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🧤 Provedel onesto a DAZN: “Ha ragione Guendouzi, niente alibi. Potevamo fare di più”

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Ivan Provedel serio e concentrato mentre parla ai microfoni di DAZN nel post-partita.
Il dott. Fabio Rodia fornisce un aggiornamento sull'infortunio di Ivan Provedel della Lazio, evidenziando un trauma distorsivo alla caviglia sinistra e la necessità di ulteriori accertamenti per determinare i tempi di recupero.

Dopo lo sfogo di Guendouzi, arriva l’analisi lucida e onesta di Ivan Provedel. Il portiere della Lazio, intervenuto ai microfoni di DAZN al termine dello (https://www.since1900.it/lazio-cremonese-0-0-cronaca-tabellino-guendouzi-squalificato/, non cerca scuse e si allinea perfettamente al pensiero del compagno di squadra.

Un pareggio che lascia l’amaro in bocca per le occasioni non sfruttate, nonostante la solidità difensiva confermata dall’ennesimo clean sheet.

🚫 “Nessun alibi, serviva di più”

Provedel sposa in pieno la linea dura tracciata da Guendouzi (che aveva rifiutato polemicamente il premio MVP):

“Non ci sono alibi, Guendouzi ha ragione. Loro sono venuti qua e si sono difesi molto bene, noi potevamo fare molto di più”.

Un’autocritica che dimostra la maturità del gruppo, consapevole di aver perso un’occasione importante all’Olimpico contro una squadra chiusa a riccio.

🛡️ Il Clean Sheet: “Non ho fatto una parata”

Se l’attacco ha faticato, la difesa ha retto ancora una volta. Provedel sottolinea la prova del reparto arretrato, minimizzando il suo impegno personale (nonostante qualche brivido nel finale):

“Clean sheet? A livello difensivo non abbiamo concesso niente, non ho fatto una parata. Ci resta l’amaro in bocca per il risultato, ma guardiamo il lato positivo”.

La Lazio riparte dunque dalla solidità difensiva, ma con la consapevolezza che per l’Europa serve ritrovare la cattiveria sotto porta.


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😡 Guendouzi furioso a DAZN: “Migliore in campo? Non me ne f… un c***o! Volevo vincere”

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Mattéo Guendouzi con espressione arrabbiata mentre riceve il premio di migliore in campo ai microfoni di DAZN.

C’è chi si accontenta di un premio individuale e chi, invece, ha il fuoco dentro. Mattéo Guendouzi appartiene decisamente alla seconda categoria. Nonostante il pareggio per 0-0 contro la Cremonese, il centrocampista francese è stato eletto MVP (Migliore in Campo) del match, ma la sua reazione ai microfoni di DAZN è stata tutt’altro che festosa.

Un mix di rabbia, frustrazione e mentalità vincente che ha spiazzato tutti in diretta TV.

🎙️ Lo Sfogo: “Il trofeo? Non mi importa”

Quando il bordocampista gli consegna il premio, Guendouzi non usa mezzi termini. La sua risposta è gelida e rabbiosa:

“Sono il migliore in campo? Non me ne frega un czo di questo trofeo, volevo solo vincere la partita”**.

Parole forti, colorite, che testimoniano quanto il francese sentisse questa gara e quanto il risultato di squadra venga prima di qualsiasi riconoscimento personale.

📉 L’Analisi del match: “Male il primo tempo”

Passata la sfuriata iniziale, il numero 8 biancoceleste (che, ricordiamo, era diffidato ed è stato ammonito, quindi salterà la prossima) analizza con lucidità le difficoltà incontrate contro la squadra di Nicola: “Abbiamo giocato male il primo tempo, è sempre difficile giocare contro la Cremonese che è una squadra che difende molto”.

💙 Amore per i tifosi e obiettivo 2026

In chiusura, il tono si ammorbidisce solo quando si parla del popolo laziale, sempre presente all’Olimpico nonostante il freddo e il risultato bloccato: “I tifosi sono tanto speciali per noi, ci seguono sempre anche quando siamo in difficoltà come oggi. Vogliamo vincere di più per loro”.

E l’obiettivo per il nuovo anno? Guendouzi non ha dubbi: “Il mio obiettivo per il 2026? Vincere di più per la Lazio”.


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⛔ Lazio-Cremonese 0-0: Reti bianche all’Olimpico. Provedel salva, Guendouzi squalificato

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Probabili formazioni Lazio Atalanta: i giocatori in campo allo Stadio Olimpico per il match di Coppa Italia.
Maurizio Sarri in panchina all’Olimpico: il tecnico annuncia che resterà fino a giugno, ma chiede risposte e investimenti alla società.

Frenata per la Lazio di Maurizio Sarri. Dopo l’impresa di Parma, i biancocelesti non riescono a sfondare il muro della Cremonese all’Olimpico. Finisce 0-0 una gara spigolosa, caratterizzata dalle parate dei portieri e da tanto nervosismo, con un cartellino rosso nel finale e una pesante ammonizione che costerà cara al centrocampo laziale.

🧤 I Portieri Protagonisti: Provedel e Audero blindano la porta

La partita vive di fiammate e di duelli tra attaccanti e portieri. Nel primo tempo la Lazio cresce alla distanza: Castellanos sfiora il gol di testa al 28′, ma Audero risponde presente. La Cremonese si rende pericolosa in avvio con Folino, fermato da Provedel.

Nella ripresa, il portiere grigiorosso si ripete ancora su Castellanos (50′) e su un tiro dalla distanza di Marusic (79′). Dall’altra parte, Provedel è decisivo all’84’ salvando il risultato sulla conclusione insidiosa del neo-entrato Sanabria.

⚠️ La Tegola: Guendouzi salta la prossima

La nota dolente della serata, oltre ai due punti persi, è disciplinare. All’80’ Mattéo Guendouzi rimedia un cartellino giallo per un intervento falloso: il francese era diffidato e sarà costretto a saltare il prossimo turno di campionato per squalifica. Un’assenza pesante per Sarri.

🟥 Finale nervoso: Rosso a Ceccherini

Il match si accende nel finale. Al 71′ check del VAR per un contatto in area su Noslin, ma l’arbitro Pairetto lascia correre. In pieno recupero (94′), la Cremonese resta in dieci: espulso Ceccherini per un fallo al limite dell’area su Cancellieri. L’ultima chance è sui piedi di Cataldi al 97′, ma la sua punizione finisce di poco alta sopra la traversa, sancendo lo 0-0 finale.

📋 Il Tabellino

LAZIO-CREMONESE 0-0

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini (82′ Lazzari); Guendouzi, Cataldi, Vecino (63′ Belahyane); Cancellieri, Castellanos, Pedro (63′ Noslin). A disp.: Mandas, Furlanetto, Provstgaard, Patric, Nuno Tavares, Farcomeni, Sana Fernandes. All.: Maurizio Sarri.

CREMONESE (3-5-2): Audero; Terracciano, Baschirotto, Folino (69′ Ceccherini); Barbieri (87′ Floriani), Bondo, Grassi (69′ Vandeputte), Johnsen (76′ Zerbin), Pezzella; Bonazzoli (76′ Sanabria), Vardy. A disp.: Silvestri, Nava, Valoti, Moumbanga, Sarmiento, Vazquez, Faye, Lordkipanidze. All.: Davide Nicola.

Arbitro: Pairetto (sez. Nichelino).

NOTE:

  • Ammoniti: 38′ Pedro (L), 43′ Grassi (C), 68′ Barbieri (C), 77′ Romagnoli (L), 80′ Guendouzi (L), 81′ Pezzella (C), 92′ Gila (L).
  • Espulsi: 94′ Ceccherini (C).
  • Recupero: 1′ pt, 5′ st.

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🎙️ Fabiani a DAZN: “Mercato? Lavoriamo sottotraccia sulle richieste di Sarri. Ci mancano punti”

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Scontro Sarri Lotito Fabiani Formello Lazio crisi società

Pochi minuti prima del fischio d’inizio di Lazio-Cremonese, il Direttore Sportivo biancoceleste Angelo Fabiani si è fermato ai microfoni di DAZN per fare il punto della situazione. Tra le strategie per la sessione invernale di calciomercato e un bilancio sulla prima parte di stagione, il dirigente ha mandato messaggi chiari alla piazza e all’ambiente.

💼 Strategia Mercato: Piena sintonia con Sarri

Il tema più caldo è ovviamente il mercato di gennaio. Fabiani conferma che la società è attiva, ma con la consueta discrezione e seguendo un piano preciso concordato con l’allenatore e la proprietà:

“Mercato? Stiamo lavorando per ciò che necessita alla squadra, seguendo quelle che sono le linee dettate dal mister in una riunione fatta col presidente. Andiamo avanti e lavoriamo sottotraccia”.

Niente nomi urlati, dunque, ma un lavoro silenzioso per puntellare la rosa dove serve, in linea con le esigenze tattiche di Maurizio Sarri.

📉 La Classifica e i Rimpianti

Analizzando il cammino della squadra, Fabiani non nasconde un pizzico di rammarico per qualche risultato sfuggito di mano, sottolineando come la classifica attuale forse non rispecchi appieno il valore espresso in campo:

“Al meglio non c’è mai fine. Sono i risultati che determinano se hai lavorato bene o male, anche se a volte i risultati non sono veritieri. Credo che a questa squadra manchi qualche punticino. Se avessimo guadagnato qualche punto dove lo meritavamo staremmo parlando di altro, ma il calcio è questo ed è bello per questo”.

🛡️ Unità d’Intenti dopo Parma

Infine, un richiamo all’unità, prendendo spunto dalle difficoltà (superate) della trasferta di Parma:

“Parma? Si poteva avere anche la peggio. Conta essere uniti, lavorare per unico obiettivo, il bene della Lazio, dei laziali e di tutti quelli che hanno a cuore la Lazio”.


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🎙️ Pedro suona la carica a DAZN: “Vardy è pericolosissimo, serve una Lazio perfetta. Parma ci ha dato fiducia”

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Pedro Rodriguez intervistato da DAZN a bordo campo prima di Lazio-Cremonese.

Manca pochissimo al calcio d’inizio di Lazio-Cremonese. Uno dei protagonisti più attesi è senza dubbio Pedro, lanciato titolare da Maurizio Sarri nel tridente offensivo complice l’assenza di Zaccagni.

Il campione spagnolo è intervenuto ai microfoni di DAZN a pochi minuti dal fischio d’inizio, analizzando il match, il pericolo numero uno (Jamie Vardy) e l’onda lunga dell’entusiasmo post-Parma.

🔙 La Gioia del Ritorno

Pedro non nasconde la soddisfazione per la maglia da titolare:

“Sono molto contento di tornare a giocare. Stavo aspettando una gara così e ho l’opportunità di essere con la squadra. Sarà difficile e dobbiamo fare una bellissima prestazione per vincere”.

⚠️ Il Pericolo Vardy: “Lo conosco bene…”

L’ex Barcellona e Chelsea ritrova un vecchio avversario dei tempi della Premier League, Jamie Vardy, oggi punta di diamante della Cremonese di Nicola. Pedro avvisa i compagni:

“Vardy? È un giocatore fortissimo, lo conosco bene dalla Premier. Vive di profondità e velocità, è un finalizzatore forte e sta facendo un grande campionato. Dobbiamo stare molto attenti a lui perché è un giocatore molto pericoloso”.

🦅 L’Effetto Parma

Infine, un passaggio sull’impresa del Tardini e sull’importanza della gara di oggi per la classifica:

“Parma? Bellissima vittoria. Quando giochi in inferiorità numerica e ottieni tre punti hai molta fiducia. Oggi abbiamo l’opportunità di continuare a fare una bella prestazione per continuare a restare attaccati in classifica”.


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📢 Formazioni Ufficiali Lazio-Cremonese: Sarri lancia Cancellieri e Pedro! Le scelte

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Rientro Pedro: l'attaccante spagnolo della Lazio in azione sul terreno di gioco.

Ci siamo, l’attesa è finita. A un’ora dal calcio d’inizio allo Stadio Olimpico, Maurizio Sarri e Davide Nicola hanno sciolto le riserve. Sono state comunicate le formazioni ufficiali di Lazio-Cremonese, match valido per la 16ª giornata di Serie A Enilive.

🦅 Le Scelte di Sarri: Emergenza e Novità

Costretto a ridisegnare la squadra per le squalifiche di Zaccagni e Basic e gli infortuni di Rovella e Isaksen, il Comandante si affida all’esperienza e alla freschezza.

  • Difesa: Torna titolare Mario Gila dopo la squalifica, affiancando Romagnoli. Sulle fasce spazio a Marusic e Pellegrini.
  • Centrocampo: Scelte obbligate in mediana. Senza Rovella, le chiavi della regia vanno a Cataldi, scortato dai muscoli di Guendouzi e Vecino.
  • Attacco: È qui la vera novità. Con Zaccagni out, Sarri lancia dal 1′ Matteo Cancellieri e il veterano Pedro sugli esterni. Al centro dell’attacco confermato il Taty Castellanos. Parte dalla panchina l’eroe di Parma, Noslin, pronto a spaccare la partita in corso d’opera.

🔘 Le Scelte di Nicola

La Cremonese risponde con un 3-4-3 aggressivo. Nicola schiera il tridente pesante formato da Johnsen, Jamie Vardy e Bonazzoli. A centrocampo diga formata da Grassi e Bondo.

📋 Il Tabellino delle Formazioni

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini; Guendouzi, Cataldi, Vecino; Cancellieri, Castellanos, Pedro. A disp.: Mandas, Furlanetto, Patric, Provstgaard, Lazzari, Nuno Tavares, Belahyane, Farcomeni, Noslin, Sana Fernandes. All.: Maurizio Sarri.

CREMONESE (3-4-3): Audero; Terracciano, Baschirotto, Folino; Barbieri, Grassi, Bondo, Pezzella; Johnsen, Vardy, Bonazzoli. All.: Davide Nicola.


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🧤 Provedel giura amore alla Lazio: “Orgoglioso di essere qui, voglio restare a lungo”. E su Gattuso…

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Primo piano di Ivan Provedel concentrato durante il riscaldamento pre-partita con la maglia della Lazio.
Ivan Provedel in volo durante Atalanta-Lazio, autore di una prestazione decisiva che rilancia la sua stagione.

È il muro su cui si infrangono le speranze avversarie, l’uomo dei miracoli (come quello su Estevez a Parma) e ora anche un veterano dello spogliatoio. Alla vigilia della sfida contro la Cremonese, Ivan Provedel ha parlato ai microfoni del Match Program ufficiale, tracciando un bilancio del suo 2025 e guardando al futuro con i colori biancocelesti cuciti addosso.

⚡ L’Adrenalina di Parma e la “Parata Decisiva”

Impossibile non tornare con la mente all’impresa del Tardini, vinta in 9 contro 11. Una vittoria che porta anche la firma dei guantoni di Ivan, decisivo nel finale.

“Il successo di Parma mi auguro che ci abbia dato entusiasmo e soprattutto la forza di credere ancora di più nel nostro lavoro quotidiano” – ha spiegato il portiere – “Se lo facciamo nel modo migliore, può aiutarci a raggiungere risultati come quello di sabato scorso. La mia parata nel finale? Sono contento di aver respinto quel tiro e di aver aiutato la Lazio a centrare la vittoria in quel modo”.

🧱 Il Muro Biancoceleste: “Voglio restare qui”

Arrivato alla sua quarta stagione in biancoceleste, con ben 49 clean sheet all’attivo, Provedel è ormai una colonna portante. E le sue parole sul futuro sanno di promessa d’amore:

“Essere ancora qui dopo quattro stagioni per me è un orgoglio. Spero di poter rimanere ancora a lungo, darò il massimo ogni giorno per dimostrare di meritare ancora questa maglia”.

Un messaggio chiaro alla società e ai tifosi: Ivan vede il suo futuro ancora a Roma.

🇮🇹 Capitolo Nazionale e Idoli

Essere il portiere con più parate del campionato non è passato inosservato, nemmeno agli occhi del CT della Nazionale, Rino Gattuso. Provedel, però, mantiene i piedi per terra: “Aver avuto la possibilità di incontrare a Formello il ct Gattuso quest’estate è stato bello. Il mio obiettivo è pensare solo a fare il massimo con la Lazio, poi tutto quello che arriverà lo prenderò con entusiasmo”.

Infine, un tuffo nel passato. Quando gli viene chiesto con quale ex portiere della Lazio avrebbe voluto allenarsi, Ivan cita due leggende dello Scudetto: “Ne sono passati tanti di campioni, mi sarebbe piaciuto allenarmi con Marchegiani e Peruzzi. Avrei potuto imparare molto da loro”.

⚠️ Testa alla Cremonese

Tra poche ore, però, c’è il campo. All’Olimpico arriva la Cremonese di Nicola, una delle rivelazioni del torneo. Provedel avvisa i suoi: “La Cremonese è una squadra forte e organizzata, sarà una partita difficile, dove i dettagli faranno la differenza. Servirà una Lazio perfetta per vincere”.


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🏟️ Lazio-Cremonese, l’Olimpico risponde presente: il dato sui biglietti venduti

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Tifosi della Lazio festanti in Tribuna Monte Mario con sciarpe biancocelesti.
Scopri le ultime novità sulla partita fondamentale della Lazio e le agevolazioni per i tifosi al Domenicale Olimpico! L'obiettivo? Raggiungere quota 40.000 spettatori!

L’onda lunga dell’entusiasmo non si ferma. Dopo l’impresa eroica del Tardini, dove la Lazio ha strappato tre punti d’oro in 9 contro 11, il popolo biancoceleste è pronto a sostenere la squadra anche tra le mura amiche.

Questa sera alle ore 18:00, la squadra di Maurizio Sarri scenderà in campo all’Olimpico contro la Cremonese per la 16ª giornata di Serie A. L’obiettivo è chiaro: dare continuità alla vittoria di Parma e blindare la zona Europa, sfruttando la spinta del pubblico.

🎫 I Numeri: Verso quota 40mila?

Secondo quanto raccolto dalla nostra redazione, la prevendita ha registrato numeri positivi nelle ultime ore, complice l’orario accessibile del sabato pomeriggio.

Ecco il dato aggiornato:

  • Biglietti venduti: Circa 8.000 tagliandi staccati fino a questo momento.
  • Abbonati: Lo zoccolo duro di oltre 29.000 tessere.
  • Totale provvisorio: Sono attesi sugli spalti almeno 37.000 spettatori.

Un numero destinato a crescere ulteriormente in queste ultime ore di vendita (botteghini e online ancora aperti), con la possibilità concreta di avvicinarsi a quota 40.000 presenze. L’Olimpico è pronto a ruggire ancora.


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Cruciani difende Lotito: “Odio ingiustificato verso la Lazio”

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Audizione Lotito Antimafia: il presidente della Lazio risponde alle domande dei giornalisti all'uscita da Palazzo San Macuto.

Le parole di Giuseppe Cruciani sul caso Lazio e sulla figura di Claudio Lotito hanno riacceso il dibattito, già accesissimo, che circonda la gestione del club biancoceleste. Intervenuto a Tutti Convocati, il giornalista e conduttore radiofonico ha offerto una lettura netta e senza sfumature: il blocco del mercato è un fatto gravissimo, ma l’odio verso Lotito sarebbe eccessivo e, per certi versi, incomprensibile.

«Per la prima volta una squadra italiana si è trovata bloccata sul mercato. È una cosa gravissima», ha dichiarato Cruciani, sottolineando come l’episodio rappresenti un precedente preoccupante nel panorama del calcio italiano. Un passaggio importante, perché riconosce la portata storica e simbolica della situazione vissuta dalla Lazio, indipendentemente dalle responsabilità specifiche.

Responsabilità che, però, secondo Cruciani non possono essere automaticamente attribuite al presidente: «Le responsabilità sono ancora da chiarire, Lotito dice di no, ma secondo me la società è responsabile». Una frase che sposta il fuoco dal singolo alla struttura, suggerendo che il problema non sia solo personale, ma sistemico.

Il punto più controverso del suo intervento arriva però quando si parla di tifosi e proprietà. Cruciani è netto: «La Lazio è una società quotata, con un proprietario. Le società si vendono secondo le regole dei padroni, non dei tifosi». Una visione rigidamente aziendalista, che esclude qualsiasi ruolo attivo della tifoseria nei processi decisionali e che inevitabilmente entra in collisione con il sentimento di una piazza storicamente passionale come quella laziale.

Secondo il giornalista, le pressioni della tifoseria non solo non servono, ma sono addirittura controproducenti: «Le pressioni non servono a niente, anzi spesso complicano tutto». Un concetto che ribalta completamente la narrazione di chi vede nella contestazione una forma legittima di partecipazione e controllo popolare.

Cruciani difende poi la gestione ventennale di Lotito con un argomento ricorrente nel dibattito pubblico: la stabilità economica. «Da più di vent’anni la Lazio vive tra successi e alti e bassi, ma non è mai andata vicino a retrocedere né a fallire. I conti, più o meno, sono sempre stati a posto». Un’affermazione che fotografa una realtà innegabile sul piano finanziario, ma che non tiene conto di un altro aspetto centrale: l’evoluzione del calcio moderno e delle ambizioni sportive.

La conclusione è forse la più divisiva: «Non ho mai capito tutto questo odio verso Lotito. È fatto così». Una frase che, per molti tifosi, suona come una semplificazione eccessiva di un malcontento che non nasce dall’odio, ma da aspettative disattese, da una percezione di immobilismo e da risultati sportivi considerati non all’altezza della storia del club.

Il cuore del dibattito, infatti, non è tanto la sopravvivenza economica – mai realmente in discussione – quanto la direzione sportiva e strategica della Lazio. Nel calcio di oggi, restare a galla non basta più. Le società sono chiamate a crescere, innovare, competere. Ed è proprio qui che si innesta la frattura tra una parte della tifoseria e la proprietà.

Le parole di Cruciani hanno il merito di riportare il confronto su un piano razionale e finanziario, ma rischiano di ignorare la dimensione emotiva e identitaria del tifo. Perché una società di calcio, anche se quotata, non è solo un’azienda. È un patrimonio collettivo fatto di storia, passione e ambizione. E quando queste componenti vengono percepite come sacrificate, il conflitto diventa inevitabile.



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Lazio, prima le cessioni: chi può partire a gennaio

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La presentazione di Dele-Bashiru

Il mercato di gennaio della Lazio ruoterà attorno a un concetto chiave: prima le cessioni, poi eventualmente le entrate. A Formello la linea è chiara e viene confermata anche dalle ultime indiscrezioni riportate dal Corriere dello Sport. Ogni manovra invernale sarà subordinata alle uscite e, soprattutto, alle decisioni che arriveranno dalla Commissione Atelli, chiamata a esprimersi sui conti dei club di Serie A.

Al momento, infatti, la Lazio non ha certezze sui margini operativi. Claudio Lotito non esclude la possibilità di poter accedere liberamente al mercato, ma resta concreta anche l’ipotesi di un mercato a saldo zero, scenario che imporrebbe tagli, scambi o operazioni perfettamente compensate dal punto di vista economico.

In quest’ottica, alcuni nomi sono già stati individuati come sacrificabili.

Tra questi c’è Dele-Bashiru. Il centrocampista, come ricorda il quotidiano romano, era stato seguito dall’Atalanta durante l’estate e resta un profilo che potrebbe generare interesse anche a gennaio. La Lazio valuta eventuali proposte, soprattutto se utili a liberare risorse e spazio in rosa.

Situazione ancora più definita quella di Belahyane, considerato di fatto fuori dal progetto tecnico. Il centrocampista non rientra nei piani e rappresenta uno dei principali candidati alla cessione, sia per esigenze tecniche sia per la necessità di razionalizzare il gruppo.

Più complesso il discorso che riguarda altri due nomi pesanti: Nuno Tavares e Valentín Castellanos. Per entrambi, ogni decisione dipenderà esclusivamente dalla qualità delle offerte.

Per Tavares si parla con insistenza di un interesse dall’Arabia Saudita, con possibili proposte comprese tra i 15 e i 18 milioni di euro. Una cifra che la Lazio valuterà attentamente, anche considerando le percentuali da riconoscere ai club precedenti e l’impatto tecnico di una sua eventuale uscita.

Capitolo a parte per Castellanos. L’attaccante argentino è seguito con attenzione dal Flamengo, pronto a spingersi fino a 22,5 milioni di euro, ma continua ad avere estimatori anche in Argentina, in particolare al River Plate. Non va esclusa nemmeno una pista italiana: Taty potrebbe tornare nei radar dell’Atalanta, soluzione che rappresenterebbe un’opzione più appetibile per il giocatore e che potrebbe aprire a incastri di mercato più complessi.

In ogni caso, la Lazio non ha alcuna intenzione di svendere. Castellanos potrà partire solo di fronte a un’offerta ritenuta davvero importante e, soprattutto, se l’operazione permetterà di migliorare o almeno mantenere competitivo il reparto offensivo.

Tutto, però, resta sospeso. Le manovre di gennaio saranno indirizzate dal verdetto della Commissione Atelli, che dopo la riunione definitiva del 20 dicembre trasmetterà le proprie valutazioni alla FIGC, chiamata poi a comunicarle ufficialmente ai club. La Lazio ha depositato la documentazione il 30 novembre e resta in attesa, insieme al suo mercato.

Nel frattempo, il direttore sportivo Fabiani lavora su un binario parallelo: profili under 23 italiani, giocatori che non inciderebbero sul costo del lavoro allargato a marzo. Anche questa strategia, però, resta subordinata alle decisioni che arriveranno dall’alto.

Gennaio, dunque, si preannuncia come un mese di attesa e equilibrio, in cui la Lazio dovrà prima liberare spazio e risorse prima di poter pensare a nuovi innesti. E fino al verdetto della Commissione, tutto il mercato resta in stand-by.



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FIFA e Netflix lanciano il nuovo gioco FIFA per il Mondiale 2026

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Logo FIFA World Cup 2026 accanto al logo Netflix Games per il nuovo videogioco di calcio

l calcio digitale si prepara a entrare in una nuova era. In vista della FIFA World Cup 2026, FIFA ha annunciato una collaborazione strategica con Netflix Games e Delphi Interactive per lo sviluppo di un nuovo videogioco di calcio, destinato a segnare una netta discontinuità con il passato e a ridefinire il concetto stesso di simulazione calcistica.

Dopo la fine dello storico rapporto con Electronic Arts, culminato con FIFA 23, che verrà presto spento definitivamente e andrà offline per sempre, il marchio FIFA è pronto a ripartire da basi completamente nuove. Un progetto che punta meno al realismo esasperato e più all’accessibilità, alla immediatezza e alla diffusione globale.

Al centro dell’iniziativa c’è Netflix Games, la divisione gaming del colosso dello streaming. Alain Tascan, presidente della divisione Games di Netflix, ha spiegato chiaramente la filosofia del progetto:

“La FIFA World Cup sarà l’evento culturale del 2026 e ora i fan potranno celebrare la loro passione portando il gioco direttamente nei propri salotti. Vogliamo riportare il calcio alle sue origini, con qualcosa a cui tutti possano giocare, semplicemente con il tocco di un pulsante.”

Parole che chiariscono come l’obiettivo non sia competere frontalmente con i simulatori hardcore del passato, ma allargare la platea, coinvolgendo giocatori occasionali, famiglie e nuovi utenti.

A sviluppare il titolo sarà Delphi Interactive, studio guidato da Casper Daugaard e Andy Kleinman, rispettivamente CEO e presidente, entrambi grandi appassionati storici del brand FIFA:

“La nostra missione è semplice: rendere FIFA il gioco di calcio più divertente, accessibile e globale mai creato.”

Il nuovo FIFA sarà infatti gratuito per tutti gli abbonati Netflix, eliminando barriere di ingresso e microtransazioni aggressive, almeno nella filosofia dichiarata. Un passaggio epocale, soprattutto se confrontato con il modello economico degli ultimi anni dei giochi calcistici tradizionali.

Uno degli aspetti più interessanti riguarda la natura del gioco. Tutti gli indizi portano verso un mobile game, ma con una particolarità non banale: la possibilità di giocare anche direttamente sul televisore, sfruttando l’ecosistema Netflix. Un approccio ibrido che mira a trasformare il calcio digitale in un’esperienza immediata, condivisibile e “da salotto”, perfettamente in linea con l’evento globale del Mondiale.

Anche FIFA, attraverso le parole del suo presidente Gianni Infantino, ha sottolineato l’importanza strategica dell’operazione:

“Questa collaborazione rappresenta una pietra miliare nell’impegno di FIFA verso l’innovazione nel settore dei videogame sul calcio, con l’obiettivo di raggiungere miliardi di appassionati di tutte le età.”

Infantino ha definito il progetto come l’inizio di una nuova era per il calcio digitale, confermando che il gioco sarà uno dei pilastri della strategia FIFA in vista del 2026.

Il tempismo non è casuale. Con FIFA 23 destinato a scomparire definitivamente, si chiude un capitolo durato decenni e si apre uno scenario completamente nuovo, dove il marchio FIFA non è più legato a un singolo publisher, ma diventa una piattaforma globale capace di adattarsi ai nuovi consumi digitali.

Resta ora da capire come reagirà il pubblico più tradizionalista, abituato a esperienze profonde e competitive. Ma una cosa è certa: FIFA e Netflix non stanno cercando di sostituire il passato, stanno cercando di creare qualcosa di diverso. Più semplice, più immediato, più universale. Proprio come il calcio.



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Lazio, Mandas verso l’addio: Torino, Verona e Genoa

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Christos Mandas portiere Lazio trattativa calciomercato Bournemouth

In casa Lazio è destinata a entrare nel vivo anche la questione legata ai portieri. Con l’avvicinarsi del mercato di gennaio e una stagione priva di impegni europei, la gestione delle gerarchie tra i pali è diventata sempre più chiara e, allo stesso tempo, problematica per chi oggi trova poco spazio.

Ivan Provedel si è ripreso stabilmente la porta biancoceleste, tornando a essere il titolare indiscusso. Le sue prestazioni e l’assenza di rotazioni obbligate hanno di fatto chiuso qualsiasi spiraglio per Chrīstos Mandas, che finora ha collezionato una sola presenza stagionale: quella in Coppa Italia contro il Milan, nella gara vinta dalla Lazio. Un bottino troppo magro per un portiere giovane, ambizioso e desideroso di continuità.

Secondo quanto riportato da Il Messaggero, la sensazione è che Mandas possa lasciare Roma già a gennaio. Il quotidiano romano aveva già parlato nei giorni scorsi di un possibile scambio di prestiti con il Genoa, che coinvolgerebbe Nicola Leali. Una soluzione gradita a Maurizio Sarri, che vedrebbe di buon occhio l’arrivo di un vice Provedel più esperto per la seconda parte di stagione, accettando senza problemi un ruolo da comprimario.

Ma il Genoa non è l’unico club sulle tracce del portiere greco. Nelle ultime ore, infatti, si è fatto avanti anche il Verona, alla ricerca di rinforzi affidabili tra i pali. Una pista da monitorare, anche se al momento non viene considerata la più calda.

L’ipotesi che stuzzica maggiormente Mandas, però, porta a Torino, sponda granata. Alla guida del club c’è Marco Baroni, tecnico che lo scorso anno ha dimostrato grande fiducia nel portiere greco, preferendolo in più occasioni a Provedel. Un dettaglio non secondario, che rende l’idea granata particolarmente allettante per il giocatore.

Non è un segreto che il Torino stia vivendo una fase delicata per quanto riguarda il ruolo del portiere. I granata hanno evidenti difficoltà tra i pali e per questo Mandas è diventato l’obiettivo numero uno per risolvere il problema. La volontà del calciatore è chiara: tornare a giocare con continuità, che sia in prestito o a titolo definitivo.

Ed è proprio su questo punto che entra in gioco la strategia della Lazio. In caso di cessione definitiva, il club biancoceleste non ha alcuna intenzione di scendere sotto i 10 milioni di euro per il cartellino di Mandas. Una valutazione considerata congrua per un portiere giovane, internazionale e con margini di crescita importanti.

A queste condizioni, attenzione al Panathinaikos. Il club greco è l’unico, tra quelli attualmente interessati, che sarebbe in grado di coprire per intero la cifra richiesta dalla Lazio. Un ritorno in patria che garantirebbe a Mandas un ruolo da protagonista immediato, ma che aprirebbe anche interrogativi sul progetto tecnico e sulla competitività del campionato.

La Lazio, dal canto suo, riflette. Il prestito permetterebbe di valorizzare il giocatore senza perderne il controllo, mentre la cessione definitiva garantirebbe liquidità immediata in vista di un mercato che potrebbe essere condizionato da vincoli e limitazioni. Una decisione che verrà presa nelle prossime settimane, anche in base agli sviluppi regolamentari e alle offerte concrete che arriveranno sul tavolo di Formello.

Una cosa è certa: con Provedel saldo tra i pali e Mandas desideroso di spazio, la separazione appare sempre più probabile. Resta solo da capire quando e a quali condizioni.



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Lazio, mercato di gennaio: Tavares in bilico e nomi nuovi

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Nuno Tavares Lazio Besiktas trattativa calciomercato presidente

Gennaio si avvicina e in casa Lazio cresce l’attesa per capire quali saranno i reali margini di manovra nella prossima finestra di calciomercato. Prima ancora dei nomi, infatti, a Formello si aspetta la risposta ufficiale della Commissione, che chiarirà se e come il club potrà intervenire sul mercato in entrata. Nel frattempo, però, le voci non mancano e iniziano a delineare uno scenario fatto di possibili cessioni e profili da monitorare.

Tra i giocatori che potrebbero lasciare Roma c’è Nuno Tavares. Il capitolo legato al terzino portoghese, come riportato da Il Messaggero, si arricchisce di un dettaglio significativo: l’entourage del calciatore si starebbe muovendo in Arabia Saudita per sondare il terreno e portare sul tavolo offerte da circa 15 milioni di euro. Una cifra tutt’altro che banale, anche se va ricordato che il 35-40% dell’incasso spetterebbe all’Arsenal, riducendo l’effettivo beneficio economico per la Lazio.

Secondo il quotidiano romano, un possibile “assist” potrebbe arrivare da un grande ex del calcio europeo: gli agenti di Tavares sarebbero in contatto con l’Al-Ittihad di Sergio Conceição, allenatore che conosce bene il profilo del giocatore e che potrebbe spingere per un’operazione in tempi brevi. Al momento si parla di movimenti esplorativi, ma il nome del club saudita è uno di quelli da monitorare con maggiore attenzione.

L’eventuale cessione di Tavares aprirebbe inevitabilmente il tema delle alternative sugli esterni difensivi, reparto che la Lazio dovrà comunque rinnovare nel medio periodo. In caso di separazione dal portoghese, a sinistra piacciono Martín del Genoa e Netz del Borussia Mönchengladbach, due profili differenti per età, costo e caratteristiche, ma entrambi ritenuti interessanti dalla dirigenza.

Sul lato destro, invece, il discorso è più proiettato al futuro. Con i contratti di Marusic e Hysaj destinati a scadere nei prossimi mesi, resta viva la candidatura di Anton Gaaei dell’Ajax, nome già seguito in passato e considerato un’opzione concreta soprattutto in vista dell’estate. Un’operazione che difficilmente verrà anticipata a gennaio, ma che rientra nella pianificazione tecnica del club.

Tuttavia, prima di proiettarsi troppo avanti, in casa Lazio la parola d’ordine resta una sola: prudenza. Il presente impone di valutare con attenzione ogni mossa, soprattutto in un mercato invernale che potrebbe essere condizionato da vincoli regolamentari e da una situazione finanziaria che richiede equilibrio. Le eventuali uscite, come quella di Tavares, non saranno automatiche, ma legate alla qualità delle offerte e alla possibilità di sostituire adeguatamente chi parte.

Gennaio, dunque, si preannuncia come un mese di attese e riflessioni, più che di rivoluzioni. La Lazio osserva, ascolta e prepara le proprie mosse, consapevole che ogni decisione dovrà essere funzionale non solo all’immediato, ma anche alla costruzione di una rosa più sostenibile e competitiva nel medio periodo.



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Lotito e i tifosi: perché la contestazione è un diritto

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Lotito attacca i tifosi, ma la contestazione è un diritto: la Lazio deve ambire all’alto, non abituare alla mediocrità.

e parole di Claudio Lotito pronunciate anche durante la festa di Natale della Lazio confermano un problema che va ben oltre il momento sportivo: il rapporto completamente distorto tra la società e il tifoso. Ancora una volta, il presidente biancoceleste ha dimostrato di avere un’idea del tifoso della Lazio che non solo è sbagliata, ma è profondamente offensiva.

Secondo questa visione, il tifoso dovrebbe limitarsi ad applaudire sempre, dire grazie a prescindere, comprare biglietti, abbonamenti e merchandising, senza mai esprimere dissenso. In sostanza, un tifoso ridotto a cliente silenzioso. Ma il tifoso non è un suddito, non è uno schiavo della società e soprattutto non è un idiota.

Il tifoso paga. Paga il biglietto, l’abbonamento, le trasferte, la pay-tv. E in cambio non compra solo uno spettacolo, ma esercita un diritto: quello di tifare. E tifare significa applaudire quando le cose vanno bene e contestare quando le cose vanno male. È così in ogni stadio del mondo, in ogni sport, in ogni campionato.

Se a fine partita sono felice, applaudo.
Se sono deluso, arrabbiato, amareggiato, fischio.
È normale. È sano. È legittimo.

Pretendere che il tifoso applauda una squadra ottava, fuori dall’Europa per il secondo anno consecutivo, reduce da un’estate senza mercato e con ambizioni ridotte al minimo, significa vivere fuori dalla realtà. La Lazio non è il Sassuolo, non è l’Udinese, non è una provinciale che può accontentarsi della salvezza tranquilla.

La Lazio è una società storica.
È la prima squadra della Capitale, come lo stesso Lotito ama ricordare.
E proprio per questo ha il dovere di ambire ogni anno alle prime posizioni.

Non si chiede di vincere lo scudetto ogni stagione.
Non si pretende la qualificazione Champions automatica.
Ma lottare per la Champions, quello sì. Sempre.

Da quando Lotito è presidente, la Lazio ha centrato la Champions League solo tre volte. Negli ultimi tre anni il bilancio sportivo è impietoso:
– settimo posto e fuori dall’Europa
– mercato bloccato
– squadra mai realmente in zona europea

E il tifoso dovrebbe dire grazie?

Basta guardarsi intorno.
A Milano il tifoso del Milan ha contestato duramente la società: curva vuota, striscioni, proteste. Nessun dirigente ha mai detto che i tifosi fossero stupidi. Anzi, hanno parlato di riconquistare la fiducia.
A Firenze il tifoso viola è furioso perché la squadra è ultima, nonostante le promesse europee.
A Torino, a Napoli, a Manchester: ovunque si contesta quando le cose vanno male.

Solo a Roma, sponda Lazio, la contestazione viene dipinta come un complotto, come un atto di stupidità o di manipolazione. Lotito parla di tifosi “guidati” da comunicazioni contro la Lazio. Ma la realtà è molto più semplice e molto più dura: la Lazio non sta rispettando le aspettative.

Il tifoso non contesta per sport.
Contesta perché vede una squadra che ha perso ambizione.
Perché siamo passati da Milinković-Savić, Luis Alberto e Immobile a una rosa nettamente ridimensionata.
Perché si chiede di accontentarsi dell’ottavo posto e magari pure di applaudire.

Il problema più grave è proprio questo: la normalizzazione della mediocrità.
Abituare il tifoso a pensare che settimo, ottavo o nono posto siano risultati accettabili.
Abituarlo a sognare la Conference League come traguardo.
Abituarlo a non sognare più.

Il tifoso della Lazio vuole vincere.
Vuole competere.
Vuole sognare.

E se oggi contesta, lo fa per amore, non per distruggere.
Se questo concetto non viene compreso, allora il problema non è il tifoso.



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Borsa, Lazio vola (+7%) mentre la Juventus frena

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Cessione Lazio Lotito: il presidente riflette sulle strategie finanziarie e sul Nasdaq.

Giornata di assestamento in Borsa per la Juventus, mentre a Piazza Affari si registra un deciso rialzo per il titolo della S.S. Lazio. Due movimenti opposti che raccontano dinamiche molto diverse, ma che confermano quanto il calcio sia ormai sempre più intrecciato con la finanza e le aspettative dei mercati.

Dopo il forte rally delle ultime sedute, il titolo della Juventus ha registrato prese di profitto. Le azioni del club bianconero, controllato da Exor, avevano chiuso la seduta di lunedì con un significativo +18%, seguito da un ulteriore +2,3% nella giornata di ieri. Oggi, però, è arrivata una correzione: il titolo ha chiuso in calo del 3,16%, attestandosi a 2,5760 euro per azione.

La flessione allontana temporaneamente il valore del titolo dalla valutazione implicita dell’offerta avanzata da Tether. Con il prezzo di chiusura odierno, la capitalizzazione di mercato della Juventus si attesta intorno a 1,074 miliardi di euro, un valore comunque molto vicino agli 1,1 miliardi di euro utilizzati da Tether per la sua proposta di acquisizione del 100% del club. Un dato che dimostra come il mercato continui a considerare credibile quella valutazione, pur dopo il fisiologico ritracciamento.

Se a Torino si registrano prese di beneficio, lo scenario è diametralmente opposto sul fronte Lazio. Il titolo del club biancoceleste ha vissuto una seduta estremamente positiva, chiudendo in rialzo di oltre il 7%, passando da 1,14 a 1,22 euro per azione. Un movimento significativo, soprattutto in relazione alle dimensioni della società e alla sua storica scarsa liquidità sul mercato.

Alla base del balzo del titolo Lazio c’è l’eco dell’evento di New York. Nella serata di ieri, infatti, Enrico Lotito, direttore generale del settore giovanile, ed Emanuele Floridi, portavoce e responsabile della strategia e dell’organizzazione della comunicazione del club, hanno partecipato alla cerimonia ufficiale di chiusura delle contrattazioni del Nasdaq, prendendo parte al tradizionale rito del suono della campanella.

Un evento dal forte valore simbolico che ha acceso l’interesse degli investitori e alimentato le speculazioni su un possibile percorso di internazionalizzazione finanziaria del club biancoceleste. Anche se una quotazione al Nasdaq appare, allo stato attuale, complessa e lontana, il mercato ha reagito positivamente al segnale lanciato dalla società, premiando il titolo in Borsa.

Con la chiusura odierna, la capitalizzazione di mercato della Lazio sale a circa 82,52 milioni di euro, un valore ancora molto distante da quello dei grandi club italiani ed europei, ma che conferma come anche piccoli segnali di apertura internazionale possano incidere sulle aspettative degli investitori.

Il confronto tra Juventus e Lazio evidenzia due fasi differenti: da un lato un titolo che sconta prese di profitto dopo una corsa rapida e alimentata da una possibile operazione straordinaria; dall’altro una società che, partendo da valutazioni contenute, beneficia dell’attenzione mediatica e finanziaria generata da un evento di respiro globale.

In un calcio sempre più finanziarizzato, le dinamiche di Borsa diventano uno specchio delle strategie societarie. E la seduta odierna conferma come il mercato guardi con crescente attenzione non solo ai risultati sportivi, ma anche – e soprattutto – alla capacità dei club di raccontare una visione credibile di crescita e sviluppo internazionale.



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🎟️ Biglietti Udinese-Lazio: al via la vendita per il Settore Ospiti. Info, prezzi e novità Curva Sud

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Veduta del Settore Ospiti del Bluenergy Stadium di Udine pronto ad accogliere i tifosi della Lazio.

Non c’è sosta per la Lazio e per i suoi tifosi. Mentre la squadra prepara la sfida casalinga contro la Cremonese, la società guarda già al prossimo impegno in trasferta. I biancocelesti chiuderanno il 2025 al Bluenergy Stadium di Udine per la sfida contro l’Udinese, in programma sabato 27 dicembre alle ore 18:00.

L’Udinese Calcio ha comunicato ufficialmente l’apertura della vendita dei tagliandi per il Settore Ospiti. Ecco tutte le informazioni utili per seguire la squadra in Friuli.

🛒 Quando e Dove Acquistare

La vendita scatta oggi, mercoledì 17 dicembre, dalle ore 16:00. I tifosi biancocelesti potranno acquistare i biglietti attraverso il circuito ufficiale Ticketone:

  • Online: Sul sito sport.ticketone.it
  • Punti Vendita: Presso le rivendite autorizzate Ticketone su territorio nazionale.

🛑 Chiusura Vendite: C’è tempo fino alle ore 19:00 di venerdì 26 dicembre.

💶 Prezzi e Capienza: La novità in caso di Sold Out

Il costo del biglietto per il Settore Ospiti è fissato a:

  • Intero: 35,00 € (più diritti di prevendita).

La capienza ufficiale del “gabbio” ospiti è di 1.330 posti. Tuttavia, l’Udinese ha già comunicato un’importante novità per accogliere la numerosa tifoseria laziale:

In caso di sold out del settore ospiti, sarà aperta la vendita anche per i settori limitrofi della Curva Sud (P1 e P2).

ℹ️ Info Utili: Striscioni e Disabili

Per chi necessita di introdurre striscioni, tamburi o materiale coreografico, e per le richieste di accredito per tifosi diversamente abili, è necessario seguire le procedure indicate sul sito ufficiale dell’Udinese (o cliccare sui link dedicati nel comunicato ufficiale).

Si ricorda inoltre di prendere visione del Regolamento d’uso dello stadio e delle condizioni di acquisto prima di partire per la trasferta.


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🎟️ Biglietti Lazio-Cremonese: al via la vendita! Promo “4 Insieme” e Under 14 omaggio

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Tifosi della Lazio in fila ai tornelli dello Stadio Olimpico mostrano i biglietti per la partita.

L’entusiasmo per l’impresa di Parma è ancora vivo, ma è già tempo di tornare a casa. La Lazio chiama a raccolta il suo popolo allo Stadio Olimpico per la sfida contro la Cremonese, in programma sabato 20 dicembre alle ore 18:00.

La società ha aperto ufficialmente la vendita dei tagliandi. Ecco la guida completa per acquistare i biglietti, le promozioni attive per le famiglie e le modalità di accesso.

🛒 Dove e Come Acquistare

SettoreInteroInvalidi civili al 100% e accompagnatore (*)Ridotto Under 16 (**)Ridotto Under 14 (***)4 INSIEME (****)
TR. D’ONORE CON HOSPITALITY300 €
TR. D’ONORE LAT. DESTRA150 €
TR. MONTE MARIO TOP70€35 €35 €OMAGGIO185 €
TR. MONTE MARIO LAT.55 €30 €30 €OMAGGIO150 €
TR. TEVERE GOLD70 €35 €35 €
TR. TEVERE TOP65 €30 €30 €OMAGGIO170 €
TR. TEVERE40 €22 €22 €
TR. TEVERE PARTERRE CENTRALE40 €22 €22 €
TR. TEVERE PARTERRE LAT.40 €22 €22 €
TR. TEVERE NON DEAMB. IN CARROZZELLA5 €====
TR. TEVERE ACCOMPAGNO. NON DEAMB. IN CARR.30 €====
CURVA MAESTRELLI30 €18 €18 €
DISTINTI SUD EST30 €18 €18 €
DISTINTI SUD OVEST – OSPITI30 €====

La vendita è aperta e i tagliandi sono disponibili attraverso il circuito Vivaticket. È possibile acquistare:

  • Online: Sul sito ufficiale Vivaticket.
  • Punti Vendita: Presso le ricevitorie Vivaticket abilitate sul territorio.

Nota per i possessori di Fidelity Card: Chi ha la tessera Millenovecento o Eagle (e non è abbonato) può richiedere il caricamento digitale del biglietto direttamente sulla card al momento dell’acquisto online.

👨‍👩‍👧‍👦 Le Promozioni Attive

Per Lazio-Cremonese la società ha attivato diverse tariffe agevolate per favorire l’afflusso di famiglie e gruppi.

1. Tariffa “4 Insieme”

Torna la promo per i gruppi. È possibile acquistare 4 biglietti dello stesso settore a un prezzo vantaggioso.

  • Regola: Bisogna acquistare tutti e 4 i biglietti contemporaneamente.
  • Validità: Iniziativa valida solo per alcuni settori specifici dello stadio (verificare disponibilità su Vivaticket).

2. Promo Under 14 Omaggio

I ragazzi nati dal 01/01/2011 possono entrare GRATIS se accompagnati da un genitore (o parente entro il 4° grado) pagante.

  • ⚠️ ATTENZIONE: Questo biglietto omaggio NON si può fare online. Si deve richiedere esclusivamente presso i Lazio Style 1900 Official Store (o il giorno gara alla biglietteria di Via Nigra).

3. Altre Riduzioni

  • Under 16: Prezzo ridotto per i ragazzi nati dal 01/01/2009.
  • Under 4: I bambini nati dal 01/01/2021 entrano gratis senza biglietto (basta documento o tessera sanitaria).

📍 Punti di Accesso allo Stadio

Per evitare file, controlla il tuo settore e dirigiti al varco corretto:

  • Curva Nord / Distinti Nord / Tevere: Piazza Piero Dodi.
  • Tribuna Tevere / Distinti Sud Est: Piazza Lauro De Bosis.
  • Curva Maestrelli: Viale delle Olimpiadi.
  • Tribuna Monte Mario / Autorità: Via dei Gladiatori.
  • Disabili in Carrozzella: Via Nigra (Stadio dei Marmi).

ℹ️ Info Utili e Cambio Nominativo

  • Documenti: È obbligatorio esibire un documento di identità originale (anche per i minorenni) sia all’acquisto fisico che ai tornelli. Le patenti di nuova generazione senza residenza non sono valide per l’acquisto nei punti vendita.
  • Cambio Nominativo: È attivo per biglietti e abbonamenti (tariffa corrispondente, es. donna per donna) tramite il portale Vivaticket.
  • Biglietteria Giorno Gara: Il box di Via Nigra sarà aperto solo il giorno della partita dalle ore 14:00.


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Lazio al Nasdaq: non quotazione, ma apertura al mercato USA

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Enrico Lotito al Nasdaq di New York durante la cerimonia di chiusura delle contrattazioni con il brand S.S. Lazio

La campanella suonata ieri da Enrico Lotito al Nasdaq di New York ha acceso il dibattito nel mondo Lazio. In molti hanno parlato, forse con eccessiva superficialità, di una possibile futura quotazione della società biancoceleste sul mercato americano. Un’ipotesi che, allo stato attuale, appare non solo estremamente complessa, ma anche poco funzionale ai reali bisogni del club. Eppure, dietro quell’evento simbolico, potrebbe esserci qualcosa di molto più concreto e strategico.

Il punto centrale non è il Nasdaq in sé, né tantomeno un’ipotetica quotazione a breve termine. Chi conosce i meccanismi della finanza internazionale sa bene quanto sia irrealistico immaginare un ingresso della Lazio sul listino americano nel breve periodo. Ma il valore della giornata di ieri va cercato altrove: nel messaggio lanciato al mercato americano.

Per capire davvero cosa sta succedendo, bisogna fare un passo indietro e osservare le figure coinvolte. Tra queste spicca Emanuele Floridi, un innesto che in molti avevano sottovalutato al momento del suo arrivo in società. Il suo ruolo ufficiale – “Portavoce e Responsabile Strategia e Organizzazione della Comunicazione” – appare quasi riduttivo rispetto al suo reale profilo. Floridi non è un giornalista, non nasce come comunicatore classico, ma come uomo di business, con relazioni, esperienza e conoscenze nel mondo imprenditoriale nazionale e internazionale.

Floridi è stato coinvolto in operazioni legate all’innovazione e alla valorizzazione dei brand, basti pensare al lancio della criptovaluta legata a Ciro Immobile. È evidente che il suo lavoro alla Lazio non si limiti alla comunicazione tradizionale. Ed è altrettanto evidente che dietro l’operazione Nasdaq ci sia soprattutto la sua mano, più che quella di Lotito.

Il vero limite strutturale della gestione Lotito, infatti, non è mai stato il controllo dei costi – anzi, sotto questo profilo la Lazio è una delle società più virtuose d’Italia – ma l’incapacità cronica di aumentare i ricavi. La Lazio è oggi uno dei club che incassa meno tra le “medio-grandi” della Serie A. Incassa meno non solo di Milan, Inter, Juventus e Roma, ma anche di società come Fiorentina, Atalanta e Bologna. Un dato che pesa come un macigno e che si riflette inevitabilmente sul mercato, sulla competitività e sugli obiettivi sportivi.

Nel calcio moderno tutto parte dai ricavi: più incassi, più puoi investire; più investi, più puoi costruire una rosa competitiva. È un circolo virtuoso dal quale la Lazio è rimasta esclusa per troppo tempo. E qui entra in gioco il senso profondo della mossa di New York.

Nel suo discorso al Nasdaq, Enrico Lotito ha citato due advisor di primissimo livello: Deloitte Legal e lo studio internazionale Rosenstandt. Due nomi che segnano una netta discontinuità rispetto al passato. Non si tratta di consulenti improvvisati o di figure legate a rapporti personali, ma di realtà globali, strutturate, abituate a operare su mercati internazionali.

Molti hanno subito pensato: “Advisor = vendita della società”. Un’equazione semplicistica e, probabilmente, sbagliata. Gli advisor non servono solo a vendere club, ma soprattutto a costruire strategie di crescita, attrarre investimenti, sviluppare partnership commerciali. Ed è qui che si intravede il vero obiettivo della Lazio.

La campanella al Nasdaq non è stata il primo passo verso la Borsa, ma il biglietto da visita della Lazio verso il mercato americano. Sponsor globali, aziende sportive, fondi di investimento, partner commerciali, investitori di minoranza. È lì che la Lazio vuole – e deve – andare a pescare.

Negli Stati Uniti lo sport è business puro. Brand come Nike, Adidas, grandi multinazionali e fondi guardano con sempre maggiore interesse al calcio europeo, soprattutto alla Serie A, dove i costi sono ancora relativamente bassi e i margini di crescita potenzialmente enormi. La Lazio, con pochi debiti, costi contenuti e ricavi bassi, rappresenta paradossalmente un club ideale per chi vuole investire e far crescere un brand.

Questo è il vero senso della giornata di ieri: non una celebrazione, non un premio, ma un primo, timido passo fatto finalmente nel modo giusto. Affidandosi alle persone giuste, alle strutture giuste. Ora viene la parte difficile: trasformare il segnale in risultati concreti.

Perché se la Lazio non aumenterà in modo deciso i ricavi – non di 5 milioni, ma raddoppiandoli – resterà sempre un club che sopravvive, ma non compete. Il lavoro inizia adesso. E per una volta, la direzione sembra quella corretta.




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Lazio, Flamengo su Castellanos: offerta da 22,5 milioni

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Una foto del giocatore Valentin Castellanos, sorridente, durante un'intervista post-partita con un microfono DAZN.

Il Flamengo fa sul serio per Valentín “Taty” Castellanos e inizia a muoversi in maniera concreta sul mercato. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il club brasiliano ha individuato l’attaccante della Lazio come obiettivo principale per rinforzare il reparto offensivo ed è pronto a presentare un’offerta ufficiale nelle prossime settimane.

Le indiscrezioni provenienti dal Brasile parlano di una proposta che si aggirerebbe intorno ai 22,5 milioni di euro, cifra importante ma giudicata non sufficiente dalla dirigenza biancoceleste. La posizione della Lazio è chiara: Castellanos viene valutato non meno di 40 milioni di euro e, alle condizioni attuali, non c’è alcuna intenzione di svendere uno dei giocatori più rappresentativi della rosa di Maurizio Sarri.

Arrivato a Formello come investimento strategico per il presente e per il futuro, Castellanos rappresenta uno degli asset principali del club. La sua crescita, il rendimento in Serie A e la capacità di adattarsi al sistema di Sarri hanno contribuito ad alzare sensibilmente il suo valore di mercato. Non a caso, la Lazio considera l’argentino una pedina centrale del progetto tecnico, soprattutto in un reparto offensivo che negli ultimi anni ha faticato a trovare continuità realizzativa.

Tuttavia, il contesto impone riflessioni più ampie. Claudio Lotito ha ribadito pubblicamente che la Lazio non verrà indebolita, ma allo stesso tempo a Formello sono consapevoli che ogni offerta per i big debba essere valutata con estrema attenzione. Il motivo è legato all’attesa risposta della Commissione di controllo, dalla quale emergeranno con maggiore chiarezza i margini di manovra per il mercato di gennaio.

In questo scenario di incertezza regolamentare e finanziaria, anche giocatori ritenuti importanti potrebbero finire sul tavolo delle valutazioni. Secondo il Corriere dello Sport, Castellanos potrebbe diventare uno dei “sacrificabili”, ma solo a due condizioni ben precise: l’arrivo di una proposta economicamente adeguata e la possibilità di sostituirlo con un calciatore in grado di migliorare la rosa di Sarri, non semplicemente di rimpiazzarlo numericamente.

La distanza tra domanda e offerta, al momento, resta ampia. I 22,5 milioni ipotizzati dal Flamengo sono lontani dalle richieste della Lazio, che punta a valorizzare al massimo i propri migliori elementi, soprattutto in un mercato globale dove gli attaccanti di livello sono sempre più rari e costosi. Inoltre, il club biancoceleste non ha alcuna fretta di cedere, consapevole che eventuali cessioni affrettate rischierebbero di compromettere gli equilibri tecnici della squadra.

C’è poi un altro elemento da considerare: la tempistica. Un’eventuale uscita di Castellanos a gennaio obbligherebbe la Lazio a intervenire immediatamente sul mercato, con il rischio di pagare a caro prezzo il sostituto o di dover ripiegare su soluzioni non pienamente convincenti per il progetto tecnico di Sarri. Un’ipotesi che la dirigenza vuole evitare, soprattutto in una stagione che resta aperta su più fronti.

Per questo motivo, la sensazione è che la Lazio sia disposta a sedersi al tavolo solo di fronte a un’offerta realmente irrinunciabile. In caso contrario, Castellanos resterà al centro del progetto biancoceleste, almeno fino al termine della stagione. Il Flamengo osserva, prepara la mossa, ma la partita è tutt’altro che chiusa.



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Lazio, Mandas verso il Genoa: ok allo scambio con Leali

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Rappresentazione grafica di uno scambio tra i calciatori Christos Mandas e Nicolò Fagioli tra Lazio e Fiorentina.

La Lazio e Chrīstos Mandas sembrano sempre più vicini alla separazione, almeno temporanea. Secondo quanto riportato nell’edizione odierna de Il Messaggero, il club biancoceleste avrebbe dato il via libera a uno scambio di prestiti con il Genoa, che coinvolgerebbe il portiere greco e Nicola Leali. Un’operazione che potrebbe concretizzarsi a breve e che avrebbe già incassato l’ok di Maurizio Sarri, indicato nell’articolo come “Il Comandante”.

Il titolo del quotidiano romano è chiaro: “Samardzic o Brescianini. Sì allo scambio Mandas-Leali”. Un passaggio che chiarisce come il movimento tra i pali rientri in un quadro più ampio di riflessioni sul mercato biancoceleste, dove la priorità resta il centrocampo ma senza perdere di vista la gestione della rosa, soprattutto per quei giocatori che rischiano di trovare poco spazio.

Mandas, arrivato alla Lazio con grandi aspettative, ha vissuto una prima parte di stagione praticamente da spettatore. Una sola presenza ufficiale, quella in Coppa Italia contro il Milan, e tante panchine alle spalle di Ivan Provedel. Il portiere italiano, infatti, si sta confermando come uno dei migliori interpreti del ruolo in Serie A, risultando il numero uno per gol evitati secondo le statistiche avanzate. Una continuità di rendimento che ha inevitabilmente chiuso qualsiasi spiraglio per il giovane estremo difensore greco.

In questo scenario, la soluzione del prestito al Genoa appare come la più logica per tutte le parti in causa. Mandas avrebbe finalmente la possibilità di aumentare il minutaggio e confrontarsi con un campionato competitivo, fondamentale per la sua crescita e per non rischiare una stagnazione tecnica e mentale. Alla Lazio, invece, tornerebbe utile un profilo più esperto e disposto ad accettare il ruolo di dodicesimo uomo senza creare gerarchie instabili.

È qui che entra in gioco Nicola Leali. Il portiere del Genoa, con un passato importante in Serie A e una carriera segnata da alti e bassi, rappresenterebbe una soluzione di equilibrio. Leali, a differenza di Mandas, accetterebbe più facilmente un ruolo da non protagonista, alle spalle di un titolare indiscusso come Provedel, garantendo però affidabilità in caso di emergenza o rotazioni obbligate.

Dal punto di vista tecnico, l’operazione risponde perfettamente alla filosofia di Sarri, che predilige gerarchie chiare e ruoli ben definiti all’interno dello spogliatoio. Avere un vice-portiere consapevole del proprio ruolo è fondamentale per mantenere serenità e concentrazione durante una stagione lunga e logorante, soprattutto in un contesto come quello della Lazio, chiamata a gestire pressioni ambientali e obiettivi sportivi delicati.

Va sottolineato come questo possibile scambio non rappresenti una bocciatura definitiva di Mandas da parte del club. Al contrario, il prestito può essere letto come un investimento sul futuro: giocare con continuità in Serie A permetterebbe al portiere greco di tornare a Formello con maggiore esperienza e consapevolezza, pronto eventualmente a giocarsi le sue carte in una stagione successiva.

In attesa dell’ufficialità, il segnale è chiaro: la Lazio sta lavorando su operazioni funzionali, mirate e coerenti con le esigenze tecniche dell’allenatore. E il futuro di Mandas, almeno per ora, sembra passare da Genova.



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Lazio al Nasdaq: Wall Street apre al brand biancoceleste

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Enrico Lotito al Nasdaq di New York durante la cerimonia di chiusura delle contrattazioni con il brand S.S. Lazio

La S.S. Lazio scrive una pagina storica del proprio percorso istituzionale e internazionale, diventando protagonista al Nasdaq di New York con la partecipazione ufficiale alla cerimonia di chiusura delle contrattazioni presso la sede di Times Square. Un evento dal forte valore simbolico, ma soprattutto strategico, che colloca il club biancoceleste tra le pochissime società sportive al mondo capaci di affacciarsi direttamente su uno dei palcoscenici finanziari più prestigiosi e influenti del pianeta.

La presenza della Lazio al Nasdaq rappresenta molto più di una semplice operazione di immagine. È il segnale concreto di un progetto di crescita internazionale che guarda oltre il calcio giocato, inserendo il club in un ecosistema globale fatto di finanza, tecnologia, media e innovazione. Un passaggio che testimonia la volontà della società di posizionarsi come realtà moderna, strutturata e capace di dialogare con i principali player della global sports industry.

Il Nasdaq, leader mondiale nei mercati finanziari e tecnologici, sta mostrando un interesse sempre più marcato verso la sport industry, un settore in rapida espansione e ad alta patrimonializzazione. In questo contesto, la S.S. Lazio si distingue come una delle prime società calcistiche ad avviare un dialogo strutturato con un ambiente avanzato e internazionale, aprendo nuove prospettive di sviluppo e collaborazione.

A rappresentare ufficialmente il club nella cerimonia newyorkese sono stati Enrico Lotito, Direttore Generale del Settore Giovanile biancoceleste, ed Emanuele Floridi, Portavoce e Responsabile Strategia e Organizzazione della Comunicazione della S.S. Lazio. Figure chiave di un progetto che mira a rafforzare la credibilità istituzionale del club anche fuori dai confini sportivi tradizionali.

«Essere presenti oggi al Nasdaq è motivo di grande orgoglio – ha dichiarato Enrico Lotito –. Rappresenta un passaggio simbolico ma anche concreto di un percorso di crescita che la S.S. Lazio sta portando avanti con visione e responsabilità, guardando al futuro dello sport come sistema integrato fatto di formazione, innovazione e relazioni internazionali».

La giornata di Wall Street segna infatti l’avvio di un percorso strutturato e di lungo periodo, orientato al consolidamento delle relazioni internazionali del club e allo sviluppo di nuove opportunità nei mercati globali. Un cammino supportato da advisor di primissimo livello come Deloitte Legal e lo studio internazionale Rosestandt, con base a New York, a conferma di un approccio altamente qualificato e multidisciplinare al posizionamento del brand Lazio.

«Suonare la campana del Nasdaq significa portare la Lazio in uno dei luoghi simbolo dell’innovazione globale – ha aggiunto Emanuele Floridi –. È l’inizio di un percorso che va oltre il calcio e racconta un club capace di dialogare con finanza, tecnologia e media internazionali, valorizzando il proprio brand in una fase di profonda trasformazione del settore sportivo globale».

In un calcio sempre più globalizzato e finanziarizzato, la S.S. Lazio punta a costruire un modello di crescita sostenibile e scalabile, fondato su governance, disciplina finanziaria e visione di lungo periodo. Un equilibrio complesso, che mira a integrare innovazione e accesso ai mercati globali senza rinunciare all’identità storica e ai valori che da sempre contraddistinguono il club.

La presenza al Nasdaq non è dunque un punto di arrivo, ma un punto di partenza: un segnale forte lanciato al mondo dello sport e della finanza, che certifica la volontà della Lazio di essere protagonista non solo sul campo, ma anche nei nuovi scenari economici e strategici del calcio moderno.



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Lotito parla, ma evita il vero nodo: i ricavi della Lazio

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Claudio Lotito durante la festa di Natale della Lazio mentre risponde alle domande sul futuro del club.

Nel corso della festa di Natale della Lazio, Claudio Lotito è tornato a parlare pubblicamente della situazione del club. Lo ha fatto, come spesso accade, con il suo stile diretto e poco conciliante, ribadendo concetti già sentiti e confermando alcune certezze, ma evitando accuratamente di affrontare quello che oggi rappresenta il vero nodo strutturale della Lazio.

Lotito non vende: un messaggio chiaro

Il primo punto ribadito dal presidente è stato netto: la Lazio non è in vendita.
Le contestazioni non lo scalfiscono, anzi – secondo Lotito – rafforzano la sua posizione. Il club è “inscalabile” e solo una sua decisione personale potrebbe portare a una cessione. Tutto il resto, a suo dire, è rumore di fondo che nuoce all’ambiente e non porta benefici alla squadra.

Un messaggio chiaro, coerente con la linea portata avanti da anni, ma che non sorprende nessuno.

Indice di liquidità: Lotito non ha tutti i torti

Sulla questione del blocco del mercato, Lotito ha nuovamente puntato il dito contro l’indice di liquidità, sostenendo che la Lazio sia stata penalizzata proprio perché una delle poche società di Serie A senza debiti strutturali.

Ed è qui che, oggettivamente, una parte della sua analisi è corretta.
L’indice di liquidità, preso da solo, è un parametro incompleto: non fotografa la reale solidità di un club. In Serie A esistono società fortemente indebitate che evitano il blocco semplicemente immettendo liquidità mese dopo mese, spesso attraverso finanziamenti, bond o prestiti.

Su questo punto, Lotito ha ragione.

Il vero problema che Lotito non affronta

Il problema nasce però subito dopo.
Perché la Serie A e la UEFA hanno introdotto un secondo parametro, molto più stringente e molto più pericoloso per la Lazio: il costo del lavoro allargato, legato direttamente ai ricavi.

Ed è qui che “casca l’asino”.

Con il nuovo regolamento, non conta solo quanta liquidità hai o quanti debiti fai, ma quanto incassi.
E su questo terreno la Lazio è nettamente svantaggiata.

Juventus, Milan, Inter e Roma hanno ricavi tre, quattro, cinque volte superiori a quelli biancocelesti. Questo consente loro di sostenere stipendi, ammortamenti e costi senza sforare i nuovi parametri. La Lazio no.

Ed è significativo che, in una lunghissima intervista, Lotito non abbia mai parlato dei ricavi.
Non una parola su sponsor, merchandising, marketing, valorizzazione del brand.
Proprio il punto più dolente della sua gestione.

Una Lazio solida, ma povera di ricavi

È importante chiarire un concetto fondamentale:
nessuno parla di rischio fallimento. La Lazio è una società solida, patrimonialmente sana, ben gestita dal punto di vista dei costi e dei debiti.

Ma è anche una società che incassa come una medio-piccola di Serie A.

  • Sponsor assente
  • Merchandising marginale
  • Ricavi commerciali bassissimi
  • Dipendenza quasi totale dai diritti TV

Con le nuove regole UEFA, questa combinazione è devastante. È per questo che la Lazio ha sofferto in estate, rischia di soffrire a gennaio e con ogni probabilità soffrirà anche nella prossima sessione estiva.

Questo è il vero problema.
Ed è un problema che Lotito non ha affrontato.

Mercato di gennaio: nessuna risposta

Quando gli è stato chiesto cosa succederà a gennaio, Lotito ha evitato la risposta.
Nessuna conferma, nessuna smentita, solo il solito refrain sulla fiducia nella gestione e sul non “fasciarsi la testa prima di rompersela”.

Lo stesso atteggiamento è stato tenuto sul mercato estivo futuro.

E questo è forse l’aspetto più frustrante per il tifoso: sulle domande che contano davvero, Lotito non risponde.

Conclusione: sempre lo stesso disco

Alla fine, l’intervista ha lasciato poco di nuovo:

  • la Lazio non è in vendita
  • la società è solida
  • Lotito non si sente responsabile
  • il sistema è sbagliato

Tutto vero, tutto già sentito.

Il vero nodo, però, resta irrisolto: come aumentare i ricavi della Lazio in un sistema che oggi premia chi incassa, non solo chi risparmia.

Ed è lì che si misura il futuro del club.



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Lazio al Nasdaq? Requisiti, ostacoli e realtà dei numeri

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“Logo S.S. Lazio con skyline di Wall Street e Nasdaq, ipotesi quotazione negli USA.”

L’idea di vedere la S.S. Lazio quotata al Nasdaq affascina tifosi e osservatori, ma quando si passa dalla suggestione alla realtà finanziaria, il quadro cambia radicalmente. La società biancoceleste è già una società per azioni quotata su Borsa Italiana, ma un eventuale sbarco a Wall Street richiederebbe un percorso lungo, complesso e tutt’altro che scontato.

Non si tratterebbe di un semplice “trasloco” da Milano agli Stati Uniti, bensì di una vera e propria internazionalizzazione finanziaria, simile a quella affrontata in passato da club come il Manchester United, oggi quotato al NYSE.

Il primo grande ostacolo: il prezzo minimo del titolo

Uno dei requisiti più rigidi del Nasdaq riguarda il prezzo minimo dell’azione, che al momento dell’ammissione deve essere almeno pari a 4 dollari. Attualmente, il titolo Lazio scambia intorno a 1,10 euro (dato di dicembre 2025), ben al di sotto della soglia richiesta.

Per colmare questo divario esistono solo due strade:

  • una crescita reale del valore del titolo, che implicherebbe risultati sportivi ed economici di livello superiore e costanti nel tempo;
  • oppure un raggruppamento azionario (reverse split), ad esempio 1 nuova azione ogni 4 vecchie, che aumenterebbe artificialmente il valore unitario senza incidere sulla capitalizzazione complessiva.

Quest’ultima opzione è tecnicamente percorribile, ma spesso viene letta dal mercato come una soluzione di facciata, non come un segnale di forza.

Quale Nasdaq? Il tema della capitalizzazione

La capitalizzazione attuale della Lazio si aggira tra 75 e 80 milioni di euro, una cifra incompatibile con i segmenti più prestigiosi del Nasdaq. L’unica ipotesi realistica sarebbe il Nasdaq Capital Market, riservato a società di dimensioni più contenute.

I livelli superiori, come il Nasdaq Global Select Market, richiedono:

  • una capitalizzazione ben più elevata;
  • un flottante (azioni liberamente scambiabili) superiore ai 45 milioni di dollari.

Numeri che oggi appaiono lontani dalla struttura proprietaria e finanziaria del club biancoceleste.

Trasparenza e standard USA: il nodo contabile

Il passaggio più delicato sarebbe quello contabile. Il Nasdaq impone il rispetto degli standard US GAAP, molto più stringenti rispetto a quelli europei. Questo comporterebbe:

  • una revisione completa dei bilanci;
  • la certificazione dei conti da parte di revisori approvati dalla PCAOB, l’ente di controllo statunitense.

Dal punto di vista dei ricavi, la Lazio ha dimostrato di poter raggiungere picchi importanti: nel 2024 il fatturato ha toccato circa 173 milioni di euro, spinto dalla partecipazione alla Champions League. Tuttavia, il problema resta la continuità di questi numeri, fondamentale per il mercato americano.

Inoltre, servirebbe un patrimonio netto adeguato, generalmente non inferiore ai 4-5 milioni di dollari per i livelli base di quotazione.

ADR: la strada più realistica

Più che una quotazione primaria negli USA, con l’abbandono di Piazza Affari, la soluzione più plausibile sarebbe un dual listing tramite ADR (American Depositary Receipts).

In questo scenario:

  • una banca o un fondo americano acquisterebbe azioni Lazio a Milano;
  • tali azioni verrebbero “impacchettate” in certificati negoziabili in dollari sul Nasdaq;
  • gli investitori statunitensi potrebbero acquistare il titolo senza operare direttamente sulla Borsa italiana.

È il modello già adottato da molte società straniere e rappresenta la via meno traumatica, ma non elimina le criticità strutturali.

Suggestione o progetto reale?

Alla luce dei numeri e dei requisiti, l’ipotesi di una Lazio al Nasdaq appare oggi più come una suggestione teorica che come un progetto concreto. I vincoli di prezzo, capitalizzazione, governance e trasparenza rendono il percorso estremamente complesso.

Come ha ironicamente commentato qualcuno: “Rispondetevi da soli”.
Ed effettivamente, i numeri parlano chiaro.



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Caso Zappi AIA, patteggiamento respinto: AIA verso la crisi

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“Antonio Zappi presidente AIA durante una conferenza, crisi arbitrale e deferimento Procura FIGC.”

La posizione di Antonio Zappi alla guida dell’Associazione Italiana Arbitri è sempre più a rischio. Nella mattinata di ieri il presidente dell’AIA ha ricevuto ufficialmente la notifica del deferimento da parte della Procura FIGC, un atto che potrebbe aprire scenari pesantissimi per il vertice del mondo arbitrale italiano. Insieme a Zappi è stato deferito anche Emanuele Marchesi, componente del Comitato Nazionale.

Secondo quanto riportato dall’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, il deferimento rappresentava un passaggio atteso dalle parti coinvolte. La vera novità, però, è emersa nelle ultime ore ed è legata a un tentativo di patteggiamento avanzato dallo stesso Zappi attraverso i propri legali.

Il patteggiamento proposto e il no della Procura

Il presidente dell’AIA aveva proposto alla Procura FIGC un accordo basato su un’inibizione di 45 giorni, riducibile a 15 grazie alla pena dimezzata e alle attenuanti previste dal Codice di Giustizia Sportiva. Una mossa studiata per evitare conseguenze più gravi e, soprattutto, per non destabilizzare ulteriormente l’Associazione.

La proposta, tuttavia, presentava un elemento chiave: Zappi non intendeva ammettere alcuna responsabilità, neppure in forma implicita. Una linea difensiva netta, coerente con la posizione di totale estraneità ribadita più volte dal diretto interessato.

Il procuratore FIGC Giuseppe Chinè, sentita anche la Procura Generale dello Sport, ha però giudicato la sanzione proposta insufficiente, decidendo di respingere il patteggiamento. Una scelta che cambia radicalmente lo scenario e apre la strada a un procedimento disciplinare potenzialmente molto più severo.

Le accuse e l’articolo 4 del Codice di Giustizia Sportiva

A Zappi viene contestata la violazione dell’articolo 4 del Codice di Giustizia Sportiva, quello che richiama i principi di lealtà, correttezza e probità dei tesserati, oltre ad alcuni articoli del Regolamento AIA e del Codice Etico dell’Associazione.

Al centro dell’inchiesta ci sarebbero presunte pressioni esercitate nell’estate scorsa sui vertici degli organi tecnici di Serie C e Serie D. In particolare, secondo l’accusa, Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi sarebbero stati spinti alle dimissioni per consentire la successiva nomina di Daniele Orsato e Stefano Braschi.

Un quadro accusatorio pesante, che se confermato metterebbe seriamente in discussione l’autonomia e la trasparenza del sistema arbitrale.

Il rischio decadenza dalla presidenza AIA

Il nodo cruciale riguarda ora le possibili sanzioni. Se il procedimento davanti al Tribunale Federale Nazionale dovesse concludersi con due o più mesi di inibizione, Zappi decadrebbe automaticamente dalla presidenza.

Lo prevedono chiaramente:

  • l’articolo 29, comma 1, dello Statuto FIGC
  • l’articolo 15 del Regolamento AIA

che fissano la soglia di decadenza a partire da una squalifica complessiva di 12 mesi nell’arco temporale previsto.

Proprio per evitare questo scenario, Zappi aveva tentato la strada del patteggiamento. Il rifiuto della Procura fa ora pensare che Chinè possa chiedere una sanzione decisamente più pesante.

Un passato già segnato da sanzioni

Non è la prima volta che Zappi si trova ad affrontare procedimenti disciplinari. In passato, quando l’AIA aveva ancora un proprio procuratore interno, l’attuale presidente era stato sanzionato con 10 mesi di stop: otto per il comportamento ritenuto offensivo dopo la sconfitta elettorale del 2016 contro Marcello Nicchi e due per il noto caso Gavillucci.

Un precedente che pesa e che potrebbe influire sul giudizio finale.

La difesa di Zappi: “Totale estraneità”

Anche nelle ultime ore Zappi ha ribadito la sua posizione, parlando di “totale estraneità” ai fatti contestati e di piena legittimità del proprio operato. A suggellare il momento, due citazioni emblematiche, una di Churchill e una attribuita a Brecht:
«È l’ora più buia, ma ci sarà un giudice a Berlino».

Ora la parola passa ai giudici. Ma per l’AIA, comunque vada, nulla sarà più come prima.



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📺 Lazio – Cremonese: Dove vederla in TV e Streaming. Sarri in emergenza totale per l’Europa

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Grafica del match Lazio-Cremonese allo Stadio Olimpico con orario (18:00) e loghi delle due squadre.

Dopo l’impresa eroica del Tardini, la Lazio torna tra le mura amiche dello Stadio Olimpico per continuare la rincorsa all’Europa. L’avversario della 16ª giornata di Serie A è la sorprendente Cremonese di Davide Nicola, attualmente all’11° posto in classifica e distaccata di soli due punti dai biancocelesti.

Ecco tutto quello che c’è da sapere su orari, copertura televisiva e le pesanti assenze che condizioneranno le scelte di Maurizio Sarri.

🗓️ Data e Orario: Quando si gioca

Il fischio d’inizio è fissato per sabato 20 dicembre 2025 alle ore 18:00. La partita si disputerà allo Stadio Olimpico di Roma.

📡 Dove Vedere Lazio-Cremonese in TV e Streaming

Il match sarà trasmesso in diretta streaming sulla piattaforma DAZN. Ecco le opzioni per seguirla:

  • Smart TV: Scaricando l’app DAZN su televisori compatibili, Amazon Firestick, Google Chromecast, PlayStation, Xbox o TIMVISION Box.
  • Streaming Mobile: Disponibile su smartphone, tablet e PC tramite sito o app DAZN.
  • Per gli abbonati Sky: La partita sarà visibile anche in TV sul canale 214 (ZONA DAZN) per chi ha attivato l’opzione dedicata.
  • Dall’estero: Se ti trovi fuori dall’Italia, potresti dover utilizzare una VPN (come NordVPN) per accedere al tuo servizio di streaming abituale.

🚑 Le Probabili Formazioni: Infermeria e Squalifiche

La Lazio arriva all’appuntamento con il morale alle stelle dopo la vittoria in 9 contro 11 a Parma, ma con una conta degli assenti drammatica.

Qui Lazio: Maurizio Sarri deve rinunciare a 5 pedine fondamentali:

  • Squalificati: Assenti Basic e Zaccagni, entrambi espulsi con rosso diretto nella trasferta di Parma.
  • Infortunati: Restano ai box Rovella, Isaksen e Gigot. Inoltre, Hysaj e Kamenovic sono fuori lista.

Qui Cremonese: Davide Nicola dovrà fare a meno di Payero, fermato per un turno dal Giudice Sportivo, e dell’infortunato Collocolo.

📊 Stato di Forma e Precedenti

  • Lazio (8° posto, 22 pt): I biancocelesti cercano continuità dopo un trend altalenante, ma vengono dal successo di carattere contro il Parma.
  • Cremonese (11° posto, 20 pt): La squadra lombarda sta disputando un campionato sopra le aspettative, nonostante la sconfitta nell’ultimo turno contro il Torino (1-0).
  • Precedenti: Il bilancio sorride nettamente alla Lazio, che ha vinto le ultime 3 sfide dirette. In totale, su 31 incontri, si registrano 16 vittorie biancocelesti contro le 8 grigiorosse.

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💰 Lotito show: “Lazio, patrimonio da 650 milioni! Altro che fallire”. E sullo Stadio…

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Claudio Lotito sorridente mentre parla ai microfoni, con una sovrimpressione grafica dei numeri finanziari (300M, 350M).
Claudio Lotito durante la cena di Natale della Lazio mentre parla del mercato bloccato e della situazione societaria.

Claudio Lotito risponde presente. Intercettato al Senato dai microfoni de Il Messaggero, il Presidente della Lazio ha voluto mettere i puntini sulle “i” riguardo la situazione economica del club, spazzando via ogni voce di crisi con la solita schiettezza che lo contraddistingue. Tra numeri da capogiro e rassicurazioni sul fronte Stadio, il patron biancoceleste disegna un futuro solido e ambizioso.

📊 I Conti in Tasca: “Ecco quanto vale la Lazio”

Nessuna crisi, anzi. Lotito snocciola cifre importanti per testimoniare la salute finanziaria della società, rispondendo a chi ipotizzava difficoltà:

“La Lazio non sta a fallì, ma quando mai”.

Il Presidente entra nel dettaglio, calcolatrice alla mano, svelando un patrimonio complessivo che supera i 650 milioni di euro:

  • Patrimonio Immobiliare: Valutato circa 300 milioni di euro (tra Formello e altri asset).
  • Parco Giocatori: Il valore della rosa è stimato in 350 milioni di euro.

A questi asset strutturali si aggiunge la liquidità corrente e futura: “Ci sono i 15 milioni di utili della società di marketing”, spiega Lotito, aggiungendo un dettaglio fondamentale per il prossimo bilancio: “Altri 30 milioni di liquidità si libereranno dal prossimo anno, perché sto finendo di pagare i debiti lasciati da chi c’era prima”.

🏟️ Capitolo Stadio: “Gualtieri è stato chiaro”

Non solo bilancio. Il focus si sposta inevitabilmente sul progetto Stadio Flaminio. Anche qui, Lotito ostenta sicurezza e spazza via i dubbi legati alla burocrazia o alla concorrenza cittadina.

“Gualtieri ha spiegato chiaramente che l’obiettivo è realizzare due impianti: uno per la Roma e uno per la Lazio”.

Il Presidente rassicura anche sul tema delle norme tecniche per Euro 2032 e sul recente decreto interministeriale: il progetto della Lazio andrà avanti spedito perché non dipende da fondi pubblici. “Il nostro progetto non è finanziato dallo Stato”, chiarisce Lotito, “ci atterremo agli standard UEFA, con una capienza prevista di 50mila spettatori.

Un messaggio forte alla piazza: i conti sono in ordine e la casa della Lazio è una priorità su cui si sta lavorando senza sosta.


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Svolta Storica Lazio: Enrico Lotito suona la campanella al Nasdaq! Quotazione in arrivo?

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Enrico Lotito davanti al logo del Nasdaq a New York, rappresentazione grafica della quotazione Lazio.

Una notizia che ha del clamoroso e che potrebbe segnare l’inizio di una nuova era per la S.S. Lazio. A margine della tradizionale cena di Natale della squadra, il Presidente Claudio Lotito ha sganciato una “bomba” non di mercato, ma di finanza internazionale: suo figlio Enrico volerà a New York per un evento simbolico ma potenzialmente decisivo.

🔔 L’Evento: Domani alle 22:00 il “Gong” a New York

L’aggiornamento è preciso e porta con sé dettagli significativi. Domani, alle ore 22:00 italiane, Enrico Lotito suonerà la celebre campanella di chiusura del Nasdaq, il mercato azionario elettronico di New York.

La frase del Patron biancoceleste, pronunciata tra un brindisi e l’altro, non lascia spazio a interpretazioni banali:

“Domani mio figlio suonerà la campanella al Nasdaq. Sarà la seconda volta nella storia”.

📈 Cosa Significa: Verso la Quotazione in USA?

Non si tratta solo di una passerella istituzionale. Secondo quanto filtra dagli ambienti biancocelesti, questo gesto ha un significato profondo: “Il club da domani inizia il percorso che porterà alla quotazione sul mercato americano”.

Il gong suonato da Enrico Lotito, dunque, sancirebbe l’avvio formale o simbolico di un processo di espansione finanziaria verso Wall Street. Una mossa che aprirebbe scenari inediti per il club capitolino:

  • Nuovi Capitali: L’ingresso nel mercato americano potrebbe attrarre investitori d’oltreoceano.
  • Visibilità Globale: Il brand Lazio verrebbe esposto nella piazza finanziaria più importante del mondo.
  • Solidità: Una risposta concreta alle voci di “crisi” che Lotito ha prontamente respinto al mittente (“Macché crisi”).

🔮 Una Nuova Era?

Se mesi fa si parlava solo di “suggestioni” e di dialoghi con il mondo finanziario a stelle e strisce, oggi arriva un fatto concreto. Resta da capire se questo percorso porterà a un dual listing (quotazione sia a Milano che a New York) o a nuove partnership strategiche.

La sentenza, come sempre, spetterà ai posteri, ma il messaggio è chiaro: mentre Formello lavora sul campo per superare l’emergenza infortuni, la società guarda verso l’alto. Anzi, verso Ovest.


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Calciomercato Lazio, Loftus-Cheek e Raspadori fuori portata

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Sarri vuole Raspadori

Il calciomercato invernale della Lazio rischia di essere profondamente condizionato dai vincoli economici e regolamentari. In attesa del verdetto della Commissione sui conti, il club biancoceleste si prepara a uno scenario tutt’altro che semplice: mercato a saldo zero, con margini di manovra ridottissimi e operazioni possibili solo a fronte di uscite equivalenti.

Come riportato dall’edizione odierna del Corriere dello Sport, in questo contesto diventano di fatto irrealizzabili due dei profili maggiormente apprezzati da Maurizio Sarri: Ruben Loftus-Cheek e Giacomo Raspadori. Due nomi suggestivi, più volte accostati alla Lazio nelle ultime settimane, ma che alla prova dei numeri risultano completamente fuori portata.

Costi e ingaggi: il vero muro invalicabile

Il problema principale non riguarda soltanto il cartellino, ma soprattutto l’ingaggio.
Sia Loftus-Cheek che Raspadori percepiscono stipendi intorno ai 3,8 milioni di euro netti a stagione, cifre incompatibili con l’attuale struttura salariale della Lazio e con i parametri imposti dal possibile saldo zero.

In uno scenario del genere, la società non potrebbe permettersi nemmeno operazioni in prestito, perché anche la sola copertura parziale dell’ingaggio risulterebbe insostenibile senza una contestuale uscita pesante. Un dettaglio fondamentale che smonta definitivamente l’ipotesi di trattative concrete.

Mercato a saldo zero: cosa significa davvero

Nel caso in cui la Commissione confermasse l’obbligo del saldo zero, la Lazio sarebbe costretta a rispettare una regola ferrea:
ogni entrata dovrà corrispondere a un’uscita di pari valore economico, sia in termini di costo del cartellino che di monte ingaggi.

Questo significa che il club non potrà:

  • aumentare il costo complessivo della rosa;
  • inserire giocatori con stipendi superiori a quelli in uscita;
  • effettuare operazioni speculative o “anticipate”.

Di conseguenza, nomi di alto profilo come Loftus-Cheek e Raspadori escono automaticamente dal radar, indipendentemente dalla volontà dell’allenatore.

Sarri e il mercato: desideri contro realtà

Maurizio Sarri avrebbe gradito entrambi i profili per migliorare la qualità tecnica della squadra:

  • Loftus-Cheek come mezzala fisica e di inserimento;
  • Raspadori come attaccante duttile, in grado di muoversi tra le linee.

Tuttavia, la distanza tra idee tecniche e sostenibilità economica resta enorme. Il tecnico è consapevole che, in questo momento, la Lazio non può permettersi colpi di questo livello e dovrà adattarsi a un mercato di necessità più che di ambizione.

Una Lazio costretta a ridimensionare le aspettative

Il quadro che emerge è chiaro: la Lazio dovrà ridimensionare le proprie aspettative sul mercato di gennaio, concentrandosi eventualmente su operazioni minori, profili a basso costo o giovani da valorizzare, sempre a patto di liberare spazio economico.

Le voci su grandi nomi rischiano dunque di restare tali: suggestioni buone per alimentare il dibattito, ma lontane dalla realtà dei fatti.

In attesa della decisione ufficiale della Commissione, il club biancoceleste osserva, valuta e prepara piani alternativi. Ma una cosa appare già certa: Loftus-Cheek e Raspadori non vestiranno la maglia della Lazio a gennaio.




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Lotito all’attacco: “La Lazio non fallisce, ci hanno danneggiato”

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Claudio Lotito sorridente mentre parla ai microfoni, con una sovrimpressione grafica dei numeri finanziari (300M, 350M).
Claudio Lotito durante la cena di Natale della Lazio mentre parla del mercato bloccato e della situazione societaria.

Nel corso della tradizionale cena di Natale organizzata dalla Lazio presso Spazio Novecento, il presidente Claudio Lotito ha rilasciato una lunga serie di dichiarazioni che toccano tutti i temi più caldi del momento: risultati sportivi, mercato di gennaio, indice di liquidità, presunto blocco del mercato, contestazione della tifoseria e solidità economica del club.

Parole forti, spesso polemiche, che delineano una linea difensiva netta da parte del patron biancoceleste.

“Una squadra di combattenti, non di reduci”

Lotito ha innanzitutto parlato della squadra e del momento sportivo, partendo dalla vittoria di Parma:

“Questa è una squadra che ha trovato coscienza dei propri mezzi, gioia di stare insieme. È un gruppo di combattenti, mai di reduci. Contro qualsiasi avversità si compatta per dimostrare il proprio valore”.

Il presidente ha riconosciuto come la stagione sia stata segnata da troppe avversità, alcune delle quali — secondo lui — non imputabili alla società. L’auspicio è che la Lazio possa essersele messe alle spalle e avviare un nuovo percorso, con l’impegno del club a integrare la rosa senza svilirne il valore.


Il nodo mercato e l’attacco all’indice di liquidità

Il cuore dell’intervento è però dedicato al mercato estivo bloccato e al famigerato indice di liquidità, definito senza mezzi termini da Lotito:

“Io l’ho chiamato indice di stupidità”.

Secondo il presidente, tale parametro nasceva in un contesto storico diverso (il fallimento del Parma) e aveva senso solo per garantire la conclusione della stagione, non per valutare la solidità reale di una società.

Lotito ha spiegato come alcune spese — circa 3 milioni di euro — siano state caricate al 31 marzo (Academy, progettazioni dello stadio) generando lo sforamento. Quando se ne è accorto, sostiene di aver ricevuto rassicurazioni sul fatto che l’indice sarebbe stato abolito dal 1° luglio.

E invece:

“Qualcuno ha deciso di spezzare il mercato in due parti, applicando una norma vecchia a una fotografia contabile non aggiornata. Ci hanno impedito di comprare e vendere, creando un danno reale”.

Secondo Lotito, la Lazio avrebbe perso circa 50 milioni di euro e non ha potuto operare nemmeno sul settore giovanile.


“La Lazio non rischia il fallimento”

Il presidente ha respinto con forza qualsiasi narrazione allarmistica:

  • Patrimonio immobiliare: circa 300 milioni
  • Valore rosa (Transfermarkt): circa 350 milioni
  • Utili da marketing: 15–16 milioni annui da oltre 20 anni

“Questa società non fallisce. Chi lo dice crea un danno reputazionale enorme”.

Lotito ha raccontato di essere stato contattato da dirigenti bancari e televisivi increduli per quanto accaduto, sottolineando come il vero parametro da valutare dovrebbe essere l’indice di solidità, non quello di liquidità.


“Perché solo la Lazio bloccata?”

Alla domanda sul perché solo la Lazio abbia subito il blocco, Lotito risponde così:

“Perché siamo virtuosi. Non abbiamo bond, leasing, indebitamenti mostruosi. Usiamo la cassa per risparmiare”.

Un paradosso, secondo il presidente, che penalizza chi non accumula debiti strutturali, mentre altre società con esposizioni enormi riescono comunque a iscriversi al campionato e a fare mercato.


Gennaio e aumento di capitale

Sul mercato di gennaio, Lotito rimanda tutto alla commissione:

“Abbiamo presentato i conti, siamo fiduciosi”.

Quanto all’aumento di capitale, il presidente lo esclude:

“Avrei dovuto mettere 115 milioni per coprire uno scostamento di 3,1 milioni? Assurdo”.


Contestazione e clima ambientale

Durissimo il passaggio sul clima di contestazione:

“Il tradito sono io. La Lazio non è in vendita, è inscalabile. Mi devono sopportare”.

Lotito parla apertamente di pseudo-comunicazione, di “pennivendoli” e di attacchi strumentali che nuocciono alla società. Ribadisce come la squadra sia serena, stipendi regolarmente pagati e un pregresso da 30 milioni che verrà azzerato entro un anno.


Arbitri e responsabilità della tifoseria

Senza entrare direttamente nel merito, Lotito lascia intendere molto sugli errori arbitrali:

“Chi vede le partite può rendersi conto. Anche la tifoseria deve essere unita”.



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AIA deferita dalla Procura: scossa al sistema arbitrale

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L'arbitro Colombo circondato dai giocatori della Lazio che protestano furiosamente al termine di Udinese-Lazio.

Il calcio italiano vive uno dei momenti più delicati degli ultimi anni sul fronte arbitrale. L’Associazione Italiana Arbitri (AIA) è stata ufficialmente deferita dalla Procura Federale, una notizia destinata a scuotere profondamente il sistema, già fortemente sotto pressione per le continue polemiche che accompagnano ogni weekend di campionato.

Nel deferimento risultano coinvolti il presidente dell’AIA Antonio Zappi e il componente del Comitato Nazionale Emanuele Marchesi. Una vicenda che, al di là degli aspetti giuridici ancora tutti da chiarire, assume un peso specifico enorme per il momento storico in cui arriva.

La posizione dell’AIA: difesa totale e collaborazione

Con un comunicato ufficiale, il presidente Zappi ha respinto ogni accusa, rivendicando la piena legittimità del proprio operato e assicurando la massima collaborazione con la giustizia sportiva. L’AIA ha inoltre invitato tutti gli associati a mantenere equilibrio, coesione e senso di responsabilità, evitando polemiche pubbliche che possano danneggiare l’immagine dell’Associazione e dell’intero movimento arbitrale.

Parole istituzionali, misurate, in linea con il ruolo ricoperto. Ma il problema non è soltanto giudiziario. È soprattutto sistemico.

Un deferimento che pesa come un macigno

Il punto centrale è il contesto. Il deferimento arriva in una fase in cui gli arbitri sono sotto accusa ogni domenica: decisioni controverse, utilizzo del VAR sempre più contestato, comunicazione quasi inesistente e una fiducia da parte di tifosi, club e addetti ai lavori ai minimi storici.

In questo scenario, sapere che l’organo che governa l’intero sistema arbitrale finisce sotto deferimento rappresenta un colpo durissimo alla credibilità del calcio italiano. Non tanto per l’esito finale del procedimento – che spetterà agli organi competenti – quanto per l’impatto immediato sull’opinione pubblica.

Chi controlla i controllori?

La domanda, inevitabile, torna a imporsi con forza: chi controlla i controllori?
L’AIA è un organismo che gode di ampia autonomia, spesso difesa come garanzia di indipendenza. Ma autonomia non può e non deve mai trasformarsi in autoreferenzialità.

Il deferimento solleva interrogativi legittimi:

  • È normale che l’organo arbitrale venga coinvolto in un procedimento disciplinare in un momento così critico?
  • Il sistema di controllo interno è davvero efficace?
  • Esistono sufficienti contrappesi per garantire trasparenza e fiducia?

Domande che il calcio italiano si porta dietro da anni e che oggi tornano con forza dirompente.

Trasparenza promessa, fiducia da riconquistare

L’AIA parla di trasparenza, tutela dell’autonomia arbitrale e rispetto delle istituzioni. Tutti principi sacrosanti. Ma la fiducia non si chiede: si conquista. E in un calcio in cui la percezione di errori, favoritismi e disomogeneità arbitrali è costante, ogni ombra diventa gigantesca.

Il rischio concreto è che questo deferimento finisca per alimentare ulteriormente il clima di sospetto e delegittimazione che già circonda la classe arbitrale, rendendo ancora più difficile il lavoro dei direttori di gara sui campi di Serie A e delle altre categorie.

Un bivio per il calcio italiano

Questa vicenda rappresenta un bivio. O diventa l’occasione per una riforma profonda, fatta di maggiore chiarezza, comunicazione e controlli reali, oppure rischia di essere l’ennesimo episodio che logora ulteriormente un sistema già fragile.

Il calcio italiano non può permettersi altre zone d’ombra. Soprattutto quando in gioco c’è la credibilità delle regole e di chi è chiamato a farle rispettare.



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