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Intervista

“Non contesto l’appassionato, ma il mascalzone…”

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Il presidente Claudio Lotito è stato intervistato in occasione del meeting tra Salvini e i rappresentanti del calcio italiano, avvenuto alla ‘Scuola Superiore di Polizia’ di Roma, il presidente biancoceleste ha così risposto alle domande dei giornalisti:

«Tutti i giorni c’è un continuo istigare e questo potrebbe spingere alcuni ad assumere degli atteggiamenti emulativi, magari in forma goliardica, che possono determinare episodi spiacevoli. Alla base di certi comportamenti poi ci sono altri interessi che devono essere debellati. Si deve fare la dicotomia tra il tifoso che va allo stadio a vedere la partita e quello che va allo stadio per altri motivi».

È cambiato qualcosa negli ultimi anni?

«Nella tifoseria della Lazio secondo lei è cambiato qualcosa? Io credo che se c’è l’impegno delle istituzioni, dei tifosi perbene, delle società e di tutti coloro che vogliono il bene del calcio in quanto patrimonio sociale che viene copiato in tutto il mondo, è giusto che questo venga valorizzato. Lo sport e in particolare il calcio, diffuso in maniera capillare in tutto il mondo, coinvolgendo milioni e milioni di persone e che ha riflessi di carattere economico, va valorizzato nel rispetto delle regole. Al tempo dei greci per le Olimpiadi si sospendevano le guerre, perché lo sport è un bene supremo che deve essere basato sui valori fondanti della società civile, il superamento degli steccati di carattere sociale, culturale, economico, razziale, il merito in quanto deve vincere chi è più bravo, il rispetto dell’attività di gruppo, ossia cose che sono alla base del vivere civile».

Che iniziative sono state intraprese concretamente?

«Noi siamo una delle poche società, spero non l’unica, che ha messo uno psicologo a disposizione non solo dei bambini, ma anche dei genitori. Io mi troverò il 9 in una scuola importante di Roma a parlare di fair play. Importante è l’aspetto della prevenzione che deve essere azionato in tutte le sedi, come le scuole e le famiglie».

Un giudizio sulla riunione di oggi

«Io ho fatto il mio intervento, hanno parlato i rappresentanti delle varie categorie. È stato detto che alcune partite a rischio devono essere giocate in orari diversi. È ora di finirla con questa comunicazione distorta, bisogna consentire ai tifosi di andare alla partita con la sciarpa della propria squadra, senza rischiare. I polacchi e gli inglesi vengono qui a scatenarsi perché glielo consentiamo, in Inghilterra vanno in galera e hanno chiuso, gli tolgono anche i diritti civili».

Lei è stato il primo ad avere una contrapposizione con i tifosi, poi ha raggiunto una mediazione?

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«Mai, nessuna. La tifoseria fa la tifoseria, oggi forse ha un comportamento più responsabile e rispettoso. La mia azione ha prodotto e sta producendo dei risultati. Io non contesto il comportamento dell’appassionato, ma del mascalzone, del delinquente. La tifoseria della Lazio ora ha un comportamento diverso, forse perché non ha avuto una sponda da parte della società».

I tifosi si devono aspettare una Lazio più forte dopo gennaio?

«Se ne occupa Tare, la Lazio da come l’ho presa io ad oggi è in lotta sempre per i primi posti. Da quando sono presidente io è la società che dopo le grandi ha vinto più di tutte, ha 200 milioni di proprietà immobiliari e 600 milioni di capitale giocatori».

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Intervista

Gianluca Rocchi contro Sarri: ” Ha esagerato….”

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rocchi sarri

Gianluca Rocci, l’attuale responsabile della CAN è intervenuto in un incontro in Figc ai microfoni dei media, tornando al famoso Lazio-Napoli e le parole di Maurizio Sarri che si è accanito contro la terna arbitrale.

“Le parole di Sarri? Posso anche accettare che siamo scarsi alla fine è una valutazione tecnica. Pensare a un piano B francamente no. Secondo me il mister a caldo ha esagerato, lo conosco bene è toscano come me e noi toscani debordiamo nelle cose. Per cui la prendo e la metto lì, mi augiro di non sentire più una frase del genere, ma non per noi ma perché mette in crisi tutto il sistema una frase del genere. Francamente ai ragazzi di oggi si può dire tutto, nei limiti ovviamente, ma non che siano ragazzi che vanno in campo con chissà quale retropensiero. Vanno in campo pensando di fare bene, poi in quella situazione a cui si riferiva potevamo fare meglio. Questo è un discorso che abbiamo già valutato e lo sanno anche i diretti interessati. Non mi riferisco a Lazio – Napoli, ma a quella precedente. Detto ciò mi raccomando e raccomando quotidianamente comportamenti di un certo tipo. Come lo raccomando ai miei e se sbagliano pagano, lo ribadisco anche agli allenatori che il momento dopo la partita è il più delicato per loro e per noi. Altrimenti siamo in crisi tutti”,

Dichiarazioni rilasciate anche dal presidente dell’AIA Alfredo Trenalange

“Noi riteniamo inaccettabili queste dichiarazioni”.

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Intervista

Valeri e l’amore per la Lazio ma…” Penso solo alla Cremonese, ho chi segue il calciomercato…”

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emanuele valeri lazio

Emanuele Valeri nella sessione invernale di Calciomercato è stato accostato più volte alla Lazio. Il giocatore non nasconde la sua Lazialità e l’amore per la maglia biancoceleste e lo ribadisce in una lunga intervista a La Provincia di Cremona

Sono un tifoso Laziale

 «Sono tifoso laziale. È alla Lazio che ho cominciato la mia carriera. Qualche settimana fa contro la Roma sono tornato all’Olimpico. Non è la prima volta, perché ho fatto il raccattapalle da piccolo. Vedevo giocatori forti, come Klose, Hernanes e non solo. Sognavo di giocare in Serie A ed eccomi qua con la Cremonese e ci voglio restare».

Maglie in Cremona-Lazio

 «Domenica scorsa ho scambiato la maglia con tre giocatori: Milinkovic Savic, Immobile e Radu della Lazio. Ci tenevo da tifoso laziale».

Il Futuro

 «Voglio rimanere in A con la Cremonese. Ho un contratto fino al 2024, sto bene e voglio togliermi tante soddisfazioni. Il massimo campionato lo abbiamo conquistato e ora dobbiamo fare un’altra impresa. Ora penso solo alla Cremonese, qua sto molto bene e le chiacchIere da bar non mi interessano. Ho chi segue queste cose per me e non voglio sapere nulla di mercato durante il campionato».

Marcelo come Idolo

 «Sono una persona umile. La Serie A non mi ha cambiato per niente. Ho gli stessi amici E sono felicemente fidanzato con Ludovica da diverso tempo. Il mio è un ruolo in cui c’è tanta carenza ed è molto delicato. Devo sia attaccare che difendere. Di terzini forti però ce ne sono tanti. Ho fatto tanta gavetta, ho imparato tanto, ma devo ancora lavorare molto. Il mio idolo è Marcelo, l’esterno più forte al mondo. Non mi mancano solo i suoi capelli, ma anche i suoi piedi».

Cremona non è Roma

«Mi piace rilassarmi, visitare qualche città nuova e guardare qualche serie tv. Poi tanto calcio. La mia famiglia, che sta a Roma, mi manca molto e anche la possibilità di mangiare tardi. Qua a Cremona alle 22 le cucine dei ristoranti chiudono, da me si mangia fino a mezzanotte e oltre. In cucina? Mi piace fare bene le cose. Non chiedetemi di fare una carbonara con il parmigiano invece del pecorino romano».

La Cremonese

«Abbiamo avuto un inizio difficile, con il calendario non ci ha aiutato. Ora arriva la sfida contro il Lecce, una neopromossa. L’affronteremo a viso aperto come facciamo sempre. Certo i valori sono diversi rispetto a Fiorentina, Lazio, Atalanta e Roma. Ci servono punti. Vogliamo prenderci una rivincita contro i leccesi. Lo scorso anno è capitato lo sfortunato autogol di Okoli. Siamo carichi, andremo a giocare il nostro calcio. Il mio primo gol? Una grandissima emozione. Dopo che la palla è entrata, non ci ho capito più nulla».

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Nazionale

«La Nazionale  è il sogno di tutti, ma serve lavorare tanto. Dopo sette partite di Serie A credo sia troppo esagerato parlarne».

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Intervista

Beppe Signori sprona la Lazio: ” Perde solo chi si arrende”

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signori lazio

Torna a parlare ai microfoni della Lazio Beppe Signori. L’ex capitano biancoceleste ha voluto lanciare un messaggio dopo la sconfitta di Europa League:

“Perde solo chi si arrende. Questo è il messaggio che ho voluto lanciare sui social nei confronti della squadra perché ci vuole forza e coraggio. Nella vita c’è sempre la speranza, basta avere pazienza e fare le cose con passione, poi i risultati arriveranno.

L’amore con la Lazio è sbocciato subito, nel 1992. Sono trent’anni di amore reciproco: con i gol ho provato a ripagare i tifosi biancoceleste per l’enorme affetto che mi hanno dimostrato sin dal primo giorno”.

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