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Lazio, smentite le voci di vendita a fondi stranieri

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La Lazio smentisce le voci su trattative con fondi stranieri: nessuna offerta ricevuta, avviate segnalazioni a Consob e Borsa Italiana.

La S.S. Lazio interviene con decisione per smentire le indiscrezioni circolate nelle ultime ore riguardo a presunte trattative con fondi stranieri, in particolare qatarioti, per l’acquisizione di quote del club.
Attraverso un comunicato ufficiale pubblicato sul proprio sito, la società biancoceleste ha definito “totalmente false e prive di ogni fondamento” le notizie apparse su alcuni canali social e testate online.

“Tali informazioni – si legge nella nota – sono costruite con l’unico intento di destabilizzare la Società, la tifoseria e il titolo quotato in Borsa”.

Una presa di posizione netta che mira a tutelare non solo l’immagine della Lazio ma anche la stabilità del titolo borsistico, tema particolarmente sensibile per un club quotato.
La società, infatti, ha voluto chiarire che non è mai pervenuta alcuna offerta, manifestazione di interesse o proposta, né formale né informale, da parte di fondi qatarioti o di qualsiasi altro soggetto, né in Italia né all’estero.

Segnalazioni a Consob e Borsa Italiana

Nel comunicato, la Lazio annuncia di aver avviato segnalazioni alle autorità competenti, tra cui la CONSOB e Borsa Italiana, oltre che alla magistratura, per individuare la fonte e la responsabilità della diffusione di tali notizie.
Secondo la società, la diffusione di indiscrezioni false potrebbe rappresentare una condotta potenzialmente lesiva della trasparenza dei mercati finanziari e della reputazione del club.

“La S.S. Lazio e il suo azionista di maggioranza diffidano chiunque dal diffondere, rilanciare o avallare notizie inventate”, si legge ancora nel comunicato.

Un messaggio di continuità e solidità

Il club biancoceleste ribadisce inoltre la propria stabilità economica e progettuale, sottolineando che non vi è alcuna necessità di ristrutturazione o di interventi straordinari.
Anzi, la Lazio conferma di voler proseguire il proprio percorso di crescita e sviluppo “con serietà, solidità e trasparenza”, nel rispetto delle normative vigenti e degli azionisti.

Il messaggio finale è chiaro: la Lazio non è oggetto di trattative né di interessamenti esterni, ma resta concentrata sugli obiettivi sportivi e societari, guardando al futuro con visione e determinazione.

Contesto: voci e speculazioni

Le voci di una possibile cessione parziale o totale del club erano circolate negli ultimi giorni, alimentate da indiscrezioni su presunti fondi esteri interessati alla società capitolina.
Il comunicato della Lazio arriva dunque come una risposta diretta e ufficiale per mettere fine alle speculazioni e ribadire la posizione del presidente Claudio Lotito, che più volte in passato aveva dichiarato di non voler cedere il controllo del club.

Con questa nota, la Lazio ribadisce la sua linea di indipendenza gestionale e la volontà di difendere la propria immagine da campagne destabilizzanti, puntando sulla solidità economica e su un percorso di continuità che guarda con fiducia alle sfide future, in campo e fuori.



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Atalanta-Lazio: Guida Completa su Dove Vederla, Probabili Formazioni e Precedenti

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Il logo della Serie A Enilive proiettato sui maxischermi dello stadio.
serie a sky dazn

Il 19 ottobre al Gewiss Stadium va in scena una sfida affascinante tra due filosofie di gioco ben definite. Juric contro Sarri: pressing, intensità e ambizioni europee. Ecco tutto quello che c’è da sapere sul match.

BERGAMO – La Serie A 2025/26 propone un confronto da non perdere: Atalanta-Lazio. Due squadre che, pur con rivoluzioni e innesti importanti, hanno saputo mantenere la loro identità grazie alla guida di tecnici che amano un calcio propositivo e aggressivo. Il Gewiss Stadium di Bergamo si prepara a ospitare una sfida che promette scintille e che potrebbe rivelarsi già decisiva per le ambizioni stagionali di entrambe le formazioni.


Data, Orario, Stadio e Dove Vedere Atalanta-Lazio in TV e Streaming

Ecco tutte le informazioni logistiche per non perdersi il match:

  • DATA: 19 ottobre 2025
  • ORARIO: 18:00
  • STADIO: Gewiss Stadium, Bergamo
  • DIRETTA TV E STREAMING: DAZN e Sky Sport

Il match Atalanta-Lazio sarà visibile in diretta su DAZN, la piattaforma che trasmette tutte le partite della Serie A, sia in streaming che su smart TV compatibili. La gara sarà disponibile anche sui canali di Sky Sport e sul servizio streaming NOW, che ogni giornata trasmettono tre incontri in co-esclusiva. Per i tifosi sarà quindi possibile scegliere la modalità di visione più adatta, sul proprio dispositivo preferito.

Come vedere Atalanta-Lazio in TV e in streaming:

  1. Abbonati a DAZN, Sky o NOW TV.
  2. Scegli una connessione internet stabile e veloce.

I Precedenti: la Vittoria della Lazio a Bergamo

Nella scorsa stagione la Lazio è riuscita a espugnare il Gewiss Stadium con un successo di misura, firmato da Isaksen nella ripresa. Una partita equilibrata, rimasta bloccata per oltre mezz’ora, che si è sbloccata grazie al guizzo dell’attaccante biancoceleste. L’Atalanta, reduce da un periodo complicato, non riuscì a reagire e incassò la terza sconfitta consecutiva. Quel precedente resta ancora vivo e rende il nuovo confronto ancora più interessante.


Dove Vedere le Partite dell’Atalanta e della Lazio

I tifosi della Dea e i sostenitori biancocelesti possono contare su DAZN per tutte le partite di campionato. Sky e NOW, con i loro tre incontri a giornata, offrono un’ulteriore possibilità di seguire Atalanta e Lazio in alcune sfide chiave, comprese quelle contro le big della Serie A.


Probabili Formazioni di Atalanta e Lazio

Le probabili scelte dei due allenatori riflettono le rispettive filosofie tattiche e le condizioni attuali delle rose:

ATALANTA (3-4-2-1)

  • Portiere: Carnesecchi
  • Difensori: Scalvini, Hien, Djimsiti
  • Centrocampisti: Zalewski, De Roon, Pasalic, Bellanova
  • Trequartisti: Maldini, De Ketelaere
  • Attaccante: Scamacca
  • Allenatore: Ivan Juric

LAZIO (4-3-3)

  • Portiere: Provedel
  • Difensori: Marusic, Gila, Provstgaard, Tavares
  • Centrocampisti: Guendouzi, Rovella, Dele-Bashiru
  • Attaccanti: Cancellieri, Castellanos, Zaccagni
  • Allenatore: Maurizio Sarri

Focus Tattico: Juric Contro Sarri

Il confronto tra Juric e Sarri promette scintille: entrambi amano pressing, aggressività e moduli propositivi.

Ivan Juric, l’erede di Gasperini: Juric è considerato il vero erede di Gian Piero Gasperini. La sua carriera lo ha visto prima come giocatore e poi come collaboratore del tecnico piemontese, con cui ha condiviso esperienze. La sua filosofia è una versione “old school” del gasperinismo: pressing uomo su uomo a tutto campo, difesa a tre, aggressione alta e corsa incessante. Rispetto al maestro, Juric porta all’estremo alcune idee tattiche, soprattutto nella fase difensiva. Tuttavia, i suoi numeri offensivi non hanno mai raggiunto quelli dell’Atalanta di Gasperini. Ora, con una squadra già abituata a quel tipo di calcio, l’allenatore croato avrà l’occasione per misurarsi a un livello superiore.

Le soluzioni offensive delle due squadre: Juric alterna il 3-4-2-1 e il 3-4-1-2, moduli che consentono grande flessibilità. Scamacca sarà il riferimento centrale, con Maldini e De Ketelaere pronti a supportarlo tra le linee. La variabile tattica potrebbe essere l’utilizzo del doppio centravanti, ipotesi già sperimentata dal tecnico con altre squadre. Sarri, invece, resta fedele al suo 4-3-3 fatto di possesso palla e verticalizzazioni rapide. Con Castellanos al centro e Zaccagni a sinistra, la Lazio proverà a sfruttare le catene esterne e l’inserimento dei centrocampisti per sorprendere la difesa bergamasca.


Il Calendario Completo di Atalanta e Lazio

Il calendario dell’Atalanta

  • 6ª giornata: Atalanta-Como
  • 7ª giornata: Atalanta-Lazio
  • 8ª giornata: Cremonese-Atalanta
  • 9ª giornata: Atalanta-Milan
  • 10ª giornata: Udinese-Atalanta
  • 11ª giornata: Atalanta-Sassuolo
  • 12ª giornata: Napoli-Atalanta
  • 13ª giornata: Atalanta-Fiorentina
  • 14ª giornata: Verona-Atalanta
  • 15ª giornata: Atalanta-Cagliari
  • 16ª giornata: Genoa-Atalanta
  • 17ª giornata: Atalanta-Inter
  • 18ª giornata: Atalanta-Roma
  • 19ª giornata: Bologna-Atalanta
  • 20ª giornata: Atalanta-Torino
  • 21ª giornata: Pisa-Atalanta
  • 22ª giornata: Atalanta-Parma
  • 23ª giornata: Como-Atalanta
  • 24ª giornata: Atalanta-Cremonese
  • 25ª giornata: Lazio-Atalanta
  • 26ª giornata: Atalanta-Napoli
  • 27ª giornata: Sassuolo-Atalanta
  • 28ª giornata: Atalanta-Udinese
  • 29ª giornata: Inter-Atalanta
  • 30ª giornata: Atalanta-Verona
  • 31ª giornata: Lecce-Atalanta
  • 32ª giornata: Atalanta-Juventus
  • 33ª giornata: Roma-Atalanta
  • 34ª giornata: Cagliari-Atalanta
  • 35ª giornata: Atalanta-Genoa
  • 36ª giornata: Milan-Atalanta
  • 37ª giornata: Atalanta-Bologna
  • 38ª giornata: Fiorentina-Atalanta

Il calendario della Lazio

  • 7ª giornata: Atalanta-Lazio
  • 8ª giornata: Lazio-Juventus
  • 9ª giornata: Pisa-Lazio
  • 10ª giornata: Lazio-Cagliari
  • 11ª giornata: Inter-Lazio
  • 12ª giornata: Lazio-Lecce
  • 13ª giornata: Milan-Lazio
  • 14ª giornata: Lazio-Bologna
  • 15ª giornata: Parma-Lazio
  • 16ª giornata: Lazio-Cremonese
  • 17ª giornata: Udinese-Lazio
  • 18ª giornata: Lazio-Napoli
  • 19ª giornata: Lazio-Fiorentina
  • 20ª giornata: Verona-Lazio
  • 21ª giornata: Lazio-Como
  • 22ª giornata: Lecce-Lazio
  • 23ª giornata: Lazio-Genoa
  • 24ª giornata: Juventus-Lazio
  • 25ª giornata: Lazio-Atalanta
  • 26ª giornata: Cagliari-Lazio
  • 27ª giornata: Torino-Lazio
  • 28ª giornata: Lazio-Sassuolo
  • 29ª giornata: Lazio-Milan
  • 30ª giornata: Bologna-Lazio
  • 31ª giornata: Lazio-Parma
  • 32ª giornata: Fiorentina-Lazio
  • 33ª giornata: Napoli-Lazio
  • 34ª giornata: Lazio-Udinese
  • 35ª giornata: Cremonese-Lazio
  • 36ª giornata: Lazio-Inter
  • 37ª giornata: Roma-Lazio
  • 38ª giornata: Lazio-Pisa


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Lazio, Tegola Castellanos: Si Temono Stiramento e Assenza contro Atalanta e Juventus

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Una foto di Valentin Castellanos in maglia Lazio con un'espressione di dolore o frustrazione, mentre si tiene una parte della coscia, simulando un infortunio muscolare sul campo.

Ancora un infortunio in casa biancoceleste. Valentin Castellanos si ferma: l’attaccante argentino, autore di gol importanti contro le prossime avversarie, rischia di saltare i big match. Attesa per gli esami strumentali.

ROMA – L’emergenza infortuni non sembra dare tregua alla Lazio. Settimana dopo settimana, la rosa biancoceleste si ritrova decimata, e questa volta è il turno di Valentin Castellanos a doversi fermare. A Formello c’è apprensione per l’attaccante argentino, con il timore che si possa trattare di uno stiramento. L’entità precisa dell’infortunio sarà chiarita dagli esami strumentali, ma l’ansia è già palpabile.

Un’Assenza Pesante per i Big Match

Con molta probabilità, il “Taty” sarà costretto a saltare due sfide di altissimo livello contro Atalanta e Juventus. Non sono avversarie qualunque per Castellanos, come riporta Il Messaggero. La Dea è stata la “vittima” del suo primo gol in biancoceleste, mentre la Vecchia Signora ha subito una doppietta dall’argentino in Coppa Italia. La sua assenza, quindi, sarebbe doppiamente pesante, privando Maurizio Sarri di un giocatore che ha già dimostrato di sapersi esaltare in partite decisive.

Sarri spera di non dover ingoiare anche quest’altro boccone amaro, in un periodo già complesso per la gestione delle risorse.



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Norvegia–Israele in diretta

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Segui Norvegia–Israele in diretta: cronaca live dalle 17:30, formazioni ufficiali, gol e risultato in tempo reale.


A partire dalle 17:30 segui qui la diretta testuale live della partita tra Norvegia e Israele, in programma oggi alle 18:00 allo Stadio Ullevaal di Oslo.
Su questa pagina troverai aggiornamenti minuto per minuto, le formazioni ufficiali, la cronaca live, i gol e tutti i momenti salienti dell’amichevole internazionale.

👉 Dalle 17:30 potrai seguire qui Norvegia–Israele in diretta live, con:

  • Cronaca minuto per minuto
  • Aggiornamenti in tempo reale
  • Gol e marcatori
  • Commenti tecnici e analisi tattiche
  • Statistiche aggiornate

Resta collegato a questa pagina per seguire in tempo reale Norvegia–Israele in diretta: dalle 17:30 prepartita e aggiornamenti, poi dalle 18:00 cronaca completa dell’incontro.


📺 Dove vedere Norvegia–Israele

La partita sarà trasmessa in diretta TV su canali internazionali dedicati alle amichevoli e in streaming sui portali sportivi che offrono il live match.
Per chi non può seguire la gara in TV, su questa pagina potrà leggere la diretta testuale completa, con aggiornamenti live e analisi minuto per minuto.

🏟 Info Match

  • 📍 Stadio: Ullevaal Stadium, Oslo (Norvegia)
  • Orario: 18:00 (diretta testuale dalle 17:30)
  • 🧑‍💻 Cronaca live: su questa pagina

🇳🇴 Probabili formazioni Norvegia–Israele

Norvegia (4-3-3): Nyland; Ryerson, Østigård, Ajer, Bjørkan; Berge, Ødegaard, Thorsby; Sørloth, Haaland, Nusa.
Israele (4-2-3-1): Marciano; Dasa, Goldberg, Tibi, Menachem; Peretz, Lavi; Solomon, Gloukh, Weissman; Zahavi.

(Le formazioni ufficiali verranno aggiornate in diretta alle 17:45.)


🔥 Segui Norvegia–Israele live dalle 17:30

Durante la partita troverai:

  • Aggiornamenti live in tempo reale
  • Cronaca testuale di ogni azione
  • Gol e statistiche aggiornate
  • Commenti tecnici e reazioni social

📲 Aggiorna la pagina o resta collegato per seguire minuto per minuto Norvegia–Israele in diretta!



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Estonia–Italia in Diretta

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Segui Estonia–Italia in diretta: cronaca live dalle 20:30, aggiornamenti, formazioni e gol in tempo reale.

Estonia–Italia in diretta.
Dalle 20:30 segui qui la diretta testuale della partita tra Estonia e Italia, valida per le qualificazioni a Euro 2026.
Aggiornamenti in tempo reale, gol, formazioni ufficiali, cronaca minuto per minuto e analisi live: tutto su questa pagina, per non perdere nemmeno un secondo del match degli Azzurri di Luciano Spalletti.

Estonia–Italia in diretta: l’attesa per la partita

La Nazionale Italiana torna in campo con l’obiettivo di consolidare la propria posizione nel girone e dare continuità ai recenti risultati positivi.
L’avversario è un’Estonia giovane e compatta, che proverà a sfruttare il fattore campo per mettere in difficoltà una squadra azzurra in cerca di certezze e gol.

👉 Dalle 20:30 potrai seguire qui Estonia–Italia in diretta live, con aggiornamenti costanti su:

  • Gol e marcatori
  • Risultato in tempo reale
  • Azioni salienti minuto per minuto
  • Commenti e analisi tecniche durante la gara

Resta su questa pagina per la cronaca in diretta di Estonia–Italia: l’incontro inizierà ufficialmente alle 20:45, ma il collegamento sarà aperto dalle 20:30 per seguire il prepartita, le scelte di Luciano Spalletti e le formazioni ufficiali.

📺 Dove vedere Estonia–Italia

La partita sarà trasmessa in diretta TV su Rai 1 e in streaming su RaiPlay.
Chi non potrà guardarla, potrà seguire la diretta testuale qui, con aggiornamenti in tempo reale, statistiche e commenti.

🏟 Info Match

  • 📍 Stadio: Lilleküla Stadium, Tallinn
  • Orario: 20:45 (collegamento live dalle 20:30)
  • 📺 Diretta TV: Rai 1
  • 💻 Streaming: RaiPlay
  • 🧑‍💻 Diretta testuale: su questa pagina dalle 20:30

🇮🇹 Estonia–Italia live: le formazioni attese

Estonia (4-4-2): Hein; Pikk, Mets, Kuusk, Tamm; Sinyavskiy, Käit, Vassiljev, Ojamaa; Anier, Sappinen.
Italia (4-3-3): Donnarumma; Di Lorenzo, Bastoni, Buongiorno, Dimarco; Barella, Jorginho, Pellegrini; Chiesa, Raspadori, El Shaarawy.

(Le formazioni saranno aggiornate in tempo reale appena ufficiali.)

🔥 Resta aggiornato in tempo reale

Durante il match troverai:

  • Commenti live di ogni azione importante
  • Video e clip dei momenti salienti (dove disponibili)
  • Analisi tattica e statistiche aggiornate
  • Reazioni social e commenti dei tifosi

📲 Aggiorna la pagina o resta collegato per seguire minuto per minuto la diretta di Estonia–Italia!



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Sarri: “Lazio in difficoltà, ma i ragazzi lottano”

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Maurizio Sarri conferenza stampa Formello vigilia Juventus Lazio

Durante la sosta per le nazionali, Maurizio Sarri è intervenuto ai microfoni dei canali ufficiali della S.S. Lazio per analizzare la situazione della squadra.
Un confronto diretto, lucido e sincero, come sempre nello stile del tecnico toscano, che ha affrontato temi delicati: dalle difficoltà iniziali agli infortuni, passando per il modulo e la mentalità del gruppo.

“Ho avuto un momento di feroce giramento – ha esordito Sarri – a volte non mi fa piacere venire a parlare. Ma bisogna essere razionali e avere chiara la realtà che stiamo affrontando.”

“Non ottimista né pessimista, ma realista”

Il tecnico biancoceleste ha sottolineato l’importanza di restare concentrati nonostante le difficoltà:

“Non voglio essere né ottimista né pessimista. Siamo realisti e valutiamo la realtà del momento. Potevamo vincere, ma anche perdere nel finale. L’aspetto positivo è il carattere: abbiamo ripreso la partita lottando su una palla praticamente morta, in una situazione complicata.”

La Lazio sta infatti vivendo un avvio di stagione tormentato, con 8-9 giocatori indisponibili tra infortuni e squalifiche.

“Vecino non ha mai giocato, Rovella ha fatto una sola partita in buone condizioni. Abbiamo avuto problemi con Lazzari, Pellegrini, Marusic, Gigot, Patric, Romagnoli e Guendouzi squalificati. Vecino è un enigma, Isaksen ha avuto una malattia che lo ha debilitato, Zaccagni è fuori. Ma i ragazzi non si sono nascosti, hanno lottato e meritano un plauso.”

“La migliore prestazione contro la Roma”

Tra le varie partite disputate, Sarri ha individuato la sfida più convincente:

“La nostra miglior prestazione è stata contro la Roma. Perdere ci ha lasciato rammarico, ma qualche merito a questi ragazzi bisogna riconoscerlo: hanno giocato con coraggio, senza scuse. La classifica poteva essere migliore, ma dobbiamo avere pazienza. Sapevamo che l’inizio sarebbe stato difficile e il livello medio del campionato si è alzato.”

“Situazione diversa dal mio terzo anno”

Il tecnico ha poi fatto un paragone con il suo terzo anno a Roma:

“All’epoca c’era l’occasione per fare un salto di qualità vero. La cessione di Milinković-Savić e la Champions ci permettevano di crescere, ma non è stato fatto quel passo avanti. Ora la situazione è diversa: sapevo che sarebbe stata una stagione complicata, quindi non posso essere deluso.”

“Dobbiamo adattarci ai giocatori”

Sul piano tattico, Sarri ha riconosciuto che la Lazio di oggi deve adattarsi alle caratteristiche dei giocatori disponibili:

“Il modo di attaccare sta cambiando. Io sono più adatto a una squadra di palleggio, ma questa è una squadra di accelerazioni, che deve attaccare negli spazi. Dobbiamo trovare equilibrio: è inutile fare due gol a partita e prenderne altrettanti. Se non recuperiamo gli infortunati, dovremo cambiare modulo e trovare nuove soluzioni.”

Punto infortuni

La lista degli assenti resta lunga:

“Lazzari è rientrato, Marusic oggi fa controlli, Pellegrini ha un problema al ginocchio, Rovella ha una situazione complessa, Vecino va valutato, Dele-Bashiru è fuori, Isaksen deve recuperare condizione, Zaccagni è in divenire. A due giorni dalla prossima gara capiremo con che modulo scendere in campo.”

Crescita individuale e analisi sui singoli

Sarri ha speso parole importanti per Matteo Cancellieri, tra le sorprese positive del periodo:

“Sta crescendo, è più maturo e consapevole. Dà il meglio nell’accelerazione e negli spazi. Se lo costringiamo al palleggio, perde parte delle sue qualità. Ora è concentrato e senza presunzione: fondamentale.”

Meno certezze invece su Noslin, ancora difficile da collocare tatticamente:

“Ha la gamba da esterno ma non lo è davvero, può fare il trequartista ma non ha la qualità, può essere centravanti ma non del tutto. È un giocatore particolare, che in certe situazioni può darci una mano.”

“Serve equilibrio e consapevolezza”

Infine, una riflessione sulla prestazione difensiva e sull’ambiente:

“Contro il Torino abbiamo giocato troppo sbilanciati, sembrava un 4-2-4. Serve più equilibrio.
Io sono un animale da strada, non seguo i social. I tifosi che incontro capiscono le nostre difficoltà. Stiamo lottando, ma abbiamo bisogno di pazienza e di tutto il sostegno possibile.”



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Alessandro Nesta: “Rifiutai la Roma, la mia famiglia era lazialissima”

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Alessandro Nesta racconta il suo rifiuto alla Roma e l’inizio della sua carriera nella Lazio: “Eravamo una famiglia lazialissima”.

Una storia di fede, identità e appartenenza.
Ospite del podcast “Passa dal BSMT”, condotto da Gianluca Gazzoli, Alessandro Nesta ha ripercorso i primi passi della sua carriera, raccontando un episodio che ha segnato il suo destino e quello della sua famiglia: il rifiuto dell’offerta della Roma quando era ancora un bambino.

“L’offerta della Roma? È tutto vero, mio padre l’ha rifiutata.
Andiamo fieri di questa cosa.”

Così, con orgoglio e semplicità, l’ex difensore e oggi allenatore ha ricordato come la sua avventura nel calcio sia nata sotto il segno dell’aquila biancoceleste.
Nonostante vivesse a Cinecittà, quartiere storicamente romanista, la famiglia Nesta era profondamente lazialista, e quella scelta – apparentemente piccola – avrebbe cambiato per sempre il corso della sua vita.

Un destino scritto nel biancoceleste

Nesta ha raccontato come avvenne il suo primo incontro con la S.S. Lazio:

“A otto anni giocavo nel Cinecittà, una società affiliata alla Roma.
Loro mi volevano prendere, ma mio padre, dopo aver letto un annuncio sul Corriere dello Sport, mi portò a San Basilio per un provino con la Lazio.
C’erano quasi duecento bambini: scelsero me e un altro ragazzo.
Da lì è cominciata la mia storia con la Lazio.”

Una storia che sarebbe diventata leggenda.
Da quel giorno, il piccolo Alessandro iniziò il suo cammino nel settore giovanile biancoceleste, scalando le categorie fino all’esordio in Serie A e alla fascia da capitano, simbolo di una generazione che ha regalato alla Lazio lo scudetto del 2000.

Orgoglio e appartenenza

Il racconto di Nesta è intriso di sentimento e orgoglio familiare:

“Per mio padre e per tutta la mia famiglia era un sogno.
Ero piccolissimo. Pensa quando ho fatto l’esordio in Serie A, con mio fratello che andava in Curva.”

Un’immagine che riassume perfettamente l’anima del calcio vero, quello che vive nelle famiglie, nei quartieri e nelle passioni tramandate di padre in figlio.
In un’epoca dove le bandiere sono sempre più rare, le parole di Nesta assumono un valore speciale.
Non solo per il ricordo, ma per ciò che rappresentano: l’amore puro per i colori biancocelesti.

Da bambino a simbolo

Nesta, cresciuto nella Lazio, ha incarnato per anni i valori di serietà, eleganza e leadership.
Con la maglia biancoceleste ha vinto tutto: uno scudetto, due Coppe Italia, due Supercoppe italiane, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa europea.
Una carriera costruita passo dopo passo, partita dopo partita, a partire da quella scelta coraggiosa del padre, che rifiutò la “comodità” di un trasferimento alla Roma per inseguire un sogno chiamato Lazio.

Oggi, da allenatore, Nesta continua a rappresentare quegli stessi principi di dedizione e rispetto che hanno contraddistinto la sua carriera.
Le sue parole sono un inno alla coerenza e alla fede sportiva, ma anche un messaggio per i giovani: seguire la propria strada, anche quando è più difficile, può portare alle più grandi soddisfazioni.



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Lazio, Sarri tra 4-3-3 e 4-4-2: quale futuro tattico?

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Maurizio Sarri valuta il cambio di modulo tra 4-3-3 e 4-4-2 per una Lazio più offensiva e concreta dopo i recenti risultati.
Maurizio Sarri valuta il cambio di modulo tra 4-3-3 e 4-4-2 per una Lazio più offensiva e concreta dopo i recenti risultati.

È un momento particolare per la Lazio e per Maurizio Sarri.
Un periodo di riflessione, di esperimenti e di scelte tattiche non più scontate. Con l’arrivo del tecnico toscano nel 2021, l’identità biancoceleste sembrava ormai consolidata nel classico 4-3-3 “sarriano”, fatto di possesso palla, verticalizzazioni rapide e ricerca costante dell’equilibrio tra i reparti. Ma le ultime settimane hanno ribaltato ogni certezza.

Emergenza e svolta tattica

Gli infortuni e le squalifiche che hanno colpito la rosa hanno costretto Sarri a reinventarsi, passando a un 4-4-2 iper-offensivo, o se si preferisce, a un 4-2-4 mascherato.
Un modulo che, pur lontano dal suo credo calcistico, ha dato risultati immediati: vittoria a Genova e pareggio casalingo col Torino. Due gare che hanno rilanciato il morale e l’attacco biancoceleste, ma che ora pongono un interrogativo cruciale: continuare con questa formula più aggressiva o tornare alle origini del 4-3-3?

Differenze e filosofia

Nel 4-3-3 di Sarri, l’obiettivo è sempre stato quello di attaccare senza sbilanciarsi, mantenendo equilibrio e compattezza tra i reparti.
Nel nuovo 4-4-2, invece, la Lazio si è esposta di più, accettando il rischio di concedere spazi pur di aumentare la pericolosità offensiva.
Un approccio che ricorda da vicino quello di Marco Baroni, capace di adattare il suo Lecce alla natura offensiva dei suoi giocatori, preferendo fare “un gol più dell’avversario” piuttosto che difendere a oltranza.

Sarri ha seguito la stessa logica: con Zaccagni e Cancellieri larghi sulle fasce e Castellanos e Isaksen più centrali, la Lazio ha riscoperto la capacità di creare e concretizzare.
Nelle ultime due partite, infatti, sono arrivati 6 gol, una media altissima rispetto al periodo precedente, in cui la squadra faticava tremendamente a segnare.

Equilibrio e sacrificio

Il cambio modulo ha imposto anche un maggiore sacrificio agli esterni, chiamati a rientrare in fase difensiva.
Zaccagni e Cancellieri, contro il Genoa, hanno interpretato il ruolo in maniera disciplinata, aiutati da due terzini – Marusic e Pellegrini – più solidi e attenti di Hysaj e Nuno Tavares.
Il risultato? Una Lazio più offensiva ma anche più bilanciata, almeno quando i titolari sono al completo.

Diverso il discorso contro il Torino, quando l’assenza dei due terzini ha scoperto la difesa, costringendo Provedel a più di un intervento decisivo.
Il 3-3 finale ha messo in evidenza i limiti strutturali di una retroguardia che, rispetto a due anni fa, ha perso certezze pur mantenendo gli stessi uomini.

Difesa da registrare, attacco da confermare

Provedel, Romagnoli, Gila, Marusic e Casale: sulla carta una linea di difesa solida, ma nei fatti una delle più altalenanti del campionato.
Troppi errori individuali, troppe distrazioni.
Sarri lo sa: chiudere una partita sull’1-0 è quasi impossibile, perché la Lazio concede sempre almeno una rete.
Per questo l’idea di giocare un calcio più offensivo potrebbe essere non solo una scelta tattica, ma una necessità.

Del resto, i numeri parlano chiaro: nei momenti in cui la squadra ha cercato l’equilibrio, ha prodotto poco; quando invece si è “sbilanciata” con il 4-4-2, ha ritrovato il gol e la fiducia.
E, a giudicare dalle prossime sfide contro avversari di livello superiore, l’idea di “fare un gol più degli altri” potrebbe diventare la nuova filosofia biancoceleste.

Cosa farà Sarri ora?

Con il rientro di Guendouzi, Sarri potrà tornare al centrocampo a tre, ma la sensazione è che il tecnico stia valutando con attenzione le prestazioni offensive del 4-4-2.
Un modulo che valorizza gli esterni e offre più libertà a Castellanos, che continua a faticare sotto porta ma trova più spazio di manovra rispetto al 4-3-3.

In fondo, lo schema conta fino a un certo punto: ciò che farà davvero la differenza sarà la mentalità.
Una Lazio concentrata, aggressiva e compatta può vincere con qualsiasi sistema.
Ma una Lazio disattenta e svagata rischia di soffrire, anche con il modulo “perfetto”.



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Juventus su Maignan: assalto al portiere del Milan

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Mike Maignan nel mirino della Juventus: il portiere francese potrebbe lasciare il Milan a parametro zero nel 2026.

La Juventus guarda già al futuro della propria porta, e nel mirino della dirigenza bianconera è finito Mike Maignan, portiere del Milan e titolare della nazionale francese.
Un’operazione che, se dovesse concretizzarsi, avrebbe il sapore di un colpo da maestro: il contratto del numero uno rossonero scade a giugno 2026 e, al momento, le trattative per il rinnovo sono bloccate.

Il contesto: trattativa ferma e scenario in evoluzione

Secondo quanto riportato da Filippo Cornacchia su La Gazzetta dello Sport, i rapporti tra Maignan e il Milan si sarebbero raffreddati da tempo. Il portiere, arrivato in Serie A nel 2021 e subito diventato uno dei leader dello spogliatoio, guadagna circa 2,8 milioni di euro netti e beneficia degli sgravi del Decreto Crescita.
Tuttavia, le richieste per il rinnovo sarebbero ben più alte, e in via Aldo Rossi si teme che l’ex Lilla possa scegliere una nuova sfida all’estero o in Italia, da svincolato di lusso.

Proprio questo scenario intriga la Juventus, che con la nuova dirigenza Comolli–Chiellini sta pianificando un mercato intelligente, puntando su occasioni e profili carismatici in grado di alzare il livello della squadra.
Maignan, 30 anni, campione di Francia e d’Italia, rappresenterebbe il perfetto mix tra esperienza, leadership e rendimento.

Chelsea e Bayern in agguato

Non è un segreto che Chelsea e Bayern Monaco abbiano già provato a strappare Maignan al Milan. In estate, il club rossonero – con il sostegno di Massimiliano Allegri – aveva respinto ogni tentativo, ma il mancato rinnovo riapre tutti i giochi.
La Juventus ha iniziato a raccogliere informazioni e potrebbe muoversi con anticipo, cercando di convincere il francese con un progetto tecnico ambizioso e la prospettiva di un ruolo da leader assoluto nella nuova era bianconera.

Leggi anche: Il ruolo del portiere oggi: evoluzione o confusione? Perché la priorità resta sempre una

Un dettaglio non secondario: Maignan e Jonathan David si conoscono bene, avendo vinto insieme il titolo di Ligue 1 con il Lille nel 2021.
Il loro legame potrebbe facilitare i contatti, considerando che il centravanti canadese è stato il primo acquisto dell’era Comolli-Chiellini e si è subito integrato a Torino.

E Di Gregorio?

L’eventuale arrivo di Maignan aprirebbe scenari interessanti anche per Michele Di Gregorio, attuale titolare e protagonista di un inizio stagione convincente.
Alla Continassa nessuno lo mette in discussione, ma l’idea di poter inserire in rosa un portiere del calibro del francese è considerata una “opportunità di mercato irripetibile”.
Il portiere ex Monza continua a godere della fiducia di Tudor e della stima della società, ma in caso di offerta importante dall’estero – soprattutto dalla Premier League – la Juventus non si opporrebbe.

Un’occasione di mercato da non perdere

Il mese di ottobre non è quello dei grandi affondi, ma i top club europei si muovono già in vista dell’estate.
La Juventus, consapevole della concorrenza, valuta con attenzione la fattibilità economica dell’operazione: lo stipendio di Maignan, pur alto, rientrerebbe nei limiti sostenibili, specialmente in caso di trasferimento a parametro zero.

Magic Mike”, come viene chiamato in Francia, resta un portiere dal profilo internazionale, capace di trasmettere sicurezza e personalità.
Un valore aggiunto che alla Juve – dopo gli addii di Buffon e Szczęsny – manca da tempo.



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Lazio, mercato bloccato: quattro sacrificabili per ripartire

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Claudio Lotito durante una conferenza stampa allo Stadio Olimpico.

La Lazio si trova davanti a un bivio delicato. Le prossime settimane chiariranno se la società potrà finalmente sbloccare il mercato o se, al contrario, dovrà muoversi solo attraverso la formula “vendo e compro”. È questa, secondo il Corriere dello Sport, la strategia d’emergenza a cui starebbe pensando Claudio Lotito per gestire la difficile situazione finanziaria e garantire un margine d’azione in vista del mercato invernale.

Un bilancio da riequilibrare

I numeri parlano chiaro: un rosso di 17,1 milioni di euro, un indebitamento finanziario netto pari a 66,3 milioni e la necessità di mantenere sotto controllo il rapporto spese-ricavi, che non potrà superare il 70% entro settembre 2026. In queste condizioni, la Lazio non può permettersi manovre azzardate e dovrà inevitabilmente valutare alcune cessioni dolorose per ristabilire equilibrio e liquidità.

Quattro nomi in uscita

Secondo il quotidiano romano, sarebbero quattro i giocatori sacrificabili per garantire al club la possibilità di operare:

  • Christos Mandas, chiuso da Provedel, è uno dei profili più richiesti. Il portiere greco piace al Wolverhampton, pronto a offrire circa 20 milioni di euro. In caso di cessione, la Lazio realizzerebbe una plusvalenza significativa, utile per rimettere in ordine i conti.
  • Tijjani Noslin, acquistato dal Verona per circa 16 milioni, ha attirato l’interesse di PSV Eindhoven e Ajax. Anche la sua eventuale partenza garantirebbe ossigeno economico immediato.
  • Gustav Isaksen, fermato dalla mononucleosi, aveva mercato in Olanda e Scozia. Pagato 12 milioni più 4 di bonus, oggi rappresenta un investimento da rivalutare.
  • Nuno Tavares, che solo un anno fa sembrava una delle rivelazioni del mercato, oggi ha un valore in discesa intorno ai 5 milioni. L’interessamento dell’Al-Hilal non si è mai concretizzato.

Nessuno è incedibile

In questo scenario, la realtà è una sola: nessuno nella rosa può essere considerato intoccabile. Se arrivassero offerte congrue anche per Castellanos, la società sarebbe disposta a valutarle. Lotito e Fabiani stanno lavorando per evitare di svendere i propri talenti, ma la necessità di bilancio resta prioritaria.

A complicare ulteriormente la situazione ci sono i rinnovi in scadenza nel 2027. Su tutti quello di Mario Gila, con cui la trattativa si è arenata. Per la Lazio sarebbe un rischio enorme perdere un difensore così giovane e in crescita a parametro zero. Diverso il caso di Matteo Cancellieri, il cui recente exploit ha rilanciato il suo valore sul mercato e spinto il club a considerare un rinnovo per blindarlo definitivamente.

Prospettive e obiettivi

Lotito sa che un nuovo ciclo tecnico ed economico non può nascere solo dalle cessioni, ma anche da un progetto chiaro di rilancio. Per questo motivo la società punta a reinvestire parte degli eventuali incassi in profili giovani, motivati e con stipendi sostenibili.
L’obiettivo è tornare competitivi in Serie A, senza però compromettere l’equilibrio finanziario che la Covisoc e la UEFA monitorano con sempre maggiore attenzione.

Il mercato di gennaio sarà quindi un banco di prova decisivo: tra sacrifici e possibili sorprese, la Lazio dovrà dimostrare di saper coniugare sostenibilità e ambizione, senza tradire la propria identità.



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Lazio, Arriva il “PACK 3 PARTITE”: Mini Abbonamento per Juventus, Cagliari e Lecce

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Una grafica accattivante del "Pack 3 Partite" della Lazio, che mette in risalto i loghi delle squadre coinvolte (Lazio, Juventus, Cagliari, Lecce) e i dettagli principali dell'offerta.

La S.S. Lazio lancia una nuova opportunità per i tifosi: un pacchetto speciale che include le sfide casalinghe contro Juventus, Cagliari e Lecce. Sconti, rate e tutte le modalità di acquisto.

ROMA – Un’occasione imperdibile per i tifosi biancocelesti! La S.S. Lazio ha annunciato l’apertura della vendita di un “PACK 3 PARTITE”, un mini abbonamento che include tre match casalinghi cruciali del campionato di Serie A Enilive. Una soluzione pensata per vivere al meglio le emozioni dell’Olimpico, con la possibilità di usufruire di tariffe ridotte e un innovativo metodo di pagamento rateale.

La vendita del pack terminerà alle ore 23:59 di sabato 25 ottobre.


Il “PACK 3 PARTITE”: Le Gare Incluse

Il mini abbonamento “PACK 3 PARTITE” comprende le seguenti sfide:

  • LAZIO-JUVENTUS (8ª giornata Serie A Enilive, domenica 26 ottobre alle 20:45)
  • LAZIO-CAGLIARI (10ª giornata Serie A Enilive, lunedì 3 novembre alle 20:45)
  • LAZIO-LECCE (12ª giornata Serie A Enilive, domenica 23 novembre alle 18:00)
SettoreInteroInvalidi civili al 100% e accompagnatoreRidotto Under 16
TR. D’ONORE CON HOSPITALITY1.150 €
TR. D’ONORE LAT. DESTRA495 €
TR. MONTE MARIO TOP265 €170 €170 €
TR. MONTE MARIO LAT.170 €100 €100 €
TR. TEVERE GOLD238 €162 €162 €
TR. TEVERE TOP210 €130 €130 €
TR. TEVERE143 €90 €90 €
TR. TEVERE PARTERRE CENTRALE125 €87 €87 €
TR. TEVERE PARTERRE LAT.111 €77 €77 €
TR. TEVERE NON DEAMB. IN CARROZZELLAOMAGGIO====
TR. TEVERE ACCOMPAGNO. NON DEAMB. IN CARR.60 €====
CURVA MAESTRELLI90 €60 €60 €
DISTINTI SUD OVEST – OSPITI90 €60 €60 €

Modalità di Acquisto

Sarà possibile acquistare il PACK 3 PARTITE attraverso i seguenti canali:

  • ON-LINE tramite il circuito Vivaticket
  • Punti vendita Vivaticket

Agevolazioni per i Tifosi: Tariffe Ridotte e Pagamento in Tre Rate

La S.S. Lazio offre diverse agevolazioni per i suoi sostenitori:

Tariffe Ridotte Disponibili:

  • UNDER 16: Riservata ai nati a partire dal 1° gennaio 2009, disponibile per tutti i settori.
  • INVALIDI 100%: Riservata a coloro con documentazione che attesti un’invalidità al 100%. Valida anche per l’accompagnatore ed è disponibile per tutti i settori, fatta eccezione per la Tribuna d’Onore.
  • DISABILI CON ACCOMPAGNATORE (su sedia a rotelle): Riservata alla Tribuna Tevere Disabili. Richiede documentazione che attesti la disabilità al 100% e il diritto di accompagno. Verranno emessi due abbonamenti (uno per la persona con disabilità e uno per il suo accompagnatore).

NOTA BENE: Le tariffe ridotte per Invalidi 100% e Disabili (con accompagnatore) potranno essere acquistate solo ed esclusivamente presso i Lazio Style 1900 di Via Calderini, Parco Leonardo, Roma Est, via di Propaganda, e solo dopo aver sottoscritto la MILLENOVECENTO o la EAGLE CARD.

ACQUISTA IL TUO PACK 3 GARE CON PAYPAL E SUDDIVIDI IL COSTO IN 3 RATE:

La Lazio introduce la possibilità di pagare il pack in tre rate senza interessi tramite PayPal.

  1. Registrati su PayPal: Crea in anticipo il tuo account su PayPal per un acquisto più veloce sul portale sslazio.vivaticket.it.
  2. Al momento del pagamento: Seleziona l’opzione per pagare in 3 rate senza interessi e segui il procedimento e le condizioni di acquisto di PayPal.
  3. Alla conferma del pagamento: Una volta elaborato il pagamento, sarà emesso l’abbonamento.

Le Tessere Fedeltà: MILLENOVECENTO e EAGLE CARD

A partire da questa stagione, gli abbonamenti possono essere sottoscritti solo ed esclusivamente in formato digitale, ovvero caricati sulla MILLENOVECENTO o sulla EAGLE CARD.

S.S. LAZIO MILLENOVECENTO:

  • Validità: 5 anni.
  • Acquistabile presso: Lazio Style 1900 (Via Calderini, Parco Leonardo, Roma Est, via di Propaganda) e online su sslazio.vivaticket.it.
  • Caratteristiche: Contiene informazioni personali, ha la foto tessera ed è necessaria (salvo diverse comunicazioni dell’Osservatorio) per le trasferte.
  • Sottoscrizione abbonamenti: Sia online che presso le ricevitorie Vivaticket. Abbonamenti a tariffa ridotta Invalidi 100% e Disabili (con accompagnatore) esclusivamente presso i Lazio Style 1900 specificati.

S.S. LAZIO EAGLE CARD:

  • Validità: 10 anni.
  • Acquistabile presso: Lazio Style 1900 (Via Calderini, Parco Leonardo, Roma Est, via di Propaganda) e online su sslazio.vivaticket.it.
  • Caratteristiche: Contiene informazioni personali, ma non ha la foto tessera e non è utilizzabile per le trasferte.
  • Sottoscrizione abbonamenti: Sia online che presso le ricevitorie Vivaticket. Abbonamenti a tariffa ridotta Invalidi 100% e Disabili (con accompagnatore) esclusivamente presso i Lazio Style 1900 specificati.

Altre Informazioni Utili

  • Acquisto Sicuro: La S.S. Lazio raccomanda di non acquistare abbonamenti in circuiti o canali web diversi da quelli ufficiali (ricevitorie Vivaticket e portale sslazio.vivaticket.it).
  • Bambini: I bambini nati dal 1° gennaio 2021 possono accedere allo stadio gratuitamente e senza biglietto (esibendo documento valido e accompagnati da un adulto). Non potranno occupare una seduta, ma dovranno sedere sulle gambe dell’accompagnatore. Per i nati prima di tale data, è necessario un titolo d’accesso.
  • Contatti: Per qualsiasi altra informazione, contattare info.biglietteria@sslazio.it.


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Biglietti Atalanta-Lazio: Info e Vendita per il Settore Ospiti. Obbligo di Tessera del Tifoso

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Una veduta del settore ospiti della New Balance Arena (Gewiss Stadium) di Bergamo, parzialmente riempito da tifosi della Lazio con bandiere e sciarpe.

Biglietti Atalanta-Lazio: Info e Vendita per il Settore Ospiti. Obbligo di Tessera del Tifoso

L’Atalanta comunica le modalità di acquisto dei tagliandi per la sfida del 19 ottobre a Bergamo. Settore Ospiti limitato, prezzi e istruzioni per il parcheggio e gli striscioni.

BERGAMO – La Serie A non si ferma e la Lazio si prepara alla trasferta di Bergamo. L’Atalanta Bergamasca Calcio ha fornito tutte le informazioni necessarie ai tifosi biancocelesti per acquistare i biglietti della gara Atalanta-Lazio, in programma domenica 19 ottobre alle ore 18:00, presso lo stadio New Balance Arena di Bergamo.


Modalità e Informazioni per la Vendita Biglietti

Capienza Settore Ospiti: 1.304 posti disponibili.

Prezzi del Tagliando:

  • Intero: 30 € (più commissioni)
  • Under 16: 25 € (più commissioni)

Canali di Vendita:

  • Circuito on line di Vivaticket
  • Punti vendita Vivaticket

Chiusura delle Vendite: alle ore 19:00 di sabato 18 ottobre.


Limitazioni per il Settore Ospiti

Come disposto dalle Autorità competenti, sono previste le seguenti limitazioni per la vendita e l’accesso al settore Ospiti:

  • Divieto del cambio nominativo: Il biglietto è nominale e non trasferibile.
  • Obbligo della Tessera del Tifoso 1900 per i tifosi ovunque residenti.
  • I residenti della Regione Lazio potranno acquistare solo ed esclusivamente il settore Ospiti.

Parcheggio Settore Ospiti e Navetta Gratuita

Sarà obbligatorio parcheggiare in VIA SPINO. Uscendo dall’autostrada «A4 Milano-Venezia», casello di BERGAMO, seguire le indicazioni “PARCHEGGIO TIFOSI OSPITI” sito in via Spino (adiacente al Supermercato «Coop»).

È prevista un’area parcheggio interamente dedicata alla tifoseria ospite e con un servizio navetta gratuito a/r, dal parcheggio al settore ospiti dello stadio.


Accredito Striscioni e Strumenti di Tifo

La richiesta di accredito degli striscioni, bandiere, realizzazione delle coreografie e accredito degli strumenti di tifo (tamburi, megafoni, ecc.) allo stadio di Bergamo si basa sulle disposizioni emanate dall’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive.

La richiesta dovrà pervenire a partire dalle ore 9:00 del 10° giorno precedente la data dell’evento sportivo ed entro le ore 18:00 del 3° giorno precedente la data dell’evento stesso all’indirizzo e-mail: dge@atalanta.it.

Tutte le richieste complete della documentazione richiesta e rispondenti ai requisiti previsti dalle nuove normative saranno sottoposte a cura del Delegato Gestione Eventi (DGE) Atalanta BC all’approvazione del GOS (Gruppo Operativo di Sicurezza). Le richieste accettate riceveranno conferma dal DGE Atalanta BC via mail.

Tamburi e megafoni verranno autorizzati entro limiti definiti e solo nel rispetto della procedura di autorizzazione, che impone la comunicazione preventiva delle persone responsabili del loro impiego.


Ulteriori Informazioni

Per maggiori dettagli, si rimanda ai seguenti link (solitamente presenti sul sito del club):



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Lazio, Rischio Rinnovi: Mercato Bloccato Pesa su Fabiani, Romagnoli e Gila

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Claudio Lotito durante una conferenza stampa allo Stadio Olimpico.

L’Articolo 90 delle NOIF Complica la Situazione Contrattuale. Lotito Chiamato a Sbloccare il Mercato per Blindare i Big e Ritoccare l’Accordo del DS. Il Caso Gila e l’Offerta Rifiutata.

ROMA – La spada di Damocle del mercato bloccato continua a pendere sulla Lazio, e non solo per quanto riguarda gli acquisti. La situazione sta congelando anche i rinnovi contrattuali di giocatori chiave e persino del direttore sportivo Angelo Fabiani. A riportarlo è Il Messaggero, che delinea un quadro preoccupante in vista del mercato di gennaio e oltre.

Rinnovi Congelati: Non Solo Giocatori, Ma Anche Fabiani

Il mercato a saldo zero, attualmente imposto alla Lazio, ha ripercussioni ben più ampie. Anche il contratto del direttore sportivo Angelo Fabiani, che scade nel 2027, non potrà essere ritoccato.

“Nel 2023 aveva firmato per quattro anni, per questo scadrà nel 2027 e non il prossimo giugno. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, però, se il presidente Lotito non risolverà totalmente la situazione, allora non si potrà ritoccare il suo accordo così come per Romagnoli, Gila e gli altri tesserati presenti in rosa.”

Romagnoli e Gila: Una Situazione in Bilico

La questione è ancora più delicata per Alessio Romagnoli e Mario Gila, pilastri della difesa biancoceleste. L’articolo 90, comma 4, delle Noif è un ostacolo insormontabile:

“Il costo contrattuale comprensivo di parte fissa e variabile, di tutti i calciatori tesserati non potrà essere oggetto di rinegoziazione in aumento fino alla revoca del provvedimento da parte della Co.Vi.So.C.”

Ciò significa che, in caso di mancato sblocco totale del mercato, la Lazio non potrà prolungare i contratti dei due difensori nemmeno a gennaio.

In estate, Maurizio Sarri era riuscito a trattenere Romagnoli anche grazie alla promessa da parte della società di un adeguamento contrattuale che ora è bloccato.

Per quanto riguarda Mario Gila, la situazione è ancora più complessa. Il suo contratto scade nell’estate 2027, e tutti gli incontri per un prolungamento fin qui andati in scena si sono conclusi con un nulla di fatto. A giugno è stata rifiutata un’offerta da 35 milioni di euro per lo spagnolo e, con il passare del tempo, il suo cartellino, sul quale il Real Madrid vanta il 50%, rischia di perdere sempre più valore.

A novembre, la commissione di garanzia si esprimerà sul mercato della Lazio, un verdetto cruciale che potrebbe sbloccare non solo la possibilità di chiudere colpi in entrata,



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Lotito sul Flaminio: “Lo Stadio Sta Procedendo, Già Parlato con Gualtieri”

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Maurizio Sarri espressione arrabbiata in panchina guarda verso la tribuna Lotito.
Claudio Lotito davanti al logo della S.S. Lazio mentre parla di valutazione del club e strategie commerciali.

Il Presidente della Lazio a Margine dell’Assemblea EFC Tocca l’Argomento Stadio. “Parlo Nelle Sedi Istituzionali, in Comune Accedo Anche Come Senatore”.

ROMA – L’argomento Stadio Flaminio continua a tenere banco nelle cronache laziali, e il presidente Claudio Lotito non si sottrae alle domande. A margine della 32esima assemblea generale dell’ECA (ora diventata EFC – European Football Clubs), il patron biancoceleste ha risposto ai giornalisti presenti, fornendo un aggiornamento conciso ma significativo sulla questione.

“Lo Stadio Sta Procedendo”

Alle domande sul Flaminio e su eventuali colloqui con il Sindaco Gualtieri, Lotito ha replicato con la sua consueta fermezza, sottolineando l’importanza delle sedi istituzionali.

“Se ho parlato con Gualtieri del Flaminio? A che serve se lo dico a lei? Lo stadio sta procedendo, stia tranquillo. Io parlo nelle sedi istituzionali. Quella di oggi non era un’occasione, io sono un Senatore della Repubblica e posso accedere quando voglio a parlare con il Sindaco. Qui oggi sono in veste di presidente della Lazio, ma in Comune posso accedere anche come Senatore. Se ne parlerò con Gualtieri? Già ne ho parlato.”

Le parole di Lotito suggeriscono un’attività dietro le quinte che sta procedendo, con incontri e discussioni già avviati con le istituzioni. Il doppio ruolo di Presidente della Lazio e Senatore della Repubblica gli conferisce, a suo dire, un accesso privilegiato e diretto alle sedi decisionali, bypassando la necessità di discussioni pubbliche non ufficiali.

L’ottimismo traspare dalla rassicurazione “stia tranquillo”, che lascia intendere che il progetto per il nuovo Stadio Flaminio per la Lazio stia seguendo un percorso definito, lontano dai riflettori mediatici ma concreto nelle stanze del potere.



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Cancellieri, da esubero a capocannoniere: la Lazio ha trovato la sua arma inattesa

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Matteo Cancellieri esulta dopo un gol con la maglia della Lazio, simbolo della sua rinascita in biancoceleste.
Matteo Cancellieri esulta dopo un gol con la maglia della Lazio, simbolo della sua rinascita in biancoceleste.

Se c’è una notizia positiva in questo inizio di stagione difficile per la Lazio, si chiama Matteo Cancellieri.
L’attaccante romano, che in estate sembrava destinato alla cessione, è oggi il capocannoniere biancoceleste con tre reti in sei partite.
Una crescita costante, culminata nelle due ultime sfide: il gol decisivo contro il Genoa e la doppietta col Torino.

Da giocatore in lista di partenza a titolare inamovibile: il destino, a volte, sa offrire seconde chance che cambiano carriere e stagioni.

L’emergenza come opportunità

La Lazio vive un momento complicato, pieno di assenze e problemi tattici, ma le emergenze – come spesso accade – creano anche occasioni.
Cancellieri ha saputo cogliere al volo la sua, trasformando la necessità in virtù.

Contro il Genoa ha segnato in campo aperto con freddezza; contro il Torino ha realizzato due gol da vero attaccante, mostrando miglioramenti evidenti nella lucidità sotto porta.
Quello che un anno fa gli mancava — la freddezza — oggi sembra la sua arma migliore.

Sarri e il merito delle scelte

Un merito va riconosciuto anche a Maurizio Sarri: spesso criticato per la sua rigidità, il tecnico ha dimostrato che chi si guadagna il posto sul campo, gioca.
È successo con Hysaj, poi con Basic, e ora con Cancellieri.

L’attaccante classe 2002 ha trasformato le chance in risultati, mostrando fame e concentrazione, qualità che invece mancano ad altri.
In un momento in cui Castellanos sembra spaesato e poco incisivo, e Isaksen fatica a imporsi, Cancellieri è diventato la sorpresa più luminosa del reparto offensivo.

Concentrazione e mentalità: la svolta psicologica

Il vero salto di qualità di Cancellieri non è solo tecnico, ma mentale.
Il ragazzo sembra più focalizzato, determinato, maturo.
Ha capito che il calcio moderno si gioca prima nella testa che nei piedi.
La fiducia di Sarri, unita alle buone prestazioni, ha innescato un circolo virtuoso: più segna, più cresce.

Lo stesso Sarri, che con i giovani è spesso esigente, sembra aver trovato in lui un giocatore che risponde con lavoro e umiltà.

L’incognita Isaksen e il problema centravanti

La rinascita di Cancellieri apre però un interrogativo importante: che ne sarà di Gustav Isaksen?
Il danese, attualmente impegnato con la nazionale, rischia di trovarsi chiuso proprio da chi, fino a poche settimane fa, era considerato una riserva.
E in una Lazio che fatica a segnare, togliere un giocatore in fiducia come Cancellieri sarebbe un errore.

Anche perché Castellanos continua a deludere.
Contro il Torino ha alternato impegno e leggerezze, come quella rabona inutile a centrocampo che fotografa bene la sua poca lucidità nei momenti decisivi.
La Lazio, oggi più che mai, ha bisogno di concretezza, non di gesti estetici.
E in questo momento, Cancellieri è il giocatore più concreto che ha.

Da esubero a titolare: la rivincita di Matteo

Dodici mesi fa Cancellieri veniva etichettato come “attaccante incompiuto”, utile ma non decisivo.
Oggi, dopo appena sei giornate, ha già eguagliato il bottino di gol della scorsa stagione (3) e si è conquistato la fiducia dei tifosi.

In un attacco privo di Immobile ai livelli di una volta e con Pedro in calo, Cancellieri rappresenta una delle poche certezze offensive di questa Lazio.
Se continuerà con questo atteggiamento, potrà diventare l’arma inattesa di una stagione difficile.

Conclusione

La sua esplosione non cancella i problemi della squadra, ma offre una speranza.
Cancellieri ha dimostrato che nel calcio la fiducia e la mentalità contano quanto la tecnica.
Da giocatore ai margini a protagonista, il passo è breve se hai la testa giusta.
E oggi, in una Lazio che arranca, Matteo Cancellieri è la miglior notizia possibile.
Una rinascita che fa bene a lui — e alla Lazio intera.



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Reda Belahyane, promessa mancata? Dalla fiducia al Verona al flop alla Lazio

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Reda Belahyane con la maglia della Lazio durante una fase di gioco, loghi di Torino, Nizza e Rennes in sovraimpressione.
Reda Belahyane durante un allenamento della Lazio a Formello, in difficoltà a imporsi tra i titolari.

La storia di Reda Belahyane sembrava scritta per un lieto fine.
Nato ad Aubervilliers nel 2004, cresciuto nelle giovanili del Nizza, il giovane centrocampista franco-marocchino aveva impressionato per tecnica, equilibrio e maturità tattica.
Arrivato in Italia nel 2023, con il passaggio all’Hellas Verona, Belahyane era stato considerato uno dei prospetti più interessanti del calcio francese.

Con Marco Baroni in panchina, aveva trovato spazio e fiducia, alternando buone prestazioni a momenti di crescita naturale per un ventenne al primo anno in Serie A. Proprio quella parentesi veronese convinse la Lazio a investire su di lui: un colpo in prospettiva, giovane, dinamico e utile per il futuro del centrocampo biancoceleste.

L’arrivo alla Lazio e l’effetto “panchina fissa”

Ma il salto da Verona a Roma, come spesso accade, si è rivelato più difficile del previsto.
Nonostante la presenza in panchina di Baroni, suo ex allenatore e grande estimatore ai tempi gialloblù, Belahyane non è praticamente mai sceso in campo.
Solo 12 minuti contro il Verona, ironia della sorte, in quella che resta la sua unica apparizione convincente.

Per il resto, tanta panchina e pochissima fiducia, anche quando la Lazio si è trovata in emergenza a centrocampo.
Un segnale chiaro: Baroni oggi non lo considera ancora pronto per i ritmi e le responsabilità richieste dal progetto biancoceleste.

Con Sarri non era andata meglio

Neanche con Maurizio Sarri, nella scorsa stagione, la situazione era stata diversa.
Belahyane aveva raccolto poche presenze e quasi mai convincenti.
Le rare volte in cui era stato lanciato, aveva mostrato limiti di personalità, posizionamento e tempi di gioco.
Un profilo che, per caratteristiche, non si è mai integrato nel 4-3-3 sarriano, dove il regista e le mezzali devono avere ritmo e precisione nel breve.

E se da un lato la Lazio cercava un giovane da far crescere, dall’altro il centrocampista francese non è mai riuscito a dare segnali di crescita o affidabilità.

Prestazioni deludenti e atteggiamento da rivedere

L’inizio di questa stagione, purtroppo, non ha invertito la rotta.
Nei pochi minuti concessi da Baroni, Belahyane ha mostrato più confusione che personalità, e le statistiche parlano chiaro: un’espulsione diretta, il secondo cartellino rosso da quando è alla Lazio, e nessun contributo concreto in termini di costruzione o interdizione.

Errori di posizione, leggerezze nei contrasti e una tendenza a perdere palloni in zone pericolose hanno acceso più di un campanello d’allarme a Formello.
Nonostante le aspettative iniziali, il giocatore non ha mai dato la sensazione di poter cambiare passo.

Domanda inevitabile: la Lazio ha sbagliato a puntare su Belahyane?

L’investimento, pensato come un colpo “in prospettiva”, oggi somiglia più a una scommessa persa.
Belahyane non è riuscito né con Sarri né con Baroni a ritagliarsi spazio, e sembra lontano anni luce dal livello richiesto per competere in una squadra che punta all’Europa.

Forse il ragazzo ha ancora margini di crescita, ma la realtà è che, al momento, la Lazio non ha tratto alcun beneficio dal suo acquisto.
E la domanda sorge spontanea: la Lazio ha sbagliato a prendere Belahyane?

Per ora, la risposta sembra sì.
Le prestazioni sono deludenti, il carattere non è ancora quello di un giocatore da grande club e la fiducia dell’ambiente si sta assottigliando.
Servirà un cambio radicale di atteggiamento per invertire la rotta e dimostrare di meritare quella maglia.



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Flaminio, il silenzio di Lotito: la Roma costruisce lo stadio, la Lazio resta ferma alle promesse

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Stadio Flaminio, il progetto della Lazio fermo da mesi: tra dichiarazioni ottimistiche e documenti ufficiali che smentiscono ogni progresso.
Stadio Flaminio, il progetto della Lazio fermo da mesi: tra dichiarazioni ottimistiche e documenti ufficiali che smentiscono ogni progresso.

Claudio Lotito continua a parlare di grandi progetti, di “valorizzazione del brand”, di “patrimonio immobiliare da 300 milioni” e di una Lazio moderna e autonoma.
Ma quando si passa dalle parole ai fatti, il risultato è sempre lo stesso: zero.

Lo stadio Flaminio, promesso da anni come nuova casa della Lazio, è oggi un simbolo di immobilismo.
Un progetto che avrebbe dovuto rappresentare il futuro del club, ma che è rimasto bloccato tra annunci, interviste e infinite dichiarazioni senza seguito.

La Roma avanza, la Lazio resta al palo

Mentre a Formello si continua a parlare, dall’altra parte del Tevere la Roma corre.
Il Sindaco Gualtieri, nelle scorse ore, ha annunciato con orgoglio che il progetto del nuovo stadio giallorosso è ormai alla fase finale:

“Realizzeremo uno degli stadi più belli del mondo, se non il più bello.”

Una frase che pesa come un macigno per i tifosi biancocelesti.
Mentre i rivali vedono prendere forma un impianto di proprietà che cambierà il futuro del club, la Lazio resta ferma, incatenata all’Olimpico e alle scuse del suo presidente.

Flaminio, il sogno mai diventato realtà

Il Flaminio, un luogo storico, identitario, legato al cuore della tifoseria laziale, è oggi un cantiere di parole e promesse.
Da anni Lotito annuncia studi di fattibilità, progetti “in via di definizione”, accordi con il Comune che puntualmente non arrivano mai.

Nel frattempo, lo stadio cade a pezzi e la Lazio continua a pagare affitti per un Olimpico sempre più distante dal concetto di “casa biancoceleste”.
Ogni tanto arriva una dichiarazione: “Stiamo lavorando”, “Serve un passo alla volta”, “Il dossier è pronto”. Ma i fatti restano invisibili.

Un presidente che parla di futuro, ma guarda al passato

La verità è che Lotito parla come un imprenditore moderno, ma agisce come un politico d’altri tempi.
Promette infrastrutture, progetti, valorizzazioni, ma la Lazio resta senza stadio, senza un centro sportivo d’élite e senza un piano concreto di sviluppo strutturale.
Mentre i club europei costruiscono cittadelle sportive, la Lazio continua a vivere di “annunci e rendering”.

Eppure, uno stadio di proprietà non è solo un sogno romantico: significa identità, indipendenza economica e valore patrimoniale reale.
Ma a quanto pare, Lotito preferisce le conferenze stampa alle fondamenta di cemento.

Lazio, i tifosi meritano di più

Il contrasto è ormai insopportabile.
La Roma si appresta a costruire uno degli stadi più moderni del mondo, con un progetto approvato e tempi di realizzazione certi.
La Lazio, invece, resta prigioniera delle promesse del suo presidente.

I tifosi hanno pazientato, creduto, sperato. Ma dopo vent’anni di parole, è difficile continuare a fidarsi.
Forse è arrivato il momento di chiedersi se Lotito abbia davvero la volontà o la capacità di dare alla Lazio una casa tutta sua.

Perché il Flaminio, oggi, non è solo un problema urbanistico: è il simbolo del fallimento di una visione.

Conclusione

Il tempo delle scuse è finito.
Il calcio moderno corre, costruisce, innova.
La Lazio, invece, resta ancorata a un passato di annunci e conferenze stampa.
Lotito può parlare di bilanci in ordine e di valorizzazioni immobiliari quanto vuole, ma senza uno stadio di proprietà, la Lazio resterà sempre indietro.
E mentre la Roma costruisce il suo futuro, la Lazio continua a parlare del suo… senza mai iniziarlo.



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Edy Reja compie 80 anni: “Lotito un grande manager, ma alla Lazio ho il mio rimpianto più grande”

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Edy Reja sulla panchina della Lazio durante una partita di Serie A all’Olimpico

Edy Reja compie 80 anni e festeggerà come da tradizione alla Barcolana di Trieste, la grande regata velica a cui partecipa ogni anno.
Un traguardo importante per uno degli allenatori più longevi e rispettati del calcio italiano, che in carriera ha guidato oltre 20 squadre, tra cui una Lazio che ancora oggi porta nel cuore.

Oggi, nella sua casa di Lucinico (Gorizia), Reja si gode la famiglia e la bicicletta, ma non ha dimenticato le emozioni vissute all’Olimpico: “A Roma ho lavorato con grande passione — racconta — e, anche se non tutti lo riconoscono, Lotito ha fatto molto per la Lazio”.

“Lotito? Un grande manager, ma non sempre capito”

Dopo l’esperienza al Napoli, Reja arrivò a Roma nel 2010 in un momento di forte crisi per la Lazio.
In pochi mesi riuscì a rimettere in piedi la squadra e a restituirle identità.
“Con Lotito — spiega — qualche scontro c’è stato, come capita quando si lavora con carattere e ambizione. Ma l’ho sempre stimato. È un manager bravissimo: a Roma molti non lo amano, ma ciò che ha fatto per la società è notevole”.

Il tecnico friulano non nasconde l’amarezza per ciò che avrebbe potuto essere:
“Con la Lazio ho collezionato un quarto e un quinto posto, il mio miglior risultato in Serie A, ma in entrambi i casi mancammo la Champions per un soffio, una volta per la differenza reti. È il mio rimpianto più grande.”

Una Lazio solida e umana

Reja prese la squadra in corsa e seppe ricompattarla con la sua calma e il suo carisma.
Fu lui a valorizzare giocatori come Hernanes, Klose, Dias, Mauri e Ledesma, costruendo un gruppo solido e competitivo.
“La Lazio era una famiglia — ricorda — con ragazzi eccezionali e un ambiente che, nonostante le difficoltà, sapeva darti tanto.
Klose? Un professionista esemplare, di una forza mentale e umana straordinaria. È uno dei migliori che abbia mai allenato.”

Un uomo diretto, sempre coerente

Il carattere di Reja, schietto e diretto, gli ha spesso creato tensioni con i presidenti. Ma per lui la chiarezza è sempre stata un valore:
“Ho sempre preferito dire le cose in faccia. A volte questo mi ha creato problemi, ma è il mio modo di essere. Con Lotito è successo, ma abbiamo sempre chiarito subito.”

Dopo l’esperienza biancoceleste, Reja ha continuato ad allenare fino al 2023, quando, a 78 anni, ha deciso di dire basta.
Ha guidato anche l’Albania, portandola dalla Serie C alla B della Nations League: “Una bella soddisfazione a fine carriera”, ammette con orgoglio.

Reja e la Lazio: rispetto reciproco

Oggi, a distanza di anni, il legame tra Reja e l’ambiente laziale resta intatto.
Molti tifosi lo ricordano con affetto per il suo stile semplice e la capacità di restituire dignità a una squadra che veniva da momenti difficili.
“Alla Lazio ho lasciato il cuore — confessa — perché è una piazza passionale, vera. E perché lì ho trovato persone sincere, dallo staff ai giocatori.”

Il rammarico più grande?

Edy Reja rivela anche il suo rammarico più grande, il giocatore che ha allenato che poteva veramente diventare fortissimo. “Matuzalem. Classe cristallina, da vero fuoriclasse. La testa però non era da atleta”.

Conclusione

A 80 anni, Edy Reja resta un esempio di serietà, competenza e umanità nel calcio italiano.
Con la Lazio ha vissuto una delle pagine più importanti della sua carriera, sfiorando la Champions e lasciando un ricordo indelebile tra i tifosi.
Un allenatore che ha fatto della coerenza la sua bandiera — e che, ancora oggi, parla della Lazio con la stessa passione di allora.



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Estonia–Italia: orario, canale TV e dove vedere la partita di qualificazione ai Mondiali 2026

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La Nazionale italiana durante un allenamento pre-partita a Tallinn prima di Estonia–Italia.
La Nazionale italiana durante un allenamento pre-partita a Tallinn prima di Estonia–Italia.

Dopo la pausa per le competizioni di club, la Nazionale italiana torna protagonista con un nuovo appuntamento valido per le qualificazioni ai Mondiali 2026.
Gli Azzurri, ora guidati da Gennaro Gattuso, si preparano a una trasferta insidiosa contro l’Estonia, in programma sabato 11 ottobre alle ore 20:45.

Dove si gioca Estonia–Italia

La partita si disputerà alla Le Coq Arena di Tallinn, uno stadio moderno da oltre 14.000 posti, casa della nazionale baltica.
L’impianto, tra i più suggestivi del Nord Europa, ha già ospitato importanti match internazionali, tra cui la Supercoppa UEFA del 2018.
Per l’Italia, sarà un test importante non solo sul piano tecnico, ma anche per confermare la crescita del gruppo sotto la nuova gestione Gattuso.

Dove vedere Estonia–Italia in TV e streaming

L’incontro sarà trasmesso in diretta televisiva su RAI 1, a partire dalle 20:45 (calcio d’inizio).
In alternativa, sarà possibile seguire la partita in streaming gratuito su RaiPlay, accessibile da smartphone, tablet, PC e Smart TV.
La telecronaca sarà affidata alla voce di Alberto Rimedio, con il commento tecnico di Antonio Di Gennaro.

Puoi seguirla qui Estonia–Italia in Diretta

Gattuso cerca conferme

Dopo il debutto vincente di settembre, Gattuso punta a consolidare il gruppo e a dare continuità al nuovo corso azzurro.
Il commissario tecnico, noto per il suo carattere grintoso e la sua visione pragmatica del calcio, ha chiesto concentrazione e spirito di squadra: «Contro l’Estonia serviranno intensità e rispetto. In queste partite si costruisce l’identità del gruppo».

Possibili novità in formazione, con spazio per Scamacca in attacco e un centrocampo dinamico guidato da Barella e Frattesi.

Quando si gioca Estonia–Italia

📅 Data: sabato 11 ottobre 2025
🕓 Orario: 20:45 (ora italiana)
🏟️ Stadio: Le Coq Arena, Tallinn
📺 Diretta TV: RAI 1
💻 Streaming: RaiPlay (gratuito)

Conclusione

La sfida contro l’Estonia rappresenta un passaggio cruciale nel cammino verso i Mondiali 2026.
Per Gattuso e la sua Italia è il momento di dare continuità ai risultati e cementare un gruppo giovane ma ambizioso.
Tutti gli occhi saranno puntati su Tallinn: gli Azzurri vogliono vincere, convincere e regalare entusiasmo ai tifosi.



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Sarri attende Lotito: gennaio sarà il bivio decisivo per il futuro della Lazio

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Grafica formazioni ufficiali Lazio Genoa 2026 con formazioni Sarri e De Rossi
Maurizio Sarri pensieroso a bordo campo durante una partita della Lazio, simbolo delle tensioni interne con la società per il mercato di gennaio.

Maurizio Sarri attende, osserva, valuta.
Il tecnico toscano, dopo settimane di tensione, ha scelto la via del silenzio: niente dichiarazioni polemiche, niente frecciate, solo lavoro e concentrazione. Ma dietro questa calma apparente si nasconde un messaggio chiaro a Claudio Lotito: a gennaio servono rinforzi veri, altrimenti l’addio non sarà più solo un’ipotesi.

Come riporta Il Messaggero, Sarri “è alla finestra”, consapevole che questo mercato invernale rappresenta un punto di svolta per il suo rapporto con la società. Dopo aver accettato la sfida estiva e aver evitato le dimissioni nonostante la delusione per la campagna acquisti, ora il tecnico chiede fatti concreti, non più promesse.

Mercato bloccato o parzialmente aperto?

La grande incognita resta legata ai parametri finanziari.
Molto dipenderà dal verdetto della Commissione di Vigilanza, che dovrà decidere se concedere alla Lazio il via libera totale per operare sul mercato oppure un’autorizzazione parziale, legata alle plusvalenze già realizzate con le cessioni di Casale e Tchaouna tra giugno e agosto.

Il rischio è concreto: se il club non riuscirà a mantenere il costo del lavoro sotto l’80% dei ricavi (che da marzo scenderà al 70%), la Lazio sarà costretta a ricorrere al player trading per evitare nuovi blocchi in estate.
In tal caso, i principali indiziati a partire sarebbero Mandas e Isaksen, due giovani con mercato e valutazioni in crescita.

Strategia low cost: ancora prestiti e pagamenti dilazionati

Al di là delle restrizioni, la strategia di Lotito sembra già tracciata: acquisti in prestito con obbligo di riscatto dilazionato.
Una formula già utilizzata per operazioni come Pellegrini, Rovella, Dia e Belahyne, che consente di spalmare i costi su più esercizi e mantenere il bilancio in equilibrio.

Il problema, però, è che questo modello ha già mostrato i suoi limiti: tempi lunghi, mancanza di immediatezza e difficoltà nel rinforzare davvero la rosa a metà stagione. E Sarri lo sa bene.

Tanti nomi sfumati e pochi arrivi concreti

La lista degli obiettivi mancati è lunga: da Simic a Fabbian, passando per Karetsas (Genk), Dughin (Salisburgo), Raspadori e Pio Esposito.
Trattative mai decollate o interrotte sul nascere per motivi economici o di indecisione gestionale.
Sarri, da parte sua, ha accettato la situazione senza esplodere pubblicamente, ma la sua pazienza ha un limite: se anche a gennaio la società resterà immobile, l’addio potrebbe diventare realtà.

Una sfida politica prima che tecnica

In fondo, la questione non è solo sportiva ma anche politica: chi comanda davvero sulla visione tecnica della Lazio?
Sarri chiede un progetto, Lotito risponde con equilibrio di bilancio.
Ma senza rinforzi adeguati, la squadra rischia di perdere terreno in campionato e di compromettere la corsa all’Europa, rendendo inevitabile una rottura tra allenatore e presidenza.

Conclusione: gennaio, mese della verità

Il mercato di gennaio sarà il mese della verità per la Lazio e per il futuro di Maurizio Sarri.
Il tecnico toscano ha scelto il silenzio come arma di pressione, ma dietro le quinte aspetta segnali concreti.
Se arriveranno rinforzi mirati, il progetto potrà ripartire.
Se invece prevarranno calcoli e rinvii, allora il gelo tra panchina e presidenza rischierà di trasformarsi in addio.



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Lazio, il bollettino medico: il punto su Zaccagni, Dia e gli altri infortunati

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Lo staff medico della Lazio al lavoro sui giocatori infortunati durante un allenamento a Formello.
Lo staff medico della Lazio al lavoro sui giocatori infortunati durante un allenamento a Formello.

Nel pomeriggio, al termine di una valutazione congiunta dello staff medico della Lazio, composto dal Prof. Ivo Pulcini, dal Prof. Fabio Rodia e dal dott. Italo Leo, la società ha diffuso un nuovo aggiornamento ufficiale sulle condizioni dei calciatori attualmente fermi ai box.

L’obiettivo resta quello di monitorare costantemente l’evoluzione dei singoli casi, gestendo i carichi di lavoro con prudenza per evitare ricadute e accelerare i tempi di recupero in vista delle prossime sfide di campionato.

Gigot, Pellegrini e Vecino: i primi progressi

Il difensore Samuel Gigot ha avviato il programma di riabilitazione dopo l’infortunio che lo ha costretto ai box nelle scorse settimane.
Segnali incoraggianti anche per Luca Pellegrini, Matías Vecino, Adam Marušić e Fisayo Dele-Bashiru, che hanno svolto un lavoro atletico mirato e differenziato.
I quattro giocatori stanno progressivamente aumentando i carichi, con l’obiettivo di tornare ad allenarsi in gruppo entro la prossima settimana.

Zaccagni e il lavoro in acqua

Il fantasista Mattia Zaccagni ha invece proseguito la propria tabella personalizzata, dedicandosi ad attività in piscina per favorire il recupero muscolare.
Lo staff medico non vuole forzare i tempi, preferendo un rientro graduale per evitare rischi di ricadute su uno dei giocatori chiave del reparto offensivo biancoceleste.

Rovella e Dia: fisioterapia e prudenza

Nicolò Rovella e Boulaye Dia hanno effettuato una seduta di fisioterapia.
Nel caso dell’attaccante senegalese, gli esami hanno evidenziato un trauma contusivo-distorsivo alla caviglia destra, che verrà monitorato nei prossimi giorni.
Per entrambi, i tempi di recupero dipenderanno dalla risposta clinica ai trattamenti.

Massima attenzione e trasparenza verso i tifosi

La Lazio continuerà a seguire quotidianamente l’evoluzione di tutti i suoi tesserati, con l’intento di recuperare gradualmente gli infortunati e metterli a disposizione di Marco Baroni nelle prossime settimane.
Il nuovo bollettino medico rappresenta anche un segno di trasparenza verso i tifosi, sempre attenti alle condizioni fisiche dei propri beniamini.



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Il ruolo del portiere oggi: evoluzione o confusione? Perché la priorità resta sempre una

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Portiere in azione tra i pali durante una partita di Serie A, simbolo dell’evoluzione del ruolo.

Negli ultimi anni, specialmente nei dibattiti televisivi, sui social e persino al bar, si sente parlare sempre più spesso dei portieri non tanto per le loro parate, ma per quanto siano abili con i piedi. Si esaltano le qualità di quei numeri uno che sanno impostare il gioco, effettuare lanci millimetrici e diventare quasi un regista aggiunto. Ma questa nuova tendenza è davvero la strada giusta per il calcio moderno?

L’evoluzione del ruolo e il rischio dell’eccesso
Il cambiamento è sotto gli occhi di tutti: le regole sono mutate (niente più retropassaggio raccolto con le mani), l’intensità del pressing ha rivoluzionato la costruzione dal basso, molti allenatori – da Luis Enrique al PSG ad esempio – vogliono ormai un portiere bravo coi piedi. Eppure, la priorità dovrebbe restare quella di sempre: saper parare.

Il caso Donnarumma è emblematico: costretto a lasciare il PSG perché poco “tecnico” con i piedi, ora brilla al Manchester City grazie alle sue parate decisive. E nel frattempo, al Paris Saint-Germain, il nuovo portiere Chevalier ha già commesso errori gravi con i piedi, costando punti preziosi alla squadra.

La lezione di Svilar e Roma
Facciamo un esempio concreto e vicino: la Roma è attualmente la miglior difesa della Serie A e prima in classifica soprattutto grazie alle parate di Svilar, non certo perché giochi come un regista basso. Ai tifosi interessa davvero che rinvii bene o conta molto di più che faccia interventi salva-risultato domenica dopo domenica?

Allenamenti e nuove abitudini
Oggi vediamo portieri come Provedel della Lazio allenarsi insieme ai giocatori di movimento, prendere parte a torelli e schemi di gioco innovativi. Ma, al netto dell’evoluzione tattica, alla fine quello che rimane decisivo è la capacità di “parare tutto”.

Non rincorriamo le mode
Nel calcio tante mode si sono succedute: prima il difensore centrale doveva essere un regista, poi ora il portiere deve essere un centrocampista aggiunto. Ma la verità di fondo resta: il centravanti serve a segnare, il portiere a parare. Se devo scegliere, meglio un portiere fenomeno tra i pali e mediocre coi piedi, piuttosto che il contrario!

I fatti parlano chiaro
Le classifiche lo confermano: le squadre che ottengono i migliori risultati sono spesso quelle con il portiere più affidabile fra i pali, non il più spettacolare con i piedi. Pensiamo alla Roma di oggi o al PSG che ha vinto la Champions League con Donnarumma protagonista di interventi decisivi.

Conclusione e invito al dibattito
Il calcio si evolve, certo, ma non bisogna mai dimenticare le priorità dei ruoli chiave. La sicurezza tra i pali resta fondamentale: un grande portiere ti porta punti e, a volte, anche trofei. Poi, se è anche elegante coi piedi… tanto meglio! Ma non dimentichiamoci cosa conta davvero.

E tu che ne pensi? Ti importa più delle parate o delle giocate coi piedi del tuo portiere? Scrivilo nei commenti!



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Milan–Como a Perth: opportunità o follia? La Serie A vola in Australia tra business e tradizione

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Milan e Como si sfideranno a Perth: la prima partita di Serie A giocata in Australia. Tag: Milan, Como, Serie A, Perth, UEFA, calcio italiano, marketing sportivo

Per la prima volta nella storia, una partita di Serie A si giocherà fuori dai confini nazionali. La sfida Milan–Como, valida per la ventitreesima giornata di campionato e in programma a febbraio 2026, si disputerà a Perth, in Australia.
La decisione – approvata da UEFA e in attesa del via libera formale della FIFA – rappresenta un momento epocale per il calcio italiano, ma anche un tema che divide: innovazione o perdita di identità?

Perché si giocherà in Australia

La scelta è nata da un’esigenza logistica. Nelle stesse date (7–8 febbraio 2026), San Siro sarà occupato dalla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi Invernali Milano–Cortina.
Con gli impianti lombardi indisponibili, la Lega Serie A ha valutato varie soluzioni, ma alla fine ha optato per una proposta “globale”: spostare la partita a Perth, città con una delle più grandi comunità italiane al mondo.

Secondo le fonti ufficiali della Lega, l’operazione è nata da un accordo con il governo del Western Australia, che coprirà parte delle spese di trasferta e garantirà la massima visibilità all’evento.

Un affare da 12 milioni di euro

Oltre alla curiosità sportiva, Milan–Como a Perth è anche un grande affare economico:

  • 12 milioni di euro tra diritti TV, sponsorizzazioni e ricavi da biglietteria;
  • un impatto stimato di oltre 20 milioni di euro per il turismo locale;
  • una copertura mediatica internazionale garantita da emittenti come Sky, ESPN e Optus Sport.

Per la Serie A, si tratta di un’occasione unica per rafforzare la propria presenza in Asia e Oceania, due mercati dove Premier League e La Liga dominano da anni.
Inoltre, Perth ospita una forte presenza di discendenti italiani: un bacino ideale per espandere il brand del calcio tricolore e coinvolgere nuove generazioni di tifosi.

Le difficoltà per squadre e tifosi

Sul piano sportivo, la trasferta sarà impegnativa: oltre 13.000 km di viaggio, fuso orario di 7 ore e condizioni climatiche estive.
Milan e Como partiranno con largo anticipo per acclimatarsi, mentre la Lega garantirà il rimborso integrale agli abbonati che perderanno la partita casalinga.

Ciononostante, molti tifosi considerano la scelta un affronto alla tradizione. “È come togliere il calcio italiano dai suoi tifosi”, ha dichiarato Marco Van Basten, aggiungendo che “si rischia di aprire una porta pericolosa”.

UEFA e FIFA: sì, ma senza precedenti

La UEFA ha chiarito che l’autorizzazione è “eccezionale e non ripetibile”, concessa solo per la concomitanza con un evento olimpico.
Anche Ceferin, presidente UEFA, ha espresso cautela: «Capisco il valore commerciale, ma il calcio deve restare vicino ai suoi tifosi».
Tuttavia, la Lega Serie A ha colto l’occasione per lanciare un messaggio: il calcio italiano non può più permettersi di restare indietro in termini di visibilità globale.

Tra innovazione e tradizione: la sfida del futuro

La partita di Perth sarà un banco di prova per il modello di internazionalizzazione del calcio italiano.
Se l’esperimento avrà successo, la Serie A potrebbe valutare in futuro Supercoppe o tornei promozionali all’estero, come già fanno Liga e Premier League.
Ma se dovesse fallire, rimarrebbe come un monito sui limiti del business nel calcio.

Conclusione

Milan–Como a Perth non è solo una partita, ma un simbolo.
Da un lato c’è la nostalgia dei tifosi per il calcio “di casa”, dall’altro la necessità di aprirsi a un mondo sempre più globale.
Tra entusiasmo, dubbi e milioni di euro in gioco, questa sfida in Australia potrebbe essere ricordata come il giorno in cui la Serie A ha davvero provato a volare oltre i suoi confini.



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DAZN dà la caccia agli utenti del “pezzotto”: 500 € per chiudere

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Lazio Fiorentina dove vederla tv streaming loghi DAZN Sky.

DAZN ha deciso di intensificare la sua battaglia contro la pirateria digitale e, secondo quanto riportato, ha cominciato a inviare lettere raccomandate a utenti che usufruivano di IPTV illegali, chiedendo 500 euro per chiudere la pratica bonariamente e evitare di finire in causa.

Il caso si inserisce in un contesto più ampio di stretta normativa: DAZN sostiene che, ogni anno, il mercato parallelo del “pezzotto” arrechi danni per circa 300 milioni di euro al sistema calcio e alle piattaforme autorizzate.

⚖️ Come funziona la “composizione bonaria”

Secondo la missiva inviata alle persone coinvolte, è offerta la possibilità di pagare 500 euro per chiudere il contenzioso extragiudizialmente, con l’impegno a non riutilizzare canali illegali in futuro.
In caso di rifiuto, l’utente rischia di essere citato in sede civile o amministrativa, con spese legali supplementari e procedimenti giudiziari.

Si tratta dunque di una sorta di “offerta last minute” da parte di DAZN: paga ora la penale, evita la causa. Un meccanismo che punta a disincentivare la pirateria in modo preventivo.

🔍 Identificazione degli utenti pirata

Le lettere non arrivano a caso: gli utenti sono stati individuati grazie a un’indagine condotta con la Guardia di Finanza e la Polizia Economico-Finanziaria.
L’operazione, partita da Lecce, ha permesso di smantellare un’associazione che gestiva IPTV illegali, risalendo tramite analisi di dati bancari, geografici e anagrafici agli utilizzatori finali

Con l’autorizzazione della Procura, i dati sono stati trasmessi ai titolari dei diritti (come DAZN), che ora possono procedere legalmente contro gli individui.

Finora, DAZN afferma che sono circa 2.500 gli utenti già sanzionati e oltre 3.000 sono in fase di identificazione.

💰 Una strategia per contrastare i danni al mercato

Il “pezzotto” non è più un fenomeno marginale: è una piaga che mina l’economia dell’intero sistema televisivo sportivo.
Chiedere 500 euro può essere visto come un deterrente: meglio pagare subito che finire in un’aula di tribunale.

Ma c’è anche chi solleva criticità: l’offerta bonaria rischia di sembrare troppo “soft” o magari iniqua per chi ha utilizzato servizi illegali per anni. Qual è il confine tra prevenzione e abuso legale?

📝 Conclusione

Con questa mossa, DAZN cambia registro: da difensore dei diritti a “cacciatore” diretto di chi guarda senza pagare.
La strategia è chiara: ridurre il numero di utenti pirata, ottenere un segnale forte e contrastare perdite economiche ingenti.
Chiunque si sia approfittato del “pezzotto” ora ha due strade: pagare 500 euro o affrontare una causa.



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Lazio, bilancio in rosso ma Lotito incassa 1,1 milioni

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Claudio Lotito durante una conferenza stampa della Lazio, al centro delle polemiche sul bilancio 2025 e sul suo stipendio da 1,1 milioni.

La S.S. Lazio ha approvato il bilancio chiuso al 30 giugno 2025, relativo alla stagione 2024/25, con un rosso di 17,1 milioni di euro.
Nonostante le difficoltà economiche e il calo dei ricavi, il presidente Claudio Lotito ha mantenuto un compenso complessivo pari a 1,1 milioni di euro lordi, invariato rispetto alla stagione precedente.


📉 Il bilancio 2024/25: ricavi record ma perdita finale

Dopo l’annata record in termini di incassi nel 2023/24, la Lazio ha registrato un calo significativo del fatturato.
A pesare sul bilancio sono stati:

  • la mancata partecipazione alla Champions League,
  • la riduzione delle plusvalenze rispetto agli esercizi precedenti,
  • e un ridimensionamento generale dei costi operativi.

Il club biancoceleste ha chiuso comunque con il miglior risultato economico della sua storia in termini di ricavi complessivi, ma con una perdita netta di 17,1 milioni di euro.


💶 Lotito, stipendio invariato nonostante il rosso

Mentre i conti del club registrano un passivo, la remunerazione del presidente Lotito non ha subito variazioni.
Dalla relazione sulla remunerazione si legge infatti che il compenso fisso per il presidente del Consiglio di Gestione resta pari a 600.000 euro lordi annui, importo stabilito a partire dalla stagione 2019/2020.

Il documento precisa inoltre che:

“Non è stata deliberata alcuna componente variabile di remunerazione.”

Ciò significa che Lotito non percepisce bonus legati ai risultati sportivi o economici: il suo compenso è fisso e garantito.


🏢 Lazio Marketing: il secondo stipendio

Ma non finisce qui.
Nei conti del bilancio 2024/25 emerge anche un secondo emolumento riconosciuto a Lotito in qualità di Presidente del Consiglio di Gestione di S.S. Lazio Marketing S.p.A., società controllata dal club biancoceleste e dedicata alla gestione commerciale e promozionale.

Per questo incarico, Lotito ha percepito 500.000 euro lordi, la stessa cifra della stagione precedente.

👉 Sommando i due compensi, il presidente biancoceleste ha incassato nel 2024/25 1,1 milioni di euro lordi complessivi.


🧾 I numeri del Consiglio di Gestione

Il Consiglio di Gestione della S.S. Lazio S.p.A. è composto da Claudio Lotito e Marco Moschini, quest’ultimo remunerato con un compenso di 12.000 euro lordi per la stagione in esame.
Per il Consiglio di Sorveglianza, i compensi variano tra 12.000 e 15.000 euro a seconda del ruolo.

Un assetto retributivo invariato da diverse stagioni, che il club giustifica come “forma di continuità gestionale e coerenza organizzativa”.


⚖️ Tra sostenibilità e polemiche

Nonostante la perdita da 17,1 milioni, la Lazio resta in linea con i parametri Covisoc e con i vincoli dell’indice di liquidità.
Tuttavia, la notizia dello stipendio invariato di Lotito ha sollevato più di un malumore tra tifosi e osservatori, soprattutto in un contesto di contenimento dei costi e mercato bloccato.

Una parte del tifo biancoceleste contesta da tempo la gestione economica del club, accusando Lotito di anteporre la stabilità finanziaria ai risultati sportivi.


📊 Conclusione: bilanci solidi ma ambizioni ridotte

Il bilancio 2024/25 fotografa una Lazio solida nei conti, ma ferma nelle ambizioni.
I numeri raccontano una società che mantiene equilibrio economico ma fatica a crescere sportivamente.
E mentre le perdite pesano sul futuro del mercato, Lotito resta l’unico a non perdere nulla, almeno sul piano economico.



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Basic, l’uomo ovunque di Sarri: ora può fare l’esterno

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Sarri si affida a Toma Basic: dopo Genoa e Torino, il croato può diventare l’arma tattica della Lazio anche da esterno sinistro.

Quando c’è un’emergenza, Maurizio Sarri sa di poter contare su Toma Basic.
Il centrocampista croato, richiamato in causa per necessità nelle ultime settimane, ha risposto presente con grande professionalità e rendimento.
Ora, con la Lazio alle prese con nuovi problemi di formazione, Basic potrebbe addirittura reinventarsi come esterno sinistro.


⚙️ Da riserva silenziosa a titolare ritrovato

Dopo mesi passati ai margini, Basic è tornato protagonista contro Genoa e Torino, dove Sarri ha dovuto inventare un centrocampo senza mezza squadra.
Schierato davanti alla difesa insieme a Cataldi, il croato ha offerto due prestazioni solide, impreziosite anche da un assist per Cancellieri.
Una rinascita silenziosa ma concreta, che ha riacceso la fiducia di tecnico e tifosi.

Ora, con il rientro dalla squalifica di Guendouzi, il tecnico toscano potrebbe confermarlo titolare anche contro l’Atalanta, dopo la sosta per le nazionali.


💡 L’idea folle (ma logica) di Sarri

Secondo quanto riportato da Il Messaggero, Sarri starebbe valutando un’idea tanto sorprendente quanto necessaria:
👉 schierare Toma Basic come esterno sinistro.

L’infortunio di Zaccagni, la condizione ancora non ottimale di Isaksen, le difficoltà di Pedro a reggere i novanta minuti e il momento difficile di Noslin hanno costretto il tecnico a riflettere su soluzioni alternative.

E Basic, grazie alla sua duttilità e al suo fisico imponente, potrebbe adattarsi bene al ruolo di esterno a sinistra, almeno in situazioni d’emergenza.
Una scelta già testata in estate, dove il croato aveva sorpreso positivamente per equilibrio tattico e disciplina.


🔵 Basic, un jolly prezioso per la Lazio

Non è la prima volta che Sarri reinventa un giocatore in un ruolo diverso.
Già lo scorso anno era toccato a Marusic e Hysaj, adattati con successo in più zone del campo.
Ora potrebbe essere la volta di Basic, diventato per il tecnico un jolly indispensabile, capace di coprire più ruoli in un momento in cui la Lazio è falcidiata dagli infortuni.

Il croato, dal canto suo, ha sempre mostrato disponibilità e spirito di sacrificio.
Dopo un periodo in cui sembrava ai margini del progetto, sta riconquistando spazio e fiducia.


La sfida con l’Atalanta come banco di prova

La partita contro l’Atalanta sarà un test importante.
Se Sarri dovesse davvero schierare Basic sull’esterno, sarebbe un segnale chiaro: la Lazio vuole valorizzare ogni risorsa interna in attesa del mercato di gennaio.

Una vittoria a Bergamo potrebbe cambiare il morale e rilanciare una squadra ancora alla ricerca di certezze e continuità.
E chissà che, in questo nuovo ruolo, Basic non diventi una delle sorprese della stagione biancocelest



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Castellanos, futuro in bilico: Sarri valuta la cessione

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Taty Castellanos con la maglia della Lazio durante un match di Serie A, futuro incerto per l’attaccante argentino.

Dopo sei giornate di campionato, il bilancio di Taty Castellanos con la Lazio resta a singhiozzo.
L’attaccante argentino, arrivato con grandi aspettative dopo una stagione promettente in Spagna, non è ancora riuscito a trovare la continuità che Maurizio Sarri sperava di vedere.

A Genova è apparso spento e lezioso, mentre contro il Torino non ha inciso. Prima ancora era stato devastante contro il Verona, ma superficiale col Sassuolo, alternando lampi di talento a momenti di totale assenza dal gioco.
E il segnale più chiaro è arrivato nel derby, dove Sarri lo ha lasciato in panchina a sorpresa.

Due gol e tre assist sinora non bastano a zittire i dubbi: Castellanos non è ancora diventato l’attaccante che la Lazio si aspettava.


⚖️ Una stagione tra occasioni e delusioni

Il problema non è solo realizzativo: il Taty fatica a entrare nei meccanismi tattici di Sarri. L’argentino si muove molto, ma spesso fuori tempo o fuori zona, finendo per disperdere energia senza incidere negli ultimi metri.
La fiducia dell’ambiente è ancora presente, ma anche la pazienza ha un limite — soprattutto se i risultati non arrivano.


💰 Mercato invernale: possibile cessione se arriva l’offerta giusta

Secondo Il Messaggero, se a gennaio il mercato dovesse essere a saldo zero, la società potrebbe valutare una cessione importante.
E il nome di Castellanos è in cima alla lista dei possibili sacrificabili.

👉 Un’offerta da 30–35 milioni di euro farebbe vacillare Sarri, che — secondo quanto riportato — darebbe il via libera alla cessione, ma solo a patto di avere un degno sostituto.

In un momento in cui la Lazio deve rientrare nei parametri finanziari imposti dalla Covisoc e rafforzare la rosa per lottare per l’Europa, la cessione del Taty potrebbe rappresentare una scelta strategica più che tecnica.


🧩 Sarri e la ricerca del centravanti ideale

Dopo Immobile, il tecnico toscano non ha mai trovato un vero erede capace di garantire continuità e gol.
Castellanos ha mostrato colpi da fuoriclasse, ma anche troppa discontinuità per essere il punto di riferimento offensivo.

La speranza è che l’argentino riesca a invertire la rotta e diventare l’attaccante che tutti si aspettavano al suo arrivo.
In caso contrario, il futuro potrebbe davvero essere lontano da Roma.



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I 10 acquisti più costosi della Lazio

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Hernán Crespo con la maglia della Lazio: l’acquisto più costoso della storia biancoceleste.
Hernán Crespo con la maglia della Lazio: l’acquisto più costoso della storia biancoceleste.

Quali sono stati i dieci acquisti più costosi della storia della Lazio. Alcuni sono stati colpi azzeccati, altri invece dei veri e propri flop. Perché non sempre spendere tanto significa comprare bene.

10° posto – Mauro Zárate (20 milioni)

Tecnica sopraffina, grandi giocate, ma poca continuità. Arrivato con grandi aspettative, ha fatto sognare nel primo anno con gol spettacolari e pesanti (indimenticabile quello alla Juventus e al derby). Poi si è perso, diventando uno dei grandi rimpianti della gestione Lotito.

9° posto – Vedat Muriqi (21 milioni)

Forse l’acquisto meno riuscito di Lotito. Pagato oltre 20 milioni, non è mai riuscito a imporsi né con Inzaghi né con Sarri. In biancoceleste pochi gol e poco spazio, al Maiorca ha ritrovato la sua dimensione. Un errore di valutazione che ha pesato molto a bilancio.

8° posto – Angelo Peruzzi (33 miliardi di lire)

Arrivato a fine carriera ma ancora decisivo. Portiere di grande esperienza, ha dato sicurezza al reparto e ha guidato la squadra anche nei momenti difficili. Nonostante gli infortuni, è stato il miglior numero uno della Lazio post-scudetto.

7° posto – Claudio López (46 miliardi di lire)

Esterno rapido e tecnico, pagato tantissimo da Cragnotti. Ha regalato qualche gol e momenti importanti, ma non ha mai rispettato fino in fondo le aspettative legate al suo prezzo. Un buon giocatore, ma non un fuoriclasse.

6° posto – Jaap Stam (48 miliardi di lire)

Doveva formare con Nesta la coppia difensiva più forte al mondo. In realtà tra infortuni e squalifiche ha reso meno di quanto ci si aspettasse. Rimane un difensore imponente e di grande personalità, ma arrivò troppo tardi per lasciare il segno.

5° posto – Stefano Fiore (50 miliardi di lire)

Un centrocampista duttile e completo, pagato tanto dall’Udinese ma che si rivelò un colpo riuscito. Tecnico, dinamico, con il vizio del gol: fu spesso decisivo. Forse sottovalutato dai più, ma importante per quella Lazio.

4° posto – Christian Vieri (55 miliardi di lire)

Uno degli attaccanti più forti della sua epoca. Un solo anno alla Lazio, condizionato dagli infortuni, ma chiuso con gol pesanti. Indimenticabile la rete in finale di Coppa delle Coppe col Maiorca. Fu ceduto all’Inter, ma la sua partenza permise l’arrivo di Simeone: un affare che indirettamente portò allo scudetto.

3° posto – Juan Sebastián Verón (60 miliardi di lire)

Il cervello del centrocampo dello scudetto 2000. Regista totale: classe, visione di gioco, qualità sui calci piazzati. Con Simeone formò una delle coppie più forti mai viste in Serie A. Un investimento enorme, ma ampiamente ripagato.

2° posto – Gaizka Mendieta (89 miliardi di lire)

Il flop più clamoroso. Arrivato dal Valencia per una cifra record, non si adattò mai al calcio italiano. Cragnotti lo acquistò per sostituire Verón, ma si rivelò un errore enorme: pochi lampi, tanti rimpianti e soldi buttati.

1° posto – Hernán Crespo (110 miliardi di lire)

L’acquisto più costoso nella storia della Lazio e probabilmente lo resterà per sempre. Attaccante straordinario, gol a raffica ma pochi davvero decisivi. Ha lasciato il segno, ma il suo prezzo e le aspettative enormi rendono difficile parlare di un vero affare.

Bilancio finale

Tra colpi azzeccati e flop, questa top 10 racconta bene la storia della Lazio tra sogni, grandi investimenti e scelte discutibili. Alcuni di questi acquisti hanno scritto pagine memorabili, altri hanno appesantito i conti senza lasciare traccia.

E voi? Quali di questi acquisti considerate i più sbagliati e quali invece hanno fatto la differenza? Scrivetelo nei commenti!



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Lazio, voci di cessione e boom in Borsa: tutta la verità

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Azioni Lazio in rialzo e voci di possibile cessione del club biancoceleste

Negli ultimi giorni sono tornate a circolare con insistenza le voci di una possibile trattativa per l’acquisto della Lazio, ma al momento non esiste alcuna conferma concreta.
Come spiega l’autore del canale, nonostante le indiscrezioni e i sussurri di mercato finanziario, non ci sono segnali ufficiali di una cessione imminente.

“In molti mi hanno chiesto se sapessi qualcosa, ma vi dico chiaramente: non so nulla a riguardo. So che nel tempo ci sono stati diversi personaggi interessati a comprare la Lazio — e ci mancherebbe. Ma oggi, di concreto, non c’è nulla”.


💰 Boom in Borsa: +32% in tre settimane

Un dato però è certo: le azioni della Lazio hanno registrato un’impennata clamorosa.
Dal 14 al 26 agosto 2025, il titolo biancoceleste è passato da 0,84€ a 1,14€, con un incremento del 32,5% in pochi giorni.
Se si considera l’intero anno, la performance è ancora più impressionante: +38,38% rispetto a ottobre 2024.

Un andamento così positivo, in netto contrasto con i risultati del campo e con i limiti finanziari del club (come il blocco del mercato imposto dalla Covisoc lo scorso maggio), è difficile da spiegare con logiche economiche ordinarie.


🧩 Un segnale di vendita o solo speculazione?

Alcuni osservatori hanno ipotizzato che il rialzo sia legato a movimenti di investitori interessati alla società biancoceleste.
Tuttavia, come chiarisce l’analisi:

“Non credo che l’aumento sia collegato a un’acquisizione del pacchetto di maggioranza. Per far salire così tanto le azioni, qualcuno avrebbe dovuto comprarne in quantità enorme, e non avrebbe alcun senso farlo prima di una trattativa reale.”

Più probabile, invece, che qualche fondo o società abbia acquistato azioni a scopo speculativo, sperando in una plusvalenza futura qualora la Lazio diventasse realmente oggetto di interesse da parte di nuovi investitori.


⚙️ Come funziona davvero una cessione di club quotato

C’è anche molta confusione su come possa avvenire la cessione di una società quotata in Borsa come la Lazio.
Al contrario di quanto si legge sui social, non è necessario lanciare un’OPA pubblica per acquistare il club.

“Lotito possiede circa il 66% delle quote — quindi la maggioranza assoluta. Chi volesse comprare la Lazio dovrebbe trattare direttamente con lui, non in Borsa. È una trattativa privata, esattamente come avvenne per la Roma.”

Un’OPA (offerta pubblica d’acquisto) sarebbe, in questo caso, un’operazione ostile e molto complessa, utile solo se si volesse acquisire la società contro la volontà dell’attuale presidente.


🏗️ Lo stadio Flaminio e l’Academy: valore in crescita

Un altro aspetto che potrebbe aver inciso sull’aumento del valore delle azioni è legato ai progetti futuri:
la costruzione dell’Academy biancoceleste e l’ipotesi di acquisizione dello stadio Flaminio.
Due mosse che aumenterebbero sensibilmente il valore patrimoniale della società.
Tuttavia, allo stato attuale, entrambi i progetti sembrano fermi e lontani dalla realizzazione.


⚠️ Conclusione: meno chiacchiere, più fatti

In conclusione, la verità è che non esistono conferme di una trattativa reale per la vendita della Lazio.
Le voci di acquisizione restano tali, mentre il movimento in Borsa appare più come una dinamica speculativa che come un segnale concreto.

“Meno se ne parla, meglio è. Se una trattativa c’è, la pubblicità può solo danneggiarla. E conoscendo Lotito, basta poco per farlo irrigidire e bloccare tutto. Se succederà qualcosa, lo scopriremo nei fatti — non nei titoli di giornale.”



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Lazio, troppi infortuni: è crisi nello staff medico?

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Infortunio Rovella: il centrocampista a terra dolorante durante il match.

La lunga lista di infortuni in casa Lazio sta diventando un caso serio. Da settimane, tifosi e addetti ai lavori si interrogano sulla gestione fisica dei calciatori e sull’efficacia dello staff medico biancoceleste, ormai sotto osservazione.

L’ultimo episodio riguarda Nicolò Rovella, costretto a un mese di terapia conservativa dopo l’ennesimo problema fisico. Una decisione che ha sollevato più di un dubbio tra i tifosi, soprattutto considerando i precedenti. “Non ho le competenze per giudicare – ha scritto un tifoso sui social – ma i dubbi mi vengono. Siamo sicuri che i giocatori abbiano piena fiducia nello staff medico della Lazio?”.

E i casi sospetti non mancano:

  • Vecino, fermato da un “semplice affaticamento” e rimasto poi fuori per quasi due mesi.
  • Gigot, alle prese prima con problemi alla schiena e poi costretto a operarsi alla caviglia.
  • Patric, rientrato solo dopo un lungo stop, senza mai chiarezza sui tempi di recupero.

Situazioni diverse, ma accomunate da un tema ricorrente: tempi di recupero più lunghi del previsto e comunicazioni poco chiare.

🧩 Un problema di preparazione o di fiducia?

Secondo alcuni osservatori, il problema potrebbe essere legato non solo alla parte medica, ma anche alla gestione atletica: troppi carichi, pochi tempi di recupero e un calendario fitto potrebbero aver inciso. Tuttavia, il punto centrale resta la fiducia tra squadra e staff medico.

La domanda che molti si pongono è semplice: serve una svolta interna per evitare nuovi stop?
Perché in una stagione così lunga e intensa, perdere pedine importanti a rotazione può diventare un ostacolo decisivo per Sarri e per le ambizioni europee della Lazio.

⚡ Cosa farà la società?

Al momento da Formello non trapelano critiche ufficiali, ma all’interno del club si sta valutando una revisione del protocollo di recupero e una collaborazione esterna con specialisti di alto livello per monitorare i casi più delicati.

Nel frattempo, Sarri dovrà reinventarsi ancora una volta, tra rotazioni obbligate e giocatori chiave ai box.



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