Ripresa Serie A: cosa succederebbe se si dovesse ripartire?

I possibili scenari di un campionato che ha ancora da raccontare

Siamo al ventottesimo giorno del mese di maggio, gli atleti hanno ripreso gli allenamenti, i tifosi attendono e, di concreto circa la ripresa, vi è poco e niente. Scongiurato il pericolo di un nuovo contagio dalle parti di Bologna, in data odierna è bene proporre anche spunti di riflessione in merito a quelli che potranno essere gli scenari che si andrebbero a delineare in caso di ripresa dei giochi.

Il primo aspetto su cui conviene soffermarsi è la classifica. Quest’ultima, in ordine decrescente di punti e riferita alle prime sei posizioni, recita così: Juventus (63), Lazio (62), Inter (54), Atalanta (48), Roma (45), Napoli (39). Come ieri ha riportato la consueta rassegna stampa di Radiosei, l’ipotesi playoff perde nettamente consistenza: i club si oppongono e gli addetti ai lavori si sono favorevolmente espressi ad una “normale” ripresa del campionato (no a tifosi, cori, striscioni ed esultanze selvagge, dunque ben poco di quel che dovrebbe essere “normalità”). La tenuta fisica dei calciatori merita delle premesse, confortate da uno studio ben poco rassicurante: fatto salvo l’imprevisto Strakosha in casa Lazio (a breve è previsto il rientro), le squadre in questione godono di buona forma fisica, gli allenamenti procedono pur intensificando i ritmi e, Zaniolo a parte, sembrerebbero al completo le rose delle sei contendenti. L’allarme, però, viene da uno studio del ricercatore australiano Joel Mason dell’Istituto di Scienze dello sport dell’Università di Jena riguardo gli infortuni dopo la lunga sosta per il Coronavirus. Infatti, secondo lo studio, tra vecchi e nuovi infortunati nella sola Bundesliga (il primo campionato a ripartire a pieno regime) vi sarebbe il 266% degli infortuni in più. Dato da non sottovalutare per le squadre con minore potenza di fuoco, in fatto di organico.

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A tal proposito, nella lotta scudetto avrà un peso per lo meno determinante il grado di esperienza e di completezza della rosa, in vista di un ritmo che si prospetta massacrante (si vocifera intorno alle tre partite al giorno di media) con temperature estive che irrigidiscono la già compromessa situazione. In zona Continassa, gli osservati speciali sono il rientrante Chiellini, veterano reduce dalla rottura del crociato, e il talento di vetro Douglas Costa, bello da vedere e raro da apprezzare, tanto che il brasiliano stesso starebbe pensando al ritiro. Ma, preoccupazioni a parte, nulla o poco impensierisce il tecnico Sarri; il suo collega Inzaghi si ritrova in una situazione delicata e sul filo del rasoio, poiché con i ritmi che si prospettano e con la rosa a disposizione, imparagonabile per qualità e numero a quella juventina, ogni singolo acciacco può risultare fatale. Nella Milano nerazzurra, checché ne lamenti il buon Antonio Conte, non c’è da temere sulla tenuta di squadra, seppur lontani di sei punti dal secondo posto. Conterà dunque per la corsa al titolo la resistenza fisica, l’ampiezza dell’organico, l’esperienza maturata sul campo e la voglia di farcela. La Lazio può e deve contare sull’ultima carta, sfruttando la possibilità di ripresa delle competizioni europee in vista di un impegno moltiplicato su più fronti per Juventus e Inter.

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Guardando più in basso, il discorso, seppur l’obiettivo rimane il solo piazzamento nell’Europa dei grandi, è analogo per i bergamaschi dell’Atalanta. La voglia di fare e arrivare al traguardo, donando anche speranza e diletto alle popolazioni più colpite dal terremoto Covid19, faranno la differenza. A lottare per quell’ambita poltrona ci sono le inseguitrici che maggiormente hanno deluso quest’anno: Roma e Napoli devono salvare l’onore e la bandiera (la prima anche i conti…), con i partenopei che hanno da riscattare la brutta figura della diserzione di massa avvenuta nello scorso inverno e le innumerevoli sconfitte davanti al proprio pubblico, il quale, rinvigorito inizialmente dalla fine delle proteste nelle due curve, non potrà essere il consueto dodicesimo uomo in campo in questo rush finale.

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Non resta che attendere e sperare. Nell’attesa, sempre forza Lazio.