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Stefano Re Cecconi ricorda suo padre “Amava la Lazio!”. E sulla società “Sia chiara con tifosi e giocatori!”

A 39 anni esatti dalla scomparsa del padre, Stefano Re Cecconi concede un’intervista ai microfoni de’ “I laziali sono qua” per parlare della stagione che sta vivendo la Lazio, a due giorni dall’impegno con la Juve in Coppa Italia: “È una squadra giovane e, come tutte le squadre giovani, è soggetta a degli alti e bassi. Sono stati acquistati ragazzi di prospettiva che hanno bisogno di tempo per crescere. Nel contempo alcuni dei big non sono riusciti a raggiungere il rendimento dell’anno passato. Sarà compito della società capire dove si può andare a migliorare e fornire segnali importanti ai giocatori presenti in rosa. Bisogna essere chiari per capire quali siano i reali obiettivi che si intendono perseguire“.

Stefano prosegue ovviamente con un ricordo del padre, scomparso tragicamente il 18 gennaio 1977, e del lavoro di quest’ultimo, che negli anni ’60-’70 era assai diverso da come lo vediamo oggi: “Mio padre era un uomo che amava il suo lavoro e amava la sua gente. Sicuramente negli anni ’70 c’era un calcio differente. Si guadagnavano cifre diverse da quelle di oggi e c’era più senso d’appartenenza. Ci si legava alla maglia rinunciando a piazze più importanti, che avrebbero magari garantito anche un posto in Nazionale, perché ci si sentiva parte integrante del club e si sentiva sulla pelle l’amore della gente che ti circondava. E questo grande amore l’ho sentito anche nel sostenere la mancanza di mio padre: un dolore che ho potuto condividere con il popolo laziale in ogni momento, compresi tutti quelli che passano ancora oggi a portare un saluto o un pensiero al cimitero di Nerviano“.

L’intervista si chiude parlando di un’altra sfortunata famiglia legata all’ambiente biancoceleste, i Sandri, che Re Cecconi jr. ha conosciuto dopo la scomparsa di Gabriele: “Vorrei dedicare loro un pensiero. Ho avuto modo di incontrarli dopo la tragedia che ha coinvolto Gabriele. Non li conoscevo prima, ma ho scoperto una bellissima famiglia. Tra di noi si è venuto a creare un rapporto umano che considero preziosissimo.

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