Protagonista assoluto dell’avvio di campionato con il gol vittoria al Dall’Ara, il centrocampista romano ha fatto il punto sul suo inserimento nella realtà capitolina. A margine degli appuntamenti organizzati per il media day, Davide Frattesi ha spiegato le motivazioni che lo hanno spinto a sposare la causa della S.S. Lazio, soffermandosi sulle ambizioni personali e sul clima all’interno dello spogliatoio.
La centralità nel progetto e la stima per Gattuso
Il numero 16 ha ribadito la ferma convinzione con cui ha accettato la corte biancoceleste:
“Sono voluto fortemente venire qui alla Lazio perché cercavo un club che mi rimettesse al 100% all’interno di un progetto.
Il confronto con Gennaro Gattuso, che avevo già conosciuto durante l’esperienza in Nazionale, è stato determinante per convincermi ancora di più: è una decisione di cui sono sicuro al 100%“.
L’esperienza all’Inter e il rispetto per i nerazzurri
Interpellato sui trascorsi a Milano, il centrocampista ha allontanato qualsiasi sentimento di rivalsa nei confronti dell’ex squadra:
“Non ho alcun senso di rivincita verso l’Inter. Insieme abbiamo vissuto momenti straordinari e difficilmente ripetibili nel corso di una carriera.
Rimane forse un pizzico di rimpianto, ma non baratterei mai nulla delle emozioni vissute insieme ai tifosi nerazzurri“.
La coesione del gruppo e gli obiettivi stagionali
In chiusura, Frattesi ha evidenziato l’atmosfera positiva trovata a Formello e la voglia di incidere sul campo:
“L’aspetto che mi trasmette maggiore fiducia è il gruppo: qui ci sono ragazzi sereni ed è nato un ottimo mix tra italiani e stranieri, con grande sintonia anche con lo staff tecnico. È una base solida da cui partire.
Traguardi di squadra? È ancora presto per fissarli. A livello individuale cercherò di totalizzare più presenze possibili, mettendo a referto gol e assist per aiutare la Lazio a vincere“.
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Non si arresta la straordinaria mobilitazione della tifoseria laziale lontano dalla Capitale. Se la linea della diserzione casalinga all’Olimpico resta irrevocabile — confermata anche dalla recente nota diramata dal tifo organizzato dopo i chiarimenti pubblici del direttore sportivo Angelo Fabiani —, in trasferta la squadra di Gennaro Gattuso continua a ricevere un supporto massiccio.
Polverizzato il settore ospiti: si aprono i settori adiacenti
Dopo le massicce presenze registrate nelle amichevoli estive di Ascoli e Frosinone e il calore dei 3.500 sostenitori a Bologna, l’esodo si ripeterà anche in terra friulana. Come evidenziato dall’edizione odierna del Corriere dello Sport, saranno circa 2.300 i tifosi della S.S. Lazio presenti al Bluenergy Stadium per il posticipo del lunedì sera contro l’Udinese.
La disponibilità iniziale del settore ospiti da 1.310 posti è andata rapidamente esaurita, spingendo centinaia di sostenitori capitolini ad acquistare i tagliandi nei settori limitrofi della Curva Sud per non far mancare la propria voce al gruppo biancoceleste.
Una spinta costante per gli uomini di Gattuso
Nonostante una trasferta impegnativa e un orario lavorativo serale a inizio settimana, il legame con la squadra sul campo resta tangibile. L’entusiasmo generato dai primi tre punti in campionato ha acceso la marcia verso il Friuli, dove le aquile cercheranno di sfruttare ancora una volta l’energia di un settore caldissimo per centrare il secondo successo consecutivo fuori casa in Serie A.
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La corsa al primo trofeo ufficiale della stagione calcistica italiana vedrà nuovamente di fronteInter e S.S. Lazio. A distanza di pochi mesi dall’ultimo atto dell’Olimpico in Coppa Italia, nerazzurri e biancocelesti si contenderanno la Supercoppa Italiana, segnando un netto ritorno al passato: archiviata la parentesi delle Final Four a quattro squadre adottata nelle ultime edizioni, la competizione torna infatti alla tradizionale formula della partita secca.
Le certezze sul calendario: Supercoppa Italiana finale programmata prima di Natale
Come evidenziato dall’edizione odierna de Il Corriere della Sera, il quadro generale presenta già due punti fermi imprescindibili:
Le contendenti: i campioni d’Italia dell’Inter e la Lazio, finalista dell’ultima coppa nazionale.
La finestra temporale: il match verrà disputato entro il periodo natalizio, evitando slittamenti all’inizio del nuovo anno.
Resta invece ancora da sciogliere il nodo legato all’impianto che ospiterà l’evento.
Tramonta l’ipotesi Baku: ore decisive per gli Stati Uniti, piano B San Siro
Se la candidatura dell’Azerbaigian (Baku) ha perso quota fino a decadere definitivamente, sul tavolo dei vertici di via Rosellini resta viva la pista statunitense. I margini temporali concessi dalla Lega Serie A sono però agli sgoccioli: l’offerta definitiva da parte degli emissari americani deve pervenire entro le prossime ore.
Durante il recente Gran Galà della Serie A, il presidente di Lega Simonelli ha incontrato direttamente il delegato statunitense Zampolli per definire i parametri economici dell’intesa. Qualora la proposta economica proveniente oltreoceano non dovesse soddisfare i requisiti richiesti, scatterà immediatamente il piano alternativo: la finale si disputerà a Milano sul manto erboso dello stadio Giuseppe Meazza in San Siro.
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Nuovo innesto di spessore e centimetri per la retroguardia biancoceleste. Dopo un lungo inseguimento iniziato nella sessione invernale dello scorso gennaio, la S.S. Lazio ha definito l’operazione per assicurarsi le prestazioni sportive di Diogo Leite.
I dettagli dell’intesa contrattuale
La dirigenza capitolina e l’entourage del centrale mancino portoghese classe 1999 hanno raggiunto la fumata bianca definitiva. Per l’ex Porto e Union Berlino è pronto un contratto triennale con opzione di rinnovo per un’ulteriore stagione, blindando così una corsia centrale difensiva che necessitava di alternative di livello internazionale.
L’arrivo nella Capitale per le visite mediche
Secondo quanto riportato da Matteo Moretto e confermato daGianluca Di Marzio, l’iter burocratico è ormai impostato: il difensore è atteso a Roma nella giornata di domani per sostenere le consuete visite mediche di idoneità agonistica e apporre la firma sul contratto. Un rinforzo prezioso per completare il pacchetto arretrato a disposizione di mister Gennaro Gattuso.
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Davide Frattesi si presenta ufficialmente alla Lazio. Il centrocampista è intervenuto in conferenza stampa a Formello, raccontando i retroscena del suo arrivo in biancoceleste, il rapporto con Gennaro Gattuso, il legame con Roma e la Lazio e la voglia di rilanciarsi dopo un’ultima stagione complicata.
Una conferenza nella quale Frattesi ha parlato anche della partenza di Alessio Romagnoli, degli obiettivi della squadra e del rapporto con i tifosi. Ma soprattutto ha spiegato perché, questa volta, non abbia avuto dubbi sulla scelta di tornare a casa.
Frattesi: «Mio padre è laziale, mi portava allo stadio»
Ad aprire la conferenza è stato il direttore sportivo Angelo Fabiani, che ha scherzato con il nuovo acquisto:
«Ma come hai fatto a venire alla Lazio? È la domanda che volevo fare io a Frattesi».
Frattesi ha quindi raccontato come è nata la trattativa:
«In realtà stavo in barca, poi ho sentito il mister e ci sono state le questioni burocratiche da risolvere. È stata comunque una cosa abbastanza veloce».
Poi il centrocampista ha chiarito il suo rapporto con la Lazio:
«Mio padre è laziale, mi portava allo stadio. Sono stato diverse volte allo stadio. Ho iniziato da raccattapalle sotto la Sud».
Una scelta, dunque, che presenta anche una componente personale importante.
«Avevo bisogno di un progetto così»
Fondamentale è stato il rapporto con Gattuso, iniziato precedentemente in Nazionale.
«Col mister c’è stato un rapporto iniziato tempo fa in Nazionale, poi si sono create delle dinamiche e non ci ho pensato tanto. Avevo bisogno di un progetto così. Sono sicuro della scelta, sono arrivato con tanto entusiasmo e aspettative».
Le prime impressioni sul mondo Lazio sono state positive:
«Ho trovato un gruppo importante, un centro sportivo dove si può lavorare bene».
Frattesi considera inoltre Roma il posto giusto per ripartire dopo un’annata personale difficile:
«È una società importante, bisogna ambire al massimo. Personalmente, dopo l’ultimo anno difficile per me, credo sia il posto giusto per rilanciarmi e cercare di alzare un po’ l’asticella e puntare a traguardi importanti qui».
Frattesi e il momento difficile: «Tutto quello che ho in banca per rivedere mia nonna cinque minuti»
Uno dei momenti più personali della conferenza è arrivato parlando dell’ultima stagione e della decisione di riavvicinarsi alla famiglia.
«L’ultimo anno sono stato male anche di testa. Me lo diceva la mia ragazza, i soldi non sono fondamentali, le cose importanti sono altre».
Poi una frase particolarmente forte:
«Tutto quello che ho in banca per rivedere mia nonna per cinque minuti».
La scomparsa della nonna ha avuto un peso anche nella decisione di tornare a Roma:
«Da quando è morta nonna sentivo il bisogno di tornare a casa. Dei soldi non ci faccio nulla, voglio stare di più con la famiglia e gli amici».
Perché all’Inter non ha funzionato
Frattesi ha parlato apertamente anche delle difficoltà incontrate nell’ultima stagione con l’Inter.
La concorrenza a centrocampo e soprattutto i problemi fisici hanno condizionato il suo rendimento:
«L’anno scorso venivo da un’operazione per ernia, la testa andava e le gambe no. Per rientrare prima mi sono stirato sull’adduttore, ho iniziato ad allenarmi bene a novembre e dicembre».
Partire così in ritardo, in un reparto con una concorrenza molto elevata, ha reso tutto più complicato.
La Lazio rappresenta quindi la possibilità di recuperare continuità, fiducia e centralità.
Gattuso decisivo: «Uno per cui si può andare in guerra»
Tra i passaggi più significativi ci sono sicuramente le parole dedicate a Gennaro Gattuso.
Frattesi ha scherzato inizialmente:
«Ha detto che mi veniva a prendere».
Poi ha spiegato cosa lo abbia realmente convinto:
«Mi ha parlato della situazione un po’ ammosciata qui, da riprendere. Io l’ho conosciuto pure come persona, a uno come il mister se c’è da dargli una mano bisogna farlo. Uno per cui si può andare in guerra».
Una dichiarazione che testimonia il rapporto molto forte tra il nuovo centrocampista della Lazio e l’allenatore.
Romagnoli saluta: «Per Alessio parla la carriera»
Durante la conferenza è inevitabilmente arrivata anche una domanda sull’addio di Alessio Romagnoli, ormai diretto in Qatar.
Frattesi ha mostrato grande rispetto per l’ex centrale biancoceleste:
«Per Alessio parla la carriera. Per tanti ragazzi era un punto di riferimento. Qua c’è un bel gruppo di italiani, ma uno in carriera deve fare delle scelte. Comprensibile, lo salutiamo e gli facciamo un in bocca al lupo».
Quanto al proprio ruolo nello spogliatoio, Frattesi non vuole accelerare i tempi:
«Io vorrei essere un riferimento per i giovani più che altro, in poche settimane non si può diventare leader. C’è un capitano, il leader è lui».
L’entusiasmo dei tifosi: «Ho bisogno di risentirmi importante»
L’arrivo di Frattesi ha generato grandi aspettative tra i tifosi biancocelesti e il giocatore ha ammesso di essere rimasto colpito dall’accoglienza.
«Forse me l’aspettavo un po’ meno. Ho bisogno di risentirmi importante. L’entusiasmo non va spento, per me è fondamentale per giocare bene a calcio».
Frattesi conosce già perfettamente l’atmosfera dell’Olimpico e ha raccontato anche un curioso aneddoto relativo a Marcus Thuram:
«Una volta Thuram mi disse all’Olimpico: “Ma qua è sempre così?”. Gli ho detto di sì, che è qualcosa di incredibile».
«Proverò a portare cattiveria e sana ignoranza»
Il ritorno a Roma significa anche ritrovare le proprie origini.
Frattesi ha raccontato di essere già tornato a Fidene:
«Sono stato ieri, mi sono mangiato un chilo di pizza».
E alla domanda su cosa possa portare alla Lazio anche grazie al suo carattere romano, la risposta è stata altrettanto diretta:
«Proverò a portare un po’ di cattiveria e sana ignoranza».
Lazio in Europa? Frattesi frena
Nonostante l’entusiasmo per l’inizio di stagione, Frattesi preferisce non fissare immediatamente obiettivi troppo ambiziosi.
«È un po’ presto, servono banchi di prova più difficili. Non perché Genoa e Bologna siano inferiori, ma perché è agosto e nessuna squadra è al 100%».
La volontà, però, è quella di guardare verso l’alto.
«Vorrei arrivare più in alto possibile in classifica».
Frattesi arriva quindi alla Lazio con un obiettivo molto chiaro: tornare protagonista e aiutare la squadra di Gattuso ad alzare l’asticella. E dopo un inizio di stagione già estremamente positivo, l’entusiasmo intorno al nuovo numero del centrocampo biancoceleste è destinato soltanto a crescere.
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La partenza di Alessio Romagnoli verso il Qatar apre una vera e propria emergenza nella difesa della Lazio. Dopo la risoluzione consensuale del contratto di Samuel Gigot e la scelta di non inserire Patric e Luca Pellegrini nella lista consegnata alla Lega, Gennaro Gattuso si ritrova con un reparto arretrato ridotto ai minimi termini.
Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, la situazione assume contorni ancora più sorprendenti considerando che la Lazio aveva a disposizione 17 posti over e ha presentato la lista lasciando addirittura due slot liberi. L’esclusione di Patric e Pellegrini sarebbe stata quindi una precisa scelta societaria e non una necessità legata ai regolamenti.
Lazio, Gattuso rimane con soli tre centrali
Con l’addio di Romagnoli, le alternative naturali al centro della difesa sono sostanzialmente tre: Josip Šutalo, Oliver Provstgaard e Danilho Doekhi.
Una situazione particolarmente delicata anche per le condizioni e l’esperienza dei giocatori a disposizione. Šutalo ha dovuto fare i conti con problemi fisici, mentre Provstgaard, nonostante la promozione nelle gerarchie, è chiamato ad assumersi responsabilità decisamente maggiori.
Gattuso rischia quindi di trovarsi senza alternative sufficienti in caso di squalifiche o nuovi problemi fisici.
Romagnoli non è stato sostituito
È probabilmente questo l’aspetto più difficile da comprendere della gestione del reparto.
La possibile partenza di Romagnoli non era certamente uno scenario emerso nelle ultime ore. Il trasferimento in Qatar era una possibilità conosciuta da tempo e lo stesso giocatore, prima della partenza, ha spiegato di aver preso la propria decisione già a gennaio.
Eppure la Lazio ha chiuso il mercato italiano senza assicurarsi un ulteriore centrale in grado di sostituire Romagnoli qualora l’operazione con l’Al Sadd fosse andata in porto.
Adesso il mercato in entrata della Serie A è chiuso e le possibilità di intervento sono inevitabilmente molto più limitate.
Marusic centrale o spazio al giovane Bordon
Gattuso dovrà quindi studiare delle soluzioni d’emergenza.
Una possibilità è quella di adattare Adam Marusic al centro della difesa, ruolo nel quale il montenegrino è già stato utilizzato occasionalmente. Anche Marusic, però, è alle prese con problemi fisici.
L’altra strada porta al settore giovanile e in particolare al giovane Bordon, che potrebbe essere aggregato stabilmente alla prima squadra per aumentare le alternative.
Non esattamente la situazione ideale per una Lazio che punta a competere per le posizioni europee.
Patric può essere reinserito?
Una soluzione potrebbe essere già a Formello.
Gli slot lasciati liberi consentirebbero infatti alla Lazio di valutare il reinserimento di Patric e, eventualmente, di Luca Pellegrini. Se la società decidesse di tornare sui propri passi, Gattuso potrebbe recuperare almeno un centrale di ruolo senza ricorrere al mercato.
Patric conosce perfettamente l’ambiente e garantirebbe un’alternativa immediata in un reparto nel quale, numericamente, la situazione è diventata preoccupante.
Occhi anche sugli svincolati: c’è Diogo Leite
L’altra possibilità è rappresentata dal mercato degli svincolati, che rimane accessibile anche dopo la chiusura della sessione ordinaria.
Tra i nomi disponibili viene indicato Diogo Leite, difensore sul quale ci sarebbe però anche il pressing del Torino. Al momento, tuttavia, non risultano accelerazioni della Lazio.
Un eventuale intervento permetterebbe a Gattuso di avere un’altra soluzione, ma il problema resta a monte: la Lazio conosceva da tempo il possibile addio di Romagnoli e avrebbe potuto programmare diversamente la composizione del reparto.
Una scelta che cambia il giudizio sul mercato
L’addio di Romagnoli rischia inevitabilmente di modificare anche il giudizio complessivo sul mercato biancoceleste.
Gli arrivi di Frattesi, Pinamonti e Gudmundsson avevano trasformato una sessione partita male in un mercato complessivamente positivo. Ma perdere un titolare come Romagnoli dopo la chiusura del mercato italiano, senza aver predisposto un sostituto, crea un problema evidente.
Šutalo, Provstgaard e Doekhi sono oggi gli unici tre centrali a disposizione di Gattuso. Troppo pochi per affrontare una stagione intera, soprattutto considerando problemi fisici e possibili squalifiche.
La Lazio dovrà decidere rapidamente se tornare sui propri passi con Patric oppure intervenire tra gli svincolati. Altrimenti Gattuso sarà costretto a iniziare questa fase della stagione con una coperta decisamente corta.
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Alessio Romagnoli al centro delle trattative finali di calciomercato tra la Lazio e l'Al Sadd.
Alessio Romagnoli saluta la Lazio. Il difensore è pronto a iniziare la sua nuova avventura in Qatar e, prima della partenza, ha voluto mandare un messaggio al mondo biancoceleste. Parole cariche di emozione, ma anche di rammarico per il modo in cui si è conclusa la sua esperienza nella squadra per cui non aveva mai nascosto di fare il tifo.
«Mando un saluto a tutti, è finita un’era. È stato un bel viaggio, sono rammaricato per com’è finita. Penso sia la scelta giusta per tutti», ha spiegato Romagnoli.
Romagnoli: «Mi sarebbe piaciuto restare fino a fine carriera»
Uno dei passaggi più significativi riguarda il desiderio del centrale di concludere la propria carriera con la maglia della Lazio.
Romagnoli ha confermato di aver manifestato questa volontà direttamente al presidente Claudio Lotito, senza però arrivare a un accordo per proseguire insieme:
«Restare fino a fine carriera? Mi sarebbe piaciuto, l’ho detto al presidente ma le cose sono andate diversamente».
Poi, alla domanda sui rapporti recenti con Lotito, una risposta molto netta:
«Lotito? Non l’ho più sentito».
Parole che raccontano una separazione maturata nel tempo e che spiegano almeno in parte il rammarico manifestato dal difensore al momento dell’addio.
«Dalla Lazio mai nessuna trattativa»
Romagnoli ha inoltre rivelato che la decisione sul proprio futuro era stata presa già diversi mesi fa e che Gattuso era a conoscenza della situazione.
«Gattuso? Sapeva la mia scelta, l’avevo già fatta a gennaio. Da parte della Lazio non c’è mai stata nessuna trattativa».
Una dichiarazione importante, soprattutto dopo i tanti interrogativi che hanno accompagnato il futuro del centrale durante tutta la sessione estiva.
Nonostante la scelta di partire, Romagnoli ha avuto parole molto positive per gli ultimi mesi trascorsi a Formello:
«Questi due mesi sono stati belli, intensi. Il gruppo è bello e l’allenatore è una persona fantastica».
Il ricordo più bello? «Il giorno in cui ho firmato con la Lazio»
Per un giocatore da sempre legato ai colori biancocelesti, l’esperienza alla Lazio aveva un significato particolare. Non sorprende quindi la risposta alla domanda sul momento che porterà maggiormente con sé:
«Il ricordo più bello? Il giorno in cui ho firmato con la Lazio».
Una frase che sintetizza il rapporto emotivo tra Romagnoli e il club. L’epilogo è stato differente rispetto a quello che il difensore avrebbe immaginato al momento del suo arrivo, ma il legame con la Lazio e con la sua tifoseria rimane.
Romagnoli guarda al Qatar: «Spero di vincere»
Adesso comincia una nuova esperienza professionale.
«Questa nuova avventura? Sarà bella, sono curioso. Spero di vincere qualcosa con questo club».
Romagnoli lascia quindi l’Italia per trasferirsi in Qatar, chiudendo un capitolo importante della propria carriera.
Ma nelle sue parole c’è spazio anche per un auspicio rivolto alla situazione che si sta vivendo intorno alla Lazio:
«Spero che la situazione si possa stabilizzare con tutto l’ambiente e la società. Quando sarà il momento giusto tornerò allo stadio con loro».
Un riferimento ai tifosi e a un rapporto con i colori biancocelesti che, nonostante l’addio, evidentemente non termina con il trasferimento in Qatar.
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Alessio Romagnoli è sempre più vicino a lasciare la Lazio. Dopo una trattativa lunghissima, caratterizzata da accelerazioni e frenate, nelle ultime ore sarebbe arrivato il via libera per il trasferimento del difensore all’Al Sadd.
A rilanciare la notizia è stato Alfredo Pedullà, che ha parlato di «via libera vicino». Poco dopo è arrivata anche la conferma di Fabrizio Romano: Lazio e Al Sadd stanno scambiando i documenti necessari per completare il trasferimento a titolo definitivo.
Romagnoli-Al Sadd, superato il nodo dei pagamenti
Soltanto ieri l’operazione sembrava nuovamente a rischio. Il problema riguardava soprattutto le modalità di pagamento dei circa 3 milioni di euro destinati alla Lazio.
L’Al Sadd aveva proposto una formula dilazionata, mentre il club biancoceleste chiedeva tempi più brevi per l’incasso. Una distanza che aveva già portato la Lazio a respingere le condizioni proposte dal club qatariota.
Nelle ultime ore, però, lo scenario è cambiato. Lo scambio dei documenti tra le società indica che l’ostacolo sarebbe stato superato e che l’operazione è ormai indirizzata verso la conclusione.
Contratto fino al 2030 per Romagnoli
Secondo Fabrizio Romano, l’operazione sarà a titolo definitivo e Romagnoli firmerà con l’Al Sadd un contratto quadriennale, valido fino al 30 giugno 2030.
Una svolta arrivata proprio nelle ultimissime ore disponibili per completare l’affare, dopo mesi nei quali il trasferimento in Qatar sembrava più volte sul punto di concretizzarsi.
Lazio, Gattuso perde un altro centrale
Se l’operazione verrà completata formalmente, per la Lazio si tratterà di un addio particolarmente pesante dal punto di vista tecnico.
Con il mercato italiano ormai chiuso, infatti, Gattuso non potrebbe sostituire Romagnoli acquistando normalmente un altro giocatore sotto contratto. Resterebbe eventualmente la possibilità di guardare al mercato degli svincolati.
Proprio per questo la partenza dell’ex Milan modifica anche il giudizio complessivo sulla campagna acquisti biancoceleste: Romagnoli rappresentava una soluzione di grande esperienza per un reparto difensivo già profondamente cambiato durante l’estate.
Romagnoli saluta la Lazio dopo quattro stagioni
Si avvicina così alla conclusione l’avventura laziale di Romagnoli. Arrivato nella Capitale nel 2022, il difensore ha trascorso quattro stagioni in biancoceleste, diventando uno degli elementi più rappresentativi della squadra.
Adesso manca l’ultimo passaggio formale. Ma dopo lo scambio dei documenti tra Lazio e Al Sadd, l’addio di Romagnoli appare ormai davvero vicino.
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Gennaro Gattuso analizza il primato della Lazio dopo il successo di Venezia e svela il retroscena su Belahyane.
Il calciomercato estivo della Lazio è terminato e il giudizio finale è probabilmente molto diverso da quello che si poteva immaginare soltanto qualche settimana fa. La sessione era partita tra dubbi, cessioni pesanti e primi acquisti poco convincenti, ma nelle battute finali il club biancoceleste è riuscito ad alzare sensibilmente il livello delle operazioni.
Davide Frattesi rappresenta la punta di diamante del mercato, mentre Andrea Pinamonti e soprattutto Albert Gudmundsson completano un reparto offensivo profondamente modificato. Rimangono alcuni punti interrogativi, dalla profondità del centrocampo alla situazione di Alessio Romagnoli, ma considerando le condizioni nelle quali la Lazio si è trovata a operare il bilancio può essere giudicato positivamente.
Un mercato iniziato malissimo
Le prime settimane avevano alimentato parecchie preoccupazioni. La Lazio aveva perso diversi elementi importanti della precedente stagione e soprattutto le partenze di Mario Gila e Ivan Provedel avevano privato Gattuso di due titolari.
A queste si era aggiunta l’incertezza intorno ad Alessio Romagnoli, mentre i primi innesti non sembravano sufficienti per compensare le partenze.
La strategia della Lazio era però condizionata dalla necessità di operare attraverso formule sostenibili. Per questo motivo diventava fondamentale aspettare la seconda parte del mercato, quando le società avrebbero avuto maggiore necessità di piazzare i propri esuberi e sarebbero diventate più disponibili ad accettare prestiti con diritto di riscatto.
Ed è esattamente ciò che è accaduto.
Frattesi cambia completamente il mercato della Lazio
Il vero punto di svolta è stato Davide Frattesi.
All’inizio dell’estate il centrocampista sembrava economicamente irraggiungibile. Con il passare delle settimane, però, lo scenario è cambiato e la Lazio è riuscita a inserirsi approfittando della volontà del giocatore di trovare maggiore spazio e della necessità dell’Inter di trovare una soluzione.
Per qualità, esperienza e capacità di incidere immediatamente, Frattesi è probabilmente il miglior acquisto dell’intera sessione biancoceleste.
Le prime partite hanno già mostrato quanto possa cambiare il centrocampo di Gattuso: inserimenti, gol e capacità di occupare l’area avversaria sono caratteristiche che mancavano alla Lazio.
Pinamonti, la grande occasione della carriera
Successivamente è arrivato Andrea Pinamonti.
Non è un acquisto dello stesso livello di Frattesi, ma rappresenta un centravanti con diversi anni di esperienza in Serie A e ancora nel pieno della propria carriera.
Per Pinamonti quella della Lazio può rappresentare la grande occasione. Gattuso lo ha scelto come riferimento del proprio attacco e il giocatore avrà la possibilità di dimostrare di poter fare un ulteriore salto di qualità.
Non è necessariamente l’attaccante destinato da solo a trasformare la squadra, ma rappresenta una soluzione affidabile e conosciuta per il campionato italiano.
Gudmundsson, il grande colpo dell’ultimo giorno
Poi è arrivato Albert Gudmundsson.
Ed è probabilmente, insieme a Frattesi, l’operazione che genera maggiore curiosità.
La Lazio aveva già seguito l’islandese in passato, quando le condizioni economiche rendevano molto più complicato arrivare al giocatore. Questa volta, nelle ultime ore di mercato, il club è riuscito a chiudere l’operazione con la Fiorentina attraverso la formula del prestito con diritto di riscatto.
Gudmundsson arriva però da una stagione negativa a Firenze. La domanda è inevitabile: a Roma vedremo il giocatore devastante ammirato al Genoa oppure quello molto meno incisivo dell’esperienza viola?
Se Gattuso riuscirà a recuperare la versione migliore dell’islandese, la Lazio avrà effettuato un colpo di livello importante.
Dove giocherà Gudmundsson?
C’è però anche un interrogativo tattico.
Nel 4-3-3, Gudmundsson può partire dalla sinistra, zona nella quale la Lazio dispone già di Mattia Zaccagni. L’altra possibilità è un cambiamento di sistema.
Gattuso potrebbe passare al 4-2-3-1, utilizzando Gudmundsson da trequartista alle spalle di Pinamonti e mantenendo Zaccagni largo.
Sarà uno dei temi più interessanti delle prossime settimane. La qualità offensiva è aumentata, ma toccherà all’allenatore trovare il modo migliore per far convivere tutti i giocatori più importanti.
Il grande dubbio rimane Romagnoli
In difesa il giudizio sul mercato potrebbe dipendere ancora dal futuro di Alessio Romagnoli.
Il mercato italiano è terminato, ma alcune finestre estere sono ancora aperte e l’Al Sadd continua a essere interessato al centrale.
Oggi Romagnoli è un giocatore della Lazio. Una sua eventuale partenza, però, cambierebbe notevolmente la valutazione del reparto arretrato, soprattutto perché Gattuso non avrebbe la possibilità di acquistare un sostituto attraverso il mercato ordinario italiano.
La permanenza del centrale darebbe alla Lazio esperienza e qualità in un reparto profondamente modificato durante l’estate.
A centrocampo manca forse un’alternativa
Sulla carta il centrocampo biancoceleste ha qualità, ma la profondità rappresenta uno dei principali interrogativi.
Gli infortuni hanno già mostrato quanto velocemente Gattuso possa ritrovarsi con rotazioni limitate. Lo stop di Nicolò Rovella, in particolare, complica ulteriormente la situazione.
Probabilmente un altro centrocampista avrebbe completato meglio il reparto.
È uno dei tasselli mancanti di una rosa che, comunque, non può essere considerata completamente costruita in ogni zona del campo.
Il problema è rimandato alla prossima estate?
C’è poi un’altra questione che non può essere ignorata.
Una parte importante delle operazioni è stata costruita attraverso prestiti con diritto di riscatto. Questo ha permesso alla Lazio di rinforzarsi immediatamente senza sostenere ora l’intero costo dei cartellini, ma significa anche rimandare una parte consistente degli investimenti.
La prossima estate arriverà quindi il momento delle decisioni.
Frattesi, Pinamonti, Gudmundsson e altri giocatori dovranno essere valutati in base al rendimento, e mantenere tutti i protagonisti di questa campagna acquisti potrebbe richiedere un investimento superiore ai 30 milioni di euro.
Se Gudmundsson dovesse deludere, per esempio, la Lazio potrebbe decidere di non esercitare il diritto. Ma se tutti dovessero fare bene, il club si troverebbe davanti a un impegno economico considerevole semplicemente per confermare la rosa attuale.
Da una Lazio da metà classifica a una squadra che può lottare per l’Europa
Il mercato non sembra aver trasformato la Lazio in una squadra costruita per competere immediatamente per la Champions League.
La distanza dalle formazioni più attrezzate rimane e molto dipenderà dal rendimento dei nuovi acquisti, dagli infortuni e dal lavoro di Gattuso.
Ma rispetto alla squadra che si presentava alla fine di luglio, la Lazio appare sensibilmente più competitiva.
Frattesi ha aumentato il livello del centrocampo. Pinamonti offre una soluzione affidabile davanti. Gudmundsson può diventare il giocatore capace di aggiungere imprevedibilità e qualità negli ultimi trenta metri.
Una Lazio che inizialmente sembrava destinata a navigare intorno alla metà della classifica può adesso provare a inserirsi nella lotta per il sesto-settimo posto e per una qualificazione europea.
Mercato Lazio, il giudizio finale è positivo
Non è stato un mercato perfetto e probabilmente manca ancora qualcosa. Ma considerando come era iniziata la sessione e le limitazioni con cui la società si è trovata a operare, il bilancio finale è soddisfacente.
Frattesi è il colpo principale. Gudmundsson può diventarlo. Pinamonti avrà finalmente una grande occasione e molto dipenderà dalla permanenza di Romagnoli.
Il vero giudizio arriverà inevitabilmente dal campo. Perché la Lazio ha preso diversi giocatori alla ricerca di rilancio: se torneranno ai loro livelli migliori, il valore della squadra potrà crescere considerevolmente.
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Alessio Romagnoli al centro delle trattative finali di calciomercato tra la Lazio e l'Al Sadd.
Il futuro di Alessio Romagnoli resta ancora in bilico, ma il suo trasferimento all’Al Sadd rischia adesso di sfumare definitivamente. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, a circa 24 ore dalla chiusura del mercato in entrata in Qatar manca ancora l’intesa sulle modalità di pagamento del cartellino del difensore.
La cifra complessiva non rappresenterebbe il vero ostacolo: si parla di 3 milioni di euro. La distanza tra Lazio e Al Sadd riguarderebbe soprattutto le tempistiche con cui il club qatariota vorrebbe versare la somma.
Romagnoli-Al Sadd, il problema sono i tempi di pagamento
L’Al Sadd vorrebbe infatti dilazionare il pagamento dei 3 milioni fino al 2027, una soluzione che al momento non soddisfa la Lazio.
Il club biancoceleste punta a incassare la cifra in tempi decisamente più brevi e, senza un cambiamento delle condizioni, l’operazione rischia di non andare in porto.
Il tempo stringe: con la chiusura del mercato qatariota ormai vicina, le parti dovranno trovare rapidamente un punto d’incontro per evitare che la trattativa salti definitivamente.
I nuovi vincoli economici in Qatar complicano l’affare
Secondo il quotidiano, dietro alla proposta dell’Al Sadd ci sarebbero anche le nuove limitazioni economiche imposte dal governo qatariota dopo le tensioni successive alla guerra con l’Iran.
Una situazione che avrebbe determinato un irrigidimento dei bilanci dei club, limitandone la possibilità di sostenere determinate operazioni attraverso pagamenti immediati.
Da qui la richiesta dell’Al Sadd di distribuire nel tempo i 3 milioni necessari per acquistare Romagnoli.
Lazio, la cessione farebbe risparmiare 5 milioni lordi
La questione non riguarda però solamente l’incasso per il cartellino.
La partenza di Romagnoli consentirebbe alla Lazio di ottenere anche un importante risparmio sul monte ingaggi: secondo il Corriere dello Sport, il club potrebbe liberarsi di circa 5 milioni di euro lordi di stipendio.
Un elemento tutt’altro che secondario alla luce della situazione economica della società.
A fine settembre nuova verifica sui conti
Il risparmio derivante dall’eventuale addio di Romagnoli potrebbe diventare particolarmente importante in vista della verifica sui conti prevista alla fine di settembre.
Il nuovo controllo contribuirà infatti a determinare quali saranno i margini di manovra della Lazio in vista della sessione invernale di calciomercato.
Da questo punto di vista, la cessione del difensore permetterebbe di alleggerire ulteriormente i costi della rosa. Sul piano tecnico, però, rappresenterebbe una perdita importante per Gennaro Gattuso, soprattutto considerando che il mercato italiano è ormai chiuso e la Lazio non potrebbe acquistare immediatamente un sostituto.
Romagnoli tra esigenze tecniche ed economiche
È proprio questo il grande dilemma delle ultime ore. Economicamente la partenza di Romagnoli garantirebbe un risparmio significativo, tecnicamente priverebbe Gattuso di un elemento importante senza possibilità di sostituirlo attraverso il mercato italiano.
Tutto dipenderà dall’Al Sadd. Se il club qatariota dovesse modificare le modalità di pagamento, la trattativa potrebbe riaprirsi rapidamente. Altrimenti, con il tempo ormai agli sgoccioli, Romagnoli potrebbe definitivamente rimanere alla Lazio.
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Si è chiusa la sessione estiva di calciomercato della Lazio. Una finestra che ha modificato sensibilmente la rosa a disposizione di Gennaro Gattuso, con sei nuovi giocatori e cinque cessioni riportate nel bilancio finale.
Secondo i dati riepilogati nella grafica, la Lazio ha speso 11 milioni di euro per le operazioni in entrata e ne ha incassati 25 milioni dalle cessioni, facendo registrare una differenza positiva di 14 milioni di euro.
Lazio, sei nuovi acquisti
Il mercato in entrata ha portato a Formello Davide Frattesi, Andrea Pinamonti, Albert Gudmundsson, Alfonso Pedraza, Danilho Doekhi e Josip Šutalo.
Un gruppo di rinforzi che ha cambiato diversi reparti della squadra. In particolare, l’attacco può contare su Pinamonti come nuovo riferimento centrale e su Gudmundsson, ultimo colpo della sessione.
Frattesi ha invece rinforzato il centrocampo e ha già avuto un impatto importante nelle prime partite della stagione, mentre Pedraza, Doekhi e Šutalo hanno aumentato le alternative nel reparto difensivo.
Da Gudmundsson a Frattesi: una Lazio più conosciuta
Uno degli aspetti più evidenti di questa campagna acquisti è la scelta di puntare anche su giocatori già affermati e conosciuti nel calcio italiano.
Gudmundsson, Pinamonti e Frattesi rappresentano probabilmente i nomi di maggiore richiamo. Tutti arrivano a Roma con qualcosa da dimostrare e con l’opportunità di diventare protagonisti della nuova Lazio di Gattuso.
Soprattutto Gudmundsson rappresenta una delle scommesse più affascinanti: se riuscirà a ritrovare il rendimento mostrato ai tempi del Genoa, il tecnico avrà a disposizione un elemento capace di aumentare notevolmente la qualità offensiva.
Cinque cessioni: incassati 25 milioni
Sul fronte delle uscite, la Lazio ha salutato Petar Ratkov, Ivan Provedel, Mario Gila, Boulaye Dia e Gabriele Artistico.
Le operazioni in uscita hanno generato, secondo il riepilogo, 25 milioni di euro complessivi, contro gli 11 milioni indicati per gli acquisti.
Il saldo tra le due voci è quindi nettamente positivo: +14 milioni di euro.
Naturalmente il semplice confronto economico non basta per stabilire la qualità di una campagna acquisti: sarà necessario valutare l’impatto tecnico dei nuovi arrivati e quanto le partenze peseranno durante la stagione.
Gattuso ha una Lazio profondamente rinnovata
Il mercato consegna comunque a Gattuso una squadra diversa rispetto a quella iniziale. In avanti ci sono nuove gerarchie, a centrocampo Frattesi rappresenta un innesto di grande peso e anche la difesa è stata modificata.
Restano alcuni interrogativi sulla profondità della rosa, soprattutto considerando gli infortuni che hanno già colpito il centrocampo. Ma rispetto alle premesse iniziali, la Lazio è riuscita a inserire diversi giocatori potenzialmente importanti.
Il giudizio definitivo, come sempre, arriverà dal campo.
Sei acquisti, cinque cessioni e un saldo economico positivo di 14 milioni: questi sono i numeri con cui si chiude il mercato estivo biancoceleste.
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Brutte notizie per Gennaro Gattuso e la Lazio. L’infortunio rimediato da Nicolò Rovella durante la sfida contro il Genoa si è rivelato più serio del previsto: per il centrocampista biancoceleste si tratta di una distrazione al soleo.
I tempi di recupero sono stimati in circa 40 giorni. Rovella sarà quindi costretto a fermarsi e dovrebbe tornare a disposizione dopo la sosta.
Rovella, 40 giorni di stop
Il problema era arrivato nel corso del primo tempo contro il Genoa. Rovella aveva accusato dolore al polpaccio destro ed era stato costretto ad abbandonare il terreno di gioco, lasciando il posto a Reda Belahyane.
Gli accertamenti hanno ora evidenziato una distrazione al soleo, con uno stop previsto di circa 40 giorni.
Una tegola importante per Gattuso, che perde uno dei punti di riferimento del proprio centrocampo proprio dopo la chiusura della sessione di calciomercato.
Emergenza a centrocampo per Gattuso
L’assenza di Rovella rischia di pesare particolarmente considerando le alternative a disposizione del tecnico. Lo stesso Gattuso, dopo la vittoria contro il Genoa, aveva sottolineato i problemi fisici accusati dalla squadra nelle prime giornate.
Adesso aumenteranno inevitabilmente le responsabilità di Belahyane, elogiato pubblicamente dall’allenatore dopo il suo ingresso contro il Genoa.
Gattuso aveva infatti dichiarato:
«Belahyane si sta allenando a mille all’ora. È un ragazzo che la prima settimana non ha finito un allenamento, ma ha lavorato a testa bassa e quello che semini, raccogli».
Una risposta importante, considerando che adesso il centrocampista potrebbe trovare molto più spazio.
Rovella tornerà dopo la sosta
Per Rovella inizierà ora il percorso di recupero. L’obiettivo sarà evitare qualsiasi rischio e permettergli di tornare nelle migliori condizioni possibili.
Circa 40 giorni senza uno dei centrocampisti più importanti della rosa rappresentano però una brutta notizia per la Lazio, soprattutto alla luce di un reparto che già alla chiusura del mercato non appariva particolarmente profondo.
Gattuso dovrà quindi trovare nuove soluzioni aspettando il ritorno del numero 6, previsto dopo la sosta.
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Samuel Gigot non è più un giocatore della Lazio. Il club biancoceleste ha comunicato ufficialmente di aver raggiunto un accordo con il difensore francese per la risoluzione consensuale del contratto.
La separazione arriva subito dopo la conclusione della sessione di calciomercato e mette definitivamente fine all’esperienza del centrale con la maglia biancoceleste.
Il comunicato ufficiale della Lazio
La società ha annunciato la decisione attraverso una breve nota ufficiale:
«La S.S. Lazio comunica di aver risolto consensualmente il contratto di lavoro del calciatore Samuel Gigot».
Gigot diventa quindi svincolato e potrà cercare una nuova sistemazione da parametro zero.
Gigot saluta la Lazio
La risoluzione permette alla Lazio di liberare un posto all’interno della rosa e di alleggerire il monte ingaggi, mentre il difensore avrà la possibilità di scegliere liberamente la prossima destinazione.
Si chiude così definitivamente il capitolo Gigot in biancoceleste, con la società e il giocatore che hanno scelto la strada della separazione consensuale.
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Il calciomercato della Lazio è ufficialmente terminato. Nessun colpo saltato sul gong e nessuna operazione a sorpresa negli ultimissimi minuti: il club biancoceleste chiude la propria sessione con Albert Gudmundsson, arrivato dalla Fiorentina in prestito con diritto di riscatto.
Un mercato partito tra molti dubbi e terminato con una rosa che, pur presentando ancora qualche lacuna, appare rinforzata soprattutto grazie agli arrivi di giocatori già conosciuti e con un potenziale importante. Gudmundsson, Andrea Pinamonti e Davide Frattesi rappresentano le principali scommesse della nuova Lazio di Gennaro Gattuso.
Gudmundsson è l’ultimo colpo della Lazio
L’ultima operazione in entrata è quella relativa ad Albert Gudmundsson. Il contratto dell’islandese è stato depositato e l’ex Genoa e Fiorentina è ufficialmente un nuovo giocatore della Lazio.
L’interrogativo principale riguarda adesso il suo utilizzo. Gattuso potrà continuare con il 4-3-3 oppure modificare qualcosa, magari passando al 4-2-3-1, per permettere al nuovo acquisto di esprimersi nella posizione migliore.
Ma soprattutto bisognerà capire quale Gudmundsson arriverà a Roma: quello travolgente visto con il Genoa oppure quello reduce da una stagione molto più complicata a Firenze?
Se riuscisse a ritrovare la versione migliore di sé, la Lazio avrebbe messo a disposizione di Gattuso un giocatore potenzialmente in grado di alzare sensibilmente il livello tecnico dell’attacco.
Attacco completo: Noslin sarà il vice Pinamonti
Non sono arrivati altri centravanti. Dopo le partenze di Boulaye Dia e Petar Ratkov, la Lazio ha deciso di affidare il ruolo di vice Pinamonti a Tijjani Noslin.
Numericamente Gattuso dispone così di sei soluzioni offensive: Zaccagni e Gudmundsson sulla sinistra, Pinamonti e Noslin al centro, Cancellieri e Isaksen sulla destra.
Resta qualche dubbio sulla presenza di un vero alter ego di Pinamonti, considerando che Noslin non è propriamente un centravanti classico. La società, però, ha scelto di non effettuare un’altra operazione.
Cancellieri rimane, ma attenzione al contratto
Tra i giocatori che sembravano destinati a partire c’era Matteo Cancellieri. Sono arrivate proposte, ma la Lazio ha deciso di rifiutarle e proseguire con l’esterno.
Una scelta sostenuta anche dalla fiducia di Gattuso.
Rimane però una questione da risolvere: il contratto di Cancellieri è in scadenza la prossima estate. Senza un rinnovo, la Lazio rischierebbe di perdere a parametro zero un giocatore che avrebbe potuto monetizzare in questa sessione.
È rimasto anche Gustav Isaksen, inizialmente indicato tra i possibili elementi in uscita ma alla fine mai realmente vicino alla cessione.
Dia e Ratkov salutano, Gattuso aveva scelto Pinamonti
Le principali uscite nel reparto offensivo sono state quelle di Dia e Ratkov. Entrambi volevano maggiore spazio e la scelta di Gattuso di puntare su Pinamonti come riferimento offensivo ha contribuito a definire le gerarchie.
Pinamonti avrà adesso una grande opportunità. È uno dei giocatori chiamati a rilanciarsi insieme a Gudmundsson e Frattesi.
Ed è forse questo uno degli aspetti più interessanti del mercato biancoceleste: la Lazio questa volta ha puntato su calciatori già conosciuti e con esperienza importante, invece di concentrare gran parte delle risorse su profili ancora tutti da scoprire.
Frattesi, Pinamonti e Gudmundsson: tre scommesse pesanti
Frattesi ha già cominciato nel migliore dei modi, risultando decisivo nelle prime giornate di campionato. Gudmundsson deve invece cancellare l’ultima annata negativa a Firenze, mentre Pinamonti ha davanti una delle occasioni più importanti della propria carriera.
Sono tre operazioni sulle quali passerà buona parte del giudizio finale del mercato.
Il potenziale è indiscutibile, ma sarà il campo a stabilire quanto la Lazio sia realmente migliorata.
Icardi, il sogno che non si è concretizzato
Nelle ultime ore c’è stato anche il tentativo per Mauro Icardi, rimasto svincolato.
Secondo quanto emerso, la Lazio avrebbe provato a convincere l’argentino, ma il centravanti avrebbe preferito aspettare. Essendo senza contratto, Icardi può firmare anche dopo la chiusura del mercato e avrebbe deciso di attendere eventuali opportunità da club impegnati ai massimi livelli europei.
La Lazio, salvo nuovi scenari, non dovrebbe tornare alla carica e continuerà con Pinamonti e Noslin.
Centrocampo corto: qui poteva servire qualcosa
Se l’attacco offre diverse alternative, qualche dubbio in più rimane a centrocampo.
L’infortunio di Rovella contro il Genoa e le altre problematiche fisiche hanno già evidenziato quanto le rotazioni possano diventare limitate. Un centrocampista in più avrebbe probabilmente garantito maggiore profondità a Gattuso.
Belahyane ha dato risposte positive quando è stato chiamato in causa, ma nel corso di una stagione lunga gli uomini a disposizione potrebbero non essere molti.
Romagnoli resta un caso da seguire
La chiusura del mercato italiano non significa necessariamente che tutte le possibili uscite siano terminate.
Il futuro di Alessio Romagnoli rimane da seguire perché alcuni mercati esteri sono ancora aperti. L’Al-Sadd sarebbe tornato alla carica nelle ultime ore, ma la Lazio avrebbe rifiutato le condizioni di pagamento proposte.
La permanenza del centrale assumerebbe un peso enorme nell’analisi complessiva della sessione. Considerate le operazioni effettuate nel reparto arretrato, perdere Romagnoli senza poterlo sostituire cambierebbe sensibilmente il giudizio sul mercato biancoceleste.
Lazzari e Pellegrini restano, ma il mercato estero può cambiare qualcosa
Non sono state trovate soluzioni nemmeno per Manuel Lazzari e Luca Pellegrini, due elementi che non sembrano essere centrali nel progetto di Gattuso.
Lazzari può comunque rappresentare una risorsa utile nelle rotazioni, soprattutto in caso di emergenza. Differente la situazione di Pellegrini, per il quale potrebbero essere valutate opportunità nei campionati che hanno ancora il mercato aperto.
Sulla sinistra, del resto, Gattuso dispone già di Nuno Tavares, Pedraza e Pellegrini: tre giocatori per una posizione.
Nuno Tavares resta: respinto il tentativo della Juventus
È rimasto invece Nuno Tavares, protagonista contro il Genoa con l’assist per Frattesi e una prestazione che gli è valsa il premio di migliore in campo.
Nelle ultime ore la Juventus ha effettuato un tentativo per il portoghese, ma la Lazio ha deciso di respingere la proposta.
Gattuso può così continuare a lavorare su un calciatore che, quando sta bene fisicamente, ha dimostrato di poter rappresentare un fattore determinante sulla fascia.
Il giudizio sul mercato della Lazio
Il mercato era iniziato con molte difficoltà e il rischio concreto era quello di arrivare alla chiusura con una squadra poco rinforzata. Le ultime settimane hanno invece cambiato almeno parzialmente lo scenario.
Frattesi, Pinamonti e Gudmundsson sono tre giocatori importanti, seppur tutti chiamati per motivi differenti a rilanciarsi. La rosa presenta ancora qualche interrogativo: manca forse un’alternativa naturale a Pinamonti, il centrocampo non è profondissimo e in difesa molto dipenderà dalla permanenza di Romagnoli.
Non è quindi una Lazio senza difetti. Ma, rispetto alle premesse, il mercato si chiude in maniera decisamente più positiva di quanto si potesse temere.
Adesso le trattative lasciano spazio al campo. Ed è proprio il campo a dover stabilire se questa nuova Lazio sarà davvero in grado di fare il salto di qualità.
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Albert Gudmundsson sarà un nuovo giocatore della Lazio. Dopo l’accelerazione delle ultime ore, l’operazione con la Fiorentina è stata definita: il fantasista islandese si trasferisce in biancoceleste con la formula del prestito oneroso da 1 milione di euro con diritto di riscatto fissato a 12 milioni.
Un affare complessivo che potrà quindi raggiungere i 13 milioni di euro in caso di riscatto. Per Gudmundsson è pronto inoltre un accordo con la Lazio fino al 2030, strutturato sulla base di un anno più altri tre.
Gudmundsson-Lazio, affare fatto
La Lazio aveva rotto gli indugi nelle ultime ore, individuando in Gudmundsson il rinforzo sul quale concentrare gli sforzi per completare il reparto offensivo di Gennaro Gattuso.
Adesso è arrivata la fumata bianca. L’accordo con la Fiorentina prevede:
Prestito oneroso: 1 milione di euro
Diritto di riscatto: 12 milioni
Costo potenziale complessivo: 13 milioni
Contratto: fino al 2030, sulla base di un accordo 1+3
L’operazione è dunque definita e Gudmundsson si prepara a iniziare la sua nuova avventura con la maglia della Lazio.
Un nuovo jolly offensivo per Gattuso
Con l’arrivo dell’islandese, Gattuso aggiunge alla rosa un giocatore in grado di essere utilizzato in diverse posizioni del reparto offensivo.
Gudmundsson può agire alle spalle della punta, partire dall’esterno oppure muoversi in una posizione più libera tra centrocampo e attacco. Una soluzione che aumenta le possibilità a disposizione dell’allenatore e offre caratteristiche differenti rispetto agli altri elementi della rosa.
L’arrivo dell’islandese assume ancora maggiore importanza considerando le operazioni che stanno caratterizzando le ultime ore del mercato biancoceleste.
Lazio, colpo Gudmundsson nelle ultime ore di mercato
Soltanto poche ore fa la trattativa aveva subito l’accelerazione decisiva. La Lazio aveva deciso di procedere per Gudmundsson a prescindere dalla situazione di Matteo Cancellieri, dopo aver rifiutato le proposte arrivate per l’esterno.
Ora non ci sono più dubbi: Gudmundsson è il nuovo colpo della Lazio. Prestito da un milione, diritto di riscatto a 12 e contratto potenzialmente fino al 2030.
Gattuso può così accogliere un altro rinforzo importante per il suo reparto offensivo.
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Cancellieri salva la Lazio con una doppietta, ma la difesa cede ancora: Sarri deve trovare soluzioni dopo il 3-3 con il Torino. Analisi e riflessioni.
La Lazio ha deciso di trattenere Matteo Cancellieri. Nelle ultime ore di calciomercato il futuro dell’esterno classe 2002 sembrava ancora tutto da definire, ma nella mattinata di oggi il club biancoceleste ha comunicato a Parma e Fiorentina di non voler accettare le rispettive proposte.
Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio, la decisione è arrivata dopo una notte di riflessioni e sarebbe legata principalmente a due fattori: la fiducia di Gennaro Gattuso nei confronti del calciatore e la mancanza, sul mercato, di alternative considerate più convincenti.
Cancellieri, Lazio dice no a Parma e Fiorentina
Parma e Fiorentina avevano provato a inserirsi per Cancellieri, ma la risposta arrivata da Formello sarebbe stata negativa.
La Lazio ha infatti deciso di rifiutare entrambe le proposte, indirizzando così il futuro dell’esterno verso la permanenza nella Capitale.
Una scelta soprattutto tecnica. Gattuso stima Cancellieri e, nonostante una prestazione complicata contro il Genoa, continua a considerarlo un elemento utile per il proprio reparto offensivo.
Gattuso crede in Cancellieri
Proprio la fiducia dell’allenatore rappresenterebbe uno degli elementi determinanti nella scelta della società.
Il secondo riguarda invece il mercato: le alternative disponibili nel ruolo non convincerebbero la Lazio più di Cancellieri. A poche ore dalla chiusura della sessione, privarsi del classe 2002 significherebbe quindi dover trovare rapidamente un sostituto considerato all’altezza.
La società ha preferito, almeno allo stato attuale, non correre questo rischio.
Cancellieri verso la permanenza alla Lazio
Salvo nuovi ribaltoni nelle ultimissime ore, Cancellieri sembra quindi destinato a continuare la stagione con la maglia della Lazio.
Il classe 2002 ha già raccolto tre presenze tra campionato e Coppa Italia e dovrà ora provare a conquistarsi spazio e fiducia sul campo.
Con il mercato arrivato alle battute conclusive, la scelta della Lazio sembra dunque definita: no a Parma e Fiorentina, Gattuso si tiene Cancellieri.
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Ultim’ora di calciomercato in casa Lazio. Boulaye Dia è sempre più vicino a lasciare i biancocelesti per trasferirsi al Rennes. La trattativa, accelerata nelle ultime ore, sarebbe ormai in fase di chiusura per una cifra di circa 8,5 milioni di euro.
Il club francese aveva intensificato il pressing sull’attaccante e aveva già raggiunto un’intesa con il giocatore. Anche le indiscrezioni circolate nelle ultime ore confermano una trattativa ormai arrivata ai dettagli, sebbene altre fonti parlino di una proposta nell’ordine dei 9 milioni.
Dia-Rennes, affare verso la chiusura
La volontà dello stesso Dia di tornare in Francia ha avuto un peso importante nell’accelerazione dell’operazione. Dopo i contatti delle ultime giornate, Lazio e Rennes avrebbero trovato la strada per arrivare alla fumata bianca.
L’operazione dovrebbe essere definita per circa 8,5 milioni di euro, cifra che permetterà alla Lazio di incassare nuove risorse proprio nelle ore decisive della sessione estiva.
Dia si prepara dunque a salutare Formello dopo essere stato utilizzato da Gennaro Gattuso anche nella vittoria per 1-0 contro il Genoa.
Lazio, ora può sbloccarsi il mercato in entrata
La partenza del senegalese può diventare soprattutto un tassello fondamentale per le ultime operazioni della Lazio.
Nelle scorse ore la cessione di Dia era stata collegata alla possibilità per il club biancoceleste di intervenire nuovamente nel reparto offensivo. Tra i profili accostati alla Lazio ci sono stati Albert Gudmundsson e Yanis Begraoui, anche se sarà necessario attendere gli sviluppi delle prossime ore per capire su quale obiettivo la società deciderà effettivamente di affondare.
Il primo domino, però, sembra ormai vicino a cadere: Dia verso il Rennes per circa 8,5 milioni. Adesso gli occhi sono puntati sulle mosse della Lazio per sostituirlo.
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Ultime ore di calciomercato particolarmente movimentate in casa Lazio. A poche ore dalla chiusura della sessione, uno dei nomi più caldi in uscita è quello di Boulaye Dia, sul quale continua il pressing del Rennes.
Secondo quanto raccolto da LaLazioSiamoNoi, nella giornata di oggi i contatti sono destinati a proseguire e c’è un elemento che potrebbe favorire l’operazione: lo stesso attaccante senegalese avrebbe espresso il desiderio di lasciare la Lazio e tornare in Francia.
Dia-Rennes, oggi si continua a trattare
Il Rennes aveva già accelerato nelle ultime ore e la pista rimane calda. La volontà del giocatore potrebbe adesso avere un peso importante per provare a trovare un’intesa prima del gong.
Dia è stato schierato titolare da Gennaro Gattuso contro il Genoa, offrendo il proprio contributo nella costruzione del gioco, ma il suo futuro potrebbe comunque essere lontano da Formello.
Le prossime ore saranno quindi decisive per capire se Lazio e Rennes riusciranno a trovare la formula giusta per completare l’operazione.
Se parte Dia può tornare Gudmundsson
La cessione dell’attaccante senegalese potrebbe inoltre avere conseguenze immediate sul mercato in entrata.
Secondo la stessa fonte, qualora Dia venisse ceduto potrebbe riprendere quota Albert Gudmundsson della Fiorentina, pista che al momento viene indicata in stand-by.
Sul futuro dell’islandese circolano proprio questa mattina nuovi aggiornamenti: altre fonti riferiscono di un’apertura del giocatore al trasferimento alla Lazio e di contatti con la Fiorentina, anche se l’operazione resta legata agli incastri in uscita.
Ultime ore decisive per la Lazio
Si prospetta dunque un finale di mercato ad alta tensione. La situazione di Dia potrebbe diventare uno degli incastri principali: il Rennes spinge, il giocatore sarebbe favorevole al trasferimento e la Lazio deve decidere se arrivare alla fumata bianca.
In quel caso, gli scenari offensivi potrebbero cambiare rapidamente e Gudmundsson tornerebbe a essere uno dei nomi da seguire nelle ultimissime ore della sessione.
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Nuno Tavares è tornato. Il terzino portoghese è stato uno dei grandi protagonisti della vittoria della Lazio contro il Genoa, una prestazione che gli è valsa anche il riconoscimento di Player of the Match.
Assist per il gol decisivo di Davide Frattesi, un palo e continue accelerazioni sulla fascia sinistra: contro il Grifone si è rivista una versione di Tavares capace di fare la differenza. Una prova che non è passata inosservata neppure in ottica calciomercato.
Juventus su Tavares: la Lazio dice no
Secondo quanto raccolto dalla nostra redazione, infatti, nelle ultime ore ci sarebbe stato un tentativo della Juventus per Nuno Tavares.
Il club bianconero avrebbe provato a portare il portoghese a Torino, trovando però la netta opposizione della Lazio: la società biancoceleste ha rifiutato la proposta della Juventus.
Un segnale importante sul futuro del giocatore, tornato immediatamente protagonista nelle gerarchie di Gennaro Gattuso.
Tavares protagonista contro il Genoa
Proprio dopo la vittoria dell’Olimpico, Tavares aveva sottolineato quanto il lavoro quotidiano stesse contribuendo alla sua crescita:
«Provo a migliorarmi tutti i giorni, sto lavorando tanto per stare al 100% anche fisicamente. Così è tutto un altro Nuno».
E contro il Genoa si è visto. Il portoghese ha spinto con continuità, creato diverse occasioni e soprattutto confezionato il pallone trasformato da Frattesi nella rete dell’1-0.
Una prestazione che potrebbe rappresentare un punto di svolta dopo un lungo periodo senza riuscire a incidere con la stessa continuità.
Gattuso punta su Nuno Tavares
Anche Gattuso, al termine della partita, ha evidenziato la prestazione del terzino:
«Tavares è stato bravo, ha creato 3/4 occasioni».
Adesso arriva anche l’interesse della Juventus, ma almeno per il momento la posizione della Lazio appare chiara: il tentativo bianconero è stato respinto.
Con un Tavares in queste condizioni, del resto, il portoghese può trasformarsi nuovamente in una delle principali armi offensive della Lazio.
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Gennaro Gattuso analizza la vittoria della Lazio contro il Genoa. Dopo il successo ottenuto contro il Bologna, i biancocelesti trovano altri tre punti grazie alla rete di Davide Frattesi e proseguono positivamente il proprio cammino in campionato.
Al termine della partita, l’allenatore della Lazio ha parlato ai canali ufficiali del club, soffermandosi sulla prestazione della squadra, sull’ottimo ingresso di Reda Belahyane e anche su un episodio che ha coinvolto Alfonso Pedraza.
Gattuso: «Potevamo chiuderla nel primo tempo»
Il tecnico è soddisfatto del risultato, ma individua subito un aspetto sul quale la Lazio dovrà continuare a lavorare:
«Potevamo chiuderla al primo tempo con il colpo di testa di Nuno, nel secondo tempo siamo stati più bravi. Nel primo tempo la palla circolava troppo lenta, Tavares è stato bravo, ha creato 3/4 occasioni».
Il riferimento è soprattutto al palo colpito da Nuno Tavares, tra i migliori in campo e autore anche dell’assist per il gol di Frattesi.
Gattuso ha poi aggiunto:
«Nella ripresa bene sulle ripartenze, palleggiavamo in maniera corretta. Se devo trovare un difetto è la palla che andava troppo piano nel primo tempo».
Gattuso elogia Belahyane: «Si sta allenando a mille all’ora»
L’infortunio di Nicolò Rovella ha costretto Gattuso a cambiare il centrocampo già durante il primo tempo. Al suo posto è entrato Belahyane, protagonista di una prestazione convincente.
L’allenatore ha voluto pubblicamente elogiarlo:
«Belahyane si sta allenando a mille all’ora, è un ragazzo che la prima settimana non ha finito un allenamento, ma ha lavorato a testa bassa e quello che semini, raccogli».
Gattuso ha sottolineato soprattutto l’atteggiamento del centrocampista:
«Abbiamo perso tre giocatori in due partite, quello dispiace, ma su Belahyane complimenti a lui, è un ragazzo che ci sta dando dentro».
«Il merito delle due vittorie è dei ragazzi»
Due partite e due successi consecutivi per la Lazio. Gattuso, però, preferisce spostare tutti i meriti sulla squadra:
«Il merito di queste due vittorie è dei ragazzi, credono in quello che si fa e alla fine i risultati arrivano».
Un passaggio che conferma quanto il tecnico stia puntando sulla compattezza del gruppo, concetto sottolineato dopo la partita anche da Tavares.
Gattuso duro con Pedraza: «Le chiacchiere stanno a zero»
Particolarmente interessante il passaggio dedicato ad Alfonso Pedraza. Durante la partita le telecamere avevano mostrato Gattuso parlare con il terzino e il tecnico ha spiegato il motivo del richiamo.
«C’è poco da dire, le chiacchiere stanno a zero. A me non piacciono le persone presuntuose, bisogna fare le cose che prepariamo».
Gattuso non nasconde quindi il proprio disappunto per alcune situazioni tattiche gestite male dopo l’ingresso dello spagnolo:
«Potevamo leggerla meglio, ci siamo addormentati, ma finisce là. Se vogliamo giocare in un certo modo le cose dobbiamo farle bene, l’errore ci sta, guardiamo avanti».
Un messaggio molto chiaro: nella Lazio di Gattuso nessuno può permettersi di abbassare attenzione e concentrazione, soprattutto quando la partita è ancora in bilico.
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Due partite, due gol. Non poteva iniziare meglio l’avventura di Davide Frattesi con la Lazio. Dopo essere andato a segno contro il Bologna, il centrocampista arrivato in questa sessione di calciomercato ha deciso anche la sfida dell’Olimpico contro il Genoa, realizzando la rete dell’1-0.
Un impatto immediato quello dell’ex Inter, diventato in pochissimo tempo uno degli uomini più importanti della nuova Lazio di Gennaro Gattuso.
Al termine della partita Frattesi è intervenuto ai microfoni di DAZN, parlando della scelta di lasciare l’Inter, delle sue condizioni fisiche e del ritorno a Roma.
Frattesi: «Ho lasciato l’Inter per prendermi delle responsabilità»
Il centrocampista ha spiegato innanzitutto i motivi che lo hanno portato a lasciare Milano e accettare la proposta della Lazio:
«Sono andato via dall’Inter, che era una squadra che amavo con tutto il mio cuore, perché desideravo prendermi delle responsabilità. Sono venuto qui per questo. È il momento di far vedere che se uno ha carattere, deve anche saperlo utilizzare».
Parole importanti, soprattutto alla luce del suo avvio di stagione. Frattesi ha immediatamente raccolto le responsabilità che cercava, risultando decisivo nelle prime due giornate di campionato.
Frattesi spiega l’esultanza e rassicura sul ginocchio
Dopo il gol contro il Genoa, l’esultanza del centrocampista aveva attirato l’attenzione. Frattesi ha spiegato di avere dolore al ginocchio, rassicurando però sulle proprie condizioni:
«Non ce la faccio a correre, mi fa malissimo il ginocchio. Per questo ho esultato così. Ma possiamo rassicurare i tifosi? Sì, sì, non è nulla, però fa un male tremendo, quindi meno corro meglio è».
Un problema quindi doloroso, almeno secondo quanto dichiarato direttamente dal giocatore, ma che Frattesi stesso ha ridimensionato escludendo qualcosa di preoccupante.
Il ritorno a Roma: «Volevo stare vicino ai miei cari»
Nella decisione di accettare la Lazio ha avuto un peso importante anche il ritorno nella sua città. Frattesi ha raccontato come il desiderio di riavvicinarsi alla famiglia fosse diventato ancora più forte dopo la scomparsa della nonna:
«Ho ritrovato tutti, volevo avvicinarmi, l’avevo detto dopo la morte di mia nonna. Volevo star vicino ai miei cari, agli amici».
Poi una battuta sul rapporto con la città e con i tifosi:
«La città me la godo la notte perché la mattina prendo insulti o richieste di foto».
Un ritorno a Roma che, almeno dal punto di vista calcistico, non poteva iniziare meglio: due presenze in campionato e due gol per Frattesi, già protagonista assoluto della nuova Lazio.
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La Lazio batte il Genoa 1-0 all’Olimpico e conquista la seconda vittoria consecutiva in campionato. A decidere la sfida è ancora Davide Frattesi, migliore in campo con un 7,5. Ottima anche la prestazione di Nuno Tavares, mentre delude Matteo Cancellieri. Promossa ancora la coppia centrale Doekhi-Provstgaard. Nel finale importante anche Mandas, decisivo nel proteggere il risultato.
Ecco le pagelle della Lazio contro il Genoa.
Mandas 6,5
Poco impegnato per gran parte della partita, diventa però protagonista proprio quando serve. Nel recupero firma una parata decisiva e subito dopo blocca con sicurezza un altro pallone pericoloso, regalando tranquillità alla Lazio. Si prende qualche rischio di troppo con il pallone tra i piedi: è ancora uno degli aspetti sui quali deve maggiormente lavorare.
Floriani Mussolini 6
Meno esuberante rispetto all’esordio, ma la sua prima all’Olimpico rimane positiva. Attento soprattutto in fase difensiva, prova anche ad accompagnare Cancellieri sulla fascia. Gli manca precisione nell’ultimo passaggio e nel finale rischia qualcosa di troppo.
Dall’80’ Lazzari sv
Doekhi 6,5
Un’altra prestazione convincente. Gli avversari sono più complicati da affrontare per caratteristiche, ma il centrale risponde presente. Parte con una bella chiusura su Colombo, prende fiducia e prova a rendersi utile anche nell’area avversaria. La Lazio sembra aver trovato un punto fermo della nuova difesa.
Provstgaard 6,5
Continua il suo percorso di crescita. Difende con attenzione e prova anche a dare qualità alla costruzione, cercando più volte Tavares con lanci interessanti. Tiene sotto controllo gli attaccanti genoani e, partita dopo partita, sembra acquistare sempre maggiore sicurezza.
Tavares 7
Una delle migliori prestazioni della serata. Torna all’assist in campionato dopo un anno e mezzo, propiziando il gol di Frattesi, colpisce anche un palo e costringe gli avversari a spendere falli e cartellini. Quando gioca così diventa difficilissimo pensare di lasciarlo fuori. Da rivedere soltanto alcune conclusioni decisamente poco precise.
Dal 63′ Pedraza 5,5: entra cercando subito un pallone interessante in area, ma successivamente soffre troppo. Il Genoa crea diversi pericoli proprio dalla sua fascia e la fase difensiva resta complicata.
Frattesi 7,5 – IL MIGLIORE
È di un altro livello. Gattuso aveva sottolineato l’importanza del suo arrivo e le prime partite sembrano dargli ragione. Inizia quasi in sordina, poi alla prima vera occasione colpisce: inserimento perfetto sul cross di Tavares e sinistro al volo per l’1-0.
Non si limita al gol e va vicino anche all’assist. Qualità, tempi d’inserimento e capacità di incidere: Frattesi sta già facendo impennare il tasso tecnico della Lazio.
Rovella 6,5
Altra prestazione solida fino al problema fisico che lo costringe ad arrendersi. Fa da diga davanti alla difesa e dà equilibrio al centrocampo. Considerata anche l’indisponibilità di Cataldi, adesso la Lazio spera soprattutto che non si tratti di qualcosa di serio.
Dal 37′ Belahyane 6: non era semplice entrare a freddo dopo mesi con pochissimo spazio. Risponde presente e disputa una prova convincente.
Taylor 6,5
Dà continuità alle buone sensazioni mostrate contro il Bologna. Cominciano a rivedersi alcuni sprazzi del giocatore apprezzato nella seconda parte della scorsa stagione. Utile sia quando c’è da costruire sia quando bisogna lavorare senza pallone.
Cancellieri 5
Il peggiore della Lazio. L’avvio è complicato: gli capitano subito due situazioni potenzialmente interessanti e le spreca entrambe. Cerca di entrare maggiormente nella partita, ma continua a commettere troppi errori, soprattutto nella lettura delle azioni. Una serata da dimenticare.
Dal 63′ Isaksen 5,5: entra con maggiore voglia rispetto a Cancellieri, ma senza riuscire realmente a incidere. La condizione fisica deve ancora crescere e tende troppo spesso alla giocata più semplice.
Dia 6
Non regala grandi giocate, ma disputa una partita utile alla squadra. È esattamente il tipo di lavoro sottolineato da Gattuso: lega i reparti e partecipa alla costruzione offensiva. Il grande problema rimane la pericolosità sotto porta, praticamente assente.
Dall’80’ Pinamonti 6: bastano pochi minuti per vedere qualcosa di interessante. Dopo cinque minuti dal suo ingresso trova il tiro con un movimento da centravanti vero. Per essere l’esordio può bastare.
Zaccagni 6
Buona l’intesa con Tavares sulla sinistra, ma manca ancora la brillantezza necessaria per fare veramente la differenza negli ultimi metri. Cerca continuamente di incidere e Bijlow gli nega anche una buona opportunità con il piede. La determinazione gli vale la sufficienza.
Gattuso 7
Arrivano altre conferme dopo Bologna. Gattuso sta cominciando a dare una fisionomia precisa alla Lazio, cercando un equilibrio tra aggressività offensiva e necessità di proteggere la difesa.
La lettura della partita funziona: partenza prudente, fase di studio e successiva accelerazione che porta al gol di Frattesi. La squadra crea anche le occasioni per chiuderla e, quando nel finale deve soffrire, riesce a difendere il vantaggio.
Due vittorie consecutive e soprattutto la sensazione di una Lazio che sta iniziando ad assomigliare al suo allenatore.
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La Lazio batte 1-0 il Genoa nella prima gara casalinga di campionato allo Stadio Olimpico e conquista la seconda vittoria consecutiva. A decidere la sfida è ancora una volta Davide Frattesi, che dopo essersi reso protagonista al Dall’Ara trova il gol che permette alla squadra di Gennaro Gattuso di conquistare altri tre punti.
Una vittoria meritata per i biancocelesti, che soprattutto tra la fine del primo tempo e la ripresa hanno avuto diverse occasioni per trovare il raddoppio. Nel finale il Genoa di Daniele De Rossi ha aumentato la pressione, riempiendo l’area laziale con diversi palloni alti, ma la difesa ha retto fino al triplice fischio.
Dopo la pesante delusione contro il Mantova, dunque, la Lazio reagisce nel migliore dei modi: sei punti conquistati nelle prime due giornate di Serie A e aggancio in classifica a Inter, Milan e Juventus.
Lazio-Genoa, le scelte di Gattuso
Gattuso decide di affidarsi dal primo minuto anche a due giocatori al centro delle voci di mercato: Boulaye Dia e Matteo Cancellieri.
Dia viene schierato al centro dell’attacco, con Cancellieri sulla destra e il capitano Mattia Zaccagni sulla corsia opposta.
Davanti a Christos Mandas, l’assenza di Marusic permette a Romano Floriani Mussolini di partire titolare sulla destra. Al centro confermata la coppia formata da Doekhi e Provstgaard, mentre sulla sinistra la scelta a sorpresa è Nuno Tavares, preferito a Pedraza.
Nessuna novità inizialmente a centrocampo: Frattesi, Nicolò Rovella e Kenneth Taylor compongono il terzetto scelto dal tecnico.
Frattesi colpisce ancora: Lazio avanti al 25′
La Lazio prova immediatamente a prendere il controllo della partita. Cancellieri trova spazio sulla destra e mette un pallone interessante in mezzo proprio per Frattesi, anticipato però dalla difesa genoana.
Poco dopo è Doekhi a rendersi pericoloso sugli sviluppi di un calcio d’angolo, mentre al quarto d’ora Taylor libera alla conclusione Nuno Tavares, che non riesce a trovare lo specchio.
Il Genoa prova a contenere le iniziative biancocelesti, ma al 25′ arriva il gol dell’1-0.
Nuno Tavares supera Ellertsson sulla fascia e mette il pallone al centro dell’area. Frattesi arriva in corsa e con il sinistro al volo batte Bijlow, facendo passare il pallone tra le gambe del portiere genoano.
È ancora il centrocampista italiano a sbloccare la Lazio e a confermare il suo grande impatto nell’avvio di stagione.
Problema per Rovella: entra Belahyane
La serata biancoceleste registra però anche una nota negativa. Rovella accusa un problema fisico al polpaccio destro ed è costretto ad abbandonare il terreno di gioco. Al suo posto entra Belahyane, che completa il centrocampo insieme a Taylor e Frattesi.
Nonostante il cambio forzato, la Lazio continua ad attaccare e nel finale della prima frazione costruisce diverse opportunità per il raddoppio.
Tavares sfiora il 2-0: palo della Lazio
Tra i protagonisti della partita c’è proprio Nuno Tavares. Dopo aver fornito l’assist per Frattesi, il portoghese va vicinissimo al gol.
Zaccagni serve Frattesi, che attacca lo spazio sulla sinistra e mette il pallone in area. Tavares arriva all’appuntamento e colpisce di testa centrando il palo.
Poco dopo Marcandalli rischia grosso con un retropassaggio sbagliato: Zaccagni prova ad approfittarne, ma Bijlow riesce a intervenire evitando il raddoppio.
Anche il Genoa costruisce una situazione pericolosa con un cross di Norton-Cuffy che attraversa tutta l’area senza trovare la deviazione decisiva.
La difesa di Gattuso regge nel finale
Nella ripresa la Lazio ha ancora la possibilità di chiudere definitivamente la partita, ma non riesce a trovare il secondo gol. Il risultato rimane così aperto fino agli ultimi minuti.
Il Genoa prova allora l’assalto, soprattutto attraverso cross e palloni alti nell’area di Mandas. Come già accaduto al Dall’Ara, però, la difesa costruita da Gattuso riesce a resistere alla pressione avversaria.
Il triplice fischio consegna così alla Lazio un successo pesantissimo: 1-0 al Genoa e seconda vittoria consecutiva in campionato.
Gattuso può sorridere soprattutto per la solidità mostrata dalla squadra e per l’impatto di Frattesi, ancora decisivo. Resta invece da valutare la situazione di Rovella dopo il problema accusato al polpaccio destro.
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La Lazio ha ufficializzato la formazione scelta da Gennaro Gattuso per la sfida contro il Genoa, valida per la seconda giornata di Serie A. Il tecnico biancoceleste conferma Christos Mandas tra i pali e si affida a Boulaye Dia come riferimento centrale dell’attacco, supportato da Matteo Cancellieri e Mattia Zaccagni.
Una formazione che vede inoltre Kenneth Taylor e Nicolò Rovella nel cuore del centrocampo, mentre in difesa trovano spazio Floriani Mussolini, Provstgaard, Doekhi e Nuno Tavares.
Lazio-Genoa, le scelte di Gattuso
Gattuso schiera Mandas dal primo minuto. Davanti al portiere greco la linea difensiva è composta da Romano Floriani Mussolini sulla destra, Oliver Provstgaard e Danilho Doekhi al centro e Nuno Tavares sulla corsia sinistra.
A centrocampo spazio a Nicolò Rovella, affiancato da Kenneth Taylor e Davide Frattesi.
In attacco la Lazio punta invece su Boulaye Dia, con Cancellieri e il capitano Zaccagni pronti ad agire ai suoi lati.
Lazio-Genoa, la formazione ufficiale biancoceleste
Tra le indicazioni più interessanti c’è quindi la conferma di Dia al centro dell’attacco. Gattuso sceglie il senegalese per guidare il reparto offensivo, mentre Cancellieri mantiene una maglia da titolare sulla destra.
Gattuso punta su Dia, Zaccagni e Cancellieri
Il tridente scelto dall’allenatore biancoceleste punta sulla velocità e sulla capacità di attaccare gli spazi. Zaccagni parte dalla sinistra, Cancellieri dalla destra, mentre Dia avrà il compito di occupare l’area di rigore e rappresentare il riferimento centrale.
Importante anche la presenza di Frattesi, chiamato a garantire inserimenti e maggiore presenza offensiva partendo dal centrocampo.
Gattuso si presenta dunque contro il Genoa con una Lazio costruita intorno al 4-3-3, con l’obiettivo di trovare equilibrio ma anche maggiore pericolosità negli ultimi metri.
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Nuova trasferta di campionato all’orizzonte per il pubblico biancoceleste. In vista della sfida valida per la 3ª giornata di Serie A Enilive tra Udinese e S.S. Lazio — in programma lunedì 7 settembre 2026 alle ore 20:45 presso il Bluenergy Stadium di Udine —, sono state rese note le modalità di acquisto dei tagliandi riservati alla tifoseria capitolina.
Dettagli, prezzi e disponibilità del Settore Ospiti
La fase di acquisto per il settore riservato alla tifoseria ospite scatterà ufficialmente dalle ore 10:30 di lunedì 31 agosto 2026 e rimarrà attiva fino alle ore 19:00 di domenica 6 settembre 2026:
Prezzo del biglietto: 35,00 € (più diritti di prevendita).
Capienza iniziale: 1.310 posti a sedere.
Ampliamento settori: In caso di esaurimento dei tagliandi nel settore principale, verranno aperti alla vendita i settori di Curva Sud P1 e P2.
Restrizioni: Nessuna limitazione o obbligo di fidelity card per i residenti.
I tagliandi saranno acquistabilionline sul circuito Ticketone e presso tutte le ricevitorie e punti vendita fisici autorizzati.
Cambio nominativo e documenti richiesti
Ciascun titolo di accesso deve essere rigorosamente intestato all’effettivo utilizzatore:
Procedura online: In caso di cessione del tagliando, è tassativo effettuare il cambio nominativo tramite il servizio web dedicato di Ticketone.
Accesso ai tornelli: All’ingresso dell’impianto sarà obbligatorio mostrare il biglietto, un documento d’identità in corso di validità e l’eventuale ricevuta di conferma del cambio intestatario debitamente scaricata al termine della procedura.
Parcheggi, disabili e apertura dei cancelli
I cancelli del Bluenergy Stadium apriranno al pubblico alle ore 18:00, salvo differenti disposizioni delle autorità competenti.
Parcheggio Ospiti: L’area di sosta riservata è collegata agli ingressi dedicati tramite un corridoio di sicurezza protetto (accesso consentito esclusivamente esibendo il tagliando del Settore Ospiti).
Accoglienza Disabili: I posti auto riservati ai portatori di disabilità sono situati nell’area compresa tra la Curva Sud e la Tribuna Laterale Sud, opportunamente segnalati da apposita cartellonistica.
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Caccia al bis per dare continuità al blitz dell’esordio. Dopo i tre punti conquistati sul campo del Bologna, la S.S. Lazio fa il suo debutto casalingo in campionato ospitando il Genoa di Daniele De Rossi nel posticipo della seconda giornata di Serie A. Allo Stadio Olimpico — dove proseguirà la linea di diserzione della tifoseria biancoceleste contro la gestione societaria —, la squadra di Gennaro Gattuso cerca conferme sul piano del gioco e del risultato.
Le scelte di Gattuso: emergenza corsie, tocca a Floriani e Frattesi
L’infermeria impone cambi forzati nell’undici di partenza dei capitolini. I risentimenti muscolari accusati a Bologna mettono fuori causa Adam Marusic e Fisayo Dele-Bashiru:
In difesa: Corsia di destra affidata dal 1′ a Romano Floriani Mussolini, con Pedraza a sinistra e il tandem centrale composto da Doekhi e Provstgaard a protezione di Mandas. Romagnoli e il neo acquisto Šutalo partiranno dalla panchina.
In mediana: Esordio da titolare per Davide Frattesi, pronto a completare la linea a tre insieme a Nicolò Rovella e Kenneth Taylor.
In attacco: Confermato Boulaye Dia al centro del tridente (con il neo arrivato Andrea Pinamonti pronto a subentrare a gara in corso), supportato a sinistra da capitan Mattia Zaccagni e a destra da Gustav Isaksen, favorito su Matteo Cancellieri.
Le opzioni di De Rossi: ex romanisti e tridente mobile
Sponda ligure, i rossoblù cercano riscatto dopo il ko di misura maturato tra le polemiche contro il Napoli. Il tecnico conferma l’assetto con difesa a tre imperniata su Marcandalli, Ostigard e Vasquez davanti al portiere Bijlow. In mediana spazio alla cerniera formata da Amorim e Frendrup, mentre sulla trequarti agiranno l’ex giallorosso Tommaso Baldanzi e Vitinha alle spalle del centravanti Lorenzo Colombo.
Il match tra Lazio e Genoa, in programma domenica 30 agosto 2026 alle ore 20:45 allo Stadio Olimpico di Roma, sarà trasmesso in esclusiva su DAZN:
In diretta TV: Tramite l’applicazione ufficiale scaricabile su Smart TV compatibili, oppure collegando il televisore a console da gioco (PlayStation 4/5, Xbox) e dispositivi multimediali come Amazon Fire TV Stick, Google Chromecast o TIMVISION BOX.
In diretta streaming: Visibile su tutti i dispositivi mobili (smartphone, tablet, PC) accedendo all’app DAZN o tramite il sito web ufficiale della piattaforma.
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Nicolò Rovella presenta la sfida di Serie A tra Lazio e Genoa nel match program ufficiale biancoceleste.
Alla vigilia del primo impegno casalingo in campionato contro il club ligure, la formazione biancoceleste cerca conferme per dare continuità al blitz dell’esordio. A fare il punto sul momento dello spogliatoio e sulle insidie della seconda giornata di Serie A è intervenuto Nicolò Rovella, protagonista dell’approfondimento pubblicato sui canali editoriali della S.S. Lazio.
Fiducia ritrovata e l’impatto dei nuovi compagni
Il regista capitolino ha evidenziato come i tre punti conquistati in trasferta abbiano portato serenità a Formello:
“La vittoria dell’esordio ci ha regalato morale ed era esattamente ciò di cui avevamo bisogno. Adesso torniamo all’Olimpico ed è fondamentale centrare un altro successo per proseguire lungo questo percorso. I risultati positivi aumentano la convinzione e ti spingono a dare quel qualcosa in più.
L’inserimento dei nuovi? Con molti di loro avevo già condiviso il campo: da Frattesi in Nazionale fino ad Andrea Pinamonti ai tempi di Genova. So bene quali qualità umane e tecniche possa garantire al nostro spogliatoio e sono felicissimo del suo arrivo”.
L’aggressività del Genoa e la crescita individuale
Spostando l’attenzione sull’avversario di turno e sul proprio percorso di maturazione tattica, il centrocampista classe 2001 ha concluso:
“Il Genoa è una formazione tosta e aggressiva che non va presa sotto gamba, come dimostrato dalle difficoltà create al Napoli: servirà restare compatti e capitalizzare ogni spazio concesso.
Nello spogliatoio si respira grande affiatamento tra ragazzi giovani. Personalmente mi sento più lucido e maturo nella gestione dei momenti di gara, complice il percorso fatto superando i problemi fisici della passata stagione. Il gol personale? Arriverà quando sarà il momento, ma senza ossessioni: la priorità assoluta resta disputare un’annata importante insieme alla squadra”.
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Niente parole della vigilia per la seconda giornata di campionato. In vista della sfida casalinga contro il Genoa allo Stadio Olimpico, il tecnico della S.S. Lazio, Gennaro Gattuso, non interverrà in conferenza stampa per presentare il match.
La decisione del club e il precedente di Bologna
Come spiegato dall’edizione odierna del Corriere dello Sport, non si tratta di una scelta autonoma dell’allenatore calabrese bensì di una precisa linea di condotta stabilita dalla società biancoceleste.
Per Gattuso si tratta della seconda conferenza di vigilia cancellata consecutivamente: una situazione analoga si era già verificata prima della trasferta del Dall’Ara contro il Bologna, confermando un silenzio stampa pre-partita inusuale che continua a far rumore nell’ambiente.
Focus totale sul campo prima del debutto all’Olimpico
La linea societaria punta a schermare il gruppo da ulteriori pressioni mediatiche e ambientali, concentrando l’attenzione esclusivamente sul lavoro tattico a Formello. Dopo i tre punti conquistati all’esordio in Serie A, i biancocelesti cercano continuità di risultati davanti al proprio pubblico, mantenendo il silenzio fino alle interviste di rito previste nell’immediato post-partita.
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Alessio Romagnoli al centro delle trattative finali di calciomercato tra la Lazio e l'Al Sadd.
Il futuro di Alessio Romagnoli torna a infiammare le ultime ore della sessione estiva di calciomercato della S.S. Lazio. Nonostante nei giorni scorsi sembrassero prevalere i presupposti per una permanenza a Formello sotto la guida tecnica di Gennaro Gattuso, lo scenario si è improvvisamente riaperto con un ritorno di fiamma proveniente dal Medio Oriente.
Il pressing del club qatariota e la formula dell’offerta
Come evidenziato dall’edizione odierna de Il Messaggero, l’Al Sadd è tornato alla carica bussando nuovamente alle porte del club capitolino. La società qatariota fa leva sui tempi ristretti di fine agosto e insiste sulla proposta già presentata in precedenza: un indennizzo da 3 milioni di euro da corrispondere in forma rateizzata per rilevare il cartellino del difensore classe 1995.
La posizione di Gattuso, il nodo ingaggio e la scelta di Lotito
Sullo sfondo resta vigile anche l’Atalanta di Maurizio Sarri — senza però aver sferrato l’affondo decisivo —, mentre la volontà del centrale rimane orientata verso un cambio di scenario professionale.
Dal punto di vista tecnico ed economico, la situazione presenta due elementi determinanti:
Il via libera della panchina: mister Gennaro Gattuso non si opporrebbe all’uscita, avendo già integrato i nuovi innesti nel reparto arretrato.
Il peso a bilancio: il contratto da 3 milioni di euro netti a stagione incide sensibilmente sulle casse societarie.
La decisione definitiva spetta ora al presidente Claudio Lotito, chiamato a scegliere se accettare l’offerta al fotofinish o trattenere il difensore fino a fine stagione.
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Chi gioca a blackjack per la prima volta si ritrova spesso a commettere un errore molto comune. Un errore facile da osservare soprattutto ai tavoli da blackjack online, dove spesso avvengono i primi contatti dei giocatori con il gioco: lo sbaglio di affidarsi alle proprie sensazioni, chiedendo carta o raddoppiando per istinto e non per convinzione. È un atteggiamento comprensibile, ma anche rischioso.
Il blackjack è infatti uno dei pochi giochi da casinò per cui esiste una strategia interamente derivata dalla matematica: per ogni combinazione possibile delle carte del giocatore e della carta scoperta del banco esiste una decisione che massimizza il valore atteso. Questa strategia si chiama “strategia di base” ed è il punto da cui conviene partire per capire come giocare in modo intelligente.
L’origine della strategia di base
L’origine della strategia di base può essere fatta risalire al 1956, quando il Journal of the American Statistical Association pubblicò un articolo intitolato The Optimum Strategy in Blackjack. Il suo aspetto più significativo riguarda il metodo utilizzato: i quattro autori non disponevano di computer e svolsero i calcoli con semplici calcolatrici da tavolo, analizzando migliaia di situazioni di gioco e determinando, caso per caso, la decisione che consentiva di massimizzare il rendimento atteso del giocatore. Il risultato fu uno dei primi tentativi sistematici di fondare le decisioni nel blackjack su un’analisi matematica rigorosa.
Quel lavoro contribuì a cambiare il modo di concepire il gioco: le decisioni al tavolo non dovevano necessariamente dipendere dall’istinto o dalla sensazione del momento, perché per ciascuna situazione era possibile individuare, attraverso il calcolo delle probabilità e dei rendimenti attesi, la scelta statisticamente più conveniente. Su questa idea si fonda il principio cardine della strategia di base: a parità di condizioni di gioco, la decisione ottimale può essere determinata matematicamente e applicata indipendentemente da chi la esegue.
Una decisione per ogni mano, non un’intuizione
Per attuare in termini pratici la strategia di base non serve addentrarsi nella matematica, il concetto è più semplice di quanto sembri: per ogni mano del giocatore, confrontata con la carta scoperta del banco, esiste una decisione ottimale in termini di valore atteso.
Nella pratica, questa logica si traduce in una tabella a doppia entrata: sulle righe il punteggio della mano del giocatore, sulle colonne la carta scoperta del banco, all’incrocio la decisione da prendere. Le mani vengono normalmente distinte in tre categorie:
le mani hard, nelle quali nessun asso può essere conteggiato come 11 senza superare 21;
le mani soft, cioè con un asso che può valere 11 senza far sballare il totale;
le coppie, cioè le mani di partenza con due carte identiche, che aprono la possibilità di dividere (splits).
Per ogni riga della tabella la mano si valuta sempre in relazione alla carta del banco: la stessa somma di punti può richiedere decisioni opposte a seconda che il banco mostri una carta bassa o una carta alta, perché la carta scoperta fornisce informazioni sulla distribuzione delle possibili mani finali del banco e quindi sulle probabilità di sballare.
Già nell’articolo originale del 1956 gli autori distinguevano tra le diverse decisioni proprio per questa differenza di complessità. Per quanto riguarda la scelta più semplice, chiedere carta oppure stare, riuscirono a derivare una formula generale valida per ogni situazione, basata sul confronto tra il valore atteso di continuare a pescare e quello di fermarsi con il punteggio attuale. Per le altre decisioni, come raddoppio e split, vi era la necessità di considerazioni più complesse. Questi venivano infatti determinati attraverso un’analisi delle singole situazioni.
Il risultato pratico per chi gioca oggi è che non serve rifare questi calcoli: basta consultare la tabella e applicare la decisione indicata per la propria combinazione di carte contro il banco. È la differenza tra decidere seguendo le proprie sensazioni e decidere seguendo uno schema fisso. La strategia di base individua, per ciascuna situazione di gioco e date le specifiche regole del tavolo, la decisione che massimizza il valore atteso del giocatore, considerando le probabilità e i relativi guadagni o costi di tutti gli esiti possibili.
Il calcolo che continua ad aggiornarsi
A seguito della prima pubblicazione del 1956, la questione ha attratto altri contributi, rendendo il dibattito ancora più aperto. Altri ricercatori hanno affinato quei calcoli con l’aiuto dei computer, rendendo possibile un’analisi molto più estesa di quella realizzabile a mano.
Ad approfondire ulteriormente l’argomento sono arrivati studi recenti focalizzati su una parte del gioco importante e poco considerata: la divisione delle coppie, e in particolare la possibilità di dividere più volte la stessa coppia (il resplit) quando arriva un’altra carta identica. Il problema, fino a tempi recenti, è stato di tipo computazionale: ogni volta che si permette una nuova divisione, il numero di mani possibili da valutare cresce in modo esponenziale. Il paper Exact Calculation of Expected Values for Splitting Pairs in Blackjack, pubblicato nel 2019 da John A. Nairn dell’Oregon State University, parte proprio da questo presupposto. Una prima stima, fatta con i metodi di calcolo tradizionali, indicava che analizzare in modo esatto tutte le combinazioni di divisione fino a un massimo di quattro mani avrebbe richiesto circa 3,4×10¹¹ secondi di elaborazione, l’equivalente di oltre 10.000 anni di tempo di calcolo su un singolo processore: un risultato semplicemente fuori portata.
La soluzione proposta dalla ricerca è stata rendere l’algoritmo di calcolo drasticamente più efficiente, senza cambiare le regole del gioco né la logica di fondo. A seguito di interventi tecnici evidenziati nell’articolo, il tempo di calcolo complessivo è sceso a circa 3,9 milioni di secondi, circa 45 giorni, distribuiti su 32 processori.
Il risultato pratico è stato una tabella di valori attesi esatti per la divisione delle coppie comprensiva anche dei casi di doppia e tripla divisione presentata da Nairn nello studio. Confrontando questi numeri con le formule approssimate usate fino ad allora come riferimento, la ricerca ha mostrato che la maggior parte delle stime storiche era già estremamente accurata, con scarti minimi rispetto ai valori esatti.
Lo studio arriva a una conclusione che conferma l’impianto della strategia di base: l’effetto complessivo delle regole di divisione sul vantaggio del banco è contenuto. Poter dividere più volte una coppia migliora il rendimento del giocatore solo di uno 0,0170%-0,1889% a seconda delle regole del tavolo, mentre eliminare del tutto la possibilità di dividere le coppie penalizza il giocatore di circa lo 0,36%. Numeri piccoli che dimostrano perché, nella pratica, le indicazioni della strategia base pubblicate decenni prima rimangono valide.
Cosa cambia davvero
Sapere tutto questo cambia concretamente il modo di stare al tavolo, anche se non elimina il margine del banco: nessuna strategia può farlo, perché resta un elemento strutturale del gioco. Il punto è che la consapevolezza delle dinamiche di gioco offre l’opportunità di scegliere in modo netto tra due approcci: da una parte c’è chi gioca seguendo le proprie sensazioni, dall’altra c’è chi conosce l’esistenza di uno schema verificato e riconosce che seguirlo è la scelta più razionale.
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