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Mulè avverte Lotito: “Una Lazio senza tifosi muore”. Arriva il richiamo da Forza Italia

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Il report Football Benchmark 2026 certifica il crollo della Lazio: valore in calo del 7%, superata da Atalanta, Feyenoord e Roma. Tutti i numeri.

La contestazione contro Claudio Lotito non è più soltanto una questione calcistica. Il malcontento della tifoseria biancoceleste sta assumendo dimensioni sempre più ampie, tanto da coinvolgere anche esponenti del mondo politico.

A riaccendere il dibattito è stata l’edizione odierna de Il Fatto Quotidiano, che ha analizzato la posizione del presidente della Lazio non solo come proprietario del club, ma anche come senatore della Repubblica.

Una contestazione senza precedenti

La frattura tra Lotito e gran parte del popolo laziale appare ormai profonda. I gruppi organizzati hanno annunciato il boicottaggio della campagna abbonamenti per la stagione 2026/2027 e da settimane chiedono un cambio di rotta nella gestione della società.

Una protesta che va avanti tra manifestazioni, striscioni e prese di posizione pubbliche, in un clima sempre più teso.

Le parole di Giorgio Mulè

Sul tema è intervenuto anche Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera dei Deputati, esponente di Forza Italia e membro del Lazio Club Montecitorio.

Parole che assumono un peso particolare considerando l’appartenenza allo stesso partito politico di Claudio Lotito.

“Un club senza la sua tifoseria muore, come una pianta senz’acqua. Al netto delle contestazioni violente e di altri episodi da condannare, Lotito deve ascoltare la gente e cercare di ricostruire un legame. Sta a lui trovare una via d’uscita da questa situazione”.

Una dichiarazione che rappresenta uno dei richiami più espliciti arrivati finora dall’interno dell’area politica vicina al presidente biancoceleste.

Un segnale politico importante

Le parole di Mulè confermano come la vicenda Lazio stia ormai superando i confini sportivi.

Negli ultimi mesi diversi esponenti politici hanno espresso preoccupazione per il clima che si è creato attorno al club, soprattutto dopo l’annuncio del boicottaggio degli abbonamenti e la crescente distanza tra società e tifoseria.

Il messaggio lanciato dal vicepresidente della Camera è chiaro: senza il sostegno della propria gente, qualsiasi progetto rischia di perdere forza e credibilità.

Il nodo del rapporto con i tifosi

Proprio il rapporto con la tifoseria è diventato il tema centrale dell’estate biancoceleste.

Nella recente lettera aperta pubblicata da Claudio Lotito si è parlato di dialogo, ascolto e nuove forme di coinvolgimento dei Lazio Club. Tuttavia, una parte consistente dei tifosi continua a ritenere insufficienti le aperture della società.

Le parole di Mulè sembrano andare nella stessa direzione: prima ancora del mercato, del Flaminio o dei progetti futuri, serve ricostruire il rapporto con il popolo laziale.

Una sfida decisiva per il futuro

La stagione 2026/2027 rischia di partire in un clima estremamente complicato. Da una parte una società alle prese con il mercato a saldo zero e con la necessità di sistemare i conti, dall’altra una tifoseria che ha deciso di alzare il livello della protesta.

In questo scenario, il richiamo arrivato da Giorgio Mulè assume il valore di un avvertimento politico e istituzionale: una Lazio senza il sostegno della sua gente rischia di indebolirsi sotto ogni punto di vista.

E adesso la palla passa nuovamente a Claudio Lotito.



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