Ciro Immobile

Il giornalismo medio italiano su Ciro Immobile. Più spazio sui quotidiani esteri che nella stampa italiana.

Non c’è da meravigliarsi su quello che era già scritto da anni ma che con un pizzico di speranza poteva non accadere. La stampa sportiva italiana ignora Ciro Immobile e la sua Scarpa D’Oro. D’altronde che la Lazio e i media italiani non andassero d’accordo, lo si è visto ufficialmente nei giorni di Lockdown. La colpa è di Lotito? Di un presidente che è stato l’unico a spingere per la ripresa mettendoci la faccia mentre tutti gli altri si nascondevano dietro alla scusa del finto perbenismo. Un campionato portato a termine e tutti coloro che postavano striscioni e inveivano contro la Lazio affamata di calcio, esultano ed esaltano gli allenatori, le non vittorie, le salvezze e chi più ne ha, più ne metta. Perchè oltre ad essersi concluso il campionato, molte squadre hanno evitato la bancarotta o gravi guai finanziari ( e non vogliamo fare nomi).

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Ben 36 gol per il partenopeo in una stagione che vale la Scarpa D’Oro, una prestazione stagionale che ha messo pausa alla lotta del trofeo tra Messi e Ronaldo che durava da 10 anni. Un italiano, un giocatore della Serie A che ha portato entrambi i nomi sul tetto europeo facendo il giro delle diverse testate giornalistiche : Marca, Mundo Deportivo, testate tedesche e di ogni campionato europeo esaltando il cammino ed il sogno del numero 17.

Ma niente, non je la ponno fa’ ( come si dice a Roma), pochissimi giornali italiani hanno esaltato il record di un connazionale, gli altri solamente qualche parolina così per non perdere i consensi in un quadratino brutto, come quelli che si danno per i necrologi, dando priorità ai tagli dei capelli di un Cristiano Ronaldo e alle parole di Capello su Zaniolo snobbando il fatto che Ciro abbia compiuto un’impresa storica per il calcio italiano dove solamente Higuain riuscì a fare 36 reti in un campionato di Serie A senza però vincere il premio internazionale che tutti gli attaccanti sognano.

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Ma noi ” il callo” l’abbiamo fatto e Ciro lo sa, ma resta il fatto che ancora una volta, la stampa italiana si è dimostrata per quello che è.