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Intervista

Conferenza stampa, Pioli “Tre fronti? Io ci credo!”, Giampaolo “Partita complicata”

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Una partita fondamentale contro una partita ancor più complicata. Nella sostanza, sono queste le parole chiave usate da Stefano Pioli e Marco Giampaolo alla vigilia della partita tra Empoli e Lazio; l’anno scorso al Castellani fu vittoria azzurra, ma la voglia di riscatto laziale sembra trasparire dalle parole del tecnico biancoceleste, mentre la prudenza è di rigore per l’ex Siena. Qui sotto riportato ciò che ha detto Pioli nella sua conferenza stampa a Formello:

Quanto sarebbe importante fare risultato a Empoli?

“E’ fondamentale, questo è il termine esatto. In campionato non vinciamo da un mese, dovremo giocare in modo compatto. L’Empoli è un buon avversario, è una squadra che ha tenuto i concetti dell’anno scorso. Vogliamo fare la partita e tornare a vincere”.

Come sta la Lazio?

“E’ una squadra che deve diventare più concreta. Ci vuole maggiore attenzione in difesa e più cura dell’ultimo passaggio in attacco. Serve questo per ritrovare i risultati migliori. Dobbiamo giocare da squadra per 95 minuti, approcciando la gara nel modo giusto, serve la giusta capacità mentale”.

Felipe Anderson sarà della partita?

“E’ recuperato, sarà disponibile”.

Serve maggiore equilibrio?

“Gli equilibri sono sempre importanti, dobbiamo concretizzare di più, sfuttare meglio il volume di gioco che produciamo. E dobbiamo essere attenti a non concedere troppo agli avversari. Dobbiamo lavorare da squadra, non conta il singolo reparto o con quanti attaccanti giocheremo”.

Cosa manca in trasferta?

“E’ più un problema mentale, che tattico. Senza i risultati diminuisce la fiducia, ho giocatori validi, sia giovani che esperti. Bisogna fare bene anche in trasferta”.

Il Dnipro è più o meno forte dell’Empoli? Dove sarebbe in Serie A? Cosa ne pensa di Douglas?

“La domanda è interessante, ma non è facile rispondere. Il Dnipro è una buona squadra, non so dire dove sarebbe nel campionato italiano. Giocare in Europa è diverso, soprattutto per la capacità degli allenatori italiani nell’attenzione agli avversari. In Europa un tecnico pensa più alla propria squadra, qui invece siamo più preparati. Su Douglas non dico nient’altro, abbiamo ancora tante partite da qui a gennaio. Il mese di dicembre è importante, avremo un turno in Coppa Italia, una partita di Europa League, le sfide di campionato. La società sa le caratteristiche che servono e che serve un difensore”.

Che indicazioni positive ha dato la partita europea?

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“Siamo stati squadra per tutta la partita e abbiamo reagito subito dopo il gol preso”.

Come fa un allenatore a far tornare la fame nei giocatori?

“Credo che i percorsi siano stati differenti. L’anno scorso siamo stati bravi a credere nel nostro approccio nonostante i risultati iniziali negativi. Poi le vittorie ci hanno dato voglia e quella che voi chiamate fame. Quest’anno i risultati molto negativi hanno comportato determinate cose. Non vedo però una situazione disastrosa, possiamo essere competitivi su tutti i fronti. Io ci credo davvero”.

Zoff non sta bene. Si sente di dire qualcosa?

“L’ho conosciuto ai tempi della Juve, cenavo spesso con la sua famiglia e con quella di Scirea, ero sotto la loro ala protettiva perché ero il più giovane. Gli sono molto vicino, a lui e ad Anna. Gli faccio un grosso in bocca al lupo”.

 

In versione ridotta, queste sono invece le parole di Marco Giampaolo:

“Affronteremo una squadra forte che ha avuto problemi a causa degli infortuni ma che adesso sta recuperando tutti. Sarà una partita più complicata rispetto a quella di Firenze: la Fiorentina palleggia sempre e ti dà riferimenti, mentre i biancocelesti oltre a palleggiare danno profondità. Nel secondo tempo a Firenze ci è mancata la convinzione, eravamo spaventati di essere in vantaggio per 2-0 contro i viola. Dobbiamo capire se caliamo per motivi fisici o mentali. Saponara questa settimana si è allenato sia a parte che con la squadra. La valutazione su di lui va fatta di giorno in giorno, ma vediamo. Pucciarelli? Sta meglio, ha avuto da dieci giorni a questa parte dei problemi ma l’ho visto meglio. Livaja sta bene, giocherà lui con Maccarone”

 

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Intervista

Valeri e l’amore per la Lazio ma…” Penso solo alla Cremonese, ho chi segue il calciomercato…”

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emanuele valeri lazio

Emanuele Valeri nella sessione invernale di Calciomercato è stato accostato più volte alla Lazio. Il giocatore non nasconde la sua Lazialità e l’amore per la maglia biancoceleste e lo ribadisce in una lunga intervista a La Provincia di Cremona

Sono un tifoso Laziale

 «Sono tifoso laziale. È alla Lazio che ho cominciato la mia carriera. Qualche settimana fa contro la Roma sono tornato all’Olimpico. Non è la prima volta, perché ho fatto il raccattapalle da piccolo. Vedevo giocatori forti, come Klose, Hernanes e non solo. Sognavo di giocare in Serie A ed eccomi qua con la Cremonese e ci voglio restare».

Maglie in Cremona-Lazio

 «Domenica scorsa ho scambiato la maglia con tre giocatori: Milinkovic Savic, Immobile e Radu della Lazio. Ci tenevo da tifoso laziale».

Il Futuro

 «Voglio rimanere in A con la Cremonese. Ho un contratto fino al 2024, sto bene e voglio togliermi tante soddisfazioni. Il massimo campionato lo abbiamo conquistato e ora dobbiamo fare un’altra impresa. Ora penso solo alla Cremonese, qua sto molto bene e le chiacchIere da bar non mi interessano. Ho chi segue queste cose per me e non voglio sapere nulla di mercato durante il campionato».

Marcelo come Idolo

 «Sono una persona umile. La Serie A non mi ha cambiato per niente. Ho gli stessi amici E sono felicemente fidanzato con Ludovica da diverso tempo. Il mio è un ruolo in cui c’è tanta carenza ed è molto delicato. Devo sia attaccare che difendere. Di terzini forti però ce ne sono tanti. Ho fatto tanta gavetta, ho imparato tanto, ma devo ancora lavorare molto. Il mio idolo è Marcelo, l’esterno più forte al mondo. Non mi mancano solo i suoi capelli, ma anche i suoi piedi».

Cremona non è Roma

«Mi piace rilassarmi, visitare qualche città nuova e guardare qualche serie tv. Poi tanto calcio. La mia famiglia, che sta a Roma, mi manca molto e anche la possibilità di mangiare tardi. Qua a Cremona alle 22 le cucine dei ristoranti chiudono, da me si mangia fino a mezzanotte e oltre. In cucina? Mi piace fare bene le cose. Non chiedetemi di fare una carbonara con il parmigiano invece del pecorino romano».

La Cremonese

«Abbiamo avuto un inizio difficile, con il calendario non ci ha aiutato. Ora arriva la sfida contro il Lecce, una neopromossa. L’affronteremo a viso aperto come facciamo sempre. Certo i valori sono diversi rispetto a Fiorentina, Lazio, Atalanta e Roma. Ci servono punti. Vogliamo prenderci una rivincita contro i leccesi. Lo scorso anno è capitato lo sfortunato autogol di Okoli. Siamo carichi, andremo a giocare il nostro calcio. Il mio primo gol? Una grandissima emozione. Dopo che la palla è entrata, non ci ho capito più nulla».

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Nazionale

«La Nazionale  è il sogno di tutti, ma serve lavorare tanto. Dopo sette partite di Serie A credo sia troppo esagerato parlarne».

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Intervista

Beppe Signori sprona la Lazio: ” Perde solo chi si arrende”

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Torna a parlare ai microfoni della Lazio Beppe Signori. L’ex capitano biancoceleste ha voluto lanciare un messaggio dopo la sconfitta di Europa League:

“Perde solo chi si arrende. Questo è il messaggio che ho voluto lanciare sui social nei confronti della squadra perché ci vuole forza e coraggio. Nella vita c’è sempre la speranza, basta avere pazienza e fare le cose con passione, poi i risultati arriveranno.

L’amore con la Lazio è sbocciato subito, nel 1992. Sono trent’anni di amore reciproco: con i gol ho provato a ripagare i tifosi biancoceleste per l’enorme affetto che mi hanno dimostrato sin dal primo giorno”.

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Intervista

Lazio-Hellas Verona | Ciro Immobile: ” Risposta che ci aspettavamo”

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immobile lazio hellas verona

Al termine di Lazio-Hellas Verona, Ciro Immobile è intervenuto ai microfoni dei giornalisti

Tifosi

I tifosi ci hanno sostenuto dall’inizio alla fine, stanno facendo questa cavalcata con noi e speriamo continuino così. Sono stupendi, in queste partite sofferte abbiamo bisogno del loro supporto. Non mi abituo mai ad esultare con loro. L’urlo della Nord è stato come una liberazione, anche per l’andamento della partita: non riuscivamo a sbloccarla e c’era sofferenza”.

Risposta di Crescita

 “Questa era la risposta di crescita che ci aspettavamo da noi stessi. Sappiamo che in Europa sia difficile, porta via energie mentali e fisiche e serviva uno step in più. La società ci ha dato una mano con l’inserimento di nuovi elementi che ci stanno dando una mano. Abbiamo cambiato tanto da giovedì e questo ci ha portato a essere brillanti oggi”.

Sacrificio e gioco corale

 Il nostro è sempre stato un gioco corale, poi i miei compagni mi mettono sempre in condizione di segnare. Dal campo, anche giovedì in Europa League, non ho avuto la sensazione di essere meno coinvolto. Oggi forse ho avuto meno occasioni, ma l’importante è averne una fatta bene e buttarla dentro”. 

Zaccagni

 “L’abbraccio con Zaccagni? Mi aveva chiamato il pallone, ma glielo avrei lasciato lo stesso perché non ce la facevo più (ride, ndr).

Milinkovic e Luis Alberto

 Sergej è un giocatore incredibile, come Luis Alberto. I miei gol vanno divisi con loro. Mi mettono in condizione di esprimermi al meglio e mi conoscono come mia moglie. Faremo una cena a tre (ride, ndr)“. 

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