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Nuova richiesta di decadenza per Lotito

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FINE LOTITO

“Non mi riferisco solo a Calciopoli o agli scandali delle scommesse, ma in generale ai cattivi insegnamenti che sono stati dati. I tifosi si sentono autorizzati a delegittimare il sistema perché vedono che il sistema è delegittimato da chi lo rappresenta. Chi fa sport deve essere senza macchia. Il danno che fanno certi dirigenti è incalcolabile”.

Come aveva chiarito lui stesso in quell’intervista del 19 marzo a “La Gazzetta dello Sport”, Giovanni Malagò non si riferiva ai fatti di Calciapoli, ma guarda caso il processo agli imputati di Calciapoli è tornato d’attualità in questi giorni, con il deposito da parte della Corte di Appello di Napoli delle motivazioni della sentenza nei confronti di 21 tra presidenti, dirigenti e arbitri che fanno parte del sistema-calcio. In quelle 203 pagine di motivazione, ci sono molte sorprese, soprattutto riguardo all’informazione che ci era stata data, ovvero che aveva emesso una sentenza di “non luogo a procedere per avvenuta prescrizione” nei confronti di alcuni imputati, tra cui Lotito. E questo “non luogo a procedere”, era stato trasformato da una certa informazione in“assoluzione” o comunque in un’uscita senza danni per il presidente della Lazio dalla bufera che nel 2006 aveva portato per un mesetto la Lazio in Serie B. Non è così, anzi…

Con quella sentenza (a pag. 167) la Corte d’Appello di Napoli ha ritenuto di confermare le condanne irrogate in primo nei confronti del dr. Claudio Lotito per i reati di concorso in associazione per delinquere al fine di raggiungere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento della competizione ( pag. 23 )  e di frode sportiva , relativamente alle gare Chievo-Lazio del 20 febbraio 2005 e Lazio-Parma del 27 febbraio 2005.  La pena, era di 1 anno e 3 mesi e 25.000 euro di multa. Lotito aveva sempre dichiarato che avrebbe rinunciato alla prescrizione, perché era innocente e voleva dimostrarlo. Non lo ha fatto e, di fatto, accettando la prescrizione ha rinunciato alla possibilità di ottenere l’assoluzione e, a fronte di una condanna di secondo grado, il reato risulta “estinto” in sede penale, ma non in sede civile. E tantomeno in sede sportiva, perché l’estinzione del reato per prescrizione cancella  soltanto l’illiceità penale di un fatto o di un atto che, però, mantiene intatta la sua eventuale illiceità sotto altri profili.

Vabbé, ma in soldoni, che cosa significa tutto questo? Significa, come ha scritto la Corte d’Appello di Napoli a pag. 196 della sentenza, che Va confermata la condanna al risarcimento del danno degli imputati ( omissis ) : Lotito Claudio ( omissis )  in favore delle Parti civili ( omissis ).FEDERAZIONEITALIANA GIOCO CALCIO “Quindi, Claudio Lotito, vice presidente della Federcalcio, dovrà risarcire in sede civile sia la Federcalcio che le altre parte civili, per “frode sportiva, per concorso in associazione a delinquere”. E con lui la Lazio (per responsabilità diretta), a dimostrazione palese che il detto “Lotito è una cosa e la Lazio un’altra”, purtroppo non regge. Neanche a livello penale e tantomeno a livello di giustizia sportiva.

Vabbé, ma cosa può comportare tutto questo? Due cose: la prima, il rischio per la Lazio di dover tirare fuori in sede civile un risarcimento di svariati milioni di euro; la seconda, l’immediata decadenza di Lotito da tutte le cariche all’interno del sistema calcio. L’art. 10 (“Prevenzione dei conflitti di interessi”) del Codice di Comportamento Sportivo del CONI, stabilisce che: I tesserati, gli affiliati e gli altri soggetti dell’ordinamento sportivo sono tenuti a prevenire situazioni, anche solo apparenti, di conflitto con l’interesse sportivo, in cui vengano coinvolti interessi personali o di persone ad essi collegate“E vista la sentenza della Corte di Appello, con l’accettazione della prescrizione e quindi la rinuncia da parte di Lotito ad ottenere la piena assoluzione, è oramai accertata la colpevolezza dell’imputato e quindi l’obbligo al risarcimento, nei confronti della FEDERCALCIO. E quindi, è evidente il conflitto di interessi, perché Lotito sarà chiamato a risarcire una federazione nella quale ricopre la carica di vice presidente. Insomma, in pratica sarebbe chiamato a far causa a se stesso.

Per questi motivi, Federsupporter ha preso nuovamente carta e penna e ha scritto una bella lettera alla Federcalcio, girata per competenza (si parla di violazione dell’art. 10 del Codice di Comportamento Sportivo del CONI) anche a Malagò e alla Procura Federale. Sì, anche a Palazzi, perché il reato in questione è sportivo. Questa la parte finale della lettera di Federsupporter (scritta da Alfredo Parisi e Massimo Rossetti) che riassume tutto, compresa la quantificazione in 5 anni della sospensione di Lotito da tutte le cariche.

L’art. 10 del Codice di Comportamento Sportivo del CONI non prevede una sanzione specifica per la violazione dell’obbligo da esso contemplato, tuttavia, il secondo periodo della Premessa allo stesso Codice stabilisce che: “I tesserati alle Federazioni Sportive nazionali, alle Discipline sportive associate, agli Enti di promozione sportiva e alle Associazioni benemerite, in qualità di atleti, tecnici, dirigenti, ufficiali di gara, e gli altri soggetti dell’ordinamento sportivo, in eventuali altre qualifiche diverse da quelle predette, comprese quelle di socio cui è riferibile, direttamente o indirettamente, il controllo delle società sportive, sono tenuti all’osservanza del Codice e la loro violazione costituisce grave inadempimento meritevole di adeguate sanzioni “.

Ne deriva che il “ grave inadempimento meritevole di adeguate sanzioni” comporta, nella fattispecie, l’applicazione di quanto previsto dall’art. 1” Doveri e Obblighi generali” del Codice di Giustizia Sportiva della FIGC. Vale a dire l’applicazione di sanzioni che, nella loro specie e misura, devono tenere conto della natura e gravità dei fatti commessi ( art. 16 “ Poteri disciplinari” del CGS). Laddove già il Codice del CONI qualifica come “ grave inadempimento”  la violazione dell’obbligo di cui all’art. 10 dello stesso Codice. Sanzioni, in aggiunta alle quali, gli Organi della Giustizia Sportiva  possono adottare, nei confronti dei responsabili delle violazioni disciplinari, prescrizioni dirette ad affermare il rispetto dei valori sportivi (lealtà, correttezza e probità).

Perciò, alla luce di tutto quanto precede, sembra alla scrivente che la sanzione disciplinare appropriata, proporzionata ed adeguata alla gravità della violazione commessa non possa essere diversa da quella della inibizione temporanea a svolgere ogni attività in seno alla FIGC, a ricoprire cariche federali ed a rappresentare la Società nell’ambito federale, ai sensi dell’art. 19, comma 1 , lettera h, del CGS, con tutte le conseguenze di cui al successivo comma 2.  E cioè:  divieto di rappresentare la Società di appartenenza in attività rilevanti per l’ordinamento sportivo nazionale ed internazionale; divieto di partecipare a qualsiasi attività di organi federali ; divieto di accesso agli spogliatoi ed ai locali annessi, in occasione di manifestazioni o gare calcistiche, anche amichevoli, nell’ambito della FIGC, con eventuale estensione in ambito UEFA e FIFA; divieto di partecipare a riunioni con tesserati FIGC o con agenti di calciatori in possesso di licenza FIFA.

La durata dell’inibizione, considerato sempre che la violazione dell’obbligo di cui all’art. 10 del Codice del CONI è qualificato come “ grave inadempimento”, dovrebbe tendere al massimo (5 anni) della durata dell’inibizione, potendo gli Organi della Giustizia sportiva disporre, altresì, la preclusione alla presenza in qualsiasi rango o categoria della FIGC ( art. 19, comma 3, del CGS). D’altronde, e l’osservazione appare persino ovvia e banale, non si vede come possa continuare a ricoprire e svolgere, nell’ambito della FIGC, cariche dirigenziali, federali e societarie, colui il quale è tenuto a risarcire un grave danno arrecato alla stessa FIGC.

La lettera di Federsupporter, si aggiunge a quella scritta a fine gennaio, in cui si chiedeva la“decadenza di Lotito dalle cariche societarie e federali derivante dall’applicazione dell’art. 22 bis delle NOIF a seguito della sentenza della Corte di Cassazione, Sezione V penale, n. 51897 del 4 luglio/30 dicembre 2013”. Ovvero, quella sul patto parasociale con Mezzaroma, sulla quale il Consiglio Federale si deve ancora esprimere. Insomma, un’altra tegola e l’ennesima conferma di quanto detto il 19 marzo da Malagò. “I tifosi si sentono autorizzati a delegittimare il sistema perché vedono che il sistema è delegittimato da chi lo rappresenta. Chi fa sport deve essere senza macchia. Il danno che fanno certi dirigenti è incalcolabile”.

STEFANO GRECO

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Monza-Lazio,Sarri in conferenza stampa: ” Immobile non è al massimo, valutiamo di fargli fare uno spezzone”

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sarri az lazio

Dopo la sosta nazionali ritorna la Serie A. La Lazio seconda in classifica affronterà domani pomeriggio alle 15 il Monza. A presentare la gara in conferenza stampa è stato mister Sarri. Ecco le sue parole:

Ha preparato la gara di domani cavalcando l’entusiasmo o facendo il pompiere?

“Si sta preparando con logicità. Il derby non ci fa partire in vantaggio, sarà difficilissima, il Monza sta mettendo insieme dei numeri importanti. A livello di possesso palla è passata dal 18esimo posto al quarto posto in pochi mesi, ha qualità che ti possono mettere in difficoltà. Serve sacrificio e umiltà”. 

Come sta Immobile?

“Dal punto di vista clinico sta bene, poi c’è l’aspetto fisico visto che è stato fermo per un mese. Non può essere al massimo. Vediamo se lo possiamo sfruttare per uno spezzone di partita. 

Come ha visto i nazionali? Zaccagni sorpreso?

“Abbiamo un ct che fa le convocazioni, io quando i miei non vengono convocati sono contento. Sono decisione sue, quindi non mi interessa. Io so che le nazionali sono una follia. Vecino ha fatto Roma-Giappone, Giappone-Corea del Sud, Corea del Sud-Roma, il tutto per due amichevoli. È pure rientrato troppo bene per quello a cui è stato sottoposto. Il campionato non è più fattibile, ho sentito paragoni con la NBA, è una follia. Lì i giocatori stanno in campo per circa 28 minuti contro i 90 del calcio, e nel calcio si prendono più botte rispetto alla NBA. Rispetto al basket europeo non lo so”.

Ha rivisto la sua opinione sulla corsa Champions?

“Io ho sempre detto che ci sono squadre superiori al nostro organico, a livello complessivo. Vedo squadre che fanno dei cambi che ti lasciano pensare, ho visto l’Atalanta contro l’Empoli, a 20 minuti dalla fine ha messo Boga, Hojlund e Lookman dentro. Rimango dell’idea che ci sono organici superiori, poi lottiamo e vediamo come va a finire”.

Ora inizia un “altro” campionato?

“Il vantaggio è quasi simbolico, se penso ai punti che abbiamo recuperato nelle ultime 5 partite. Penso a cosa potrebbe succedere tra 11 giornate, non tra 5. Possiamo farci poco affidamento sul vantaggio. Non guarderei il campionato intero, ma la gara di domani. Lì ha perso la Juve e ha pareggiato l’Inter. Il Monza è una squadra difficilissima. Quello che possiamo andare a prenderci è il piccolo vantaggio di giocare una volta alla settimana, ma pensiamo di partita in partita. Quest’anno non c’è nulla di scontato”.

Giudizio su Palladino?

“Tra gli allenatori giovani di ora è uno dei più intriganti e interessanti. Riesce a fare una fase difensiva tipo l’Atalanta, con un palleggio però alla Guardiola. Uno da seguire con tantissimo interesse”. 

A che punto è Pellegrini? Può giocare titolare? 

“Se può giocare dall’inizio lo dico prima a Luca. Sono contentissimo di lui, è bello partecipe, grande progressione della condizione e dell’apprendimento. Poi stiamo parlando di una linea che ha funzionato, metterci le mani sopra è sempre difficile”.

Il momento di Milinkovic?

“Non è un momento in cui si sta esprimendo al massimo. Se torna al 100% può fare la differenza nella parte finale. Lo aspettiamo con grande fiducia”. 

Quanto è cresciuto il rapporto e il feeling con Luis Alberto?

“Dipende che intendi per rapporto. In questo momento è un giocatore fenomenale. Io non lo so cosa guardano il pubblico e i giornalisti in partita. Per quello che vede un allenatore, quello che sta facendo mi rende non contento, di più. Un giocatore totale, tira da fuori, rincorre, fa tutto. Un giocatore sopra le righe”.

Ha detto di preferire gli italiani: si è discusso di questo con Lotito?

“Una cosa di cui abbiamo sempre parlato. Io l’ho sempre detto che preferisco gli italiani, perché danno più identità alla squadra. Se in rosa ne hai 7-8 di italiani dai un’identità maggiore, se sono laziali ancora meglio. Ma lo pensano tutti i tecnici. Poi c’è da dire che un italiano che fa 3 partite costa 15 milioni, uno straniero in Bundesliga costa 4. Il motivo non lo so sinceramente”

Incontro a breve con Lotito?

“Lo vedo spesso, non così come prima da quando è in Senato. Ma lo vedo spesso”.

 

Spesso la Lazio si è fermata contro le medio-piccole. Cosa ne pensa?

“Mi sembra un campionato strano, contro queste squadre perdono tutte. Le squadre di media classifica sono forti, se le incontri in un momento di salute diventa un problema. Parlo di Bologna, Monza e Torino. La Fiorentina è un problema sempre invece. Hanno uno spessore superiore rispetto agli anni precedenti. Le motivazioni che contano sono quelle interne, quelle esterne sono frivole e il tempo se le porta via. Lo dico sempre alla squadra, vogliamo essere la più forte di Roma o una delle più forti d’Italia? Dopo le partite di cartello abbiamo vinto una volta sola. Il limite è stata questo”. 

La Lazio è stata alterna?

Succede a tutte, posso dire le gare di Milan e Inter, solo al Napoli non è successo. Periodi neri del Psg anche ci sono stati. Il livello top si è un po’ abbassato, il medio alzato. Il nostro gruppo ha mostrato la tendenza a accontentarsi. 

Quanto conta la Champions per la progettualità futura? La Lazio avrebbe più appeal?

Non lo so come ragionano calciatori e agenti. A me non importa se una squadra sta in Champions in meno, se una squadra mi cerca e il progetto mi intriga ci vado lo stesso. Se poi ci sono giocatori che si fermano al primo aspetto, può essere pure che aumenti a livello di richiamo. 

La Lazio vista la classifica ora ha più responsabilità?

La responsabilità ce l’ha chi ha l’organico migliore del nostro, noi abbiamo un’opportunità.

Oggi è una triste ricorrenza della scomparsa di Chinaglia.Pensieri?

Lo ricordo quand’ero ragazzino, ma avevo più come idolo gli allenatori che i calciatori. Lui ha segnato un’epoca, un personaggio estroso, particolare, rimane nell’immagine popolare fortissima. Come giocatore ho immagini davanti, però la cattura del personaggio era forte. Il ricordo è forte. 

Lei critica spesso le nazionali, perché?

Io non critico le nazionali, non mi interessa niente. Ho visto 10 minuti di Kosovo e Andorra, ho visto tutti i giocatori in area, ho detto “cazzo è successo?”. Critico il calendario, la qualità diminuisce, ci sono sempre 5-6 assenti per infortunio, mi devono spiegare dove vogliano andare. Il calcio da sport è diventato business, se poi diventa solo business non escludo che tra 10 anni nessuno si interesserà più.

Come sta Lazzari?

Sta bene, l’ho visto bello brillante. È rimasto fuori qualche partita, un giocatore che a fine anno sarà sopra le 35 presenze, poi per certe partite abbiamo fatto scelte diverse per motivi tattici. 

La pausa ha fatto bene?

Nei meandri mentali è difficile capire, cosa fa bene e cosa no. A volte giochi dopo 3 giorni e invece la trovi concentrata, a volte passa più tempo e lo scopri dopo. Non è facile da sapere. Poi la partita dice la verità.

La vittoria al derby può essere la cura al problema mentale?

Una piccola parte avete visto. La squadra ha lavorato bene dal punto di vista materiale e pratico. Ci sono stati momenti ludici e momenti tattici di alta intensità. Siamo indecifrabili, la squadra si allena a grandissimi livelli, spero che questa continuità nelle sedute diventi continuità mentale per le partite. Rispetto all’anno scorso abbiamo una continuità diversa, poi quest’anno non abbiamo fatto bene in Europa, ho paura che c’entri una scelta inconscia della squadra. 

Quanto Sarri c’è nella Lazio attuale?

Mi ci vedo. Giovedì abbiamo fatto un allenamento sulla linea difensiva, l’ho rivisto a casa, è roba importante. Una linea, lasciando perdere il valore dei singoli, è ai livelli di Napoli ed Empoli. Al Chelsea e alla Juve non l’ho mai raggiunto questo livello. Poi se Sarri nell’immaginario di tutti è quello del Napoli, non si rivedrà più. Ci sarà invece il Sarri di un altro gruppo di giocatori e di altre caratteristiche. 

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