Conferenze stampa di presentazione: Acerbi

E’ il difensore ex Sassuolo il primo dei nuovi acquisti a presentarsi alla stampa biancoceleste. Ha scelto la maglia numero 33.

Quanto è stimolante sostituire de Vrij?

Ringrazio Tare per le parole, sono orgoglioso di essere qui, mi hanno voluto fortemente, così come io la Lazio. La trattativa è stata lunga e complicata, de Vrij ha fatto bene, è un ottimo giocatore, guardo me stesso e la Lazio. Devo fare bene per me e per la Lazio. Devo guardare dentro di me, voglio lottare per me. Ho grandi stimoli, sono in un grande piazza, in una grande squadra che ha fatto un ottimo campionato. Devo dimostrare di essere da Lazio, io sono sicuro, posso fare bene. De Vrij è andato via, ora ci sono io.Devo dimostrare a me stesso quello che sono. I paragoni li fate voi, mi interessa il mio rendimento e che la squadra faccia bene. 

La Lazio il trampolino per il ritorno in Nazionale?

E’ un mio obiettivo, non deve essere un punto di arrivo, ma sempre un punto di partenza. Uno deve cercare sempre di migliorare. Non bisogna stabilizzarsi, altrimenti non si riesce a dare ciò che si vuole. Ci vogliono obiettivi grandi per migliorare. Bisogna puntare sempre in alto. 

Cosa rappresenta la Lazio?

Io ho avuto due vite. Prima la malattia ne ho avuto una, poi un’altra. Col senno del poi, al Milan non avevo la testa giusta per affrontare quella squadra lì. Non è una rivincita assolutamente. E’ una consapevolezza che mi ha portato alla Lazio per dimostrare a me stesso quanto valgo. Ora c’è la Lazio, è qualcosa di importante.

Cosa ti ha spinto ad aspettare la fumata bianca con la Lazio? Che sensazione hai avuto della fase difensiva?

E’ stata una trattativa lunga, ho dato la mia parola, che avrei fatto di tutto – nelle mie competenze – per venire alla Lazio. Il ds Tare anche è stato di parola,Lotito e Inzaghi hanno fatto tanto per far sì che arrivassi quiIo non ho perso il filo, ho lottato per venire alla Lazio ed eccomi qui. Ci sono tanti giocatori ottimi, anche di prospettiva, negli anni il rendimento è stato in crescendo, c’è entusiasmo e voglia. Facendo molti gol l’anno scorso, poi la difesa ne ha presi un po’ di più. Non sono il salvatore della patria. Si cerca insieme di aiutarsi, abbiamo la responsabilità di prenderne meno e fare gli stessi gol dell’anno scorso.

Cosa ti ha colpito di Inzaghi?

Ha passione, è una persona molto alla mano. Mi ha impressionato il lavoro, come riesce ad approcciarsi con noi giocatori, è un ambiente tranquillo in cui si lavora bene. Si cerca sempre di migliorare. La maggior parte sono con il mister da tempo, è un ottimo allenatore e un’ottima persona. E’ anche grazie a lui che sono qua. 

Cosa è cambiato in te negli anni?

“Prima non capivo cosa mi stavo perdendo. Mi stavo perdendo in un bicchier d’acqua. Poi per fortuna dalla malattia si capisce l’importanza della vita, le persone a cui bisogna stare accanto. Per ora ci sto riuscendo, devo prendere il massimo di ciò che posso ottenere giocando a pallone”.

Cosa pensi dell’ambiente Lazio?

“Mi sono integrato subito e bene coi compagni, è normale che in ritiro si vada per lavorare. Si è sereni tutti insieme, c’è un clima sereno. L’anno scorso si è fatto bene, sono cambiati pochi giocatori. C’è tranquillità. Più si è sereni, meglio è. Ho visto un ottimo gruppo, con tanta voglia di dimostrare. Si può fare veramente bene, il clima è ottimo”. 

Ultimo appunto: “Volevo aggiungere, ringrazio Tare, Inzaghi e Lotito come ho fatto prima, così come la mia famiglia, è stata sempre accanto a me. E poi tutte le persone che mi hanno permesso di essere qui”.