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Inter, troppi gol subiti: così la difesa non è da scudetto

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Difesa dell’Inter in difficoltà contro il Napoli durante la partita di Serie A a San Siro

Cali di concentrazione, errori individuali e numeri che iniziano a pesare come macigni. Se l’Inter è ancora in testa alla classifica di Serie A, il merito va quasi esclusivamente all’attacco. Ma dietro, qualcosa non torna. E la sensazione è sempre più chiara: questa difesa, allo stato attuale, non è da scudetto.

I numeri parlano chiaro. Dopo 20 giornate, l’Inter ha segnato 42 gol, miglior attacco del campionato con dodici reti in più rispetto a Milan e Napoli. Ma ne ha anche subiti 17, un dato che stona pesantemente se confrontato con la posizione in classifica. Peggio hanno fatto solo squadre fuori dalla zona alta, mentre Juventus, Lazio, Milan, Roma e perfino il Como hanno incassato meno gol.

Tradotto: la prima in classifica ha appena la quinta difesa del campionato.


I precedenti non aiutano: lo scudetto lo vince chi subisce poco

Negli ultimi cinque anni la Serie A ha mandato segnali piuttosto chiari. A questo punto della stagione, il titolo è quasi sempre finito nelle mani di chi aveva una difesa granitica.

  • 2024-25: il Napoli campione d’Italia aveva subito appena 12 gol dopo 20 giornate.
  • 2023-24: l’Inter della seconda stella ne aveva incassati solo 10.
  • 2022-23: ancora il Napoli, con 15 reti subite.

Fanno eccezione solo due stagioni:

  • nel 2021-22, l’Inter era prima con 17 gol subiti (come oggi), ma lo scudetto lo vinse il Milan;
  • nel 2020-21, il Milan guidava con 23 gol incassati, ma a fine stagione festeggiò l’Inter.

Un campanello d’allarme che non può essere ignorato.


Big match fatali: i numeri contro Napoli, Juve e Milan

Il problema non è solo quantitativo, ma qualitativo. Nei big match la fragilità difensiva dell’Inter emerge in modo ancora più evidente.

Fin qui i nerazzurri hanno subito:

  • 5 gol dal Napoli in due partite,
  • 4 dalla Juventus,
  • 1 dal Milan, sufficiente però a consegnare il derby ad Allegri.

Dieci gol incassati contro appena sei segnati: un bilancio di -4 che racconta le difficoltà della squadra di Cristian Chivu negli scontri diretti.

Il dato più pesante è un altro: l’Inter non vince da 13 partite contro Napoli, Milan e Juventus considerando tutte le competizioni (6 pareggi e 7 sconfitte) e ha raccolto solo 5 punti su 30 contro le tre rivali dal 2024 a oggi.

Numeri incompatibili con una squadra che vuole davvero cucirsi lo scudetto sul petto.


Errori individuali e crepe strutturali

Contro il Napoli sono emerse tutte le lacune della retroguardia. Akanji non è stato il muro visto nelle ultime uscite, Bisseck ha pagato l’inesperienza, facendosi sorprendere soprattutto sul secondo gol, quando è stato anticipato di testa da Scott McTominay.

Nemmeno Yann Sommer è riuscito a mascherare le difficoltà della linea davanti a lui: in 90 minuti ha incassato tanti gol quanti nelle sei partite precedenti.

Alessandro Bastoni, l’unico risparmiato nel turno infrasettimanale, ha ammesso senza giri di parole quanto sia stato complicato affrontare Rasmus Højlund: “È molto forte ed è cresciuto tantissimo”.


Mercato e infortuni: Marotta frena

La corsia di destra resta la zona più vulnerabile, soprattutto dopo l’infortunio di Denzel Dumfries. Il presidente Giuseppe Marotta ha però frenato su possibili rinforzi:

“Abbiamo una rosa numerosa che risponde agli obiettivi. Se potremo rinsaldare quel lato lo faremo, ma a gennaio è difficile trovare un profilo da Inter”.

Tradotto: niente rivoluzioni, solo eventuali opportunità.


Dimarco l’eccezione che conferma il problema

L’unica vera nota positiva arriva da Federico Dimarco. Secondo gol consecutivo, il terzo contro il Napoli, e numeri straordinari: 19 reti complessive dal ritorno in nerazzurro, più di qualsiasi altro difensore in Serie A.

In stagione ha già partecipato a 9 gol (4 reti e 5 assist), miglior dato tra i difensori nei top 5 campionati europei. Ma affidarsi ai gol dei difensori per restare primi è un segnale che qualcosa, dietro, non funziona.


Conclusione: per restare primi serve cambiare rotta

Chivu può sorridere per un attacco devastante, ma se vuole davvero restare in testa fino a maggio dovrà pensare più ai gol subiti che a quelli segnati. La storia recente insegna che lo scudetto si costruisce dietro.

E oggi, questa Inter, dietro, non dà ancora garanzie.



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Tavares tra Besiktas e Arabia: la Lazio fissa le condizioni

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Nuno Tavares Lazio Besiktas trattativa calciomercato presidente

Il futuro di Nuno Tavares continua a essere uno dei nodi principali del mercato in uscita della S.S. Lazio. L’esterno portoghese è ormai fuori dal progetto tecnico e la società biancoceleste sta lavorando per trovare una soluzione definitiva già in questa sessione di mercato.

Secondo quanto riportato da Il Messaggero, il presidente Claudio Lotito ha fissato in modo chiaro le condizioni per la cessione del giocatore. La Lazio è disposta a lasciar partire Tavares soltanto a fronte di un’operazione che preveda un obbligo di riscatto a una cifra non inferiore ai 10 milioni di euro.

Non basteranno quindi formule più morbide: il semplice diritto di riscatto non è considerato sufficiente, così come non sono state ritenute adeguate le proposte precedenti, ferme a circa 8 milioni di euro.


🔄 Besiktas in pole, Arabia sullo sfondo

Sul calciatore restano forti gli interessi provenienti dall’estero. In particolare, dalla Turchia, con il Beşiktaş che al momento sembra il club più concreto e avanti nei dialoghi con la Lazio. Parallelamente, non manca l’attenzione di alcune società arabe, pronte a garantire al giocatore un ingaggio più elevato.

A fare chiarezza sulla situazione è stato anche Giulio Cardone, intervenuto ai microfoni di Radiosei, nella trasmissione “Quelli che…”:

“Nuno riceverebbe di più dalla squadra di Conceição, ma il Besiktas offre di più alla Lazio. Credo comunque che da una delle due parti andrà”.

Un passaggio significativo, che conferma come il bivio sia soprattutto economico: stipendio più alto al giocatore da una parte, incasso migliore per la Lazio dall’altra.


🧮 La strategia della Lazio

La posizione del club biancoceleste appare ormai definita. Dopo mesi difficili, tra rendimento altalenante e un rapporto mai realmente decollato con l’ambiente, la Lazio vuole chiudere l’operazione senza rischi futuri, assicurandosi una cifra certa e immediata.

L’obbligo di riscatto rappresenta quindi una garanzia imprescindibile, anche per sbloccare altre operazioni in entrata e alleggerire il monte ingaggi. In questo senso, la cessione di Tavares viene considerata prioritaria all’interno della strategia di mercato di gennaio.


⏳ Settimana decisiva

I prossimi giorni potrebbero essere decisivi. Il Besiktas resta in vantaggio per la struttura dell’offerta, mentre l’Arabia Saudita potrebbe tornare in corsa qualora decidesse di avvicinarsi alle richieste economiche della Lazio.

Una cosa è certa: Nuno Tavares è destinato a lasciare Formello, e la Lazio non intende fare sconti. La sensazione, come sottolineato anche da Cardone, è che l’uscita possa concretizzarsi a breve, mettendo fine a una delle situazioni più spinose del mercato biancoceleste.



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Taylor e gli olandesi alla Lazio: storia e precedenti

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Con Taylor salgono a otto gli olandesi nella storia della Lazio. Da Winter a de Vrij e Stam: tutti i precedenti biancocelesti.

Con l’arrivo di Kenneth Taylor, la S.S. Lazio rinnova una tradizione che, nel corso della sua storia, ha visto diversi calciatori olandesi vestire la maglia biancoceleste. Il centrocampista proveniente dall’Ajax segue infatti le orme di altri connazionali che hanno lasciato il segno, in modo più o meno profondo, nel club capitolino.

Il primo olandese a giocare nella Lazio fu Aron Winter, arrivato nel 1992 proprio dall’Ajax. Un trasferimento che si rivelò un autentico colpo: acquistato per circa 1,3 milioni di euro, Winter disputò 156 partite ufficiali in quattro stagioni, segnando 26 gol e diventando uno dei pilastri della Lazio degli anni Novanta. Il suo impatto resta, ancora oggi, uno dei migliori esempi di integrazione di un calciatore olandese nel calcio italiano.

Ventitré anni più tardi, sempre da Amsterdam a Roma, fu il turno di Ricardo Kishna. L’esperienza dell’esterno offensivo, però, non ebbe lo stesso successo: solo 21 presenze e 2 gol, prima di lasciare la Capitale senza riuscire a imporsi.


🟠 Una tradizione soprattutto difensiva

Nel complesso, sono otto i calciatori olandesi che hanno vestito la maglia della Lazio. Dopo Winter, la maggior parte di loro ha ricoperto ruoli difensivi, con risultati spesso molto positivi.

Tra i più iconici c’è Jaap Stam, acquistato dal Manchester United. Con la Lazio ha collezionato 94 presenze, diventando un leader della retroguardia prima di passare al AC Milan.

Un altro nome fondamentale è Stefan de Vrij, arrivato dal Feyenoord. De Vrij ha giocato 118 partite con la Lazio, segnando 10 gol e affermandosi come uno dei migliori difensori del campionato prima di spiccare definitivamente il volo a livello internazionale.

Meno incisive, ma comunque parte della storia biancoceleste, le esperienze di Edson Braafheid (23 presenze) e Wesley Hoedt (87 presenze), arrivati rispettivamente da Hoffenheim e AZ Alkmaar.


⚡ Adekanye e Noslin: il presente olandese

Nella lista figura anche Bobby Adekanye, protagonista di una breve parentesi laziale. Dopo aver militato nei settori giovanili di Ajax, Barcellona, PSV e Liverpool, Adekanye fece il suo debutto da professionista con la Lazio il 19 settembre 2019, in Europa League contro il CFR Cluj. In totale, 15 presenze e un gol.

Oggi, Taylor troverà in rosa un altro connazionale: Tijjani Noslin, arrivato dall’Hellas Verona nell’estate 2024 per 15 milioni di euro. Noslin rappresenta l’ottavo olandese della storia laziale e, pur partendo spesso dalla panchina, resta un elemento importante del gruppo.


🦅 Taylor tra passato e futuro

Con Kenneth Taylor, la Lazio spera di ritrovare l’impatto positivo che ebbe Aron Winter negli anni Novanta. La storia insegna che gli olandesi, soprattutto quando dotati di personalità e intelligenza tattica, possono lasciare un segno profondo in biancoceleste.

Ora tocca a Taylor scrivere il prossimo capitolo.



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🛡️ Lazio clean sheet record: Sarri come l’Arsenal, difesa da primato europeo

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Turnover Lazio Torino: Maurizio Sarri fornisce indicazioni alla squadra durante un allenamento a Formello.

La vittoria al Bentegodi certifica una statistica incredibile: la Lazio ha collezionato 10 clean sheet in 20 giornate. Nessuno in Europa ha fatto meglio dei biancocelesti.

VERONA – La vittoria di ieri sera al Bentegodi va ben oltre il semplice 1-0. Racchiude un numero che fotografa perfettamente la stagione della Lazio, la sua identità e una solidità ormai certificata: il Lazio clean sheet record. In pratica, una partita sì e una no la porta biancoceleste resta inviolata. La squadra di Sarri continua a offrire garanzie difensive di altissimo livello, nonostante una prestazione che non convince totalmente sotto il profilo del gioco.

🇪🇺 Sarri come l’Arsenal: i numeri del primato

Nei cinque principali campionati del continente, infatti, nessuno ha fatto meglio della squadra capitolina. Come evidenziato dai dati Opta Sports e sottolineato dal Corriere dello Sport, il Lazio clean sheet record è attualmente condiviso solo con l’Arsenal, l’unico altro club capace di mostrare lo stesso rendimento difensivo nei top 5 campionati europei.

Questo dato assume ancora più valore se consideriamo lo sfogo pre-partita di Sarri, che ha lamentato la sensazione di un perenne “anno zero”. Eppure, i numeri dicono che la base difensiva è da squadra di vertice assoluto.

🧱 Il muro Gila-Romagnoli: i segreti del Lazio clean sheet record

Il simbolo della crescita di questo reparto è senza dubbio Mario Gila. Il centrale spagnolo, intervenuto nel post-partita per commentare il premio di MVP, è diventato un muro invalicabile. Insieme ad Alessio Romagnoli, ha formato una coppia capace di trovare continuità e certezze, soprattutto nelle gare che richiedono pazienza e nervi saldi.

📋 La lista delle 10 “gare perfette”

Ecco l’elenco completo delle partite in cui la Lazio ha mantenuto la porta inviolata in questa Serie A:

  1. Verona (Andata e Ritorno)
  2. Genoa
  3. Atalanta
  4. Juventus
  5. Pisa
  6. Cagliari
  7. Lecce
  8. Parma
  9. Cremonese

La capacità della Lazio di difendere di squadra, partendo dalla pressione degli attaccanti, è il vero segreto che ha permesso di raggiungere questo Lazio clean sheet record. Ora la sfida sarà mantenere questa solidità anche nei prossimi impegni europei e contro le big del campionato.


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🛡️ Romagnoli-Lazio, aria di addio: l’Al-Sadd chiama subito, Lotito apre alla cessione?

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Futuro Romagnoli Lazio: il difensore centrale impartisce indicazioni ai compagni di reparto durante un match di campionato.

Nonostante la vittoria di Verona, il clima in casa Lazio resta teso. Il futuro di Alessio Romagnoli è in bilico: il Qatar chiama, il difensore aspetta un segnale che non arriva e Sarri trema.

ROMA – Il mercato della Lazio vive di paradossi. Mentre si inseguono i nomi di Alex Tóth, Quinten Timber e resta vivo l’interesse per Giovanni Fabbian, la realtà dei fatti impone una dura legge: per comprare, bisogna vendere. E il sacrificato sull’altare del bilancio potrebbe essere proprio l’uomo simbolo della difesa: Alessio Romagnoli.

🇶🇦 L’ombra di Mancini e l’offerta dell’Al-Sadd

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, le sirene qatariote si sono fatte improvvisamente assordanti. L’Al-Sadd di Roberto Mancini avrebbe deciso di accelerare: non più a giugno, ma subito. Sul piatto per il giocatore ci sarebbe un contratto faraonico che supera i 3 milioni di euro a stagione, cifre in grado di far vacillare chiunque.

💔 Promesse infrante: la rottura con Lotito

Ma perché Romagnoli, che ha fatto una scelta di vita legandosi alla Lazio (accettando inizialmente un ingaggio al ribasso), oggi valuta l’addio? La scintilla dello strappo risale al 2023. Il difensore accusa il presidente Lotito di non aver mantenuto la promessa di rinnovo fatta al momento della firma. Da sei mesi i contatti sono fermi: tenere un giocatore con il contratto in scadenza nel 2027 senza prospettive di adeguamento equivale, nel calcio moderno, a spingerlo verso l’uscita.

😤 Sarri “frigge”: l’incedibile a rischio

In tutto questo, Maurizio Sarri vive ore di profonda frustrazione. Dopo aver dichiarato che la cosa che più lo sconcerta è l’anno zero perenne della Lazio, ora rischia di perdere il perno centrale della sua difesa 4-3-3. Per il tecnico, Romagnoli è l’incedibile per eccellenza, l’unico in grado di guidare la linea con i tempi corretti.

Obiettivo EntrataRuoloStatus
Alex TóthCentrocampistaTrattativa avanzata
Quinten TimberMezzalaSondaggio concreto
Giovanni FabbianTrequartista/MezzalaSullo sfondo

L’eventuale sacrificio di Romagnoli servirebbe a finanziare questo “tris” di acquisti, ma a quale prezzo tecnico? La sensazione è che l’offerta ufficiale dell’Al-Sadd possa arrivare a ore a Formello.


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Il caso Romagnoli è destinato a infiammare le prossime ore. Vuoi sapere in tempo reale se Alessio accetterà il Qatar o se Lotito farà un passo indietro? Unisciti alla nostra community per tutti i retroscena.

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Lazio, il Brentford accelera per Cancellieri

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Cancellieri salva la Lazio con una doppietta, ma la difesa cede ancora: Sarri deve trovare soluzioni dopo il 3-3 con il Torino. Analisi e riflessioni.
Cancellieri salva la Lazio con una doppietta, ma la difesa cede ancora: Sarri deve trovare soluzioni dopo il 3-3 con il Torino. Analisi e riflessioni.

l mercato in uscita della S.S. Lazio potrebbe presto registrare un nuovo capitolo importante. Come svelato venerdì scorso da Alfredo Pedullà, il Brentford si è mosso concretamente per Matteo Cancellieri, attaccante classe 2002 legato alla Lazio da un contratto in scadenza il 30 giugno 2027.

Secondo quanto riportato, il club inglese aveva già fatto seguire il giocatore durante Lazio-Fiorentina, prima di intensificare ulteriormente il monitoraggio. La conferma è arrivata anche nelle ultime ore: il Brentford ha infatti mandato un proprio osservatore anche a Verona, per assistere dal vivo alla gara disputata dai biancocelesti al Bentegodi.

Un doppio passaggio che testimonia come l’interesse non sia affatto superficiale. Al contrario, la società di Premier League sta valutando con grande attenzione il profilo di Cancellieri, ritenuto compatibile con le esigenze tecniche e fisiche del calcio inglese.


💰 Pronta un’offerta concreta

Dalle informazioni raccolte, emerge un dettaglio significativo: entro mercoledì il Brentford avrebbe intenzione di presentare alla Lazio una proposta ufficiale. La cifra complessiva dovrebbe aggirarsi tra i 15 e i 16 milioni di euro, bonus compresi. Un’offerta importante, che metterebbe il club biancoceleste di fronte a una valutazione attenta, soprattutto in un contesto di mercato in cui le cessioni rappresentano una leva fondamentale per sbloccare ulteriori operazioni in entrata.

Cancellieri, cresciuto negli ultimi anni tra alti e bassi, resta uno dei profili giovani più interessanti della rosa laziale. La sua velocità, la capacità di attaccare la profondità e la duttilità offensiva lo rendono un prospetto appetibile, in particolare per campionati come la Premier League, da sempre attenta a esterni offensivi con margini di crescita.


🔵 La posizione della Lazio

Al momento, la Lazio non ha preso una decisione definitiva. Il club continua a credere nel potenziale del giocatore, ma allo stesso tempo valuta con attenzione ogni proposta che possa risultare vantaggiosa dal punto di vista economico e strategico. Un’offerta da 15-16 milioni rappresenterebbe una cifra significativa, soprattutto considerando l’età del calciatore e il suo contratto ancora lungo.

Molto dipenderà anche dalle scelte tecniche di Maurizio Sarri e dalla necessità di mantenere equilibrio numerico e qualitativo nel reparto offensivo. In una fase di transizione come quella attuale, la Lazio è chiamata a ponderare ogni mossa con estrema attenzione.


🔮 Settimana decisiva

I prossimi giorni si annunciano quindi decisivi. Se l’offerta annunciata dovesse effettivamente arrivare entro metà settimana, la Lazio sarà chiamata a una scelta chiara: trattenere Cancellieri per continuare il suo percorso di crescita in biancoceleste oppure cogliere l’occasione di una plusvalenza importante, reinvestendo sul mercato.

Il Brentford, dal canto suo, sembra pronto a fare sul serio. E Matteo Cancellieri potrebbe diventare uno dei nomi caldi del mercato laziale di gennaio.



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Sarri: “Vittoria per i tifosi. Taylor avanti, Ratkov crescerà”

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Probabili formazioni Lazio Atalanta: i giocatori in campo allo Stadio Olimpico per il match di Coppa Italia.
Maurizio Sarri in panchina all’Olimpico: il tecnico annuncia che resterà fino a giugno, ma chiede risposte e investimenti alla società.

Una vittoria che va oltre i tre punti. Dopo il successo della S.S. Lazio sul campo del Verona, Maurizio Sarri ha commentato la gara ai microfoni di Sky Sport, offrendo un’analisi lucida del momento biancoceleste, tra difficoltà strutturali, crescita del gruppo e centralità della tifoseria.

Il primo pensiero del tecnico toscano è stato proprio per il popolo laziale, protagonista sugli spalti del Bentegodi:

“Non so se hai visto la curva della Lazio. Dare una soddisfazione a quella gente è tanta roba”.

Parole che certificano quanto la vittoria avesse un valore emotivo particolare:

“La gara era importante forse più per loro che per noi”.


🏟️ Analisi della partita: “Non era semplice”

Dal punto di vista tecnico, Sarri ha elogiato la prestazione della squadra, soprattutto nella fase di costruzione:

“La squadra ha fatto una buona gara, perché da dietro siamo usciti sempre bene”.

Resta però un limite noto:

“Purtroppo facciamo fatica a trasformare in situazioni pericolose tutto il volume di gioco che facciamo”.

Il Verona, come sottolineato dall’allenatore biancoceleste, resta una squadra temibile:

“Noi facevamo la gara e loro ripartivano in contropiede, cosa in cui sono molto bravi. Non era semplice”.


🆕 Taylor e Ratkov: tempi diversi di inserimento

Sarri ha poi parlato dei nuovi arrivi, soffermandosi sulle differenze tra Kenneth Taylor e Petar Ratkov:

“A livello di caratteristiche e di presenze fatte, Taylor potrebbe fare più velocemente”.

Un discorso diverso per l’attaccante serbo:

“Petar viene da esperienze diverse, è leggermente più giovane e potrebbe fare più fatica. Mi auguro di no, ma bisogna metterlo in preventivo”.

Parole realistiche, che mostrano come Sarri non voglia caricare di pressioni immediate chi è chiamato a crescere gradualmente.


🔵 Una stagione di transizione

Il tecnico ha poi allargato il discorso al contesto generale della stagione:

“Per noi è una stagione difficile fin dall’inizio, con il blocco del mercato e infortuni a catena”.

Nonostante tutto, Sarri guarda avanti con pragmatismo:

“Stiamo cercando di creare una base, sperando che poi la società ci faccia due o tre inserimenti estivi decisivi”.

L’obiettivo è chiaro:

“Con questo gruppo penso di poter creare una base di 7-8 giocatori di livello”.

E sul tema degli obiettivi stagionali, il tecnico è stato netto:

“Questo è un anno così. Non ci siamo posti obiettivi se non questo, e anche la società è d’accordo”.


🦅 Una Lazio che guarda al futuro

Le parole di Sarri delineano una Lazio consapevole dei propri limiti attuali, ma determinata a costruire. In una stagione segnata da difficoltà extracampo e problemi fisici, la vittoria di Verona rappresenta un segnale di compattezza, soprattutto nel rapporto con la tifoseria.

Il presente è complesso, ma il futuro resta aperto. E passa dalla crescita di uomini e giocatori che, passo dopo passo, possono ridare ambizione alla Lazio.



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Lazzari esalta la Lazio: “Tre punti pesanti, tifosi fantastici”

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Manuel Lazzari nasce a Valdagno il 29 novembre 1993. Difensore, cresce calcisticamente nel Vicenza ma colleziona le prime gare a livello professionistico nel Montecchio, nella stagione 2010/2011. Nel triennio successivo gioca con Delta 2000, Giacomense e SPAL. A Ferrara si consacra, arrivando, in sei anni, dalla Serie C2 alla Nazionale, passando per la Serie A. Nell’estate 2019 viene acquistato dalla Lazio, con la quale ha finora vinto una Supercoppa italiana nel 2019. Il suo debutto con la nazionale, risale al settembre 2018.

Una vittoria sofferta, pesante, ottenuta su uno dei campi più complicati della Serie A. Dopo il successo della S.S. Lazio allo stadio Bentegodi, è Manuel Lazzari a raccontare il valore dei tre punti conquistati in trasferta, sottolineando ancora una volta il ruolo fondamentale della tifoseria biancoceleste.

Intervenuto ai microfoni di DAZN al termine della gara, l’esterno laziale ha raccontato anche un curioso retroscena legato al suo ingresso in campo:

“Per i primi dieci minuti, quando sono entrato, non sentivo i piedi per il freddo”
(sorride, ndr).

Un dettaglio che rende ancora più chiaro quanto siano state dure le condizioni ambientali di una partita giocata con grande intensità, su un terreno tradizionalmente ostico.


🏟️ “Sapevamo che sarebbe stata una battaglia”

Lazzari ha poi analizzato il successo con grande lucidità, evidenziando le difficoltà incontrate dalla Lazio:

“Siamo contenti per i tre punti. Questo è un campo difficile, sapevamo che ci aspettava una battaglia”.

Parole che fotografano perfettamente l’andamento della gara: una Lazio chiamata a stringere i denti, a restare compatta e a portare a casa una vittoria di carattere, fondamentale per il percorso in campionato.


🦅 Il fattore tifosi: “Sembra di giocare in casa”

Il passaggio più significativo, però, è quello dedicato ai tifosi biancocelesti, ancora una volta protagonisti lontano da Roma:

“Ormai non ci sono più parole. Anche in trasferta sembra di giocare in casa”.

Una frase che racchiude l’essenza del rapporto tra la squadra e il suo popolo. Al Bentegodi, come in tante altre trasferte, il sostegno dei tifosi della Lazio si è fatto sentire dal primo all’ultimo minuto, creando un’atmosfera da stadio Olimpico anche lontano da Roma.

Lazzari ha voluto chiudere con un ringraziamento sentito:

“Un applauso a loro, siamo contenti di avergli regalato questa vittoria”.


🔵 Una Lazio che cresce anche lontano dall’Olimpico

La vittoria di Verona conferma una Lazio sempre più solida in trasferta, capace di adattarsi alle difficoltà ambientali e di sfruttare al massimo il supporto della propria tifoseria. In un momento della stagione in cui ogni punto pesa, conquistare tre punti su un campo come il Bentegodi rappresenta un segnale importante.

E se la squadra riesce a sentirsi “in casa” anche lontano dall’Olimpico, il merito è soprattutto di un popolo che non smette mai di sostenere i propri colori.



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Verona-Lazio 0-1: le pagelle biancocelesti, tre punti d’oro senza brillare

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Intervista Taylor Lazio: il centrocampista olandese in azione durante una partita all'Olimpico.

La Lazio torna da Verona con una vittoria pesantissima per la classifica, arrivata grazie all’autogol decisivo di Nelson. Una prestazione tutt’altro che esaltante, ma sufficiente per portare a casa tre punti fondamentali. Ecco l’analisi giocatore per giocatore, partendo dalle pagelle.


🧤 Ivan Provedel – 6

Non deve compiere parate clamorose. Attento nelle uscite e ordinato nella gestione dell’area. Fa il suo senza sbavature.

🛡 Adam Marušić – 6

Partita diligente, senza particolari acuti ma anche senza errori. Copre bene la fascia.

🛡 Mario Gila – 6

Solido e concentrato. Qualche duello duro, ma tiene bene la linea difensiva.

🛡 Alessio Romagnoli – 6,5

Il migliore del reparto arretrato. Sempre puntuale nelle chiusure, guida la difesa con esperienza.

🛡 Luca Pellegrini – 6

Spinge poco ma difende con attenzione. Prestazione sufficiente.


🚀 Manuel Lazzari – 6,5

Tra i migliori in campo. Il suo cross provoca l’autogol decisivo. Spinta costante e atteggiamento positivo.

Taylor – 6,5

Esordio da titolare per scelta obbligata di Sarri. Buoni piedi, personalità interessante. Ancora fuori dai meccanismi, ma l’inizio è incoraggiante.

Reda Belahyane – SV

Troppo poco in campo per essere giudicato.

Danilo Cataldi – 6

Gestisce il pallone senza forzare. Prestazione ordinata, ma poco incisiva.

Matías Vecino – 5,5

Appare in difficoltà fisica e mentale. Poco presente nel gioco e spesso in ritardo.


🎩 Pedro – 6

Entra per dare qualità e ordine. Non cambia la partita, ma mette esperienza.

🎯 Tijjani Noslin – 6,5

Sbaglia un’occasione enorme di testa, ma per il resto gioca una buona gara: si muove, lega il gioco e crea spazi. Meglio di quanto dica il risultato.

Gustav Isaksen – 5

Ancora una prestazione deludente. Poco concreto, impreciso, mai davvero pericoloso. Sostituzione inevitabile.

Matteo Cancellieri – 5

Tanta confusione e zero precisione. Tira spesso ma senza mai centrare lo specchio.

🔁 Petar Ratkov – 6

Entra nella ripresa, prova a farsi valere fisicamente. Senza grandi occasioni, ma con impegno.


🧠 Maurizio Sarri – 6

Vittoria fondamentale più per la classifica che per il gioco. Le scelte sono condizionate dall’emergenza, ma il risultato arriva.


⚖️ Considerazioni finali

La Lazio non ha giocato bene, inutile negarlo. Il pareggio sarebbe stato probabilmente il risultato più giusto, ma l’episodio ha premiato i biancocelesti. Dopo una stagione segnata da errori arbitrali contro, un pizzico di fortuna era quasi dovuto.

Attenzione però: la qualità offensiva resta un problema serio. Con Isaksen e Cancellieri a questi livelli, segnare diventa un’impresa. La vittoria è preziosa, la prestazione no.

👉 Sei d’accordo con queste pagelle?
Scrivilo nei commenti e dimmi chi salvi e chi bocci dopo Verona-Lazio. 💬⚪🔵



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🛡️ Gila, il muro di Verona: “Tre punti per raddrizzare la schiena. Felice per il clean sheet”

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Mario Gila intervista pre-partita Lazio Genoa espressione seria
Mario Gila durante un match della Lazio: i due giocatori potrebbero essere ceduti a gennaio per garantire liquidità al club.

Lo spagnolo si prende il premio di MVP al Bentegodi. Una prova di grinta e muscoli che regala ossigeno alla Lazio: “Vincere i duelli mi piace, ma il merito è di tutti”.

VERONA – Se la Lazio esce dal Bentegodi con l’intero bottino, il merito è in gran parte di chi ha blindato l’area di rigore con i denti. In una giornata dove, come abbiamo analizzato, la prestazione non convince fino in fondo sul piano del gioco, la Lazio riscopre la solidità del suo “gladiatore”: Mario Gila.

Premiato come MVP del match dai microfoni di Sky e Dazn, il difensore spagnolo ha analizzato con maturità un successo che pesa tantissimo per la classifica e per il morale.

📈 “Schiena dritta e stimolo positivo”

Gila non si nasconde dietro la diplomazia. Sa che il periodo è complicato, specialmente dopo lo sfogo pre-partita di Sarri che parlava di “anno zero” e difficoltà strutturali:

“Abbiamo fatto tre punti importantissimi, lo meritavamo. Volevamo vincere qui che non è facile. Sono molto contento. È molto importante questa vittoria per mettere la schiena dritta, avevamo bisogno di uno stimolo positivo.”

Parole che sanno di leadership. In un momento di turbolenza, Gila si è caricato la difesa sulle spalle, vincendo ogni duello aereo e sporcando ogni linea di passaggio scaligera.

🧱 La gioia del Clean Sheet

Oltre ai tre punti, il dato che fa sorridere Sarri è lo zero nella casella dei gol subiti. Un risultato ottenuto nonostante il debutto forzato di Kenneth Taylor e un centrocampo ancora da registrare.

“Ottenere questa vittoria qui, in un campo difficile, ci dà la spinta di cui avevamo bisogno”, ha proseguito Gila. “È vero che vincere i duelli non è come gestire la palla, ma mi piace molto. Il Clean sheet? È merito di tutti, siamo molto contenti. Continuiamo così”.

📊 I numeri di Gila al Bentegodi

StatisticaValore
Duelli Vinti9 / 11
Salvataggi4
Palloni Recuperati7
Passaggi riusciti88%

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Verona-Lazio 0-1: tre punti d’oro, ma la prestazione non convince

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Verona-Lazio 0-1

La Lazio espugna il Bentegodi battendo il Verona per 1-0, conquistando tre punti pesantissimi in chiave classifica. Una vittoria arrivata grazie a un episodio fortunato, ma che – considerando i tanti torti arbitrali subiti in stagione – i biancocelesti possono anche considerare meritata dal punto di vista del “credito” accumulato.

Il gol: cross di Lazzari e autogol di Nelson

Il match si decide con l’azione che porta all’autogol di Victor Nelsson. Il cross di Manuel Lazzari è perfetto: teso, preciso, velenoso. Il difensore del Verona, in scivolata, devia il pallone che si alza e scavalca Lorenzo Montipò, finendo nella propria porta.
Lazzari, per impatto e qualità delle giocate, è senza dubbio uno dei migliori in campo della Lazio.

Una Lazio poco brillante (ma finalmente fortunata)

Onestamente, la Lazio non ha giocato una grande partita. Poca qualità, manovra lenta e difficoltà evidenti negli ultimi trenta metri. Tuttavia, dopo una stagione costellata da episodi arbitrali sfavorevoli, questa volta la fortuna ha sorriso ai biancocelesti.

E attenzione: anche oggi si è rischiato grosso. Sul risultato di 1-0, l’arbitro Marco Guida era stato richiamato dal VAR per un possibile rigore a favore del Verona, in una mischia in area con Ivan Provedel. Una situazione che sembrava surreale, con un giocatore scaligero a terra in modo plateale. Fortunatamente, il fuorigioco iniziale ha annullato tutto: altrimenti, con ogni probabilità, la Lazio non avrebbe vinto neanche questa.

Taylor titolare, Ratkov nella ripresa

Scelte obbligate per Maurizio Sarri, che prima del match aveva sottolineato l’emergenza: “È la prima volta che faccio partire titolare subito un giocatore appena arrivato”.
Taylor parte dal primo minuto: buoni piedi, buona personalità, ma è ancora fuori dai meccanismi. Troppo presto per giudicare.

Nel secondo tempo entra Petar Ratkov al posto di Tijjani Noslin. Personalmente, l’uscita più logica sarebbe stata quella di Matteo Cancellieri.
Noslin, nonostante l’errore clamoroso di testa dopo pochi minuti (la palla più grande del match), ha comunque fatto gioco, ha legato la manovra e si è mosso bene da centravanti. Non una prestazione negativa.

Attacco sterile e poca qualità

Il vero problema resta lì davanti. Cancellieri ha tirato tante volte senza mai trovare lo specchio, mentre Gustav Isaksen anche oggi è apparso in grande difficoltà, tanto da essere sostituito da Pedro.
Se questi sono Isaksen e Cancellieri, segnare diventa complicatissimo.

Anche Matías Vecino è apparso spento, mentre la difesa ha comunque retto con ordine. Il Verona ha avuto un paio di occasioni interessanti, ma nulla di clamoroso.

Vittoria pesante, prestazione insufficiente

Il pareggio (0-0) sarebbe probabilmente stato il risultato più giusto. Ma l’episodio ha premiato la Lazio, che porta a casa tre punti fondamentali: la classifica stava diventando inquietante e una mancata vittoria avrebbe potuto risucchiare i biancocelesti in piena zona retrocessione.

Chiariamolo: così non basta. Bisogna crescere molto, giocare meglio, aumentare la qualità della rosa. Perché se giochi come oggi, senza l’autogol degli avversari, una partita del genere difficilmente la vinci.

Tabellino HELLAS VERONA-LAZIO 0-1

Marcatore: 79` aut. Nelsson (V)

HELLAS VERONA (3-5-2): Montipò; Valentini, Nelsson, Bella Kotchap (76` Nunez) ; Bradaric, Niasse (87` Al Musrati), Gagliardini (76` Serdar), Bernede, Frese; Giovane (68` Mosquera), Orban (68` Sarr).

A disp.: Perilli, Toniolo, Oyegoke, Slotsager, Kastanos, Harroui, Ebosse, Cham.

All.: Paolo Zanetti

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini (55` Lazzari); Vecino, Cataldi (69` Rovella), Taylor (90`+1ì Belahyane); Isaksen (69` Pedro), Noslin (55` Ratkov), Cancellieri.

A disp.: Mandas, Furlanetto, Provstgaard, Hysaj, Nuno Tavares.

All.: Maurizio Sarri

Arbitro: Marco Guida (sez. Torre Annunziata)

Assistenti: Mastrodonato – Bianchini

IV ufficiale: Arena

VAR: Meraviglia

AVAR: Fabbri

NOTE. Ammoniti: 6` Bella Kotchap (V), 18` Cancellieri (L), 25` Valentini (V)

Recupero: 1` pt, 5` st.

Serie A Enilive | 20ª giornata

Domenica 11 dicembre 2025, ore 18:00

Stadio Marcantonio Bentegodi, Verona



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🎙️ SARRI – Lo sfogo a Sky: “Taylor titolare per necessità. Alla Lazio sembra sempre l’anno zero”

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Lo stadio Unipol Domus di Cagliari pronto per la sfida di Serie A contro la Lazio.

Parole pesanti di Maurizio Sarri a pochi minuti dal fischio d’inizio di Verona-Lazio. Il tecnico evidenzia le difficoltà del momento e critica la mancanza di continuità del progetto.

VERONA – Non è un Maurizio Sarri sereno quello che si presenta ai microfoni di Sky Sport prima della sfida del Bentegodi. Nonostante le formazioni ufficiali vedano il debutto dal 1′ di Kenneth Taylor, il tecnico ha voluto chiarire che non si tratta di una scelta programmata, ma di una necessità dettata da una situazione limite.

🚨 Taylor? “Mai fatto prima in carriera”

L’inserimento dell’olandese, arrivato solo pochi giorni fa, è lo specchio di un reparto in sofferenza dopo l’addio di Guendouzi:

“Taylor? Ha fatto un allenamento solo con noi. È la prima volta che butto dentro un giocatore dopo un solo allenamento, questo dà l’idea delle difficoltà che stiamo affrontando in questo momento. Ieri abbiamo fatto un allenamento, per cui non c’erano grandissime indicazioni. Sono necessità e quindi va dentro. Lo conosco parzialmente, l’ho visto in un paio di situazioni e spero possa alzare il livello tecnico”.

📉 La critica: “Basta con l’Anno Zero”

Ma è sulla prospettiva futura e sulla gestione del club che Sarri è apparso più infastidito, ricollegandosi indirettamente a quel clima di incertezza che spesso viene usato come alibi perfetto dalla dirigenza:

“Gli obiettivi li ho ben delineati, quello di costruire un gruppo che con un paio di innesti diventi una squadra pronta per un livello superiore. La cosa che sconcerta un po’ alla Lazio è che tutti gli anni sembra sia l’anno zero”.

Una frase che pesa come un macigno e che sottolinea la frustrazione di un allenatore che vorrebbe lavorare sulla continuità, ma che si ritrova ogni estate (e ogni inverno) a dover ricostruire fondamenta che sembravano già solide.


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🚨 FORMAZIONI UFFICIALI – Verona-Lazio: Sarri lancia subito Taylor, Noslin guida l’attacco

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Formazioni ufficiali Verona Lazio, Kenneth Taylor titolare con la maglia numero 8 della Lazio.

Scelte ufficiali al Bentegodi: Maurizio Sarri sorprende tutti inserendo immediatamente Kenneth Taylor nel cuore del centrocampo. In attacco, Noslin sfida il suo passato da titolare.

VERONA – Sono appena state comunicate le formazioni ufficiali per la sfida tra Hellas Verona e Lazio, calcio d’inizio alle ore 15:00. Maurizio Sarri ha sciolto gli ultimi dubbi, regalando una maglia da titolare immediata a Kenneth Taylor, arrivato in settimana per rinforzare una mediana orfana di Guendouzi.

🇳🇱 Taylor dal 1′, Cataldi in regia

La grande novità è il debutto dell’olandese, che agirà da mezzala sinistra al fianco di Cataldi e Vecino. Una scelta coraggiosa che dimostra quanto Sarri creda nell’inserimento rapido dell’ex Ajax. In difesa, come previsto, torna Marusic a destra con Pellegrini preferito a Nuno Tavares sulla fascia opposta.

🎯 Il tridente della velocità: Noslin “falso nove”

Senza lo squalificato Zaccagni, Sarri punta tutto sulla rapidità. Tijjani Noslin torna al Bentegodi da avversario e lo farà occupando la posizione centrale del tridente, supportato da Isaksen e Cancellieri. Resta inizialmente fuori Pedro, pronto a subentrare a gara in corso.

💺 Panchina per Belahyane e Ratkov

Nonostante le indiscrezioni della vigilia che lo vedevano titolare in ottica mercato, Reda Belahyane si accomoda in panchina. Insieme a lui anche il gigante serbo Petar Ratkov, che spera di trovare spazio nel secondo tempo per il suo esordio assoluto.


📋 Le formazioni nel dettaglio

VERONA (3-5-2): Montipò; Nelsson, Valentini, Bella-Kotchap; Bradaric, Bernede, Niasse, Gagliardini, Frese; Giovane, Orban. All.: Zanetti.

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini; Vecino, Cataldi, Taylor; Isaksen, Noslin, Cancellieri. A disp.: Mandas, Furlanetto, Provstgaard, Lazzari, Nuno Tavares, Hysaj, Rovella, Belahyane, Pedro, Ratkov. All.: Sarri.


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Lazio su Alex Tóth: parla l’agente. “Trattativa ferma: prima l’accordo tra i club”

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Alex Tóth con la maglia del Ferencváros durante un allenamento, obiettivo di mercato della Lazio.

Non solo Kenneth Taylor: la Lazio punta il gioiello del Ferencváros per completare il centrocampo. Ma l’agente Bence Papp avvisa: “Non trattiamo i termini contrattuali finché non c’è l’intesa tra società”.

ROMA – Il calciomercato della Lazio non si ferma all’ arrivo di Kenneth Taylor. Maurizio Sarri ha chiesto un ulteriore tassello per ringiovanire e dare qualità alla mediana, e il profilo individuato porta dritto a Budapest. Alex Tóth, centrocampista classe 2005 del Ferencváros, è il nome caldo delle ultime ore. Tuttavia, la strada verso la firma sembra ancora in salita.

🎙️ Le parole dell’agente: “Nessuna negoziazione per ora”

A fare chiarezza sulla situazione è intervenuto Bence Papp, agente del calciatore, che ai microfoni di M4 Sport ha frenato gli entusiasmi, sottolineando la correttezza professionale verso il club ungherese:

“Ci sediamo a negoziare con un altro club solo dopo che il club ha già raggiunto un accordo con il Ferencváros. Finché i due club non raggiungeranno un accordo, non negozieremo a nessun livello, e tanto meno concorderemo i termini contrattuali.”

Papp ha poi evidenziato l’importanza dell’operazione per tutto il movimento magiaro: “Un trasferimento di questo calibro dal campionato ungherese non si poteva nemmeno immaginare. È estremamente importante per la percezione del nostro calcio a livello internazionale.”

⚽ Identikit del talento: chi è Alex Tóth

Considerato uno dei prospetti più cristallini dell’Europa dell’Est, Tóth è un centrocampista moderno, capace di abbinare fisicità e visione di gioco. Nonostante la giovane età, è già parte integrante della prima squadra del Ferencváros, con cui si sta preparando per la ripresa del campionato e per gli impegni in Europa League.

CaratteristicaDettaglio
Anno di nascita2005
NazionalitàUngherese
Club attualeFerencváros
RuoloCentrocampista centrale / Mezzala
StatusIn ritiro con il club attuale

🧩 Strategia Lazio: l’incastro con le uscite

L’accelerazione per Tóth è strettamente legata alla possibile uscita di Belahyane, oggi impegnato nella vetrina di Verona. Se il marocchino dovesse partire verso la Ligue 1 o il Torino, la Lazio avrebbe la liquidità e il posto in lista necessari per chiudere l’operazione Tóth, regalando a Sarri un centrocampo totalmente rinnovato e di prospettiva.

Al momento, il giocatore resta a disposizione del Ferencváros, ma i contatti tra i club proseguono. La sensazione è che la Lazio voglia chiudere entro la fine della prossima settimana.


📲 Resta aggiornato sulla trattativa Tóth!

La Lazio riuscirà a strappare il sì del Ferencváros? Non perdere nemmeno un aggiornamento su Alex Tóth e sulle altre mosse di mercato. Unisciti al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere le news in tempo reale!

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🏟️ Mercato Lazio – Belahyane, missione “vetrina” al Bentegodi: Torino e Ligue 1 osservano

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Reda Belahyane con la maglia della Lazio durante una fase di gioco, loghi di Torino, Nizza e Rennes in sovraimpressione.
Reda Belahyane durante un allenamento della Lazio a Formello, in difficoltà a imporsi tra i titolari.

Il centrocampista marocchino scende in campo dal 1′ contro il suo passato. Per Sarri è fuori dal progetto, ma la gara di oggi può accelerare la cessione: tre club pronti all’assalto.

VERONA – Il calcio, a volte, scrive copioni bizzarri. Oggi, domenica 11 gennaio, Reda Belahyane tornerà a calpestare l’erba del Bentegodi, ma lo farà con la maglia della Lazio e, paradossalmente, con la valigia già in mano. Nonostante sia finito ai margini del progetto tecnico di Maurizio Sarri, l’emergenza a centrocampo nata dopo l’addio di Guendouzi e i recenti acciacchi nel reparto costringono il tecnico a lanciarlo titolare proprio contro l’Hellas.

📈 Una partita che vale il futuro

Quella di oggi non è solo una gara di campionato, ma una vera e propria operazione commerciale. La dirigenza biancoceleste spera che il classe 2004 possa sfoderare una prestazione d’autore per convincere i pretendenti a sferrare l’attacco decisivo. La valutazione si aggira intorno ai 10-12 milioni di euro, cifra che permetterebbe alla Lazio di finanziare i prossimi colpi in entrata.

🇮🇹 Torino e 🇫🇷 Ligue 1: chi è alla finestra?

Il corteggiamento più insistente arriva dal Torino. Marco Baroni lo accoglierebbe a braccia aperte per dare qualità alla mediana granata, ma la concorrenza internazionale è fitta e agguerrita:

  • Nizza: Il club dove è cresciuto vorrebbe riportarlo a casa per rinforzare il reparto centrale.
  • Rennes: Da tempo sulle tracce del ragazzo, pronti a un investimento a titolo definitivo per riportarlo in Francia.

La Lazio, presente a Verona con la lista dei convocati quasi al completo (eccezion fatta per lo squalificato Zaccagni), osserverà con attenzione ogni pallone toccato dal marocchino.

🔢 Il “caso” della maglia numero 21

Curiosità: Belahyane detiene ancora il numero 21, quello che il nuovo acquisto Petar Ratkov avrebbe voluto indossare. La sua imminente partenza libererebbe non solo un posto in lista, ma anche quel numero così iconico, ora destinato a rimanere “congelato” fino alla definizione della trattativa.


📲 Segui il calciomercato della Lazio in diretta!

Belahyane resterà o volerà verso Torino o la Francia? Resta aggiornato su tutte le operazioni in uscita della Lazio. Unisciti al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere notifiche istantanee su ogni firma e cessione.

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🏟️ CONVOCATI – Verona-Lazio, la lista di Sarri: subito Taylor e Ratkov, torna Marusic

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Grafica formazioni ufficiali Lazio Genoa 2026 con formazioni Sarri e De Rossi
Maurizio Sarri pensieroso a bordo campo durante una partita della Lazio, simbolo delle tensioni interne con la società per il mercato di gennaio.

Maurizio Sarri ha sciolto le riserve per la prima giornata di ritorno. Ecco i 21 biancocelesti che voleranno in Veneto per la sfida del Bentegodi.

ROMA – Vigilia di campionato in casa Lazio. Dopo le fatiche del turno infrasettimanale e le infinite polemiche post-Fiorentina, la squadra si è ritrovata a Formello per l’ultima seduta prima della partenza per Verona. Al termine dell’allenamento, il tecnico Maurizio Sarri ha diramato la lista dei convocati per la sfida del Bentegodi, valida per la 20ª giornata di Serie A.

🆕 Subito i volti nuovi: Taylor e Ratkov

La notizia del giorno è l’immediato inserimento dei nuovi acquisti. C’è grande curiosità per vedere all’opera Taylor a centrocampo, arrivato per colmare il vuoto lasciato dalla partenza di Guendouzi. In attacco, prima chiamata ufficiale per il gigante serbo Petar Ratkov, che dopo aver seguito i compagni dalla tribuna nell’ultimo match è pronto a bagnare l’esordio in maglia biancoceleste.

🛡️ Difesa al completo, out Zaccagni

In difesa si registra il fondamentale ritorno di Adam Marusic dopo la squalifica, mentre Manuel Lazzari figura regolarmente in lista nonostante l’allarme muscolare dei giorni scorsi. Come previsto, l’unica grande assenza è quella di Mattia Zaccagni, fermato dal Giudice Sportivo dopo il giallo “chirurgico” ricevuto nel match segnato dallo scandalo contro la Fiorentina.


📋 La lista completa

PORTIERI: Furlanetto, Mandas, Provedel;

DIFENSORI: Gila, Hysaj, Lazzari, Marusic, Nuno Tavares, Pellegrini, Provstgaard, Romagnoli;

CENTROCAMPISTI: Belahyane, Cataldi, Rovella, Taylor, Vecino;

ATTACCANTI: Cancellieri, Isaksen, Noslin, Pedro, Ratkov.


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Greenwood, arbitri e tifosi: Lotito riscrive la realtà

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Lotito accusa i tifosi per Greenwood e i torti arbitrali. Ma i fatti raccontano un’altra verità: mercato, politica e scelte societarie.

Ancora una volta Claudio Lotito torna a parlare. E ancora una volta, parlando, riscrive la realtà.
Il tema è quello di Mason Greenwood, un nome che continua a essere usato come alibi perfetto per spiegare ciò che, in realtà, ha una spiegazione molto più semplice: la Lazio non ha offerto abbastanza.

Secondo la versione del presidente, Greenwood non sarebbe arrivato a Roma a causa della contestazione dei tifosi nei suoi confronti. Una tesi che viene ripetuta con convinzione da una parte della tifoseria, ma che non regge al confronto con i fatti.

La verità è lineare:
il Marsiglia ha offerto 25 milioni, la Lazio 23.
Lotito ha preferito risparmiare 2 milioni di euro. Punto.
Greenwood ha scelto l’offerta economicamente migliore. Tutto il resto è narrazione.


❌ Il mito dei tifosi “colpevoli”

La tesi secondo cui Greenwood avrebbe evitato Roma per colpa dei tifosi è smentita dalla realtà dei fatti. A Marsiglia, infatti, i tifosi non volevano Greenwood.
Ci sono state proteste, striscioni, prese di posizione durissime. Persino il sindaco della città è intervenuto pubblicamente dichiarando che Marsiglia non voleva giocatori con quel passato.

Seguendo la logica di Lotito, Greenwood avrebbe scelto:

  • una città dove i tifosi lo contestavano
  • un ambiente politicamente ostile
  • una piazza che non lo voleva

…pur di evitare una città dove i tifosi lo avrebbero accolto, ma contestavano il presidente.

Una ricostruzione poco credibile, per non dire surreale.


⚽ I giocatori scelgono Roma per i tifosi, non per Lotito

Qui sta il punto centrale che Lotito continua a evitare:
i giocatori amano la Lazio per i tifosi, non per la presidenza.

Lo dimostrano le parole di chi è passato da Roma:

Tutti, senza eccezioni, hanno detto la stessa cosa:
tifosi straordinari, presidenza problematica.

Non esiste un ex calciatore della Lazio che abbia mai detto:

“Il presidente Lotito è il motivo per cui sono venuto o sarei rimasto”.


🧩 Guendouzi e la vera ragione dell’addio

Lotito ha spiegato l’addio di Guendouzi sostenendo che fosse dovuto all’assenza dalle coppe europee.
Ma Guendouzi è andato al Fenerbahçe, non al Real Madrid o al Bayern.

Il motivo reale è un altro:
la Lazio non è più competitiva, perché non investe per esserlo.


🟥 Arbitri e tifosi: un’altra favola

C’è poi l’ennesima teoria:
i torti arbitrali subiti dalla Lazio sarebbero colpa dei tifosi che contestano Lotito.

Anche qui, basta guardare i fatti.

I tifosi del Milan contestano proprietà e dirigenza da due anni.
Eppure il Milan è tra le squadre più favorite dalle decisioni arbitrali.

Quindi no:

  • la contestazione non penalizza
  • il tifo non condiziona gli arbitri

Il vero problema è politico.
Lotito ha perso il confronto istituzionale con Gabriele Gravina, e oggi la Lazio paga quel vuoto di peso e di rappresentanza.


🦅 La verità che Lotito non dice

La Lazio:

  • attira i giocatori per la tifoseria
  • li perde perché non investe
  • subisce torti perché non ha forza politica
  • non cresce perché non ha ambizione sportiva

Attribuire tutto ai tifosi è ingiusto, infantile e falso.

I tifosi della Lazio non sono il problema.
Sono l’unica vera risorsa che questa società non è mai riuscita – o voluta – valorizzare.



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Lotito: “Flaminio, siamo alle battute finali”

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Claudio Lotito e lo stadio Flaminio

Nel giorno del 126° anniversario della S.S. Lazio, Claudio Lotito torna a parlare di uno dei temi più cari al popolo biancoceleste: lo stadio Flaminio. Lo fa in un contesto altamente simbolico, durante i festeggiamenti ufficiali del club al Parco dei Daini di Villa Borghese, nel cuore di Roma.

“Stiamo lavorando per lo stadio Flaminio, speriamo di coronare questo sogno.
Siamo alle battute finali per la presentazione della documentazione”.

Parole che riaccendono la speranza dei tifosi laziali, da anni in attesa di una casa definitiva per il club. Il riferimento alle “battute finali” rappresenta un segnale importante, soprattutto in una fase in cui il progetto Flaminio è tornato al centro del dibattito pubblico e istituzionale.


🏟️ Il Flaminio come sogno e identità

Il presidente biancoceleste ha ribadito come lo stadio non rappresenti soltanto un’infrastruttura sportiva, ma un simbolo identitario per la Lazio e per la città di Roma. Un luogo capace di unire passato e futuro, storia e progettualità.

Il Flaminio, nella visione di Lotito, è il tassello fondamentale per completare un percorso iniziato anni fa, fatto di consolidamento societario e difesa dell’identità del club.


🦅 “Sento il peso di un secolo di storia”

Nel suo intervento, Lotito ha voluto anche soffermarsi sul proprio ruolo alla guida della Lazio:

“Sento la responsabilità di un secolo di storia.
Sono il presidente più longevo della Lazio e spero di ripercorrere le orme di alcuni miei illustri predecessori”.

Un passaggio che sottolinea il legame profondo tra la sua presidenza e la storia del club. Lotito non parla soltanto da dirigente, ma da custode di un patrimonio sportivo e culturale che attraversa più di un secolo.


⚽ La Lazio oltre il risultato sportivo

Uno dei concetti più forti espressi dal presidente riguarda la funzione sociale del calcio:

“Il calcio non è solo risultato sportivo ed economico.
Vorremmo essere un punto di riferimento per la città, per educare i giovani ai valori di un tempo”.

Un messaggio che si inserisce perfettamente nel contesto celebrativo dei 126 anni e che richiama la missione originaria della Lazio: essere non solo una squadra di calcio, ma un’istituzione educativa e morale.


🏛️ “Unica società ente morale”

Lotito ha infine rivendicato con orgoglio l’unicità storica della Lazio:

“La stragrande maggioranza delle squadre non ha la nostra storia, che ho voluto preservare.
Siamo l’unica società che è ente morale e speriamo di lasciare una traccia indelebile”.

Un’affermazione che richiama le radici profonde del club e che rafforza il concetto di continuità storica come valore fondante della gestione biancoceleste.


🔚 Tra passato e futuro

Nel giorno del suo 126° compleanno, la Lazio guarda avanti senza dimenticare ciò che è stata. Il progetto Flaminio, la centralità dei valori e il ruolo sociale del club rappresentano le colonne su cui Lotito intende costruire il futuro.

Ora la parola passa ai fatti. Ma mai come oggi, le parole del presidente sembrano indicare che il traguardo, finalmente, non sia più così lontano.



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Sneijder promuove Taylor: “Alla Lazio può diventare decisivo”

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Sneijder approva il passaggio di Taylor alla Lazio: “Scelta realistica, la Serie A è il campionato giusto per lui”.

Il passaggio di Kenneth Taylor alla S.S. Lazio convince anche chi la Serie A la conosce molto bene. Secondo quanto riportato da vi.nl, Wesley Sneijder ha espresso grande fiducia sul futuro del centrocampista olandese in maglia biancoceleste, definendo la sua scelta “realistica” e potenzialmente vincente.

Taylor è arrivato a Roma nella giornata di giovedì per completare l’iter del trasferimento e firmare il contratto con la Lazio. Un’operazione che ha attirato l’attenzione anche dell’ex fuoriclasse dell’Inter, protagonista assoluto in Italia tra il 2009 e il 2013. Proprio per questo, il giudizio di Sneijder assume un peso specifico particolare.

Intervenuto negli studi di Ziggo Sport, Sneijder ha spiegato perché considera quella della Lazio una scelta ideale per Taylor:

“Penso che possiamo aspettarci molto da lui. Per me è il passo giusto. Non la top assoluta del calcio italiano, ma subito sotto. Ho un buon feeling”.

Secondo Sneijder, uno degli aspetti più intelligenti della decisione presa dal centrocampista dell’Ajax è proprio la destinazione:

“Andare in una squadra di sub-top è una scelta intelligente. Forse un club come il Napoli sarebbe stato troppo in questo momento e avrebbe rischiato di finire in panchina”.

Un concetto chiaro: meglio giocare e crescere, piuttosto che bruciare tappe senza continuità. Un ragionamento che Sneijder ha voluto sottolineare con forza, elogiando il realismo del giocatore:

“Molti aspettano che arrivi la grande occasione da una top assoluta, ma è realistico? Forse Taylor lo è stato davvero, scegliendo di fare questo passo per poi eventualmente farne un altro più avanti”.

L’ex numero 10 nerazzurro ha poi analizzato anche l’adattabilità del giocatore al contesto italiano, spiegando perché la Serie A potrebbe essere il campionato ideale per esaltare le sue qualità:

“Tra tutti i campionati, penso che la Serie A sia quella più adatta a lui. In Italia sono sempre molto organizzati difensivamente e servono centrocampisti che sappiano inserirsi e arrivare in area”.

Caratteristiche che Sneijder riconosce pienamente in Taylor:

“Lui sa farlo, sono le sue qualità”.

Parole che rafforzano ulteriormente la convinzione della Lazio di aver investito su un profilo giusto, giovane ma già strutturato, capace di crescere in un contesto tatticamente esigente come quello italiano. La fiducia di un ex campione che ha fatto la storia della Serie A rappresenta un ulteriore segnale positivo per l’ambiente biancoceleste.

Ora toccherà al campo confermare queste sensazioni. Ma il debutto di Taylor in Serie A parte già con una promozione autorevole.



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Lazio, Timber rifiuta: niente trasferimento a gennaio

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Quinten Timber con la maglia del Feyenoord durante una partita ufficiale

La S.S. Lazio ha provato a muoversi con decisione sul mercato olandese, ma senza successo. Secondo quanto riportato da vi.nl, autorevole portale calcistico dei Paesi Bassi, il club biancoceleste si è ufficialmente fatto avanti per Quinten Timber, ricevendo però un netto rifiuto da parte del calciatore.

Il centrocampista del Feyenoord, classe 2001, ha un contratto in scadenza e dal 1° gennaio è libero di trattare con qualsiasi club per un trasferimento a parametro zero nella prossima estate. Proprio per questo motivo, se il Feyenoord volesse monetizzare dalla sua cessione, dovrebbe lasciarlo partire già durante la sessione invernale.

La Lazio aveva presentato un interesse concreto e ufficiale al club di Rotterdam, ma Timber ha deciso di non accettare un trasferimento a Roma in questa fase della stagione. Una scelta che ha di fatto chiuso la pista italiana, almeno per il mercato di gennaio.

Il tentativo del club biancoceleste era legato alla necessità di individuare un sostituto di Mattéo Guendouzi, trasferitosi recentemente al Fenerbahçe. Timber rappresentava uno dei profili monitorati, giovane ma già esperto a livello internazionale, e con margini di crescita importanti.

Nonostante il rifiuto, la strategia della Lazio non ha subito contraccolpi. Sempre secondo le ricostruzioni delle ultime ore, la società capitolina avrebbe già virato su altre soluzioni, trovando un’intesa con l’Ajax per l’arrivo di Kenneth Taylor, centrocampista destinato a rinforzare la mediana a disposizione di Maurizio Sarri.

La decisione di Timber conferma come il mercato invernale, soprattutto per i giocatori in scadenza, sia spesso influenzato dalle scelte personali e dalla volontà di programmare il futuro con maggiore calma in vista dell’estate. Per la Lazio, invece, resta la necessità di intervenire subito per mantenere equilibrio e competitività nella seconda parte della stagione.



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Lazio, il caso Nuno Tavares esubero inatteso

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Giocatori della Lazio impegnati nelle prove tattiche a Formello sotto la supervisione di Maurizio Sarri, in preparazione per la partita contro il Lecce.

Il vero nodo del mercato invernale della S.S. Lazio non riguarda tanto le entrate, quanto le uscite. In particolare, c’è una situazione che rischia di trasformarsi in un problema serio per la società biancoceleste: quella legata a Nuno Tavares.

Il terzino portoghese è ormai ai margini del progetto tecnico. Nelle ultime settimane non è praticamente mai sceso in campo, segnale evidente di una frattura che appare ormai difficilmente ricomponibile. A Formello, la sensazione è che il rapporto tra il giocatore e l’ambiente laziale sia arrivato al capolinea.

Nuno Tavares vuole andare via. Non lo ha mai nascosto e il suo atteggiamento negli allenamenti non passa inosservato. Si allena controvoglia, senza l’intensità richiesta, e la sua permanenza viene vissuta più come un peso che come una risorsa. Ma il problema è un altro: le offerte non arrivano.

In estate, la Lazio aveva fissato una valutazione molto alta, intorno ai 40 milioni di euro, forte delle buone prestazioni iniziali e dell’età del giocatore. Una cifra che oggi appare lontanissima dalla realtà del mercato. Con il passare dei mesi, la società ha abbassato le pretese, arrivando a considerare accettabile anche una proposta da 20 milioni, ma nemmeno a queste condizioni si sono presentati club disposti a investire.

Il risultato è un paradosso che rischia di bloccare l’intera strategia in uscita: Nuno Tavares non lo vuole più nessuno, ma senza un’offerta concreta la Lazio non può liberarsene. Una situazione che crea disagio sotto ogni punto di vista, tecnico, economico e ambientale.

Il giocatore non rientra nei piani di Maurizio Sarri, che non lo considera funzionale al suo sistema di gioco. Non è una priorità nemmeno per il direttore sportivo Angelo Fabiani, che sta cercando soluzioni alternative per alleggerire la rosa e il monte ingaggi. E, allo stesso tempo, lo stesso Nuno Tavares non ha alcuna intenzione di restare.

Eppure, il rischio concreto è proprio questo: rimanere a Roma contro la volontà di tutti.

Una permanenza forzata che rappresenterebbe un problema serio per la gestione dello spogliatoio e per il lavoro quotidiano dell’allenatore. Un esubero di questo tipo, se non risolto, rischia di diventare un caso interno capace di minare ulteriormente un ambiente già sotto pressione.

Dal punto di vista economico, inoltre, la situazione è tutt’altro che secondaria. Senza cessioni, la Lazio fatica a muoversi anche sul mercato in entrata. Ogni operazione è legata a un equilibrio finanziario delicato, e liberarsi di un ingaggio importante come quello di Nuno Tavares sarebbe fondamentale per sbloccare nuove opportunità.

Il tempo, però, stringe. Il mercato invernale avanza e, al momento, non ci sono segnali concreti di club pronti a farsi avanti. La sensazione è che la Lazio si trovi davanti a un bivio complicato: accettare un’offerta al ribasso pur di chiudere la cessione, oppure trattenere un giocatore fuori dal progetto, con tutti i rischi del caso.

In casa biancoceleste si spera ancora in una soluzione last minute, magari dall’estero, ma la realtà è chiara: il caso Nuno Tavares è diventato uno dei problemi principali di questa sessione di mercato. E se non verrà risolto in tempi brevi, potrebbe lasciare strascichi pesanti anche nella seconda parte della stagione.



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126 anni di Lazio: orgoglio, difficoltà e speranza

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126 anni di Lazio: orgoglio, difficoltà e speranza

Il 9 gennaio 2026 la S.S. Lazio compie 126 anni di storia.
Un anniversario importante, carico di significato, che arriva però in uno dei momenti più complessi e contraddittori del recente passato biancoceleste.

Centoventisei anni di passione, identità, appartenenza. Una storia che nasce nel 1900 e che affonda le proprie radici nei valori fondanti dello sport, della lealtà e dell’orgoglio. Per chi volesse approfondire l’origine del nome, dei colori e dei padri fondatori, resta fondamentale il racconto delle origini, perché conoscere la Lazio significa prima di tutto capire cosa rappresenta.

Questo compleanno, tuttavia, arriva in un contesto difficile. La società e la squadra stanno attraversando una fase di evidente sofferenza, figlia di un calciomercato bloccato ad agosto dai provvedimenti della Covisoc, sbloccato solo parzialmente a gennaio grazie a cessioni obbligate. Una situazione che ha confermato come la libertà concessa sul mercato non fosse frutto di una ritrovata solidità economica, ma piuttosto di una fotografia momentanea dei conti.

La Lazio aveva bisogno di fare cassa. E aveva bisogno di finalizzare accordi già impostati mesi prima, come quelli legati a Taty Castellanos e Matteo Guendouzi, giocatori che non erano potuti partire in estate proprio a causa del blocco. Le operazioni concluse a gennaio rappresentano quindi più una ratifica di decisioni già prese che una reale strategia nuova.

Cessioni importanti, che hanno comunque garantito plusvalenze significative, ma che hanno ribadito un concetto chiaro: la Lazio, oggi, non può competere con determinate offerte economiche. A entrambi i giocatori sono stati proposti contratti impossibili da pareggiare, rendendo la loro permanenza di fatto irrealizzabile.

Parte del ricavato è stato reinvestito. È arrivato Petar Ratkov, attaccante serbo del Salisburgo, classe 2003, 1,93 di altezza. I precedenti storici dei calciatori serbi in biancoceleste – da Milinković-Savić a Mihajlović, da Stanković a Jugović – autorizzano almeno alla speranza. Ma è giusto mantenere equilibrio: Ratkov è giovane, costa relativamente poco per un centravanti e non può essere considerato la soluzione immediata.

Accanto a lui, l’arrivo di Kenneth Taylor rappresenta forse il vero investimento tecnico. Scuola Ajax, mezzala di qualità, profilo espressamente richiesto da Maurizio Sarri per dare imprevedibilità a un centrocampo diventato troppo scolastico dopo gli addii di Luis Alberto e Milinković-Savić. Resta da capire il suo inserimento tattico, soprattutto considerando il buon rendimento di Basic, fresco di rinnovo.

Il campo, però, non è l’unico tema. A pesare in questa stagione sono stati anche episodi arbitrali ripetuti, culminati nel rigore non concesso contro la Fiorentina per una trattenuta evidente su Gila. Una sequenza che va oltre la casualità e che apre un dibattito più ampio sulla gestione arbitrale italiana, sempre più protagonista e sempre meno strumento.

Un regolamento che richiede interpretazioni infinite genera confusione, sospetti e polemiche. Il VAR, così utilizzato, perde efficacia. E il calcio italiano finisce per danneggiare se stesso anche in Europa, dove i criteri sono più lineari e coerenti.

In questo quadro, la Lazio non era costruita per lottare per le coppe, ma aveva trovato una sua solidità. Quella solidità è stata minata anche da fattori esterni. E oggi il rischio è quello di rimanere intrappolati in una terra di mezzo.

Il compleanno numero 126 deve allora diventare un punto di ripartenza, non solo una celebrazione. Serviranno scelte lucide, investimenti mirati, e soprattutto una visione che guardi oltre l’immediato, senza ripetere errori già visti in passato con rinnovi tardivi e scelte sentimentali.

Alla Lazio serve un centravanti che possa avvicinarsi, un giorno, ai numeri di Ciro Immobile, un centrocampo capace di far sognare e una serenità arbitrale che garantisca almeno il rispetto dei diritti sportivi.

Ma soprattutto serve ciò che non è mai mancato in 126 anni: il popolo laziale.

Auguri Lazio.
Auguri a tutti noi che, nonostante tutto, continuiamo a crederci.



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Lazio, nodo Gila e Isaksen: rinnovi e possibili uscite

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Mario Gila intervista pre-partita Lazio Genoa espressione seria
Mario Gila durante un match della Lazio: i due giocatori potrebbero essere ceduti a gennaio per garantire liquidità al club.

Non c’è solo il capitolo entrate a tenere banco in casa S.S. Lazio. Parallelamente al lavoro sul mercato in entrata, la dirigenza biancoceleste è impegnata anche nella gestione delle uscite e delle situazioni contrattuali ancora in sospeso, con alcuni nomi che iniziano ad attirare l’attenzione dei top club italiani ed europei.

Uno dei dossier più delicati riguarda il futuro di Mario Gila. Il difensore spagnolo ha un contratto in scadenza nel 2027, ma al momento non risultano trattative avanzate per il rinnovo. Una situazione che non è passata inosservata sul mercato e che viene monitorata con grande attenzione dai club interessati.

Gila, infatti, è considerato uno dei profili più affidabili e in crescita della rosa biancoceleste. Le sue prestazioni hanno attirato l’interesse concreto di Milan e Inter, entrambe alla ricerca di rinforzi difensivi giovani ma già pronti per il grande palcoscenico. I sondaggi non sono rimasti semplici voci, ma si sono tradotti in contatti esplorativi, segno di una stima reale nei confronti del centrale spagnolo.

La posizione della Lazio, tuttavia, è netta. Come appreso dalla nostra redazione, il club non ha alcuna intenzione di cedere Gila. La società crede fortemente nel giocatore e lo considera parte integrante del progetto tecnico presente e futuro. L’assenza di un rinnovo immediato non va quindi letta come un segnale di disinteresse, bensì come una situazione che verrà affrontata nei tempi ritenuti opportuni, senza pressioni esterne.

Diverso, invece, il discorso che riguarda Gustav Isaksen. L’esterno offensivo danese, arrivato con grandi aspettative, è finito nella lista dei possibili partenti. La Lazio continua a credere nelle sue potenzialità e nel suo percorso di crescita, ma allo stesso tempo non lo considera un elemento incedibile.

La valutazione fatta dal club è chiara: a fronte di un’offerta ritenuta adeguata, intorno ai 20 milioni di euro, la società sarebbe pronta ad aprire alla cessione. Una cifra che permetterebbe alla Lazio di realizzare una plusvalenza e, allo stesso tempo, di reinvestire sul mercato in maniera mirata, soprattutto in reparti considerati prioritari dallo staff tecnico.

Isaksen resta quindi in bilico tra conferma e addio. Molto dipenderà dalle offerte che arriveranno nelle prossime settimane e dalla volontà del giocatore di rilanciarsi definitivamente in maglia biancoceleste. In un contesto di rinnovamento e razionalizzazione della rosa, la Lazio sta valutando ogni scenario con attenzione, senza decisioni affrettate ma con una linea ben definita.

Il quadro che emerge è quello di una società attenta, che non vuole smantellare la squadra ma allo stesso tempo è pronta a cogliere le opportunità giuste. Gila rappresenta una certezza su cui costruire, Isaksen una potenziale risorsa da valorizzare o monetizzare. Due situazioni diverse, ma entrambe centrali nelle strategie di mercato della Lazio.

Le prossime settimane saranno decisive per capire se la linea della continuità prevarrà su quella delle plusvalenze. Una cosa è certa: in casa Lazio, il mercato non riguarda solo chi arriva, ma soprattutto chi resta.



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Lazio, ufficiale il rinnovo di Marusic fino al 2028

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Adam Marusic concentrato durante il riscaldamento pre-partita di Udinese-Lazio.

La S.S. Lazio punta sulla continuità e sull’identità. Con una nota ufficiale, il club biancoceleste ha comunicato il rinnovo di contratto di Adam Marusic, che continuerà a vestire la maglia della Lazio fino al 30 giugno 2028, con opzione per un’ulteriore stagione fino al 30 giugno 2029.

Una decisione che va oltre il semplice aspetto contrattuale e che rappresenta un segnale chiaro: Marusic è considerato una colonna dello spogliatoio e un punto di riferimento tecnico e umano all’interno del gruppo.

Arrivato a Roma nel 2017, Adam Marusic ha costruito negli anni un percorso di assoluta affidabilità. Difensore moderno, capace di ricoprire più ruoli sulle corsie esterne, il montenegrino si è sempre distinto per duttilità tattica, spirito di sacrificio e grande professionalità. Qualità che gli hanno permesso di attraversare stagioni, allenatori e sistemi di gioco senza mai perdere centralità.

I numeri raccontano meglio di qualsiasi analisi il peso specifico di Marusic nella storia recente del club: 334 presenze ufficiali in nove stagioni, condite da 15 gol e 17 assist. Un bottino che lo rende, a oggi, il calciatore con più apparizioni con l’aquila sul petto dell’attuale rosa. Un primato che certifica il suo status di veterano e leader silenzioso.

Nel corso degli anni, Marusic ha rappresentato una garanzia in termini di rendimento. Terzino destro o sinistro, esterno a tutta fascia, braccetto difensivo all’occorrenza: la sua capacità di adattamento è stata una risorsa preziosa per tutti gli allenatori che si sono succeduti sulla panchina biancoceleste. In un calcio sempre più esigente dal punto di vista tattico, la sua disponibilità al sacrificio ha fatto spesso la differenza.

Il rinnovo arriva in un momento significativo per la Lazio, impegnata in un processo di ringiovanimento della rosa ma allo stesso tempo attenta a preservare figure di riferimento. In questo senso, Marusic rappresenta l’equilibrio ideale tra esperienza e affidabilità, un profilo in grado di accompagnare la crescita dei più giovani senza rinunciare alla competitività immediata.

Dal punto di vista simbolico, la scelta della società assume un valore ancora più forte. In un’epoca in cui il legame tra giocatori e club è sempre più fragile, la permanenza di Marusic testimonia un rapporto costruito nel tempo, basato su rispetto reciproco e senso di appartenenza. Non a caso, nel comunicato ufficiale si fa riferimento proprio alla sua abnegazione e alla sua identità biancoceleste, qualità che ne hanno fatto uno dei giocatori più apprezzati dall’ambiente.

Il nuovo contratto fino al 2028, con opzione fino al 2029, garantisce stabilità sia al giocatore sia alla società, che potrà continuare a contare su un elemento affidabile dentro e fuori dal campo. Marusic, dal canto suo, proseguirà il suo percorso in una piazza che ormai considera casa, pronto a scrivere nuove pagine della sua lunga storia con la Lazio.

In un calcio fatto di cambiamenti continui, il rinnovo di Adam Marusic rappresenta una certezza. E per la Lazio, oggi più che mai, le certezze contano.



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Guendouzi show a Istanbul: “Il derby? Sarà facile”. Subito sfida al Galatasaray

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Matteo Guendouzi scende dall'aereo a Istanbul con la sciarpa del Fenerbahce.

Il centrocampista francese sbarca in Turchia e sfoggia subito la sua celebre personalità. Il siparietto con il DS Özek accende la finale di Supercoppa.

ISTANBUL – Poche ore dopo le lacrime dell’Olimpico, l’avventura di Matteo Guendouzi al Fenerbahce è ufficialmente iniziata. Il francese è atterrato a Istanbul nel primo pomeriggio, accolto dall’entusiasmo travolgente dei tifosi gialloblù e dalla dirigenza turca. Ma a rubare la scena è stato il primo scambio di battute tra il centrocampista e il direttore sportivo Devin Özek.

🎙️ “Sarà facile”: la provocazione di Guendo

Il DS Özek, nel dare il benvenuto al calciatore, ha subito voluto mettere le cose in chiaro sull’importanza della piazza: “Sei arrivato poco prima di una partita molto importante”, riferendosi alla imminente finale di Supercoppa di Turchia, un derby infuocato contro il Galatasaray.

La risposta di Guendouzi, accompagnata da un sorriso beffardo, non si è fatta attendere:

“Sarà facile”

Una battuta che sintetizza perfettamente il carattere del francese, forgiato in anni di battaglie e, soprattutto, dall’esperienza nei derby della Capitale tra Lazio e Roma. Per chi ha vissuto la tensione elettrica di Roma, la bolgia di Istanbul sembra non fare paura, ma anzi fungere da stimolo.

💰 I dettagli del trasferimento

La cessione record di Guendouzi frutta alla Lazio circa 28 milioni di euro totali. Un addio doloroso per Maurizio Sarri, che perde il suo motore di centrocampo, ma necessario per finanziare il restyling della rosa che ha già portato nella Capitale il giovane Petar Ratkov.

Guendouzi sosterrà nelle prossime ore le visite mediche di rito prima di firmare il ricco contratto che lo legherà ai “Canarini Gialli”. Il calcio turco ha trovato un nuovo protagonista, e il derby contro il Galatasaray ha già il suo primo, attesissimo, “nemico” sportivo.


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🏟️ Verona-Lazio: dove vederla in TV, streaming e l’allarme assenze per Sarri

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Stadio Marcantonio Bentegodi di Verona, campo da calcio pronto per Verona Lazio.

Lazio Dopo il contestatissimo pari con la Fiorentina, i biancocelesti cercano il riscatto al Bentegodi. Ma l’emergenza continua: ecco tutto quello che c’è da sapere.

ROMA – Archiviare lo scandalo arbitrale dell’Epifania e riprendere la corsa verso l’Europa. La Lazio si prepara alla trasferta di Verona per la ventesima giornata di Serie A, in programma domenica 11 gennaio alle ore 18:00. Una sfida delicata contro un Hellas affamato di punti salvezza e reduce dal folle 2-2 di Napoli.

📺 Dove vedere Verona-Lazio in TV e Streaming

La gara del Bentegodi godrà della co-esclusiva, offrendo diverse opzioni ai tifosi biancocelesti:

PiattaformaCanale / Modalità
DAZNApp su Smart TV, Tablet, PC o Smartphone
Sky SportCanali dedicati (Satellite e Fibra)
StreamingSky Go, NOW e App DAZN

⚠️ L’allarme assenze: il “caso” Zaccagni

Nonostante alcune statistiche indichino Mattia Zaccagni a caccia di un giallo da evitare, la realtà per Maurizio Sarri è ben peggiore. Come purtroppo abbiamo visto nel match contro la Fiorentina, l’ammonizione “chirurgica” comminata da Sozza ha fatto scattare la squalifica. La Lazio dovrà dunque fare a meno del suo capitano proprio nella sfida contro la sua ex squadra.

A questo si aggiunge l’ansia per Manuel Lazzari: il terzino è uscito anzitempo nel turno infrasettimanale per un problema muscolare e la sua presenza è in fortissimo dubbio. In preallarme Hysaj per presidiare la fascia destra.

📈 Analisi del match e precedenti

La Lazio vanta una tradizione recente solidissima contro l’Hellas, essendo imbattuta nelle ultime otto sfide di Serie A. Tuttavia, il momento di forma è complicato: una sola vittoria nelle ultime sette partite di campionato ha fatto scivolare i biancocelesti lontano dalla zona Champions.

Il Verona è la squadra che ha subito più gol in campionato (30) e quella che ne incassa di più dopo il 75° minuto. Una debolezza che la Lazio dovrà sfruttare, magari lanciando finalmente dal primo minuto il nuovo acquisto Petar Ratkov, apparso già molto motivato nelle sue prime parole ufficiali.


📲 Resta aggiornato sulla marcia d’avvicinamento al Bentegodi!

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🦅 UFFICIALE – Ratkov si presenta: “Milinkovic mi ha convinto. Lazio, ecco perché ho scelto il 20”

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Petar Ratkov posa con la maglia numero 20 della Lazio, prima intervista ufficiale.

Lazio Prime parole da biancoceleste per il gigante serbo. Il retroscena su Sergej, la voglia di segnare e il racconto shock: “Stavo per ritirarmi a 16 anni”.

ROMA – Poche ore dopo essere sbarcato ieri a Roma, Petar Ratkov ha già le idee chiarissime. Il nuovo centravanti della Lazio si è presentato ai canali ufficiali del club, trasmettendo umiltà, determinazione e un pizzico di sana spavalderia. Dalla scelta del numero di maglia al consiglio decisivo di un ex idolo della Nord, ecco l’identikit del nuovo numero 20 biancoceleste.

📱 La “benedizione” di Milinkovic-Savic

Uno dei passaggi più significativi dell’intervista riguarda il colloquio avuto con Sergej Milinkovic-Savic. Il “Sergente” ha giocato un ruolo chiave nel convincere il giovane connazionale:

“Ho parlato con Milinkovic ieri. Mi ha detto che qui è tutto fantastico, che la città è perfetta e che sono in un grande club che per lui è il migliore in Italia. Ero davvero felice quando l’ho sentito”.

⚽ L’identikit e il “silenzio” sulla Fiorentina

Ratkov ha visto dalla tribuna il rocambolesco pareggio contro la Viola, notando subito lo stile di gioco di Sarri:

“Abbiamo giocato meglio ma non voglio aggiungere altro (riferimento implicito agli arbitri, ndr). Mi piacevano le nostre azioni offensive, mi immaginavo già nella squadra. Sono un attaccante con fiuto del gol, intelligenza tattica e bravo di testa. Il mio idolo? Haaland è uno di questi, ma il mio preferito in assoluto è Lewandowski”.

🚜 Dal fango della sesta divisione all’Olimpico

Incredibile il retroscena sulla sua carriera, che ha rischiato di non decollare mai:

“Giocavo nella sesta divisione serba ed ero molto vicino a ritirarmi dal calcio. Grazie al supporto della mia famiglia non l’ho fatto. Oggi sono felice di essere qui. Tatuaggi? Non ne ho, mio padre e mio fratello non li hanno e mi piace così”.

🔢 La scelta del numero e il messaggio ai tifosi

Ratkov indosserà la maglia numero 20. Il motivo? Un mix di gerarchie e affetto familiare:

“Avrei voluto prendere il 21, ma è di Belahyane. Allora mio fratello minore ha scelto il 20 per me. Ai tifosi prometto che darò tutto per renderli felici e far diventare la Lazio il club migliore”.

📋 La scheda di Petar Ratkov

CaratteristicaDettaglio
Altezza193 cm
PiedeDestro
IdoloRobert Lewandowski
Numero di maglia20
HobbyPadel (“Sono davvero bravo”)

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Taylor alla Lazio, accordo con l’Ajax: è fatta

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Formazioni ufficiali Verona Lazio, Kenneth Taylor titolare con la maglia numero 8 della Lazio.

Ora non ci sono più dubbi: Kenneth Taylor è un nuovo giocatore della Lazio. Il club biancoceleste ha trovato l’accordo definitivo con l’Ajax per l’acquisto del centrocampista olandese, chiudendo un’operazione da 15 milioni di euro più 2 milioni di bonus. Una trattativa seguita con attenzione dal Corriere dello Sport e portata a termine nelle ultime ore.

La fumata bianca è arrivata dopo giorni di contatti continui tra le parti. La Lazio ha accelerato, convinta della bontà dell’investimento e della centralità del giocatore nel nuovo progetto tecnico. Taylor è atteso questa sera a Roma, dove nella giornata di venerdì svolgerà le visite mediche prima di firmare il contratto che lo legherà al club capitolino fino a giugno 2030.

Un segnale forte e chiaro da parte della S.S. Lazio, che punta su un profilo giovane ma già strutturato, con esperienza internazionale e margini di crescita importanti. Taylor, classe 2002, è reduce da diverse stagioni da protagonista con l’Ajax, club con cui ha collezionato presenze in Eredivisie e nelle competizioni europee, indossando anche la maglia numero 10.

Dal punto di vista tecnico, l’olandese rappresenta un innesto di qualità per il centrocampo biancoceleste. Mezzala offensiva, ma capace di giocare anche da interno puro o da trequartista, Taylor abbina tecnica, visione di gioco e inserimenti senza palla. Caratteristiche che lo rendono particolarmente adatto al calcio di Maurizio Sarri, che da tempo chiedeva profili in grado di aumentare il tasso tecnico della squadra.

L’operazione Taylor si inserisce in una strategia chiara della dirigenza: ringiovanire la rosa senza abbassare il livello qualitativo. Un concetto ribadito più volte anche dal presidente Claudio Lotito, che nelle ultime settimane ha parlato apertamente di selezione e di progetto a medio-lungo termine. L’investimento complessivo da 17 milioni, bonus inclusi, rappresenta uno degli esborsi più significativi della gestione recente, a conferma della fiducia riposta nel giocatore.

Taylor arriva a Roma con grande motivazione. Dopo aver completato il suo ciclo in Olanda, il centrocampista ha scelto la Serie A come nuovo banco di prova, attirato dalla possibilità di lavorare con Sarri e di diventare un punto di riferimento della Lazio del futuro. Il contratto fino al 2030 certifica la volontà del club di costruire attorno a lui una parte importante del progetto tecnico.

Dal punto di vista ambientale, l’attesa è alta. I tifosi biancocelesti vedono in Taylor un profilo capace di portare freschezza, dinamismo e soprattutto qualità in una zona del campo che negli ultimi mesi ha mostrato qualche limite. Non a caso, la società ha voluto chiudere l’operazione rapidamente, evitando inserimenti di altri club e anticipando eventuali rialzi sul prezzo.

Con l’arrivo imminente a Roma, le visite mediche e la firma, l’operazione può considerarsi conclusa. Ora la parola passa al campo. Taylor si prepara a iniziare la sua avventura in biancoceleste, pronto a mettersi a disposizione di Sarri e a diventare uno dei volti della nuova Lazio.



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Lazio, pre-accordo con Pedraza: Sarri attende il terzino

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Alfonso Pedraza in azione con la maglia del Villarreal durante una partita di Liga

La Lazio continua a muoversi con decisione sul mercato, lavorando sottotraccia per consegnare a Maurizio Sarri i rinforzi richiesti. Tra le priorità individuate dal club biancoceleste c’è quella del terzino sinistro, ruolo considerato fondamentale per dare equilibrio e profondità alla squadra. In questo contesto, il nome che prende sempre più quota è quello di Alfonso Pedraza.

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, la S.S. Lazio avrebbe già trovato un pre-accordo con il terzino sinistro attualmente in forza al Villarreal, il cui contratto è in scadenza al termine della stagione. Un segnale importante, che testimonia la volontà del club capitolino di pianificare con anticipo le prossime mosse.

Pedraza, 29 anni, avrebbe dato massima priorità alla Lazio, ritenendola la destinazione ideale per il prossimo passo della sua carriera. Una scelta tutt’altro che scontata, considerando che il Villarreal avrebbe provato a trattenerlo con un’offerta di rinnovo. Offerta che il giocatore avrebbe deciso di rifiutare, nonostante la permanenza in Spagna gli permetta di restare vicino a San Sebastián de los Ballesteros, il suo paese natale.

Non solo. Nelle ultime settimane anche il Real Betis si era mosso concretamente per riportarlo a Siviglia, dove Pedraza aveva già giocato nella stagione 2019/20. Una destinazione gradita, ma comunque messa in secondo piano rispetto alla possibilità di approdare in Serie A e vestire la maglia biancoceleste.

Secondo le ricostruzioni, gli agenti del difensore avrebbero declinato tutte le proposte ricevute, spiegando ai club interessati la chiara volontà del giocatore: provare una nuova esperienza in Italia. Un fattore che ha permesso alla Lazio di bloccarlo per la prossima estate, anticipando la concorrenza e mettendo le basi per un’operazione a parametro zero.

Tuttavia, la società capitolina non si accontenta. L’obiettivo, infatti, sarebbe quello di anticipare l’arrivo di Pedraza già in questa sessione di mercato. Una mossa che permetterebbe a Sarri di avere subito a disposizione un terzino esperto, abituato a giocare ad alti livelli e perfettamente compatibile con le richieste tattiche del tecnico toscano.

Per chiudere l’operazione a gennaio, però, servirà un ulteriore passaggio: trovare un accordo economico con il Villarreal. Il club spagnolo, pur consapevole della scadenza contrattuale del giocatore, chiederebbe un indennizzo per liberarlo con qualche mese d’anticipo. Un dettaglio non secondario, su cui la dirigenza biancoceleste sta lavorando in queste ore.

Dal punto di vista tecnico, Pedraza rappresenterebbe un innesto di grande affidabilità: corsa, esperienza internazionale, capacità di coprire tutta la fascia e buona qualità nella spinta offensiva. Caratteristiche che rispondono perfettamente alle esigenze di Sarri, soprattutto in un momento in cui la Lazio è chiamata a ritrovare equilibrio e continuità.

I segnali, al momento, sono tutti positivi. Il giocatore ha scelto la Lazio, il pre-accordo è stato raggiunto e la volontà delle parti sembra allineata. Resta ora da capire se il club riuscirà a chiudere l’operazione già a gennaio o se l’appuntamento verrà rimandato alla prossima estate. In ogni caso, la strada è tracciata.



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