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Lecce-Lazio 2-1. Sarri in conferenza stampa: “Siamo stati troppo superficiali”

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La Lazio ancora una volta e per la terza volta consecutiva, perde 2-1 allo stadio del Mare contro un Lecce in formissima. Illude il solito goal di Immobile, poi due minuti di black out fatali dal 85 al 87 minuto. Al termine della gara, mister Sarri ha commentato così:

Stadio stregato? Calciomercato ancora aperto?

“Riflessione sul calciomercato condivisa da tutti gli allenatori. Il secondo tempo è inspiegabile, inaccettabile. Sarebbe stato stra-ingiusto chiudere la partita in vantaggio, abbiamo smesso di fare una fase difensiva di squadra, abbiamo lasciato in balia i nostri difensori degli avversari. E guarda caso ci hanno fatto fatto due gol in due minuti, ma potevano farceli prima”. 

Questione fisica?

“La questione fisica presuppone che una squadra vada in calando con il passare dei minuti. Abbiamo staccato la spina, spero non sia presunzione. Il secondo tempo non è andato in calare, non ce lo metterei l’aspetto fisico sulla prestazione”.

Avversario?

“Col Lecce mai partite di ottimo livello, trovarlo oggi è una brutta cosa. Sono già una squadra brillante, rapida. Trovarli ad agosto è una rottura non indifferente. Il primo tempo era stato retto molto bene senza grandi sussulti, nel secondo tempo non siamo stati neanche intelligenti nella gestione, non cercavamo neanche di palleggiare per abbassare il ritmo. Non mi è piaciuta la partecipazione difensiva, è difficile per me accettarla”. 

Calciomercato può creare degli alibi?

“Gestire 55/60 giorni una squadra col mercato aperto è praticamente impossibile, è qualcosa che pensano tutti gli allenatori. La situazione riguarda tutti. È un alibi che non accetto, ma poi gli sto dicendo tutta la settimana che non voglio sentire alibi, dobbiamo far calcio quando fa freddo, quando fa caldo, quando stiamo bene fisicamente oppure no. Non abbiamo alibi, abbiamo fatto un secondo tempo inaccettabile”. 

Calcio moderno?

“Ho visto uno striscione in curva del Lecce, la penso come quei ragazzi che hanno messo lo striscione. Non è un problema Lazio, era un problema del calcio di oggi. Si gioca ogni tre giorni e il mercato è aperto tre mesi l’anno. Noi dobbiamo velocizzarci, però il mercato può andare a un terzo della sua velocità. E poi ci si meraviglia di alcune dinamiche che innesca il mercato. Ma questo è un problema del calcio moderno”. 

Se ho pensato di togliere il disturbo?

“Se volevo fare il furbo, lo facevo il giorno dopo Empoli. Non l’ho fatto, a Roma sto bene, alla Lazio sto particolarmente bene. Mi sento responsabile nei confronti dei tifosi e della società, ho deciso di rimanere e da lì non c’è stato alcun tentennamento. Il mercato che poteva venir fuor lo sapevo”. 

Se è mancato il palleggio di Kamada?

“Nel secondo tempo chi è entrato ha fatto male, chi c’è stato ha fatto male. Parlare di Kamada o di altri sarebbe riduttivo”.

Lei ha parlato di distrazione, ma un giocatore può distrarsi?

“Non ho parlato di distrazione, ho parlato di superficialità. La distrazione dura un attimo, noi lo siamo stati per tutto il tempo”. 

Paura che possa essere tornato quel vizio di superficialità?

“È una fonte di preoccupazione, un tema su cui pensare. Passi attraverso il lavoro, pensi di aver superato delle problematiche e poi te le ritrovi. Questo è l’aspetto più difficile da digerire e anche da risolvere”.

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