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Parla Criscitiello: ” Lazio grande da 3 anni, con un attaccante Champions alla portata. No alle curve chiuse! “

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E’ intervenuto  a  Lalaziosiamonoi.it , in esclusiva, il recordman di ascolti alla guida della trasmissione ‘Speciale Calciomercato’: Michele Criscitiello. Ecco le sue parole

La prima giornata di campionato mette subito di fronte due squadre che nelle passate stagioni hanno combattuto sino all’ultimo per il medesimo obiettivo. Che sfida si attende? Lazio e Udinese escono entrambe vincitrici dalla scorsa stagione. I friulani hanno raggiunto l’Europa tramite il piazzamento in campionato, i biancocelesti avrebbero messo la firma per raggiungerla sconfiggendo in Coppa Italia la Roma. Non solo, queste due squadre sono le vere protagoniste degli ultimi tre anni, le vere realtà del calcio nostrano. Dico questo perché anche se l’Udinese ha chiuso sempre davanti alla Lazio, è stata comunque una grande sfida, che denota anche una certa costanza di rendimento da parte dei club, che con una programmazione curata nei minimi dettagli stanno raggiungendo grandi risultati sul campo, oltre ai derivanti benefici dirigenziali. Lo scorso anno l’Udinese ha preso una bella batosta a Roma. Memore di quella sconfitta, che secondo me è stata la peggior prestazione dello scorso campionato dei friulani, quest’anno vedremo un’altra partita. Teniamo conto che siamo ad agosto, la prima giornata è sempre un po’ un terno al lotto”.

Le piace la Lazio che, molto oculatamente, Lotito e Tare stanno costruendo? Pensa manchi ancora qualche tassello o inserisce già i biancocelesti nel lotto delle squadre iscritte alla corsa per l’Europa che conta? Se per Europa che conta intendiamo la Champions, la Lazio non è pronta, perché rispetto agli ultimi anni la vedo un po’ più ingolfata. Poi c’è la Juventus che è più forte, il Milan da rivedere, il Napoli e la Fiorentina sulla carta sono squadre che si sono attrezzate meglio. A mio parere ha bisogno ancora di un rinforzo e nel settore arretrato e in quello avanzato. È una squadra competitiva che però rispetto agli ultimi 2-3 anni ha qualcosa in meno. Molto dipenderà dalla presenza di Mauri che negli anni si è dimostrato un giocatore importantissimo, oserei dire fondamentale per come gioca la Lazio. La compagine capitolina la inserirei nel solito lotto in lizza per l’Europa League, alla stregua di Inter, Roma ed Udinese. Però giudicarla oggi sarebbe assolutamente folle perché è una squadra incompleta”.

A proposito: mercato Lazio, a che punto sono le trattative per l’attaccante da consegnare a Petkovic? “Secondo me tutti i club in cerca di una punta si ridurranno all’ultima settimana di mercato in base alla possibilità più concreta che ci sarà. Secondo me la Lazio dovrà chiarire prima la situazione Kozak. In questo momento, fossi io a fare il mercato dei capitolini, punterei più su un attaccante da Italia, con esperienza nel massimo torneo italiano, piuttosto che fare un’altra scommessa dall’estero. Qualcuno di seconda fascia che però sia un calciatore importante. Certo, se la Lazio prendesse un attaccante forte diventerebbe supercompetitiva“.

Torniamo alla sfida del prossimo week end. Udinese bestia nera per la Lazio. È noto il suo rapporto di grande amicizia con la famiglia Pozzo. Cosa ci può dire circa la società friulana? Dobbiamo attenderci un’altra annata sopra le righe da parte della truppa di Guidolin? “L’Udinese è la migliore società italiana per modo di gestire i tesserati, per modo di fare mercato, per l’organizzazione certosina che non traspare all’esterno ma che c’è all’interno, per la programmazione futura – vedi il nuovo stadio – e la grande forza dell’Udinese è la famiglia Pozzo, l’amicizia con la quale è per me motivo di vanto. Quest’anno la loro dirigenza non ha venduto nessuno, solo Benatia che ad ogni modo lo scorso anno ha giocato ben poco per problematiche fisiche. Soprattutto ha tenuto Muriel, che quest’anno con Di Natale comporrà una coppia d’attacco stratosferica”.

Società biancoceleste regina dei tribunali, almeno in questa estate. Qual è il suo pensiero sul caso Mauri e sulla sentenza del Giudice Sportivo che impone la chiusura della Curva Nord per il match di domenica? Ritiene ci sia una sorta di accanimento nei confronti del club capitolino? Io non chiuderei mai una curva, tranne che in casi rari e gravi. Ovviamente quello che ha fatto una parte dei tifosi biancocelesti è molto sgradevole. Alle soglie del 2014 c’è ancora gente che ulula dinanzi ad un ragazzo con la pelle di colore diverso. Secondo me la chiusura del settore più caldo della tifoseria laziale non è la soluzione per guarire i mali; in questo modo la maggior parte dei sostenitori vengono penalizzati per colpa di una fetta minoritaria di deficienti. Si dovrebbe arrivare, con la tecnologia a disposizione, ad individuare gli autori di tale gesto. Non è giusto che paghino i tifosi medi, la massa. Per quanto riguarda Mauri, mi sento di dire che dal momento in cui non hanno capito nulla né in Procura Federale, né in Tribunale, figuarsi quanto posso averne capito io! A mio modo di vedere è d’obbligo, in ogni caso, la presunzione d’innocenza anche se comunque le carte del capitano laziale a volte apparivano decisamente ambigue, nel senso che ci sono un po’ troppe situazioni a carico del brianzolo. Non sono nessuno per giudicare, dunque preferisco attendere come tutti il verdetto di chi fa questo mestiere”.

SIMONE GAVINI – SINCE 1900

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