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Lazio, la Coppa Italia è l’unica via: realistiche le chance?

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Coppa Italia obiettivo primario per la Lazio?

Siamo soltanto a inizio dicembre, ma i primi tre mesi di stagione hanno già delineato un quadro molto chiaro della situazione in casa Lazio. Dopo la sconfitta di San Siro contro il Milan, i biancocelesti si ritrovano lontanissimi dalla zona Champions e, fatto ancora più preoccupante, a cinque punti dal settimo posto, attualmente occupato dalla Juventus. Una distanza che pesa moltissimo, soprattutto perché maturata dopo appena tredici giornate.

Il calendario offre ancora molte possibilità per recuperare terreno, ma la classifica parla chiaro e impone riflessioni serie. Nel post-partita, Maurizio Sarri è stato esplicito: «In questa stagione la Lazio non ha una verità di classifica». Una frase che fotografa bene un momento in cui il campionato sembra già scivolato fuori controllo. E allora la domanda è inevitabile: quale può essere il vero obiettivo della Lazio 2024/25?

La Coppa Italia come strada più concreta per tornare in Europa

Guardando la classifica e analizzando le prestazioni, la Coppa Italia appare la competizione più abbordabile — o quantomeno la più breve — per centrare un obiettivo europeo. Sono passati sei anni dall’ultimo trofeo vinto dalla Lazio (la Coppa Italia 2019), un digiuno che pesa tanto sulle ambizioni quanto sull’identità del club.

Sarri lo sa bene: vincere la Coppa Italia significherebbe tornare in Europa League, evitando il rischio concreto di restare completamente fuori dalle competizioni internazionali.

La struttura della Coppa, pur essendo criticata da anni, favorisce le squadre di Serie A: poche partite, tutte ravvicinate e spesso davanti al proprio pubblico. Ma se i turni sono pochi, la difficoltà è altissima.

Un percorso breve… ma contro solo big

Il cammino biancoceleste non è semplice. La Lazio debutta giovedì contro il Milan, una squadra superiore sulla carta e in classifica. In caso di passaggio del turno, l’avversario sarebbe la vincente di Bologna–Parma.
E poi, eventualmente, una semifinale contro Juventus o Atalanta. Infine, in caso di arrivo in finale, una tra Inter, Napoli o Roma.

Insomma: poche partite, ma tutte ad altissimo livello.

Molto dipenderà – come sempre nella Coppa Italia – dall’approccio delle avversarie. L’anno scorso, per esempio, la Lazio dominò e batté 3-1 il Napoli campione d’Italia: ma Conte schierò molte seconde linee perché il vero obiettivo era il campionato. Se il Milan giovedì dovesse scendere in campo con i titolari e con l’ambizione di andare avanti, la sfida diventerebbe complicatissima. Se invece ci fosse turnover pesante, il discorso cambierebbe.

La semifinale può ribaltare gli scenari

Le semifinali, previste tra marzo e aprile, rappresentano il punto in cui le motivazioni possono modificare gerarchie e valori.
La Juventus, ad esempio, potrebbe trovarsi fuori dalla corsa Champions e puntare tutto sulla Coppa Italia.
L’Atalanta è storicamente una squadra che interpreta questa competizione fino in fondo, soprattutto nelle stagioni con meno margini in campionato.

Tutto ciò rende il percorso della Lazio un mix di opportunità e difficoltà.

La Lazio ha meno da perdere delle altre

Nonostante le premesse non siano favorevoli, la Lazio ha una caratteristica che può pesare molto: nella partita secca può battere chiunque. Lo ha dimostrato con la Juventus, lo ha dimostrato contro il Milan.
Nel giorno giusto, con gli uomini giusti, la squadra di Sarri è in grado di ribaltare qualsiasi pronostico.

Realisticamente, recuperare cinque punti su Juventus, Bologna e Como entro maggio è complicato. Molto complicato.
La Coppa Italia, pur essendo difficile, è il percorso più rapido e con meno variabili.

E allora la domanda finale è obbligata:
la Lazio deve puntare tutto sulla Coppa Italia? Può davvero arrivare in finale?

La risposta è nelle prossime settimane. E nelle scelte degli avversari.



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🎧 Audio VAR Milan-Lazio: Svelato il Dialogo Collu-Di Paolo. “C’è Fallo Prima del Mani… per me…”

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L'arbitro Collu al monitor del VAR durante Milan-Lazio sta decidendo se assegnare il rigore per fallo di mano di Pavlovic o fallo in attacco di Marusic.
Fonte: Goal.com - Dazn

Il post-partita di Milan-Lazio è stato incandescente, con il silenzio stampa della società biancoceleste e la furia per il rigore negato nel recupero. A distanza di giorni, l’episodio è stato analizzato durante l’ultimo appuntamento di Open Var su DAZN, svelando l’audio integrale tra l’arbitro Collu e il VAR Di Paolo.

La decisione di non concedere il penalty per il tocco di braccio di Pavlovic (inizialmente non visto dal campo) nasce da una dinamica complessa: il tocco di mano era da rigore, ma l’arbitro ha ravvisato un fallo precedente di Marusic.

📺 Il VAR Di Paolo: “Ti consiglio OFR, Pavlovic allarga il gomito”

Dalla Sala VAR, Di Paolo inizialmente ha dei dubbi sulla posizione del braccio del difensore rossonero, ma dopo aver rivisto le immagini cambia idea e richiama l’arbitro al monitor.

SALA VAR: “È possibile fallo di mano? Sto guardando… Qui la mano però sta attaccata… Eh insomma, no, è un po’ così. E il pallone sta andando lì. Dobbiamo vedere l’APP (Attacking Possession Phase, ndr)… Lui (Pavlovic) allarga un po’ il gomito, un pochino il movimento lo fa. Te la devo far rivedere. Ti consiglio una OFR per un possibile calcio di rigore. È un tiro in porta… Pavlovic allarga anche un po’ il gomito”.

🖥️ La Decisione di Collu: “C’è la Maglia Tirata”

Arrivato al monitor per la On Field Review, l’attenzione dell’arbitro Collu si sposta immediatamente non sul tocco di mano (che sembra dare per assodato), ma su ciò che accade un istante prima: il contatto tra Marusic e Pavlovic.

COLLU: “Punto di contatto di Pavlovic. Lui va in opposizione col gomito, aspetta un attimo. Però c’è il fallo di Marusic che lo trattiene prima del fallo di mano“.

SALA VAR: “Ti faccio vedere la dinamica allora, ok? Così lo valuti tu”.

COLLU: “Fammi vedere anche la tempistica di Marusic che trattiene… Perfetto, c’è la maglia tirata dai. Io fischio fallo per la difesa. Mi segui?”

⚖️ Il Dubbio Finale del VAR

Interessante notare come, nel finale del dialogo, dalla Sala VAR sembri emergere un leggero disaccordo o quantomeno una perplessità sull’entità del fallo di Marusic, pur rispettando la decisione di campo dell’arbitro.

SALA VAR: “Sì, ti sto seguendo. È una tua decisione”. COLLU: “Ok, io spiego anche che c’è il fallo di mano, ma c’è il fallo prima”. SALA VAR: “Lui sta davanti però secondo me, comunque è una scelta sua. Per me non può essere”.

Una frase enigmatica (“Per me non può essere”) che lascia intendere come la valutazione dell’intensità della trattenuta sia stata totalmente soggettiva dell’arbitro Collu, chiudendo di fatto le porte al rigore che avrebbe potuto cambiare la storia del match.


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🔄 Lazio-Milan di Coppa: Sarri tra Turnover e Dubbi. Chance per Mandas e Castellanos?

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Probabili formazioni Lazio Atalanta: i giocatori in campo allo Stadio Olimpico per il match di Coppa Italia.
Maurizio Sarri in panchina all’Olimpico: il tecnico annuncia che resterà fino a giugno, ma chiede risposte e investimenti alla società.

Formello è un cantiere aperto. A soli due giorni dalla sfida di Coppa Italia contro il Milan (giovedì ore 21:00, Stadio Olimpico), Maurizio Sarri è alle prese con una vera e propria inondazione di dubbi. Dopo la sconfitta in campionato a San Siro, il tecnico biancoceleste medita una rivoluzione ragionata: la formazione è indecifrabile e i ballottaggi riguardano praticamente ogni ruolo, dal portiere al centravanti.

La posta in palio è alta e non permette calcoli errati:

“Bisognerà fare i conti anche con l’importanza della partita: attraverso la Coppa Italia si può arrivare in Europa“.

🧤 Porta e Difesa: Mandas Scalpita, Hysaj Disponibile

La prima grande novità potrebbe arrivare tra i pali. Christos Mandas spera in una chance dal primo minuto: fin qui il greco non ha mai giocato, ma la corsa con il titolarissimo Provedel è apertissima e si deciderà solo nella rifinitura di mercoledì.

In difesa, la parola d’ordine potrebbe essere “rifiatare”. Gila, Romagnoli e Marusic, stacanovisti nell’ultimo periodo, potrebbero lasciare spazio. Scalpitano Patric e il giovane Provstgaard al centro. Sulle fasce, Lazzari insidia Marusic, mentre a sinistra il duello è tra Pellegrini e Nuno Tavares. Da notare che Hysaj è arruolabile (in Coppa Italia non ci sono le limitazioni di lista della Serie A).

⚙️ Centrocampo e Attacco: Emergenza e Staffetta

A centrocampo le scelte sono quasi obbligate in regia, viste le assenze di Rovella e Cataldi.

  • Regia: Toccherà quasi certamente a Vecino.
  • Mezzali: Uno tra Guendouzi e Basic potrebbe riposare per smaltire le fatiche di San Siro. Al loro posto è pronto Dele-Bashiru, apparso pimpante nello spezzone di sabato.

In attacco, tutti gli occhi sono puntati sul numero 9. Taty Castellanos spera in una maglia da titolare a discapito di Dia, per guidare l’assalto alla difesa rossonera. Anche sulle corsie laterali è bagarre totale: Pedro e Noslin cercano spazio e insidiano le titolarità di Isaksen e Zaccagni.


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🎟️ Lazio-Milan di Coppa: Volano i Biglietti, l’Olimpico si Riempie per la Rivincita

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Tifosi della Lazio festanti in Tribuna Monte Mario con sciarpe biancocelesti.
Scopri le ultime novità sulla partita fondamentale della Lazio e le agevolazioni per i tifosi al Domenicale Olimpico! L'obiettivo? Raggiungere quota 40.000 spettatori!

L’attesa per la sfida di Coppa Italia contro il Milan sta montando ora dopo ora in casa Lazio. Giovedì sera, allo Stadio Olimpico, non ci sarà solo in palio il passaggio del turno, ma anche la voglia di riscatto sportivo dopo la bruciante sconfitta subita pochi giorni fa a San Siro in campionato. La notizia più importante, però, è il grande ritorno del pubblico laziale sugli spalti, pronto a riempire nuovamente lo stadio dopo la protesta dell’ultimo turno.

📈 I Numeri: Già oltre 37.000 Presenze Assicurate

La prevendita sta viaggiando a ritmi sostenuti. Secondo quanto riporta la rassegna stampa odierna (fonte Corriere dello Sport), i biglietti venduti per la gara di giovedì hanno già toccato quota 7.500. Un dato che, come sottolinea il quotidiano, è destinato a crescere ulteriormente nelle prossime ore, spinto dalla voglia di rivincita immediata contro i rossoneri.

A questo numero, va aggiunta la base solida dello zoccolo duro biancoceleste: i 29.918 abbonati. Il primo turno casalingo di Coppa Italia, infatti, era compreso nel pacchetto stagionale. Sommando i dati, l’Olimpico ha già assicurato oltre 37.000 presenze, con l’obiettivo di superare quota 40-45mila per creare una bolgia.

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🦅 Mercato Lazio, il piano di Sarri: 4 colpi e il “caso” Dele-Bashiru

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Formazioni ufficiali Lecce Lazio Serie A 2026 Maurizio Sarri

Le idee a Formello in vista del mercato di gennaio sembrano finalmente chiare. Maurizio Sarri ha tracciato la linea e la società cercherà di accontentarlo per quanto possibile nelle prossime settimane. La priorità resta fare cassa attraverso le cessioni per sbloccare l’indice di liquidità, e proprio sul fronte uscite si sta aprendo un caso interno riguardante Fisayo Dele-Bashiru.

🔄 Il Nodo Dele-Bashiru: Sarri lo Scarica, Fabiani Frena

Il centrocampista nigeriano, appena reinserito in lista al posto di Hysaj dopo il lungo infortunio, è considerato uno dei principali indiziati a lasciare la Capitale. Secondo quanto riporta Il Messaggero, Sarri lo ha messo sul mercato: il giocatore non rientra nel suo progetto tecnico a lungo termine.

Tuttavia, la situazione non è così lineare. Sempre secondo il quotidiano romano, il direttore sportivo Angelo Fabiani non vorrebbe cederlo, creando una potenziale divergenza di vedute tra area tecnica e dirigenza. Nel frattempo, il giocatore partirà per la Coppa d’Africa con la Nigeria subito dopo la sfida contro il Bologna, complicando ulteriormente eventuali trattative invernali.

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Noslin tra dubbi e mercato: la Lazio riflette sul futuro, mentre torna il nome di Ivan Ilić

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Giocatori della Lazio in cerchio allo Stadio Olimpico prima del match.

Il destino di Tijjani Noslin continua a essere uno dei temi più caldi del mercato biancoceleste. L’attaccante olandese, arrivato la scorsa stagione tra molte aspettative, è in discussione ormai dalla scorsa estate, quando la Lazio aveva seriamente valutato la possibilità di cederlo. L’operazione non si concretizzò per una ragione semplice: con il mercato bloccato, Lotito e Fabiani non avevano alternative reali da inserire in rosa. Così Noslin è rimasto, più per necessità che per convinzione.

Adesso, a distanza di mesi, il suo nome torna ad agitare le cronache di mercato. La situazione è fluida, in divenire, e sarà inevitabilmente influenzata dalle dinamiche in uscita e dai pochi margini economici del club. Nel frattempo, l’attaccante ha provato a mandare un segnale importante: nello spezzone contro il Lecce è arrivato finalmente il gol, il primo dopo un periodo complicato fatto di poche occasioni e tanta panchina. Un lampo che potrebbe ridare fiducia a lui, ma anche stimolare riflessioni a Formello.

Negli ultimi giorni Noslin è stato accostato con insistenza al Torino. Tuttavia, la realtà è meno lineare di come viene raccontata. Il club granata ha altre priorità sul mercato di gennaio e, al momento, non ha programmato un affondo concreto per il giocatore. La possibile pista si riaprirebbe soltanto in caso di cessione di un attaccante, un evento che al momento non è scontato. È un dossier che resta aperto, ma non imminente. Tutto rimandato, dunque.

In questa trama di mercato torna a circolare un nome che da anni aleggia intorno alla Lazio: Ivan Ilić. Il centrocampista serbo, oggi al Torino, è un vecchio pallino di Maurizio Sarri. Le sue qualità erano state individuate già nell’estate del 2022, quando il tecnico — valutando una possibile uscita di Luis Alberto — aveva chiesto con forza il suo acquisto. L’affare sfumò, il “Mago” rimase a Roma e il Torino si inserì prendendo Ilić dal Verona dopo una trattativa ben costruita.

Oggi Ilić non è considerato incedibile dai granata, ma di certo non verrà lasciato partire a prezzo di saldo. Il Torino non ha intenzione di svendere un giocatore giovane, tecnico e con ancora grande margine di crescita. Per questo motivo l’operazione, allo stato attuale, appare complessa per una Lazio che, prima di ogni discorso, deve vendere e liberare spazio nella lista.

Il possibile incrocio Noslin–Ilić rimane quindi più una suggestione che una trattativa reale. Da un lato la Lazio valuta se cedere l’attaccante per ottenere un margine operativo; dall’altro il Torino osserva, senza esporsi, mentre protegge un giocatore a cui non è disposto a rinunciare facilmente. Sarà gennaio, con i suoi incastri e i suoi imprevisti, a raccontarci la verità.

Quel che è certo è che la Lazio si avvicina alla prossima finestra di mercato con molti interrogativi e pochissime certezze. La situazione economica non concede margini, il rendimento della squadra richiede interventi mirati e il malcontento dell’ambiente rende ogni scelta più pesante. Noslin, Ilić, le cessioni, i vincoli della lista: tutto è collegato. E per capire cosa accadrà davvero, servirà attendere ancora.



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Primavera in caduta libera: la Lazio crolla a Bergamo e sprofonda in zona playout

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Lazio Primavera ancora ko: sesta gara senza vittorie e quinto ko consecutivo.

La crisi sembra non avere fine. La Lazio Primavera esce ancora una volta sconfitta, questa volta dal campo dell’Atalanta, e continua a scivolare pericolosamente verso il fondo della classifica. A decidere la sfida sono state le reti di Baldo e Cakolli, che hanno consegnato ai bergamaschi una vittoria meritata e condannato la squadra di Stefano Punzi al terzultimo posto, in piena zona playout. Un dato che pesa come un macigno sull’ambiente biancoceleste e rende evidente quanto il momento sia delicato.

Per la Lazio si tratta del quinto ko consecutivo, un filotto negativo che certifica una crisi profonda, sia sotto il profilo tecnico che mentale. La squadra non riesce più a trovare ritmo, gioco, entusiasmo e soprattutto risultati. Sei gare senza vittoria sono un segnale allarmante per una formazione che solo pochi mesi fa aveva chiuso la scorsa stagione con una salvezza conquistata con carattere e personalità. Oggi, invece, sembra aver perso fiducia, brillantezza e identità.

Anche contro l’Atalanta, una delle squadre più organizzate e moderne del panorama giovanile italiano, la Lazio ha mostrato limiti ormai cronici: difficoltà nel creare pericoli, poca incisività sotto porta, errori individuali che finiscono per pesare come macigni. La Dea ha approfittato di una difesa biancoceleste fragile e di un centrocampo incapace di imporre ritmo, controllando la partita con grande autorità.

Il vantaggio di Baldo ha indirizzato il match, mentre il raddoppio di Cakolli ha messo la parola fine sulla sfida, frutto dell’ennesima disattenzione difensiva, un tema ricorrente in questa triste striscia negativa. La reazione dei ragazzi di Punzi, pur generosa nella ripresa, non è mai sembrata davvero in grado di invertire il destino dell’incontro.

La classifica ora fa paura. Con la squadra precipitata al terzultimo posto, la zona playout non è più una minaccia, ma una realtà. E la sensazione è che la Lazio debba ritrovare unità, convinzione e soprattutto risultati per evitare di trasformare una crisi sportiva in una stagione da incubo.

Serve una scossa, serve ritrovare gioco e personalità, serve cambiare passo. La Primavera biancoceleste deve reagire adesso, prima che il campionato diventi una salita troppo ripida da scalare. Il potenziale non manca, ma occorre ritrovare fiducia e ordine. La speranza è che questo momento complicato possa rappresentare l’occasione per rimettere in moto un gruppo giovane, talentuoso, ma oggi troppo fragile. Il tempo però non è infinito, e la classifica non aspetta.



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L’illusione del ‘top player arbitrale’ e il silenzio della Lazio

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Prima ancora di parlare dell’ennesimo episodio arbitrale ai danni della Lazio, bisogna fare un passo indietro. Bisogna tornare all’estate scorsa, quando in pieno mercato bloccato i sostenitori più fedeli alla linea societaria si affrettavano a difendere Lotito parlando di un grande acquisto. Non si trattava di un calciatore, perché di soldi per fare mercato non ce n’erano. No, l’investitura riguardava Riccardo Pinzani, nuovo club referee manager, figura chiamata a gestire i rapporti tra la Lazio e il mondo arbitrale. Per settimane ci è stato ripetuto che sarebbe stato “il top player dell’estate”, l’uomo che avrebbe cambiato tutto, perché ben introdotto tra gli arbitri di Serie A e Serie B.

Una favola. Lo era allora ed è ancora più evidente oggi. Pensare che l’arrivo di un dirigente possa magicamente impedire torti arbitrali è un atto di ingenuità, o molto più semplicemente un tentativo di difendere la società a prescindere dalla realtà. Pinzani non aveva — e non ha — alcun potere per indirizzare gli episodi. E infatti, appena iniziato il campionato, la narrazione si è dissolta: gli episodi contrari alla Lazio sono tornati puntuali come sempre.

Ma per capire la profondità del problema serve fare un altro passo indietro. A Open Var, lunedì scorso, il designatore Gianluca Rocchi ha espresso parole durissime sulla presunta simulazione di Isaksen in Lazio–Lecce: “L’episodio mi infastidisce”. Una frase pesante, anzi gravissima. Mai, in anni di dichiarazioni, Rocchi aveva detto di essere “infastidito” da una caduta di McKennie, da uno dei mille tuffi di Saelemaekers o dalle sceneggiate di Lautaro Martínez. L’unico che lo ha fatto irritare — guarda caso — è un giocatore della Lazio.

E qui emerge il vero problema: la Lazio non ha difeso se stessa. Una società seria, una società strutturata come Inter, Milan o Juventus, dopo quelle dichiarazioni avrebbe immediatamente mandato un dirigente in ogni redazione possibile, avrebbe preteso spiegazioni e ricordato al pubblico che, nell’azione del gol del Lecce, il VAR avrebbe dovuto rivedere un possibile fallo su Basic, proprio come lo scorso anno aveva annullato un gol a Rovella dopo un check di un minuto intero su un contatto nella metà campo opposta. Invece? Silenzio. Nessuna nota ufficiale. Nessuna presa di posizione. Nessuna difesa del proprio calciatore.

Quel silenzio ha preparato il terreno a quanto accaduto a Milano. Dopo le parole di Rocchi, l’odore dell’episodio negativo era forte. E infatti, contro il Milan, si è materializzato puntualmente: il clamoroso rigore non concesso al 95’, con Pavlović che colpisce la palla col braccio largo, dopo check al monitor, è stato trasformato in un fallo di Marusic. Un’inversione logica rara, un episodio che avrebbe meritato la protesta feroce di una società viva. Invece? Ancora silenzio. Nessun dirigente a fine gara. Nessuna voce forte. Nessun comunicato. La Lazio ha lasciato parlare gli altri, regalando spazio a chi sosteneva che “non era rigore”. Perché se la Lazio non difende sé stessa, perché dovrebbero farlo i media?

Nel 2025, il silenzio non è eleganza. È resa. È dire implicitamente: “Va bene così”. È permettere che la narrazione diventi quella degli avversari. È accettare che l’arbitro abbia ragione. È rinunciare al proprio ruolo. E questo, più di ogni torto arbitrale, è il fallimento della gestione Lotito.

La Lazio non ha una struttura dirigenziale all’altezza. Non c’è nessuno con autorevolezza e peso mediatico in grado di tutelare il club nei momenti critici. Nessuno che alzi la voce come avrebbero fatto Zoff, Paglia o Governato ai tempi di Cragnotti. Allora sì che la Lazio veniva rispettata. Perché aveva figure credibili, ascoltate, capaci di incidere. Oggi no. Oggi c’è un presidente solo, impegnato nelle sue guerre personali che ricadono sulla squadra, e una dirigenza senza ruolo, incapace di difendere i colori biancocelesti.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Una Lazio derubata a Milano, una squadra lasciata sola, un ambiente sempre più frustrato e un club che non reagisce nemmeno davanti all’evidenza. Per questo, prima ancora degli errori in campo, la responsabilità più grave è di chi dovrebbe proteggere la Lazio e invece sceglie il silenzio. E se questo è il prezzo della gestione attuale, allora sì, è legittimo chiedere che Lotito faccia un passo indietro. Per restituire alla Lazio dignità, peso istituzionale e rispetto.




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Milan–Lazio, decisione choc al 95’: perché era rigore tutta la vita

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Milan–Lazio, decisione choc al 95’: perché era rigore tutta la vita
Milan–Lazio, decisione choc al 95’: perché era rigore tutta la vita

Ieri sera, a Milano, la partita AC Milan–S.S. Lazio si è conclusa con un risultato che non rispecchia ciò che si è visto in campo. Sullo 0-1, con il tempo già quasi scaduto, una chiara occasione da rigore per la Lazio è stata incredibilmente negata: il fallo di mano di Strahinja Pavlović nell’area rossonera — richiamato dal VAR e sottoposto a revisione — non è stato sanzionato con il penalty che avrebbe potuto riequilibrare il match. La decisione dell’arbitro Giuseppe Collu ha mandato su tutte le furie tifosi, squadra e società. E quel fischio finale non solo ha deciso il risultato, ma rischia di rafforzare l’idea — purtroppo consolidata — che per la Lazio la giustizia in campo sia una chimera.

Il fallo di mano di Pavlović nei secondi finali di Milan–Lazio accende una nuova bufera arbitrale: immagini chiare, decisione inspiegabile e un’altra ferita alla credibilità della Serie A.

Nei minuti finali, Pavlović devia un cross con il braccio. Il Var interviene, Collu va al monitor, ma poi fischia punizione per il Milan: motivazione ufficiale, un presunto fallo di Marusic su Pavlović. Nonostante le immagini parlino chiaro, viene negato il rigore.

La reazione non si è fatta attendere. La società Lazio — in silenzio stampa — ha comunque pubblicato un video dell’azione, accompagnato da un messaggio diretto: «Le immagini parlano per noi». I giocatori, nel dopo-gara, hanno manifestato rabbia e incredulità; i tifosi biancocelesti si sono riversati sui social chiedendo giustizia.

Ma c’è di più: l’episodio non è un caso isolato. Da tempo, ogni match contro determinate squadre — Milan, Juve, Inter — sembra destinato a generare polemiche arbitrali, con la Lazio sempre “punita” mentre le altre ottengono benefici. Non si tratta più di coincidenze, ma di un pattern consolidato che mina la credibilità del calcio italiano. E quando un rigore viene negato al 95′ — l’unico che può davvero cambiare la partita — non si può parlare di errore marginale ma di matrimonio tra sport e ingiustizia.

Qualcuno dirà che il rigore non è automatico: ok, il braccio è largo, l’intervento è evidente — ma prima di discutere se la Lazio avrebbe trasformato il penalty, la regola dice che il fallo va assegnato. Io dico: fallo, punto. Poi magari Magnan lo para — come fece contro la Roma. Ma se non dai il penalty, non ci sono “ma”. E invece a Milano non l’hanno nemmeno concesso.

E la tendenza negativa della Lazio non si esaurisce con una sola serata. Nel corso della stagione ci sono stati altri episodi dubbi, rigori non concessi, gol annullati — sempre a scapito della stessa squadra. La favoletta che “alla fine pro e contro si pareggiano” cade di fronte ai numeri: raramente la Lazio è beneficiata quanto lo è stata penalizzata.

Quel 29 novembre 2025 passerà alla storia non per il gol di Rafael Leão — la rete che ha dato la vittoria al Milan — ma per quello che non è stato concesso. Se davvero il calcio italiano vuole difendere un minimo di credibilità, servono risposte forti: dalle istituzioni arbitrali, dalla direzione del campionato, da chi ha il compito di garantire equità.

E mi aspetto che il presidente degli arbitri — chiamato in causa da giorni — scenda dal piedistallo: che dica con chiarezza, senza giri di parole, che quel rigore era netto. Che ammetta l’errore, che dia un segnale forte. Perché ogni volta che succede un episodio come questo senza conseguenze, il calcio perde un pezzo di anima.

Alla Lazio resta l’amarezza, la consapevolezza di aver avuto ragione — e la certezza che, anche stavolta, è stata derubata. Ma resta anche l’orgoglio: di chi non smetterà di denunciare questo sistema, di chi continuerà a chiedere giustizia per la propria squadra, per i propri tifosi.



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Tra elogio e polemica: la Lazio e il rigore non fischiato a San Siro

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L'arbitro Collu al monitor del VAR durante Milan-Lazio sta decidendo se assegnare il rigore per fallo di mano di Pavlovic o fallo in attacco di Marusic.
Fonte: Goal.com - Dazn

«Ci dispiace non andare in sala stampa, questa sera le immagini parlano per noi». Con queste parole la Lazio ha commentato, sui propri canali social, il rigore non concesso a San Siro nella sconfitta contro il Milan. Il club ha diffuso anche il video del fallo di mano di Pavlović, non sanzionato dall’arbitro Collu in seguito a un precedente contatto tra Marusic e lo stesso difensore rossonero.

La società biancoceleste ha così scelto il silenzio stampa, lanciando al contempo una frecciatina all’AIA. Un atteggiamento che stride con quanto accaduto solo pochi mesi fa, quando — dopo la sconfitta con l’Inter e le polemiche di Sarri, che aveva provocatoriamente proposto di «noleggiare gli arbitri all’estero» — la Lazio aveva diffuso un comunicato dai toni opposti, dichiarando che «il lavoro dell’arbitro non ha in alcun modo influenzato l’andamento della partita né il risultato finale».

Aldilà delle scelte comunicative opinabili, Lazio dovrà riflettere attentamente sui prossimi passi, per evitare decisioni che possano danneggiare la sua immagine.



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Milan 1-0 Lazio, le pagelle

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Referee Giuseppe Collu during the Serie A soccer match between Milan and Lazio at the San Siro Stadium in Milan , north Italy - Saturday , November 29 , 2025. Sport - Soccer . (Photo by Spada/LaPresse

La Lazio cade per la seconda volta a San Siro e perde la possibilità di accorciare le distanze con la Juventus.

LAZIO (4-3-3): Provedel 5.5; Marusic 6, Gila, Romagnoli 6, Pellegrini 6.5 (85` Nuno Tavares SV); Guendouzi 6, Vecino 6- (62` Dele-Bashiru 6), Basic 6 (85` Noslin SV); Isaksen 5.5 (70` Pedro 6), Dia 4 (62` Castellanos 5.5), Zaccagni 7. | All.: Maurizio Sarri



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🔇 Furia Lazio a San Siro: Rigore Negato nel Finale, la Società Impone il Silenzio Stampa

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Alessio Romagnoli Lazio Sarri dimissioni

Il sipario su Milan-Lazio cala tra le polemiche più roventi. Non è la sconfitta di misura a tenere banco, ma quanto accaduto nei caotici minuti finali di recupero a San Siro. La direzione di gara dell’arbitro Collu e la gestione del VAR hanno mandato su tutte le furie l’intero ambiente biancoceleste, portando la società a prendere una decisione drastica e immediata: silenzio stampa totale.

📺 L’Episodio dello Scandalo: Pavlovic e il VAR

Il punto di non ritorno si è toccato nei minuti di recupero. Un evidente tocco di braccio del difensore milanista Pavlovic all’interno della propria area di rigore sembrava il preludio all’assegnazione di un penalty solare per la Lazio.

Tuttavia, l’arbitro Collu, dopo una revisione al monitor (che ha peraltro scatenato una rissa e l’espulsione di Allegri, come raccontato nella cronaca), ha incredibilmente deciso di non assegnare il calcio di rigore. Una scelta che ha lasciato increduli Maurizio Sarri, i calciatori in campo e la dirigenza presente allo stadio.

🚫 La Reazione del Club: Nessuno Parla

La rabbia per quello che viene percepito come un grave torto arbitrale è tracimata immediatamente dopo il triplice fischio. La società ha deciso di dare un segnale fortissimo di protesta.

Come riportato dal canale ufficiale Lazio Style Channel, il club ha deciso di non far rilasciare nessuna intervista nel post gara. Dunque, né Maurizio Sarri né alcun calciatore si presenteranno ai microfoni delle tv e dei giornalisti. Un silenzio stampa che urla tutto il dissenso della Lazio verso una direzione di gara ritenuta decisiva in negativo per le sorti del match.


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🎙️ Fabiani nel Pre-Milan: “Mercato? Lotito ci ha Rassicurato. Insigne? Problema Over”

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Il Direttore Sportivo della Lazio Angelo Fabiani durante una conferenza stampa o intervista.
"Dopo la sconfitta contro il Bologna, la Lazio sceglie il silenzio stampa, ma Angelo Fabiani si assume la responsabilità di commentare gli errori della squadra. Leggi le sue parole e la decisione di evitare commenti negativi."

A pochi minuti dal fischio d’inizio di Milan-Lazio, il Direttore Sportivo biancoceleste Angelo Fabiani è intervenuto ai microfoni di DAZN e Sky Sport per fare il punto sulla situazione del club, toccando i temi caldi del calciomercato di gennaio, il futuro dei big e il sogno Stadio Flaminio. Le sue parole confermano il vertice tenutosi durante la sosta e la volontà della società di accontentare Maurizio Sarri.

💰 Mercato di Gennaio: Ok del Presidente, Sarri ha Indicato i Ruoli

Fabiani ha confermato l’incontro decisivo avvenuto durante la sosta per le nazionali:

“Durante la sosta… abbiamo avuto un lungo colloquio con presidente e mister, abbiamo fatto valutazioni circa il discorso del mercato di gennaio. Abbiamo chiesto al mister i calciatori funzionali al progetto, per rinforzare ulteriormente e dare sempre più impulso a un progetto nuovo e partito da zero”.

La notizia più importante per i tifosi riguarda la disponibilità economica. Nonostante le voci su un mercato a saldo zero, il DS ha rassicurato: “Il presidente ci ha rassicurato sul poter fare mercato”. L’obiettivo è chiaro: individuare i ruoli indicati da Sarri per far crescere la squadra.

🛡️ Cessioni Big: “Non Cederemo i Pezzi Migliori”

In un progetto di ricostruzione, la società ha ribadito la ferma volontà di non smantellare la rosa.

Cercheremo di trattenere i pezzi migliori, così come voluto da Sarri, perché altrimenti andremmo in controtendenza con quanto detto, cioè che siamo partiti da zero in un percorso di due o tre anni… La volontà di tutti è di non cedere i pezzi migliori”.

❓ Il Caso Insigne e il Nodo “Over”

Riguardo al nome caldo di Lorenzo Insigne, Fabiani ha raffreddato gli entusiasmi, evidenziando una problematica tecnica legata alle liste e alle normative FIGC:

“Insigne va inquadrato in una logica degli Over, anche in base alle ultime normative della FIGC. Bisogna fare delle valutazioni perché, se in rosa hai già degli Over che non possono giocare diventa un problema, perché Insigne è un altro Over. Durante il mercato vediamo gli spazi quali sono gli spazi di manovra per gli Over”.

🏟️ Stadio Flaminio: “Interlocuzioni in Corso, il Sogno si Può Realizzare”

Infine, una battuta sul progetto dello Stadio Flaminio, che sembra procedere:

“La proprietà sta lavorando da diverso tempo… So che ci sono delle interlocuzioni tra la società e il Comune di Roma, stanno andando avanti sul progetto e credo che questo sogno si possa realizzare davvero”.


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⚽ Milan-Lazio 1-0: Leao Decide il Big Match. Finale Rovente con VAR e Rissa

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Mattia Zaccagni in azione con la maglia della Lazio.
ROME, ITALY - SEPTEMBER 19: Mattia Zaccagni of SS Lazio controls the ball during the Serie A match between SS Lazio and Cagliari Calcio at Stadio Olimpico on September 19, 2021 in Rome, Italy. (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

La Lazio cade a San Siro in una notte segnata dalle polemiche. Il Milan si impone per 1-0 grazie alla rete di Rafael Leao all’inizio della ripresa, in una gara vibrante che ha visto i biancocelesti sfiorare più volte il vantaggio nel primo tempo. Il finale è incandescente: l’arbitro Collu, dopo un lungo check al VAR nel recupero, nega un rigore alla Lazio per un presunto tocco di mano di Pavlovic, scatenando una rissa che porta all’espulsione del tecnico rossonero Massimiliano Allegri.

⏱️ Primo Tempo: Lazio Vicina al Gol, Maignan Decisivo

Sarri conferma il tridente con Dia falso nove, affiancato da Isaksen e Zaccagni. L’avvio della Lazio è bruciante. Già al 2′, sugli sviluppi di una punizione, Gila sfiora il vantaggio di testa, ma un provvidenziale Maignan devia in angolo. La squadra di Sarri gioca bene e crea pericoli: al 13′ una bella combinazione Zaccagni-Basic-Isaksen libera il danese al tiro, ma il portiere francese è ancora attento.

Al 17′ è Marusic a provarci di testa su cross di Basic, ma Maignan si conferma insuperabile. Al 32′ l’occasione più clamorosa: Zaccagni si trova a un passo dal gol, ma l’intervento dell’estremo difensore rossonero è ancora una volta miracoloso. Il primo tempo si chiude a reti inviolate, con una Lazio che avrebbe meritato il vantaggio.

💥 Secondo Tempo: La Zampata di Leao e il Finale Caotico

La ripresa inizia senza cambi, ma il copione cambia al 52′. Il Milan passa in vantaggio con un’azione tambureggiante sulla destra: accelerazione di Tomori e palla per Leao, che si fa trovare pronto e batte Provedel da pochi passi per l’1-0.

Sarri prova a scuotere i suoi con una girandola di cambi: dentro Dele-Bashiru, Castellanos, Pedro, Noslin e Tavares. La Lazio si riversa in avanti alla ricerca del pari. Al 71′ Castellanos ha una buona chance ma non trova la porta. Il Milan si difende, anche con le maniere forti (ammoniti Tomori, Gabbia e Ricci), e sfiora il raddoppio ancora con Leao, fermato da Provedel.

📺 Il Recupero Shock: VAR, Rissa ed Espulsione

Il recupero è infinito e drammatico. Al 95′ l’episodio chiave: presunto tocco di mano di Pavlovic in area rossonera. L’arbitro Collu viene richiamato al monitor dal VAR Di Paolo. L’attesa è lunghissima e la tensione a bordo campo esplode. Al 97′ Allegri viene espulso per proteste veementi mentre si accende una rissa tra le panchine. Dopo un check interminabile, al 100′, l’arbitro comunica la sua decisione: non ci sono gli estremi per il rigore.

La gara si trascina fino al 103′, con l’ammonizione di Zaccagni per nervosismo, prima del triplice fischio che sancisce la vittoria del Milan e lascia l’amaro in bocca a una Lazio che avrebbe meritato sorte migliore, soprattutto per quanto visto nei primi 45 minuti.

📋 Il Tabellino

MILAN-LAZIO 1-0

Marcatore: 52′ Leao

MILAN (3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana (65′ Loftus-Cheek), Modric, Rabiot, Bartesaghi; Nkunku (82′ Ricci), Leao. A disp.: Terracciano, Pittarella, De Winter, Odogu, Estupinan, Jashari. All.: Massimiliano Allegri

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini (85′ Tavares); Guendouzi, Vecino (62′ Dele-Bashiru), Basic (85′ Noslin), Isaksen (70′ Pedro), Dia (62′ Castellanos), Zaccagni. A disp.: Mandas, Furlanetto, Patric, Belahyane, Provstgaard, Lazzari. All.: Maurizio Sarri

Arbitro: Giuseppe Collu (sez. Cagliari)

Note: Ammoniti: Tomori (M), Pellegrini (L), Gabbia (M), Romagnoli (L), Ricci (M), Zaccagni (L). Espulso: 90’+7′ Allegri (M) per proteste. Recupero: 1′ pt, 14′ st.


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📉 Milan-Lazio: Il Tabù San Siro Spaventa Sarri. Sette Sconfitte di Fila al Meazza

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Probabili formazioni Lazio Atalanta: i giocatori in campo allo Stadio Olimpico per il match di Coppa Italia.
Maurizio Sarri in panchina all’Olimpico: il tecnico annuncia che resterà fino a giugno, ma chiede risposte e investimenti alla società.

La Lazio sale a Milano per tentare l’impresa. La sfida contro il Milan a San Siro rappresenta per la squadra di Maurizio Sarri non solo un cruciale scontro diretto contro una delle pretendenti allo Scudetto, ma anche l’occasione per dare una sterzata psicologica a una stagione vissuta finora sull’altalena dei risultati.

Oltre al duello tattico e ideologico tra i due tecnici toscani, Sarri e Allegri, l’allenatore biancoceleste dovrà vedersela con un avversario ancora più temibile: la tradizione negativa nello stadio milanese.

🏟️ I Numeri dello Spauracchio: San Siro è un Incubo per Mau

I numeri, come spesso accade nel calcio, non mentono e raccontano una storia a senso unico per il tecnico laziale quando varca i cancelli del “Giuseppe Meazza”.

Come riporta l’edizione odierna de Il Tempo, la trasferta milanese rappresenta un vero e proprio tabù per l’allenatore della Lazio.

La statistica è impietosa: sono ben 7 le sconfitte consecutive per Maurizio Sarri nelle ultime occasioni in cui si è presentato a San Siro da tecnico della Lazio, considerando sia le sfide contro il Milan che quelle contro l’Inter.

Un filotto negativo che pesa come un macigno e che rende l’impresa di questa sera ancora più ardua. Invertire questo trend non significherebbe solo portare a casa punti preziosi, ma anche infrangere una maledizione che dura da troppo tempo, dimostrando la maturità di una squadra capace di vincere anche su uno dei campi più difficili d’Italia.


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🧙‍♂️ Luis Alberto: “In Italia solo Lazio. Torno se chiama Sarri, con Lotito no”

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Luis Alberto con la maglia della Lazio durante una partita, con lo sguardo rivolto verso la panchina di Maurizio Sarri.

Lontano dagli occhi, ma mai lontano dal cuore. Luis Alberto, indimenticato “Mago” del centrocampista biancoceleste, torna a parlare della Lazio e del suo futuro in una lunga intervista concessa a La Gazzetta dello Sport. Le sue parole sono un mix di amore per i colori biancocelesti e frecciate velenose verso la dirigenza, con una distinzione netta che farà discutere i tifosi: la porta per un ritorno è socchiusa, ma solo se a bussare fosse il “Comandante” Maurizio Sarri.

⚽ Il Futuro del Mago: Ancora in Campo, poi Allenatore

A 33 anni, lo spagnolo (attualmente in Qatar all’Al-Duhail) non ha alcuna intenzione di appendere gli scarpini al chiodo. Il fisico e la voglia reggono ancora per diversi anni.

“In testa ho voglia di continuare con il calcio… Ho 33 anni posso giocare ancora 3/4 anni e divertirmi“.

Luis Alberto guarda anche oltre la carriera da calciatore, rivelando i suoi piani per il post-ritiro: “Mi piacerebbe fare l’allenatore o il direttore sportivo. Ma adesso non ci penso”.

🔙 La Condizione per il Ritorno: Sarri Sì, Lotito No

Il passaggio più clamoroso dell’intervista riguarda un ipotetico ritorno in Serie A. Il legame con la Lazio resta fortissimo e l’andaluso non ha dubbi:

“Io in Italia mi vedo solo con la Lazio”.

Nessun’altra maglia nel Bel Paese per lui. Ma se da Formello dovesse arrivare una telefonata per riportarlo a Roma? Qui Luis Alberto traccia una linea netta, confermando le voci sui rapporti tesi avuti in passato con la presidenza e la stima immutata per Maurizio Sarri.

L’ex numero 10 accetterebbe di tornare, ma solo a una condizione specifica:

Se mi chiamasse Sarri forse potrei pensarci un po’… se chiamasse Lotito, nulla da fare“.

Una dichiarazione che conferma quanto il rapporto con il tecnico toscano fosse solido e basato sulla stima reciproca, al contrario di quello con il patron Claudio Lotito, evidentemente ormai insanabile.


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🗣️ Sarri a Tutto Tondo: “Litigare con Lotito Meglio dei Fondi. Voglio Hamsik e il Flaminio Maestrelli”

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Probabili formazioni Lazio Atalanta: i giocatori in campo allo Stadio Olimpico per il match di Coppa Italia.
Maurizio Sarri in panchina all’Olimpico: il tecnico annuncia che resterà fino a giugno, ma chiede risposte e investimenti alla società.

Alla vigilia del big match di San Siro contro il Milan, Maurizio Sarri si è raccontato in una lunga e intima intervista concessa a DAZN per il format “Storie di Serie A”. Il tecnico biancoceleste ha spaziato tra passato, presente e sogni futuri, toccando temi personali, tattici e legati al mondo Lazio, con la consueta schiettezza toscana.

🔵⚪ Il Ritorno alla Lazio e il Rapporto con Lotito

Sarri ha descritto i suoi primi mesi dal ritorno sulla panchina biancoceleste come i “cinque mesi più difficili” della sua carriera, ma allo stesso tempo divertenti. Sul rapporto con il presidente Claudio Lotito, spesso descritto come vulcanico, il tecnico ha le idee chiare:

“Sempre meglio un presidente tosto che un fondo straniero… A volte meglio una litigata faccia a faccia che un fondo quando non sai con chi parlare. Tante litigate ha fatto? Sì, ma fanno parte del gioco, della volontà di crescere.”

⚽ Il Sarrismo, Napoli e il Sogno Hamsik

Impossibile non parlare del “Sarrismo” e dell’esperienza a Napoli, definita “calcio straordinario, divertente da vedere”. Sarri ha sottolineato come quell’idea di gioco fosse figlia di un contesto unico, irripetibile altrove.

Alla domanda su quale giocatore del passato vorrebbe portare alla Lazio attuale, la risposta è stata immediata e romantica:

Marek Hamsik. Avrebbe meritato di più in carriera. Era un calciatore da Barcellona e da Real Madrid. Direi Marek, siamo alla ricerca di costruire una base solida per fare due o tre innesti per diventare competitivi.”

🏟️ Il Futuro: L’Obiettivo Flaminio e l’Omaggio a Maestrelli

L’intervista si è chiusa con un sogno per il futuro, che lega indissolubilmente Sarri alla storia e all’identità della Lazio. Alla domanda su come vorrebbe chiudere la carriera, il tecnico ha dipinto uno scenario da brividi per ogni tifoso:

“Con la Lazio che riesca a prendere il Flaminio, che alla prima partita ci sia io in panchina e che lo stadio si chiami Tommaso Maestrelli.”

Un desiderio che dimostra quanto Sarri abbia compreso e sposato i valori più profondi del lazialismo.

🚴‍♂️ Ciclismo, Scaramanzia e la Vita Privata

Nel corso della chiacchierata, Sarri ha parlato anche delle sue passioni, come il ciclismo (“Mio nonno era un ciclista, mio padre è stato un ciclista professionista”), paragonando grandi campioni delle due ruote a leggende del calcio (Pantani a Maradona, Coppi a Zidane).

Ha confessato di essere diventato meno scaramantico con l’età, pur mantenendo qualche rito (“La palla però quando esce non la tocco ancora, è dei giocatori”), e ha parlato del suo ruolo di padre (“Sono stato un po’ assente… adesso il rapporto è buonissimo”).


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✈️ Milan-Lazio, è Esodo: Oltre 2.000 Tifosi Biancocelesti Pronti a Invadere San Siro!

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Una curva gremita di tifosi della Lazio in trasferta allo stadio San Siro di Milano, che sventolano bandiere biancocelesti e sciarpe durante una partita notturna.

La Lazio non sarà sola nella difficile trasferta di San Siro. Dopo il clima surreale vissuto all’Olimpico contro il Lecce, il popolo biancoceleste risponde presente per il big match di sabato sera contro il Milan. È previsto un vero e proprio esodo verso la Lombardia: il dato dei biglietti venduti nel settore ospiti è in continua crescita a poche ore dal match.

🎫 I Numeri della Passione: Settore Ospiti verso il Tutto Esaurito

Mancano poco più di quarantotto ore al fischio d’inizio della sfida al “Meazza” e la febbre per la trasferta sale vertiginosamente. Stando a quanto raccolto in esclusiva dalla nostra redazione, il dato sui tagliandi già staccati per il settore ospiti è significativo.

Attualmente, sono 2.135 i tifosi biancocelesti che si sono assicurati un posto per seguire la squadra a Milano. Un numero importante, che testimonia la voglia di star vicini alla squadra in un crocevia fondamentale della stagione, e che è destinato inevitabilmente ad aumentare ulteriormente nelle prossime ore, avvicinandosi al sold-out della porzione di stadio riservata agli ospiti.



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Flaminio, Lotito accelera: nuovo incontro con Gualtieri

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Claudio Lotito durante un’intervista in cui parla del futuro Stadio Flaminio della Lazio, tra acquisto e diritto di superficie.

La questione Stadio Flaminio continua a occupare il centro della scena in casa Lazio. Nel silenzio generale e lontano dai riflettori, Claudio Lotito sta intensificando i contatti istituzionali per accelerare la realizzazione del progetto che, nelle intenzioni del club, rappresenta l’unica strada reale per il rilancio societario. Più concreta — e più strategica — di qualsiasi ipotesi finanziaria legata a Piazza Nasdaq.

Secondo quanto riportato da Il Messaggero, il presidente della Lazio ha effettuato un nuovo incontro “in gran segreto” in Campidoglio nella giornata di lunedì. Un confronto definito utile ma interlocutorio, durante il quale Lotito e il sindaco Roberto Gualtieri hanno discusso ancora una volta della possibilità di acquisire il Flaminio tramite diritto di superficie.

La posizione del Comune: apertura sì, ma con un vincolo decisivo

Il Campidoglio ha ribadito la propria disponibilità a cedere alla Lazio il diritto di superficie sul Flaminio, soluzione ritenuta sostenibile e compatibile con il quadro normativo.
Tuttavia, Gualtieri ha chiarito che qualsiasi accordo potrà concretizzarsi solo dopo il passaggio obbligatorio presso la Soprintendenza di Stato.

Il motivo è semplice e giuridicamente vincolante:
il Flaminio è un bene architettonico vincolato e, in caso di cessione o concessione pluriennale, la Soprintendenza ha il potere di esercitare il diritto di prelazione.
In altre parole, se il progetto non riceve un parere favorevole, il rischio è che l’intera operazione venga bloccata o congelata.

Perché serve il sì della Soprintendenza

Secondo il quotidiano romano, un parere positivo delle Belle Arti sarebbe fondamentale non solo per aprire la strada alla trattativa, ma anche per eliminare alla radice il rischio di interventi ostativi successivi.

La Soprintendenza, negli ultimi anni, ha già espresso più volte dubbi sulle trasformazioni strutturali del Flaminio, essendo l’impianto di Nervi un’opera considerata patrimonio architettonico del Novecento.
Tuttavia, Lotito è convinto di poter presentare un progetto che, pur prevedendo un inviluppo esterno moderno e funzionale, garantisca la tutela delle parti vincolate.

Perché il Flaminio è ormai la priorità assoluta

Per Lotito, il nuovo stadio non è più solo un desiderio o un progetto ambizioso: è un’esigenza strutturale per il futuro del club.
Tra costi di gestione crescenti, necessità di aumentare i ricavi e competizione con società dotate di impianti moderni, il presidente ha identificato nel Flaminio l’unico asset strategico realmente percorribile a breve-medio termine.

L’ingresso in Nasdaq, ipotesi circolata negli ultimi mesi, viene considerato molto meno efficace — e decisamente più complesso — rispetto a un impianto di proprietà in grado di generare ricavi costanti e indipendenti dai risultati sportivi.

Lotito tira dritto: avanti con determinazione

Nonostante i vincoli, i tempi burocratici e la prudenza istituzionale, Lotito sembra intenzionato a proseguire senza esitazioni. Il presidente è convinto che la Lazio possa ottenere il via libera, forte anche dell’interesse condiviso a recuperare un impianto da troppo tempo abbandonato e in degrado.

Il prossimo passo sarà la risposta formale della Soprintendenza: da lì dipenderà tutto il futuro del progetto Flaminio.
Se arriverà un parere positivo, la strada verso il diritto di superficie sarà finalmente percorribile.
In caso contrario, il rischio di uno stallo prolungato tornerebbe a incombere.

Una cosa, però, appare chiara: Lotito non intende fermarsi.



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Lazio, Castellanos torna tra i convocati per il Milan

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Taty Castellanos e le compagne della Lazio durante l’allenamento a Formello, simbolo di un 2025 complicato tra infortuni e caos societario.
Taty Castellanos e le compagne della Lazio durante l’allenamento a Formello, simbolo di un 2025 complicato tra infortuni e caos societario.

Dopo un’assenza lunga, complessa e più pesante del previsto, Taty Castellanos è finalmente pronto a ripartire.
L’attaccante argentino ha ripreso ad allenarsi con continuità insieme al gruppo e sarà a disposizione di Maurizio Sarri per la delicata trasferta di San Siro contro il Milan, in programma sabato. Una notizia che il tecnico biancoceleste attendeva da settimane, soprattutto in un periodo in cui il reparto offensivo ha dovuto fronteggiare numerose defezioni.

Lo stop dell’argentino risale al 10 ottobre, quando un infortunio non particolarmente grave ma estremamente fastidioso aveva imposto uno stop forzato e tempi di recupero incerti. La prudenza dello staff medico, che ha preferito evitare rischi e forzature, ha permesso al giocatore di evitare ricadute e presentarsi oggi in condizioni nettamente migliori rispetto alle scorse settimane.

Le sensazioni degli ultimi allenamenti a Formello sono state decisive: ritmo crescente, buone risposte fisiche e un atteggiamento finalmente brillante. Elementi che hanno convinto Sarri a reinserirlo nella lista dei convocati per il match contro il Milan.

Un rientro fondamentale per Sarri

Il ritorno di Castellanos rappresenta una boccata d’ossigeno per un reparto offensivo ridotto ai minimi termini. Negli ultimi due mesi, il tecnico si è spesso trovato costretto a fare affidamento su Dia, Isaksen e Zaccagni, con un carico di minuti e responsabilità che ha inevitabilmente pesato sulla brillantezza complessiva della squadra.

La presenza del Taty consente invece a Sarri di ampliare le rotazioni e di variare l’interpretazione offensiva della partita. Con le tante sfide ravvicinate del mese di dicembre — tra campionato, Coppa Italia e impegni europei — il rientro dell’argentino è strategico.
In particolare, Sarri potrà valutare alternative tattiche come:

  • ingressi a partita in corso;
  • doppio centravanti nei momenti di forcing;
  • gestione più equilibrata di Dia, ancora non al top.

A San Siro partenza dalla panchina

Nonostante la convocazione, è molto probabile che Castellanos inizi la sfida contro il Milan dalla panchina. Sarri vuole gestire i carichi con prudenza, consapevole che il giocatore non mette piede in campo da oltre un mese e mezzo.

Il suo impiego dipenderà da:

  • andamento della gara;
  • necessità di inserire energia fresca nella ripresa;
  • sensazioni fisiche nelle prossime ore.

L’obiettivo principale è riportarlo alla piena competitività entro metà dicembre, così da avere un Taty pronto per la lunga serie di impegni che attende la squadra.

Un mese decisivo per la Lazio

Dicembre sarà un mese chiave per la stagione biancoceleste. Sarri dovrà fronteggiare numerose partite ravvicinate, con la necessità di gestire una rosa corta e spesso condizionata dagli infortuni.
Il rientro di Castellanos, insieme a quelli attesi di altri giocatori, rappresenta un passo cruciale nella ricostruzione dell’equilibrio offensivo.

La Lazio punta a chiudere l’anno in crescita, e il ritorno del Taty è una delle notizie più incoraggianti in un periodo tutt’altro che semplice.



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Lazio, richiesta alla CAF: Dia e Dele-Bashiru restino

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Formazioni ufficiali Lecce Lazio Serie A 2026 Maurizio Sarri

La Lazio entra in una fase cruciale della stagione e deve fare i conti anche con le convocazioni per la Coppa d’Africa, una competizione che rischia di sottrarre due elementi fondamentali alla squadra proprio nel momento meno opportuno. Boulaye Dia e Fisayo Dele-Bashiru, infatti, sono stati convocati dalle rispettive nazionali per l’inizio dei ritiri fissato al 1° dicembre, ma il club biancoceleste non ha alcuna intenzione di lasciarli partire così presto.

Come riportato dal Corriere dello Sport, Senegal e Nigeria hanno già inoltrato alla Lazio le convocazioni ufficiali. Entrambi i giocatori sono considerati importanti nelle rispettive selezioni e, secondo protocollo, dovrebbero presentarsi al raduno sin dal primo giorno previsto. Tuttavia, il regolamento consente ai club di richiedere un rinvio della partenza, a patto che ci sia il consenso delle federazioni coinvolte.

Ed è esattamente questa la strada scelta dalla Lazio.

L’obiettivo biancoceleste: trattenere Dia e Dele-Bashiru fino al 5 dicembre

Il motivo è semplice e strategicamente chiaro: il 5 dicembre è in programma la partita di Coppa Italia contro il Milan, un impegno cruciale che la Lazio non può permettersi di affrontare in emergenza numerica.

Tra infortuni e rotazioni ridotte, Maurizio Sarri ha indicato chiaramente al club l’importanza di avere tutta la rosa a disposizione per una sfida che potrebbe indirizzare la stagione. Uscire subito dalla Coppa Italia sarebbe un colpo pesante sia per l’umore dell’ambiente sia per gli obiettivi sportivi.

Dia e Dele-Bashiru sono entrambi considerati pedine importanti nelle rotazioni:

  • Dia, ancora alla ricerca della miglior condizione, rappresenta comunque un’alternativa preziosa in attacco, soprattutto in assenza di un reparto al completo.
  • Dele-Bashiru, nonostante un minutaggio limitato, è una carta utile a centrocampo e il suo fisico potrebbe risultare determinante contro un Milan che fa della pressione e dell’intensità una delle sue armi principali.

La Lazio pronta a chiedere il rinvio ufficiale

Il club biancoceleste presenterà dunque richiesta formale alle federazioni del Senegal e della Nigeria, chiedendo che la partenza dei due giocatori venga rinviata di qualche giorno, permettendo loro di prendere parte alla sfida del 5 dicembre.

In base ai regolamenti FIFA e CAF, i club sono tenuti a liberare i giocatori almeno 7 giorni prima dell’inizio ufficiale del torneo, ma non esiste un vincolo rigido sul raduno anticipato. È infatti la federazione di appartenenza a stabilire il programma del ritiro.
Per questo motivo, tutto dipenderà dalla disponibilità delle due nazionali ad accogliere la richiesta della Lazio.

Un precedente positivo: richieste simili sono state già accettate

Non è la prima volta che un club europeo tenta di trattenere i propri giocatori convocati per la Coppa d’Africa. In passato, diverse federazioni hanno mostrato flessibilità, soprattutto in assenza di partite ufficiali immediate.
Se Senegal e Nigeria non avranno impegni programmati nei primissimi giorni del ritiro, è possibile che acconsentano.

Un segnale di emergenza o una strategia mirata?

Il fatto che la Lazio sia costretta a muoversi in questa direzione testimonia la situazione complicata della rosa, segnata da infortuni e scelte tecniche obbligate.

Sarri ha bisogno di tutti, e la partita contro il Milan appare come una sorta di spartiacque della stagione.
Riuscire a trattenere Dia e Dele-Bashiru fino a quella data sarebbe una boccata d’ossigeno importante.

Nelle prossime ore arriveranno le risposte delle federazioni: la Lazio attende, fiduciosa ma consapevole che ogni dettaglio potrebbe fare la differenza.



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Lazio, rischio blocco mercato: cosa succede davvero

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Il Direttore Sportivo della Lazio Angelo Fabiani durante una conferenza stampa o intervista.
"Dopo la sconfitta contro il Bologna, la Lazio sceglie il silenzio stampa, ma Angelo Fabiani si assume la responsabilità di commentare gli errori della squadra. Leggi le sue parole e la decisione di evitare commenti negativi."

La Lazio si avvicina a una delle fasi più critiche della sua recente storia amministrativa. Al centro del dibattito non c’è solo la qualità della rosa o il futuro di alcuni giocatori, ma l’indicatore del costo del lavoro allargato, parametro centrale nelle Norme Organizzative Interne della FIGC (NOIF), che potrebbe determinare — nel bene e nel male — il destino del club nelle prossime sessioni di mercato.

Secondo le analisi più recenti, l’ipotesi più favorevole per la Lazio, da qui all’estate, sarebbe un mercato a saldo zero. Non perché rappresenti una scelta progettuale, ma perché le condizioni regolamentari rischiano di imporlo come unica via di sopravvivenza.

La soglia del costo del lavoro allargato scende a 0.7: perché è un problema

Dal marzo prossimo la soglia dell’indicatore del costo del lavoro allargato scenderà a 0.7. Questa cifra indica il rapporto massimo sostenibile tra spesa per ingaggi e ricavi.
Secondo gli esperti, per la Lazio è sostanzialmente impossibile rientrare in questo parametro entro la trimestrale di marzo, a meno che il club non realizzi plusvalenze straordinarie nell’ordine di 70 milioni di euro.

Un obiettivo semplicemente fuori portata, considerando la situazione delle uscite e il valore di mercato attuale dei giocatori non titolari.

Il nodo del 30 settembre: il rischio più grande

C’è poi un altro elemento chiave: l’indicatore legato al 30 settembre.
Le NOIF stabiliscono che, se un club non rispetta per due volte consecutive le soglie previste, si attiva automaticamente il rischio di blocco totale del mercato nella sessione successiva.

Così, se la Lazio non fosse rientrata nella soglia dello 0.8 a settembre (quella ancora in vigore), il combinato disposto con la soglia 0.7 di marzo porterebbe al rischio concreto di mercato completamente bloccato in estate.

Non solo saldo zero, dunque: impossibilità assoluta di acquistare o sostituire giocatori.

Quanti soldi servono a gennaio per evitare il peggio?

Secondo stime attendibili, per impedire il peggioramento dell’indicatore e scongiurare il blocco totale servirebbero plusvalenze intorno ai 30 milioni di euro nella sessione invernale.

Una cifra comunque significativa, ma più realistica rispetto ai 70 milioni necessari per rientrare nella soglia di marzo.

Resta comunque uno scenario complesso: per generare tali plusvalenze, la Lazio dovrebbe cedere uno o due giocatori di valore, oppure costruire operazioni creative che includano scambi e indennizzi.

Saldo zero: cosa significa davvero per la Lazio

Lo scenario del saldo zero, sia a gennaio che in estate, avrebbe altre conseguenze:

  • impossibilità di rinnovare contratti con adeguamenti economici,
  • margine ridotto per sostituire eventuali partenze non previste,
  • difficoltà nel convincere nuovi giocatori ad accettare un progetto senza investimenti.

Una limitazione che rischia di avere impatti non solo tecnici, ma anche psicologici e ambientali in un gruppo già provato.

Bastano 3-4 milioni per evitare il saldo zero invernale?

Curiosamente, la risposta è .
Immettendo 3-4 milioni di euro nelle casse entro gennaio, la Lazio potrebbe rimuovere i vincoli del saldo zero per la sessione invernale.
Una cifra molto più contenuta, che permetterebbe almeno di rinegoziare contratti o effettuare piccoli movimenti di mercato.

Una soluzione tampone, più che una strategia. Ma potrebbe rivelarsi decisiva per evitare il gelo totale.

Tutto dipenderà dai conti di settembre

Il punto chiave, però, resta uno: la Lazio ha davvero sforato l’indicatore del 30 settembre?
Se la risposta fosse sì, gli scenari descritti diventerebbero realtà quasi certa.
Se invece la società fosse rimasta entro i limiti, allora si eviterebbero sia il saldo zero a gennaio che il rischio di blocco estivo.

Un dettaglio, apparentemente tecnico, che potrebbe cambiare completamente il futuro del club.



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Lazio, rivoluzione di gennaio: ecco i sette sacrificati

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Rappresentazione grafica di uno scambio tra i calciatori Christos Mandas e Nicolò Fagioli tra Lazio e Fiorentina.

La Lazio si prepara a vivere una sessione di mercato di gennaio tra le più delicate degli ultimi anni.
Non è una frase fatta né un’esagerazione: l’inverno biancoceleste sarà determinato da un obbligo preciso, quasi una condanna strutturale imposta dai numeri. La società dovrà vendere prima di poter acquistare, per rientrare nei parametri economici e ridurre un monte ingaggi ormai considerato fuori controllo.

Una rivoluzione forzata, più che programmata. Nel quartier generale di Formello la parola d’ordine è diventata una sola: sostenibilità. Da qui nasce la lista dei giocatori che la Lazio proverà a cedere a gennaio, con l’obiettivo di liberare stipendi pesanti, sfoltire la rosa e, solo successivamente, creare margine per eventuali innesti. Una linea dura che il club considera necessaria per non rischiare ulteriori limitazioni in futuro.

I sette nomi sulla lista delle cessioni

La lista è chiara, netta e senza sorprese. I giocatori individuati per la cessione sono:

  • Mandas
  • Noslin
  • Belahyane
  • Fisayo Dele-Bashiru
  • Gigot
  • Nuno Tavares
  • Kamenovic

Sette profili molto diversi tra loro, accomunati da un unico elemento: non rientrano più nel progetto tecnico o economico della Lazio.

Mandas e Noslin sono i due nomi più pesanti, quelli che potrebbero garantire il maggiore incasso. Entrambi hanno mercato, entrambi potrebbero trasformarsi in utili pedine di scambio o in plusvalenze utilissime per dare respiro al bilancio. Per Noslin, in particolare, non è esclusa la possibilità di un affare con il Torino per arrivare a Ilić, un’operazione già accennata nei mesi scorsi.

Belahyane e Dele-Bashiru rappresentano i dubbi di una progettualità tecnica che non ha mai trovato un vero equilibrio. Inseriti per ampliare le rotazioni, non sono mai entrati stabilmente nelle gerarchie. Il loro addio sembra ormai scritto.

Gigot e Nuno Tavares sono invece due casi legati alla gestione degli stranieri: stipendi alti, rendimento discontinuo, nessun reale valore aggiunto. La società vuole liberarsi rapidamente di due contratti considerati troppo pesanti.

Infine Kamenovic, un nome che da tempo era uscito dai radar tecnici. La sua cessione sarebbe una mera operazione di pulizia contabile.

Lazio, mercato bloccato: perché vendere è obbligatorio

La necessità di cedere non deriva solo da una scelta tecnica. Il bilancio impone una linea severa:

  • Zero margini di manovra
  • Monte ingaggi elevato
  • Nessuna possibilità di investire senza prima vendere

Fonti interne fanno capire che la sessione estiva potrebbe essere altrettanto limitata se gennaio non porterà le cessioni previste. In uno scenario del genere, ogni decisione assume un peso enorme.

Sarri avrebbe già accettato l’idea di una rivoluzione, chiedendo però che almeno una parte dei ricavi venga reinvestita per rinforzare la squadra nella seconda metà di stagione. Il tecnico sa perfettamente che tra infortuni, Coppa d’Africa e rotazioni ridotte, gennaio rappresenta una finestra decisiva.

La reazione dei tifosi

I tifosi seguono con attenzione — e con un misto di rabbia e rassegnazione — l’evolversi della situazione. La percezione diffusa è che la squadra sia stata costruita con poca visione e che ora si paghi il prezzo di scelte poco lungimiranti. La rivoluzione, ai loro occhi, arriva tardi.

La Lazio dovrà dimostrare nei fatti che questa operazione è davvero l’inizio di un nuovo ciclo e non l’ennesima toppa messa su un progetto fragile.



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Lazio mercato gennaio, il piano per l’inverno: scambi, cessioni e l’idea Ilic

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Tijjani Noslin esulta con rabbia dopo aver segnato il gol vittoria contro il Parma, circondato dai compagni, mentre la Lazio gioca in 9 uomini.

Il mercato di gennaio della Lazio sarà inevitabilmente condizionato dal vincolo imposto dall’indicatore del costo del lavoro allargato. La società biancoceleste, ancora una volta, dovrà muoversi con grande attenzione: prima si venderà, poi si potrà tentare qualche operazione in entrata.
Nessuna sorpresa, ma una conferma della linea tracciata da Formello: senza plusvalenze non ci saranno nuovi acquisti.

La situazione si intreccia anche con i parametri futuri, considerando che in estate potrebbe tornare lo scenario peggiore: mercato a saldo zero o addirittura nuovo blocco totale, a meno di interventi economici diretti da parte dell’azionista di maggioranza.


Chi può partire: la lista di Sarri è chiara

Maurizio Sarri ha già indicato alla dirigenza una lista di giocatori che non rientrano più nel progetto tecnico.
I nomi sono quattro:

  • Tijjani Noslin
  • Reda Belahyane
  • Fisayo Dele-Bashiru (in bilico)
  • Nuno Tavares, cedibile in caso di offerta congrua

Belahyane non ha mai convinto il tecnico, accumulando pochissimo minutaggio.
Dele-Bashiru è stato escluso dalla lista di Serie A e solo un segnale forte dalla Coppa d’Africa potrebbe cambiare il suo destino.
Nuno Tavares, infine, non ha lasciato il segno e rappresenta una plusvalenza potenziale.

Il nome più “pesante”, però, è quello di Tijjani Noslin: arrivato come scommessa, utilizzato a sprazzi, oggi considerato sacrificabile.


L’idea dal Torino: scambio Noslin–Ilic

Secondo quanto riporta il Corriere dello Sport, la Lazio vorrebbe sfruttare proprio Noslin per arrivare a Ivan Ilic, centrocampista del Torino che Sarri apprezza da anni.
Il profilo dello sloveno convince il tecnico per due motivi:

  • può agire da mezzala tecnica, ruolo oggi scoperto
  • può essere adattato anche da play basso, posizione dove la Lazio è in emergenza

L’ipotesi allo studio è uno scambio di prestiti fino a giugno.
L’operazione avrebbe due vantaggi immediati:

  1. la Lazio libererebbe spazio nella lista e nel monte ingaggi;
  2. Sarri avrebbe un centrocampista di qualità subito disponibile.

Gli ingaggi dei due calciatori sono quasi identici:

  • Noslin 1,6 milioni
  • Ilic 1,5 milioni

Un dettaglio che rende l’operazione ancora più percorribile.

Sarri ha dato il suo via libera.
Resta da capire se il Torino – e soprattutto Marco Baroni – approveranno lo scambio. Per ora, nessuna chiusura, ma neppure un sì definitivo.


Perché il mercato della Lazio dipende da gennaio

Il vero nodo è strategico: le scelte di gennaio determineranno anche l’estate.
Se la Lazio riuscirà a:

  • cedere almeno un paio di giocatori
  • alleggerire il monte ingaggi
  • generare qualche plusvalenza

…allora potrà impostare una campagna acquisti estiva senza rischiare il blocco totale.

In caso contrario, lo scenario sarebbe pesante: seconda estate consecutiva con mercato chiuso, niente possibilità di rinnovi al rialzo e probabili cessioni forzate dei big.


Conclusioni

Il mercato biancoceleste dipenderà da un equilibrio delicatissimo: cessioni mirate per permettere innesti funzionali.
Lo scambio Noslin–Ilic potrebbe essere il primo passo di una strategia obbligata ma necessaria per non bloccare definitivamente la programmazione sportiva della Lazio.



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🏠 Insigne-Lazio, Ci Siamo: Cerca Casa a Roma. Cifre e Piano per Allenarsi Subito

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Lorenzo Insigne sorridente in abiti civili, immaginato nel contesto romano in attesa della firma con la Lazio.

Il matrimonio tra Lorenzo Insigne e la Lazio sembra ormai questione di giorni, se non di ore. L’ex capitano del Napoli ha fatto una scelta di vita e di carriera inequivocabile: vuole solo la Lazio e il ricongiungimento con Maurizio Sarri. In questi mesi, il “Magnifico” ha respinto al mittente tutte le altre offerte pervenute al suo agente, aspettando solo il via libera definitivo da Formello.

🤝 Sarri-Lotito: Il Patto Scavalca i Dubbi

Secondo quanto riporta l’edizione odierna de Il Messaggero, non ci sarebbero ormai più dubbi sul futuro dell’attaccante. La spinta decisiva è arrivata dal Presidente Claudio Lotito, deciso ad accontentare la volontà ferrea del suo allenatore.

Il patron ha di fatto bypassato il direttore sportivo Angelo Fabiani, che si era mostrato più restio all’operazione a causa dell’età del giocatore (34 anni), poco in linea con un progetto di ringiovanimento che, tuttavia, la realtà del campo ha dimostrato essere realisticamente naufragato o quantomeno rimandato.

❤️ “Il Mister Curava Tutto”: L’Amore Mai Spento per il Comandante

La volontà di Insigne nasce dal rapporto speciale con Maurizio Sarri. Insieme hanno condiviso 139 partite e sfiorato uno scudetto indimenticabile. Lo stesso Insigne, recentemente ospite allo spettacolo live di Viva el Futbol, ha confessato:

“Nulla togliendo agli altri allenatori bravi e tutti che utili alla mia crescita, ma credo che mister Sarri abbia fatto con noi un lavoro straordinario. Curava tutto, persino i falli laterali provavamo in settimana. Ci stressava ma lo seguivamo perché ci divertivamo sia in partita che in allenamento… Ci siamo andati vicini quell’anno”.

💰 Cifre, Casa e il “Trucco” per Anticipare i Tempi

La trattativa è ormai ai dettagli finali anche sotto l’aspetto logistico ed economico:

  • La Casa: Insigne si è già messo alla ricerca di un’abitazione a Roma, concentrandosi sulla zona nei dintorni di Formello, un segnale inequivocabile della sua imminente firma.
  • L’Ingaggio: L’accordo dovrebbe concretizzarsi su una base di circa 1,2 o 1,3 milioni di euro.
  • Subito in Campo: C’è un dettaglio tecnico importante. La Lazio deve attendere l’ok della Commissione di controllo per il mercato a saldo zero, ma da Formello stanno valutando un permesso assicurativo. Questo stratagemma permetterebbe a Insigne di iniziare ad allenarsi subito nel centro sportivo e con il gruppo squadra, guadagnando tempo prezioso per ritrovare la forma migliore in attesa del tesseramento ufficiale.

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🎟️ Lazio-Bologna: Al Via la Vendita dei Biglietti. Tutte le Info e Orari

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Grafica match preview Lazio-Bologna con orario 18:00 e loghi emittenti TV DAZN e Sky Sport.

La S.S. Lazio ha comunicato le modalità di vendita dei tagliandi per la sfida di campionato contro il Bologna. La gara, valida per la Serie A Enilive, è in programma allo Stadio Olimpico domenica 7 dicembre alle ore 18:00

La vendita libera scatterà ufficialmente dalle ore 12:00 di giovedì 27 novembre. Ecco la guida completa per acquistare i biglietti.

📢 Dove Acquistare e Fidelity Card

Sarà possibile acquistare i tagliandi attraverso i canali ufficiali:

  • ON-LINE tramite il circuito Vivaticket (con commissione di servizio del 3,80%).
  • Presso i Punti Vendita Vivaticket.

Caricamento su Fidelity Card: Tutti i possessori della Fidelity Card Millenovecento o Eagle (non abbonati) potranno richiedere, al momento dell’acquisto (anche online), il caricamento digitale del titolo d’ingresso direttamente sulla tessera.

👶 Riduzioni: Under 16 e Under 4

SettoreInteroInvalidi civili al 100% e accompagnatore (*)Ridotto Under 16 (**)
TR. D’ONORE CON HOSPITALITY300 €
TR. D’ONORE LAT. DESTRA150 €
TR. MONTE MARIO TOP70€35 €35 €
TR. MONTE MARIO LAT.55 €30 €30 €
TR. TEVERE GOLD70 €35 €35 €
TR. TEVERE TOP65 €30 €30 €
TR. TEVERE40 €22 €22 €
TR. TEVERE PARTERRE CENTRALE40 €22 €22 €
TR. TEVERE PARTERRE LAT.40 €22 €22 €
TR. TEVERE NON DEAMB. IN CARROZZELLA5 €====
TR. TEVERE ACCOMPAGNO. NON DEAMB. IN CARR.30 €====
CURVA MAESTRELLI30 €18 €18 €
DISTINTI SUD EST30 €18 €18 €
DISTINTI SUD OVEST – OSPITI30 €====
  • Ridotto Under 16: Riservato ai ragazzi nati dal 01/01/2009.
  • Bambini Under 4: I nati dal 01/01/2021 accedono allo stadio gratuitamente e senza biglietto, presentando un documento di identità o la tessera sanitaria.

Disabili: Le tariffe agevolate per Invalidi al 100% e Disabili in carrozzella (con accompagnatore) sono acquistabili esclusivamente presso i negozi Lazio Style 1900.

⚠️ Regole di Accesso e Documenti

All’ingresso è obbligatorio esibire un documento di identità per ogni spettatore. Attenzione: Non sono considerate documenti idonei le patenti di ultima generazione che non riportano l’indicazione del luogo di residenza.

Nella vendita libera è possibile acquistare un massimo di 4 biglietti a persona.

I Punti di Accesso:

  • Via dei Gladiatori: Media, Sponsor, Tribuna D’Onore, Monte Mario.
  • Piazza Lauro De Bosis: Tribuna Tevere, Distinti Sud Est.
  • Viale delle Olimpiadi: Curva Maestrelli.
  • Via Nigra-Stadio dei Marmi: Tribuna Disabili in Carrozzella.
  • Piazza Piero Dodi: Curva Nord, Distinti Nord Est/Ovest, Tribuna Tevere.

🔄 Cambio Nominativo e Botteghino

Il cambio nominativo è attivo (clicca qui per il link al portale ufficiale), tranne per il settore ospiti. Il giorno della gara, la biglietteria fisica (Via Nigra – Stadio dei Marmi) sarà aperta solo dalle ore 14:00.


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🎟️ Coppa Italia, Lazio-Milan: Scatta la Vendita dei Biglietti. Info, Prezzi e Abbonati

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Tifosi della Lazio allo Stadio Olimpico con bandiere e sciarpe.
Stadio Olimpico con settori vuoti durante la protesta dei tifosi della Lazio

La Coppa Italia Frecciarossa entra nel vivo. La S.S. Lazio ha comunicato le modalità di vendita dei tagliandi per l’attesissimo ottavo di finale contro il Milan, in programma allo Stadio Olimpico giovedì 4 dicembre alle ore 21:00.

La vendita libera partirà ufficialmente dalle ore 12:00 di giovedì 27 novembre. Ecco la guida completa per assicurarsi un posto all’Olimpico.

📢 Abbonati e Modalità di Acquisto

La notizia più importante riguarda i fedelissimi: la gara Lazio-Milan è compresa nella campagna abbonamenti sottoscritta in questa stagione. Gli abbonati, dunque, potranno accedere regolarmente con il proprio titolo senza dover acquistare un nuovo biglietto.

Per tutti gli altri, sarà possibile acquistare i tagliandi attraverso:

  • ON-LINE tramite il circuito Vivaticket.
  • Presso i Punti Vendita Vivaticket.

Per chi possiede la Fidelity Card Millenovecento o Eagle (e non è abbonato), è possibile richiedere il caricamento digitale del titolo direttamente sulla tessera al momento dell’acquisto (anche online).

Prezzi 👶 Riduzioni e Tariffe Speciali

SettoreInteroInvalidi civili al 100% e accompagnatore (*)Ridotto Under 16 (**)
TR. D’ONORE CON HOSPITALITY400 €
TR. D’ONORE LAT. DESTRA200 €
TR. MONTE MARIO TOP95€60 €60€
TR. MONTE MARIO LAT.70 €45 €45 €
TR. TEVERE GOLD95 €60 €60 €
TR. TEVERE TOP85 €50 €50 €
TR. TEVERE55 €35 €35 €
TR. TEVERE PARTERRE CENTRALE50 €32 €32 €
TR. TEVERE PARTERRE LAT.45 €30 €30 €
TR. TEVERE NON DEAMB. IN CARROZZELLA5 €====
TR. TEVERE ACCOMPAGNO. NON DEAMB. IN CARR.35 €====
CURVA MAESTRELLI35 €25 €25 €
DISTINTI SUD EST35 €25 €25 €
DISTINTI SUD OVEST – OSPITI35 €====
  • Under 16: Tariffa ridotta riservata ai ragazzi nati dal 01/01/2009.
  • Under 4: I bambini nati dal 01/01/2021 accedono allo stadio gratuitamente (senza biglietto), esibendo un documento di identità o tessera sanitaria.
  • Invalidi 100% e Disabili in Carrozzella: I biglietti per queste categorie (e accompagnatori) sono acquistabili esclusivamente presso i negozi Lazio Style 1900.

🏟️ Accessi allo Stadio e Documenti

È obbligatorio esibire un documento di identità valido per ogni spettatore (minorenni inclusi). Attenzione: le patenti di ultima generazione senza indicazione di residenza non sono considerate documenti idonei.

Ecco i punti di accesso dedicati per settore:

  • Via dei Gladiatori: Media, Sponsor Hospitality, Tribuna D’Onore, Autorità, Tribuna Monte Mario.
  • Piazza Lauro De Bosis: Tribuna Tevere, Distinti Sud Est.
  • Viale delle Olimpiadi: Curva Maestrelli.
  • Via Nigra-Stadio dei Marmi: Tribuna Disabili in Carrozzella.
  • Piazza Piero Dodi: Curva Nord, Distinti Nord Est e Nord Ovest, Tribuna Tevere.

🔄 Cambio Nominativo e Striscioni

Sarà possibile effettuare il cambio nominativo (tranne per il settore ospiti) tramite il portale dedicato. Per quanto riguarda gli striscioni, se non censiti dall’Osservatorio, è obbligatorio presentare richiesta entro 48 ore dall’evento inviando il modulo specifico alla mail SLO@SSLAZIO.IT.


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📺 Milan-Lazio: Orario, Dove Vederla in TV e Streaming e Tutte le Informazioni

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Una veduta notturna dello Stadio Meazza-San Siro a Milano illuminato, pronto per la sfida di Serie A tra Milan e Lazio. (Contiene menzione del canale DAZN e Fire TV Stick per l'affiliazione).

Manca meno di una settimana a uno dei big match della 13ª giornata di Serie A ENILIVE. Il Milan ospita la Lazio in un posticipo del sabato che si preannuncia fondamentale per le zone alte della classifica. Entrambe le formazioni arrivano all’appuntamento di San Siro con l’entusiasmo di una vittoria: i rossoneri hanno superato l’Inter, mentre i biancocelesti hanno sconfitto il Lecce. Due successi sofferti, ma che rilanciano le ambizioni di entrambe le squadre.

🗓️ Dove Vedere Milan-Lazio: Data, Orario e Canali

La partita della 13ª giornata di Serie A ENILIVE si giocherà allo Stadio Meazza-San Siro di Milano.

DettaglioInformazione
PartitaMilan vs Lazio
CompetizioneSerie A ENILIVE – 13ª Giornata
DataSabato 29 Novembre 2025
Orario20:45
Dove VederlaDAZN, Sky Sport Calcio, Sky Go, Now Tv (Co-Esclusiva)
StadioMeazza-San Siro (Milano)

La partita sarà trasmessa in co-esclusiva sia su DAZN che su Sky.

  • Streaming e On Demand (DAZN): Disponibile su app ufficiale e sito, accessibile da Smart TV, PC, smartphone, tablet o console.
  • TV e Streaming (Sky): Trasmessa su Sky Sport Calcio (canale di riferimento per la Serie A su Sky) e disponibile in streaming tramite l’app Sky Go e la piattaforma Now Tv. Su Sky, la partita sarà disponibile anche in 4K.

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🔍 Incognite per Sarri e Obiettivi

Mentre il Milan cerca di consolidare la sua posizione, la Lazio di Sarri deve affrontare numerose incognite legate agli infortuni (con i dubbi su Castellanos e Cancellieri) e alla necessità di trovare continuità fuori casa. La gara rappresenta un vero e proprio test per le ambizioni europee biancocelesti.


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Floriani Mussolini: “Cresco alla Cremonese, la Lazio è casa”

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mussolini lazio

L’avventura in prestito alla Cremonese sta diventando un capitolo fondamentale nella crescita di Romano Floriani Mussolini, uno dei talenti più interessanti usciti dal vivaio biancoceleste. Il terzino classe 2003, intervenuto ai microfoni di Radio Laziale, ha raccontato il suo percorso, il valore dell’esperienza in Serie A e il legame mai interrotto con la Lazio.


Un’estate delicata e il nodo del controriscatto

Alla domanda sull’assenza del controriscatto da parte della Lazio, Floriani Mussolini non si sbilancia:

“Non lo so, era un momento delicato. C’erano in ballo tante cose e non solo io.”

Parole che confermano come l’estate biancoceleste sia stata segnata da incertezze, valutazioni tecniche e strategie economiche, soprattutto in una società con l’indice di liquidità costantemente sotto osservazione.


“Cremonese scelta giusta: qui sto crescendo davvero”

Il giovane difensore esprime grande soddisfazione per la sua attuale esperienza:

“Sono stato contento della Cremonese. Questa esperienza mi consente di arrivare più preparato. Alla Lazio le pressioni sono diverse.”

Il passaggio in una realtà come la Cremonese gli ha permesso di trovare spazio e continuità, due elementi fondamentali per il percorso di un giovane difensore:

  • Minutaggio importante
  • Adattamento immediato alla Serie A
  • Responsabilità e ritmi da categoria superiore

La sua crescita è evidente: “Ogni partita è una battaglia, il margine d’errore è zero”.


Il legame con la Lazio: “Mi manca l’Olimpico”

Nonostante la nuova avventura, la Lazio resta sempre al centro dei suoi pensieri:

“La Lazio cerco sempre di seguirla. Con Sarri è tornata sui suoi livelli: lui è un valore aggiunto, conosce ambiente e squadra.”

Il sogno di rivedersi all’Olimpico non è mai sbiadito:

“Ci penso spesso, non vedo l’ora di tornare. Quel che verrà dipenderà da questa stagione.”

Un messaggio chiaro: la porta è apertissima, il futuro dipenderà dalla continuità che riuscirà a dimostrare.


Serie A, un salto graduale e meritato

Il percorso di Floriani Mussolini è stato lineare, programmato e costruito passo dopo passo:

  • Primavera
  • Serie C (Pro Sesto)
  • Serie B (rimasto nel giro delle prime squadre)
  • Serie A

Un cammino intelligente, che lui stesso riconosce:

“La Serie C mi è servita. Mi ha cambiato mentalità e mi ha preparato a B e A.”

Il confronto con i big del campionato, però, resta la vera scuola:

“La partita che mi è rimasta impressa? Contro l’Inter. Avevo Bastoni, Dimarco e Mkhitaryan sulla fascia. Era la mia prima da titolare.”

Parole che fanno capire la portata del salto e la velocità con cui lo sta assorbendo.


Futuro e prospettive

Il contratto e il prestito parlano chiaro: la stagione alla Cremonese sarà decisiva per capire se Floriani Mussolini potrà tornare a Formello da protagonista.

La Lazio osserva, valuta e spera che il giovane possa completare il suo percorso di maturazione in una stagione che già gli ha concesso fiducia, minuti e un ruolo reale in Serie A.



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Lazio, caccia agli Under 23: nel mirino Amatucci e Berti

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Sarri osserva giovani calciatori in allenamento durante valutazioni di mercato Under 23
Sarri osserva giovani calciatori in allenamento durante valutazioni di mercato Under 23

La rivoluzione imposta dalla FIGC sul nuovo parametro del costo del lavoro allargato rischia di mettere in seria difficoltà molti club, tra cui la Lazio. Dal prossimo luglio l’indicatore scenderà da 0,8 a 0,7, rendendo ancora più complesso operare sul mercato.

Ma proprio all’interno del comunicato federale, tra le pieghe normative, sembra esserci uno spiraglio che la società biancoceleste vuole sfruttare immediatamente:
👉 i costi dei calciatori Under 23 selezionabili per le Nazionali italiane saranno esclusi dal calcolo.

Un escamotage che potrebbe rivelarsi cruciale per una Lazio che, oggi più che mai, ha bisogno di trovare soluzioni creative per non aggravare un indice già ampiamente fuori parametro.


Perché gli Under 23 italiani sono un’opportunità d’oro per la Lazio

L’esclusione dal conteggio dei costi degli Under 23 azzurri significa nella pratica una cosa semplice:

✔️ puoi acquistare giovani italiani senza peggiorare l’indicatore
✔️ puoi investire su talenti che mantengono valore patrimoniale
✔️ puoi costruire una squadra sostenibile senza bloccare il mercato

Formello lo ha capito al volo.
E così è partita la caccia sistematica ai giovani più interessanti del panorama nazionale.


Tommaso Berti: Sarri ha già dato l’ok

Il primo nome sul taccuino è quello di Tommaso Berti, classe 2004 del Cesena, già entrato nel radar della Nazionale U21.
Sarri lo apprezza particolarmente per:

  • visione di gioco
  • qualità negli inserimenti
  • capacità di giocare tra le linee
  • personalità in costruzione

In Serie B ha già messo insieme 1 gol e 4 assist nelle prime 13 partite della stagione.
Il principale ostacolo?
Il contratto rinnovato fino al 2028.
Ma un salto di categoria verso la Serie A potrebbe cambiare gli scenari.


Lorenzo Amatucci: regista moderno, profilo ideale per Sarri

Secondo Il Messaggero, però, non c’è solo Berti: il profilo più intrigante potrebbe essere quello di Lorenzo Amatucci, classe 2004 e prodotto purissimo del vivaio della Fiorentina.

Amatucci rappresenta quasi un archetipo del centrocampista sarrista:

  • tecnico
  • ordinato
  • preciso nel primo passaggio
  • capace di giocare da mediano o mezzala

La sua crescita è costante.
Dopo aver debuttato in Serie A con i viola, ha giocato 40 partite nella scorsa stagione in prestito alla Salernitana, guadagnandosi la stima di diversi osservatori internazionali.

Oggi si trova al Las Palmas, in Segunda División spagnola:

  • 14 gare giocate
  • tutte da titolare
  • un assist contro l’Eibar

La continuità lo ha trasformato in un prospetto di valore assoluto.


La strategia della Lazio: costruire una nuova ossatura italiana

Il “costo del lavoro allargato” rappresenta un freno enorme.
Tuttavia, proprio questo ostacolo potrebbe spingere la Lazio verso un cambio di rotta finalmente strutturale: puntare su giovani italiani di talento, costruendo una nuova identità tecnica basata su:

✔️ sostenibilità
✔️ crescita interna
✔️ valorizzazione patrimoniale

Berti e Amatucci sono solo i primi nomi: da Formello filtra che la lista sia molto più lunga.
Una vera e propria “talent room” dedicata esclusivamente agli Under 23 azzurri.


Sarri osserva. Lotito deve decidere

Sarri ha espresso una preferenza chiara: vuole giovani tecnici, intelligenti, già pronti per inserirsi in meccanismi tattici complessi.

Ma il punto decisivo resterà sempre lo stesso:
👉 Lotito aprirà finalmente a investimenti mirati?

Se non arriveranno Under 23, la Lazio rischia di entrare in un vicolo cieco tecnico ed economico.
Se invece il club coglierà questa opportunità, il blocco del mercato potrebbe trasformarsi in un’occasione per costruire il futuro.



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