Connect with us

News

11 Novembre 2007 : Una data scolpita nella memoria di tutti

Published

on

GABRIELE SANDRI

Sono passati sei anni da quel maledetto 11 novembre, poco meno dal giorno in cui sono andato a tributare l’ultimo saluto a quel ragazzo nella chiesa messa a disposizione dal Comune di Roma dove era stata allestita la camera ardente. E a distanza di sei anni ho ancora tutto scolpito nella mente. Quei minuti passati in silenziosa attesa, quelle immagini, quel silenzio…

Un genitore non dovrebbe mai dover seppellire un figlio o una figlia. E’ una cosa innaturale, oltre che estremamente ingiusta. Ho visto Giorgio Sandri che non si staccava dalla bara e che accarezzava la testa di Gabriele sussurrando “Angelo mio, angelo mio…”. Un sussurro che a distanza di sei anni è ancora un boato nella mente di un altro genitore come me, che per qualche istante si immagina lì, seduto al posto di quell’uomo piegato dal dolore, ad accarezzare per l’ultima volta un figlio che non rivedrà mai più. Quel giorno non ho avuto il coraggio di incrociare lo sguardo di Giorgio Sandri, tantomeno, quello della madre di Gabriele che stringeva la mano del figlio come si fa ad un ragazzo che soffre per consolarlo, per dargli forza facendogli sentire che la mamma è lì vicino. Ricordo Cristiano, seduto, vicino all’avvocato e agli amici, con lo sguardo perso nel vuoto. Ricordo che ci guardava in faccia quando sfilavamo, ma non ci vedeva, perché la mente era lontana, dispersa chissà dove, magari intenta a frugare nell’album dei ricordi.

Non dimenticherò mai l’abbraccio dato oggi ad un amico con il quale avevo avuto qualche discussione, frutto di incomprensioni, di malintesi, di modi diversi di vedere la vita. Ci siamo abbracciati e abbiamo pianto senza dirci nulla. Intorno, tanta gente, mai così silenziosa. Anche il traffico solitamente caotico in quel tratto di Roma che va da piazza Venezia a Bocca della Verità era stranamente silenzioso quel giorno. Ricordo lo sguardo di tanti amici d’infanzia con i quali ho condiviso mille trasferte e mille battaglie calcistiche dentro e fuori gli stadi di tutta Italia. Non ci siamo detto nulla, ma con lo sguardo ci dicevamo tutti la stessa cosa: POTEVA TOCCARE A NOI… Quel giorno ho pensato che davanti a quella bara presidi e professori avrebbero dovuto far sfilare quel giorno tutti i ragazzi dei licei di Roma, in modo da mettere i ragazzi davanti alla realtà dolorosa della morte, che per loro è spesso e volentieri un concetto astratto. Invece bisogna immergersi nel dolore per evitare di provocare nuovo dolore. Chi quel giorno è passato davanti a quella bara e a quei due genitori piegati dal dolore e a quel fratello distrutto, svuotato, probabilmente non ha più pensato neanche per un solo momento di prendere un arma o di scatenare una battaglia in cui potrebbe anche perdere la vita un altro Gabriele, magari con la divisa addosso.

E forse non è un caso se da quel giorno in poi a Roma non è successo più nulla di grave, tranne in occasione dei due derby dello scorso anno. Forse in tanti hanno capito che era ora di dire basta, di smettere di pensare che il sangue debba essere lavato con altro sangue, in una spirale di violenza e di vendetta senza fine. Sono andato a troppi funerali. Ho visto morire troppi amici, ho visto troppi genitori seppellire figli che si erano appena affacciati o che ancora dovevano ancora affacciarsi alla vita. E’ successo in nome della politica e anche del “Dio pallone”. Ma è stato folle!

Leggi anche:   Lazio: ecco la lista dei giocatori depositati, Acerbi e Akpa In

Ci sono voluti 1555 giorni per avere Giustizia, ma alla fine lo slogan GIUSTIZIA PER GABRIELE è diventato realtà, scritto nero su bianco in calce ad una sentenza definitiva che ha condannato Spaccarotella per omicidio. Solo a nominarli, 1555 giorni fanno impressione. Provate a pensare ad un bambino di 1555 giorni, a quante cose sono cambiate da quel primo vagito a quando supera il traguardo dei 4 anni. In quei 1555 giorni è raccolto un universo di sensazioni e di emozioni di un genitore che vedere crescere suo figlio, passo dopo passo, esperienza dopo esperienza e scoperta. Ora prendere tutte queste belle cose e trasformatele in negativo, prendete i colori e trasformateli in bianco e nero, o in certi casi solo nero senza neanche un puntino di bianco. Una volta che lo avrete fatto, avrete il quadro della vita di Giorgio Sandri, di suo moglie, di Cristiano e di tutti i familiari e gli amici di Gabriele, il percorso di quei maledetti 1555 giorni.

Tanto è dovuto passare da quel maledetto 11 novembre per avere Giustizia, tanto hanno dovuto aspettare Giorgio, Cristiano, Daniela e tutti quelli che hanno voluto bene a Gabriele quando era ancora in vita e che dopo 6 anni sono legati da un filo indissolubile a questa incredibile famiglia. Loro e noi che a Gabriele ci siamo affezionati considerandolo chi una sorta di figlio adottivo chi un fratello, abbiamo dovuto aspettare 1555 giorni prima di vedere la parola fine in calce a questa vicenda, La mia è una battaglia di principio. Non andiamo in cerca di un anno in più o in meno di carcere per Spaccarotella, perché non è l’entità della condanna che ci cambia la vita o che ci colma il vuoto lasciato dalla morte di Gabriele. Noi vogliamo solo che sia riconosciuta in via definitiva la volontarietà dell’atto omicida. Senza attenuanti di nessun genere. Perché Spaccarotella ha sparato per uccidere, con la consapevolezza che con quel suo gesto poteva uccidere qualcuno. Come purtroppo è stato”.

Questo ha ripetuto sempre Giorgio Sandri per 1555 giorni. Queste sono le parole che mi tornano in mente oggi, a distanza di sei anni da quell’11 novembre. Questo mi viene in mente vedendo per l’ennesima volta la foto di un Gabriele Sandri che non c’è più, ma che cresce negli occhi e nel sorriso di un Gabriele Sandri nato dopo quella tragedia, a dimostrazione che la vita scorre, inesorabile. E che tutto passa, anche se il ricordo di chi non c’è più resta nel cuore e nella memoria di chi gli ha voluto bene e che ha avuto la fortuna di incrociare nella sua vita un Gabriele Sandri.

Potrei scrivere per ore, usando i tasti del computer per tirare fuori le sensazioni di un padre che si è immedesimato in un altro padre. Ma preferisco chiudere qui, con un abbraccio a Giorgio, a Daniela, a Cristiano e a tutti gli amici che continuano a soffrire in silenzio. E con un bacio ideale al piccolo Gabriele, che ha riportato un barlume di luce e un sorriso in quella famiglia straordinaria, che ha dato una lezione a tutti per la compostezza con cui ha affrontato quella tragedia e il successivo calvario giudiziario durato 1555 giorni.

STEFANO GRECO

Seguici su Facebook!
Continua la Lettura
Advertisement

Conferenza Stampa SS.Lazio

Lazio – Bologna, le parole di Sarri in conferenza stampa

Published

on

sarri acerbi

La Lazio porta a casa i primi tre punti della stagione con una vittoria di misura contro il Bologna. Di seguito le dichiarazioni rilasciate da Maurizio Sarri nella conferenza stampa post-partita:

“La partita è stata difficile, sembrava una di quelle gare dove ogni episodio ti va contro. La mia preoccupazione era giocare tutta la partita con questo clima. Sono soddisfatto di come la squadra ha tenuto a livello fisico, ma anche dell’aspetto tattico e caratteriale. Siamo riusciti a ribaltare la gara al primo momento utile. 

Ho protestato per tutta la partita ed anche giustamente. Non entro nel merito degli episodi ma la conduzione della gara non mi è piaciuta. 

Prima pagina Gazzetta? Basta non leggere i giornali, io non me ne ero accorto. 

Gli ingressi sono stati tutti di alto livello. Provedel è entrato benissimo, Luis Alberto si è messo in un ruolo che non è suo e si è messo davanti la difesa e lo ha fatto molto bene. Hysaj l’ho visto in grande crescita, Vecino bene ma so che può fare ancora di più. Cancellieri mi ha sorpreso davvero tanto. 

Cancellieri sta facendo un percorso per fare anche un altro ruolo, ora non possiamo chiedergli tutto e subito. Se entra come oggi può fare benissimo l’attaccante centrale. A livello di movimenti ha un ottimo attacco della profondità innato. Vediamo e poi decidiamo se farà l’esterno o il centravanti. 

Lo scorso anno nella classifica dei ribaltamenti del risultato siamo stati una delle squadre migliori. Poi un carattere come quello di oggi l’ho visto raramente. Ora vediamo sulla continuità se siamo leoni oggi e domani torniamo gatti. 

Romagnoli ha chiuso la gara con un po’ di affaticamento ed era normale. A me piace perché è intelligente, ha delle letture importanti e questo sopperisce ad una piccola mancanza di velocità. Per me diventerà un punto di riferimento di questa difesa. 

È inutile parlare con Maximiano in questo momento, appena siamo entrati nello spogliatoio ha chiesto scusa a tutti. È un errore e ci può stare, dobbiamo accettarlo. Le scelte future non si baseranno su un singolo errore”. 

Leggi anche:   Lazio-Bologna, Sarri in conferenza stampa: " Se la Roma arrivasse seconda sarei molto deluso"
Seguici su Facebook!
Continua la Lettura

News

Lazio-Bologna | Ciro Immobile: ” Gol che pesava tantissimo…”

Published

on

lazio bologna immobile

Ciro Immobile sigla il gol della vittoria al 78esimo minuto di gioco e regala i primi 3 punti in Lazio-Bologna. Il capitano biancoceleste è intervenuto ai microfoni di Sky:

“Un gol che pesava tantissimo, meritavamo la vittoria, oggi non tanto per il gioco espresso ma per le difficoltà che abbiamo incontrato durante la partita e per le situazioni che si sono create. Questa squadra ha dimostrato grande carattere, quello che ci mancava per fare il salto di qualità e che ci ha sempre chiesto il mister. La gente meritava questo tipo di partita: lottare e avere fame di vittoria. Questo gol è per tutto il popolo laziale”.

Gli Obiettivi  “Crescere e migliorare. L’anno scorso siamo arrivati quinti nonostante le problematiche del cambio modulo. Quest’anno alibi zero, sono arrivati tanti giocatori, tutti forti che credono nel progetto. Li abbiamo fatti sentire a casa come sempre. Ci sono ottime potenzialità, manca solo il salto di qualità di cui parlavo prima”.

Capitano  “Faccio il mio lavoro dentro e fuori dal campo, poi ovvio che ognuno vuole giocatori forti e se qualcuno mi chiede qualcosa dico la mia, ma non voglio intromettermi in cose che ancora non fanno parte del mio ruolo, anche se non so cosa farò quando smetterò. Ci tenevo anche a fare il video per gli abbonamenti, abbiamo bisogno di questo, che la gente ci accompagni in casa e in trasferta”.

Leggi anche:   Lazio-Bologna | Manuel Lazzari: "Campionato particolare...."
Seguici su Facebook!
Continua la Lettura

News

Lazio-Bologna 2-1: una rimonta da urlo! Male Maximiano

Published

on

lazio bologna

Dura solamente 6 minuti la partita di Luis Maximiano che prende un rosso diretto per aver preso la palla con le mani fuori dall’area di rigore. Non ricordiamo una partita della Lazio dove debuttano i due portieri. Un ingenuità che lascia la compagine biancoceleste in 10 uomini per tutta la partita. Ma la differenza in campo con l’uomo in meno non si vede e la Lazio riesce a rendersi pericolosa con Ciro Immobile. AL 38esimo di gioco Mattia Zaccagni regala un rigore che porta in vantaggio il Bologna con Arnautovic.

Allo scadere del primo tempo cessa l’inferiorità numerica con l’ennesimo fallo di Soumaoro  che gli costa il doppio giallo.

Nel secondo tempo la Lazio stringe i denti e riprende il controllo del match. Bene Provedel in qualche occasione che salva il risultato ma soprattutto da notare un super Manuel Lazzari che provoca l’autogol di De Silvestri dopo una galoppata. Tutto il Bologna è in balia del terzino biancoceleste. Ci pensa poi Ciro Immobile al 79esimo e siglare il gol che vale i 3 punti.

LAZIO-BOLOGNA 2-1

Marcatore: 38′ rig. Arnautovic (B), 68′ aut. De Silvestri (L), 79′ Immobile (L)

LAZIO (4-3-3) – Maximiano; Lazzari (83′ Hysaj), Patric, Romagnoli, Marusic; Milinkovic (83′ Vecino), Cataldi (65′ Luis Alberto), Basic (8′ Provedel); Felipe Anderson (83′ Cancellieri), Immobile, Zaccagni. 

A disp.: Adamonis, Gila, Radu, Kamenovic, Marcos Antonio, Bertini, Romero, Moro. 

All.: Maurizio Sarri

BOLOGNA (3-5-2) – Skorupski; Soumaoro, Medel, Lykogiannis (64′ Kasius); De Silvestri, Dominguez (74′ Barrow), Schouten, Soriano (64′ Aebischer), Cambiaso (86′ Vignato); Sansone (46′ Bonifazi), Arnautovic.

A disp.: Bardi, Bagnolini, Angeli, Orsolini, Raimondo, Motolese, Amey, Urbanski, Mbaye.

All.: Sinisa Mihajlovic

Arbitro: Luca Massimi (sez. Termoli)

Assistenti: De Meo – Scarpa

IV uomo: Pezzuto 

V.A.R.: Ghersini 

A.V.A.R.: Lo Cicero 

NOTE. Ammoniti: 23′ Sansone (B), 38′ Arnautovic (B), 40′ Soumaoro (B), 53′ Cambiaso (B), 58′ Sarri (L). 71′ Lazzari (L), 86′ Aebischer (B), 90′ Immobile (L)

Espulsi: 6′ Luis Maximiano (L), 45’+4′ Soumaro (B)

Recupero: 5′ pt, 6′ st

Serie A TIM | 1ª giornata

Domenica 14 agosto 2022, ore 18:30

Stadio Olimpico, Roma

Leggi anche:   Lazio: ecco la lista dei giocatori depositati, Acerbi e Akpa In
Seguici su Facebook!
Continua la Lettura

Post In Tendenza

Copyright © 2021 Since1900.it, powered by Alemanno Luca Design