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Perea sogna la Colombia :” Penso alla Nazionale “

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PEREALa prima gioia in Serie A era arrivata contro l’Atalanta, in Europa League, invece, si era limitato a sfornare due assist contro il Trabzonspor. Brayan Perea ha scelto il Legia Varsavia per la sua prima rete nella competizione europea: un colpo di testa da vero bomber, facilitato anche dalla marcatura tutt’altro che irresistibile del suo diretto avversario. “Lucas Biglia mi ha fatto un grande assist – racconta il colombiano ai microfoni dicaracol.com – Ho controllato il pallone con la testa e poi ho finalizzato sempre con la testa, realizzando il primo gol della partita”.

Quella dell’ex Deportivo Cali, è stata la rete che ha sbloccato il risultato e che ha dato al via alla vittoria in trasferta dei biancocelesti. Ma il numero 34 capitolino non vuole fermarsi qui, sono ancora tanti i trucchi del mestiere da apprendere con cura e dedizione: “I compagni e lo staff tecnico mi hanno aiutato per adattarmi al calcio italiano, sono molto contento. Quello italiano è un campionato molto tattico, dove si corre molto. La parte fisica è altrettanto importante per imporsi qui. Sto acquistando sempre più confidenza, deriva dal fatto che sto lavorando bene” .

Poi sugli altri colombiani del campionato italiano: “Li sento spesso. Ho l’opportunità di sentire Ibarbo e ci scambiamo qualche consiglio”.

Dall’Europa League al campionato, Brayan si proietta alla sfida contro il Napoli: “Sarà una partita complicata, loro hanno tanti giocatori di valore. Noi non abbiamo ben figurato contro la Samp, ma dopo la gara di coppa abbiamo ripreso un po’ di coraggio”.

Infine una battuta sulla Nazionale, sempre nei pensieri del Coco: “Spero sempre nella chiamata della Nazionale. L’importante è lavorare con serietà, umiltà e il massimo impegno per poi sperare che mi diano un’opportunità”.  

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Qatar 2022, Vecino conquista la chiamata in Nazionale!

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vecino qatar2022

Da scarto dell’Inter a pedina quasi fondamentale della Lazio, Mattia Vecino non delude mister Sarri alla faccia di Simone Inzaghi che lo scartò dai neroazzurri. L’uruguagio, grazie alle sue prestazioni con la maglia biancoceleste, attira ancora una volta gli occhi del CT Diego Alonso. Il centrocampista biancoceleste farà parte della rosa dell’Uruguay che partirà per il mondiale Qatar2022. Ecco i convocati:

PORTIERI: Muslera, Rochet, Sosa, De Amores, Mele, Olveira.

DIFENSORI: Gimenez, Coates, Godin, M.Caceres, S. Caceres, Rogel, Cabrera, Mendez, Bueno, Alvarez, Araujo, D.Suarez, Varela, Pereira, Rodriguez, Gonzalez, Olivera, Vina, Piquerez, Espino, Olaza.

CENTROCAMPISTI: Torreira, Ugarte, Arambarri, Vecino, Bentancur, Valverde, Gorriaran, Carballo, C.Araujo, Diaz, Pellistri, Canobbio, Rossi, Ocampos, Torres, De La Cruz, De Arrascaeta, M.Araujo.

ATTACCANTI: Suarez, Cavani, Nunez, M.Gomez, Satriano, Alvarez, Rodriguez, Lopez, Borbas.

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Immobile, Mancini conferma in conferenza stampa: “Ha voluto provarci, ma non poteva rischiare…”

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Nessun complotto, nessuno scandalo. Il forfait di Ciro Immobile ha fatto parlare molto i tifosi italiani e la stampa nazionale durante la giornata odierna. Non c’è nessuno “giallo” e a confermarlo è proprio il CT degli azzurri Roberto Mancini in conferenza stampa:

La dichiarazione di Mancini

Abbiamo provato e lui è stato bravissimo a stare con noi. Poi stamattina abbiamo deciso di lasciarlo a casa perché non valeva la pena correre il rischio, diventava troppo pericoloso. Dispiaceva a lui e a noi. Ciro sarebbe rimasto volentieri, è rimasto con noi anche durante la prima partita. Ha voluto provarci, ma non poteva rischiare. Sapevamo che sarebbe stata difficile. Non stava malissimo, lui voleva recuperare ma si è allenato pochissimo e non è stato così semplice. Il Prof stamattina ha controllato e abbiamo deciso così, non si allenava da tre giorni. Ci siamo sentiti quando sono arrivato a Milano ma era una cosa di cui si era già discusso in questi giorni.”

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Ciro Immobile da Coverciano: ” Scudetto? Ho un pensiero fisso ogni anno…”

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Ciro Immobile torna a vestire la maglia dell’Italia con la convocazione arrivata da Roberto Mancini. Il Capitano biancoceleste risponde alle domande dei presenti che non hanno mirato l’arco solamente sulla Nazionale ma anche sul suo presunto ritiro e la Lazio.

Dobbiamo mettere un freno. Ho capito che non potevano essere gli altri a decidere del mio ritiro. Grazie anche al club ho deciso che avevo ancora tanto da dare. Il Mondiale è lontano, l’età avanza certo, ma se la mia condizione sarà questa so che potrò dare ancora qualcosa”

Ritiro dalla Nazionale

Per la delusione dovuta alla mancata qualificazione al Mondiale e per le critiche molto forti. Sono due cose che ti segnano. Io, però, col passare delle settimane ho capito che non potevano essere gli altri a decidere del mio cammino, a decidere il ritiro al posto mio. Ovvio, queste cose ti segnano, ti fanno pensare. Chi mi ha convinto? Io credo Mancini non abbia mai avuto il dubbio sul mio ritiro, ne ho parlato molto con la mia famiglia e alla fine ho deciso di continuare”

Giovani Nazionali

Scamacca, Pellegri, Pinamonti… Raspadori ha fatto già l’Europeo con noi e lo valuto già un mezzo veterano. Gianluca ha deciso di andare in Premier, una scelta difficile e bisogna dargli tempo. Devono segnare col club per poi avere fiducia anche in Nazionale”

Leader

“Leader? Sì e mi sento anche in dovere di dare qualcosa al gruppo, fuori e dentro al campo. E’ ciò che mi porto dietro. Sta avvenendo questo cambio generazionale con tanti giovani e il calcio italiano ha bisogno di qualcosa in più, deve ripartire da noi. Ringrazio il mister per le parole. Io ho fatto la gavetta e i giovani di oggi devono iniziare a fare quello, io sono partito dal Sorrento e ho fatto tutta la trafila. Oggi vista la pressione sui giovani si velocizza questo percorso e non gli si dà tempo di crescere. Dobbiamo dare ai giovani tempo e modo di potersi esprimere, probabilmente nel club è un po’ più semplice. Dobbiamo avere un po’ più di pazienza”

Gol mancanti con la Nazionale

Sul modulo dico che per me non cambia nulla, qualsiasi sia la scelta del mister per me va più che bene. Sulla prima domanda, me lo chiedo quasi tutti i giorni… Perché segno meno? Forse alla Lazio ho più margine di errore e fa rosicare il fatto che ho vinto 4 classifiche marcatori e poi con la Nazionale segno meno. Me lo chiedo tutti i giorni proprio perché voglio sempre migliorare e dare il massimo, a volte voler strafare ti porta a fare grosse cavolate”

Le Critiche

Le critiche sui social? So che fanno parte del nostro mondo. L’occhio ogni tanto va a finire li, ma bisogna essere equilibrati nelle decisioni. Ci sono state critiche non solo per me ma per tutti. Un limite alle critiche social? È un mondo meraviglioso, ma alle volte ti distrugge nel vero senso della parola. Bisogna essere un po’ più equilibrati nei giudizi. Quello ad esempio che è successo al Leone (Acerbi) è andato oltre”

La Fiducia

“Io ho sempre sentito la fiducia. Non mi hanno dato tanto fastidio le critiche, ma essere accreditato come l’attaccante per la mancata qualificazione al Mondiale e non quello della vittoria dell’Europeo. Questa diversità di vedute non mi è piaciuta, fa un po’ ridere, ma si accetta anche questo e si va avanti”

La Lazio

Siamo in una buona posizione in classifica, abbiamo perso qualche punto ma stiamo facendo un buon percorso. Lo step successivo dovrà essere di mentalità, di crescita, stiamo segnando meno ma abbiamo più punti dello scorso anno e con la difesa messa a posto. Ora dobbiamo sistemare l’Europa League dopo l’ultimo passo falso”

Gli errori della Nazionale dopo la vittoria dell’Europeo

 “Quando una squadra vince deve essere subito brava a ritrovare l’entusiasmo e oggi quello un po’ manca. Probabilmente l’arrivo di nuovi giocatori, la conferma del mister e di tutto lo staff, ci deve dare fiducia e morale. Serve un po’ di entusiasmo che in questo momento manca perché tra poco si giocano i Mondiali e noi non ci saremo”.

Obiettivo Mondiale 2026

 “Sì sì, è uno degli obiettivi che mi sono posto. Io sono sempre stato uno senza limiti, cerco sempre di andare avanti e guardare al futuro con fiducia e positività. Questo mi ha spinto a fare cose eccezionali oltre alle mie qualità tecniche. Per questo non mi spiego questi miei momenti in Nazionale, questa è stata un po’ la difficoltà negli ultimi anni. Alla Lazio non potevo fare di più, purtroppo in Nazionale i numeri sono più bassi ma anche qui ho sempre dato il massimo”.

Scudetto con la Lazio

“Anche questo si lega al mio discorso. Da capitano non posso urlare vinceremo lo Scudetto, ma io ogni anno ho questo pensiero fisso quando inizio il ritiro. Ho questa mentalità, mi piace poter raggiungere il massimo. Io credo che un giocatore e un uomo debba sempre ambire al massimo. Non dico che la Lazio vincerà sicuramente lo Scudetto, ma è una squadra in crescita e la lotta quest’anno sarà molto aperta”.

La difficoltà degli attaccanti

“L’attaccante deve avere più continuità rispetto agli altri ruoli e avere continuità vuol dire fare tanti gol sempre, un attaccante deve fare tanti gol sempre. Meglio fare 5 stagioni da 15 gol che una da 30, poi se ne fai 5 da 25 gol allora è il top. Io guardo sempre ai migliori che fanno gol sempre. I giovani attaccanti devono porsi questo obiettivo, fare tanti gol sempre e nel calcio di oggi riuscire ad aiutare la squadra”.

San Siro e Italia-Svezia

“Sì, purtroppo visto il precedente personale di Italia-Svezia non abbiamo un buon ricordo… Mi aspetto una gara dura contro l’Inghilterra, sarà per loro una delle ultime gare di preparazione al Mondiale, ma noi sappiamo di dover dare qualcosa alla nostra gente che è delusa per la mancata qualificazione”.

Nazionale e unione

– “La Nazionale nei momenti difficili è stata un punto di unione per tutti, durante l’Europeo abbiamo visto come l’Italia si è unita… Da lì dobbiamo ripartire, gli italiani devono avere quel ricordo nelle loro menti e avere fiducia in noi. Questo è un punto di partenza importante senza dimenticare le delusioni, che inevitabilmente rafforzano”.

Zaccagni e Provedel in Nazionale

Credo il mister abbia fatto delle scelte, non so se collegate a quanto successo a giugno. Zaccagni l’ho visto in ritiro e mi disse del problema fisico a giugno… C’era stata un po’ di polemica, ma è follia pensare che qualcuno voglia scappare da Coverciano. Ho visto gli occhi di Provedel quando è arrivata la convocazione e mi ha ricordato me quando arrivò la mia prima convocazione”.

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