammonire l’avversario. McTominay? Ginocchio contro ginocchio, se quello è giallo…”

⚠️ L’attacco alle regole: “Tutto soggettivo, c’era una spinta”

Il capitano rincara la dose sull’episodio chiave del secondo gol del Napoli, denunciando una mancanza di chiarezza e di dialogo con i direttori di gara:

“Spiegazioni non me le do. A volte le chiediamo direttamente agli arbitri, e spesso e volentieri non ne abbiamo. Il fallo da cui nasce sul secondo gol, quello di mano di Noslin, prima c’è una spinta plateale. È diventato tutto molto soggettivo, non capisco come vengano applicate certe regole. Tutto qui”.

📉 L’ammissione: “Classifica anonima, ma non ci resteremo”

Chiuso il capitolo arbitri, Zaccagni guarda in faccia la realtà. Il problema tattico (“baricentro basso”) ha portato a una sconfitta pesante, e ora il rischio è quello di una stagione senza acuti. La risposta è da leader:

“In questo momento dobbiamo guarda la realtà dei fatti. La nostra classifica è anonima, non vogliamo restarci. Da domani archivieremo questa gara e penseremo alla partita di mercoledì, che sarà fondamentale”.

Sulla tattica, ammette le colpe della squadra nel non aver schermato Spinazzola e i trequartisti: “Hanno fatto una grande gara, ma aiutata molto dalle nostre mancate pressioni. Spesso si giravano e puntavano la porta, poi corri indietro e il baricentro si abbassa inevitabilmente”.


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