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Lazio-Napoli, Cataldi in conferenza stampa: “Col Napoli partita tosta”

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cataldi sturm lazio

Vigilia di serie A in casa Lazio. A parlare in conferenza stampa è il centrocampista Danilo Cataldi. Queste sono le sue parole :

Ti stai imponendo come play alla Jorginho. Qualche aspetto in cui ti rivedi in lui?

“Ho avuto modo di vederlo in Nazionale, fare paragoni è troppo azzardato, faccio questo ruolo col mister da troppo poco tempo per fare confronti. Sto lavorando molto su me stesso con lo staff per capire partita dopo partita dove migliore. Un ruolo difficile, il mister chiede molto, sto lavorando per dare il meglio e aiutare la squadra”. 

Cosa vedi pensando al Cataldi di prima?

“Mi ricordo bene, ho fatto l’esordio all’Olimpico con il Napoli. Sono accadute tante cose da quel momento, viviamo il presente, proviamo domani a fare quanto fatto giovedì e fare la nostra gara”.

Come sta la squadra?

“Ha fatto due buone partite, anche con la Juve per me, gli episodi però hanno condizionato la gara e l’hanno spostata sui canoni della Juve. Sono stati commessi degli errori, ma la squadra l’ho vista bene anche la scorsa di campionato. In Europa è sempre difficile, vincere 3-0 e passare il turno è stata un’ottima cosa. Proviamo a continuare così”. 

Cosa dà Immobile?

“Non posso io parlare di Ciro, i suoi numeri parlano da soli. Un giocatore che porta entusiasmo, oltre ai gol. Il nostro capitano, le squadre contro sanno che ti può punire a ogni occasione, per noi è una cosa positiva come lo è per tutte quelle che hanno uno come Immobile davanti”.

Che peso la gara di domani?

“Peso importante, partita tosta. Il Napoli insieme al Milan ha mostrato il miglior calcio e ha fatto più punti. Siamo in un momento di crescita, penso che siamo ancora al 50-60% di ciò che possiamo diventare. Cerchiamo di fare uno step in più”.

Sui sorteggi dell’Italia e come si arriverà agli spareggi?

“Ho visto ieri, sono sempre dell’idea che si parli troppo subito di Italia-Portogallo, ce n’è un’altra prima che va vinta con la Macedonia. Sul tempo a disposizione l’argomento diventa più complicato quando si parla di Nazionale, le tempistiche e i calendari sono sempre problematiche. Ieri siamo rientrati tardi, oggi ripartiamo, purtroppo il calendario è questo, vediamo se si riesce a sistemare qualcosa in più. Speriamo che l’Italia comunque passi”.

Un tuo nuovo obiettivo?

“In questi anni ho sempre avuto un obiettivo, diventare importante per la Lazio, non solo nella squadra, anche un po’ come un’icona. Sono di qua, è quello che ho sempre voluto. Il percorso è stato complicato, ora sto raccogliendo qualche frutto ma non ho fatto ancora niente, non ho fatto 100 partite consecutive con la Lazio. Per questo penso sempre alla gara dopo. Ho iniziato a pensare così, senza pensare a obiettivi troppo futuri, sennò si possono saltare quelli di mezzo e diventa complicato. Faccio il massimo di partita in partita”. 

Su cosa puoi migliorare?

“Un po’ su tutto, quello che chiede il mister è un ruolo al centro della squadra. Sto vedendo molti video dopo le gare per vedere le diverse situazioni, poi in base avversario cambia tutto. Ho qualcosa in meno nel leggere situazioni difensive”.

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Quanta fiducia senti? Dei convocati per l’ultima vittoria a Napoli del 2015 siete rimasti tu e Felipe Anderson…

“Era il mio primo anno alla Lazio, me la ricordo tanto quella partita, piena di emozioni. Io sinceramente, dopo essere tornato dalle esperienze fatte fuori, non credo di essere cambiato tanto, soprattutto rispetto all’anno scorso. Sono sempre stato uno che ha dato il massimo quando veniva chiamato in causa. Le partite che giochi poi però ti portano fiducia e a capire situazioni che in allenamento non puoi capire a pieno. Non penso di essere cambiato di tanto rispetto al passato, magari trovando più continuità e spazio la fiducia cresce, anche l’alchimia coi compagni, lo scambiare il pallone. Devo continuare così”.

Cosa è cambiato nel lavoro con Sarri?

“Mister Pioli mi ha fatto esordire, ha creduto in me dopo il prestito in B al Crotone, è stato come un padre, un calciatore collega questo con chi lo butta dentro in A. È stato importante per me, per arricchirmi, non è facile passare dalla Primavera alla B e poi alla A, mi dispiace non avergli dato tutto il secondo anno, ho avuto qualche problema non dettato dal campo, mi è dispiaciuto tanto. Inzaghi ti fa

stare bene, è competente, comunque trova sempre il modo di essere positivo quando le cose non vanno bene. Ti fa stare tranquillo. Qui è stato tanti anni, ti dà quel qualcosa in più nel momento importante. Sarri è inutile che lo dica io, è uno dei migliori a livello internazionale. È stimolante giocare per lui, ogni giorno puoi imparare, pretende molto, ma se viene seguito i risultati possono essere importanti”. 

Le ambizioni di squadra nel breve periodo?

“Ragiono di partita in partita, lo fanno anche i miei compagni. Con il cambio allenatore sono state scombussolate le idee rispetto ai 5 anni precedenti, l’obiettivo non può essere a lungo termine. Una gara ti può far cambiare tutto, pensiamo nel quotidiano, per noi Napoli è importante”. 

Il segreto della nuova alchimia a centrocampo?

“Bella domanda, non c’è un segreto, il primo è la disponibilità di tutti a fare qualcosa di più. Il calcio che chiede il mister, anche se da fuori può sembrare tutto bello, è complicato in fase di non possesso, bisogna recuperare in fretta il pallone quando non ce l’hai, è dispendioso a livello fisico. Tutti vogliono fare uno step in più, capire meglio le distanze dei pressioni, dovranno essere sempre più brevi per recuperare palla e fare male”.

Un momento esatto in cui hai preso consapevolezza di poter diventare importante?

“Non c’è stato un momento preciso, ho fatto il ritiro in un altro ruolo, poi insieme al mister abbiamo deciso di provare lì. Un susseguirsi di cose, di buone prestazioni, anche i risultati ti possono dare una mano. Adesso non è che mi senta un titolare fondamentale, non la vedo così. Se gioco è perché il mister pensa possa essere utile, ho conquistato questo in allenamento e in partita. C’è sempre una competizione positiva tra me, Lucas e Gonzalo, me la sono conquistata sul campo piano piano”.

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Shock in casa Juventus: un terremoto che scioglie tutto il CdA, Agnelli e Nedved

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agnelli lascia la juventus

Un fulmine a ciel sereno per i tifosi Juventini che stanno guardando Portogallo-Uruguay ed il cronista che annuncia un terremoto in casa Juve in diretta. L’intero CdA si è sciolto. A riportarlo è anche Sky dove ha annunciato che il presidente Andrea Agnelli ha lasciato la sua carica e Pavel Nedved ha rinunciato alla sua carica da vicepresidente.

Ad abbandonare la nave è anche l’amministratore delegato Maurizio Arrivabene,

Sulla Gazzetta dello sport si legge come nel tardo pomeriggio siano arrivate le azioni ufficial con le dimissioni del presidente bianconero che chiude il suo ciclo dal 2010, l’ex calciatore biancoceleste, l’Ad, i membri Laurence Debroux, Massimo Della Ragione, Katryn Fink, Daniela Marilungo, Francesco Roncaglio, Giorgio Tacchia e Suzanne Keywood.

Indiscrezioni sul perchè Agnelli e l’intero Consiglio di Amministrazione si siano dimessi

Come riporta la Gazzetta, il coinvolgimento della Juventus è nell’indagine Prisma, aperta dalla Procura di Torino per un falso in Bilancio. La bomba l’ha fatta scoppiare la Consob con le sue ultime contestazioni che hanno spinto a rivedere il progetto di bilancio da approvare e far slittare due volte l’assemblea degli azionisti ( fissata ora al 27 dicembre ).

Il Comunicato ufficiale della Juventus

Il Consiglio di Amministrazione di Juventus Football Club S.p.A. (la “Società” o “Juventus”), riunitosi oggi sotto la Presidenza di Andrea Agnelli, acquisiti nuovi pareri legali e contabili degli esperti indipendenti incaricati ai fini della valutazione delle criticità evidenziate da Consob ai sensi dell’art. 154-ter TUF sui bilanci della Società al 30 giugno 2021, ha nuovamente esaminato le contestazioni della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino, le carenze e criticità rilevate dalla Consob e i rilievi sollevati da Deloitte & Touche S.p.A., società di revisione di Juventus.

Con riferimento alle criticità relative alle c.d. “manovre stipendi” realizzate negli esercizi 2019/2020 e 2020/2021, il Consiglio di Amministrazione ha rilevato che si tratta di profili complessi relativi ad elementi di valutazione suscettibili di differenti interpretazioni circa il trattamento contabile applicabile e ha attentamente considerato i possibili trattamenti alternativi. All’esito di tali complessive analisi e valutazioni, sebbene il trattamento contabile adottato rientri tra quelli consentiti dagli applicabili principi contabili, la Società, per un approccio maggiormente prudenziale, ha: – anzitutto ritenuto di rivedere al rialzo la stima di probabilità di avveramento delle condizioni di permanenza in rosa per quei calciatori che nel biennio 2019/20-2020/21 hanno rinunciato a parte dei compensi e con cui sono state successivamente concluse integrazioni salariali o “loyalty bonus” (rispettivamente, a luglio/agosto 2020 per la prima c.d. “manovra stipendi” e a settembre 2021 per la seconda c.d. “manovra stipendi”); – sulla base delle sopramenzionate possibilità di adozione di legittime metodologie di contabilizzazione alternative, valutato di far decorrere l’accrual pro-rata temporis degli oneri per le integrazioni salariali di luglio/agosto 2020 (per la prima c.d. “manovra stipendi”) e i c.d. “loyalty bonus” di settembre 2021 (per la seconda c.d. “manovra stipendi”) a partire dalla data più remota tra quelle di partenza di una c.d. “constructive obligation” ipotizzate dagli esperti indipendenti (e così, rispettivamente, da giugno 2020 e maggio 2021). Tali revisioni di stime e di assunzioni comportano pertanto rettifiche delle stime di oneri di competenza a fine giugno 2020, fine giugno 2021 e fine giugno 2022 per effetto delle integrazioni salariali siglate a luglio/agosto 2020 e dei “loyalty bonus” siglati a settembre 2021, prevedendone l’accrual pro-rata temporis, secondo il c.d. “straight line approach” (che è uno tra gli approcci ammessi dai principi contabili), a far data, rispettivamente, da giugno 2020 e da maggio 2021; gli effetti di tali rettifiche sono sostanzialmente nulli sui flussi di cassa e sull’indebitamento finanziario netto, sia degli esercizi pregressi che di quello appena concluso e futuri, e non sono material sul patrimonio netto al 30 giugno 2022. Gli effetti contabili di quanto sopra illustrato, saranno riflessi in un nuovo progetto di bilancio di esercizio e in un nuovo bilancio consolidato al 30 giugno 2022 che saranno esaminati e approvati in una prossima riunione consiliare, resi noti al mercato ai sensi di legge e sottoposti all’Assemblea degli Azionisti già convocata per il 27 dicembre 2022.

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Calciomercato Lazio

Difficile l’addio di Muriqi al Mallorca a gennaio

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muriqi mallorca

Dopo una brutta esperienza in maglia biancoceleste, con quasi 50 presenze ed un solo goal in una stagione e mezzo, Vedat Muriqi è rinato in Spagna con il Mallorca dove sta dando prova di grandi prestazioni.

Nelle ultime ore si è parlato del possibile addio del kosovaro a gennaio verso squadre come l’Aston Villa ed il Siviglia. Il suo contratto scade nel 2027 e contiene una clausola rescissoria di circa 40 milioni di euro. La Lazio ha il diritto al 45% su una futura rivendita, per questo la società starebbe monitorando la situazione.

Nonostante i rumors, l’attaccante non sembrerebbe essere totalmente interessato a lasciare la sua squadra dopo le ottime prestazioni. Sono 8 i goal dopo solo 12 presenze in Liga quest’anno, dietro solamente ad un certo Lewandoski. Il Mallorca si trova attualmente all’undicesimo posto, lontano dalla zona retrocessione.

Vedremo durante il mercato invernale come si evolverà la situazione.

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Intervista

Delio Rossi: “Sono legato ai giocatori che ho allenato nella Lazio”

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delio rossi

Nell’evento Sing a Song organizzato dall’associazione di Suor Paola, c’era anche Delio Rossi che è staro raggiunto dai microfoni di Lazio Style Channel:

Quando Suor Paola chiama per un evento, non si può dire di no. Parliamo di una figura importante inserita in una grande famiglia come la Lazio, non dobbiamo mai dimenticare, da persone fortunate, di dare una mano a chi ne ha bisogno. Vivendo a Roma da tanti anni, posso dire che se ti sei comportato bene con la Lazio, i tifosi non lo dimenticheranno e questo gli fa onore. E questa è una cosa che tocco con mano ancora oggi. Sono molto legato ai giocatori allenati durante il mio periodo alla Lazio: giocavamo bene, nonostante non avessimo magari in rosa molte qualità eccelse. Avevamo sicuramente organizzazione, grazie al gruppo raggiungemmo risultati impensabili“.

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