Home Blog Page 47

Lazio, troppi infortuni: Sarri cerca la svolta a Formello

0
Maurizio Sarri intervistato ai microfoni di DAZN nel post-partita di Napoli-Lazio.
Maurizio Sarri pensieroso a bordo campo durante una partita della Lazio, simbolo delle tensioni interne con la società per il mercato di gennaio.

La Lazio tornerà in campo mercoledì, con la testa già proiettata alla sfida del 19 ottobre contro l’Atalanta alla New Balance Arena. Dopo il pareggio spettacolare per 3-3 contro il Torino, Maurizio Sarri ha deciso di concedere due giorni di riposo alla squadra. Una scelta utile non solo per recuperare energie fisiche e mentali, ma anche per riflettere su una prima parte di stagione segnata da troppi alti e bassi.

La pausa per le Nazionali, che coinvolgerà soltanto quattro giocatori biancocelesti, diventa così un’occasione preziosa per ricaricare le batterie e analizzare i problemi che stanno frenando la Lazio. Tra questi, il tema più urgente è quello legato agli infortuni, una vera e propria emergenza che sta condizionando il cammino della squadra.


🏥 Infermeria piena: sette giocatori fermi ai box

Come riportato dal Messaggero, al momento sono sette i giocatori indisponibili per infortunio. Un numero significativo, soprattutto considerando che la Lazio non è impegnata in Europa e dispone di un calendario meno fitto rispetto alle passate stagioni.

Va detto che casi come quelli di Rovella e Gigot non dipendono da problemi muscolari o legati allo sforzo fisico, ma il dato complessivo resta allarmante. Troppe assenze in momenti chiave, troppe situazioni di emergenza che costringono Sarri a continui cambi di formazione e ad adattamenti tattici non sempre efficaci.

Il tecnico, insieme al suo staff, ha deciso di utilizzare queste giornate per analizzare le cause: carichi di lavoro, preparazione atletica, gestione dei recuperi e prevenzione. Tutto sarà oggetto di valutazione, con l’obiettivo di trovare una soluzione e invertire il trend negativo.


⚙️ Verso la ripresa: Atalanta nel mirino

Il gruppo tornerà ad allenarsi mercoledì a Formello, dove Sarri inizierà a preparare il match contro l’Atalanta, una delle squadre più organizzate e fisicamente pronte del campionato. Una sfida complicata, ma anche una chance per dare un segnale di ripresa.

Il tecnico biancoceleste conta di recuperare qualche elemento importante. Le prossime ore saranno decisive per Zaccagni, alle prese con problemi fisici che ne hanno limitato il rendimento, e per capire i tempi di recupero di Rovella, la cui situazione verrà monitorata con attenzione dallo staff medico.


🔍 Serve una svolta: obiettivo continuità

Dopo un avvio di stagione altalenante, Sarri sa che la Lazio deve trovare continuità di risultati e di prestazioni. La qualità tecnica della rosa non manca, ma la fragilità fisica e mentale emersa nelle prime giornate rischia di compromettere gli obiettivi stagionali.

La sosta arriva quindi nel momento giusto: un’occasione per ricompattare il gruppo, recuperare gli infortunati e ritrovare lo spirito che aveva portato la Lazio ai vertici della Serie A solo pochi mesi fa.

Nel frattempo, i tifosi si aspettano una reazione forte e concreta. La sensazione è che, più che dal mercato, la vera svolta dovrà arrivare dallo spogliatoio e dal campo: da un gruppo che, pur tra mille difficoltà, ha ancora tutte le carte in regola per risalire la classifica.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Diego Gonzalez brilla in Messico: 5 gol e 5 assist con l’Atlas

0
Diego González con la maglia dell’Atlas FC dopo il gol decisivo in Liga MX, simbolo di un talento lasciato andare troppo presto dalla Lazio.
Diego González con la maglia dell’Atlas FC dopo il gol decisivo in Liga MX, simbolo di un talento lasciato andare troppo presto dalla Lazio.

Dalla Lazio al Messico per rinascere. Diego Gonzalez, esterno paraguaiano classe 2003, sta vivendo una stagione da protagonista assoluto con la maglia dell’Atlas, club che milita nella Liga MX. In prestito dai biancocelesti, l’attaccante si sta mettendo in mostra con numeri importanti: 5 gol e 5 assist in stagione, un rendimento che non passa inosservato né a Roma né in Sud America.

Crescita e continuità

Dopo un primo periodo di adattamento, Gonzalez ha trovato la sua dimensione ideale nel campionato messicano. Nell’ultima sfida contro il Juarez, vinta per 3-1, ha firmato un gol e un assist, confermando il suo ottimo momento di forma.
Dotato di velocità, dribbling e buona tecnica, il giovane paraguaiano è diventato un punto fermo dell’undici titolare, convincendo anche lo staff tecnico dell’Atlas che lo considera una delle rivelazioni del torneo.

L’opzione di riscatto

Il contratto di prestito tra Lazio e Atlas è valido fino al 31 dicembre 2025, ma il club messicano possiede un’opzione di riscatto che gli consentirebbe di acquistare Gonzalez a titolo definitivo.
Un’opzione che, visti i numeri e la crescita costante del giocatore, potrebbe essere presa seriamente in considerazione già nei prossimi mesi.

Per la Lazio, che aveva puntato su di lui come prospetto interessante, la stagione di Gonzalez rappresenta una vetrina importante: in caso di cessione definitiva, i biancocelesti potrebbero incassare una cifra utile a finanziare parte delle prossime operazioni di mercato.

Il futuro tra Roma e Messico

In questo momento, l’ipotesi più concreta è che Gonzalez resti in Messico fino al termine del 2025, continuando il suo percorso di maturazione in un campionato che gli sta permettendo di giocare con continuità. Tuttavia, se dovesse mantenere questo rendimento, non è escluso che la Lazio valuti un suo ritorno per inserirlo nel progetto tecnico o valorizzarlo sul mercato.

Intanto, i numeri parlano chiaro: 10 partecipazioni da gol stagionali per un giocatore che, a soli 21 anni, sembra finalmente aver trovato la sua strada.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Lotito spiega il blocco del mercato Lazio: “Indice all’80%, possiamo comprare e vendere”

0
Claudio Lotito in tribuna all'Olimpico durante la sfida tra Lazio e Parma

Il calciomercato della Lazio attraversa una fase complessa, tra vincoli finanziari, regole di bilancio e speranze per il futuro. A fare chiarezza è stato direttamente il presidente Claudio Lotito, che ha parlato ai microfoni di DAZN pochi minuti prima del calcio d’inizio di Lazio–Torino, illustrando la reale condizione economica del club capitolino.

“L’indice è all’80%. Chiunque si trovi in questa condizione può acquistare e vendere allo stesso prezzo. Non ci sono impedimenti tecnici che limitino l’attività sul mercato”,
ha spiegato Lotito, cercando di rassicurare l’ambiente biancoceleste.

Una dichiarazione importante, che però fotografa un quadro ancora fragile. La Lazio, infatti, si trova in una condizione di saldo zero: per ogni nuovo acquisto dovrà esserci una cessione di pari valore.

Mercato bloccato ma spiragli per gennaio

Questa situazione rappresenta un blocco parziale del mercato, che la società spera di sbloccare definitivamente nei prossimi mesi. La chiave per riattivare la piena operatività potrebbe arrivare dai crediti residui dei diritti televisivi, una cifra stimata tra i 12 e i 13 milioni di euro, che Lotito intende inserire subito a bilancio per migliorare l’indice di liquidità.

Un passaggio cruciale sarà il vaglio della nuova Commissione di Vigilanza, che ha preso il posto della Covisoc, e che dovrà approvare i bilanci dei club prima della prossima sessione di mercato.

Il main sponsor come mossa strategica

Altro punto chiave riguarda il nuovo main sponsor, che la Lazio non ha più da tre anni. Lotito ha confermato che la trattativa è in corso e che l’annuncio ufficiale potrebbe arrivare entro il 15 ottobre, in concomitanza con la prossima riunione federale.

L’ingresso di un partner commerciale stabile rappresenterebbe una boccata d’ossigeno per i conti biancocelesti, oltre che un segnale di rilancio per un club quotato in borsa. La cifra stimata per la sponsorizzazione principale sarebbe di circa 4,5 milioni di euro, con possibili bonus fino a 5 milioni.

Una Lazio in attesa di ripartire

In sostanza, il calciomercato biancoceleste resta congelato, ma non completamente bloccato. Lotito si è mostrato fiducioso ma cauto, ribadendo che ogni operazione dovrà rispettare le rigide condizioni contabili imposte dal sistema FIGC.

L’obiettivo è quello di arrivare a gennaio con i conti in ordine e margini per intervenire sulla rosa, che Sarri ritiene ancora incompleta in alcuni reparti.

I tifosi, dal canto loro, sperano che questa “fase di equilibrio” non diventi l’ennesima occasione mancata, ma il preludio a una nuova strategia di crescita, in grado di rinforzare la squadra senza sacrificare i giocatori più importanti.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Stefano Mauri: “Finii in galera da innocente, ma la Lazio non mi ha mai lasciato solo”

0
Stefano Mauri in maglia Lazio durante una partita all’Olimpico, simbolo di coraggio e fedeltà dopo la vicenda del calcioscommesse.
Stefano Mauri in maglia Lazio durante una partita all’Olimpico, simbolo di coraggio e fedeltà dopo la vicenda del calcioscommesse.

Ci sono storie che restano impresse nel cuore dei tifosi più di tante vittorie. Quella di Stefano Mauri, ex capitano della Lazio, è una di queste: un racconto di orgoglio, dolore e rinascita.
In un’intervista al Gazzetta dello Sport, Mauri è tornato a parlare del caso calcioscommesse che nel 2012 lo travolse, segnando per sempre la sua carriera e la sua vita.

“Finii in galera all’improvviso, da innocente. Ero il nome da dare in pasto alla gente”, ricorda Mauri. “Lì ti senti svuotato, ma dopo non hai paura più di niente. Ho preso sei mesi per omessa denuncia, ma ancora oggi non ho capito tutto”.

Dal carcere alla Coppa Italia: la rinascita del capitano

Arrestato il 28 maggio 2012, accusato di associazione a delinquere e frode sportiva, l’ex numero 6 biancoceleste trascorse sette giorni in carcere, prima di essere ascoltato dal giudice. “È stato il momento più brutto della mia vita, qualcosa che non auguro a nessuno”, spiega.
Ma proprio da quella esperienza, durissima, Mauri trasse una lezione che gli avrebbe permesso di rialzarsi: “La galera ti fortifica. Dopo non ti fa più paura niente.”

Pochi mesi dopo, arrivò il riscatto. Nella finale di Coppa Italia 2013, decisa dal gol di Lulic contro la Roma, Mauri era lì, a guidare la squadra verso la vittoria più amata dai tifosi: “È stato un trofeo magico. Rimasi male a non partire titolare, ma quella gioia non si dimentica”.

L’amore per la Lazio e il rispetto dei tifosi

Mauri non dimentica il sostegno ricevuto nei momenti più bui: “La Lazio e i suoi tifosi non mi hanno mai lasciato solo. In quella vicenda ho capito chi mi voleva davvero bene.”
Essere capitano, spiega, è stato “un onore e una responsabilità enorme. Mi porto dietro quell’orgoglio ancora oggi, quando qualcuno mi ferma per strada.”

Il legame con il club biancoceleste è rimasto intatto: “Lotito la prima volta mi disse: ‘Oh, qui c’è da pedalare’. Quando andavo da lui per trattare i premi di squadra, ti sfiniva. Ma sapevi che lo faceva per il bene del gruppo.”

Una carriera tra gol, sacrifici e rimpianti

Nel corso della sua carriera, Mauri ha segnato pagine importanti della storia laziale: dalla rovesciata al Napoli nel 2012, ai gol nei derby contro la Roma, fino alla Supercoppa Italiana vinta nel 2009 contro l’Inter del Triplete.

“Con Pioli mi sono divertito tanto — racconta — ma anche Reja e Ballardini mi hanno lasciato qualcosa. Klose? Un campione vero, d’esempio per tutti. Dopo l’allenamento raccoglieva i palloni da solo. E poi Baggio, a Brescia: un genio, un uomo speciale.”

Nonostante tutto, Mauri conserva qualche rimpianto: “Non aver giocato un Europeo o un Mondiale. L’avrei meritato. Ma nei momenti decisivi sono arrivati gli infortuni.”

Dal campo alla nuova vita da agente

Oggi, lontano dal campo, Mauri studia per diventare agente sportivo insieme a Lodovico Spinosi. “Dopo tutto quello che ho vissuto, non ho paura di niente. Quell’esperienza mi ha insegnato a capire le persone, a distinguere chi c’è davvero.”

Un simbolo di resilienza e appartenenza, che i tifosi della Lazio non hanno mai dimenticato. Perché, al di là delle accuse, dei titoli di giornale e dei tribunali, Stefano Mauri è rimasto uno di loro: il capitano di quella “coppa in faccia”, la vittoria più dolce della storia biancoceleste.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Allarme Zaccagni: rischio stop lungo per la Lazio

0
La distinta ufficiale di Cagliari-Lazio negli spogliatoi dell'Unipol Domus.

Non c’è pace per la Lazio di Maurizio Sarri. Dopo i problemi di Rovella, arriva un nuovo campanello d’allarme: Mattia Zaccagni si è fermato per un infortunio muscolare, e secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, la situazione potrebbe essere più seria del previsto.

L’infortunio e gli esami

L’esterno offensivo biancoceleste, tra i più importanti per la manovra d’attacco, si sottoporrà domani ad accertamenti strumentali per valutare l’entità precisa del problema. Lo staff medico della Lazio spera che si tratti di una lesione di primo grado, che comporterebbe uno stop di un paio di settimane. Tuttavia, non è esclusa una lesione di secondo grado, che allungherebbe notevolmente i tempi di recupero, fino a 4–5 settimane.

Leggi anche: Rovella si opera: un mese di stop per il regista della Lazio

Una prospettiva che preoccuperebbe e non poco Maurizio Sarri, già alle prese con diverse assenze pesanti e una rosa accorciata dalle continue emergenze fisiche.

Un’assenza che pesa come un macigno

Zaccagni, infatti, è uno dei pilastri del sistema offensivo di Sarri. La sua capacità di saltare l’uomo, creare superiorità numerica e incidere negli ultimi 30 metri lo rendono una pedina difficilmente sostituibile. Nella scorsa stagione era stato tra i giocatori più continui e decisivi, e anche quest’anno, nonostante qualche acciacco, il suo contributo era rimasto fondamentale.

Senza di lui, la Lazio perde gran parte della sua spinta sulla fascia sinistra. Sarri potrebbe essere costretto a schierare Isaksen o Pedro come soluzioni tampone, ma entrambi hanno caratteristiche diverse e meno verticali rispetto all’ex Verona.

Sarri e i piani tattici da rivedere

Il tecnico biancoceleste dovrà quindi trovare nuove soluzioni offensive per mantenere equilibrio e incisività. La possibilità di tornare al 4-4-2, già utilizzato nelle ultime uscite a causa dell’assenza di Rovella, non è da escludere: un modo per coprire meglio il campo e sfruttare le due punte centrali.

Allo stesso tempo, Zaccagni rappresentava una delle poche costanti nel tridente offensivo, e la sua assenza rischia di indebolire una fase d’attacco già in difficoltà.

La speranza della Lazio

In casa biancoceleste, però, prevale la cautela e la speranza: solo gli esami di domani chiariranno l’entità reale dell’infortunio. L’obiettivo dello staff medico è limitare i danni e permettere a Zaccagni di recuperare durante la sosta, per tornare in campo già a fine ottobre.

Nel frattempo, Sarri dovrà affidarsi alle alternative e sperare che questa nuova tegola non comprometta ulteriormente la rincorsa della Lazio in campionato.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Rovella si opera: un mese di stop per il regista della Lazio

0
Nicolò Rovella centrocampista della SS Lazio alla vigilia della sfida contro il Genoa
Nicolò Rovella presenta la sfida di Serie A tra Lazio e Genoa nel match program ufficiale biancoceleste.

Brutte notizie per Maurizio Sarri e per la Lazio. Nicolò Rovella, centrocampista biancoceleste arrivato in estate dalla Juventus, si sottoporrà a un intervento chirurgico per risolvere il problema di pubalgia che lo tormenta ormai da diverse settimane.

Il fastidio, nato alla vigilia di Sassuolo – Lazio, si è aggravato progressivamente fino a diventare insopportabile dopo il derby contro la Roma, quando il giocatore ha dovuto arrendersi definitivamente al dolore. Da quel momento, Rovella ha saltato le gare contro Genoa e Torino, costringendo Sarri a cambiare assetto tattico e a schierare la squadra con un inedito 4-4-2, in mancanza di un regista naturale.

L’intervento e i tempi di recupero

Come riportato dal Corriere dello Sport, Rovella verrà operato nei prossimi giorni per risolvere definitivamente la pubalgia. I tempi di recupero stimati sono di circa un mese, ma la presenza della sosta per le nazionali permetterà di guadagnare due settimane, riducendo così il periodo effettivo di assenza.

Un sospiro di sollievo parziale per la Lazio, che spera di riavere il suo giovane centrocampista prima della ripresa a pieno ritmo del calendario di Serie A ed Europa League.

Un’assenza pesante per Sarri

L’assenza di Rovella rappresenta però un problema serio per Maurizio Sarri. Il tecnico biancoceleste aveva individuato nel classe 2001 l’erede naturale di Cataldi in cabina di regia, e nelle ultime settimane il suo contributo era diventato sempre più prezioso.

Senza di lui, Sarri è stato costretto a reinventare la mediana, adattando Guendouzi e Vecino in ruoli non propriamente congeniali e modificando il sistema di gioco per mantenere equilibrio. Il 4-4-2 visto contro Genoa e Torino è stata una scelta forzata, dettata dalle circostanze più che da una reale preferenza tattica.

La Lazio e l’occasione per reagire

L’infortunio di Rovella arriva in un momento delicato per la Lazio, chiamata a ritrovare continuità di risultati dopo un avvio di stagione al di sotto delle aspettative. Tuttavia, questa pausa potrebbe permettere a Sarri di lavorare sulla condizione fisica e sull’adattamento tattico della squadra, in attesa del ritorno del regista lombardo.

Se tutto procederà secondo i piani, Rovella potrebbe tornare a disposizione subito dopo la sosta, pronto a riprendere il suo posto davanti alla difesa e a dare ordine e qualità al gioco biancoceleste.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Beppe Signori e il calcio scommesse

0
Beppe Signori e il calcio scommesse

Dopo 10 anni terribili Beppe Signori ha rivisto la luce. L’ex capitano della Lazio è stato assolto da tutte le accuse infamanti che lo avevano colpito. Beppe Signori non è stato prescritto dal reato ma assolto perché il fatto non sussiste, c’è una grande differenza fra le due cose. Ma cosa è successo al grande bomber biancoceleste? Perché ha vissuto 10 anni da incubo?

Beppe Signori è stato accusato di essere coinvolto nel calcioscommesse. Tutto parte nel giugno del 2011 quando l’ex capitano della Lazio, ormai ritirato da un paio di anni viene messo agli arresti domiciliari perché viene considerato parte di una banda che avrebbe falsato alcune partite del campionato italiano. Ad agosto la FIGC lo squalifica per 5 anni per lo stesso motivo. Si indaga per “associazione a delinquere” per Beppe Signori. 

Non è coinvolto solo lui, altri calciatori finiscono nella indagine come Luigi Sartor. Secondo la procura un gruppo di scommettitori asiatici avrebbe truccato varie partite di  calcio italiano grazie all’aiuto di un gruppo di scommettitori italiani guidati da Beppe Signori. Grazie alle sue amicizie Signori avrebbe “aggiustato” varie partite del campionato italiano, consentendo agli scommettitori asiatici di vincere ingenti somme. La procura di Cremona, nel 2015, chiude l’indagine chiedendo il rinvio a giudizio di Beppe Signori e altri 103 indagati. 

Ovviamente la stampa, prima di avere l’esito del processo già condanna l’ex capitano della Lazio. Nonostante le prove siano deboli per i giornali e le TV italiane non ci sono dubbi, Signori è colpevole e addirittura il capo di questa organizzazione che ha aggiustato vari risultati in Italia. Però rapidamente le accuse cadono una ad una. E da campo della banda Signori viene alla fine accusato per aver “falsato” solo una partita Piacenza-Padova del 2 ottobre del 2010. Ma nel 2020 scatta la prescrizione e il tribunale di Cremona emette la sentenza di non dover procedere per sopravvenuta estinzione del caso.

Intanto emergono dettagli dell’indagine “strani”. Luigi Sartor infatti ammetterà che il PM che ha svolto le indagine gli aveva chiesto di accusare Beppe Signori e di ammettere che l’ex capitano della Lazio aveva scommesso su queste partite. “Il PM mi aveva garantito che accusando Signori la mia posizione sarebbe migliorata” ha ammesso l’ex giocatori di Roma e Parma. Signori viene massacrato dalla stampa, ma la sua posizione sembra strana, appare evidente che ci sia qualcosa con l’accusa che non regga, i presunti contatti con il team di asiatici sembra non esserci mai stato, ma nessuno sembra interessare, Signori è colpevole, non ci sono alternative. Dal giugno del 2011 Signori vive 10 anni da incubo. Lo stesso giocatore ammetterà di avere poca voglia di uscire di casa e di aver quasi pensato al suicidio. 

Ma a differenza degli altri, Signori non si accontenta della prescrizione arrivata nel 2020, vuole l’assoluzione piena. Per questo rifiuta la prescrizione in primo grado. finalmente nel 2021 arriva l’assoluzione piena anche per un filone secondario della inchiesta legata al calcioscommesse. Beppe Signori viene assolto pecche il fatto non sussiste. Poco dopo la FIGC riabilita Beppe Signori che così potrà tornare nel mondo del calcio. 

Purtroppo, come spesso accade in Italia, Beppe Signori è stato sulle prime pagine dei giornali quando è stato accusato di aver truccate varie partite di Serie A, ma la sua piena assoluzione non ha avuto lo stesso risalto, anzi, su quasi tutti i giornali è passata sotto traccia. Nessun resisterà a Beppe Signori questi 10 anni persi, ma l’ex bomber della Lazio ha lottato per dimostrare a tutti la propria innocenza ed ha vinto. Adesso speriamo che qualcuno dia a Signori la possibilità di intraprendere la carriera di allenatore e recuperare quegli anni persi.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Lazio-Torino: Cancellieri brilla, ma la difesa crolla

0
L'esultanza di Toma Basic e Matteo Cancellieri dopo un gol in Napoli-Lazio 0-2.
Cancellieri salva la Lazio con una doppietta, ma la difesa cede ancora: Sarri deve trovare soluzioni dopo il 3-3 con il Torino. Analisi e riflessioni.

Un punto che lascia più rimpianti che soddisfazione. Lazio e Torino si dividono la posta all’Olimpico con un rocambolesco 3-3, ma a Formello la sensazione è quella di un’occasione persa. Dopo il successo sul Genoa, i biancocelesti non riescono a dare continuità e si ritrovano nuovamente a fare i conti con una difesa troppo fragile e un equilibrio tattico ancora tutto da costruire.

Eppure la serata sembrava quella giusta per invertire la rotta. Matteo Cancellieri, finito ai margini solo pochi mesi fa, ha firmato la sua miglior prestazione con la maglia biancoceleste, siglando una doppietta di pregevole fattura. Due gol di qualità, non semplici tap-in, ma giocate da attaccante maturo: controllo, freddezza e precisione sotto porta. L’ex Verona si è preso con forza la scena e, forse, anche un posto stabile nelle gerarchie di Maurizio Sarri.

Il tecnico toscano, costretto dalle assenze e dalle squalifiche (su tutte quella di Gila e gli infortuni di Marusic e Pellegrini), ha dovuto inventare. Spazio a Basic, rispolverato dopo settimane ai margini, e a Nuno Tavares, chiamato a sostituire un reparto in piena emergenza. Ma mentre il croato ha risposto presente con una gara concreta e un assist, il terzino portoghese ha deluso ancora una volta: poco incisivo in avanti e disattento in fase difensiva.

⚽ Cancellieri e Basic, due riscatti biancocelesti

Il blocco del mercato estivo ha, paradossalmente, offerto a Cancellieri un’occasione d’oro. Doveva partire, invece è rimasto, e oggi è forse la miglior sorpresa di inizio stagione. Anche Basic, spesso criticato, ha colto l’opportunità: senza strafare, ha mostrato ordine, corsa e partecipazione alla manovra. “Non è Iniesta, ma ha fatto il suo”-

🧱 Difesa in tilt: troppi gol subiti

I problemi restano dietro. Tre gol evitabili: sul primo, Provedel respinge centralmente un pallone elementare; sul secondo, l’attaccante granata entra in area senza opposizione; sul terzo, doppio colpo di testa indisturbato.
Con 7 gol subiti in 6 partite, la Lazio ha una media di oltre un gol a gara. Troppo per una squadra che punta all’Europa.
Nonostante i 10 gol segnati (un dato positivo), la fragilità difensiva spiega il tredicesimo posto in classifica.

🔄 Modulo da rivedere

Il tanto discusso 4-4-2 (o 4-2-4) proposto da Sarri resta un esperimento a metà. Contro il Genoa aveva funzionato, ma contro il Torino ha mostrato tutti i limiti di equilibrio. Con esterni non abituati a coprire e difensori poco reattivi, la squadra si è allungata, lasciando varchi enormi sulle fasce.
Ol 4-2-4 è iper offensivo: può andare contro alcune squadre, ma con Nuno Tavares e Isaksen sugli esterni è uno schema troppo rischioso.

⚙️ Scelte e gerarchie

Tra le poche note positive, il comportamento coerente di Sarri: chi sfrutta la chance, gioca di nuovo. Era accaduto con Mario Gila, ora con Basic. Ma non tutti rispondono allo stesso modo.
Belayane, ad esempio, continua a deludere: entrato nella ripresa, non ha dato ritmo né qualità al centrocampo, confermando le difficoltà già viste nelle prime giornate.
Male anche Castellanos, mai pericoloso e senza tiri in porta, e soprattutto Isaksen, giudicato “imbarazzante” da molti tifosi per la totale assenza di impatto offensivo.

🚀 Noslin, l’arma da rilanciare

In un contesto complicato, il cambio più positivo è arrivato proprio con l’ingresso di Noslin. L’olandese ha subito inciso, creando due occasioni e procurandosi il rigore del pareggio.
Noslin nel 4-4-2 è perfetto: seconda punta mobile, capace di aprirsi e puntare l’uomo. Doveva entrare molto prima”.
Il suo dinamismo ha acceso la Lazio e reso evidenti i limiti di chi lo aveva preceduto in campo.

🧑‍⚖️ L’arbitro e il VAR infinito

Capitolo a parte per la direzione arbitrale di Piccinini. Il rigore su Noslin è talmente evidente da non giustificare i dieci minuti di attesa al VAR.
Non puoi impiegare dieci minuti per un rigore così chiaro. Era visibile anche dai Distinti, impossibile non accorgersene. Questo è un errore grave”
Pur precisando che “la Lazio non ha pareggiato per colpa dell’arbitro”, il giornalista biancoceleste denuncia una tendenza preoccupante: “Gli arbitri quest’anno stanno sbagliando troppo contro la Lazio”.

🔮 Cosa serve adesso

La pausa per le Nazionali arriva nel momento giusto. Sarri potrà recuperare uomini e riflettere su nuove soluzioni tattiche. Serve più equilibrio, più attenzione e forse anche più coraggio nel cambiare.
“Quando una cosa non funziona, insistere è stupido. È tempo di provare alternative e dare spazio a chi merita, come Noslin e Cancellieri.”

Perché con una difesa così fragile e un centrocampo ancora incompiuto, l’Europa rischia di rimanere solo un sogno lontano.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

La Lazio è la polisportiva più grande del Mondo

0

ROMA — Quando si parla di Lazio, la mente corre subito al calcio, al biancoceleste dell’Olimpico, ai derby con la Roma e ai ricordi scolpiti nella storia della Serie A. Ma c’è un lato della storia biancoceleste che troppo spesso resta in ombra: la La Lazio è la polisportiva più grande del Mondo , un patrimonio che dovrebbe essere motivo di orgoglio, e che invece la società comunica poco o nulla.

Un primato nascosto

Fondata il 9 gennaio 1900 come società podistica, la Lazio ha da subito abbracciato diverse discipline. Oggi la polisportiva conta oltre 45 sezioni agonistiche: dal rugby al padel, dal nuoto alla pallavolo, fino al basket e alla pallanuoto. Un mosaico di sport che nessun’altra società europea può vantare, neppure club come Real Madrid o Barcellona, che pure hanno sempre valorizzato le loro sezioni extra-calcio.

Eppure, mentre i blaugrana spingono con orgoglio il basket e il Real celebra ogni trionfo oltre il pallone, la Lazio quasi sembra ignorare questo primato.

I successi internazionali dimenticati

Il palmarès della polisportiva è impressionante:

  • Oltre 500 titoli nazionali e internazionali conquistati.
  • 16 titoli mondiali portati a Roma.
  • 10 medaglie d’oro olimpiche vinte da atleti biancocelesti.

Un bottino straordinario, che sarebbe degno di un museo permanente o almeno di un’esposizione chiara sul sito ufficiale della società. E invece, per conoscere questi dati, occorre scavare negli archivi o affidarsi alla memoria storica dei tifosi più appassionati.

Campioni leggendari in biancoceleste

La Lazio polisportiva non è solo numeri, ma anche volti e nomi che hanno fatto la storia dello sport italiano:

  • Fausto Coppi, il più grande ciclista della storia azzurra, fu tesserato Lazio. Un dettaglio che pochi conoscono.
  • Bud Spencer, all’anagrafe Carlo Pedersoli, campione di nuoto e pallanuoto prima di diventare attore, partecipò alle Olimpiadi con i colori biancocelesti e non mancava mai di ricordarlo nelle interviste.
  • Atleti della scherma, del nuoto, della pallavolo e di tante altre discipline hanno scritto pagine indelebili sotto il vessillo della Lazio.

Persino l’ultima medaglia d’oro olimpica a tinte biancocelesti porta un nome familiare al calcio: Felipe Anderson, che vinse con il Brasile ai Giochi di Rio 2016, allora tesserato Lazio.

Una comunicazione che non funziona

Il vero paradosso è che la Lazio sembra quasi vergognarsi di questa grandezza. Nessuna campagna promozionale strutturata, nessuna valorizzazione sul sito ufficiale, pochi riferimenti allo stadio. Solo sporadici eventi — come la passerella di ragazzi delle sezioni sportive prima di alcune partite — che però non vengono spiegati né raccontati.

Così, mentre altre società costruiscono un’identità globale valorizzando ogni aspetto del loro marchio, la Lazio perde l’occasione di differenziarsi e raccontare una storia unica: quella di un club che non è solo calcio, ma un universo sportivo capace di toccare ogni disciplina.

Orgoglio da riscoprire

In un’epoca in cui il calcio è sempre più brand, storytelling e marketing, la Lazio avrebbe un vantaggio enorme: raccontare la propria unicità come polisportiva più grande e antica del mondo. E invece resta in silenzio, lasciando che persino i propri tifosi ignorino i trionfi conquistati in oltre un secolo di storia.

Perché non trasformare queste vittorie in motivo d’orgoglio? Perché non aprire una sezione dedicata sul sito ufficiale, lanciare campagne social, valorizzare il legame con atleti olimpici e campioni del passato?

Conclusione

La Lazio è molto più di una squadra di calcio: è un simbolo dello sport italiano ed europeo, con una tradizione che abbraccia discipline e campioni di ogni epoca. Un patrimonio che meriterebbe di essere esaltato, non nascosto.

Se altre società avessero vinto 10 ori olimpici e avessero avuto atleti come Coppi e Bud Spencer tra i propri tesserati, probabilmente lo racconterebbero ogni giorno. La Lazio, invece, resta in silenzio.

Un silenzio che non rende giustizia alla sua storia.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Lotito Sbotta sul Mercato: “Subito Ingiustamente un Blocco. Indice di Stupidità!”

0
Una foto di Claudio Lotito, presidente della Lazio, con un'espressione decisa o arrabbiata, mentre parla ai giornalisti.

Il Presidente della Lazio Claudio Lotito si Scatena contro le Normative sul Mercato e la Mancata Possibilità di Operare. “La Lazio è Solida, ma non Ci Hanno Fatto Fare Plusvalenze”.

ROMA – Un attacco frontale, senza mezzi termini. Prima della gara di Serie A tra Lazio e Torino, il presidente biancoceleste Claudio Lotito ha rilasciato dichiarazioni esplosive riguardo il mercato bloccato che ha coinvolto la sua formazione, parlando di un’ingiustizia subita.

“Un Blocco Ingiusto per un Indice di Stupidità”

Lotito non ha usato giri di parole per esprimere il suo disappunto.

“Abbiamo subito ingiustamente un blocco del mercato. È una norma che è stata interpretata in una certa maniera. Atteso che dal 1 luglio questa norma era stata abolita. Noi, coscienti e consapevoli dell’abolizione di quella norma… la mia amministrazione, rappresentata da una persona molto competente, preparata e seria, ha ritenuto di scaricare alcuni costi entro il 31 marzo”, ha dichiarato il presidente.

Il numero uno della Lazio ha poi rincarato la dose, definendo l’indice di liquidità un “indice di stupidità”.

“Noi stiamo facendo l’academy e stiamo presentando lo stadio Flaminio, quindi sono una serie di costi che potevano slittare successivamente. Sapendo che la norma era stata abolita dal 1 luglio, sono stati scartati questi costi. Quando ho visto il parametro, mi hanno detto che non c’era nessun problema perché potevamo vendere e comprare giocatori. Questo non è accaduto perché loro hanno ritenuto di bloccare totalmente il mercato per un indice di liquidità, che ho definito indice di stupidità. La Lazio è in una situazione estremamente tranquilla e solida. È una società con oltre 300 milioni di patrimonio immobiliare, non avendo lo stadio. Oltre 300 milioni di patrimonio giocatori. La controllata “Lazio marketing” esce da 22 anni con 15 milioni di utili, valutata 350 milioni dalle società di revisione. Quindi fate i conti, l’aritmetica la conoscono tutti.”

Offerte Rifiutate e l’Anomalia Delle Norme

Lotito ha rivelato di aver perso importanti opportunità di mercato a causa del blocco.

“Rischi di fallimenti non c’erano, rischi di mancanza di soldi e paga stipendi non mi risulta perché abbiamo sempre pagato tutto puntualmente. Io avevo delle offerte importantissime per alcuni giocatori. Avrei potuto venderli e comprarne altri, guadagnando e facendo plusvalenze con 50/60 milioni. Ma non l’ho potuto fare perché non potevo comprare. Nonostante ciò siamo ancora lì perché la squadra è stata ben allestita”, ha poi dichiarato Claudio Lotito sempre in merito alla situazione mercato bloccato della Lazio.

Il presidente ha infine sottolineato l’anomalia nell’applicazione delle norme.

“La norma è stata interpretata in una maniera un po’ anomala. Perché? Una stagione sportiva può avere due norme diverse per il mercato? Il mercato estivo viene applicato con una norma che era stata abolita. Il mercato invernale, di gennaio, con una norma della UEFA. La Lazio sulla UEFA non ha mai avuto nessuna multa, nessuna contestazione. Anzi, tutt’altro. Mentre, mi risulta, che alcune squadre hanno avuto rischi, multe, situazioni di mancate iscrizioni e quant’altro. Quindi questo già denota un’anomalia nell’applicazione della norma.”



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Cataldi Post Lazio-Torino: “Sarri il Solito Martello. Rigore Netto, Dispiace il Pareggio”

0
Danilo Cataldi, con la maglia della Lazio, in un momento di concentrazione prima della partita, simboleggiando la volontà di unire il gruppo.

Il Centrocampista Biancoceleste Analizza il 3-3 con il Torino. “La Squadra ha un’Anima, Non un Passo Indietro”. Critiche al VAR per il Rigore. E sulla Nazionale: “Un Piccolo Dispiacere”.

ROMA – Un pareggio che lascia l’amaro in bocca, ma anche la consapevolezza di una squadra che non molla mai. Dopo il 3-3 tra Lazio e Torino, il centrocampista Danilo Cataldi è intervenuto in conferenza stampa, analizzando la partita e toccando diversi temi, dal suo rapporto con Sarri al rigore trasformato, fino alle assenze e alla Nazionale.

Sarri “Il Solito Martello”, Ma la Lazio Deve Migliorare

Cataldi ha ritrovato Maurizio Sarri immutato nel suo approccio.

“Sarri l’ho ritrovato come l’avevo lasciato, non è cambiato in nessun modo. È sempre lo stesso martello di prima, lo dobbiamo seguire. Stiamo migliorando ma ci manca ancora qualcosa, volevamo proseguire quanto di buono fatto a Genova. È un peccato.”

Sul cambio modulo, il centrocampista ha ammesso la necessità di adattamento.

“Giocare a due un po’ cambia, abbiamo lavorato tanto a tre nell’ultimo periodo. Ci vuole un po’ di tempo, ho fatto una discreta partita.”

Il Gol dal Dischetto e l’Anima della Squadra

Il rigore trasformato è stato un momento chiave per il pareggio.

“Il gol? È stato un bel momento, sono stato contento per il pareggio anche se volevamo vincere. Lavoreremo in queste due settimane per migliorare.” “Il rigore? È una responsabilità che è giusto prendersi in momenti così ed è andata bene. Non sto attento a cose individuali, lo dico in maniera serena. Mi sentivo di tirarlo ed è andata bene. Dispiace solo di aver pareggiato. Se devo vedere le cose positive, questa squadra ha qualcosa, ha un’anima, anche non essendo belli esteticamente abbiamo dimostrato di avere qualcosa di importante. Non è facile fare ciò che abbiamo fatto oggi, ripartiamo da qui.”

Critiche al VAR e il Nervosismo in Campo

Cataldi non ha risparmiato critiche per la gestione del rigore da parte del VAR.

“La review del VAR su rigore? Non so perché è durata così tanto, non so come non si possa dare in diretta un rigore del genere. Era netto secondo me. Non è perché sono di parte, ma io avrei fischiato e poi sarei andato a vedere. Il parapiglia si crea perché l’arbitro non ha fischiato subito. Può succedere il parapiglia. Tante piccole cose negli ultimi dieci minuti sono state lasciate andare, ti fanno innervosire. In quei momenti è difficile trattenersi, è normale lasciarsi andare. Sono cose che succedono. Pensavo che sul rigore fischiasse subito.”

Infortuni, Rapporto con la Lazio e la Nazionale

Sulle numerose assenze, Cataldi mostra pragmatismo.

“Gli infortuni? Da giocatore non pensi a qualcosa di particolare che ti può creare problemi. Noi facciamo tutto il possibile per evitare queste situazioni, poi a volte capita in maniera casuale o un momento in cui tutti si fanno male. Spero non sia nulla di oltre. Forse stiamo invecchiando un po’ pure noi. Speriamo di riuscire a recuperare nel modo più velocemente possibile.”

Il suo rapporto con la Lazio è un amore tormentato ma sincero.

“Con la Lazio non ho rivincite. Ci sono stati dei momenti, come l’anno scorso, che doveva andare così. Forse ha fatto bene a tutti e due, la mia storia con la Lazio è un tira e molla come in amore. Sono contento di essere tornato a difendere i miei colori, spero che quest’anno ci riusciamo a togliere belle soddisfazioni.”

Infine, un pensiero sulla Nazionale.

“Nazionale? Non ci ho pensato negli ultimi tempi, il centrocampo è di giocatori davvero forti a livello internazionale. Nei miei anni di carriera è un mio piccolo dispiacere, ma penso che molto non è stato dipeso da me. Sono giocatori molto validi, auguro il meglio al mister e a tutti i ragazzi. Se dovesse arrivare una chiamata sarei ben contento di accettare.”



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Hysaj: “Un Punto Guadagnato, Ma C’è Rammarico. Il Nervosismo? Rigore Su Cataldi Chiaro”

0
Elseid Hysaj saluta i tifosi della Lazio dagli spalti dell'Olimpico
Elseid Hysaj nasce a Scutari (Albania) il 2 febbraio 1994. Cresce calcisticamente nel Vllaznia, prima di approdare nella Primavera dell’Empoli, dove debutta in prima squadra. In Toscana vive anche un campionato di Serie A, che gli vale nel 2015 la chiamata del Napoli. In azzurro vince una Coppa Italia e rimane fino al 2021, quando viene acquistato dalla Lazio. Hysaj, ad oggi, è il calciatore più impiegato da Sarri nelle sue squadre. Punto fermo anche dell’Albania, con cui ha debuttato nel febbraio 2013.

Il Terzino Della Lazio Analizza il 3-3 con il Torino. “Bella Reazione, Dobbiamo Recuperare Giocatori”. Le Sensazioni sull’Arbitraggio e il Futuro Tattico.

ROMA – Un pareggio al cardiopalma per la Lazio, che rimonta il Torino con un 3-3 all’Olimpico grazie al rigore in extremis di Danilo Cataldi. Al termine del match, Elseid Hysaj ha parlato in zona mista e ai microfoni di Lazio Style Channel, commentando la partita e le emozioni vissute.

Un Punto Guadagnato con Rammarico

Hysaj ha espresso un doppio sentimento riguardo il risultato finale.

“Oggi credo più un punto preso, potevamo star senza per quello che è accaduto alla fine. Penso che questo punto sia comunque positivo, però dobbiamo comunque che avremmo potuto vincerla, quindi c’è sempre un rammarico per la partita.”

Il terzino ha poi sottolineato la bella reazione della squadra.

“È stata una bella reazione, è stato bello vedere anche i ragazzi che sono entrati dopo che comunque hanno dato una mano. Col tempo questa cosa ripagherà. Essere compatti, un bel gruppo, darci una mano l’un l’altro nel tempo aiuta. Dobbiamo continuare così e cercare di recuperare il prima possibile dei punti.”

Il Cambio Modulo e il Lavoro dei Terzini

Sulle scelte tattiche di Maurizio Sarri, Hysaj ha mostrato apertura.

“Ci sono delle cose da cambiare, ma ci sta pensando il mister. Vedremo ora che rientreranno alcuni giocatori dalle squalifiche se continuerà a utilizzare questo modulo o tornerà al suo vecchio modulo.”

La sosta sarà fondamentale per recuperare energie e uomini.

“L’importante è recuperare giocatori perché ce ne sono tanti fuori. Essere tutti e 24 disponibili sarebbe sicuramente meglio rispetto a esser 17. Recuperiamo i giocatori e lavoriamo il meglio possibile.”

Due Gol “Veloci da Niente” e il Nervosismo per l’Arbitraggio

Analizzando i gol subiti, Hysaj parla di episodi difficili da gestire.

“Sono stati due gol veloci, sono usciti da niente. Sono state due occasioni strane, veloci, che sono difficili da recuperare. Dovremo rivedere la partita, studiarla meglio e vedere quel che potevamo migliorare.”

Non è mancata una frecciata all’arbitraggio, soprattutto per il rigore non concesso.

“L’arbitraggio può impattare sulle emozioni della partita. Se stai perdendo e non ti fischiano un rigore così chiaro, è normale che ti innervosisci. Anche i falli: credo che quello su Cataldi sia per noi, non per loro. Però sono cose che non possiamo risolvere noi. È l’arbitraggio, noi dobbiamo cercare di stare più tranquilli possibile.”



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Lazio, Sarri Non Sta Bene: La Spiegazione del Vice Ianni dopo il 3-3 col Torino

0
Maurizio Sarri intervistato ai microfoni di DAZN nel post-partita di Napoli-Lazio.
Maurizio Sarri pensieroso a bordo campo durante una partita della Lazio, simbolo delle tensioni interne con la società per il mercato di gennaio.

Il Mister Ha Avuto dei “Giramenti di Testa” e Ha Preferito Non Intervenire ai Microfoni. Marco Ianni Analizza il Pareggio: “La Squadra Non Ha Fatto un Passo Indietro”.

ROMA – Un pareggio amaro, ma combattuto. La Lazio chiude sul 3-3 la sfida dell’Olimpico contro il Torino, ma il post-partita è dominato dall’assenza di Maurizio Sarri. Il tecnico, infatti, non è intervenuto ai microfoni di DAZN, Lazio Style Channel né in conferenza stampa. A fare chiarezza è stato il suo vice, Marco Ianni, che ha spiegato il motivo della sua assenza.

“Sarri Non Si è Sentito Bene”: La Spiegazione del Vice Ianni

Ianni ha rivelato che il tecnico biancoceleste non era in perfette condizioni fisiche.

“Il mister non è qui perché non si è sentito bene, ha avuto dei giramenti di testa e il finale di partita anche ha inciso. Vi porto le sue scuse.”

L’allenatore toscano ha preferito mandare il suo vice ad analizzare la gara, segno di un malessere che, seppur non grave, ha reso impossibile la sua presenza davanti ai microfoni.

“Non Un Passo Indietro”: L’Analisi del Pareggio

Nonostante il risultato, Ianni ha difeso la prestazione della squadra, sottolineando che non si tratta di un passo indietro.

“Un passo indietro no, era una partita difficile perché il Toro era una squadra che sì aveva perso però ha vinto a Roma e col Parma. Non mi sento di dire un passo indietro, non è stata una settimana facile per diversi motivi. Non avevamo tanti giocatori, non è un alibi ma effettivamente è stata una problematica per la gestione anche a gara in corso.”

Il vice di Sarri ha ammesso che la Lazio non è stata brava a chiudere la partita.

“Rispetto a Genova siamo stati meno bravi a provare a chiuderla quando eravamo in vantaggio, ci siamo abbassati e gli abbiamo permesso di venire nella nostra metà campo. Hanno individualità che sanno far male. Non era assolutamente facile per mille motivi, siamo abituati a guardare il bicchiere mezzo pieno e pensiamo positivo.”

Modulo Offensivo ed Equilibrio da Ritrovare

Ianni ha spiegato che il modulo più offensivo è stato una scelta pensata.

“È chiaro che questo è un modulo che durante il periodo estivo e in queste settimane, abbiamo sempre provato e l’abbiamo pensato come alternativa a gara in corso. L’abbiamo utilizzato perché la squadra rispondeva bene, ora al di là del modulo dobbiamo trovare equilibrio che ci permette di non concedere tanto all’avversario. Oggi in modo particolare era un modulo anche molto più offensivo, l’avevamo messo in preventivo che potevamo concedere qualcosa in più per creare. Sul 2-2 è diventato difficile. Dobbiamo essere bravi a trovare equilibrio, bisogna dire bravi ai ragazzi e anche a quelli che sono entrati hanno dimostrato di essere parte integrante di questo gruppo.”

Il pareggio, seppur amaro, consente di affrontare la sosta con una nota positiva.

“Il pareggio ti permette di affrontare la sosta con un sorriso in più e un po’ di energia. Da parte nostra ci sarà un ringraziamento alla squadra per quello che ha fatto sul 2-3. Non dovevamo addormentare la partita dopo il 2-1 contro una squadra che non aveva nulla da perdere, dovevamo giocare nella metà campo avversaria per cercare di chiuderla. Basic e Hysaj non giocavano da tanto tempo, Nuno e Dia erano stanchi e dovevamo cercare di andare a fare il terzo gol per poi addormentare dopo la partita.”



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

I 5 migliori acquisti della Lazio: la mia top five

0
Diego Pablo Simeone con la maglia biancoceleste: il miglior acquisto della Lazio secondo la top five.

Dopo aver parlato dei portieri, dei difensori e dei terzini, questa volta voglio concentrarmi sugli acquisti più importanti della storia della Lazio. Non è stato facile scegliere solo cinque nomi, perché negli anni tanti giocatori hanno lasciato il segno. Però se guardiamo al rapporto qualità-prezzo, all’impatto in campo e a quello che hanno rappresentato, questi sono i cinque migliori acquisti della Lazio che ho visto.

5° posto – Sergej Milinković-Savić

Arrivato dal Genk nel 2015 per circa 12 milioni, rivenduto a 42 solo perchè in scadenza. Quando la Lazio lo prese, non lo conosceva nessuno. Anno dopo anno Sergej Milinkovic-Savic è cresciuto fino a diventare uno dei centrocampisti più forti al mondo: fisico imponente, tecnica sopraffina, gol pesanti e una duttilità che gli ha permesso di evolversi da trequartista a mezzala completa. Un colpo incredibile, forse il miglior affare economico dell’era Lotito.

4° posto – Beppe Signori

Preso dal Foggia di Zeman per 11 miliardi di lire, fu accolto con molti dubbi. Li spazzò via subito: tripletta all’esordio contro la Sampdoria e tre volte capocannoniere della Serie A. In una Lazio che non lottava ancora per lo scudetto, riuscì a scrivere la storia, diventando un idolo dei tifosi. Veloce, tecnico, letale nei derby e leader dentro lo spogliatoio. Signori resta uno dei più grandi simboli della Lazio anni ’90.

3° posto – Juan Sebastián Verón

Un acquisto costoso dal Parma, ma determinante. Eriksson disse a Cragnotti: “Con Mancini e Verón vinciamo lo scudetto”. E così fu. La Lazio di fine anni ’90 aveva bisogno di un regista, e l’argentino completò la squadra alla perfezione. Classe pura, visione di gioco, corsa, grinta e qualità sui calci piazzati. Memorabile la sua punizione nel derby che spianò la strada al tricolore. Verón è stato uno dei centrocampisti più completi e moderni mai visti in Italia.

2° posto – Giorgio Chinaglia

Preso in Serie B da una piccola squadra, insieme a Pino Wilson, è stato il leader del primo scudetto della Lazio. Potente, carismatico, fortissimo di testa e con un tiro micidiale, Chinaglia non era solo un bomber ma un trascinatore. Capocannoniere, uomo-derby, idolo della curva: ha incarnato lo spirito combattivo della Lazio anni ’70, portandola dal rischio retrocessione allo storico tricolore del 1974.

1° posto – Diego Pablo Simeone

Per me, il miglior acquisto della storia della Lazio. Inserito come contropartita nella cessione di Vieri all’Inter, sembrava uno “scarto” e invece fu fondamentale per lo scudetto del 2000. Grinta, carattere, determinazione, gol pesanti (indimenticabile il colpo di testa alla Juve) e una leadership naturale che lo ha reso idolo dei tifosi. A centrocampo, la sua tenacia si sposava perfettamente con la classe di Verón: insieme formarono una coppia devastante. Simeone rappresenta il prototipo del vincente: mai domo, uomo squadra e simbolo di quella Lazio che vinse tutto.

Una classifica che fa discutere

Tanti altri meritano di essere citati: Ciro Immobile, Luis Alberto, Mancini, Mancini, Marchegiani e tanti altri ancora. Ma se guardiamo al peso specifico e all’impatto sulla storia della Lazio, i cinque scelti hanno fatto davvero la differenza.

E adesso tocca a voi: quali sono, secondo voi, i migliori acquisti di sempre della Lazio? Scrivetelo nei commenti!



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Lazio-Torino 3-3: pareggio che non basta

0
Dove vedere Torino Lazio: i giocatori si preparano a scendere in campo per il fischio d'inizio.

In un pomeriggio che prometteva di essere importante per le ambizioni della Lazio, il match contro il Torino si chiude con un pareggio per 3-3 che – come suggerisce il titolo del video – “serve a poco”. Una partita dai tanti rimpianti per Sarri e per i biancocelesti, che hanno mostrato momenti di buona vena offensiva ma anche evidenti limiti difensivi e disattenzioni.

Il film della partita

Dalle immagini e dai commenti nel video emergono fasi altalenanti. La Lazio ha saputo reagire dopo momenti di sofferenza, mettendo in mostra orgoglio e capacità offensive. Tuttavia il Torino non si è arreso, spingendo e trovando il pari con determinazione.

I gol sono arrivati con ritmi elevati e capovolgimenti: momenti in cui la Lazio sembrava avere il controllo, alternati a fasi in cui la squadra appariva fragile e distraibile. Il risultato finale – 3-3 – è la sommatoria tra le ambizioni offensive e le disattenzioni retrovie.

I punti critici

  1. Difesa in affanno – Emblematici i momenti in cui il Torino ha trovato spazi centrali o sulle fasce. Le leggerezze hanno punito.
  2. Equilibrio instabile – Quando la Lazio provava a spingere, rischiava di scoprirsi; quando arretrava, perdeva pressione.
  3. Reazione lodevole, ma insufficiente – Nonostante tutto, i biancocelesti sono tornati in partita più volte. Ma nel calcio moderno non basta reagire: serve chiudere.

Cosa significa per la classifica

Un pareggio comunque lascia l’amaro in bocca: i tre punti erano vitali per accorciare le distanze in classifica. Rimane però una certezza: la Lazio non può permettersi altri passi falsi, specie contro avversarie che – come il Torino – non mollano mai.

Le responsabilità di Sarri

Maurizio Sarri dovrà lavorare su cinismo e concentrazione. Troppi errori difensivi in match così tirati finiscono per vanificare gli sforzi offensivi. La squadra deve acquisire la mentalità della vittoria, anche quando la partita è complicata.

Qualche nota positiva

  • Il reparto avanzato ha mostrato vivacità, con scambi interessanti e movimenti propositivi.
  • Non è mancato il cuore: la Lazio non si è arresa anche quando il risultato era in bilico.

Prospettive

Questo 3-3 sarà un punto spartiacque: da un lato indica che la Lazio ha le qualità per competere, dall’altro mostra che non basta avere belle idee: serve consistenza, soprattutto nella fase difensiva.

Se Sarri riuscirà a migliorare l’equilibrio e curare i dettagli, il team potrà tornare competitivo. Altrimenti, i pareggi così continueranno a essere bocconi amari da digerire.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Top 5 terzini Lazio: la classifica definitiva

0
Beppe Favalli in maglia biancoceleste: il miglior terzino sinistro della Lazio secondo la top five definitiva.

Dopo i portieri e i difensori centrali, è il momento di parlare dei migliori terzini che hanno indossato la maglia della Lazio dalla seconda metà degli anni ’80 a oggi. Non è stata una scelta semplice, perché la Lazio ha quasi sempre giocato con la difesa a quattro, quindi nel corso degli anni i terzini titolari sono stati tanti. Restano fuori giocatori che hanno fatto bene, come Lichtsteiner, Zauri, Pancaro, César e Gottardi, ma che per diversi motivi non rientrano in questa top five.

Ecco quindi la classifica dei cinque migliori terzini che ho visto giocare con la Lazio.

5° posto – Stefano Radu

Un uomo che ha riscritto la storia della Lazio. Recordman di presenze, simbolo di costanza e professionalità. Arrivato come difensore di prospettiva, è diventato un titolare quasi inaspettato: ogni anno sembrava destinato alla panchina, e invece ha sempre trovato spazio. All’inizio era un terzino prettamente difensivo, ma con il tempo ha imparato a spingere e a proporsi in avanti, diventando completo. La sua lunga permanenza in biancoceleste racconta meglio di ogni parola la sua importanza.

4° posto – Aleksandar Kolarov

Un acquisto a sorpresa che ha subito lasciato il segno. Arrivato giovane e sconosciuto, si è imposto come uno dei migliori terzini della Serie A. Potenza fisica, velocità e soprattutto un piede sinistro devastante: cross precisi, conclusioni da fuori area e calci piazzati che hanno fatto la differenza. Alla Lazio si è fatto conoscere, al Manchester City è diventato campione, ma i tifosi biancocelesti non hanno dimenticato le sue scorribande sulla fascia sinistra.

3° posto – Paolo Negro

Un nome che divide, perché ha chiuso la carriera da difensore centrale, ma nasce terzino destro ed è in quel ruolo che ha dato tanto alla Lazio. Difensore di grande affidabilità, sapeva farsi trovare pronto anche in avanti, segnando reti importanti. Non era velocissimo, ma di testa era fortissimo e tatticamente intelligente. Ha conquistato anche la Nazionale e ha legato indissolubilmente il suo nome agli anni più vincenti della Lazio.

2° posto – Massimo Oddo

Un terzino completo, troppo spesso sottovalutato. Forte fisicamente, veloce, dotato di un ottimo piede: in fase offensiva era una certezza, ma anche in difesa ha sempre garantito solidità. Specialista dal dischetto, con la Lazio non ha mai sbagliato un rigore. Capitano biancoceleste, ha lasciato Roma per andare al Milan, ma resta tra i migliori interpreti del ruolo che abbiano mai vestito la maglia laziale.

1° posto – Beppe Favalli

Il miglior terzino che abbia visto giocare nella Lazio. Ogni estate i giornali lo davano per panchinaro, ma puntualmente iniziava la stagione da titolare e la finiva da protagonista. Terzino sinistro fluidificante, bravo nel cross, instancabile nella corsa e costante nel rendimento. Capitano della Lazio, recordman di presenze prima di essere superato da Radu, Favalli ha rappresentato continuità e affidabilità per oltre un decennio. Dopo l’esperienza biancoceleste ha vinto anche con l’Inter, ma a Roma resta un simbolo di una Lazio che ha scritto pagine indimenticabili.

Una top five da discutere

Questa classifica lascia fuori tanti nomi che i tifosi ricordano con affetto, ma i cinque scelti rappresentano il meglio che si sia visto in biancoceleste dal 1985 a oggi. Come sempre, una top five serve anche a stimolare la discussione: quali sono i vostri cinque terzini preferiti della Lazio?



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Main sponsor Lazio: AeroItalia e la svalutazione del brand biancoceleste

0
Main sponsor Lazio: AeroItalia e la svalutazione del brand

Dopo tre anni di assenza, la Lazio sembra finalmente vicina a chiudere l’accordo per il main sponsor di maglia. Secondo le indiscrezioni, sarà AeroItalia a comparire sulla divisa biancoceleste, con un contratto da circa 4,5 milioni di euro a stagione, che con i bonus potrebbe arrivare a 5 milioni complessivi.

Un ritorno del main sponsor che dovrebbe rappresentare una notizia positiva, ma che in realtà apre l’ennesimo fronte polemico nella gestione di Claudio Lotito, perché la cifra appare obiettivamente troppo bassa per una società quotata in Borsa e che dovrebbe ambire a ben altri standard.


Il confronto con le altre squadre di Serie A

Il problema emerge chiaramente se si guarda al confronto con le dirette concorrenti.

  • Atalanta: tra main sponsor e retro sponsor incassa circa 11 milioni di euro.
  • Bologna: guadagna 6 milioni solo dal main sponsor.
  • Fiorentina: con il main sponsor legato alle aziende di Commisso arriva addirittura a 25 milioni.
  • Lazio: ferma a 4,5 milioni con AeroItalia.

Numeri che parlano da soli e che testimoniano come il brand Lazio sia stato progressivamente svalutato negli anni.


Le promesse non mantenute di Lotito

Per anni Lotito ha giustificato l’assenza di un main sponsor dichiarando che non avrebbe accettato cifre troppo basse per non svalutare il marchio Lazio. Una linea teoricamente condivisibile, ma che oggi si smentisce da sola: accettare un contratto da 4,5 milioni significa proprio svalutare il brand.

Basta pensare agli accordi precedenti:

  • Con Binance la Lazio incassava 10 milioni l’anno.
  • Con Marathon Bet si viaggiava su circa 7,5 milioni a stagione.

Oggi la cifra è meno della metà, e testimonia la difficoltà della Lazio nell’attrarre grandi sponsor.


Tre anni di attesa per una cifra minima

Il nodo più clamoroso riguarda i tempi: ci sono voluti tre anni per chiudere un accordo che porta nelle casse biancocelesti appena 4,5 milioni. Una cifra che non sposta nulla sul mercato e che non permette investimenti significativi.

Per mesi si è parlato di sponsor come “svolta” per sbloccare il mercato, ma la realtà è che 4,5 milioni sono irrilevanti: non bastano a cambiare le strategie sportive e non garantiscono vantaggi competitivi.


La differenza con Commisso e gli altri presidenti

Il paragone con la Fiorentina è inevitabile. Rocco Commisso, proprietario viola, ha scelto di inserire le proprie aziende come main sponsor, garantendo così un apporto diretto al club.

Lotito, al contrario, utilizza spesso la Lazio per sostenere le sue attività imprenditoriali, ma non versa capitali propri nel club. Un approccio opposto che evidenzia la differenza di visione tra i due presidenti: uno che investe nel brand, l’altro che lo ridimensiona.


Una scelta che divide i tifosi

La notizia dell’accordo con AeroItalia non entusiasma i tifosi laziali, molti dei quali avrebbero preferito proseguire senza sponsor piuttosto che legarsi a una cifra così bassa per i prossimi 4-5 anni.

Il rischio concreto è che la maglia biancoceleste, invece di rafforzarsi sul piano dell’immagine, finisca ulteriormente svalutata. E la sensazione è che la Lazio, ancora una volta, abbia perso terreno rispetto a club che storicamente hanno avuto un bacino di tifosi e un appeal commerciale inferiore.


Conclusioni

Il ritorno del main sponsor era atteso da tempo, ma la cifra dell’accordo con AeroItalia segna una sconfitta sul piano economico e d’immagine.

La Lazio incassa meno di Atalanta, Bologna e Fiorentina, segno che la gestione Lotito non è riuscita a far crescere il valore del brand in 22 anni di presidenza. Un ridimensionamento evidente, che si riflette anche nei risultati sportivi e nella percezione internazionale del club.

L’accordo, più che una vittoria, sembra la certificazione della mediocrità economica in cui la Lazio è stata confinata.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Cristiano Lombardi: un talento mai sbocciato

0
Cristiano Lombardi con la maglia della Lazio, autore di un gol all’esordio e ritiratosi a soli 29 anni

A soli 29 anni Cristiano Lombardi ha lasciato il calcio giocato. Una notizia che lascia un velo di amarezza tra i tifosi della Lazio, che lo avevano visto emergere dalla Primavera con grandi speranze e con un esordio da sogno in Serie A.

La sua carriera, segnata purtroppo da tanti infortuni, non ha mai rispettato le attese, ma Lombardi rimane una delle storie più particolari del vivaio biancoceleste degli ultimi anni.

Dallo scudetto Primavera al debutto in Serie A

Cristiano Lombardi era uno dei protagonisti della Lazio Primavera campione d’Italia con Alberto Bollini in panchina. Un gruppo ricco di talento che, però, solo in pochi riuscirono a portare stabilmente nel calcio professionistico. In quella squadra spiccavano anche Cataldi, Strakosha e Keita Baldé.

Il salto in prima squadra avvenne con Simone Inzaghi, che lo fece esordire nel 2016 nella prima giornata di campionato a Bergamo contro l’Atalanta. Una Lazio decimata dalle assenze sugli esterni, con Keita fuori per motivi disciplinari e Felipe Anderson impegnato alle Olimpiadi, si ritrovò a dover lanciare il giovane della Primavera dal primo minuto.

Il risultato fu sorprendente: Lombardi non solo giocò con personalità, ma siglò anche un gol, rendendo indimenticabile il suo debutto con la maglia biancoceleste.


Un talento frenato dagli infortuni

Lombardi era un esterno offensivo rapido, dotato di buona tecnica e grande corsa. Non un fuoriclasse, ma un giocatore che, con la giusta continuità, avrebbe potuto costruire una carriera simile a quella di Danilo Cataldi, diventando un elemento affidabile della rosa.

Il passaggio tattico della Lazio al 3-5-2 segnò però il suo destino. Non c’era più spazio per un’ala pura come lui e il club lo mandò in prestito, principalmente alla Salernitana, dove riuscì a reinventarsi come esterno a tutta fascia. Le sue prestazioni furono positive, tanto da far pensare a un possibile ritorno stabile alla Lazio, ma Inzaghi non lo riteneva una prima scelta.

A quel punto iniziarono anche i problemi fisici: ripetuti infortuni che lo limitarono fino a spezzarne la continuità e, di fatto, frenarono la sua crescita definitiva.


Una carriera spezzata troppo presto

Il bilancio della carriera di Cristiano Lombardi parla di 180 partite da professionista, con 33 gol e 14 assist complessivi, distribuiti tra Primavera, Serie A, Serie B e Serie C. In Serie A, però, il suo unico gol rimane quello all’esordio con la Lazio.

Negli ultimi due anni, complice il fisico provato, ha praticamente smesso di giocare. La decisione di appendere gli scarpini al chiodo a soli 29 anni è arrivata quasi inevitabile.


Il nuovo ruolo con la Lazio

Oggi Lombardi non si allontana dal calcio, né tantomeno dalla Lazio. Dopo aver annunciato il ritiro, ha iniziato una collaborazione con il settore giovanile biancoceleste, con l’obiettivo di trasmettere la propria esperienza ai ragazzi.

Le sue parole, dopo l’annuncio, sono state significative:

“Da giovane non ho ascoltato i tanti consigli ricevuti. Oggi il mio scopo è dare ai ragazzi ciò che io non ho saputo sfruttare”.

Un messaggio di maturità che racconta bene la sua volontà di trasformare una carriera spezzata in un insegnamento per chi sogna il grande calcio.


Un rimpianto e una speranza

Cristiano Lombardi resterà nella memoria dei tifosi laziali come l’esempio di un talento mai completamente sbocciato, frenato da circostanze e infortuni. Un peccato, perché le qualità c’erano e le prime apparizioni lo avevano dimostrato.

Ora la speranza è che possa costruire un nuovo percorso da allenatore o dirigente, magari proprio a Formello, dove tutto era iniziato.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Lazio-Torino: Sarri contro Baroni, presente che sfida il passato

0
Maurizio Sarri e Marco Baroni a confronto nella sfida Lazio-Torino
Maurizio Sarri e Marco Baroni a confronto nella sfida Lazio-Torino

L’anticipo di Serie A tra Lazio e Torino non è solo una partita dal valore importante per la classifica, ma rappresenta anche la sfida tra due allenatori che si conoscono bene: Maurizio Sarri e Marco Baroni. Due destini che si incrociano di nuovo, in un duello che intreccia presente e recentissimo passato biancoceleste.

Una sfida nella sfida

Come sottolineato questa mattina da Il Messaggero, l’incontro dell’Olimpico mette di fronte il tecnico attuale della Lazio e quello che, appena quattro mesi fa, sedeva sulla panchina biancoceleste. Baroni, infatti, ha guidato la squadra nella scorsa stagione, con un rendimento altalenante: una prima parte positiva, da settembre a dicembre, e una seconda decisamente negativa, da gennaio a maggio.

Il passato però è alle spalle, ora la scena è per due squadre in cerca di identità e risultati, entrambe alle prese con contestazioni da parte delle rispettive tifoserie nei confronti dei presidenti: Lotito da un lato, Cairo dall’altro.

Sarri cerca continuità

La Lazio arriva al match con rinnovato entusiasmo dopo la vittoria ottenuta in trasferta a Marassi contro il Genoa. Maurizio Sarri vuole dare continuità al successo, provando a risalire la classifica e a confermare i progressi sul piano del gioco. Per l’allenatore toscano, inoltre, si tratta di una partita dal sapore particolare: non ha mai battuto Baroni durante la sua esperienza sulla panchina biancoceleste.

L’obiettivo è chiaro: conquistare i tre punti, dare fiducia al gruppo e trovare la prima vittoria personale contro l’allenatore fiorentino, con cui incrocia il destino ancora una volta.

Baroni e il rischio esonero

Il Torino, invece, arriva in una situazione complicata. Dopo la seconda sconfitta consecutiva subita a Parma, i granata hanno solo quattro punti in classifica e il tecnico è già finito nel mirino di Urbano Cairo. Il patron non ha nascosto l’inquietudine per un avvio al di sotto delle aspettative e quella contro la Lazio diventa una sfida cruciale per il futuro di Baroni.

Il tecnico granata cercherà di ripetere l’impresa già riuscita alla terza giornata, quando espugnò l’Olimpico battendo la Roma di Gasperini. Ripetersi però non sarà semplice, anche perché Sarri vuole blindare il suo fortino e approfittare delle difficoltà del Toro.

Due filosofie di calcio opposte

La partita non è solo uno scontro di destini, ma anche di filosofie calcistiche. Sarri rappresenta il gioco di posizione, il palleggio organizzato e la ricerca costante della superiorità numerica attraverso la manovra. Baroni, invece, è un tecnico più pragmatico, che punta sulla compattezza difensiva e sulla concretezza nelle ripartenze.

Eppure, entrambi condividono un tratto comune: credono fermamente nel proprio calcio e nei valori che trasmettono ai giocatori. Due modi diversi di interpretare la panchina, ma entrambi coerenti con la loro identità.

Prospettive

Lazio-Torino sarà quindi una sfida ad alta tensione, dove il risultato può indirizzare non solo la classifica, ma anche il destino delle panchine. Sarri vuole conferme, Baroni cerca salvezza. L’Olimpico, come spesso accade, farà da palcoscenico a una storia che intreccia passato e presente, con due allenatori che, per motivi diversi, hanno molto da perdere e tutto da guadagnare.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Nuno Tavares titolare: occasione di riscatto con il Torino

0
Nuno Tavares corre sulla fascia sinistra durante un allenamento a Formello agli ordini di Sarri.

Per Nuno Tavares il match tra Lazio e Torino rappresenta molto più di una semplice partita di campionato. Dopo l’errore pesante nel derby, il terzino portoghese si ritrova al centro delle critiche e ora ha una grande opportunità per rispondere sul campo. Sarà titolare contro i granata e Maurizio Sarri si affida a lui in un momento cruciale della stagione, complice anche la piena emergenza terzini.

Le critiche dopo il derby

Il derby della Capitale ha lasciato strascichi pesanti. La distrazione difensiva di Tavares è costata cara ai biancocelesti e ha acceso il dibattito tra tifosi e addetti ai lavori. Critiche dure sono arrivate sia dall’interno che dall’esterno dell’ambiente Lazio, mettendo in discussione la sua affidabilità. Eppure, come spesso accade nel calcio, le chance di riscatto arrivano subito e Nuno dovrà dimostrare di essere pronto.

Un match speciale: ritrova Marco Baroni

La partita con il Torino ha un sapore particolare per Tavares, che si ritroverà di fronte il suo ex allenatore Marco Baroni. Proprio il tecnico granata fu decisivo per rilanciarlo nella passata esperienza, dandogli fiducia e responsabilità. Ora la sfida diventa doppia: confermare i progressi ottenuti sotto la guida di Baroni e dimostrare di poter diventare un tassello importante negli schemi di Sarri.

L’adattamento con Sarri e il ruolo nella Lazio

Il tecnico toscano lo ha schierato titolare, consapevole che Tavares debba ancora abituarsi ai meccanismi difensivi e tattici della sua Lazio. L’ex Arsenal deve limitare le leggerezze che hanno caratterizzato alcune sue prestazioni e garantire maggiore concentrazione. Sarri è convinto che le qualità atletiche e la spinta offensiva del portoghese possano rivelarsi decisive, ma servono atteggiamento e continuità.

Il dato parla chiaro: l’ultimo suo assist risale al 31 ottobre 2023, quando la Lazio espugnò Como. Da allora, poche giocate decisive e diversi alti e bassi. Contro il Torino non può permettersi un altro passo falso.

L’emergenza terzini: Tavares è imprescindibile

In casa Lazio la situazione sugli esterni difensivi è complicata. Gli infortuni hanno ridotto drasticamente le scelte a disposizione e Sarri non ha molte alternative. Per questo Nuno Tavares diventa praticamente imprescindibile. Un’occasione che il giocatore non deve sprecare, soprattutto per rilanciarsi anche agli occhi dei tifosi, che finora hanno mostrato più diffidenza che entusiasmo nei suoi confronti.

Il dettaglio che non è sfuggito allo staff

Secondo quanto riportato dal Messaggero, un episodio avvenuto a Marassi non è passato inosservato: al momento di entrare in campo, Tavares si è alzato con troppa lentezza, mostrando un atteggiamento giudicato indolente dallo staff biancoceleste. Dettagli che fanno la differenza e che Sarri non può tollerare in un gruppo che deve ritrovare compattezza e intensità.

Le prospettive

La sfida contro il Torino sarà quindi un banco di prova fondamentale. Per Tavares è l’occasione giusta per cambiare la narrazione sul suo percorso alla Lazio. Concentrazione, grinta e un atteggiamento positivo potrebbero trasformarlo da punto debole a risorsa preziosa.

Se saprà cogliere questa opportunità, Sarri avrà trovato un’arma in più sulla corsia sinistra; in caso contrario, il futuro del terzino rischia di complicarsi. Una cosa è certa: contro il Torino, Nuno Tavares non ha margini per sbagliare.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Lazio–Torino, sarà Piccinini l’arbitro: ecco la squadra arbitrale

0
Marco Piccinini di Forlì

Sarà Marco Piccinini di Forlì a dirigere Lazio–Torino, sfida valida per la sesta giornata di Serie A e in programma sabato 4 ottobre alle ore 15 allo Stadio Olimpico.

La designazione ufficiale dell’AIA ha completato la squadra arbitrale: ad assistere Piccinini ci saranno Capaldo e Laudato, mentre il quarto uomo sarà Marinelli. Al VAR è stato scelto Ghersini, con Chiffi come AVAR.

I precedenti tra Piccinini e la Lazio

Il fischietto romagnolo ha già diretto la Lazio in otto occasioni. Il bilancio è in sostanziale equilibrio, con una leggera prevalenza di risultati positivi per i biancocelesti:

  • 4 vittorie
  • 2 pareggi
  • 2 sconfitte

Un curriculum che lascia aperta ogni prospettiva in vista del match contro i granata, sempre combattuto e ricco di insidie.

Un incrocio delicato

La sfida contro il Torino arriva in un momento importante per la squadra di Tudor, che cerca continuità in campionato. L’attenzione sulla direzione arbitrale sarà massima, anche per la presenza al VAR di Ghersini e Chiffi, chiamati a supportare Piccinini nelle decisioni più delicate.

Lazio–Torino non è mai una partita banale: tradizione, intensità e scontri diretti per obiettivi di classifica si intrecciano in un duello che promette scintille sul campo e che vedrà, inevitabilmente, anche la direzione arbitrale finire sotto la lente d’ingrandimento dei tifosi.

📌 Squadra arbitrale Lazio–Torino

  • Arbitro: Marco Piccinini
  • Assistenti: Capaldo – Laudato
  • Quarto uomo: Marinelli
  • VAR: Ghersini
  • AVAR: Chiffi


Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

7 giugno 1908: la Lazio e l’impresa leggendaria delle tre vittorie in un giorno

0
La Lazio del 1908 a Pisa, protagonista delle tre vittorie in un solo giorno

Una giornata entrata nella leggenda

Il 7 giugno 1908 non è una data qualsiasi per la storia della Società Sportiva Lazio. Quel giorno, a Pisa, la squadra biancoceleste compì una delle imprese più straordinarie e leggendarie non solo della propria storia, ma dell’intero calcio italiano. La Lazio giocò e vinse tre partite nello stesso giorno, nell’arco di poche ore, senza mai cambiare formazione e senza mai arrendersi alla fatica.

L’epilogo di quella domenica fu straordinario: i capitolini conquistarono il titolo di campioni dell’Italia centro-meridionale, un traguardo che consacrò definitivamente il club romano tra le realtà più importanti del calcio nazionale dei primi anni del Novecento.

Il contesto storico: il calcio agli albori

Per comprendere appieno la portata dell’impresa, occorre fare un passo indietro e analizzare il contesto in cui nacque. All’inizio del XX secolo, il calcio italiano era ancora una disciplina giovane, organizzata in maniera rudimentale e divisa tra Nord e Sud.

Il campionato nazionale prevedeva infatti due fasi distinte: da un lato la fase settentrionale, con i club già più strutturati come Milan, Torino, Genoa e Pro Vercelli; dall’altro la fase centro-meridionale, con squadre emergenti come la Lazio, la Virtus Juventusque Livorno, la Spes Livorno e il Football Club Lucca.

La Lazio, fondata nel 1900, era allora una società giovane ma già ambiziosa. Animata da un forte spirito identitario e guidata da pionieri dello sport romano, il club biancoceleste cercava di affermarsi come portabandiera del calcio della capitale.

Pisa, 7 giugno 1908: tre partite in poche ore

Quella domenica, a Pisa, si disputavano le finali del torneo interregionale che avrebbe deciso la squadra campione del Centro-Sud. La Lazio, allenata e guidata sul campo dal carismatico Sante Ancherani, affrontò un programma al limite dell’umano: tre partite da giocare tutte nello stesso giorno.

  • Ore 10:00 – Lazio vs Football Club Lucca 3-0
    La mattina si aprì con il match contro il Football Club Lucca. La Lazio, fresca e motivata, travolse gli avversari con un secco 3-0, dimostrando subito la propria superiorità tecnica e fisica.
  • Ore 14:00 – Lazio vs Spes Livorno 4-0
    Dopo una breve pausa per il pranzo e il recupero delle energie, i biancocelesti tornarono in campo contro la Spes Livorno. Nonostante le gambe pesanti, la squadra di Ancherani dominò, vincendo 4-0 con grande autorità.
  • Ore 16:30 – Lazio vs Virtus Juventusque Livorno 1-0
    La sfida più dura arrivò nel tardo pomeriggio, contro la Virtus Juventusque Livorno. La stanchezza si faceva sentire e la partita fu combattuta, ma la Lazio trovò la forza di segnare il gol decisivo e portare a casa la terza vittoria consecutiva.

Al termine di questa maratona, i capitolini si laurearono campioni centro-meridionali e vennero celebrati come eroi sportivi.

L’errore storico: 1907 o 1908?

Per molto tempo, questa impresa è stata erroneamente datata al 1907. Alcuni archivi e cronache riportavano infatti quell’anno, creando confusione tra gli appassionati e gli storici del calcio.

Solo ricerche successive, condotte attraverso fonti giornalistiche locali dell’epoca e studi approfonditi, hanno chiarito definitivamente il dubbio: l’impresa delle tre vittorie in un giorno avvenne il 7 giugno 1908. Oggi, grazie a lavori storiografici accurati e al contributo di siti specializzati come Laziowiki, SSLazio Museum e Laziostory, non ci sono più dubbi sulla data corretta.

La squadra e i protagonisti

Il leader indiscusso di quella Lazio fu Sante Ancherani, attaccante e capitano, capace di trascinare i compagni con carisma e talento. Ancherani rappresentava alla perfezione lo spirito dei primi calciatori biancocelesti: dilettanti mossi dalla passione, pronti a sacrificarsi per il club e per i colori sociali.

Ecco la formazione schierata in tutte e tre le partite: Bompiani, Marrajeni, Federici, Omodei, Dos Santos, Faccani, Corelli primo e Corelli secondo, Ancherani, Saraceni (I), Pellegrini. 

Accanto a lui c’erano altri pionieri del calcio romano, giocatori che affrontarono quella giornata eroica senza sostituzioni, senza rotazioni e con un solo obiettivo: portare a casa la vittoria e affermare la Lazio come grande squadra del Centro-Sud.

Le medaglie e la gloria

Al termine della giornata, i giocatori biancocelesti vennero premiati con medaglie commemorative per celebrare l’impresa. Quelle medaglie, custodite gelosamente da alcuni protagonisti e tramandate come cimeli, rappresentano ancora oggi una testimonianza tangibile di un evento leggendario.

La conquista del titolo centro-meridionale non significava ancora accedere alla gloria nazionale, perché il divario con le squadre del Nord era troppo ampio. Tuttavia, per la Lazio e per la città di Roma, quel successo ebbe un valore simbolico enorme: dimostrava che anche il calcio capitolino poteva imporsi sulla scena nazionale.

L’impatto sull’identità della Lazio

L’impresa di Pisa del 1908 entrò subito a far parte del DNA biancoceleste. Per i tifosi, diventò un simbolo di orgoglio, resistenza e determinazione: tre caratteristiche che, ancora oggi, vengono associate alla storia e alla tradizione della Lazio.

In un’epoca in cui il calcio non era ancora professionistico e i sacrifici dei giocatori erano enormi, la Lazio seppe distinguersi per spirito di gruppo e dedizione assoluta. Quelle tre vittorie consecutive contribuirono a rafforzare l’identità del club come società polivalente, orgogliosa delle proprie origini popolari e capace di competere con realtà più strutturate.

Una pagina unica del calcio italiano

Nella storia del calcio italiano non si registra nulla di simile. Nessun’altra squadra, né a livello dilettantistico né professionistico, ha mai affrontato e vinto tre partite ufficiali nello stesso giorno con la stessa formazione.

Per questo motivo, il 7 giugno 1908 rimane un record unico e irripetibile, una pagina che nessuno potrà mai cancellare. Per i laziali, rappresenta una bandiera da sventolare, un ricordo da tramandare alle nuove generazioni, la prova che lo spirito della Lazio nasce già nei primi anni del Novecento come spirito di lotta e sacrificio.

La memoria oggi

Oltre un secolo dopo, l’impresa di Pisa continua a essere celebrata da tifosi e storici. Ogni anno, il 7 giugno, siti e comunità biancocelesti ricordano quella giornata con articoli, eventi e commemorazioni.

L’episodio è diventato anche oggetto di studi approfonditi e di valorizzazione storica attraverso musei, mostre e ricerche archivistiche. È una delle colonne della narrazione identitaria della Lazio, insieme ad altri momenti storici come la fondazione del club nel 1900, lo scudetto del 1974, la Coppa Italia del 2013 e lo scudetto del 2000.

Conclusione: un’eredità immortale

Il 7 giugno 1908 non è solo una data da ricordare, ma un patrimonio sportivo e culturale che appartiene a tutta la comunità biancoceleste. Quelle tre vittorie in un giorno sono il simbolo di una Lazio che non si arrende mai, che combatte fino all’ultimo respiro e che costruisce la propria leggenda attraverso il sacrificio e la passione.

Per questo, l’impresa di Pisa rimarrà per sempre un capitolo fondamentale della storia della Lazio e del calcio italiano: un racconto che unisce passato e presente, tradizione e futuro, e che continua a ispirare generazioni di tifosi.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

La grande chance di Matteo Cancellieri: contro il Torino può prendersi la Lazio

0
Matteo Cancellieri dopo Genoa-Lazio: "Sapevamo di dover dimostrare qualcosa. Il gol è per mia figlia". L'emozione del giovane attaccante.

Matteo Cancellieri ha finalmente trovato la sua serata perfetta. Il gol segnato al Genoa, tanto atteso dai tifosi e dal giocatore stesso, non è stato solo una rete che ha regalato punti preziosi alla Lazio, ma potrebbe rappresentare un punto di svolta nella sua avventura in biancoceleste. Dopo un avvio complicato, fatto di brutte prestazioni, l’ex Hellas Verona ha dato un segnale forte: può essere protagonista.

Torino crocevia fondamentale

La prossima sfida con il Torino diventa così un crocevia cruciale. La Lazio ha bisogno di vincere per rilanciarsi in classifica e Sarri cerca risposte soprattutto in attacco, reparto che in queste prime giornate ha alternato luci e ombre. In questo contesto, Cancellieri potrebbe partire di nuovo titolare: una scelta che significherebbe fiducia da parte dell’allenatore e possibilità concreta di guadagnare spazio in modo stabile.

L’occasione di diventare titolare fisso

Se Cancellieri dovesse risultare ancora decisivo, la sua posizione nello scacchiere biancoceleste cambierebbe radicalmente. Non solo diventerebbe una pedina importante nelle rotazioni offensive, ma potrebbe anche scalzare qualche compagno nelle gerarchie. Un rendimento continuo, condito da gol e prestazioni convincenti, aprirebbe per lui scenari nuovi: dalla conquista del posto da titolare nella Lazio di Sarri fino a una chiamata più costante con la maglia della Nazionale Azzurra.

Sarri e il lavoro sull’attacco

Maurizio Sarri sa bene quanto serva freschezza e imprevedibilità nel reparto offensivo. Dopo l’addio di Ciro Immobile e i problemi di continuità di alcuni uomini chiave, trovare un Cancellieri ritrovato sarebbe un regalo prezioso. L’allenatore toscano ha sempre sottolineato l’importanza della crescita dei giovani e la partita contro il Torino può trasformarsi nella prova del nove per l’attaccante romano.

Il sogno azzurro come motivazione

Per Cancellieri, infine, c’è anche la prospettiva azzurra: la Nazionale di Spalletti guarda con attenzione alle prestazioni dei giovani talenti offensivi. Un ruolo da protagonista nella Lazio aprirebbe inevitabilmente le porte a una convocazione stabile, coronando un percorso che sembrava essersi interrotto troppo presto.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Qual è lo stadio più grande d’Italia e d’Europa?

0
Qual è lo stadio più grande d’Italia e d’Europa

Gli stadi di calcio non sono semplici impianti sportivi, ma vere e proprie cattedrali moderne dove si intrecciano passione, storia e spettacolo. Ogni tifoso sogna di assistere almeno una volta a una partita in uno stadio iconico, che sia una sfida di Champions League, un derby o una finale internazionale. Ma qual è lo stadio più grande d’Italia? E quale quello più grande d’Europa?

In questo articolo scopriamo insieme i dati di capienza, la storia e le curiosità sugli impianti più imponenti del calcio, senza dimenticare un excursus sugli stadi più grandi del mondo.

Lo stadio più grande d’Italia

Lo Stadio Giuseppe Meazza (San Siro)

Il primato in Italia spetta senza dubbio allo Stadio Giuseppe Meazza di Milano, meglio conosciuto come San Siro. Con una capienza attuale di circa 75.800 spettatori, è lo stadio più grande d’Italia.

Inaugurato nel 1926 e successivamente ristrutturato più volte (in particolare in vista dei Mondiali di Italia ’90), San Siro ospita le partite casalinghe di Inter e Milan, oltre a numerose sfide della Nazionale italiana. La sua struttura imponente, caratterizzata dalle famose torri elicoidali, lo ha reso un’icona mondiale del calcio.

Lo stadio ha visto partite storiche come le finali di Champions League (2001, 2016), i grandi derby della Madonnina e concerti di artisti internazionali. Tuttavia, il suo futuro è incerto: Milan e Inter hanno più volte manifestato l’intenzione di costruire un nuovo impianto moderno.

Altri grandi stadi italiani

  • Stadio Olimpico di Roma – Circa 70.600 posti. Ospita Lazio, Roma e la Nazionale. È stato teatro di finali europee, mondiali e persino della cerimonia di apertura delle Olimpiadi del 1960.
  • Stadio Diego Armando Maradona (Napoli) – Oltre 54.000 posti. Simbolo della città e legato indissolubilmente alla leggenda di Maradona.
  • Allianz Stadium (Torino) – Con i suoi 41.500 posti non è tra i più grandi, ma è considerato il più moderno d’Italia per servizi, visibilità e comfort.

Lo stadio più grande d’Europa

Il Camp Nou di Barcellona

Il primato europeo spetta al Camp Nou di Barcellona, con una capienza ufficiale di circa 99.354 spettatori, che lo rende lo stadio più grande del continente.

Inaugurato nel 1957, è la casa del Barcellona, una delle squadre più vincenti e popolari del mondo. Il Camp Nou è un simbolo non solo sportivo ma anche culturale per la Catalogna e ha ospitato eventi storici come la Coppa del Mondo 1982 e le Olimpiadi del 1992.

Attualmente è in corso una grande opera di ristrutturazione e modernizzazione, che porterà lo stadio a superare i 105.000 posti, confermandone il primato europeo e proiettandolo nel futuro.

Altri stadi europei di prestigio

  • Wembley Stadium (Londra) – Capienza: circa 90.000 posti. È considerato “il tempio del calcio inglese” e ospita finali di FA Cup, gare della nazionale e grandi concerti.
  • Santiago Bernabéu (Madrid) – Circa 83.000 posti, ma destinato a crescere con i lavori di ristrutturazione in corso. Casa del Real Madrid, ha ospitato quattro finali di Champions League.
  • Stade de France (Parigi) – Oltre 80.000 posti. Utilizzato sia per il calcio che per il rugby, ha ospitato finali mondiali ed europee.

Differenze tra stadi italiani ed europei

Gli stadi italiani hanno una grande storia e fascino, ma in molti casi risultano vecchi e poco moderni rispetto agli impianti europei.

  • Italia: molti stadi sono di proprietà comunale, con costi di gestione alti e vincoli burocratici che rallentano i progetti di rinnovamento.
  • Europa: impianti spesso modernizzati e di proprietà dei club, con servizi all’avanguardia, hospitality, musei e fan experience.

Non a caso, il pubblico medio europeo trova stadi come l’Allianz Arena di Monaco o l’Emirates Stadium di Londra più confortevoli e moderni rispetto agli impianti italiani.

Lo stadio più grande del mondo (curiosità extra)

Se allarghiamo lo sguardo al mondo, il record spetta al Rungrado 1º Maggio Stadium di Pyongyang (Corea del Nord), con una capienza stimata di oltre 114.000 spettatori.

Tra gli altri impianti enormi troviamo:

  • Melbourne Cricket Ground (Australia) – 100.024 posti.
  • FNB Stadium (Sudafrica) – 94.736 posti, utilizzato anche per la finale dei Mondiali 2010.

Conclusione

In sintesi:

  • Lo stadio più grande d’Italia è il San Siro di Milano, con quasi 76.000 posti.
  • Lo stadio più grande d’Europa è il Camp Nou di Barcellona, con oltre 99.000 posti (destinati a superare i 105.000).

Gli stadi non sono solo luoghi di gioco, ma veri e propri monumenti che raccontano la storia e la cultura del calcio. In futuro, con Euro 2032 in Italia e Turchia, il tema delle nuove infrastrutture sarà centrale: i tifosi italiani sperano di vedere finalmente impianti moderni, sicuri e all’altezza dei migliori d’Europa.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Fares saluta la Lazio: riparte dagli Emirati Arabi

0
ROME, ITALY - OCTOBER 02: SS Lazio new signing Mohamed Fares poses with the new jersey after the medical test at Paideia Hospital on October 2, 2020 in Rome, Italy. (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Dopo anni di alti e bassi e tanti prestiti, l’avventura di Mohamed Fares con la S.S. Lazio si chiude definitivamente. L’esterno algerino, classe 1996, ha scelto di rilanciare la propria carriera lontano dall’Europa, firmando con la Gulf Heroes FC, club con sede ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti.

Una carriera segnata da infortuni e occasioni mancate

Arrivato alla Lazio nell’estate del 2020 dalla SPAL, Fares avrebbe dovuto rappresentare un rinforzo importante per la fascia sinistra. Dotato di grande corsa e fisicità, era stato individuato come esterno ideale per il 3-5-2 biancoceleste. Tuttavia, infortuni muscolari e mancanza di continuità hanno presto frenato le sue ambizioni.

Dopo appena una stagione a Roma, sono arrivati i prestiti: prima al Genoa, poi al Torino e infine al Brescia, dove il suo rendimento non ha mai convinto fino in fondo. L’ultimo passaggio in Grecia con il Göztepe aveva lasciato intravedere segnali di rilancio, ma non sufficienti per riaprirgli le porte di Formello.

La scelta del Golfo

Adesso, Fares ha deciso di cambiare completamente scenario. La firma con la Gulf Heroes FC rappresenta una svolta radicale nella sua carriera: un contratto che gli garantisce stabilità economica e la possibilità di ritrovare fiducia e minuti in campo.

Per la Lazio si tratta di una cessione significativa: da un lato l’addio a un giocatore che non rientrava più nei piani tecnici, dall’altro la possibilità di liberarsi di un ingaggio che pesava sul bilancio, offrendo più margine di manovra per il futuro.

Un destino comune a molti ex Serie A

La scelta di Fares rientra in una tendenza sempre più diffusa tra i calciatori che, non riuscendo a imporsi nei grandi campionati europei, scelgono destinazioni come Arabia Saudita, Qatar o Emirati Arabi per rilanciarsi. Una strada percorsa da diversi ex Serie A, attratti da contratti ricchi e dalla possibilità di tornare protagonisti lontano dai riflettori più pressanti.

Cosa resta alla Lazio

Per i biancocelesti, l’addio di Fares non rappresenta un colpo sul piano tecnico, ma semmai una chiusura di un capitolo mai veramente decollato. Con l’uscita dell’algerino, la società di Lotito alleggerisce il monte ingaggi e potrà concentrarsi su rinforzi utili in vista della prossima sessione di calciomercato.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Lazio, corsa contro il tempo per il main sponsor

0
Claudio Lotito durante una conferenza stampa della Lazio, al centro delle polemiche sul bilancio 2025 e sul suo stipendio da 1,1 milioni.

In casa S.S. Lazio il tema principale non è solo il campo, ma anche quello economico. La ricerca del nuovo main sponsor da apporre sulla maglia biancoceleste è entrata nella fase decisiva, con il presidente Claudio Lotito impegnato in una vera e propria corsa contro il tempo per chiudere un accordo fondamentale per le casse del club.

Dopo ABCVIP, ora il focus è sullo sponsor di maglia

La recente partnership con ABCVIP, sito di scommesse filippino, ha rappresentato un passo importante, ma si tratta solo di un accordo collaterale. La priorità assoluta resta la sponsorizzazione principale della maglia.

Le trattative con una nota tech company e con Air China si sono concluse senza successo, lasciando campo libero a un’altra pista: quella che porta ad Aeroitalia, compagnia aerea con cui la Lazio collabora già da due anni e che presto cambierà nome in “Aeritaly”.

L’offerta di Aeroitalia e i dubbi di Lotito

Secondo quanto riportato da Il Messaggero, Aeroitalia avrebbe messo sul tavolo una proposta pluriennale (quattro o cinque anni) da circa 5 milioni di euro a stagione. Una cifra che, però, non soddisfa pienamente le ambizioni di Lotito.

Il presidente biancoceleste considera l’offerta “a ribasso” rispetto al valore del brand Lazio, ma allo stesso tempo non può ignorare l’urgenza di chiudere un accordo. Dopo due anni difficili senza sponsor principale, la tentazione di accettare è forte, anche se resta viva la speranza di strappare un contratto più vantaggioso.

Una scadenza chiara: il 14 ottobre

La partita decisiva, tuttavia, non si gioca solo sul fronte economico, ma soprattutto su quello temporale. Lotito si è posto una dead-line precisa: il 14 ottobre.
Il motivo è chiaro: il giorno successivo, il 15 ottobre, si terrà il Consiglio di Gestione chiamato a definire il quadro del bilancio societario. Arrivare a quell’appuntamento con un nuovo main sponsor da presentare sarebbe un segnale di forza, non solo per i conti del club, ma anche in chiave strategica per affrontare con maggiore serenità la sessione di mercato di gennaio.

Il confronto con le altre realtà di Serie A

La cifra proposta da Aeroitalia, circa 5 milioni a stagione, resta comunque distante dagli introiti garantiti ad altre società italiane.

  • L’Atalanta, ad esempio, incassa circa 11 milioni complessivi tra main e retro sponsor.
  • Il Bologna ha firmato un accordo da 6 milioni senza grandi difficoltà.

Dati che mostrano come la Lazio, nonostante la sua storia e la presenza costante nelle competizioni europee, faccia ancora fatica ad attrarre partner di peso sul mercato internazionale.

Conclusione

La Lazio è quindi a un bivio: accettare l’offerta di Aeroitalia per dare stabilità immediata alle casse o continuare a cercare un’alternativa più redditizia, rischiando però di restare ancora senza sponsor. Quel che è certo è che la scadenza del 14 ottobre incombe, e con essa anche la necessità di presentare un bilancio più solido.

Per i tifosi, resta la speranza che questa corsa contro il tempo si concluda con un accordo all’altezza del nome Lazio.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Qual è l’ultimo trofeo vinto dalla Lazio? La risposta sorprende

0
Qual è l’ultimo trofeo vinto dalla Lazio?

La storia recente della Lazio è stata ricca di soddisfazioni in Coppa Italia e in Supercoppa, ma per molti tifosi resta un dubbio: qual è stato davvero l’ultimo trofeo alzato al cielo dalla squadra biancoceleste? La risposta non è così scontata e, anzi, spesso anche fonti ufficiali sbagliano a ricordarlo.

Coppa Italia 2019: il trionfo contro l’Atalanta

Il 15 maggio 2019 la Lazio di Simone Inzaghi conquistava la settima Coppa Italia della sua storia, battendo in finale l’Atalanta di Gasperini.
Il percorso non fu semplice: ai quarti i biancocelesti eliminarono l’Inter a San Siro dopo i calci di rigore (decisivo l’errore dal dischetto di Nainggolan), mentre in semifinale arrivò la vittoria per 1-0 sul Milan a San Siro, grazie alla rete di Correa.

La finale, giocata all’Olimpico gremito, era considerata proibitiva. Solo poche settimane prima l’Atalanta aveva infatti battuto la Lazio 3-0 nello stesso stadio, lasciando presagire un epilogo amaro. Invece Inzaghi preparò alla perfezione la gara: primo tempo di contenimento, poi nella ripresa la svolta grazie a Milinković-Savić e Correa. Un 2-0 che regalò l’ennesima notte di gloria al popolo laziale.

Supercoppa Italiana 2019: l’ultimo trofeo

Molti si fermano lì, ma in realtà l’ultimo trofeo della Lazio non è la Coppa Italia.
La vittoria del torneo nazionale diede infatti accesso alla finale di Supercoppa Italiana, disputata il 22 dicembre 2019 a Riad, in Arabia Saudita, contro la Juventus di Maurizio Sarri.

La sfida partì subito forte: Luis Alberto portò in vantaggio la Lazio al 16’, ma Dybala trovò il pari poco prima dell’intervallo. Nella ripresa, però, i biancocelesti giocarono con maggiore lucidità e incisività. Fu ancora una volta Senad Lulić, l’eroe del 26 maggio, a lasciare il segno al 63’, con una zampata che riportò avanti la Lazio. Nel recupero, al 93’, arrivò il sigillo di Danilo Cataldi su punizione, che fissò il risultato sul 3-1.

Quella notte, la Lazio alzò al cielo la Supercoppa Italiana 2019, l’ultimo trofeo ufficiale conquistato dal club.

Un bilancio in chiaroscuro

Con la gestione Lotito, la Lazio ha vinto cinque trofei: tre Coppe Italia (2009, 2013, 2019) e due Supercoppe Italiane (2009 e 2019). Claudio Lotito è così diventato il secondo presidente più vincente della storia biancoceleste, dietro soltanto a Sergio Cragnotti.

Eppure, restano le ombre: nessuno scudetto e nessun titolo europeo. La Champions League è stata raggiunta solo a tratti e senza mai andare oltre gli ottavi di finale, mentre in Europa League e Coppa delle Coppe la Lazio non ha centrato l’obiettivo massimo.

Guardando avanti

L’ultimo trionfo risale ormai a più di quattro anni fa. Un’assenza pesante, considerando che la Lazio è una delle società più prestigiose del calcio italiano. I tifosi sognano un nuovo successo, magari già in Coppa Italia, competizione che più di tutte ha regalato gioie negli ultimi vent’anni, o chissà in Europa, per scrivere finalmente una pagina che manca da troppo tempo.

Il ricordo della Supercoppa di Riad 2019 resta vivo, ma i laziali si chiedono: quando arriverà il prossimo trofeo?



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Lazio-Torino: Dove Vedere la Partita in Diretta Streaming. Tutti i Dettagli

0
Un'illustrazione dinamica che combina i loghi di Lazio e Torino, con l'icona di DAZN in primo piano, a suggerire la trasmissione in streaming.

Il Ritorno di Marco Baroni all’Olimpico: La Lazio Cerca i Tre Punti Contro il Torino. Ecco Dove Seguire il Match in Esclusiva.

ROMA – È l’ultima fatica prima della sosta per le nazionali. Sabato 4 ottobre, alle ore 15:00, la Lazio ospiterà il Torino allo Stadio Olimpico per la sesta giornata di Serie A. Sarà anche l’occasione per rivedere un volto noto: Marco Baroni, attualmente sulla panchina granata, tornerà da avversario nella Capitale.

Dove Seguire Lazio-Torino: Diretta Esclusiva Streaming su DAZN

La gara tra Lazio e Torino, valida per la sesta giornata di Serie A, sarà trasmessa in esclusiva su DAZN. Gli abbonati potranno seguire il match in diretta streaming live e on demand tramite l’applicazione o il sito ufficiale della piattaforma, accessibile da Smart TV, PC, smartphone, tablet o console.

Sarà una sfida importante per entrambe le squadre, con la Lazio che cerca continuità dopo la vittoria di Marassi e il Torino che punta a riscattarsi per allontanare la zona calda della classifica.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Lazio – Torino: Venduti Già 4.000 Biglietti, Olimpico Verso il Pienone

0
Una panoramica della Curva Nord dello Stadio Olimpico piena di tifosi della Lazio con bandiere e sciarpe.

Cresce l’attesa per l’ultima gara prima della sosta: i biancocelesti affrontano il Torino di Baroni. I primi dati sui tagliandi venduti e l’affluenza prevista all’Olimpico.

ROMA – L’entusiasmo della vittoria di Marassi spinge i tifosi. Si avvicina Lazio-Torino, l’ultima gara prima della sosta per le nazionali di ottobre, e l’Olimpico si prepara ad accogliere un folto pubblico. I biancocelesti, reduci dalla convincente vittoria contro il Genoa, affronteranno un Torino in difficoltà, con l’ex Marco Baroni in panchina che rischia il posto dopo un avvio di stagione complicatissimo.

Biglietti in Crescita, Olimpico Caldo per la Lazio

Per la partita dell’Olimpico, in programma sabato 4 ottobre alle 15:00, la prevendita sta procedendo a gonfie vele. Secondo quanto riportato dall’edizione odierna de Il Tempo, sono già stati venduti ben 4.000 biglietti, che si vanno ad aggiungere ai 29.918 abbonati.

Questo significa che l’Olimpico si avvia verso il pienone, con un totale che supererà abbondantemente i 30.000 spettatori. Un segnale importante di vicinanza e sostegno da parte della tifoseria, pronta a spingere la squadra di Maurizio Sarri verso un altro successo fondamentale per risalire la classifica e affrontare la sosta con morale alto.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Lazio e ABCVIP, partnership strategica per l’espansione internazionale

0
Nuovo sponsor Lazio?

La Lazio continua a rafforzare la propria immagine a livello globale. Nelle ultime ore è stato ufficializzato l’accordo con ABCVIP, realtà leader nel settore dell’intrattenimento digitale, che diventa Brand Ambassador ufficiale del club biancoceleste.

Un passo che conferma la strategia della società capitolina di ampliare il proprio raggio d’azione internazionale, rafforzando la visibilità del marchio Lazio e, al tempo stesso, affiancandosi a partner in forte crescita.

Un accordo a respiro globale

ABCVIP ha sottolineato come la collaborazione con la Lazio rappresenti una svolta strategica nella propria espansione verso i mercati internazionali. Legarsi a uno dei club storici del calcio europeo consente all’azienda di connettersi con milioni di tifosi in tutto il mondo, sfruttando il richiamo e il prestigio della squadra biancoceleste.

Lazio e ABCVIP, dunque, non si limitano a un rapporto di semplice sponsorizzazione, ma gettano le basi per una partnership strutturata, con l’obiettivo di consolidare il posizionamento globale di entrambi i marchi.

Lazio sempre più internazionale

Per il club guidato da Claudio Lotito, questo accordo si inserisce in un percorso ormai chiaro: la Lazio punta ad aumentare il proprio valore commerciale e il proprio appeal internazionale. Dopo le collaborazioni con compagnie aeree e brand tecnologici, l’intesa con ABCVIP rafforza l’immagine della Lazio come club moderno e proiettato oltre i confini nazionali.

L’iniziativa, inoltre, testimonia la crescente attenzione della dirigenza biancoceleste verso partnership capaci non solo di portare introiti economici, ma anche di garantire visibilità e connessioni con nuove comunità di tifosi.

Le prospettive

L’accordo tra Lazio e ABCVIP rappresenta un punto di partenza per sviluppare attività congiunte di marketing e comunicazione, con l’obiettivo di unire il mondo del calcio con quello dell’intrattenimento digitale. Un binomio sempre più centrale nello sport moderno, dove club e aziende collaborano per ampliare i propri orizzonti e raggiungere nuove generazioni di fan.

La Lazio, dunque, non si limita al campo, ma cerca di consolidare la propria identità anche fuori dall’Olimpico. E questa nuova partnership segna un ulteriore passo avanti nella costruzione di una società sempre più competitiva, non solo in Serie A ma anche nel panorama internazionale.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Popolari