Home Blog Page 22

Lazio: Diogo Leite vicino. Visite mediche in arrivo?

0
Diogo Leite nuovo difensore centrale in arrivo alla SS Lazio

Il calciomercato della Lazio entra in una fase caldissima, specialmente per quanto riguarda la ricostruzione di un reparto difensivo che, tra infortuni e scadenze imminenti, rischia di essere rivoluzionato in estate. L’ultimo aggiornamento di Alfredo Pedullà riaccende i riflettori su un vecchio pallino biancoceleste: Diogo Leite.

Lazio-Diogo Leite: trattativa nel vivo. Spuntano le visite mediche preventive

Contatti serrati per il difensore dell’Union Berlino in scadenza a giugno. Il portoghese, classe 1999, è il profilo scelto da Fabiani per blindare la difesa del futuro. Visite mediche già nelle prossime settimane?


Un colpo a parametro zero: la strategia di Fabiani

La notizia lanciata dall’esperto di mercato conferma che la Lazio si è mossa d’anticipo. Diogo Leite, difensore centrale portoghese di 190 cm, è in scadenza di contratto con l’Union Berlino il prossimo 30 giugno. Questo lo rende uno dei parametri zero più appetibili del panorama europeo, e la Lazio sembra aver sbaragliato la concorrenza portandosi in pole position.

I contatti tra la dirigenza capitolina e l’entourage del giocatore sono proseguiti costantemente anche negli ultimi giorni. L’obiettivo è chiaro: trovare l’intesa definitiva per un contratto pluriennale prima che altri club possano inserirsi con offerte al rialzo.

Il fattore infortunio e le visite mediche

C’è però un elemento da monitorare con attenzione: lo stopper è reduce da un infortunio. Proprio per questo motivo, il passaggio cruciale per la chiusura dell’affare non sarà solo la firma, ma l’esito dei test fisici. È molto probabile che nelle prossime settimane la Lazio chieda a Diogo Leite di sottoporsi a visite mediche preventive.

Un passaggio fondamentale per rassicurare Maurizio Sarri e lo staff medico sulle condizioni del ragazzo, garantendo che sia pronto per il ritiro estivo senza strascichi fisici.

Difesa da rifare: l’addio di Romagnoli e Gila?

L’accelerazione su Diogo Leite risponde a un’esigenza numerica e tecnica. La situazione contrattuale dei centrali attuali è infatti preoccupante: sia Alessio Romagnoli che Mario Gila hanno il contratto in scadenza nel 2027.

Ad oggi, nell’ambiente biancoceleste regna il pessimismo riguardo ai loro rinnovi. Con il rischio concreto di perdere i due pilastri tra un anno (o di doverli svendere in estate per non perderli a zero), la Lazio ha la necessità impellente di inserire almeno due nuovi innesti di spessore. Diogo Leite, per età (25 anni) ed esperienza internazionale, sembra essere il tassello perfetto per iniziare la ricostruzione.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Lazio: 3 vittorie di fila e bonus Lotito per l’Europa

0
Maurizio Sarri parla alla squadra durante l'allenamento a Formello

La Lazio di Maurizio Sarri sembra aver finalmente scacciato i fantasmi di una stagione fin qui altalenante. Con il successo convincente sul Bologna, i biancocelesti hanno infilato la terza vittoria consecutiva in Serie A, una striscia positiva che mancava da tempo e che rilancia prepotentemente le ambizioni europee del club capitolino.

Lazio, missione rimonta: tre vittorie di fila e l’Europa ora è nel mirino

Il successo sul Bologna conferma la crescita della squadra di Sarri. Ottavo posto consolidato e distacco ridotto: ecco il piano di Lotito per blindare la qualificazione europea.


La risalita in classifica: i numeri della rinascita

Grazie ai nove punti conquistati contro Sassuolo, Milan e Bologna, la Lazio occupa ora l’8° posto in solitaria con 43 punti. Il dato più incoraggiante non è solo la posizione, ma la distanza dalla “zona Europa”, che si è accorciata a 7 lunghezze. Un distacco importante ma non incolmabile, considerando che mancano ancora scontri diretti fondamentali e che la squadra ha finalmente ritrovato continuità sotto porta e solidità difensiva.

Il successo contro il Sassuolo ha segnato la fine del cronico “mal di trasferta”, mentre la vittoria di prestigio contro il Milan ha ridato consapevolezza a un gruppo che sembrava aver perso la bussola.


Il “Piano Bonus” di Lotito per la volata finale

Per spingere la squadra verso l’obiettivo minimo stagionale, il presidente Claudio Lotito è sceso in campo con una mossa strategica. Per stimolare i giocatori in questa volata finale, la società ha introdotto dei bonus extra legati esclusivamente alle vittorie esterne. Un segnale chiaro: la proprietà vuole che la squadra mantenga la stessa fame vista all’Olimpico anche lontano dalle mura amiche, dove spesso la Lazio ha lasciato punti sanguinosi contro le “piccole”.


Il calendario della verità: Parma, poi le big

Dopo la sosta per le Nazionali, il cammino della Lazio entrerà nel vivo con una serie di test verità che definiranno il destino europeo:

  1. Lazio-Parma (4 aprile): Un match da non fallire tra le mura amiche per dare continuità alla striscia positiva.
  2. Fiorentina & Napoli: Due scontri diretti che peseranno come macigni. Saranno queste le partite in cui la Lazio dovrà dimostrare di essere tornata “grande” e degna di un posto nell’Europa che conta.

Nonostante l’infermeria ancora affollata (pesano gli addii alla stagione di Provedel e Rovella), il morale a Formello è alle stelle. Sarri ha ritrovato i suoi “fedelissimi” e la piazza, seppur in contestazione con la società, è pronta a trascinare i ragazzi in campo.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Infermeria Lazio: tra sorrisi post-sosta e addii anticipati alla stagione

0
La distinta ufficiale di Cagliari-Lazio negli spogliatoi dell'Unipol Domus.

Il bollettino medico in casa Lazio continua a essere un mix di speranze e pesanti sentenze. Se da un lato la sosta per le Nazionali cade a fagiolo per recuperare pedine fondamentali a centrocampo, dall’altro le notizie che arrivano per il reparto difensivo e la porta confermano che il finale di stagione sarà una vera prova di resistenza per Maurizio Sarri.

Infermeria Lazio: tra sorrisi post-sosta e addii anticipati alla stagione

Recuperi lampo per Cataldi e Basic, ma il rischio per Zaccagni agita Formello. Stagione finita per Provedel e Rovella: Sarri dovrà fare i miracoli per l’Europa.

Luci a centrocampo: il ritorno di Cataldi e Basic

La buona notizia riguarda la linea mediana. Danilo Cataldi, fermo per un fastidio al polpaccio, sta bruciando le tappe e punta al rientro immediato dopo la sosta. Insieme a lui, anche Toma Basic — assente da oltre un mese per un’infiammazione all’adduttore — è sulla via del recupero totale. Due rientri che permetteranno a Sarri di allargare le rotazioni e dare respiro a un reparto che nell’ultimo periodo è stato spremuto all’inverosimile.

Il rebus Gila e il “giallo” Zaccagni

Meno rassicurante la situazione in difesa e in attacco. Mario Gila è uscito malconcio dall’ultima sfida per un fastidio al ginocchio; lo spagnolo sarà rivalutato nei prossimi giorni, ma la speranza è che si tratti solo di un trauma contusivo.

Molto più complessa la situazione di Mattia Zaccagni. La lesione alla coscia destra è profonda e il numero 10 rischia seriamente di dover saltare l’appuntamento più importante dell’anno: la semifinale di Coppa Italia contro l’Atalanta. Lo staff medico sta lavorando h24, ma la prudenza è massima per evitare ricadute muscolari in un muscolo delicato come il quadricipite.

Stagione finita: il vuoto lasciato da Provedel e Rovella

Le vere mazzate arrivano però dai lungodegenti. Per Ivan Provedel e Nicolò Rovella il sipario sulla stagione 2025/26 è già calato. Il portiere, operato alla spalla, ha iniziato la riabilitazione ma non tornerà in campo prima dell’estate. Stesso discorso per Rovella, il cui infortunio alla clavicola richiede tempi lunghi e nessuna fretta.

In questo scenario apocalittico per la porta biancoceleste, la nota lieta resta Edoardo Motta. Il giovane portiere sta rispondendo “presente” con personalità, ma la sua crescita sarà messa a dura prova nel rush finale contro le big del campionato.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Ianni a muso duro: “Vinta con la personalità. Taylor? Vi dico chi è davvero”

0
Il vice allenatore Marco Ianni esulta con la panchina della Lazio al triplice fischio di Bologna-Lazio.

La Lazio cala il tris e si gode il momento d’oro. Dopo Sassuolo e Milan, cade anche il Bologna sotto i colpi di una squadra che ha ritrovato fame e identità. In panchina, a guidare i biancocelesti, c’era ancora Marco Ianni, che nel post-partita ha tracciato la rotta di questo successo che profuma di svolta definitiva.

La scossa di Motta e l’impatto dei cambi

“Volevamo dare continuità e ci siamo riusciti con una prestazione di grande personalità” – ha spiegato il vice di Sarri ai microfoni di DAZN – “L’approccio è stato giusto in un ambiente caldissimo, ma l’episodio del rigore parato da Motta ci ha dato quella spinta emotiva extra. Negli ultimi 20 minuti siamo stati bravi a chiuderla”. Ianni ha poi sottolineato l’importanza della panchina: “I cambi sono stati decisivi. Noslin e Dia hanno portato l’energia e la fisicità che ci servivano quando stavamo soffrendo, permettendoci di colpire negli spazi”.

Il fattore Taylor: studio e gol

L’uomo copertina è inevitabilmente Kenneth Taylor. Ianni ne esalta la crescita fulminea: “È un giocatore di un’intelligenza superiore. Non è facile impattare così sulla Serie A arrivando a gennaio, ma lui ha una cultura del lavoro incredibile. Studia l’italiano costantemente, dopo 15 giorni capiva già tutto. In campo fa sempre la cosa giusta, anche quando deve ancora digerire certi schemi. Ora sta mostrando anche le sue doti da bomber”.

Ansia Gila: le condizioni dello spagnolo

L’unica nota stonata è l’uscita anticipata di Mario Gila. Ianni fa chiarezza sulla situazione ai microfoni di Lazio Style Channel: “Mario si trascina da tempo un’infiammazione al ginocchio. Ha voluto esserci a tutti i costi, allenandosi poco e stringendo i denti, per questo gli va fatto un applauso. Penso sia un riacutizzarsi del problema, speriamo che la sosta ci aiuti a riaverlo già contro il Parma”.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Patric, cuore da leader: “Vinta con l’umiltà. Ianni? Vi spiego l’abbraccio”

0
Patric difensore spagnolo della SS Lazio verso la cessione a Dubai
Patric vicino all'addio alla Lazio dopo 11 anni: trattativa per la risoluzione consensuale e trasferimento a Dubai.

Non è solo una questione di schemi, è una questione di anima. Al termine del successo pesantissimo ottenuto al Dall’Ara contro il Bologna, ai microfoni di DAZN si è presentato uno dei volti simbolo di questa rinascita biancoceleste: Patric. Lo spagnolo, ormai a suo agio nel ruolo di play aggiunto, ha analizzato una serata che rilancia prepotentemente le ambizioni della squadra.

Una prova di carattere

“Sappiamo quanto è difficile strappare punti su questo campo, il Bologna è una realtà importante” – ha esordito il difensore – “Credo che oggi la Lazio abbia messo in campo una prestazione straordinaria, fatta di umiltà e di cuore. Bravissimi tutti, perché è proprio questa la mentalità che serve per risalire”. Tre punti che pesano come macigni e che portano la firma del gruppo, capace di compattarsi nel momento del bisogno.

L’abbraccio a Ianni e il lavoro di mesi

Uno dei momenti più belli della serata è stato l’abbraccio collettivo a Marco Ianni, che ha sostituito lo squalificato Sarri in panchina: “Quell’abbraccio è di tutta la squadra. Marco è un grandissimo allenatore e quel gesto è il frutto di tutto il lavoro che abbiamo portato avanti negli ultimi mesi. Prima della sosta era vitale dare continuità ai risultati, ora dobbiamo solo restare su questo binario”.

Obiettivo Coppa Italia e finale di stagione

Patric non vuole porsi limiti, guardando anche ai prossimi impegni che potrebbero regalare un trofeo: “Il nostro obiettivo è chiaro: lottare fino all’ultimo secondo di ogni gara. Questo spirito ci servirà tantissimo anche per la Coppa Italia. Non guardiamo troppo in là, ma gara dopo gara. Il campionato non è finito, ci sono ancora tanti punti e tutto può succedere. A maggio tireremo le somme”.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Le Pagelle di Bologna-Lazio: Taylor è un gigante, Motta para il futuro

0
Il portiere della Lazio Edoardo Motta sorride durante l'intervista post-partita.

La Lazio non si ferma più. Al Dall’Ara arriva la terza sinfonia consecutiva di una squadra che, pur in emergenza, ha trovato compattezza e interpreti pronti al sacrificio. Se la doppietta di Taylor firma materialmente lo 0-2, il rigore parato da Motta è lo spartiacque emotivo di un match che poteva girare diversamente.

I Protagonisti

MOTTA 7,5: Alla terza presenza in A si prende la responsabilità di un errore (fallo da rigore su Castro dopo un liscio di Dele-Bashiru) e rimedia con un balzo felino su Orsolini. Una parata che vale quanto un gol. Personalità da veterano.

TAYLOR 8: Il “compitino” del primo tempo era solo una rincorsa per la ripresa. Due palloni, due gol. Freddo, tecnico, letale sia di destro che di sinistro. È l’uomo in più di questo finale di stagione.

PATRIC 7: Agire da play non è semplice, farlo con questa scioltezza è da applausi. Verticalizza, recupera e comanda la mediana con una leadership silenziosa ma efficacissima.


Tutti i voti della sfida

  • MARUSIC 6,5: Spina nel fianco costante nel primo tempo, peccato per qualche cross impreciso.
  • GILA 6,5: Mezz’ora di anticipi feroci prima del forfait fisico. (Dal 26’ PROVSTGAARD 6,5: Entra a freddo e non sbaglia un intervento).
  • ROMAGNOLI 6,5: Torna e sposta il baricentro della difesa con la sola intelligenza posizionale.
  • TAVARES 6: Soffre Orsolini in avvio, poi sale di giri con la consueta potenza fisica.
  • DELE-BASHIRU 5: L’appoggio scellerato che causa il rigore è una macchia pesante su una prova opaca.
  • ISAKSEN 6: Meno incisivo del solito, ma prezioso nel creare spazi. (Dal 62’ CANCELLIERI 6: Ordinato e pimpante).
  • MALDINI 5,5: Troppo leggero tra i giganti del Bologna, fatica a trovare la posizione. (Dal 62’ DIA 7: Entra e spacca la partita. Entra in entrambi i gol con giocate decisive).
  • PEDRO 5,5: Un tempo senza squilli, lontano dal vivo dell’azione. (Dal 46’ NOSLIN 6,5: Ottimo impatto, partecipa attivamente al raddoppio).

ALL. SARRI (in panchina Ianni) 7: Gestisce i cambi con tempismo perfetto. La Lazio è guarita e corre verso l’Europa.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Il muro di Motta e la legge di Taylor: la Lazio si prende Bologna

0
Bologna-Lazio 0-2: Taylor e Motta firmano il colpo al Dall'Ara

Non chiamatelo più miracolo, chiamatela Lazio. Al Dall’Ara, in un pomeriggio che profumava di scontro diretto per l’Europa, i biancocelesti centrano la terza vittoria consecutiva abbattendo il Bologna con un secco 0-2. Una prova di maturità totale per gli uomini di Sarri (oggi guidati in panchina da Ianni), capaci di soffrire, compattarsi attorno al proprio giovanissimo portiere e poi colpire con la precisione chirurgica di un Kenneth Taylor in stato di grazia.

Motta, il ragazzino che si è fatto gigante

Il primo tempo è un inno all’equilibrio, ma è nella ripresa che la storia della partita cambia. Al 50’, un’ingenuità difensiva mette Castro solo davanti a Motta: contatto, rigore e brividi. Ma è qui che il baby portiere biancoceleste si prende la scena: ipnotizza Orsolini dal dischetto, respinge e tiene i suoi a galla. È la scossa che serve. La Lazio, che aveva perso Gila nel primo tempo per infortunio (dentro un ottimo Provstgaard), non si scompone e inizia a macinare gioco sfruttando la stanchezza dei felsinei.

Taylor-time: una doppietta da urlo

I cambi di Ianni sono decisivi. L’ingresso di Dia e Noslin spacca in due la difesa di Italiano. Al 72’, la sblocca lui: Kenneth Taylor. Il centrocampista olandese raccoglie una palla sporca in area e, con una freddezza glaciale, trafigge Ravaglia. Il Bologna barcolla, prova la reazione disperata, ma la Lazio è d’acciaio. All’82’ cala il sipario: ancora Taylor, imbeccato magistralmente da Dia, salta il portiere e deposita in rete il gol dello 0-2.

Ottavo posto e sogni europei

Con questo successo, la Lazio sale a 43 punti, scavalca proprio il Bologna e si piazza all’ottavo posto. Una vittoria che al Dall’Ara, in campionato, mancava dal giorno di Santo Stefano del 2018. Questa squadra, nonostante una stagione tormentata da infortuni e casi di mercato, ha dimostrato di avere un’anima. La rincorsa continua.


Tabellino legaseriea.it

BOLOGNA-LAZIO 0-2 Marcatori: 72′, 82′ Taylor

BOLOGNA (4-2-3-1): Ravaglia; Zortea (88′ Ferguson), Vitik, Heggem (75′ Lucumì), Miranda; Moro, Sohm; Orsolini (62′ Dominguez), Bernardeschi (75′ Dallinga), Rowe (62′ Cambiaghi); Castro. All.: Italiano.

LAZIO (4-3-3): Motta; Marusic, Gila (26′ Provstgaard), Romagnoli, Nuno Tavares; Dele-Bashiru, Patric, Taylor; Isaksen (61′ Cancellieri), Maldini (61′ Dia), Pedro (46′ Noslin). All.: Ianni (Sarri squalificato).

Arbitro: Ermanno Feliciani (sez. Teramo) Note: Ammoniti: Castro (B), Italiano (B), Taylor (L). Al 51′ Motta (L) para un calcio di rigore a Orsolini (B).



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Il “cuore a metà” di Kenneth Taylor: dalla delusione di gennaio alla maglia della Lazio

0
Josip Sutalo e i calciatori della Lazio in campo per il riscaldamento di Juventus Lazio all'Allianz Stadium

Arrivato a gennaio per dare ordine e qualità al centrocampo di Maurizio Sarri, Kenneth Taylor è diventato in poche settimane un punto fermo del mondo biancoceleste. Eppure, dietro il suo sbarco nella Capitale, si nasconde un retroscena che l’olandese ha deciso di tirare fuori solo ora, confessando sentimenti e delusioni che hanno preceduto il suo sì definitivo alla Lazio.

Il desiderio sfumato

In un’intervista fiume rilasciata al portale olandese Voetbal International, l’ex gioiello dell’Ajax ha ammesso che il suo obiettivo originale non era l’Italia. “Ad essere onesti, mi sarebbe davvero piaciuto andare all’FC Porto”, ha esordito Taylor. Il motivo? Il legame con Francesco Farioli. Il centrocampista era pronto a tutto pur di tornare a lavorare con il tecnico, ma la trattativa si è incagliata tra le richieste dei “Lancieri” e l’offerta dei portoghesi. “Il Porto aveva fatto un’offerta che l’Ajax non ha accettato. Sono rimasto molto deluso e ne ho sofferto per un periodo, lo avevo dato per scontato”.

L’Ajax nel cuore, la Lazio nel presente

Nonostante il dolore per il mancato approdo in Portogallo, Taylor ha sottolineato come il club di Amsterdam sia stato comprensivo nei suoi confronti, lasciandogli il tempo di metabolizzare l’accaduto prima del trasferimento a Roma. Oggi Taylor segue ancora ogni mossa del suo ex club, ma con un pizzico di stizza professionale: “Mi fa arrabbiare non poter vedere il Klassieker domenica. Giocheremo contro il Bologna alle 15:00, quindi non sarà possibile”.

Un passaggio necessario per chiudere col passato e concentrarsi totalmente sulla missione laziale, dove tra bonus fedeltà e prestazioni da leader, l’olandese ha già iniziato a scrivere un capitolo tutto nuovo.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Coppa Italia, Lotito rompe gli indugi: cifre raddoppiate per salvare la stagione

0
Claudio Lotito in tribuna allo stadio esulta durante una partita della Lazio in Coppa Italia.

In un’annata complicata , dove il cammino in campionato ha riservato più ombre che luci, la Lazio si trova davanti a un bivio decisivo. Con l’Europa che scivola via attraverso la Serie A, la Coppa Italia è diventata ufficialmente l’unico porto sicuro per evitare il naufragio totale. Sollevare il trofeo non significherebbe solo aggiungere un pezzo in bacheca, ma garantirebbe il pass per la prossima Europa League e la qualificazione alla ricca Final Four di Supercoppa Italiana.

L’incentivo del Presidente Lotito

Claudio Lotito, consapevole della spaccatura profonda con la tifoseria, ha deciso di giocare la carta dell’extra-bonus per motivare lo spogliatoio. Secondo le ultime indiscrezioni del Corriere dello Sport, il patron biancoceleste avrebbe messo sul piatto una cifra record. Il premio per la vittoria finale, inizialmente fissato a 2 milioni di euro, sarebbe stato almeno raddoppiato. Un segnale forte per chiedere ai calciatori uno scatto d’orgoglio in questo finale di stagione.

Il precedente di Bologna

La convinzione del presidente non è nuova. Già a febbraio, durante la trasferta di Bologna vinta grazie al rigore di Kenneth Taylor, Lotito aveva rassicurato il gruppo sul futuro, chiedendo di puntare tutto sulla coppa nazionale. Ora, con la semifinale di ritorno contro l’Atalanta distante ancora un mese, l’ordine di scuderia a Formello è chiaro: vietato sbagliare. La posta in gioco è troppo alta, sia a livello economico che di prestigio, e la società è pronta a tutto pur di non chiudere l’anno con un pugno di mosche.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Infortunio Zaccagni: lesione muscolare e lungo stop

0
La distinta ufficiale di Cagliari-Lazio negli spogliatoi dell'Unipol Domus.

Piove sul bagnato in casa Lazio. Dopo la gioia per la vittoria contro il Milan, arriva la doccia fredda che gela l’ambiente e i piani tattici di Maurizio Sarri: Mattia Zaccagni deve fermarsi di nuovo. Quello che inizialmente sembrava un semplice scontro di gioco si è rivelato un infortunio serio, il terzo stop stagionale per l’esterno romagnolo dopo l’intervento per pubalgia della scorsa estate.

Tegola Zaccagni: lesione muscolare e stop di oltre un mese

L’esterno biancoceleste alza bandiera bianca dopo il Milan. Gli esami confermano una lesione di media entità al quadricipite: Sarri perde il suo “dieci” per il periodo più caldo della stagione.

La dinamica: uno spirito di sacrificio tradito

Contro il Milan, Zaccagni ha dimostrato ancora una volta il suo attaccamento alla maglia. Nonostante il dolore al ginocchio avvertito durante il match, il numero 10 ha provato a stringere i denti su esplicita richiesta di Sarri, conscio dell’importanza della sfida. La resistenza è durata fino al 38’ della ripresa, quando il muscolo ha ceduto definitivamente, costringendolo a chiedere il cambio.

Il responso medico: muscoli chiave interessati

Gli accertamenti clinici svolti nelle ultime ore non hanno lasciato spazio a speranze. Come riportato dal Corriere dello Sport, si tratta di uno stiramento con lesione muscolare post-traumatica di media entità. Il trauma ha coinvolto il vasto mediale e il vasto intermedio della coscia destra.

Parliamo di due componenti fondamentali del quadricipite, muscoli che garantiscono la stabilità della rotula e permettono l’estensione del ginocchio. Un infortunio delicato che richiede estrema cautela per evitare ricadute che potrebbero compromettere definitivamente il finale di stagione.

Tempi di recupero: Lazio senza Zaccagni per 30-40 giorni

Il percorso riabilitativo è già iniziato, ma la tabella di marcia è impietosa. Zaccagni dovrà restare ai box per un periodo compreso tra i 30 e i 40 giorni. Questo significa che l’esterno salterà sicuramente le sfide cruciali contro Bologna e Udinese, mettendo seriamente a rischio la sua presenza per l’eventuale semifinale di Coppa Italia e, soprattutto, per il Derby della Capitale.

Sarri dovrà ora fare i salti mortali per ridisegnare l’attacco, puntando con forza su Isaksen e Pedro, in attesa che i prossimi controlli clinici possano, si spera, limare qualche giorno sui tempi di rientro.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Sirene inglesi per Gila: Aston Villa e Tottenham sfidano la Lazio

0
Mario Gila in chiusura su un avversario con la maglia della Lazio

Non c’è pace per la difesa della Lazio. Dopo le voci insistenti sul Milan e il pressing dell’ex DS Igli Tare, il futuro di Mario Gila torna a incrociarsi con le rotte internazionali, precisamente quelle della Premier League. Il centrale spagnolo, autentico pilastro della retroguardia di Maurizio Sarri, è finito nel mirino di due club di primissimo piano del campionato inglese: Aston Villa e Tottenham.

Il difensore spagnolo è il pezzo pregiato del mercato biancoceleste. Dopo l’interesse del Milan, arrivano le proposte da Londra e Birmingham. Lotito e Fabiani al bivio: rinnovo o cessione record?

Gila, il muro che piace all’Europa

La crescita di Mario Gila in questa stagione non è passata inosservata. Arrivato dal Real Madrid tra lo scetticismo generale, il classe 2000 ha dimostrato una velocità e una capacità di lettura del gioco che lo hanno reso insostituibile. Se la Lazio è riuscita a reggere l’urto contro le grandi, gran parte del merito va proprio ai suoi recuperi prodigiosi.

L’Aston Villa di Unai Emery, sempre molto attento ai talenti provenienti dalla Liga e dalla Serie A, vede in Gila il profilo ideale per rinforzare la difesa in vista delle prossime competizioni europee. Al tempo stesso, il Tottenham sta monitorando con attenzione la situazione, pronto a mettere sul piatto la potenza economica tipica dei club di Londra per strapparlo alla Serie A.

La posizione della Lazio: tra 40% e rinnovo

La trattativa resta però complessa per due motivi fondamentali. Il primo è economico: il Real Madrid vanta una clausola del 40% sulla futura rivendita. Questo significa che la Lazio, per trarre un reale profitto dalla cessione, dovrebbe chiedere cifre altissime, ben superiori ai 25-30 milioni di euro.

Il secondo motivo è tecnico. Per Sarri, Gila è il punto fermo della difesa del futuro. Tuttavia, il contratto in scadenza nel 2027 e le difficoltà della società nel trovare un accordo per il rinnovo (soprattutto dopo la mancata qualificazione in Champions) mettono il club in una posizione di debolezza. Senza un prolungamento immediato, le “sirene” della Premier League rischiano di trasformarsi in un addio doloroso già nella prossima finestra estiva.

Uno scenario da ricostruire

Se Gila dovesse cedere alle lusinghe inglesi, la Lazio si troverebbe a dover ricostruire quasi interamente il reparto difensivo, considerando anche le incertezze sul futuro di Casale e Romagnoli. Il direttore sportivo Angelo Fabiani è chiamato a una mossa decisa: blindare il difensore o prepararsi a una plusvalenza che, pur divisa con i Blancos, permetterebbe di reinvestire pesantemente sul mercato.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Lazio: Isaksen e Provstgaard convocati dalla Danimarca

0
Una foto del giocatore Gustav Isaksen con la maglia della Lazio, che si allena con i compagni a Formello dopo l'infortunio.

La Lazio si conferma protagonista anche sul palcoscenico internazionale. In vista della sosta per le Nazionali, il CT della Danimarca, Brian Riemer, ha ufficializzato la lista dei convocati per i decisivi Playoff Mondiali, includendo due tasselli fondamentali della rosa di Maurizio Sarri: Gustav Isaksen e Anton Provstgaard.

Orgoglio Lazio: Isaksen e Provstgaard chiamati dalla Danimarca per il sogno Mondiale

Il CT Riemer convoca i due biancocelesti per i Playoff: per il centrale Provstgaard è la prima chiamata storica in nazionale maggiore. La Macedonia del Nord è il primo ostacolo verso il Qatar.

Danimarca, missione Mondiale: la Macedonia nel mirino

La Danimarca si gioca il tutto per tutto in questa sosta. I 25 calciatori scelti da Riemer dovranno affrontare la sfida secca contro la Macedonia del Nord. In caso di vittoria, i danesi voleranno in finale per sfidare la vincente tra Irlanda e Repubblica Ceca per l’ultimo pass disponibile per i prossimi Mondiali. Un percorso tortuoso in cui l’esperienza e la freschezza dei giocatori laziali potrebbero rivelarsi determinanti.

Isaksen conferma, Provstgaard stupisce: prima chiamata assoluta

Per Gustav Isaksen si tratta dell’ennesima conferma in maglia danese, a testimonianza di una crescita costante che lo ha visto protagonista anche nell’ultimo successo della Lazio contro il Milan. L’esterno offensivo è ormai un punto fermo del gruppo di Riemer, capace di spaccare le partite con la sua velocità.

La vera sorpresa è però la convocazione di Anton Provstgaard. Il giovane difensore centrale, arrivato a Roma con grandi aspettative, ha conquistato la sua prima chiamata storica nella nazionale maggiore. Un traguardo prestigioso che premia le sue recenti prestazioni in Serie A e che certifica il valore del lavoro svolto a Formello sotto la guida di Sarri.

La Lazio alla finestra

La società biancoceleste osserva con orgoglio ma anche con un pizzico di apprensione: i Playoff sono sfide ad altissima intensità fisica e nervosa. Sarri spera di riabbracciare i suoi gioielli danesi al termine della sosta non solo con il biglietto per il Mondiale in tasca, ma soprattutto in perfette condizioni fisiche per affrontare il rush finale di campionato.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Sarri e la Nord: il patto d’acciaio che scuote la Lazio

0
Maurizio Sarri parla alla squadra durante l'allenamento a Formello

Lazio-Milan non è stata solo una vittoria di campo. Il saluto di Sarri sotto la Curva con la sciarpa alzata consacra il tecnico come condottiero e baluardo della lazialità contro la crisi societaria.

L’Eroe con la Sciarpa: Il rito della Curva Nord

Poco prima del calcio d’inizio, l’Olimpico ha assistito a una scena dalla forza evocativa immensa. Come riportato dal Corriere dello Sport, Maurizio Sarri, brandendo una sciarpa biancoceleste e con la mano sul cuore, si è diretto sotto la Curva Nord per raccogliere l’abbraccio della sua gente. Non è stato un semplice saluto, ma un rito di consacrazione. In quel momento, “Mau” ha scelto definitivamente di essere laziale, elevandosi da semplice tecnico a condottiero autentico.

La risposta della Nord è stata una coreografia — scudo e spada — che raffigurava perfettamente il suo ruolo attuale: un combattente a baluardo della lazialità, l’unico punto di riferimento in un mare di confusione societaria.

“Sarri è diventato un padre, l’argine al disorientamento, lo scoglio su cui si infrange l’onda della crisi.”

Il “Martirio Sportivo” del Comandante

In 126 anni di storia, il popolo laziale ha sempre cercato rifugio in figure capaci di comprendere la sofferenza e l’orgoglio di questa maglia. Sarri è diventato questo: l’uomo che ha accettato il “martirio sportivo”, restando al comando nonostante un mercato bloccato e ambizioni ridotte al minimo dalla presidenza. È la statura dei grandi combattenti del passato, capaci di ribellarsi a un destino già scritto. Negli occhi di Sarri si sono rispecchiati 50.000 laziali, ritrovando in una sola notte la bellezza di una squadra che sembrava straziata.

La contestazione non si ferma: il bivio di Coppa e Derby

Se il legame con il tecnico è d’acciaio, quello con la società resta in frantumi. La Curva Nord, pur ringraziando Sarri per il gesto di vicinanza, ha ribadito che la protesta contro la gestione Lotito non si fermerà. Il piano è chiaro e doloroso: il tifo organizzato non entrerà in stadio per le partite di campionato casalinghe. Resta invece un’incognita pesante su due appuntamenti cruciali che potrebbero cambiare il senso della stagione: la semifinale di Coppa Italia e il Derby. Il popolo laziale ha scelto il suo condottiero, ma ha deciso di lasciare sola la società fino a quando non ci sarà un segnale di reale cambiamento.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Lazio e Libertà: la censura di Lotito spacca l’ambiente

0
Tifosi della Lazio in corteo con bandiere e fumogeni

Dallo stop alla scritta “Libertà” alla scomparsa dell’inno per motivi politici: il clima a Formello si fa pesante. Il muro contro muro tra società e tifosi rischia di diventare un danno d’immagine incalcolabile per il club.

La guerra dei comunicati: Verità vs Adnkronos

Il caso della coreografia “LIBERTÀ” in Tribuna Tevere continua a far discutere. La versione della società, affidata a una nota su Adnkronos, sostiene che il blocco sia stato deciso dalla Questura a causa di una difformità rispetto al bozzetto presentato due giorni prima. Una difesa che il tifo organizzato ha definito “goffa” e “infantile”.

https://youtu.be/SEvrJIR1-Vc

La prassi consolidata, infatti, vuole che le tifoserie presentino bozzetti generici per evitare “fughe di notizie” o risposte dalle fazioni avversarie (specialmente nei derby). Secondo la ricostruzione dei tifosi, il blocco sarebbe scattato solo quando il Presidente, scoprendo il contenuto della scritta a un’ora dal match, avrebbe fatto pressione per la rimozione. Il paradosso è evidente: censurare la parola “Libertà”, pilastro della nostra Costituzione, all’interno di uno stadio rappresenta un autogol d’immagine clamoroso, specialmente se l’ordine arriva da un Senatore della Repubblica.

La “lista nera”: anche l’inno finisce nel mirino

Ma la censura non si fermerebbe agli striscioni. Un altro caso inquietante riguarda la sparizione improvvisa di uno degli inni più amati della scorsa stagione. Il motivo del “taglio” dalle playlist ufficiali dello stadio sarebbe puramente politico: l’autore del brano avrebbe firmato la petizione online che chiede a Lotito di cedere il club o di investire seriamente.

Questo episodio, se confermato, delineerebbe un modus operandi basato sulla punizione del dissenso personale. Non si tratta più di sanzionare insulti o violenze, ma di colpire chiunque manifesti un’opinione contraria alla gestione societaria, arrivando a boicottare un’opera artistica gradita a tutto l’ambiente biancoceleste.

“È inutile pubblicare video motivazionali su Instagram inneggiando all’importanza dei tifosi, se poi si impedisce loro di manifestare in modo educato e civile.”

Un autogol politico e sociale

Mentre la squadra cerca faticosamente di risalire la china, la società sembra impegnata in una battaglia contro i propri sostenitori. Bloccare una coreografia legittima e non offensiva non fa che radicalizzare le posizioni di chi, fino a ieri, osservava la contestazione in modo neutrale.

Sorprende, inoltre, il silenzio istituzionale di Forza Italia di fronte ai comportamenti di un proprio esponente che sembrano collidere con i valori di libertà e democrazia tanto decantati dal partito. Se l’obiettivo di Lotito era spegnere il fuoco della protesta, l’effetto ottenuto è stato l’esatto opposto: la parola “Libertà” è stata tolta dai seggiolini, ma è diventata il nuovo grido di battaglia di un intero popolo.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Chelsea multato: 10,75 mln di sterline e mercato a rischio

0
Chelsea multato: 10,75 mln di sterline e mercato a rischio

Sanzione da 10,75 milioni di sterline per irregolarità finanziarie legate alla precedente gestione. La nuova proprietà evita il peggio grazie alla collaborazione, ma il mercato dei Blues resta sotto osservazione.

Le ragioni della sanzione: colpa del passato

La Premier League ha ufficializzato una pesante sanzione economica nei confronti del Chelsea: una multa di 10,75 milioni di sterline. La decisione arriva al termine di un’indagine su alcune irregolarità finanziarie risalenti a periodi precedenti di gestione del club. Si tratta di violazioni delle regole economiche della lega che sono emerse durante un processo di revisione interna, evidenziando discrepanze nei bilanci che non rispettavano i parametri del Fair Play Finanziario inglese.

Il “blocco sospeso”: un monito per il futuro

Oltre alla sanzione pecuniaria, il Chelsea ha ricevuto un provvedimento ancora più minaccioso: un blocco del mercato trasferimenti. Tuttavia, la Premier League ha deciso di rendere tale sanzione “sospesa”.

Cosa significa concretamente? Il club londinese potrà continuare a operare regolarmente nelle prossime sessioni di mercato, ma il blocco scatterà automaticamente qualora venissero riscontrate nuove violazioni delle norme finanziarie nel prossimo futuro. Una sorta di “cartellino giallo” istituzionale che obbliga la società a una gestione impeccabile dei conti per evitare il blocco totale delle entrate e delle uscite.

La strategia della nuova proprietà: trasparenza e collaborazione

Se il Chelsea è riuscito a evitare una penalizzazione in punti (come accaduto recentemente ad altri club come Everton o Nottingham Forest) o un blocco del mercato immediato, il merito va alla nuova proprietà. I dirigenti attuali hanno scelto la linea della piena collaborazione con le autorità della Premier League, segnalando spontaneamente le irregolarità riscontrate e fornendo tutta la documentazione necessaria.

Questo atteggiamento proattivo è stato valutato positivamente dagli inquirenti, che hanno così deciso per una pena più contenuta, riconoscendo la volontà del club di voltare pagina rispetto alla gestione precedente e di allinearsi ai nuovi standard di trasparenza economica richiesti dal calcio inglese.




Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Lazio-Milan 1-0: il capolavoro di Sarri e il muro di Gila

0
Lazio-Milan 1-0: il capolavoro di Sarri e il muro di Gila

Senza cinque titolari e con una rosa sulla carta inferiore, la Lazio schianta il Milan 1-0. Le intuizioni del Comandante, la velocità di Gila e il cuore di Patric regalano una notte di gloria che profuma di orgoglio laziale.

La lezione di Sarri: tattica e adattamento

In una serata che sembrava segnata dalle assenze pesanti (Rovella, Cataldi, Romagnoli e Basic su tutti), Maurizio Sarri ha tirato fuori dal cilindro una prestazione magistrale. Il tecnico biancoceleste ha vinto il duello tattico con Allegri, preparando una partita perfetta: non più il solito palleggio esasperato, ma una squadra capace di colpire in ripartenza sfruttando i lanci lunghi per scavalcare il centrocampo rossonero.

La mossa del giorno è stata senza dubbio Patric schierato come play davanti alla difesa. Lo spagnolo, con piedi da centrocampista e grinta da difensore, ha dato equilibrio e qualità, dimostrando che la “scuola spagnola” fa la differenza nella gestione del pallone. Una prestazione di cuore e intelligenza per un giocatore che, pur essendo stato poco utilizzato, si conferma un valore aggiunto per lo spogliatoio.

Isaksen e Taylor: qualità pura per il futuro

Tra i protagonisti assoluti brilla Gustav Isaksen. L’esterno danese ha messo costantemente in crisi la difesa del Milan, segnando il gol vittoria e dimostrando di avere le stimmate del grande giocatore. Sebbene pecchi ancora di lucidità nella giocata finale, il dato è tratto: Isaksen segna solo nelle partite che contano (Milan, Napoli, Juve, Atalanta). Gli manca solo la continuità mentale per diventare devastante.

A centrocampo, invece, brilla la stella di Kenneth Taylor. L’olandese è l’unico “giocatore fatto” in una rosa di scommesse. Qualità, visione di gioco e polmoni: Taylor ha lottato fino ai crampi, colpendo una traversa e gestendo ogni pallone con una naturalezza da veterano. È lui il prototipo di acquisto che la Lazio dovrebbe fare per tornare in Champions: giocatori pronti, non promesse da costruire.

Il muro Gila e il rimpianto del centravanti

In difesa, la palma di migliore in campo se la gioca Mario Gila. La sua velocità nei recuperi è l’unica vera polizza assicurativa di questa Lazio. In una società seria, il rinnovo di Gila sarebbe stato firmato negli spogliatoi subito dopo il fischio finale; il rischio, con la gestione Fabiani, è di perdere un difensore da Champions a prezzo di saldo.

L’unico vero rammarico resta l’assenza di un centravanti di peso. Daniel Maldini ha giocato una partita di sostanza, ma ha sprecato un’occasione colossale calciando addosso a Maignan, un errore che un Immobile dei tempi d’oro non avrebbe mai commesso. La Lazio paga una costruzione della rosa lacunosa, ma ieri l’orgoglio ha colmato ogni lacuna tecnica.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Tifo Lazio, il grido di Radio Laziale: “Censura miope, ma il vento non si ferma”

0
I tifosi della Lazio riuniti a Ponte Milvio prima del derby

I rappresentanti della Nord svelano i retroscena del divieto in Tribuna Tevere: “Minacce di diffida e denunce per una parola che non offendeva nessuno. Lotito ha paura della libertà”.

Il retroscena: autorizzazioni e minacce

Secondo quanto dichiarato dagli esponenti del tifo organizzato, la coreografia che prevedeva la scritta “LIBERTÀ” in Tribuna Tevere non è stata un’iniziativa estemporanea, ma il frutto di un lavoro immane che ha coinvolto centinaia di persone per allestire oltre 15.000 seggiolini.

“Non è che ci siamo inventati la scritta domenica pomeriggio. Il senso della coreografia era stato fatto capire alle autorità preposte, parafrasando il contenuto come da prassi. Eppure, un’ora prima del match, è arrivato il diktat: quella parola non andava bene.”

La decisione di rimuovere i cartoncini è arrivata solo a fronte di pressioni pesantissime. I tifosi hanno denunciato minacce di diffida (Daspo), denunce penali e multe esose. “Abbiamo tolto i cartoncini noi per evitare scontri; immaginate cosa sarebbe successo se fossero intervenuti gli steward a strapparli”, hanno ribadito ai microfoni della radio.

Uno stadio “elettrico” contro la censura

Nonostante il divieto, la serata ha dimostrato l’impatto del ritorno dei tifosi negli spalti dell’Olimpico. Il contrasto con il deserto delle partite precedenti è stato netto: un’aria “elettrica” che ha spinto la squadra di Sarri verso un successo fondamentale contro i rossoneri.

Tuttavia, il clima di festa è stato avvelenato da quella che viene definita un’azione “miope” della società. I rappresentanti del tifo hanno paragonato l’accaduto ad altri episodi controversi del passato, come quelli legati alla memoria di Vincenzo Paparelli, sottolineando come la censura non faccia altro che aumentare il rumore del dissenso.

“L’hai tolta dai seggiolini, ma la parola ‘libertà’ l’abbiamo tutti in testa. Il divieto fa più rumore del silenzio. Con questa società non si può parlare: come puoi dialogare con chi ti vieta di scrivere ‘libertà’?”

Il futuro della protesta

L’intervento a Radio Laziale ha confermato la linea dura: il ritorno allo stadio per il Milan è stato un “ultimo atto d’amore” per dimostrare cosa può essere l’Olimpico, ma il muro contro muro con la presidenza Lotito è più solido che mai. La gestione della coreografia in Tevere viene vista come la prova definitiva dell’impossibilità di una convivenza pacifica tra l’attuale dirigenza e la sua tifoseria.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Censura all’Olimpico: vietata la scritta “Libertà” in Tribuna Tevere

0
Il presidente della Lazio Claudio Lotito intervistato dai giornalisti

Incredibile episodio a un’ora da Lazio-Milan: la società blocca la coreografia del tifo organizzato. La dura reazione degli Ultras: “Non si ferma il vento con le mani”.

Il blitz della discordia

Doveva essere un ultimo atto d’amore coreografico, una dimostrazione di orgoglio e identità prima di lasciare gli spalti deserti fino a fine stagione. Invece, la Tribuna Tevere è rimasta “muta”. Secondo quanto denunciato dal tifo organizzato attraverso i propri canali social, a soli sessanta minuti dall’inizio del match è arrivato il divieto assoluto di esporre la parola “LIBERTÀ”, che avrebbe dovuto comporsi lungo tutto il settore.

L’imposizione ha colto di sorpresa i ragazzi impegnati nell’allestimento, scatenando una reazione immediata e durissima. Il gesto viene letto come l’ennesimo atto di forza di una dirigenza che, invece di cercare il dialogo, sembra voler silenziare ogni forma di espressione non allineata.

Il comunicato del tifo organizzato: “Un senatore vieta la libertà”

La nota diffusa sui social non usa mezzi termini e punta direttamente il dito contro il Presidente e Senatore della Repubblica, Claudio Lotito. La critica è feroce e sottolinea il paradosso tra il ruolo istituzionale ricoperto dal patron biancoceleste e la decisione di censurare una parola dal valore universale.

“Incredibile come un senatore della Repubblica italiana vieti l’apparizione sugli spalti di una parola così importante e così legata ai valori che tanto decanta e che dovrebbe difendere. Non si ferma il vento con le mani!”

Il tifo organizzato ha inoltre lanciato un appello a tutti i presenti in Tribuna Tevere, chiedendo di testimoniare l’accaduto e inviare segnalazioni private su quanto visto e sentito durante le operazioni di rimozione delle lettere che avrebbero dovuto formare la scritta.

Un clima sempre più pesante

L’episodio si inserisce in un contesto di rottura ormai totale. Se la vittoria contro il Sassuolo era stata accolta con un silenzio deprimente, la serata contro il Milan — che doveva rappresentare una tregua temporanea — si è trasformata nell’ennesima dimostrazione di un distacco incolmabile.

La censura della coreografia “Libertà” rischia di essere il punto di non ritorno. Se l’obiettivo societario era quello di evitare polemiche, l’effetto ottenuto sembra essere l’esatto opposto: un’ondata di sdegno che unisce non solo la Curva, ma gran parte della tifoseria laziale, indignata per quello che viene considerato un attacco diretto ai diritti di espressione dei tifosi.




Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Sarri tra orgoglio e realismo: “Stagione difficile, ma la squadra c’è”

0
Maurizio Sarri pensieroso durante l'intervista post-partita di Lazio-Milan a DAZN.

La vittoria contro il Milan ha restituito alla Lazio tre punti e, soprattutto, l’abbraccio del suo popolo. Tuttavia, Maurizio Sarri mantiene i piedi ben saldi a terra. Nonostante l’euforia per il gol di Isaksen, il tecnico ha voluto sottolineare quanto questa partita sia stata influenzata da fattori emotivi straordinari.

Il rammarico tattico: “Dovevamo chiuderla”

Analizzando il match, Sarri ha evidenziato un limite che spesso ha condizionato la sua Lazio in questa stagione: la mancanza di cinismo.

“Abbiamo fatto un primo tempo dove potevamo aumentare il numero dei gol. Se abbiamo una responsabilità, è quella. Nel secondo tempo era normale soffrire di più.”

Il tecnico ha poi precisato di non voler usare questa gara come benchmark per il futuro: “Non la prenderei come punto di riferimento. Eravamo troppo galvanizzati dal ritorno del pubblico, è un metro di paragone che non regge col quotidiano”.

Lo sfogo: “La stagione più difficile”

Le parole più forti sono arrivate quando si è toccato il tema della gestione del gruppo e dell’ambiente. Sarri ha ammesso che il clima di quest’anno ha messo a dura prova la sua tenuta:

  • Il carattere: “Ho fatto un applauso alla squadra. Potevano sfaldarsi e invece continuano ad allenarsi bene. A livello caratteriale ci siamo.”
  • Le difficoltà: “È la stagione più difficile per tantissimi motivi. Forse non della carriera, ma ci siamo vicini.”

Il messaggio alla società e ai tifosi

Non è mancata una frecciata indiretta alla dirigenza in merito al rapporto con la piazza. Sarri spera che l’atmosfera elettrica di stasera abbia colpito non solo lui, ma anche “loro” (riferendosi ai tifosi sperando in un loro ripensamento).

“Rispetto la decisione dei tifosi. La loro presenza stasera era una tantum, e spero che questa atmosfera abbia colpito tutti.”

Un chiaro segnale che, nonostante la vittoria, la frattura tra la tifoseria e la presidenza rimane un tema centrale che nemmeno tre punti contro il Milan possono oscurare del tutto.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Isaksen nel cuore della Lazio: “Atmosfera incredibile, vittoria per i tifosi”

0
Gustav Isaksen dolorante in campo si tocca l'inguine con la maglia della Lazio

Non poteva esserci serata migliore per Gustav Isaksen. Il suo graffio al 27′ del primo tempo ha deciso il big match dell’Olimpico, regalando alla Lazio la seconda vittoria consecutiva e un’iniezione di fiducia vitale. Al triplice fischio, l’autore del gol è intervenuto ai microfoni di DAZN per raccontare le emozioni di una notte vissuta finalmente davanti a uno stadio gremito.

Il ritorno dell’abbraccio dell’Olimpico

Il primo pensiero di Isaksen è andato proprio al pubblico, dopo settimane di tensioni e spalti semivuoti:

“Questa sera c’era un’atmosfera incredibile, i tifosi ci sono mancati tanto, oggi è stato bellissimo”.

Parole che sanno di riconciliazione tra la squadra e la piazza, in una serata dove la spinta dell’Olimpico è stata il dodicesimo uomo in campo per resistere agli assalti finali del Milan.

Un gruppo d’acciaio

Interpellato sul rapporto con i compagni e sull’affetto che l’ambiente gli sta dimostrando, il danese non ha avuto dubbi:

  • Il feeling con lo spogliatoio: “Tutti mi vogliono bene? Sono tutti bravi ragazzi, mi aiutano ogni giorno”.
  • La dedica: “Questa vittoria è per loro e per i tifosi”.

La crescita di Isaksen è lo specchio di una Lazio che, nonostante le difficoltà societarie e il “giallo” delle coreografie bloccate in Tribuna Tevere, sta trovando nel rettangolo verde le risposte che Sarri cercava. Con una difesa che regge e un attacco che punge, l’Europa è tornata prepotentemente nel mirino.

Per rivedere gli highlights del match e il gol partita, è possibile consultare i canali ufficiali della Lega Serie A.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Giallo all’Olimpico: sparita la parola “Libertà”, è scontro totale

0
Striscione del tifo organizzato della SS Lazio durante la contestazione alla società
Il tifo organizzato della Lazio ribadisce la linea dura contro la presidenza: nessun tavolo di confronto con Claudio Lotito.

Mentre la Curva Nord offriva il solito spettacolo di colori, in Tribuna Tevere si è consumato un episodio che rischia di incendiare ulteriormente il rapporto tra la tifoseria e Claudio Lotito. Secondo diverse indiscrezioni raccolte a ridosso del fischio d’inizio di Lazio – Milan, era prevista una seconda scenografia che avrebbe dovuto mostrare a caratteri cubitali la parola “Libertà”.

Cartoncini rimossi? La ricostruzione

Stando alle prime ricostruzioni, il messaggio – chiaramente legato alla “liberazione” della società dalla gestione attuale – non sarebbe stato gradito ai vertici biancocelesti. La società sarebbe intervenuta tempestivamente per bloccare l’iniziativa, disponendo la rimozione dei cartoncini dai seggiolini della Tevere poco prima dell’ingresso delle squadre in campo.

Il segnale della riuscita del “blocco” è apparso evidente durante l’inno: solo pochissimi spettatori sono riusciti ad alzare i fogli che erano scampati alla rimozione, lasciando la tribuna praticamente spoglia rispetto all’impatto visivo previsto.

Aria di tempesta

Se il coinvolgimento diretto della società venisse confermato, ci troveremmo di fronte a un atto di rottura senza precedenti, che andrebbe a pesare su un clima già tesissimo, nonostante l’importante vittoria ottenuta sul campo contro il Milan. La redazione sta lavorando per ottenere conferme ufficiali o smentite, ma il tam-tam sui social dei sostenitori laziali è già partito all’insegna della rabbia.

Una notte speciale per il risultato, ma che lascia uno strascico amaro fuori dal rettangolo verde.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Lazio – Milan: la notte della “Lazialità” premia Sarri

0
Gustav Isaksen esulta dopo il gol del vantaggio in Lazio-Milan all'Olimpico.

Una serata iniziata con il fiato sospeso per le condizioni della rosa e terminata con un boato liberatorio. La Lazio batte il Milan 1-0 e lo fa con una prestazione che va oltre il semplice dato tecnico: è stata la vittoria del gruppo, della resilienza e di un feeling mai così forte tra Maurizio Sarri e il suo pubblico.

Primo Tempo: Dominio e il graffio di Isaksen

L’avvio della Lazio è feroce. Dopo una traversa colpita proprio da Isaksen (azione poi viziata da un tocco di braccio), i biancocelesti continuano a spingere. Anche il neo-blindato Kenneth Taylor (fresco di rinnovo con bonus fedeltà) va vicinissimo alla gioia personale stampando un destro terrificante contro il legno dopo una splendida sponda di Maldini.

Al 27′, l’episodio che decide il match: Marusic vede il corridoio per Gustav Isaksen, l’esterno danese vince il duello fisico con Estupinan e con freddezza batte Maignan sul palo lontano. L’Olimpico esplode. Prima dell’intervallo, Maldini ha sui piedi la palla del raddoppio, ma calcia addosso al portiere rossonero.

Secondo Tempo: Difesa di ferro e brivido finale

Nella ripresa la Lazio non rinuncia a giocare, trascinata da uno straripante Nuno Tavares sulla fascia sinistra. Allegri prova a cambiare l’inerzia inserendo forze fresche come Fullkrug e Nkunku, ma la retroguardia guidata da Gila e dall’ottimo Provstgaard regge l’urto.

Il finale è concitato: il Milan trova il pareggio con Athekame, ma l’arbitro Guida annulla immediatamente per un evidente controllo di mano del difensore e di Fullkrug. Dopo i minuti di recupero e i cartellini gialli per perdite di tempo a Motta e Pedro, arriva il triplice fischio. La Lazio balla sotto la curva, Sarri sventola la sciarpa: l’impresa è servita.

Per consultare la classifica aggiornata e i prossimi impegni, visita il sito ufficiale della Lega Serie A.


Tabellino Ufficiale: Lazio – Milan 1-0

Marcatori: 28′ Isaksen (L)

LAZIO (4-3-3): Motta; Marusic, Gila, Provstgaard, Nuno Tavares; Dele-Bashiru, Patric, Taylor (90′ Belahyane); Isaksen (67′ Pedro), Maldini (67′ Dia), Zaccagni (83′ Cancellieri). All.: Maurizio Sarri.

MILAN (3-5-2): Maignan; Tomori (58′ Athekame), De Winter, Pavlovic; Saelemaekers (86′ Ricci), Fofana (66′ Nkunku), Modric, Jashari, Estupinan (58′ Bartesaghi); Pulisic, Leao (66′ Fulkrug). All.: Massimiliano Allegri.

Arbitro: Marco Guida (sez. Torre Annunziata). Note: Ammoniti: Estupinan (M), Motta (L), Tavares (L), Pedro (L), Patric (L).



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Lazio – Milan, Provstgaard a DAZN: “I tifosi sono la nostra carica”

0
Oliver Provstgaard difensore della SS Lazio prima della sfida contro il Milan
Oliver Provstgaard analizza il big match contro il Milan e il lavoro svolto in settimana con Sutalo.

A pochi minuti dal fischio d’inizio del big match tra Lazio e Milan, valido per la 29ª giornata di Serie A, il difensore biancoceleste Oliver Provstgaard ha preso la parola ai microfoni di DAZN. Il giovane centrale, confermato titolare da Maurizio Sarri, ha sottolineato l’importanza del supporto del pubblico in una sfida così delicata.

Provstgaard L’importanza del pubblico e l’occasione da titolare

Nonostante il clima di contestazione che ha caratterizzato le ultime uscite, Provstgaard ha voluto mettere l’accento sull’energia che arriva dagli spalti: “È una partita importantissima per noi perché ci sono i nostri tifosi, loro ci danno tanta carica per fare una bella gara”.

Sulla sua crescita personale e sulla fiducia concessagli dal tecnico dopo l’ultima vittoria contro il Sassuolo, il difensore ha aggiunto: “Io gioco quando il mister mi vuole in campo, sono felice di cogliere questa opportunità in una gara così importante”.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Lazio – Milan, le ufficiali: la notte di Daniel Maldini

0
Formazioni ufficiali Lazio Milan: Daniel Maldini titolare nella sfida dell'Olimpico.

Il momento della verità è arrivato. Allo Stadio Olimpico va in scena il big match della 29ª giornata di Serie A tra la Lazio di Maurizio Sarri e il Milan di Massimiliano Allegri. Una sfida che profuma di Europa e che mette di fronte due filosofie opposte, in un clima reso ancora più elettrico dalla contestazione della tifoseria biancoceleste contro la presidenza e che sarà presente per l’ultima volta.

Le scelte: Sarri lancia la sfida, Maldini titolare

La notizia più attesa è confermata: Daniel Maldini parte dal primo minuto. Il giovane trequartista, arrivato a gennaio e già decisivo, affronta per la prima volta da laziale il club che rappresenta la storia della sua famiglia. Sarri si affida al solito 4-3-3, ma con una sorpresa a centrocampo: Patric avanza nel trio mediano insieme a Dele-Bashiru e al blindatissimo Kenneth Taylor. In attacco, spazio a Isaksen e Zaccagni a supporto del “figlio d’arte”.

Il Milan di Allegri risponde col 3-5-2

Allegri non si nasconde e schiera un Milan solido e tecnico. Difesa a tre con l’ex De Winter, mentre in mezzo al campo brilla la stella di Luka Modric. Davanti, la coppia esplosiva formata da Leão e Pulisic promette scintille per la difesa guidata da Gila e Romagnoli.

LAZIO (4-3-3): Motta; Marusic, Gila, Provstgaard, Tavares; Dele-Bashiru, Patric, Taylor; Isaksen, Maldini, Zaccagni. All.: Sarri.

MILAN (3-5-2): Maignan; Tomori, De Winter, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana, Modric, Jashari, Estupiñán; Leão, Pulisic. All.: Allegri.


Dove vedere Lazio – Milan in TV e Streaming

La sfida dell’Olimpico, calcio d’inizio ore 20:45, è l’evento clou del weekend. Ecco tutte le opzioni per non perdersi un minuto:

  • In chiaro: Grande novità per questa giornata, il match sarà trasmesso gratuitamente su DAZN (previa registrazione).
  • TV: La partita è visibile su DAZN (tramite smart TV o console) e sui canali Sky Sport (201 e 251 del satellite).
  • Streaming: Potrai seguire Lazio – Milan in streaming su tablet, smartphone e pc tramite le app di DAZN, Sky Go e NOW.

Per tutti gli aggiornamenti in tempo reale sul campionato e le statistiche ufficiali, è possibile consultare il sito della Lega Serie A.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Il salvataggio della Lazio 2004: la storia completa

0
Il salvataggio della Lazio 2004: la storia completa

Era l’estate del 2004 e il destino della S.S. Lazio sembrava già scritto sulle lapidi del tribunale fallimentare. Claudio Lotito, allora un imprenditore romano quasi sconosciuto al grande pubblico del calcio, definì la situazione con parole che sono rimaste scolpite nella memoria collettiva: “Ho trovato una società in coma irreversibile, era un funerale”. Non si trattava di una semplice esagerazione retorica. La Lazio stava affogando in una voragine di oltre trecento milioni di euro di perdite, trascinata nel baratro dal crollo dell’impero Cirio di Sergio Cragnotti.

Il salvataggio del club non fu solo un’operazione finanziaria, ma una vera e propria partita a scacchi giocata nelle stanze del potere politico. Da una parte c’era l’immobiliarista Piero Tulli, sostenuto dalla Banca Capitalia e vicino agli ambienti del centrosinistra capitolino. Dall’altra emerse con forza Claudio Lotito, spinto dall’ala del centrodestra. La leggenda narra di una telefonata notturna decisiva da parte dell’allora premier Silvio Berlusconi: “Claudio, dammi una mano”. Quella chiamata cambiò la storia. Il 19 luglio, alle ore 15:09 — a una manciata di minuti dalla scadenza ultima per l’iscrizione al campionato — partì il bonifico da 18,2 milioni di euro. La Lazio era viva, anche se ancora attaccata alle macchine.

Rianimato il paziente, restava però da sconfiggere il mostro più grande: un debito verso l’Erario da 140 milioni di euro. Senza un accordo con lo Stato, il salvataggio sarebbe stato inutile. Lotito fece allora una mossa da maestro, tanto geniale quanto controversa, tirando fuori dal cassetto una legge del 2002 che permetteva transazioni fiscali in casi di crisi aziendale. Dopo dieci mesi di trattative estenuanti e pressioni di piazza, arrivò la firma su un accordo senza precedenti: il debito sarebbe stato ripagato in ventitré anni. La notizia scatenò un putiferio politico, con la Lega Nord che protestava duramente contro quello che veniva considerato un “regalo” ai biancocelesti, coniando lo slogan sprezzante “Lazio fallita, Padania salvata”.

Tuttavia, avere i conti in ordine non significava avere una squadra di calcio. A poche settimane dal via della Serie A, la rosa era stata smantellata e contava appena una decina di giocatori. Fu così che si arrivò a un altro momento leggendario: il 31 agosto 2004. In una folle corsa contro il tempo durata appena nove ore, Lotito acquistò nove giocatori in un solo giorno. Tra questi c’erano Tommaso Rocchi, che sarebbe diventato una bandiera, e i gemelli Filippini. Era una squadra nata dall’emergenza, eppure capace di stabilizzarsi e ridare dignità sportiva ai colori biancocelesti.

A distanza di oltre vent’anni, quell’operazione rimane un mix pazzesco di finanza, sport e alta politica. C’è chi vede in Lotito il salvatore della patria e chi un abile operatore capace di muoversi tra le pieghe del potere legislativo. Una cosa è certa: la Lazio è uscita dal coma proprio in quelle ventiquattr’ore frenetiche, scrivendo uno dei capitoli più incredibili e discussi del calcio italiano.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

L’antidoto di Lotito contro il “mal di pancia”: ecco la cassaforte di Kenneth Taylor

0
Josip Sutalo e i calciatori della Lazio in campo per il riscaldamento di Juventus Lazio all'Allianz Stadium

Dimenticate le vecchie promesse o le strette di mano: per evitare nuovi casi di “fuggi fuggi” invernale, la Lazio ha deciso di passare alle maniere forti (ed economiche). Il caso scuola di questa nuova strategia porta il nome di Kenneth Taylor. Il centrocampista olandese, sbarcato a Formello a gennaio dall’Ajax e diventato subito il fulcro della squadra di Maurizio Sarri, è il primo a beneficiare di una clausola mai vista prima nell’era Lotito: il bonus fedeltà.

Un contratto a prova di tentazione

Secondo quanto trapelato dalle indiscrezioni de Il Messaggero, la permanenza di Taylor nella Capitale è stata blindata con un meccanismo a premi crescenti. Il metronomo ex Ajax ha firmato un accordo lunghissimo, con scadenza 2030, che prevede una struttura salariale a scalare:

  • Fase 1 (prossimo biennio): uno stipendio base di 3,2 milioni lordi.
  • Fase 2 (biennio successivo): un ritocco che porterà l’ingaggio a 3,4 milioni.

Il “premio permanenza”: 190mila euro a semstre

La vera notizia, però, è il meccanismo pensato per disincentivare le valigie pronte. Taylor riceverà un extra di 190.000 euro ogni sei mesi. La particolarità? Questo bonus scatterà esattamente a settembre e febbraio, ovvero nei giorni immediatamente successivi alla chiusura delle finestre di mercato.

In pratica, ogni volta che Taylor deciderà di non ascoltare le sirene estere e restare tesserato con la Lazio, riceverà un assegno per la sua lealtà. Una mossa che punta a stabilizzare i pilastri della rosa, garantendo a Sarri la continuità tecnica necessaria per competere ad alti livelli in Serie A.

Resta da capire se questa “cura Lotito” verrà estesa anche ad altri big in fase di rinnovo o se Taylor resterà l’eccezione dorata di un mercato che ha visto troppi addii dolorosi.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Stadio Flaminio, l’iter prosegue: il Comune chiede integrazioni alla Lazio

0
Progetto Stadio Flaminio Lazio: i documenti dell'iter burocratico in Comune.

Il cammino per la nuova casa della Lazio prosegue, ma non senza i classici “stop and go” della burocrazia romana. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, la Conferenza dei servizi preliminare non è ancora stata ufficialmente aperta. Il progetto si trova attualmente nella delicata fase della “completezza documentale”, un passaggio tecnico fondamentale per blindare la fattibilità dell’opera prima di entrare nel vivo delle votazioni.

Le richieste del Comune e i 60 giorni decisivi

Il club biancoceleste ha ricevuto dal Comune di Roma la richiesta di alcune integrazioni al Piano di fattibilità tecnico-economica (Pfte). Solo una volta inviati e verificati questi documenti, potrà scattare la Conferenza dei servizi preliminare. Da quel momento, si aprirà una finestra di 60 giorni prevista dalla legge durante la quale altri soggetti potrebbero, teoricamente, presentare proposte alternative (ipotesi che al momento resta però molto remota).

Il percorso è già stato tracciato di comune accordo tra la società di Claudio Lotito e le istituzioni, nonostante le recenti perplessità sollevate dal mondo dell’architettura sulla compatibilità dei vincoli.

Il cronoprogramma: quando iniziano i lavori?

Se tutto dovesse filare liscio, la tabella di marcia prevede tappe serrate:

  • Entro 2-3 mesi: Chiusura delle procedure preliminari, pubblicazione del verbale e voto dell’Assemblea Capitolina per la dichiarazione di pubblico interesse.
  • Fase 2: Presentazione del Pfte completo, della convenzione e del piano economico-finanziario.
  • Gara d’appalto: Una volta approvato il progetto definitivo, serviranno circa 120 giorni per la gara di affidamento dei lavori.
  • Cantiere: Tra la firma del contratto e il primo colpo di piccone passerà circa un altro mese.

L’obiettivo della Lazio resta quello di accelerare il più possibile, ma il rispetto dei tempi tecnici imposti dal Codice degli Appalti e dalle tutele monumentali dell’area Flaminio sarà la vera sfida dei prossimi mesi.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Lazio, il mistero della maglia “pulita”: 14 anni senza sponsor tra strategia e autogol

0
Sponsor Lazio, Claudio Lotito, Main Sponsor Lazio, Binance Lazio, Marketing Serie A, Brand Value Lazio, Bilancio Lazio.

Perché un club di Serie A rinuncia a milioni di euro ogni stagione? Analisi della dottrina economica di Claudio Lotito: tra la difesa del brand e il limite di una comunicazione rimasta al secolo scorso.

Il numero dell’anomalia: 14 su 21

C’è un dato che racconta la gestione di Claudio Lotito meglio di mille parole: 14. Sono le stagioni, sulle 21 totali della sua presidenza, in cui la Lazio è scesa in campo senza un main sponsor sulla maglia. In un calcio moderno dove ogni centimetro di tessuto viene venduto al miglior offerente, la Lazio rappresenta un’eccezione quasi unica a livello europeo.

Non si è trattato di una serie di sfortunati eventi, ma di una scelta precisa. Ma come si può definire “strategica” la rinuncia volontaria a decine di milioni di euro?

La Dottrina Lotito: “Meglio soli che svenduti”

Per capire il ragionamento del patron biancoceleste bisogna tornare al concetto di valore percepito. La filosofia di Lotito è semplice: accettare un’offerta al ribasso svaluta il marchio a tempo indeterminato.

Se la Lazio accettasse uno sponsor da 2 o 3 milioni di euro, comunicherebbe al mercato globale di valere quella cifra. La “Dottrina Lotito” prevede invece di lasciare la maglia immacolata in attesa del “giusto riconoscimento” economico. L’esempio della Ferrari è calzante: se vendi una Ferrari al prezzo di un’utilitaria, il mercato penserà che sia rotta. Lotito preferisce tenerla in garage piuttosto che svenderla.

[Image of football marketing revenue comparison between top clubs]

Tra legge e scommesse: il caso Marathon Bet e Binance

La storia degli sponsor nell’era Lotito è andata a singhiozzo. Dopo gli anni iniziali coperti da accordi ereditati (Parmacotto), si è passati attraverso lunghi deserti interrotti da fiammate improvvise:

  • Marathon Bet: Un accordo da 5 milioni annui, naufragato non per scelta del club ma per l’entrata in vigore del Decreto Dignità, che ha vietato le sponsorizzazioni legate al betting.
  • Binance: La scommessa vinta. Nel 2021, il colosso delle criptovalute ha portato nelle casse oltre 30 milioni di euro in un triennio. Per Lotito è stata la prova del nove: l’attesa, secondo lui, aveva pagato.

Il circolo vizioso: il limite della mediocrità

Tuttavia, c’è un rovescio della medaglia pesantissimo. Se l’idea di non svalutare il brand è corretta in linea teorica, nella pratica la Lazio si è infilata in un vicolo cieco. Per attirare brand internazionali che paghino come una “Ferrari”, bisogna comportarsi da Ferrari.

La Lazio oggi sconta tre carenze fondamentali che ne bloccano l’internazionalizzazione:

  1. Comunicazione carente: Il marketing biancoceleste è fermo a logiche locali. La mancanza di un sito web e di contenuti strutturati in inglese (e altre lingue) taglia fuori il mercato globale.
  2. Assenza dello Stadio di Proprietà: Senza un’infrastruttura moderna, il valore commerciale del club resta ancorato ai soli diritti TV.
  3. Appealing Internazionale: Senza investimenti attivi nell’immagine, è difficile convincere un colosso mondiale a investire cifre top su una squadra che comunica poco e male con l’estero.

Conclusione: un danno da milioni

Quello che era nato come un atto di protezione del brand si è trasformato, in 15 anni (contando l’attuale stagione), in un danno economico colossale. Milioni di euro persi che avrebbero potuto finanziare il calciomercato o le infrastrutture. La Lazio è vittima di un paradosso: ha una visione economica da grande club, ma una struttura comunicativa da società mediocre. Finché questo gap non verrà colmato,



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Gravina vs Lotito: La Guerra dei Troni che decide il futuro del calcio

0
Gravina vs Lotito: la guerra per il potere nel calcio

Non è solo una faida personale, è lo scontro tra due visioni inconciliabili del potere. Dai tamponi Covid al dossieraggio, ecco come la sfida tra il “Riformatore” e il “Senatore” sta ridisegnando il sistema sportivo italiano.

Le origini: dall’alleanza al tradimento

Tutto ha inizio nel 2018. All’epoca, Claudio Lotito fu tra i grandi elettori di Gabriele Gravina alla presidenza della FIGC. Sembrava l’inizio di un asse di ferro, ma l’illusione durò poco. Lotito si aspettava un alleato che proteggesse lo status quo dei club; Gravina, invece, ha rivelato quasi subito un’agenda centralizzatrice e riformatrice che puntava a togliere peso politico ai singoli presidenti per darlo alla Federazione.

I campi di battaglia: 2021, l’anno della rottura

La tensione, latente per anni, è esplosa nel 2021 su due fronti legali che hanno trasformato il confronto in una guerra pubblica:

  1. Il Caso Tamponi: Uno scontro procedurale senza precedenti. Gravina escluse Lotito da una riunione federale appellandosi a una squalifica pendente. La replica legale di Lotito fu sprezzante, definendo la mossa “un errore da matita blu”.
  2. La Cessione della Salernitana: Promossa in Serie A ma di proprietà di Lotito. Gravina impose una vendita rapidissima, applicando le regole del conflitto d’interessi con una rigidità che il patron biancoceleste interpretò come un attacco frontale mirato a colpirlo nel patrimonio.

Indice di Liquidità: la spaccatura ideologica

Il conflitto si è poi spostato sulle regole del gioco finanziario. Al centro della contesa è finito l’indice di liquidità.

  • Per Gravina: Uno strumento necessario per garantire che i club non falliscero e abbiano i conti in ordine.
  • Per Lotito: Una “camicia di forza” burocratica che limita la libertà d’investimento dei proprietari, un’ingerenza inaccettabile nell’autonomia delle società private.

LEGGI ANCHE Gabriele Gravina: l’Architetto del Potere tra Trionfi e Abissi

Qui è emersa la vera differenza: da una parte l’istituzionalismo (regole rigide centrali), dall’altra l’autonomia della Serie A. Lotito ha risposto portando la battaglia in Senato, riuscendo a far approvare emendamenti che hanno restituito peso decisionale alla Lega. Il presidente della Lega Casini ha riassunto il concetto con lo slogan: “No taxation without representation”.

Dal dossieraggio al Plebiscito

La fase più oscura della faida è quella recente: lo scandalo dossieraggio. Un’inchiesta su presunte attività di spionaggio per screditare Gravina ha portato quest’ultimo a coniare il termine sprezzante di “Lotitismo”, accusando il rivale di una cultura del potere basata sul fango.

Nonostante gli attacchi, la risposta del sistema è stata un segnale di forza per Gravina, rieletto nel 2025 con il 99% dei voti. Di contro, Lotito ha compiuto una mossa da stratega: dopo 15 anni non si è ricandidato al Consiglio Federale. Non è una resa, ma uno spostamento delle truppe: Lotito ha capito che la sua vera forza oggi è politica e legislativa, più che sportiva.

Conclusione: Chi vincerà?

La guerra per il futuro del calcio italiano è lungi dall’essere conclusa. Da una parte un Gravina blindato dal consenso istituzionale, dall’altra un Lotito che muove le leve del potere politico a Roma. Chi avrà la meglio? La risposta non riguarda solo due nomi, ma il destino della Lazio e di tutto il movimento calcistico nazionale.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Gabriele Gravina: l’Architetto del Potere tra Trionfi e Abissi

0
Gabriele Gravina: la scalata al potere nel calcio italiano

Dalla favola Castel di Sangro al trono della FIGC: come un manager di provincia ha scalato il sistema calcio, sopravvivendo a due fallimenti mondiali e blindando una leadership che oggi appare assoluta.

Il naufragio del 2017: l’anno zero del calcio italiano

Tutto ha inizio dalle macerie di quella notte di San Siro nel novembre 2017. L’Italia fuori dai Mondiali non era solo un fallimento sportivo, ma il crollo di un intero sistema politico. Con le dimissioni di Carlo Tavecchio, la Federazione precipitò in una paralisi istituzionale senza precedenti, vittima di veti incrociati tra Leghe, calciatori e allenatori. In quel caos, mentre la nave del calcio italiano affondava senza bussola, emergeva la figura di Gabriele Gravina.

Non era un politico di palazzo, ma un manager che portava con sé il “miracolo” Castel di Sangro: la prova vivente che con programmazione e sostenibilità si potesse battere il gigantismo economico.

La scalata: dallo scacco matto al plebiscito

Il percorso di Gravina verso la vetta è un vero thriller politico. Il primo tentativo di elezione nel gennaio 2018 finì nel nulla: il 60% di schede bianche fotografò un sistema bloccato. Seguì il commissariamento, ma dietro le quinte Gravina tesseva la sua tela. In soli nove mesi, riuscì a unire le fazioni in guerra, presentandosi come l’uomo della stabilità.

LEGGI ANCHE Gravina vs Lotito: La Guerra dei Troni che decide il futuro del calcio

Il risultato fu storico: eletto con il 97,2% dei voti. Il suo programma, “A Vele Spiegate”, prometteva riforme profonde sulla giustizia sportiva e sulla sostenibilità economica. Ma la realtà si sarebbe rivelata un’altalena emotiva pazzesca.

Luci e Ombre: Il paradosso di un leader intoccabile

La gestione Gravina è un unicum nella storia del nostro sport, caratterizzata da picchi altissimi e baratri profondi:

  • I Successi: Il trionfo a Euro 2020, il passaggio al professionismo per il calcio femminile e il rilancio delle nazionali giovanili.
  • I Fallimenti: L’atroce esclusione dai Mondiali 2022 (la seconda consecutiva) e le tensioni mai sopite con la Lega Serie A.

Come ha fatto a sopravvivere a critiche che avrebbero travolto chiunque? La risposta sta nella sua abilità di stratega politico. Mentre in Italia veniva attaccato, Gravina costruiva un potere immenso all’estero, scalando i vertici della UEFA fino a diventare Vicepresidente. Questo prestigio internazionale lo ha reso, di fatto, intoccabile in patria.

“L’eredità di Gravina non si misurerà solo sui trofei, ma sulla capacità di aver trasformato la FIGC in una macchina di potere centrale e riformata.”

La riforma dello Statuto e il controllo totale

La mossa definitiva è stata la riforma dello Statuto federale. Cambiando i pesi interni e garantendo più autonomia (ma anche più responsabilità) alla Serie A, Gravina ha blindato il consenso dei club più potenti. La tabella delle sue rielezioni parla chiaro: dal 73% del 2021 (momento di massima frattura con i dilettanti) si è arrivati al plebiscito del 99% nel 2025.

Conclusione: Manager o Politico?

Gabriele Gravina lascia un’eredità complessa. È stato l’architetto della rinascita europea, ma anche il presidente di due Mondiali guardati dal divano. È stato un manager d’azienda applicato al calcio, ma soprattutto un politico sopraffino capace di riscrivere le regole mentre la partita era in corso. Il futuro del nostro calcio dipenderà dalla solidità di quelle riforme strutturali che, nel bene o nel male, portano la sua firma indelebile.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO
Banner 160x60_1
Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Popolari