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Sarri ‘gela’ Lotito: Insigne non basta, ora vuole Raspadori e una Lazio finalmente da gol

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Sarri vuole Raspadori

Scintille di mercato in casa Lazio. Sullo sfondo di una squadra che lentamente prova a ritrovare se stessa in campo, si accende un fronte sotterraneo ma decisivo: quello tra Claudio Lotito e Maurizio Sarri. Il presidente, anche pubblicamente, ha ribadito la volontà di “non indebolire” la rosa, muovendosi con prudenza e cercando occasioni a costo contenuto. Il Comandante, invece, è stato chiaro: non basta non peggiorare la squadra, bisogna migliorarla. E per farlo servono rinforzi veri, nei ruoli giusti.

Il nome che rimbalza con più insistenza è quello di Lorenzo Insigne. Lotito, stando alle indiscrezioni, avrebbe già un accordo di massima con l’ex Napoli, oggi svincolato dopo l’esperienza in MLS. Un colpo di immagine, una bandiera del Sarrismo, la possibilità di regalare al tecnico un “vice-Zaccagni” di lusso per la corsia sinistra. Ma Sarri, pur affezionatissimo a Insigne, non mette questa operazione in cima alla lista delle priorità. Il problema della Lazio non è solo un’alternativa a Zaccagni: il problema è una rosa che segna troppo poco e che in mezzo al campo ha perso definitivamente il “Mago” Luis Alberto senza aver mai trovato un suo vero erede.

È qui che si innesta la vera richiesta del Comandante. Prima ancora del ritorno romantico di Insigne, Sarri vorrebbe una mezzala di qualità, un giocatore che ricordi – per visione di gioco e capacità di rifinire – proprio Luis Alberto. Servono linee di passaggio, assist, gol da centrocampo. E servono anche giocatori che si inseriscano con continuità in area, perché finora la produzione offensiva è stata ampiamente insufficiente: solo 17 reti stagionali, di cui appena 4 firmate dagli attaccanti. Numeri da metà classifica, non da squadra che punta all’Europa.

Per questo il tecnico guarda con enorme interesse a Giacomo Raspadori. L’ex Sassuolo, oggi all’Atletico Madrid, è un vecchio pallino del calcio italiano che conta. In Spagna, però, le cose non stanno andando come sperava: appena 309 minuti giocati in 12 presenze, troppo poco per un giocatore che ambisce a restare stabilmente nel giro della Nazionale. Il rischio di perdere il treno azzurro è concreto e, secondo quanto filtra, lo stesso Raspadori avrebbe dato mandato ai suoi agenti di valutare seriamente un ritorno in Serie A già a gennaio.

Il profilo, per Sarri, è ideale: Raspadori può giocare da seconda punta, da falso nove, da trequartista ibrido che si muove tra le linee. È giovane, italiano, abituato a un calcio tecnico e offensivo. Esattamente il tipo di giocatore che può alzare il livello della fase offensiva, dare imprevedibilità e al tempo stesso aumentare il peso sotto porta. Ma qui si scontra il muro della realtà economico-sportiva della Lazio.

Per arrivare a Raspadori, infatti, non basterebbero le buone intenzioni. Servirebbe fare cassa e liberare spazio nel reparto offensivo. Il nome più citato è quello di Castellanos, che qualche estimatore in Premier League lo ha, ma non è escluso che anche Isaksen o Cancellieri possano entrare nel grande gioco delle uscite. Senza sacrifici, difficilmente Lotito potrà presentarsi dall’Atletico con un’offerta credibile.

In parallelo, Sarri chiede garanzie anche su altri fronti: i rinnovi di Basic e Romagnoli, considerati pedine fondamentali per presente e futuro, e almeno un altro rinforzo in mediana. Non si tratta solo di “tappare buchi”, ma di costruire una Lazio strutturata, con riserve all’altezza e non semplici rincalzi.

Sul taccuino del club compare anche un altro nome: Cucho Hernández del Betis, attaccante già a quota sette gol in stagione. Un profilo internazionale che potrebbe dare alternative e profondità, ma che, come tutte le operazioni in entrata, è vincolato alle cessioni.

Alla fine, la sintesi è chiara: Lotito vuole evitare un ridimensionamento, Sarri pretende un salto di qualità. Insigne può essere il simbolo di una nostalgia felice, ma da solo non risolve il problema principale: questa Lazio segna troppo poco. E se non si sblocca il reparto offensivo – a livello di gol e di mercato – il rischio è che la differenza tra un’annata di transizione e un progetto vero la faccia, ancora una volta, ciò che la Lazio non ha il coraggio di fare.




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Tavares, occasione sprecata: contro il Bologna una partita che può segnare il suo addio alla Lazi

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Nuno Tavares in campo con la maglia della S.S. Lazio durante una gara di Serie A

Per Nuno Tavares quella contro il Bologna doveva essere una serata fondamentale. Un’opportunità rara, quasi irripetibile, arrivata più per necessità che per scelta tattica: Luca Pellegrini non era convocabile perché diventato padre proprio nelle ore precedenti, e dunque il portoghese ha avuto la chance di partire titolare. Una chance che, se sfruttata, avrebbe potuto riaprire discorsi, ribaltare giudizi e forse riattivare un percorso che da mesi si è complicato.

Eppure, l’epilogo è stato l’opposto di ciò che Sarri sperava. Perché se è vero che Tavares, quando si accende, sa essere devastante in campo aperto e in progressione, è altrettanto vero che la fase difensiva continua a essere la sua zavorra. E non per limiti fisici o strutturali, ma per mancanza di attenzione, applicazione e disciplina tattica.

Contro il Milan in Coppa Italia, Tavares aveva dato segnali incoraggianti. Un ingresso positivo, tanta spinta, l’assist per Zaccagni e una presenza finalmente utile alla causa. Sarri, in conferenza, lo aveva anche elogiato a modo suo: “Sto provando con le cattive, lo tengo a distanza. Spero si incazzi”. Una frase che aveva fatto sorridere, ma che conteneva un messaggio molto chiaro: la porta non era chiusa, il tecnico credeva ancora nella possibilità di recuperarlo.

La gara contro il Bologna, però, è stata un passo indietro pesantissimo. In fase offensiva, il portoghese è stato il solito giocatore potente, rapido, capace di creare superiorità e mettere in difficoltà la difesa avversaria. Non a caso, nell’azione che poteva diventare il gol del vantaggio, è stato proprio Castellanos a sbagliare scelta, preferendo un tacco inutile a un semplice passaggio che avrebbe mandato Tavares solo davanti al portiere.

Il problema non è ciò che Tavares fa quando attacca: lì è sempre stato pericoloso. Il punto è ciò che non fa quando deve difendere. E contro il Bologna non si è trattato di limiti fisici – come nel caso di Lazzari, che soffre semplicemente avversari strutturati – ma di totale assenza di concentrazione. La squadra di Motta ha attaccato sistematicamente dalla sua parte già nel primo tempo, consapevole di trovare spazi e disattenzioni. Il gol subito nasce anche da una sua mancata lettura, da una marcatura inesistente, da un atteggiamento che Sarri considera intollerabile.

Non è un caso che il tecnico lo abbia tolto all’intervallo, inserendo Lazzari. Il numero 29, pur con tutti i suoi limiti, è un giocatore che si applica, che difende, che sbaglia ma dà tutto. E infatti, pur senza brillare, ha garantito ordine e una solidità che nel primo tempo era mancata completamente.

È qui che emerge il vero nodo del “caso Tavares”: la testa. Il portoghese ha mezzi enormi, un potenziale fisico e tecnico superiore alla media, una progressione devastante. Ma la fase difensiva richiede lettura, sacrificio, continuità. E il problema, oggi, è che Tavares sembra essersi spento mentalmente. I primi due mesi alla Lazio furono incoraggianti, così come alcune partite dello scorso anno. Poi, lentamente, si è adagiato. Un anno intero senza un assist, prestazioni altalenanti, e la sensazione costante che manchi la professionalità necessaria per restare ad alto livello.

Sarri, uomo di disciplina e principi, questo lo vede più di chiunque altro. Non sorprende, dunque, che dopo la partita contro il Bologna il tecnico possa aver chiesto alla società di valutare seriamente una cessione a gennaio. Perché in una rosa già corta – con Hysaj fuori lista e soli quattro terzini a disposizione – un giocatore potenzialmente decisivo ma assente mentalmente diventa un rischio troppo grande.

Decisioni definitive non ce ne sono ancora, anche perché servirà un’offerta adeguata e la volontà del giocatore. Ma la sensazione è che Tavares abbia compromesso gran parte della fiducia residua. E in uno spogliatoio che oggi lavora compatto, dove tutti remano nella stessa direzione, gli errori di concentrazione pesano il doppio. Lo notano i compagni, lo nota Sarri, lo nota la società.

Un peccato enorme, perché le qualità per essere un giocatore importante ci sono tutte. Ma nel calcio moderno, nel 2025, il talento senza testa non basta più.



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📺 Parma-Lazio: Orario, Dove Vederla in TV e Streaming

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Grafica con orario e canale TV (DAZN) per la partita di Serie A Parma-Lazio. (Contiene menzione del canale DAZN e Fire TV Stick per l'affiliazione)

Dopo il mezzo passo falso interno contro il Bologna, la Lazio di Maurizio Sarri cerca l’immediato riscatto in trasferta. Per la 15ª giornata di Serie A Enilive, i biancocelesti fanno visita al Parma allo Stadio Tardini. Una sfida delicata, con Sarri costretto a ridisegnare la difesa per la squalifica di Gila e a valutare le condizioni di Isaksen.

🗓️ Dove Vedere Parma-Lazio: Data, Orario e Canali

Il match si giocherà sabato 13 dicembre 2025 con calcio d’inizio fissato alle ore 18:00.

DettaglioInformazione
PartitaParma vs Lazio
CompetizioneSerie A Enilive – 15ª Giornata
DataSabato 13 Dicembre 2025
Orario18:00
Dove VederlaDAZN (Esclusiva)
StadioEnnio Tardini (Parma)

La partita sarà trasmessa in esclusiva su DAZN. A differenza di altri turni, questa gara non sarà visibile sui canali Sky Sport (eccetto per chi ha attivato l’opzione “Zona DAZN” al canale 214).

  • Streaming: Live e on demand su app DAZN per Smart TV, smartphone, tablet, PC e console.
  • TV: App DAZN su Sky Q o canale satellitare Zona DAZN (per abbonati abilitati).

👉 Hai problemi a vedere DAZN sul tuo TV? Puoi acquistare l’Amazon Fire TV Stick per trasformare la tua TV in Smart TV e vedere la partita senza blocchi.

📋 Le Probabili Formazioni: Emergenza Difesa per Sarri

Maurizio Sarri deve fare i conti con il Giudice Sportivo: Mario Gila è squalificato dopo l’espulsione con il Bologna. Al suo posto, accanto a Romagnoli, dovrebbe toccare a Patric. A centrocampo, possibile ritorno di Rovella se recuperato al 100%, altrimenti conferma per il duo Guendouzi-Cataldi (o Vecino).

Davanti, ansia per Isaksen (uscito acciaccato): se non ce la fa, pronto Pedro o Noslin sulla destra, con Castellanos e Zaccagni a completare il tridente.

Il Parma di Pecchia dovrebbe rispondere con il solito 4-2-3-1, affidandosi alla velocità di Man e alla fisicità di Bonny in avanti.

  • LAZIO (4-3-3): Provedel; Lazzari, Patric, Romagnoli, Tavares; Guendouzi, Cataldi, Basic; Isaksen (Pedro), Castellanos, Zaccagni. All. Sarri.
  • PARMA (4-2-3-1): Suzuki; Delprato, Balogh, Valeri, Coulibaly; Bernabé, Sohm; Man, Hernani, Mihaila; Bonny. All. Pecchia.

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📝 Pagelle Lazio-Bologna: Flop Gila e Tavares, Guendouzi domina. Tutti i voti dei quotidiani

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Matteo Guendouzi Lazio sguardo pensieroso durante riscaldamento, sfondo sfocato mercato.

Un pareggio dal sapore agrodolce. L’1-1 dell’Olimpico tra Lazio e Bologna lascia in eredità una buona prestazione collettiva, macchiata però da gravi errori individuali che hanno compromesso il risultato. Se la sfida tra Sarri e Italiano ha offerto un bel calcio, le pagelle dei principali quotidiani sportivi evidenziano nettamente le luci e le ombre della serata biancoceleste. Da una parte la leadership di Guendouzi e le certezze di Provedel, dall’altra il disastro difensivo firmato Gila e Tavares.

📉 I Bocciati: Gila e Tavares dietro la lavagna

Non c’è scampo per la difesa biancoceleste, o almeno per due dei suoi interpreti. La critica è unanime e severa:

  • Mario Gila: L’espulsione e l’errore sul gol pesano come macigni. Per lui voti che oscillano tra il 4 e il 4,5. Una serata da dimenticare che costerà anche la squalifica.
  • Nuno Tavares: Altrettanto disastrosa la prova del terzino, bocciato senza appello con un 4 in pagella da tutte le testate. Sostituito all’intervallo, non è mai entrato in partita.
  • Taty Castellanos: Rimandato anche l’attaccante argentino, che non riesce a incidere e si ferma al 5 o 5,5, eclissato poi dal buon ingresso di Noslin.

🌟 I Promossi: Guendouzi Leader, Provedel Muro

Se la Lazio resta in partita e sfiora la vittoria, il merito è soprattutto del centrocampo e della porta.

  • Mattéo Guendouzi: È lui il migliore in campo per distacco. Cuore, polmoni e qualità: si merita il 7 quasi ovunque (6,5 per la Gazzetta).
  • Ivan Provedel: Una garanzia. Salva il risultato più volte, meritandosi voti tra il 6,5 e il 7.
  • Bene i subentrati: Ottimo impatto dalla panchina per Noslin e Cancellieri (media del 6,5), che hanno dato vivacità alla manovra offensiva.

📊 Tutti i Voti dei Quotidiani

Ecco il quadro completo delle valutazioni assegnate dalla stampa nazionale:

Corriere dello Sport

Provedel 6,5; Marusic 6, Gila 4, Romagnoli 6,5, Tavares 4 (Lazzari 1’ st 6,5); Guendouzi 7, Cataldi 6 (Dele-Bashiru 30’ st 6), Basic 6,5 (Patric 36’ st 6); Isaksen 6,5 (Cancellieri 1’ st 6,5), Castellanos 5 (Noslin 15’ st 6,5), Zaccagni 6,5. All. Sarri 6,5

La Gazzetta dello Sport

Provedel 6,5; Marusic 6, Gila 4,5, Romagnoli 6,5, Tavares 4 (Lazzari 1’ st 6); Guendouzi 6,5, Cataldi 6 (Dele-Bashiru 30’ st 6), Basic 6,5 (Patric 36’ st 6); Isaksen 6,5 (Cancellieri 1’ st 6,5), Castellanos 5 (Noslin 15’ st 6), Zaccagni 6. All. Sarri 6,5

Il Messaggero

Provedel 7; Marusic 6, Gila 4, Romagnoli 7, Tavares 4 (Lazzari 1’ st 6); Guendouzi 7, Cataldi 6 (Dele-Bashiru 30’ st 6), Basic 6,5 (Patric 36’ st 6); Isaksen 6,5 (Cancellieri 1’ st 6), Castellanos 5 (Noslin 15’ st 6,5), Zaccagni 6,5. All. Sarri 6

Corriere della Sera

Provedel 6,5; Marusic 6,5, Gila 4,5, Romagnoli 6,5, Tavares 4 (Lazzari 1’ st 6); Guendouzi 7, Cataldi 6 (Dele-Bashiru 30’ st s.v.), Basic 6 (Patric 36’ st s.v.); Isaksen 6,5 (Cancellieri 1’ st 6,5), Castellanos 5,5 (Noslin 15’ st 6,5), Zaccagni 6,5. All. Sarri 6


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🌩️ Lazio, il day after: Ansia Isaksen e Gila rischia grosso. Sarri avvisa Lotito: “Servono rinforzi”

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L'esterno della Lazio Gustav Isaksen con le mani sui fianchi
Gustav Isaksen al centro sportivo di Formello durante un allenamento individuale, concentrato sul rientro in forma dopo la mononucleosi.

Il pareggio per 1-1 contro il Bologna lascia in eredità alla Lazio non solo il rammarico per i due punti persi, ma anche una serie di “tegole” che rischiano di complicare il cammino in campionato. Se da un lato Maurizio Sarri si gode la prestazione e l’abbraccio dell’Olimpico, dall’altro deve fare i conti con l’infermeria che torna a riempirsi e con il rischio stangata per Mario Gila. Intanto, il tecnico lancia un chiaro messaggio alla società in vista di gennaio.

🚑 Allarme Isaksen: Si teme lo stop per Napoli

La nota più stonata della serata riguarda Gustav Isaksen. L’esterno danese, autore del gol del momentaneo vantaggio e tra i migliori in campo, è stato costretto al cambio per un problema fisico.

Nel post-partita, Sarri ha parlato di un “piccolo risentimento all’adduttore”. Le sue condizioni verranno valutate nelle prossime ore a Formello con esami strumentali, ma c’è forte apprensione: il rischio concreto è che il numero 18 debba saltare la delicatissima trasferta contro il Napoli. Per Sarri sarebbe una perdita pesante, considerando lo stato di forma del giocatore.

🟥 Follia Gila: Rischio 2 Giornate per l’Insulto all’Arbitro

L’altro caso spinoso è l’espulsione di Mario Gila. Il difensore spagnolo, cacciato da Fabbri nel finale per proteste, potrebbe pagare a caro prezzo l’ingenuità.

Il labiale (“Sei scarso”) rivolto al direttore di gara non lascia spazio a molte interpretazioni. Si attende il referto del Giudice Sportivo:

  • Scenario Peggiore: Squalifica per 2 giornate per “espressioni ingiuriose”, saltando Parma e la gara successiva.
  • Scenario Ottimista: Una giornata di stop più una pesante multa, se l’arbitro ha derubricato la frase a condotta antisportiva “lieve”.

In ogni caso, a Parma la difesa sarà in emergenza totale.

🛒 Il Messaggio al Mercato: “La Lazio va Rinforzata”

Nonostante gli elogi al gruppo (“Tifoseria da scudetto, squadra che mi dà gusto”), Sarri non ha perso l’occasione per mandare un segnale alla dirigenza. Con l’apertura del mercato di gennaio alle porte, il tecnico è stato chiaro:

“Se arriviamo a fine stagione con 7-8 giocatori con cui fare un salto di qualità sarebbe tanta roba… La Lazio va rinforzata”.

Un messaggio diretto a Lotito e Fabiani: per puntare in alto servono innesti mirati, non solo scommesse.


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🟥 Lazio, Gila rischia grosso: “Sei scarso” all’arbitro Fabbri. Ipotesi 2 giornate di stop

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Mario Gila in azione con la maglia della Lazio
Mario Gila durante un match della Lazio: i due giocatori potrebbero essere ceduti a gennaio per garantire liquidità al club.

l pareggio contro il Bologna lascia strascichi pesanti in casa Lazio, non solo per i due punti persi ma soprattutto per l’ingenua espulsione rimediata da Mario Gila nel finale di gara. Il difensore spagnolo, pilastro della retroguardia di Sarri, ora rischia una stangata dal Giudice Sportivo che potrebbe complicare i piani per le prossime sfide di campionato.

🗣️ Il Labiale: Quella Frase Ripetuta Due Volte

La dinamica dell’espulsione è stata rapida e letale. Prima il cartellino giallo per un intervento su Castro, poi l’immediato rosso diretto sventolato dall’arbitro Fabbri. Ma cosa ha scatenato la reazione del direttore di gara?

Stando al labiale televisivo analizzato nel post-partita, Gila avrebbe perso la testa ripetendo due volte di seguito una frase inequivocabile all’indirizzo dell’arbitro:

“Sei scarso”.

Un giudizio tecnico urlato in faccia al direttore di gara che viene solitamente rubricato come “espressione ingiuriosa” o “irrispettosa”.

⚖️ Il Referto e il Precedente Guendouzi

Tutto dipenderà da cosa Fabbri ha scritto nel referto arbitrale. Le sensazioni a Formello non sono positive. Lo spagnolo rischia concretamente due giornate di squalifica, il che significherebbe saltare sia la trasferta di Parma che il match casalingo contro la Cremonese.

Tuttavia, secondo il Corriere dello Sport, c’è una piccola speranza: Gila potrebbe cavarsela con un solo turno di stop più una pesante multa, limitando l’assenza alla sola gara del Tardini.

A pesare sulla bilancia del pessimismo c’è però un precedente recente che non induce all’ottimismo:

  • Il Caso Guendouzi: Nel derby, il francese fu espulso dall’arbitro Sozza per aver rivolto “espressioni insultanti”. In quell’occasione, il Giudice Sportivo inflisse due giornate di squalifica. Se il metro di giudizio sarà lo stesso, per Sarri sarà emergenza difesa per 180 minuti.

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Caso Gila: due pesi e due misure negli arbitraggi di Serie A

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Mario Gila espulso in Lazio-Bologna protesta con l’arbitro, confronto con il caso Mancini in Cagliari-Roma.

L’espulsione di Mario Gila durante Lazio–Bologna è destinata a far discutere a lungo.
Non tanto per il fallo – giudicato da molti ingenuo ma non violento – quanto per ciò che è accaduto subito dopo: il difensore spagnolo riceve il cartellino giallo, protesta, dice all’arbitro che è “scarso”, e il direttore di gara reagisce tirando fuori il rosso diretto, trasformando un’ammonizione in una sanzione pesantissima.

Un episodio che ha immediatamente scatenato polemiche.
Perché?
Perché, come troppo spesso accade nel nostro campionato, non sembra esserci uniformità di giudizio. E quando le decisioni cambiano da partita a partita, da arbitro ad arbitro… allora la credibilità del sistema vacilla.


🔵 Il caso Gila: un rosso “di pelle” più che di regolamento?

Rivedendo l’episodio, il fallo di Gila è da giallo: intervento in ritardo, fallo tattico, nulla di più.
La vera scintilla arriva dopo: una protesta mal calibrata, uno sfogo di frustrazione, certamente evitabile.
Ma nel calcio, specialmente in Serie A, frasi peggiori di “sei scarso” si sentono praticamente ogni domenica.

L’arbitro Fabbri però la prende sul personale, percepisce un’offesa diretta, e sceglie la linea più dura: espulsione immediata.

Decisione severa, forse troppo severa, che incide sulla partita e sulla gestione emotiva del match.


🔴 Il paragone che fa esplodere la polemica: Mancini in Cagliari–Roma

Ed è qui che nasce il problema.
Perché poche ore prima, in Cagliari–Roma, si era verificato un episodio praticamente identico… con una conclusione totalmente opposta.

Dopo l’espulsione di Celik – fallo da ultimo uomo su Folorunsho, rosso giusto – Gianluca Mancini si avvicina all’arbitro Zufferli e gli urla:

➡️ “Ma che c**o fai? Stai rovinando la partita!”*

Parole decisamente più pesanti, più gravi e più dirette rispetto al “sei scarso” pronunciato da Gila.

Eppure, in quel caso…

👉 nessun cartellino,
👉 nessun richiamo formale,
👉 tutto lasciato correre.

Come se nulla fosse accaduto.


⚖️ Due episodi, due arbitri, due pesi e due misure

Questo è il nodo della questione.
Non è solo Gila.
Non è solo Mancini.
È un discorso molto più ampio e molto più serio:

perché in Serie A lo stesso comportamento viene punito in modo diverso a seconda dell’arbitro?

  • In Lazio–Bologna il rispetto dell’arbitro diventa dogma assoluto → Rosso diretto.
  • In Cagliari–Roma lo stesso principio svanisce → Si lascia correre.

Il regolamento non cambia da stadio a stadio.
Ma la sua interpretazione sì.

E quando l’arbitraggio diventa una questione “personale”, allora l’equità viene meno.


🟣 Lazio: ennesimo caso in una lunga lista?

Per i tifosi della Lazio, questo episodio non arriva isolato.
Nelle ultime stagioni, le polemiche arbitrali che hanno coinvolto la squadra biancoceleste sono state numerose: gol annullati dubbi, rigori non assegnati, sanzioni incoerenti.

L’espulsione di Gila è solo l’ultimo tassello di un mosaico che alimenta una sensazione diffusa:
👉 la Lazio non riceve lo stesso metro di giudizio di altre squadre.

E il confronto con Mancini, così evidente e così recente, rende tutto ancora più difficile da accettare.


🟦 Conclusione: serve uniformità, non interpretazioni personali

Il calcio può accettare l’errore umano.
Quello che non può accettare è la mancanza di coerenza.

O gli arbitri decidono che certe proteste meritano il rosso SEMPRE,
oppure decidono che meritano il richiamo e niente di più.
Ma non può esistere un campionato in cui Gila viene espulso e Mancini no,
dove una frase banale diventa oltraggio e una frase pesantissima viene ignorata.

Perché così il problema non diventa solo tecnico.
Diventa culturale.
E mina la credibilità dell’intero sistema arbitrale.



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Sarri avvisa la Lazio: “Servono rinforzi veri sul mercato”

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Maurizio Sarri in conferenza stampa allo Stadio Olimpico prima della finale di Coppa Italia

Maurizio Sarri esce allo scoperto e manda un messaggio forte e chiaro alla società.
Dopo le parole di Claudio Lotito, che aveva assicurato che la rosa della Lazio “non è stata indebolita”, il tecnico biancoceleste ha risposto senza esitazioni: la squadra ha bisogno di rinforzi veri, non di semplici alternative.

“Non indebolita non basta – ha spiegato Sarri –. Questa squadra va rinforzata. Se devono arrivare giocatori che non ci migliorano, allora meglio che non arrivino. Devono arrivare calciatori che possono effettivamente migliorare questa squadra, che sta lavorando veramente benissimo.”

Un messaggio che lascia trasparire una certa distanza tra la visione dell’allenatore e quella del presidente. Sarri difende il gruppo, lo elogia per l’impegno e la dedizione mostrata, ma allo stesso tempo sottolinea che, senza interventi mirati, sarà difficile mantenere competitività e ambizioni alte nel girone di ritorno.


“Nessuna novità dalla società”: il tecnico aspetta risposte

Sarri ha poi chiarito un altro punto cruciale, destinato a far discutere:
“Non ho ricevuto novità dalla società sul mercato.”

Una frase che apre interrogativi sulla comunicazione interna e sulla capacità della società di muoversi tempestivamente. Nel pieno della sessione invernale, l’allenatore non avrebbe ancora ricevuto indicazioni concrete né sviluppi su eventuali trattative.

Il tecnico non detta nomi, non impone obiettivi impossibili, ma chiede almeno chiarezza e un confronto utile per delineare una strategia, cosa che ad oggi – stando alle sue parole – non c’è stata.


Sarri: “Non ho fatto nomi, ma ho indicato i ruoli”

Il tecnico ha anche spiegato di non aver fatto richieste specifiche sui giocatori, ma di aver delineato alla società i ruoli in cui servono rinforzi immediati:

“Non ho fatto nomi, ma ho fatto presente quali potrebbero essere, a livello di ruoli, i giocatori che potrebbero arrivare.”

Una dichiarazione che evidenzia pragmatismo e disponibilità al dialogo. Sarri non pretende top player irraggiungibili, ma chiede calciatori funzionali al suo gioco, capaci di alzare il livello della rosa e di inserirsi velocemente nei meccanismi tattici della squadra.


Un messaggio politico e tecnico: ora la palla passa al club

La posizione di Sarri è chiara: la squadra sta lavorando bene, ma non è abbastanza.
Il rischio, senza nuovi innesti, è quello di affrontare la seconda parte della stagione con una rosa corta, priva di alternative in alcuni ruoli chiave, e costretta a inseguire più che a competere.

Il tecnico invia un messaggio diretto alla dirigenza:

  • Non servono scommesse.
  • Non servono profili di contorno.
  • Servono rinforzi veri, pronti, utili.

Sarà ora la società a dover dare una risposta concreta alle richieste dell’allenatore, perché il mercato di gennaio, questa volta più che mai, determinerà il livello di ambizione della Lazio.

Sarri ha parlato chiaro.
Adesso è il turno del club.



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🎙️ Sarri: “Tifo straordinario, peccato il risultato. Immobile? È ancora nel nostro spogliatoio”

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Maurizio Sarri pensieroso durante l'intervista post-partita di Lazio-Milan a DAZN.

Un pareggio che lascia l’amaro in bocca per le occasioni sprecate, ma che conferma la crescita del gruppo. Maurizio Sarri, intervenuto ai microfoni di DAZN e Lazio Style Channel al termine di Lazio-Bologna (1-1), analizza la prestazione con lucidità. Il tecnico elogia la tenuta della squadra in inferiorità numerica e, soprattutto, il calore del pubblico, regalando un retroscena emozionante sul ritorno di Ciro Immobile.

📉 Spreconi ma Solidi: “Creiamo tanto, segniamo poco”

Il rammarico principale del Comandante riguarda la scarsa concretezza sotto porta, a fronte di una mole di gioco importante creata contro una squadra organizzata come il Bologna.

“Ultimamente stiamo creando molto di più… ci rimane da sistemare la percentuale di sfruttamento di queste occasioni perché segnare solo 1 gol mi sembra un po’ poco. Dispiace per i tre punti, ma la prestazione ci lascia fiduciosi e contenti”.

Sarri ha poi sottolineato la maturità della squadra nel finale, giocato in dieci per l’espulsione di Gila: “La squadra è stata molto brava anche in inferiorità numerica, concedendo poco… Penso che in parità il finale poteva essere completamente a nostro favore”.

💙 L’Amore dei Tifosi: “Straordinari per una squadra di metà classifica”

Il tecnico ha voluto ringraziare sentitamente il popolo laziale, capace di sostenere la squadra incessantemente nonostante una posizione di classifica attuale non esaltante.

“La tifoseria di stasera sembrava quella di una squadra in piena lotta del campionato, una dimostrazione d’amore stupenda. Non scordiamoci che ora siamo una squadra di metà classifica e vedere quello che abbiamo visto allo stadio… è straordinario. Non finirò mai di ringraziarli”.

👑 Ciro Immobile: “È un’istituzione, sta parlando con gli ex compagni”

Impossibile non parlare del ritorno di Ciro Immobile. Sarri ha svelato un retroscena che farà scendere una lacrima ai tifosi, confermando il legame indissolubile tra il bomber e l’ambiente.

“Ciro penso sia ancora nel nostro spogliatoio a parlare con i suoi ex compagni, per noi è sempre uno del gruppo… Qui è un’istituzione, un ragazzo che ha fatto valanghe di gol, una bandiera. Quando sono venuto in sala stampa l’ho lasciato con gli ex compagni e penso sia ancora lì. Questo fa capire cosa rappresenta per questa tifoseria e per questa squadra”.

🚑 Allarme Isaksen: “Piccolo risentimento”

Infine, una nota preoccupante sulle condizioni di Gustav Isaksen, autore del gol e uscito acciaccato: “Per Isaksen penso si tratti di un piccolo risentimento all’adduttore, speriamo niente che lo fermi”.


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Lazio-Bologna 1-1: Isaksen illude, Gila espulso. La cronaca

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Alejandro Camaño, agente di Mario Gila, intercettato dai giornalisti

La Lazio rallenta ma non si ferma. A tre giorni dallo sforzo vincente in Coppa Italia contro il Milan, la squadra di Maurizio Sarri pareggia 1-1 all’Olimpico contro il Bologna di Italiano. Una partita giocata su buoni ritmi, decisa in un minuto di follia nel primo tempo: al vantaggio di Isaksen (38′) ha risposto immediatamente Odgaard (40′).

I biancocelesti escono dal campo con più di un rammarico: per non aver gestito il vantaggio, per le grandi parate di Ravaglia nella ripresa e per l’espulsione ingenua di Mario Gila nel finale, che costringerà lo spagnolo a saltare la prossima trasferta di Parma.

⚡ Un Minuto di Fuoco: Isaksen illude, Odgaard gela l’Olimpico

Sarri cambia tre uomini rispetto alla Coppa: tornano Provedel, Cataldi e Tavares. Il primo tempo è vivace, con la Lazio che crea molto (Isaksen ipnotizzato da Ravaglia a tu per tu) ma rischia anche sulle ripartenze.

Tutto succede tra il 38′ e il 40′. La Lazio sblocca il match con una grande azione: Marusic libera Zaccagni, il cui tiro viene respinto da Ravaglia sui piedi di Isaksen, che non sbaglia il tap-in. L’Olimpico esplode, ma la gioia dura un sospiro.

Un minuto dopo il Bologna sostituisce Casale con De Silvestri, Zortea supera Tavares e conclude, Provedel appoggia sul palo, Odgaard anticipa Gila e pareggia.

🧤 Muro Ravaglia e l’Ingenuità di Gila

Nella ripresa Sarri prova a vincerla inserendo Cancellieri, Lazzari e Noslin. La Lazio spinge e sfiora il gol vittoria più volte: prima con un colpo di testa di Cancellieri deviato sul palo da un miracoloso Ravaglia, poi ancora con il portiere rossoblù che salva su una spizzata di Noslin.

Al 78′ l’episodio che chiude virtualmente le speranze di vittoria: Gila commette fallo su Castro, viene ammonito e, per le eccessive proteste, riceve il cartellino rosso diretto dall’arbitro Fabbri. La Lazio chiude in dieci, resiste agli ultimi assalti del Bologna e porta a casa un punto che muove la classifica ma lascia l’amaro in bocca per le occasioni sprecate. Da segnalare che il grande ex, Ciro Immobile, è rimasto in panchina per tutta la gara.

📋 Il Tabellino

LAZIO-BOLOGNA 1-1

Marcatori: 38 Isaksen (L), 40 Odgaard (B)

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Tavares (46 Lazzari); Guendouzi, Cataldi (75 Dele-Bashiru), Basic (80 Patric); Isaksen (46 Cancellieri), Castellanos (59` Noslin), Zaccagni. A disp.: Mandas, Furlanetto, Provstgaard, Vecino, Belahyane, Pedro, Dia. All.: Maurizio Sarri

BOLOGNA (4-2-3-1): Ravaglia; Zortea, Heggem, Casale (39 De Silvestri), Miranda; Moro (64 Ferguson), Pobega; Orsolini (64 Bernardeschi), Odgaard, Cambiaghi (64 Rowe); Castro (83` Dallinga). A disp.: Pessina, Franceschelli, Holm, Immobile, Lykogiannis, Lucumi, Dominguez, Sulemana, Fabbian. All.: Vincenzo Italiano

Arbitro: Michael Fabbri (sez. Ravenna)

Note: Ammoniti: Tavares (L), Moro (B), Cambiaghi (B), Lazzari (L), Gila (L), Miranda (B). Espulsi: 78 Gila (L) per proteste. Recupero: 3 pt, 5′ st.


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🎙️ Lotito gela i ritorni: “Luis Alberto e Milinkovic? No”. E su Immobile: “Scelta sua”

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olimpio

A pochi istanti dal fischio d’inizio di Lazio-Bologna, il Presidente Claudio Lotito è intervenuto ai microfoni di DAZN per un’intervista a tutto campo. Il patron biancoceleste ha voluto fare chiarezza definitiva sulle voci di mercato relative ai grandi ex, ha elogiato il lavoro di Maurizio Sarri e ha dedicato un pensiero a Ciro Immobile, tornato oggi all’Olimpico da avversario.

👑 Ciro Immobile: “Uno di Famiglia, ma il Tempo Passa”

Il primo pensiero è per il bomber della storia laziale, oggi seduto sulla panchina del Bologna. Lotito rivendica la scelta di averlo portato a Roma, ma sottolinea come l’addio sia stato una decisione del giocatore.

“L’ho acquisito io, ho puntato su di lui e l’ho trattato come uno di famiglia. Grande giocatore, poi ha scelto di non proseguire, una scelta fatta autonomamente. Purtroppo tutto ciò che ha un inizio ha una fine, il tempo determina i cambiamenti. Io sono 22 anni che faccio il presidente, il tempo passa per tutti”.

🚫 Mercato: Porta Chiusa ai Cavalli di Ritorno

Lotito ha poi spento sul nascere le suggestioni di mercato che, ciclicamente, accostano Luis Alberto e Milinkovic-Savic a un ritorno nella Capitale. La strategia della società è diversa: valorizzare la rosa attuale e non guardare al passato.

“Ritorni di Luis Alberto o Milinkovic-Savic? No. La squadra non sarà indebolita. C’è un confronto sereno e costruttivo in società, tutto quello che necessiterà verrà messo in atto. Dobbiamo anche valorizzare il patrimonio che abbiamo”.

Il presidente cita implicitamente casi come quello di Basic, recuperato alla causa: “Ci sono giocatori che erano fuori dal progetto e che oggi invece hanno mostrato il loro valore. Dobbiamo far sì che si raggiunga sempre il meglio per raggiungere i nostri obiettivi”.

🚬 L’Elogio a Sarri: “Regia Sapiente”

Infine, un’investitura piena per il tecnico toscano e per il gioco espresso dalla squadra, specialmente ora che l’infermeria si sta svuotando.

“Penso che la squadra stia esprimendo un buon gioco… C’è spirito di gruppo, compattezza e determinazione. Spero rimanga fino alla fine… Stanno rientrando gli infortunati, così la squadra potrà mostrare il proprio valore con alla regia il sapiente allenatore che è Sarri“.


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Isaksen carica la Lazio: “Vincere dopo il Milan. Immobile? Una leggenda”

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Gustav Isaksen in campo con la maglia della Lazio prima dell'operazione per pubalgia

A pochi minuti dal fischio d’inizio di Lazio-Bologna, l’esterno danese Gustav Isaksen ha parlato ai microfoni di Lazio Style Channel. Titolare nel tridente scelto da Sarri, il numero 18 ha espresso tutta la carica della squadra, reduce dalla vittoria in Coppa Italia, e ha dedicato parole al miele per il grande ex di giornata, Ciro Immobile.

🔥 L’Onda Lunga della Coppa: “Arriviamo Carichi”

La vittoria contro il Milan ha ridato entusiasmo all’ambiente e Isaksen vuole sfruttare l’inerzia positiva anche in campionato, cercando riscatto dopo i precedenti negativi.

“Arriviamo carichi pronti per giocare davanti ai nostri tifosi di nuovo, col Milan è una grande prestazione giovedì, la Coppa è un altro torneo, ora c’è il campionato e pensiamo a vincere. La scorsa stagione una notte indimenticabile, abbiamo perso 5-0 (riferimento a una sconfitta passata in Danimarca col Midtjylland o lapsus sui precedenti, ndr), bisogna rialzarsi e giocare bene”.

👑 L’Omaggio a Ciro: “È ancora il nostro Capitano”

Il passaggio più emozionante riguarda Ciro Immobile, oggi avversario con la maglia del Bologna (partirà dalla panchina). Isaksen non dimentica il legame con l’ex bomber biancoceleste, definendolo con parole di stima assoluta, quasi come se non fosse mai andato via.

“Immobile è una leggenda nella Lazio, è ancora il nostro capitano e un grande uomo”.

Infine, l’obiettivo personale che passa in secondo piano rispetto al collettivo: “Oggi voglio aiutare la squadra o con un gol o forse no ma voglio solo vincere davanti ai nostri tifosi”.


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🎙️ Lotito: “Non siamo al supermercato. A gennaio rinforzi se lo chiederà Sarri”

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Claudio Lotito intervistato da Sky Sport a bordo campo prima di Lazio-Bologna.
Foto Cafaro Gerardo/LaPresse 11 10 2014 Salerno (Italia) Stadio "Arechi" sport calcio Salernitana vs Savoia Campionato italiano di calcio Lega Pro girone C 2014/2015 Nella Foto: Claudio LotitoPhoto Cafaro Gerardo/LaPresse 11 10 2014 Salerno (Italy) "Arechi " Stadium sport soccer Salernitana vs Savoia Italian Football Championship League Lega Pro group C 2014/2015 In The picture : Claudio Lotito

Pochi minuti prima del fischio d’inizio di Lazio-Bologna, match valido per la 14ª giornata di Serie A, il Presidente Claudio Lotito è intervenuto ai microfoni di Sky Sport. Il patron biancoceleste ha analizzato il momento della squadra, lodando la coesione del gruppo, e ha tracciato la linea guida per l’imminente mercato di gennaio, utilizzando una delle sue celebri metafore.

🇪🇺 Obiettivo Europa: “Gruppo Cementato, serve Concentrazione”

Lotito si è mostrato fiducioso sul percorso di crescita della squadra, sottolineando come il lavoro di Sarri stia portando a un’identità definita.

“Penso che stanno trovando una quadra, un gruppo che si è cementato, che ha delle potenzialità. Possiamo dire la nostra contro tutte le squadre, secondo me è un problema di concentrazione”.

L’obiettivo resta quello di rimanere competitivi per le zone nobili della classifica, senza però fare proclami eccessivi: “Non dobbiamo fasciarci la testa prima di rompercela, senza voli pindarici, ma consapevoli di avere un gruppo molto motivato, unito e che può dire la sua… Con il lavoro di tutti si possono creare le condizioni per riprendere un percorso che ci ha sempre visto in qualche modo presenti in Europa”.

🛒 Mercato di Gennaio: “Non siamo al Supermercato”

Il tema caldo è ovviamente il calciomercato invernale. Lotito ha ribadito che la società non ha intenzione di smantellare, ma agirà solo in base alle necessità tecniche indicate dall’allenatore.

“Ho detto che la Lazio a gennaio non verrà indebolita, c’è una logica. Altrimenti continuiamo a fare i ragionamenti sul mercato, non siamo al supermercato dove pago uno e prendo tre“.

Il messaggio è chiaro: niente rivoluzioni tanto per fare, ma interventi mirati per migliorare senza alterare gli equilibri. “Faremo le cose che necessitano per migliorare e non mortificare le persone che ci sono all’interno dell’organico. L’allenatore ci dirà se ha bisogno di ritocchi per la squadra“.

Infine, un avviso alle pretendenti per i gioielli biancocelesti: “I nostri giocatori sono tutti appetiti da tante squadre, ma non li abbiamo messi sul mercato”.


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📢 Ufficiale Lazio-Bologna: Sarri sceglie Castellanos e Tavares. Immobile parte dalla panchina!

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Maurizio Sarri scuro in volto ai microfoni dopo il fischio finale del derby
Maurizio Sarri in panchina all’Olimpico: il tecnico annuncia che resterà fino a giugno, ma chiede risposte e investimenti alla società.

Ci siamo, l’attesa è finita. A meno di un’ora dal fischio d’inizio della sfida valida per la 14ª giornata di Serie A Enilive, sono state comunicate le formazioni ufficiali di Lazio e Bologna. Allo Stadio Olimpico, Maurizio Sarri cerca continuità dopo il successo in Coppa Italia, mentre Vincenzo Italiano prova il colpaccio esterno.

La notizia più emozionante riguarda il grande ex: Ciro Immobile, tornato a Roma da avversario, parte dalla panchina.

🦅 Le Scelte di Sarri: Sorpresa Cataldi, Taty Titolare

Maurizio Sarri scioglie gli ultimi dubbi della vigilia e consegna la maglia da titolare a Taty Castellanos, preferito a Boulaye Dia al centro dell’attacco. Ai suoi lati, confermatissimi Isaksen e Zaccagni.

A centrocampo c’è una sorpresa fondamentale: recupera e gioca dal primo minuto Danilo Cataldi in cabina di regia, affiancato dall’inamovibile Guendouzi e da Basic, ormai rigenerato e titolare fisso. In difesa, vince il ballottaggio a sinistra Nuno Tavares, con Marusic a destra e la coppia centrale Gila-Romagnoli davanti a Provedel.

🔴 Le Scelte di Italiano: Casale Titolare, Ciro Fuori

Vincenzo Italiano sceglie il 4-2-3-1 ma lascia fuori il grande ex della serata. Ciro Immobile si accomoda inizialmente in panchina; al suo posto, al centro dell’attacco, c’è Castro, supportato dal trio Orsolini-Odgaard-Cambiaghi. Titolare invece l’altro ex biancoceleste, Nicolò Casale, che guida la difesa insieme a Heggem.

📋 Il Tabellino delle Formazioni

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Tavares; Guendouzi, Cataldi, Basic; Isaksen, Castellanos, Zaccagni. A disp.: Mandas, Furlanetto, Patric, Provstgaard, Pellegrini, Lazzari, Vecino, Dele-Bashiru, Belahyane, Pedro, Noslin, Dia, Cancellieri. All.: Maurizio Sarri

BOLOGNA (4-2-3-1): Ravaglia; Zortea, Heggem, Casale, Miranda; Moro, Pobega; Orsolini, Odgaard, Cambiaghi; Castro. A disp.: Pessina, Franceschelli, Holm, Bernardeschi, Rowe, Immobile, Ferguson, Lykogiannis, Dallinga, Lucumi, De Silvestri, Dominguez, Sulemana, Fabbian. All.: Vincenzo Italiano

Arbitro: Michael Fabbri (sez. Ravenna)


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🏟️ Lotito Sempre Più Solo: L’Olimpico unito contro di lui. “Oltre alla faccia ci mettiamo il cuore”

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Il settore ospiti dello stadio Tardini di Parma gremito di tifosi della Lazio con sciarpe e bandiere.

La Lazio vince, convince ed elimina il Milan dalla Coppa Italia, ma la festa all’Olimpico ha un retrogusto amaro per la dirigenza di Lotito. Se sul campo la squadra di Sarri ha risposto presente, sugli spalti è andata in scena una partita parallela, giocata non contro gli avversari rossoneri, ma contro la presidenza. Claudio Lotito è sempre più solo: isolato da un muro di contestazione che, dopo il deserto contro il Lecce, si è trasformato in una presenza rumorosa e coordinata in ogni settore dello stadio.

🚫 LotitoLa Protesta Continua: Striscioni in Ogni Settore

Non è bastato il ritorno del pubblico sugli spalti per sancire la pace. Al contrario, la tifoseria ha utilizzato la vetrina della Coppa Italia per ribadire la frattura insanabile nata dal “Caso Paparelli” ( l’ultima goccia ) e dalla gestione comunicativa del club.

Durante il match, in una coreografia di dissenso raramente vista così compatta, tutti i settori dello stadio — dalla Curva Nord alla Tribuna Tevere, fino alla Curva Maestrelli — hanno esposto lo stesso, identico messaggio:

“Oltre alla faccia ci mettiamo il cuore”

Uno striscione che suona come una risposta diretta e orgogliosa alle recenti polemiche e alle dichiarazioni della società, che aveva accusato la parte organizzata del tifo di strumentalizzazione. I laziali hanno voluto ribadire che la loro presenza (o assenza, come contro il Lecce) non è un capriccio, ma un atto d’amore e di principio.

❄️ Il Gelo dopo il Deserto

Questo episodio rappresenta il naturale prosieguo della protesta andata in scena domenica scorsa, quando l’Olimpico era rimasto spettrale e semivuoto contro il Lecce. In quell’occasione, il silenzio assordante aveva urlato il dissenso per il divieto d’ingresso alla nipote di Vincenzo Paparelli.

Ieri sera, il rumore del tifo per la squadra si è mescolato alla contestazione per la società. Lotito, che nel pre-partita aveva parlato di “indice di stupidità” e difeso il suo operato, si trova di fatto accerchiato dalla sua stessa gente. Non si tratta più di una frangia isolata di “quattro rappresentanti”, come spesso minimizzato, ma di un sentimento trasversale che ha unito Curva e Tribune in un fronte comune.

La vittoria sul Milan regala una notte magica a Sarri e ai giocatori, ma certifica una realtà politica inequivocabile: la Lazio va avanti, il suo Presidente, agli occhi della gente, è rimasto indietro, arroccato in una solitudine istituzionale sempre più marcata.


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📺 Lazio-Bologna: Orario, Dove Vederla in TV e Streaming e Probabili Formazioni

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Grafica match preview Lazio-Bologna con orario 18:00 e loghi emittenti TV DAZN e Sky Sport.

Sull’onda dell’entusiasmo per la vittoria in Coppa Italia contro il Milan, la Lazio si rituffa in campionato. Per la 14ª giornata di Serie A Enilive ( Info biglietti Lazio-Bologna: vendita e prezzi ) , i biancocelesti ospitano allo Stadio Olimpico il Bologna di Vincenzo Italiano. Una sfida che promette scintille: da una parte la squadra di Sarri, che in casa ha costruito la sua fortezza (13 punti su 18 totali), dall’altra i rossoblù, imbattuti nelle ultime cinque trasferte.

🗓️ Dove Vedere Lazio-Bologna: Data, Orario e Canali

La sfida dello Stadio Olimpico si giocherà domenica 7 dicembre 2025 con calcio d’inizio alle ore 18:00.

DettaglioInformazione
PartitaLazio vs Bologna
CompetizioneSerie A Enilive – 14ª Giornata
DataDomenica 7 Dicembre 2025
Orario18:00
Dove VederlaDAZN, Sky Sport (Canale 251), Now Tv
Telecronaca DAZNBuscaglia – Giaccherini

La partita sarà trasmessa in co-esclusiva sia su DAZN che su Sky.

  • Su DAZN: Visibile in streaming live e on demand tramite app su Smart TV, smartphone, tablet, PC e console.
  • Su Sky: Il match sarà trasmesso sul canale Sky Sport (251) e in streaming su Now Tv.
  • Canale Zona DAZN: Per i clienti Sky con abbonamento DAZN attivo, la partita è visibile anche sul canale satellitare Zona DAZN (214).

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📋 Le Probabili Formazioni: Sarri con Basic e Castellanos

Maurizio Sarri deve gestire le assenze a centrocampo: con Rovella e Cataldi indisponibili (insieme a Cancellieri e Gigot), spazio ancora a Vecino in regia affiancato da Guendouzi e dalla sorpresa positiva Basic. In attacco, Castellanos (protagonista nei primi tempi in questa stagione) è in vantaggio per una maglia da titolare, supportato da Isaksen e Zaccagni.

Il Bologna risponde con il 4-2-3-1: assente Skorupski, in porta c’è Ravaglia. Orsolini, pericolo pubblico numero uno (15 gol nel 2025), guiderà la trequarti.

  • LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini; Guendouzi, Vecino, Basic; Isaksen, Castellanos, Zaccagni. All. Sarri.
    • Indisponibili: Cataldi, Gigot, Rovella.
  • BOLOGNA (4-2-3-1): Ravaglia; Holm, Heggem, Lucumì, Miranda; Pobega, Moro; Orsolini, Odgaard, Cambiaghi; Castro. All. Italiano.
    • Indisponibili: Freuler, Skorupski, Vitik.

📊 Statistiche e Curiosità

  • Fortino Olimpico: La Lazio ha vinto cinque delle ultime sei gare casalinghe contro il Bologna in Serie A. Inoltre, i biancocelesti non subiscono gol in casa da tre gare consecutive.
  • Pericolo Trasferta: Il Bologna arriva da un ottimo momento fuori casa: è imbattuto nelle ultime cinque trasferte (3 vittorie, 2 pareggi).
  • Zona Cesarini: Attenzione ai minuti di recupero: Lazio e Bologna sono le due squadre che hanno segnato più gol nell’extra-time in questa Serie A (3 a testa).

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Sarri dopo il colpo al Milan: “Vittoria legittima. Noslin resta, Tavares? Ora provo con le cattive”

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Maurizio Sarri in conferenza stampa allo Stadio Olimpico prima della finale di Coppa Italia

La Lazio supera il Milan negli ottavi di Coppa Italia con una delle prestazioni più mature della stagione e stacca il pass per i quarti, restituendo entusiasmo a un ambiente reduce da settimane complicate. Al termine della gara, Maurizio Sarri ha analizzato la vittoria in conferenza stampa, soffermandosi su temi tattici, scelte di formazione, mercato e sul rendimento di alcuni giocatori chiave.

Il primo punto toccato riguarda i cambi, ancora una volta decisivi nell’economia del match. Sarri non ha dubbi: “Le sostituzioni ci hanno dato un buon apporto anche sabato, molto probabilmente ci avevano portato a fare risultato. Abbiamo tanti giocatori che vengono da infortuni e non sono al massimo, ma in questo momento ci stanno aiutando negli spezzoni. Vista l’evoluzione fisica, presto potranno darci un contributo ancora più importante”. Il tecnico rivendica così una gestione oculata delle energie, fondamentale per un gruppo che sta pagando i carichi e gli stop delle ultime settimane.

Tra i protagonisti entrati a gara in corso, spicca Tijjani Noslin. L’olandese è sembrato rigenerato e Sarri conferma: “La cessione? Non credo, non abbiamo parlato di questo. È un giocatore complicato da inquadrare, ma in partite con più spazi può fare la prima punta. Contro squadre chiuse soffre di più, ma nelle ultime gare sta trovando il contesto giusto. Ho la sensazione che ci possa dare una grossa mano”. Un’apertura importante, che lascia intendere come l’attaccante possa rimanere anche a gennaio, nonostante le voci di mercato.

Il tema della continuità contro le big è un altro punto su cui Sarri viene incalzato. La Lazio, infatti, contro le squadre che “giocano” tende a rendere meglio. “Non è un discorso di squadre forti o deboli, ma di caratteristiche. Quando troviamo rivali che concedono campo, per noi è più semplice. Speriamo sia solo una questione di motivazioni, perché quello sarebbe più facile da risolvere”.

Tra i giocatori più discussi c’è sicuramente Nuno Tavares, autore di un ingresso convincente. Sarri sorride, poi affonda: “Non è un soggetto semplice. All’inizio ci ho provato con le buone, ma lo stavo perdendo. Ora provo con le cattive: lo tengo a distanza, gioca poco e spero che si incazzi”. Una frase che sintetizza perfettamente il rapporto tormentato tra il tecnico e il laterale portoghese, potenzialmente devastante ma ancora troppo discontinuo.

Il ritorno di due ex eccellenti, Luis Alberto e Milinkovic-Savic, ha attirato l’attenzione dei giornalisti. Sarri ammette di essersi emozionato: “Fa piacere vederli legati a questi colori. Ho visto la foto di Sergej che esulta al gol. Sono ragazzi speciali. Ma ormai viaggiano su stipendi impossibili per noi. Tecnicamente ci farebbero comodo entrambi: uno per gli assist, l’altro per la doppia-doppia. Ma oggi non è possibile”.

Su Mario Gila, autore di buone prestazioni ma anche protagonista di qualche iniziativa palla al piede, il tecnico è categorico: “Lo stiamo educando a non farlo. Sono cose da dilettanti. Stasera ci ha fatto prendere un contropiede. Non deve assolutamente farle”.

Infine, un accenno al possibile arrivo di Lorenzo Insigne, voce circolata negli ultimi giorni. Sarri spegne il fuoco: “Non ne ho idea. Avevamo parlato di altri ruoli. Gli sono affezionato, è come un figlio, abbiamo vissuto anni bellissimi. Ma ora decidono società e priorità. E i ruoli indispensabili erano altri”.

Una Lazio che ritrova entusiasmo, carattere e un’identità più chiara. Una vittoria pesante, legittima, come sottolinea Sarri. E forse un punto di ripartenza per un gruppo che, nonostante tutto, vuole ancora dire la sua.




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🚬 Sarri si gode la vendetta: “Tifo feroce e vittoria di gusto. Basic? Si era perso, ora ripaga”

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Maurizio Sarri scuro in volto ai microfoni dopo il fischio finale del derby
Maurizio Sarri in panchina all’Olimpico: il tecnico annuncia che resterà fino a giugno, ma chiede risposte e investimenti alla società.

La Lazio batte il Milan, vola ai quarti di Coppa Italia e si prende una dolce rivincita dopo le polemiche di San Siro. Il gol di Zaccagni regala il passaggio del turno, ma è l’atteggiamento della squadra e dell’ambiente a far sorridere Maurizio Sarri.

Intervenuto ai microfoni di Mediaset nel post-partita, il tecnico biancoceleste ha analizzato la gara con la consueta lucidità, elogiando la spinta dell’Olimpico e la rinascita di alcuni singoli, su tutti Toma Basic.

🏟️ L’Olimpico Ritrovato: “Un Tifo Feroce”

Dopo la protesta in campionato, il pubblico laziale è tornato a riempire lo stadio (oltre 40.000 presenze), trascinando la squadra verso la vittoria. Sarri ha voluto sottolineare l’importanza di questo fattore:

“Ci ha fatto piacere che all’Olimpico sono venute oltre 40mila persone, stasera hanno fatto un tifo feroce, mi ha fatto piacere per loro e per i ragazzi. Andiamo avanti, non abbiamo tempo neanche di essere contenti perché domenica ci aspetta una sfida particolarmente difficile (contro il Bologna, ndr)”.

📈 La Rinascita di Basic e il “Gusto” di Allenare

Uno dei protagonisti inattesi ma decisivi di questo periodo è Toma Basic. Il croato, ripescato dal dimenticatoio per l’emergenza, sta offrendo prestazioni di alto livello. Sarri ne spiega l’evoluzione:

“Lui è arrivato anni fa con grandi prospettive, poi si è un po’ perso. Io non ho avuto dubbi a ritirarlo dentro e ci sta ripagando in una maniera importante, poi a livello di movimenti è forse uno dei più affidabili”.

Nonostante le difficoltà iniziali legate agli infortuni (“Ho avuto difficoltà fin da luglio”), Sarri confessa di provare ancora piacere nel guidare questo gruppo:

“Ho una squadra che si fa allenare, quindi durante la settimana mi diverto poi la domenica a volte mi arrabbio perché a livello tecnico abbiamo meno di altre squadre. Però mi dà gusto“.

🔮 Il Percorso: Costruire lo Zoccolo Duro

Guardando al futuro, l’obiettivo del Comandante è chiaro: consolidare un nucleo di giocatori su cui fondare la Lazio che verrà, cercando quella continuità che spesso è mancata.

“Mi aspetto di dover continuare a lavorare, il percorso è solo questo. Se arriviamo a fine stagione con 7-8 giocatori con cui fare un salto di qualità sarebbe tanta roba… Nelle ultime nove abbiamo perso solo con Inter e Milan in trasferta, ci può stare”.


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🎙️ Fabiani : “Mercato? Idee Chiare e Lavoro Sottotraccia. Sarri è il Nostro Faro”

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Centro sportivo di Formello e riflessioni sul budget di calciomercato della SS Lazio
Il punto sulle risorse economiche e sulle strategie di calciomercato della Lazio per completare la rosa

Pochi istanti prima del fischio d’inizio di Lazio-Milan di Coppa Italia, il Direttore Sportivo Angelo Fabiani è intervenuto ai microfoni di SportMediaset. Il dirigente biancoceleste ha voluto gettare acqua sul fuoco delle polemiche post-San Siro, delineando allo stesso tempo le strategie per il mercato di gennaio e ribadendo la centralità di Maurizio Sarri nel progetto Lazio.

Fabiani 🔇 Sul Silenzio Stampa e gli Arbitri

Fabiani ha spiegato la scelta della società di non parlare dopo la sconfitta tra le polemiche in campionato, optando per un profilo basso e istituzionale anche riguardo alla designazione arbitrale odierna.

“A caldo abbiamo preferito non commentare perché possono uscire frasi non controllate. A freddo penso che abbiamo fatto bene… Noi dirigenti dovremmo spegnere queste inutili polemiche, perché al triplice fischio la sentenza è quella”.

Sull’arbitraggio di San Siro, il DS ha mostrato grande diplomazia: “L’errore è umano… la gestione dei 90 minuti è stata pressoché perfetta”.

Fabiani 💼 Mercato: “Sappiamo Cosa Fare”

Il tema più caldo per i tifosi è il mercato di riparazione. Fabiani ha ostentato sicurezza, confermando l’allineamento totale con la proprietà e l’allenatore, nonostante le voci esterne.

“Sono sempre stato fiducioso… Se ne sono dette di tutti i colori, la realtà dei fatti la sappiamo noi, sappiamo quello che dobbiamo fare. Abbiamo parlato con il presidente e con il mister, abbiamo le idee chiare e lavoriamo sottotraccia”.

🚬 Sarri al Centro del Villaggio

Infine, un’investitura totale per Maurizio Sarri, definito la guida imprescindibile per la crescita del club nel triennio.

“Sarri? È un po’ come la caccia alla volpe. C’è un grandissimo rapporto di affetto e stima reciproca… Lui è il nostro faro e la nostra guida. Con lui è iniziato un programma di tre anni e vogliamo crescere insieme a lui”.


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🗣️ Marusic: “Volevamo questa risposta dopo San Siro. Grazie Curva Nord!”

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Grafica pagelle Lazio-Cremonese: a sinistra Marusic (migliore), a destra Castellanos (peggiore).
Adam Marušić nasce a Belgrado (Serbia) il 17 ottobre 1992. Difensore, cresce calcisticamente nel Voždovac, debuttando in prima squadra nel 2010. Nel 2014 passa ai belgi del Kortrijk, dove rimane per un biennio. Nel 2016 viene acquistato dall’Ostenda, prima di diventare un calciatore della Lazio nell’estate 2017. Nella Capitale ha finora conquistato una Coppa Italia (2018/2019) e due Supercoppe italiane (2017, 2019). Punto fermo della nazionale montenegrina, con la quale ha debuttato nel marzo 2015.

La Lazio si prende la rivincita, elimina il Milan dalla Coppa Italia e scaccia i fantasmi delle polemiche di sabato scorso. Nel post-partita, Adam Marusic è intervenuto ai microfoni di Mediaset per dare voce allo spogliatoio biancoceleste, che ha trasformato la rabbia per il rigore negato a San Siro in energia positiva per conquistare i quarti di finale.

😤 La Carica dello Spogliatoio: “Motivati dalla Sconfitta di Sabato”

Il terzino montenegrino non si nasconde: quanto accaduto a Milano ha influito pesantemente sulla preparazione mentale di questa sfida. La squadra voleva dimostrare sul campo il proprio valore.

“Eravamo motivati dopo la sconfitta di sabato, tutti volevamo fare risultato e ci siamo riusciti”.

Una dichiarazione che conferma come il gruppo di Sarri abbia saputo incanalare la frustrazione per le decisioni arbitrali avverse (il mani di Pavlovic) in una prestazione solida e vincente.

💙 L’Abbraccio con la Nord: “Sempre al Nostro Fianco”

Dopo il fischio finale, l’intera squadra è corsa sotto la Curva Nord per festeggiare. Un momento simbolico, soprattutto dopo la protesta dei tifosi nella gara contro il Lecce. Marusic ha voluto dedicare un pensiero speciale al popolo laziale:

“L’esultanza sotto la curva? I tifosi sono sempre al nostro fianco, voglio ringraziarli e spero di festeggiare per tante altre partite insieme”.

Un messaggio di unità che chiude una settimana difficile e rilancia la Lazio verso i prossimi obiettivi, con la consapevolezza di avere il “dodicesimo uomo” nuovamente a pieno regime.


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🎙️ Lotito Fiume in Piena: “Mercato? L’Indice di Stupidità ci ha Danneggiato. Ma Rinforzeremo la Squadra”

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Una foto del presidente Claudio Lotito in un contesto di trattativa, con elementi finanziari sullo sfondo.

Pochi minuti prima del fischio d’inizio di Lazio-Milan di Coppa Italia, il Presidente Claudio Lotito ha rilasciato un’intervista di fuoco ai microfoni di Lazio Style Channel. Il patron biancoceleste non ha usato mezzi termini, toccando i nervi scoperti del momento: dalle polemiche arbitrali post-San Siro ai vincoli burocratici che frenano il calciomercato, fino alla promessa di rinforzi per Sarri.

📉 L’Attacco Frontale: “Indice di Stupidità, un Danno Reale”

Il tema centrale è il calciomercato. Lotito ha lanciato un duro attacco contro l’Indice di Liquidità, rinominato provocatoriamente.

“Quello che mi dispiace è che sembra che il mercato sia andare al supermercato ‘prendo due e pago uno’, nonostante abbiamo subito un’ingiustizia reale con l’indice di stupidità… ci ha creato un grande danno. Avevamo operazioni di mercato in campo che potevano rinforzare e avere ulteriori introiti e ci è stato impedito”.

Il Presidente rivendica la solidità del club, definendo assurdi i blocchi imposti: “Avendo una squadra solida… come si può impedire a una società di fare il mercato sul presupposto che il blocco serviva per evitare il fallimento? Nulla a che vedere con la realtà”.

Nonostante le difficoltà burocratiche, la promessa ai tifosi e a Sarri è chiara:

“Se serviranno degli aggiustamenti daremo di tutto per non indebolirla ma rinforzare la squadra“.

⚖️ “Merito Sportivo o Qualcos’Altro?”: La Frecciata Arbitrale

Impossibile non cogliere il riferimento ai fatti di San Siro (il rigore negato per fallo di mano di Pavlovic) quando Lotito parla della partita odierna:

“E’ importante oggi, è da capire se vale il merito sportivo o qualcos’altro, speriamo di dimostrare che siamo in grado di dimostrare le nostre potenzialità per merito… Il campo è giudice, speriamo sia un giudice sereno e tranquillo”.

Lotito ha poi caricato l’ambiente parlando di un “conto in sospeso” che la squadra sente di avere dopo la sconfitta in campionato.

🧠 Sarri e lo Spirito di Gruppo

Infine, un elogio al lavoro psicologico di Maurizio Sarri: “C’è un forte spirito di gruppo, un lavoro che il mister sta facendo nella testa e nell’atteggiamento per fargli capire la loro funzione e ruolo che hanno nella squadra”.


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🏆 Zaccagni Stende il Milan! Lazio ai Quarti di Coppa Italia (1-0). Ora il Bologna

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La distinta ufficiale di Cagliari-Lazio negli spogliatoi dell'Unipol Domus.

La vendetta è servita. A pochi giorni dalla discussa sconfitta di San Siro in campionato, la Lazio si prende la sua rivincita eliminando il Milan dalla Coppa Italia. Allo Stadio Olimpico, gremito e finalmente ritrovato nel suo calore, decide uno stacco imperioso del capitano Mattia Zaccagni a dieci minuti dal termine. Un 1-0 meritato che spalanca ai biancocelesti le porte dei quarti di finale, dove affronteranno il Bologna.

🧤 La Partita: Mandas Risponde Presente, Gara Equilibrata

Sarri, per la prima volta in stagione, lancia Mandas tra i pali, schierando per il resto la formazione migliore possibile con Castellanos di punta. Il match è vibrante sin dai primi minuti. La Lazio parte forte con un Basic ispirato e una grande percussione di Zaccagni. I biancocelesti sfiorano il vantaggio a metà primo tempo con una bella azione corale, ma il tiro di Zaccagni viene murato.

Nel finale di frazione, brivido per Mandas su un’azione confusa in area, ma il portiere greco si mostra sicuro. Si va al riposo sullo 0-0.

⚽ La “Zaccagnata” Decisiva: Colpo di Testa e Quarti

Nella ripresa il Milan prova a spaventare con Loftus-Cheek, ma è la Lazio a crescere con i cambi (dentro Noslin, Dele-Bashiru e Tavares). Al 71′ il Milan spreca una chance colossale con Leao che calcia alle stelle da ottima posizione.

La svolta arriva all’80′: calcio d’angolo perfetto del neo-entrato Nuno Tavares, Zaccagni svetta più in alto di tutti in area e batte Maignan per il tripudio dell’Olimpico. Nel finale i rossoneri provano l’assalto con Pulisic, ma Mandas è attento e blinda il risultato. La Lazio vince, convince e prosegue il suo cammino verso un trofeo che è un obiettivo dichiarato della stagione.

📋 Il Tabellino

LAZIO-MILAN 1-0

Marcatore: 80′ Zaccagni

LAZIO (4-3-3): Mandas; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini (71′ Tavares); Guendouzi, Vecino (57′ Dele-Bashiru), Basic; Isaksen (83′ Cancellieri), Castellanos (57′ Noslin), Zaccagni (83′ Pedro). A disp.: Provedel, Furlanetto, Patric, Provstgaard, Lazzari, Belahyane, Dia. All.: Maurizio Sarri

MILAN (3-5-2): Maignan; Tomori, De Winter, Pavlovic; Saelemaekers (64′ Nkunku), Ricci, Jashari (81′ Modric), Rabiot, Estupinan (86′ Bartesaghi); Loftus-Cheek (81′ Pulisic), Leao. A disp.: Terracciano, Torriani, Gabbia, Odogu, Sala. All.: Massimiliano Allegri

Arbitro: Marco Guida (sez. Torre Annunziata)

Note: Ammoniti: Pavlovic (M), De Winter (M). Recupero: 1′ pt, 5′ st.


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Cairo e Lotito: due presidenti che tengono in ostaggio due club storici

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Urbano Cairo parla dopo Torino-Fiorentina e commenta anche la Lazio: "Contro di loro una sconfitta deludente"
Cairo Lotito

In Italia ci sono due club storici, due piazze immense, due tifoserie che vivono di passione: Torino e Lazio.
E ci sono due presidenti che, ormai da anni, rappresentano più un limite che una risorsa: Umberto Cairo e Claudio Lotito.

Due uomini diversi, con storie diverse, ma accomunati da un destino uguale:
tenere in ostaggio due società che potrebbero dare molto di più.


Presidenti eterni, club immobili

La prima grande similitudine fra Cairo e Lotito è questa: la volontà di restare al comando per sempre.
Entrambi rifiutano l’idea di cedere, anche di fronte a offerte potenzialmente migliorative.

Cairo ha costruito la sua immagine da “salvatore del Toro”.
Lotito si considera il garante della stabilità della Lazio.

Il problema è che nessuno dei due oggi è in grado di far crescere davvero questi club.
Sono diventati presidenti eterni, ma senza ambizione.


La mancanza totale di visione

Torino e Lazio condividono il dramma della mancanza di un progetto tecnico chiaro.

Il Torino vive cicli brevi, improvvisati, senza un piano sportivo strutturato.
La Lazio è passata da un allenatore all’altro senza mai costruire una visione coerente, e oggi si ritrova con problemi economici e tecnici che derivano da anni di gestione al ribasso.

Cairo e Lotito sembrano più attenti ai bilanci che alle ambizioni sportive.
E così i loro club si ritrovano a vivere sempre nello stesso limbo:
troppo forti per retrocedere, troppo deboli per sognare davvero.


Mercato al risparmio: il vero freno

Altro punto in comune: i mercati poveri.

Cairo compra, ogni anno, giocatori da valorizzare, a basso costo, con la speranza che qualcuno esploda per fare una plusvalenza.
Lotito fa la stessa cosa: scommesse, colpi last-minute, investimenti minimi.

Entrambi vendono bene, sì.
Ma reinvestono poco.
Il risultato è che Torino e Lazio restano sempre incomplete, mai veramente competitive, con rose che devono sperare nei miracoli degli allenatori.


Rapporto con la tifoseria: ostilità invece che dialogo

Non è normale che due piazze come Torino e Roma vivano costantemente in tensione con le loro proprietà.

Cairo viene accusato da anni di accontentarsi della salvezza.
Lotito viene contestato perché sembra vivere in un mondo parallelo, lontano dai tifosi, convinto che tutto ciò che fa sia perfetto.

Il rapporto con la tifoseria è logorato, compromesso, spesso irrecuperabile.
E in un calcio moderno dove la community è fondamentale, questa è una condanna.


Conclusione: due club ostaggio del passato

Torino e Lazio meritano molto di più.
Meritano presidenti moderni, ambiziosi, capaci di costruire.
Meritano investimenti veri, non l’eterna promessa che “il progetto verrà”.

Cairo e Lotito hanno avuto momenti positivi, certo.
Ma oggi rappresentano un freno.

Due presidenti incapaci di lasciare andare il passato, incapaci di fare un passo indietro, incapaci di permettere ai loro club di rinascere davvero.

Finché resteranno al comando, Torino e Lazio continueranno a vivere a metà: mai abbastanza deboli per crollare, mai abbastanza forti per sognare.



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Serie A DAZN: svolta storica verso un modello stile NFL

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DAZN propone alla Serie A una partecipazione nel Gruppo: un modello stile NFL che potrebbe rivoluzionare i diritti TV e il futuro del calcio italiano.

La partnership tra Serie A e DAZN potrebbe essere vicina a una svolta epocale. Secondo quanto riportato da Calcio e Finanza, la piattaforma globale di live streaming sportivo avrebbe avanzato una proposta destinata a cambiare profondamente il panorama dei diritti televisivi del calcio italiano. Un’idea che guarda agli Stati Uniti, al modello NFL–ESPN, e che potrebbe aprire una nuova frontiera nel rapporto tra broadcaster e leghe professionistiche.

Fonti finanziarie confermano che la trattativa è in una fase embrionale, con dossier ancora tutti da analizzare, ma un concetto chiave è già chiaro: DAZN sarebbe pronta a proporre alla Lega Serie A una partecipazione minima nel proprio Gruppo a livello globale, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la partnership e co-creare valore in modo strutturale.

Una strategia già iniziata: acquisizioni miliardarie e nuovi investitori

Non si può leggere questa mossa senza considerare gli investimenti compiuti da DAZN negli ultimi 18 mesi. Tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 la piattaforma ha formalizzato due operazioni decisive:

  • l’acquisizione di Foxtel da News Corp, un maxi-affare da 2 miliardi di dollari;
  • l’ingresso del fondo sovrano saudita PIF, tramite la controllata SURJ Sports Investments, con una quota di minoranza valutata dagli analisti tra il 5% e l’8% per circa 1 miliardo di dollari.

Queste operazioni hanno portato la valutazione globale di DAZN a oltre 12 miliardi di dollari, una cifra che conferma le ambizioni di espansione del gruppo.

Nel frattempo, DAZN ha anche ampliato la propria presa sul calcio italiano, assicurandosi non solo i diritti domestici della Serie A ma anche l’esportazione delle partite in diversi Paesi, tra cui il Regno Unito. Una strategia di crescita che punta chiaramente a consolidare l’ecosistema calcistico internazionale.

Perché la Serie A interessa così tanto a DAZN

Il gruppo prevede ricavi vicini ai 5 miliardi di dollari nel 2025, ma l’Italia resta un mercato chiave. La piattaforma ha rilanciato gli investimenti anche in Spagna con LaLiga, segno di una strategia orientata ai grandi campionati nazionali.

L’idea di offrire alla Serie A una quota del proprio capitale sarebbe una prima assoluta per il calcio italiano e segnerebbe un nuovo modo di concepire i diritti TV: non più solo un rapporto cliente–fornitore, ma una partnership industriale di lungo periodo.

Il modello NFL–ESPN: la strada che DAZN vuole importare

Il riferimento è chiaro: negli Stati Uniti, la NFL – la lega sportiva più ricca al mondo – ha stretto un accordo che prevede la partecipazione azionaria in ESPN in cambio della gestione congiunta di una vasta gamma di contenuti media.

Applicare questo sistema in Italia significherebbe trasformare la Serie A in un soggetto attivo nella produzione e distribuzione dei contenuti, con un ritorno economico direttamente legato alla crescita della piattaforma.

La proposta non è nuova: era stata discussa già in fase di assegnazione dei diritti, quando però DAZN non aveva ancora chiuso le operazioni con Foxtel e PIF. Oggi, con una valutazione consolidata e nuovi capitali, l’offerta appare molto più appetibile.

Una rivoluzione possibile, ma ancora tutta da scrivere

Nulla è stato ancora deciso: la forma dell’operazione, le percentuali, il ruolo della Lega e dei club, tutto è ancora in fase di valutazione. Ma un fatto è certo: se andasse in porto, sarebbe una trasformazione storica per il calcio italiano, aprendo la strada a un sistema di gestione dei diritti televisivi completamente nuovo e potenzialmente molto più redditizio.

L’Italia guarda da lontano il modello NFL da oltre un decennio. Questa potrebbe essere la prima occasione concreta per avvicinarvisi davvero.



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Lazio, la Coppa Italia è l’unica via: realistiche le chance?

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Coppa Italia obiettivo primario per la Lazio?

Siamo soltanto a inizio dicembre, ma i primi tre mesi di stagione hanno già delineato un quadro molto chiaro della situazione in casa Lazio. Dopo la sconfitta di San Siro contro il Milan, i biancocelesti si ritrovano lontanissimi dalla zona Champions e, fatto ancora più preoccupante, a cinque punti dal settimo posto, attualmente occupato dalla Juventus. Una distanza che pesa moltissimo, soprattutto perché maturata dopo appena tredici giornate.

Il calendario offre ancora molte possibilità per recuperare terreno, ma la classifica parla chiaro e impone riflessioni serie. Nel post-partita, Maurizio Sarri è stato esplicito: «In questa stagione la Lazio non ha una verità di classifica». Una frase che fotografa bene un momento in cui il campionato sembra già scivolato fuori controllo. E allora la domanda è inevitabile: quale può essere il vero obiettivo della Lazio 2024/25?

La Coppa Italia come strada più concreta per tornare in Europa

Guardando la classifica e analizzando le prestazioni, la Coppa Italia appare la competizione più abbordabile — o quantomeno la più breve — per centrare un obiettivo europeo. Sono passati sei anni dall’ultimo trofeo vinto dalla Lazio (la Coppa Italia 2019), un digiuno che pesa tanto sulle ambizioni quanto sull’identità del club.

Sarri lo sa bene: vincere la Coppa Italia significherebbe tornare in Europa League, evitando il rischio concreto di restare completamente fuori dalle competizioni internazionali.

La struttura della Coppa, pur essendo criticata da anni, favorisce le squadre di Serie A: poche partite, tutte ravvicinate e spesso davanti al proprio pubblico. Ma se i turni sono pochi, la difficoltà è altissima.

Un percorso breve… ma contro solo big

Il cammino biancoceleste non è semplice. La Lazio debutta giovedì contro il Milan, una squadra superiore sulla carta e in classifica. In caso di passaggio del turno, l’avversario sarebbe la vincente di Bologna–Parma.
E poi, eventualmente, una semifinale contro Juventus o Atalanta. Infine, in caso di arrivo in finale, una tra Inter, Napoli o Roma.

Insomma: poche partite, ma tutte ad altissimo livello.

Molto dipenderà – come sempre nella Coppa Italia – dall’approccio delle avversarie. L’anno scorso, per esempio, la Lazio dominò e batté 3-1 il Napoli campione d’Italia: ma Conte schierò molte seconde linee perché il vero obiettivo era il campionato. Se il Milan giovedì dovesse scendere in campo con i titolari e con l’ambizione di andare avanti, la sfida diventerebbe complicatissima. Se invece ci fosse turnover pesante, il discorso cambierebbe.

La semifinale può ribaltare gli scenari

Le semifinali, previste tra marzo e aprile, rappresentano il punto in cui le motivazioni possono modificare gerarchie e valori.
La Juventus, ad esempio, potrebbe trovarsi fuori dalla corsa Champions e puntare tutto sulla Coppa Italia.
L’Atalanta è storicamente una squadra che interpreta questa competizione fino in fondo, soprattutto nelle stagioni con meno margini in campionato.

Tutto ciò rende il percorso della Lazio un mix di opportunità e difficoltà.

La Lazio ha meno da perdere delle altre

Nonostante le premesse non siano favorevoli, la Lazio ha una caratteristica che può pesare molto: nella partita secca può battere chiunque. Lo ha dimostrato con la Juventus, lo ha dimostrato contro il Milan.
Nel giorno giusto, con gli uomini giusti, la squadra di Sarri è in grado di ribaltare qualsiasi pronostico.

Realisticamente, recuperare cinque punti su Juventus, Bologna e Como entro maggio è complicato. Molto complicato.
La Coppa Italia, pur essendo difficile, è il percorso più rapido e con meno variabili.

E allora la domanda finale è obbligata:
la Lazio deve puntare tutto sulla Coppa Italia? Può davvero arrivare in finale?

La risposta è nelle prossime settimane. E nelle scelte degli avversari.



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🎧 Audio VAR Milan-Lazio: Svelato il Dialogo Collu-Di Paolo. “C’è Fallo Prima del Mani… per me…”

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L'arbitro Collu al monitor del VAR durante Milan-Lazio sta decidendo se assegnare il rigore per fallo di mano di Pavlovic o fallo in attacco di Marusic.
Fonte: Goal.com - Dazn

Il post-partita di Milan-Lazio è stato incandescente, con il silenzio stampa della società biancoceleste e la furia per il rigore negato nel recupero. A distanza di giorni, l’episodio è stato analizzato durante l’ultimo appuntamento di Open Var su DAZN, svelando l’audio integrale tra l’arbitro Collu e il VAR Di Paolo.

La decisione di non concedere il penalty per il tocco di braccio di Pavlovic (inizialmente non visto dal campo) nasce da una dinamica complessa: il tocco di mano era da rigore, ma l’arbitro ha ravvisato un fallo precedente di Marusic.

📺 Il VAR Di Paolo: “Ti consiglio OFR, Pavlovic allarga il gomito”

Dalla Sala VAR, Di Paolo inizialmente ha dei dubbi sulla posizione del braccio del difensore rossonero, ma dopo aver rivisto le immagini cambia idea e richiama l’arbitro al monitor.

SALA VAR: “È possibile fallo di mano? Sto guardando… Qui la mano però sta attaccata… Eh insomma, no, è un po’ così. E il pallone sta andando lì. Dobbiamo vedere l’APP (Attacking Possession Phase, ndr)… Lui (Pavlovic) allarga un po’ il gomito, un pochino il movimento lo fa. Te la devo far rivedere. Ti consiglio una OFR per un possibile calcio di rigore. È un tiro in porta… Pavlovic allarga anche un po’ il gomito”.

🖥️ La Decisione di Collu: “C’è la Maglia Tirata”

Arrivato al monitor per la On Field Review, l’attenzione dell’arbitro Collu si sposta immediatamente non sul tocco di mano (che sembra dare per assodato), ma su ciò che accade un istante prima: il contatto tra Marusic e Pavlovic.

COLLU: “Punto di contatto di Pavlovic. Lui va in opposizione col gomito, aspetta un attimo. Però c’è il fallo di Marusic che lo trattiene prima del fallo di mano“.

SALA VAR: “Ti faccio vedere la dinamica allora, ok? Così lo valuti tu”.

COLLU: “Fammi vedere anche la tempistica di Marusic che trattiene… Perfetto, c’è la maglia tirata dai. Io fischio fallo per la difesa. Mi segui?”

⚖️ Il Dubbio Finale del VAR

Interessante notare come, nel finale del dialogo, dalla Sala VAR sembri emergere un leggero disaccordo o quantomeno una perplessità sull’entità del fallo di Marusic, pur rispettando la decisione di campo dell’arbitro.

SALA VAR: “Sì, ti sto seguendo. È una tua decisione”. COLLU: “Ok, io spiego anche che c’è il fallo di mano, ma c’è il fallo prima”. SALA VAR: “Lui sta davanti però secondo me, comunque è una scelta sua. Per me non può essere”.

Una frase enigmatica (“Per me non può essere”) che lascia intendere come la valutazione dell’intensità della trattenuta sia stata totalmente soggettiva dell’arbitro Collu, chiudendo di fatto le porte al rigore che avrebbe potuto cambiare la storia del match.


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🔄 Lazio-Milan di Coppa: Sarri tra Turnover e Dubbi. Chance per Mandas e Castellanos?

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Maurizio Sarri scuro in volto ai microfoni dopo il fischio finale del derby
Maurizio Sarri in panchina all’Olimpico: il tecnico annuncia che resterà fino a giugno, ma chiede risposte e investimenti alla società.

Formello è un cantiere aperto. A soli due giorni dalla sfida di Coppa Italia contro il Milan (giovedì ore 21:00, Stadio Olimpico), Maurizio Sarri è alle prese con una vera e propria inondazione di dubbi. Dopo la sconfitta in campionato a San Siro, il tecnico biancoceleste medita una rivoluzione ragionata: la formazione è indecifrabile e i ballottaggi riguardano praticamente ogni ruolo, dal portiere al centravanti.

La posta in palio è alta e non permette calcoli errati:

“Bisognerà fare i conti anche con l’importanza della partita: attraverso la Coppa Italia si può arrivare in Europa“.

🧤 Porta e Difesa: Mandas Scalpita, Hysaj Disponibile

La prima grande novità potrebbe arrivare tra i pali. Christos Mandas spera in una chance dal primo minuto: fin qui il greco non ha mai giocato, ma la corsa con il titolarissimo Provedel è apertissima e si deciderà solo nella rifinitura di mercoledì.

In difesa, la parola d’ordine potrebbe essere “rifiatare”. Gila, Romagnoli e Marusic, stacanovisti nell’ultimo periodo, potrebbero lasciare spazio. Scalpitano Patric e il giovane Provstgaard al centro. Sulle fasce, Lazzari insidia Marusic, mentre a sinistra il duello è tra Pellegrini e Nuno Tavares. Da notare che Hysaj è arruolabile (in Coppa Italia non ci sono le limitazioni di lista della Serie A).

⚙️ Centrocampo e Attacco: Emergenza e Staffetta

A centrocampo le scelte sono quasi obbligate in regia, viste le assenze di Rovella e Cataldi.

  • Regia: Toccherà quasi certamente a Vecino.
  • Mezzali: Uno tra Guendouzi e Basic potrebbe riposare per smaltire le fatiche di San Siro. Al loro posto è pronto Dele-Bashiru, apparso pimpante nello spezzone di sabato.

In attacco, tutti gli occhi sono puntati sul numero 9. Taty Castellanos spera in una maglia da titolare a discapito di Dia, per guidare l’assalto alla difesa rossonera. Anche sulle corsie laterali è bagarre totale: Pedro e Noslin cercano spazio e insidiano le titolarità di Isaksen e Zaccagni.


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🎟️ Lazio-Milan di Coppa: Volano i Biglietti, l’Olimpico si Riempie per la Rivincita

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Tifosi della Lazio festanti in Tribuna Monte Mario con sciarpe biancocelesti.
Scopri le ultime novità sulla partita fondamentale della Lazio e le agevolazioni per i tifosi al Domenicale Olimpico! L'obiettivo? Raggiungere quota 40.000 spettatori!

L’attesa per la sfida di Coppa Italia contro il Milan sta montando ora dopo ora in casa Lazio. Giovedì sera, allo Stadio Olimpico, non ci sarà solo in palio il passaggio del turno, ma anche la voglia di riscatto sportivo dopo la bruciante sconfitta subita pochi giorni fa a San Siro in campionato. La notizia più importante, però, è il grande ritorno del pubblico laziale sugli spalti, pronto a riempire nuovamente lo stadio dopo la protesta dell’ultimo turno.

📈 I Numeri: Già oltre 37.000 Presenze Assicurate

La prevendita sta viaggiando a ritmi sostenuti. Secondo quanto riporta la rassegna stampa odierna (fonte Corriere dello Sport), i biglietti venduti per la gara di giovedì hanno già toccato quota 7.500. Un dato che, come sottolinea il quotidiano, è destinato a crescere ulteriormente nelle prossime ore, spinto dalla voglia di rivincita immediata contro i rossoneri.

A questo numero, va aggiunta la base solida dello zoccolo duro biancoceleste: i 29.918 abbonati. Il primo turno casalingo di Coppa Italia, infatti, era compreso nel pacchetto stagionale. Sommando i dati, l’Olimpico ha già assicurato oltre 37.000 presenze, con l’obiettivo di superare quota 40-45mila per creare una bolgia.

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🦅 Mercato Lazio, il piano di Sarri: 4 colpi e il “caso” Dele-Bashiru

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Formazioni ufficiali Lecce Lazio Serie A 2026 Maurizio Sarri

Le idee a Formello in vista del mercato di gennaio sembrano finalmente chiare. Maurizio Sarri ha tracciato la linea e la società cercherà di accontentarlo per quanto possibile nelle prossime settimane. La priorità resta fare cassa attraverso le cessioni per sbloccare l’indice di liquidità, e proprio sul fronte uscite si sta aprendo un caso interno riguardante Fisayo Dele-Bashiru.

🔄 Il Nodo Dele-Bashiru: Sarri lo Scarica, Fabiani Frena

Il centrocampista nigeriano, appena reinserito in lista al posto di Hysaj dopo il lungo infortunio, è considerato uno dei principali indiziati a lasciare la Capitale. Secondo quanto riporta Il Messaggero, Sarri lo ha messo sul mercato: il giocatore non rientra nel suo progetto tecnico a lungo termine.

Tuttavia, la situazione non è così lineare. Sempre secondo il quotidiano romano, il direttore sportivo Angelo Fabiani non vorrebbe cederlo, creando una potenziale divergenza di vedute tra area tecnica e dirigenza. Nel frattempo, il giocatore partirà per la Coppa d’Africa con la Nigeria subito dopo la sfida contro il Bologna, complicando ulteriormente eventuali trattative invernali.

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Noslin tra dubbi e mercato: la Lazio riflette sul futuro, mentre torna il nome di Ivan Ilić

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Giocatori della Lazio in cerchio allo Stadio Olimpico prima del match.

Il destino di Tijjani Noslin continua a essere uno dei temi più caldi del mercato biancoceleste. L’attaccante olandese, arrivato la scorsa stagione tra molte aspettative, è in discussione ormai dalla scorsa estate, quando la Lazio aveva seriamente valutato la possibilità di cederlo. L’operazione non si concretizzò per una ragione semplice: con il mercato bloccato, Lotito e Fabiani non avevano alternative reali da inserire in rosa. Così Noslin è rimasto, più per necessità che per convinzione.

Adesso, a distanza di mesi, il suo nome torna ad agitare le cronache di mercato. La situazione è fluida, in divenire, e sarà inevitabilmente influenzata dalle dinamiche in uscita e dai pochi margini economici del club. Nel frattempo, l’attaccante ha provato a mandare un segnale importante: nello spezzone contro il Lecce è arrivato finalmente il gol, il primo dopo un periodo complicato fatto di poche occasioni e tanta panchina. Un lampo che potrebbe ridare fiducia a lui, ma anche stimolare riflessioni a Formello.

Negli ultimi giorni Noslin è stato accostato con insistenza al Torino. Tuttavia, la realtà è meno lineare di come viene raccontata. Il club granata ha altre priorità sul mercato di gennaio e, al momento, non ha programmato un affondo concreto per il giocatore. La possibile pista si riaprirebbe soltanto in caso di cessione di un attaccante, un evento che al momento non è scontato. È un dossier che resta aperto, ma non imminente. Tutto rimandato, dunque.

In questa trama di mercato torna a circolare un nome che da anni aleggia intorno alla Lazio: Ivan Ilić. Il centrocampista serbo, oggi al Torino, è un vecchio pallino di Maurizio Sarri. Le sue qualità erano state individuate già nell’estate del 2022, quando il tecnico — valutando una possibile uscita di Luis Alberto — aveva chiesto con forza il suo acquisto. L’affare sfumò, il “Mago” rimase a Roma e il Torino si inserì prendendo Ilić dal Verona dopo una trattativa ben costruita.

Oggi Ilić non è considerato incedibile dai granata, ma di certo non verrà lasciato partire a prezzo di saldo. Il Torino non ha intenzione di svendere un giocatore giovane, tecnico e con ancora grande margine di crescita. Per questo motivo l’operazione, allo stato attuale, appare complessa per una Lazio che, prima di ogni discorso, deve vendere e liberare spazio nella lista.

Il possibile incrocio Noslin–Ilić rimane quindi più una suggestione che una trattativa reale. Da un lato la Lazio valuta se cedere l’attaccante per ottenere un margine operativo; dall’altro il Torino osserva, senza esporsi, mentre protegge un giocatore a cui non è disposto a rinunciare facilmente. Sarà gennaio, con i suoi incastri e i suoi imprevisti, a raccontarci la verità.

Quel che è certo è che la Lazio si avvicina alla prossima finestra di mercato con molti interrogativi e pochissime certezze. La situazione economica non concede margini, il rendimento della squadra richiede interventi mirati e il malcontento dell’ambiente rende ogni scelta più pesante. Noslin, Ilić, le cessioni, i vincoli della lista: tutto è collegato. E per capire cosa accadrà davvero, servirà attendere ancora.



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