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Lazio, emergenza difesa: Sarri resta con due soli centrali

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Il giovane difensore danese Oliver provstgaard durante il riscaldamento con la Lazio: potrebbe sostituire Romagnoli contro l’Inter.

Non bastava il centrocampo in affanno. Per la Lazio l’emergenza si allarga e coinvolge ora anche il reparto difensivo, proprio quello che per mesi aveva rappresentato la principale garanzia della squadra di Maurizio Sarri.

Il tecnico toscano si ritrova improvvisamente con appena due centrali di ruolo disponibili: Mario Gila e Provstgaard. Nient’altro. Una situazione limite che costringe lo staff a vivere ogni partita come una prova di sopravvivenza, tra gestione dei carichi, rischio infortuni e scelte obbligate.

Romagnoli e Patric: assenze che pesano

Come riportato anche dal Corriere dello Sport, Alessio Romagnoli non sarà della partita. Già affaticato contro il Como, il difensore non verrà rischiato anche in vista dei prossimi impegni extra-campionato. Patric, invece, resta fermo ai box per infortunio. Il risultato è un reparto improvvisamente ridotto all’osso.

Contro il Lecce è già scattato il preallarme per Provstgaard, chiamato a stringere i denti nonostante una condizione non ottimale. In altre parole: non c’è margine di errore. Un’ulteriore defezione costringerebbe Sarri a soluzioni d’emergenza, adattando giocatori fuori ruolo o stravolgendo l’assetto difensivo.

I numeri raccontano il calo

L’emergenza non è solo numerica, ma anche prestazionale. La difesa della Lazio, che aveva chiuso il 2025 come una delle più solide della Serie A, sta mostrando segnali evidenti di cedimento.

Nelle ultime quattro partite sono arrivati 7 gol al passivo, più di un terzo delle reti complessivamente subite finora. Un dato che pesa: su 19 gol incassati in 21 giornate, il 36,8% è arrivato in poco più di tre settimane. Alle tre reti subite contro il Como si aggiungono le due con la Fiorentina e le due con il Napoli, certificando una fase difensiva ben diversa rispetto a quella vista nella prima parte di stagione.

Da punto di forza a punto interrogativo

Per mesi la Lazio aveva costruito i propri risultati sull’equilibrio. Una squadra compatta, capace di vincere anche di misura, mascherando limiti offensivi grazie a una fase difensiva ordinata e concentrata. Oggi quella certezza non c’è più.

Il calo fisico, le assenze e una rosa corta stanno presentando il conto tutti insieme. La difesa inizia a scricchiolare proprio mentre il centrocampo fatica a schermare e a garantire copertura. Una combinazione pericolosa, che espone la squadra a rischi continui, soprattutto contro avversari organizzati o fisicamente strutturati.

Sarri tra gestione e resistenza

In questo contesto, il lavoro di Sarri diventa più gestionale che tattico. Non si tratta di cambiare filosofia, ma di resistere, portare a casa risultati senza compromettere ulteriormente una squadra già sotto pressione. Ogni scelta è un compromesso, ogni partita una prova di equilibrio precario.

La stagione entra nella sua fase più delicata e la Lazio si trova a dover affrontarla senza più il suo storico punto di forza. L’emergenza difensiva non è un dettaglio: è il vero nodo del momento. E capire quanto durerà potrebbe fare tutta la differenza del finale di stagione.



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Lecce-Lazio, Chiffi al Via del Mare: la squadra arbitrale completa

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Arbitro Daniele Chiffi designazione Lecce Lazio Serie A 2026

Dopo il blackout totale contro il Como all’Olimpico, la Lazio è chiamata a una reazione d’orgoglio nella trasferta salentina. Sabato 24 gennaio, alle ore 20:45, i ragazzi di Maurizio Sarri sfideranno il Lecce in un match che, oltre ai punti, deve restituire certezze a un ambiente scosso dai recenti casi social che hanno coinvolto Ciro Immobile.

Nelle ultime ore, l’AIA ha ufficializzato la designazione arbitrale per il match del Via del Mare.

Daniele Chiffi dirige la sfida salentina

A dirigere l’incontro sarà Daniele Chiffi della sezione di Padova. Un arbitro di esperienza per una sfida che si preannuncia calda, sia per la classifica del Lecce (attualmente terzultimo), sia per la necessità della Lazio di risalire la china dopo le pesanti notizie di mercato riguardanti Romagnoli.

Ecco nel dettaglio la squadra arbitrale che coadiuverà Chiffi:

RUOLONOMESEZIONE
ArbitroDaniele ChiffiPadova
Assistente 1ImperialeGenova
Assistente 2BahriSassari
IV UomoRapuanoRimini
VARMazzoleniBergamo
AVARAbissoPalermo

I precedenti e il clima a Formello

Sarri, che in questa settimana ha alzato il muro contro la società, dovrà preparare il match senza gli squalificati Romagnoli e Cataldi. La scelta di Chiffi e la presenza di Mazzoleni al VAR sono elementi che i tifosi biancocelesti osserveranno con attenzione, specialmente dopo le recenti polemiche sul rapporto tra la Lazio e la classe arbitrale.

Per tutte le informazioni su come seguire il match, consulta la nostra guida su dove vedere Lecce-Lazio in TV e streaming.


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Immobile e il “mi piace” che pesa: l’ex capitano rompe il silenzio su Sarri

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Ciro Immobile repost Instagram Radio Laziale Sarri Lotito polemica

Nell’era dei social, anche un semplice gesto digitale può assumere i contorni di un caso diplomatico. A Formello la tensione è palpabile, specialmente dopo lo scontro frontale tra Sarri, Lotito e Fabiani, ma a gettare benzina sul fuoco ci ha pensato, forse involontariamente (o forse no), Ciro Immobile. L’ex capitano biancoceleste è finito al centro dell’attenzione per un’attività sul suo profilo Instagram che non è passata inosservata agli occhi attenti del popolo laziale.

Il repost della discordia: Immobile dalla parte di Sarri

Tutto nasce da un video pubblicato dai profili social di Radio Laziale. Durante la rubrica ‘Matchday’, alcuni esponenti del tifo organizzato hanno espresso dure critiche verso la gestione di Claudio Lotito, schierandosi apertamente a difesa di Maurizio Sarri. Il tecnico, d’altronde, aveva già manifestato il suo disappunto sulle dinamiche del calciomercato Lazio, sentendosi poco tutelato dalla società.

L’episodio chiave? Ciro Immobile ha ricondiviso (repostato) proprio quel video. Un gesto che sembra confermare la totale sintonia dell’attaccante con le parole della Curva Nord, che ha chiesto maggiore rispetto per il lavoro del “Comandante”. Questa presa di posizione appare come un guanto di sfida lanciato alla dirigenza, proprio in un momento in cui l’ambiente è già scosso dalle dichiarazioni di Sergio Cragnotti sulla gestione societaria.

Pace fatta o indizio per il futuro?

Il gesto di Immobile è particolarmente significativo se si guarda al passato. Nel marzo del 2024, Ciro era stato additato da molti come uno dei “responsabili” dell’addio anticipato di Sarri. Vedere oggi l’ex capitano schierarsi pubblicamente a favore del tecnico smentisce categoricamente quelle voci di spogliatoio e compatta ulteriormente il fronte pro-Sarri in vista della trasferta contro il Lecce.

In un momento in cui la Lazio deve fare i conti con possibili addii eccellenti (con Alessio Romagnoli sempre più tentato dal Qatar), il segnale lanciato da Immobile potrebbe avere ripercussioni profonde sugli equilibri interni di Formello.


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Rivoluzione Lazio: dopo Mandas, anche Romagnoli è pronto a salutare

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Futuro Romagnoli Lazio: il difensore centrale impartisce indicazioni ai compagni di reparto durante un match di campionato.

Non c’è pace a Formello. Dopo le eccellenti partenze di Guendouzi e Castellanos, il calciomercato invernale della Lazio rischia di trasformarsi in un vero e proprio smantellamento. Mentre la pista che porta Christos Mandas verso il Bournemouth resta caldissima, un altro pilastro dello spogliatoio è pronto a fare le valigie: Alessio Romagnoli.

Romagnoli-Qatar: i motivi della rottura

Il difensore centrale, tornato a casa tre anni e mezzo fa con ben altre ambizioni, si trova ora al centro di un braccio di ferro logorante con la società. Alla base della decisione ci sarebbero promesse non mantenute da parte di Claudio Lotito, una situazione che ha spinto il centrale a valutare seriamente le sirene estere.

L’offerta concreta arriva dall’Al-Sadd. Il club qatariota, su suggerimento di Roberto Mancini, ha individuato in Romagnoli il leader ideale per la propria difesa. Nonostante l’incertezza sul futuro del tecnico italiano in Qatar, la proposta economica per il giocatore è definita “invitante” e difficile da rifiutare in questo momento della carriera.

Le cifre della trattativa: manca solo un milione

Stando a quanto riportato da Il Messaggero, l’Al-Sadd è pronto a formalizzare un’offerta da 8 milioni di euro più 1 di bonus. La posizione della Lazio è chiara: Lotito non si oppone alla cessione, specialmente dopo che Maurizio Sarri si è tirato fuori dalle dinamiche di mercato, ma chiede 10 milioni complessivi.

Se il club arabo dovesse alzare la posta di un solo milione, la fumata bianca sarebbe immediata. Un addio che peserebbe enormemente sul campo, soprattutto dopo i segnali di cedimento visti nell’ultima sconfitta contro il Como, dove la difesa è apparsa tutt’altro che solida.


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Clima rovente a Formello: è scontro totale tra Sarri, Lotito e Fabiani

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Scontro Sarri Lotito Fabiani Formello Lazio crisi società

La sconfitta interna contro il Como non ha lasciato solo macerie sul campo, ma ha scoperchiato un vaso di Pandora che a Formello covava da tempo. Quella che emerge dalle ultime indiscrezioni di rassegna stampa è la cronaca di una “convivenza forzata” tra le tre anime della Lazio: il tecnico Maurizio Sarri, il presidente Claudio Lotito e il direttore sportivo Angelo Fabiani. L’incontro chiarificatore avvenuto venerdì, lungi dal portare serenità, si è rivelato un buco nell’acqua, cristallizzando una situazione di tensione che rischia di implodere da un momento all’altro.

Il retroscena: l’incontro inutile e il ruolo di “dipendente”

Secondo quanto riportato nell’edizione odierna de Il Messaggero, il faccia a faccia tra l’allenatore e i vertici societari non ha prodotto alcun passo avanti. Sarri appare stanco, quasi rassegnato a un ruolo che non sente più suo: quello di semplice “dipendente”. Il tecnico avrebbe ormai perso ogni speranza di incidere sulla visione del presidente Lotito, accettando amaramente una realtà gerarchica che tarpa le ali alle sue ambizioni tattiche e progettuali.

Questa frattura segue a ruota le forti dichiarazioni di Sarri sul calciomercato, dove l’allenatore aveva già preso le distanze dalle scelte del club, sottolineando come la rosa attuale sia lontana dai suoi canoni ideali.

Il rimpianto di “Mau”: una squadra lontana dal suo gioco

Il malumore di Sarri affonda le radici in una convinzione profonda: quella di allenare, da almeno sei mesi, una squadra che non risponde minimamente al suo credo calcistico. Il tecnico sente di essere stato lasciato solo nella gestione di un gruppo che non riflette le sue richieste, acuendo il rimpianto per essere tornato nella Capitale.

L’allenatore non si sente responsabile della crisi attuale e sembra intenzionato a “inchiodare” la dirigenza alle proprie responsabilità, specialmente dopo il pesante 0-3 incassato all’Olimpico contro il Como, un match che ha evidenziato limiti strutturali che né i nuovi acquisti né i veterani sembrano in grado di colmare.

Verso il Lecce: un futuro tutto da scrivere

In questo scenario di “guerra fredda”, la squadra si prepara alla trasferta di Lecce, un impegno che assume i contorni di un’ultima spiaggia per la tenuta dell’intero ambiente. Con lo spogliatoio scosso e una società arroccata sulle proprie posizioni, il futuro di Sarri sulla panchina biancoceleste appare più incerto che mai. Anche le recenti parole di un simbolo come Sergio Cragnotti sulla Curva e sulla società sembrano cadere nel vuoto in un clima dove la diplomazia ha lasciato il posto al muro contro muro.


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Sarri rompe il silenzio sul mercato: “Decide Lotito. Non dite che i nuovi li ho scelti io”

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Maurizio Sarri sfogo calciomercato Lazio Lotito gennaio 2026

Il clima in casa Lazio è tutt’altro che sereno. Dopo la pesante sconfitta interna contro il Como, Maurizio Sarri ha deciso di alzare la voce, ma non per parlare di tattica, bensì per tracciare un confine netto tra il suo lavoro e le scelte della dirigenza. In un’intervista che sa di brusca frenata, il tecnico toscano ha messo i puntini sulle “i” riguardo alle dinamiche di questo mercato di gennaio, apparso finora confusionario e poco incisivo.

“Il mercato lo fa la società”: la separazione di Sarri

Maurizio Sarri non vuole responsabilità sulle operazioni in entrata e in uscita. Le sue parole sono una frecciata diretta alla gestione di Claudio Lotito, chiarendo che non ci sarà una condivisione dei meriti (o delle colpe) per i volti nuovi che varcheranno i cancelli di Formello.

“Il mercato lo fa la società. Lotito è stato chiaro e io mi tiro fuori. L’importante è che, se arrivano dei nuovi giocatori, poi non si dica che sia stato io a sceglierli”.

Una presa di posizione che evidenzia una spaccatura comunicativa evidente, proprio mentre la squadra si prepara alla delicata trasferta di Lecce. Sarri vuole essere giudicato solo per il campo, conscio che gli innesti arrivati finora, come Kenneth Taylor, devono ancora integrarsi nel suo complesso sistema di gioco.

Un clima di incertezza: “Sembrano tutti in vendita”

Oltre alle entrate, a preoccupare il Comandante è la gestione delle uscite. Con le voci insistenti sulla cessione di Mandas al Bournemouth e le possibili partenze di altri senatori, lo spogliatoio sta vivendo una fase di pericolosa instabilità.

“Qui sembra che siano tutti in vendita…”, ha aggiunto Sarri con palese disappunto. Secondo il tecnico, le continue speculazioni mediatiche e la mancanza di certezze sui rinnovi e sulle cessioni stanno minando la serenità del gruppo, distraendo i calciatori in un momento chiave della stagione. Questo “spirito critico” e l’intromissione costante nelle dinamiche gestionali erano stati criticati aspramente anche da Sergio Cragnotti, che aveva chiesto alla piazza e alla società maggiore unità.

Obiettivo Lecce: isolare la squadra

L’obiettivo di Sarri ora è uno solo: blindare Formello. Il tecnico vuole isolare i suoi ragazzi dalle chiacchiere da bar e concentrarsi esclusivamente sulla preparazione del match contro i salentini. La Lazio ha bisogno di punti per rialzare la testa e non può permettersi che il calciomercato diventi un alibi per prestazioni opache.


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Lecce-Lazio: missione riscatto al Via del Mare. Info TV, streaming e news

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Cronaca e tabellino Lecce Lazio 0-0 Serie A 2026 Via del Mare

Dimenticare il blackout interno e ripartire subito. La Lazio di Maurizio Sarri si prepara alla trasferta salentina valida per la ventiduesima giornata di Serie A Enilive. Sabato 24 gennaio, alle ore 20:45, i biancocelesti scenderanno in campo allo stadio “Via del Mare” contro il Lecce di Eusebio Di Francesco. Un match che mette di fronte due squadre ferite: i padroni di casa reduci da quattro sconfitte di fila e i capitolini chiamati a reagire dopo la pesante disfatta contro il Como.

Dove vedere Lecce-Lazio in TV e in streaming

La gara tra Lecce e Lazio sarà trasmessa in co-esclusiva sia su DAZN che su Sky Sport. Gli appassionati potranno seguire il match attraverso diverse modalità:

  • In TV: Su Sky Sport (canali dedicati) e tramite l’app DAZN su Smart TV.
  • In Streaming: Su SkyGo, NOW e sull’app DAZN, disponibile per smartphone, tablet e PC.

Si ricorda che per la visione è necessario disporre di un abbonamento attivo a una delle due piattaforme.

Le ultime da Formello: emergenza squalifiche

Sarri dovrà fare i conti con un’infermeria affollata e, soprattutto, con pesanti assenze per squalifica. Non saranno della partita Alessio Romagnoli e Danilo Cataldi, entrambi fermati dal giudice sportivo dopo i cartellini rimediati nell’ultimo turno. A questi si aggiungono gli infortunati Gigot, Patric, Basic e Vecino.

In difesa scalpita il giovane Provstgaard, pronto a fare coppia con Gila, mentre a centrocampo Nicolò Rovella, apparso in crescita nelle ultime interviste, riprenderà le chiavi della regia. In attacco possibile chance per Noslin dal primo minuto al centro del tridente.

Sul fronte salentino, Di Francesco deve rinunciare allo squalificato Gaspar e agli infortunati Berisha e Camarda.

Probabili formazioni Lecce-Lazio

LECCE (4-3-3): Falcone; Veiga, Siebert, Tiago Gabriel, Gallo; Coulibaly, Gandelman, Ramadani; Pierotti, Stulic, Banda. All.: Di Francesco.

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Provstgaard, Pellegrini; Belahyane, Rovella, Taylor; Cancellieri, Noslin, Zaccagni. All.: Sarri.

In un momento così delicato, con il mercato che vede Christos Mandas vicino alla Premier League, la Lazio deve ritrovare compattezza per non perdere ulteriore terreno nella corsa all’Europa.


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Calciomercato Lazio, braccio di ferro per Mandas: il Bournemouth spinge, spunta l’erede

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Christos Mandas portiere Lazio trattativa calciomercato Bournemouth

Il mercato di gennaio della Lazio entra nella sua fase più calda. Al centro delle cronache c’è il futuro di Christos Mandas, il giovane portiere greco che sembra ormai sempre più lontano dalla Capitale. La trattativa con il Bournemouth prosegue a oltranza, ma tra domanda e offerta resta ancora un nodo fondamentale da sciogliere per arrivare alla fumata bianca.

Mandas-Bournemouth: le cifre e lo stallo sulla formula

Secondo quanto riportato dalle ultime indiscrezioni di rassegna stampa, Mandas starebbe spingendo con forza per la cessione, desideroso di trovare maggiore spazio in Premier League. Il club inglese ha alzato l’offerta per il diritto di riscatto fino a 20-22 milioni di euro, una cifra importante che la Lazio sarebbe disposta ad accettare, ma solo a una condizione.

Il club di Claudio Lotito, infatti, non intende fare passi indietro sulla formula:

  • La richiesta della Lazio: Obbligo di riscatto garantito.
  • La proposta del Bournemouth: Prestito con diritto di riscatto.
  • Il possibile compromesso: Un obbligo di riscatto condizionato a un numero minimo di presenze stagionali.

Il sostituto: Nicola Leali torna di moda

In caso di addio del portiere greco, la dirigenza biancoceleste non vuole farsi trovare impreparata. Il profilo individuato per ricoprire il ruolo di dodicesimo alle spalle di Provedel è quello di Nicola Leali. L’attuale portiere del Genoa rappresenterebbe una soluzione affidabile e “low cost” per completare il pacchetto arretrato di Maurizio Sarri, già messo a dura prova nella recente sconfitta interna contro il Como.

La sensazione è che l’affare Mandas possa sbloccarsi nei prossimi giorni, non appena i due club troveranno la quadra sulle clausole del riscatto. Un’operazione necessaria anche per finanziare eventuali colpi in entrata, come auspicato anche da Sergio Cragnotti nella sua ultima intervista.


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Sergio Cragnotti rompe il silenzio: “Curva, pensa a sostenere la squadra. Basta intromettersi”

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Sergio Cragnotti intervista Lazio Como Stadio Olimpico critica Curva Nord

Nel momento più buio della sfida dell’Olimpico, tra i fischi e la delusione per una Lazio travolta dal Como di Fabregas, una voce dal passato glorioso torna a farsi sentire. Sergio Cragnotti, il presidente del secondo Scudetto, è intervenuto ai microfoni ufficiali del club durante l’intervallo del match. Un intervento che ha spaziato dall’analisi tecnica della gara a un durissimo attacco verso il clima di contestazione che si respira attorno alla società.

L’analisi del match: “Errori difensivi e occasioni perse”

Nonostante il punteggio severo, Cragnotti ha provato a leggere tra le righe di un primo tempo difficile, sottolineando come la Lazio abbia pagato a caro prezzo le disattenzioni individuali.

“Il Como ha avuto il possesso palla, ma la Lazio poteva fare ancora meglio. Sono stati decisivi due errori della difesa e in attacco sono mancati i gol davanti al portiere. Si poteva finire meglio il primo tempo. Il Como, sbagliando il rigore parato da Provedel, poteva invertire la rotta, ma bisogna fare molto di più”.

Il messaggio alla Curva: “Sostenete la società”

Il punto più caldo dell’Sergio Cragnotti intervista Lazio Como è stato senza dubbio quello dedicato al tifo organizzato. In un clima di forte tensione tra la tifoseria e l’attuale presidenza, Cragnotti ha preso una posizione netta, chiedendo unità per il bene della maglia.

“Una critica che faccio è alla Curva: deve pensare a sostenere la squadra e questa società”, ha dichiarato senza mezzi termini l’ex patron. “Si viene allo stadio per incoraggiare gli undici che scendono in campo. Pregherei la Curva di stare più vicino a questa squadra. C’è questo spirito critico di intromettersi nella gestione della società: va giudicata per i risultati ma non nel ‘durante’, non serve a nessuno”.

Arbitri, VAR e la crisi del calcio italiano

Cragnotti non ha risparmiato critiche nemmeno alla classe arbitrale e al sistema calcio in generale, ricordando anche i torti subiti durante la sua gestione (come il celebre Scudetto perso a Firenze o le polemiche pre-2000).

  • Sui cartellini: “L’arbitro ha paura di perdere il controllo, gli arbitri soffrono tantissimo oggi anche per il VAR. Prima il giudizio era irrevocabile, ora no”.
  • Sulla politica federale: “Perché il fato è sempre avverso contro la Lazio? Forse dipende dal fatto che non facciamo politica. Abbiamo perso diversi scudetti per questo”.
  • Sulla Nazionale: “Il calcio italiano attraversa una crisi profonda, lo vediamo con l’Italia. Va riorganizzato per dare alle società un aiuto effettivo”.

In un momento in cui la Lazio cerca di ritrovarsi (come confermato anche dalle parole di Nicolò Rovella nel pre-partita), il monito di Cragnotti suona come un richiamo all’ordine: “I giocatori devono fare spogliatoio, devono unirsi”.


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Lazio-Como 0-3: blackout biancoceleste all’Olimpico. Fabregas dà una lezione a Sarri

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Lazio Como 0-3 Nico Paz esulta Olimpico cronaca highlights Lazio-Como 0-3: blackout biancoceleste all'Olimpico. Fabregas dà una lezione a Sarri

Una serata da incubo, una “tortura” sportiva che lascia ferite profonde. La sfida dell’Olimpico tra Lazio e Como dura, di fatto, solo due minuti. Poi è solo un monologo lariano. La squadra di Cesc Fabregas domina in lungo e in largo, evidenziando la distanza siderale tra un progetto tecnico coerente e una Lazio decimata dagli infortuni e indebolita da un mercato di riparazione che finora non ha dato i frutti sperati dopo il blocco estivo.

Le scelte di Sarri: esordio per Ratkov

Maurizio Sarri lancia la sorpresa della serata: Ante Ratkov parte titolare al centro dell’attacco, supportato da Cancellieri e dal rientrante Zaccagni. In difesa, davanti a Provedel, agiscono Marusic, Gila, Romagnoli e Pellegrini. Il centrocampo è lo stesso visto a Verona con Cataldi e il nuovo acquisto Kenneth Taylor, mentre Belahyane prende il posto dell’assente Vecino. In panchina si rivede Dele-Bashiru dopo la Coppa d’Africa.

Uno-due Como: Nico Paz show e il rigore parato

La partenza è uno shock per il popolo laziale. Al 2′, Valle sfonda a sinistra superando Marusic, serve Baturina che conclude: la deviazione di Romagnoli spiazza Provedel ed è subito 0-1. La Lazio prova a reagire con Zaccagni e una conclusione dalla distanza di Cataldi, ma al 24′ arriva il raddoppio: rimpallo in area e Nico Paz firma lo 0-2 tutto solo.

Al 30′ l’episodio che potrebbe riaprire il match: Taylor tocca Caqueret in area, il VAR richiama Fabbri che concede il penalty. Dagli undici metri si presenta Nico Paz, ma Ivan Provedel lo ipnotizza, parando il rigore e tenendo a galla i suoi. Nonostante gli sforzi e una grande occasione per Zaccagni nel finale di tempo, si va al riposo sul doppio svantaggio.

Assolo lariano nella ripresa: la Lazio scompare

Il secondo tempo si apre come si era chiuso il primo. Al 49′, il Como mette il sigillo definitivo: un’azione corale di altissima qualità tecnica libera Nico Paz al limite dell’area, che non sbaglia e sigla la sua doppietta personale. Sarri prova la mossa della disperazione con un triplo cambio: dentro Isaksen, Noslin e il rientrante Nicolò Rovella per cercare di dare ordine.

Ma il Como gestisce il possesso con una facilità disarmante. Provedel deve superarsi ancora su Da Cunha per evitare un passivo peggiore. L’ingresso finale di Dele-Bashiru non cambia l’inerzia di una partita che termina tra i fischi dell’Olimpico. Una differenza di condizione e di identità allarmante per la Lazio, che ora deve guardarsi dentro per non compromettere definitivamente la corsa europea.


📊 IL TABELLINO DI LAZIO-COMO 0-3

MARCATORI: 2 Baturina, 24, 49` Nico Paz.

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini (64 Lazzari); Belahyane, Cataldi (53 Rovella), Taylor (85 Dele-Bashiru); Cancellieri (53 Isaksen), Ratkov (53` Noslin), Zaccagni. A disp.: Mandas, Furlanetto, Provstgaard, Hysaj, Nuno Tavares, Farcomeni, Pedro. All.: Maurizio Sarri.

COMO (4-3-3): Butez; Smolcic (46 Posch), Ramón, D. Carlos, Valle; Caqueret (65 Sergi Roberto), Perrone, Da Cunha; Paz (81′ Douvikas), Baturina (74` Vojvoda), Rodriguez (81′ Kuhn). A disp.: Tornqvist, Vigorito, Kempf, Dossena, Alberto Moreno, Le Borgne, Van Der Brempt, Cerri. All.: Cesc Fabregas.

ARBITRO: Michael Fabbri (sez. Ravenna). NOTE: Ammoniti: Zaccagni (L), Smolcic (C), Romagnoli (L), Cataldi (L), Pellegrini (L), Posch (C), Valle (C). Al 35′ Provedel (L) para un calcio di rigore a Nico Paz. Recupero: 4′ pt, 3′ st.


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Nicolò Rovella intervista: “Tornerò al 100% in 15 giorni. Gattuso mi ha dato la carica”

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Nicolò Rovella dolorante a terra durante la partita Cagliari-Lazio.
Nicolò Rovella in maglia Lazio durante una partita di Serie A, prima dell’infortunio che lo costringerà all’operazione.

Il countdown per il match dell’Olimpico è iniziato. Nel match program ufficiale della sfida contro il lariani, è proprio Nicolò Rovella a prendersi la scena. Il centrocampista biancoceleste, reduce da un lungo calvario fisico, ha rilasciato una profonda intervista ai canali ufficiali del club, toccando temi che vanno dal recupero atletico alla gioia della paternità, fino al sogno Mondiale con la Nazionale di Gattuso.

Il ritorno in campo e la sfida al Como

Dopo quasi quattro mesi di stop forzato, Rovella vede finalmente la luce in fondo al tunnel. Il numero 6 della Lazio ha già ripreso a lavorare con il gruppo di Maurizio Sarri e mette nel mirino la piena forma fisica.

“È stato un periodo difficilissimo, stare fuori quattro mesi è complicato. La forma non è ancora al massimo, ma lavoro con la squadra da una settimana. Credo che in quindici giorni sarò vicino al 100% della condizione”.

Sulla sfida di lunedì sera, la Nicolò Rovella intervista evidenzia la voglia di rivalsa: “Troverete una Lazio diversa e in fiducia dopo Verona. Vogliamo riscattare l’andata, giochiamo davanti ai nostri tifosi e dobbiamo dare continuità”. Una continuità necessaria anche dopo gli innesti di Kenneth Taylor e Ante Ratkov presentati a Formello.

La notte folle e la nascita di Venere

Un passaggio emozionante dell’intervista riguarda la vita privata del calciatore. Rovella ha ricordato la coincidenza incredibile tra la gara d’andata contro il Como e la nascita della sua primogenita.

“Una notte pazza! Eravamo a Milano, sono dovuto tornare di corsa a Roma per il parto e ripartire la mattina successiva dopo una notte in ospedale”, racconta Rovella. “È incredibile che siano già passati cinque mesi e che ora ci sia di nuovo il Como. La nascita di Venere mi ha dato una forza incredibile nei momenti bui dell’infortunio”.

Obiettivo Nazionale: il legame con Gattuso

Il 2026 deve essere l’anno della consacrazione definitiva. Rovella non nasconde le sue ambizioni in maglia azzurra, svelando un retroscena sul rapporto con l’attuale Commissario Tecnico della Nazionale:

“Ho parlato spesso con il C.T. Gattuso, mi è stato molto vicino prima e dopo l’operazione. Questo mi ha dato ancora più carica. Voglio essere a disposizione per i playoff e, spero, per il Mondiale”.

Le parole del centrocampista caricano l’ambiente in vista di un Monday Night che si preannuncia caldissimo. Se non hai ancora il tuo posto, sono ancora disponibili gli ultimi biglietti per Lazio-Como con la speciale promozione “4 Insieme”.


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Nuno Tavares Besiktas: l’annuncio del presidente turco scuote il mercato della Lazio

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Nuno Tavares Lazio Besiktas trattativa calciomercato presidente

Il futuro di Nuno Tavares sembra essere sempre più lontano dalla Capitale. In questa frenetica finestra di gennaio, il terzino portoghese è finito nel mirino di diversi club, ma nelle ultime ore è arrivata una brusca accelerata dalla Turchia. Dopo i sondaggi provenienti dal mercato arabo, è il Besiktas ad aver mosso i passi decisivi per assicurarsi le prestazioni del laterale biancoceleste.

Trattativa Nuno Tavares Lazio Besiktas: “Chiusura imminente”

A confermare lo stato avanzato dell’operazione è stato direttamente il presidente del club di Istanbul. Le sue parole, rilasciate nella giornata di oggi 16 gennaio, non lasciano spazio a molti dubbi sulla volontà dei bianconeri di portare il giocatore in Super Lig:

“Per quanto riguarda Nuno Tavares, non ci sarebbero problemi legati al giocatore. I contatti con la Lazio sono in corso e nella giornata di ieri si è tenuto un nuovo incontro. La trattativa potrebbe chiudersi già oggi oppure nei prossimi giorni. L’operazione resta ben avviata”.

Il numero uno del Besiktas ha poi aggiunto che, nonostante l’ottimismo, il club mantiene pronto un piano alternativo, anche se il dialogo con la dirigenza laziale non accenna a interrompersi. Un’uscita che libererebbe spazio salariale e numerico dopo gli arrivi ufficiali di Kenneth Taylor e Ante Ratkov.

Le strategie della Lazio tra uscite e campo

La possibile cessione di Tavares si inserisce in un contesto di profondo rinnovamento voluto dalla società, come confermato dalle recenti e durissime dichiarazioni di Claudio Lotito e Angelo Fabiani a Formello. La linea del club è chiara: restano solo i giocatori pienamente coinvolti nel progetto di Maurizio Sarri.

Mentre il DS lavora sul mercato in uscita, la squadra continua la preparazione per il posticipo contro il Como. Un match fondamentale per le ambizioni europee, per il quale lo spirito di appartenenza sarà decisivo, lo stesso invocato da Danilo Cataldi nella sua ultima intervista.


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Kenneth Taylor si presenta: “Lazio grande progetto. Sarri? Mi ha chiesto di segnare”

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Intervista Taylor Lazio: il centrocampista olandese in azione durante una partita all'Olimpico.

È il giorno di Kenneth Taylor. Nel centro sportivo di Formello, il nuovo centrocampista della Lazio si è presentato ufficialmente a stampa e tifosi. Un acquisto fortemente voluto da Maurizio Sarri per colmare il vuoto lasciato da Matteo Guendouzi e per dare quella qualità necessaria a inseguire l’obiettivo europeo. Accompagnato dal presidente Lotito e dal DS Fabiani, l’olandese ha mostrato subito idee chiare e personalità.

Lotito: “Guendouzi ha chiesto la cessione, Taylor colpo mirato”

Ad aprire la conferenza è stato il presidente Claudio Lotito, che ha chiarito i retroscena dell’addio di Guendouzi e l’arrivo dell’ex Ajax:

“Guendouzi ha chiesto di essere ceduto e lo abbiamo accontentato. La Lazio è un punto di arrivo, non di partenza. Taylor è un giocatore conosciuto, selezionato attraverso un grande lavoro di scouting per qualità tecniche e morali. Non stiamo facendo svendite, ma inserimenti mirati”.

Il DS Angelo Fabiani ha rincarato la dose, definendo Taylor come “l’elemento di squilibrio tecnico richiesto da Sarri”, ricordando i numeri importanti del centrocampista nella scorsa stagione (14 gol e 7 assist con la maglia dei lancieri).

Taylor: “Ambizione e DNA Ajax al servizio della Lazio”

Il giovane talento olandese ha spiegato i motivi che lo hanno spinto a scegliere il campionato italiano e i colori biancocelesti: “Crescere all’ Ajax significa far parte di una delle migliori accademie del mondo, ma sentivo l’ambizione di fare di più. La Serie A è un calcio maturo e la Lazio ha un grande progetto. Mi hanno convinto il presidente, il direttore e soprattutto il tecnico”.

Sull’impatto con il mondo di Maurizio Sarri, Kenneth Taylor è apparso già molto integrato:

“Sarri mi ha chiesto di muovere velocemente la palla e di inserirmi per segnare. Posso giocare mezzala destra o sinistra, ma anche davanti alla difesa. A Verona l’accoglienza dei tifosi è stata incredibile, vedere tutti quegli striscioni è stato bellissimo”.

L’olandese ha poi citato i suoi modelli (Xavi, Iniesta e Busquets) e ha ringraziato Danilo Cataldi per il supporto ricevuto nei primi giorni: “Cataldi mi parla tanto, quando un giocatore con la sua esperienza ti dà consigli, devi solo ascoltare”. Un’integrazione che passa anche dal campo, dopo che il centrocampista romano ha ribadito l’importanza del gruppo nell’ ultima intervista a Lazio Style Channel.


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Obiettivo Como e scalata europea

Con l’inserimento di Taylor, la Lazio punta a dare l’assalto alle zone nobili della classifica. Il prossimo test sarà lunedì sera all’Olimpico contro i lariani, sfida per la quale sono già disponibili i biglietti con le promozioni speciali “4 Insieme”. La duttilità del numero 32 sarà l’arma in più per Sarri in un centrocampo che deve ancora fare a meno di alcuni pezzi pregiati.



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Fabiani fa scudo a Sarri e sbotta: “Su Taylor fatti gravissimi, denuncerò tutto”

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Scontro Sarri Lotito Fabiani Formello Lazio crisi società

Dopo le parole di fuoco del presidente Lotito, a Formello ha preso la parola il direttore sportivo Angelo Fabiani. In occasione della presentazione di Taylor e Ratkov, il DS biancoceleste ha voluto fare chiarezza sul clima che si respira nel centro sportivo, blindando la posizione dell’allenatore ma lanciando accuse pesantissime sulle dinamiche del calciomercato internazionale.

“Guai a chi ci tocca Sarri”: Fabiani smentisce la frattura

Il primo obiettivo di Fabiani è stato quello di spegnere l’incendio mediatico riguardante il presunto strappo tra società e guida tecnica. Il DS ha ribadito come Fabiani Lazio Sarri sia un tridente (con Lotito) che lavora in totale sintonia, nonostante le “battute” presidenziali.

“Guai a chi ci tocca Sarri, è il nostro condottiero e il nostro orgoglio. Non c’è nessuna diatriba tra me e il tecnico, siamo di comune accordo su tutto. Le dimissioni? È stato il primo a essere ricontattato perché c’è piena sintonia. Qualche bizza bisogna farla passare allo stalliere del re, lui lo sa quanto voi”.

Parole che mirano a riportare serenità nello spogliatoio, come auspicato anche da Danilo Cataldi nella sua ultima intervista, in vista del delicato match dell’Olimpico (qui tutte le info sui biglietti per Lazio-Como).

La bomba Taylor: “Andrò in Procura, sistema malato”

Il passaggio più scioccante della conferenza ha riguardato però i retroscena dell’acquisto di Kenneth Taylor. Fabiani ha denunciato un sistema di intermediazioni opaco che avrebbe tentato di far lievitare il prezzo del cartellino in modo artificiale.

“Presenterò una denuncia alla FIGC e alla Procura della Repubblica per fatti molto strani accaduti nella trattativa di Taylor”, ha esordito il DS. “Un giocatore che vale 10-12 milioni non può schizzare a 25 all’improvviso perché si inseriscono certi personaggi. Io non sono ricattabile, ho messaggi e dichiarazioni. Il bubbone lo faccio scoppiare io”. Un attacco frontale ai procuratori e agli intermediari che, secondo il dirigente, avrebbero cercato di lucrare oltre il dovuto sulla pelle della Lazio.

I casi Toth e Raspadori: “Nessun rimpianto”

Infine, il direttore sportivo ha fatto luce sulle trattative sfumate. Su Alex Toth, Fabiani ha spiegato come il giocatore fosse stato inizialmente “benedetto” da Sarri prima che la valutazione diventasse fuori mercato. Su Giacomo Raspadori, invece, è emerso un retroscena: “Sarri ha chiamato direttamente il giocatore, ma lui ha preferito l’Atalanta. È un problema nostro? Noi dimostriamo di poter fare calcio anche senza di lui”.

La linea della società è chiara: la Lazio non si piega ai ricatti e prosegue sulla strada della sostenibilità, puntando tutto sulla guida tattica del suo “Comandante”.


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Lotito a muso duro: “A casa mia comando io. Sarri sapeva tutto, la rosa è competitiva”

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Claudio Lotito conferenza stampa Formello Taylor Ratkov Sarri

Giornata di fuoco nel centro sportivo di Formello. In occasione della presentazione ufficiale dei nuovi acquisti Kenneth Taylor e Ante Ratkov, il presidente Claudio Lotito si è preso la scena, trasformando la conferenza stampa in un vero e proprio manifesto della sua gestione. Tra frecciate velenose a Maurizio Sarri, chiarimenti sulle strategie di mercato e annunci sul futuro finanziario del club, il numero uno biancoceleste non ha lasciato spazio alle interpretazioni.

“Comando io”: lo strappo con Maurizio Sarri

Il tema centrale della conferenza è stato inevitabilmente il rapporto con il tecnico toscano, apparso teso nelle ultime settimane. Lotito è stato categorico sulla gerarchia societaria:

“A casa mia comando io, gli altri sono dipendenti. Non decidono gli altri, altrimenti è la baraonda. Quando abbiamo scelto l’allenatore, sapeva qual era la rosa: se sei un bravo tecnico devi formare i calciatori, sennò sono chiacchiere da bar”.

Il presidente ha poi difeso il valore tecnico del gruppo, sottolineando come molti giocatori della Lazio siano cercati all’estero, citando il caso di Belahyane (richiesto da 2-3 società) e la cessione sfumata di Castellanos per 45 milioni. Una difesa della rosa che si scontra frontalmente con le recenti richieste di rinforzi avanzate dall’allenatore.

Calciomercato Lazio: “Non facciamo figurine Panini”

Sul fronte entrate, Lotito ha chiarito che non ci saranno colpi a effetto tanto per accontentare la piazza. “Il mercato chiude il 31 gennaio, non dobbiamo per forza comprare come se andassimo al supermercato. Valutiamo l’aspetto tecnico, economico e caratteriale. Non facciamo la collezione delle figurine Panini”.

Nonostante la chiusura del mercato estivo condizionata da blocchi burocratici, il presidente rivendica la competitività della squadra, ricordando come il ds avesse già allestito un gruppo di livello internazionale. Un gruppo che dovrà ora affrontare il tour de force di campionato, a partire dal prossimo lunedì all’Olimpico (qui tutte le info sui biglietti per Lazio-Como).

Academy, Stadio e il salto al Nasdaq

Oltre al campo, Lotito ha tracciato la rotta per la Lazio del futuro. Entro un mese dovrebbero concludersi i lavori per l’Academy (7 campi previsti, scuola e foresteria), ma la vera notizia riguarda il posizionamento finanziario: il club punta alla quotazione al Nasdaq. “Riteniamo che questo possa far fare un grande salto al club, è molto apprezzato nell’ambiente americano. Nel 2027 finiranno i 550 milioni di debiti che mi sono caricato per salvare la matricola originale: da quel momento la Lazio recupererà 30 milioni di cassa l’anno”.

Un passaggio è stato dedicato anche alla Conference League, definita una competizione che “crea solo danni a un club strutturato”, confermando la volontà di puntare esclusivamente a Champions ed Europa League. In questo clima di ricostruzione e tensione, restano fondamentali le parole dei leader dello spogliatoio, come sottolineato nell’ultima intervista di Danilo Cataldi, che ha ribadito il suo legame con il mondo biancoceleste.


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Danilo Cataldi a cuore aperto: “Con Sarri il legame ideale. Mihajlovic? Avrei voluto giocare con lui”

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Esultanza Danilo Cataldi dopo il gol del 3-2 in Lazio-Genoa 2026

Oltre 250 presenze con l’aquila sul petto e una vita dedicata ai colori biancocelesti. Danilo Cataldi si è confessato in una lunga intervista rilasciata ai microfoni di Lazio Style Channel, all’interno della rubrica “La Mia Lazio”. Il centrocampista romano ha ripercorso le tappe della sua carriera, soffermandosi sul presente, sui grandi campioni del passato e sul rapporto speciale con l’attuale tecnico.

Il legame con Maurizio Sarri e il passato

Dopo l’esperienza a Firenze, Cataldi è tornato a Formello con una consapevolezza diversa, tipica di chi ha superato la soglia dei trent’anni. Nel corso dell’intervista, il numero 32 ha analizzato il suo rapporto con gli allenatori avuti nella Capitale, spendendo parole importanti per il “Comandante”:

“Pioli, Inzaghi e Sarri sono stati tre tecnici fondamentali, ma con Sarri sento un legame calcistico più adatto alle mie caratteristiche. Spero di continuare questo percorso di crescita sotto la sua guida”.

Cataldi ha anche svelato un retroscena sul suo periodo lontano da Roma: “A Firenze vedevo tutte le gare della Lazio, anche dal telefono nello spogliatoio. I quarti con il Bodo sono stati difficili da digerire per i miei compagni, così come vivere i derby a distanza con Edoardo Bove”.

Il paragone Kean-Immobile e il mito Mihajlovic

Uno dei temi caldi trattati è stato il confronto tra il passato glorioso di Ciro Immobile e il presente di Moise Kean. Cataldi non si è nascosto: “Paragone complicato. Ciro ha avuto una continuità realizzativa incredibile per dieci anni, vincendo una Scarpa d’Oro. Kean ha potenzialità atletiche impressionanti, deve solo ripetersi a questi livelli, ma le qualità ci sono tutte”.

Un pensiero commosso è andato anche a chi ha fatto la storia del club: “Se potessi scegliere un giocatore del passato con cui scendere in campo oggi, direi senza dubbio Sinisa Mihajlovic. La Lazio ha avuto grandi campioni, ma lui era un uomo straordinario”.


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Le leggende e il traguardo delle 250 presenze

Cataldi ha poi reso omaggio ai compagni che lo hanno aiutato a crescere, citando Stefan Radu (“La persona che più mi ha aiutato in campo”) e campioni del calibro di Miroslav Klose e Felipe Anderson.

Infine, un commento sul traguardo delle oltre 250 presenze in maglia Lazio: “Non è stato un percorso facile, sono andato via e tornato. Ma guardandomi indietro sono orgoglioso e spero di portare questa squadra il più in alto possibile”.

Un obiettivo che passa anche per il prossimo impegno di campionato all’Olimpico, per il quale sono già disponibili i biglietti per Lazio-Como con promozioni speciali.



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Dove vedere Lazio Como in TV e streaming: le ultime sulle formazioni di Sarri

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Dove vedere Lazio Como TV streaming formazioni Sarri
Lazio-Como, probabili formazioni e dove vederla in tv e streaming

Il Monday Night della ventunesima giornata di Serie A Enilive mette di fronte Lazio e Como in un incrocio che profuma di Europa. Lunedì 19 gennaio, alle ore 20:45, la squadra di Maurizio Sarri scende in campo all’Olimpico per dare continuità alla vittoria di Verona e scalare la classifica.

Lazio-Como: dove vederla in TV e streaming

Il match tra biancocelesti e lariani sarà trasmesso in esclusiva da DAZN. Per seguire la sfida in TV, sarà necessario scaricare l’app di DAZN su una smart TV compatibile o utilizzare dispositivi come Amazon Fire TV Stick, Google Chromecast o console di gioco.

Per chi preferisce lo streaming, la partita sarà visibile tramite l’app DAZN su smartphone e tablet o collegandosi al sito ufficiale tramite PC. Inoltre, gli abbonati Sky che hanno attivato l’opzione “Zona DAZN” potranno seguire l’incontro sui canali lineari dedicati della piattaforma satellitare.

Qui Formello: le scelte di Sarri e il rientro di Zaccagni

Dopo i due giorni di riposo concessi dal tecnico, la Lazio ha ripreso la preparazione nel quartier generale di Formello. La notizia più importante riguarda Mattia Zaccagni: il capitano ha scontato la squalifica e riprenderà il suo posto nel tridente offensivo.

Resta invece il dubbio legato a Toma Basic, alle prese con un risentimento muscolare; se il croato non dovesse farcela, è pronto il nuovo acquisto Taylor, che ha già mostrato buoni segnali nell’ultimo turno. In cabina di regia spazio a Danilo Cataldi, mentre Rovella partirà inizialmente dalla panchina. Ancora assenti Patric (infortunio al polpaccio) e i nazionali Dele-Bashiru e Dia, impegnati in Coppa d’Africa.


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Probabili Formazioni Lazio-Como

Sarri dovrebbe confermare il collaudato 4-3-3, mentre Fabregas si affiderà al talento di Nico Paz dietro l’unica punta Douvikas.

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Lazzari; Cataldi, Rovella, Taylor; Cancellieri, Ratkov, Zaccagni. All.: Sarri.

COMO (4-2-3-1): Butez; Van der Brempt, Kempf, Diego Carlos, Moreno; Da Cunha, Perrone; Vojvoda, Nico Paz, Jesus Rodriguez; Douvikas. All.: Fabregas.

Il clima all’Olimpico si preannuncia caldissimo, non solo per l’importanza della classifica ma anche per le vicende extra-campo che hanno visto Sarri blindare i suoi fedelissimi in questa sessione di mercato.



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Biglietti Lazio Como: torna la promo “4 insieme” per il Monday Night all’Olimpico

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biglietti lazio como prezzi e promozioni
Striscione Tifosi Lazio Mio Nonno tifava Lazio tuo Nonno pure Roma 11-01-2015 Stadio Olimpico, Football Calcio Serie A AS Roma - Lazio . Foto Andrea Staccioli / Insidefoto

Dopo la fondamentale vittoria esterna contro il Verona, la squadra di Maurizio Sarri torna tra le mura amiche dello Stadio Olimpico. La S.S. Lazio ha ufficializzato l’apertura della vendita dei biglietti per Lazio-Como, sfida valida per la Serie A Enilive in programma lunedì 19 gennaio alle ore 20:45.

👨‍👩‍👧‍👦 La Promozione “4 Insieme” e Under 14 Omaggio

Per questa gara è stata riproposta la speciale tariffa 4 insieme: sarà possibile acquistare 4 biglietti nello stesso settore a un prezzo ridotto, a patto che l’acquisto avvenga contemporaneamente per tutti e quattro i titoli.

Inoltre, per i giovani tifosi nati dal 01/01/2012 (Under 14), è previsto il biglietto omaggio se accompagnati da un adulto pagante. Questa operazione è valida solo presso i Lazio Style 1900 o la biglietteria di Via Nigra il giorno della gara.

🎟️ Tabella Prezzi Biglietti Lazio-Como

Di seguito i prezzi ufficiali per i principali settori dello Stadio Olimpico:

SettoreInteroInvalidi civili al 100% e accompagnatore (*)Ridotto Under 16 (**)Ridotto Under 14 (**)4 Insieme
TR. D’ONORE CON HOSPITALITY300€======820 €
TR. D’ONORE LAT. DESTRA150€======410€
TR. MONTE MARIO TOP70€35€35€OMAGGIO185€
TR. MONTE MARIO LAT.55€30€30€OMAGGIO150€
TR. TEVERE GOLD70€35€35€OMAGGIO185€
TR. TEVERE TOP65€30€30€OMAGGIO170€
TR. TEVERE40€22€22€==110€
TR. TEVERE PARTERRE CENTRALE40€22€22€
==
110€
TR. TEVERE PARTERRE LAT.40€22€22€
==
110€
TR. TEVERE NON DEAMB. IN CARROZZELLA5 €====
==

=
TR. TEVERE ACCOMPAGNO. NON DEAMB. IN CARR.30€====
==

=
CURVA MAESTRELLI30€18€18€OMAGGIO80€
DISTINTI SUD EST30€18€18€OMAGGIO80€
DISTINTI SUD OVEST – OSPITI40€====

Nota: Per gli acquisti online sul circuito Vivaticket verrà applicata una commissione di servizio del 3,80%.


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📍 Punti Vendita e Modalità d’acquisto

I tagliandi possono essere acquistati:

  • Online tramite il circuito Vivaticket.
  • Presso i punti vendita fisici Vivaticket.
  • Le tariffe agevolate (Invalidi 100% e disabili) sono disponibili solo nei Lazio Style 1900.

Ricordiamo che è possibile caricare il titolo d’ingresso elettronicamente sulla propria Fidelity Card (Millenovecento o Eagle).

🦅 Clima rovente a Formello

La gara contro il Como arriva in un momento di grande tensione societaria. Se il campo dà ragione a Sarri, fuori continua a tenere banco il caso Alessio Romagnoli e le sirene dall’Al-Sadd, con il tecnico pronto a tutto pur di blindare il suo leader difensivo.



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Biglietti Juventus Lazio: info e prezzi per il settore ospiti dell’Allianz Stadium

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Giocatori Lazio esultanza campo Juventus Lazio Allianz Stadium 2026

La Juventus F.C. ha ufficializzato le modalità di vendita per i biglietti di Juventus-Lazio, gara di Serie A EniLive in programma domenica 8 febbraio alle ore 20:45. Dopo la vittoria pesante ottenuta a Verona, i tifosi biancocelesti si preparano a invadere Torino nonostante il clima teso intorno alla società.

📅 Date e orari della vendita

La vendita dei tagliandi per il settore ospiti inizierà venerdì 16 gennaio alle ore 10:00 e terminerà alle ore 19:00 di sabato 7 febbraio. L’acquisto è disponibile esclusivamente online tramite i canali ufficiali.

💰 Prezzi e Capienza

L’Allianz Stadium mette a disposizione un totale di 2.099 posti per i sostenitori laziali:

  • Primo anello: 1.016 posti
  • Secondo anello: 1.083 posti
  • Prezzo unico: € 45 + commissioni web.

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⚠️ Requisiti: Tessera del Tifoso Millenovecento

Per l’acquisto dei biglietti di Juventus-Lazio vige l’obbligo della Tessera del Tifoso Millenovecento. Senza la tessera non sarà possibile caricare il titolo digitale né accedere al settore ospiti.

🚩 Striscioni e Regolamento

Per l’esposizione di striscioni, è necessario inviare la richiesta a richiesta.striscioni@juventus.com entro i termini stabiliti. Per gli striscioni già censiti nell’albo O.N.M.S., resta obbligatoria la comunicazione preventiva alla squadra ospitante.

Tutte le ulteriori informazioni su parcheggi e viabilità sono consultabili sul comunicato ufficiale della S.S. Lazio.

🦅 Lazio tra campo e tensioni

La squadra arriverà a Torino nel pieno di una bufera mediatica. Se da un lato il campo sorride, dall’altro tiene banco il caso Alessio Romagnoli, con Maurizio Sarri che ha minacciato le dimissioni in caso di cessione del difensore. Il supporto dei 2.000 dell’Allianz sarà, ancora una volta, l’unica certezza.



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Lazio, l’eterno anno zero: Sarri dice la verità

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Conferenza Sarri Lazio Atalanta: il tecnico biancoceleste risponde alle domande dei giornalisti nella sala stampa di Formello. Conferenza Sarri Lazio Atalanta

Una delle qualità che rendono Maurizio Sarri fondamentale per la S.S. Lazio è una rarità nel calcio italiano: non ha paura di parlare. Non addolcisce la realtà, non si nasconde dietro frasi di circostanza, non accetta di diventare il parafulmine di errori altrui.

Ed è esattamente il contrario di ciò che era accaduto con Marco Baroni.
Baroni ha scelto il silenzio. Sarri ha scelto la verità.


🎙️ Parlare è una forma di difesa

In un sistema come quello laziale, non parlare significa esporsi. Perché la storia recente insegna una cosa chiarissima: quando le cose vanno male, la colpa non è mai della società, ma sempre dell’allenatore.

È successo a Baroni, sarebbe successo a chiunque.

Sarri lo sa.
Ed è per questo che parla ora, prima, mettendo agli atti le sue posizioni:

  • non voleva cedere Matteo Guendouzi
  • voleva un profilo alla Giacomo Raspadori, non Petar Ratkov
  • vuole tenere Alessio Romagnoli e Matteo Cancellieri

Domani, quando qualcuno dirà “all’allenatore abbiamo dato giocatori forti”, Sarri potrà rispondere:
no, non quelli che avevo chiesto.


🧠 “Ogni anno sembra un anno zero”

La frase pronunciata da Sarri dopo Verona-Lazio è una fotografia spietata ma realistica:

“Alla Lazio ogni anno sembra un anno zero”

Una frase che fa male, soprattutto a Angelo Fabiani, perché smonta la narrazione del cosiddetto progetto giovani.

Negli ultimi tre anni la Lazio:

  • vende i migliori
  • compra giocatori non all’altezza
  • li rivende
  • e riparte da capo

Milinković-Savic, Luis Alberto, Immobile, Felipe Anderson: un ciclo chiuso.
Isaksen, Castellanos, Noslin, Ratkov: tentativi, non progetto.

Se Ratkov non funziona, tra 12 mesi si venderà Ratkov e si ripartirà.
Ancora.
E ancora.


👶 Il “progetto giovani” che non esiste

Qui sta la contraddizione più evidente.

Si parla di progetto giovani, ma:

  • si rinnovano Matías Vecino (over 30)
  • si rinnovano Adam Marušić (over 30)
  • si conferma Pedro

Contro il Verona:

  • Provedel over 30
  • Romagnoli over 30
  • Marušić over 30
  • Cataldi over 30
  • Vecino over 30

Questo non è un progetto giovani.

Un progetto giovani prevede:

  • un blocco di titolari tra i 22 e i 26 anni
  • crescita progressiva
  • continuità tecnica

Qui, invece, ogni estate si resetta tutto.


🔄 L’anno zero che si ripete

Il primo anno zero doveva essere quello di Baroni.
È arrivato Sarri: nuovo anno zero.
E attenzione: l’anno prossimo potrebbe essere un altro anno zero.

Perché senza un’idea chiara:

  • si naviga a vista
  • si improvvisa
  • si scarica la colpa sull’allenatore

E a rimetterci è sempre lo stesso soggetto: il tifoso laziale.


🦅 Conclusione

Sarri è fondamentale non solo per ciò che allena, ma per ciò che smonta:

  • la narrazione autoassolutoria
  • il falso progetto
  • la retorica del “meglio di così non si può”

Se la Lazio vuole smettere di ripartire da zero ogni anno, deve partire da una cosa semplice:
ascoltare l’allenatore.

Altrimenti l’anno zero non finirà mai.



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Open VAR e Lazio-Fiorentina: più dubbi che chiarezza

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Arbitro al monitor VAR durante una partita di Serie A della Lazio

Open VAR nasce con un obiettivo preciso: spiegare, chiarire, rassicurare. Mostrare che dietro le decisioni arbitrali non ci sono secondi fini né malafede, ma interpretazioni, errori umani e applicazione del regolamento. Un tentativo, nelle intenzioni, di stemperare un clima che in Italia è da anni incandescente.

Eppure, la puntata dedicata a Lazio-Fiorentina ha prodotto l’effetto opposto.


⚠️ Il contesto: una Lazio già martoriata

La S.S. Lazio è una delle squadre che in questa stagione si è sentita maggiormente penalizzata dagli episodi arbitrali. Non a caso, Claudio Lotito ha inviato una PEC ai vertici del calcio italiano chiedendo un confronto formale sul tema arbitrale.

La risposta del designatore Gianluca Rocchi, però, è apparsa più stizzita che dialogante: “Se non credete alla nostra buona fede, mi dimetto”.
Una frase che non ha aperto un tavolo di confronto, ma ha irrigidito ulteriormente il clima.


❌ Il rigore non dato alla Lazio: dialogo imbarazzante

Nel primo episodio analizzato da Open VAR – il rigore non concesso alla Lazio – emerge un dialogo tra VAR e AVAR che lascia interdetti.
Si parla di:

  • “simulazione accentuata”
  • “trattenuta minima”

Peccato che le immagini mostrino una maglia tirata per decine di centimetri. Il check è rapidissimo, non viene richiamato l’arbitro al monitor e la decisione resta invariata.

Qui nasce il primo problema serio:
👉 perché ci si concentra sulla simulazione e non sulla trattenuta evidente?

Se non è malafede, il dubbio che resta è ancora più grave: incapacità o errata applicazione del regolamento.


🚨 Il secondo episodio: il silenzio che fa rumore

Ancora più inquietante è ciò che accade dopo.

Nel rigore concesso alla Fiorentina, su un contatto infinitamente più lieve, non viene trasmesso alcun audio. Nessun dialogo VAR, nessuna spiegazione, nessuna trasparenza.

E qui sorgono tre domande inevitabili:

  1. Se nel primo caso la “leggerezza” annulla un rigore, perché nel secondo la “leggerezza” diventa rigore?
  2. Perché la presunta simulazione viene valutata solo in un senso?
  3. Perché l’audio del secondo episodio non viene mandato in onda?

Se l’obiettivo di Open VAR è la chiarezza, l’assenza di un audio è un fallimento comunicativo totale.


🧠 Trasparenza selettiva = sospetto

In un Paese come l’Italia, la trasparenza selettiva genera automaticamente sospetti.
Se l’audio del primo episodio esiste, quello del secondo esiste per forza. Il fatto che non venga trasmesso porta il tifoso – non solo quello della Lazio – a pensare che:

  • siano state dette cose difficilmente difendibili
  • oppure che ci sia stato un errore talmente grave da essere “coperto”

Non mostrare l’audio non elimina il problema, lo amplifica.


❓ Open VAR: strumento utile o boomerang?

Il paradosso è evidente:
Open VAR nasce per combattere la sfiducia, ma se non mostra tutti gli elementi, finisce per rafforzarla.

O mostri tutto,
o non mostri nulla.

La via di mezzo è la peggiore possibile.


🔚 Conclusione

Dopo questa puntata, il tifoso della Lazio non è più tranquillo.
È più dubbioso di prima.

E quando la comunicazione arbitrale non chiarisce, ma seleziona cosa mostrare, il sospetto non nasce per complottismo: nasce per mancanza di trasparenza.

Ed è questo il vero problema del calcio italiano oggi.



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Lazio, il corto circuito tra Sarri e società

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Confronto Lotito giocatori: il presidente della Lazio osserva la squadra a bordo campo.
Claudio Lotito e Maurizio Sarri discutono a Formello sul mercato di gennaio della Lazio, con Lorenzo Insigne tra i possibili obiettivi.

In casa S.S. Lazio non c’è soltanto un problema tecnico o di risultati. Il vero nodo, sempre più evidente, è un problema di comunicazione e di visione condivisa tra allenatore e società. Un corto circuito che rischia di compromettere qualsiasi progetto futuro.

I segnali sono ormai troppi per essere ignorati.


❌ Guendouzi: il primo strappo

Matteo Guendouzi era uno dei pilastri su cui Maurizio Sarri avrebbe voluto costruire la nuova Lazio. Un giocatore di personalità, intensità e leadership, perfetto per dare identità a un centrocampo in fase di rifondazione.

La società, però, ha scelto diversamente.
Guendouzi è stato ceduto, nonostante la volontà dell’allenatore fosse chiara. Un’operazione economicamente conveniente, ma tecnicamente e progettualmente dissonante rispetto alle indicazioni del tecnico.


🔄 Raspadori vs Ratkov: idee diverse

Il secondo caso è ancora più emblematico. Sarri aveva indicato Giacomo Raspadori come profilo ideale per l’attacco: un giocatore associativo, capace di legare il gioco, muoversi tra le linee e interpretare più ruoli offensivi.

La risposta della società è stata l’arrivo di Petar Ratkov, attaccante con caratteristiche completamente diverse: fisicità, gioco spalle alla porta, prospettiva più che immediatezza.

Non è una bocciatura del giocatore, ma un dato oggettivo: non è il profilo richiesto dall’allenatore.


⚠️ Romagnoli e Cancellieri: il paradosso

Il paradosso si completa con le situazioni di Alessio Romagnoli e Matteo Cancellieri.

Sarri vorrebbe:

  • tenere Romagnoli come leader difensivo
  • lavorare su Cancellieri per valorizzarne il potenziale

La società, invece:

  • valuta la cessione del difensore
  • ascolta offerte per l’esterno offensivo

Due visioni opposte, ancora una volta.


🧠 Così non si costruisce un progetto

Il punto non è stabilire chi abbia ragione.
Il punto è che così non si può andare avanti.

Un allenatore non può:

  • chiedere di costruire una base
  • indicare profili funzionali
  • e poi ritrovarsi con scelte opposte

In questo modo non esiste programmazione, ma gestione dell’emergenza. E l’emergenza, nel calcio, porta solo a una direzione: il disastro sportivo.


🦅 Il rischio più grande

Il rischio non è perdere una partita o una posizione in classifica.
Il rischio è bruciare l’allenatore, svalutare i giocatori e rimanere intrappolati in un limbo eterno: né ambizione, né ricostruzione vera.

Sarri sta provando a dare una linea chiara.
La società, al momento, sembra seguirne un’altra.


🔚 Conclusione

Se non si riallineano obiettivi, mercato e visione tecnica, il futuro della Lazio non potrà essere positivo.
Non per colpa di un singolo uomo, ma per assenza di una direzione condivisa.

E nel calcio moderno, senza direzione, non si va da nessuna parte.



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Lazio, Belahyane già in uscita: Torino e Ligue 1

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Reda Belahyane con la maglia della Lazio durante una fase di gioco, loghi di Torino, Nizza e Rennes in sovraimpressione.
Reda Belahyane durante un allenamento della Lazio a Formello, in difficoltà a imporsi tra i titolari.

Potrebbe già concludersi l’avventura di Reda Belahyane con la S.S. Lazio. A distanza di appena un anno dal suo arrivo nella Capitale, il centrocampista marocchino è finito nella lista dei possibili partenti in questa sessione di mercato.

Belahyane era approdato a Formello la scorsa stagione, al termine di un lungo intreccio di mercato che aveva coinvolto anche Casadei e Fazzini. Alla fine, la dirigenza biancoceleste aveva deciso di puntare sull’ex Hellas Verona, un profilo già conosciuto da Marco Baroni, che lo aveva allenato proprio in gialloblù.


⏳ Poco spazio e numeri limitati

Nonostante le aspettative iniziali, l’esperienza alla Lazio non ha trovato continuità. In questa stagione Belahyane ha collezionato soltanto 8 presenze ufficiali, arricchite da un assist, senza riuscire a ritagliarsi un ruolo stabile nelle rotazioni del centrocampo biancoceleste.

Un minutaggio ridotto che ha inevitabilmente acceso i riflettori sul suo futuro, soprattutto in un momento in cui la Lazio è chiamata a snellire la rosa e a effettuare scelte più funzionali alle esigenze tecniche attuali.


🔄 Torino in prima fila, occhio alla Francia

Sul centrocampista marocchino non mancano gli estimatori. In Serie A si registra l’interesse del Torino, dove ritroverebbe proprio Baroni, allenatore che ha sempre mostrato fiducia nelle sue qualità.

Ma non solo Italia. Dalla Francia, diverse squadre di Ligue 1 hanno manifestato apprezzamento: in particolare Rennes e Nizza stanno monitorando la situazione con attenzione.

Nelle ultime ore, come riportato da Gianluca Di Marzio, si è aggiunta anche la Cremonese, che avrebbe messo Belahyane nel mirino per rinforzare il proprio centrocampo.


🧠 Strategia Lazio: riflessioni in corso

La Lazio riflette sulla formula dell’eventuale operazione, che potrebbe concretizzarsi attraverso una cessione a titolo definitivo o un prestito con diritto di riscatto. Molto dipenderà dalla proposta che arriverà sul tavolo di Formello e dalla volontà del giocatore di rilanciarsi in un contesto con maggiore spazio.

Quel che appare chiaro è che Belahyane non è considerato incedibile e che, a fronte dell’offerta giusta, il club biancoceleste è pronto a valutare l’addio dopo una sola stagione.



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Lazio, c’è la firma di Pedraza: arriverà a luglio

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Alfonso Pedraza in azione con la maglia del Villarreal prima del trasferimento alla Lazio

Ora è ufficiale: c’è la firma di Alfonso Pedraza.
La S.S. Lazio ha trovato l’accordo con il terzino sinistro del Villarreal, che si unirà alla squadra biancoceleste al termine della stagione.

Secondo quanto riportato da Il Messaggero, il calciatore spagnolo, in scadenza di contratto a giugno, ha sottoscritto un accordo con la Lazio fino al 2028, con opzione per un’ulteriore stagione. Un’operazione impostata da tempo e ora definita nei dettagli, che rappresenta una mossa in prospettiva per il prossimo corso sportivo.


⏳ Arrivo rimandato all’estate

Nonostante i tentativi del club biancoceleste, Pedraza non arriverà a gennaio. Il Villarreal ha infatti deciso di non privarsi del giocatore nella finestra invernale, nemmeno a fronte di un indennizzo economico. Una posizione ferma, che ha reso impossibile qualsiasi anticipo dell’operazione.

Per questo motivo, il terzino sbarcherà nella Capitale solo a inizio luglio, entrando a far parte della rosa in vista della stagione 2026/27. Una scelta che permette alla Lazio di assicurarsi un rinforzo a parametro zero, ma costringe allo stesso tempo Sarri e la dirigenza a gestire l’emergenza sugli esterni difensivi fino al termine dell’annata in corso.


🇪🇸 Un rinforzo di esperienza per la fascia sinistra

Classe 1996, Pedraza porta con sé esperienza internazionale e continuità di rendimento, maturate in Liga e nelle competizioni europee. Terzino sinistro di spinta, capace di giocare anche a tutta fascia, rappresenta un profilo funzionale al sistema di gioco biancoceleste, soprattutto per equilibrio tattico e capacità di accompagnare l’azione offensiva.

La Lazio, con questa operazione, anticipa il lavoro sul mercato estivo, assicurandosi un giocatore pronto e affidabile senza dover affrontare aste o rilanci economici.


🔵 Strategia chiara: programmare il futuro

L’arrivo di Pedraza si inserisce in una strategia precisa: programmare con anticipo, intervenendo sui ruoli chiave senza appesantire il bilancio. In un momento storico in cui il club è chiamato a fare scelte ponderate, l’accordo con il terzino spagnolo rappresenta un segnale di pianificazione.

Ora resta da capire se, da qui a fine stagione, la Lazio riuscirà a intervenire anche nell’immediato per tamponare le esigenze attuali. Intanto, per il futuro, il tassello è stato messo.



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Perché il Corriere spinge la Roma e frena la Lazio

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Prima pagina del Corriere dello Sport dedicata alla Roma e alla Champions League

C’è una domanda che molti tifosi della S.S. Lazio si pongono da tempo, e che negli ultimi giorni è tornata prepotentemente d’attualità:
perché il Corriere dello Sport chiede alla proprietà della Roma di investire di più, mentre alla Lazio viene ripetuto di “accontentarsi”?

L’ultimo editoriale del Corriere dello Sport è emblematico. Il messaggio rivolto alla A.S. Roma è chiaro: questa Roma merita la Champions League, la proprietà deve fare di più. Una presa di posizione netta, esplicita, quasi militante. Una pressione pubblica esercitata senza timidezza nei confronti dei Friedkin.

E allora la domanda è inevitabile:
perché lo stesso metro non viene applicato alla Lazio?


⚖️ Due narrazioni opposte

Quando si parla di Roma, il racconto mediatico è sempre orientato verso l’alto:

  • “La Roma deve tornare in Champions”
  • “La piazza merita investimenti”
  • “Serve uno sforzo della proprietà”

Quando invece si parla di Lazio, il messaggio cambia radicalmente:

  • “Dovete accontentarvi”
  • “Lotito è il miglior presidente possibile”
  • “Meglio la stabilità che l’ambizione”

Un ribaltamento totale di prospettiva, come se le due tifoserie avessero diritti sportivi diversi.


🏆 Anche la Lazio dovrebbe lottare per la Champions

Qui sta il punto centrale che viene sistematicamente ignorato.
Anche la Lazio dovrebbe lottare stabilmente per la Champions League.

Non per arroganza, ma per storia, tifoseria, risultati e dimensione del club.
Negli ultimi 25 anni la Lazio:

  • ha vinto più trofei della Roma
  • ha giocato più finali
  • ha spesso chiuso davanti in campionato

Eppure, nel racconto mediatico dominante, la Lazio viene trattata come una realtà che deve ringraziare di esistere, mentre la Roma come una grande incompiuta da rilanciare a ogni costo.


🧠 Perché il Corriere non “mette pressione” a Lotito?

La risposta non è tecnica, ma narrativa.

Claudio Lotito viene raccontato da anni come:

  • il presidente che “ha salvato la Lazio”
  • il garante della stabilità
  • l’uomo del bilancio in ordine

Tutto vero.
Ma perché questo dovrebbe escludere l’ambizione sportiva?

Nel racconto del Corriere, la stabilità diventa un alibi eterno.
Per la Roma, invece, i conti non sono mai un limite quando si parla di obiettivi.


🗞️ Informazione o indirizzo dell’opinione?

Qui il tema diventa più ampio.
Un quotidiano sportivo dovrebbe analizzare, non educare una tifoseria alla rassegnazione.

Dire ai tifosi della Lazio che “Lotito è il miglior presidente che potete avere” non è un’analisi:
è un giudizio politico-sportivo che chiude il dibattito.

Alla Roma, invece, il dibattito viene alimentato, stimolato, incoraggiato.


🦅 La vera domanda

La domanda allora non è se Lotito sia il miglior presidente possibile.
La vera domanda è:

👉 Perché alla Lazio non viene mai riconosciuto il diritto di pretendere di più?

Perché chiedere investimenti alla Roma è legittimo,
mentre chiederli alla Lazio diventa “ingratitudine”?


🔚 Conclusione

Il problema non è la Roma.
Il problema è il doppio standard.

Se la Champions è un obiettivo legittimo per una, lo è anche per l’altra.
Se i tifosi della Roma hanno diritto a sognare, anche quelli della Lazio.

E un grande quotidiano sportivo dovrebbe raccontarlo con la stessa onestà.



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💣 Caso Alessio Romagnoli Lazio Sarri: il tecnico minaccia le dimissioni immediate

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Alessio Romagnoli Lazio Sarri dimissioni

Clima tesissimo a Formello: Maurizio Sarri non accetta la cessione del suo leader difensivo. Tra promesse di rinnovo non mantenute e l’ombra dell’Al-Sadd, il “Comandante” lancia l’ultimatum a Lotito.

ROMA – Il terremoto era nell’aria, ma ora le scosse fanno tremare le mura di Formello. Il legame tra Alessio Romagnoli Lazio Sarri è il perno su cui ruota l’intera stabilità tecnica biancoceleste, ma oggi quel perno rischia di spezzarsi. Secondo le ultime indiscrezioni riportate da Il Messaggero, il tecnico toscano sarebbe pronto a rassegnare le dimissioni qualora la società decidesse di privarsi del difensore centrale in questa sessione di gennaio.

🤝 La promessa tradita di Lotito

Al centro della contesa non c’è solo l’aspetto tattico, ma una questione di parola data. Alessio Romagnoli era rimasto in estate solo per seguire Sarri, forte di una promessa ricevuta dalla dirigenza nel 2023: rinnovo con adeguamento dell’ingaggio in caso di qualificazione in Champions League.

Nonostante il traguardo raggiunto e il Lazio clean sheet record certificato anche nell’ultima sfida di Verona, il club ha preferito rinnovare i contratti di Basic e Marusic, ignorando le richieste del numero 13.

“Romagnoli sa guidare la difesa in maniera estrema”, aveva dichiarato Sarri a DAZN dopo la vittoria contro l’Hellas. Un attestato di stima che oggi suona come un avvertimento definitivo a Claudio Lotito.

🇶🇦 L’Al-Sadd osserva, Mancini nicchia

Sullo sfondo rimane l’interesse dell’Al-Sadd. Sebbene gli agenti del giocatore stiano sondando il mercato qatariota, Roberto Mancini non avrebbe ancora mosso passi ufficiali, anche a causa dell’incertezza sul proprio futuro sulla panchina del club asiatico. Tuttavia, per Lotito, cedere ora un giocatore che guadagna 3 milioni annui e che scade nel 2027 rappresenterebbe un risparmio economico immediato, utile a sbloccare le operazioni in entrata.

GiocatoreScadenza ContrattoIngaggio AttualeStatus per Sarri
Alessio Romagnoli2027€3,0MIntoccabile
Adam MarusicRinnovato€2,2MAlternativo
Toma BasicRinnovato€1,6MFuori progetto


📲 Segui il “Caso Romagnoli” in tempo reale!

Sarri rimarrà o lascerà davvero la panchina? Lotito manterrà la promessa fatta ad Alessio? Non perdere nemmeno un secondo di questa incredibile vicenda. Unisciti al nostro Canale WhatsApp per gli aggiornamenti dell’ultimo minuto da Formello.

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Lazio, Romagnoli tra rinnovo e voci dal Qatar

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Futuro Romagnoli Lazio: il difensore centrale impartisce indicazioni ai compagni di reparto durante un match di campionato.

Tra i dossier più delicati sul tavolo della S.S. Lazio c’è senza dubbio quello legato al futuro di Alessio Romagnoli. Nelle ultime ore si erano intensificate le voci su un possibile interesse dall’estero, in particolare dall’Al‑Sadd, club qatariota allenato dall’ex biancoceleste Roberto Mancini.

Secondo quanto raccolto dalla nostra redazione, però, alla Lazio non è mai arrivata alcuna offerta ufficiale per il difensore centrale. Un dettaglio fondamentale che ridimensiona notevolmente le indiscrezioni circolate nelle ultime ore e che, di fatto, allontana l’ipotesi di una cessione imminente.


🇶🇦 Nessuna garanzia dal Qatar

Oltre all’assenza di una proposta concreta, c’è un altro elemento che ha raffreddato qualsiasi possibile scenario: dal club qatariota, Romagnoli non avrebbe ricevuto garanzie sulla permanenza di Mancini. L’ex ct azzurro, infatti, non è certo di restare in Qatar anche nella prossima stagione, un’incognita che pesa nelle valutazioni del giocatore.

Per Romagnoli, il progetto tecnico e la stabilità dell’ambiente rappresentano aspetti centrali, soprattutto in una fase della carriera in cui le scelte non possono essere dettate esclusivamente dall’aspetto economico.


⏳ Attesa per il rinnovo

Legato alla Lazio da un contratto in scadenza nel 2027, Romagnoli attende una chiamata da Formello per aprire ufficialmente il discorso legato al rinnovo. Il difensore spera che possano essere rispettate le promesse fatte al momento del suo arrivo nella Capitale, quando aveva accettato il progetto biancoceleste anche in virtù di un percorso di crescita e centralità futura.

Al momento, però, un confronto diretto non è ancora avvenuto. Una situazione che non crea rotture immediate, ma che viene seguita con attenzione dall’entourage del calciatore.


🔍 Gli agenti guardano intorno

Nel frattempo, gli agenti di Romagnoli si guardano intorno, sondando il mercato e valutando eventuali alternative. Non si tratta di una volontà di rottura con la Lazio, bensì di una normale attività di tutela professionale, in attesa che la società chiarisca le proprie intenzioni.

Romagnoli resta un punto fermo della difesa biancoceleste, un profilo di esperienza e affidabilità che ha spesso garantito leadership nei momenti più complessi. Proprio per questo, la sua situazione contrattuale rappresenta un passaggio chiave anche nella programmazione futura del club.


🦅 Una decisione da non rimandare troppo

La Lazio, nelle prossime settimane, sarà chiamata a fare una scelta chiara: aprire il tavolo del rinnovo per blindare uno dei leader dello spogliatoio oppure accettare che il mercato inizi a bussare con sempre maggiore insistenza.

Per ora, il presente dice che Romagnoli è e resta un giocatore della Lazio. Il futuro, però, passa da Formello.



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Lazio, gol dalla panchina: Sarri vince anche nel finale

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Rientro Pedro: l'attaccante spagnolo della Lazio in azione sul terreno di gioco.

Non c’è solo una difesa da record a tenere in piedi la stagione della S.S. Lazio e a evitare l’anonimato in classifica. A fare spesso la differenza, sul filo del gong, sono i gol dei subentrati. Cambia la guida tecnica, ma non la sostanza: la Lazio resta cinica nei finali di gara e pericolosa dalla panchina.

Una continuità evidente, che unisce l’era Baroni a quella di Maurizio Sarri, e che rappresenta uno dei pochi veri tratti identitari di una stagione complessa, segnata da emergenze, mercato bloccato e obiettivi ridimensionati.


⏱️ Gol pesanti, spesso decisivi

Nelle ultime settimane, le reti arrivate negli ultimi minuti hanno inciso in modo determinante sia per chiudere le partite, sia per riaprirle. Emblematici i rigori trasformati allo scadere da Danilo Cataldi e Pedro, episodi che hanno cambiato l’inerzia di gare ormai indirizzate.

Ancora più recente è l’impatto dei subentrati nelle vittorie di misura contro Parma e Verona. Le firme last minute di Tijjani Noslin e Manuel Lazzari hanno regalato punti pesantissimi, confermando una tendenza ormai strutturale.

Non solo gol: Noslin ha anche procurato il rigore contro il Torino e quello che, mercoledì, ha permesso alla Lazio di fermare la Fiorentina sul 2-2, dimostrando come l’impatto dalla panchina non sia solo realizzativo, ma anche funzionale.


📊 I numeri parlano chiaro

Come ricordato da Il Messaggero, nella scorsa stagione le 12 reti segnate dal 79’ fino al triplice fischio avevano fruttato 8 punti complessivi.
Quest’anno, con Sarri in panchina, il dato resta sorprendentemente simile: 8 gol nei minuti finali, che valgono 6 punti in campionato e anche l’accesso ai quarti di finale di Coppa Italia, grazie all’assist decisivo di Nuno Tavares.

Numeri che collocano la Lazio in linea con l’Inter per rendimento negli ultimi minuti di gara, un dato tutt’altro che banale se rapportato alle differenze di organico e investimento.


🧠 Una qualità mentale prima che tecnica

Questa capacità di colpire nel finale racconta una squadra che, pur con limiti evidenti, resta dentro la partita fino all’ultimo secondo. Non è solo questione di cambi azzeccati, ma di atteggiamento, lucidità e convinzione.

Sarri ha spesso parlato di “anno di costruzione”, ma questi numeri dimostrano che la Lazio possiede ancora una tenuta mentale importante, probabilmente uno dei lasciti più solidi del recente passato.


🦅 Speranza più che obiettivo

L’Europa resta lontana, e la classifica racconta una realtà diversa rispetto alle ambizioni storiche del club. Ma questa Lazio, capace di colpire quando le partite sembrano finite, continua ad assomigliare a una speranza.

Non basta per sognare in grande, ma è abbastanza per non arrendersi all’anonimato.



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Lazio, centrocampo a rischio: Tóth e Timber si allontanano

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Il rischio, concreto, è quello di restare sparecchiati su entrambi i tavoli. Non per scelta, ma per dinamiche di mercato che la S.S. Lazio sta subendo più che governando. Il tema è chiaro: il centrocampo. L’arrivo di Kenneth Taylor non può bastare.

Taylor è arrivato in sostituzione di Matteo Guendouzi ed è stato subito lanciato titolare a Verona. Ma Maurizio Sarri ha bisogno di un’altra mezzala, non di un semplice avvicendamento numerico. Il girone d’andata è stato vissuto in perenne emergenza, tra infortuni, assenze e scelte obbligate. Servono rinforzi veri, non operazioni di equilibrio contabile.


🇭🇺 Tóth in salita: la Premier chiama

Il primo nome che rischia seriamente di sfumare è quello di Alex Tóth, talento del Ferencváros. La Lazio lo segue da settimane, ma la situazione è cambiata rapidamente.

Il classe 2005 è attratto dalla Premier League, il campionato-sirena a cui è difficile dire no. Il Bournemouth si è mosso con decisione: c’è già un accordo con il giocatore e i discorsi con il club ungherese sono in stato avanzato.

Il Ferencváros partiva da una richiesta di 16 milioni di euro, la Lazio si è spinta fino a 12, ma oggi il problema non è più solo economico. L’insidia vera è la concorrenza inglese. Tiago Pinto, ex ds della Roma, sta accelerando per chiudere e arrivare alla fumata bianca. In questo momento, la Lazio non è più in vantaggio.


🇳🇱 Timber, costi fuori portata

Non è molto più semplice la pista che porta a Quinten Timber del Feyenoord. Il giocatore è in scadenza a giugno 2026 e vorrebbe aspettare la fine della stagione per scegliere con calma la prossima destinazione.

Il problema non è tanto l’accordo con il Feyenoord, quanto le richieste del giocatore e dei suoi agenti:

  • circa 4 milioni di euro di commissioni
  • uno stipendio vicino ai 3,5 milioni netti a stagione

Cifre che la Lazio non intende raggiungere. Per questo motivo, l’ipotesi più concreta resta quella di una partenza a parametro zero in estate, scenario che favorisce altri club. Su Timber è infatti molto forte il Borussia Dortmund, pronto a garantirgli un ingaggio decisamente più alto.


🇮🇹 Fabbian, il terzo nome (e il più complicato)

Il terzo profilo gradito è Giovanni Fabbian del Bologna, ma anche qui la strada è in salita. Il Bologna non sembra intenzionato a cedere.

Vincenzo Italiano lo ha schierato titolare nelle ultime due gare contro Atalanta e Como. Al Sinigaglia, Fabbian è rimasto in campo per tutti i 90 minuti, nonostante l’inferiorità numerica. Segnale chiarissimo: non è un giocatore marginale.

Non esistono sconti sul cartellino, né aperture concrete a gennaio.


⚠️ Rischio concreto

Il quadro che emerge è chiaro:
la Lazio sta trattando su più tavoli, ma rischia di rimanere scoperta. Sarri chiede una mezzala in più per lavorare con continuità, ma tra Premier League, richieste fuori parametro e club che non vogliono vendere, il tempo passa.

E il mercato non aspetta.



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Inter-Napoli, pari che preoccupa: occasione scudetto sprecata

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Inter-Napoli 2-2 a San Siro con Dimarco e McTominay protagonisti nel big match di Serie A

Il pareggio per 2-2 tra Inter e Napoli può essere letto in due modi. Da una parte, il risultato “freddo” della classifica dice che l’Inter mantiene invariato il distacco dal Napoli, un margine ancora importante e potenzialmente decisivo nella corsa scudetto. Dall’altra, però, c’è il campo. E il campo racconta una storia molto diversa.

A mio avviso, non è affatto un risultato positivo per l’Inter. Anzi, è un’occasione enorme sprecata. E non solo perché i nerazzurri sono andati due volte in vantaggio facendosi sempre riprendere, ma soprattutto per il contesto in cui questa partita si è giocata.


Un Napoli in emergenza totale

L’Inter arrivava al big match con tutta la rosa praticamente a disposizione. Dall’altra parte, invece, Antonio Conte doveva fare i conti con un Napoli falcidiato dalle assenze. Mancavano uomini chiave come Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku, solo per citare i nomi più pesanti.

Una situazione talmente critica che Conte, durante la partita, è stato costretto a fare solo due cambi: in panchina non aveva alternative credibili. Dall’altra parte, Cristian Chivu ha potuto ruotare praticamente tutti gli uomini a disposizione.

Eppure, nonostante questa disparità evidente, è stato il Napoli a uscire da San Siro con la sensazione di aver fatto l’impresa.


Un pareggio che sa di campanello d’allarme

Per l’Inter questa partita doveva essere il colpo del ko. Vincere avrebbe significato lanciare un segnale fortissimo al campionato e, di fatto, togliere il Napoli dalla corsa scudetto. Invece il segnale non è arrivato. Al contrario, è suonato un campanello d’allarme.

L’Inter ha dominato i primi 20 minuti, è passata in vantaggio con Federico Dimarco, ha dato l’impressione di poter controllare la gara. Poi, però, si è fatta raggiungere alla prima vera occasione concessa. È tornata avanti e si è fatta di nuovo riprendere quasi subito. Due gol subiti in una partita che sembrava in gestione.

Ed è proprio questo l’aspetto più preoccupante.


McTominay decisivo, Lautaro ancora no

Il pareggio porta ancora una volta la firma di Scott McTominay, che negli scontri diretti si conferma un fattore determinante. Conte, anche senza uomini, riesce sempre a spremere il massimo da chi ha.

Dall’altra parte, invece, torna d’attualità un problema che inizia a diventare strutturale: Lautaro Martínez. Nei big match, ancora una volta, il capitano nerazzurro non è riuscito a lasciare il segno. E quando l’attaccante simbolo fatica proprio nelle partite che decidono i campionati, il tema non può più essere ignorato.


Il dato che pesa: zero vittorie nei big match con Chivu

Il pareggio con il Napoli non è un episodio isolato. È l’ennesimo tassello di un trend preoccupante.
Con Chivu in panchina, l’Inter non ha mai vinto uno scontro diretto.

  • Sconfitta contro la Juventus di Igor Tudor, in piena crisi
  • Derby perso contro il Milan
  • Andata persa contro il Napoli
  • Ieri, nuovo passo falso in casa

Tolto il successo contro la Roma, che difficilmente può essere considerata in corsa per lo scudetto, l’Inter ha fallito tutti gli esami contro le big. E lo scudetto, storicamente, si vince proprio lì.


Difesa fragile e gestione discutibile

Preoccupa soprattutto la fase difensiva. In una partita in cui l’Inter stava gestendo con discreto ordine, ha concesso due gol pesantissimi. Errori di concentrazione, letture sbagliate, poca cattiveria nel chiudere la gara.

E sinceramente lascia perplessi anche l’esaltazione generale per Chivu dopo una gara in cui Conte, in emergenza totale, è riuscito a strappare un punto fuori casa con una panchina vuota.


Scudetto apertissimo (e occhio al Milan)

La lotta scudetto, a questo punto, è apertissima. E se l’Inter continuerà su questa strada, il rischio di non vincere il campionato è reale.

Conte sta facendo mezzo miracolo con le assenze. Il Napoli, prima o poi, recupererà uomini. E attenzione anche al Milan: è vero che continua a perdere punti, ma è anche vero che i rossoneri non hanno coppe, sono fuori dalla Champions e dalla Coppa Italia e hanno un solo obiettivo.

Massimiliano Allegri parla di Champions, ma se Inter e Napoli non accelerano, il Milan potrebbe davvero diventare la sorpresa del campionato.


Conclusione

Il 2-2 di San Siro non è un pareggio da archiviare con leggerezza.
Per l’Inter è una chance enorme buttata, forse irripetibile.
Per il Napoli è un punto pesantissimo.
Per il campionato è il segnale che nulla è ancora deciso.



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