Il progetto della Lazio per lo Stadio Flaminio continua ad andare avanti e adesso arriva una nuova indicazione importante direttamente dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Intervistato da La Repubblica, il primo cittadino ha confermato che la Conferenza dei servizi preliminare si è conclusa positivamente e ha indicato come obiettivo il voto sul riconoscimento del pubblico interesse entro la fine del 2026. la Repubblica
Non significa ancora via libera definitivo allo stadio, ma rappresenta un passaggio politico-amministrativo fondamentale per il progetto biancoceleste.
Gualtieri: «La Conferenza preliminare si è conclusa positivamente»
Il sindaco ha fatto il punto sull’iter del Flaminio:
«La Conferenza dei servizi preliminare si è conclusa positivamente e il parere della Soprintendenza è stato un passaggio importante».
La fase preliminare, dunque, non ha bloccato il progetto, ma ha prodotto una serie di prescrizioni che la Lazio dovrà recepire nel prosieguo della progettazione. Nei mesi scorsi erano emersi soprattutto i temi legati alla tutela della struttura dei Nervi, alla pensilina e all’accessibilità dell’impianto. la Repubblica
Tutela e mobilità restano i due nodi principali
Gualtieri ha indicato esplicitamente le questioni sulle quali sarà necessario intervenire:
«Ora le prescrizioni emerse, a cominciare da quelle sulla tutela dell’impianto e sulla mobilità, dovranno essere recepite nel prosieguo della progettazione».
È un passaggio importante perché conferma che il progetto Casamonti non può proseguire esattamente nella forma originaria.
La Soprintendenza aveva già indicato la necessità di preservare la pensilina e di evitare che il nuovo intervento cancellasse alla vista il vecchio Flaminio. Anche il tema dei flussi, dell’accessibilità e del trasporto pubblico resta centrale. la Repubblica
Pubblico interesse entro la fine dell’anno
La vera novità riguarda però i tempi.
Gualtieri ha dichiarato:
«Puntiamo al voto sul riconoscimento del pubblico interesse in Aula Giulio Cesare entro la fine dell’anno».
È quindi questo il prossimo obiettivo concreto del Campidoglio.
Nelle scorse settimane si era parlato di un possibile passaggio già tra settembre e ottobre, ma le parole del sindaco allargano ora formalmente la finestra fino alla fine del 2026. la Repubblica
Il progetto dovrà passare attraverso il percorso amministrativo previsto e arrivare all’Assemblea Capitolina per il voto.
Cosa cambia con il pubblico interesse
Il riconoscimento del pubblico interesse sarebbe uno dei passaggi più importanti compiuti finora dal progetto Lazio.
Significherebbe che Roma Capitale considera l’intervento proposto dalla società meritevole di proseguire per la sua rilevanza pubblica.
Ma attenzione: non equivarrebbe ancora all’approvazione definitiva dello stadio né all’apertura dei cantieri.
Dopo quel passaggio, la Lazio dovrà proseguire con una progettazione più avanzata e recepire tutte le prescrizioni emerse nella fase preliminare, per poi affrontare la successiva Conferenza dei servizi decisoria.
Roma e Lazio, due iter diversi
Gualtieri ha anche sottolineato la differenza tra i due progetti degli stadi capitolini:
«Roma e Lazio sono in fasi diverse dei rispettivi percorsi, ma il nostro impegno riguarda entrambe».
La distinzione è importante.
Il progetto della Roma a Pietralata ha appena ottenuto il via libera definitivo della Conferenza dei servizi, aprendo la strada all’autorizzazione unica e alla futura apertura dei cantieri. la Repubblica
La Lazio, invece, è ancora nella fase precedente: deve ottenere il riconoscimento del pubblico interesse e successivamente affrontare la fase decisoria.
Non avrebbe quindi senso mettere sullo stesso piano i due iter amministrativi.
Il Flaminio non è bloccato, ma deve cambiare
Il dato forse più importante delle ultime settimane è proprio questo.
Il progetto della Lazio non è stato bocciato.
Il Campidoglio continua a lavorarci e il sindaco conferma pubblicamente l’obiettivo di portarlo in Aula Giulio Cesare.
Allo stesso tempo, però, le prescrizioni della Soprintendenza non sono dettagli secondari. Il progetto dovrà essere modificato per salvaguardare le caratteristiche architettoniche del Flaminio e trovare soluzioni credibili sulla mobilità. la Repubblica
Fine 2026, il primo vero spartiacque
Le parole di Gualtieri fissano quindi una scadenza politica importante.
Entro la fine dell’anno Roma Capitale punta a votare il pubblico interesse sul progetto Lazio.
Se il voto arriverà e sarà positivo, il Flaminio entrerà in una fase nuova e più avanzata.
Se invece emergeranno ulteriori ostacoli, soprattutto sulle modifiche progettuali richieste, i tempi potrebbero inevitabilmente allungarsi.
Per ora, però, il messaggio del sindaco è chiaro: il progetto resta vivo e il Campidoglio vuole portarlo al prossimo passaggio entro il 2026.
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