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Il racconto di Andrea :” Una notte nella prigione polacca “

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PRIGIONE
Si chiama Andrea Ottavi, ha 21 anni, abita a Grottaferrata, è abbonato in Curva Nord. Ha passato la notte di giovedì in una cella di un commissariato di Varsavia. Non aveva fatto niente, se non correre per la paura e per le cariche della polizia polacca, riparandosi davanti alla vetrina di un negozio. Lo hanno fermato e ammanettato. E’ stato rilasciato venerdì. Ieri, con il volo Ryan Air, è atterrato all’aeroporto di Ciampino poco prima delle 15. E’ tornato a casa con i tre amici che erano rimasti a Varsavia per aspettarlo, un altro è atteso nelle prossime ore. Appena sbarcato a Roma, ci ha raccontato tutto. Domani sera tornerà allo stadio Olimpico per vedere la partita con il Napoli. «Ho ancora il biglietto di Legia-Lazio in tasca…» ha sospirato, prima di cominciare a ricordare la notte più brutta della sua vita.

Quando sei arrivato a Varsavia?  «Giovedì, il giorno della partita. all’ora di pranzo. Ero con altri quattro miei amici, abbiamo capito subito che non tirava una buona aria». 

Perché?  «Avevamo affittato un appartamento in centro. Costa meno. Appena entrati, ci siamo accorti che due tifosi del Legia erano davanti al portone. Guardavano e ci chiamavano. Si erano appostati sotto casa. Prima di uscire, abbiamo aspettato mezz’ora. Verso le 14,30 abbiamo deciso di raggiungere l’Hard Rock. Non volevamo restare soli neppure per mangiare un panino, non ci sentivamo al sicuro. E poi si sapeva che c’erano stati problemi con i 17 tifosi della Lazio arrivati mercoledì». 

Cosa è successo?  «Verso le 4 siamo partiti per andare verso lo stadio, eravamo circa in duecento. Tutti sapevano che ci saremmo ritrovati all’Hard Rock per andare a piedi verso lo stadio. Non sapevamo la strada, la polizia ci ha cominciato a seguire subito. Era un corteo pacifico». 

Come è scoppiato il caos?  «Abbiamo fatto cento metri a piedi, non di più. I poliziotti polacchi erano nervosi. Si sono attaccati con qualche tifoso. Ma all’inizio erano quattro poliziotti contati, gli altri erano tutti sulle camionette. Erano minacciosi. C’è stato uno scazzo. La gente ha cominciato a correre, qualcuno si è spaventato, c’erano anche famiglie, gente normale, bambini. Io ho cominciato a correre, come tanti altri. Per la paura. Ho girato a sinistra, non sapevo dove mi trovavo, mi volevo solo allontanare. Dalle camionette della polizia e dalle macchine facevano scendere gente in borghese. Credo fossero poliziotti in borghese. Polacchi. Hanno tirato fuori i manganelli spagnoli. Correndo più avanti, ci siamo avvicinati a un negozio, abbiamo alzato le mani, eravamo in cinquanta. Non ci hanno toccato. Siamo stati tutti messi per terra, in ginocchio e ammanettati. Nessuno aveva fatto niente. Hanno finito pure le manette. A me sono toccati dei lacci neri. Fastidiosissimi, perché neppure puoi allargare le braccia. Porto ancora i segni. Uno per uno ci facevano alzare e ci perquisivano. Ci hanno tolto tutto, anche il telefono cellulare. E ci hanno ripreso con le telecamere, hanno fatto un video a tutte le facce nostre. Senza saltare una persona. Anche a un signore di 40 anni con la moglie. Hanno arrestato tutti. Conosco dei ragazzi di Grottaferrata che venivano in trasferta per la prima volta. E un nostro amico di 18 anni, che deve ancora tornare, sta da solo. Ha perso il volo, è rimasto senza bagagli. E’ assurdo. Uno schifo è stato. Si può dire, si deve dire». 

Avevi i soldi per rientrare?  «Io sono stato fortunato, perché avevo già prenotato il volo per sabato e mi hanno fatto uscire venerdì». 

Cosa è successo dopo il fermo?  «Ci hanno portato in caserma. Eravamo in dodici, dentro una sala. Ci prendevano uno a uno ogni dieci minuti. Alcol test. Ci hanno fatto spogliare e ci hanno fotografato. E’ andata avanti così sino alle 3 di notte, scrivevano, scrivevano, scrivevano. Riempivano dei fogli, ognuno schedato in modo minuzioso. Ci hanno preso le impronte digitali, hanno scattato le foto con e senza cappello. Alle 3 di notte siamo stati portati in carcere» 

In Polonia parlano di commissariato.  «Sì, forse sarà stato un commissariato. Non lo so. Con una camionetta, sono stato portato all’interno di una caserma. Era grandissima. Non so da quale parte di Varsavia si trovasse. Sotto alla stanza dove siamo stati per diverse ore, c’erano le celle. Io sono finito in cella. Era una cella come si vede nei film. Sono capitato con un altro ragazzo della Lazio, più piccolo di me. Non esisteva neppure il materasso. Solo il legno, abbiamo dormito sul legno, esisteva appena un cuscino. Alle 6 ci hanno svegliato, ci hanno tolto il cuscino, due pezzi di pane per colazione. Con il ketchup e una fetta di lonza. Nessuno l’ha mangiato. Era carcere. Come nei film. Potevi suonare se volevi andare al bagno, mi sono venuti a prendere dopo un’ora. Non parlavano inglese. E urlavano se dicevi che non capivi cosa stavano dicendo. Un incubo». 

Neppure avete dormito.  «Alle 6 ci hanno svegliato. Il tempo non passava mai. Non ci hanno dato neppure l’acqua. Io ho bevuto al rubinetto del bagno, una sola volta, quando sono andato a fare pipì». 

Avevate notizie degli altri fermati?  «Poche. Ho saputo, solo quando mi hanno rilasciato, che altri ragazzi erano stati portati a 30 chilometri da Varsavia, altri non so dove. Eravamo divisi, sparpagliati. Ma ci tengo a dire una cosa». 

Prego.  «I poliziotti trovati in caserma non erano cattivi, hanno capito la situazione. Siamo stati trattati male per la procedura, perché dovevano farlo. Parlavano, ci hanno raccontato come è finita la partita tra Legia e Lazio. Una ci ha persino detto di sporgere una querela, di denunciare quello che era successo». 

Hai avuto paura?  «Io non ho fatto niente. Sono solo scappato. Dai video hanno visto questo». 

Dopo la sveglia in cella, cosa è successo?  «Ci hanno portato in tribunale, dove mi hanno restituito tutto. Una bustina con gli effetti personali, si erano presi tutto, i soldi, anche il codice del cellulare. Non ho potuto chiamare i genitori, quella è stata la mia principale preoccupazione. Ci hanno ammanettato in due e poi in tre per raggiungere il tribunale». 

Com’è stato il processo?  «Eravamo in tre. Io, una persona con un vestito nero (una toga, ndr) e l’interprete, una donna polacca che traduceva in italiano. Non erano cordiali neppure gli interpreti. Dovevo dire di essere colpevole di schiamazzi, questo è stato il significato del processo. Dicevano che non si può correre o urlare in giro per Varsavia. Sono stato accusato di schiamazzi. “Dici che sei colpevole e noi ti liberiamo” sono state le parole del giudice. Mi ha detto anche che dovevo pagare 400 zloty, l’equivalente di 100 euro con la moneta polacca. E poi ha aggiunto: “Siccome ti sei fatto due giorni in carcere, non li paghi”». 

E se non ti fossi dichiarato colpevole di schiamazzi cosa sarebbe successo?  «Mi hanno detto. Rito abbreviato. Se dichiari di essere innocente, ti rilasciamo lo stesso ma poi dovrai tornare in Polonia per un procedimento. Ho accettato di dire che ero colpevole di schiamazzi. E sono uscito. Neppure ho aspettato la sentenza». 

Avevi un avvocato, un difensore d’ufficio?  «No. Eravamo in tre. Io, il giudice, l’interprete. Sono stati rilasciato alle 17. Ho preso un taxi e sono tornato in appartamento. Ho trovato i miei tre amici. E abbiamo ospitato il ragazzo che era in cella con me. Un altro amico è stato rilasciato in queste ore, si è fatto tre giorni di carcere. E’ brutto. E’ una roba assurda. Gli altri non so. Forse sono dentro ancora una trentina di ragazzi. Per alcuni sarà un processo più grave». 

Dicono che in Polonia è reato mettere il passamontagna.  «Me l’hanno detto. Ma non ho visto tifosi con il passamontagna. Tutti avevano il cappello per ripararsi dal freddo». 

Cosa ti resta?  «La sensazione brutta del carcere. Non pensavo mai di doverla affrontare. Mi ha detto bene. Un signore di 40 anni è capitato in cella con un delinquente tedesco». 

Come è potuto succedere il caos?  «Non mi sono dato una spiegazione: 150 tifosi fermati non si era mai visto. Allo stadio è entrata poca gente. Alcol test prima di entrare. Mi sembra esagerato. Tutti per terra, con le ginocchia dei poliziotti sopra la schiena. E’ stata un’esperienza bruttissima». 

Tornerai in trasferta?  «In trasferta sì. In Polonia no, di sicuro. Neppure in vacanza». 

Aspettavate un aiuto maggiore?  «Sì, dall’Italia, dall’ambasciata. Ci siamo sentiti abbandonati. Nessuno di noi sapeva cosa stava succedendo. Eravamo soli. Sono stati due giorni infernali. Per alcuni non è ancora finita. E’ stato uno schifo, ci hanno trattato come criminali». 

Quando hai sentito i genitori?  «Venerdì alle 5 del pomeriggio, appena sono uscito, ho parlato con papà. Aveva sentito i miei amici, sono stati molto bravi, devo ringraziarli. Un mio amico li aveva avvertiti. I miei genitori erano preoccupato, ma sapevano che non avevo fatto niente». 

Cosa ti viene da aggiungere?  «In Polonia non ci torno più. Una cosa del genere non mi era mai capitata. Qui a Roma i polacchi hanno fatto come gli pareva. Venerdì sera abbiamo visto al Casinò alcuni tifosi del Legia, per fortuna non è successo niente. Ci stavano cercando, all’interno del Marriott. Gente non bella da incontrare. Mi sono messo a giocare a black jack, avevo qualche soldo in tasca perché a Varsavia ci sono stato due ore… Appena arrivato, mi hanno messo dentro senza aver fatto niente». 

Domani sarai all’Olimpico?  «Sì, certo. Ora è importante aiutare tutti gli altri ragazzi. Quelli che sono ancora in Polonia dovranno pagare molti soldi per rientrare a casa. E’ importante che si dia una mano a chi sta uscendo in queste ore. Un giorno è stato bruttissimo. Immagino cosa possa significare passarne lì dentro tre o quattro».

(CdS)

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La guerra fredda tra la Lazio e Sky

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sky lazio sara benci

Lazio vs Sky | Ha suscitato l’ennesima polemica un servizio di Sky andato in onda pochi giorni fa durante la presentazione di Dybala alla Roma. Ci può stare che in mondovisione si possa festeggiare con dei cori di sfottò verso i rivali. Durante il servizio infatti, i tifosi giallorossi hanno intonato il famoso coroe Lazio m***a “. La miccia invece ha fatto esplodere la bomba con l’inviata Sara Benci che ha commentato con “ mi stavo gustando i cori…“. Una polemica scoppiata anche sui social per l’ennesimo episodio di imparzialità della paytv. Un’azienda che non è un since1900 che può essere di parte, ma un colosso sportivo che guadagna milioni di euro anche grazie a tutti i tifosi di altre squadre e quindi si pretende imparzialità a 360 gradi, che sia Lazio, Roma, Inter etc…

Il comunicato della Lazio

Non è passato inosservata la penosa uscita della giornalista con la Lazio che prende subito in mano la situazione con una Nota Ufficiale apparsa sul suo sito ufficiale.

Può succedere che, durante una diretta televisiva, finisca in onda un coro offensivo come quello riservato da alcuni tifosi romanisti alla Lazio durante la presentazione di Dybala. Non può invece succedere che a quel coro si dia evidenza con ironie da studio del tutto inappropriate. Ci aspettiamo da Sky e dalla diretta interessata, Sara Benci, le scuse ai tifosi della Lazio: se proprio non si riesce ad essere imparziali, come dimostrano diversi episodi negli anni, si può e si deve almeno avere rispetto per i tifosi e gli abbonati biancocelesti.

Il responsabile di Sky Sport, Federico Ferri, getta Benzina sul fuoco

A poche ore dalla nota ufficiale della Lazio risponde Federico Ferri, responsabile di Sky Sport con delle parole che non piacciono ai tifosi Laziali.

Quello che non deve succedere è che vada in onda un coro volgare o offensivo, contro chiunque. È successo per errore e me ne scuso, con i tifosi della Lazio e con tutti i nostri abbonati. Quello che può invece succedere è che una giornalista faccia un commento, di certo non riferito a quel coro, che non aveva evidentemente sentito. Un fraintendimento facile da chiarire, magari senza esporre le persone alla gogna e agli insulti social, e senza scendere in basso. Cosa che a Sky Sport non intendiamo fare ne ora, ne in futuro”.

La Risposta di Sara Benci

 “Mi dispiace che quanto andato in onda ieri in occasione della presentazione di Dybala ai tifosi, possa aver generato un equivoco su quali fossero le reali intenzioni del mio commento.

 Ho già spiegato in un post su Instagram che non mi crea alcun disagio, né professionale né personale, l’accusa di essere tifosa di una qualunque squadra. Ogni giorno ricevo messaggi in cui sono associata a colori diversi e in ogni caso cerco di farmi scivolare addosso le offese gratuite, accettando le critiche costruttive perché fanno parte del mestiere e della crescita personale. 

Detto questo, chiedo scusa a tutti i tifosi che si possono essere sentiti offesi da un commento che nulla aveva a che vedere con la loro squadra, ma voleva essere un elogio delle sane passioni che governano lo sport che amiamo. Dallo studio di Sky Sport 24, durante la diretta, non ho sentito i cori contro la Lazio.

Chi conosce le dinamiche di un collegamento televisivo da un luogo così affollato e rumoroso non avrà difficoltà a credere che poco o nulla dei cori in sottofondo è percepibile dallo studio, in più ci sono i ritardi dovuti alla propagazione del segnale audio che rendono comunque complicata l’interazione. Il mio commento al rientro era quindi del tutto indipendente dagli ultimi secondi di audio arrivati al pubblico, ma era solo riferito a quelli ascoltati e raccontati fino a quel momento, con la grande partecipazione di pubblico e l’entusiasmo dei tifosi per il nuovo acquisto, Dybala: quello che magari, come spesso accade, fino a pochi mesi prima era fischiato per le sue magie con un’altra maglia. Ribadisco: il mio lavoro vive e si alimenta delle passioni dei tifosi e io le faccio mie ogni volta, di qualunque colore”.

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Calciomercato Lazio

Calciomercato Lazio 2022: la situazione delle cessioni, acquisti, trattative

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calciomercato lazio 2022

Il calciomercato della Lazio 2022 non è mai partito così in fretta in tutta l’era Lotito.

Complice il malumore iniziale di Maurizio Sarri per il mercato passato, gli esuberi e l’indice di liquidità, il presidente si è mosso in anticipo rispetto le scorse stagioni.

Stagioni dove il 90% dei giocatori arrivavano alla conclusione del ritiro di Auronzo di Cadore o allo scadere della finestra di mercato.

In questa sessione di mercato non ci è mai capitato di scrivere così tanto ma da una parte siamo contenti di farlo. Vuol dire che qualcosa si sta smuovendo ma notiamo anche molti giocatori che hanno lasciato la Capitale senza che la Lazio potesse fare cassa.

Vediamo come si sta muovendo la società biancoceleste

Tabellino calciomercato Lazio 2022

Acquisti

Cancellieri ( Hellas Verona ), Casale, Marcos Antonio (Shakhtar ), Gila, Zaccagni ( riscatto dal prestito della scorsa stagione ), Alessio Romagnoli, Maximiano ( Granada )

Cessioni

Vavro ( Copenaghen, riscattato dal prestito ), Reina ( rescissione consensuale del contratto ), Correa ( riscattato dall’Inter nel prestito della scorsa stagione ), Bobby Adekanye ( Go Ahead Eagles ), Lucas Leiva ( svincolato al Gremio ), Luiz Felipe ( Svincolato al Real Betis ), Strakosha ( Svincolato), Jordan Lukaku ( Svincolato ), Jorge Silva ( Svincolato ), Cristiano Lombardi ( Svincolato ), Casasola ( Perugia ), Muriqi ( Maiorca ), Jony ( Prestito al Gijon ), Cicerelli ( Reggina ), Alia (Monterosi ), Maistro ( Spal ), Falbo ( Monopoli ), Armini ( Potenza )

Trattative in uscita

Muriqi ( Marsiglia, Bruges ), Acerbi ( Milan, Juventus, Napoli, altro ), Maistro, Luis Alberto ( offerte dalla Spagna ), Sofian Kiyine ( Hellas Verona ), Tiago Casasola (Perugia ), Floriani Mussolini ( Pescara ), Raul Moro ( Hellas Verona ), Escalante (Cadice), Hysaj ( Valencia )

Trattative in entrata

Mertens , Maximiano ( Granada ), Carnesecchi ( Atalanta), Vicario ( Empoli ), Ilic ( Hellas Verona ), Provedel ( Spezia ), Sirigu ( Svincolato ), Marcelo ( Svincolato ), Emerson Palmieri ( Chelsea ), Valeri (Cremonese), Terracciano (Fiorentina), Silvestri (Udinese), Vecino ( svincolato Inter), Sportiello (Atalanta ), Udogie ( Udinese )

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La storia degli Irriducibili

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STORIA

Nel 1987 un manipolo di ragazzi si distacca dal gruppo portante, sono gli Irriducibili che diventeranno il gruppo più importante e numeroso della tifoseria organizzata calcistica della Lazio. Il gruppo si colloca all’interno dello Stadio Olimpico di Roma, assieme alla maggior parte della tifoseria biancoceleste, nel settore Curva Nord. Il simbolo del gruppo degli Irriducibili è Mr. Enrich, un vecchio fumetto inglese.Il gruppo nasce nel 1987, dalla precedente Associazione Mr. Enrich, affiancandosi all’allora gruppo trainante della Curva Nord, gli Eagles’ Supporters, scioltisi all’inizio degli anni novanta.

Numerose sono state, negli anni, le enormi coreografie organizzate dal gruppo nei derby, come il bandierone col simbolo del gruppo che copriva tutta la curva o come l’entrata degli stessi in curva, travestiti da astronauti e con dei grandi palloncini rappresentanti il Sistema Solare, con lo striscione “Il futuro ci appartiene”. Ingranditosi negli anni a partire dalla sua fondazione, è finito spesso in cronaca per incidenti da stadio, diffide, e per la morte in uno scontro a fuoco (1998) di uno dei suoi esponenti di spicco: il trasteverino Claudio Marsili, detto “Cupido”. Sono clamorose alcune iniziative degli Irriducibili, come quella di scendere in piazza e bloccare il trasferimento dell’idolo Beppe Signori dalla Lazio al Parma.

Gli Irriducibili rivoluzioneranno il modo di tifare della Nord: niente più tamburi ma tifo all’inglese. Ma anche esibizione di simboli politici legati all’estrema destra, cori da stadio razzisti (da ricordare l’accoglienza che per mesi fu riservata allo stadio e sui muri di Roma al centrocampista di colore Aron Winter) e una progressiva tendenza alla gestione manageriale della curva. Su tutto ciò, inevitabilmente, nascono contrasti con gli Eagles’ Supporters, che negli anni vedono progressivamente eroso il loro ricambio generazionale e che, dopo numerose aggressioni subite in casa e in trasferta dagli stessi Irriducibili, decidono lo scioglimento all’inizio del 1993.

Nel corso del primo decennio del nuovo millennio, la Nord continua ad essere guidata dagli Irriducibili. Insieme a loro, nella Nord continuano ad esserci numerosi gruppi: il C.M.L., arrivato a più di 30 anni di attività ininterrotta, i Viking Lazio (che però nel 2005 si scioglieranno), gli Ultras, il gruppo Anni ’70, il Manipolo, e i Lazio Fans; nascono anche nuovi gruppi: la Banda Noantri, nata attorno al 2000, che segue stili e modi di agire della tipica Casual Crew inglese, e In Basso a Destra, nato nel 2007, comprendente molti ragazzi della Banda Noantri che nel 2005 si sarà sciolta in seguito a numerose diffide, arresti e problemi interni. I Veterani si spostano in Tribuna Tevere, settore nel quale nasce anche l’Associazione Sodalizio, gruppo comprendente molti tifosi e ultras di vecchia data e tifosi laziali provenienti da tutta Italia.

In Curva Maestrelli (la Curva Sud) nascono la Legione Mr.Enrich, le Ardite Schiere e la Brigata Bigiarelli, alcuni gruppi avranno breve durata. Il campionato 2002-03 è un anno importante per gli Irriducibili che giungono al loro quindicesimo anno di militanza ultras. Nello stesso anno la dirigenza della S.S. Lazio decide di consegnare alla Curva Nord la maglia numero 12, che da quella stagione in poi non verrà indossata da alcun calciatore biancoceleste.

Il 21 marzo 2010, in occasione della partita Cagliari-Lazio, gli Irriducibili mollano il comando dopo 23 anni, lasciando di conseguenza la gestione della curva in mano ai membri della ex Banda Noantri e In Basso a Destra, gruppi come già detto formalmente sciolti per le numerose diffide ma comunque presenti sotto il nome di altri striscioni: essi creeranno una collaborazione tra tutti i gruppi storici della Nord per quanto riguarda le decisioni e la gestione di essa, e tutti si riuniranno sotto il nome di Ultras Lazio Curva Nord, e saranno tutti rappresentati dal vessillo dell’Aquila imperiale, posto ad ogni partita sulla cancellata centrale della Curva Nord dell’Olimpico.

GEMELLAGGI E RIVALITA’

Il rapporto tra gli ultras dell’Inter e della Lazio è sicuramente il più saldo: esso è nato attorno alla metà degli anni ottanta e si è rinsaldato negli ultimi anni con la finale della Coppa UEFA 1997-98 a Parigi e il 5 maggio 2002, quando allo Stadio Olimpico molti tifosi laziali auguravano agli “amici” interisti la conquista dello Scudetto.Un altro episodio significativo è riferibile al match Lazio-Inter del 2 maggio 2010, alla terz’ultima giornata del campionato 2009-10, quando la tifoseria della squadra capitolina ha incitato per tutti i novanta minuti la compagine milanese, spingendola così verso il sorpasso decisivo in testa alla classifica nei confronti dei “cugini” romanisti, superati proprio grazie alla vittoria dei nerazzurri sui biancocelesti per 2-0.Tra gli ultras della Nord ed i tifosi della Triestina c’è un vero e proprio gemellaggio che risale agli anni ottanta, quando entrambe le due squadre militavano in B. Successivamente la squadra giuliana, in una partita all’Olimpico contro la Roma, ha esposto i vessilli biancocelesti saldando ancor di più il rapporto.

Altro buon legame è quello che gli ultras capitolini hanno stretto con quelli dell’Hellas Verona, anche se in realtà non esiste un vero e proprio gemellaggio, c’è fra le due fazioni forte sintonia politica, stile nel modo di tifare e scambi di ospitalità in partite importanti per le due tifoserie ; stessa cosa vale riguardo al rapporto con i tifosi di Ascoli e Chieti. Nell’ultima partita in serie A dell’Ascoli contro la Lazio questa amicizia si è incrinata per dissidi interni, in merito ad uno striscione esposto dagli interisti contro l’Ascoli in riferimento alla morte di Nazareno Filippini, tifoso ascolano morto durante un Ascoli-Inter, per tanto oltre pochi rapporti strettamente personali, l’amicizia tra le tifoserie si considera interrotta. A livello internazionale, i gemellaggi più importanti sono quelli con il Real Madrid e l’Espanyol: il primo nasce nel 2001 durante una partita di Champions League tra le due squadre, e l’altro per il trasferimento di alcuni ultras laziali storici a Barcellona i quali legarono subito con gli ultras della squadra meno blasonata ma che rappresenta il club fedele ad una identità nazionale a differenza dei Barcellona che rappresenta per antonomasia la forte rivendicazione catalana della città. Nascono altre amicizie molto forti ad esempio, quella con il Chelsea e soprattutto Levski Sofia, nate soprattutto da convergenze “pseudopolitiche”. Quella con i sostenitori del West Ham è una sintonia nata principalmente per la convergenza di abitudini e stile di tifo.

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Le amicizie europee con le due tifoserie spagnole nascono nel 2001 , tra gli Irriducibili e gli Ultras Sur durante il doppio confronto in Champions League 2000-01 tra le due squadre, rinsaldato dagli incontri nella fase a gironi della Champions League 2007-08. Tra i due gruppi ultras sembra esserci anche una convergenza di ideali politici, tendenti all’estrema destra. Gli ultras spagnoli hanno sostenuto i tifosi biancocelesti nella trasferta iberica contro i rivali storici dell’Atlético Madrid in occasione della gara di ritorno dei sedicesimi di finale dell’Europa League 2011-12. Il secondo nasce per convergenze “pseudopolitiche”. Anche se le due formazioni non si sono mai incontrate in match ufficiali, gli Irriducibili e le Brigadas Blanquiazulas hanno stretto questo gemellaggio per il condiviso odio sportivo nei confronti del Barcellona. Lo striscione dei sostenitori spagnoli è spesso presente in Curva Nord. Durante il match di andata dei sedicesimi di finale della Coppa UEFA 2006-07 tra Espanyol e Livorno, i tifosi laziali sono stati presenti tra le Brigadas Blanquiazulas per sostenere gli spagnoli contro i rivali amaranto.

Anche il gemellaggio stretto con i tifosi del Levski Sofia nei primi anni duemila è di natura pseudopolitica, oltre che per amicizie personali tra i capi ultrà. Questo rapporto si è saldato ancor di più in occasione del doppio confronto tra i due club nella fase a gironi dell’Europa League 2009-10. L’amicizia con i Blues del Chelsea è nato all’inizio degli anni novanta, quando un gruppo di ultras biancocelesti residenti a Londra hanno stretto ottimi rapporti con i supportres britannici. Tale legame si è rinsaldato in occasione degli incontri di Champions League nelle edizioni 1999-2000 e2003-04. Questa amicizia si è però deteriorata quando gli ultras laziali stringono un vero e proprio gemellaggio con i loro rivali storici, la famigerata tifoseria organizzata del West Ham, la famigerata Inter City Firm. In più di un’occasione gli ultras di entrambe le squadre sono andati a sostenerle sia allo Stadio Olimpico che ad Upton Park. Per commemorare questo gemellaggio i tifosi laziali sono andati a dare manforte agli Hammers in occasione della finale play-off di Championship 2011-12 a Wembley. Inoltre gli Irriducibili e la I.C.F. espongono nelle proprie curve una pezza commemorativa del gemellaggio, raffiguarante lo stemma della società romana e i due martelli tipici del team londinese.

La più accesa e storica rivalità non può che essere con i tifosi dell’altra squadra della Capitale: la Roma. L’ostilità degli ultras biancocelesti con i tifosi del Napoli nasce dal gemellaggio che legava negli anni ottanta napoletani e romanisti. Nei confronti della tifoseria rossonera è sempre esistita un’accesa rivalità, soprattutto dopo il campionato vinto in rimonta nelle ultime giornate dal Milan nel 1999 a discapito della Lazio. La rivalità nei confronti della Juventus invece deriva principalmente dall’antipatia dei tifosi laziali nei confronti della dirigenza bianconera, oltre che per la rivalità fra gli juventini e i tifosi gemellati dell’Inter.

I contrasti con la tifoseria dell’Atalanta nascono alcuni anni fa a causa di forti divergenze politiche; con le tifoserie di Pescara, Perugia e Ternana la rivalità nasce già dagli anni settanta, mentre quella con i sostenitori di Sambenedettese, Genoa, Sampdoria e Pisa si manifesta dagli anni ottanta.

Nel decennio successivo invece, le rivalità si accesero con Bologna, Fiorentina, Torino, Lecce e Foggia. L’origine della rivalità con la tifoseria della Salernitana è dovuta ai duri scontri fra sostenitori biancocelesti e granata prima di un’amichevole disputata a Salerno agli inizi degli anni duemiladieci. La causa della rivalità con i tifosi del Brescia si basa soprattutto per il gemellaggio tra i tifosi delle Rondinelle e quelli dei rivali milanisti. Con i sostenitori di Modena e Livorno la rivalità nasce per le idee politiche dei tifosi emiliani e toscani, notoriamente di estrema sinistra, contrastanti con quelle di estrema destra degli ultras laziali.

A livello internazionale, vi sono molte rivalità sportive, quasi tutte nate negli anni novanta. Tra le più accese c’è quella con i francesi dell’Olympique Marsiglia, nata quando nei primi anni novanta i laziali rubarono ai marsigliesi uno striscione con la scritta “ULTRAS”. Nel 2000, quando i romani tornarono a Marsiglia in occasione di un match della 1999-2000, durante la gara i sostenitori dell’OM li accolsero con lanci di bottigliette e pietre. Altra rivalità è quella con gli inglesi dell’Arsenal, generata soprattutto per motivi di carattere sportivo, da quando il difensore laziale Siniša Mihajlović ed il centrocampista dei Gunners Patrick Vieira si scambiarono insulti razzisti durante un match di 2000-01, oltre al fatto che esiste un gemellaggio tra i tifosi biancocelesti e quelli del Chelsea, storici rivali cittadini dell’Arsenal. L’acredine nei confronti degli spagnoli dell’Atlético Madrid nasce alla fine degli anni novanta, durante la gara di Coppa UEFA 1997-98 valida per la semifinale.

La Lazio, grazie alla vittoria ottenuta al Vicente Calderón nel match d’andata ed al pareggio nel ritorno, riuscì a qualificarsi per la finale, facendo nascere una rivalità sportiva che nel 2001 si acuì con il gemellaggio della tifoseria laziale e quella degli storici rivali del Real Madrid. In occasione della gara di ritorno dei sedicesimi di finale dell’Europa League 2011-12 fra Atletico Madrid e Lazio, i supportres biancocelesti organizzano un corteo in direzione del Vicente Calderón insieme agli Ultras Sur, gruppo di tifosi del Real Madrid. Un’altra rivalità nata negli anni duemiladieci è quella con i greci del Panathinaikos, a seguito del gemellaggio con i tifosi romanisti, dirimpettai cittadini dei biancocelesti. L’astio tra le due tifoserie non si era mai palesato fino all’edizione 2012-13 dell’Europa League, durante la quale le due compagini vengono sorteggiate nello stesso girone. In occasione della gara disputata all’Olimpico, gli ultras greci arrivano allo stadio accompagnati da alcuni tifosi giallorossi, esponendo striscioni e bandiere tipiche del tifo romanista.

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