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Lazio–Torino, sarà Piccinini l’arbitro: ecco la squadra arbitrale

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Marco Piccinini di Forlì

Sarà Marco Piccinini di Forlì a dirigere Lazio–Torino, sfida valida per la sesta giornata di Serie A e in programma sabato 4 ottobre alle ore 15 allo Stadio Olimpico.

La designazione ufficiale dell’AIA ha completato la squadra arbitrale: ad assistere Piccinini ci saranno Capaldo e Laudato, mentre il quarto uomo sarà Marinelli. Al VAR è stato scelto Ghersini, con Chiffi come AVAR.

I precedenti tra Piccinini e la Lazio

Il fischietto romagnolo ha già diretto la Lazio in otto occasioni. Il bilancio è in sostanziale equilibrio, con una leggera prevalenza di risultati positivi per i biancocelesti:

  • 4 vittorie
  • 2 pareggi
  • 2 sconfitte

Un curriculum che lascia aperta ogni prospettiva in vista del match contro i granata, sempre combattuto e ricco di insidie.

Un incrocio delicato

La sfida contro il Torino arriva in un momento importante per la squadra di Tudor, che cerca continuità in campionato. L’attenzione sulla direzione arbitrale sarà massima, anche per la presenza al VAR di Ghersini e Chiffi, chiamati a supportare Piccinini nelle decisioni più delicate.

Lazio–Torino non è mai una partita banale: tradizione, intensità e scontri diretti per obiettivi di classifica si intrecciano in un duello che promette scintille sul campo e che vedrà, inevitabilmente, anche la direzione arbitrale finire sotto la lente d’ingrandimento dei tifosi.

📌 Squadra arbitrale Lazio–Torino

  • Arbitro: Marco Piccinini
  • Assistenti: Capaldo – Laudato
  • Quarto uomo: Marinelli
  • VAR: Ghersini
  • AVAR: Chiffi


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7 giugno 1908: la Lazio e l’impresa leggendaria delle tre vittorie in un giorno

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La Lazio del 1908 a Pisa, protagonista delle tre vittorie in un solo giorno

Una giornata entrata nella leggenda

Il 7 giugno 1908 non è una data qualsiasi per la storia della Società Sportiva Lazio. Quel giorno, a Pisa, la squadra biancoceleste compì una delle imprese più straordinarie e leggendarie non solo della propria storia, ma dell’intero calcio italiano. La Lazio giocò e vinse tre partite nello stesso giorno, nell’arco di poche ore, senza mai cambiare formazione e senza mai arrendersi alla fatica.

L’epilogo di quella domenica fu straordinario: i capitolini conquistarono il titolo di campioni dell’Italia centro-meridionale, un traguardo che consacrò definitivamente il club romano tra le realtà più importanti del calcio nazionale dei primi anni del Novecento.

Il contesto storico: il calcio agli albori

Per comprendere appieno la portata dell’impresa, occorre fare un passo indietro e analizzare il contesto in cui nacque. All’inizio del XX secolo, il calcio italiano era ancora una disciplina giovane, organizzata in maniera rudimentale e divisa tra Nord e Sud.

Il campionato nazionale prevedeva infatti due fasi distinte: da un lato la fase settentrionale, con i club già più strutturati come Milan, Torino, Genoa e Pro Vercelli; dall’altro la fase centro-meridionale, con squadre emergenti come la Lazio, la Virtus Juventusque Livorno, la Spes Livorno e il Football Club Lucca.

La Lazio, fondata nel 1900, era allora una società giovane ma già ambiziosa. Animata da un forte spirito identitario e guidata da pionieri dello sport romano, il club biancoceleste cercava di affermarsi come portabandiera del calcio della capitale.

Pisa, 7 giugno 1908: tre partite in poche ore

Quella domenica, a Pisa, si disputavano le finali del torneo interregionale che avrebbe deciso la squadra campione del Centro-Sud. La Lazio, allenata e guidata sul campo dal carismatico Sante Ancherani, affrontò un programma al limite dell’umano: tre partite da giocare tutte nello stesso giorno.

  • Ore 10:00 – Lazio vs Football Club Lucca 3-0
    La mattina si aprì con il match contro il Football Club Lucca. La Lazio, fresca e motivata, travolse gli avversari con un secco 3-0, dimostrando subito la propria superiorità tecnica e fisica.
  • Ore 14:00 – Lazio vs Spes Livorno 4-0
    Dopo una breve pausa per il pranzo e il recupero delle energie, i biancocelesti tornarono in campo contro la Spes Livorno. Nonostante le gambe pesanti, la squadra di Ancherani dominò, vincendo 4-0 con grande autorità.
  • Ore 16:30 – Lazio vs Virtus Juventusque Livorno 1-0
    La sfida più dura arrivò nel tardo pomeriggio, contro la Virtus Juventusque Livorno. La stanchezza si faceva sentire e la partita fu combattuta, ma la Lazio trovò la forza di segnare il gol decisivo e portare a casa la terza vittoria consecutiva.

Al termine di questa maratona, i capitolini si laurearono campioni centro-meridionali e vennero celebrati come eroi sportivi.

L’errore storico: 1907 o 1908?

Per molto tempo, questa impresa è stata erroneamente datata al 1907. Alcuni archivi e cronache riportavano infatti quell’anno, creando confusione tra gli appassionati e gli storici del calcio.

Solo ricerche successive, condotte attraverso fonti giornalistiche locali dell’epoca e studi approfonditi, hanno chiarito definitivamente il dubbio: l’impresa delle tre vittorie in un giorno avvenne il 7 giugno 1908. Oggi, grazie a lavori storiografici accurati e al contributo di siti specializzati come Laziowiki, SSLazio Museum e Laziostory, non ci sono più dubbi sulla data corretta.

La squadra e i protagonisti

Il leader indiscusso di quella Lazio fu Sante Ancherani, attaccante e capitano, capace di trascinare i compagni con carisma e talento. Ancherani rappresentava alla perfezione lo spirito dei primi calciatori biancocelesti: dilettanti mossi dalla passione, pronti a sacrificarsi per il club e per i colori sociali.

Ecco la formazione schierata in tutte e tre le partite: BompianiMarrajeniFedericiOmodeiDos SantosFaccaniCorelli primo e Corelli secondoAncheraniSaraceni (I)Pellegrini

Accanto a lui c’erano altri pionieri del calcio romano, giocatori che affrontarono quella giornata eroica senza sostituzioni, senza rotazioni e con un solo obiettivo: portare a casa la vittoria e affermare la Lazio come grande squadra del Centro-Sud.

Le medaglie e la gloria

Al termine della giornata, i giocatori biancocelesti vennero premiati con medaglie commemorative per celebrare l’impresa. Quelle medaglie, custodite gelosamente da alcuni protagonisti e tramandate come cimeli, rappresentano ancora oggi una testimonianza tangibile di un evento leggendario.

La conquista del titolo centro-meridionale non significava ancora accedere alla gloria nazionale, perché il divario con le squadre del Nord era troppo ampio. Tuttavia, per la Lazio e per la città di Roma, quel successo ebbe un valore simbolico enorme: dimostrava che anche il calcio capitolino poteva imporsi sulla scena nazionale.

L’impatto sull’identità della Lazio

L’impresa di Pisa del 1908 entrò subito a far parte del DNA biancoceleste. Per i tifosi, diventò un simbolo di orgoglio, resistenza e determinazione: tre caratteristiche che, ancora oggi, vengono associate alla storia e alla tradizione della Lazio.

In un’epoca in cui il calcio non era ancora professionistico e i sacrifici dei giocatori erano enormi, la Lazio seppe distinguersi per spirito di gruppo e dedizione assoluta. Quelle tre vittorie consecutive contribuirono a rafforzare l’identità del club come società polivalente, orgogliosa delle proprie origini popolari e capace di competere con realtà più strutturate.

Una pagina unica del calcio italiano

Nella storia del calcio italiano non si registra nulla di simile. Nessun’altra squadra, né a livello dilettantistico né professionistico, ha mai affrontato e vinto tre partite ufficiali nello stesso giorno con la stessa formazione.

Per questo motivo, il 7 giugno 1908 rimane un record unico e irripetibile, una pagina che nessuno potrà mai cancellare. Per i laziali, rappresenta una bandiera da sventolare, un ricordo da tramandare alle nuove generazioni, la prova che lo spirito della Lazio nasce già nei primi anni del Novecento come spirito di lotta e sacrificio.

La memoria oggi

Oltre un secolo dopo, l’impresa di Pisa continua a essere celebrata da tifosi e storici. Ogni anno, il 7 giugno, siti e comunità biancocelesti ricordano quella giornata con articoli, eventi e commemorazioni.

L’episodio è diventato anche oggetto di studi approfonditi e di valorizzazione storica attraverso musei, mostre e ricerche archivistiche. È una delle colonne della narrazione identitaria della Lazio, insieme ad altri momenti storici come la fondazione del club nel 1900, lo scudetto del 1974, la Coppa Italia del 2013 e lo scudetto del 2000.

Conclusione: un’eredità immortale

Il 7 giugno 1908 non è solo una data da ricordare, ma un patrimonio sportivo e culturale che appartiene a tutta la comunità biancoceleste. Quelle tre vittorie in un giorno sono il simbolo di una Lazio che non si arrende mai, che combatte fino all’ultimo respiro e che costruisce la propria leggenda attraverso il sacrificio e la passione.

Per questo, l’impresa di Pisa rimarrà per sempre un capitolo fondamentale della storia della Lazio e del calcio italiano: un racconto che unisce passato e presente, tradizione e futuro, e che continua a ispirare generazioni di tifosi.



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La grande chance di Matteo Cancellieri: contro il Torino può prendersi la Lazio

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Matteo Cancellieri dopo Genoa-Lazio: "Sapevamo di dover dimostrare qualcosa. Il gol è per mia figlia". L'emozione del giovane attaccante.

Matteo Cancellieri ha finalmente trovato la sua serata perfetta. Il gol segnato al Genoa, tanto atteso dai tifosi e dal giocatore stesso, non è stato solo una rete che ha regalato punti preziosi alla Lazio, ma potrebbe rappresentare un punto di svolta nella sua avventura in biancoceleste. Dopo un avvio complicato, fatto di brutte prestazioni, l’ex Hellas Verona ha dato un segnale forte: può essere protagonista.

Torino crocevia fondamentale

La prossima sfida con il Torino diventa così un crocevia cruciale. La Lazio ha bisogno di vincere per rilanciarsi in classifica e Sarri cerca risposte soprattutto in attacco, reparto che in queste prime giornate ha alternato luci e ombre. In questo contesto, Cancellieri potrebbe partire di nuovo titolare: una scelta che significherebbe fiducia da parte dell’allenatore e possibilità concreta di guadagnare spazio in modo stabile.

L’occasione di diventare titolare fisso

Se Cancellieri dovesse risultare ancora decisivo, la sua posizione nello scacchiere biancoceleste cambierebbe radicalmente. Non solo diventerebbe una pedina importante nelle rotazioni offensive, ma potrebbe anche scalzare qualche compagno nelle gerarchie. Un rendimento continuo, condito da gol e prestazioni convincenti, aprirebbe per lui scenari nuovi: dalla conquista del posto da titolare nella Lazio di Sarri fino a una chiamata più costante con la maglia della Nazionale Azzurra.

Sarri e il lavoro sull’attacco

Maurizio Sarri sa bene quanto serva freschezza e imprevedibilità nel reparto offensivo. Dopo l’addio di Ciro Immobile e i problemi di continuità di alcuni uomini chiave, trovare un Cancellieri ritrovato sarebbe un regalo prezioso. L’allenatore toscano ha sempre sottolineato l’importanza della crescita dei giovani e la partita contro il Torino può trasformarsi nella prova del nove per l’attaccante romano.

Il sogno azzurro come motivazione

Per Cancellieri, infine, c’è anche la prospettiva azzurra: la Nazionale di Spalletti guarda con attenzione alle prestazioni dei giovani talenti offensivi. Un ruolo da protagonista nella Lazio aprirebbe inevitabilmente le porte a una convocazione stabile, coronando un percorso che sembrava essersi interrotto troppo presto.



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Qual è lo stadio più grande d’Italia e d’Europa?

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Qual è lo stadio più grande d’Italia e d’Europa

Gli stadi di calcio non sono semplici impianti sportivi, ma vere e proprie cattedrali moderne dove si intrecciano passione, storia e spettacolo. Ogni tifoso sogna di assistere almeno una volta a una partita in uno stadio iconico, che sia una sfida di Champions League, un derby o una finale internazionale. Ma qual è lo stadio più grande d’Italia? E quale quello più grande d’Europa?

In questo articolo scopriamo insieme i dati di capienza, la storia e le curiosità sugli impianti più imponenti del calcio, senza dimenticare un excursus sugli stadi più grandi del mondo.

Lo stadio più grande d’Italia

Lo Stadio Giuseppe Meazza (San Siro)

Il primato in Italia spetta senza dubbio allo Stadio Giuseppe Meazza di Milano, meglio conosciuto come San Siro. Con una capienza attuale di circa 75.800 spettatori, è lo stadio più grande d’Italia.

Inaugurato nel 1926 e successivamente ristrutturato più volte (in particolare in vista dei Mondiali di Italia ’90), San Siro ospita le partite casalinghe di Inter e Milan, oltre a numerose sfide della Nazionale italiana. La sua struttura imponente, caratterizzata dalle famose torri elicoidali, lo ha reso un’icona mondiale del calcio.

Lo stadio ha visto partite storiche come le finali di Champions League (2001, 2016), i grandi derby della Madonnina e concerti di artisti internazionali. Tuttavia, il suo futuro è incerto: Milan e Inter hanno più volte manifestato l’intenzione di costruire un nuovo impianto moderno.

Altri grandi stadi italiani

  • Stadio Olimpico di Roma – Circa 70.600 posti. Ospita Lazio, Roma e la Nazionale. È stato teatro di finali europee, mondiali e persino della cerimonia di apertura delle Olimpiadi del 1960.
  • Stadio Diego Armando Maradona (Napoli) – Oltre 54.000 posti. Simbolo della città e legato indissolubilmente alla leggenda di Maradona.
  • Allianz Stadium (Torino) – Con i suoi 41.500 posti non è tra i più grandi, ma è considerato il più moderno d’Italia per servizi, visibilità e comfort.

Lo stadio più grande d’Europa

Il Camp Nou di Barcellona

Il primato europeo spetta al Camp Nou di Barcellona, con una capienza ufficiale di circa 99.354 spettatori, che lo rende lo stadio più grande del continente.

Inaugurato nel 1957, è la casa del Barcellona, una delle squadre più vincenti e popolari del mondo. Il Camp Nou è un simbolo non solo sportivo ma anche culturale per la Catalogna e ha ospitato eventi storici come la Coppa del Mondo 1982 e le Olimpiadi del 1992.

Attualmente è in corso una grande opera di ristrutturazione e modernizzazione, che porterà lo stadio a superare i 105.000 posti, confermandone il primato europeo e proiettandolo nel futuro.

Altri stadi europei di prestigio

  • Wembley Stadium (Londra) – Capienza: circa 90.000 posti. È considerato “il tempio del calcio inglese” e ospita finali di FA Cup, gare della nazionale e grandi concerti.
  • Santiago Bernabéu (Madrid) – Circa 83.000 posti, ma destinato a crescere con i lavori di ristrutturazione in corso. Casa del Real Madrid, ha ospitato quattro finali di Champions League.
  • Stade de France (Parigi) – Oltre 80.000 posti. Utilizzato sia per il calcio che per il rugby, ha ospitato finali mondiali ed europee.

Differenze tra stadi italiani ed europei

Gli stadi italiani hanno una grande storia e fascino, ma in molti casi risultano vecchi e poco moderni rispetto agli impianti europei.

  • Italia: molti stadi sono di proprietà comunale, con costi di gestione alti e vincoli burocratici che rallentano i progetti di rinnovamento.
  • Europa: impianti spesso modernizzati e di proprietà dei club, con servizi all’avanguardia, hospitality, musei e fan experience.

Non a caso, il pubblico medio europeo trova stadi come l’Allianz Arena di Monaco o l’Emirates Stadium di Londra più confortevoli e moderni rispetto agli impianti italiani.

Lo stadio più grande del mondo (curiosità extra)

Se allarghiamo lo sguardo al mondo, il record spetta al Rungrado 1º Maggio Stadium di Pyongyang (Corea del Nord), con una capienza stimata di oltre 114.000 spettatori.

Tra gli altri impianti enormi troviamo:

  • Melbourne Cricket Ground (Australia) – 100.024 posti.
  • FNB Stadium (Sudafrica) – 94.736 posti, utilizzato anche per la finale dei Mondiali 2010.

Conclusione

In sintesi:

  • Lo stadio più grande d’Italia è il San Siro di Milano, con quasi 76.000 posti.
  • Lo stadio più grande d’Europa è il Camp Nou di Barcellona, con oltre 99.000 posti (destinati a superare i 105.000).

Gli stadi non sono solo luoghi di gioco, ma veri e propri monumenti che raccontano la storia e la cultura del calcio. In futuro, con Euro 2032 in Italia e Turchia, il tema delle nuove infrastrutture sarà centrale: i tifosi italiani sperano di vedere finalmente impianti moderni, sicuri e all’altezza dei migliori d’Europa.



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Fares saluta la Lazio: riparte dagli Emirati Arabi

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ROME, ITALY - OCTOBER 02: SS Lazio new signing Mohamed Fares poses with the new jersey after the medical test at Paideia Hospital on October 2, 2020 in Rome, Italy. (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Dopo anni di alti e bassi e tanti prestiti, l’avventura di Mohamed Fares con la S.S. Lazio si chiude definitivamente. L’esterno algerino, classe 1996, ha scelto di rilanciare la propria carriera lontano dall’Europa, firmando con la Gulf Heroes FC, club con sede ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti.

Una carriera segnata da infortuni e occasioni mancate

Arrivato alla Lazio nell’estate del 2020 dalla SPAL, Fares avrebbe dovuto rappresentare un rinforzo importante per la fascia sinistra. Dotato di grande corsa e fisicità, era stato individuato come esterno ideale per il 3-5-2 biancoceleste. Tuttavia, infortuni muscolari e mancanza di continuità hanno presto frenato le sue ambizioni.

Dopo appena una stagione a Roma, sono arrivati i prestiti: prima al Genoa, poi al Torino e infine al Brescia, dove il suo rendimento non ha mai convinto fino in fondo. L’ultimo passaggio in Grecia con il Göztepe aveva lasciato intravedere segnali di rilancio, ma non sufficienti per riaprirgli le porte di Formello.

La scelta del Golfo

Adesso, Fares ha deciso di cambiare completamente scenario. La firma con la Gulf Heroes FC rappresenta una svolta radicale nella sua carriera: un contratto che gli garantisce stabilità economica e la possibilità di ritrovare fiducia e minuti in campo.

Per la Lazio si tratta di una cessione significativa: da un lato l’addio a un giocatore che non rientrava più nei piani tecnici, dall’altro la possibilità di liberarsi di un ingaggio che pesava sul bilancio, offrendo più margine di manovra per il futuro.

Un destino comune a molti ex Serie A

La scelta di Fares rientra in una tendenza sempre più diffusa tra i calciatori che, non riuscendo a imporsi nei grandi campionati europei, scelgono destinazioni come Arabia Saudita, Qatar o Emirati Arabi per rilanciarsi. Una strada percorsa da diversi ex Serie A, attratti da contratti ricchi e dalla possibilità di tornare protagonisti lontano dai riflettori più pressanti.

Cosa resta alla Lazio

Per i biancocelesti, l’addio di Fares non rappresenta un colpo sul piano tecnico, ma semmai una chiusura di un capitolo mai veramente decollato. Con l’uscita dell’algerino, la società di Lotito alleggerisce il monte ingaggi e potrà concentrarsi su rinforzi utili in vista della prossima sessione di calciomercato.



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Lazio, corsa contro il tempo per il main sponsor

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Claudio Lotito durante una conferenza stampa della Lazio, al centro delle polemiche sul bilancio 2025 e sul suo stipendio da 1,1 milioni.

In casa S.S. Lazio il tema principale non è solo il campo, ma anche quello economico. La ricerca del nuovo main sponsor da apporre sulla maglia biancoceleste è entrata nella fase decisiva, con il presidente Claudio Lotito impegnato in una vera e propria corsa contro il tempo per chiudere un accordo fondamentale per le casse del club.

Dopo ABCVIP, ora il focus è sullo sponsor di maglia

La recente partnership con ABCVIP, sito di scommesse filippino, ha rappresentato un passo importante, ma si tratta solo di un accordo collaterale. La priorità assoluta resta la sponsorizzazione principale della maglia.

Le trattative con una nota tech company e con Air China si sono concluse senza successo, lasciando campo libero a un’altra pista: quella che porta ad Aeroitalia, compagnia aerea con cui la Lazio collabora già da due anni e che presto cambierà nome in “Aeritaly”.

L’offerta di Aeroitalia e i dubbi di Lotito

Secondo quanto riportato da Il Messaggero, Aeroitalia avrebbe messo sul tavolo una proposta pluriennale (quattro o cinque anni) da circa 5 milioni di euro a stagione. Una cifra che, però, non soddisfa pienamente le ambizioni di Lotito.

Il presidente biancoceleste considera l’offerta “a ribasso” rispetto al valore del brand Lazio, ma allo stesso tempo non può ignorare l’urgenza di chiudere un accordo. Dopo due anni difficili senza sponsor principale, la tentazione di accettare è forte, anche se resta viva la speranza di strappare un contratto più vantaggioso.

Una scadenza chiara: il 14 ottobre

La partita decisiva, tuttavia, non si gioca solo sul fronte economico, ma soprattutto su quello temporale. Lotito si è posto una dead-line precisa: il 14 ottobre.
Il motivo è chiaro: il giorno successivo, il 15 ottobre, si terrà il Consiglio di Gestione chiamato a definire il quadro del bilancio societario. Arrivare a quell’appuntamento con un nuovo main sponsor da presentare sarebbe un segnale di forza, non solo per i conti del club, ma anche in chiave strategica per affrontare con maggiore serenità la sessione di mercato di gennaio.

Il confronto con le altre realtà di Serie A

La cifra proposta da Aeroitalia, circa 5 milioni a stagione, resta comunque distante dagli introiti garantiti ad altre società italiane.

  • L’Atalanta, ad esempio, incassa circa 11 milioni complessivi tra main e retro sponsor.
  • Il Bologna ha firmato un accordo da 6 milioni senza grandi difficoltà.

Dati che mostrano come la Lazio, nonostante la sua storia e la presenza costante nelle competizioni europee, faccia ancora fatica ad attrarre partner di peso sul mercato internazionale.

Conclusione

La Lazio è quindi a un bivio: accettare l’offerta di Aeroitalia per dare stabilità immediata alle casse o continuare a cercare un’alternativa più redditizia, rischiando però di restare ancora senza sponsor. Quel che è certo è che la scadenza del 14 ottobre incombe, e con essa anche la necessità di presentare un bilancio più solido.

Per i tifosi, resta la speranza che questa corsa contro il tempo si concluda con un accordo all’altezza del nome Lazio.



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Qual è l’ultimo trofeo vinto dalla Lazio? La risposta sorprende

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Qual è l’ultimo trofeo vinto dalla Lazio?

La storia recente della Lazio è stata ricca di soddisfazioni in Coppa Italia e in Supercoppa, ma per molti tifosi resta un dubbio: qual è stato davvero l’ultimo trofeo alzato al cielo dalla squadra biancoceleste? La risposta non è così scontata e, anzi, spesso anche fonti ufficiali sbagliano a ricordarlo.

Coppa Italia 2019: il trionfo contro l’Atalanta

Il 15 maggio 2019 la Lazio di Simone Inzaghi conquistava la settima Coppa Italia della sua storia, battendo in finale l’Atalanta di Gasperini.
Il percorso non fu semplice: ai quarti i biancocelesti eliminarono l’Inter a San Siro dopo i calci di rigore (decisivo l’errore dal dischetto di Nainggolan), mentre in semifinale arrivò la vittoria per 1-0 sul Milan a San Siro, grazie alla rete di Correa.

La finale, giocata all’Olimpico gremito, era considerata proibitiva. Solo poche settimane prima l’Atalanta aveva infatti battuto la Lazio 3-0 nello stesso stadio, lasciando presagire un epilogo amaro. Invece Inzaghi preparò alla perfezione la gara: primo tempo di contenimento, poi nella ripresa la svolta grazie a Milinković-Savić e Correa. Un 2-0 che regalò l’ennesima notte di gloria al popolo laziale.

Supercoppa Italiana 2019: l’ultimo trofeo

Molti si fermano lì, ma in realtà l’ultimo trofeo della Lazio non è la Coppa Italia.
La vittoria del torneo nazionale diede infatti accesso alla finale di Supercoppa Italiana, disputata il 22 dicembre 2019 a Riad, in Arabia Saudita, contro la Juventus di Maurizio Sarri.

La sfida partì subito forte: Luis Alberto portò in vantaggio la Lazio al 16’, ma Dybala trovò il pari poco prima dell’intervallo. Nella ripresa, però, i biancocelesti giocarono con maggiore lucidità e incisività. Fu ancora una volta Senad Lulić, l’eroe del 26 maggio, a lasciare il segno al 63’, con una zampata che riportò avanti la Lazio. Nel recupero, al 93’, arrivò il sigillo di Danilo Cataldi su punizione, che fissò il risultato sul 3-1.

Quella notte, la Lazio alzò al cielo la Supercoppa Italiana 2019, l’ultimo trofeo ufficiale conquistato dal club.

Un bilancio in chiaroscuro

Con la gestione Lotito, la Lazio ha vinto cinque trofei: tre Coppe Italia (2009, 2013, 2019) e due Supercoppe Italiane (2009 e 2019). Claudio Lotito è così diventato il secondo presidente più vincente della storia biancoceleste, dietro soltanto a Sergio Cragnotti.

Eppure, restano le ombre: nessuno scudetto e nessun titolo europeo. La Champions League è stata raggiunta solo a tratti e senza mai andare oltre gli ottavi di finale, mentre in Europa League e Coppa delle Coppe la Lazio non ha centrato l’obiettivo massimo.

Guardando avanti

L’ultimo trionfo risale ormai a più di quattro anni fa. Un’assenza pesante, considerando che la Lazio è una delle società più prestigiose del calcio italiano. I tifosi sognano un nuovo successo, magari già in Coppa Italia, competizione che più di tutte ha regalato gioie negli ultimi vent’anni, o chissà in Europa, per scrivere finalmente una pagina che manca da troppo tempo.

Il ricordo della Supercoppa di Riad 2019 resta vivo, ma i laziali si chiedono: quando arriverà il prossimo trofeo?



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Lazio-Torino: Dove Vedere la Partita in Diretta Streaming. Tutti i Dettagli

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Un'illustrazione dinamica che combina i loghi di Lazio e Torino, con l'icona di DAZN in primo piano, a suggerire la trasmissione in streaming.

Il Ritorno di Marco Baroni all’Olimpico: La Lazio Cerca i Tre Punti Contro il Torino. Ecco Dove Seguire il Match in Esclusiva.

ROMA – È l’ultima fatica prima della sosta per le nazionali. Sabato 4 ottobre, alle ore 15:00, la Lazio ospiterà il Torino allo Stadio Olimpico per la sesta giornata di Serie A. Sarà anche l’occasione per rivedere un volto noto: Marco Baroni, attualmente sulla panchina granata, tornerà da avversario nella Capitale.

Dove Seguire Lazio-Torino: Diretta Esclusiva Streaming su DAZN

La gara tra Lazio e Torino, valida per la sesta giornata di Serie A, sarà trasmessa in esclusiva su DAZN. Gli abbonati potranno seguire il match in diretta streaming live e on demand tramite l’applicazione o il sito ufficiale della piattaforma, accessibile da Smart TV, PC, smartphone, tablet o console.

Sarà una sfida importante per entrambe le squadre, con la Lazio che cerca continuità dopo la vittoria di Marassi e il Torino che punta a riscattarsi per allontanare la zona calda della classifica.



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Lazio – Torino: Venduti Già 4.000 Biglietti, Olimpico Verso il Pienone

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Una panoramica della Curva Nord dello Stadio Olimpico piena di tifosi della Lazio con bandiere e sciarpe.

Cresce l’attesa per l’ultima gara prima della sosta: i biancocelesti affrontano il Torino di Baroni. I primi dati sui tagliandi venduti e l’affluenza prevista all’Olimpico.

ROMA – L’entusiasmo della vittoria di Marassi spinge i tifosi. Si avvicina Lazio-Torino, l’ultima gara prima della sosta per le nazionali di ottobre, e l’Olimpico si prepara ad accogliere un folto pubblico. I biancocelesti, reduci dalla convincente vittoria contro il Genoa, affronteranno un Torino in difficoltà, con l’ex Marco Baroni in panchina che rischia il posto dopo un avvio di stagione complicatissimo.

Biglietti in Crescita, Olimpico Caldo per la Lazio

Per la partita dell’Olimpico, in programma sabato 4 ottobre alle 15:00, la prevendita sta procedendo a gonfie vele. Secondo quanto riportato dall’edizione odierna de Il Tempo, sono già stati venduti ben 4.000 biglietti, che si vanno ad aggiungere ai 29.918 abbonati.

Questo significa che l’Olimpico si avvia verso il pienone, con un totale che supererà abbondantemente i 30.000 spettatori. Un segnale importante di vicinanza e sostegno da parte della tifoseria, pronta a spingere la squadra di Maurizio Sarri verso un altro successo fondamentale per risalire la classifica e affrontare la sosta con morale alto.



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Lazio e ABCVIP, partnership strategica per l’espansione internazionale

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Nuovo sponsor Lazio?

La Lazio continua a rafforzare la propria immagine a livello globale. Nelle ultime ore è stato ufficializzato l’accordo con ABCVIP, realtà leader nel settore dell’intrattenimento digitale, che diventa Brand Ambassador ufficiale del club biancoceleste.

Un passo che conferma la strategia della società capitolina di ampliare il proprio raggio d’azione internazionale, rafforzando la visibilità del marchio Lazio e, al tempo stesso, affiancandosi a partner in forte crescita.

Un accordo a respiro globale

ABCVIP ha sottolineato come la collaborazione con la Lazio rappresenti una svolta strategica nella propria espansione verso i mercati internazionali. Legarsi a uno dei club storici del calcio europeo consente all’azienda di connettersi con milioni di tifosi in tutto il mondo, sfruttando il richiamo e il prestigio della squadra biancoceleste.

Lazio e ABCVIP, dunque, non si limitano a un rapporto di semplice sponsorizzazione, ma gettano le basi per una partnership strutturata, con l’obiettivo di consolidare il posizionamento globale di entrambi i marchi.

Lazio sempre più internazionale

Per il club guidato da Claudio Lotito, questo accordo si inserisce in un percorso ormai chiaro: la Lazio punta ad aumentare il proprio valore commerciale e il proprio appeal internazionale. Dopo le collaborazioni con compagnie aeree e brand tecnologici, l’intesa con ABCVIP rafforza l’immagine della Lazio come club moderno e proiettato oltre i confini nazionali.

L’iniziativa, inoltre, testimonia la crescente attenzione della dirigenza biancoceleste verso partnership capaci non solo di portare introiti economici, ma anche di garantire visibilità e connessioni con nuove comunità di tifosi.

Le prospettive

L’accordo tra Lazio e ABCVIP rappresenta un punto di partenza per sviluppare attività congiunte di marketing e comunicazione, con l’obiettivo di unire il mondo del calcio con quello dell’intrattenimento digitale. Un binomio sempre più centrale nello sport moderno, dove club e aziende collaborano per ampliare i propri orizzonti e raggiungere nuove generazioni di fan.

La Lazio, dunque, non si limita al campo, ma cerca di consolidare la propria identità anche fuori dall’Olimpico. E questa nuova partnership segna un ulteriore passo avanti nella costruzione di una società sempre più competitiva, non solo in Serie A ma anche nel panorama internazionale.



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Lazio, scatta l’emergenza difesa: Marusic verso il forfait, Pellegrini in forte dubbio. Sarri costretto a puntare su Tavares e Hysaj

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marusic infortunio

Non c’è pace per la Lazio. Alla vigilia della sfida contro il Torino, Maurizio Sarri deve fare i conti con una nuova emergenza in difesa. Secondo le ultime indiscrezioni, Marusic è praticamente out, mentre anche Luca Pellegrini rischia seriamente di non essere della partita a causa di una distorsione al ginocchio.

Una doppia tegola che complica ulteriormente i piani del tecnico biancoceleste, già costretto a gestire una rosa corta e priva di alternative di livello sulle corsie laterali. Per questo motivo Sarri ha già preallertato Tavares e Hysaj, due calciatori finora rimasti ai margini della stagione.

La situazione degli esterni

Marusic, uno dei fedelissimi di Sarri, aveva finora garantito solidità e continuità sulla fascia destra. La sua assenza pesa come un macigno, soprattutto perché l’altro titolare designato, Pellegrini, non è al meglio della condizione e rischia di dover alzare bandiera bianca.

In questo scenario, le alternative non convincono. Hysaj ha giocato appena 45 minuti in stagione e non dà garanzie, mentre Tavares è arrivato in estate come scommessa, ma non ha ancora avuto modo di dimostrare il suo valore.

Rosa corta o scelte di Sarri?

La domanda che aleggia tra i tifosi è sempre la stessa: la Lazio si ritrova in emergenza per colpa di un mercato estivo insufficiente o perché Sarri non si fida dei suoi ricambi? La sensazione è che la rosa biancoceleste non sia stata rinforzata a dovere, soprattutto sulle fasce difensive, dove già lo scorso anno erano emersi limiti evidenti.

Lotito e la dirigenza avevano promesso innesti di spessore, ma alla prova dei fatti il tecnico si trova a dover affidare una partita delicata come quella contro il Torino a calciatori che non hanno ancora inciso.

Una costante della gestione Lotito

Non è la prima volta che la Lazio si presenta ad appuntamenti cruciali con l’organico ridotto all’osso. Il tema della rosa corta è un leitmotiv che accompagna la gestione Lotito da anni, con Sarri che più volte ha sottolineato la necessità di avere alternative affidabili per competere su più fronti.

Questa volta l’emergenza riguarda la difesa, ma il rischio è che la situazione si ripeta in altri reparti nel corso della stagione. Senza una pianificazione chiara e un mercato mirato, la Lazio continuerà a trovarsi in affanno ogni volta che due titolari vengono meno.

Conclusione

La partita contro il Torino sarà un banco di prova non solo per la squadra, ma anche per la gestione societaria. La Lazio non può permettersi di arrivare sempre impreparata agli appuntamenti, e l’assenza contemporanea di Marusic e Pellegrini dimostra ancora una volta la fragilità di una rosa costruita senza profondità.

🦅 La domanda resta aperta: la Lazio può davvero affidarsi a Tavares e Hysaj in un match così delicato, o i tifosi hanno ragione quando parlano di mercato fallimentare e rosa corta?



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Lazio, sempre in ritardo: sponsor e bilancio mettono a rischio il mercato di gennaio

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Claudio Lotito durante una conferenza stampa allo Stadio Olimpico.

Il 30 settembre è passato. Una data segnata in rosso sul calendario della Lazio, ma ancora una volta superata con l’ennesimo ritardo. Ad oggi, il club biancoceleste non ha ufficializzato alcuno sponsor principale né incassato le somme necessarie per sbloccare il mercato di gennaio. La situazione, come spesso accade sotto la gestione Lotito, appare nebulosa, con promesse di accordi imminenti e soluzioni contabili creative che non convincono del tutto.

Secondo quanto filtra dall’ambiente, a breve dovrebbe arrivare la firma con un main sponsor — probabilmente una compagnia aerea, con Aeroitalia tra i nomi più citati — oppure la società tenterà di far valere un “vecchio credito” da 12-13 milioni legato ai diritti tv. Una mossa che, seppur contestabile, potrebbe consentire di sistemare momentaneamente i conti. Ma la realtà resta sotto gli occhi di tutti: la scadenza del 30 settembre è stata mancata e nulla si è concretizzato.

Sempre in ritardo

Il problema non è solo la firma che ancora manca. È l’impressione generale di una società sempre in affanno, che insegue gli eventi invece di anticiparli. Una società realmente strutturata come un club moderno e, soprattutto, come una realtà quotata in borsa, avrebbe chiuso ogni pratica prima della scadenza. Alla Lazio, invece, si attende sempre l’ultimo minuto, si naviga a vista e si vive di espedienti contabili e decisioni tardive.

Il 30 settembre avrebbe dovuto rappresentare un punto fermo. Invece, si aspetta ancora, con la giustificazione che i documenti potranno essere inviati entro il 1° novembre. Ma è un alibi debole: le scadenze servono a dare serietà e credibilità, non a rinviarle all’infinito.

Lotito e la gestione “alla giornata”

Claudio Lotito ama presentarsi come un presidente attento ai numeri e al bilancio. Tuttavia, questa abitudine di arrivare sempre dopo la scadenza, di tamponare i problemi all’ultimo momento, rischia di minare la credibilità della società. Agli occhi dei tifosi, la Lazio appare come un club gestito male, privo di una visione manageriale che possa competere con le grandi realtà della Serie A.

Non è la prima volta che accade. Ogni anno la narrazione è la stessa: bilanci da sistemare, sponsor da chiudere, trattative portate avanti in ritardo. Il risultato? Una Lazio che fatica ad alzare i propri ricavi e a programmare con anticipo strategie di mercato.

Il rischio per il mercato di gennaio

Il vero nodo riguarda il futuro prossimo. Se la Lazio non riuscirà a fornire garanzie solide, il rischio è di ritrovarsi a gennaio con nuove restrizioni, costretta a muoversi sul mercato solo in caso di cessioni o con formule creative. In una stagione lunga e impegnativa, questo rappresenterebbe un limite enorme per la squadra di Sarri, già in difficoltà sul piano tecnico.

La Lazio non può più permettersi di vivere alla giornata. Per competere stabilmente in Serie A e in Europa servono piani chiari, risorse certe e una gestione che non rincorra le scadenze ma le anticipi.

Conclusione

La domanda che si pongono i tifosi è inevitabile: questa Lazio è davvero una società moderna e ambiziosa, o è solo una realtà che continua a sopravvivere tra ritardi e improvvisazioni? Finché i fatti continueranno a smentire le parole, l’impressione resterà sempre la stessa: la Lazio di Lotito è una società in perenne affanno.



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Lazio, il bilancio di settembre sarà decisivo: Lotito punta a sbloccare il mercato di gennaio

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Claudio Lotito con espressione contrariata, sullo sfondo i loghi sfocati di Inter, Milan e Juventus.

È scaduta la data del 30 settembre e ora la Lazio attende il verdetto della propria situazione economico-finanziaria. Come riportato da Il Messaggero, la società biancoceleste ha chiuso la trimestrale e il quadro definitivo sul bilancio sarà noto il 15 ottobre, quando Claudio Lotito si riunirà con il consiglio di amministrazione.

L’obiettivo è chiaro: dimostrare di aver risanato il cosiddetto “costo del lavoro allargato”, ovvero la somma delle spese per stipendi, staff e tesserati, così da poter affrontare il mercato di gennaio senza restrizioni.

Il nodo dei documenti e la nuova Commissione

Non c’è particolare urgenza per la Lazio. I documenti contabili, infatti, dovranno essere inviati alla nuova Commissione di vigilanza – che prenderà il posto della Covisoc – entro metà novembre. Tuttavia, le prossime due settimane saranno cruciali per le mosse di Lotito, intenzionato a sistemare i conti del club e fornire le garanzie necessarie per non avere limiti sul mercato invernale.

Il patron biancoceleste vuole dimostrare che la società è in regola con i parametri economici, evitando così di trovarsi in una situazione simile a quella vissuta la scorsa estate, quando la Lazio aveva dovuto fare i conti con paletti stringenti.

L’escamotage del credito sui diritti tv

Secondo quanto riferito dal quotidiano romano, Lotito avrebbe pronto un “escamotage” per rafforzare i conti della trimestrale: inserire un credito da 12-13 milioni di euro legato ai diritti tv del calcio, che però verrà riscosso soltanto più avanti.

Si tratta di un anticipo che Lotito vorrebbe contabilizzare già ora per dimostrare solidità finanziaria immediata. Una scelta che potrebbe non convincere la Commissione, la quale potrebbe giudicare non valido il metodo. Tuttavia, dalla società filtra sicurezza: la Lazio è convinta di poter fornire tutte le garanzie d’incasso necessarie a certificare la validità dell’operazione.

I rischi e le prospettive per il mercato

Il rischio che la nuova Commissione non accetti questa soluzione esiste. Se così fosse, i biancocelesti potrebbero ritrovarsi nuovamente con limitazioni sul mercato di gennaio, costretti a muoversi soltanto in entrata dietro cessioni o formule creative.

Se invece l’operazione dovesse passare, la Lazio avrebbe la possibilità di pianificare il mercato invernale con maggiore libertà. Un aspetto non secondario, considerando che la squadra di Maurizio Sarri avrà bisogno di rinforzi per affrontare la seconda parte di stagione, tra campionato e coppe.

Una partita dentro e fuori dal campo

Il bilancio di settembre rappresenta dunque una sorta di “partita invisibile” che si gioca lontano dall’Olimpico, ma che potrebbe avere un impatto decisivo sul futuro sportivo del club. Lotito, da sempre attento alla solidità economica, sa che l’appeal della squadra sul mercato dipenderà anche dalla possibilità di muoversi senza vincoli.

I tifosi attendono con ansia: la Lazio ha bisogno di certezze non solo sul campo, ma anche nei conti. Il 15 ottobre sarà la data chiave per capire se i biancocelesti potranno guardare con fiducia al mercato di gennaio o se dovranno ancora una volta fare i conti con le restrizioni



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Lazio, Lotito verso l’accordo per il nuovo sponsor: sul tavolo 5 milioni

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Claudio Lotito durante una conferenza stampa: le promesse non mantenute tra Academy Lovati, Flaminio e sponsor fantasma continuano a dividere i tifosi della Lazio.

La Lazio è pronta a voltare pagina sul fronte commerciale. Dopo settimane di trattative e stallo, Claudio Lotito sembra sempre più vicino a chiudere un nuovo accordo di sponsorizzazione che potrebbe garantire al club biancoceleste un importante incremento dei ricavi. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, il presidente biancoceleste è in contatto da tempo con una compagnia aerea e avrebbe deciso di accettare un’offerta da circa 5 milioni di euro a stagione per i prossimi quattro o cinque anni.

Una cifra significativa, che consentirebbe alla Lazio di dare maggiore respiro alle proprie finanze, in particolare in vista del mercato estivo. Come noto, la società capitolina ha sempre avuto la necessità di mantenere i conti in equilibrio, ma l’aumento delle entrate commerciali appare ormai imprescindibile per restare competitivi in Serie A e nelle coppe europee.

L’opzione Aeroitalia

Secondo il Corriere dello Sport, tra le aziende coinvolte nelle trattative ci sarebbe anche Aeroitalia, compagnia con cui la Lazio ha già instaurato una partnership da due anni. La scelta di rafforzare il rapporto con un brand già vicino al club potrebbe rappresentare una soluzione strategica, oltre che un segnale di continuità. Aeroitalia, infatti, è già visibile all’interno delle campagne comunicative e delle iniziative promozionali della società biancoceleste.

Un eventuale accordo pluriennale con Aeroitalia consoliderebbe il legame e garantirebbe una cifra costante da inserire nel bilancio. Per un club come la Lazio, che non dispone di un bacino di sponsor internazionale paragonabile a quello di Juventus, Inter o Milan, un contratto da 5 milioni annui rappresenterebbe un passo avanti non trascurabile.

Un confronto con le big di Serie A

Nonostante l’accordo in vista, è impossibile non fare un confronto con le altre grandi della Serie A. Juventus, Inter e Milan possono contare su sponsor principali che garantiscono cifre molto più elevate, nell’ordine dei 20-30 milioni di euro a stagione. Il divario resta evidente, ma l’intesa con Aeroitalia potrebbe almeno colmare in parte il gap e permettere alla Lazio di disporre di maggiori risorse per la prossima campagna acquisti.

La gestione Lotito, spesso criticata per la prudenza sul mercato, avrebbe così un’arma in più per puntare su giocatori di qualità, senza compromettere la stabilità economica. La sostenibilità resta un concetto chiave per il patron biancoceleste, ma la competitività sportiva passa necessariamente anche da un incremento delle entrate.

Le prospettive per il futuro

La chiusura di questo accordo potrebbe rappresentare un segnale importante in vista delle prossime stagioni. La Lazio, chiamata a confermarsi ai vertici della Serie A e a recitare un ruolo da protagonista in Europa, ha bisogno di nuove risorse per mantenere alto il livello della rosa e allargare il proprio raggio d’azione a livello internazionale.

L’attenzione al brand, al marketing e alla comunicazione globale non può più essere sottovalutata: il calcio moderno richiede visibilità, appeal e solidità commerciale. L’accordo con una compagnia aerea si muove esattamente in questa direzione, garantendo al club biancoceleste non solo un ritorno economico, ma anche un’immagine più internazionale.

Se l’intesa verrà confermata, Lotito avrà compiuto un passo fondamentale per far crescere la Lazio fuori dal campo, gettando le basi per un futuro più competitivo.



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Perché si chiama Lazio e non Roma? La vera storia dietro il nome del club biancoceleste

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Perché si chiama Lazio e non Roma?

ROMA – Una delle domande che più spesso divide i tifosi riguarda il nome della squadra biancoceleste: perché Società Sportiva Lazio e non “Roma”? Una curiosità che negli anni è diventata anche oggetto di scherno da parte dei tifosi giallorossi, convinti che i laziali non possano nemmeno vantare il nome della Capitale. Ma la verità è ben diversa, e affonda le radici nella nascita del club, il 9 gennaio 1900.

Le origini: Bigiarelli e la scelta del nome

Il fondatore della Lazio, Luigi Bigiarelli, ex bersagliere e podista di livello nazionale, tornato da un periodo in Belgio, decise insieme ad altri compagni di fondare la Società Podistica Lazio. Perché non chiamarla “Roma”?

Lo stesso Bigiarelli lo spiegò nelle sue memorie: già esisteva la Società Ginnastica Romana e non voleva creare confusione o problemi di omonimia. Una scelta pratica, dunque, ma non solo.

Il termine “Lazio” fu scelto anche come omaggio alla regione storica latina, un territorio che non corrispondeva all’attuale Regione Lazio ma che comprendeva il basso corso del Tevere, i Monti Sabini, le Paludi Pontine e il litorale tirrenico. Una denominazione che dava respiro più ampio rispetto alla sola città di Roma e che abbracciava idealmente tutti gli sportivi del territorio.

Non solo corsa: il calcio già dal 1901

Un altro falso mito, spesso alimentato dai rivali giallorossi, sostiene che la Lazio abbia iniziato a giocare a calcio solo nel 1910. In realtà, già il 6 gennaio 1901 è registrata la prima attività calcistica biancoceleste, con la disputa della prima partita ufficiale di football.

Il contributo decisivo arrivò da Bruto Seghettini, dirigente e giocatore del Racing Club di Parigi, che portò a Roma uno dei primi palloni ufficiali di calcio e si unì ai giovani biancocelesti. Fu lui a insegnare schemi e metodi di allenamento moderni, aiutando i primi calciatori – molti dei quali ex podisti con grande resistenza fisica – a trasformarsi in una vera squadra di football.

Il 27 gennaio 1901, la Lazio disputò il suo primo torneo triangolare contro altre società sportive romane, confermando che già all’inizio del secolo il calcio faceva parte delle discipline biancocelesti.

La data del 1910, spesso citata, riguarda invece la registrazione ufficiale della sezione calcio all’interno della polisportiva, ma la pratica del football era iniziata quasi dieci anni prima, la Lazio aveva già una squadra di calcio che però non era registrata in quanto non era richiesto all’inizio

Una polisportiva unica al mondo

La Lazio non nacque come club di calcio, ma come polisportiva. Ancora oggi, con oltre 45 sezioni agonistiche e centinaia di titoli nazionali e internazionali, rappresenta la più grande polisportiva del mondo. Nel corso della sua storia ha collezionato 10 medaglie d’oro olimpiche, grazie ad atleti di discipline diverse, dalla pallanuoto alla scherma, passando anche per il calcio.

Tra i tesserati celebri, oltre a leggende del pallone come Felipe Anderson (oro olimpico a Rio 2016 con il Brasile), figurano nomi illustri dello sport italiano come Fausto Coppi e Bud Spencer (Carlo Pedersoli), entrambi legati ai colori biancocelesti.

Conclusione

La Lazio si chiama così non per caso, né per un errore: è stata una scelta precisa, culturale e storica, pensata dai suoi fondatori per distinguersi dalle altre società romane, rendere omaggio alla civiltà latina e dare respiro regionale al progetto.

E soprattutto, contrariamente alle provocazioni dei rivali, la Lazio è la prima squadra di Roma a praticare il calcio, già dal 1901, diventando un punto di riferimento sportivo per l’intero territorio, non solo del centro Italia ma anche del sud del paese

Oggi, a distanza di oltre 120 anni, quel nome porta ancora con sé l’orgoglio di una tradizione unica e di una storia che va ben oltre il rettangolo verde.



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Isaksen convocato dalla Danimarca senza ancora una presenza da titolare con la Lazio

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Gustav Isaksen in maglia Lazio durante un riscaldamento pre-partita allo Stadio Olimpico

La notizia che arriva da Copenaghen ha fatto discutere non solo i tifosi danesi, ma anche l’ambiente biancoceleste: Gustav Isaksen è stato convocato dalla Nazionale danese per i prossimi impegni internazionali, nonostante con la Lazio non abbia ancora disputato una partita da titolare in questa stagione.

Una decisione che sorprende, soprattutto se confrontata con le difficoltà vissute dal giovane esterno offensivo classe 2001 nell’inserimento nello scacchiere di Maurizio Sarri. L’allenatore biancoceleste, infatti, ha spesso preferito soluzioni diverse per le corsie offensive, puntando sull’esperienza di Felipe Anderson, sulla crescita di Zaccagni e sulle rotazioni che hanno coinvolto Pedro e Castellanos.

Fiducia della Danimarca, dubbi alla Lazio

Il commissario tecnico della Danimarca ha scelto di includere Isaksen nella lista dei convocati, segno evidente della considerazione che il ragazzo mantiene all’interno del contesto nazionale. Non è la prima volta che la Danimarca punta su giocatori che, pur non trovando molto spazio nei club, vengono ritenuti funzionali al progetto tecnico.

Per la Lazio, invece, la situazione assume contorni differenti. Dopo un’estate di grandi aspettative sul suo rendimento, Isaksen ha avuto un avvio di stagione in chiaroscuro. Le sue qualità non sono in discussione: velocità, dribbling e capacità di saltare l’uomo restano doti rare nella rosa biancoceleste. Tuttavia, Sarri sembra non aver ancora trovato il momento giusto per affidargli una maglia da titolare.

I numeri che non decollano

Entrato più volte a gara in corso, Isaksen non è riuscito a incidere in maniera significativa sulle partite della Lazio. Manca ancora il primo gol stagionale e anche gli assist si fanno attendere. Per un calciatore arrivato con la fama di talento esplosivo, le aspettative erano diverse.

La convocazione in Nazionale potrebbe rappresentare una doppia occasione: da un lato per Isaksen di ritrovare fiducia e minuti importanti con la Danimarca, dall’altro per Sarri di ricevere un giocatore più maturo e motivato al rientro dagli impegni internazionali.

Precedenti e prospettive

Non è la prima volta che la Lazio vive un caso simile. In passato, diversi biancocelesti hanno trovato più spazio con le rispettive Nazionali che al club: un esempio recente è quello di Muriqi, spesso titolare con il Kosovo ma poco utilizzato a Roma. La differenza sta nel fatto che Isaksen è considerato un investimento sul futuro, un calciatore che la società si aspetta possa diventare un punto fermo.

Conclusione

La convocazione di Isaksen con la Danimarca è al tempo stesso un segnale di fiducia e un campanello d’allarme. Da un lato, certifica che il talento dell’esterno danese è ancora riconosciuto a livello internazionale. Dall’altro, mette in luce le difficoltà della Lazio nel valorizzarlo.

Sarà compito di Sarri decidere se e quando offrirgli più spazio, anche perché in una stagione lunga e ricca di impegni tra campionato e coppe, giocatori con le qualità di Isaksen potrebbero rivelarsi determinanti. Intanto, il giovane danese si prepara a indossare la maglia rossa della sua Nazionale, con la speranza di tornare a Roma più forte e più convinto.



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Lazio, il dilemma del modulo: 4-4-2 o 4-3-3?

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Grafica formazioni ufficiali Lazio Genoa 2026 con formazioni Sarri e De Rossi
Maurizio Sarri pensieroso a bordo campo durante una partita della Lazio, simbolo delle tensioni interne con la società per il mercato di gennaio.

La Lazio continua a far discutere sul modulo più adatto per valorizzare la rosa. Dopo la vittoria contro il Genoa, il dibattito è tornato centrale: 4-4-2, 4-2-3-1 o 4-3-3? L’impressione è che, al di là dei numeri, la squadra viva un problema strutturale che va oltre la scelta tattica.

4-4-2 offensivo: la Lazio a trazione anteriore

Contro il Genoa, la formazione biancoceleste ha mostrato un 4-4-2 iper offensivo, più vicino a un 4-2-4 in fase di possesso. Zaccagni e Cancellieri hanno agito da esterni di centrocampo, ma con compiti da vere e proprie ali. Un sistema che ha reso la Lazio più pericolosa, permettendo a Castellanos di brillare accanto a un secondo attaccante.

Il limite, però, è evidente: una squadra così sbilanciata rischia di concedere troppo. Non a caso Provedel ha dovuto salvare il risultato con diversi interventi decisivi. Per sostenere questo assetto servono esterni offensivi disposti a sacrificarsi in fase difensiva, come accaduto con Cancellieri e Zaccagni.

4-3-3, l’assenza del “nuovo Milinković”

Il 4-3-3, storico marchio di fabbrica di Maurizio Sarri, sembra oggi poco sostenibile. Manca un centrocampista offensivo in grado di garantire gol e assist come faceva Sergej Milinković-Savić. Rovella e Guendouzi hanno altre caratteristiche, Vecino non ha mai segnato molto e Dele-Bashiru non appare pronto per quei numeri.

Inoltre, senza un centravanti capace di segnare 30 gol come Immobile negli anni d’oro, la Lazio deve necessariamente trovare alternative offensive. Castellanos e Dia possono arrivare a una quindicina di reti ciascuno, ma non bastano senza il supporto degli esterni.

Equilibrio o rischio calcolato?

Sarri sembra orientato a un calcio più verticale e coraggioso, ma le difficoltà difensive non possono essere ignorate. Senza terzini solidi (Pellegrini e Nuno Tavares faticano in copertura) e senza due mediani di rottura come ai tempi di Lucas Leiva, il rischio è di esporsi a troppe ripartenze.

Come ha detto lo stesso tecnico, oggi parlare di numeri conta meno: ciò che fa davvero la differenza è la mentalità. Con concentrazione e aggressività, il 4-4-2 può funzionare; con poca attenzione, anche lo schema più equilibrato diventa fragile.

Conclusione

Il vero tema, più che il modulo, è la costruzione della rosa. Una Lazio senza un Milinković-Savić e senza un centravanti da 30 gol deve inventarsi nuove soluzioni. Il 4-4-2 iper offensivo esalta Castellanos, ma rischia di sbilanciare troppo la squadra. Il 4-3-3, invece, appare monco senza un centrocampista da gol.

Probabilmente, la chiave sarà la flessibilità: adattare modulo e uomini a seconda delle partite e degli avversari. Perché, come diceva anche Sarri, alla fine contano più la testa e la determinazione dei giocatori che i numeri sulla lavagna.



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Lazio penalizzata dal “gol fantasma” del 1962: l’episodio che cambiò la storia

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Lazio penalizzata dal “gol fantasma” del 1962

ROMA – Una delle pagine più incredibili e amare della storia della Lazio risale al 4 marzo 1962, quando allo Stadio Flaminio andò in scena un episodio destinato a rimanere negli annali del calcio italiano: il famoso “gol fantasma” che costò alla squadra biancoceleste la promozione in Serie A.

Il contesto: Lazio-Napoli da dentro o fuori

La sfida contro il Napoli, valida per la 25ª giornata del campionato di Serie B, era decisiva per entrambe le squadre, in piena corsa per la promozione. Nonostante una pioggia battente e un campo pesantissimo, oltre 40.000 spettatori gremirono il Flaminio per sostenere i biancocelesti.

La partita si mantenne equilibrata, con poche occasioni da una parte e dall’altra. Ma al minuto 76 arrivò l’episodio destinato a cambiare il destino della Lazio.

Il gol che non fu

La Lazio guadagnò un calcio di punizione dal limite dell’area. Sul pallone si presentò Gianni Seghedoni, che calciò magistralmente superando barriera e portiere. La palla si infilò in rete ma, a causa di un buco nella rete, uscì immediatamente dalla porta, finendo tra le mani di un raccattapalle posizionato dietro ai pali.

L’arbitro Rigato, inizialmente propenso a convalidare il gol, venne fermato dal guardalinee, che segnalò invece la rimessa dal fondo. Dopo un attimo di esitazione, Rigato decise di annullare la rete tra le proteste furiose dei giocatori laziali.

La gara terminò 0-0. Un risultato che si rivelò fatale: il Napoli fu promosso in Serie A, mentre la Lazio fallì l’obiettivo per appena un punto.

Il ricorso e l’ingiustizia

Il giorno successivo, la società biancoceleste presentò un esposto ufficiale alla FIGC, documentando l’esistenza del buco nella rete e sottolineando come i guardalinee si fossero dimenticati di ispezionare le porte prima dell’inizio della gara, come previsto dal regolamento.

Ma senza la tecnologia di oggi – niente VAR, niente telecamere a disposizione – la FIGC respinse il ricorso, lasciando intatto il risultato e negando alla Lazio la possibilità di ripetere la partita.

Un episodio che ha fatto scuola

Quell’episodio entrò di diritto tra i casi più clamorosi della storia del calcio italiano. È anche grazie a situazioni come il “gol fantasma” del Flaminio che, negli anni successivi, furono introdotti controlli più accurati sulle reti e, in tempi moderni, tecnologie come la Goal Line Technology e il VAR.

Oggi gli arbitri e i guardalinee sono obbligati a verificare le porte sia prima del fischio d’inizio che durante l’intervallo, proprio per evitare il ripetersi di errori che, come nel 1962, possono segnare in modo indelebile il futuro di una squadra.

Conclusioni

Quel mancato gol di Seghedoni resta ancora oggi un simbolo delle ingiustizie subite dalla Lazio nella sua lunga storia. Un singolo episodio che cancellò un sogno, cambiò la classifica e segnò un’intera stagione.

Se la rete fosse stata convalidata, probabilmente la Lazio avrebbe scritto un’altra pagina della sua storia, tornando subito in Serie A e cambiando il corso del decennio biancoceleste.

Sessant’anni dopo, i tifosi laziali ricordano ancora con amarezza quel pomeriggio al Flaminio: il giorno in cui un buco nella rete spense la speranza di promozione.



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Perchè i tifosi della Juve si chiamano Gobbi?

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Perchè i tifosi della Juve si chiamano Gobbi?

Voi sapete perchè i tifosi della Juventus vengono chiamati Gobbi? Non tutti lo sanno eppure ancora adesso molti quando parlano dei juventini usano il termine gobbi, soprattutto in senso dispregiativo. Alcuni juventini invece non disdegnano di chiamarsi cosi, anzi quasi lo prendono come un segno di rispetto o di onore farsi chiamare Gobbi.

La Juventus è la squadra più amata e più odiata d’Italia, infatti nel nostro paese ci sono più tifosi della Juve che di qualsiasi altro club di calcio ma allo stesso tempo le squadre rivali odiano il club bianconero più di ogni altro club. Ma da dove deriva questo soprannome gobbi? Sembra che ci siano ben 3 motivazioni.

Maglia anni 50

La prima, sembra derivare da una maglietta da calcio. Infatti negli anni 1950 la Juventus giocava con una maglia con una particolare scollatura a V. In particolare si dice che nella stagione 1957 questa maglia quando i giocatori della Juve correvano entrava l’aria formando una specie di gobba. Da qui i tifosi avversari hanno iniziato a chiamare i giocatori della Juventus Gobbi.

Sembra che i primi a chiamarli cosi furono proprio i tifosi del Torino in un Derby del 1957, per prenderli in giro. Ovvio che con le divise attuali questo non sarebbe più possibile, ma all’epoca con le maglie spesso di cotone pesante, potevano esserci questi imprevisti.

Fortuna

Ma quello della maglia non sembra essere l’unico motivo per cui i tifosi bianconeri vengono definiti Gobbi. Un altro motivo deriva dal fatto che si narra che toccare la gobba porta fortuna. Il fatto che la Juventus ha vinto molto, soprattutto in Italia, ha portato i tifosi delle altre squadre a dichiarare che la Juventus vinceva per episodi fortunati. Da qui la definizione di Juventus fortunata.

E chi è che ha fortuna? Chi tocca la gobba, e quindi i tifosi della Juventus avevano la gobba perché erano fortunati da qui Gobbi. Insomma questo soprannome affiliato ai tifosi bianconeri è stato dato perché per gli avversari la Juventus non vinceva per merito ma per fortuna.  

Inchinarsi al grande Torino

Ma questo non è l’unico motivo per cui i tifosi della Juventus sono soprannominati Gobbi, Secondo alcuni il termine Gobbi è nato dalla rivalità con il Torino. In particolare i juventini si dovevano inchinare negli anni 40 al Grande Torino e per questo motivo i tifosi granata dicevano che ai tifosi della Juventus era venuta la gobba a furia di inchinarsi, da qui i Gobbi. 

Il Torino degli anni 40 è forse stata la squadra italiana più forte di sempre e solo il destino crudele e la tragedia di Superga riuscirono a fermare quei campioni. 

Via dei Gobbi

Ma il nome Gobbi potrebbe avere anche origini meno calcistiche. Infatti secondo alcuni storici della Juventus, il nome deriverebbe semplicemente dal fatto che il campo degli allenamenti della Juventus negli anni 20 era a Via dei Gobbi. Da li i tifosi del Torino iniziarono a soprannominare i tifosi bianconeri Gobbi perché erano spesso in quella strada di Torino.



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Nuovo stadio Milano: cessione del Meazza a Inter e Milan

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Vista panoramica dello stadio San Siro destinato alla demolizione e sostituzione con il nuovo stadio di Milano

La cessione dello stadio Giuseppe Meazza, meglio conosciuto come San Siro, ha finalmente ottenuto il via libera definitivo. Dopo sei anni di dibattiti, ricorsi e tensioni politiche, il Consiglio comunale di Milano ha approvato la delibera che sancisce la vendita dell’impianto a Inter e Milan per 197 milioni di euro, cifra scontata di 22 milioni per coprire le spese di demolizione e bonifica.

Un passaggio storico, che segna la fine di un’epoca e apre ufficialmente la strada alla costruzione del nuovo stadio di Milano. Un iter complesso, avviato nel 2019, e che da oggi entra in una fase cruciale.

I prossimi step: tra ricorsi e inchieste

Nonostante l’approvazione, il percorso non è del tutto in discesa. Restano due inchieste aperte: una presso la Procura della Repubblica e una alla Corte dei Conti, che potrebbero incidere sugli aspetti economici dell’operazione. Parallelamente, gli oppositori alla demolizione – guidati dal Comitato Sì Meazza – hanno già annunciato ricorsi. Per i club, tuttavia, la priorità resta una sola: procedere spediti verso la realizzazione del nuovo impianto.

Deadline e tempi stretti

La cessione di San Siro dovrà essere formalizzata entro il 10 novembre. Dopo questa data scatterà il vincolo sul secondo anello, rendendo l’impianto incedibile. Una corsa contro il tempo, dunque, che Inter e Milan non possono permettersi di perdere.

Il progetto del nuovo stadio

Il disegno definitivo resta ancora riservato, ma alcune indiscrezioni sono già trapelate. I due club hanno ufficializzato la collaborazione con gli studi Foster e Manica, noti per aver firmato il nuovo Wembley. È plausibile che il nuovo progetto riprenda alcuni elementi degli “Anelli di Milano”, proposta avanzata anni fa.

La nuova casa del calcio meneghino avrà una capienza di 71.500 posti, leggermente inferiore a quella attuale del Meazza, e sarà concepita come uno stadio moderno, funzionale e sostenibile.

L’investimento

Il costo complessivo, tra demolizione del vecchio impianto, costruzione del nuovo e opere accessorie, è stimato intorno a 1,2 miliardi di euro. Un investimento imponente, ma necessario per garantire a Inter e Milan uno stadio all’altezza delle grandi potenze europee.

Tempistiche: obiettivo 2031

Secondo i documenti presentati, l’inaugurazione del nuovo stadio dovrebbe avvenire entro il 2031. Una parte del Meazza, circa il 9%, resterà in piedi fino al 2035 prima della demolizione completa.

Euro 2032: una corsa contro il calendario

Uno dei nodi principali resta legato a Euro 2032, torneo che l’Italia ospiterà insieme alla Turchia. Per rientrare tra le città selezionate, Milano dovrà presentare entro luglio 2026 un progetto approvato, finanziato e cantierabile entro marzo 2027. I tempi, quindi, sono stretti ma sulla carta rispettabili.



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Lazio e il paradosso: gol solo in 2 partite su 5

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“Lazio: schieramento in campo con Cancellieri e Castellanos in azione”

La trasferta a Genova era presentata da molti come una gara insidiosa per la S.S. Lazio, non tanto per le difficoltà del Genoa, quanto per i guai che affliggono gli aquilotti. Le scorie morali e fisiche del derby perduto si sono sommate a una serie di defezioni pesanti: Belayan squalificato, infortuni post-derby, e l’assenza totale di Mattia Vesino, che non ha ancora messo piede in campo. In tali condizioni, Sarri ha dovuto richiamare Basic in lista e ridisegnare la squadra.

Ma ciò che colpisce davvero è un dato che nessuno sta enfatizzando abbastanza: la Lazio, nelle cinque giornate finora disputate in Serie A, ha realizzato 7 gol totali — una media poco superiore a uno per partita — ma in realtà questi gol sono arrivati solo in due partite: il 4-0 contro il Verona e il 3-0 contro il Genoa. Nelle altre tre partite — contro Sassuolo, Como e il derby — la Lazio non ha trovato la via del gol.

Il “gol presto” come benzina per la Lazio

Verona e Genoa condividono un tratto fondamentale: la Lazio ha segnato molto presto, nei primi minuti. Nel primo caso è stato un assist di Castellanos per Guendosi, nel match contro il Genoa ancora l’argentino ha innescato Cancellieri con un passaggio decisivo appena pochi istanti dopo il fischio d’inizio.

Questo schema – segnare subito — sembra essere la condizione affinché la Lazio possa dominare: quando va in vantaggio presto, non subisce gol e riesce a controllare la partita. Al contrario, quando parte sotto pressione o al ritmo non perfetto, emergono le carenze tattiche e la squadra fatica ad incidere.

Ecco perché, se la Lazio non trova subito il vantaggio, le partite si fanno ostiche. Non è realistico aspettarsi gol nei primi minuti ad ogni gara: la squadra deve trovare alternative, adattabilità, e risorse mentali per reagire anche da situazione sfavorevole.

Le note positive: Cancellieri, Basic, Provedel

Tra i protagonisti della serata genovese spicca Matteo Cancellieri. In un inizio di stagione opaco, ieri ha mostrato un’altra faccia: gol, assist e anche un colpo di testa nel terzo gol. In fase difensiva e offensiva, è stato utile alla causa. Non stiamo celebrando un nuovo fenomeno, ma con il rendimento attuale Cancellieri risulta un’opzione preziosa in una rosa che manca di qualità.

Anche Toma Basic merita complimenti: non è stato perfetto, ha commesso errori, ma ha mostrato grinta, recuperi e presenza in mezzo al campo. Dopo oltre un anno di assenza dai campi, rispondere presente in un momento così delicato è un segnale importante. Al contempo, l’impossibilità della Lazio di sistemare Basic sul mercato solleva dubbi sulla gestione dirigenziale: un giocatore con una carriera da “mezzo classifica” che non trova spazio fuori da queste emergenze… è un segnale da non ignorare.

Una prestazione da sottolineare è quella di Ivan Provedel. Spesso criticato per la mancanza di interventi decisivi, contro il Genoa è stato finalmente determinante: una parata su Colombo all’ultimo minuto del primo tempo evita che il match torni in bilico. In uno schema offensivo e sbilanciato, avere un portiere che risponde presente è fondamentale. Senza quel guizzo, il Genoa avrebbe potuto rialzare la testa e cambiare i piani del secondo tempo.

Lo squilibrio statistico e le fragilità

Il dato sugli expected goals (xG) conferma però una cosa: il Genoa è stato più pericoloso sul piano delle occasioni — 1,60 xG contro 1 forzato per la Lazio. Questo dimostra che, pur avendo conquistato il risultato e sofferto meno, la Lazio non ha dominato in termini di occasioni nette. Lo sbilanciamento tattico spesso lascia spazi e rischi.

La situazione infortuni peggiora la situazione: ieri si è aggiunto Marušić, Pellegrini e Lazzari sono in dubbio, Vesino non è disponibile, e Hila è uscito con problemi muscolari. Se la tua rosa perde metà dei titolari, diventa arduo mantenere continuità — proprio quello che sta accadendo alla Lazio.

Verso la prossima sfida

Con il vittoria contro il Genoa non si cancellano i problemi, ma si guadagna fiducia. Domenica arriva il Torino: servirà spirito, intensità, e soprattutto un approccio diverso se la Lazio parte in svantaggio. La chiave potrebbe essere continuare a correre, giocare in velocità, non rimanere troppo a centrocampo.

Se Castellanos gira, la squadra segna — non è un mistero. E magari, con un Provedel così attento, la Lazio può osare anche con moduli più offensivi. Ma finché segnare solo in due partite su cinque resta la regola, serve adattamento.

E voi, cosa ne pensate? La Lazio riuscirà a trovare continuità anche quando non segna presto? Scrivetelo nei commenti.

Migliore in campo (mia scelta): Castellanos — un gol, un assist, e prestazione decisiva.



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Sarri: “Basic dentro, Dele-Bashiru out ecco perchè”

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Maurizio Sarri conferenza stampa Formello vigilia Juventus Lazio

In casa S.S. Lazio, le scelte in mezzo al campo tornano a far discutere. Dopo le ultime vicissitudini fisiche in rosa, Maurizio Sarri ha alzato il velo su decisioni che sembravano criptiche: dentro Basic, fuori Dele-Bashiru. E non per motivi tecnici, ma per ragioni mediche.

Le parole di Sarri

«Abbiamo fatto una riunione con i medici e la prognosi più lunga era quella di Dele-Bashiru. Quando sarà guarito lo rimetteremo dentro sicuramente, non è una scelta tecnica» ha affermato l’allenatore biancoceleste. Secondo il tecnico, la scelta di reintegrare Basic è nata dall’emergenza: «Eravamo rimasti senza centrocampisti».

Sarri ha aggiunto che il 31 agosto, quando escludette Basic dalla lista, disse che era un “fuori lista che poteva servire”. E questa sera, con la sua presenza e prestazione, sembra essere riuscito a rispettare quella promessa. «Era fuori lista e non fuori rosa», ha precisato.

Un’analisi tecnica della scelta

L’esclusione di Dele-Bashiru non è stata dunque una bocciatura tattica, ma un’esigenza forzata. Il centrocampo laziale era senza alternative solide e il rientro del giocatore ex fuori lista è diventato obbligato in questa fase di emergenza.
Tuttavia, resta da capire se questa scelta potrà reggere anche a lungo termine nel corso del campionato. Sarri dovrà monitorare il recupero del centrocampista infortunato e gestire le rotazioni con oculatezza.

Reazioni e implicazioni per il futuro

  • I tifosi si dividono: c’è chi difende la decisione come “obbligata” e chi la interpreta come un segnale di debolezza tattica.
  • Il recupero di Dele-Bashiru sarà fondamentale per restituire al centrocampo più opzioni e flessibilità.
  • In caso di nuove assenze, Basic potrebbe diventare un’arma indispensabile per Sarri.

Conclusione

La Lazio oggi deve fare i conti con le emergenze e con scelte che, per forza di cose, si spostano dal “meglio tattico” al “meglio disponibile”. Se Basic risponderà presente e Dele-Bashiru recupererà bene, il centrocampo potrà tornare competitivo. Ma le prossime settimane saranno decisive per capire se la mossa di Sarri sarà sistemica o temporanea.



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Cancellieri Sincero: “Non Vedevo L’Ora Di Fare Gol Per Esultare Così, Aspetto Una Bimba E Sono Veramente Contento”

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Matteo Cancellieri dopo Genoa-Lazio: "Sapevamo di dover dimostrare qualcosa. Il gol è per mia figlia". L'emozione del giovane attaccante.

L’Attaccante Della Lazio a Cuore Aperto dopo la Vittoria Contro il Genoa. Un Gol Pieno Di Emozione, Dedicato Alla Figlia Che Nascerà.

GENOVA – La Lazio torna alla vittoria, e lo fa a Marassi con una prestazione convincente. Tra i protagonisti del match, Matteo Cancellieri ha commentato il successo ai microfoni di DAZN, rivelando le emozioni di una giornata indimenticabile.

“Dovevamo Dimostrare Qualcosa”: La Reazione della Squadra

Cancellieri non nasconde la soddisfazione per la prestazione della squadra, sottolineando la rabbia e la delusione accumulate dopo il derby.

“La partita l’abbiamo attaccata, sapevamo di dover dimostrare qualcosa. Ci siamo preparati bene, sapevamo cosa volevamo. Dobbiamo continuare così, perché la squadra ha dimostrato di avere le qualità per fare bene, e dobbiamo lottare per i tre punti in ogni partita.”

“Aspetto una Bimba”: L’Emozione del Primo Gol

Il giovane attaccante ha poi parlato del suo primo gol in biancoceleste, svelando un retroscena emozionante.

“L’esultanza? Non vedevo l’ora di fare gol per poter esultare così, aspetto una bimba e sono veramente contento. Un gol che dedico a lei e alla mia compagna, che mi è sempre stata vicina in questi momenti difficili.”



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Genoa 0-3 Lazio | Sarri soddisfatto: “Prestazione convincente in settimana difficile”

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Lo stadio Unipol Domus di Cagliari pronto per la sfida di Serie A contro la Lazio.

Al termine della vittoria per 3-0 contro il Genoa, Maurizio Sarri ha commentato la prestazione della Lazio ai microfoni di Sky Sport, mostrando grande soddisfazione per l’atteggiamento della squadra.

“Se si gioca con questa convinzione e i quattro giocatori offensivi interpretano il ruolo come questa sera, si può giocare in qualsiasi modo – ha spiegato Sarri – Fa piacere che in una settimana complicata ci sia stata una prestazione così. La vittoria è più che legittima, il risultato forse è un po’ largo.”

Il tecnico biancoceleste ha poi parlato del suo ritorno alla guida della squadra: “Ho accettato di tornare ad altre condizioni. La scelta era ormai fatta e mi sembrava un tradimento tirarmi indietro, soprattutto verso i tifosi che anche questa sera erano numerosi. Le corde da toccare erano chiare: avevamo perso un derby in maniera discutibile e la classifica andava risollevata velocemente.

Sul rapporto con i giocatori, Sarri ha citato Basic: “Con lui ho parlato chiaro il 31 agosto: rimaneva momentaneamente fuori lista, ma era sempre in rosa e si è allenato con grande impegno. Quello che gli avevo detto si è poi avverato e mi ha fatto piacere vedere la sua risposta seria. Non era una serata semplice per lui.”

Riguardo alla sconfitta nel derby contro la Roma, Sarri ha riflettuto sul legame con i tifosi: “Non penso dipenda dal ruolo che rivesti nel club, ma dal rapporto che senti con il popolo della Lazio. Per me è stato difficile, più di quanto possa sembrare: la mia settimana lo è stata.

Infine, un pensiero sul collaboratore Luca Gotti: “Era la mia fonte. Luca è un ragazzo intelligente, capisce ambienti e situazioni rapidamente e quasi sempre aveva ragione. Io invece sono più un ‘animale’.



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Zaccagni Esulta: “Risposta da Squadra! Questa Vittoria è per i Tifosi”

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La distinta ufficiale di Cagliari-Lazio negli spogliatoi dell'Unipol Domus.

Il Capitano della Lazio Carica la Squadra dopo il 3-0 al Genoa. “Il Derby è Stata Benzina per Questa Partita”. E su Cancellieri: “Ha un’Altra Testa”.

GENOVA – La Lazio si rialza con prepotenza. Dopo la convincente vittoria per 0-3 contro il Genoa a Marassi, il capitano biancoceleste Mattia Zaccagni ha parlato ai microfoni di Sky Sport e DAZN, commentando la reazione della squadra dopo il derby perso e l’ottima prestazione. Al suo fianco, ai microfoni di DAZN, c’era anche un raggiante Matteo Cancellieri.

“Una Risposta da Squadra, Questa Vittoria è per i Tifosi”

Zaccagni non ha nascosto la soddisfazione per la prestazione della squadra, sottolineando la rabbia e la delusione accumulate dopo il derby.

“Abbiamo dato una risposta da squadra, quello che cercavamo era questo. È stata una settimana con tanta rabbia e tristezza per il derby perso e per la delusione che abbiamo dato ai nostri tifosi. Noi li ringraziamo anche oggi perché sono venuti a sostenerci, la vittoria è per loro.”

Il capitano ha poi aggiunto che la cattiveria e l’intensità messe in campo sono state fondamentali, indipendentemente dal modulo.

“Il cambio di modulo? Se mettiamo questa cattiveria e questa intensità non fa differenza. Noi dobbiamo sempre scendere in campo così per portare a casa il risultato”.

Il Derby come “Benzina” e la Crescita di Cancellieri

Ai microfoni di DAZN, Zaccagni ha ribadito come la sconfitta nel derby sia stata un catalizzatore per la reazione della squadra.

“Dopo il derby c’è stato un confronto con la squadra, abbiamo parlato di cosa ci stava succedendo e che volevamo rialzarci. Purtroppo nel calcio le partite ti van bene o male, il derby l’abbiamo giocato bene, abbiamo avuto tante occasioni, ma è sempre un derby e rimane la delusione. L’abbiamo trasformato in benzina per questa partita e si è visto.”

Un elogio particolare è andato a Matteo Cancellieri, al suo fianco durante l’intervista.

“Che papà sarà Matteo? Inizialmente non dormirà la notte (ride, ndr). Da quest’estate l’ho rivisto con un’altra testa e adesso sta dimostrando di essere un calciatore da Lazio”.



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Lazio, emergenza in difesa: problemi per Marusic, Pellegrini e Gila

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Nonostante il netto 3-0 sul Genoa in Serie A, Maurizio Sarri deve fare i conti con problemi in difesa. Durante la partita al Marassi, Marusic ha accusato un possibile infortunio muscolare che verrà valutato nelle prossime ore. Al suo posto è subentrato Hysaj, pronto a garantire copertura sulla fascia.

Sul problema di Adam Marusic Sarri in conferenza stampa ha spiegato “In questo momento ti so dire poco. Marusic sembra essere un risentimento su una vecchia cicatrice. Se è solo infiammato è poca roba, se sulla cicatrice è successa qualche lesione, è un’altra storia”

Anche Pellegrini ha lasciato il campo per una distorsione, mentre Gila ha evidenziato un affaticamento muscolare. Lo staff medico della Lazio monitorerà attentamente la situazione per stabilire i tempi di recupero e assicurare che i tre difensori possano tornare disponibili per le prossime sfide di Serie A. Sul problema di Luca Pellegrini Maurizio Sarri ha spiegato che si tratta di una “Piccola distorsione per Pellegrini, anche lì bisogna valutare domani”

Poi ha aggiunto novità sulla situazione di Matias Vecino, ancora fuori dalla lista dei convocati, spiegando i tempi di recupero “Vecino ha cominciato a fare piccole parti dell’allenamento col gruppo però non era assolutamente pronto per scendere in campo. Rivalutiamo durante la settimana, penso sia più probabile dopo la sosta”

Nonostante gli infortuni, la Lazio ha dominato la partita contro il Genoa, conquistando tre punti importanti e mostrando una buona reazione dopo la sconfitta nel Derby della Capitale contro la Roma.



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Serie A | Genoa 0-3 Lazio, le pagelle

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Un’ottima Lazio espugna il Marassi con un netto tre a zero contro il Genoa di Vieira e guadagna la sua seconda vittoria stagionale

LAZIO (4-2-3-1): Provedel 6.5; Marusic 7 (32` Hysaj 6+), Gila 7-, Romagnoli 6.5, Pellegrini 7 (69` Tavares 6); Basic 6.5 (84` Patric SV), Cataldi 7; Cancellieri 7.5, Dia 6 (84` Pedro SV), Zaccagni 7+; Castellanos 7 (84` Provstgaard SV). ALL: Sarri 7



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Ricomincio da tre: la Lazio batte il Genoa e centra la seconda vittoria stagionale | Cronaca e Tabellino

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Matteo Cancellieri dopo Genoa-Lazio: "Sapevamo di dover dimostrare qualcosa. Il gol è per mia figlia". L'emozione del giovane attaccante.

Dopo la sconfitta contro la Roma nel Derby della Capitale, la Lazio torna a splendere al Marassi di Genova con un netto tre a zero che porta i biancocelesti a sei punti in classifica, ovvero al dodicesimo posto.

Ottima la prestazione dei ragazzi di Sarri che entrano in campo con la giusta mentalità offensiva e trovano il goal, subito al 4′ minuto con Cancellieri: servito in profondità da Castellanos, ha spazio per piazzare il destro a giro alle spalle di Leali. Il raddoppio arriva sempre nel primo tempo, al 30′ minuto, quando, dopo un errore di Vitinha in uscita, ne approfitta il Taty, che in caduta trova la deviazione vincente sul cross di Marusic. A chiudere definitivamente il match è Zaccagni nella ripresa, al 63′ minuto. Da calcio piazzato, Cancellieri di testa costringe Leali a un difficile intervento. La retroguardia rossoblù non riesce a spingere con decisione la palla fuori dall’area e il capitano biancoceleste, ben piazzato, la insacca da distanza ravvicinata.

Un segnale positivo per la Lazio, con la speranza che questa vittoria dia il via a una serie di risultati postivi.

TABELLINO

Serie A Enilive – V giornata
Lunedì 29 settembre 2025, ore 20:45
Stadio Luigi Ferraris, Genova

GENOA – LAZIO 0-3

Marcatori: 4’ Cancellieri (L), 30’ Castellanos (L), 63’ Zaccagni (L)

GENOA (4-2-3-1): Leali; Norton-Cuffy, Ostigard, Vasquez, Martin (84’ Venturino); Masini (69’ Stanciu), Frendrup; Ellertsson, Malinovsky (69’ Ekhator), Vitinha (69’ Carboni); Colombo (69’ Ekuban)
Panchina: Siegrist, Sommariva, Thorsby, Erlykke, Sabelli, Marcandalli, Martinez, Otoa, Fini, Cornet
Allenatore: Kristian Wilson

LAZIO (4-2-3-1): Provedel; Marusic (32’ Hysaj), Gila, Romagnoli, Pellegrini (69’ Tavares); Basic (84’ Basic), Cataldi; Cancellieri, Dia (84’ Pedro), Zaccagni; Castellanos (84’ Provstgaard)
Panchina: Mandas, Furlanetto, Noslin, Isaksen, Pinelli, Farcomeni
Allenatore: Maurizio Sarri

Arbitro: Giovanni Ayroldi (sez. Molfetta)
Assistenti: Cecconi – Zingarelli
IV ufficiale: Zanotti
V.A.R.: Abisso
A.V.A.R.: Dionisi

Ammoniti: 1’ Vasquez (G), 16’ Norton-Cuffy (G), 36’ Cataldi (L), 51’ Masini (G), 62’ Malinovsky (G), 90’+2 Ostigard (G)

Recupero: 1’ pt, 5’ st




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Cataldi Carica la Squadra: “Servirà una Lazio con l’Anima. Dobbiamo Fare Qualcosa di Più”

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Una foto del centrocampista della Lazio, Danilo Cataldi, con espressione determinata, durante un'intervista pre-partita.
Danilo Cataldi nasce a Roma il 6 agosto 1994. Centrocampista, cresce nella Lazio, dove vince, da titolare, il campionato Primavera. Pochi mesi dopo passa in prestito al Crotone, in Serie B. L’anno successivo torna alla Lazio, debuttando e trovando spazio in Serie A. Tra gennaio 2017 e maggio 2018 va in prestito al Genoa e al Benevento, prima di tornare definitivamente in biancoceleste. Con la Lazio ha vinto una Coppa Italia e una Supercoppa italiana. Regolarmente convocato da tutte le selezioni giovanili azzurre, dall’Under 18 all’Under 21, con la quale arriva terzo agli Europei del 2017.

Il centrocampista, alla sua 250ª partita in biancoceleste, parla ai microfoni di Lazio Style Channel prima del match con il Genoa. “Sono orgoglioso della mia storia con la Lazio”.

GENOVA – In un momento delicato per la Lazio, reduce dal derby perso e con un centrocampo decimato dalle assenze, la carica arriva da chi la maglia la sente più di tutti. A pochi minuti dal fischio d’inizio di Genoa-Lazio, Danilo Cataldi è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel con parole dirette e cariche di significato.

“Servirà una Lazio con l’Anima”

Il centrocampista biancoceleste non ha usato mezze misure, chiedendo alla squadra di mostrare carattere e di lottare per la vittoria.

“Servirà tutto, servirà mettere in campo una Lazio con l’anima, che vuole prendersi punti, il Genoa è una buona squadra mette molta intensità, servirà una grande partita. La bussola non la dobbiamo perdere, c’è stata una crescita di prestazioni anche col derby, perdere un derby poi a Roma sappiamo cosa significa, viene tutto trascurato per il risultato negativo, ma la Lazio è cresciuta e ora bisogna fare qualcosa di più a livello di squadra, di atteggiamento, ci siamo detti questo in settimana, dobbiamo fare qualcosa in più.”

250 Partite di Orgoglio e Storia d’Amore

Per Cataldi, la partita contro il Genoa ha un sapore speciale. È la sua 250ª presenza con la maglia biancoceleste.

Cataldi interviene anche ai microfoni di Sky e Dazn:

“250 partite con la Lazio? Sono tante, mi rendono orgoglioso, la mia storia con la Lazio è aprticoalr ema è bella pr questo, ci siamo lasciati, poi ritrovati, ora ci siamo ritrovati di nuovo, speriamo di non lasciarci. Per me la Lazio e la squadra sono sempre al primo posto.”

Quando si perde un derby non è mai una settimana come le altre. Non è stato bello, ma il calcio è questo perché dopo una settimana c’è un’altra partita e ti devi rimettere subito in pista. Veniamo qui stasera per cercare di portare via i tre punti”.

“Questo è sempre stato uno dei miei obiettivi, cercare di fare tanti anni qua, sapete quello che provo io per la Lazio. A volte non è facile, magari vorresti fare di più ma non è così. Penso sia importante far capire cosa vuol dire la Lazio e tutti insieme bisogna uscire da questo momento che non è dei migliori, soprattutto perché i risultati offuscano l’opinione di tanti. Quando si perde un derby così, si dice che magari non meritavamo di perdere. Il derby però si è perso e abbiamo tre punti dopo quattro partite di campionato, quindi stasera bisogna dimostrare di essere giocatori da Lazio”.



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Genoa-Lazio: Formazioni Ufficiali. Sarri Ritorna al 4-2-3-1 con Basic Titolare

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Una grafica o un'immagine che mostra le due squadre, Genoa e Lazio, schierate con i loro moduli di gioco e i nomi dei giocatori titolari.

Le Scelte di Maurizio Sarri per la 5ª Giornata di Serie A contro il Genoa di Vieira. Il Tecnico Sceglie una Sorprendente Modifica Tattica e Lancia un Messaggio di Riscatto.

GENOVA – L’attesa è finita. La Lazio scende in campo a Marassi per la quinta giornata di campionato contro il Genoa. I due allenatori, Maurizio Sarri e Patrick Vieira, hanno appena diramato le formazioni ufficiali, svelando le loro scelte per il match che segna un’importante occasione di riscatto per i biancocelesti.

In casa biancoceleste, Sarri sorprende tutti con una modifica tattica. L’allenatore ha scelto di schierare una formazione con il 4-2-3-1, un modulo che non si vedeva da tempo a Formello. Una scelta che premia Basic, titolare al fianco di Cataldi in mezzo al campo, con Zaccagni, Dia e Cancellieri a supportare Castellanos. In difesa, Romagnoli torna al centro, con Gila, Pellegrini e Marusic.

Dall’altra parte, Vieira risponde con un 4-2-3-1 molto aggressivo, con Leali in porta, e Ostigard e Vasquez al centro della difesa. Il centrocampo è nelle mani di Masini e Frendrup, mentre in attacco Malinovskyi, Vitinha e Ellertsson supporteranno Colombo.


Formazioni Ufficiali

GENOA (4-2-3-1): Leali; Norton-Cuffy, Ostigard, Vasquez, Martin; Masini, Frendrup; Ellertsson, Malinovskyi, Vitinha; Colombo. A disp.: Martinez, Bani, Sabelli, Strootman, Thorsby, Galdames, Ekuban, Messias, Fini, Retegui, Puscas, Jagiello. All.: Vieira.

LAZIO (4-2-3-1): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini; Cataldi, Basic; Cancellieri, Dia, Zaccagni; Castellanos. A disp.: Mandas, Furlanetto, Hysaj, Nuno Tavares, Patric, Provstgaard, Farcomeni, Pinelli, Isaksen, Noslin, Pedro. All.: Sarri.



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