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Beruatto su Parolo e Bielsa: ” Marco è completo, Bielsa imporrà il suo gioco”

Berruatto, ex biancoceleste è intervenuto ai microfoni laziali per parlare dell’arrivo di Bielsa e di un emergente Marco Parolo con la maglia della Nazionale italiana:

“Ho incontrato Bielsa due anni fa al corso di aggiornamento per allenatori nel centro tecnico di Coverciano durante la consegna della panchina d’oro. Lui era lì in veste di relatore e tenne una lezione di circa due ore nella quale presentò, a grandi linee, la sua idea di calcio. Per lui gli allenatori si suddividono in due categorie, nella prima ci sono i tecnici che preferiscono difendersi in poco spazio e attaccare in grandi spazi, nella seconda l’opposto. Questo per dire che ci sono allenatori che vogliono essere padroni del gioco e quelli che vogliono giocare di rimessa.

Naturalmente Bielsa è tra quelli che vogliono imporre il proprio gioco. Ricordo che ci fu una simpatica disquisizione sull’impostazione del centrocampo, lui raccontava della necessità di avere tre tipologie diverse di giocatori: uno che giochi davanti la difesa, il numero 10 di fantasia, ma per lui la difficoltà maggiore era quella di trovare il classico numero 8, ovvero quel calciatore in grado di fare le due fasi di gioco. Nella Lazio questa figura già c’è ed è Marco Parolo.

Marcelo Bielsa è uno studioso, farebbe bene al nostro calcio! È un innovatore sotto tutti i punti di vista, sarebbe interessante vedere un allenatore con queste idee confrontarsi nel nostro calcio, sarebbe un arricchimento per tutto il movimento calcistico italiano.

Un tecnico così innovativo arricchisce il bagaglio di un atleta, per i giovani lo è ancora di più sotto l’aspetto tecnico e tattico. Infatti Bielsa con i giovani è riuscito a fare grandi cose.

Parolo, visto in Nazionale, è stato più volte pericoloso, nell’ultimo incontro ha anche sfiorato il gol. Per la Nazionale di Conte i numeri dicono però che la squadra tende a saltare il centrocampo, giocando di più con palle in profondità, quindi si passa meno attraverso il fraseggio e i centrocampisti sono un po’ più sacrificati”.