La Nord comunica ufficialmente che sarà presente al “Di Padre in Figlio”

Il prossimo 23 maggio ci sarà la manifestazione che tutto il popolo laziale attende con ansia, ci sarà, infatti, la seconda edizione del “‘Di Padre in Figlio” che si terrà il prossimo 23 maggio. Dopo circa due anni dal primo storico evento, voluto per ricompattare il popolo laziale e festeggiare il 40° anniversario del primo scudetto, tutti i tifosi laziali si potranno ritrovare ancora una volta tutti assieme per festeggiare, almeno per una notte, il ritorno alla vera lazialità. La Curva Nord, grande assente all’Olimpico in questo campionato, non potrà di certo mancare in questa occasione e ha comunicato la sua presenza all’evento tramite questo comunicato:

Uno stadio Olimpico di nuovo nostro, tutto biancoceleste. Una Curva Nord finalmente piena, di tifosi, di sciarpe e di bandiere. Una serata di pura lazialità, senza barriere, senza restrizioni. Sarà questo e tanto altro la terza edizione di “Di Padre in Figlio”, in programma lunedì 23 maggio alle ore 20.30 (apertura cancelli ore 18.30). Una giornata organizzata dalla A.S.D. 73/74 (Quelli del ’74), interamente con la Curva Nord. “Il giorno dei laziali” è stato il motto scelto per questo evento. Un evento che, dopo un anno di “assenza forzata”, dovuta alla nostra protesta contro le barriere volute dal prefetto Gabrielli e da tanti altri ostacoli, vede nuovamente la Curva Nord protagonista. Nonostante, inoltre, i risultati deludenti della squadra, culminati con la sconfitta nel derby e l’esonero di Pioli, noi siamo ancora qui. Dimostrazione del fatto che il tifoso laziale è più vivo che mai e che quando decide di essere assente è perché ci sono sempre motivi validi. Per questo “Di Padre in Figlio” diventa un’occasione importante per dimostrare, per chi ancora avesse dei dubbi, quanto sia grande e unico il tifoso biancoceleste. Tutti i gruppi storici, per questo motivo, sono i benvenuti a ripresentarsi con gli striscioni di sempre. Per una notte, con l’augurio di poter tornare il prossimo anno senza le barriere divisorie e altri impedienti, ci riprenderemo il nostro stadio, quell’Olimpico che per decine di anni è stata la nostra seconda casa. Avanti laziali.