Ridurre il peso degli stipendi resta uno degli obiettivi principali della Lazio. La società biancoceleste ha lavorato in questa direzione durante l’ultima sessione di mercato, tra cessioni, mancati rinnovi e risoluzioni contrattuali. Ma i nuovi acquisti hanno contemporaneamente prodotto nuovi costi, rendendo il quadro meno semplice di quanto possa apparire.
Secondo l’analisi del Corriere dello Sport, il saldo dovrebbe essere migliorato grazie soprattutto alle numerose uscite, anche se per conoscere l’effetto definitivo sul costo del lavoro bisognerà attendere il prossimo bilancio.
Pedro, Basic e Hysaj: circa 10 milioni risparmiati
Una prima parte del lavoro era stata effettuata con gli addii di Pedro, Toma Basic ed Elseid Hysaj.
La loro uscita ha consentito alla Lazio di alleggerire il monte stipendi per circa 10 milioni di euro lordi.
Un risparmio importante, soprattutto considerando la necessità del club di mantenere sotto controllo il costo del lavoro dopo i problemi con i parametri federali che avevano condizionato il mercato.
I nuovi acquisti costano quasi 20 milioni di stipendi
Il problema è che contemporaneamente sono arrivati diversi giocatori.
In base ai dati riportati nel bilancio, Pedraza, Doekhi, Galassi e Pinamonti comportano retribuzioni fisse complessive per 8,97 milioni di euro.
A questi bisogna aggiungere Šutalo, Frattesi e Gudmundsson, che pesano per altri 11,02 milioni.
Il totale degli stipendi fissi dei nuovi arrivati raggiunge quindi circa:
19,99 milioni di euro.
Una cifra importante, che spiega perché il semplice confronto tra entrate e uscite non possa essere ridotto soltanto al numero dei giocatori ceduti.
Provedel, Gila, Romagnoli e Artistico: risparmio da 10,72 milioni
Le cessioni hanno però prodotto un alleggerimento significativo.
Gli addii di Ivan Provedel, Mario Gila, Alessio Romagnoli e Gabriele Artistico hanno garantito un risparmio sulle retribuzioni fisse pari a circa 10,72 milioni di euro.
A questo dato vanno aggiunte le uscite di Boulaye Dia e Petar Ratkov, che hanno liberato altri 4,65 milioni.
Solo considerando questi sei calciatori, quindi, il risparmio raggiunge circa 15,37 milioni di euro.
Il caso Gigot
Un ulteriore alleggerimento è arrivato dalla risoluzione del contratto di Samuel Gigot.
La separazione dal difensore ha prodotto un risparmio sul costo retributivo, accompagnato però da un incentivo all’esodo.
Il punto importante è che anche questa operazione contribuisce ad abbassare il peso futuro del monte ingaggi, pur avendo comportato un costo immediato per chiudere anticipatamente il rapporto.
Il saldo dei nuovi acquisti resta inizialmente negativo
Se si confrontano soltanto i nuovi giocatori con le principali cessioni estive, emerge infatti un dato interessante.
Gli stipendi dei nuovi arrivati ammontano a circa 19,97 milioni, mentre quelli risparmiati con Provedel, Gila, Romagnoli, Artistico, Dia e Ratkov raggiungono 15,37 milioni.
Il saldo sarebbe quindi inizialmente negativo per circa 4,6 milioni.
Ma il calcolo cambia aggiungendo Pedro, Basic, Hysaj e Gigot.
Ed è proprio per questo che, considerando l’intera operazione di ristrutturazione della rosa, il monte stipendi dovrebbe essersi ridotto.
Anche Patric ai saluti: altro risparmio per la Lazio
Un ulteriore passo sarà rappresentato dall’uscita di Patric.
Il difensore aveva un costo lordo vicino ai 3 milioni di euro, mentre la buonuscita dovrebbe essere poco superiore al milione.
Anche in questo caso, quindi, la Lazio sosterrà un costo una tantum ma otterrà un alleggerimento strutturale per le stagioni successive.
Perché il monte ingaggi è così importante
La questione non riguarda soltanto il bilancio in senso stretto.
La Lazio deve tenere sotto controllo anche il Costo del Lavoro Allargato, parametro che aveva determinato il blocco parziale del mercato estivo.
Per questo diminuire stipendi, ammortamenti e altri costi legati alla rosa rappresenta un passaggio fondamentale per recuperare maggiore libertà sul mercato.
Vendere un giocatore può quindi avere un doppio effetto:
incassare una cifra dal cartellino e contemporaneamente eliminare il suo stipendio dal costo del lavoro.
Il vero verdetto arriverà con il prossimo bilancio
Il lavoro effettuato durante l’estate sembra aver prodotto un alleggerimento, ma per conoscere il risultato reale bisognerà aspettare il prossimo documento contabile.
Bisognerà infatti considerare non soltanto gli stipendi, ma anche ammortamenti, bonus, commissioni, incentivi all’esodo, eventuali riscatti e nuove operazioni effettuate durante la stagione.
Ed è proprio quel dato che permetterà di capire quanto spazio avrà realmente la Lazio nel prossimo mercato.
La direzione scelta appare comunque evidente: ridurre il costo della rosa senza perdere competitività.
È questa la sfida più difficile per la società. Perché tagliare gli stipendi è relativamente semplice; farlo continuando a costruire una squadra capace di competere per l’Europa è decisamente più complicato.
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