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Juventus su Maignan: assalto al portiere del Milan

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Mike Maignan nel mirino della Juventus: il portiere francese potrebbe lasciare il Milan a parametro zero nel 2026.

La Juventus guarda già al futuro della propria porta, e nel mirino della dirigenza bianconera è finito Mike Maignan, portiere del Milan e titolare della nazionale francese.
Un’operazione che, se dovesse concretizzarsi, avrebbe il sapore di un colpo da maestro: il contratto del numero uno rossonero scade a giugno 2026 e, al momento, le trattative per il rinnovo sono bloccate.

Il contesto: trattativa ferma e scenario in evoluzione

Secondo quanto riportato da Filippo Cornacchia su La Gazzetta dello Sport, i rapporti tra Maignan e il Milan si sarebbero raffreddati da tempo. Il portiere, arrivato in Serie A nel 2021 e subito diventato uno dei leader dello spogliatoio, guadagna circa 2,8 milioni di euro netti e beneficia degli sgravi del Decreto Crescita.
Tuttavia, le richieste per il rinnovo sarebbero ben più alte, e in via Aldo Rossi si teme che l’ex Lilla possa scegliere una nuova sfida all’estero o in Italia, da svincolato di lusso.

Proprio questo scenario intriga la Juventus, che con la nuova dirigenza Comolli–Chiellini sta pianificando un mercato intelligente, puntando su occasioni e profili carismatici in grado di alzare il livello della squadra.
Maignan, 30 anni, campione di Francia e d’Italia, rappresenterebbe il perfetto mix tra esperienza, leadership e rendimento.

Chelsea e Bayern in agguato

Non è un segreto che Chelsea e Bayern Monaco abbiano già provato a strappare Maignan al Milan. In estate, il club rossonero – con il sostegno di Massimiliano Allegri – aveva respinto ogni tentativo, ma il mancato rinnovo riapre tutti i giochi.
La Juventus ha iniziato a raccogliere informazioni e potrebbe muoversi con anticipo, cercando di convincere il francese con un progetto tecnico ambizioso e la prospettiva di un ruolo da leader assoluto nella nuova era bianconera.

Leggi anche: Il ruolo del portiere oggi: evoluzione o confusione? Perché la priorità resta sempre una

Un dettaglio non secondario: Maignan e Jonathan David si conoscono bene, avendo vinto insieme il titolo di Ligue 1 con il Lille nel 2021.
Il loro legame potrebbe facilitare i contatti, considerando che il centravanti canadese è stato il primo acquisto dell’era Comolli-Chiellini e si è subito integrato a Torino.

E Di Gregorio?

L’eventuale arrivo di Maignan aprirebbe scenari interessanti anche per Michele Di Gregorio, attuale titolare e protagonista di un inizio stagione convincente.
Alla Continassa nessuno lo mette in discussione, ma l’idea di poter inserire in rosa un portiere del calibro del francese è considerata una “opportunità di mercato irripetibile”.
Il portiere ex Monza continua a godere della fiducia di Tudor e della stima della società, ma in caso di offerta importante dall’estero – soprattutto dalla Premier League – la Juventus non si opporrebbe.

Un’occasione di mercato da non perdere

Il mese di ottobre non è quello dei grandi affondi, ma i top club europei si muovono già in vista dell’estate.
La Juventus, consapevole della concorrenza, valuta con attenzione la fattibilità economica dell’operazione: lo stipendio di Maignan, pur alto, rientrerebbe nei limiti sostenibili, specialmente in caso di trasferimento a parametro zero.

“Magic Mike”, come viene chiamato in Francia, resta un portiere dal profilo internazionale, capace di trasmettere sicurezza e personalità.
Un valore aggiunto che alla Juve – dopo gli addii di Buffon e Szczęsny – manca da tempo.



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Lazio, mercato bloccato: quattro sacrificabili per ripartire

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olimpio

La Lazio si trova davanti a un bivio delicato. Le prossime settimane chiariranno se la società potrà finalmente sbloccare il mercato o se, al contrario, dovrà muoversi solo attraverso la formula “vendo e compro”. È questa, secondo il Corriere dello Sport, la strategia d’emergenza a cui starebbe pensando Claudio Lotito per gestire la difficile situazione finanziaria e garantire un margine d’azione in vista del mercato invernale.

Un bilancio da riequilibrare

I numeri parlano chiaro: un rosso di 17,1 milioni di euro, un indebitamento finanziario netto pari a 66,3 milioni e la necessità di mantenere sotto controllo il rapporto spese-ricavi, che non potrà superare il 70% entro settembre 2026. In queste condizioni, la Lazio non può permettersi manovre azzardate e dovrà inevitabilmente valutare alcune cessioni dolorose per ristabilire equilibrio e liquidità.

Quattro nomi in uscita

Secondo il quotidiano romano, sarebbero quattro i giocatori sacrificabili per garantire al club la possibilità di operare:

  • Christos Mandas, chiuso da Provedel, è uno dei profili più richiesti. Il portiere greco piace al Wolverhampton, pronto a offrire circa 20 milioni di euro. In caso di cessione, la Lazio realizzerebbe una plusvalenza significativa, utile per rimettere in ordine i conti.
  • Tijjani Noslin, acquistato dal Verona per circa 16 milioni, ha attirato l’interesse di PSV Eindhoven e Ajax. Anche la sua eventuale partenza garantirebbe ossigeno economico immediato.
  • Gustav Isaksen, fermato dalla mononucleosi, aveva mercato in Olanda e Scozia. Pagato 12 milioni più 4 di bonus, oggi rappresenta un investimento da rivalutare.
  • Nuno Tavares, che solo un anno fa sembrava una delle rivelazioni del mercato, oggi ha un valore in discesa intorno ai 5 milioni. L’interessamento dell’Al-Hilal non si è mai concretizzato.

Nessuno è incedibile

In questo scenario, la realtà è una sola: nessuno nella rosa può essere considerato intoccabile. Se arrivassero offerte congrue anche per Castellanos, la società sarebbe disposta a valutarle. Lotito e Fabiani stanno lavorando per evitare di svendere i propri talenti, ma la necessità di bilancio resta prioritaria.

A complicare ulteriormente la situazione ci sono i rinnovi in scadenza nel 2027. Su tutti quello di Mario Gila, con cui la trattativa si è arenata. Per la Lazio sarebbe un rischio enorme perdere un difensore così giovane e in crescita a parametro zero. Diverso il caso di Matteo Cancellieri, il cui recente exploit ha rilanciato il suo valore sul mercato e spinto il club a considerare un rinnovo per blindarlo definitivamente.

Prospettive e obiettivi

Lotito sa che un nuovo ciclo tecnico ed economico non può nascere solo dalle cessioni, ma anche da un progetto chiaro di rilancio. Per questo motivo la società punta a reinvestire parte degli eventuali incassi in profili giovani, motivati e con stipendi sostenibili.
L’obiettivo è tornare competitivi in Serie A, senza però compromettere l’equilibrio finanziario che la Covisoc e la UEFA monitorano con sempre maggiore attenzione.

Il mercato di gennaio sarà quindi un banco di prova decisivo: tra sacrifici e possibili sorprese, la Lazio dovrà dimostrare di saper coniugare sostenibilità e ambizione, senza tradire la propria identità.



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Lazio, Arriva il “PACK 3 PARTITE”: Mini Abbonamento per Juventus, Cagliari e Lecce

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Una grafica accattivante del "Pack 3 Partite" della Lazio, che mette in risalto i loghi delle squadre coinvolte (Lazio, Juventus, Cagliari, Lecce) e i dettagli principali dell'offerta.

La S.S. Lazio lancia una nuova opportunità per i tifosi: un pacchetto speciale che include le sfide casalinghe contro Juventus, Cagliari e Lecce. Sconti, rate e tutte le modalità di acquisto.

ROMA – Un’occasione imperdibile per i tifosi biancocelesti! La S.S. Lazio ha annunciato l’apertura della vendita di un “PACK 3 PARTITE”, un mini abbonamento che include tre match casalinghi cruciali del campionato di Serie A Enilive. Una soluzione pensata per vivere al meglio le emozioni dell’Olimpico, con la possibilità di usufruire di tariffe ridotte e un innovativo metodo di pagamento rateale.

La vendita del pack terminerà alle ore 23:59 di sabato 25 ottobre.


Il “PACK 3 PARTITE”: Le Gare Incluse

Il mini abbonamento “PACK 3 PARTITE” comprende le seguenti sfide:

  • LAZIO-JUVENTUS (8ª giornata Serie A Enilive, domenica 26 ottobre alle 20:45)
  • LAZIO-CAGLIARI (10ª giornata Serie A Enilive, lunedì 3 novembre alle 20:45)
  • LAZIO-LECCE (12ª giornata Serie A Enilive, domenica 23 novembre alle 18:00)
SettoreInteroInvalidi civili al 100% e accompagnatoreRidotto Under 16
TR. D’ONORE CON HOSPITALITY1.150 €——
TR. D’ONORE LAT. DESTRA495 €——
TR. MONTE MARIO TOP265 €170 €170 €
TR. MONTE MARIO LAT.170 €100 €100 €
TR. TEVERE GOLD238 €162 €162 €
TR. TEVERE TOP210 €130 €130 €
TR. TEVERE143 €90 €90 €
TR. TEVERE PARTERRE CENTRALE125 €87 €87 €
TR. TEVERE PARTERRE LAT.111 €77 €77 €
TR. TEVERE NON DEAMB. IN CARROZZELLAOMAGGIO====
TR. TEVERE ACCOMPAGNO. NON DEAMB. IN CARR.60 €====
CURVA MAESTRELLI90 €60 €60 €
DISTINTI SUD OVEST – OSPITI90 €60 €60 €

Modalità di Acquisto

Sarà possibile acquistare il PACK 3 PARTITE attraverso i seguenti canali:

  • ON-LINE tramite il circuito Vivaticket
  • Punti vendita Vivaticket

Agevolazioni per i Tifosi: Tariffe Ridotte e Pagamento in Tre Rate

La S.S. Lazio offre diverse agevolazioni per i suoi sostenitori:

Tariffe Ridotte Disponibili:

  • UNDER 16: Riservata ai nati a partire dal 1° gennaio 2009, disponibile per tutti i settori.
  • INVALIDI 100%: Riservata a coloro con documentazione che attesti un’invalidità al 100%. Valida anche per l’accompagnatore ed è disponibile per tutti i settori, fatta eccezione per la Tribuna d’Onore.
  • DISABILI CON ACCOMPAGNATORE (su sedia a rotelle): Riservata alla Tribuna Tevere Disabili. Richiede documentazione che attesti la disabilità al 100% e il diritto di accompagno. Verranno emessi due abbonamenti (uno per la persona con disabilità e uno per il suo accompagnatore).

NOTA BENE: Le tariffe ridotte per Invalidi 100% e Disabili (con accompagnatore) potranno essere acquistate solo ed esclusivamente presso i Lazio Style 1900 di Via Calderini, Parco Leonardo, Roma Est, via di Propaganda, e solo dopo aver sottoscritto la MILLENOVECENTO o la EAGLE CARD.

ACQUISTA IL TUO PACK 3 GARE CON PAYPAL E SUDDIVIDI IL COSTO IN 3 RATE:

La Lazio introduce la possibilità di pagare il pack in tre rate senza interessi tramite PayPal.

  1. Registrati su PayPal: Crea in anticipo il tuo account su PayPal per un acquisto più veloce sul portale sslazio.vivaticket.it.
  2. Al momento del pagamento: Seleziona l’opzione per pagare in 3 rate senza interessi e segui il procedimento e le condizioni di acquisto di PayPal.
  3. Alla conferma del pagamento: Una volta elaborato il pagamento, sarà emesso l’abbonamento.

Le Tessere Fedeltà: MILLENOVECENTO e EAGLE CARD

A partire da questa stagione, gli abbonamenti possono essere sottoscritti solo ed esclusivamente in formato digitale, ovvero caricati sulla MILLENOVECENTO o sulla EAGLE CARD.

S.S. LAZIO MILLENOVECENTO:

  • Validità: 5 anni.
  • Acquistabile presso: Lazio Style 1900 (Via Calderini, Parco Leonardo, Roma Est, via di Propaganda) e online su sslazio.vivaticket.it.
  • Caratteristiche: Contiene informazioni personali, ha la foto tessera ed è necessaria (salvo diverse comunicazioni dell’Osservatorio) per le trasferte.
  • Sottoscrizione abbonamenti: Sia online che presso le ricevitorie Vivaticket. Abbonamenti a tariffa ridotta Invalidi 100% e Disabili (con accompagnatore) esclusivamente presso i Lazio Style 1900 specificati.

S.S. LAZIO EAGLE CARD:

  • Validità: 10 anni.
  • Acquistabile presso: Lazio Style 1900 (Via Calderini, Parco Leonardo, Roma Est, via di Propaganda) e online su sslazio.vivaticket.it.
  • Caratteristiche: Contiene informazioni personali, ma non ha la foto tessera e non è utilizzabile per le trasferte.
  • Sottoscrizione abbonamenti: Sia online che presso le ricevitorie Vivaticket. Abbonamenti a tariffa ridotta Invalidi 100% e Disabili (con accompagnatore) esclusivamente presso i Lazio Style 1900 specificati.

Altre Informazioni Utili

  • Acquisto Sicuro: La S.S. Lazio raccomanda di non acquistare abbonamenti in circuiti o canali web diversi da quelli ufficiali (ricevitorie Vivaticket e portale sslazio.vivaticket.it).
  • Bambini: I bambini nati dal 1° gennaio 2021 possono accedere allo stadio gratuitamente e senza biglietto (esibendo documento valido e accompagnati da un adulto). Non potranno occupare una seduta, ma dovranno sedere sulle gambe dell’accompagnatore. Per i nati prima di tale data, è necessario un titolo d’accesso.
  • Contatti: Per qualsiasi altra informazione, contattare info.biglietteria@sslazio.it.


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Biglietti Atalanta-Lazio: Info e Vendita per il Settore Ospiti. Obbligo di Tessera del Tifoso

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Una veduta del settore ospiti della New Balance Arena (Gewiss Stadium) di Bergamo, parzialmente riempito da tifosi della Lazio con bandiere e sciarpe.

Biglietti Atalanta-Lazio: Info e Vendita per il Settore Ospiti. Obbligo di Tessera del Tifoso

L’Atalanta comunica le modalità di acquisto dei tagliandi per la sfida del 19 ottobre a Bergamo. Settore Ospiti limitato, prezzi e istruzioni per il parcheggio e gli striscioni.

BERGAMO – La Serie A non si ferma e la Lazio si prepara alla trasferta di Bergamo. L’Atalanta Bergamasca Calcio ha fornito tutte le informazioni necessarie ai tifosi biancocelesti per acquistare i biglietti della gara Atalanta-Lazio, in programma domenica 19 ottobre alle ore 18:00, presso lo stadio New Balance Arena di Bergamo.


Modalità e Informazioni per la Vendita Biglietti

Capienza Settore Ospiti: 1.304 posti disponibili.

Prezzi del Tagliando:

  • Intero: 30 € (più commissioni)
  • Under 16: 25 € (più commissioni)

Canali di Vendita:

  • Circuito on line di Vivaticket
  • Punti vendita Vivaticket

Chiusura delle Vendite: alle ore 19:00 di sabato 18 ottobre.


Limitazioni per il Settore Ospiti

Come disposto dalle Autorità competenti, sono previste le seguenti limitazioni per la vendita e l’accesso al settore Ospiti:

  • Divieto del cambio nominativo: Il biglietto è nominale e non trasferibile.
  • Obbligo della Tessera del Tifoso 1900 per i tifosi ovunque residenti.
  • I residenti della Regione Lazio potranno acquistare solo ed esclusivamente il settore Ospiti.

Parcheggio Settore Ospiti e Navetta Gratuita

Sarà obbligatorio parcheggiare in VIA SPINO. Uscendo dall’autostrada «A4 Milano-Venezia», casello di BERGAMO, seguire le indicazioni “PARCHEGGIO TIFOSI OSPITI” sito in via Spino (adiacente al Supermercato «Coop»).

È prevista un’area parcheggio interamente dedicata alla tifoseria ospite e con un servizio navetta gratuito a/r, dal parcheggio al settore ospiti dello stadio.


Accredito Striscioni e Strumenti di Tifo

La richiesta di accredito degli striscioni, bandiere, realizzazione delle coreografie e accredito degli strumenti di tifo (tamburi, megafoni, ecc.) allo stadio di Bergamo si basa sulle disposizioni emanate dall’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive.

La richiesta dovrà pervenire a partire dalle ore 9:00 del 10° giorno precedente la data dell’evento sportivo ed entro le ore 18:00 del 3° giorno precedente la data dell’evento stesso all’indirizzo e-mail: dge@atalanta.it.

Tutte le richieste complete della documentazione richiesta e rispondenti ai requisiti previsti dalle nuove normative saranno sottoposte a cura del Delegato Gestione Eventi (DGE) Atalanta BC all’approvazione del GOS (Gruppo Operativo di Sicurezza). Le richieste accettate riceveranno conferma dal DGE Atalanta BC via mail.

Tamburi e megafoni verranno autorizzati entro limiti definiti e solo nel rispetto della procedura di autorizzazione, che impone la comunicazione preventiva delle persone responsabili del loro impiego.


Ulteriori Informazioni

Per maggiori dettagli, si rimanda ai seguenti link (solitamente presenti sul sito del club):



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Lazio, Rischio Rinnovi: Mercato Bloccato Pesa su Fabiani, Romagnoli e Gila

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L’Articolo 90 delle NOIF Complica la Situazione Contrattuale. Lotito Chiamato a Sbloccare il Mercato per Blindare i Big e Ritoccare l’Accordo del DS. Il Caso Gila e l’Offerta Rifiutata.

ROMA – La spada di Damocle del mercato bloccato continua a pendere sulla Lazio, e non solo per quanto riguarda gli acquisti. La situazione sta congelando anche i rinnovi contrattuali di giocatori chiave e persino del direttore sportivo Angelo Fabiani. A riportarlo è Il Messaggero, che delinea un quadro preoccupante in vista del mercato di gennaio e oltre.

Rinnovi Congelati: Non Solo Giocatori, Ma Anche Fabiani

Il mercato a saldo zero, attualmente imposto alla Lazio, ha ripercussioni ben più ampie. Anche il contratto del direttore sportivo Angelo Fabiani, che scade nel 2027, non potrà essere ritoccato.

“Nel 2023 aveva firmato per quattro anni, per questo scadrà nel 2027 e non il prossimo giugno. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, però, se il presidente Lotito non risolverà totalmente la situazione, allora non si potrà ritoccare il suo accordo così come per Romagnoli, Gila e gli altri tesserati presenti in rosa.”

Romagnoli e Gila: Una Situazione in Bilico

La questione è ancora più delicata per Alessio Romagnoli e Mario Gila, pilastri della difesa biancoceleste. L’articolo 90, comma 4, delle Noif è un ostacolo insormontabile:

“Il costo contrattuale comprensivo di parte fissa e variabile, di tutti i calciatori tesserati non potrà essere oggetto di rinegoziazione in aumento fino alla revoca del provvedimento da parte della Co.Vi.So.C.”

Ciò significa che, in caso di mancato sblocco totale del mercato, la Lazio non potrà prolungare i contratti dei due difensori nemmeno a gennaio.

In estate, Maurizio Sarri era riuscito a trattenere Romagnoli anche grazie alla promessa da parte della società di un adeguamento contrattuale che ora è bloccato.

Per quanto riguarda Mario Gila, la situazione è ancora più complessa. Il suo contratto scade nell’estate 2027, e tutti gli incontri per un prolungamento fin qui andati in scena si sono conclusi con un nulla di fatto. A giugno è stata rifiutata un’offerta da 35 milioni di euro per lo spagnolo e, con il passare del tempo, il suo cartellino, sul quale il Real Madrid vanta il 50%, rischia di perdere sempre più valore.

A novembre, la commissione di garanzia si esprimerà sul mercato della Lazio, un verdetto cruciale che potrebbe sbloccare non solo la possibilità di chiudere colpi in entrata,



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Lotito sul Flaminio: “Lo Stadio Sta Procedendo, Già Parlato con Gualtieri”

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Maurizio Sarri espressione arrabbiata in panchina guarda verso la tribuna Lotito.
Claudio Lotito davanti al logo della S.S. Lazio mentre parla di valutazione del club e strategie commerciali.

Il Presidente della Lazio a Margine dell’Assemblea EFC Tocca l’Argomento Stadio. “Parlo Nelle Sedi Istituzionali, in Comune Accedo Anche Come Senatore”.

ROMA – L’argomento Stadio Flaminio continua a tenere banco nelle cronache laziali, e il presidente Claudio Lotito non si sottrae alle domande. A margine della 32esima assemblea generale dell’ECA (ora diventata EFC – European Football Clubs), il patron biancoceleste ha risposto ai giornalisti presenti, fornendo un aggiornamento conciso ma significativo sulla questione.

“Lo Stadio Sta Procedendo”

Alle domande sul Flaminio e su eventuali colloqui con il Sindaco Gualtieri, Lotito ha replicato con la sua consueta fermezza, sottolineando l’importanza delle sedi istituzionali.

“Se ho parlato con Gualtieri del Flaminio? A che serve se lo dico a lei? Lo stadio sta procedendo, stia tranquillo. Io parlo nelle sedi istituzionali. Quella di oggi non era un’occasione, io sono un Senatore della Repubblica e posso accedere quando voglio a parlare con il Sindaco. Qui oggi sono in veste di presidente della Lazio, ma in Comune posso accedere anche come Senatore. Se ne parlerò con Gualtieri? Già ne ho parlato.”

Le parole di Lotito suggeriscono un’attività dietro le quinte che sta procedendo, con incontri e discussioni già avviati con le istituzioni. Il doppio ruolo di Presidente della Lazio e Senatore della Repubblica gli conferisce, a suo dire, un accesso privilegiato e diretto alle sedi decisionali, bypassando la necessità di discussioni pubbliche non ufficiali.

L’ottimismo traspare dalla rassicurazione “stia tranquillo”, che lascia intendere che il progetto per il nuovo Stadio Flaminio per la Lazio stia seguendo un percorso definito, lontano dai riflettori mediatici ma concreto nelle stanze del potere.



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Cancellieri, da esubero a capocannoniere: la Lazio ha trovato la sua arma inattesa

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Matteo Cancellieri esulta dopo un gol con la maglia della Lazio, simbolo della sua rinascita in biancoceleste.
Matteo Cancellieri esulta dopo un gol con la maglia della Lazio, simbolo della sua rinascita in biancoceleste.

Se c’è una notizia positiva in questo inizio di stagione difficile per la Lazio, si chiama Matteo Cancellieri.
L’attaccante romano, che in estate sembrava destinato alla cessione, è oggi il capocannoniere biancoceleste con tre reti in sei partite.
Una crescita costante, culminata nelle due ultime sfide: il gol decisivo contro il Genoa e la doppietta col Torino.

Da giocatore in lista di partenza a titolare inamovibile: il destino, a volte, sa offrire seconde chance che cambiano carriere e stagioni.

L’emergenza come opportunità

La Lazio vive un momento complicato, pieno di assenze e problemi tattici, ma le emergenze – come spesso accade – creano anche occasioni.
Cancellieri ha saputo cogliere al volo la sua, trasformando la necessità in virtù.

Contro il Genoa ha segnato in campo aperto con freddezza; contro il Torino ha realizzato due gol da vero attaccante, mostrando miglioramenti evidenti nella lucidità sotto porta.
Quello che un anno fa gli mancava — la freddezza — oggi sembra la sua arma migliore.

Sarri e il merito delle scelte

Un merito va riconosciuto anche a Maurizio Sarri: spesso criticato per la sua rigidità, il tecnico ha dimostrato che chi si guadagna il posto sul campo, gioca.
È successo con Hysaj, poi con Basic, e ora con Cancellieri.

L’attaccante classe 2002 ha trasformato le chance in risultati, mostrando fame e concentrazione, qualità che invece mancano ad altri.
In un momento in cui Castellanos sembra spaesato e poco incisivo, e Isaksen fatica a imporsi, Cancellieri è diventato la sorpresa più luminosa del reparto offensivo.

Concentrazione e mentalità: la svolta psicologica

Il vero salto di qualità di Cancellieri non è solo tecnico, ma mentale.
Il ragazzo sembra più focalizzato, determinato, maturo.
Ha capito che il calcio moderno si gioca prima nella testa che nei piedi.
La fiducia di Sarri, unita alle buone prestazioni, ha innescato un circolo virtuoso: più segna, più cresce.

Lo stesso Sarri, che con i giovani è spesso esigente, sembra aver trovato in lui un giocatore che risponde con lavoro e umiltà.

L’incognita Isaksen e il problema centravanti

La rinascita di Cancellieri apre però un interrogativo importante: che ne sarà di Gustav Isaksen?
Il danese, attualmente impegnato con la nazionale, rischia di trovarsi chiuso proprio da chi, fino a poche settimane fa, era considerato una riserva.
E in una Lazio che fatica a segnare, togliere un giocatore in fiducia come Cancellieri sarebbe un errore.

Anche perché Castellanos continua a deludere.
Contro il Torino ha alternato impegno e leggerezze, come quella rabona inutile a centrocampo che fotografa bene la sua poca lucidità nei momenti decisivi.
La Lazio, oggi più che mai, ha bisogno di concretezza, non di gesti estetici.
E in questo momento, Cancellieri è il giocatore più concreto che ha.

Da esubero a titolare: la rivincita di Matteo

Dodici mesi fa Cancellieri veniva etichettato come “attaccante incompiuto”, utile ma non decisivo.
Oggi, dopo appena sei giornate, ha già eguagliato il bottino di gol della scorsa stagione (3) e si è conquistato la fiducia dei tifosi.

In un attacco privo di Immobile ai livelli di una volta e con Pedro in calo, Cancellieri rappresenta una delle poche certezze offensive di questa Lazio.
Se continuerà con questo atteggiamento, potrà diventare l’arma inattesa di una stagione difficile.

Conclusione

La sua esplosione non cancella i problemi della squadra, ma offre una speranza.
Cancellieri ha dimostrato che nel calcio la fiducia e la mentalità contano quanto la tecnica.
Da giocatore ai margini a protagonista, il passo è breve se hai la testa giusta.
E oggi, in una Lazio che arranca, Matteo Cancellieri è la miglior notizia possibile.
Una rinascita che fa bene a lui — e alla Lazio intera.



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Reda Belahyane, promessa mancata? Dalla fiducia al Verona al flop alla Lazio

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Andrea Pinamonti e Reda Belahyane titolari in Udinese Lazio di Serie A
Le probabili formazioni di Udinese-Lazio: Gattuso lancia Pinamonti dal primo minuto e Belahyane in cabina di regia.

La storia di Reda Belahyane sembrava scritta per un lieto fine.
Nato ad Aubervilliers nel 2004, cresciuto nelle giovanili del Nizza, il giovane centrocampista franco-marocchino aveva impressionato per tecnica, equilibrio e maturità tattica.
Arrivato in Italia nel 2023, con il passaggio all’Hellas Verona, Belahyane era stato considerato uno dei prospetti più interessanti del calcio francese.

Con Marco Baroni in panchina, aveva trovato spazio e fiducia, alternando buone prestazioni a momenti di crescita naturale per un ventenne al primo anno in Serie A. Proprio quella parentesi veronese convinse la Lazio a investire su di lui: un colpo in prospettiva, giovane, dinamico e utile per il futuro del centrocampo biancoceleste.

L’arrivo alla Lazio e l’effetto “panchina fissa”

Ma il salto da Verona a Roma, come spesso accade, si è rivelato più difficile del previsto.
Nonostante la presenza in panchina di Baroni, suo ex allenatore e grande estimatore ai tempi gialloblù, Belahyane non è praticamente mai sceso in campo.
Solo 12 minuti contro il Verona, ironia della sorte, in quella che resta la sua unica apparizione convincente.

Per il resto, tanta panchina e pochissima fiducia, anche quando la Lazio si è trovata in emergenza a centrocampo.
Un segnale chiaro: Baroni oggi non lo considera ancora pronto per i ritmi e le responsabilità richieste dal progetto biancoceleste.

Con Sarri non era andata meglio

Neanche con Maurizio Sarri, nella scorsa stagione, la situazione era stata diversa.
Belahyane aveva raccolto poche presenze e quasi mai convincenti.
Le rare volte in cui era stato lanciato, aveva mostrato limiti di personalità, posizionamento e tempi di gioco.
Un profilo che, per caratteristiche, non si è mai integrato nel 4-3-3 sarriano, dove il regista e le mezzali devono avere ritmo e precisione nel breve.

E se da un lato la Lazio cercava un giovane da far crescere, dall’altro il centrocampista francese non è mai riuscito a dare segnali di crescita o affidabilità.

Prestazioni deludenti e atteggiamento da rivedere

L’inizio di questa stagione, purtroppo, non ha invertito la rotta.
Nei pochi minuti concessi da Baroni, Belahyane ha mostrato più confusione che personalità, e le statistiche parlano chiaro: un’espulsione diretta, il secondo cartellino rosso da quando è alla Lazio, e nessun contributo concreto in termini di costruzione o interdizione.

Errori di posizione, leggerezze nei contrasti e una tendenza a perdere palloni in zone pericolose hanno acceso più di un campanello d’allarme a Formello.
Nonostante le aspettative iniziali, il giocatore non ha mai dato la sensazione di poter cambiare passo.

Domanda inevitabile: la Lazio ha sbagliato a puntare su Belahyane?

L’investimento, pensato come un colpo “in prospettiva”, oggi somiglia più a una scommessa persa.
Belahyane non è riuscito né con Sarri né con Baroni a ritagliarsi spazio, e sembra lontano anni luce dal livello richiesto per competere in una squadra che punta all’Europa.

Forse il ragazzo ha ancora margini di crescita, ma la realtà è che, al momento, la Lazio non ha tratto alcun beneficio dal suo acquisto.
E la domanda sorge spontanea: la Lazio ha sbagliato a prendere Belahyane?

Per ora, la risposta sembra sì.
Le prestazioni sono deludenti, il carattere non è ancora quello di un giocatore da grande club e la fiducia dell’ambiente si sta assottigliando.
Servirà un cambio radicale di atteggiamento per invertire la rotta e dimostrare di meritare quella maglia.



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Flaminio, il silenzio di Lotito: la Roma costruisce lo stadio, la Lazio resta ferma alle promesse

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Veduta aerea dello Stadio Flaminio di Roma in attesa di riqualificazione
Stadio Flaminio, il progetto della Lazio fermo da mesi: tra dichiarazioni ottimistiche e documenti ufficiali che smentiscono ogni progresso.

Claudio Lotito continua a parlare di grandi progetti, di “valorizzazione del brand”, di “patrimonio immobiliare da 300 milioni” e di una Lazio moderna e autonoma.
Ma quando si passa dalle parole ai fatti, il risultato è sempre lo stesso: zero.

Lo stadio Flaminio, promesso da anni come nuova casa della Lazio, è oggi un simbolo di immobilismo.
Un progetto che avrebbe dovuto rappresentare il futuro del club, ma che è rimasto bloccato tra annunci, interviste e infinite dichiarazioni senza seguito.

La Roma avanza, la Lazio resta al palo

Mentre a Formello si continua a parlare, dall’altra parte del Tevere la Roma corre.
Il Sindaco Gualtieri, nelle scorse ore, ha annunciato con orgoglio che il progetto del nuovo stadio giallorosso è ormai alla fase finale:

“Realizzeremo uno degli stadi più belli del mondo, se non il più bello.”

Una frase che pesa come un macigno per i tifosi biancocelesti.
Mentre i rivali vedono prendere forma un impianto di proprietà che cambierà il futuro del club, la Lazio resta ferma, incatenata all’Olimpico e alle scuse del suo presidente.

Flaminio, il sogno mai diventato realtà

Il Flaminio, un luogo storico, identitario, legato al cuore della tifoseria laziale, è oggi un cantiere di parole e promesse.
Da anni Lotito annuncia studi di fattibilità, progetti “in via di definizione”, accordi con il Comune che puntualmente non arrivano mai.

Nel frattempo, lo stadio cade a pezzi e la Lazio continua a pagare affitti per un Olimpico sempre più distante dal concetto di “casa biancoceleste”.
Ogni tanto arriva una dichiarazione: “Stiamo lavorando”, “Serve un passo alla volta”, “Il dossier è pronto”. Ma i fatti restano invisibili.

Un presidente che parla di futuro, ma guarda al passato

La verità è che Lotito parla come un imprenditore moderno, ma agisce come un politico d’altri tempi.
Promette infrastrutture, progetti, valorizzazioni, ma la Lazio resta senza stadio, senza un centro sportivo d’élite e senza un piano concreto di sviluppo strutturale.
Mentre i club europei costruiscono cittadelle sportive, la Lazio continua a vivere di “annunci e rendering”.

Eppure, uno stadio di proprietà non è solo un sogno romantico: significa identità, indipendenza economica e valore patrimoniale reale.
Ma a quanto pare, Lotito preferisce le conferenze stampa alle fondamenta di cemento.

Lazio, i tifosi meritano di più

Il contrasto è ormai insopportabile.
La Roma si appresta a costruire uno degli stadi più moderni del mondo, con un progetto approvato e tempi di realizzazione certi.
La Lazio, invece, resta prigioniera delle promesse del suo presidente.

I tifosi hanno pazientato, creduto, sperato. Ma dopo vent’anni di parole, è difficile continuare a fidarsi.
Forse è arrivato il momento di chiedersi se Lotito abbia davvero la volontà o la capacità di dare alla Lazio una casa tutta sua.

Perché il Flaminio, oggi, non è solo un problema urbanistico: è il simbolo del fallimento di una visione.

Conclusione

Il tempo delle scuse è finito.
Il calcio moderno corre, costruisce, innova.
La Lazio, invece, resta ancorata a un passato di annunci e conferenze stampa.
Lotito può parlare di bilanci in ordine e di valorizzazioni immobiliari quanto vuole, ma senza uno stadio di proprietà, la Lazio resterà sempre indietro.
E mentre la Roma costruisce il suo futuro, la Lazio continua a parlare del suo… senza mai iniziarlo.



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Edy Reja compie 80 anni: “Lotito un grande manager, ma alla Lazio ho il mio rimpianto più grande”

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Edy Reja sulla panchina della Lazio durante una partita di Serie A all’Olimpico

Edy Reja compie 80 anni e festeggerà come da tradizione alla Barcolana di Trieste, la grande regata velica a cui partecipa ogni anno.
Un traguardo importante per uno degli allenatori più longevi e rispettati del calcio italiano, che in carriera ha guidato oltre 20 squadre, tra cui una Lazio che ancora oggi porta nel cuore.

Oggi, nella sua casa di Lucinico (Gorizia), Reja si gode la famiglia e la bicicletta, ma non ha dimenticato le emozioni vissute all’Olimpico: “A Roma ho lavorato con grande passione — racconta — e, anche se non tutti lo riconoscono, Lotito ha fatto molto per la Lazio”.

“Lotito? Un grande manager, ma non sempre capito”

Dopo l’esperienza al Napoli, Reja arrivò a Roma nel 2010 in un momento di forte crisi per la Lazio.
In pochi mesi riuscì a rimettere in piedi la squadra e a restituirle identità.
“Con Lotito — spiega — qualche scontro c’è stato, come capita quando si lavora con carattere e ambizione. Ma l’ho sempre stimato. È un manager bravissimo: a Roma molti non lo amano, ma ciò che ha fatto per la società è notevole”.

Il tecnico friulano non nasconde l’amarezza per ciò che avrebbe potuto essere:
“Con la Lazio ho collezionato un quarto e un quinto posto, il mio miglior risultato in Serie A, ma in entrambi i casi mancammo la Champions per un soffio, una volta per la differenza reti. È il mio rimpianto più grande.”

Una Lazio solida e umana

Reja prese la squadra in corsa e seppe ricompattarla con la sua calma e il suo carisma.
Fu lui a valorizzare giocatori come Hernanes, Klose, Dias, Mauri e Ledesma, costruendo un gruppo solido e competitivo.
“La Lazio era una famiglia — ricorda — con ragazzi eccezionali e un ambiente che, nonostante le difficoltà, sapeva darti tanto.
Klose? Un professionista esemplare, di una forza mentale e umana straordinaria. È uno dei migliori che abbia mai allenato.”

Un uomo diretto, sempre coerente

Il carattere di Reja, schietto e diretto, gli ha spesso creato tensioni con i presidenti. Ma per lui la chiarezza è sempre stata un valore:
“Ho sempre preferito dire le cose in faccia. A volte questo mi ha creato problemi, ma è il mio modo di essere. Con Lotito è successo, ma abbiamo sempre chiarito subito.”

Dopo l’esperienza biancoceleste, Reja ha continuato ad allenare fino al 2023, quando, a 78 anni, ha deciso di dire basta.
Ha guidato anche l’Albania, portandola dalla Serie C alla B della Nations League: “Una bella soddisfazione a fine carriera”, ammette con orgoglio.

Reja e la Lazio: rispetto reciproco

Oggi, a distanza di anni, il legame tra Reja e l’ambiente laziale resta intatto.
Molti tifosi lo ricordano con affetto per il suo stile semplice e la capacità di restituire dignità a una squadra che veniva da momenti difficili.
“Alla Lazio ho lasciato il cuore — confessa — perché è una piazza passionale, vera. E perché lì ho trovato persone sincere, dallo staff ai giocatori.”

Il rammarico più grande?

Edy Reja rivela anche il suo rammarico più grande, il giocatore che ha allenato che poteva veramente diventare fortissimo. “Matuzalem. Classe cristallina, da vero fuoriclasse. La testa però non era da atleta”.

Conclusione

A 80 anni, Edy Reja resta un esempio di serietà, competenza e umanità nel calcio italiano.
Con la Lazio ha vissuto una delle pagine più importanti della sua carriera, sfiorando la Champions e lasciando un ricordo indelebile tra i tifosi.
Un allenatore che ha fatto della coerenza la sua bandiera — e che, ancora oggi, parla della Lazio con la stessa passione di allora.



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Estonia–Italia: orario, canale TV e dove vedere la partita di qualificazione ai Mondiali 2026

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La Nazionale italiana durante un allenamento pre-partita a Tallinn prima di Estonia–Italia.
La Nazionale italiana durante un allenamento pre-partita a Tallinn prima di Estonia–Italia.

Dopo la pausa per le competizioni di club, la Nazionale italiana torna protagonista con un nuovo appuntamento valido per le qualificazioni ai Mondiali 2026.
Gli Azzurri, ora guidati da Gennaro Gattuso, si preparano a una trasferta insidiosa contro l’Estonia, in programma sabato 11 ottobre alle ore 20:45.

Dove si gioca Estonia–Italia

La partita si disputerà alla Le Coq Arena di Tallinn, uno stadio moderno da oltre 14.000 posti, casa della nazionale baltica.
L’impianto, tra i più suggestivi del Nord Europa, ha già ospitato importanti match internazionali, tra cui la Supercoppa UEFA del 2018.
Per l’Italia, sarà un test importante non solo sul piano tecnico, ma anche per confermare la crescita del gruppo sotto la nuova gestione Gattuso.

Dove vedere Estonia–Italia in TV e streaming

L’incontro sarà trasmesso in diretta televisiva su RAI 1, a partire dalle 20:45 (calcio d’inizio).
In alternativa, sarà possibile seguire la partita in streaming gratuito su RaiPlay, accessibile da smartphone, tablet, PC e Smart TV.
La telecronaca sarà affidata alla voce di Alberto Rimedio, con il commento tecnico di Antonio Di Gennaro.

Puoi seguirla qui Estonia–Italia in Diretta

Gattuso cerca conferme

Dopo il debutto vincente di settembre, Gattuso punta a consolidare il gruppo e a dare continuità al nuovo corso azzurro.
Il commissario tecnico, noto per il suo carattere grintoso e la sua visione pragmatica del calcio, ha chiesto concentrazione e spirito di squadra: «Contro l’Estonia serviranno intensità e rispetto. In queste partite si costruisce l’identità del gruppo».

Possibili novità in formazione, con spazio per Scamacca in attacco e un centrocampo dinamico guidato da Barella e Frattesi.

Quando si gioca Estonia–Italia

📅 Data: sabato 11 ottobre 2025
🕓 Orario: 20:45 (ora italiana)
🏟️ Stadio: Le Coq Arena, Tallinn
📺 Diretta TV: RAI 1
💻 Streaming: RaiPlay (gratuito)

Conclusione

La sfida contro l’Estonia rappresenta un passaggio cruciale nel cammino verso i Mondiali 2026.
Per Gattuso e la sua Italia è il momento di dare continuità ai risultati e cementare un gruppo giovane ma ambizioso.
Tutti gli occhi saranno puntati su Tallinn: gli Azzurri vogliono vincere, convincere e regalare entusiasmo ai tifosi.



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Sarri attende Lotito: gennaio sarà il bivio decisivo per il futuro della Lazio

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Maurizio Sarri intervistato ai microfoni di DAZN nel post-partita di Napoli-Lazio.
Maurizio Sarri pensieroso a bordo campo durante una partita della Lazio, simbolo delle tensioni interne con la società per il mercato di gennaio.

Maurizio Sarri attende, osserva, valuta.
Il tecnico toscano, dopo settimane di tensione, ha scelto la via del silenzio: niente dichiarazioni polemiche, niente frecciate, solo lavoro e concentrazione. Ma dietro questa calma apparente si nasconde un messaggio chiaro a Claudio Lotito: a gennaio servono rinforzi veri, altrimenti l’addio non sarà più solo un’ipotesi.

Come riporta Il Messaggero, Sarri “è alla finestra”, consapevole che questo mercato invernale rappresenta un punto di svolta per il suo rapporto con la società. Dopo aver accettato la sfida estiva e aver evitato le dimissioni nonostante la delusione per la campagna acquisti, ora il tecnico chiede fatti concreti, non più promesse.

Mercato bloccato o parzialmente aperto?

La grande incognita resta legata ai parametri finanziari.
Molto dipenderà dal verdetto della Commissione di Vigilanza, che dovrà decidere se concedere alla Lazio il via libera totale per operare sul mercato oppure un’autorizzazione parziale, legata alle plusvalenze già realizzate con le cessioni di Casale e Tchaouna tra giugno e agosto.

Il rischio è concreto: se il club non riuscirà a mantenere il costo del lavoro sotto l’80% dei ricavi (che da marzo scenderà al 70%), la Lazio sarà costretta a ricorrere al player trading per evitare nuovi blocchi in estate.
In tal caso, i principali indiziati a partire sarebbero Mandas e Isaksen, due giovani con mercato e valutazioni in crescita.

Strategia low cost: ancora prestiti e pagamenti dilazionati

Al di là delle restrizioni, la strategia di Lotito sembra già tracciata: acquisti in prestito con obbligo di riscatto dilazionato.
Una formula già utilizzata per operazioni come Pellegrini, Rovella, Dia e Belahyne, che consente di spalmare i costi su più esercizi e mantenere il bilancio in equilibrio.

Il problema, però, è che questo modello ha già mostrato i suoi limiti: tempi lunghi, mancanza di immediatezza e difficoltà nel rinforzare davvero la rosa a metà stagione. E Sarri lo sa bene.

Tanti nomi sfumati e pochi arrivi concreti

La lista degli obiettivi mancati è lunga: da Simic a Fabbian, passando per Karetsas (Genk), Dughin (Salisburgo), Raspadori e Pio Esposito.
Trattative mai decollate o interrotte sul nascere per motivi economici o di indecisione gestionale.
Sarri, da parte sua, ha accettato la situazione senza esplodere pubblicamente, ma la sua pazienza ha un limite: se anche a gennaio la società resterà immobile, l’addio potrebbe diventare realtà.

Una sfida politica prima che tecnica

In fondo, la questione non è solo sportiva ma anche politica: chi comanda davvero sulla visione tecnica della Lazio?
Sarri chiede un progetto, Lotito risponde con equilibrio di bilancio.
Ma senza rinforzi adeguati, la squadra rischia di perdere terreno in campionato e di compromettere la corsa all’Europa, rendendo inevitabile una rottura tra allenatore e presidenza.

Conclusione: gennaio, mese della verità

Il mercato di gennaio sarà il mese della verità per la Lazio e per il futuro di Maurizio Sarri.
Il tecnico toscano ha scelto il silenzio come arma di pressione, ma dietro le quinte aspetta segnali concreti.
Se arriveranno rinforzi mirati, il progetto potrà ripartire.
Se invece prevarranno calcoli e rinvii, allora il gelo tra panchina e presidenza rischierà di trasformarsi in addio.



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Lazio, il bollettino medico: il punto su Zaccagni, Dia e gli altri infortunati

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Lo staff medico della Lazio al lavoro sui giocatori infortunati durante un allenamento a Formello.
Lo staff medico della Lazio al lavoro sui giocatori infortunati durante un allenamento a Formello.

Nel pomeriggio, al termine di una valutazione congiunta dello staff medico della Lazio, composto dal Prof. Ivo Pulcini, dal Prof. Fabio Rodia e dal dott. Italo Leo, la società ha diffuso un nuovo aggiornamento ufficiale sulle condizioni dei calciatori attualmente fermi ai box.

L’obiettivo resta quello di monitorare costantemente l’evoluzione dei singoli casi, gestendo i carichi di lavoro con prudenza per evitare ricadute e accelerare i tempi di recupero in vista delle prossime sfide di campionato.

Gigot, Pellegrini e Vecino: i primi progressi

Il difensore Samuel Gigot ha avviato il programma di riabilitazione dopo l’infortunio che lo ha costretto ai box nelle scorse settimane.
Segnali incoraggianti anche per Luca Pellegrini, Matías Vecino, Adam Marušić e Fisayo Dele-Bashiru, che hanno svolto un lavoro atletico mirato e differenziato.
I quattro giocatori stanno progressivamente aumentando i carichi, con l’obiettivo di tornare ad allenarsi in gruppo entro la prossima settimana.

Zaccagni e il lavoro in acqua

Il fantasista Mattia Zaccagni ha invece proseguito la propria tabella personalizzata, dedicandosi ad attività in piscina per favorire il recupero muscolare.
Lo staff medico non vuole forzare i tempi, preferendo un rientro graduale per evitare rischi di ricadute su uno dei giocatori chiave del reparto offensivo biancoceleste.

Rovella e Dia: fisioterapia e prudenza

Nicolò Rovella e Boulaye Dia hanno effettuato una seduta di fisioterapia.
Nel caso dell’attaccante senegalese, gli esami hanno evidenziato un trauma contusivo-distorsivo alla caviglia destra, che verrà monitorato nei prossimi giorni.
Per entrambi, i tempi di recupero dipenderanno dalla risposta clinica ai trattamenti.

Massima attenzione e trasparenza verso i tifosi

La Lazio continuerà a seguire quotidianamente l’evoluzione di tutti i suoi tesserati, con l’intento di recuperare gradualmente gli infortunati e metterli a disposizione di Marco Baroni nelle prossime settimane.
Il nuovo bollettino medico rappresenta anche un segno di trasparenza verso i tifosi, sempre attenti alle condizioni fisiche dei propri beniamini.



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Il ruolo del portiere oggi: evoluzione o confusione? Perché la priorità resta sempre una

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Portiere in azione tra i pali durante una partita di Serie A, simbolo dell’evoluzione del ruolo.

Negli ultimi anni, specialmente nei dibattiti televisivi, sui social e persino al bar, si sente parlare sempre più spesso dei portieri non tanto per le loro parate, ma per quanto siano abili con i piedi. Si esaltano le qualità di quei numeri uno che sanno impostare il gioco, effettuare lanci millimetrici e diventare quasi un regista aggiunto. Ma questa nuova tendenza è davvero la strada giusta per il calcio moderno?

L’evoluzione del ruolo e il rischio dell’eccesso
Il cambiamento è sotto gli occhi di tutti: le regole sono mutate (niente più retropassaggio raccolto con le mani), l’intensità del pressing ha rivoluzionato la costruzione dal basso, molti allenatori – da Luis Enrique al PSG ad esempio – vogliono ormai un portiere bravo coi piedi. Eppure, la priorità dovrebbe restare quella di sempre: saper parare.

Il caso Donnarumma è emblematico: costretto a lasciare il PSG perché poco “tecnico” con i piedi, ora brilla al Manchester City grazie alle sue parate decisive. E nel frattempo, al Paris Saint-Germain, il nuovo portiere Chevalier ha già commesso errori gravi con i piedi, costando punti preziosi alla squadra.

La lezione di Svilar e Roma
Facciamo un esempio concreto e vicino: la Roma è attualmente la miglior difesa della Serie A e prima in classifica soprattutto grazie alle parate di Svilar, non certo perché giochi come un regista basso. Ai tifosi interessa davvero che rinvii bene o conta molto di più che faccia interventi salva-risultato domenica dopo domenica?

Allenamenti e nuove abitudini
Oggi vediamo portieri come Provedel della Lazio allenarsi insieme ai giocatori di movimento, prendere parte a torelli e schemi di gioco innovativi. Ma, al netto dell’evoluzione tattica, alla fine quello che rimane decisivo è la capacità di “parare tutto”.

Non rincorriamo le mode
Nel calcio tante mode si sono succedute: prima il difensore centrale doveva essere un regista, poi ora il portiere deve essere un centrocampista aggiunto. Ma la verità di fondo resta: il centravanti serve a segnare, il portiere a parare. Se devo scegliere, meglio un portiere fenomeno tra i pali e mediocre coi piedi, piuttosto che il contrario!

I fatti parlano chiaro
Le classifiche lo confermano: le squadre che ottengono i migliori risultati sono spesso quelle con il portiere più affidabile fra i pali, non il più spettacolare con i piedi. Pensiamo alla Roma di oggi o al PSG che ha vinto la Champions League con Donnarumma protagonista di interventi decisivi.

Conclusione e invito al dibattito
Il calcio si evolve, certo, ma non bisogna mai dimenticare le priorità dei ruoli chiave. La sicurezza tra i pali resta fondamentale: un grande portiere ti porta punti e, a volte, anche trofei. Poi, se è anche elegante coi piedi… tanto meglio! Ma non dimentichiamoci cosa conta davvero.

E tu che ne pensi? Ti importa più delle parate o delle giocate coi piedi del tuo portiere? Scrivilo nei commenti!



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Milan–Como a Perth: opportunità o follia? La Serie A vola in Australia tra business e tradizione

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Milan e Como si sfideranno a Perth: la prima partita di Serie A giocata in Australia. Tag: Milan, Como, Serie A, Perth, UEFA, calcio italiano, marketing sportivo

Per la prima volta nella storia, una partita di Serie A si giocherà fuori dai confini nazionali. La sfida Milan–Como, valida per la ventitreesima giornata di campionato e in programma a febbraio 2026, si disputerà a Perth, in Australia.
La decisione – approvata da UEFA e in attesa del via libera formale della FIFA – rappresenta un momento epocale per il calcio italiano, ma anche un tema che divide: innovazione o perdita di identità?

Perché si giocherà in Australia

La scelta è nata da un’esigenza logistica. Nelle stesse date (7–8 febbraio 2026), San Siro sarà occupato dalla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi Invernali Milano–Cortina.
Con gli impianti lombardi indisponibili, la Lega Serie A ha valutato varie soluzioni, ma alla fine ha optato per una proposta “globale”: spostare la partita a Perth, città con una delle più grandi comunità italiane al mondo.

Secondo le fonti ufficiali della Lega, l’operazione è nata da un accordo con il governo del Western Australia, che coprirà parte delle spese di trasferta e garantirà la massima visibilità all’evento.

Un affare da 12 milioni di euro

Oltre alla curiosità sportiva, Milan–Como a Perth è anche un grande affare economico:

  • 12 milioni di euro tra diritti TV, sponsorizzazioni e ricavi da biglietteria;
  • un impatto stimato di oltre 20 milioni di euro per il turismo locale;
  • una copertura mediatica internazionale garantita da emittenti come Sky, ESPN e Optus Sport.

Per la Serie A, si tratta di un’occasione unica per rafforzare la propria presenza in Asia e Oceania, due mercati dove Premier League e La Liga dominano da anni.
Inoltre, Perth ospita una forte presenza di discendenti italiani: un bacino ideale per espandere il brand del calcio tricolore e coinvolgere nuove generazioni di tifosi.

Le difficoltà per squadre e tifosi

Sul piano sportivo, la trasferta sarà impegnativa: oltre 13.000 km di viaggio, fuso orario di 7 ore e condizioni climatiche estive.
Milan e Como partiranno con largo anticipo per acclimatarsi, mentre la Lega garantirà il rimborso integrale agli abbonati che perderanno la partita casalinga.

Ciononostante, molti tifosi considerano la scelta un affronto alla tradizione. “È come togliere il calcio italiano dai suoi tifosi”, ha dichiarato Marco Van Basten, aggiungendo che “si rischia di aprire una porta pericolosa”.

UEFA e FIFA: sì, ma senza precedenti

La UEFA ha chiarito che l’autorizzazione è “eccezionale e non ripetibile”, concessa solo per la concomitanza con un evento olimpico.
Anche Ceferin, presidente UEFA, ha espresso cautela: «Capisco il valore commerciale, ma il calcio deve restare vicino ai suoi tifosi».
Tuttavia, la Lega Serie A ha colto l’occasione per lanciare un messaggio: il calcio italiano non può più permettersi di restare indietro in termini di visibilità globale.

Tra innovazione e tradizione: la sfida del futuro

La partita di Perth sarà un banco di prova per il modello di internazionalizzazione del calcio italiano.
Se l’esperimento avrà successo, la Serie A potrebbe valutare in futuro Supercoppe o tornei promozionali all’estero, come già fanno Liga e Premier League.
Ma se dovesse fallire, rimarrebbe come un monito sui limiti del business nel calcio.

Conclusione

Milan–Como a Perth non è solo una partita, ma un simbolo.
Da un lato c’è la nostalgia dei tifosi per il calcio “di casa”, dall’altro la necessità di aprirsi a un mondo sempre più globale.
Tra entusiasmo, dubbi e milioni di euro in gioco, questa sfida in Australia potrebbe essere ricordata come il giorno in cui la Serie A ha davvero provato a volare oltre i suoi confini.



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DAZN dà la caccia agli utenti del “pezzotto”: 500 € per chiudere

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Lazio Fiorentina dove vederla tv streaming loghi DAZN Sky.

DAZN ha deciso di intensificare la sua battaglia contro la pirateria digitale e, secondo quanto riportato, ha cominciato a inviare lettere raccomandate a utenti che usufruivano di IPTV illegali, chiedendo 500 euro per chiudere la pratica bonariamente e evitare di finire in causa.

Il caso si inserisce in un contesto più ampio di stretta normativa: DAZN sostiene che, ogni anno, il mercato parallelo del “pezzotto” arrechi danni per circa 300 milioni di euro al sistema calcio e alle piattaforme autorizzate.

⚖️ Come funziona la “composizione bonaria”

Secondo la missiva inviata alle persone coinvolte, è offerta la possibilità di pagare 500 euro per chiudere il contenzioso extragiudizialmente, con l’impegno a non riutilizzare canali illegali in futuro.
In caso di rifiuto, l’utente rischia di essere citato in sede civile o amministrativa, con spese legali supplementari e procedimenti giudiziari.

Si tratta dunque di una sorta di “offerta last minute” da parte di DAZN: paga ora la penale, evita la causa. Un meccanismo che punta a disincentivare la pirateria in modo preventivo.

🔍 Identificazione degli utenti pirata

Le lettere non arrivano a caso: gli utenti sono stati individuati grazie a un’indagine condotta con la Guardia di Finanza e la Polizia Economico-Finanziaria.
L’operazione, partita da Lecce, ha permesso di smantellare un’associazione che gestiva IPTV illegali, risalendo tramite analisi di dati bancari, geografici e anagrafici agli utilizzatori finali

Con l’autorizzazione della Procura, i dati sono stati trasmessi ai titolari dei diritti (come DAZN), che ora possono procedere legalmente contro gli individui.

Finora, DAZN afferma che sono circa 2.500 gli utenti già sanzionati e oltre 3.000 sono in fase di identificazione.

💰 Una strategia per contrastare i danni al mercato

Il “pezzotto” non è più un fenomeno marginale: è una piaga che mina l’economia dell’intero sistema televisivo sportivo.
Chiedere 500 euro può essere visto come un deterrente: meglio pagare subito che finire in un’aula di tribunale.

Ma c’è anche chi solleva criticità: l’offerta bonaria rischia di sembrare troppo “soft” o magari iniqua per chi ha utilizzato servizi illegali per anni. Qual è il confine tra prevenzione e abuso legale?

📝 Conclusione

Con questa mossa, DAZN cambia registro: da difensore dei diritti a “cacciatore” diretto di chi guarda senza pagare.
La strategia è chiara: ridurre il numero di utenti pirata, ottenere un segnale forte e contrastare perdite economiche ingenti.
Chiunque si sia approfittato del “pezzotto” ora ha due strade: pagare 500 euro o affrontare una causa.



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Lazio, bilancio in rosso ma Lotito incassa 1,1 milioni

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Claudio Lotito durante una conferenza stampa della Lazio, al centro delle polemiche sul bilancio 2025 e sul suo stipendio da 1,1 milioni.

La S.S. Lazio ha approvato il bilancio chiuso al 30 giugno 2025, relativo alla stagione 2024/25, con un rosso di 17,1 milioni di euro.
Nonostante le difficoltà economiche e il calo dei ricavi, il presidente Claudio Lotito ha mantenuto un compenso complessivo pari a 1,1 milioni di euro lordi, invariato rispetto alla stagione precedente.


📉 Il bilancio 2024/25: ricavi record ma perdita finale

Dopo l’annata record in termini di incassi nel 2023/24, la Lazio ha registrato un calo significativo del fatturato.
A pesare sul bilancio sono stati:

  • la mancata partecipazione alla Champions League,
  • la riduzione delle plusvalenze rispetto agli esercizi precedenti,
  • e un ridimensionamento generale dei costi operativi.

Il club biancoceleste ha chiuso comunque con il miglior risultato economico della sua storia in termini di ricavi complessivi, ma con una perdita netta di 17,1 milioni di euro.


💶 Lotito, stipendio invariato nonostante il rosso

Mentre i conti del club registrano un passivo, la remunerazione del presidente Lotito non ha subito variazioni.
Dalla relazione sulla remunerazione si legge infatti che il compenso fisso per il presidente del Consiglio di Gestione resta pari a 600.000 euro lordi annui, importo stabilito a partire dalla stagione 2019/2020.

Il documento precisa inoltre che:

“Non è stata deliberata alcuna componente variabile di remunerazione.”

Ciò significa che Lotito non percepisce bonus legati ai risultati sportivi o economici: il suo compenso è fisso e garantito.


🏢 Lazio Marketing: il secondo stipendio

Ma non finisce qui.
Nei conti del bilancio 2024/25 emerge anche un secondo emolumento riconosciuto a Lotito in qualità di Presidente del Consiglio di Gestione di S.S. Lazio Marketing S.p.A., società controllata dal club biancoceleste e dedicata alla gestione commerciale e promozionale.

Per questo incarico, Lotito ha percepito 500.000 euro lordi, la stessa cifra della stagione precedente.

👉 Sommando i due compensi, il presidente biancoceleste ha incassato nel 2024/25 1,1 milioni di euro lordi complessivi.


🧾 I numeri del Consiglio di Gestione

Il Consiglio di Gestione della S.S. Lazio S.p.A. è composto da Claudio Lotito e Marco Moschini, quest’ultimo remunerato con un compenso di 12.000 euro lordi per la stagione in esame.
Per il Consiglio di Sorveglianza, i compensi variano tra 12.000 e 15.000 euro a seconda del ruolo.

Un assetto retributivo invariato da diverse stagioni, che il club giustifica come “forma di continuità gestionale e coerenza organizzativa”.


⚖️ Tra sostenibilità e polemiche

Nonostante la perdita da 17,1 milioni, la Lazio resta in linea con i parametri Covisoc e con i vincoli dell’indice di liquidità.
Tuttavia, la notizia dello stipendio invariato di Lotito ha sollevato più di un malumore tra tifosi e osservatori, soprattutto in un contesto di contenimento dei costi e mercato bloccato.

Una parte del tifo biancoceleste contesta da tempo la gestione economica del club, accusando Lotito di anteporre la stabilità finanziaria ai risultati sportivi.


📊 Conclusione: bilanci solidi ma ambizioni ridotte

Il bilancio 2024/25 fotografa una Lazio solida nei conti, ma ferma nelle ambizioni.
I numeri raccontano una società che mantiene equilibrio economico ma fatica a crescere sportivamente.
E mentre le perdite pesano sul futuro del mercato, Lotito resta l’unico a non perdere nulla, almeno sul piano economico.



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Basic, l’uomo ovunque di Sarri: ora può fare l’esterno

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Sarri si affida a Toma Basic: dopo Genoa e Torino, il croato può diventare l’arma tattica della Lazio anche da esterno sinistro.

Quando c’è un’emergenza, Maurizio Sarri sa di poter contare su Toma Basic.
Il centrocampista croato, richiamato in causa per necessità nelle ultime settimane, ha risposto presente con grande professionalità e rendimento.
Ora, con la Lazio alle prese con nuovi problemi di formazione, Basic potrebbe addirittura reinventarsi come esterno sinistro.


⚙️ Da riserva silenziosa a titolare ritrovato

Dopo mesi passati ai margini, Basic è tornato protagonista contro Genoa e Torino, dove Sarri ha dovuto inventare un centrocampo senza mezza squadra.
Schierato davanti alla difesa insieme a Cataldi, il croato ha offerto due prestazioni solide, impreziosite anche da un assist per Cancellieri.
Una rinascita silenziosa ma concreta, che ha riacceso la fiducia di tecnico e tifosi.

Ora, con il rientro dalla squalifica di Guendouzi, il tecnico toscano potrebbe confermarlo titolare anche contro l’Atalanta, dopo la sosta per le nazionali.


💡 L’idea folle (ma logica) di Sarri

Secondo quanto riportato da Il Messaggero, Sarri starebbe valutando un’idea tanto sorprendente quanto necessaria:
👉 schierare Toma Basic come esterno sinistro.

L’infortunio di Zaccagni, la condizione ancora non ottimale di Isaksen, le difficoltà di Pedro a reggere i novanta minuti e il momento difficile di Noslin hanno costretto il tecnico a riflettere su soluzioni alternative.

E Basic, grazie alla sua duttilità e al suo fisico imponente, potrebbe adattarsi bene al ruolo di esterno a sinistra, almeno in situazioni d’emergenza.
Una scelta già testata in estate, dove il croato aveva sorpreso positivamente per equilibrio tattico e disciplina.


🔵 Basic, un jolly prezioso per la Lazio

Non è la prima volta che Sarri reinventa un giocatore in un ruolo diverso.
Già lo scorso anno era toccato a Marusic e Hysaj, adattati con successo in più zone del campo.
Ora potrebbe essere la volta di Basic, diventato per il tecnico un jolly indispensabile, capace di coprire più ruoli in un momento in cui la Lazio è falcidiata dagli infortuni.

Il croato, dal canto suo, ha sempre mostrato disponibilità e spirito di sacrificio.
Dopo un periodo in cui sembrava ai margini del progetto, sta riconquistando spazio e fiducia.


⚽ La sfida con l’Atalanta come banco di prova

La partita contro l’Atalanta sarà un test importante.
Se Sarri dovesse davvero schierare Basic sull’esterno, sarebbe un segnale chiaro: la Lazio vuole valorizzare ogni risorsa interna in attesa del mercato di gennaio.

Una vittoria a Bergamo potrebbe cambiare il morale e rilanciare una squadra ancora alla ricerca di certezze e continuità.
E chissà che, in questo nuovo ruolo, Basic non diventi una delle sorprese della stagione biancocelest



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Castellanos, futuro in bilico: Sarri valuta la cessione

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Dopo sei giornate di campionato, il bilancio di Taty Castellanos con la Lazio resta a singhiozzo.
L’attaccante argentino, arrivato con grandi aspettative dopo una stagione promettente in Spagna, non è ancora riuscito a trovare la continuità che Maurizio Sarri sperava di vedere.

A Genova è apparso spento e lezioso, mentre contro il Torino non ha inciso. Prima ancora era stato devastante contro il Verona, ma superficiale col Sassuolo, alternando lampi di talento a momenti di totale assenza dal gioco.
E il segnale più chiaro è arrivato nel derby, dove Sarri lo ha lasciato in panchina a sorpresa.

Due gol e tre assist sinora non bastano a zittire i dubbi: Castellanos non è ancora diventato l’attaccante che la Lazio si aspettava.


⚖️ Una stagione tra occasioni e delusioni

Il problema non è solo realizzativo: il Taty fatica a entrare nei meccanismi tattici di Sarri. L’argentino si muove molto, ma spesso fuori tempo o fuori zona, finendo per disperdere energia senza incidere negli ultimi metri.
La fiducia dell’ambiente è ancora presente, ma anche la pazienza ha un limite — soprattutto se i risultati non arrivano.


💰 Mercato invernale: possibile cessione se arriva l’offerta giusta

Secondo Il Messaggero, se a gennaio il mercato dovesse essere a saldo zero, la società potrebbe valutare una cessione importante.
E il nome di Castellanos è in cima alla lista dei possibili sacrificabili.

👉 Un’offerta da 30–35 milioni di euro farebbe vacillare Sarri, che — secondo quanto riportato — darebbe il via libera alla cessione, ma solo a patto di avere un degno sostituto.

In un momento in cui la Lazio deve rientrare nei parametri finanziari imposti dalla Covisoc e rafforzare la rosa per lottare per l’Europa, la cessione del Taty potrebbe rappresentare una scelta strategica più che tecnica.


🧩 Sarri e la ricerca del centravanti ideale

Dopo Immobile, il tecnico toscano non ha mai trovato un vero erede capace di garantire continuità e gol.
Castellanos ha mostrato colpi da fuoriclasse, ma anche troppa discontinuità per essere il punto di riferimento offensivo.

La speranza è che l’argentino riesca a invertire la rotta e diventare l’attaccante che tutti si aspettavano al suo arrivo.
In caso contrario, il futuro potrebbe davvero essere lontano da Roma.



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I 10 acquisti più costosi della Lazio

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Hernán Crespo con la maglia della Lazio: l’acquisto più costoso della storia biancoceleste.
Hernán Crespo con la maglia della Lazio: l’acquisto più costoso della storia biancoceleste.

Quali sono stati i dieci acquisti più costosi della storia della Lazio. Alcuni sono stati colpi azzeccati, altri invece dei veri e propri flop. Perché non sempre spendere tanto significa comprare bene.

10° posto – Mauro Zárate (20 milioni)

Tecnica sopraffina, grandi giocate, ma poca continuità. Arrivato con grandi aspettative, ha fatto sognare nel primo anno con gol spettacolari e pesanti (indimenticabile quello alla Juventus e al derby). Poi si è perso, diventando uno dei grandi rimpianti della gestione Lotito.

9° posto – Vedat Muriqi (21 milioni)

Forse l’acquisto meno riuscito di Lotito. Pagato oltre 20 milioni, non è mai riuscito a imporsi né con Inzaghi né con Sarri. In biancoceleste pochi gol e poco spazio, al Maiorca ha ritrovato la sua dimensione. Un errore di valutazione che ha pesato molto a bilancio.

8° posto – Angelo Peruzzi (33 miliardi di lire)

Arrivato a fine carriera ma ancora decisivo. Portiere di grande esperienza, ha dato sicurezza al reparto e ha guidato la squadra anche nei momenti difficili. Nonostante gli infortuni, è stato il miglior numero uno della Lazio post-scudetto.

7° posto – Claudio López (46 miliardi di lire)

Esterno rapido e tecnico, pagato tantissimo da Cragnotti. Ha regalato qualche gol e momenti importanti, ma non ha mai rispettato fino in fondo le aspettative legate al suo prezzo. Un buon giocatore, ma non un fuoriclasse.

6° posto – Jaap Stam (48 miliardi di lire)

Doveva formare con Nesta la coppia difensiva più forte al mondo. In realtà tra infortuni e squalifiche ha reso meno di quanto ci si aspettasse. Rimane un difensore imponente e di grande personalità, ma arrivò troppo tardi per lasciare il segno.

5° posto – Stefano Fiore (50 miliardi di lire)

Un centrocampista duttile e completo, pagato tanto dall’Udinese ma che si rivelò un colpo riuscito. Tecnico, dinamico, con il vizio del gol: fu spesso decisivo. Forse sottovalutato dai più, ma importante per quella Lazio.

4° posto – Christian Vieri (55 miliardi di lire)

Uno degli attaccanti più forti della sua epoca. Un solo anno alla Lazio, condizionato dagli infortuni, ma chiuso con gol pesanti. Indimenticabile la rete in finale di Coppa delle Coppe col Maiorca. Fu ceduto all’Inter, ma la sua partenza permise l’arrivo di Simeone: un affare che indirettamente portò allo scudetto.

3° posto – Juan Sebastián Verón (60 miliardi di lire)

Il cervello del centrocampo dello scudetto 2000. Regista totale: classe, visione di gioco, qualità sui calci piazzati. Con Simeone formò una delle coppie più forti mai viste in Serie A. Un investimento enorme, ma ampiamente ripagato.

2° posto – Gaizka Mendieta (89 miliardi di lire)

Il flop più clamoroso. Arrivato dal Valencia per una cifra record, non si adattò mai al calcio italiano. Cragnotti lo acquistò per sostituire Verón, ma si rivelò un errore enorme: pochi lampi, tanti rimpianti e soldi buttati.

1° posto – Hernán Crespo (110 miliardi di lire)

L’acquisto più costoso nella storia della Lazio e probabilmente lo resterà per sempre. Attaccante straordinario, gol a raffica ma pochi davvero decisivi. Ha lasciato il segno, ma il suo prezzo e le aspettative enormi rendono difficile parlare di un vero affare.

Bilancio finale

Tra colpi azzeccati e flop, questa top 10 racconta bene la storia della Lazio tra sogni, grandi investimenti e scelte discutibili. Alcuni di questi acquisti hanno scritto pagine memorabili, altri hanno appesantito i conti senza lasciare traccia.

E voi? Quali di questi acquisti considerate i più sbagliati e quali invece hanno fatto la differenza? Scrivetelo nei commenti!



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Lazio, voci di cessione e boom in Borsa: tutta la verità

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Azioni Lazio in rialzo e voci di possibile cessione del club biancoceleste

Negli ultimi giorni sono tornate a circolare con insistenza le voci di una possibile trattativa per l’acquisto della Lazio, ma al momento non esiste alcuna conferma concreta.
Come spiega l’autore del canale, nonostante le indiscrezioni e i sussurri di mercato finanziario, non ci sono segnali ufficiali di una cessione imminente.

“In molti mi hanno chiesto se sapessi qualcosa, ma vi dico chiaramente: non so nulla a riguardo. So che nel tempo ci sono stati diversi personaggi interessati a comprare la Lazio — e ci mancherebbe. Ma oggi, di concreto, non c’è nulla”.


💰 Boom in Borsa: +32% in tre settimane

Un dato però è certo: le azioni della Lazio hanno registrato un’impennata clamorosa.
Dal 14 al 26 agosto 2025, il titolo biancoceleste è passato da 0,84€ a 1,14€, con un incremento del 32,5% in pochi giorni.
Se si considera l’intero anno, la performance è ancora più impressionante: +38,38% rispetto a ottobre 2024.

Un andamento così positivo, in netto contrasto con i risultati del campo e con i limiti finanziari del club (come il blocco del mercato imposto dalla Covisoc lo scorso maggio), è difficile da spiegare con logiche economiche ordinarie.


🧩 Un segnale di vendita o solo speculazione?

Alcuni osservatori hanno ipotizzato che il rialzo sia legato a movimenti di investitori interessati alla società biancoceleste.
Tuttavia, come chiarisce l’analisi:

“Non credo che l’aumento sia collegato a un’acquisizione del pacchetto di maggioranza. Per far salire così tanto le azioni, qualcuno avrebbe dovuto comprarne in quantità enorme, e non avrebbe alcun senso farlo prima di una trattativa reale.”

Più probabile, invece, che qualche fondo o società abbia acquistato azioni a scopo speculativo, sperando in una plusvalenza futura qualora la Lazio diventasse realmente oggetto di interesse da parte di nuovi investitori.


⚙️ Come funziona davvero una cessione di club quotato

C’è anche molta confusione su come possa avvenire la cessione di una società quotata in Borsa come la Lazio.
Al contrario di quanto si legge sui social, non è necessario lanciare un’OPA pubblica per acquistare il club.

“Lotito possiede circa il 66% delle quote — quindi la maggioranza assoluta. Chi volesse comprare la Lazio dovrebbe trattare direttamente con lui, non in Borsa. È una trattativa privata, esattamente come avvenne per la Roma.”

Un’OPA (offerta pubblica d’acquisto) sarebbe, in questo caso, un’operazione ostile e molto complessa, utile solo se si volesse acquisire la società contro la volontà dell’attuale presidente.


🏗️ Lo stadio Flaminio e l’Academy: valore in crescita

Un altro aspetto che potrebbe aver inciso sull’aumento del valore delle azioni è legato ai progetti futuri:
la costruzione dell’Academy biancoceleste e l’ipotesi di acquisizione dello stadio Flaminio.
Due mosse che aumenterebbero sensibilmente il valore patrimoniale della società.
Tuttavia, allo stato attuale, entrambi i progetti sembrano fermi e lontani dalla realizzazione.


⚠️ Conclusione: meno chiacchiere, più fatti

In conclusione, la verità è che non esistono conferme di una trattativa reale per la vendita della Lazio.
Le voci di acquisizione restano tali, mentre il movimento in Borsa appare più come una dinamica speculativa che come un segnale concreto.

“Meno se ne parla, meglio è. Se una trattativa c’è, la pubblicità può solo danneggiarla. E conoscendo Lotito, basta poco per farlo irrigidire e bloccare tutto. Se succederà qualcosa, lo scopriremo nei fatti — non nei titoli di giornale.”



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Lazio, troppi infortuni: è crisi nello staff medico?

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Infortunio Rovella: il centrocampista a terra dolorante durante il match.

La lunga lista di infortuni in casa Lazio sta diventando un caso serio. Da settimane, tifosi e addetti ai lavori si interrogano sulla gestione fisica dei calciatori e sull’efficacia dello staff medico biancoceleste, ormai sotto osservazione.

L’ultimo episodio riguarda Nicolò Rovella, costretto a un mese di terapia conservativa dopo l’ennesimo problema fisico. Una decisione che ha sollevato più di un dubbio tra i tifosi, soprattutto considerando i precedenti. “Non ho le competenze per giudicare – ha scritto un tifoso sui social – ma i dubbi mi vengono. Siamo sicuri che i giocatori abbiano piena fiducia nello staff medico della Lazio?”.

E i casi sospetti non mancano:

  • Vecino, fermato da un “semplice affaticamento” e rimasto poi fuori per quasi due mesi.
  • Gigot, alle prese prima con problemi alla schiena e poi costretto a operarsi alla caviglia.
  • Patric, rientrato solo dopo un lungo stop, senza mai chiarezza sui tempi di recupero.

Situazioni diverse, ma accomunate da un tema ricorrente: tempi di recupero più lunghi del previsto e comunicazioni poco chiare.

🧩 Un problema di preparazione o di fiducia?

Secondo alcuni osservatori, il problema potrebbe essere legato non solo alla parte medica, ma anche alla gestione atletica: troppi carichi, pochi tempi di recupero e un calendario fitto potrebbero aver inciso. Tuttavia, il punto centrale resta la fiducia tra squadra e staff medico.

La domanda che molti si pongono è semplice: serve una svolta interna per evitare nuovi stop?
Perché in una stagione così lunga e intensa, perdere pedine importanti a rotazione può diventare un ostacolo decisivo per Sarri e per le ambizioni europee della Lazio.

⚡ Cosa farà la società?

Al momento da Formello non trapelano critiche ufficiali, ma all’interno del club si sta valutando una revisione del protocollo di recupero e una collaborazione esterna con specialisti di alto livello per monitorare i casi più delicati.

Nel frattempo, Sarri dovrà reinventarsi ancora una volta, tra rotazioni obbligate e giocatori chiave ai box.



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Toma Basic, da emarginato a protagonista silenzioso

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Toma Basic in azione con la maglia della Lazio durante Lazio-Torino, autore di un assist decisivo.

All’inizio della stagione nessuno avrebbe scommesso su di lui. Eppure, a metà ottobre, il centrocampista croato è diventato una delle note più positive della Lazio di Maurizio Sarri. Inserito in rosa quasi per necessità, dopo una serie di infortuni e squalifiche, Basic si è ritagliato un ruolo da titolare e ha risposto con prestazioni solide e concrete.

Nelle sfide contro Genoa e Torino, l’ex Bordeaux ha dimostrato di poter dire la sua anche in un centrocampo biancoceleste in piena evoluzione. Non parliamo di un fuoriclasse, ma di un giocatore che mette sempre impegno, ordine e fisicità. Il suo assist per il gol di Cancellieri contro i granata è il simbolo di un calciatore che, pur restando ai margini per due anni, non ha mai smesso di crederci.

Quando fu acquistato, Basic venne indicato come il possibile erede di Sergej Milinković-Savić. Un paragone pesante, forse il più ingombrante possibile. Fisicamente i due si somigliano, ma tecnicamente e come incisività non c’è confronto. Tuttavia, ridurre Basic a un “fallimento post-Milinković” sarebbe ingeneroso. Il croato non è un giocatore da copertina, ma un onesto lavoratore del centrocampo, capace di garantire equilibrio e intensità.

La Lazio lo aveva messo sul mercato per due estati consecutive, senza riuscire a trovare acquirenti disposti a coprire il suo ingaggio. Una scelta che oggi, alla luce delle ultime prestazioni, appare quasi provvidenziale. In un reparto dove Guendouzi, Cataldi e Vecino stanno faticando a trovare continuità, Basic è tornato utile e potrebbe diventare una pedina stabile nelle rotazioni di Sarri.

Il tecnico toscano lo ha elogiato per la disponibilità e l’atteggiamento in allenamento. In un momento in cui diversi giocatori biancocelesti sembrano distratti o demotivati, il croato è un esempio di professionalità. “Basic non ti fa vincere da solo le partite, ma neanche te le fa perdere”, ha commentato più di un addetto ai lavori, e non è poco in questa Lazio in cerca d’identità.

Le sue prestazioni aprono anche un dibattito interessante: può Basic essere titolare nella Lazio attuale? Considerando il calo tecnico del centrocampo rispetto alle stagioni passate, la risposta è sì. Il croato non ha la fantasia di Luis Alberto né la capacità d’inserimento di Milinković, ma assicura equilibrio e spirito di sacrificio. In una squadra che deve ritrovare compattezza e concentrazione, queste qualità valgono oro.

Il futuro resta incerto. Molto dipenderà dalle condizioni fisiche di Vecino, spesso fermo ai box, e dalle scelte di Sarri alla ripresa del campionato, quando la Lazio affronterà una difficile sfida contro l’Atalanta. In molti tifosi si chiedono se Basic meriti un’altra chance dal primo minuto. La sensazione è che, dopo due anni di anonimato, abbia finalmente conquistato la fiducia dell’ambiente.

Se la Lazio vorrà rialzarsi, serviranno giocatori disposti a lottare su ogni pallone. E Toma Basic, oggi più che mai, rappresenta proprio questo spirito.



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Rovella Non Si Opera: Il Centrocampista della Lazio Prosegue con la Terapia Conservativa per la Pubalgia

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Nicolò Rovella centrocampista della SS Lazio alla vigilia della sfida contro il Genoa
Nicolò Rovella presenta la sfida di Serie A tra Lazio e Genoa nel match program ufficiale biancoceleste.

La Decisione del Giocatore dopo i Consulti Medici. Continuerà il Percorso Intrapreso Due Settimane Fa per Risolvere il Problema Fisico che lo Affligge da Inizio Stagione.

ROMA – Una decisione importante per il futuro di Nicolò Rovella. Il centrocampista della Lazio, alle prese con la pubalgia fin dall’inizio della stagione, ha sciolto ogni riserva: non si sottoporrà all’intervento chirurgico ma proseguirà con la terapia conservativa.

La scelta arriva dopo un periodo di consulti e valutazioni. Rovella aveva già iniziato questo programma due settimane fa, in seguito al derby contro la Roma, partita in cui era stato costretto a uscire nel primo tempo proprio a causa dell’aggravarsi del problema fisico. Dopo ulteriori confronti con lo staff medico e specialisti negli ultimi giorni, il giocatore ha optato per non finire sotto i ferri, nella speranza di risolvere il problema con un approccio meno invasivo.

La notizia offre una prospettiva diversa sulla gestione del suo recupero, permettendo al club e al giocatore di concentrarsi sulla riabilitazione senza i tempi più lunghi e incerti di un intervento chirurgico. L’obiettivo è riavere Rovella a disposizione il prima possibile e al 100% della condizione.



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📈 Lotito valuta la Lazio: segnali di cessione o strategia?

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Maurizio Sarri espressione arrabbiata in panchina guarda verso la tribuna Lotito.
Claudio Lotito davanti al logo della S.S. Lazio mentre parla di valutazione del club e strategie commerciali.

Le dichiarazioni di Claudio Lotito alla vigilia di Lazio–Torino hanno acceso i riflettori su un tema raramente trattato pubblicamente dal presidente: il valore del club e del brand Lazio. Il riferimento, inedito in 22 anni di gestione, a “Lazio Marketing” e ai 600 milioni complessivi tra patrimonio immobiliare (circa 300) e cartellini dei calciatori (altri 300) ha alimentato una domanda: siamo davanti a un’ordinaria operazione di valorizzazione del marchio o a un passo propedeutico a una due diligence in vista di possibili interlocuzioni con investitori?

Al momento non ci sono certezze su una trattativa, ma il cambio di registro comunicativo è evidente. E, incrociando il quadro economico attuale, merita un’analisi.


Perché parlare di valutazione adesso

  1. Ricavi ciclici e rischio ridimensionamento. L’assenza dalle coppe taglia in modo netto il conto economico: meno gare al botteghino, meno premi UEFA, minore esposizione per sponsor e merchandising. La Lazio, per modello di business, dipende molto dai risultati sportivi: Champions spinge i ricavi verso l’alto, no Europa li deprime.
  2. Mercato a saldo zero. Lo stesso Lotito ha lasciato intendere che gennaio sarà “a saldi compensati”: compri solo se vendi. Una linea che segnala liquidità da preservare e margini operativi ridotti.
  3. Branding sotto pressione. Il dossier main sponsor (cifre ventilate nell’ordine dei 4–5 milioni) è distante dai parametri dei top club italiani; il merchandising non esprime il potenziale di una piazza come Roma; i progetti Accademia e Stadio vengono evocati, ma senza avanzamenti percepibili.

In questo contesto, una perizia estimativa del club può servire a:

  • stabilire un valore di riferimento per futuri soci/partner;
  • sostenere la narrativa di valorizzazione verso sponsor e mercato;
  • sondare l’interesse di investitori senza scoprire ufficialmente le carte.

La “soglia” dei 600 milioni: cosa leggere tra le righe

La cifra evocata da Lotito unisce asset materiali (immobili) e sportivi (rosa). È una fotografia proprietaria più che una valutazione “di mercato”. Le consuete metodologie per i club (multipli su ricavi operativi, EBITDA adjusted, o EV/Revenue contestualizzati a stadio, diritti TV, pipeline commerciale) tendono a “scontare” i periodi senza coppe. Tradotto: con ricavi in calo, la forbice tra valore “interno” e prezzo “di mercato” tende ad allargarsi. È anche per questo che, in operazioni vere, si parte quasi sempre da un vendor due diligence per allineare percezione e numeri reali.


Segnali di apertura o semplice pressione negoziale?

  • Apertura soft. Parlare di branding e numeri può essere un invito implicito a chi sta osservando, mostrando che il club ha basi patrimoniali e potenziale commerciale.
  • Leverage comunicativo. Valorizzare pubblicamente gli asset può servire anche a negoziare meglio con sponsor e partner: “questo è il nostro valore, questa la direzione”.
  • Tempo e contesto. Il momento sportivo (classifica complicata) abbassa la forza contrattuale. Per massimizzare il prezzo, si preferisce cedere con trend sportivo e commerciale positivi. Da qui l’ipotesi di valorizzare prima, eventualmente negoziare poi.

Rischi concreti nel breve

  • Riduzione dei ricavi 24/25 senza coppe → meno cassa per investimenti.
  • Competizione domestica: Bologna, Atalanta e altre competitor oggi appaiono più avanti sportivamente e come modello industriale.
  • Inflazione dei cartellini: con tetti storici di spesa intorno ai 20 milioni per singolo acquisto, il club fatica a competere in un mercato dove gli attaccanti “medi” superano i 30 milioni.

Le leve per invertire la rotta

  • Sponsor principale a valori più in linea col mercato (non 4–5M ma doppia cifra).
  • Merchandising: spinta su licensing, capsule, collab locali/internazionali, CRM e membership.
  • Stadio/Academy: passare da slogan a milestone pubbliche (timeline, atti depositati, iter urbanistici).
  • Sport & data: investimenti mirati in recruitment analytics, prevenzione infortuni (tema caldissimo), e sviluppo asset giovani da plusvalenze virtuose.

Conclusione: mossa di vendita o “pricing” del brand?

Non c’è una prova di trattativa, ma il messaggio è cambiato. Lotito oggi parla di valore e di marketing: è una novità sostanziale. Che sia preludio a una cessione o un modo per alzare l’asticella negoziale con sponsor e partner, resta il fatto che il modello “solo risultati” espone la Lazio a forte volatilità. Senza una spinta industriale – sponsor, merchandising, infrastrutture – il rischio ridimensionamento è reale.
Se l’intenzione è cedere, la valutazione serve a prezzare. Se l’intenzione è restare, serve a ripartire con basi misurabili e piani verificabili.



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Isaksen, la rinascita: “Giorni difficili, ora sono tornato”

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L'esterno della Lazio Gustav Isaksen con le mani sui fianchi
Gustav Isaksen al centro sportivo di Formello durante un allenamento individuale, concentrato sul rientro in forma dopo la mononucleosi.

Dal buio dell’isolamento al ritorno alla luce del campo. Gustav Isaksen ha raccontato ai microfoni di sport.tv2.dk i mesi complicati vissuti a causa della mononucleosi, che lo ha costretto a saltare la preparazione estiva con la Lazio. Un percorso fatto di febbre, stanchezza profonda, solitudine e timori di contagio, affrontato dentro il centro sportivo di Formello sotto costante monitoraggio medico.
Il danese non ha nascosto i momenti più duri: due settimane chiuso in stanza, il corpo “svuotato” di energie e la frustrazione di vedere scorrere l’estate senza poter aiutare i compagni. Un tunnel lungo, aggravato dall’ansia di perdere terreno nelle gerarchie tecniche e di presentarsi in ritardo alla nuova stagione.

Eppure, proprio da quel periodo Isaksen ha tratto la spinta per ripartire. Superata la fase acuta, ha ricominciato a lavorare con gradualità, prima individualmente e poi con il gruppo, seguendo un programma su misura concordato con lo staff biancoceleste per evitare ricadute e accelerazioni pericolose. La società, in accordo con il giocatore, a settembre ha scelto la via della prudenza: niente convocazione immediata con la Danimarca, ma un blocco di allenamenti a Roma per ricostruire condizione e automatismi con Sarri.

Oggi Isaksen vede finalmente l’orizzonte schiarirsi: “Mi sento in buona forma”, ha spiegato. E durante questa sosta tornerà a vestire la maglia della Nazionale, un obiettivo che lo ha tenuto mentalmente agganciato nei giorni peggiori. Non è solo una questione di minuti, ma di sensazioni: strappi più fluidi, brillantezza nel breve, cambi di direzione che tornano familiari. Segnali che alimentano l’ottimismo.


Cosa significa per la Lazio

Per Sarri, Isaksen è un asset tattico prezioso: esterno che attacca la profondità, capace di giocare piede forte esterno o a piede invertito per cercare il rientro e la conclusione. In una Lazio che ha alternato momenti di difficoltà nel uno contro uno e nella rifinitura sull’ultimo terzo, il danese offre verticalità e rottura delle linee, qualità che mancavano quando gli avversari abbassavano il baricentro.

La sua gestione minutaggio sarà inevitabilmente cauta: carichi controllati, inserimento progressivo e attenzione ai segnali del corpo. L’obiettivo è farlo arrivare integro e con ritmo alla ripresa del campionato e ai match chiave del blocco di ottobre-novembre. In prospettiva, Isaksen può aumentare la competizione sugli esterni e diversificare le soluzioni offensive, aprendo spazi anche per le seconde linee e riducendo la dipendenza dagli stessi interpreti.


Il fattore umano: dal balcone di Formello alla spinta del gruppo

Il racconto restituisce anche la dimensione umana: la madre accanto nei giorni più duri, i compagni salutati “dal balcone”, i messaggi che arrivano ma senza poter condividere davvero lo spogliatoio. È un frammento che spiega quanto il calcio sia anche equilibrio mentale. Ritrovare il campo significa recuperare routine, relazione, appartenenza.
Per un esterno che vive di fiducia, la sequenza allenamento-minuti-giocata riuscita fa da volano: più gioca, più incide; più incide, più cresce la fiducia.


Nazionale come trampolino, non come rischio

La convocazione con la Danimarca non deve essere letta come forzatura, ma come tappa misurata: stimolo competitivo, staff medico attento, minutaggio calibrato. Se la progressione sarà rispettata, Isaksen potrà rientrare a Roma con condizione cresciuta e un surplus di autostima, pronto a offrire alla Lazio ciò che è mancato in certe partite: strappo, profondità e scelta di tempo nell’attacco dell’area.


Prossimi step

  • Carichi progressivi e gestione dei picchi: evitare overuse dopo la sosta.
  • Inserimento tattico sulle corsie con compiti chiari in non-possesso.
  • Obiettivo breve termine: minuti di qualità e continuità fisica.
  • Obiettivo medio termine: riportare contributi diretti a gol/assist nel ciclo Atalanta-Juve-Lecce.

Se il percorso resterà lineare, la Lazio potrà contare su un Isaksen versione 2.0: stesso talento, più resilienza. E in un campionato che spesso si decide nei dettagli, recuperare un esterno capace di cambiare ritmo può valere come un acquisto di gennaio anticipato.



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Roma e Napoli in vetta: la Serie A parla chiaro dopo sei giornate

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Gasperini e Antonio Conte, allenatori di Roma e Napoli, sorridono dopo le rispettive vittorie che li portano in vetta alla Serie A.
Gasperini e Antonio Conte, allenatori di Roma e Napoli, sorridono dopo le rispettive vittorie che li portano in vetta alla Serie A.

La Serie A va in pausa per le nazionali con due sorprese al comando: Roma e Napoli. Le squadre di Gasperini e Antonio Conte condividono la vetta con 15 punti, un segnale forte in un campionato che si preannuncia più equilibrato che mai.

Se il Napoli in testa non stupisce, la vera rivelazione è proprio la Roma, capace di imporsi come miglior difesa del torneo con appena due gol subiti in sei giornate. Gasperini predica calma, ribadendo che lo scudetto non è l’obiettivo, ma i numeri iniziano a raccontare una storia diversa.


🧱 La Roma di Gasperini: difesa di ferro e fiducia crescente

La forza dei giallorossi è tutta nella solidità difensiva. In sei gare, solo due reti concesse – una al Torino e una alla Fiorentina – testimoniano una compattezza sorprendente per un tecnico storicamente più votato all’attacco che alla difesa.

A fare la differenza è anche il portiere Svear, finora il migliore del campionato: almeno un paio di punti portati a casa grazie alle sue parate decisive. La Roma concede molti tiri, ma raramente situazioni realmente pericolose. E quando serve, il suo numero uno risponde sempre presente.

Sul piano offensivo, Gasperini ha ancora margini di crescita: Dybala e Sué rappresentano due delle mezzepunte più forti della Serie A, ma manca ancora un centravanti capace di capitalizzare la mole di gioco. Lo stesso tecnico, però, ha dimostrato in passato di saper valorizzare attaccanti come Scamacca e Retegui, trasformandoli in goleador implacabili. Se riuscirà a replicare il miracolo anche in giallorosso, la Roma potrà davvero sognare.


⚡ Napoli, solidità e carattere: Conte resta il favorito

Nessuna sorpresa, invece, nel vedere il Napoli di Conte in testa. Gli azzurri hanno confermato mentalità e intensità, ribaltando anche partite complicate come quella contro il Genoa. Conte, però, continua a lamentarsi pubblicamente: un atteggiamento che rischia di diventare stucchevole in un contesto dove il Napoli dimostra di essere la squadra più completa del campionato.

L’unico vero nodo resta il centrocampo. La convivenza tra De Bruyne e McTominay è ancora un puzzle irrisolto. Lo scozzese, eroe dello scorso scudetto, fatica adattandosi da esterno, mentre con entrambi in campo la squadra rischia di essere troppo sbilanciata.

Nell’ultima gara, Conte ha provato una mossa drastica: fuori De Bruyne, dentro McTominay accanto ad Anguissa. Il risultato? Un primo tempo opaco, fino all’ingresso del fuoriclasse belga che ha cambiato ritmo e partita.


🔥 Højlund, il colpo scudetto del Napoli?

In attacco, il protagonista delle prime settimane è Rasmus Højlund. Il danese, rientrato in Serie A dopo l’esperienza al Manchester United, ha già segnato due gol in campionato e due in Champions League, dimostrando freddezza e istinto da bomber vero.

Conte dovrà gestire anche il ritorno di Lukaku, suo pupillo storico, ma Højlund sembra avere una marcia in più. Giovane, affamato e devastante sotto porta: potrebbe essere proprio lui il colpo scudetto del Napoli 2025.




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Biglietti Lazio-Juventus: Apertura Vendite e Tutte le Fasi per l’Olimpico

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Una foto che cattura l'atmosfera vibrante dello Stadio Olimpico di Roma durante una partita importante, con i colori biancocelesti e i tifosi in festa.

La S.S. Lazio annuncia le modalità di acquisto dei tagliandi per il big match del 26 ottobre contro la Juventus. Prelazioni, vendita riservata e libera: ecco la guida completa.

ROMA – L’attesa per il big match è già altissima. La S.S. Lazio ha comunicato l’apertura delle vendite per la gara di campionato Serie A Enilive Lazio-Juventus, in programma domenica 26 ottobre alle ore 20:45 allo Stadio Olimpico. Un appuntamento imperdibile che richiamerà migliaia di tifosi.

Per garantire un accesso ordinato e premiare la fedeltà dei suoi sostenitori, il club biancoceleste ha previsto diverse fasi di vendita. È fondamentale leggere attentamente tutte le indicazioni per assicurarsi il proprio posto.


Comunicato Ufficiale S.S. Lazio: Dettagli Vendita Biglietti Lazio-Juventus

La S.S. Lazio comunica che, dalle ore 16:00 di martedì 7 ottobre verranno messi in vendita i tagliandi per la gara di campionato Serie A Enilive Lazio-Juventus, in programma domenica 26 ottobre delle ore 20:45.

PRELAZIONE:

PRELAZIONE PER GLI ABBONAMENTI AQUILOTTO:

Come comunicato in campagna abbonamenti, i ragazzi in possesso dell’abbonamento Aquilotto under 14 di tutto lo stadio, non hanno diritto a questa gara; avranno la possibilità di confermare il proprio posto acquistando un biglietto al costo di 10 € nel seguente periodo:

  • dalle ore 16:00 di martedì 7 ottobre, fino alle ore 23:59 di martedì 14 ottobre.

Punti vendita:

  • ON-LINE tramite il circuito Vivaticket
  • Punti vendita Vivaticket

Per accedere alla prelazione, sarà necessario inserire on-line nella sezione coupon o presentare uno dei seguenti codici presenti sulle card S.S. Lazio:

  • ABBONAMENTO DIGITALE CON LA MILLENOVECENTO – CODICE 032…
  • ABBONAMENTO DIGITALE CON LA EAGLE – CODICE EAG…

I posti non confermati verranno messi in vendita libera per tutti dalle ore 12:00 di mercoledì 15 ottobre.

VENDITA RISERVATA:

VENDITA DI TUTTI I SETTORI DELLO STADIO RISERVATA SOLO AI TIFOSI DELLA LAZIO E POSSESSORI DELLE CARD S.S. LAZIO (fino al massimo di 4 tagliandi):

  • dalle ore 16:00 di martedì 7 ottobre, fino alle ore 23:59 di martedì 14 ottobre.

Punti vendita:

  • ON-LINE tramite il circuito Vivaticket
  • Punti vendita Vivaticket

Per accedere alla vendita riservata, sarà necessario essere in possesso di una card Lazio ed inserire on-line nella sezione coupon o presentare uno dei seguenti codici presenti sulle card stesse:

  • CARD MILLENOVECENTO – CODICE 032…
  • CARD EAGLE – CODICE EAG…

VENDITA LIBERA:

  • dalle ore 16:00 di mercoledì 15 ottobre.

Punti vendita:

  • ON-LINE tramite il circuito Vivaticket
  • Punti vendita Vivaticket

TUTTI COLORO CHE SONO IN POSSESSO DELLA FIDELITY CARD MILLENOVECENTO O EAGLE E NON SONO ABBONATI, POTRANNO RICHIEDERE AL MOMENTO DELL’ACQUISTO ANCHE ON LINE CHE, IL TITOLO D’INGRESSO VENGA CARICATO ELETTRONICAMENTE SULLA STESSA.


Accesso allo Stadio e Regolamento

Questi saranno i punti di accesso allo Stadio Olimpico per i possessori dei tagliandi e degli abbonamenti:

  • Via dei Gladiatori per i tagliandi Media – Sponsor Hospitality – Tribuna d’Onore – Autorità e Tribuna Monte Mario
  • Via Nigra-Stadio dei Marmi per i tagliandi di Tribuna Disabili in Carrozzella
  • Piazza Piero Dodi per i tagliandi di Curva Nord – Distinti Nord Est e Nord Ovest – Tribuna Tevere tutta.

ATTENZIONE: Si ricorda a tutti i possessori di abbonamenti e biglietti della Tribuna Tevere, per motivi di ordine pubblico non potranno accedere dai soliti varchi di Piazza Lauro De Bosis ma da Viale Paolo Boselli verso Piazza Piero Dodi.

Si ricorda che chi acquista fisicamente un biglietto presso un punto vendita è tenuto a mostrare il suo documento di identità, pena l’impossibilità di emettere il titolo di accesso (D.L. 8/2/2010 nr. 8).

Non verranno considerate come documenti idonei alla vendita, tutte le patenti di ultima generazione che non riportano le indicazioni del luogo di residenza.

Nella vendita libera il numero massimo di tagliandi acquistabili da una singola persona è di quattro come da disposizioni dell’Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive. In questo caso è possibile presentare per le altre eventuali tre persone, anche solo la copia del documento d’identità.


Settori e Prezzi

La S.S. Lazio ricorda che i settori Distinti Nord Est e Nord Ovest e Curva Nord, sono esauriti con gli abbonamenti ma gli eventuali posti non confermati dagli abbonati aquilotti under 14, verranno messi in vendita libera.

SettoreInteroInvalidi civili al 100% e accompagnatoreRidotto Under 16Aquilotto Under 14 (*)
TR. D’ONORE CON HOSPITALITY750 €———
TR. D’ONORE LAT. DESTRA280 €——50 €
TR. MONTE MARIO TOP 150 €80 €80 €10 €
TR. MONTE MARIO LAT.90 €45 €45 €10 €
TR. TEVERE GOLD120 €70 €70 €10 €
TR. TEVERE TOP95 €55 €55 €10 €
TR. TEVERE70 €40 €40 €10 €
TR. TEVERE PARTERRE CENTRALE60 €40 €40 €10 €
TR. TEVERE PARTERRE LAT.55 €35 €35 €10 €
TR. TEVERE NON DEAMB. IN CARROZZELLA5 €======
TR. TEVERE ACCOMPAGNO. NON DEAMB. IN CARR.45 €======
CURVA NORD45 €30 €30 €10 €
CURVA MAESTRELLI45 €30 €30 €10 €
DISTINTI NORD EST45 €30 €30€10 €
DISTINTI NORD OVEST45 €30 €30 €10 €
DISTINTI SUD OVEST – OSPITI45 €======

Al costo dei biglietti online, verrà applicata una commissione di servizio pari al 3,80 %.

(**) Possono acquistare un tagliando Ridotto Under 16 i ragazzi nati dal 01/01/2009.

(***) Prelazione per i tagliandi Ridotto Under 14 Aquilotto per i ragazzi nati dal 01/01/2011.

I bambini di 4 anni nati dal 01/01/2021 accedono allo stadio gratuitamente e senza biglietto presentando un documento di identità o la tessera sanitaria.

All’ingresso il controllo dell’identità sarà effettuato su ogni singolo spettatore ed è pertanto obbligatorio esibire un documento di identità, compresi i minorenni.


Tariffe Speciali e Cambi Nominativo

(*) I biglietti ridotti Invalidi Civili al 100% e la Tribuna Tevere non deambulanti entrambi con accompagnatore, posso essere acquistati solo presso i negozi Lazio Style 1900.

CAMBIO NOMINATIVO

Sarà possibile fare il cambio nominativo dei biglietti e degli abbonamenti, (per questi ultimi sarà possibile farlo per tariffa corrispondente donna per donna – under per under ecc.) cliccando qui.

Il Cambio nominativo è sempre vietato per i biglietti del settore ospiti.


Biglietteria Giorno Gara e Striscioni

Solo ed esclusivamente il giorno della gara, dalle ore 11:00 sarà aperta la biglietteria presso il box di Via Nigra – Stadio dei Marmi – Sportello Biglietteria.

Presso lo stesso punto vendita, verranno rilasciati i biglietti Coni e FIGC ma solo ed esclusivamente il giorno della gara e solo dalle ore 11:00 alle 13:00 – Sportello Accrediti.

Per esporre uno striscione NON CENSITO DALL’OSSERVATORIO allo stadio, è obbligatorio presentare una richiesta. Clicca qui er scaricare il modulo per poi inviarlo alla mail: SLO@SSLAZIO.IT. Il richiedente verrà contattato solo in caso di esito negativo.



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Mercato Lazio: saldo zero ma spunta l’idea Insigne

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Confronto Lotito giocatori: il presidente della Lazio osserva la squadra a bordo campo.
Claudio Lotito e Maurizio Sarri discutono a Formello sul mercato di gennaio della Lazio, con Lorenzo Insigne tra i possibili obiettivi.

Il mercato di gennaio si avvicina e in casa Lazio si cominciano a studiare le prime mosse. La situazione finanziaria, però, impone prudenza. Claudio Lotito non vuole esporsi più del dovuto: al momento, il mercato biancoceleste sarà impostato a saldo zero, con operazioni in entrata possibili solo a fronte di cessioni o risparmi.

Secondo quanto riportato da Il Messaggero, la società biancoceleste attende l’esito dell’esame della Commissione di Vigilanza, che dovrà pronunciarsi su un credito di 12-13 milioni di euro. Se la cifra verrà approvata, lo scenario potrebbe cambiare, consentendo una maggiore libertà d’azione. Ma per ora, la linea resta chiara: equilibrio di bilancio e sostenibilità economica.


⚽ L’idea Insigne: occasione a costo zero

Con un mercato a saldo zero, la Lazio guarda con interesse alla possibilità di tesserare Lorenzo Insigne, attualmente svincolato dopo l’esperienza in MLS con il Toronto FC. Un profilo che piace a Maurizio Sarri, che lo ha già allenato ai tempi del Napoli, valorizzandolo e costruendogli intorno un sistema offensivo ideale.

Insigne rappresenterebbe un innesto di qualità ed esperienza, capace di colmare temporaneamente il vuoto lasciato dall’infortunato Zaccagni. Tuttavia, i tempi tecnici per un eventuale tesseramento non permettono mosse immediate: il suo arrivo, qualora si concretizzasse, non sarebbe possibile prima di fine novembre.

Sarri, da parte sua, continua a spingere per un rinforzo offensivo. Il tecnico toscano sa bene quanto la squadra abbia sofferto in fase di spinta sulle corsie esterne e vede in Insigne una soluzione pronta e affidabile per alzare il livello tecnico del reparto.


🔄 Fabiani punta su Noslin

Se Sarri insiste per un rinforzo d’esperienza, Fabiani ragiona in modo diverso. Il direttore sportivo biancoceleste, infatti, sembra più orientato verso una soluzione interna, puntando sul rilancio di Noslin.

L’investimento fatto la scorsa estate sull’attaccante olandese è stato significativo, e l’ex Verona ha dimostrato di poter essere utile alla causa. Proprio domenica scorsa, Noslin è stato decisivo con un gol pesante che ha permesso alla Lazio di agguantare il pareggio.

Per Fabiani, dunque, la priorità è valorizzare le risorse già presenti in rosa, rimandando eventuali nuovi arrivi solo se strettamente necessari. Una visione coerente con la linea di Lotito, che punta a mantenere i conti in equilibrio senza rinunciare alla competitività.


📅 Attesa per Zaccagni e nuove strategie

Nel frattempo, resta da monitorare la situazione di Zaccagni, alle prese con problemi fisici che lo terranno fuori ancora per qualche settimana. Il suo recupero sarà fondamentale per capire le mosse del club sul mercato.

Sarri vorrebbe un rinforzo subito per non rallentare la rincorsa in campionato, ma i vincoli economici impongono cautela. Se la Commissione dovesse sbloccare il credito da 13 milioni, la Lazio potrebbe agire con maggiore libertà, magari aprendo la porta proprio all’arrivo di Insigne, una suggestione che continua a stuzzicare tifosi e ambiente.

Fino ad allora, la parola d’ordine resta equilibrio: la Lazio dovrà fare di necessità virtù, puntando su chi c’è e lavorando per ritrovare compattezza, continuità e risultati.



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Calciomercato Lazio: Sarri Vuole Insigne, Ma Fabiani Punta su Noslin

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Alessio Romagnoli Lazio Sarri dimissioni

Mercato di Gennaio: La Lazio Cerca Soluzioni a Saldo Zero. Sarri Spinge per lo Svincolato Lorenzo Insigne, il DS Fabiani Preferisce Rilanciare Tijjani Noslin. Tutti i Dettagli.

ROMA – Con il mercato di gennaio che si avvicina, in casa Lazio si iniziano a valutare le strategie. Il presidente Claudio Lotito rimane cauto sullo sblocco totale del mercato, prevedendo al momento operazioni a saldo zero. Se il credito di 12-13 milioni supererà l’esame della Commissione, allora si potranno fare valutazioni diverse. Tuttavia, un mercato a saldo zero sarebbe sufficiente per tesserare lo svincolato Lorenzo Insigne.

Sarri Insiste per Insigne, Ma Fabiani Ha Altre Idee

L’idea di portare Insigne a Roma è forte, soprattutto per Maurizio Sarri, che lo vorrebbe nel più breve tempo possibile come uomo in più per sostituire l’infortunato Mattia Zaccagni. Tuttavia, l’arrivo di Insigne non sarebbe possibile prima di fine novembre.

Come riporta Il Messaggero, mentre Sarri insiste per avere Insigne, il direttore sportivo Angelo Fabiani ha altre idee in mente. Per il diesse, l’ideale sarebbe rilanciare Tijjani Noslin. L’investimento su Noslin è stato importante e il giocatore si è dimostrato decisivo, come nell’ultima gara dove ha contribuito al pareggio. Fabiani vede in lui un potenziale asset da valorizzare, piuttosto che puntare su un nuovo acquisto, seppur a costo zero.

La situazione è chiara: Sarri desidera un profilo esperto e di provata affidabilità come Insigne per fronteggiare le emergenze, mentre Fabiani è più propenso a dare fiducia e spazio ai giocatori già presenti in rosa su cui il club ha investito. La sosta per le nazionali sarà un momento cruciale per definire le strategie e trovare un punto d’incontro tra le diverse visioni.



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