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Intervista

Maurizio Sarri a 360 gradi: ” i 90 minuti in campo sono…”

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juventus lazio

Maurizio Sarri è entrato nei cuori dei biancocelesti e come dichiarato da lui, la Lazio gli è entrata sulla pelle. Il tecnico biancoceleste ha raccontato la sua filosofia a 360 gradi ai microfoni di RSI.

Il Calcio, amore fin da Piccolo

Per me quello con il calcio è un innamoramento avuto fin da piccolo. Penso che derivi dal fatto che è uno sport di squadra, anche se negli ultimi anni a livello mediatico viene dato più peso all’individualità. Solo il rugby penso abbia le stesse caratteristiche di organizzazione del calcio, perché si gioca in un campo con delle dimensioni estremamente ampie e con tanti giocatori. Razionalizzare i movimenti dei giocatori è una grandissima passione, ma mi sono divertito anche a giocare. Il calcio è un gioco apparentemente semplice, soprattutto per i singoli, anche se coordinare 11 giocatori su un terreno non è proprio semplicissimo. La vittoria è sicuramente importante per dare vigore alle idee. Ritengo però che se si ha il piacere di giocare in un modo bello da vedersi questo sia più appagante e porta di conseguenza, alla lunga, anche migliori risultati“.

Il calcio moderno visto da Sarri

“Nel calcio degli ultimi anni, per vincere bisogna andare in determinate squadre. I giocatori di livello possono ancora fare, e fanno, la differenza. Prima le disponibilità economiche delle squadre erano di qualche miliardo di lire, oggi di qualche centinaia di milione di euro, questa differenza porta a vincere sempre le stesse squadre. Si vede un po’ in tutti i campionati europei. La cultura italiana è particolare, si fa più tifo contro che a favore, cosa che in Inghilterra non ho visto, lì puoi andare in trasferta con tifosi di altre squadre. Qui a livello culturale-sportivo non siamo messi benissimo. Parlare di allenatore come educate in questo mondo non è il caso, se ne parliamo a livelli giovanili posso essere d’accordo. Ai nostri livelli hai a che fare con aziende individuali, quasi tutte di fatturato milionario, quindi è difficile essere un educatore. Si cerca di far passaggi messaggi e dei valori, fondamentali nello sport di squadra, continuamente I soldi? nel calcio e nella vita aiutano, ma la felicità è un’altra cosa. Certe cifre nel calcio sono immorali? Come lo è il mondo. Se un attore guadagna 30 milioni di euro per un film è immorale, ma probabilmente c’è un ritorno economico che lo giustifica. Io lo ritengo ingiusto, però anche questo fa parte del mondo di oggi“.

Sari: 90 minuti in campo, parodia della vita

Sarri: “I novanta minuti che passi in campo sono una parodia della vita. Ci sono momenti esaltanti o difficili, in cui si può vincere o perdere, come nell’arco della vita, quindi conoscerla ti aiuta anche nel calcio. Cosa cerco nella lettura? Prima di tutto il piacere personale. Io devo ringraziare gli insegnanti che ho avuto, mi hanno permesso di fare percorsi diversi da quelli classici della scuola. In classe mi annoiavo, loro mi hanno spinto verso letture che mi appassionavano. Leggere è un momento di svago, ma anche di forte arricchimento. Mi serve anche per il mio lavoro: la facilità di linguaggio che ti può dare leggere molto, penso possa essere incidente anche nella professione. Il calcio va salvato dalla bellezza? Il calcio deve essere salvato da se stesso, si sta andando su una strada nella quale è impossibile mostrare la bellezza. Dover giocare 60 o 70 partite all’anno porta i giocatori ad allenarsi di meno e a produrre uno spettacolo meno bello. Siamo in una fase in cui lo sport è diventato un business

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Sarri e La Tuta e le divise sociali

Sarri: “Bukowski diceva di non fidarsi di chi va in giro in tuta? Dalle sue poche foto che ho visto, ho notato che era messo peggio (ride, ndr). Io ho un’ammirazione talmente grande per questo scrittore che gli perdono tutto. Spesso vedo partite della Primavera giocate in campi improponibili con gli allenatori in divisa sociale e mi vien da ridere. Noi facciamo un lavoro da campo, non vedo che ci sia di male nel lavorarci in tuta. Quando lavoravo nella Finanza andavo in giacca e cravatta. Il mondo è andato verso una direzione in cui conta più l’apparenza ed è ridicolo. Io dico sempre che i manager che guardano il calcio in un altro mondo lavorativo sarebbero licenziati. Il mio lavoro precedente mi ha aiutato: il doverti scannare per aprirti una strada è utile“.

Il Calcio di Sarri

 Sarri: “Cerco sempre di innescare un modo di giocare a calcio che permetta il contatto con la palla molto spesso, perché questo è il motivo per cui abbiamo iniziato. Il rapporto palla-uomo è eterno, è quello che ci dà questo senso di divertimento, quindi cerco di trovare un modo di giocare che non spenga nel calciatore questo entusiasmo. Cosa ho pensato quanto ‘Sarrismo’ è entrato nella Treccani? Che abbiamo tutti perso la testa (ride, ndr). Io non mi accontento mai. Noi abbiamo vinto 4-0 in trasferta e sono andato a letto inferocito, ma penso sia giusto così. Se ci diamo obiettivi troppo facili ci si accontenta facilmente, l’obiettivo dev’essere impossibile, un’utopia. Solo se è così vai a letto con un lieve giramento e quindi cerchi di migliorarti tutti i giorni. Non c’è un episodio che mi ha dato più soddisfazione in carriera. L’errore che fa la gente, solitamente, è quello di abbinare la mediaticità dell’evento a quello che realmente l’evento rappresenta per te. Io sono uno che cerca di migliorarsi tutti i giorni e cerco di adattare le mie idee in base ai giocatori che dispongo in quel momento, mi ritengo più un trasformista che un’integralista, avendo utilizzato tutti i moduli nella mia carriera“. 

Il Ciclismo

Se dovessi scegliere tra la finale di Champions League e la Parigi-Roubaix, guarderei sicuramente il ciclismoE’ uno sport vero. Anche lì, seppur resti uno sport individuale, noto che la squadra sta contando molto di più dei singoli. Quelli forti sono sette o otto e più di questi è importante la squadra. E’ uno sport di grande fatica che richiede una passione veramente feroce. A differenza del calcio, poi, i grandi stipendi sono riservati ai pochi veramente forti, gli altri gareggiano per uno stipendio normale. Ho veramente un grande rispetto per chi pratica questo sport, vederlo mi dà grande soddisfazione. Io, tra l’altro, vengo da una famiglia di ciclisti“.

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Delio Rossi: “Sono legato ai giocatori che ho allenato nella Lazio”

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Nell’evento Sing a Song organizzato dall’associazione di Suor Paola, c’era anche Delio Rossi che è staro raggiunto dai microfoni di Lazio Style Channel:

Quando Suor Paola chiama per un evento, non si può dire di no. Parliamo di una figura importante inserita in una grande famiglia come la Lazio, non dobbiamo mai dimenticare, da persone fortunate, di dare una mano a chi ne ha bisogno. Vivendo a Roma da tanti anni, posso dire che se ti sei comportato bene con la Lazio, i tifosi non lo dimenticheranno e questo gli fa onore. E questa è una cosa che tocco con mano ancora oggi. Sono molto legato ai giocatori allenati durante il mio periodo alla Lazio: giocavamo bene, nonostante non avessimo magari in rosa molte qualità eccelse. Avevamo sicuramente organizzazione, grazie al gruppo raggiungemmo risultati impensabili“.

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Intervista

Cragnotti sulla Lazio: ” Sta facendo grandi cose, la sosta non ci voleva…”

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Nell’evento organizzato dall’associazione So.Spe di Suor Paola, Sing a Song c’era anche Sergio Cragnotti che torna a parlare della Lazio a Lazio Style Channel

Partecipo molto volentieri a queste serate organizzate da suor Paola. Spero che ci sia una grande partecipazione e un grande colore.Nel giorno del secondo Scudetto io e suor Paola eravamo insieme ad abbracciarci per un grande traguardo raggiunto. La Lazio sta facendo grandi cose, speriamo continui così. Forse non ci voleva questa sosta, ma i ragazzi si stanno preparando per un grande ritorno”.

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Catini: ” Le ragazze devono vedere la Classifica perchè nessuno ci ha regalato nulla!”

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Al termine della vittoria biancoceleste in Lazio-Cittadella nella Serie B Femminile, è intervenuto mister Catini ai microfoni della Lazio:

“Sapevamo che avremmo affrontato una sfida difficile contro la squadra seconda in classifica. Complimenti a tutte le ragazze che hanno preparato la gara con grande concentrazione e credo il risultato sia veramente meritato perché tutte hanno messo in campo ciò che abbiamo preparato in settimana.
Sapevamo che loro palleggiano bene e per questo le abbiamo aggredite alte, forse abbiamo esagerato leggermente con la soluzione del lancio profondo. In ogni caso, siamo stati molto bravi nei duelli, nel cambio ritmi e nel gioco palla a terra.
La Società è molto vicina alla squadra, tutti insieme possiamo migliorare. Ci fa piacere che ci seguono e ci supportano.
Falloni e Kakampouki stanno crescendo insieme, quest’ ultima si sta adattando nel ruolo dopo un carriera svolta nel ruolo di play. Falloni, invece, ha solo bisogno di tranquillità perché sta crescendo molto. Oggi sia loro che le compagne hanno messo in campo tutto ciò che avevamo provato. Ognuno di loro dà segnali importanti che dimostrando quanto tengano alla squadra e al raggiungimento del risultato finale.
La classifica? Le ragazze devono vederla perché nessuno ci ha regalato nulla. Le ragazze hanno meritato questa posizione. Per confermare questa posizione serve lavorare ancora di più”.

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