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Lazio-Udinese, basta scuse! Spegnete Instagram e lavorate!

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Lazio-Udinese doveva essere la partita del riscatto dopo il tracollo in Napoli-Lazio e Juventus-Lazio ma invece di tre punti, i biancocelesti portano a casa 1 punto di fortuna che non vale nulla anzi!

Al termine di Lazio-Udinese, la rosa di Maurizio Sarri viene sorpassata in classifica anche dal Bologna finendo al nono posto con 22 punti, con il Verona .l’Empoli a quota 20 ed il Sassuolo a quota 19 punti.

Un tracollo all’Olimpico di Roma in Lazio-Udinese che non ha rispecchiato per nulla le parole di Ciro Immobile nell’ultimo match al Diego Armando Maradona di Napoli. Servono innesti? Sì! Analizzando la partita specialmente nel primo tempo si vedono ampliamente le lacune in questa rosa che non riesce ad entrare nel gioco di Sarri e lo stesso allenatore, a nostro avviso, ha le sue colpe. Ricordiamo in passato, specie con Empoli e Napoli, quando all’inizio il motore non girava, si provava con un modulo di emergenza. Anche se qui, l’emergenza primaria sono i singoli giocatori con Patric e Reina che hanno indirizzato il match a favore dei friulani.

Lazio-Udinese: Senza idee, senza difesa, senza palle

Partiamo dal portiere spagnolo, con colpe minori ma che non passano inosservate. Il giocatore, secondo logica di Sarri viene schierato titolare in Serie A in quanto leader e comandante nella fase difensiva. Ultimamente però i riflessi dell’estremo difensore non sono dei migliori e qualche volta non prova neanche l’intervento sul pallone. In uscita, vedi ieri e contro il Napoli si è fato scavalcare con un dribbling che neanche in Serie B si vede. Ma il punto fondamentale, anche se fosse schierato per “comandare”, su quale base del singolo o del gruppo difensivo?

Il primo gol dell’Udinese

Il primo gol di Beto, nell’assist al giocatore, Patric guarda il pallone senza tener conto dove sia l’attaccante friulano, perdendo l’uomo e lasciandolo libero di incornare il pallone per l’1-0 finale ( complice anche il portiere spagnolo che da ottima visuale, non fa quel passettino a sinistra in più che poteva permettergli di parare il pallone ).

Il secondo gol dell’Udinese

Dopo pochi minuti arriva la doppietta di Beto nato con l’ennesimo pasticcio di una difesa INESISTENTE. Pallone perso in attacco, Cataldi cade giù in un contrasto aereo che permette la ripartenza bianconera. In contrasto ci va ancora Patric che perde il pallone ciccandolo e lancia Success per il passaggio filtrante in contropiede per Beto.

Un 1 vs 2 con Acerbi e Lazzari che provano a coprire l’errore con tutta la Lazio situata nel centrocampo bianconero ma la velocità di Manuel non basta, Reina esce male senza neanche intervenire e lascia sguarnita la porta per lo 0-2 bianconero.

La Lazio, stranamente in questo campionato, ha avuto un po’ di fortuna sulla rete di Immobile con il cross di Felipe Anderson che trova due deviazioni portando il partenopeo a calciare un pallone a porta vuota.

Il terzo Gol dell’Udinese

Pochi minuti più tardi arriva il gol di Molina. Ennesimo buco difensivo, Patric nuovamente troppo distante da Delofeu che pesca Molina libero di calciare dentro l’area di rigore.

Nel secondo tempo arriva la reazione con i senatori che vogliono riprendersi la Lazio prima con Pedro, poi con Milinkovic Savic.

Al 56esimo però ancora protagonista Patric che a pochi minuti dalle sostituzioni, con Sarri che stava cambiando le carte in tavola, trattine sulla fascia un avversario, rimediando il secondo giallo e un espulsione inutile.

12 minuti dopo, con un Radu subentrato in campo da terzino con tanti falli subiti ( con esperienza ) le due squadre tornano in parità numerica 10 vs 10. Ma non è finita qui, al 78esimo ancora la rivincita delle seconde scelte con Basic disegna su punizione un bel cross per Acerbi per il 4-3 ( gol convalidato dopo 5 minuti di var ). Ma la beffa arriva al 99esimo da una punizione regalata da Zaccagni, un esterno elogiato da molti ma che per ora ha portato più danni e prestazioni fantasma che cose buone: Difesa schiacciata tutta nell’area di rigore, pallone con un retropassaggio ad Arslan e pallone in rete per il 4-4.

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Lazio-Udinese: Insistere con una rosa che ha già toppato a Napoli

Maurizio Sarri nel match di ieri ha voluto ridare fiducia agli 11 scesi a Napoli. Ma se la sua decisione era quella di aspettarsi qualcosa di più, alla fine è arrivata un’altra batosta sia mentalmente per un match recuperato e pareggiato all’ultimo minuto, e sia per reti subite con Pepe Reina che sta collezionando più gol che parate.

L’organico parla chiaro e non vogliamo fare gli allenatori di calcio, ma Strakosha con Simone Inzaghi, ha fatto panchina in tutte le competizioni per molto di meno. Se fossimo noi Sarri, ma non lo siamo, un po’ di panchina per far scendere Reina dal posto sicuro sarebbe opportuna. La concorrenza in tutti i luoghi di lavoro stimola il “dipendente”. Basti vedere le prestazioni di Radu che ieri con il debutto ha creato quel poco di stabilità rimediando anche falli che spezzavano le giocate avversarie e Basic che ogni volta che entra crea e aumenta i ritmi, perchè allora non provare a mettere un po’ di Pepe a Pepe? Perchè non provare a tenere in panchina chi da settimane si lamenta perchè viene sostituito e una volta ottenuto il posto fisso sparisce in campo? Ma soprattutto Gennaio è vicino ma allo stesso tempo è lontano e BISOGNA INTERVENITE SUL MERCATO!

Lazio-Udinese: Basta social! Iniziate a Lavorare!

Al termine del match non sono state evitate le critiche con i giocatori, specie Patric, costretti a chiudere la sezione commenti su Instagram. Una prestazione che neanche al campo dei preti durante una partitella di ferragosto tra colleghi Atac sarebbe stata brillante.

Reina anche pubblica il suo post: “Dispiace il momento, accetto le critiche e guardo avanti..tutti lo facciamo, bisogna accettare le responsabilità ognuno di noi, essere UOMINI e lavorare ancora di più. Certamente non si molla, non l’ho mai fatto in vita mia ed ora che le cose non vano non sarà diversamente, anzi, solo con lavoro a testa bassa ed umiltà se viene fuori.

Ma la verità è che il laziale è incazzato! Fino ad ora si è parlato di alibi perchè se un modulo non funziona, il tempo richiesto da Sarri non deve essere eterno e dispiace andare contro ad un allenatore che abbiamo stimato, stimiamo ancora e stimeremo salvo clamorose perdite di idee del suo gioco che ha fatto la storia nel calcio italiano e inglese. La cosa poi che ancora ci domandiamo è come è stato possibile che dopo 5 anni, dall’era Inzaghi, non sia stato sistemata la falla principale della Lazio: LA DIFESA! O come è stato possibile far partire Caicedo che spaccava le partite ad un Muriqi che spacca qualcos’altro quando entra in campo.

Incazzati sì ma abbandonare la Lazio nel momento del bisogno mai. Tirate fuori le palle!

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Lotito su Milinkovic: ” Il prezzo non c’è, non l’ho messo sul mercato”

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Tempo di cambiamenti in casa Lazio con un calciomercato alle porte e gli occhi puntati su Claudio Lotito e Maurizio Sarri che hanno un patto tra di loro. Sappiamo tutti che il tecnico toscano non è uno yesman e che nelle dichiarazioni post e pre gara ha sempre tirato in causa la necessità di avere più giocatori idonei al suo gioco tramite il calciomercato.

Un rinnovo arrivato tra i due dove c’è sicuramente un accordo che questa volta nel mercato arrivino rinforzi richiesti e non ripieghi.

Quest’estate la Lazio vedrà lasciare la Capitale diversi giocatori tra i quali anche gli esuberi ma soprattutto dei pezzi fondamentali come Strakosha, Leiva e Luiz Felipe con un Francesco Acerbi ancora più in dubbio. Ma nessuno nega che una fetta del popolo biancoceleste ha il terrore che possa partire anche Milinkovic-Savic e Luis Alberto. Il Sergente tramite i suoi social rassicura tutti con il suo senso di appartenenza biancoceleste ma le offerte dai top club sono sempre dietro l’angolo.

Proprio su di lui e su Acerbi torna a parlare Claudio Lotito ai microfoni di Sky.

Maurizio Sarri e Lotito

 “Il rapporto tra me e Sarri è sempre stato forte, di stima reciproca. Penso che sia un grande professionista, vive esclusivamente di calcio, da quello che mi ha detto si trova bene alla Lazio, dice che è un posto dove si può fare calcio. Il prossimo anno se sarà lui il nostro tecnico? Se valgono i contratti allora dovrebbe essere così”.

Calciomercato

L’estate scorsa abbiamo acquistato 7 giocatori complessivamente, compreso il tanto vituperato Kamenovic, che si sta rivelando uno che può stare nella Lazio. Dobbiamo affrontare il secondo passaggio con alcune figure, interpreti e ruoli che sono fondamentali per far sì che venga rinforzata squadra”. 

Milinkovic Savic

“L’oggetto del desiderio di tutti. Il prezzo c’è quando viene uno viene messo sul mercato. Io non ce l’ho messo, quindi non c’è il prezzo. Nel momento in cui dovesse venire a chiederci, o meglio esserci un’offerta che lo soddisfi dal punto di vista professionale, parlando delle 5 squadre top al mondo, e anche economico e che allo stesso tempo contempli le esigenze della Lazio, di certo non mi metto a fare le crociate contro Milinkovic perché non lo meriterebbe”.

Acerbi

“Lui ha un contratto con la Lazio, è un grande giocatore nel suo ruolo. Tutto quello che verrà più avanti in termine di mercato, esigenze, aspettative o richieste del giocatore e di altre società, lo valuteremo”. 

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Immobile: ” Premio difficile ma è bello arrivare sopra a loro…”

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Ciro Immobile è stato premiato come il Miglior Attaccante della Serie A 2021/22 vincendo per la quarta volta la classifica cannonieri. Mai nessuno come lui nella storia dei calciatori italiani spegnendo qualsiasi polemica con i fatti e non con le parole.

Il capitano biancoceleste ha rilasciato un’intervista ai canali ufficiali della Lega Serie A spiegando le sue emozioni e sensazioni per il titolo vinto:

Sono davvero felice, questo premio lo dedico a mia moglie ai miei figli e alla mia famiglia. Ovviamente devo dar merito al mister, allo staff e ovviamente ai miei compagni di squadra. Questo premio va assolutamente condiviso con loro che mi hanno in condizione di poter realizzare tutto questo. Ogni anno c’è sempre qualcuno che è lì e lotta con me per poter vincere la classifica marcatori. E’ complicato, è un premio difficile e, come ho detto prima se non c’è lavoro di squadra dietro è difficile da ottenere. Sono davvero soddisfatto del lavoro fatto. Complimenti a Lautaro, Vlahovic e gli altri attaccanti che hanno fatto una stagione davvero importante ed è bello arrivare davanti a calciatori come loro”.

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Mertens alla Lazio? Le parole di Pedullà

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La Lazio vuole un vice Immobile ed il nome entrato in orbita biancoceleste, anche se non di ruolo effettivo, è quello di Mertens. Il Belga è alle prese con il rinnovo di contratto con il Napoli e sappiamo tutti come sia legato alla città partenopea.

Maurizio Sarri però vorrebbe il folletto azzurro nella Capitale e come riporta la rassegna stampa, sembrerebbe che ci sia già stato un contatto tra l’allenatore ed il giocatore. Fu proprio lui a lanciarlo come falso nueve quando era al Napoli portandolo al centro del progetto di De Laurentiis. Un rinnovo che comunque potrebbe arrivare quasi certamente vista la partenza anche di Lorenzo Insigne ed il Napoli non può permettersi di perdere due pupilli.

A parlare della situazione ci pensa anche Alfredo Pedullà che è molto amico di Maurizio Sarri :

C’è stato un contatto tra Maurizio Sarri e Dries Mertens. Il loro rapporto resta speciale a prescindere, non a caso con Sarri in panchina “Ciro” ha battuto tutto i record trasformandosi da attaccante esterno a prima punta con risultati straordinari. La Lazio può essere interessata, ma sa che in questi giorni la priorità dell’attaccante belga è quella di rinnovare il contatto. Mertens resterebbe a Napoli per tutta la sua vita calcistica, questo è bene ribadirlo. Sa anche che non potrebbero esserci condizioni per un rinnovo alle cifre attuali, circa 4,5 milioni, ma è normale che non potrebbe esserci un ridimensionamento tale da andare sotto la metà. E anche su questo tavolo si giocherà la partita, con un prevedibile incontro nei prossimi giorni. Ripetiamo: la priorità di Mertens è il rinnovo per il Napoli. Le altre eventuali candidate (Lazio compresa) per ora possono soltanto restare alla finestra.

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