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Lotito: “La Lazio non è in svendita. Romagnoli scelta di responsabilità”

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Lotito su Olympia: 'Non volerà più! Cercate nuove soluzioni'
Db Roma 18/08/2013 - Supercoppa Italiana / Juventus-Lazio / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Claudio Lotito

Dopo giorni di tensioni, polemiche e interpretazioni contrastanti, Claudio Lotito rompe il silenzio. Il presidente della Lazio, raggiunto telefonicamente da RomaToday, ha voluto chiarire la posizione del club su diversi temi chiave: dalla permanenza di Alessio Romagnoli, al rapporto con Maurizio Sarri, passando per il mercato, la presunta “svendita” e il clima attorno alla squadra.

“Nei momenti difficili emergono tensioni, ma la società c’è”

Lotito parte da una riflessione generale sul momento emotivo attraversato dalla squadra e dall’ambiente:

“Nei momenti di difficoltà emotiva è normale che emergano tensioni. La società c’è, anche quando non fa proclami”.

Una frase che suona come una risposta diretta a chi ha parlato di dirigenza distante o silenziosa. Per il presidente, la presenza non si misura con le parole, ma con le decisioni.

Romagnoli resta: “Non si tutela il bilancio solo vendendo”

Il passaggio centrale dell’intervista riguarda Romagnoli. Lotito rivendica con forza la scelta di non cedere il difensore, nonostante le offerte e i benefici economici che una sua partenza avrebbe potuto garantire.

“È stata una decisione meditata. La Lazio ha valutato con attenzione tutti gli elementi economici, tecnici e ambientali e ha scelto di non indebolire la squadra”.

Il presidente ribalta uno dei concetti più discussi delle ultime settimane:

“Perché rinunciare a un’operazione che avrebbe aiutato il bilancio? Perché il bilancio non si tutela solo vendendo. A volte si tutela mantenendo la solidità sportiva”.

Secondo Lotito, trattenere Romagnoli è una scelta di responsabilità, non una rinuncia. Il difensore viene definito un professionista sotto contratto e un punto di riferimento per il gruppo, la cui permanenza è stata ritenuta fondamentale in questo momento.

“Nessuna squadra in svendita”

Altro tema caldo è quello delle cessioni e del presunto ridimensionamento:

“No, non c’è alcuna squadra in svendita”.

Lotito respinge con decisione questa lettura, sottolineando come le valutazioni siano state ponderate e mirate a non mortificare le qualità del gruppo.

“È una scelta di responsabilità, non di dismissione”.

Parole che cercano di rassicurare l’ambiente su una strategia che, almeno nelle intenzioni, guarda alla tenuta sportiva prima ancora che ai numeri.

Sarri e il confronto: “Non è uno scontro”

I rapporti con Sarri sono stati al centro del dibattito. Lotito chiarisce:

“Se c’è uno scontro? No. C’è un confronto, che è una cosa diversa”.

Il presidente rivendica il metodo del club: ascoltare l’allenatore e poi decidere assumendosi la responsabilità delle scelte. La conferma di Romagnoli viene indicata come un segnale chiaro di attenzione al progetto tecnico, non il contrario.

Alle osservazioni su un Sarri apparso scontento, Lotito risponde con fiducia:

“Finita la distrazione del mercato, sono sicuro che ci sarà una serenità diversa e il campo tornerà protagonista”.

Mercato e nuovi arrivi

Lotito conferma che il mercato è ancora in corso e che la Lazio sta lavorando su più fronti:

“In meno di trenta giorni stiamo affrontando una sessione di mercato che avremmo dovuto fare in estate”.

Il presidente annuncia l’arrivo imminente di Edoardo Motta e Daniel Maldini, ricordando che la sessione chiuderà il 2 febbraio e che il direttore sportivo Fabiani è pienamente operativo.

Condanna della violenza

Non manca un passaggio sugli episodi di violenza recenti:

“Sono episodi gravissimi che danneggiano prima di tutto la Lazio”.

Il club, ribadisce Lotito, condanna senza attenuanti questi comportamenti e collabora con le autorità, distinguendo nettamente tali episodi dal vero spirito del tifoso laziale.

Obiettivo stagionale: stabilità

In chiusura, Lotito fissa l’orizzonte:

“Dare stabilità alla squadra, recuperare serenità e competere fino alla fine con responsabilità”.

Nessuna promessa eclatante, ma una linea chiara: lavorare senza drammatizzare, lasciando che siano i risultati, con il tempo, a parlare. E soprattutto riportare il focus sul campo, dove la Lazio è chiamata a dimostrare il proprio valore.



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Lazio, centrocampo incompleto: Sarri aspetta un innesto, il tempo stringe

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La Lazio torna sul mercato dei centrocampisti: dopo i no per Toth, Fabbian e Timber spunta Iroegbunam dell’Everton. Tutti i dettagli.

Serve un innesto a centrocampo. O almeno questa resta la priorità assoluta in casa Lazio, mentre il mercato entra nella sua fase finale e il tempo a disposizione si riduce drasticamente. Mancano pochi giorni alla chiusura delle trattative e diverse situazioni sono ancora tutte da chiarire.

Come riportato dal Corriere dello Sport, gli sforzi della dirigenza biancoceleste si sono nuovamente concentrati sulla mezzala mancante, senza però perdere di vista anche il reparto offensivo. La sensazione è che il mercato della Lazio sia ancora incompleto, soprattutto in mezzo al campo, dove le scelte fatte finora non hanno colmato il vuoto lasciato dalle cessioni.

Sarri non usa giri di parole

Il messaggio di Maurizio Sarri è stato diretto e inequivocabile:

“Qualcosa serve, Guendouzi non è stato sostituito”.

Una frase che pesa come un macigno. Per Sarri, l’arrivo di Taylor non può essere considerato la risposta al problema. Il centrocampista doveva rappresentare un’aggiunta, non il sostituto di Matteo Guendouzi, che era uno dei pilastri della squadra per intensità, personalità e leadership.

Oggi, invece, la Lazio si ritrova con un centrocampo più corto e meno qualitativo, costretta spesso a soluzioni di emergenza che hanno già mostrato tutti i loro limiti.

Il tentativo per Iroegbunam

Tra i profili seguiti c’è stato Timothy Iroegbunam, mezzala dell’Everton. La Lazio ha presentato un’offerta, ma la risposta è stata negativa. Il club inglese, di proprietà dei Friedkin, ha chiuso alla possibilità di una cessione, rendendo di fatto l’operazione irrealizzabile.

Un altro tentativo andato a vuoto, che ha fatto perdere tempo prezioso e costretto il diesse Angelo Fabiani a guardare nuovamente all’estero per individuare alternative.

Uscite ancora possibili

Parallelamente, il mercato in uscita resta un fattore determinante. Non si escludono altre cessioni: i nomi più caldi sono quelli di Matteo Cancellieri, Gustav Isaksen e Tijjani Noslin. Una loro partenza potrebbe liberare spazio economico e numerico, ma rischia anche di indebolire ulteriormente la rosa se non accompagnata da innesti immediati.

Attenzione anche alla situazione Boulaye Dia: l’attaccante è stato proposto ad alcuni club e, in caso di offerte dalla Premier League, lo scenario potrebbe cambiare rapidamente.

Una corsa contro il tempo

Il problema principale resta il calendario. Il mercato chiuderà tra una settimana e la Lazio è ancora alla ricerca del colpo a centrocampo. Ogni giorno che passa riduce le opzioni e aumenta il rischio di arrivare alla deadline senza aver risolto il nodo principale.

Sarri attende risposte concrete. Il tecnico ha accettato il ridimensionamento, ma non può accettare di affrontare la stagione senza un centrocampo adeguato. Il campo, nelle ultime uscite, ha già mandato segnali chiari.

Taylor non basta

L’arrivo di Taylor, per quanto utile, non risolve il problema. Doveva essere un tassello in più, non la soluzione. Senza un innesto di livello a centrocampo, la Lazio rischia di trascinarsi per tutta la stagione un difetto strutturale che nessun aggiustamento tattico potrà mascherare.

Il tempo stringe. Ora serve una scelta chiara, rapida e coerente. Perché il mercato non aspetta e il campo, come sempre, presenta il conto.



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Il caso Fabiani–Singer e la querela: tra ombre, sospetti e una versione che convince a metà

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Angelo Fabiani conferenza stampa Formello presentazione nuovi acquisti Lazio

L’articolo pubblicato ieri da La Repubblica è senza dubbio uno dei più interessanti – e delicati – usciti recentemente sul mondo Lazio. Un articolo che riporta dettagli sulla querela preannunciata e poi presentata da Angelo Fabiani, direttore sportivo biancoceleste, in merito a presunte interferenze di agenti e procuratori nelle operazioni di mercato del club.

Fabiani ne aveva parlato pubblicamente il giorno della presentazione di Taylor, il centrocampista arrivato per raccogliere l’eredità lasciata da Matteo Guendouzi. In quella occasione il ds aveva denunciato “inserimenti strani”, rivendicando con forza la propria autonomia: “Non mi faccio mettere i piedi in testa da nessuno”. Una dichiarazione forte, seguita – secondo quanto riportato – da una querela effettivamente depositata la settimana scorsa, dopo che Fabiani è stato visto in Questura a Trastevere.

Il nome al centro: Jan Singer

Secondo Repubblica, nella querela Fabiani avrebbe indicato Jan Singer, agente internazionale, come figura che avrebbe interferito negativamente in più operazioni di mercato della Lazio, non solo in quella relativa a Taylor.

L’accusa sarebbe pesante: Singer avrebbe contattato Guido Albers, agente di Taylor, sostenendo di poter bloccare – insieme a “persone molto potenti” – il trasferimento del giocatore alla Lazio, come sarebbe già avvenuto per altre operazioni. In particolare, Fabiani avrebbe riferito che Singer avrebbe vantato un ruolo nel mancato arrivo di Ruben Loftus-Cheek dal Milan e di Lazar Samardzic dall’Atalanta.

Albers, secondo questa ricostruzione, avrebbe avvisato Fabiani, permettendo alla Lazio di portare comunque a termine l’operazione Taylor. Non solo: lo stesso agente sarebbe stato messo in guardia da Singer su un presunto tentativo di Fabiani di inserire un altro procuratore, Edoardo Colombo, nell’affare per motivi personali. Accusa che Fabiani respinge e che avrebbe contribuito alla decisione di sporgere denuncia.

Qui iniziano i dubbi

È evidente che, se Fabiani ha presentato una querela, qualcosa di anomalo deve essere accaduto. Nessun direttore sportivo si espone così senza ritenere di avere elementi concreti. Tuttavia, proprio entrando nel merito dei nomi citati, emergono più di una perplessità.

Partiamo da Loftus-Cheek. Il centrocampista inglese ha uno stipendio fuori scala per i parametri della Lazio. Inoltre, secondo tutte le ricostruzioni degli esperti di mercato, il Milan non ha mai realmente aperto alla sua cessione ai biancocelesti. Parlare di operazione “in chiusura” o “bloccata” appare quantomeno forzato.

Discorso simile per Samardzic. L’Atalanta valuta il giocatore non meno di 20 milioni di euro, cifra che sappiamo bene quanto sia distante dalla politica di spesa della Lazio. Anche in questo caso, nei mesi si è parlato di interesse, di gradimento di Maurizio Sarri, ma mai di una trattativa realmente entrata nel vivo, tantomeno conclusa.

Interesse sì, trattativa no

Ed è qui che sta il punto centrale. Nel calcio moderno esiste una differenza enorme tra:

  • nome seguito
  • profilo gradito
  • sondaggio
  • trattativa avanzata
  • operazione chiusa

Loftus-Cheek e Samardzic rientrano chiaramente nella prima o seconda categoria, non nelle ultime. Che qualcuno possa aver “ostacolato” operazioni che già di per sé apparivano economicamente fuori portata, è una tesi difficile da sostenere senza prove schiaccianti.

Qualcosa di strano c’è, ma attenzione alle conclusioni

Detto questo, sarebbe altrettanto ingenuo negare che nel mercato Lazio qualcosa di strano sia successo. È legittimo notare come il Bournemouth stia chiudendo diverse operazioni su profili accostati ai biancocelesti. È legittimo chiedersi se la Lazio, in certi contesti, venga percepita come un club “aggirabile”.

Ma da qui a sostenere che operazioni di alto livello siano saltate esclusivamente per l’intervento di un agente, ce ne passa.

La palla passa alla magistratura

Ora la questione esce dal dibattito da bar e diventa materia legale. Se Fabiani ha prove, sarà la magistratura a valutarle. Se invece emergerà che certe operazioni non erano realistiche già in partenza, allora la narrazione andrà ridimensionata.

Nel frattempo, una cosa è certa:
👉 la confusione che circonda il mercato Lazio non aiuta né l’ambiente né la squadra.
👉 E più delle interferenze esterne, preoccupa l’impressione di una strategia poco chiara.

La verità, come spesso accade, probabilmente sta nel mezzo.
E solo il tempo – e i fatti – diranno chi ha ragione.



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Belahyane dice sì al Verona: la Lazio valuta l’uscita

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Reda Belahyane con la maglia della Lazio durante una fase di gioco, loghi di Torino, Nizza e Rennes in sovraimpressione.
Reda Belahyane durante un allenamento della Lazio a Formello, in difficoltà a imporsi tra i titolari.

Il mercato della Lazio entra in una fase decisiva e uno dei nodi più delicati riguarda il futuro di Reda Belahyane. Il centrocampista classe 2004 ha infatti dato il suo assenso al Verona, aprendo concretamente alla possibilità di un ritorno in gialloblù, club con cui aveva già avviato un percorso di crescita importante.

La volontà del giocatore è chiara: Belahyane gradirebbe una nuova esperienza con l’Hellas Verona, dove sente di poter trovare spazio, continuità e un contesto ideale per proseguire il proprio sviluppo. Ora però la palla passa alla Lazio, chiamata a fare una scelta definitiva sulle operazioni in uscita.

Verona in pressing, Lazio chiamata a decidere

L’Hellas ha già mosso passi concreti, manifestando un interesse reale e strutturato. Non si tratta di un semplice sondaggio, ma di una pista che potrebbe prendere forma rapidamente, a patto che il club biancoceleste apra completamente alla cessione o al prestito del giocatore.

Belahyane non è però l’unica opzione sul tavolo. Nelle scorse settimane il centrocampista è stato cercato con insistenza anche dal Torino, mentre restano vive un paio di proposte dall’estero, segno di come il profilo del giocatore sia considerato interessante anche fuori dai confini italiani.

Una scelta legata agli altri movimenti

La decisione su Belahyane non può essere isolata. La Lazio dovrà valutare l’uscita del classe 2004 in relazione agli altri movimenti di mercato, soprattutto a centrocampo, reparto che resta uno dei più delicati per equilibrio numerico e qualità.

Con diverse trattative ancora in fase di definizione, il club biancoceleste è chiamato a pianificare con attenzione una settimana abbondante di calciomercato che potrebbe rivelarsi decisiva. Prima di dare il via libera definitivo, la dirigenza vuole avere un quadro chiaro sia delle entrate sia delle uscite, per evitare squilibri o soluzioni d’emergenza.

Belahyane tra prospettiva e presente

Dal punto di vista tecnico, Belahyane resta un giocatore di prospettiva, ma al momento non centrale nel progetto immediato. La concorrenza a centrocampo e la necessità di risultati immediati rendono difficile garantirgli lo spazio necessario per una crescita continua.

Un ritorno al Verona, dove il giocatore è già conosciuto e apprezzato, potrebbe rappresentare la soluzione migliore per tutte le parti: il club gialloblù ritroverebbe un profilo funzionale, la Lazio alleggerirebbe la rosa e Belahyane avrebbe la possibilità di giocare con maggiore continuità.

Settimana chiave

Le prossime ore saranno decisive. La Lazio dovrà stabilire se aprire definitivamente all’uscita del centrocampista e con quale formula, valutando anche le proposte alternative ancora sul tavolo. Il sì del giocatore al Verona è un passo importante, ma non ancora conclusivo.

Il mercato biancoceleste entra ora nella sua fase più calda: le uscite condizioneranno le entrate, e ogni decisione avrà un peso specifico sul prosieguo della stagione. Belahyane è uno dei dossier aperti più rilevanti. La sensazione è che una scelta arriverà presto.



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Lazio, Noslin verso l’uscita: il Torino apre la trattativa

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Tijjani Noslin esulta con rabbia dopo aver segnato il gol vittoria contro il Parma, circondato dai compagni, mentre la Lazio gioca in 9 uomini.

Con l’ingresso ormai imminente di Daniel Maldini, in casa Lazio si apre inevitabilmente il capitolo delle uscite. L’equilibrio della rosa impone scelte e, a sorpresa, il nome più caldo in questo momento è quello di Tijjani Noslin.

Nelle ultime ore, infatti, il Torino ha presentato una richiesta ufficiale al club biancoceleste per l’esterno offensivo. Un interesse concreto, che ha dato il via ai primi contatti tra le parti e che potrebbe trasformarsi in una vera trattativa nei prossimi giorni.

La formula: prestito con diritto di riscatto

L’operazione, allo stato attuale, viene impostata sulla base di un prestito con diritto di riscatto, formula che consentirebbe al Torino di valutare il rendimento del giocatore senza un investimento immediato, lasciandosi però la possibilità di renderlo definitivo a fine stagione.

Non ci sono ancora accordi chiusi, ma le aperture esistono. La Lazio non considera Noslin incedibile e valuta l’uscita come funzionale sia a livello numerico sia economico, soprattutto in vista dell’arrivo di Maldini, destinato a occupare spazi offensivi simili.

Il fattore Baroni

A spingere il Torino sull’acceleratore c’è soprattutto Marco Baroni, che conosce molto bene Noslin. L’attuale tecnico granata lo ha allenato in passato e lo considera un profilo affidabile, già pronto per inserirsi nei suoi meccanismi di gioco.

Baroni ha avuto Noslin sia alla Lazio sia in precedenza al Verona, costruendo con lui un rapporto di fiducia. Non a caso, il giocatore è visto come un possibile rinforzo ideale per dare profondità e dinamismo al reparto offensivo del Torino.

Perché la Lazio riflette

Dal punto di vista biancoceleste, la possibile uscita di Noslin rientra in una riflessione più ampia. Il giocatore non è riuscito finora a ritagliarsi un ruolo centrale nel progetto e l’arrivo di Maldini rischia di ridurre ulteriormente il suo spazio.

La Lazio deve anche fare i conti con una rosa che necessita di snellimento, sia per motivi tecnici sia per ragioni di bilancio. Un prestito con diritto di riscatto permetterebbe di alleggerire il monte ingaggi e, allo stesso tempo, di mantenere una prospettiva futura sull’eventuale cessione definitiva.

Trattativa agli inizi, ma scenario aperto

È importante sottolineare che la trattativa è solo all’inizio. Non si parla ancora di cifre definite né di tempistiche stringenti, ma il dialogo è avviato e il contesto è favorevole per entrambe le parti.

Il Torino cerca un giocatore già pronto, la Lazio valuta un’uscita per riequilibrare la rosa, Noslin potrebbe ritrovare centralità in un ambiente che lo conosce e lo stima. Tutti elementi che rendono l’operazione plausibile.

Effetto domino sul mercato

L’eventuale addio di Noslin sarebbe uno dei primi effetti concreti dell’operazione Maldini. Un classico effetto domino, in cui un’entrata apre la strada a un’uscita, seguendo una logica di sostenibilità e gestione numerica.

Nei prossimi giorni si capirà se la trattativa potrà accelerare. I margini per andare avanti ci sono, e il mercato della Lazio potrebbe entrare finalmente in una fase più dinamica, dopo settimane di stallo.




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Daniel Maldini vicino alla Lazio: operazione in prestito con diritto di riscatto

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Daniel Maldini è vicino alla Lazio: operazione in prestito oneroso con diritto di riscatto intorno ai 14 milioni di euro. Tutti i dettagli.

La Lazio accelera sul mercato e si avvicina a Daniel Maldini, uno dei profili offensivi più interessanti del panorama italiano. L’operazione, ormai ben avviata, si basa su un prestito oneroso con diritto di riscatto, fissato intorno ai 14 milioni di euro.

Una formula che conferma la linea prudente del club biancoceleste, orientato a rinforzare la rosa senza esporsi immediatamente con investimenti definitivi, ma lasciandosi la possibilità di valutare il rendimento del giocatore nel contesto della squadra di Maurizio Sarri.

Un profilo funzionale al gioco di Sarri

Daniel Maldini rappresenta un profilo che risponde a precise esigenze tecniche. Giocatore offensivo, capace di muoversi tra le linee, può agire sia da trequartista che da esterno offensivo, offrendo soluzioni diverse in fase di costruzione e rifinitura.

Nel sistema di Maurizio Sarri, Maldini potrebbe diventare una pedina utile per aumentare qualità e imprevedibilità in un reparto che, nelle ultime uscite, ha mostrato limiti evidenti in termini di creatività e pericolosità offensiva. La sua capacità di giocare tra le linee e di associarsi nello stretto è considerata una delle caratteristiche più apprezzate dallo staff tecnico.

Formula sostenibile, investimento ponderato

La scelta del prestito oneroso con diritto di riscatto va letta anche in chiave economica. La Lazio vuole evitare operazioni irreversibili senza prima avere certezze sul campo. I 14 milioni fissati per il riscatto rappresentano una valutazione importante, ma coerente con l’età e il potenziale del giocatore.

Il club biancoceleste si garantisce così il tempo necessario per valutare l’impatto di Maldini sulla squadra, senza vincoli immediati e con la possibilità di rinviare la decisione definitiva alla fine della stagione.

Un segnale dopo settimane di immobilismo

L’avvicinamento a Maldini assume un significato particolare anche per il momento in cui arriva. Dopo settimane di mercato bloccato e di attese, la trattativa rappresenta un segnale concreto di movimento, soprattutto in un reparto che Sarri ha più volte indicato come bisognoso di rinforzi.

La Lazio, pur tra mille difficoltà, sembra voler rispondere alle richieste dell’allenatore, cercando un profilo giovane ma già pronto, in grado di alzare il livello tecnico senza stravolgere l’equilibrio economico del club.

Pressione e aspettative

È chiaro che l’eventuale arrivo di Maldini porterebbe con sé anche aspettative importanti, legate al cognome e al percorso del giocatore. Ma l’idea della Lazio è quella di inserirlo gradualmente, senza caricarlo di responsabilità eccessive, permettendogli di crescere all’interno di un sistema di gioco strutturato.

Trattativa in fase avanzata

Al momento, la distanza tra le parti sembra ridotta. Restano da definire alcuni dettagli, ma la sensazione è che l’operazione possa chiudersi a breve, dando a Sarri un’opzione in più per affrontare una stagione che si preannuncia lunga e complessa.

Daniel Maldini è sempre più vicino alla Lazio. Se l’affare andrà in porto, sarà un’operazione da valutare nel tempo, ma che rappresenta un primo passo per ridare qualità e soluzioni offensive a una squadra che ne ha urgente bisogno.



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Romagnoli resta alla Lazio: il club fa chiarezza e chiude alle voci di mercato

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Maurizio Sarri durante l'allenamento a Formello vigilia Lazio Genoa 2026

La S.S. Lazio interviene in modo netto e ufficiale per mettere fine alle voci circolate nelle ultime settimane sul futuro di Alessio Romagnoli. Con un comunicato chiaro, il club biancoceleste ha ribadito che il difensore non è mai stato inserito sul mercato e che resterà un giocatore della Lazio.

Una presa di posizione forte, che arriva in un momento particolarmente delicato della stagione, tra difficoltà sul campo, emergenze difensive e un clima di incertezza generale attorno al progetto tecnico. Proprio per questo, la scelta di fare chiarezza pubblicamente assume un significato che va oltre il singolo caso.

Romagnoli mai in discussione

Nel comunicato, la Lazio sottolinea come, nonostante le diverse richieste pervenute nelle ultime settimane, la volontà del club sia sempre stata quella di trattenere Romagnoli, considerato un elemento fondamentale della squadra. Nessuna apertura alla cessione, nessuna trattativa avviata: il difensore centrale non è mai stato messo in discussione.

Una precisazione importante, soprattutto alla luce delle indiscrezioni che avevano alimentato dubbi e tensioni tra i tifosi. La società ha voluto ribadire che Romagnoli rappresenta un pilastro del progetto sportivo non solo dal punto di vista tecnico, ma anche umano.

Leadership e identità

Romagnoli viene infatti descritto come un calciatore centrale per leadership, personalità e ruolo nello spogliatoio. In una Lazio che ha perso negli ultimi mesi alcune figure di riferimento, il difensore ex Milan rappresenta uno dei pochi punti fermi, dentro e fuori dal campo.

Le sue prestazioni recenti, nonostante il contesto complesso, hanno confermato il peso specifico del giocatore. Anche nelle ultime uscite, Romagnoli è stato tra i migliori in campo, dimostrando affidabilità, concentrazione e senso di responsabilità, qualità che il club ritiene imprescindibili per affrontare il prosieguo della stagione.

Un segnale al gruppo e ai tifosi

Il comunicato va letto anche come un messaggio rivolto allo spogliatoio e all’ambiente. In una fase in cui si è parlato di ridimensionamento e di scelte dolorose sul mercato, la conferma di Romagnoli rappresenta un segnale di continuità e stabilità.

La Lazio, pur tra mille difficoltà, indica un punto fermo attorno a cui costruire il presente e il futuro immediato. Un segnale che può aiutare a ricompattare il gruppo e a restituire un minimo di certezze, soprattutto nel reparto difensivo, già messo a dura prova da infortuni e assenze.

Ora servono coerenza e fatti

La permanenza di Romagnoli, però, non può restare un episodio isolato. Se il club considera il difensore centrale come elemento cardine del progetto, sarà fondamentale accompagnare questa scelta con coerenza nelle decisioni future, sia sul mercato che nella gestione complessiva della rosa.

I tifosi chiedono chiarezza, ma anche ambizione. E il comunicato su Romagnoli va nella direzione giusta, purché non resti solo una dichiarazione d’intenti. La stagione è ancora lunga e complessa, e trattenere i leader è solo il primo passo per evitare che le difficoltà attuali diventino strutturali.

Romagnoli resta alla Lazio. Ora la palla passa al campo e, soprattutto, alle scelte della società.



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Lecce-Lazio, il campo parla chiaro: non è Sarri il problema, è la qualità che non c’è più

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Probabili formazioni Juve Lazio con Romagnoli e Sarri

Il giorno dopo Lecce-Lazio è il momento di togliere la pancia dal giudizio e lasciare parlare il campo. E il campo, purtroppo, ha parlato in maniera chiarissima. Quella vista al Via del Mare non è stata una semplice partita storta, ma la fotografia fedele dei limiti strutturali di questa Lazio.

Maurizio Sarri lo ha detto senza giri di parole nel post-partita: “Ci siamo ridimensionati”. Ed è difficile non dargli ragione. Perché si può discutere di moduli, di scelte, di cambi, ma ci sono errori che non hanno nulla a che vedere con l’allenatore.

Se Matteo Cancellieri non vince un dribbling.
Se Fisayo Dele-Bashiru non stoppa un pallone.
Se nel primo tempo la Lazio non tira mai in porta.

È davvero credibile pensare che sia Sarri a dire ai suoi giocatori “non tirate” o “non controllate il pallone”? No. Sarebbe un insulto all’intelligenza calcistica.

Dominati dal Lecce, ed è questo il vero problema

La cosa più grave non è il risultato, ma il contesto. La Lazio è stata dominata dal Lecce. Non dalla Juventus, non dall’Inter, non dal Milan. Dal Lecce. Con tutto il rispetto per il Lecce, che veniva da quattro sconfitte consecutive.

Nel primo tempo è praticamente solo Lecce:

  • Provedel costretto a una grande parata
  • due occasioni enormi sbagliate
  • una traversa
  • Lazio mai pericolosa

Questo tipo di prestazione in passato lo avevamo visto contro squadre di livello superiore. Mai contro il Lecce. Ed è questo che deve far scattare l’allarme.

Una rosa indebolita, non ridimensionata

Questa squadra era già mediocre a inizio stagione. Non scarsa, ma nemmeno forte. E lo era senza più leader fondamentali.
Sono andati via:

  • Matteo Guendouzi, che Sarri voleva come perno
  • Valentín Castellanos, centravanti titolare

Ora rischia di andare via anche Alessio Romagnoli.

La colonna portante di una squadra è sempre la stessa:
portiere – difensore centrale – centrocampista centrale – centravanti.

La Lazio li ha persi tutti, tranne Provedel. E poi ci si chiede perché la squadra non regge.

Il paradosso Basic

Contro il Lecce, Sarri ha giocato:

  • primo tempo con Vecino play
  • secondo tempo con Toma Basic play

E qui sta il paradosso. Basic è stato fuori rosa per due anni. Non è diventato improvvisamente un fenomeno. È semplicemente il riflesso di un centrocampo povero di qualità, dove chiunque, anche chi era considerato un esubero, diventa titolare.

Questo non è colpa di Sarri. È una conseguenza diretta delle scelte societarie.

Romagnoli salva il risultato

Se ieri stiamo commentando uno 0-0 e non una sconfitta pesante, è solo per merito di Romagnoli e di un paio di interventi di Provedel. Romagnoli ha giocato una partita enorme, nonostante il clima, le voci, l’incertezza sul futuro.

Quando è uscito Mario Gila, entrato Patrik Provstgaard, si è visto il divario. Provstgaard è un ragazzo volenteroso, forte di testa, ma palla a terra va in difficoltà, soprattutto nello stretto. Passare da Romagnoli a lui è un salto enorme. Prepariamoci.

Il problema vero: lo spogliatoio

Qui arriva il punto più delicato. Non l’ambiente esterno, ma l’ambiente interno. Quando:

  • ci sono giocatori che vogliono andare via
  • altri che litigano con la società
  • altri ancora che sanno di essere di troppo

Non ti alleni bene. E il campo lo racconta sempre. La partita di Lecce è stata la conferma.

Conclusione

Non ci stiamo liberando degli esuberi.
Ci stiamo liberando dei titolari.
E questa è la fotografia più preoccupante possibile.

Il problema non è Sarri.
Il problema è una rosa indebolita, una dirigenza distante e una qualità che è affondata.

Se non lo si capisce ora, lo si capirà più avanti. Ma sarà più doloroso.



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Lazio, dirigenza assente a Lecce: un segnale che va oltre il mercato

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Nessun dirigente della Lazio a Lecce: Lotito e Fabiani assenti. Un segnale preoccupante che va oltre il mercato e chiama in causa la gestione.

C’è un dettaglio che, più di tanti discorsi, racconta lo stato attuale della Lazio. A Lecce, al seguito della squadra, non c’era né il presidente né il direttore sportivo. Un’assenza che non può essere archiviata come casuale, né liquidata con la solita spiegazione di comodo.

Sugli spalti c’era Floridi, figura che si occupa di business e aspetti extra-sportivi, non del campo e non della squadra. Una presenza che, di fatto, non rappresenta la società sul piano sportivo. E questo è il primo punto che va chiarito.

Lotito assente, Fabiani ancora di più

Che Claudio Lotito non segua tutte le trasferte può anche essere accettabile. È il presidente, non l’allenatore. Ma il dato diventa inquietante quando si allarga lo sguardo: in questa stagione Lotito in trasferta praticamente non c’è mai stato.

Ancora più grave è l’assenza di Angelo Fabiani. Quella di Lecce è la seconda trasferta consecutiva saltata dal direttore sportivo. E non è un dettaglio. Il ds è il punto di contatto tra squadra, allenatore e società. È la figura che deve “stare sul campo”, percepire gli umori, sostenere il gruppo.

Qui invece il messaggio che passa è opposto: la dirigenza è lontana.

La scusa del mercato non regge

La versione ufficiale è sempre la stessa: Lotito e Fabiani sono rimasti a Roma “per il mercato”. Ma è una giustificazione che non regge più a un’analisi seria.

Sabato sera, mentre la Lazio giocava a Lecce, non è stato chiuso alcun acquisto. Zero. E se allarghiamo lo sguardo, scopriamo che da settimane il mercato in entrata è fermo. Dov’era allora questa urgenza di restare a Roma?

Qualcuno dirà: “Stavano chiudendo il portiere”. Falso. L’operazione era già definita prima della trasferta, con visite mediche fissate. Quindi no: Fabiani non era a Roma per chiudere quell’operazione.

E anche volendo essere indulgenti, nel 2026 esistono telefoni, videochiamate, documenti digitali. Il mercato si può fare ovunque, anche da Lecce, anche dallo stadio. Dire che non si può seguire la squadra perché “si lavora sul mercato” appare, francamente, una scusa.

Un segnale di scollamento

Il punto non è la singola assenza. È la somma dei segnali. Fabiani che salta più partite. Lotito che diserta le trasferte. La squadra lasciata senza una vera rappresentanza dirigenziale. Tutto questo trasmette un messaggio chiaro: la società è distante dal campo.

E quando una società sembra distante, quasi disinteressata, il problema diventa strutturale. Non è più una questione di singoli giocatori, né tantomeno dell’allenatore.

Sarri lo ha detto chiaramente

Maurizio Sarri non ha fatto giri di parole: “Ci stiamo ridimensionando”. E il mercato lo conferma. Sarri chiede un centrocampista. La risposta è sempre la stessa: prima bisogna vendere.

Una strategia che rasenta l’assurdo. Le altre squadre comprano il giocatore forte e poi cercano di rientrare. La Lazio fa l’opposto: prima vende (male e tardi), poi prova a comprare in extremis. Risultato? Arrivi alle ultime ore di mercato senza tempo, senza alternative e senza l’uomo giusto.

Il problema non è Sarri

Qui sta il punto centrale. Si è parlato di giocatori scontenti, di rapporti tesi con l’allenatore. Ma guardando il quadro generale, viene da pensare il contrario: il problema non è Sarri.

Il problema potrebbe essere una dirigenza debole, assente, scollegata. E la storia del calcio insegna che le squadre vincenti hanno dirigenze forti.
Giuseppe Marotta ha trasformato l’Inter. La Juventus è in difficoltà anche perché non si capisce più chi comandi davvero.

La Lazio oggi dà la stessa sensazione: disfunzione organizzativa, confusione, assenza di leadership.

Un segnale da non ignorare

Il fatto che a Lecce non ci fosse nessuno della dirigenza sportiva non è un dettaglio. È un segnale. E i segnali, nel calcio, spesso anticipano i problemi più grandi.

Perché in campo non ci va il bilancio. Ci vanno i giocatori. E se la società non li prende, non li sostiene e non li accompagna, i risultati non possono arrivare.

Ed è proprio questo che oggi preoccupa più di tutto.



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Sarri si espone: “Nessun problema con la squadra. Su Romagnoli ho detto che era infattibile”

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Probabili formazioni Lazio Atalanta: i giocatori in campo allo Stadio Olimpico per il match di Coppa Italia.
Maurizio Sarri in panchina all’Olimpico: il tecnico annuncia che resterà fino a giugno, ma chiede risposte e investimenti alla società.

Maurizio Sarri parla. E quando lo fa, difficilmente lascia spazio alle interpretazioni. Nell’intervista rilasciata nelle ultime ore, il tecnico della Lazio affronta senza giri di parole i temi più delicati del momento: lo spogliatoio, le voci sui rapporti con la squadra, il mercato in uscita e il suo futuro legato a doppio filo al rispetto verso i tifosi.

“Non c’è un problema di feeling con la squadra”

Sarri parte dal punto più caldo: le ricostruzioni secondo cui alcune cessioni sarebbero state legate a un cattivo rapporto con l’allenatore. Una narrazione che il tecnico toscano respinge con decisione.

“Sono cose su cui non c’è bisogno di rispondere. Dieci giorni fa è andato via un giocatore che è venuto nel mio ufficio a piangere.”

Una frase che pesa, perché smonta alla radice l’idea di uno spogliatoio spaccato o di un allenatore isolato. Sarri chiarisce che il malcontento individuale è fisiologico in qualsiasi squadra:

“Quando giocano 15 giocatori su 25 qualcuno scontento c’è sempre, ma la sensazione non è questa.”

Il messaggio è netto: non esiste un problema strutturale di rapporto tra allenatore e gruppo. E soprattutto, secondo Sarri, è profondamente scorretto costruire una narrazione opposta dopo una cessione.

“Se si vende un giocatore e si dice che non andava d’accordo con Sarri mi pare brutto, anche perché a me i calciatori che sono andati via hanno detto tutt’altro.”

Parole che sembrano rivolte non solo all’esterno, ma anche a chi, internamente, potrebbe aver lasciato filtrare certe versioni.

Il nodo Romagnoli: “Era infattibile”

Altro passaggio chiave riguarda il futuro di Alessio Romagnoli, nome finito al centro di voci di mercato e ipotesi di cessione. Sarri, anche qui, è chiarissimo:

“Se partirà si comincerà a prendere qualche gol in più.”

Una frase che è allo stesso tempo una valutazione tecnica e un avvertimento. Romagnoli non è solo un difensore, ma un perno dell’equilibrio difensivo costruito negli ultimi anni. Sarri rivela anche il retroscena del confronto con la società:

“La società mi ha detto cosa ne pensassi, io gli ho detto che era infattibile, poi ci pensano loro al mercato.”

Il tecnico, dunque, ha espresso il suo parere in modo netto. Se poi le decisioni dovessero andare in altra direzione, la responsabilità sarebbe chiaramente societaria. Un passaggio che suona come una tutela preventiva, soprattutto alla luce delle difficoltà difensive già emerse.

Restare per rispetto dei tifosi

Il passaggio più emotivo, però, è quello sul futuro personale. In un momento in cui tutto sembra in discussione – risultati, mercato, progetto – Sarri ribadisce il motivo per cui ha scelto di andare avanti.

“Io a inizio anno dissi che sarei andato avanti a tutti i costi per rispetto nei confronti dei tifosi.”

Non è una frase di circostanza. È un impegno pubblico che il tecnico intende onorare fino in fondo:

“Quella è stata la mia parola e ho intenzione di rispettarla.”

In un calcio sempre più dominato da contratti, clausole e strategie, Sarri richiama un valore quasi antico: la parola data. E soprattutto il legame con una tifoseria che, nonostante tutto, continua a sostenere la squadra.

Un messaggio chiaro

L’intervista di Sarri non è uno sfogo, ma un atto politico. Chiarisce i rapporti con la squadra, mette dei paletti sul mercato e ribadisce la sua posizione all’interno del progetto Lazio. Senza polemica esplicita, ma con frasi che difficilmente possono essere ignorate.

In un momento delicato della stagione, Sarri sceglie la trasparenza. E manda un messaggio a tutti: le responsabilità vanno chiamate con il loro nome, ma il rispetto per i tifosi resta la bussola principale.



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Sarri: “Lazio ridimensionata”

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Una foto del tecnico Maurizio Sarri, con un'espressione delusa, dopo la partita contro il Como.

Maurizio Sarri ha parlato a Sky dopo Lecce-Lazio. Il tecnico biancoceleste ha parlato del momento difficile della Lazio. “Per adesso la Lazio è ridimensionata, speriamo che non sia cosi alla fine del mercato”.

“Alla gente della Lazio ho detto tante cose. Ho detto che quest’anno avrei fatto di tutto e accettato qualsiasi tipo di compromesso perché ho fatto una promessa e la mantengo, visto il grande amore che mi stanno dando che è impagabile. La Lazio ha una storia grossa, da fuori non si riesce a capire. È un amore incondizionato, si capisce solo da dentro”. Ha esordito Sarri.

Il Mister ha poi spiegato che “Se la Lazio si sta ridimensionando? Fino a questo momento sì, poi facciamo i conti alla fine. La società dice che vuole fare una squadra giovane con ragazzi di valore, ma a me dell’anagrafe non me ne frega niente. Se c’è qualità, c’è a qualsiasi età. La squadra ha fatto quello che poteva fare dopo una settimana difficile.

Sarri ha parlato della prestazione della Lazio. “Non abbiamo giocato male ma abbiamo sbagliato nel primo tempo troppi palloni. Nella ripresa abbiamo sbagliato meno ma facciamo fatica a fare gol. Dia? Nei primi 15 minuti aveva fatto bene, poi gli sono arrivati solo palloni sporchi e quello non è il suo gioco”.

Sui due nuovi acquisti Sarri ha dichiarato che “Raktov oggi ha fatto un passo in avanti rispetto alle prime prestazioni. Anche Talyor oggi ha fatto progressi”.  Sul futuro Sarri ha dichiarato “Se vedo la direzione in fondo al tunnel? Non lo so. Non ho idea in questo momento. A bocce ferme avremo qualche idea in più. La sensazione di dirti di no è grossa, poi magari vengo smentito. Aspettiamo, dai”.



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Il Profeta Hernanes si schiera: “Il popolo laziale è disilluso. Lotito? È il villano”

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Hernanes commenta la crisi della Lazio negli studi di DAZN 2026

Non è bastato il pareggio a reti bianche nel match contro il Lecce per riportare un minimo di serenità in casa biancoceleste. La spirale negativa, alimentata dalle vicende extra-campo e da una gestione societaria aspramente criticata, ha trovato oggi un commentatore d’eccezione: Hernanes.

L’ex centrocampista brasiliano, intervenuto negli studi di DAZN, ha analizzato con estrema lucidità la frattura tra il club e la sua gente, confermando quanto espresso anche da altre figure legate al mondo Lazio come Alessandro Di Battista.

“Il calcio vive di sogni, non solo di bilanci”

Hernanes ha toccato le corde del sentimento, spiegando come la disconnessione della squadra in campo sia solo lo specchio di una visione societaria che ha smesso di guardare al futuro, concentrandosi esclusivamente sui numeri.

“Ho respirato l’Olimpico, so che vuol dire giocare per un popolo. Oggi è disilluso, non crede più, non ha più speranza. Il popolo vuole di più, non vuole che si guardino solo bilanci. Il calcio vive di sogni, il popolo laziale non vede futuro.”

Sarri l’eroe, Lotito il villano

Il Profeta non ha usato giri di parole per definire i ruoli di questa crisi, puntando il dito contro le scelte di mercato invernali che hanno mostrato una realtà ben diversa dalle ambizioni estive. Secondo il brasiliano, Maurizio Sarri si trova isolato in una battaglia che lo vede come unico punto di riferimento per i tifosi.

  • Disconnessione: Una squadra che appare slegata, priva di una visione chiara.
  • Il ruolo di Sarri: Scelto dal popolo come l’eroe che resiste.
  • La dirigenza: Identificata come il principale ostacolo alla crescita emotiva del club.

Le parole di Hernanes arrivano in un momento di altissima tensione verso la gara col Genoa, confermando che la crisi della Lazio non è solo tecnica, ma profonda e identitaria.


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Di Francesco a Sky: “Contro la Lazio meritavamo di più. Primo tempo dominante”

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Eusebio Di Francesco intervista Sky Sport dopo Lecce Lazio 2026

Mentre in casa biancoceleste si respira un’aria pesante, segnata dall’addio di Alessio Romagnoli e da una classifica che non accenna a migliorare, in casa salentina si mastica amaro per una vittoria sfumata. Eusebio Di Francesco, tecnico del Lecce, è intervenuto ai microfoni di Sky Sport nel post-partita per analizzare la prova dei suoi ragazzi.

Il rimpianto per i tre punti

Nonostante il valore tecnico dell’avversario, Di Francesco ha rivendicato la superiorità territoriale mostrata dai giallorossi, specialmente nei primi 45 minuti, dove la Lazio è apparsa contratta e lontana dalla reazione lucida chiesta da Sarri.

“Oggi ci portiamo dentro una grande prestazione, abbiamo cercato la vittoria a tutti i costi. Il primo tempo siamo stati spesso dominanti, non li abbiamo mai fatti tirare. Ci dispiace non aver segnato, meritavamo qualcosa in più come nelle scorse partite.”

Sfortuna e singoli: il punto sulla salvezza

Il tecnico dei salentini ha sottolineato come la traversa colpita da Ramadani sia l’emblema di un periodo in cui la fortuna non sorride al Lecce. Tuttavia, ha voluto elogiare la crescita tecnica di alcuni elementi chiave:

  • Talento puro: “Da Banda e Sottil mi aspetto sempre di più, sono i nostri giocatori di maggiore qualità.”
  • Nuovi innesti: “Gandelman è molto bravo nell’inserimento, ci darà una grande mano.”
  • Obiettivo finale: “Manteniamo l’aggressività e cerchiamo soluzioni per la salvezza. Questa squadra ha queste caratteristiche nel DNA.”

Un pareggio che per il Lecce sa di occasione persa, mentre per la Lazio rappresenta l’ennesimo capitolo di una settimana vissuta tra contestazioni e malumori.


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Lecce-Lazio, un punto che non scuote la classifica: il racconto della sfida

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Cronaca e tabellino Lecce Lazio 0-0 Serie A 2026 Via del Mare

La settimana più difficile della stagione biancoceleste si chiude con un pareggio che lascia l’amaro in bocca. Al Via del Mare, la sfida contro il Lecce si rivela una gara avara di emozioni e ricca di errori tecnici, lo specchio fedele di una squadra spenta e di un ambiente logorato dalle tensioni societarie.

Il commiato amaro di Romagnoli

Il match è stato segnato dall’ultima apparizione di Alessio Romagnoli con la maglia della sua squadra del cuore. Il difensore, destinato al trasferimento all’Al-Sadd in Qatar, ha guidato la linea difensiva per 64 minuti prima di lasciare il posto a Provstgaard, chiudendo tra i sospiri un’avventura durata tre anni e mezzo.

La cronaca: traversa di Ramadani e poche scintille

Maurizio Sarri ha sorpreso tutti lanciando Lazzari e Boulaye Dia (reduce dal trionfo in Coppa d’Africa) dal primo minuto, ma la reazione “tosta” chiesta dal tecnico si è vista solo a tratti.

  • Primo Tempo: Il Lecce spinge subito con Pierotti, ma è Ramadani al 39′ a far tremare i biancocelesti centrando in pieno la traversa. La Lazio risponde con le incursioni di Zaccagni, spesso fermato con le maniere forti senza che Chiffi ravvisasse estremi per il penalty.
  • Secondo Tempo: Ritmi ancora blandi. Sarri prova a scuotere i suoi con una girandola di cambi al 64′, inserendo Ratkov e Dele-Bashiru, ma è Provedel a dover salvare il risultato su un errore di Gila. L’ultima occasione capita a Taylor nel recupero, ma il suo tiro non centra lo specchio.

📊 IL TABELLINO DI LECCE-LAZIO

LECCE (4-3-3)LAZIO (4-3-3)
Falcone; Veiga, Siebert, Tiago Gabriel, Gallo; Coulibaly, Ramadani, Gandelman; Pierotti (89′ Morente), Stulic (64′ Cheddira), Banda (64′ Sottil).Provedel; Lazzari (73′ Pellegrini), Gila (64′ Provstgaard), Romagnoli, Marusic; Basic, Vecino (64′ Dele-Bashiru), Taylor; Cancellieri (81′ Isaksen), Dia (64′ Ratkov), Zaccagni.
All.: Eusebio Di FrancescoAll.: Maurizio Sarri

Arbitro: Daniele Chiffi (sez. Padova)

Note: Ammoniti Veiga (LE), Provstgaard (LA), Tiago Gabriel (LE).


Classifica immobile e clima teso

Il punto conquistato porta la Lazio a quota 29 punti, mantenendo il nono posto in classifica. Un piazzamento che non serve a rilanciare le ambizioni europee e che acuisce il malumore della piazza, già orientata alla contestazione totale annunciata per la prossima gara contro il Genoa. La squadra di Sarri appare scarica, forse condizionata dalle pesanti critiche piovute anche da personaggi pubblici e dall’incertezza sul futuro.


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Sarri a Sky: “Romagnoli è irrinunciabile. Da Dia segnali frizzanti”

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Probabili formazioni Lazio Atalanta: i giocatori in campo allo Stadio Olimpico per il match di Coppa Italia.
Maurizio Sarri in panchina all’Olimpico: il tecnico annuncia che resterà fino a giugno, ma chiede risposte e investimenti alla società.

A pochi istanti dal fischio d’inizio di Lecce-Lazio, Maurizio Sarri si è presentato ai microfoni di Sky Sport. Il tecnico, al centro di una settimana pesantissima tra voci di mercato e contestazioni, ha analizzato il momento della squadra e spiegato le scelte che hanno portato alle formazioni ufficiali del match.

Reagire con lucidità

Dopo il tracollo contro il Como, l’imperativo è rialzare la testa. Sarri però chiede equilibrio, evitando che la foga si trasformi in confusione.

“La settimana è stata difficile, abbiamo perso in maniera netta. Però non è il caso di farne un dramma, bisogna reagire senza nervosismo ma in maniera lucida. Mi aspetto una reazione bella tosta, non voglio vedere una squadra nervosa e contratta”.

I singoli: il leader e la sorpresa

Le scelte di formazione hanno premiato due nomi su tutti: Alessio Romagnoli e Boulaye Dia. Sul difensore, nonostante le indiscrezioni sulla cessione in Qatar, Sarri è stato categorico:

  • Romagnoli: “È il giocatore che ci guida la linea difensiva, per me è irrinunciabile. È a disposizione e va dentro”.
  • Boulaye Dia: “È tornato dalla Coppa d’Africa tre giorni fa. Ha fatto tre allenamenti frizzanti e ho pensato di dargli una chance”. Proprio l’attaccante aveva poco prima suonato la carica a Lazio Style Radio.

Il tecnico ha poi chiuso con un monito sulla pericolosità del Lecce, sottolineando come la gestione della palla sarà la chiave per evitare di correre a vuoto come accaduto nell’ultimo turno.


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Boulaye Dia torna e riprende la Lazio: “Sarri mi ha dato fiducia, ora tocca a me”

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Boulaye Dia intervista Lazio Style Radio pre Lecce Lazio 2026
Pedro Allenamento Lazio nel cento sportivo di Formello a Roma. Roma, 30 Marzo 2023 © Marco Rosi / Fotonotizia

Mentre l’ambiente biancoceleste è scosso dalla rottura totale tra la Curva Nord e la società, sul campo del Via del Mare splende la stella di Boulaye Dia. L’attaccante, reduce dal trionfo in Coppa d’Africa, è stato lanciato immediatamente nella mischia da Maurizio Sarri per la sfida contro il Lecce, come confermato dalle formazioni ufficiali della gara.

Pochi minuti prima del fischio d’inizio, Dia è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio per raccontare le sue sensazioni dopo il ritorno a Formello e la gioia per il titolo continentale.

Il ritorno del campione d’Africa

Nonostante la stanchezza per un torneo lungo e dispendioso, Dia si è messo subito a disposizione di un tecnico che sta vivendo uno dei momenti più complicati della sua gestione.

“La Coppa d’Africa è stata lunga e faticosa e ora sono tornato per aiutare la squadra già da questa sera. Il mister mi ha dato subito fiducia e io voglio ripagarlo. È stata una finale bellissima con due squadre al top della forma, ma alla fine abbiamo vinto noi.”

Lo sguardo sulla squadra e sui nuovi acquisti

Dia ha confermato di aver seguito le sorti della Lazio anche a chilometri di distanza, osservando con attenzione l’inserimento dei nuovi compagni di squadra, come Taylor e Ratkov, chiamati a sostituire i partenti in un calciomercato invernale che ha fatto discutere.

  • Sulla squadra: “Ho seguito tutte le gare, la squadra è concentrata per fare bene questa sera. Io sono pronto a dare tutto.”
  • Su Taylor e Ratkov: “Sono ancora in una fase di adattamento, ma ho visto molta qualità in loro.”

L’apporto di Dia sarà fondamentale per scardinare la difesa del Lecce e cercare di riportare un briciolo di serenità in un ambiente che, tra attacchi politici alla presidenza e cessioni eccellenti, ha un disperato bisogno di punti e sorrisi.


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Lecce-Lazio, formazioni ufficiali: Sarri sorprende in attacco

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Formazioni ufficiali Lecce Lazio Serie A 2026 Maurizio Sarri

Manca pochissimo al fischio d’inizio al Via del Mare. Maurizio Sarri, nel bel mezzo di una tempesta societaria senza precedenti, ha scelto gli undici che dovranno cercare il riscatto dopo il crollo interno col Como. Le novità non mancano, soprattutto in un centrocampo decimato dalle assenze e in un attacco che ritrova un protagonista.

Le scelte dei due tecnici

In casa biancoceleste, confermato Alessio Romagnoli al centro della difesa in quella che resta la sua probabile ultima apparizione prima del Qatar. La vera sorpresa è però in attacco: fuori Ratkov, spazio a Boulaye Dia dal 1′. A centrocampo, come previsto, tocca a Basic fare le veci degli assenti.

SQUADRAFORMAZIONE UFFICIALE (4-3-3)
LECCEFalcone; Veiga, Siebert, Tiago Gabriel, Gallo; Gandelman, Ramadani, Coulibaly; Banda, Stulić, Pierotti. All.: Di Francesco.
LAZIOProvedel; Lazzari, Gila, Romagnoli, Marusic; Taylor, Vecino, Basic; Cancellieri, Dia, Zaccagni. All.: Sarri.

La panchina biancoceleste

A disposizione di Sarri: Mandas, Furlanetto, Provstgaard, Pellegrini, Hysaj, Nuno Tavares, Belahyane, Dele-Bashiru, Farcomeni, Isaksen, Pedro, Noslin, Ratkov.

L’ambiente è carico di tensione, con i tifosi che guardano alla gara con un occhio al campo e uno alle parole durissime di Alessandro Di Battista contro la proprietà. Riuscirà la squadra a isolarsi e a strappare i tre punti in questo clima di contestazione totale?


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Lazio, nuovo tentativo a centrocampo: idea Iroegbunam dall’Everton

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La Lazio torna sul mercato dei centrocampisti: dopo i no per Toth, Fabbian e Timber spunta Iroegbunam dell’Everton. Tutti i dettagli.

La Lazio torna a muoversi sul mercato alla ricerca di un rinforzo a centrocampo. Dopo gli affondi mancati per Toth, Fabbian e Timber, a Formello si valuta un nuovo profilo che arriva direttamente dalla Premier League. L’ultima idea porta il nome di Timothy Iroegbunam, centrocampista dell’Everton.

Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio, il club biancoceleste starebbe monitorando con attenzione la situazione del classe 2003, valutandolo come possibile soluzione per rinforzare un reparto che, tra emergenze e rotazioni ridotte, continua a rappresentare uno dei punti più delicati della rosa.

Chi è Iroegbunam

Iroegbunam è una mezzala inglese di origini nigeriane, dotata di grande fisicità, dinamismo e capacità di coprire ampie porzioni di campo. Cresciuto calcisticamente in Inghilterra, è un profilo moderno, abituato a ritmi alti e a un calcio intenso, caratteristiche che da tempo attirano l’interesse dei club di Serie A.

In questa stagione ha collezionato 19 presenze complessive, per un totale di 1.030 minuti giocati tra Premier League ed EFL Cup, mettendo a referto 3 assist e zero gol. Numeri che non raccontano tutto il suo contributo, spesso più legato al lavoro sporco, alla fase di recupero palla e alla transizione che alle statistiche offensive.

Perché piace alla Lazio

Il nome di Iroegbunam non è casuale. La Lazio è alla ricerca di una mezzala capace di garantire intensità, copertura e inserimenti, qualità fondamentali nel sistema di gioco di Maurizio Sarri. Il tecnico toscano ha bisogno di un centrocampo più profondo e affidabile, soprattutto considerando le difficoltà fisiche e la discontinuità emersa nel corso della stagione.

Iroegbunam rappresenterebbe un investimento in prospettiva, ma anche una soluzione pronta per ampliare le rotazioni. Un profilo giovane, ma già abituato a un contesto competitivo come quello inglese.

I costi dell’operazione

Come riportato da Sky Sport tramite Manuele Baiocchini, la Lazio potrebbe presentare un’offerta compresa tra gli 8 e i 10 milioni di euro, ma solo a condizione di una cessione preventiva. In questo senso, il nome più caldo in uscita resta quello di Reda Belahyane, che potrebbe liberare spazio sia a livello numerico sia economico.

La strategia è chiara: prima vendere, poi acquistare, in linea con i vincoli di bilancio e con la necessità di mantenere equilibrio finanziario dopo una stagione complicata sotto il profilo dei conti.

Operazione sostenibile, ma non immediata

Al momento non si parla di trattativa avanzata, ma di un interesse concreto. L’Everton non considera Iroegbunam incedibile, ma valuta con attenzione ogni proposta, soprattutto in un contesto di Premier League dove i giovani con questo profilo hanno mercato.

La Lazio, dal canto suo, non intende forzare i tempi. L’eventuale affondo dipenderà dall’evoluzione delle uscite e dalla possibilità di chiudere l’operazione a condizioni sostenibili, magari con formule flessibili.

Un centrocampo da rifondare

Il dossier Iroegbunam conferma una realtà evidente: il centrocampo biancoceleste è in fase di transizione. Gli acquisti mancati di Toth, Fabbian e Timber dimostrano le difficoltà operative, ma anche la volontà del club di individuare il profilo giusto, senza errori.

La sensazione è che la Lazio tornerà a muoversi concretamente solo dopo aver sistemato le uscite. Iroegbunam resta un nome cerchiato in rosso: giovane, fisico, internazionale. Un profilo che, se incastrato nel momento giusto, potrebbe diventare una pedina importante nel nuovo equilibrio biancoceleste.



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Lazio, scelto il dopo Mandas: sarà Edoardo Motta il nuovo vice Provedel

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Edoardo Motta futuro portiere della Lazio

Con Christos Mandas ormai destinato al Bournemouth, la S.S. Lazio ha individuato il profilo su cui puntare per completare il reparto portieri. Il nome scelto è quello di Edoardo Motta, giovane estremo difensore piemontese reduce dall’esperienza con la Reggiana.

Classe 2005, Motta rappresenta una scelta in linea con la strategia del club biancoceleste: investimento contenuto, prospettiva futura e crescita graduale alle spalle di un titolare affidabile come Ivan Provedel. L’operazione si chiude per una cifra complessiva di circa un milione di euro, con una clausola che prevede il riconoscimento del 50% dell’importo – pari a 500 mila euro – alla Juventus, oltre al 5% sulla futura rivendita.

Il giovane portiere è atteso a Roma nella giornata di lunedì, quando sosterrà le visite mediche di rito prima di firmare un contratto quadriennale con scadenza fissata al 2030. Una volta ufficializzato, Motta entrerà a far parte della rosa come secondo portiere, assumendo il ruolo di vice Provedel.

Dal punto di vista tecnico, la Lazio punta su un profilo considerato affidabile e in forte crescita, con l’obiettivo di inserirlo gradualmente nel contesto biancoceleste senza caricarlo di pressioni immediate. Una scelta che conferma la volontà della società di coprire ogni ruolo con soluzioni sostenibili, guardando anche al futuro e alla possibile valorizzazione del giocatore nel medio-lungo periodo.

Con l’uscita di Mandas e l’arrivo imminente di Motta, il quadro dei portieri biancocelesti prende dunque forma, permettendo allo staff tecnico di lavorare con chiarezza e continuità in vista della nuova stagione.



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Di Battista a Radio Sei: “Gestione ridicola, Lotito è solo un gestore mediocre”

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Alessandro Di Battista attacca Claudio Lotito Radio Sei Lazio 2026

Le polemiche in casa Lazio non accennano a placarsi. In un clima reso rovente dalle cessioni illustri di Guendouzi e Castellanos e dalle imminenti partenze di Alessio Romagnoli verso il Qatar e di Mandas, è intervenuto oggi pomeriggio Alessandro Di Battista.

Ai microfoni di Radio Sei, durante la trasmissione “9 gennaio 1900”, il politico e noto tifoso biancoceleste ha espresso parole di fuoco contro l’attuale proprietà, fotografando quello che abbiamo definito nel nostro ultimo editoriale come il punto più basso della gestione Lotito.

“Presidente? Non lo è mai stato”

Di Battista non ha usato mezzi termini per descrivere l’attuale situazione societaria, sottolineando come la mediocrità della gestione sia ormai sotto gli occhi di tutti proprio alla vigilia della delicata trasferta di Lecce. Secondo l’ex parlamentare, il termine “Presidente” non si addice a chi non ha mai mostrato vero attaccamento ai colori sociali.

“Noi laziali da 22 anni resistiamo a questo scempio. Invito tutti a non chiamarlo più presidente, non lo è mai stato. Il giorno in cui sarà lontano dalla nostra amata Lazio sarà una festa di popolo.”

L’appello alla Curva e il sogno di un cambio

Oltre alla critica, Di Battista ha voluto ribadire la sua vicinanza alle scelte del tifo organizzato, appoggiando in pieno la scelta del boicottaggio per la gara contro il Genoa.

  • Sostegno alla Nord: Un invito esplicito a seguire la linea dei gruppi organizzati, che hanno recentemente replicato duramente al comunicato della società.
  • Il fallimento dei comunicati: Definito “penoso” l’ultimo comunicato del club sui “tifosi veri”.
  • Pressione pacifica: L’invito a potenziali acquirenti a farsi avanti per scatenare una pressione popolare che porti finalmente al cambio di gestione.

Di Battista conclude con una visione carica di speranza: un futuro in cui la Lazio torni a essere un sogno e non solo un bilancio.


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Lazio, stop alle polemiche: “Sarri ha la fiducia totale. Denunceremo la diffusione della telefonata”

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Claudio Lotito sorridente mentre parla ai microfoni, con una sovrimpressione grafica dei numeri finanziari (300M, 350M).
Claudio Lotito durante la cena di Natale della Lazio mentre parla del mercato bloccato e della situazione societaria.

La S.S. Lazio interviene in modo netto per spegnere le polemiche esplose nelle ultime ore attorno all’ambiente biancoceleste. In una nota ufficiale, il club prende le distanze da quella che definisce una lettura “distorta e strumentale” di alcune dichiarazioni attribuite ai vertici societari, ribadendo con forza la compattezza interna e la piena fiducia nei confronti di Maurizio Sarri.

Il messaggio è chiaro: alla Lazio non esistono giocatori contro l’allenatore. La società sottolinea come il tecnico toscano goda non solo del pieno sostegno dirigenziale, ma anche del rispetto e della totale disponibilità del gruppo squadra. Eventuali momenti di confronto o tensione vengono ricondotti alle normali dinamiche di qualsiasi organizzazione complessa, soprattutto in una fase in cui i risultati non rispecchiano le aspettative.

Secondo il club, trasformare queste dinamiche fisiologiche in presunti conflitti personali significa raccontare una realtà che non appartiene alla Lazio. Una narrazione che, viene sottolineato, sarebbe alimentata da interessi esterni e da una volontà precisa di generare polemiche e destabilizzazione.

Particolarmente dura la posizione della società sulla pubblicazione di una telefonata privata, definita un atto gravissimo. La conversazione sarebbe stata sottratta e diffusa senza alcuna autorizzazione, con l’unico obiettivo di creare clamore mediatico e arrecare danno all’immagine del club. Per questo motivo, la Lazio ha annunciato che segnalerà l’accaduto al Garante per la protezione dei dati personali e alle autorità competenti, affinché vengano accertate tutte le responsabilità del caso.

Nel comunicato viene inoltre ribadita la volontà di massima trasparenza: i vertici societari ricordano di aver già richiesto agli organi competenti la pubblicazione dei tabulati telefonici, proprio per fugare ogni dubbio e dimostrare la totale correttezza dei propri comportamenti.

Sul piano sportivo, il club insiste sulla solidità del progetto tecnico. Staff e squadra vengono descritti come uniti e concentrati esclusivamente sul campo e sugli obiettivi stagionali. Nei giorni precedenti, società, allenatore e giocatori avrebbero avuto un confronto lungo e costruttivo, ulteriore prova della compattezza interna che caratterizza l’ambiente biancoceleste.

Il comunicato si chiude con un appello all’unità e al senso di responsabilità. In un momento delicato della stagione, la Lazio invita a mettere da parte le polemiche e a pensare esclusivamente alla partita contro il Lecce, sottolineando l’importanza del sostegno dei tifosi. Un ringraziamento particolare va a chi ha seguito la squadra in trasferta, con l’auspicio che il calore del pubblico diventi una spinta positiva dal primo all’ultimo minuto.

Il messaggio finale è netto: la Lazio è un patrimonio collettivo e va tutelata sempre. Nei momenti che contano, l’unica strada possibile è restare uniti, compatti e orgogliosi, andando avanti insieme, con la squadra e con il mister.



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Verso Lecce-Lazio: i convocati di Sarri tra rientri e assenze pesanti

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Grafica formazioni ufficiali Lazio Genoa 2026 con formazioni Sarri e De Rossi
Maurizio Sarri pensieroso a bordo campo durante una partita della Lazio, simbolo delle tensioni interne con la società per il mercato di gennaio.

Poche ore al calcio d’inizio della sfida del Via del Mare. La Lazio, chiamata a rispondere sul campo dopo una settimana di altissima tensione tra società e tifoseria, ha diramato la lista ufficiale dei calciatori che prenderanno parte alla trasferta salentina. Maurizio Sarri deve fare i conti con un’infermeria che non dà tregua e con le scelte obbligate in vista del boicottaggio annunciato per la prossima gara interna.

Centrocampo decimato: fuori Rovella e Cataldi

La notizia peggiore per il tecnico biancoceleste riguarda la mediana. Come anticipato, oltre allo squalificato Cataldi, salta la trasferta anche Nicolò Rovella, lasciando un buco importante in regia. Le buone notizie arrivano dai recuperi di Basic e Vecino, entrambi regolarmente in lista e pronti a dare una mano in una zona di campo dove le rotazioni sono ridotte all’osso.

L’ultima di Romagnoli e la lista completa

Tra i difensori spicca il nome di Alessio Romagnoli: nonostante il pesante braccio di ferro con Lotito e l’offerta dal Qatar, il centrale sarà regolarmente al suo posto per quella che, salvo clamorosi ribaltoni, sarà la sua ultima apparizione con la maglia della Lazio.

Ecco l’elenco completo dei convocati per Lecce-Lazio:

REPARTOCALCIATORI
PortieriFurlanetto, Mandas, Provedel
DifensoriGila, Hysaj, Lazzari, Marusic, Nuno Tavares, Pellegrini, Provstgaard, Romagnoli
CentrocampistiBasic, Belahyane, Dele-Bashiru, Farcomeni, Taylor, Vecino
AttaccantiCancellieri, Dia, Isaksen, Noslin, Pedro, Ratkov, Zaccagni

Sarà fondamentale capire come la squadra reagirà emotivamente alle voci di mercato e al clima di ridimensionamento denunciato dalla piazza. La sfida di stasera (ore 20:45) dirà molto sul futuro a breve termine di questo gruppo.


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Scontro totale Lazio-Ultras: la Nord replica al club e conferma il boicottaggio

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Contestazione Curva Nord Lazio replica comunicato Lotito Ponte Milvio
Tifosi della Lazio all’Olimpico in silenzio e delusi: simbolo di un ambiente depresso e di una squadra in piena crisi di identità.

La frattura tra la Curva Nord e la dirigenza della Lazio ha raggiunto il punto di non ritorno. Dopo il duro comunicato emesso dal club nelle scorse ore, la tifoseria organizzata ha scelto i microfoni di Radio Laziale per rispondere punto su punto, ufficializzando una linea di condotta che segnerà la prossima sfida interna contro il Genoa. Quella che doveva essere una riunione per decidere le modalità della protesta si è trasformata, a causa delle parole della società, in una scelta radicale: lo stadio resterà vuoto.

“Via del non ritorno”: la risposta alle minacce del club

I rappresentanti della Nord non hanno usato giri di parole per definire il clima che si respira a Formello. Le parole del club sono state percepite come una minaccia inaccettabile, definita “da dittatura”, che ha avuto l’effetto opposto a quello sperato dalla dirigenza: ricompattare l’intera tifoseria.

“Il comunicato della società ci ha uniti. Adesso è la via del non ritorno. Non sono accettabili le minacce, noi non abbiamo imposto nulla a nessuno, diamo solo la nostra visione. Lotito voleva scatenare una guerra tra poveri, ma con quelle parole ha solo ottenuto l’effetto di unirci tutti contro questa gestione.”

Questa reazione arriva in un momento già critico, segnato dalle indiscrezioni di mercato su Romagnoli e dalle recenti parole di Ciro Immobile a favore di Sarri.

Dal “Supermercato” al “Discount”: la critica alla gestione

Il cuore della protesta risiede nella mancanza di progettualità e nel continuo ridimensionamento tecnico. Gli Ultras accusano la società di fare cassa con i pezzi pregiati, tradendo le promesse fatte in estate e durante la presentazione di Maurizio Sarri.

  • Ridimensionamento: La Lazio viene definita un “discount” anziché il club ambizioso promesso.
  • Coerenza: Critiche feroci sull’uso delle scenografie della Curva (autofinanziate) per fini commerciali e sponsor da parte del club.
  • Identità: La denuncia di una dirigenza che, secondo i tifosi, non tifa nemmeno per i colori che rappresenta.

Appuntamento a Ponte Milvio: Lazio-Genoa fuori dallo stadio

La decisione è presa: per Lazio-Genoa scatterà il boicottaggio dei biglietti. Il tifo organizzato invita tutti i laziali a radunarsi a Ponte Milvio per ascoltare la partita insieme, rinunciando alla “cosa più bella” per amore della maglia e per coerenza contro la gestione Lotito. Sarà la “cartina tornasole” per capire quanto la piazza sia effettivamente stanca di una situazione definita ormai al limite.


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Formello, tegola per Sarri: Rovella salta il Lecce. Le ultime sulla formazione

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Tempi recupero Rovella: il centrocampista della Lazio affronta la riabilitazione dopo l'intervento.

Non c’è pace per Maurizio Sarri in vista della delicata trasferta del Via del Mare. Oltre alle pesanti assenze per squalifica e al clima di contestazione che agita l’ambiente biancoceleste, dall’ultimo allenamento a Formello arriva una notizia che complica ulteriormente i piani del tecnico: Nicolò Rovella non farà parte della spedizione salentina.

Centrocampo Lazio da reinventare: tocca a Basic

L’assenza di Rovella è un colpo durissimo, considerando che avrebbe dovuto sostituire lo squalificato Cataldi. Con la cabina di regia scoperta, Sarri è pronto a lanciare Toma Basic, reduce da un problema all’adduttore ma ormai pienamente recuperato. Al suo fianco agirà l’inamovibile Taylor, mentre per l’ultima maglia è ballottaggio serrato tra Vecino e Belahyane, con l’uruguaiano favorito se darà garanzie fisiche totali.

Lazio Difesa e Attacco: i dubbi di Sarri

Il reparto arretrato vive ore di incertezza. Il dubbio principale riguarda Alessio Romagnoli: il centrale ha lavorato in gruppo ma le voci di mercato sul Qatar e le condizioni fisiche non ottimali lo tengono in ballottaggio con il giovane Provstgaard. Confermati invece Gila, Marusic e Pellegrini davanti a Provedel.

In attacco, Sarri sembra orientato a dare continuità al nuovo corso:

  • Ratkov è in vantaggio su Noslin e Dia (che torna dopo la Coppa d’Africa) per il ruolo di centravanti.
  • Cancellieri insidia Isaksen sulla fascia destra.
  • Zaccagni agirà regolarmente a sinistra, con il compito di trascinare la squadra dopo il pesante KO contro il Como.

Lazio La Probabile Formazione (4-3-3)

Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini; Vecino, Basic, Taylor; Cancellieri, Ratkov, Zaccagni. A disp.: Mandas, Furlanetto, Provstgaard, Lazzari, Hysaj, Nuno Tavares, Belahyane, Dele-Bashiru, Isaksen, Pedro, Noslin, Dia. All.: Sarri.


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Lecce-Lazio: 3 punti per mantenere vivo il sogno europeo

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Cronaca e tabellino Lecce Lazio 0-0 Serie A 2026 Via del Mare

Il match tra Lecce e Lazio a Via del Mare, in programma sabato 24 gennaio alle ore 20:45, sarà un crocevia importante per le ambizioni di entrambe le squadre. I biancocelesti, per mantenere vivo il sogno europeo, sono chiamati a conquistare assolutamente i 3 punti, in particolar modo dopo la netta debacle interna subita contro il Como di Cesc Fabregas.

I giallorossi davanti ai propri tifosi, anche se in uno scontro più che ostico, devono ritrovare punti dopo 4 sconfitte consecutive pesantissime per la classifica, che li vede ora in 18esima posizione alle spalle della Fiorentina per differenza reti. La Lazio di Sarri, che ha cambiato completamente veste dopo le cessioni di lusso di Castellanos e Guendouzi, ha superato il blocco del mercato imposto nel corso della sessione estiva e potrà continuare a contare sui nuovi acquisti Taylor e Ratkov, che nelle loro prime due apparizioni in maglia biancoceleste non sono però riusciti ad incidere particolarmente.

Gli ultimi precedenti tra Lecce e Lazio 

Se analizziamo gli ultimi 5 precedenti tra le due squadre disputati a Via Del Mare, vediamo come il bilancio sia sorprendentemente dalla parte dei padroni di casa, che nel 2020 e nelle stagioni 2022/2023 e 2023/2024 hanno conquistato la vittoria con il medesimo risultato di 2-1. Discorso diverso se torniamo indietro nel 2011, anno in cui la Lazio ha portato i tre punti a casa vincendo per 3-2, e se guardiamo l’ultimissimo precedente disputato lo scorso anno, quando i ragazzi di Baroni, attuale tecnico del Torino, i biancocelesti hanno vinto con il punteggio di 2-1. 

Per questa gara la Lazio è data come favorita per la vittoria dai principali operatori sul mercato, nonostante le difficoltà che sta affrontando. Nonostante le ostilità e le difficoltà del match, quindi, i favori del pronostico sono dalla parte degli ospiti. Sarà importante seguire la partita dei biancocelesti, per vedere se riusciranno a strappare un successo. Per rimanere aggiornati sui risultati per le partite di domani e del fine settimana di Serie A e non solo, consultare la lista di SportyTrader permette di seguire rapidamente la diretta delle gare, oltre a trovare le quote più convenienti per ogni evento sportivo. 

Come arriva la Lazio a questo match

I tifosi biancocelesti ad inizio anno speravano di arrivare a questo punto della stagione senza ombra di dubbio con un’altra situazione di classifica, ma il mercato bloccato nel corso dell’estate aveva già fatto pensare alle grandi difficoltà che questa squadra avrebbe affrontato.

I ragazzi di Sarri, infatti, sono in questo momento al nono posto a quota 28 punti in 21 partite, a -4 dalla settima posizione occupata dall’Atalanta di Raffaele Palladino nonché ultimo slot valido per un piazzamento europeo (Conference League). L’Europa League, quindi perlomeno sesto posto, dista 9 lunghezze, mentre la quarta posizione valida per la Champions ne dista addirittura 14.

La Lazio è e continua ad essere in un momento di difficoltà, ne sono una testimonianza i due pareggi, le due sconfitte e la sola vittoria sul campo del Verona registrati negli ultimi 5 incontri di Serie A. Per quanto concerne le probabili formazioni, con ogni probabilità Sarri riproporrà un 4-3-3 con Provedel tra i pali, Marusic, Romagnoli, Gila e Luca Pellegrini a comporre il quartetto difensivo, Belahyane, Cataldi e Taylor a centrocampo e Zaccagni, Ratkov e Cancellieri a formare il trio offensivo.

Come arriva il Lecce a questo match 

Il Lecce, come già anticipato in precedenza, arriva al match interno contro la Lazio in una situazione a dir poco delicata, che lo vede in piena zona retrocessione alle spalle di una Fiorentina in crescita per differenza reti e a tre punti dal Genoa di Daniele De Rossi 16esimo in classifica.

Con le partenze di giocatori cardine come Baschirotto e Krstovic in estate il lavoro per Eusebio Di Francesco non è di certo stato facile, ma i giallorossi adesso hanno strettamente bisogno di punti per risalire la china. A far ben sperare ci sono le ultime due prestazioni disputate a San Siro contro Inter e Milan, entrambe terminate con il punteggio di 1-0 per le milanesi che hanno sbloccato la gara solo dopo il 75esimo minuto.

In vista della sfida contro i biancocelesti, Di Francesco potrebbe riproporre un 4-3-3 con Falcone in porta, Ndaba, Siebert, Tiago Gabriel e Gallo in difesa, Gandelman, Ramadani e Coulibaly a centrocampo e Sottil, Stulic e Pierotti a formare il trio d’attacco.



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Lazio contro il boicottaggio: denunciate le pressioni del tifo

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Il settore ospiti dello stadio Tardini di Parma gremito di tifosi della Lazio con sciarpe e bandiere.

La S.S. Lazio alza la voce e lo fa senza mezzi termini. Con un comunicato ufficiale diffuso nelle ultime ore, il club biancoceleste ha condannato con la massima fermezza l’invito al boicottaggio della gara contro il Genoa, lanciato da soggetti riconducibili al cosiddetto tifo organizzato e legato a contestazioni sulle scelte societarie e sportive.

Secondo la società, non si tratta di una semplice forma di dissenso, ma di un atto grave che supera il confine della protesta legittima, assumendo i contorni di un vero e proprio tentativo di pressione organizzata nei confronti del club, della squadra e dell’intero ambiente laziale.

Nel comunicato, la Lazio sottolinea un punto chiave: l’anonimato sul web non equivale all’assenza di responsabilità. Dietro ogni account – ribadisce il club – esistono persone fisiche, pienamente identificabili e chiamabili a rispondere delle proprie azioni. Proprio per questo, la società ha già provveduto a segnalare e denunciare tali condotte alle autorità competenti, affinché vengano valutate sotto ogni profilo di legge.

Il nodo centrale è anche economico e istituzionale. La diffusione di appelli al boicottaggio, finalizzati a scoraggiare deliberatamente l’accesso allo stadio, viene considerata dalla Lazio come un danno diretto, consapevole e intenzionale. Un danno che assume un peso ancora maggiore alla luce del fatto che il club è una società quotata, con possibili ripercussioni su immagine, ricavi, rapporti commerciali e fiducia del mercato.

Nel messaggio ufficiale emerge inoltre la volontà di non farsi condizionare da pressioni esterne. Il lavoro sul mercato – fa sapere la società – prosegue con metodo, serenità e piena condivisione interna. Le scelte tecniche vengono portate avanti secondo una strategia definita, nel rispetto dei ruoli e delle tempistiche del progetto, senza cedere a strumentalizzazioni o forzature provenienti dall’esterno.

Ma il passaggio forse più significativo è quello legato al valore dello stadio e del tifo. “Andare allo stadio è una gioia e deve restare sempre una gioia”, è il messaggio che la Lazio vuole ribadire. Sostenere la propria squadra significa partecipare, soffrire ed esultare insieme, non instillare paura o scoraggiare la presenza sugli spalti per fini che nulla hanno a che vedere con il bene del club.

In quest’ottica, Lazio-Genoa viene rivendicata come una festa di sport, passione e appartenenza, nonostante i tentativi di chi vorrebbe trasformare il tifo in uno strumento di pressione. La società rivendica con forza la propria identità e i propri valori, affermando che la Lazio appartiene ai tifosi autentici, alla sua storia e alla sua comunità.

La linea è tracciata: rispetto delle regole, tutela della legalità e difesa della dignità del club. Senza sconti per nessuno.




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L’editoriale | La Lazio dei Laziali prigioniera di una gestione allo sbando

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Contestazione tifosi Lazio contro Lotito Stadio Olimpico editoriale

Ventun anni di gestione Lotito e, invece di una crescita costante, ci ritroviamo a commentare il punto più basso della storia recente biancoceleste. Non è solo questione di risultati sul campo, ma di un’anima che viene calpestata giorno dopo giorno. La Lazio oggi è un cantiere aperto dove le fondamenta sono state rimosse per fare cassa, lasciando Maurizio Sarri al comando di una nave che la società stessa sta affondando.

Il tradimento di gennaio: Lotito una rosa indebolita

È inaccettabile che, dopo un mercato estivo bloccato e vissuto tra mille imbarazzi, la sessione invernale si sia trasformata in un “mercatino dell’usato”. Invece di rinforzare la squadra per centrare l’Europa, sono stati ceduti pilastri come Guendouzi e Castellanos. Giocatori che, al di là dei numeri, garantivano pressing, spogliatoio e appartenenza.

E mentre si attendeva il colpo “più forte di Greenwood” promesso da Lotito, ci siamo ritrovati con il nulla cosmico. Anzi, con la contestazione totale della Curva Nord che ormai non accetta più di essere presa in giro.

Sarri: un “Comandante” senza truppe

Maurizio Sarri è arrivato a Formello ignaro, forse, della reale portata della situazione. Si è adattato a fare il “dipendente”, come lui stesso ha amaramente ammesso, accettando giocatori con caratteristiche diametralmente opposte a quelle richieste. Il mercato lo fanno Lotito e Fabiani, portando figurine che non servono al gioco del tecnico, per poi dare la colpa ai tifosi per il “clima ostile”.

L’indizio più inquietante arriva dalle tribune: circola con insistenza il video di un presunto labiale del Presidente che, quasi rassegnato o forse fin troppo consapevole, parlerebbe del futuro del tecnico e della mancanza di giocatori. Un segnale di resa che fa male a chi ha la Lazio nel cuore.

Romagnoli e il senso di appartenenza calpestato

Vedere Alessio Romagnoli, lazialissimo nell’anima, pronto a scappare verso il Qatar è la prova del fallimento totale. Se nemmeno chi ama questi colori riesce più a sopportare questa gestione, significa che il limite è stato superato. Lotito continua a ripetere che la Lazio è “casa sua”, ma dimentica che la Lazio appartiene ai laziali.

Questa società merita di più. I tifosi meritano di più. Non è colpa dei giocatori, non è colpa dell’allenatore: la responsabilità ha un nome e un cognome. E dopo 21 anni, il tempo delle scuse è finito.


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Lazio-Genoa, scoppia la rivolta: “Non comprate i biglietti”. L’appello degli Ultras

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La Curva Nord dello Stadio Olimpico vuota durante una contestazione.

La pazienza del popolo laziale è ufficialmente esaurita. Dopo lo scontro totale tra Sarri, Lotito e Fabiani e le imminenti partenze di pilastri come Alessio Romagnoli verso il Qatar, il tifo organizzato ha deciso di passare ai fatti. Attraverso un comunicato congiunto diffuso via social, i gruppi della Curva Nord hanno lanciato un appello perentorio in vista della sfida casalinga contro il Genoa.

“Gestione allo sbando”: il duro attacco alla società

La nota, pubblicata sui profili ufficiali dei gruppi leader della Nord, non lascia spazio a interpretazioni. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la gestione fallimentare del mercato di gennaio, arrivata dopo la disfatta interna contro il Como, che ha evidenziato una squadra priva di rinforzi adeguati e indebolita dalle cessioni.

“Chiediamo a tutti i Laziali non abbonati di NON acquistare i biglietti per la gara Lazio – Genoa. Stiamo valutando in che modo far proseguire la contestazione in virtù di come si evolverà il mercato in casa Lazio, riteniamo che ormai la situazione sia sempre più compromessa da una gestione allo sbando totale”.

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Una contestazione che parte dal basso

L’invito al boicottaggio mira a colpire la società nel portafogli e nell’immagine, lasciando lo stadio semivuoto in un match cruciale. La frattura tra la piazza e Claudio Lotito sembra ormai insanabile, alimentata anche dai segnali di malumore social di Ciro Immobile, che hanno ulteriormente compattato la tifoseria attorno alla figura di Maurizio Sarri, percepito come l’unico argine a una “gestione allo sbando”.

I tifosi chiedono risposte chiare su operazioni come la vendita di Christos Mandas al Bournemouth e sulla mancanza di investimenti per rimpiazzare i partenti. La sfida contro il Grifone rischia dunque di giocarsi in un clima surreale, con un Olimpico che potrebbe rispondere compatto al grido di protesta della Curva.


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Mandas al Bournemouth: accordo con la Lazio da 20 milioni più bonus

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Rappresentazione grafica di uno scambio tra i calciatori Christos Mandas e Nicolò Fagioli tra Lazio e Fiorentina.

È arrivata la definizione di una delle operazioni più rilevanti del mercato in uscita della Lazio. È stato infatti raggiunto l’accordo definitivo con il Bournemouth per il trasferimento di Christos Mandas, portiere greco classe 2001.

L’operazione si basa su un prestito iniziale con opzione di acquisto, per una cifra complessiva che può arrivare a 20 milioni di euro più bonus. Una formula che consente al club inglese di valutare il giocatore nel contesto della Premier League, ma che allo stesso tempo garantisce alla Lazio una prospettiva economica estremamente significativa.

Una plusvalenza strategica

Dal punto di vista finanziario, l’operazione Mandas rappresenta una boccata d’ossigeno per i conti biancocelesti. Il portiere era arrivato a Formello come investimento a basso costo e una sua eventuale cessione a queste cifre genererebbe una plusvalenza molto rilevante, fondamentale in un momento in cui il club è chiamato a riequilibrare i bilanci.

Non è un caso che la Lazio abbia aperto alla formula del prestito con opzione: la priorità è monetizzare senza forzare tempi e senza esporsi a rischi regolamentari legati ai parametri FIGC e UEFA. In questo senso, Mandas diventa un asset perfettamente valorizzato.

Scelta tecnica e gestionale

Sul piano sportivo, la partenza del portiere greco rientra in una riflessione più ampia sulla gestione del reparto. Mandas ha mostrato qualità interessanti, ma non ha mai trovato continuità assoluta da titolare. L’offerta del Bournemouth, sia per cifre sia per progetto, è stata ritenuta congrua da tutte le parti in causa.

Per il giocatore, la Premier League rappresenta un salto di livello e una vetrina straordinaria. Per la Lazio, invece, è la dimostrazione di come il club continui a saper valorizzare profili giovani, attirando l’attenzione di mercati economicamente più forti.

Perché il Bournemouth ha scelto Mandas

Il club inglese ha individuato in Mandas un profilo adatto al proprio progetto: giovane, con margini di crescita e già abituato a contesti competitivi. Il prestito con opzione consente al Bournemouth di inserirlo gradualmente, valutandone l’impatto senza l’obbligo immediato di investimento definitivo.

Una formula sempre più utilizzata nei rapporti tra club italiani e inglesi, che riduce il rischio e favorisce operazioni di medio periodo.

Impatto sul mercato della Lazio

La possibile entrata da 20 milioni più bonus offre ora alla dirigenza biancoceleste maggiore flessibilità. In un momento in cui il club deve fare i conti con una rosa corta e con alcune emergenze strutturali, la cessione di Mandas potrebbe sbloccare manovre in entrata, soprattutto in reparti chiave.

Resta da capire se l’eventuale incasso verrà reinvestito immediatamente o utilizzato principalmente per riequilibrare il bilancio, ma è evidente che l’operazione segna un passaggio importante della sessione di mercato.

Un segnale chiaro

L’accordo con il Bournemouth per Mandas non è solo una cessione: è un segnale. La Lazio dimostra di saper dialogare con la Premier League e di poter chiudere operazioni economicamente rilevanti senza svendere. In un’estate complessa, è una mossa che rafforza la posizione del club e apre nuovi scenari, sportivi e finanziari.



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Lazio Events in rosso: bilancio negativo e conti sotto pressione

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Una foto di Claudio Lotito, presidente della Lazio, con un'espressione decisa o arrabbiata, mentre parla ai giornalisti.

Il rosso nei conti non è più solo una sensazione: è certificato dai numeri. Lazio Events, la cassaforte attraverso cui Claudio Lotito controlla il 67% della Lazio, chiude il bilancio consolidato con una perdita pesante e apre interrogativi concreti sul modello economico del club biancoceleste.

La holding, detenuta dall’imprenditore romano tramite tre veicoli societari (Snam Lazio Sud, Linda e Bona Dea), ha chiuso l’esercizio a fine giugno – relativo alla stagione 2024/25 – con un risultato netto negativo di 17,1 milioni di euro, in netto peggioramento rispetto all’utile di 36,4 milioni registrato nell’anno precedente. I dati, analizzati da Andrea Giacobino su Affari Italiani e approfonditi anche da Calcio e Finanza, fotografano una situazione di evidente difficoltà.

Ricavi in caduta: pesa l’Europa League

Il primo dato che salta all’occhio è il crollo dei ricavi: da 193,2 a 143,5 milioni di euro, quasi 50 milioni in meno su base annua. Una flessione importante, spiegata in larga parte dalla partecipazione all’Europa League, competizione decisamente meno remunerativa rispetto alla Champions League.

Nel dettaglio, i ricavi da gare si fermano a 22,9 milioni, quelli da diritti televisivi a 94,4 milioni, mentre 18,5 milioni arrivano da sponsorizzazioni, pubblicità e royalties. Più marginali le altre voci: 2,9 milioni dai diritti dei calciatori, 2,3 milioni dal merchandising e 4,9 milioni da altri proventi. Numeri che certificano una struttura dei ricavi fortemente dipendente dai risultati sportivi europei.

Il vero buco: plusvalenze dimezzate

Se il calo dei ricavi era in parte prevedibile, il vero colpo ai conti arriva dal crollo delle plusvalenze, passate da 41 milioni a soli 11,5 milioni di euro. Una differenza che da sola spiega gran parte del passaggio dall’utile alla perdita.

Nel dettaglio, 8,3 milioni derivano dalla cessione di Luis Alberto, 2,3 milioni da quella di Nicola Casale e appena 690 mila euro dal trasferimento di Ciro Immobile. Numeri lontanissimi dalle stagioni precedenti, in cui la Lazio aveva costruito l’equilibrio di bilancio proprio sulla capacità di generare plusvalenze importanti.

Il problema è che questo crollo si confronta con una campagna acquisti onerosa, che ha visto investimenti significativi: 17 milioni per Nicolò Rovella, 16,7 milioni per Tijjani Noslin e 10,3 milioni per Reda Belahyane, solo per citare i principali. Spese sostenute senza il tradizionale paracadute delle cessioni eccellenti.

Costi giù, ma non basta

Va riconosciuto che i costi operativi sono diminuiti di 18,4 milioni, attestandosi a 135,3 milioni di euro. Un segnale di razionalizzazione, che però non è stato sufficiente a compensare il calo dei ricavi e delle plusvalenze.

Ancora più preoccupante è il dato sull’indebitamento finanziario netto, salito a 101,4 milioni, con un aumento di 28,2 milioni dovuto all’incremento delle linee di finanziamento autoliquidanti. Un livello di esposizione che riduce ulteriormente i margini di manovra futura.

La linea difensiva del club

Nella relazione sulla gestione, la società sottolinea come l’impossibilità di operare liberamente sul mercato in estate abbia bloccato alcune cessioni, poiché non sarebbe stato possibile sostituire i calciatori in uscita. Una scelta che, secondo il management, rientra nel piano di ringiovanimento della rosa e nel rispetto dei parametri FIGC e UEFA.

La stessa relazione guarda al futuro con ottimismo, citando il ritorno alle competizioni internazionali, nuovi sponsor e la valorizzazione degli asset come leve per ristabilire l’equilibrio economico-finanziario nel medio periodo.

Il nodo politico

Resta però un dato di fatto: il modello Lazio è sempre più fragile senza Champions League e senza plusvalenze strutturali. Il bilancio di Lazio Events rappresenta un campanello d’allarme non solo contabile, ma strategico. E chiama in causa direttamente la gestione Lotito, oggi più che mai sotto pressione tra vincoli finanziari, risultati sportivi e ambizioni di una piazza che chiede di più.



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