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Lazio, il bilancio indica la strada: cessioni, giovani ed Europa per raggiungere l’equilibrio dei conti

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Il bilancio Lazio al 30 giugno 2026: perdita di 10 milioni, ricavi in calo, indebitamento finanziario netto a 126,4 milioni e patrimonio positivo grazie alla rivalutazione di Formello.

La Lazio mette nero su bianco la propria strategia economica per i prossimi mesi: player trading, ringiovanimento della rosa, valorizzazione dei giovani e ritorno nelle competizioni europee. È quanto emerge dalla sezione dedicata all’“evoluzione prevedibile della gestione” contenuta nella relazione finanziaria consolidata al 30 giugno 2026.

Il documento chiarisce quali siano le leve sulle quali il club intende fare affidamento per sostenere il proprio fabbisogno finanziario e raggiungere quello che la società definisce “equilibrio economico-finanziario-patrimoniale”.

La Lazio ricorda il blocco parziale del mercato

Nel documento la società torna innanzitutto sulle limitazioni che hanno condizionato il mercato estivo 2026.

La Lazio parla dell’:

«impossibilità di operare nella sessione estiva 2026 del calciomercato»

attraverso nuovi acquisti, salvo la copertura integrale degli impegni economico-finanziari collegati alle operazioni.

In sostanza, il cosiddetto blocco parziale che ha obbligato il club a muoversi attraverso operazioni sostenibili e compensazioni.

Nonostante questo, la società sostiene di aver continuato il proprio percorso di rafforzamento e ringiovanimento della rosa.

Cessioni al centro della strategia

Il passaggio più significativo riguarda però il fabbisogno finanziario futuro.

La relazione spiega infatti che:

«Il fabbisogno prospettico sarà gestito attraverso i proventi realizzati dalla cessione dei diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori nella prima sessione della stagione in corso».

Il concetto è chiaro: le cessioni continueranno ad avere un ruolo centrale nella gestione economica della Lazio.

Il player trading non viene quindi presentato soltanto come una possibilità di mercato, ma come una delle leve utilizzate per sostenere il fabbisogno finanziario del club.

Plusvalenze ancora fondamentali

La Lazio richiama anche un altro elemento:

«il differenziale tra le correnti quotazioni di mercato della rosa della prima squadra ed i valori d’iscrizione in bilancio».

Tradotto: esistono giocatori che oggi hanno un valore di mercato superiore al valore con cui risultano iscritti contabilmente.

La loro eventuale cessione può quindi generare plusvalenze.

Ed è proprio questo uno degli aspetti più importanti della strategia.

Vendere un calciatore acquistato a poco o ormai quasi completamente ammortizzato può produrre una plusvalenza rilevante e, contemporaneamente, alleggerire il costo della rosa.

Cosa significa per il mercato?

Qui è necessario fare una precisazione.

Il documento non dice che la Lazio sia obbligata a vendere uno specifico calciatore a gennaio.

Non vengono indicati nomi.

Non viene scritto che Mandas, Taylor, Provstgaard o altri debbano essere ceduti.

La relazione descrive invece una strategia generale nella quale i proventi da cessioni e il differenziale tra valore di mercato e valore contabile rappresentano strumenti importanti per sostenere i conti.

Qualunque collegamento con singoli giocatori resta quindi, al momento, un’ipotesi di mercato.

Più giovani e meno costi

Un’altra leva indicata dalla società è:

«l’ulteriore ristrutturazione e ringiovanimento della rosa della prima squadra anche con il ricorso al settore giovanile».

La direzione appare evidente.

La Lazio vuole costruire una squadra più giovane, con calciatori potenzialmente valorizzabili e un peso economico più sostenibile.

Il ricorso al vivaio avrebbe inoltre un doppio vantaggio: ridurre i costi di acquisizione e creare internamente patrimonio tecnico.

L’Europa diventa fondamentale anche per il bilancio

Tra gli obiettivi indicati compare esplicitamente:

«il ritorno alle competizioni internazionali con i relativi introiti».

La qualificazione europea assume quindi un valore che va ben oltre il risultato sportivo.

Champions League, Europa League o Conference significano infatti nuovi ricavi attraverso premi UEFA, diritti televisivi, botteghino e maggiore esposizione internazionale.

Ed è qui che si comprende meglio perché la società abbia indicato l’Europa come un obiettivo particolarmente importante.

Fabiani e Gattuso: due prospettive differenti

Sul piano comunicativo, nelle scorse settimane era emersa una differenza evidente.

Angelo Fabiani aveva parlato dell’Europa come “obiettivo minimo”.

Gattuso, invece, aveva respinto l’idea di caricare la squadra di una pressione di questo tipo, preferendo ragionare partita dopo partita.

Le due posizioni possono apparire differenti, ma il bilancio aiuta a comprenderne le ragioni.

Per l’allenatore l’Europa è un obiettivo sportivo.

Per la società è anche una necessità economica molto importante.

Nuovi sponsor per aumentare i ricavi

La Lazio cita anche la necessità di:

«stipula di nuovi contratti di sponsorizzazione».

Altro tema particolarmente rilevante.

Il club ha bisogno di aumentare i ricavi commerciali per ridurre la dipendenza dalle plusvalenze e dai diritti televisivi.

Nuovi sponsor, maggiore valorizzazione del brand e incremento del merchandising potrebbero contribuire a diversificare le entrate.

Valorizzazione degli asset

Nel documento compare poi il riferimento alla:

«valorizzazione di asset aziendali».

Una formula ampia che può comprendere il migliore utilizzo delle proprietà e delle risorse patrimoniali del gruppo.

Anche questo elemento viene inserito tra le leve attraverso cui raggiungere maggiore equilibrio.

E torna lo smobilizzo dei crediti

Particolarmente significativo è anche il riferimento al:

«ricorso allo smobilizzo di crediti, da sempre utilizzato dal Gruppo».

In sostanza, la Lazio utilizza strumenti finanziari che consentono di anticipare l’incasso di crediti futuri.

È una pratica finanziaria utilizzata per migliorare la liquidità immediata, ma che mostra anche quanto la gestione del capitale circolante sia diventata centrale nella strategia societaria.

La Lazio prevede di raggiungere l’equilibrio

La relazione conclude sostenendo che l’insieme di queste attività:

«lascia prevedere il conseguimento dell’equilibrio economico-finanziario-patrimoniale».

È questa la previsione del management.

Non una certezza matematica, ma una valutazione basata su una serie di condizioni: cessioni, valorizzazione della rosa, Europa, sponsor, giovani e gestione finanziaria.

Il campo e il mercato sono sempre più collegati

La fotografia che emerge dal bilancio è molto chiara.

La Lazio ha bisogno contemporaneamente di:

vendere bene, valorizzare giovani, ridurre i costi, tornare in Europa e aumentare i ricavi commerciali.

Tutti elementi strettamente collegati.

Se la squadra raggiunge l’Europa, aumentano i ricavi.

Se i giovani crescono, aumenta il valore della rosa.

Se alcuni calciatori vengono ceduti a valori superiori a quelli contabili, arrivano plusvalenze.

È un equilibrio delicato, perché vendere troppo può indebolire la squadra proprio mentre il club ha bisogno dei risultati sportivi per generare nuovi ricavi.

Ed è probabilmente questa la sfida più importante per la Lazio dei prossimi mesi: risanare e riequilibrare i conti senza compromettere la competitività costruita sul campo.



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