Covid-19: stop anche a F1

Ora è ufficiale: non si correrà a Melbourne

Dopo aver accertato la positività di un tampone effettuato su un membro del team McLaren dopo che lo stesso ha accusato dei sintomi influenzali e si era isolato volontariamente insieme ad altri due tecnici della Haas, risultati invece negativi. Ha cominciato a serpeggiare incertezza e paura anche tra i membri delle altre scuderie.

Ci è andato giù pesante Lewis Hamilton: “Per me è scioccante il fatto che siamo seduti in questa stanza. – esprimendosi in conferenza Fia prima che venisse fuori la notizia del contagio in McLaren – La Nba si è fermata, la F1 va avanti. Il denaro è re. Sono molto, molto sorpreso dal vederci tutti qui. È bello poter gareggiare, ma per me è scioccante stare qui”. Gli ha fatto eco ferrarista Sebastian Vettel che, come tutto lo staff Ferrari, ha ben accolto la decisione di non scendere in pista: “Spero che altri siano d’accordo, e speriamo che non si arrivi a questo, ma se dovesse succedere sicuramente tirerei il freno a mano. Siamo un gruppo di 20 piloti, ci siamo riuniti negli ultimi anni per varie circostanze e penso che avremo una opinione comune su grandi decisioni come questa. Credo che saremmo abbastanza maturi per prenderci cura di noi stessi e ‘tirare il freno a mano’”.

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Tali parole pesanti, pronunciate da due piloti di punta appartenenti alle maggiori due scuderie del mondo, unite alla paura del contagio, hanno indotto il Circus e le autorità di Melbourne, convincendo tutti i protagonisti della Formula 1 (Fia e rappresentanti dei team compresi) a riunirsi in notturna e prendere una decisione netta e definitiva. La scelta dello stop è dettata dunque dalla volontà della maggioranza dei partecipanti al summit dell’Albert Park. Rimandato il via della stagione 2020 di Formula 1, i dubbi sorgono sul futuro prossimo: il Gp del Bahrain, già previsto a porte chiuse per il 22 marzo, e quello in Vietnam del 5 aprile potrebbero andare incontro allo stesso destino.

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