Lazio di rimonta

La Lazio tutto sommato è la stessa dello scorso anno, con un Lazzari in più, anche se nelle ultime partite non è neanche partito titolare. Allora come si spiegano questi risultati?

Va bene il talento ma non può essere tutto li, anche la Juve ha talento in squadra, forse anche di più della Lazio, e il Napoli allora? Eppure la squadra di Gattuso è a oltre 20 punti dalla Lazio.

Il talento è importante, il campione fa la differenza nelle grandi partite, ma il gruppo ti porta a giocarle. Il segreto di questa Lazio è la convinzione del gruppo. Il fatto che quando si va sotto la squadra non molla mai. Guardate la Roma, appena va sotto la partita finisce. Bene la Lazio quest’anno su 9 partite in cui è andata sotto ne ha vinte 4 e pareggiate 4 (una era sotto 3-0…). 

Leggi anche:   PROBABILI FORMAZIONI 31^ GIORNATA

In Europa solo il Liverpool ha fatto meglio, in Italia nessuno. Puoi essere fortunato a rimontare una partita, ma quando lo fai sempre non può essere una coincidenza no? La Lazio ha rimontato contro la Juve in campionato, nel derby (2 volte) e contro l’Inter. Proprio i nerazzurri erano gli unici contro cui la Lazio non aveva ribaltato il risultato. Ma la faccia di Inzaghi dopo il gol dell’Inter ha detto tutto “Calmi, non è successo niente”. 

Leggi anche:   Piove sul bagnato. Correa out per almeno 20 giorni

Ecco questo è il segreto della Lazio. Anche sotto 1-0 la squadra gioca con tranquillità convinta dei propri mezzi. E questo fa tutta la differenza del mondo, perché come ha detto Antonio Conte dopo la partita contro la Lazio, l’Inter invece nella ripresa ha giocato con ansia, perché vedeva che la squadra di Inzaghi aveva preso campo e giocava con grande fiducia e sicurezza.

Leggi anche:   El Tucu Correa alla riscossa: " Il mio infortunio non ci fermerà!"

8 rimonte su 9 sono un segnale forte, di una squadra convinta dei propri mezzi e che non vai mai nel pallone. Se a questo aggiungiamo quante volte la Lazio ha trovato il goal negli ultimi minuti completiamo il puzzle di una squadra in fiducia ma non presuntuosa. Ecco il segreto della Lazio