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Lazio, Futuro di Pedro in Bilico: Panoramica del Settore Giovanile o Addio al Calcio?

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Pedro Rodriguez intervistato da DAZN a bordo campo prima di Lazio-Cremonese.

Lo spagnolo, in scadenza di contratto a giugno, non ha ancora deciso il suo futuro. La Lazio, tramite Lotito e Fabiani, gli ha aperto le porte della società. Tutti gli scenari possibili per l’ex campione spagnolo.

ROMA – L’avventura di Pedro alla Lazio si avvicina alla conclusione. Lo spagnolo, uno dei simboli della rinascita biancoceleste degli ultimi anni, ha il contratto in scadenza a giugno e non ha ancora deciso cosa fare del suo futuro.

Le Opzioni sul Tavolo

L’opzione più romantica e a lungo termine è quella di un ruolo in società, magari una panchina del settore giovanile. La dirigenza, tramite Lotito e Fabiani, gli ha aperto le porte.

“Non ho ricevuto una proposta, qualche volta ne abbiamo parlato con il diesse Fabiani perché dice che sono e posso ancora essere un esempio per i giovani. Mi piacerebbe e sarebbe bellissimo un ruolo all’interno della Lazio, anche come allenatore fra qualche anno”, aveva spiegato.

Il club biancoceleste ha tutto l’interesse a trattenere un campione del suo calibro, per sfruttare la sua esperienza e il suo carisma con i giovani.

Il Ritorno a Tenerife e la Possibilità di un Anno Sabatico

Pedro, però, non ha ancora deciso cosa fare del suo futuro.

“Non so cosa farò dopo, se voglio fare l’allenatore. Non penso già di lasciare il calcio, devo prendermi uno-due anni per me e per stare con la mia famiglia (…) Non so se sceglierò un’altra squadra dopo la Lazio. È difficile continuare su questo livello”, le sue parole in una recente intervista.

In Spagna, Pedro ha una parte della sua famiglia, i figli più grandi, e l’opzione di tornare a Tenerife lo tenta. Il suo sogno sarebbe quello di giocare ancora nella terra d’origine. L’opzione di un anno sabbatico è ancora sul tavolo.



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Dove Vedere Lazio-Cagliari in TV e Streaming: Canale, Orario e Probabili Formazioni

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Una composizione dinamica che mostra i loghi di Lazio e Cagliari affiancati, con i simboli delle piattaforme TV (DAZN e Sky) sullo sfondo.

Il Monday Night della Decima Giornata. La Lazio di Sarri cerca la svolta contro il Cagliari di Pisacane: i biancocelesti devono aumentare il passo. Tutte le informazioni su dove seguire il match in diretta.

ROMA – Il cammino in campionato della Lazio prosegue con il Monday Night della decima giornata. Dopo il pareggio ottenuto a Pisa, i biancocelesti tornano all’Olimpico per affrontare il Cagliari. La squadra di Maurizio Sarri, pur allungando a cinque la striscia di imbattibilità, deve aumentare il passo per avvicinarsi con decisione alla zona Coppe. Di fronte, un Cagliari in un momento difficile, reduce dalla sconfitta interna contro il Sassuolo e a secco di successi in campionato da settembre.


Data, Orario, Stadio e Dove Vedere Lazio-Cagliari in TV e Streaming

  • Partita: Lazio vs Cagliari
  • Data: Lunedì 3 novembre 2025
  • Orario: 20:45
  • Stadio: Olimpico, Roma
  • Canale TV: DAZN, Sky Sport Calcio (202) e Sky Sport (251)
  • Streaming: DAZN, NOW e Sky Go

Il match sarà visibile in diretta e co-esclusiva su DAZN e sui canali dedicati di Sky Sport.

Telecronaca: Su DAZN, la telecronaca di Lazio-Cagliari sarà affidata a Gabriele Giustiniani con il commento tecnico del ‘Profeta’ Hernanes. Su Sky, la telecronaca è di Riccardo Gentile e Nando Orsi.


Probabili Formazioni Lazio-Cagliari

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini; Guendouzi, Cataldi, Basic; Isaksen, Dia, Zaccagni. All.: Maurizio Sarri.

CAGLIARI (3-5-2): Caprile; Zé Pedro, Mina, Luperto; Palestra, Adopo, Prati, Folorunsho, Idrissi; Esposito, Borrelli. All.: Alessandro Pisacane.



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Pedro Annuncia l’Addio alla Lazio: “Questo è il Mio Ultimo Anno. Voglio Lasciare la Squadra in Europa”

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Pedro con la maglia della SS Lazio esulta durante una partita di Serie A

Il campione spagnolo, intervenuto ai microfoni di Sky, rivela che la stagione in corso sarà la sua ultima in biancoceleste. L’obiettivo è chiudere in bellezza, riportando la Lazio nelle competizioni europee.

ROMA – Un annuncio a sorpresa, carico di emozione e determinazione. Intervenuto nel prepartita di Pisa-Lazio ai microfoni di Sky Sport, l’attaccante biancoceleste Pedro ha rivelato che la stagione in corso sarà la sua ultima con la maglia della Lazio. Il campione spagnolo, con un passato glorioso in club come Barcellona e Chelsea, ha espresso la sua volontà di lasciare un ricordo positivo e di contribuire in modo significativo agli obiettivi della squadra.


L’Addio Annunciato e L’Obiettivo Europa

Le parole di Pedro sono state chiare e commoventi, delineando il suo futuro e le sue motivazioni.

“Stimoli? Voglio sempre aiutare la squadra. Sicuramente questo è il mio ultimo anno alla Lazio. Voglio fare bene, sfruttare ogni momento, ogni partita, lasciare bene la Lazio, spero in Europa, che è dove penso che questa squadra meriti di stare. Questo dev’essere il mio obiettivo, ma anche quello della Lazio.”

Un messaggio forte, che sottolinea il desiderio del giocatore di chiudere al meglio la sua esperienza romana, coronandola con la qualificazione a una coppa europea, ritenuta il palcoscenico naturale per la Lazio.


Ambizione, Lavoro e il Pensiero del Ritiro

Pedro ha poi ribadito l’importanza dell’impegno quotidiano e dell’ambizione per la crescita della squadra.

“Serve avere l’ambizione di crescere, sotto ogni punto di vista. Dobbiamo lavorare tutti per questo. Un piacere essere qui.”

Alla domanda sui suoi piani futuri e su quanti altri anni giocherà, il campione ha risposto con un sorriso, lasciando intendere che il ritiro non è poi così lontano:

“Quanti altri anni giocherò? Non lo so non lo so. Difficile per me (ride, ndr). Ogni giorno che passa sono più vicino al ritiro”.

Un’ammissione che chiarisce la sua prospettiva a breve termine, concentrata esclusivamente sull’attuale stagione con la Lazio.

L’annuncio di Pedro rappresenta un momento significativo per l’ambiente biancoceleste. Ora la palla passa al campo, dove il veterano spagnolo cercherà di trasformare le sue parole in fatti, guidando la Lazio verso l’obiettivo Europa.



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Lazio spenta a Pisa: 0-0 che sa di occasione persa

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La Lazio non riesce a dare continuità alla vittoria contro la Juventus e si ferma sullo 0-0 nella trasferta di Pisa.
Una gara che doveva rilanciare i biancocelesti in classifica e invece si trasforma in un’altra occasione sprecata.

Dopo un buon primo tempo, la squadra di Maurizio Sarri si è spenta completamente nella ripresa, lasciando campo e iniziativa ai padroni di casa.
Il pareggio, in un momento in cui servivano solo vittorie, non serve a nulla e rischia di pesare nella corsa europea.


⚪🔵 Un primo tempo incoraggiante…

La Lazio era partita bene: possesso palla, pressing alto e qualche buona occasione.
Guendouzi ha dato ritmo, Isaksen ha provato più volte a creare superiorità, mentre Dia si è mosso bene tra le linee, facendo salire la squadra.
Il problema, però, è sempre lo stesso: manca uno che la butti dentro.

L’occasione più nitida è arrivata al 34’, con Zaccagni che ha calciato alto da buona posizione dopo un’azione corale.
Il Pisa si è difeso compatto, ma la Lazio ha mostrato di poter controllare il gioco senza mai riuscire a concretizzare.


⚫ …ma nella ripresa la squadra è crollata

Nella seconda frazione di gioco si è vista una Lazio completamente diversa.
Stanca, imprecisa e prevedibile.
L’energia e la lucidità della sfida contro la Juventus sono sembrate svanite, e il Pisa ha preso coraggio, creando anche un paio di situazioni pericolose.

Maurizio Sarri ha provato a cambiare qualcosa inserendo Pedro, ma lo spagnolo è apparso il fantasma del giocatore ammirato lo scorso anno.
Pochi movimenti, scarsa brillantezza e nessuna giocata decisiva.

Nel finale i biancocelesti hanno dato la sensazione di accontentarsi del pareggio, mentre i tifosi presenti sugli spalti hanno espresso tutta la loro delusione.


🧩 Il problema resta sempre lo stesso: il gol

Il tema principale resta la mancanza di un vero centravanti.
Dia si impegna, lavora tanto per la squadra, ma non segna.
Senza un terminale offensivo affidabile, la Lazio fatica tremendamente a concretizzare la mole di gioco prodotta.

L’assenza di Castellanos, unita alle difficoltà di Pedro e Zaccagni, ha reso l’attacco biancoceleste sterile e prevedibile.
La squadra non ha mai dato la sensazione di poter trovare il guizzo vincente, e questo deve far riflettere Sarri e la società in vista del mercato di gennaio.


🧠 Stanchezza e calo fisico evidente

Il tecnico toscano aveva chiesto concentrazione e continuità dopo la vittoria contro la Juventus, ma la fatica si è fatta sentire.
Il gruppo è apparso spento mentalmente e in difficoltà dal punto di vista fisico, segno che le energie spese contro i bianconeri non sono state ancora recuperate.

La Lazio ha mostrato grinta e compattezza, ma senza qualità davanti e con un ritmo così basso, portare a casa i tre punti è impossibile.


📉 Pareggio che serve a poco

Con questo 0-0, la Lazio spreca un’altra occasione per risalire la classifica e avvicinarsi alla zona Europa.
Il calendario offriva due gare sulla carta abbordabili – Pisa e Cagliari – ma la prima è già stata fallita.

Ora serve una reazione immediata, perché un altro passo falso potrebbe chiudere definitivamente i sogni europei.



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Sarri dopo Pisa-Lazio: “Solidità sì, ma poca qualità”

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Maurizio Sarri scuro in volto durante la conferenza stampa post partita

Dopo lo 0-0 contro il Pisa all’Arena Garibaldi, Maurizio Sarri ha analizzato con onestà la prestazione della Lazio ai microfoni di DAZN, evidenziando i progressi difensivi ma anche i limiti offensivi di una squadra ancora lontana dalla sua forma ideale.

“Abbiamo creato i presupposti per poterla vincere, ma davanti abbiamo fatto troppo poco.
Abbiamo trovato solidità, ma paghiamo il fatto di giocare con ragazzi che sono stati fuori per molto tempo e non hanno nelle gambe due partite consecutive.”


⚪🔵 Solidità ritrovata, ma attacco sterile

Sarri si è mostrato soddisfatto dell’equilibrio ritrovato dopo settimane di difficoltà, ma ha ammesso che la Lazio continua a soffrire nella fase offensiva.
Contro un Pisa organizzato e aggressivo, i biancocelesti hanno faticato a rendersi pericolosi negli ultimi metri.

“Il Pisa ha pochi punti, ma ha pareggiato con Milan, Atalanta e Fiorentina. È una squadra difficile da affrontare. Prendiamo quello che è venuto e vediamo di mettere a posto ciò che ci manca.”

Un’analisi lucida, che fotografa bene il momento dei biancocelesti: una Lazio compatta ma poco incisiva.


⚙️ Le scelte offensive: Dia e Pedro

Il tecnico ha poi spiegato la scelta di sostituire Boulaye Dia con Pedro nel secondo tempo:

“Ho visto stanco Dia, e ho messo Pedro con l’intenzione di portare un po’ fuori il loro difensore centrale, in modo da attaccare con gli esterni.
Purtroppo non c’era la gamba per farlo nella maniera giusta.”

Un cambio pensato per dare maggiore mobilità in avanti, ma che non ha prodotto gli effetti sperati.
Pedro è apparso ancora una volta in ritardo di condizione, mentre Dia ha lottato senza mai riuscire a essere realmente pericoloso sotto porta.


🧩 Lucidità e qualità: i due nodi da sciogliere

Nel corso dell’intervista, Sarri ha sottolineato la necessità di maggior lucidità nei momenti chiave della gara:

“Dobbiamo diventare più qualitativi ma anche più lucidi. Nel finale uscivamo spesso da dietro con la palla alta, ma avevamo tre attaccanti piccolini davanti.
I difensori non andavano a farsi dare la palla, non avevano più energia, si sentivano al limite.”

Un’ammissione chiara: la Lazio è stanca, corta numericamente e non riesce a mantenere intensità per novanta minuti.


🏥 Le condizioni di Basic, Gila e Pellegrini

Sarri ha infine fatto il punto sugli acciaccati usciti durante la partita:

“Non penso ci siano grandi problematiche, ma ne abbiamo sette a casa. Vediamo se nei prossimi giorni riusciremo a recuperare qualcuno.
I tre di questa sera non credo abbiano grandi problemi.”

Il tecnico ha inoltre confermato che alcuni giocatori si sottoporranno a nuovi controlli medici in vista della sfida contro il Cagliari.


💬 “Sto facendo un altro calcio”

In chiusura, Sarri ha sorpreso con una riflessione sulla sua stessa filosofia di gioco:

“Questa è una squadra che non ha le caratteristiche per fare il calcio che facevo prima.
Quindi sono io che sto facendo un altro calcio.”

Una frase che conferma come l’allenatore abbia scelto la via del realismo, adattando il suo stile alle difficoltà tecniche e fisiche della rosa.



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Pisa-Lazio, Gila chiede il cambio: problemi intestinali

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Un fuori programma inatteso ha movimentato la sfida tra Pisa e Lazio terminata 0-0.
Nel corso del secondo tempo, il difensore Mario Gila ha improvvisamente chiesto il cambio immediato, lasciando di stucco compagni e panchina.

In un primo momento si era pensato a un problema muscolare, come accade spesso durante le gare intense e ravvicinate. Tuttavia, la scena dell’uscita del giocatore ha destato qualche perplessità: Gila ha lasciato il campo correndo, circostanza insolita per un calciatore alle prese con un infortunio fisico.

⚕️ Il retroscena svelato da DAZN

Solo nei minuti successivi, attraverso le immagini e le informazioni raccolte a bordo campo, DAZN ha chiarito la situazione:

Mario Gila ha accusato problemi intestinali improvvisi, motivo per cui ha chiesto di essere sostituito e si è diretto rapidamente verso gli spogliatoi.

Una scena piuttosto inusuale, che ha colto di sorpresa anche i cronisti a bordocampo, i quali hanno inizialmente ipotizzato un guaio muscolare.

😠 Sarri imbufalito: “Mi aveva detto che stava bene”

L’episodio non è però passato inosservato in panchina.
Maurizio Sarri si è visibilmente irritato con il giocatore spagnolo, poiché poco prima del cambio il tecnico aveva chiesto direttamente a Gila se si sentisse in grado di continuare.

Il difensore, secondo quanto raccontato da DAZN, avrebbe risposto di sì, per poi alzare bandiera bianca pochi minuti dopo.

Un errore di valutazione che ha mandato su tutte le furie l’allenatore, anche perché la sostituzione ha costretto la Lazio a bruciare un ulteriore slot di cambi, dopo l’ingresso di Vecino e Lazzari in precedenza.
Un dettaglio non di poco conto, considerato che Sarri avrebbe voluto preservare una finestra per eventuali modifiche tattiche nel finale di gara.

🧩 Un episodio che complica una serata già deludente

Il pareggio a reti bianche contro il Pisa era già stato un risultato deludente per la Lazio, incapace di dare continuità alla vittoria contro la Juventus.
L’uscita improvvisa di Gila ha solo aumentato la frustrazione del tecnico toscano, che nelle ultime settimane deve fare i conti con una rosa ridotta all’osso dagli infortuni.

Gila, che nelle ultime partite si era confermato uno dei difensori più affidabili della stagione, rischia ora di essere tenuto precauzionalmente a riposo in vista del match contro il Cagliari.
Da Formello, comunque, non trapela preoccupazione: nessun problema fisico, solo un fastidio intestinale improvviso.

⚪🔵 Una serata da dimenticare per la Lazio

Tra pareggio amaro, attacco sterile e un imprevisto “digestivo”, la trasferta di Pisa si chiude nel modo peggiore per la Lazio.
Sarri dovrà ora concentrarsi sul recupero delle energie fisiche e mentali della squadra, consapevole che il margine d’errore è ormai ridotto al minimo.



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Pisa 0-0 Lazio, le pagelle

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Partita senza emozioni a Pisa. La Lazio porta a casa un solo punto, utile solo a smuovere un po’ la classifica.

LAZIO (4-3-3): Provedel 7; Marusic 6, Gila 6.5 (61` Provstgaard 6), Romagnoli 6.5, Pellegrini 5 (46` Lazzari 5.5); Guendouzi 6, Cataldi 6, Basic 7 (46` Vecino 6); Isaksen 5.5 (81` Noslin SV), Dia 4 (46` Pedro 6), Zaccagni 6.5. ALL: Sarri 6.5



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Senza reti e sotto la pioggia: solo un punto per la Lazio a Pisa | Cronaca e Tabellino

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Finisce senza reti in Toscana, sotto la fitta pioggia pisana, in una partita dal retrogusto amaro che sa di occasione sprecata. La Lazio di Sarri finisce all’undicesimo posto, sotto il Sassuolo, e spreca l’occasione per rimanere nella parte sinistra del tabellone.

Nel primo tempo i biancocelesti gestiscono il possesso palla ma faticano a rendersi pericolosi, mentre i toscani sfiorano il vantaggio al 24’ con Touré, imbeccato da Cuadrado. La risposta laziale arriva poco dopo con Isaksen, che non inquadra la porta da buona posizione, e con un sinistro di Basic che si stampa sul palo al 35’. Nella ripresa la squadra di Sarri prova a cambiare ritmo con qualche sostituzione, ma il Pisa cresce e va vicino al gol in due occasioni con Touré: prima al 72’, fermato da un grande intervento di Provedel, poi al 78’, quando il suo colpo di testa termina di poco a lato. Una partita dalle poche emozioni che fa felici più i toscani che la formazione capitolina.

TABELLINO

Serie A Enilive | IX giornata

Giovedì 30 ottobre 2025, ore 20:45

Cetilar Arena, Pisa

PISA (3-4-2-1): Semper; Caracciolo, Canestrelli, Denoon (46` Calabresi); Touré, Aebischer, Marin (65` Moreo), Angori; Cuadrado (65` Akinsanmiro), Tramoni (65` Leris); Nzola. 

A disp.: Andrade, Scuffet, Hojholt, Meister, Buffon, Vural, Piccinini, Kandje, Bonfsnti, Lorran.

All.: Alberto Gilardino

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila (61` Provstgaard), Romagnoli, Pellegrini (46` Lazzari); Guendouzi, Cstaldi, Basic (46` Vecino); Isaksen (81` Noslin), Dia (46` Pedro), Zaccagni.

A disp.: Mandas, Furlanetto, Patric, Belahyane.

All.: Maurizio Sarri

Arbitro: Davide Massa (sez. Imperia) 

Assistenti: Dei Giudici – Trinchieri

IV ufficiale: Fabbri

V.A.R.: Maggioni

A.V.A.R.: Ghersini

NOTE. Ammoniti: 41` Denoon (P), 61` Cuadrado (P), 75` Guendouzi (L), 82` Pedro (L)

Recupero: 1` pt, 4` st.



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Pisa-Lazio, cinque assenti per Sarri: c’è la lista

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Hysaj resta alla Lazio: l'infortunio di Lazzari cambia i piani di mercato

Alla vigilia della sfida contro il Pisa in programma domani sera alle 20:45 all’Arena Garibaldi, la S.S. Lazio ha diramato la lista dei convocati.
Il tecnico Maurizio Sarri dovrà fare i conti con cinque assenze importanti: non saranno della partita Nuno Tavares, Rovella, Cancellieri, Castellanos e Hysaj.

Il difensore albanese rimarrà a Roma per curare una lieve tendinopatia al ginocchio destro, mentre gli altri quattro sono ancora alle prese con i rispettivi problemi fisici.

“La S.S. Lazio rende noto che il difensore biancoceleste Elseid Hysaj rimarrà, a scopo precauzionale, al Training Center S.S. Lazio per curare una lieve tendinopatia al ginocchio destro”, si legge nel comunicato ufficiale del club.


⚪🔵 Convocati Lazio per Pisa-Lazio

Portieri: Furlanetto, Mandas, Provedel
Difensori: Gila, Lazzari, Marusic, Patric, Pellegrini, Provstgaard, Romagnoli
Centrocampisti: Basic, Belahyane, Cataldi, Guendouzi, Vecino
Attaccanti: Dia, Isaksen, Noslin, Pedro, Zaccagni


🏥 Emergenza continua in casa Lazio

Le assenze di Rovella e Castellanos pesano soprattutto in chiave tattica.
Il primo non ha ancora recuperato completamente dai problemi muscolari che lo tormentano da settimane, mentre il secondo resterà fuori per una lesione di medio grado al retto femorale, che lo terrà lontano dai campi ancora per un po’.

Fuori anche Cancellieri, fermato da un fastidio muscolare.
Una situazione complicata che costringerà Sarri a gestire le rotazioni con attenzione, soprattutto nel reparto offensivo dove Pedro, Isaksen e Zaccagni saranno chiamati agli straordinari.


⚙️ Le scelte di Sarri per Pisa

L’obiettivo è chiaro: dare continuità alla vittoria contro la Juventus e portare a casa tre punti fondamentali per la classifica.
In difesa confermato il blocco formato da Romagnoli e Gila, con Lazzari e Marusic sugli esterni.
A centrocampo Guendouzi e Vecino si giocano una maglia da titolare accanto a Cataldi, mentre in attacco il tridente sarà probabilmente composto da Isaksen, Dia e Zaccagni.

Sarri punta tutto sulla compattezza e sulla mentalità mostrata contro i bianconeri, consapevole che la gara di Pisa può rappresentare un passaggio decisivo per rilanciare la stagione.


💬 Focus su Hysaj e infermeria

La situazione di Hysaj non preoccupa lo staff medico, ma il tecnico non vuole correre rischi.
Il giocatore resterà a Formello per seguire un percorso personalizzato di recupero, con l’obiettivo di tornare a disposizione già per la prossima gara contro il Cagliari.

La Lazio, ancora decimata dagli infortuni, dovrà stringere i denti e dimostrare che la vittoria contro la Juventus non è stato un episodio isolato.



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Isaksen Lazio adesso è intoccabile: Sarri riparte da lui

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Una foto del giocatore Gustav Isaksen con la maglia della Lazio, che si allena con i compagni a Formello dopo l'infortunio.

Fino a pochi giorni fa, qualcuno ipotizzava che la Lazio potesse fare cassa a gennaio cedendo Mandas e Gustav Isaksen per finanziare nuovi acquisti.
Un’idea che oggi appare folle, e che la vittoria contro la Juventus ha definitivamente smentito.

Perché, piaccia o no, Isaksen è diventato un giocatore imprescindibile per questa squadra.
Anche lontano dalla sua forma migliore, il danese ha dimostrato di essere l’unico in grado di spaccare le partite e di accendere la luce in un attacco spesso sterile.

⚡ Isaksen, l’uomo che crea sempre pericoli

Contro la Juventus, Isaksen è stato il giocatore più pericoloso in campo, nonostante fosse ancora lontano dal top della condizione.
Ha vinto numerosi duelli, guadagnato falli, messo in crisi la difesa bianconera e creato occasioni da gol che solo per imprecisione non si sono trasformate in reti.

Il suo difetto principale è noto: manca di lucidità sotto porta.
Ma è altrettanto vero che è l’unico a costruire costantemente azioni pericolose, saltando l’uomo con naturalezza e rompendo l’equilibrio delle difese avversarie.

“Se avesse la freddezza di un bomber da 20 gol, staremmo parlando di uno dei migliori esterni della Serie A,” sottolineano da Formello.

🔵 L’unico che spacca le partite

In una Lazio grintosa ma povera di qualità, Isaksen rappresenta quella scintilla di imprevedibilità che permette di vincere partite complicate.
Lo si è visto contro la Juventus, ma anche in molte gare della scorsa stagione: quando c’è lui, la squadra crea. Quando manca, si spegne.

Nonostante non abbia ancora raggiunto la condizione ideale, il danese è riuscito a trascinare la squadra e a costringere la Juventus a raddoppi continui.
E questo, in un calcio tattico e chiuso come quello italiano, fa la differenza.

🧩 Zaccagni in calo, Cancellieri in bilico

Sul fronte opposto, Mattia Zaccagni continua a deludere.
Contro la Juventus non ha giocato male, ma non è più il giocatore devastante ammirato nel secondo anno di Sarri.
Meno brillante, meno incisivo e spesso prevedibile, sembra vivere un’involuzione che dura ormai da mesi.

Discorso diverso per Matteo Cancellieri, autore di una buona prima parte di stagione ma ancora discontinuo.
Rispetto a Isaksen, l’ex Verona ha meno qualità tecnica e meno capacità nell’uno contro uno, anche se vanta una progressione superiore.
Tuttavia, oggi come oggi, non può contendere il posto al danese, che rimane una delle poche certezze della rosa.

💬 Sarri ha scelto: Isaksen è un punto fermo

Lo stesso Maurizio Sarri lo ha ribadito nel post partita: Isaksen è un giocatore su cui costruire.
Un profilo che, per caratteristiche, manca completamente nel resto della rosa e che in un campionato come la Serie A può diventare devastante.

“Isaksen è uno di quelli che ti fa la differenza nelle grandi partite,” ha confidato il tecnico toscano.

Da qui l’idea di ripartire proprio da lui, accantonando le voci di mercato.
Venderlo a gennaio, oggi, sarebbe un suicidio tecnico e un segnale devastante per l’ambiente.

La Lazio deve ripartire da chi ha fame, corsa e talento.
E in questo momento, il danese incarna esattamente tutto ciò che serve a questa squadra per ritrovarsi.



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Pisa-Lazio, trasferta vietata ai tifosi: scoppia la polemica

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Muro di tifosi della SS Lazio nel settore ospiti durante una trasferta di Serie A

Una decisione assurda, che ha scatenato la rabbia e la delusione del popolo biancoceleste.
La trasferta dei tifosi della Lazio a Pisa è stata vietata all’ultimo momento, quando i biglietti per il settore ospiti erano già stati venduti e migliaia di sostenitori avevano organizzato il viaggio, prenotato alberghi e pagato spostamenti.

Una situazione paradossale che ancora una volta mette in luce le gravi lacune organizzative del calcio italiano.

⚠️ Decisione a sorpresa dopo la vendita dei biglietti

I biglietti per il settore ospiti dell’Arena Garibaldi erano stati messi in vendita regolarmente e, come accade in ogni trasferta della Lazio, andati esauriti in meno di mezz’ora.
Tutto sembrava pronto per la solita invasione biancoceleste, ma a distanza di tre giorni è arrivato il comunicato che vieta la trasferta ai tifosi della Lazio, per motivi di ordine pubblico.

Una decisione presa a ridosso della partita, con l’aggravante che molti tifosi avevano già acquistato biglietti del treno, prenotato hotel e richiesto permessi di lavoro.

“È uno scandalo – scrivono in molti sui social – prima vendono i biglietti e poi bloccano la trasferta. Una presa in giro totale.”

💣 La rabbia dei tifosi

La decisione è stata accolta come l’ennesima umiliazione per i sostenitori biancocelesti, che da mesi lamentano restrizioni costanti e trattamenti differenti rispetto ad altre tifoserie.

“In Inghilterra non succederebbe mai – si legge nei commenti – lì il tifo è parte integrante dello spettacolo. Da noi, invece, sembra quasi un fastidio.”

Molti tifosi hanno sottolineato il paradosso: lo scorso 25 agosto, in occasione di Pisa-Roma, ai tifosi giallorossi era stata consentita la trasferta, nonostante episodi di cori discriminatori e gesti offensivi.
Eppure, in quel caso, nessuna sanzione, nessuna chiusura dei settori, nessun divieto.

Da qui la sensazione di “due pesi e due misure”, che ha esasperato ulteriormente l’ambiente laziale.

⚽ “Il vero problema non è la pirateria”

La protesta dei tifosi si è estesa anche al comportamento della Lega Serie A, accusata di preoccuparsi più della “pirateria” che della gestione del pubblico negli stadi.

“Il presidente della Lega parla sempre di pirateria come male del calcio – commentano i tifosi – ma il vero male è questo.
Non si possono bloccare le trasferte due giorni prima della partita, dopo aver incassato i soldi dei biglietti. È una vergogna.”

L’appello dei sostenitori biancocelesti è chiaro: la Lega Calcio deve rimborsare i tifosi e posticipare la gara, garantendo la presenza del pubblico ospite, elemento fondamentale per l’equilibrio sportivo e per il rispetto del gioco.

🚫 La tessera del tifoso e le contraddizioni

A finire sotto accusa anche la tessera del tifoso, che doveva servire per identificare i responsabili di eventuali incidenti e garantire libertà di movimento ai sostenitori corretti.
Nei fatti, però, continua a essere uno strumento inefficace: si punisce l’intera tifoseria, senza individuare i singoli colpevoli.

“All’estero sanno benissimo chi entra e chi esce dallo stadio – denunciano i tifosi – da noi invece si blocca tutto e basta.”

🔵 “Due pesi e due misure”

Il confronto con altre tifoserie è inevitabile.
I laziali vengono puntualmente penalizzati, mentre altri club sembrano godere di una maggiore tolleranza.
La sensazione è quella di un sistema che applica le regole a geometria variabile, perdendo credibilità e rispetto anche a livello internazionale.

Per questo molti chiedono un intervento immediato della Lega e del Ministero dell’Interno, affinché situazioni del genere non si ripetano.

In un calcio che si definisce “moderno e inclusivo”, vietare le trasferte all’ultimo minuto è una figuraccia mondiale.



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Lazio, contro Pisa e Cagliari servono 6 punti

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I giocatori della Lazio esultano all’Olimpico dopo la vittoria con la Juventus: ora servono 6 punti contro Pisa e Cagliari per rilanciare la stagione.

Come scrive il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, la Lazio non può più sbagliare.
Dopo la vittoria contro la Juventus, la squadra biancoceleste è chiamata a dare continuità ai risultati: contro Pisa e Cagliari, servono sei punti pieni per rilanciare la corsa verso la zona Europa e restituire fiducia a un ambiente ancora scottato da un inizio di stagione deludente.

⚪🔵 Due partite da vincere a tutti i costi

Il calendario offre ora una doppia occasione da non fallire.
Prima la trasferta all’Arena Garibaldi contro il Pisa, poi il monday night all’Olimpico contro il Cagliari: due sfide in cui la Lazio dovrà dimostrare maturità, carattere e capacità di chiudere le partite.

La squadra biancoceleste avrà anche un piccolo vantaggio: in entrambi i casi scenderà in campo conoscendo già i risultati delle rivali, un elemento che potrebbe aiutare nella gestione della pressione e nella motivazione.

“Non sono ammessi passi falsi – scrive il Corriere – perché l’obiettivo resta chiaro: dare continuità alla vittoria con la Juventus e accorciare sulla zona Europa.”

🩺 Emergenza infortuni ma spirito ritrovato

La Lazio ha dovuto affrontare una lunga serie di infortuni e defezioni di giocatori chiave, una situazione resa ancora più complicata da un mercato bloccato che non ha permesso a Baroni di intervenire con nuovi innesti.
Eppure, nonostante tutto, la squadra ha dimostrato compattezza e spirito di reazione.

Dopo un avvio drammatico – con tre sconfitte nelle prime quattro giornate – i biancocelesti hanno invertito la rotta, conquistando 8 punti nelle ultime quattro partite contro Genoa, Torino, Atalanta e Juventus.
Una mini-striscia positiva che ha ridato morale e fiducia all’ambiente.

💪 Lavoro e vantaggio a Formello

Senza coppe europee, la Lazio può ora sfruttare al massimo gli allenamenti quotidiani a Formello, concentrandosi sulla tattica e sul recupero fisico dei titolari.
Il ritmo serrato di lavoro sta già portando benefici visibili, con un gruppo più compatto e un’identità tattica più chiara.

Il tecnico biancoceleste punta tutto sulla continuità del rendimento: il successo contro la Juventus deve essere il punto di partenza per una scalata in classifica, non un episodio isolato.

“L’assenza delle coppe deve essere un vantaggio, non un peso. Ora serve costanza e concentrazione,” trapela da Formello.

🏁 La missione: rilanciare la stagione

Domani il Pisa, lunedì il Cagliari: sei punti per sognare di nuovo.
La Lazio deve ritrovare la mentalità vincente e tornare a essere una squadra temuta, capace di dominare e concretizzare le occasioni create.

Una doppia vittoria riporterebbe entusiasmo e permetterebbe ai biancocelesti di avvicinarsi sensibilmente alla zona Europa.
L’obiettivo è chiaro, e non ammette distrazioni: vietato fallire.



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Juventus, ufficiale: Luciano Spalletti nuovo allenatore

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Luciano Spalletti è il nuovo allenatore della Juventus. Subentra a Tudor dopo l’esonero. Contratto fino a giugno con opzione di rinnovo.

La notizia è ufficiale: Luciano Spalletti è il nuovo allenatore della Juventus.
Il tecnico toscano prende il posto di Igor Tudor, esonerato lunedì mattina all’indomani della sconfitta contro la Lazio, che ha segnato la fine anticipata della sua avventura bianconera.

Spalletti torna così in panchina dopo il deludente intermezzo alla guida della Nazionale Italiana, chiuso tra critiche e risultati al di sotto delle aspettative.

⚽ L’accordo con la Juventus

Come anticipato nelle ultime ore, l’accordo tra Spalletti e la Juventus prevede un contratto fino a fine stagione, con opzione di rinnovo legata ai risultati sportivi e al piazzamento finale in campionato.

Il tecnico, che non allenava un club dal trionfo con il Napoli campione d’Italia nel 2023, ha accettato le condizioni economiche e contrattuali imposte dalla dirigenza juventina pur di tornare in panchina.

🔁 Una panchina che scotta

L’arrivo di Spalletti rappresenta un cambio di rotta netto dopo la gestione Tudor, durata appena pochi mesi e mai davvero decollata.
Il tecnico croato non è riuscito a dare identità e continuità alla squadra, alternando moduli e idee senza mai trovare un equilibrio.

“Tudor non era un allenatore da Juventus – si legge tra i commenti dei tifosi – ma è anche vero che non gli sono stati dati i giocatori giusti.”

L’ex allenatore del Verona aveva infatti richiesto Colo Muani, ma la società ha virato su Jonathan David, poco adatto al suo stile di gioco.
Un mercato confuso, unito a risultati deludenti, ha portato all’inevitabile esonero.

🧩 Tre allenatori a libro paga

Con la firma di Spalletti, la Juventus si trova in una situazione paradossale dal punto di vista economico: il club ha attualmente tre allenatori sotto contratto.
Oltre al nuovo tecnico, infatti, la società continua a pagare Thiago Motta, esonerato in estate, e Igor Tudor, appena sollevato dall’incarico.

Un dettaglio che evidenzia quanto la situazione bianconera sia delicata anche a livello gestionale e finanziario.

🔵 Spalletti e la sfida della rinascita

Luciano Spalletti torna ad allenare dopo un anno di pausa, determinato a riscattare la delusione con la Nazionale.
Sarà interessante vedere come verrà accolto a Torino, considerando il suo passato a Napoli, dove aveva persino celebrato lo scudetto con un tatuaggio dedicato al club partenopeo.

L’obiettivo, però, è chiaro: riportare serenità e identità a una squadra in difficoltà, cercando di rilanciare i bianconeri nella corsa alla Champions League.

Il debutto non sarà immediato: Spalletti non siederà in panchina nella gara contro l’Udinese, ma dirigerà il primo allenamento da domani, dando il via ufficiale alla sua nuova avventura juventina.

🏁 Una sfida da tutto o niente

Per la Juventus e per Spalletti, questa sarà una scommessa reciproca: la società punta sull’esperienza del tecnico per salvare la stagione, mentre l’allenatore cerca una rivincita personale dopo la fine amara in azzurro.

Le prossime settimane diranno se questa unione d’emergenza potrà trasformarsi in un rilancio vero.



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Biglietti Lazio-Cagliari: Prevendita al Via e Speciale “4 Insieme”. Tutti i Dettagli e i Prezzi

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Una panoramica della Curva Nord dello Stadio Olimpico piena di tifosi della Lazio con bandiere e sciarpe.

La S.S. Lazio ha annunciato l’apertura della prevendita per la sfida di campionato contro il Cagliari, in programma lunedì 3 novembre. Attiva la tariffa “4 Insieme” per gruppi e tutte le informazioni su acquisto, agevolazioni e accessi all’Olimpico.

ROMA – La S.S. Lazio comunica ufficialmente che, a partire dalle ore 17:00 di martedì 28 ottobre, saranno disponibili i biglietti per l’ottava giornata del campionato Serie A Enilive, che vedrà i biancocelesti affrontare il Cagliari. La gara è in programma lunedì 3 novembre alle ore 20:45 allo Stadio Olimpico.

Per questa importante sfida, la società ha attivato una speciale promozione: la tariffa “4 Insieme”, che consente di acquistare quattro biglietti dello stesso settore ad un prezzo vantaggioso, obbligatoriamente e contemporaneamente.


Dove Acquistare i Biglietti

Sarà possibile acquistare i biglietti attraverso i seguenti canali:

  • ON-LINE: tramite il circuito Vivaticket.
  • Punti vendita Vivaticket: elenco completo disponibile sul sito.
  • Lazio Style 1900: per le tariffe agevolate (Invalidi al 100% e Disabili in carrozzella, entrambi con accompagnatori) e per il ritiro omaggi Under 14.

Nota Bene: A chi acquista online, verrà applicata una commissione di servizio pari al 3,80%.


Prezzi dei Biglietti Lazio-Cagliari

Ecco la tabella dettagliata dei prezzi per i vari settori dello Stadio Olimpico:

SettoreInteroInvalidi civili al 100% e accompagnatoreRidotto Under 16Aquilotto Under 14 (*)4 INSIEME (****)
TR. D’ONORE CON HOSPITALITY300 €====== 820 €
TR. D’ONORE LAT. DESTRA150€======410 €
TR. MONTE MARIO TOP70 €35€35€OMAGGIO820 €
TR. MONTE MARIO LAT.55€30€30 €OMAGGIO150€
TR. TEVERE GOLD70€35€35€OMAGGIO185 €
TR. TEVERE TOP65€30€55 €OMAGGIO170 €
TR. TEVERE40 €22€40 €==110 €
TR. TEVERE PARTERRE CENTRALE40€22 €22€==110€
TR. TEVERE PARTERRE LAT.40€22€22€==110€
TR. TEVERE NON DEAMB. IN CARROZZELLA5 €========
TR. TEVERE ACCOMPAGNO. NON DEAMB. IN CARR.30 €========
CURVA MAESTRELLI30 €18€18 €OMAGGIO 80€
DISTINTI SUD EST30€18€18€OMAGGIO80€
DISTINTI SUD OVEST – OSPITI30€========

Legenda Tariffe Speciali e Note:

  • (*) I biglietti ridotti Invalidi Civili al 100% e la Tribuna Tevere non deambulanti (entrambi con accompagnatore) possono essere acquistati solo presso i Lazio Style 1900.
  • (**) Possono acquistare un tagliando Ridotto Under 16 i ragazzi nati dal 01/01/2009.
  • (***) Tutti i ragazzi nati dal 01/01/2011, accompagnati da un genitore (o parente entro il 4° grado) in possesso di biglietto a pagamento, potranno accedere gratuitamente allo stadio ritirando contemporaneamente l’apposito tagliando nominativo omaggio e il biglietto a pagamento dell’accompagnatore. L’operazione Omaggio Under 14 si può effettuare esclusivamente presso uno dei Lazio Style 1900 e, solo il giorno della gara, presso la biglietteria di Via Nigra. Il ritiro del biglietto omaggio under14 deve essere fatto in contemporanea all’acquisto del biglietto dell’adulto.
  • (****) Per usufruire dell’iniziativa “4 Insieme”, è obbligatorio acquistare tutti e 4 i biglietti contemporaneamente.
  • I bambini di 4 anni (nati dal 01/01/2021) accedono allo stadio gratuitamente e senza biglietto, presentando un documento di identità o la tessera sanitaria.

Informazioni Importanti per l’Accesso e l’Acquisto

  • Fidelity Card: Tutti coloro che sono in possesso della Fidelity Card Millenovecento o Eagle e non sono abbonati, potranno richiedere al momento dell’acquisto (anche online) che il titolo d’ingresso venga caricato elettronicamente sulla stessa.
  • Controllo Identità: All’ingresso, il controllo dell’identità sarà effettuato su ogni singolo spettatore; è obbligatorio esibire un documento di identità, compresi i minorenni. Non verranno considerate idonee le patenti di ultima generazione senza indicazione di residenza.
  • Numero Massimo Biglietti: Nella vendita libera, il numero massimo di biglietti acquistabili da una singola persona è di quattro. È possibile presentare per le altre eventuali tre persone anche solo la copia del documento d’identità.

Punti di Accesso allo Stadio Olimpico:

  • Via dei Gladiatori: Media – Sponsor Hospitality – Tribuna D’Onore – Autorità e Tribuna Monte Mario.
  • Piazza Lauro De Bosis: Tribuna Tevere, Distinti Sud Est.
  • Viale delle Olimpiadi: Curva Maestrelli.
  • Via Nigra-Stadio dei Marmi: Tribuna Disabili in Carrozzella.
  • Piazza Piero Dodi: Curva Nord – Distinti Nord Est e Nord Ovest – Tribuna Tevere.

Cambio Nominativo e Accrediti

  • Cambio Nominativo: Sarà possibile fare il cambio nominativo dei biglietti e degli abbonamenti (per questi ultimi solo per tariffa corrispondente: donna per donna, under per under, ecc.). Il cambio nominativo è sempre vietato per i biglietti del settore ospiti.
  • Biglietteria Via Nigra (Giorno Gara): Solo ed esclusivamente il giorno della gara, dalle ore 16:45, sarà aperta la biglietteria presso il box di Via Nigra – Stadio dei Marmi – Sportello Biglietteria. Presso lo stesso punto vendita verranno rilasciati i biglietti Coni e FIGC, ma solo dalle ore 16:45 alle 18:45 – Sportello Accrediti.

Esposizione Striscioni Non Censiti

Per esporre uno striscione NON CENSITO DALL’OSSERVATORIO allo stadio, è obbligatorio presentare una richiesta entro 48 ore dall’evento inviandola a: SLO@SSLAZIO.IT. Il richiedente verrà contattato solo in caso di esito negativo.



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Pisa-Lazio: Sarri Cerca Conferme All’Arena Garibaldi, Le Probabili Formazioni e Dove Vedere il Match

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Dove vedere Lazio Como TV streaming formazioni Sarri
Lazio-Como, probabili formazioni e dove vederla in tv e streaming

Dopo la vittoria sulla Juventus, la Lazio affronta il Pisa di Gilardino. Biancocelesti a caccia del quinto risultato utile consecutivo. Torna la formazione tipo di Sarri. Tutte le info su dove vedere la partita in TV e streaming.

PISA – Dopo la convincente vittoria casalinga contro la Juventus, la Lazio si prepara a una nuova sfida, questa volta in trasferta, sul terreno dell’Arena Garibaldi (nota anche come Cetilar Arena). Giovedì, la squadra di Maurizio Sarri affronterà il Pisa di Alberto Gilardino in un match valido per la nona giornata di Serie A. L’obiettivo dei biancocelesti è dare continuità all’attuale striscia di quattro risultati utili consecutivi (Genoa, Torino, Atalanta e Juventus) e consolidare la propria posizione in classifica.

La partita si preannuncia molto ostica. Il Pisa, infatti, è reduce da un ottimo pareggio a Milano contro una big del campionato, un risultato che potrebbe aver ridato morale alla squadra toscana, attualmente in lotta per allontanarsi dalle zone basse della classifica.


Le Probabili Formazioni

Per la gara di giovedì, il “Comandante” Maurizio Sarri dovrebbe affidarsi alla formazione tipo, tenendo conto naturalmente degli infortunati.

Pisa (3-5-2): Semper; Canestrelli, Caracciolo, Bonfanti; Tourè, Akinsanmiro, Aebischer, Vural, Leris; Tramoni, Nzola. All.: Alberto Gilardino

Lazio (4-3-3): Provedel; Lazzari, Gila, Romagnoli, Marusic; Cataldi, Guendouzi, Basic; Isaksen, Dia, Zaccagni. All.: Maurizio Sarri

Tra i pali, confermato Provedel. La difesa vedrà la coppia centrale Gila (reduce da due ottime prestazioni) e Romagnoli. Sulle fasce difensive, l’unico dubbio riguarda la presenza dal primo minuto di Pellegrini, con Lazzari pronto a sostituirlo sulla destra, mentre sulla fascia opposta spazio a Marusic. A centrocampo, confermato Cataldi in regia, affiancato da Guendouzi e dall’uomo del momento, Basic, molto ispirato dopo il gol decisivo contro la Juventus. Davanti, dovrebbe essere riproposto il tridente visto contro i bianconeri, con capitan Zaccagni a sinistra, Isaksen sulla fascia destra e Dia come prima punta.


Dove Vedere Pisa-Lazio in TV e Streaming

La partita Pisa-Lazio, valida per la nona giornata di Serie A, sarà visibile in diretta giovedì 30 ottobre 2025 (orario 20:45) su:

  • DAZN: Disponibile in streaming live e on demand tramite app (Smart TV, PC, smartphone, tablet o console) o sito ufficiale.
  • Sky Sport: Sui canali dedicati (con un abbonamento che includa il pacchetto Calcio). Sarà possibile seguirla anche in streaming su NOW (previa sottoscrizione del Pass Sport).


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Calciomercato Lazio: Pace Fatta tra Sarri e Lotito, Ma i Nodi del Mercato Restano. Tra Sogni (Zielinski, Oyarzabal) e Possibili Arrivi (Ilic, Insigne, Martin)

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Scontro Sarri Lotito Fabiani Formello Lazio crisi società

Dopo i confronti a Formello, la serenità è tornata in casa Lazio, ma Sarri attende risposte concrete sul mercato. Tra limiti economici, cessioni condivise (Dele-Bashiru, Belahyane, Noslin) e acquisti in prestito, i biancocelesti cercano una mezzala, un esterno e un play. Mandas e Guendouzi tra i cedibili di peso, ma Sarri pone il veto senza contropartite.

ROMA – I vertici tra Maurizio Sarri, il direttore sportivo Angelo Fabiani e il presidente della Lazio Claudio Lotito, andati in scena tra venerdì e sabato a Formello, hanno riportato serenità nei rapporti interni della Lazio. Il clima si è rasserenato, almeno sul piano dei principi, ma ora il tecnico attende risposte concrete dal mercato di gennaio. Il presidente ha assicurato che la società farà “quanto non è stato possibile realizzare in estate”, ma, come riporta Il Messaggero, restano i limiti imposti dai parametri economici: la Lazio non sa ancora se potrà muoversi liberamente o se dovrà rispettare un saldo complessivo pari a zero.


La Strategia e i Limiti Economici

Qualunque sarà la strategia della Lazio, sarà fondamentale ricorrere a operazioni in prestito con obbligo di riscatto, così da non appesantire il “costo del lavoro allargato”. A marzo, la società dovrà mantenere il rapporto tra spese e ricavi entro il 70 percento per scongiurare nuove restrizioni dagli organi di controllo.

Sarri, già dopo il blocco Co.Vi.So.C. del 23 giugno, aveva scelto di non abbandonare il progetto grazie anche alla promessa di avere piena partecipazione nelle future mosse di mercato. Una prima convergenza è stata trovata: le cessioni invernali di Dele-Bashiru, Belahyane e Noslin appaiono condivise, rappresentando potenziali plusvalenze senza intaccare i piani tattici.


Le Richieste di Sarri: Mezzala e Esterno le Priorità

Sarri pretende profili che si integrino perfettamente nel sistema. L’ideale per il centrocampo della Lazio sarebbe una mezzala come Zielinski, oggi all’Inter con un ingaggio da top e quindi praticamente inarrivabile. In alternativa, il nome di Ivan Ilic, poco utilizzato a Torino e potenzialmente acquistabile a cifre sostenibili, risponde a logiche più realistiche.

Il tecnico desidera anche un esterno affidabile: Lorenzo Insigne, svincolato e pronto a rimettersi in gioco, rappresenta una soluzione immediata, sebbene non futuribile per il progetto a lungo termine. Le valutazioni su Tavares in uscita potrebbero aprire la porta ad Aaron Martin del Genoa, considerato un profilo funzionale per la difesa. In regia, si attenderà l’esito del percorso di Rovella: in caso di intervento chirurgico, servirà un play aggiuntivo per non lasciare solo Cataldi nel ruolo.


La Visione della Dirigenza: Offerte dall’Estero e Veto di Sarri

La dirigenza spingerebbe per posticipare le decisioni a metà o fine novembre, quando le offerte di mercato potrebbero ridefinire gli scenari. Diversi elementi biancocelesti godono infatti di grande mercato all’estero: Mandas, Gila, Guendouzi, Isaksen e Castellanos porterebbero ricavi importanti. Tuttavia, Sarri opporrà il veto sulle cessioni eccellenti se non ci saranno contropartite di pari livello, a tutela della competitività della rosa.

Le priorità sono state ribadite: un centrocampista box-to-box e un esterno, le stesse necessità evidenziate già a giugno. A seguire, si interverrà su difesa e attacco. Nel reparto offensivo restano nei suoi radar profili graditi come Raspadori, Daghim e Pio Esposito. L’allenatore, in prospettiva, continua a sognare un finalizzatore del calibro di Oyarzabal o un altro vero goleador.

Il mercato di gennaio si preannuncia quindi complesso, un equilibrio delicato tra le esigenze tattiche del “Comandante” e i vincoli economici della società, con la speranza di trovare le giuste pedine per dare slancio alla stagione.



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Belahyane, la Lazio valuta l’addio: servono 11-12 milioni

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Andrea Pinamonti e Reda Belahyane titolari in Udinese Lazio di Serie A
Le probabili formazioni di Udinese-Lazio: Gattuso lancia Pinamonti dal primo minuto e Belahyane in cabina di regia.

Arrivato nel gennaio scorso con grandi aspettative, Reda Belahyane continua a trovare pochissimo spazio nella Lazio di Maurizio Sarri.
Nonostante l’impegno e la disponibilità, il giovane centrocampista francese-marocchino non è riuscito finora a convincere lo staff tecnico: le caratteristiche che Sarri richiede — mezzala o regista con tempi giusti, ordine tattico e capacità verticali — non sono ancora emerse concretamente.

Le cifre dell’operazione e la valutazione attuale

Belahyane era stato acquistato dal Hellas Verona dalla OGC Nice per una cifra che si aggira attorno ai 9 milioni + bonus.
Ora, però, la Lazio lo considera di fatto in uscita: secondo le ultime indiscrezioni, diversi club — tra cui il Como 1907 — lo seguono concretamente, ma la condizione posta dal club biancoceleste è chiara: servono 11-12 milioni di euro per cedere il suo cartellino.

Motivi del possibile addio

  • Belahyane ha trovato poco spazio con Sarri, come già era accaduto con il predecessore Marco Baroni.
  • Il suo ruolo è ancora poco definito: non è “mezzala” pura ma nemmeno regista, secondo le indicazioni del tecnico.
  • La Lazio potrebbe cogliere l’occasione per monetizzare, registrare una plusvalenza e finanziare il mercato invernale o altre esigenze economiche.

Prospettive e scenari

Se l’offerta giusta arriverà, la Lazio potrebbe farlo partire già nel prossimo mercato invernale. Il Como sembra in prima fila, con un allenatore (Cesc Fàbregas) che stima il giocatore e lo considera perfetto per il suo progetto tecnico.
Altrimenti, il club biancoceleste potrebbe optare per tenerlo, ma la situazione resta in “stand-by” finché non si chiarisce il suo ruolo nel progetto tecnico di Sarri.

Conclusione

Belahyane resta un profilo interessante dal punto di vista del valore di mercato e dei numeri, ma al momento non sembra rientrare nella linea tattica della Lazio.
Il club ha preso posizione: chi lo vuole deve mettere sul tavolo almeno 11-12 milioni di euro. Se non arriverà tale proposta, sarà da valutare se il giocatore accetterà un ruolo da comprimario oppure cercherà un nuovo contesto per rilanciarsi.



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Lotito (Presidente Lazio) a DAZN: “Fiducia e Unione. Stiamo Definendo per lo Stadio Flaminio. Mercato? Faremo il Necessario”

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Claudio Lotito intervista DAZN bordocampo stadio Olimpico.
Claudio Lotito e Maurizio Sarri discutono a Formello sul mercato di gennaio della Lazio, con Lorenzo Insigne tra i possibili obiettivi.

Prima di Lazio-Juventus, il Presidente biancoceleste rassicura i tifosi: “L’unione fa la forza”. Annuncia novità sul Flaminio e un mercato invernale più attivo. Critica le polemiche arbitrali.

ROMA – Un messaggio di fiducia, unione e prospettive future. Così il Presidente della Lazio, Claudio Lotito, è intervenuto ai microfoni di DAZN nel prepartita del big match contro la Juventus all’Olimpico. Lotito ha voluto rassicurare i tifosi biancocelesti, fare il punto sulla situazione dello Stadio Flaminio e commentare le recenti polemiche arbitrali.


Fiducia, Unione e lo Stadio Flaminio: “Visione che Troverà Conferma”

Il Presidente ha esordito richiamando all’unità, in un momento di risultati altalenanti.

“La critica costruttiva è giusta se non arrivano i risultati. I tifosi sono il dodicesimo uomo in campo, tutti dobbiamo remare dalla stessa parte e possiamo cambiare questa situazione che fatti imponderabili hanno generato. Serve avere fiducia perché stiamo costruendo una società solida, stiamo definendo per lo Stadio Flaminio e l’Academy, c’è una visione che nel giro di poco tempo troverà conferma nei risultati e nei fatti concreti”.

Un appello alla compattezza dell’ambiente e un annuncio importante: la società sta lavorando attivamente per il progetto Stadio Flaminio e l’Academy, segnali di una visione a lungo termine che promette sviluppi concreti.


Polemiche Arbitrali: “Sistema va Accompagnato, non Destabilizzato”

Lotito ha poi espresso la sua opinione sulle recenti polemiche arbitrali che hanno coinvolto, in particolare, la partita Napoli-Inter.

“Polemiche Napoli – Inter? Un sistema va seguito ma non destabilizzato, nel momento in cui c’è un avvicendamento generazionale come quello della classe arbitrale va accompagnato da una serie di apporti, serve farlo crescere e renderlo migliore”.

Un approccio costruttivo, che invita a sostenere la crescita della classe arbitrale piuttosto che destabilizzarla con critiche eccessive.


Mercato e Rapporto con Sarri: “Faremo il Necessario”

Il tema caldo del mercato di gennaio e il rapporto con Maurizio Sarri sono stati toccati dal Presidente, che ha cercato di stemperare le tensioni.

“Mercato? Con Sarri c’è un rapporto di stima e affetto. Abbiamo un rapporto bellissimo, tutti vogliono il bene della società e dei tifosi. La società farà tutto il necessario, ci è stato impedito in estate. Quello che è successo quest’anno non è mai successo, tra infortuni e situazioni specifiche che hanno condizionato i risultati. Capiamo i malumori della tifoseria, se non vengono raggiunti i risultati c’è tristezza, sconforto e critica, ma ritengo che ci siano le condizioni per superare questo momento. L’unione fa la forza, tutti insieme possiamo raggiungere i nostri obiettivi e grandi risultati”.

Lotito ha ribadito la stima e l’affetto per Sarri, spiegando che la società farà “tutto il necessario” sul mercato, dopo un’estate in cui, a suo dire, gli interventi sono stati “impediti”. Ha attribuito la situazione attuale a “fatti imponderabili”, come l’ondata di infortuni, e ha concluso con un forte richiamo all’unione come chiave per superare il momento e raggiungere gli obiettivi.



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Lazio-Juventus 1-0: Basic Eroe all’Olimpico! Biancocelesti Battono la Vecchia Signora con Organizzazione e Cuore

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Toma Basic in azione con la maglia della Lazio

Un gol capolavoro di Toma Basic al 9′ decide il big match dell’Olimpico. La Lazio di Sarri, decimata dagli infortuni, si impone per 1-0 sulla Juventus, mostrando organizzazione e resilienza. Secondo clean sheet consecutivo e crisi nera per i bianconeri.

ROMA – La Lazio compie un autentico capolavoro! Nonostante l’emergenza infortuni e le mille difficoltà, la squadra di Maurizio Sarri batte 1-0 la Juventus di Igor Tudor all’Olimpico, nel posticipo dell’8ª giornata di Serie A Enilive. L’uomo del momento è Toma Basic, passato da fuori lista a eroe con una prodezza che ha infiammato lo stadio. Insieme al croato, grande protagonista è proprio il tecnico, i cui ragazzi hanno giocato una partita perfetta sotto il profilo dell’organizzazione e della resilienza, conquistando il secondo clean sheet consecutivo e 4 punti in due partite che sembravano proibitive.


Il Tabellino del Match

LAZIO (4-3-3): Provedel; Lazzari (54 Pellegrini), Gila, Romagnoli, Marusic; Guendouzi, Cataldi, Basic (68 Vecino); Isaksen (83 Pedro), Dia (82 Noslin), Zaccagni. A disp.: Mandas, Furlanetto, Patric, Belahyane, Hysaj, Provstgaard. All.: Maurizio Sarri

JUVENTUS (3-5-2): Perin; Kalulu, Gatti (86 Joao Mario), Kelly; Conceicao, McKennie (78 Openda), Locatelli, Koopmeiners (66 Thuram), Cambiaso (46 Yildiz); David (66` Kostic), Vlahovic. A disp.: Di Gregorio, Fuscaldo, Zhegrova, Adzic, Miretti, Rugani, Pedro Felipe. All.: Igor Tudor

Marcatore: 9` Basic (L)

Arbitro: Andrea Colombo (sez. Como) Assistenti: Alassio – Tegoni IV ufficiale: Crezzini V.A.R.: Meraviglia A.V.A.R.: Maresca

NOTE. Ammoniti: 30 Koopmeiners (J), 34 Lazzari (L), 53 Locatelli (J), 54 McKennie (J), 64 Kelly (J), 90 Guendouzi (L). Recupero: 1 pt; 5 st

Stadio: Stadio Olimpico, Roma Serie A Enilive | 8ª giornata Domenica 26 ottobre 2025, ore 20:45


La Cronaca del Trionfo Biancoceleste

Le Scelte di Sarri: Il tecnico biancoceleste ha confermato la formazione ipotizzata dopo la rifinitura. Lazzari e Marusic ai lati della difesa, con il montenegrino tornato a sinistra. Davanti a Provedel, la coppia Gila-Romagnoli. A centrocampo, il terzetto di Bergamo con Guendouzi, Cataldi e l’eroe Basic. In attacco, Dia supportato da Isaksen e Zaccagni.

Basic-Follia e Vantaggio Lazio (9′): La Lazio parte subito forte. Dopo una discesa di Zaccagni e un’azione di Isaksen, al 9′ Cataldi recupera palla e serve Basic, che da fuori area scaglia una bomba che si infila all’angolino alla sinistra di Perin. L’Olimpico esplode: Lazio in vantaggio 1-0!

La Juventus prova a reagire. Vlahovic viene ostacolato da Romagnoli, poi una conclusione di Conceicao finisce fuori. Al 32′ la Lazio sfiora il raddoppio con Guendouzi, ma Gatti salva a Perin battuto. La Juventus ci prova con un tiro di David parato da Provedel e un’occasione di Conceicao che calcia alto. L’ultimo acuto del primo tempo è ancora di Conceicao per Vlahovic, bloccato da Provedel.

Resilienza Biancoceleste e il Muro di Cataldi (93′): Nella ripresa, la Juventus inserisce Yildiz e spinge sull’acceleratore. Al 47′ brivido per la Lazio: Vlahovic colpisce la traversa, ma l’azione è viziata da un fuorigioco. La Lazio gestisce il vantaggio con grande applicazione difensiva. Sarri interviene con i cambi: Pellegrini per Lazzari (54′), Vecino per Basic (68′), Pedro e Noslin per Isaksen e Dia (82’/83′). La Juventus risponde con Kostic, Thuram e Openda. Al 75′ Provedel smanaccia un colpo di testa di Thuram in mischia, salvando ancora il risultato. Al 79′ Isaksen sfiora il raddoppio.

Il finale è un assedio bianconero, ma la Lazio resiste con il cuore. Al 93′ Cataldi si immola ribattendo con il corpo un tiro a botta sicura di Yildiz: un intervento che vale come un gol, che sigilla l’1-0!

Al fischio finale di Colombo, l’Olimpico esplode in un tripudio di gioia. La Lazio sale a quota 11 in classifica, mentre la Juventus sprofonda in una crisi nera con la terza sconfitta consecutiva.



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Calcio italiano, la nuova frontiera dei fondi Americani: dopo i club, la Borsa

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Dalla Serie A a Wall Street: la nuova era del calcio italiano”.

Con il passaggio ufficiale del Monza dalla Fininvest della famiglia Berlusconi al fondo statunitense Beckett Layne Ventures, la Serie A entra definitivamente in una nuova era di controllo straniero.
Oggi 19 club tra Serie A e Serie B sono in mani estere, e di questi 13 appartengono a investitori americani o nordamericani.
Un trend che non sembra destinato a fermarsi.


Perché i fondi investono nel calcio italiano

Come ricorda Calcio e Finanza, i motivi che spingono gli investitori d’oltreoceano verso il nostro campionato sono principalmente tre:

  1. Valutazioni ancora basse rispetto ai club di Premier League o Liga;
  2. Potenziale di valorizzazione immobiliare attraverso la costruzione di nuovi stadi;
  3. Forza del brand delle città italiane, che consente un’ampia visibilità commerciale internazionale.

Il caso Monza è solo l’ultimo di una lunga lista che comprende Milan, Atalanta, Roma, Fiorentina, Genoa, Venezia e Spezia, oltre alle realtà emergenti di Serie B come Como e Parma.


Dalla conquista al “quando vendere”: la nuova domanda dei fondi

Se le ragioni per entrare nel calcio italiano sono ormai chiare, resta aperto il tema opposto: come e quando uscire.
I fondi di investimento, per loro natura, acquistano per ristrutturare, valorizzare e rivendere con una plusvalenza.
Finora la strategia più diffusa era quella di rivendere a investitori più grandi, spesso provenienti dal mondo arabo o da conglomerati americani.

Tuttavia, negli ultimi mesi è emersa una nuova ipotesi di exit strategy: la quotazione in Borsa, non in Italia, ma negli Stati Uniti.


Perché Wall Street guarda al calcio

Il motivo è semplice: negli USA, lo sport è considerato un settore industriale in crescita, con un mercato di investitori molto più ampio rispetto a quello europeo.
Basti pensare che nel 2010 il club sportivo più prezioso al mondo era il Manchester United (1,8 miliardi di dollari), mentre oggi il primato appartiene ai Dallas Cowboys della NFL, valutati oltre 10 miliardi.

Le franchigie americane hanno moltiplicato il loro valore fino al +1.500% in 15 anni, mentre i club calcistici europei sono cresciuti molto meno.
Con l’imminente Mondiale 2026 negli Stati Uniti, l’interesse verso il calcio è destinato a esplodere, e la quotazione di un club italiano a New York potrebbe diventare un’operazione di grande richiamo per gli investitori.


Perché non in Italia: il caso Lazio, Roma e Juventus

Il paragone con le esperienze italiane è inevitabile.
Tre club hanno scelto, in passato, la via di Piazza Affari: Lazio, Roma e Juventus.
Ma i risultati sono stati altalenanti:

  • Roma: i Friedkin hanno delistato il club nel 2022, giudicando troppo alti i costi di gestione e scarsi i benefici.
  • Lazio: il titolo è formalmente quotato, ma il flottante è minimo e le negoziazioni sono marginali.
  • Juventus: è l’unica a mantenere una reale presenza di mercato, ma anche qui Exor ritiene il titolo ampiamente sottovalutato, con una valutazione interna di 2 miliardi contro 1 miliardo di capitalizzazione reale.

Risultato: i mercati italiani non sono attrattivi per i fondi sportivi.


Wall Street come nuova frontiera

A differenza di Milano, Wall Street offre liquidità, visibilità globale e un pubblico di investitori già abituato ai grandi numeri dello sport.
L’esempio più vicino è proprio quello del Manchester United, quotato a New York dal 2012.
Nonostante risultati sportivi altalenanti, il titolo ha mantenuto stabilità e visibilità, diventando un caso di successo per il connubio tra sport e finanza.

Per gli americani, quotare un club italiano negli USA significherebbe replicare il modello di Ferrari, scorporata da FCA nel 2016 e oggi valutata 90 miliardi di dollari a Wall Street — più di Stellantis stessa.

Non a caso, i manager dei fondi vedono nei club italiani un mix perfetto tra heritage, lifestyle e brand globale, esattamente come per il Cavallino rampante.


Il futuro: calcio come asset finanziario

Se la tendenza dovesse consolidarsi, il calcio italiano potrebbe trasformarsi da semplice competizione sportiva a classe di investimento strategica.
Gli americani non cercano solo vittorie sul campo, ma valore da quotare in borsa.
E la Serie A, con la sua storia, i suoi marchi e i prezzi ancora accessibili, rappresenta un’occasione irripetibile.



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Guendouzi carica la Lazio: “Possiamo battere la Juve”

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Matteo Guendouzi

A due giorni dal big match dell’Olimpico tra Lazio e Juventus, Matteo Guendouzi ha parlato al match program ufficiale del club biancoceleste, lanciando un messaggio chiaro ai tifosi: «Abbiamo le qualità per vincere».

Il centrocampista francese, ormai punto fermo del gruppo di Maurizio Sarri, raggiungerà contro i bianconeri la presenza numero 100 con la maglia della Lazio, un traguardo importante che conferma il suo ruolo da leader silenzioso nello spogliatoio.


“Vogliamo vincere davanti ai nostri tifosi”

Guendouzi non nasconde la voglia di riscatto dopo le ultime settimane difficili:

«Sappiamo che affronteremo una squadra forte come la Juventus, ci aspetta una gara dura. Ma giocheremo in casa, davanti ai nostri tifosi, e vogliamo vincere per migliorare la classifica. Abbiamo le qualità per farlo».

Il francese sottolinea come la Lazio, nonostante i numerosi infortuni, abbia mostrato segnali di crescita:

«Contro l’Atalanta abbiamo difeso e attaccato insieme. Stiamo andando nella direzione giusta, lo spirito del gruppo è sempre positivo».


“La Juve va uomo contro uomo, servirà compattezza”

Analizzando l’avversario, Guendouzi riconosce la forza e la pericolosità della squadra di Igor Tudor, pur reduce da un momento complicato:

«La Juventus non vive un periodo facile ma ha grandi calciatori che possono decidere qualsiasi partita. Giocano uomo contro uomo, come l’Atalanta: dovremo restare uniti e muoverci da squadra».


Cento presenze e orgoglio biancoceleste

Per Guendouzi, quella contro la Juventus sarà una partita speciale:

«Sarà la mia presenza numero 100 con la Lazio, la squadra con cui ho giocato di più in carriera. È un motivo d’orgoglio. Sono felice di aver raggiunto questo traguardo in poco più di due anni e spero di vincerne tante altre, a partire proprio da sabato».


Dalla Francia all’Olimpico: tra sogni e obiettivi

Nell’intervista, il centrocampista parla anche della Nazionale francese e dei suoi obiettivi personali:

«Ci sono tanti giocatori forti in Francia, ma la mia priorità è fare bene con la Lazio per convincere il Ct a chiamarmi per il Mondiale. Darò tutto per esserci».

E non manca uno sguardo al futuro in biancoceleste:

«Voglio vincere più partite possibili, qualificarci in Europa e arrivare lontano in Coppa Italia. Sarebbe una gioia immensa per i tifosi e per il club».


Sarri e la fiducia del gruppo

Nonostante il momento difficile e la lunga lista di infortuni, Guendouzi continua a difendere il lavoro di Sarri:

«Il mister ci trasmette fiducia e mentalità. Dobbiamo restare uniti e credere nel progetto. Vincere contro la Juventus darebbe una spinta enorme a tutto l’ambiente».

Con queste parole, il numero 8 biancoceleste si candida a essere uno dei protagonisti della sfida di sabato sera, in cui la Lazio cercherà una vittoria che potrebbe rilanciarla in classifica e ridare entusiasmo ai tifosi.



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Lazio, si ferma anche Tavares: nuova tegola per Sarri

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Nuno Tavares in campo con la maglia della S.S. Lazio durante una gara di Serie A

Sembra davvero una maledizione senza fine: in casa Lazio continua l’emergenza infortuni, e questa volta a fermarsi è Nuno Tavares.
Durante la doppia seduta di allenamento odierna a Formello, il difensore portoghese ha accusato un problema muscolare che, secondo le prime valutazioni, potrebbe trattarsi di uno stiramento al flessore.

Un’altra tegola per Maurizio Sarri, che deve affrontare un avvio di stagione segnato da assenze continue, condizione fisica precaria e rotazioni ridotte all’osso.


Allarme difesa: Tavares e Pellegrini out contro la Juventus

Il nuovo stop di Tavares si aggiunge a una situazione già complicata nel reparto difensivo.
Contro la Juventus, infatti, mancherà anche Luca Pellegrini, ancora ai box per il trauma contusivo-distorsivo al ginocchio destro rimediato contro il Genoa.

Con entrambi i terzini sinistri indisponibili, Sarri valuta soluzioni d’emergenza:

  • possibile spostamento di Marusic o Hysaj sulla corsia mancina,con Lazzari confermato sulla fascia destra.
  • A Bergamo, per sopperire all’assenza di Tavares, era stato impiegato Provstgaard, adattato nel ruolo ma autore di una prova di grande applicazione.

Un’infermeria sempre più piena

L’infortunio di Tavares non è un caso isolato, ma l’ennesimo episodio in una serie preoccupante di stop muscolari che sta condizionando la stagione biancoceleste.
Oltre ai due terzini, restano ai box anche:

  • Castellanos (problema al polpaccio),
  • Cancellieri (lesione muscolare al flessore),
  • Rovella (affaticamento alla coscia destra),
  • Dele-Bashiru (problema muscolare),
  • Gigot, ancora fuori lista.

Un’infermeria affollata come non mai, che limita le opzioni tattiche di Sarri e rischia di pesare anche sul rendimento complessivo della squadra, già alle prese con un calendario fitto tra Serie A ed Europa League.


Emergenza cronica e dubbi sulla preparazione

A Formello cresce la preoccupazione.
Il numero di infortuni muscolari da inizio stagione ha superato la doppia cifra, e più di un addetto ai lavori si interroga sull’efficacia della preparazione estiva e sulla gestione del carico fisico.

Non è un caso che lo stesso Sarri, nei giorni scorsi, abbia chiesto un incontro con Fabiani per affrontare il tema della prevenzione degli infortuni e per discutere di rinforzi a gennaio.
La priorità, però, resta quella di recuperare uomini e fiducia, perché senza rotazioni la Lazio rischia di compromettere la propria rincorsa in campionato.


La Juve nel mirino, ma con gli uomini contati

In vista della prossima sfida contro la Juventus, il tecnico biancoceleste dovrà inventarsi ancora una volta la formazione.
L’obiettivo è stringere i denti e limitare i danni fino alla sosta di novembre, quando spera di poter recuperare almeno parte dei titolari.

Nel frattempo, la “maledizione” degli infortuni continua a perseguitare la Lazio.
E per Sarri, tra acciacchi, turnover obbligati e assenze pesanti, la vera sfida è resistere.



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Flaminio Lazio: Lotito rilancia la sfida al Comune

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Vista esterna dello Stadio Flaminio di Roma in attesa dei lavori
Il presidente Lotito fa il punto sulla possibilità di trasformare lo Stadio Flaminio nella nuova casa della Lazio. Vincoli e sfide da affrontare, ma la volontà c'è. Scopri i dettagli e i tempi previsti per questa decisione cruciale!

Il progetto Flaminio Lazio è tornato al centro del dibattito politico e sportivo della Capitale.
Claudio Lotito, presidente e senatore, ha intensificato nelle ultime settimane il pressing sul Campidoglio per ottenere il via libera definitivo alla riqualificazione dello storico impianto dei Nervi, con l’obiettivo di trasformarlo nella nuova casa della Lazio.

Un’operazione dal valore complessivo di 430 milioni di euro, destinata a cambiare il volto di Roma nord e a restituire vita a uno stadio simbolo dell’architettura sportiva italiana, oggi abbandonato da oltre dieci anni.


La posizione di Lotito: diritto di superficie, non concessione d’uso

La condizione posta dal patron biancoceleste è chiara: la Lazio accetterà di farsi carico dell’investimento solo se il Comune concederà il diritto di superficie e non una semplice concessione d’uso.
Una differenza cruciale: con il diritto di superficie, il club potrebbe inserire lo stadio a bilancio come bene aziendale, aumentando il proprio patrimonio e garantendosi un accesso più solido ai finanziamenti bancari.

In pratica, la Lazio diventerebbe proprietaria funzionale del Flaminio per un lungo periodo (fino a 99 anni), potendo sfruttare l’impianto anche come asset economico, non solo sportivo.


Il Comune chiede un parere legale

Il sindaco Roberto Gualtieri, pur non avendo ancora ricevuto una proposta formale, ha deciso di muoversi in anticipo.
Ha incaricato l’avvocatura capitolina di esprimere un parere giuridico sulla richiesta di Lotito, da sottoporre al direttore generale Alessandro Ruberti.

L’obiettivo del Campidoglio è comprendere quali siano i margini legali e i rischi di un’operazione che, se approvata, potrebbe creare un precedente importante per altri beni pubblici.


Vincoli e ostacoli da superare

Nonostante la volontà di collaborare, restano diversi nodi da sciogliere:

  • vincoli urbanistici e architettonici, poiché il Flaminio è un edificio tutelato;
  • compatibilità ambientale dell’intervento;
  • e la gestione della viabilità in una zona già congestionata tra Tevere, Villaggio Olimpico e Parioli.

Il Comune, favorevole alla riqualificazione, teme tuttavia di aprire un varco che permetta a privati di “possedere” beni pubblici strategici. Lotito, invece, spinge per una soluzione rapida, sottolineando che ogni mese perso significa costi e opportunità sprecate.


Un sogno biancoceleste che dura da decenni

Per la tifoseria, il Flaminio rappresenta un sogno antico: quello di uno stadio di proprietà nel cuore della città, con i colori biancocelesti a illuminare il quartiere e a restituire orgoglio a una squadra spesso penalizzata dalla convivenza all’Olimpico.

Se l’accordo dovesse andare in porto, la Lazio diventerebbe la prima squadra romana con un impianto proprio, un passo epocale per il club e per tutto il calcio capitolino.

Per ora, la partita si gioca tra scrivanie, perizie e pareri legali, ma la sensazione è che qualcosa si stia finalmente muovendo.
Il futuro del Flaminio, e in parte anche quello della Lazio, passa da qui.



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Lazio, Zaccagni decisivo: i numeri parlano chiaro

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La distinta ufficiale di Cagliari-Lazio negli spogliatoi dell'Unipol Domus.

La Lazio è sempre più Zaccagni dipendente.
Lo dicono le scelte di Maurizio Sarri, che a Bergamo ha deciso di schierare il suo numero 20 nonostante appena due allenamenti completi dopo la lesione muscolare, ma soprattutto lo confermano i numeri Opta, che delineano un quadro inequivocabile:
quando Mattia Zaccagni segna, la Lazio non perde mai.

I numeri Opta: 21 gare senza sconfitte

Dati alla mano, nelle ultime due stagioni (dal 2024/25) la Lazio ha vinto tutte le 10 partite in cui Zaccagni ha trovato la rete in Serie A.
Più in generale, il club biancoceleste è imbattuto negli ultimi 21 match di campionato in cui l’esterno offensivo classe 1995 è andato a segno:
📊 18 vittorie e 3 pareggi, con l’ultima sconfitta risalente addirittura al 30 ottobre 2022 contro la Salernitana.

Un dato impressionante, che testimonia quanto la presenza — e soprattutto l’incisività — del capitano biancoceleste sia determinante per le sorti della squadra.

Il simbolo del gioco di Sarri

Per Sarri, Zaccagni non è solo un finalizzatore, ma un punto di equilibrio tra estetica e concretezza.
È il giocatore che più di tutti incarna il calcio del tecnico toscano: dinamico, tecnico, capace di creare superiorità e di incidere nei momenti decisivi.

Anche a Bergamo, dopo l’infortunio, il tecnico lo ha voluto in campo dal primo minuto, segnale di quanto la Lazio non possa prescindere dal suo talento.
Zaccagni è infatti l’unico giocatore della rosa ad aver collezionato, nelle ultime due stagioni, gol, assist e occasioni create a doppia cifra.

La Zaccagni-dipendenza

È evidente che la Lazio, quando Zaccagni è in forma, cambia volto:

  • aumenta la produzione offensiva,
  • si alza il baricentro,
  • e si creano più spazi anche per gli inserimenti dei centrocampisti.

Non è un caso che molti dei gol decisivi della squadra di Sarri siano arrivati da giocate del numero 20, spesso letali nelle transizioni rapide.

Ma questa “Zaccagni-dipendenza” è anche un campanello d’allarme: la Lazio fatica a trovare alternative credibili sugli esterni.
L’infortunio di Cancellieri e il mancato inserimento di Isaksen e Noslin hanno ridotto le rotazioni, costringendo Sarri a rischiare il suo capitano anche non al 100%.

Il futuro della Lazio passa da lui

Zaccagni è sempre più leader tecnico e carismatico della Lazio.
La fascia da capitano, ereditata in un momento delicato, ne ha accresciuto la responsabilità e la consapevolezza.
La sua qualità resta l’arma più preziosa per un gruppo che cerca equilibrio e certezze.

Se i numeri non mentono, la Lazio dovrà ripartire dal suo numero 20 per risalire in classifica e ritrovare fiducia.
Quando segna Zaccagni, la Lazio non perde: un mantra che a Formello sperano di poter ripetere ancora a lungo.



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Caso Okoye, scommesse su Lazio-Udinese: la Procura non archivia

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Il portiere dell’Udinese Maduka Okoye durante una partita contro la Lazio, ora al centro di un’inchiesta per scommesse illecite.
Il portiere dell’Udinese Maduka Okoye durante una partita contro la Lazio, ora al centro di un’inchiesta per scommesse illecite.

La Procura di Udine ha deciso di non archiviare il caso scommesse che coinvolge Maduka Okoye, portiere dell’Udinese, e altre tre persone.
Il pubblico ministero Caterina Pace ha disposto la citazione diretta a giudizio per truffa aggravata, fissando la prima udienza predibattimentale per il 13 maggio 2026.

Si tratta di un episodio che scuote ancora una volta il mondo del calcio italiano, con al centro una partita tra Lazio e Udinese giocata l’11 marzo 2024.

L’episodio sospetto: l’ammonizione contro la Lazio

L’inchiesta nasce da un anomalo flusso di scommesse legato proprio a quella gara, disputata allo Stadio Olimpico.
Okoye, titolare dei friulani, era stato ammonito al 63° minuto per perdita di tempo, un episodio apparentemente banale che, secondo la Procura, nascondeva un accordo illecito.

Pochi giorni prima della partita, infatti, il portiere avrebbe incontrato un imprenditore friulano in una pizzeria di Udine. Da lì sarebbe nata l’intesa: Okoye avrebbe provocato un’ammonizione volontaria, su cui sarebbero state poi piazzate scommesse mirate.

La quota era alta — otto volte la posta — e le vincite complessive avrebbero superato i 120mila euro, quasi tutte registrate nella provincia di Udine.

Chi sono gli altri indagati

Oltre al portiere nigeriano, risultano indagati:

  • Il titolare della pizzeria dove si sarebbe svolto l’incontro,
  • Due imprenditori locali che avrebbero scommesso approfittando delle informazioni ricevute in anticipo.

La società Snaitech compare come parte offesa nell’indagine.
Il gestore del locale, secondo gli inquirenti, avrebbe effettuato giocate in più ricevitorie fisiche e online, ottenendo vincite per oltre 18.000 euro, mentre i due complici avrebbero guadagnato rispettivamente 4.000 e 6.200 euro.

Le conseguenze sportive e giudiziarie

Dal punto di vista sportivo, Okoye era già stato squalificato per due mesi dalla giustizia sportiva, ma è tornato in campo lunedì contro la Cremonese.
Ora, però, lo scenario cambia radicalmente: la giustizia ordinaria intende portare avanti il procedimento, contestando al giocatore truffa aggravata ai danni dei concessionari di scommesse.

La decisione di non archiviare il caso rappresenta un segnale importante nel contrasto alle condotte illecite nel mondo del calcio, già scosso negli ultimi anni da numerosi scandali legati al betting.

Un nuovo caso che scuote la Serie A

La vicenda Okoye si inserisce in un contesto più ampio di vigilanza crescente da parte delle Procure italiane sui comportamenti dei tesserati.
Dopo i casi Fagioli, Tonali e Zaniolo, anche questo episodio dimostra quanto il confine tra gioco e illecito resti sottile.

Per la Lazio, che fu avversaria in quella partita incriminata, la notizia riapre un vecchio capitolo, riportando alla memoria un match che, col senno di poi, potrebbe avere avuto risvolti ben più gravi di quanto apparisse.



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Lazio, Sarri e gli acquisti 2024: il bilancio del Comandante

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Maurizio Sarri valuta il cambio di modulo tra 4-3-3 e 4-4-2 per una Lazio più offensiva e concreta dopo i recenti risultati.
Maurizio Sarri valuta il cambio di modulo tra 4-3-3 e 4-4-2 per una Lazio più offensiva e concreta dopo i recenti risultati.

A fine Ottobre, il bilancio degli acquisti 2024 della Lazio non è incoraggiante.
Quando Claudio Lotito e Angelo Fabiani decisero di affidare la panchina a Maurizio Sarri, l’obiettivo era chiaro: valorizzare questa rosa e rilanciare chi si era fermato a metà percorso.
Doveva essere il progetto della rinascita, ma al momento — dopo sette giornate — è ancora tutto in salita.

Dele-Bashiru, il grande punto interrogativo

Il caso più emblematico è quello di Fisayo Dele-Bashiru.
Il centrocampista nigeriano aveva iniziato discretamente la stagione, ma l’infortunio lo ha messo ko e da allora è sparito dai radar.
Sarri non lo ha reintegrato e i tempi di recupero restano incerti: se i protocolli saranno rispettati, dovrebbe tornare disponibile entro fine mese.
Ma il tecnico, ormai, sembra aver cambiato rotta, puntando su altri profili.

Noslin, l’oggetto misterioso

Solo 20 minuti complessivi tra Roma e Torino per Noslin, che Sarri considera un talento difficile da inquadrare:

“È un giocatore complicato da collocare: ha la gamba da esterno ma non lo è, potrebbe essere un trequartista ma non ha quella qualità, può fare la punta ma non lo è del tutto.”

Un giudizio che sintetizza bene la situazione: tanto potenziale, poca identità tattica.
Per ora Noslin resta un esperimento irrisolto.

Isaksen, il rilancio atteso

Il tecnico aveva visto in Gustav Isaksen un possibile rilancio dopo un primo anno sottotono.
Lo stop di Matteo Cancellieri potrebbe ora restituirgli spazio e fiducia, ma i numeri restano modesti: 101 minuti in tre presenze (10 col Sassuolo, 23 col Torino, 68 a Bergamo).
Il danese dovrà farsi trovare pronto, perché la Lazio ha un disperato bisogno di fantasia e imprevedibilità sugli esterni.

Tavares e Belahyane, luci e ombre

Sarri ha provato a “sarrizzare” Nuno Tavares, ma il processo è ancora lontano dal compiersi.
Il portoghese non è migliorato nella fase difensiva e ha trovato spazio solo per via dell’infortunio di Pellegrini.
Il sorpasso nel derby sembrava un punto di svolta, ma a Genova è tornato nell’anonimato.

Discorso simile per Belahyane, arrivato a febbraio come regista ma convertito da Sarri in mezzala.
Ha collezionato 12 minuti con il Como, 45 con il Sassuolo, 72 nel derby e 23 col Torino.
Promettente, ma ancora troppo disordinato. L’espulsione contro la Roma lo ha penalizzato pesantemente.

Basic e Provstgaard, le note liete

Tra le poche notizie positive c’è il ritorno di Toma Basic, reintegrato da Sarri in piena emergenza e autore di prestazioni solide e disciplinate.
E poi c’è Provstgaard, acquisto di febbraio, che ha subito conquistato la fiducia del tecnico grazie a intensità e maturità tattica.

Sarri lo considera un profilo da costruire per il futuro, forse uno dei pochi che risponde alle sue richieste.

Sarri e la sfida di creare un gruppo vero

Il tecnico ha sempre dichiarato di voler costruire una base solida di 6-7 giocatori su cui fondare la Lazio del futuro.

“Se riusciremo a creare un gruppo che farà da base al prossimo anno – disse a luglio – basteranno tre innesti. Altrimenti sarà dura.”

Le prime settimane confermano la parte più pessimista della profezia.
Tra infortuni, limiti tecnici e mancanza di identità, la Lazio non ha ancora trovato quella “spina dorsale” su cui costruire continuità.

Il lavoro del Comandante è ancora lungo, ma la sensazione è chiara: non tutti i libri che doveva scrivere sono ancora stati aperti.



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Sarri e il doppio contratto: svelato il retroscena estivo

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Maurizio Sarri durante una conferenza stampa della Lazio: il tecnico difende il suo progetto ma i nomi di Insigne e Ilic dividono tifosi e critica.

Un nuovo retroscena emerge sulle ultime settimane estive in casa Lazio, e riguarda direttamente Maurizio Sarri.
Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il tecnico toscano avrebbe firmato due contratti differenti con la società biancoceleste nel corso dell’estate, in un intreccio che racconta molto del clima e delle tensioni interne tra allenatore e dirigenza.

Il primo contratto: un biennale con opzione

A giugno, poco dopo la conclusione della stagione, Sarri aveva sottoscritto un contratto biennale con la Lazio, con opzione per un terzo anno.
Un accordo definito in tempi brevi, che sembrava chiudere definitivamente ogni discorso legato al futuro del tecnico.
La firma era stata interpretata come un segnale di continuità e fiducia reciproca, con Sarri pronto a rilanciare il progetto dopo l’addio di Marco Baroni

Il secondo contratto: un “contentino” dopo il blocco del mercato

Ma le cose, racconta il Corriere dello Sport, non si sono fermate lì.
Poche settimane dopo, infatti, Sarri avrebbe scoperto che la Lazio aveva il mercato bloccato per ragioni legate all’indice di liquidità e ai vincoli economici imposti dalla FIGC.
Una situazione che avrebbe colto di sorpresa lo stesso allenatore, convinto di poter contare su rinforzi immediati per affrontare la nuova stagione.

Per evitare una rottura e provare a rassicurarlo, la società gli avrebbe proposto un secondo contratto, un triennale alle stesse condizioni economiche — 2,5 milioni di euro a stagione — come gesto di fiducia e riconoscimento del suo ruolo centrale nel progetto tecnico.
Un modo, insomma, per “calmare le acque” dopo la delusione di un mercato che si preannunciava (e si è poi rivelato) complicato.

Sarri avrebbe accettato e firmato anche questo secondo accordo, che di fatto prolunga la sua permanenza a Roma fino al 2027.

Un gesto di fiducia, ma anche di equilibrio fragile

Il retroscena racconta di un rapporto tra Sarri e la società complesso ma ancora basato su rispetto reciproco.
Da un lato il tecnico, sempre più insofferente per i limiti operativi della Lazio e desideroso di una squadra più competitiva; dall’altro Lotito, che ha cercato di legarlo più saldamente al club offrendo stabilità contrattuale, anche se senza aumenti economici.

Ma la realtà dei fatti, come mostrano le recenti tensioni, è che la firma non ha risolto i problemi di fondo.
Il blocco del mercato, i numerosi infortuni e la difficoltà a gestire una rosa corta hanno riacceso le incomprensioni tra le parti.
Sarri continua a chiedere garanzie, mentre la società punta a contenere i costi e rispettare i parametri federali.

Il futuro resta incerto

Oggi, nonostante il contratto lungo, la sensazione è che il futuro di Sarri alla Lazio resti appeso ai risultati e alla capacità del club di intervenire nel mercato di gennaio.
Il “doppio contratto” è un simbolo di questo equilibrio precario: un atto di fiducia formale, ma non ancora sostanziale.

In un momento in cui la squadra fatica a ritrovare continuità, il vero nodo resta sempre lo stesso: unità di intenti tra allenatore e società.
Solo da lì può ripartire il progetto biancoceleste.



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Fernando Orsi attacca Maurizio Sarri: “Perché si lamenta adesso? Poteva non firmare”

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Maurizio Sarri in conferenza stampa allo Stadio Olimpico prima della finale di Coppa Italia

Le parole di Maurizio Sarri, pronunciate al termine della gara al New Balance Stadium, continuano a far discutere.
Il tecnico biancoceleste aveva infatti punzecchiato Lotito e Fabiani, lasciando intendere un certo malcontento per la gestione societaria e per le mancate risposte sul mercato.
Una presa di posizione netta, che però non è piaciuta a tutti — soprattutto a un ex bandiera biancoceleste come Fernando Orsi.

Orsi: “Prima diceva di essere rimasto per il popolo, ora si lamenta”

L’ex portiere della Lazio, intervenuto ai microfoni di Radio Radio, ha commentato duramente l’atteggiamento di Sarri:

“Non capisco perché prima non era così polemico e ora sì. Diceva ‘sono rimasto per il popolo, per la gente’. E adesso invece? Invece di lamentarsi ora, quando gli hanno detto certe cose poteva non firmare il contratto. Lamentarsi adesso è del tutto inutile. Non capisco perché abbia preso questa direzione. È un alibi?”

Un attacco diretto, che evidenzia come una parte del mondo Lazio — anche interno all’ambiente storico — stia iniziando a mettere in discussione il comportamento del tecnico toscano.

Le tensioni tra Sarri, Lotito e Fabiani

La conferenza stampa di Sarri, arrivata dopo un periodo complicato per la Lazio, è stata interpretata da molti come un messaggio alla società.
Il tecnico ha espresso frustrazione per la mancanza di risposte concrete sul mercato e per la gestione degli infortuni, temi che hanno già causato attriti nelle scorse settimane.

L’allenatore ha più volte sottolineato che “questa rosa non è all’altezza dei primi posti”, una frase che non è piaciuta né a Fabiani, né tantomeno a Lotito, che continua a ribadire la bontà del lavoro fatto in estate.
L’impressione è che il rapporto tra le parti si stia facendo sempre più fragile.

Sarri sotto pressione: realtà o alibi?

Il commento di Orsi apre un dibattito interessante: Sarri sta semplicemente dicendo la verità o sta cercando un alibi in vista dei risultati deludenti?
Il tecnico toscano, che la scorsa primavera aveva dichiarato di essere rimasto “per amore della Lazio e del suo popolo”, oggi appare disilluso e stanco.

Secondo alcuni, le sue parole sono il segnale di un progressivo distacco dal progetto societario, mentre per altri rappresentano solo uno sfogo legittimo di fronte a un organico indebolito e privo di rinforzi.

Un ambiente sempre più diviso

Le frizioni interne stanno alimentando una spaccatura nel tifo laziale: da una parte chi difende Sarri e ne apprezza la sincerità, dall’altra chi ritiene che certe dichiarazioni debbano restare nello spogliatoio.
Il clima intorno alla Lazio, già appesantito dai tanti infortuni e dai risultati altalenanti, ora rischia di peggiorare ulteriormente.

Se l’obiettivo è ricompattare l’ambiente, serviranno presto segnali forti: sia da parte dell’allenatore, che della dirigenza.

Conclusione: Lazio, serve unità per ripartire

Il confronto tra Sarri e la società è inevitabile.
Ma se l’obiettivo è tornare competitivi, la Lazio dovrà ritrovare coerenza e chiarezza nelle scelte.
Le critiche, come quelle di Orsi, sono solo lo specchio di un malessere più ampio: una squadra ferita, una società divisa e una tifoseria che chiede risposte.



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Summit a Formello tra Sarri e Fabiani: focus su mercato e infortuni

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Scontro Sarri Lotito Fabiani Formello Lazio crisi società

Riunione importante oggi a Formello, dove Maurizio Sarri e Angelo Fabiani si ritroveranno per un confronto a tutto campo sul momento della Lazio.
Come riportato da Il Messaggero, il vertice servirà a fare il punto non solo sul mercato di gennaio, ma anche sulla situazione preoccupante degli infortuni che sta condizionando la prima parte di stagione biancoceleste.

Un incontro atteso e necessario, dopo settimane complicate in cui risultati, emergenze e malumori interni hanno reso l’ambiente sempre più teso.

Mercato di gennaio: servono rinforzi

Sul tavolo del confronto tra Sarri e Fabiani ci sarà innanzitutto il tema calciomercato.
Il tecnico toscano, deluso per le difficoltà estive, ha già espresso la necessità di almeno due rinforzi mirati: una mezzala di qualità e un attaccante esterno capace di garantire imprevedibilità e gol.

Sarri, come più volte ribadito, considera l’attuale rosa incompleta e troppo fragile per sostenere gli impegni stagionali.
Le risorse economiche però restano limitate e, come noto, Lotito e Fabiani dovranno muoversi all’interno di vincoli stringenti: il diktat resta “vendo per comprare”.

Tra i nomi monitorati, possibili piste low cost in Serie A e profili in prestito dall’estero, ma per ora tutto resta fermo in attesa delle decisioni del club.

Il nodo infortuni: emergenza senza fine

L’altro grande tema della riunione sarà la preoccupante serie di infortuni che da inizio stagione ha colpito la Lazio.
L’ultimo stop è quello di Matteo Cancellieri, uscito contro l’Atalanta per una lesione al flessore che lo terrà fuori almeno venti giorni.
Un’assenza pesante che si somma a quelle di Dele-Bashiru, Castellanos, Rovella e Pellegrini, oltre ai recenti problemi di Zaccagni, Vecino e Marusic.

Sarri e Fabiani analizzeranno insieme le possibili cause di questo boom di infortuni, cercando di capire se ci siano errori nella preparazione atletica o nei carichi di lavoro.
Un tema sensibile, su cui lo staff medico e quello tecnico non sembrano sempre perfettamente allineati.

Equilibrio delicato tra tecnico e dirigenza

Il vertice odierno servirà anche a ricompattare l’ambiente dopo le tensioni delle ultime settimane.
Sarri ha più volte espresso malumore per le scelte societarie, chiedendo maggiore chiarezza sulle strategie future.
Fabiani, dal canto suo, difende la linea di sostenibilità economica imposta da Lotito, ma sa bene che senza risultati la pressione sull’allenatore e sulla dirigenza aumenterà.

Il faccia a faccia di oggi, dunque, assume un valore decisivo: da Formello dovrà uscire un messaggio di unità e un piano chiaro per salvare la stagione della Lazio, prima che la frattura diventi insanabile.

Prossimi passi: verso il mercato e la ripartenza

Dopo il confronto, la società farà un nuovo punto con Lotito in vista della sessione invernale.
L’obiettivo è individuare profili pronti e funzionali al gioco di Sarri, evitando errori come quelli del mercato estivo.
Nel frattempo, l’allenatore spera di recuperare Cancellieri dopo la sosta di novembre e di riavere una squadra più competitiva già per il big match con la Juventus.

La riunione di Formello, insomma, è solo l’inizio di un percorso necessario: la Lazio deve ritrovarsi come gruppo, come società e come progetto tecnico.
Il tempo, però, comincia a scarseggiare.



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