Dopo giorni di polemiche, accuse e contestazioni seguite all’articolo che aveva alimentato le speranze di molti tifosi laziali sul futuro societario della Lazio, Stefano Greco ha deciso di intervenire pubblicamente per rispondere agli attacchi ricevuti.
Lo ha fatto con un lungo messaggio pubblicato sui propri canali, nel quale ha spiegato le ragioni del suo silenzio e ha respinto con forza le accuse di aver agito per notorietà o per interesse personale.
“Faccio il giornalista da 44 anni”
Greco ha innanzitutto rivendicato il proprio percorso professionale, sottolineando come il giornalismo rappresenti il suo lavoro da oltre quattro decenni.
“Io faccio il giornalista da 44 anni e continuerò a farlo finché vivrò: che piaccia o no, che interessi o no. È il mio lavoro e nessuno è obbligato a leggere, seguire o credere”.
Parole che arrivano in un momento particolarmente delicato, dopo le forti reazioni generate dal suo articolo sulla possibile svolta proprietaria in casa Lazio.
Il motivo del silenzio
Uno dei temi principali affrontati da Greco riguarda la decisione di non aprire i commenti e di non partecipare a confronti pubblici in questi giorni.
Secondo il giornalista, il clima attuale non consentirebbe alcun dialogo costruttivo.
“Purtroppo non può esserci alcun confronto civile in questo momento, basta leggere i commenti sparsi per capirlo”.
Greco spiega di non voler alimentare ulteriori tensioni e di aver scelto di accettare critiche e insulti senza replicare.
“Mi prendo merda, insulti e tutto il resto in silenzio”.
“Oggi sono il cattivo”
Nel suo sfogo emerge tutta l’amarezza per quanto accaduto negli ultimi giorni.
Il direttore di Millenovecento ammette di essere diventato il bersaglio di una parte del mondo Lazio.
“Oggi sono il cattivo, il cazzaro, il mitomane, il male maggiore della Lazio”.
Una definizione che fotografa perfettamente il clima che si è creato dopo la pubblicazione dell’articolo che aveva acceso le speranze di molti tifosi biancocelesti.
“Non sono stato preso in giro”
Nonostante le critiche, Greco continua però a difendere il lavoro svolto e le verifiche effettuate prima di pubblicare la notizia.
Pur ammettendo di aver probabilmente anticipato i tempi, il giornalista ribadisce di non essere stato vittima di un depistaggio.
Secondo quanto scrive, le fonti consultate continuano a confermare la bontà delle informazioni raccolte.
Una posizione che lascia aperto il dibattito e che rimanda al futuro il giudizio definitivo sulla vicenda.
Nessuna intenzione di abbandonare il mondo Lazio
Greco ha inoltre voluto chiarire che continuerà a scrivere quotidianamente di Lazio, come ha sempre fatto negli ultimi anni.
“Continuerò a scrivere ogni giorno, senza scrivere più una riga su quella vicenda finché non sarà chiusa”.
Un messaggio rivolto a chi, negli ultimi giorni, gli ha chiesto di fare un passo indietro o addirittura di smettere di occuparsi della Lazio.
Una ferita ancora aperta
Il lungo intervento di Stefano Greco mostra un giornalista profondamente colpito dalle reazioni ricevute, ma deciso a non rinnegare il proprio lavoro.
Allo stesso tempo emerge la consapevolezza di aver generato aspettative enormi in una tifoseria già esasperata dal momento storico vissuto dalla Lazio.
La sensazione è che questa vicenda abbia lasciato una ferita aperta all’interno dell’ambiente biancoceleste.
Adesso sarà il tempo, come scrive lo stesso Greco, a stabilire chi aveva ragione.
Nel frattempo il giornalista ha scelto la linea del silenzio.
Una scelta che non tutti condividono, ma che lui considera necessaria in attesa che gli eventi facciano il loro corso.
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