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Lazionali: ecco la lista dei convocati in Nazionale. Vavro in campo con la Slovacchia

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Archiviata la sessione del calciomercato biancoceleste, arriva la sosta per le nazionali. 11 giorni dove chi è infortunato potrà recuperare e chi è appena arrivato metterà minuti sulle gambe.

Ma i nuovi acquisti tra i quali Fares, Muriqi e Akpa Akpro non saranno agli ordini di Simone Inzaghi vista la convocazione. Vavro che si è parlato di pubalgia, verrà inserito nella lista della Slovacchia e sarà a disposizione della sua nazionale. Una media di tre match a giocatore che, in emergenza difensiva, la Lazio spera di non perdere nessuno visti poi gli impegni tra campionato e Champions ristretti.

Serie Asab 17/ott/202018:00TSampdoria
Girone Fmar 20/ott/202021:00CDortmund
Serie Adom 25/ott/2020 ??.??CBologna
Girone Fmer 28/ott/202021:00TClub Bruges
Serie Adom 01/nov/2020??.??TTorino
Girone Fmer 04/nov/202018:55TZenit
Serie Adom 08/nov/2020??.??CJuventus

I convocati per le Nazionali

FARES: Nigeria – Algeria (venerdì 9 ottobre, ore 21:30, amichevole); Messico – Algeria (martedì 13 ottobre, 21:00, amichevole).

IMMOBILE – ACERBI – LAZZARI: Italia – Moldavia (mercoledì 7 ottobre, ore 20:45, amichevole); Polonia – Italia (domenica 11 ottobre, ore 20:45, Uefa Nations League A); Italia – Paesi Bassi (martedì 14 ottobre, ore 20:45, Uefa Nations League A).

CORREA:  Argentina – Ecuador (venerdì 9 ottobre, ore 2:10, Qualificazioni Mondiali); Bolivia – Argentina (martedì 13 ottobre, ore 22:00, Qualificazioni Mondiali).

MURIQI: Macedonia del Nord – Kosovo (giovedì 8 ottobre, ore 20:45, Uefa Nations League D); Kosovo – Slovenia (domenica 11 ottobre, ore 20:45, Uefa Nations League C); Grecia – Kosovo (martedì 14 ottobre, ore 20:45, Uefa Nations League C).

AKPA AKPRO: Belgio – Costa D’Avorio (giovedì 8 ottobre, ore 20:45, Amichevole); Giappone – Costa D’Avorio (martedì 13 ottobre, ore 9:45, amichevole).

STRAKOSHA: Armenia – Albania (mercoledì 7 ottobre, ore 15:00, amichevole); Kazakistan – Albania (domenica 11 ottobre, ore 15:00, Uefa Nations League C); Lituania – Albania (marcoledì 14 ottobre, ore 18:00, Uefa Nations League C).

VAVRO: – Slovacchia – Irlanda (giovedì 8 ottobre, ore 20:45, Uefa Nations League B); Scozia – Slovacchia (domenica 11 ottobre, ore 20:45, Uefa Nations League B); Slovacchia – Israele (mercoledì 14 ottobre, ore 20:45, Uefa Nations League B).

MILINKOVIC-SAVIC: Norvegia – Serbia (giovedì 8 ottobre, ore 20:45, Uefa Nations League C); Serbia – Ungheria (domenica 11 ottobre, ore 20:45, Uefa Nations League B); Turchia – Serbia (mercoledì 14 ottobre, ore 20:45, Uefa Nations League B).

Leggi anche:   Biglietti LAZIO - LOKOMOTIV: info e costi

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L’evoluzione della Pay per View in Serie A, incremento a carico dell’utente

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Siamo arrivati nel 2021 con i Diritti Tv della Serie A e calcio italiano in mano a diverse piattaforme come: Sky, Dazn, Rai, Mediaset e Amazon. Ma come si è evoluto tutto ciò?

Per quanto riguarda i ragazzi nati prima del 2000 che hanno vissuto gli anni 90, oltre allo Stadio Olimpico di Roma, si seguiva la Lazio negli scantinati dei bar, a casa per chi se lo poteva permettere o nel mio caso, affittavano un cinema ( non esistevano i multisala ), dove ci si riuniva per i derby con Laziali e Romanisti o mandavano in diretta sul grande schermo i match fuori casa.

Prima di tutto ciò si seguiva la propria fede con la classica radiolina o si seguiva la squadra in trasferta quando il campionato non era delle TV o del re denaro ma dei tifosi e dei presidenti TIFOSI.

La Storia

Almeno fino all’inizio degli anni 80, in Italia, non si parlava di diritti televisivi nè in chiaro e nè criptati fino all’ascesa della tv satellitare. Il ricavo delle società calcistiche, quando gli stipendi e il prezzo del cartellino dei giocatori non era esorbitanti, veniva dato solo ed esclusivamente dagli introiti dei biglietti e quei pochi sponsor.

C’era una libertà per le televisioni private di poter riprendere il match in qualunque territorio italiano e non vi era nessun divieto d’ingresso agli operatori con cinepresa.

A quei tempi anche i giornalisti, visto che lo stadio era un luogo pubblico, avevano accesso anche alle sale stampa senza dover pagare il costo del biglietto. Ma in quel periodo molte tv private non presero la palla al balzo e non approfittavano della possibilità di trasmettere in diretta i match per ragioni organizzative e per via anche che le pubblicità all’epoca, non portavano un profitto importante o primario.

Dal 1960, la Rai andava in onda la domenica alle ore 19.00 con la telecronaca in differita di un tempo di una partita di Serie A, il tutto senza pagare nessun diritto televisivo.

Ma l’evoluzione arrivò con un accordo con la Lega Calcio con la Rai che poteva mandare in onda con l’esclusione della provincia della squadra di casa per non influire sull’incasso dei biglietti del pubblico pagante di quella squadra.

I primi diritti TV

I primi diritti televisivi in vendita, arrivarono negli anni 80 copiando il modello angloamericano. Un accordo con tanto di documenti e delibere che fino a quel momento non avevano alcun rapporto formale e giuridicamente connotato. Un accordo che avvenne tra il presidente Renzo Righetti e Antonio Matarrese. Il costo? 3 miliardi di lire versati dalla Rai nelle casse della Lega Calcio dove l’ente nazionale italiano poteva accedere con telecamere per la ripresa del match. Naturalmente con questo accordo le altre tv e cameramen non avevano più l’accesso libero allo stadio come prima, con la Rai unica emittente abilitata alla ripresa della partita.

La storia evolse nel 1993 con l’ingresso di Telepiù, la prima emittente che fece l’accordo con la Lega Calcio con un segnale criptato agli utenti che dovevano pagare per vedere i loro servizi ( Tv via cavo o satellitare ).

Malgrado quel periodo tra tv libera e a pagamento, non si registra un decremento del pubblico dal vivo e questo rese ancor più forte l’idea di una vendita dei diritti tv per incrementare le casse societarie e della Lega Calcio.

Dal 1993 al 1996, il Contratto Nazionale Professionisti e Tele+, stabiliva che fino al ’96, su TELE+2 sarebbe andata in onda una gara della Serie A con i primi cambi di orario in campionato dati dall’accordo televisivo: La domenica alle 20.30.

Tutte le altre gare, potevano andare in onda come nel passato con la RAI ma solamente se non erano in concomitanza con il palinsesto della prima Pay per View italiana.

Il primo monopolio televisivo

Correva l’anno 1996 ed un accordo fino al 1999 dove Tele+ lanciò la prima Pay Per View Satellitare ( DStv ) e si accordò con la Lega Calcio per la copertura totale della Serie A. I telespettatori potevano abbonarsi all’intero campionato o comprare il singolo match e se ci furono degli spareggi, le partite non erano compresi nel pacchetto.

Quest’ultimi infatti venivano venduti di volta in volta dalla Lega ad altre emittenti ( c’era solo la Rai in accordo e venne mandata in onda gratuitamente la qualificazione alla Coppa Uefa mentre gli altri spareggi come Piacenza-Cagliari fu venduta a Tele+ che a sua volta la rivendette ai telespettatori interessati). La Mediaset invece mandò in replica gratuitamente, il match Piacenza – Cagliari valida per l’accesso alla Coppa Uefa.

Il primo concorrente ed duopolio

Siamo nel quadriennio 1999-2003, dove finalmente i club entrarono in campo per accedere e vendere i propri diritti tv senza l’intervento unilaterale della Lega Calcio. Questa decisione aprì alla concorrenza con Cecchi Gori che si impose su D+ con la sua Stream. Da quel momento Tele+ ottenne solo una parte di campionato con il restante alla neo entrante pay per view.

Due decoder diversi dalle due aziende imposero agli utenti un doppio abbonamento per seguire la propria squadra del cuore ed il resto del campionato ma solo TELE+ conservò un lieve vantaggio a livelli di abbonamenti forse dato anche dalle squadre che aveva in programma ( Juventus, Milan ed Inter) mentre Stream deteneva i diritti per Lazio, Roma, Fiorentina e Parma.

Nelle successive stagioni però, l’azienda di Cecchi Gori si vede sfilare qualche squadra arrivando ad una trasmissione di 10 squadre per parte circa.

La Nascita di Sky e Gioco Calcio tv

Nel 2003 la contesa dei diritti tv venne parzialmente frenata con l’acquisizione da parte di News Corporation, proprietario di Stream e Telepiù fondendosi in un unico nome: Sky Italia.

L’effetto inziale della nuovo monopolio, tolto dunque la concorrenza a 2, fu quello di creare offerte ancora più basse per l’acquisizione dei diritti e soprattutto per le squadre minori. Per contrastare questo, nacque Gioco Calcio, una nuova televisione gestita proprio dalla Lega Calcio.

Il tutto però non durò molto nel fare concorrenza al colosso appena nato a causa della debolezza economica del progetto: la società della Lega Calcio infatti, dovette affittare 4 canali dalla stessa Sky.

Il campionato 2003-2004 iniziò con 11 società rimaste fedeli a Sky e le altre 7 che optarono per la TV della Lega. Nel corso della stagione queste ultime ruppero l’una dopo l’altra il contratto e passarono a Sky, la quale chiuse la stagione raggiungendo il prefissato obiettivo di copertura totale della Serie A. Gioco Calcio chiuse i battenti nel giugno 2004 non senza lasciarsi alle spalle controversie giudiziarie.

Diritti Satellitari Sky, Diritti terrestri Mediaset e Cartapiù

Con l’allargamento del campionato da 18 a 20 squadre della stagione 2004-2005, alcune società e alcune gare rimasero senza una copertura televisiva ma dopo qualche giornata, arrivò un accordo con Sky che prese i diritti sportivi della Serie A per tutto il girone di andata mentre il ritorno si diffuse anche sul digitale terrestre.

Ma sempre nel 2005, nacquero altre due Pay Tv: Mediaset Premium La7Cartapiù. La situazione che si venne a creare nel mondo dei diritti TV del calcio italiano fu singolare: a causa degli obblighi da rispettare con l’antitrust dopo la fusione tra TELE+ e Stream, i diritti acquisiti da Sky furono validi solo per le trasmissioni satellitari, pertanto le varie società di calcio potevano rivendere le stesse partite anche alle pay TV terrestri.

Leggi anche:   Lazio-Cagliari, Martusciello in conferenza stampa: "La spinta del pubblico ci ha aiutato"

A partire dal girone di ritorno del campionato 2004-2005, dunque, Sky mantenne l’esclusiva di trasmissione di tutte le partite di Serie A via satellite, ma subendo la concorrenza via etere di Mediaset e LA7, che trasmisero le stesse gare a costi molto più convenienti per gli utenti. Si iniziò con 9 squadre su Mediaset Premium ed 8 su Cartapiù, mentre le rimanenti tre non cedettero i diritti terrestri. Tuttavia due di esse lo fecero a torneo in corso, portando a 10 le squadre sotto contratto con Cartapiù, mentre fino al termine della stagione restarono in 9 quelle di Premium ed una sola società che, non cedendo i diritti terrestri, lasciò la totale esclusiva delle gare in casa propria alla TV satellitare.

Per la stagione 2005-2006 Mediaset e LA7 arrivarono a coprire, in due, tutta la Serie A: 11 squadre a Premium, 9 a Cartapiù. Sky mantenne l’esclusiva satellitare di tutto il campionato (a parte un paio di squadre nelle prime giornate) con il vantaggio dell’unico abbonamento (chi voleva seguire la Serie A attraverso il digitale terrestre doveva acquistare le tessere ricaricabili sia di Premium che di Cartapiù, per altro ad un costo totale comunque inferiore a quello dell’abbonamento annuale a Sky).

2006-2007 Spartizione

A decorrere dalla stagione 2006-2007 le tre pay TV trovarono più opportuno accordarsi per una spartizione razionale dei diritti TV: Mediaset e LA7 acquisirono i diritti esclusivi dalle varie società di Serie A, tenendo poi per sé i soli diritti terrestri e rivendendo a Sky quelli satellitari.

In questo modo Sky continuò ad assicurare la copertura di tutto il campionato sulla piattaforma satellitare, mentre sul digitale terrestre Mediaset Premium e Cartapiù si suddivisero più o meno equamente le squadre di Serie A: 10 squadre ciascuna nelle stagioni 2006-2007 e 2007-2008, 11 a Premium e 9 a Cartapiù nel 2008-2009.

Gli accordi prevedevano anche l’individuazione, da parte di entrambe le TV, di cinque o sei squadre full: per ciascuna di queste squadre l’emittente terrestre che ne aveva acquisito i diritti, oltre a proporne tutte le gare casalinghe e le trasferte contro le altre squadre delle quali aveva i diritti, la concorrente era autorizzata a proporne anche le altre trasferte.

Le squadre full, delle quali si potevano seguire tutte le gare stagionali su un unico operatore terrestre, erano 5 (su 10 totali) per ciascuna TV nella stagione 2006-2007, 6 per ciascuna nel 2007-2008, 6 per Premium (su 11 totali) e 5 per Cartapiù (su 9) nel 2008-2009. Con questo sistema la maggior parte delle partite, per la prima volta, andavano in onda contemporaneamente su tre piattaforme diverse.

Il Fallimento di Cartapiù e la nascita di Dahlia TV

Nel marzo 2009 arrivò la chiusura di Cartapiù che lascio il posto a Dahlia TV la quale proseguì il percorso della payTv fallita.

Nell’ultima parte della stagione 2008-2009 sulla nuova piattaforma continuarono ad andare in onda le partite di Serie A di 9 squadre, delle quali 5 full, mentre Mediaset Premium mantenne le rimanenti 11 squadre, delle quali 6 full. Nella stagione 2009-2010 Premium e Dahlia si spartirono equamente il massimo campionato: ciascuna delle due piattaforme terrestri offrì le partite di 10 squadre, delle quali 6 in modalità full.

Con la stagione successiva tornò la vendita centralizzata dei diritti della Serie A: si tornò a trattare non più con le singole società ma direttamente con la Lega Serie A, come succedeva fino al 1999.

Per il telespettatore l’unica novità fu una diversa ripartizione degli incontri tra i due operatori terrestri: mentre su Sky continuava ad andare in onda tutto il campionato, Mediaset Premium trasmetteva le partite di 12 squadre (con diritto di prima scelta su 10 di esse) e Dahlia TV quelle delle rimanenti 8 (con diritto di seconda scelta per 3 di esse).

La disparità sia nel numero di squadre (Mediaset arriva così a proporre 324 incontri su un totale di 380) sia nel loro blasone doveva teoricamente essere compensata dal fatto che si consentiva a ciascuna delle due piattaforme di trasmettere tutte le gare delle squadre assegnate, senza più alcuna distinzione tra casa e trasferta: in pratica Dahlia pensò di voler essere la TV delle squadre minori, decidendo di assicurare ampia visibilità televisiva a piazze meno importanti soprattutto a livello locale ed avendo l’esclusiva terrestre degli scontri diretti fra queste squadre.

Le cose però andarono diversamente ed il forte calo degli abbonamenti provocò la messa in liquidazione di Dahlia TV e la cessazione dell’attività il 25 febbraio 2011.

Sky e Mediaset Premium, il duo sopravvissuto

Stessa sorte di Dahlia TV come quella di cartapiù che chiude i battenti della Serie A a partire dalle ultime 12 giornate di campionato 2010 – 2011. Due sono gli operatori rimasti per la messa in onda con Sky via satellite e Mediaset Premium via etere.

Dal 2015 fu introdotta una diversa suddivisione dei diritti televisivi: Sky continuò a trasmettere l’intero torneo, mentre su Premium andavano in onda in diretta tutte le partite di 8 squadre, per un totale di 248 incontri non in esclusiva ma per i quali la piattaforma terrestre ebbe l’esclusiva dei diritti accessori (telecamere negli spogliatoi, interviste all’intervallo, doppio bordocampista a produzione limitata, conferenze stampa nel prepartita). D’altra parte su Sky andarono in onda in diretta esclusiva le restanti 132 partite (con annessi diritti accessori a produzione limitata), ovvero i confronti diretti tra le altre 12 squadre.

Dazn, l’ascesa per combattere online Sky

Dopo che due bando con suddivisione delle partite per piattaforma furono falliti con la rescissione del contratto con l’intermediario indipendente Mediapro, la Lega Serie A, per la prima volta, assegnò i diritti per prodotto a Sky (266 partite a stagione in diretta esclusiva) e a Perform (114 partite a stagione in diretta esclusiva), che così sbarcò nel mercato italiano con DAZN.

Più precisamente Sky (la cui proprietà passò da News Corporation a Comcast) trasmetteva 7 match a giornata (gli anticipi di sabato alle 15 e alle 18, due partite della domenica alle ore 15 e i posticipi di domenica alle 18 e alle 20.30 e quello del lunedì alle 20.30), mentre DAZN trasmetteva 3 match a giornata (gli anticipi di sabato alle 20.30 e domenica alle 12.30 e una partita della domenica alle ore 15). Va detto che, già da maggio 2018, Sky non era più solo una piattaforma satellitare in quanto parte dei suoi canali divenne disponibile anche sul digitale terrestre in seguito ad un accordo con Mediaset Premium. Il 15 luglio 2018 Mediaset Premium siglò un accordo con il gruppo Perform per poter trasmettere sulla propria rete i canali della piattaforma DAZN e quindi anche le partite del pacchetto offerto da quest’ultima.

Il 20 settembre 2019, a seguito di un accordo commerciale tra Sky e DAZN, attraverso un canale satellitare edito da DAZN (DAZN1) vengono trasmesse in diretta le tre partite di Serie A per ogni giornata i cui diritti sono in mano a DAZN (in occasione dei turni infrasettimanali ne venne acceso un secondo, denominato DAZN1+). Tali canali sono visibili agli abbonati Sky soltanto a determinate condizioni.

2021 – 2024 Dazn prende tutto?

Fresca di notizia salvo problemi futuri e qualche polemica, Dazn avrà la totalità delle partite della Serie A: la piattaforma trasmetterà 7 partite per turno con gli anticipi del sabato ( ore 15 e 18 )e le partite della domenica delle ore 15 con i posticipi delle 18 e 20.45. Tutte le altre piattaforme potranno trasmettere i restanti 3 match con l’anticipo del Sabato alle ore 20.45, domenica 12.30 e lunedi o venerdì alle ore 20.45 con Sky senza che abbia l’esclusiva.

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Gli allenatori della Lazio nell’era Lotito

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allenatori lazio nell'era lotito

Gli allenatori della Lazio dell’era Lotito dal 2004 al 2021 partono da l’addio di Roberto Mancini nell’anno che ha portato la Coppa Italia in un andata e ritorno giocato contro la Juventus di Lippi per poi lasciare il posto a Domenico Caso che, in sole 17 partite, ha dovuto lasciare a sua volta il posto a Giuseppe Papadopulo.

L’approdo nella presidenza di Claudio Lotito è datata al 19 Giugno 2004 con Il Mancio che non ha disputato nessun match decidendo di andare all’Inter il 7 Luglio 2004. Un ciclo di allenatori dal cuore biancoceleste ( diciamo ) dove la società neroazzurra ne è la meta ( vedi Simone Inzaghi).

Ma vediamo nel dettaglio le stagioni dei 9 allenatori che hanno firmato con il patron biancoceleste ed i loro risultati che hanno portato 6 trofei in casa biancoceleste e qualche stagione deludente.

Lista degli allenatori

  1. Domenico Caso;
  2. Giuseppe Papadopulo;
  3. Delio Rossi;
  4. Davide Ballardini;
  5. Edoardo Reja (Eddy);
  6. Stefano Pioli;
  7. Vladimir Perkovic;
  8. Marcelo Bielsa;
  9. Simone Inzaghi;

Domenico Caso e Giuseppe Papadopulo

Stagione 2004-2005

3 anni passati come giocatore della Lazio ( 1985-1988 ) e 7 gol in 92 presenze, Domenico Caso approda per la prima volta sulla panchina della primavera dal 1992 al 1997 per poi tornare nel 2003-2004 sulla stessa panchina. Con l’addio di Roberto Mancini, Claudio Lotito decide di promuoverlo sulla panchina della prima squadra con una rosa decimata a 15 calciatori visto il rischio fallimento. Dopo 17 giornate con una squadra che non ottenne risultati, ci fu subito un esonero portando Giuseppe Papadopulo al posto dell’ex Primavera, terminando la stagione al TREDICESIMO con la Lazio uscita agli ottavi di finale di Coppa Italia, eliminata ai girono della Coppa Uefa e perdendo la Supercoppa Italiana contro il Milan (3-0 con tripletta di Shevchenko ).

Delio Rossi

Stagione 2005-2006

Archiviata la prima stagione dell’era Lotito con non pochi problemi, Delio Rossi approda dalla stagione successiva rimanendo concludendo la sua avventura nella stagione 2008 – 2009. Un allenatore che viene ricordato nella sua corsa sotto la NORD dopo la vittoria del Derby contro la Roma.

Di certo non un buon inizio per Delio dove nella stagione 2005-2006, conclude il campionato al SEDICESIMO posto ed una semifinale nella Coppa Intertoto. Il piazzamento più che duro è stato atto anche di uno scandalo di Calciopoli nel quale la Lazio, fu declassata dal SESTO posto finale.

Stagione 2006-2007

Grazie alla restituzione degli 8 punti sugli 11 inflitti di panalità, la Lazio riesce a terminare la stagione al terzo posto dopo un avvio di stagione non scoppiettante e vincere il derby per 3-0. Ma se da una parte la Serie A porta qualche soddisfazione, Bruno Giordano, con il suo Messina elimina i capitolini al terzo turno di Coppa Italia ai supplementari.

Stagione 2007 – 2008

Un’assenza dalle Champions League dopo 4 anni porta la Lazio al turno preliminare contro il Bucarest. Un accesso alla massima competizione che come visto anche nelle ultime apparizioni del 2020, porta la rosa a terminare il campionato al DODICESIMO posto viste le fatiche europee. La sua avventura però termina alla fase a Gironi mentre iene eliminata in semifinale dall’Inter in Coppa Italia.

Stagione 2008-2009

Una stagione anonima in campionato con un piazzamento finale del DECIMO posto ma con un accesso alla competizione europea. Arriva il Primo Trofeo dell’era Lotito con la Lazio vincitrice della Coppa Italia contro la Sampdoria ai calci di rigore.

Davide Ballardini e Eddy Reja

Stagione 2009-2010

Archiviata la Coppa Italia, Claudio Lotito sostituisce Delio Rossi con Davide Ballardini. Quest’ultimo eredita la finale della Supercoppa Italiana portando la Lazio ad alzare secondo trofeo dell’era Lotito con un secco 2-1 ai danni dell’Inter.

Ma se da una parte si alza un trofeo, dall’altra dovrà salutare l’Europa League alla fase a gironi terminando invece la Coppa Italia ai quarti di finale. Una stagione che porta Ballardini all’esonero nel Febbraio 2010 portando sulla panchina Edoardo Reja che debutta con una vittoria ai danni del Parma.

Stagione 2010-2011

Cambio di passo con il tecnico ex Napoli che riporta la Lazio in Europa League nell’accesso diretto grazie al QUINTO posto finale della Serie A. La presenza però nella Coppa Italia termina agli ottavi di finale perdendo il derby contro la Roma con un secco 2-1 per i giallorossi.

Stagione 2011- 2012

Questa sarà l’ultima stagione di Reja prima dell’approdo di Petkovic sulla panchina biancoceleste. Il tecnico riesce a portare la Lazio ai sedicesimi di Europa League ( eliminati contro l’Atletico Madrid al ritorno ). In Serie A porta la Lazio al QUARTO posto mentre in Coppa Italia l’avventura termina ai quarti di finale contro il Milan con un secco 3-1 per i rossoneri.

Vladimir Petkovic

Stagione 2012 – 2013

Arrivato come successore di Edoardo Reja il tecnico di Sarajevo entrerà nella storia biancoceleste alla prima stagione con IL trofeo e non UN trofeo. Prima di arrivare ad alzare la Coppa Italia il tecnico riesce a spingere i biancocelesti fino ai quarti di di Finale dell’Europa League uscendo contro il Fenerbahce. Arriva SETTIMO in Serie A ma la stagione prende un sapore diverso quando il 26 Maggio 2013, grazie ad un gol di Lulic, la sua rosa vince il terzo trofeo dell’era Lotito contro la Roma in un derby che resterà negli annali del calcio italiano ma soprattutto romano.

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Stagione 2013-2014 –

Una stagione ben peggiore per il tecnico che viene esonerato dopo 18 giornate di Serie A con un ritorno, anche se breve, di Reja che poi aprirà le porte a Stefano Pioli. La Lazio termina in NONA posizione la Serie A ma Petkovic perderà la finale di supercoppa Italiana con un secco 4-0 della Juventus campione d’Italia. Un viaggio in Europa League imbattuti nel girone ma i biancocelesti cadranno ai sedicesimi contro il Ludogorets, mentre in Coppa Italia il Napoli butta fuori i campioni in carica della competizione ai quarti di finale.

Stefano Pioli

Stagione 2014-2015

Arriva Stefano Pioli che sostituisce Reja ( che a sua volta ha rimpiazzato Petkovic nella stagione precedente ). Il tecnico riporta la Lazio al TERZO in serie A nella classifica finale guadagnandosi la Champions League. Nessuna competizione europea ma in coppa Italia la Lazio fa capolino nella finale, coppa poi alzata al cielo dalla Juventus nei tempi supplementari.

Stagione 2015 – 2016

Ennesima sconfitta contro la Juventus nella finale di Supercoppa Italiana contro la Juventus con un secco 2-0 sul campo di Shangai. Questa volta Pioli non replica la stagione precedente tanto che, dopo 32 giornate di Serie A, Claudio Lotito lo sostituisce con Simone Inzaghi, all’epoca allenatore della Lazio Primavera. La Lazio termina il campionato all’OTTAVO posto in classifica mentre in Coppa Italia si ferma ai quarti di finale contro la Juventus con un misero 0-1 per i bianconeri ( vincitori poi di quell’edizione contro il Milan con uno 0-1 ai tempi supplementari ). In ambito europeo i Playoff della Champions League condannano la Lazio che perde con un secco 3-1 contro il Bayer Leverkusen.

In Europa League i biancocelesti lasceranno la competizione ai quarti di finale con lo Sparta Praga che ribalta il pareggio dell’andata di 1-1 con un 3 a 0 nel ritorno.

Bielsa apre all’era Inzaghi

Stagione 2016-2017

Forse una delle pagine più brutte e ridicole del calcio con Marcelo Bielsa che viene ufficializzato per la panchina biancoceleste ma dopo pochi giorni ha rassegnato le sue dimissioni. Sarà ancora Simone Inzaghi a guidare la Lazio portando la Lazio in europa League con un QUINTO posto in Serie A. Ancora una volta la Lazio si qualifica alla finale di Coppa Italia e ancora una volta la Juventus alza il trofeo al cielo con un secco 2-0.

Stagione 2017-2018

La rivincita contro la Juventus arriva subito della finale di Supercoppa Italiana con la Lazio che porta a casa la coppa battendo i bianconeri per 3-2 con Murgia, fresco dalla primavera, che sigla il tapin vincente al 93′ minuto di gioco. Sarà il quarto trofeo dell’era Lotito. Il campionato termina ancora al QUINTO piazzamento finale che apre ancora la porta per l’Europa League. In questa stagione Inzaghi raggiunge i quarti di finale europei, per poi uscire contro il Salisburgo che ha rimontato il 4-2 dell’andata finendo 4-1 al ritorno in quei 20 minuti di fuoco. Immobile apre le danze al 55′ ma la squadra di casa rifila 4 gol al 56′, 72′,74′ e al 76′. In Coppa Italia invece riesce a qualificare la sua rosa fino alla semifinale dove la Lazio viene sconfitta dal Milan ai calci di rigore dopo che andata e ritorno sono terminate a reti bianche ( Ancora la Juventus vincitrice di quell’edizione di coppa con un secco 4-0 ai danni dei diavoli ).

Stagione 2018-2019

Arriva il quinto trofeo dell’era Lotito con la Lazio che vince la sua Settima Coppa Italia contro l’Atalanta di Gasperini con Milinkovic Savic e Correa che abbattono la Dea. Diversa la situazione invece del campionato di serie A con un piazzamento dell’OTTAVO posto. In Europa League termina l’avventura biancoceleste ai sedicesimi di finale contro il Siviglia con un complessivo tra andata e ritorno di 0-3 ( 0-1 / 0-2 ).

Stagione 2019-2020

Stagione che porta il terzo trofeo consecutivo di Simone Inzaghi ed il sesto nell’era Lotito. Il tecnico si porta a casa la Supercoppa Italiana contro la Juventus per un complessivo di 1-3 e l’eurogol su punizione di Danilo Cataldi che dopo un periodo in prestito, ritrova la prima squadra. Dopo un campionato degno di nota e tanto fomento, complice il Covid, il poco organico in rosa e le tante competizioni con partite disputate ogni 3 giorni, si piazza al QUARTO posto in serie A dopo una cavalcata degna di nota. Male invece in Europa League dove la Lazio esce alla fase a gironi ( Lazio costretta a giocare con 13 elementi + primavera per focolaio covid19 ) mentre in Coppa Italia non supera i quarti di finale contro il Napoli di Gattuso.

Stagione 2020 – 2021

Stagione conclusiva di Simone Inzaghi che, come cronaca recente, lascia la Lazio direzione Inter. Il tecnico termina la stagione al SESTO posto perdendo il treno della Champions League con delle sconfitte che potevano essere evitate. La Champions League giocata invece, termina agli OTTAVI DI FINALE dopo aver pescato il Bayern Monaco che elimina la banda Inzaghi tra errori personali in zona difensiva e per merito dei campioni del mondo ed in carica della competizione. Per quanto riguarda la Coppa Italia con tante polemiche, l’Atalanta di Gasperini si impone per 3-2 ai quarti di finale.

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I problemi del mercato si vedono anche nella lista dei convocati

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Stagione archiviata già dal derby per la Lazio con un obiettivo Champions League che non è arrivato ed un Simone Inzaghi che non riesce più nei miracoli. Un’annata che fin dal calciomercato biancoceleste, come al solito, ha fatto storcere la bocca a quasi tutti i tifosi biancocelesti con un organico che può reggere al massimo una competizione mentre va in difficoltà se qualche elemento si ferma in infermeria o per qualche squalifica.

Il reparto più colpito indubbiamente è la difesa biancoceleste e forse l’attacco. Troppi errori difensivi in questa stagione con alcuni gravissimi. Giocatori arrivati per il trio difensivo del 3-5-2 Inzaghiano che sono andati in panne dopo l’infortunio di Luiz Felipe. Hoedt arrivato come il rinforzo ringiovanito e maturato non ha portato al nulla se non al poco minutaggio come Musacchio che doveva completare il trio con Francesco Acerbi. L’ex Milan invece, è sparito dai radar nonostante che il posto in lista al rientro dell’Italobrasiliano, sia saltato proprio al difensore olandese ( Wesley ). Patric arrivato alla Lazio come terzino ed adattato come centrale ha perso la fiducia del mister insieme ai due neoacquisti tanto che, sulla fascia salta il posto di Marusic che deve correre ai ripari giocando al fianco dell’unico centrale difensivo Acerbi con Marco Parolo tutto fare ( Terzino, centrale, centrocampista in mediana all’età over 34). Mentre Fares non stupisce e Lazzari emoziona come delude con un percorso altalenante, anche Senad Lulic, con le tante primavere sulle spalle ed un contratto che non verrà rinnovato, farà liberare un posto.

Per quanto riguarda invece il centrocampo non scappa dalle critiche di una campagna acquisti sbagliata. Ormai Lucas Leiva non può più reggere la cabina di regia con 90 minuti ma non è un fattore vecchiaia, forse è anche un po’ di frustrazione da quello che chiede il tecnico e la mentalità che galleggia nelle 3 competizioni disputate. Akpa Akpro forse è l’unica certezza di rinforzo ma non supera la sufficienza, corre e rapina palloni agli avversari ma nulla di più. Così come Andreas Pereira che con il suo palmares di giocatore del Manchester United brilla occasionalmente ma viene utilizzato pochissimo dal mister e forse, anche qui entra in gioco la frustrazione di un giocatore arrivato con la speranza di essere uno dei titolari ma utilizzato come seconda o terza scelta dal tecnico e dalla società.

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Il grande “FLOP” però resta Muriqi ma non solo per le prestazioni che ha portato il kosovaro a siglare solamente un gol in Serie A e uno in Coppa Italia, ma per il valore di mercato ed i soldi del cartellino da top player ( per le tasche di Lotito ). Va bene l’Infortunio, il Covid e l’adattamento ad un campionato nuovo come quello della Serie A ma fare peggio di un Perea ed un Djordjevic specialmente per 18 milioni di euro, avrei pescato dalla primavera biancoceleste o sperato che Igli Tare rimettesse gli scarpini. Un nulla che poi ha portato il castello di carta crollare, con 5 acquisti dove son sbocciati solo Reina e Akpa Akpro ( sbocciato ma non fiorito ) portando l’organico a faticare in tutte le competizioni disputate e il match contro il Bayern Monaco non deve essere un alibi. Proprio da quel match si son viste le lacune di una difesa fatta di carta dove 3 gol son stati regalati dalla retroguardia biancoceleste a prescindere dal risultato finale e impossibile da ribaltare anche con i titolarissimi.

Per l’ennesima volta parliamo sempre a fine stagione perchè durante il campionato, CHIUNQUE indossi quella maglia, va sostenuto ma bisogna ora fare una bella RIVOLUZIONE. Firmerà Inzaghi? Giocheremo ancora con il 3-5-2? Quando si avranno queste certezze, ci auguriamo che la società questa volta compri in base alla squadra ed al tecnico per adattare l’organico alle 3 competizioni che ci aspettano nel 2020-2021. Non accadrà quasi sicuramente ma se bisogna ambire a qualcosa e non solo far quadrare il bilancio, una vera gestione farà almeno un passo in più di quello fatto in questa stagione. Tare miglior ds? Lotito bravo a non far debiti? Non sono ne trofei e ne obiettivi stagionali!

Ad esempio, con squalifiche ed infortuni vi proponiamo i convocati di oggi:

Portieri: Alia, Reina, Strakosha;

Difensori: Armini, Patric, Radu;

Centrocampisti: Akpa Akpro, Bertini, Cataldi, Escalante, Fares, Lazzari, Leiva, Lulic, Marusic Parolo;

Attaccanti: Correa, Moro, Muriqi.

Una lista che dovrebbe essere stampata e messa davanti ad ogni scrivania di ogni dirigente biancoceleste per far capire come non si può, disputare 3 competizioni con questo organico ( nulla contro i giocatori ma è un fattore qualità ).

PS sappiamo che Sassuolo – Lazio sia una partita che non conta niente ma è lo specchio di una realtà parallela

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