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Lazio, Budoni: “Turnover necessario. Gratuite le critiche a Jony

La Lazio questa sera avrà bisogno di battere il Rennes per non complicare ulteriormente il passaggio del girone di Europa League. Il mister Simone Inzaghi proporrà 8 cambi in formazione, una scelta che ha attirato alcune critiche. A quest’ultime ha voluto rispondere l’ex portiere biancoceleste Riccardo Budoni a Lazio Style Radio 89.3: “Non riesco a capire tutte queste polemiche, turnover o non turnover etc. Io penso che i tempi siano cambiati, non è più come quando giocavo io, le rose sono lunghissime. L’allenatore può scegliere in base alle esigenze della partita tra 24-25 elementi. Ormai anche la visione di Inzaghi penso che vada verso la partecipazione totale di tutto il gruppo. La campagna acquisti è stata realizzata con l’obiettivo di vedere due giocatori per ruolo. Io penso che la crescita di un giocatore viaggi anche attraverso gli errori, solo così va a limare quel gap con i titolari, altrimenti il tecnico non capirà se questi giocatori siano da Lazio oppure no”.

SU CATALDI: “Cataldi è un prodotto del vivaio. La società deve valorizzare questo tipo di calciatori, per questo Badelj è stato ceduto. L’obiettivo di Inzaghi è quello di creare un centrocampo duttile. Leiva è il faro del gioco, dà i ritmi giusti, e il suo vero sostituto è Parolo e non Cataldi, che ha meno esperienza del suo compagno. Il vero ruolo di Danilo può essere quello di dare supporto al centrocampo diventando una sorta di “Parolo”, deve acquisire la padronanza del ruolo”.

SERVE TEMPO: “Berisha è in una buona condizione fisica adesso, quindi deve sfruttare questa occasione per fare bene e mettere in luce le sue caratteristiche. Può essere un’alternativa in più, ha caratteristiche diverse dagli altri centrocampisti. Anche la scelta di Jony e Lazzari sulle fasce può dare variabilità al gioco della Lazio, che non sfrutterà più una sola fascia. Le critiche che Jony ha ricevuto contro l’Inter sono state gratuite. Ha fatto un errore evidente, forse peccando di troppa sicurezza perché aveva visto l’inserimento di D’Ambrosio. Diamogli tempo, come a Vavro, sperando che gli errori siano sempre al minimo. Ma l’esperienza si fa anche così”.