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Qualcuno vi dirà che…

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Questo articolo è dedicato alla nuova generazione di tifosi Laziali, perchè la storia, quella reale e documentata, è la miglior risposta possibile alle falsità revisioniste elaborate dai tifosi dell’as roma. 

Qualcuno vi dirà che la Lazio, seppur fondata nel 1900, iniziò a giocare a calcio solamente dal 1910, in quanto fino ad allora società esclusivamente dedita ad attività podistiche. Vero che la Lazio fu fondata come podistica ma falso che iniziò a dare calci al pallone dieci anni dopo la sua fondazione. La storia, quella vera, racconta che la Lazio, dal 9 Gennaio 1900, crebbe rapidamente tanto che già nel primo anno di vita, oltre allo sport pedestre, si praticava il nuoto, il canottaggio e la ginnastica. Poi, nella nuova sede di via Valadier 6, nel gennaio del 1901 si presentò un certo Bruto Seghettini, membro del Racing Club Parigi, con in mano una sfera di cuoio: il primo pallone da football visto a Roma.

Seghettini evangelizzò i pionieri Laziali che diventarono i depositari del nuovo gioco, cominciò così anche nella città eterna, grazie alla Lazio, la pratica del calcio o football; tuttavia i Biancocelesti, essendo la prima società a Roma a praticare il gioco nato in Inghilterra, furono inizialmente costretti a sfidare… se stessi, oppure a giocare partite in Piazza d’Armi, dove i propri atleti erano soliti allenarsi, contro squadre di militari o preti in servizio nella capitale. I primi scampoli di calcio a Roma si ebbero durante i ‘Ludi Romani’ (manifestazione di varie discipline sportive indetta in onore del nuovo secolo) all’inizio del 1901. Proprio durante questa rassegna sportiva, il 28 gennaio 1901, si svolse il primo torneo di football a Roma; a sfidarsi furono la Lazio, il Veloce Club ed il Forza e Coraggio (due club dediti ad altre discipline), che proprio dai Laziali ed in particolare da Seghettini appresero per la prima volta le sommarie regole del nuovo gioco. Teatro della disputa fu il Motovelodromo Salario (via Isonzo). Va specificato anche che nel novembre 1901, per divulgare la pratica del football e le regole e trovare così avversari, la Lazio organizzò un sorta di accademia del football, con la collaborazione di altri clubs quali la Ginnastica Roma, lo Sporting Club e la Forza e Coraggio. Dopo quella prima volta dei Ludi Romani seguirono tante altre sfide occasionali al campo di Piazza D’Armi, che per circa dieci anni ospitò le partite ‘Lazio contro tutti’, situato da Viale Angelico e Viale delle Milizie, grosso modo nell’odierna area di P.zza Mazzini/P.zzale Clodio. A Piazza d’Armi ebbe luogo anche il primo derby della storia del calcio romano, giocato contro la Virtus (e vinto dalla Lazio 3 a 0), che poi altro non era che una squadra scissionista della Lazio stessa.
Alla Lazio, oltre al calcio, si deve la diffusione di un’altra nota attività sportiva sportiva: il rugby. Fu infatti proprio la società Biancoceleste a divulgarla tra i Romani a partire dal 1928.
La revisione di parte giallorossa sostiene che la Lazio istituì la sezione football nel 1910 e per questo non è quindi da considerarsi il club che ha introdotto il calcio a Roma. La verità, che la propaganda giallorossa omette volutamente, è che la Lazio istituì la sezione 10 anni dopo la sua fondazione, pur giocando regolamente al gioco del calcio dal gennaio 1901, per un motivo ben preciso e storico. Nel 1910 infatti, l’Antica Federazione Italiana del Football, si riorganizzò cambiando la denominazione in FIGC, chiedendo, per l’affiliazione ufficiale, di creare una sezione preposta ai clubs che non l’avessero ancora regolarizzata, pur avendola. La Lazio era uno di quei club che non l’aveva e a quel punto l’istituì per l’affiliazione alla Federazione. Questo non toglie di certo alla Lazio la paternità di aver divulgato il calcio tra i Romani, fatto certificato alle cronache dei giornali dell’epoca, da documenti ancora oggi visibili e dai racconti di chi c’era.

Qualcuno vi dirà che: allora perchè se la Lazio fu la prima a giocare il calcio a Roma non prese il nome della città ma quello della regione? Questa domanda è il fondamento primario della teoria romanista atta a screditare l’abbinamento Roma Urbe – SS Lazio. La risposta però è semplicissima: il 9 gennaio del 1900 a Roma, in Lungotevere all’altezza di Ponte Margherita, su una panchina di fronte a Piazza della Libertà nell’allora rione Prati, il romano Luigi Bigiarelli e otto suoi amici (in realtà erano di più) diedero vita ad una nuova società pedestre. La prima decisione da prendere era ovviamente il nome da dare alla nuova società. Per non creare confusione con la già esistente Società Ginnastica Roma si pensò a qualcosa di più grande di Roma, dove però Roma stessa fosse inglobata.

Si scelse LAZIO, in quanto il nome derivava dall’antico Latium Vetus, la zona dove nacque la città che secoli prima sottomise il mondo allora conosciuto. Per gli accusatori di fede giallorossa che ricordano che l’as roma porta il nome dell’Urbe rimembriamo un aspetto storico di quel tempo in materia di nomi, spesso votato all’uso di termini di tipo didascalico; dopo la Lazio, furono fondate moltissime società romane con nomi tutt’altro che identificabili con la città, quali, solo per citarne alcuni: Ardor, Audace, Esperia, Fortitudo, Libertas, Spes, Virtus, Vittoria, Fulgur, Juventus ecc. Ciò dimostra palesemente che dopo la Lazio, nessuno scelse di adottare un nome direttamente associabile a quello della città, anche per motivi strettamente legati alle forti rivalità rionali di Roma (che qui non spiegheremo per ovvie ragioni). Questo è quindi il motivo storico per cui, nel 1927 (ben 27 anni dopo la nascita del football nella capitale e decine e decine di clubs calcistici fondati) il nome roma fosse ancora ‘disponibile’ per l’idea politico-sportiva dell’abruzzese Foschi.
Come simbolo la Lazio scelse l’Aquila, riconducibile al vessillo storico delle legioni romane dell’antico impero. Se pensiamo che una delle massime più conosciute del leggendario Giulio Cesare era:” L’Aquila per ogni legione ed ogni legione per l’Aquila”, quale simbolo più idoneo per rappresentare Roma? D’ispirazione romana e latina anche il motto scelto da Bigiarelli e compagni: Concordia Parvae Res Crescunt (Nella concordia le piccole cose crescono), estrapolato dall’opera Bellum Iugurthinum di Gaio Sallustio Crispo, storico romano e senatore della Repubblica Romana (86 a.c – 34 a.c.). Altra spiccata peculiarità romana fu il fatto che la Lazio, già dal 1906, prese casa nel cuore della centralissima Villa Borghese, nella casina dell’Uccelliera.
Più Romani di così!
Qualcuno vi dirà che il primo simbolo della Lazio non fu l’Aquila ispirata all’impero di Roma ma un bufalo. Falso. La leggenda creata per convenienza deriva dal fatto che, nel 1928 Carlin (Carlo Bergoglio) pubblicò sull’intera prima pagina del Guerin Sportivo una sua personale “Araldica dei Calci”: inventò, su iniziativa del tutto autonoma, uno stemma per ogni squadra di calcio raffigurandolo con un animale, senza interpellare direttamente i clubs. Nacquero così la zebra della Juve, la gallina e il galletto di Padova e Bari, il canarino di Modena, l’orso dell’Alessandria. Carlin per le sue creazioni si rifaceva a tradizionali simboli cittadini (per esempio la leonessa di Brescia) oppure a immagini suggerite dal “carattere” della squadra. Non tutte le invenzioni furono accettate dai lettori del Guerino, tantomeno da quelle società che uno stemma già lo possedevano (vedi appunto la Lazio).
I fiorentini ad esempio non accettarono mai il grillo proposto da Carlin. Così fu per i Laziali, cui Carlin proponeva un bufalo (non certo rifacendosi alla città). Perché proprio questo animale? La risposta della revisione giallorossa è scontata ma ovviamente falsa. “Chi meglio di un bufalo è adatto a rappresentare la Lazio?”, chiedeva Carlin, alludendo all’ irruenza, alla capacità di travolgere, alla potenza della squadra Biancoceleste di quel periodo (non quindi al fatto di essere di origine extra cittadina come sostengono i romanisti). La società Biancoceleste e i tifosi Laziali non presero in considerazione il bufalo neanche un secondo, semplicemente perchè avevano un simbolo dal 1900 (comprovato anche da un’intestazione ufficiale della Podistica Lazio con l’Aquila, risalente ai primi anni del Novecento).
Qualcuno vi dirà che la prova che il primo simbolo della SS Lazio non è l’Aquila è nell’album figurine dei calciatori Panini annata 1963/64. In quella stagione lo scudo di rappresentanza della società Biancoceleste fu ‘stranamente’ raffigurato da una contadina (detta anche la ‘ciociara’). Ciò ha tuttavia una spiegazione semplice e ben precisa. Quella con la ‘ciociara’ fu la prima figurina di serie A dedicata al simbolo della Lazio dalla Panini (le figurine calciatori furono inaugurate dal 1961), in quanto nei due anni precedenti (1961/62 e 1962/63) il club romano disputava la serie B. L’equivoco fu che la Lazio non comunicò ufficialmente il simbolo storico del 1900 (l’Aquila) alla casa modenese e la stessa Panini decise quindi autonomamente di raffigurare un simbolo fittizio abbinando la SS Lazio alla regione Lazio, scegliendo così una figura tipica regionale. All’epoca inoltre i simboli non erano ancora presenti sulle maglie da gioco come oggi e ciò ha dato fondamento a qualche tifoso giallorosso di rimarcare che quello del 1963/64 è il reale simbolo, non romano, della Lazio. Niente di più falso, anche perchè l’Aquila, come già spiegato per la storia del bufalo, è ben presente e radicata nel club Biancoceleste già dai primi anni del Novecento, con tanto di documenti storici dimostrabili dalla Polisportiva. Inoltre, per eliminare definitivamente l’equivoco della ‘ciociara’, l’anno successivo la SS Lazio comunicò alla Panini di considerare unicamente il simbolo dell’Aquila, che infatti dal 1964/65 è annualmente riprodotta nelle celebri figurine dei calciatori.
Qualcuno vi dirà che: come fanno i Laziali ad essere certi che la Lazio è nata proprio il 9 Gennaio 1900 e non in un altro giorno o mese o addirittura anno? Anche qui la risposta è semplice: la certezza sulla data di fondazione (che invece l’as roma non ha) è inequivocabile ed è dimostrabile storicamente da un trafiletto apparso il 10 Gennaio 1900 sul quotidiano Il Messaggero, all’epoca già uno dei più importanti quotidiani nazionali. A rafforzare la certezza della data di nascita della Lazio esiste anche lo statuto redatto ed approvato dai soci il 13 gennaio 1900 (con 21 regole) ed un altro articolo di giornale redatto dalla Gazzetta dello Sport il 15 gennaio 1900. Tutti documenti ancora oggi visibili e verificabili.
Qualcuno vi dirà che: “Chi è nato a Roma è romanista. I Laziali so quelli de fori le mura, che ce porteno l’ove fresche e le ricotte, e quanno arriveno in città, alzano la testa e dicono: “Guarda ‘nmbò che cielo limbido!” (Alberto Sordi, 1982). Dicendo ciò Albertone, che rimane un uomo inimitabile, regalò alla tifoseria giallorossa uno sfottò e nulla più. Si perché il grande attore sapeva bene che un’altra persona, che non era romanista ma Laziale, era forse più ‘Romano’ di quanto lo fosse lui. Di chi parliamo? Di Carlo Alberti Salustri, meglio conosciuto come Trilussa, che cominciò a seguire le gesta della SS Lazio quando l’as roma ancora non era stata fondata… Potremmo fermarci qui e tanto basterebbe…
Tuttavia spingiamoci oltre, ricordando innanzitutto che la Lazio fu fondata da un romano, l’as roma no. La storia della Lazio, basta documentarsi, è intrisa di romanità pura (personaggi, sedi, tifosi celebri, luoghi, campi, aneddoti). Solo citandone alcuni (Trilussa l’abbiamo già menzionato), basta ricordare che tifosi Laziali erano: Anna Magnani (spesso si faceva fotografare con i giocatori Biancocelesti per scopi benefici), Mario Riva (per i più giovani quello del Musichiere, fu anche consigliere d’amministrazione della Lazio), Elena Fabrizi (si proprio lei, la Sora Lella. Nel suo famoso ristorante, dietro la cassa, c’era sempre un quadro con un poster incorniciato della Lazio), Mario Brega (Lazialissimo cosììì! nonostante i tanti ripetuti tentativi di associarlo all’as roma), Sandro Ciotti (anche ex giocatore Biancoceleste, del quale anche per l’appartenenza Laziale della famiglia Ciotti, Trilussa fu padrino di battesimo)…
I romanisti amano raccontare quello che gli fa piacere sentire, anche appropriandosi, voracemente, di simboli e vessilli dell’antica Roma, spesso avallati dalla stessa propaganda mediatica. Dimenticano però, o meglio fanno finta di non ricordare, che l’as roma è stata fondata da un abruzzese nel 1927 (per imposizione del regime) e che l’origine del tifo giallorosso affonda le sue radici nel ventennio fascista quando, verso la Capitale, ebbe sviluppo il massiccio insediamento demografico dalle regioni del centro-sud Italia. Ciò è dimostrabile anche oggi, in quanto se è vero che molti tifosi della Lazio sono si romani de Roma ma anche della regione Lazio (il che a nostro parere è tutt’altro che un disonore), è vero anche che molti tifosi giallorossi sono si romani o della regione Lazio (vedi  i roma club Frosinone, Rieti ecc.) ma anche e soprattutto di origine calabrese, pugliese, campana, molisana, siciliana e in alcuni casi anche sarda. Questo non è attribuibile storicamente ai tifosi della Lazio, che scelgono la Lazio per appartenza storica e familiare, seguendo uno stile ben definito e totalmente differente da quello dei tifosi giallorossi, che spesso scelgono per moda, spirito di emulazione e ricerca d’integrazione alla massa. Ciò spiega anche perchè i romanisti sono considerati molti di più rispetto ai Laziali.
E’ la storia a parlare… A differenza della SS Lazio, nata spontaneamente per un ideale sportivo senza imposizioni politiche, l’as roma fu fondata per esser assegnata ad una massa di nuovi tifosi già esistenti, tutt’altro che romani ed in gran parte emigranti meridionali. Si perchè a cavallo delle due guerre mondiali la popolazione romana, causa i flussi migratori dal sud dell’Italia, cominciò a cambiare radicalmente e gli ultimi arrivati iniziarono a tifare per il nuovo football club creato nel 1927 in nome della propaganda del partito nazionale fascista. In fondo quale miglior modo di aggregare la massa al partito se non il calcio? La popolazione di Roma passò di conseguenza da 400mila unità a quasi 2 milioni. Proprio per i motivi storici descritti, la SS Lazio 1900 rimane ad oggi la prima ed unica sopravvissuta (grazie al gen. Vaccaro) del folto gruppo di società calcistiche create nei primi anni del Novecento dai veri Romani di sette generazioni. Verosimile anche pensare che con l’avvento della proprietà americana assoldata dal gruppo bancario Unicredit, l’as roma diventerà sempre più un ‘prodotto’ da esportazione e sempre meno riconducibile alla città di Roma, del quale porta il nome ma non il dna.
Qualcuno vi dirà che il Football Club Roman giocò al gioco del calcio (a carattere episodico) prima della Lazio. Essendo il Roman uno dei clubs che diedero origine alla fusione che generò l’as roma 1927 alcuni romanisti, sempre per convenienza, amano affermare che, per continuità storica, l’as roma ha quindi iniziato prima della Lazio. Niente di più falso. 1) Non esistono prove che il Roman organizzò partite prime della Lazio. 2) Il Roman ebbe una propria vita sportiva autonoma documentata (nonchè tifosi) e ben distinta prima del 1927, non attribuibile alla futura as roma, fondata ex novo da Italo Foschi. 3). La sezione calcistica del Roman fu istituita, secondo fonti autorevoli ed articoli di quotidiani dell’epoca, solamente nel 1903. La Lazio, pur istituendo la sezione football solamente nel 1910 per i motivi già descritti all’inizio di questo articolo, giocava al calcio già da due anni 4) E’ lo stesso comune di Roma a riconoscere, ufficialmente, la Lazio come polisportiva più antica della capitale, includendo quindi anche le attività calcistiche.
Qualcuno vi dirà che la Società Ginnastica Roma svolse attività calcistiche ben prima della Lazio essendo stata fondata nel 1890. Niente di più falso perchè i dati e le informazioni storiche esistenti ci dicono chiaramente che la Ginnastica Roma si dedicò esclusivamente ad attività ginniche (è lo stesso libro del centenario della SGR a riportare attività calcistiche solamente dal 1921). Chiunque sostiene (su internet o altrove) che la Lazio non sia stata la prima a giocare ed introdurre il football a Roma dice il falso, non avendo documenti e quindi prove che possano dimostrarlo, ma solamente dati sommari, poco chiari, spesso contraddittori o totali invenzioni.
Qualcuno vi dirà che la prima squadra di Roma a retrocedere in serie B fu la Lazio nel 1926-27. Falso: non era la serie A a girone unico ma gironi plurimi con suddivisione geografica precedenti l’era della serie A con referente la FIGC. Era infatti la 1ª Divisione Laziale 1925-26. La prima a retrocedere in serie B nei campionati di serie A fu l’as roma nel campionato 1950/51. La prima retrocessione dei Biancocelesti invece risale alla stagione 1960/61, quindi dieci anni dopo i giallorossi.
Qualcuno vi dirà che: l’as roma ha vinto un titolo europeo prima della Lazio. Niente di più falso perchè i giallorossi hanno vinto un trofeo (la Coppa delle Fiere) mai organizzato e riconosciuto dalla Uefa. Falso (è l’organismo Uefa a dirlo), è anche che la Coppa delle Fiere (competizione estinta ad inviti) sia comunque l’antenata della coppa Uefa, ora Europa League (ciò riconoscerebbe quindi, secondo la revisione storica giallorossa, una coppa Uefa in bacheca). Vero è che la SS Lazio è stata la prima squadra di Roma ad imporsi in competizioni ufficiali Europee organizzate dalla Uefa ed in ben due occasioni: nel 1999, vincendo ‘ultima edizione della Coppa delle Coppe e, sempre nel 1999, la Supercoppa Europea contro il Manchester United.
Qualcuno vi dirà che: il primo derby cittadino è stato vinto dalla as roma. Vero se si considera il derby dell’8 dicembre 1929, falso se consideriamo che la Lazio, prima del 1929 giocò e vinse decine e decine di derby cittadini contro diversi clubs romani, alcuni dei quali confluirono proprio nell’associazione sportiva roma sorta in data ignota nel 1927. Nessun dubbio invece sul record assoluto di derby vinti in una sola stagione, appartenente alla SS Lazio: 4 derby vinti su 4 (2 di campionato e 2 di coppa Italia) nell’annata 1997/98.
Qualcuno vi dirà che: la SS Lazio ha subito una delle più eclatanti sconfitte europee riportate da un club italiano (6 a 0). Vero, tuttavia va specificato per i romanisti a corto di memoria storica che, a differenza di Ferencvaros-as roma 8-0 conseguito al 90° minuto, Lens-Lazio 6-0 fu il risultato finale solamente dopo i tempi supplementari (i regolamentari terminarono infatti 2 a 0 per i francesi). Ricordiamo inoltre che l’as roma detiene, attualmente, l’umiliante record della peggior sconfitta nella storia della Champions League (per gare di quarti di finale), conseguito dopo il celebre Manchester United – as roma 7 – 1.
Qualcuno vi dirà che: i Laziali hanno tifato contro la propria squadra in Lazio – Inter del 02 Maggio 2010, per danneggiare la corsa al titolo di campione d’Italia dell’as roma. Peccato che la coerenza e l’onestà intellettuale non siano parte integrante della tifoseria giallorossa; la storia racconta casi identici e documentati in cui i sostenitori giallorossi si comportarono in egual misura (ma allora non c’erano le mille telecamere di Sky Sport), in partite tutte antecedenti al 2010 e a danno anche di altre squadre oltre alla Lazio. Basta infatti guardarsi i filmati e le cronache di as roma-Juventus del 20 maggio 1972, di as roma-Ascoli del 1976 e di as roma-Udinese del 1993. A ciò aggiungiamoci anche la plateale apparizione televisiva del tifoso giallorosso Claudio Amendola, capace di indossare, nel 1999, la maglia del Milan nel momento in cui i rossoneri duellavano con la Lazio per lo scudetto.
Ed infine qualcuno vi dirà che: la Lazio non è un club di Roma perchè si allena e ha la sede a Formello, che è provincia di Roma essendo un comune indipendente. Ciò ‘autorizza’ i tifosi giallorossi, impropriamente, a chiamare i biancocelesti SS Formellese, rafforzando, ironicamente, il concetto di non romanità. Vero che Formello è un comune, fuori dal raccordo anulare, ma basta una sede di un centro di allenamento a rendere un club di Roma o no, o la sua origine e storia documentata? Quindi, secondo questo ragionamento, si dovrebbe dire che l’Inter non è un club di Milano perchè si allena ad Appiano Gentile, in provincia di Como, il Milan anche perchè si allena a Milanello, in zona Varese a 50 km da Milano e così anche la Juventus, che non sarebbe di Torino perchè si prepara settimanalmente nel comune di Vinovo… Inoltre, se vogliamo analizzare meglio questo futile sfottò da bar dello sport tanto caro alle nuove generazioni giallorosse, l’as roma si allena e ha la sede non esattamente al centro di Roma, ma al centro Fulvio Bernardini di Trigoria (vedi qui), frazione di Roma, situata in zona Z.XXVI Castel di Decima. Appartenente si al territorio del Municipio Roma XII ma tuttavia fuori dal Raccordo Anulare, così come Formello.
Una curiosità che sintetizza il concetto: quanto dista il centro sportivo di Formello dal Vaticano (piazza San Pietro)? Circa 28,4 Km con la ss Cassia bis e circa 30Km con il Raccordo Anulare. Sapete quanto dista il centro sportivo di Trigoria sempre dal Vaticano (piazza San Pietro)? Circa 24,1 Km con la Sp Laurentina ma anche circa 29,7 Km con il Raccordo Anulare. Praticamente distanze quasi identiche… Chi conosce veramente la città di Roma comprenderà di cosa parliamo…
In conclusione tante e tante falsità, revisioni storiche create o modificate ad arte nel tentativo di sovvertire la vera storia e cioè che la prima squadra di calcio fondata a Roma è la Lazio 1900, l’unica vera squadra dalle origini ben definite e con il dna Romano. «La Lazio è altro. La Lazio non proviene da: la Lazio è. Prima è nata la Lazio: i tifosi sono venuti dopo. Per altri, c’erano tifosi e gli è stata data una squadra da tifare»   Gen.Giorgio Vaccaro
LA STORIA NON SI CAMBIA PER CONVENIENZA…

scritto da C.Aquila

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EditoriAle

Maurizio Sarri ha figli ed è sposato, quello che non sai sul tecnico

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Parliamo un po’ di gossip su Maurizio Sarri. Il tecnico biancoceleste è tutt’altro che social e nelle interviste non ha mai parlato della sua vita privata. Molti curiosi del web hanno spesso cercato su google: Maurizio Sarri quanti figli ha? Maurizio Sarri è sposato?

La risposta è si. Il toscano come tutti gli esseri umani si è creato una bellissima famiglia e si è laureato. Nato a Napoli il 10 Gennaio 1959 ma adottato dal comune toscano di Figline Valdarno, risulta uno dei tecnici più prolifici nella storia della Serie A.

Il suo mondo prima del calcio era tutt’altro. Un semplice impiegato di banca con mansioni importanti e rapporti con istituti di credito esteri.

Maurizio Sarri laureato con moglie e figli

Oltre alla passione del Fumo, conosciuto come una persona che ha sempre la sigaretta in bocca, il tecnico toscano proviene da una politica quasi estrema di sinistra con uno zio che all’epoca era un partigiano ( Goffredo Sarri ).

La sua vita oltre che con il pallone, la condivide con sua moglie Marina. Anche se i due si tengono lontani dal gossip, qualche curiosità privata l’abbiamo trovata.

Maurizio Sarri quanti figli ha? Dall’unione con sua moglie nasce solamente un figlio Nicolè Sarri che insieme a sua madre, guidano un’azienda a Matassino al confine tra Firenze e Arezzo.

La famiglia Sarri non ama molto i riflettori, come si può anche intravedere dalle interviste che rilascia il tecnico biancoceleste. Sia la moglie che il figlio riescono sempre a dribblare il gossip, con la compagna specialmente che ha dichiarato in passato di non aver mai seguito il marito allo Stadio. Anche quando il tecnico era in Inghilterra, la moglie ha preferito seguire l’azienda di famiglia e solamente nei tre anni a Napoli ha scelto lei in prima persona la casa dove hanno convissuto in quel periodo calcistico partenopeo.

Laurea e passione

Il tecnico deposita la sua tesina nella stagione 2006-2007, quando il tecnico subentro ad Antonio Conte sulla panchina dell’Arezzo. Sicuramente un grande salto dalle squadrette fino al calcio internazionale con tanto di titoli prestigiosi, calcolando che l’allenatore è un fan del ciclismo e non ha mai giocato nel calcio sul campo.

Il tecnico si diploma nel 2006 al Centro Tecnico di Coverciano nel 2006 con la tesi ” La preparazione settimanale della Partita. Navigando sul web, l’abbiamo trovata, 42 pagine di un pdf che troverete qui sotto.

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Calciomercato Lazio

Strakosha-Mancheste United, accordo vicino?

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Arrivano notizie di calciomercato extra Lazio per Thomas Strakosha. Si era parlato di un ritorno clamoroso tra i pali biancocelesti vista l’assenza in porta per Maurizio Sari ma così non sarà. Il portiere albanese, dopo un addio con la società biancoceleste alquanto doloroso visti i suoi anni nella Capitale, sarebbe vicino ad un accordo con un top Club inglese.

Il classe 1994 sembrava vicono al Fullham con il Nottingham che ha provato ad inserirsi. Su di lui era piombato anche il Chelsea ma da Londra arrivano notizie su un accordo vicino con il Manchester United. L’estremo difensore potrebbe firmare con i Red Devils e andrebbe a fare il secondo di De Gea vista la partenza di Dean Henderson. Sembrerebbe che Geoff Peters abbia lanciato l’indiscrezione che parla di una trattativa avanzata tra gli agenti di Thomas ed il clun inglese. Una trattativa che sembrerebbe essere in fase di chiusura.

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Focus

Tatuaggi Ciro Immobile: una passione con tanti significati precisi

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I Tatuaggi di Ciro Immobile

Ciro Immobile, come la gran parte dei giocatori professionisti, ha una passione per i tatuaggi e non passano inosservati quando viene inquadrato dalle telecamere e dai social. Il più eclatante è quello del ritratto della moglie Jessica sull’avambraccio destro. Un chiaro segno di amore che non lascia dubbi sul significato. Sullo stesso braccio, il capitano biancoceleste ha tatuato anche due mani congiunte con un rosario tra le dita. Un chiaro segno di cristianità con molta devozione a Dio. Poco più in là non poteva mancare il numero 17, quello che porta sulle spalle da quasi tutta la carriera e che lo considera il suo numero portafortuna. E ancora sullo stesso braccio, sempre in ambito calcistico, troviamo uno scarpino da Calcio. Quest’ultimo è molto comune nei giocatori che vivono di questo sport a prescindere dalla categoria ma presumiamo che questa sia la Scarpa D’Oro vinta.

Poco più su del numero fortunato, non poteva mancare il ritratto di suo figlio Mattia. Completa il braccio, la scritta Life, ovvero Vita.

Ciro Immobile tatuaggi con un senso ben preciso. I suoi valori da buon partenopeo e non solo, sono proprio concentrati sulla famiglia. Il più famoso tatuaggio che porta sul cuore è la famiglia stilizzata a cartone, con Jessica, lui e le due figlie: Michela e Giorgia.Famiglia, dove inizia la vita e l’amore non finisce mai “.

Sul fianco sinistro invece troviamo una scena molto tenera dove si vede un bambino ed un adulto che giocano a pallone sulla spiaggia, in riva al mare con il Vesuvio a completare il panorama. Un autoritratto della sua infanzia con la sua terra e la passione che lo ha portato a grandi livelli.

Sul braccio sinistro invece troviamo uno dei primi tatuaggi di Ciro Immobile. Ovvero un ritratto della primogenita. Nella parte interna invece, contornata da due fiori si è tatuato la frase: La rinuncia è l’eroismo della mediocrità”.

Completa il braccio sinistro una frase dedicata sempre alla moglie JessicaOvunque tu sarai, io sarò ” Jessica.

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