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Insigne alla Lazio? Tutto dipende dall’ok dell’Authority

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Lorenzo Insigne sorridente in abiti civili, immaginato nel contesto romano in attesa della firma con la Lazio.

La Lazio dovrà ancora attendere prima di poter tesserare Lorenzo Insigne. L’ex capitano del Napoli, svincolato dopo l’esperienza al Toronto FC, è una richiesta esplicita di Maurizio Sarri, che vede nell’esterno offensivo un rinforzo immediatamente pronto per il suo sistema di gioco. Ma, al momento, l’ingaggio non è ancora possibile: servono condizioni precise che il club biancoceleste sta tentando di raggiungere.

Il nodo burocratico: serve il via libera dell’Authority

Come riportato da Il Corriere dello Sport, il tesseramento di Insigne è vincolato all’esito della verifica dell’Authority del 16 dicembre. Nonostante il calciatore sia senza squadra e dunque teoricamente tesserabile in qualsiasi momento, la Lazio non può registrarlo senza prima rientrare nei parametri economici imposti dall’indice di liquidità.

La normativa è chiara: per inserire un nuovo stipendio, anche di un giocatore svincolato, occorre liberare lo spazio necessario attraverso cessioni o risoluzioni contrattuali. È l’unico modo per coprire integralmente l’ingaggio del classe 1991.

Perché non bastano le cessioni di Tchaouna e Casale

Anche l’eventuale saldo positivo generato dalle possibili uscite di Tchaouna e Casale non sarebbe sufficiente per raggiungere il rapporto 0,8 richiesto per lo sblocco al 30 settembre. Ed è proprio questo uno dei motivi principali che ha impedito alla Lazio di chiudere subito la trattativa con Insigne, nonostante Sarri ne avesse fatto una priorità.

Il club si trova quindi in una fase di attesa: solo se l’Authority darà l’ok il 16 dicembre, l’operazione potrà essere sbloccata e Lorenzo Insigne potrà firmare il suo contratto già dal 17 dicembre.

Quando potrebbe davvero giocare Insigne

Anche in caso di via libera immediato, però, l’esordio in campo non sarebbe possibile prima di gennaio. Le liste, infatti, sono state già completate e Maurizio Sarri ha già utilizzato entrambi gli slot a disposizione durante l’anno sportivo. Per questo motivo, l’esterno potrà essere inserito e utilizzato solo all’apertura ufficiale del mercato invernale.

A quel punto, la Lazio potrà completare la registrazione del contratto, sistemare la lista dei 25 e rendere Insigne convocabile per la seconda parte di stagione.

Cosa significa per Sarri e per la Lazio

Il tecnico biancoceleste considera Insigne un profilo ideale per aggiungere qualità, esperienza e imprevedibilità al reparto offensivo. Il giocatore, dal canto suo, ha manifestato più volte disponibilità e interesse per la destinazione Lazio, desideroso di tornare protagonista in Serie A dopo l’avventura in MLS.

L’operazione è dunque pronta: manca soltanto l’ultimo semaforo verde burocratico. E il 16 dicembre potrebbe essere la data decisiva.



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Mercato di gennaio: tra illusioni, realtà e strategia

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Maurizio Sarri sfogo calciomercato Lazio Lotito gennaio 2026

Il nome di Giacomo Raspadori è rimbalzato su tutte le prime pagine, rilanciato dal Messaggero come presunta richiesta diretta di Maurizio Sarri. Una suggestione affascinante, un titolo che scalda la tifoseria, ma che non trova riscontri concreti nella realtà attuale della Lazio. Prima di parlare di acquisti impossibili, infatti, è necessario affrontare il tema principale del mercato biancoceleste: la sostenibilità economica e la strategia reale del club per gennaio.

Siamo a metà dicembre, un periodo in cui le società più strutturate e ambiziose hanno già mosso i primi passi per rinforzarsi. La Lazio, invece, si trova a vivere una situazione molto diversa. Sarri lo ha fatto capire da settimane: questa rosa è mediocre e avrebbe bisogno di tre-quattro innesti di qualità per competere almeno per l’Europa League. Ma è proprio questo il punto: questi innesti, a gennaio, non arriveranno.

Raspadori? Più che un obiettivo, un’illusione mediatica

Raspadori è un ottimo giocatore, per certi versi perfetto per il gioco di Sarri, ma resta un profilo irraggiungibile a gennaio. L’attaccante è passato all’Atlético Madrid la scorsa estate per circa 25 milioni più bonus, e nonostante stia trovando poco spazio in Spagna, i Colchoneros non hanno alcun motivo per regalarlo.

Per acquistarlo servirebbe vendere due o tre titolari. E tutto questo per prendere un calciatore che, pur di qualità, non è il bomber che alla Lazio manca disperatamente, né un attaccante da 20 gol a stagione. Una mossa economicamente e tatticamente illogica per il mercato invernale.

La sensazione è che certi nomi vengano proposti più per creare ottimismo che per reale fattibilità.

La verità di Sarri: “Fino a giugno accetto tutto, poi si vedrà”

In poche parole: Sarri ha già fatto sapere alla società che comprende le difficoltà di gennaio. Il mercato invernale, storicamente costoso e povero di occasioni, non permette rivoluzioni. E la Lazio, oggi, non ha la forza economica per investire.

Non è una resa, ma una strategia.
Il tecnico è disposto ad accettare un mercato minimo o addirittura nullo a gennaio, a patto che a giugno il club mantenga le promesse: costruire finalmente una squadra competitiva.

A gennaio si vende: la lista dei sacrificabili

Le parole di Lotito nel pre-partita di Lazio–Bologna non sono passate inosservate:
“Non ci indeboliremo.”
Che tradotto significa: si venderanno solo giocatori fuori dal progetto tecnico.

La lista è lunga:

  • Belahyane, mai utilizzato e facilmente cedibile;
  • Hysaj, fuori rosa e in uscita;
  • Nuno Tavares, ormai bocciato dopo l’ennesima prestazione negativa;
  • Dele-Bashiru, che Sarri non considera più affidabile;
  • potenzialmente anche Pedro o Cancellieri, in caso di offerte.

Sono giocatori che possono essere ceduti senza compromettere il rendimento della squadra, anzi alleggerendo il monte ingaggi e creando margini operativi in estate.

Il messaggio a Lotito è chiarissimo: “Non comprate tanto per comprare”

Sarri non vuole altri Belahyane, né operazioni superficiali che non alzano il livello della rosa. Lo ha detto chiaramente:
“Non bisogna comprare per comprare. Bisogna prendere giocatori che aumentano la qualità.”

Un diktat che ricorda gli errori del passato: acquisti inutili, costosi e poco funzionali, che hanno solo appesantito il bilancio senza migliorare la squadra.

I veri colpi servono in estate: centravanti, mezzala e terzino

Per competere seriamente per l’Europa League, Sarri ha bisogno di:

  • un centravanti che segni;
  • un interno di qualità alla Luis Alberto;
  • un terzino di livello;
  • e in aggiunta, un vero vice-Zaccagni.

Acquisti che richiedono 80-90 milioni di investimento, cifra impossibile da sostenere a gennaio.

Conclusione: gennaio serve per fare cassa, giugno per costruire la nuova Lazio

La Lazio non farà un mercato “trascendentale”. Le cessioni saranno la priorità, nel tentativo di avvicinare quei 30-35 milioni che garantirebbero un’estate finalmente libera dal vincolo del saldo zero.

Solo allora Sarri chiederà il conto: tre giocatori veri, tre rinforzi pesanti, tre innesti che possano cambiare il volto della squadra.

A gennaio, invece, l’obiettivo è solo uno: riorganizzarsi, non indebolirsi e preparare il terreno per un mercato finalmente all’altezza.



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Lazio, il nodo cessioni: da Tavares a Belahyane e Dele-Bashiru

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Reda Belahyane con la maglia della Lazio durante una fase di gioco, loghi di Torino, Nizza e Rennes in sovraimpressione.
Reda Belahyane durante un allenamento della Lazio a Formello, in difficoltà a imporsi tra i titolari.

Il futuro del mercato della Lazio passa tutto dalle cessioni. È un concetto ormai chiaro a società, tifosi e addetti ai lavori: senza uscite importanti, difficilmente Claudio Lotito potrà accontentare Maurizio Sarri con gli acquisti necessari per rendere competitiva la squadra. In questo senso, un dato fornito da Transfermarkt ha riacceso il dibattito: vendendo Nuno Tavares, Reda Belahyane e Fisayo Dele-Bashiru, la Lazio potrebbe incassare fino a 37,5 milioni di euro.

Una cifra che permetterebbe al club di programmare con relativa serenità la prossima estate, garantendosi la condizione essenziale per sbloccare il mercato: un saldo pari a zero, che eviterebbe rischi di nuove chiusure e permetterebbe interventi mirati nei ruoli richiesti dal tecnico.

Valutazioni Transfermarkt: utili ma spesso inferiori al reale mercato

È necessario però contestualizzare il dato. Transfermarkt è un riferimento globale, ma è noto anche per un elemento strutturale: le sue valutazioni tendono a essere più basse del valore reale nell’economia del mercato internazionale. Ciò significa che, in teoria, i tre giocatori potrebbero essere ceduti anche a cifre superiori rispetto alle stime, soprattutto in caso di offerte provenienti da Premier League, Ligue 1 o campionati economicamente più aggressivi.

Ma allora perché l’ottimismo non dilaga?

Perché tra il valore potenziale e quello reale esiste una differenza che dipende da molte variabili: rendimento, continuità, minutaggio, percezione all’estero e soprattutto strategie dei club interessati.

Il caso Nuno Tavares: il vero tesoro… con una percentuale che pesa

Nuno Tavares è il nome più pesante della lista. Il portoghese è valutato 15 milioni da Transfermarkt, cifra teoricamente raggiungibile se qualche club di Premier decidesse di puntare su di lui. Ma esiste un problema: il 40% della rivendita andrà all’Arsenal.
Tradotto: per incassare davvero, la Lazio dovrebbe venderlo a una cifra molto elevata.

Il rendimento discontinuo e la rottura tecnica con Sarri complicano la trattativa, perché non permettono alla Lazio di dettare realmente il prezzo.

Belahyane: talento, età e potenziale… ma pochissimo minutaggio

Il giovane marocchino è uno dei calciatori che teoricamente può avere mercato, soprattutto in Ligue 1 o in club che investono su profili emergenti. La valutazione da 10 milioni non è impossibile da raggiungere, ma qui pesa un dato: ha giocato pochissimo.

Il potenziale non basta: per far arrivare offerte concrete serve che qualcuno abbia visto abbastanza minuti per giustificare un investimento a doppia cifra.

Dele-Bashiru: un caso complesso

Per Dele-Bashiru il discorso è simile. Arrivato tra curiosità e scetticismo, non ha trovato la continuità necessaria per far lievitare il suo valore, pur restando un giocatore fisico e potenzialmente appetibile per Premier e Championship. Ma per arrivare ai 12,5 milioni stimati serve una trattativa brillante e un club pronto a scommettere.

La domanda centrale: Fabiani riuscirà davvero a farcela?

È qui che nasce il vero interrogativo.
Fabiani ha dimostrato capacità nel muoversi tra prestiti, occasioni e trattative complesse, ma portare 37,5 milioni reali nelle casse della Lazio non sarà semplice.

Le variabili sono molte:

  • mercato invernale storicamente più povero;
  • giocatori dal valore potenziale ma non esploso;
  • percentuali sulla rivendita che riducono il margine;
  • necessità di agire in fretta per programmare il mercato in entrata.

Se riuscisse a centrare queste cifre, per la Lazio sarebbe un capolavoro gestionale, oltre che la chiave per costruire finalmente una squadra più vicina alle ambizioni di Sarri.

Ma il rischio che il club debba accettare offerte più basse è concreto, e dipenderà molto dalla capacità di creare aste, dal lavoro degli agenti e dal tempismo delle società interessate.

Conclusione

La verità è che le stime di Transfermarkt indicano una potenzialità, non una garanzia. E la Lazio, per trasformare questa potenzialità in realtà, dovrà muoversi con lucidità e molta abilità.

Fabiani potrà davvero centrare il traguardo dei 37,5 milioni, o la Lazio sarà costretta ad accontentarsi?
Il destino del mercato estivo passa tutto da qui.



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Abbate: «Raspadori possibilità concreta. Premier su Castellanos: plusvalenza decisiva per accontentare Sarri»

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Taty Castellanos con la maglia della Lazio durante un match di Serie A, futuro incerto per l’attaccante argentino.

Il mercato della Lazio entra ufficialmente in una fase calda. A confermarlo è Alberto Abbate, giornalista de Il Messaggero, intervenuto ai microfoni di Radio Laziale con dichiarazioni che aprono scenari clamorosi. L’argomento centrale è uno: Giacomo Raspadori. Un nome che fino a 48 ore fa sembrava pura fantasia e che invece, secondo Abbate, è diventato una possibilità reale.

Raspadori, da sogno impossibile a pista concreta

«Raspadori è una possibilità clamorosa», ha dichiarato Abbate. «Fino all’altro ieri mi sembrava impossibile, oggi invece c’è una chance perché non vuole perdere il Mondiale. Giocando così poco rischia di sparire dal giro della Nazionale».

L’ex Sassuolo, trasferitosi all’Atlético Madrid per 22 milioni, sta vivendo una stagione complicata: minutaggio ridotto, ruolo marginale e totale incertezza sul suo futuro. Per questo la volontà del giocatore potrebbe essere l’elemento decisivo. La Lazio, che ha bisogno disperato di qualità e gol, si ritrova improvvisamente davanti a un’opportunità inattesa.

Premier e Liga su Castellanos: l’ago della bilancia è lui

L’altro nome caldo è quello di Taty Castellanos, centrale in ogni discorso legato all’attacco. Abbate conferma: «Qualcosa si sta muovendo dalla Premier e anche dalla Liga. Se lo vendi a 25-30 milioni fai una plusvalenza clamorosa. E con quei soldi puoi investire su un giocatore altrettanto valido, come Raspadori».

Una cifra in grado di ribaltare il mercato della Lazio. Castellanos non si è mai integrato pienamente nel sistema di Sarri, né tatticamente né come interpretazione del ruolo. E lo stesso attaccante non sarebbe contrario a lasciare Roma, purché arrivi un’offerta da un top campionato europeo: il suo obiettivo è entrare nelle rotazioni della Nazionale argentina.

Sarri vuole Raspadori… e va accontentato

Abbate aggiunge un elemento fondamentale: «Possiamo discutere sul fatto che Raspadori non sia mai stato un vero bomber. Ma se Sarri è convinto di poterlo trasformare, dopo tutto ciò che ha fatto crescere in questi mesi, va accontentato».

Difficile dargli torto. Sarri ha rigenerato interi reparti, ridato identità alla squadra e ha mostrato di poter valorizzare al massimo i profili tecnici. Se il tecnico ritiene che Raspadori possa diventare decisivo, la società difficilmente potrà ignorare la richiesta.

Lotito, la cautela e il confronto con Sarri

Infine, Abbate commenta anche la linea del presidente: «Quando Lotito dice che non vuole mortificare chi è già in rosa, lo fa perché spera che Sarri valorizzi i giocatori che ha. Ma è stato lo stesso Sarri a spiegargli che non funziona così».

Le priorità sono chiarissime:

  1. una mezzala forte,
  2. un attaccante titolare,
  3. e solo dopo eventuali opportunità come Insigne.

Resta da capire se la società deciderà di assecondare il tecnico o se prevarrà, ancora una volta, una strategia conservativa.

Il mercato non è neanche iniziato, ma la sensazione è chiara: il destino della Lazio passa dalle scelte che verranno prese nelle prossime settimane.



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Lazio, il caso Nuno Tavares: l’obiettivo è la plusvalenza. Petrucci (Sky): «Il 40% andrà all’Arsenal»

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Giocatori della Lazio impegnati nelle prove tattiche a Formello sotto la supervisione di Maurizio Sarri, in preparazione per la partita contro il Lecce.

Il futuro di Nuno Tavares è sempre più lontano da Formello. A confermarlo è Matteo Petrucci, giornalista di Sky Sport, che ha spiegato con chiarezza quale sia oggi la posizione della Lazio sul terzino portoghese: non è considerato un elemento indispensabile e la società si aspetta offerte già a gennaio per provare a realizzare una plusvalenza.

Un dettaglio importante, però, complica ogni valutazione economica: il 40% dell’eventuale cessione finirà nelle casse dell’Arsenal, club proprietario del cartellino fino al trasferimento in biancoceleste. È una clausola pesante, che riduce sensibilmente il margine di guadagno della Lazio e che obbliga la società a valutare con grande attenzione ogni possibile acquirente.

Nuno Tavares era arrivato come un investimento interessante, un talento fisico e dinamico, reduce però da stagioni altalenanti tra Arsenal, Marsiglia e Nottingham Forest. Il suo inizio a Roma aveva alimentato qualche speranza, soprattutto per la capacità di spingere e creare superiorità offensiva. Ma nel tempo i limiti difensivi, la discontinuità e alcuni cali di concentrazione evidenti lo hanno relegato ai margini del progetto tecnico di Maurizio Sarri.

Il rapporto con il tecnico, infatti, non è mai decollato. Sarri pretende ordine tattico, concentrazione e affidabilità difensiva, tre aspetti che il portoghese ha mostrato in maniera troppo intermittente. Da qui la decisione, ormai condivisa all’interno dell’area tecnica, di valutare una sua cessione già nella sessione invernale di mercato.

Secondo Petrucci, la Lazio spera nella possibilità che qualche club – magari in Premier League, dove il giocatore gode ancora di buona considerazione – possa farsi avanti con un’offerta adeguata. Un’offerta che permetta ai biancocelesti di registrare una plusvalenza utile anche ai fini del bilancio, nonostante la percentuale destinata all’Arsenal.

Il nodo resta però lo stesso: per guadagnare realmente dalla sua cessione servirà una valutazione elevata, e l’attuale rendimento del terzino non aiuta a spingere la sua quotazione. D’altra parte, la Lazio non può permettersi di lasciarlo andare a cifre troppo basse, vista la quota da girare ai Gunners.

In un mercato in cui la società deve fare i conti con il saldo zero, la ricerca di risorse fresche e la necessità di sostenere le richieste tecniche di Sarri, la vendita di Nuno Tavares rappresenta una delle poche vie percorribili. E, come ribadisce Petrucci, la sensazione è che la Lazio attenda solamente la proposta giusta per procedere.

Il futuro del portoghese è dunque più che mai in bilico. E mentre Sarri continua a puntare su profili più affidabili tatticamente, la dirigenza prepara la strategia per trasformare un’operazione complicata in un’occasione economica. Resta da capire se il mercato offrirà davvero la soluzione che la Lazio spera.



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Isaksen ko: lesione all’adduttore sinistro, la Lazio trema. Ecco i tempi e cosa filtra da Formello

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Esultanza dei giocatori dell'Atalanta e delusione della Lazio all'Olimpico.
Gustav Isaksen al centro sportivo di Formello durante un allenamento individuale, concentrato sul rientro in forma dopo la mononucleosi.

Arrivano brutte notizie per Maurizio Sarri a due giorni dal pareggio contro il Bologna. La Lazio perde Gustav Isaksen, fermatosi nel primo tempo della sfida dell’Olimpico e costretto al cambio dopo aver accusato un fastidio muscolare che aveva immediatamente fatto temere il peggio. Oggi il club, attraverso un comunicato ufficiale pubblicato su sslazio.it, ha chiarito la natura dell’infortunio dell’esterno danese.

“Nel pomeriggio – si legge nella nota – a seguito di un consulto tra lo staff medico (Prof. Ivo Pulcini, Prof. Fabio Rodia e il medico sociale dott. Italo Leo) si comunica che il calciatore Gustav Isaksen, dopo aver effettuato esami strumentali presso la Clinica Villa Mafalda, ha evidenziato una lesione di basso grado a carico dell’adduttore sinistro. L’atleta ha già iniziato il percorso riabilitativo; le sue condizioni saranno rivalutate nei prossimi giorni”.

La diagnosi parla chiaro: si tratta di una lesione lieve, ma comunque abbastanza seria da escludere Isaksen dalle prossime partite. I tempi di recupero non sono stati comunicati ufficialmente, in pieno stile Lazio, ma fonti interne indicano che per infortuni di “basso grado” ai muscoli adduttori occorrono solitamente tra i 10 e i 20 giorni di stop, a seconda della reazione del muscolo e del lavoro personalizzato di riabilitazione.

L’esterno danese, uno dei più in forma nell’ultimo periodo, aveva trovato spazio e fiducia nelle rotazioni di Sarri, mostrando progressi significativi rispetto al suo primo anno in biancoceleste. Il gol contro il Bologna – realizzato proprio prima dell’infortunio – sembrava poter rappresentare un nuovo inizio, un segnale forte verso una seconda parte di stagione da protagonista. Invece, l’ennesimo guaio muscolare rischia di rallentarne la crescita.

Un problema anche per il tecnico, che ora dovrà riorganizzare le gerarchie sugli esterni offensivi. Con Felipe Anderson non ancora al massimo e Zaccagni impegnato in un minutaggio sempre crescente, l’assenza di Isaksen riduce drasticamente le opzioni in un momento della stagione già complicato dal punto di vista numerico.

Lo staff medico della Lazio ha iniziato subito il programma di recupero, che prevedrà in una prima fase terapie conservative, lavoro in piscina e progressivo ritorno al campo. Sarà fondamentale evitare ricadute, soprattutto considerando che gli adduttori sono muscoli ad alto rischio per chi basa il proprio gioco su scatti, cambi di direzione e accelerazioni improvvise come Isaksen.

La Lazio seguirà l’evoluzione giorno dopo giorno, ma difficilmente il classe 2001 tornerà a disposizione prima della metà del prossimo mese. Una perdita che pesa, perché il danese nelle ultime gare aveva portato vivacità, verticalità e quell’iniezione di ritmo che la squadra di Sarri ha spesso faticato a trovare in questa stagione.

Ora non resta che aspettare nuovi aggiornamenti medici. Nel frattempo Sarri dovrà inventare nuove soluzioni, nella speranza che questo stop sia davvero breve e che Isaksen possa tornare presto a dare il suo contributo.



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Sarri ‘gela’ Lotito: Insigne non basta, ora vuole Raspadori e una Lazio finalmente da gol

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Sarri vuole Raspadori

Scintille di mercato in casa Lazio. Sullo sfondo di una squadra che lentamente prova a ritrovare se stessa in campo, si accende un fronte sotterraneo ma decisivo: quello tra Claudio Lotito e Maurizio Sarri. Il presidente, anche pubblicamente, ha ribadito la volontà di “non indebolire” la rosa, muovendosi con prudenza e cercando occasioni a costo contenuto. Il Comandante, invece, è stato chiaro: non basta non peggiorare la squadra, bisogna migliorarla. E per farlo servono rinforzi veri, nei ruoli giusti.

Il nome che rimbalza con più insistenza è quello di Lorenzo Insigne. Lotito, stando alle indiscrezioni, avrebbe già un accordo di massima con l’ex Napoli, oggi svincolato dopo l’esperienza in MLS. Un colpo di immagine, una bandiera del Sarrismo, la possibilità di regalare al tecnico un “vice-Zaccagni” di lusso per la corsia sinistra. Ma Sarri, pur affezionatissimo a Insigne, non mette questa operazione in cima alla lista delle priorità. Il problema della Lazio non è solo un’alternativa a Zaccagni: il problema è una rosa che segna troppo poco e che in mezzo al campo ha perso definitivamente il “Mago” Luis Alberto senza aver mai trovato un suo vero erede.

È qui che si innesta la vera richiesta del Comandante. Prima ancora del ritorno romantico di Insigne, Sarri vorrebbe una mezzala di qualità, un giocatore che ricordi – per visione di gioco e capacità di rifinire – proprio Luis Alberto. Servono linee di passaggio, assist, gol da centrocampo. E servono anche giocatori che si inseriscano con continuità in area, perché finora la produzione offensiva è stata ampiamente insufficiente: solo 17 reti stagionali, di cui appena 4 firmate dagli attaccanti. Numeri da metà classifica, non da squadra che punta all’Europa.

Per questo il tecnico guarda con enorme interesse a Giacomo Raspadori. L’ex Sassuolo, oggi all’Atletico Madrid, è un vecchio pallino del calcio italiano che conta. In Spagna, però, le cose non stanno andando come sperava: appena 309 minuti giocati in 12 presenze, troppo poco per un giocatore che ambisce a restare stabilmente nel giro della Nazionale. Il rischio di perdere il treno azzurro è concreto e, secondo quanto filtra, lo stesso Raspadori avrebbe dato mandato ai suoi agenti di valutare seriamente un ritorno in Serie A già a gennaio.

Il profilo, per Sarri, è ideale: Raspadori può giocare da seconda punta, da falso nove, da trequartista ibrido che si muove tra le linee. È giovane, italiano, abituato a un calcio tecnico e offensivo. Esattamente il tipo di giocatore che può alzare il livello della fase offensiva, dare imprevedibilità e al tempo stesso aumentare il peso sotto porta. Ma qui si scontra il muro della realtà economico-sportiva della Lazio.

Per arrivare a Raspadori, infatti, non basterebbero le buone intenzioni. Servirebbe fare cassa e liberare spazio nel reparto offensivo. Il nome più citato è quello di Castellanos, che qualche estimatore in Premier League lo ha, ma non è escluso che anche Isaksen o Cancellieri possano entrare nel grande gioco delle uscite. Senza sacrifici, difficilmente Lotito potrà presentarsi dall’Atletico con un’offerta credibile.

In parallelo, Sarri chiede garanzie anche su altri fronti: i rinnovi di Basic e Romagnoli, considerati pedine fondamentali per presente e futuro, e almeno un altro rinforzo in mediana. Non si tratta solo di “tappare buchi”, ma di costruire una Lazio strutturata, con riserve all’altezza e non semplici rincalzi.

Sul taccuino del club compare anche un altro nome: Cucho Hernández del Betis, attaccante già a quota sette gol in stagione. Un profilo internazionale che potrebbe dare alternative e profondità, ma che, come tutte le operazioni in entrata, è vincolato alle cessioni.

Alla fine, la sintesi è chiara: Lotito vuole evitare un ridimensionamento, Sarri pretende un salto di qualità. Insigne può essere il simbolo di una nostalgia felice, ma da solo non risolve il problema principale: questa Lazio segna troppo poco. E se non si sblocca il reparto offensivo – a livello di gol e di mercato – il rischio è che la differenza tra un’annata di transizione e un progetto vero la faccia, ancora una volta, ciò che la Lazio non ha il coraggio di fare.




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Tavares, occasione sprecata: contro il Bologna una partita che può segnare il suo addio alla Lazi

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Nuno Tavares Lazio Besiktas trattativa calciomercato presidente

Per Nuno Tavares quella contro il Bologna doveva essere una serata fondamentale. Un’opportunità rara, quasi irripetibile, arrivata più per necessità che per scelta tattica: Luca Pellegrini non era convocabile perché diventato padre proprio nelle ore precedenti, e dunque il portoghese ha avuto la chance di partire titolare. Una chance che, se sfruttata, avrebbe potuto riaprire discorsi, ribaltare giudizi e forse riattivare un percorso che da mesi si è complicato.

Eppure, l’epilogo è stato l’opposto di ciò che Sarri sperava. Perché se è vero che Tavares, quando si accende, sa essere devastante in campo aperto e in progressione, è altrettanto vero che la fase difensiva continua a essere la sua zavorra. E non per limiti fisici o strutturali, ma per mancanza di attenzione, applicazione e disciplina tattica.

Contro il Milan in Coppa Italia, Tavares aveva dato segnali incoraggianti. Un ingresso positivo, tanta spinta, l’assist per Zaccagni e una presenza finalmente utile alla causa. Sarri, in conferenza, lo aveva anche elogiato a modo suo: “Sto provando con le cattive, lo tengo a distanza. Spero si incazzi”. Una frase che aveva fatto sorridere, ma che conteneva un messaggio molto chiaro: la porta non era chiusa, il tecnico credeva ancora nella possibilità di recuperarlo.

La gara contro il Bologna, però, è stata un passo indietro pesantissimo. In fase offensiva, il portoghese è stato il solito giocatore potente, rapido, capace di creare superiorità e mettere in difficoltà la difesa avversaria. Non a caso, nell’azione che poteva diventare il gol del vantaggio, è stato proprio Castellanos a sbagliare scelta, preferendo un tacco inutile a un semplice passaggio che avrebbe mandato Tavares solo davanti al portiere.

Il problema non è ciò che Tavares fa quando attacca: lì è sempre stato pericoloso. Il punto è ciò che non fa quando deve difendere. E contro il Bologna non si è trattato di limiti fisici – come nel caso di Lazzari, che soffre semplicemente avversari strutturati – ma di totale assenza di concentrazione. La squadra di Motta ha attaccato sistematicamente dalla sua parte già nel primo tempo, consapevole di trovare spazi e disattenzioni. Il gol subito nasce anche da una sua mancata lettura, da una marcatura inesistente, da un atteggiamento che Sarri considera intollerabile.

Non è un caso che il tecnico lo abbia tolto all’intervallo, inserendo Lazzari. Il numero 29, pur con tutti i suoi limiti, è un giocatore che si applica, che difende, che sbaglia ma dà tutto. E infatti, pur senza brillare, ha garantito ordine e una solidità che nel primo tempo era mancata completamente.

È qui che emerge il vero nodo del “caso Tavares”: la testa. Il portoghese ha mezzi enormi, un potenziale fisico e tecnico superiore alla media, una progressione devastante. Ma la fase difensiva richiede lettura, sacrificio, continuità. E il problema, oggi, è che Tavares sembra essersi spento mentalmente. I primi due mesi alla Lazio furono incoraggianti, così come alcune partite dello scorso anno. Poi, lentamente, si è adagiato. Un anno intero senza un assist, prestazioni altalenanti, e la sensazione costante che manchi la professionalità necessaria per restare ad alto livello.

Sarri, uomo di disciplina e principi, questo lo vede più di chiunque altro. Non sorprende, dunque, che dopo la partita contro il Bologna il tecnico possa aver chiesto alla società di valutare seriamente una cessione a gennaio. Perché in una rosa già corta – con Hysaj fuori lista e soli quattro terzini a disposizione – un giocatore potenzialmente decisivo ma assente mentalmente diventa un rischio troppo grande.

Decisioni definitive non ce ne sono ancora, anche perché servirà un’offerta adeguata e la volontà del giocatore. Ma la sensazione è che Tavares abbia compromesso gran parte della fiducia residua. E in uno spogliatoio che oggi lavora compatto, dove tutti remano nella stessa direzione, gli errori di concentrazione pesano il doppio. Lo notano i compagni, lo nota Sarri, lo nota la società.

Un peccato enorme, perché le qualità per essere un giocatore importante ci sono tutte. Ma nel calcio moderno, nel 2025, il talento senza testa non basta più.



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📺 Parma-Lazio: Orario, Dove Vederla in TV e Streaming

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Grafica con orario e canale TV (DAZN) per la partita di Serie A Parma-Lazio. (Contiene menzione del canale DAZN e Fire TV Stick per l'affiliazione)

Dopo il mezzo passo falso interno contro il Bologna, la Lazio di Maurizio Sarri cerca l’immediato riscatto in trasferta. Per la 15ª giornata di Serie A Enilive, i biancocelesti fanno visita al Parma allo Stadio Tardini. Una sfida delicata, con Sarri costretto a ridisegnare la difesa per la squalifica di Gila e a valutare le condizioni di Isaksen.

🗓️ Dove Vedere Parma-Lazio: Data, Orario e Canali

Il match si giocherà sabato 13 dicembre 2025 con calcio d’inizio fissato alle ore 18:00.

DettaglioInformazione
PartitaParma vs Lazio
CompetizioneSerie A Enilive – 15ª Giornata
DataSabato 13 Dicembre 2025
Orario18:00
Dove VederlaDAZN (Esclusiva)
StadioEnnio Tardini (Parma)

La partita sarà trasmessa in esclusiva su DAZN. A differenza di altri turni, questa gara non sarà visibile sui canali Sky Sport (eccetto per chi ha attivato l’opzione “Zona DAZN” al canale 214).

  • Streaming: Live e on demand su app DAZN per Smart TV, smartphone, tablet, PC e console.
  • TV: App DAZN su Sky Q o canale satellitare Zona DAZN (per abbonati abilitati).

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📋 Le Probabili Formazioni: Emergenza Difesa per Sarri

Maurizio Sarri deve fare i conti con il Giudice Sportivo: Mario Gila è squalificato dopo l’espulsione con il Bologna. Al suo posto, accanto a Romagnoli, dovrebbe toccare a Patric. A centrocampo, possibile ritorno di Rovella se recuperato al 100%, altrimenti conferma per il duo Guendouzi-Cataldi (o Vecino).

Davanti, ansia per Isaksen (uscito acciaccato): se non ce la fa, pronto Pedro o Noslin sulla destra, con Castellanos e Zaccagni a completare il tridente.

Il Parma di Pecchia dovrebbe rispondere con il solito 4-2-3-1, affidandosi alla velocità di Man e alla fisicità di Bonny in avanti.

  • LAZIO (4-3-3): Provedel; Lazzari, Patric, Romagnoli, Tavares; Guendouzi, Cataldi, Basic; Isaksen (Pedro), Castellanos, Zaccagni. All. Sarri.
  • PARMA (4-2-3-1): Suzuki; Delprato, Balogh, Valeri, Coulibaly; Bernabé, Sohm; Man, Hernani, Mihaila; Bonny. All. Pecchia.

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📝 Pagelle Lazio-Bologna: Flop Gila e Tavares, Guendouzi domina. Tutti i voti dei quotidiani

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Matteo Guendouzi Lazio sguardo pensieroso durante riscaldamento, sfondo sfocato mercato.

Un pareggio dal sapore agrodolce. L’1-1 dell’Olimpico tra Lazio e Bologna lascia in eredità una buona prestazione collettiva, macchiata però da gravi errori individuali che hanno compromesso il risultato. Se la sfida tra Sarri e Italiano ha offerto un bel calcio, le pagelle dei principali quotidiani sportivi evidenziano nettamente le luci e le ombre della serata biancoceleste. Da una parte la leadership di Guendouzi e le certezze di Provedel, dall’altra il disastro difensivo firmato Gila e Tavares.

📉 I Bocciati: Gila e Tavares dietro la lavagna

Non c’è scampo per la difesa biancoceleste, o almeno per due dei suoi interpreti. La critica è unanime e severa:

  • Mario Gila: L’espulsione e l’errore sul gol pesano come macigni. Per lui voti che oscillano tra il 4 e il 4,5. Una serata da dimenticare che costerà anche la squalifica.
  • Nuno Tavares: Altrettanto disastrosa la prova del terzino, bocciato senza appello con un 4 in pagella da tutte le testate. Sostituito all’intervallo, non è mai entrato in partita.
  • Taty Castellanos: Rimandato anche l’attaccante argentino, che non riesce a incidere e si ferma al 5 o 5,5, eclissato poi dal buon ingresso di Noslin.

🌟 I Promossi: Guendouzi Leader, Provedel Muro

Se la Lazio resta in partita e sfiora la vittoria, il merito è soprattutto del centrocampo e della porta.

  • Mattéo Guendouzi: È lui il migliore in campo per distacco. Cuore, polmoni e qualità: si merita il 7 quasi ovunque (6,5 per la Gazzetta).
  • Ivan Provedel: Una garanzia. Salva il risultato più volte, meritandosi voti tra il 6,5 e il 7.
  • Bene i subentrati: Ottimo impatto dalla panchina per Noslin e Cancellieri (media del 6,5), che hanno dato vivacità alla manovra offensiva.

📊 Tutti i Voti dei Quotidiani

Ecco il quadro completo delle valutazioni assegnate dalla stampa nazionale:

Corriere dello Sport

Provedel 6,5; Marusic 6, Gila 4, Romagnoli 6,5, Tavares 4 (Lazzari 1’ st 6,5); Guendouzi 7, Cataldi 6 (Dele-Bashiru 30’ st 6), Basic 6,5 (Patric 36’ st 6); Isaksen 6,5 (Cancellieri 1’ st 6,5), Castellanos 5 (Noslin 15’ st 6,5), Zaccagni 6,5. All. Sarri 6,5

La Gazzetta dello Sport

Provedel 6,5; Marusic 6, Gila 4,5, Romagnoli 6,5, Tavares 4 (Lazzari 1’ st 6); Guendouzi 6,5, Cataldi 6 (Dele-Bashiru 30’ st 6), Basic 6,5 (Patric 36’ st 6); Isaksen 6,5 (Cancellieri 1’ st 6,5), Castellanos 5 (Noslin 15’ st 6), Zaccagni 6. All. Sarri 6,5

Il Messaggero

Provedel 7; Marusic 6, Gila 4, Romagnoli 7, Tavares 4 (Lazzari 1’ st 6); Guendouzi 7, Cataldi 6 (Dele-Bashiru 30’ st 6), Basic 6,5 (Patric 36’ st 6); Isaksen 6,5 (Cancellieri 1’ st 6), Castellanos 5 (Noslin 15’ st 6,5), Zaccagni 6,5. All. Sarri 6

Corriere della Sera

Provedel 6,5; Marusic 6,5, Gila 4,5, Romagnoli 6,5, Tavares 4 (Lazzari 1’ st 6); Guendouzi 7, Cataldi 6 (Dele-Bashiru 30’ st s.v.), Basic 6 (Patric 36’ st s.v.); Isaksen 6,5 (Cancellieri 1’ st 6,5), Castellanos 5,5 (Noslin 15’ st 6,5), Zaccagni 6,5. All. Sarri 6


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🌩️ Lazio, il day after: Ansia Isaksen e Gila rischia grosso. Sarri avvisa Lotito: “Servono rinforzi”

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Esultanza dei giocatori dell'Atalanta e delusione della Lazio all'Olimpico.
Gustav Isaksen al centro sportivo di Formello durante un allenamento individuale, concentrato sul rientro in forma dopo la mononucleosi.

Il pareggio per 1-1 contro il Bologna lascia in eredità alla Lazio non solo il rammarico per i due punti persi, ma anche una serie di “tegole” che rischiano di complicare il cammino in campionato. Se da un lato Maurizio Sarri si gode la prestazione e l’abbraccio dell’Olimpico, dall’altro deve fare i conti con l’infermeria che torna a riempirsi e con il rischio stangata per Mario Gila. Intanto, il tecnico lancia un chiaro messaggio alla società in vista di gennaio.

🚑 Allarme Isaksen: Si teme lo stop per Napoli

La nota più stonata della serata riguarda Gustav Isaksen. L’esterno danese, autore del gol del momentaneo vantaggio e tra i migliori in campo, è stato costretto al cambio per un problema fisico.

Nel post-partita, Sarri ha parlato di un “piccolo risentimento all’adduttore”. Le sue condizioni verranno valutate nelle prossime ore a Formello con esami strumentali, ma c’è forte apprensione: il rischio concreto è che il numero 18 debba saltare la delicatissima trasferta contro il Napoli. Per Sarri sarebbe una perdita pesante, considerando lo stato di forma del giocatore.

🟥 Follia Gila: Rischio 2 Giornate per l’Insulto all’Arbitro

L’altro caso spinoso è l’espulsione di Mario Gila. Il difensore spagnolo, cacciato da Fabbri nel finale per proteste, potrebbe pagare a caro prezzo l’ingenuità.

Il labiale (“Sei scarso”) rivolto al direttore di gara non lascia spazio a molte interpretazioni. Si attende il referto del Giudice Sportivo:

  • Scenario Peggiore: Squalifica per 2 giornate per “espressioni ingiuriose”, saltando Parma e la gara successiva.
  • Scenario Ottimista: Una giornata di stop più una pesante multa, se l’arbitro ha derubricato la frase a condotta antisportiva “lieve”.

In ogni caso, a Parma la difesa sarà in emergenza totale.

🛒 Il Messaggio al Mercato: “La Lazio va Rinforzata”

Nonostante gli elogi al gruppo (“Tifoseria da scudetto, squadra che mi dà gusto”), Sarri non ha perso l’occasione per mandare un segnale alla dirigenza. Con l’apertura del mercato di gennaio alle porte, il tecnico è stato chiaro:

“Se arriviamo a fine stagione con 7-8 giocatori con cui fare un salto di qualità sarebbe tanta roba… La Lazio va rinforzata”.

Un messaggio diretto a Lotito e Fabiani: per puntare in alto servono innesti mirati, non solo scommesse.


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🟥 Lazio, Gila rischia grosso: “Sei scarso” all’arbitro Fabbri. Ipotesi 2 giornate di stop

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Mario Gila intervista pre-partita Lazio Genoa espressione seria
Mario Gila durante un match della Lazio: i due giocatori potrebbero essere ceduti a gennaio per garantire liquidità al club.

l pareggio contro il Bologna lascia strascichi pesanti in casa Lazio, non solo per i due punti persi ma soprattutto per l’ingenua espulsione rimediata da Mario Gila nel finale di gara. Il difensore spagnolo, pilastro della retroguardia di Sarri, ora rischia una stangata dal Giudice Sportivo che potrebbe complicare i piani per le prossime sfide di campionato.

🗣️ Il Labiale: Quella Frase Ripetuta Due Volte

La dinamica dell’espulsione è stata rapida e letale. Prima il cartellino giallo per un intervento su Castro, poi l’immediato rosso diretto sventolato dall’arbitro Fabbri. Ma cosa ha scatenato la reazione del direttore di gara?

Stando al labiale televisivo analizzato nel post-partita, Gila avrebbe perso la testa ripetendo due volte di seguito una frase inequivocabile all’indirizzo dell’arbitro:

“Sei scarso”.

Un giudizio tecnico urlato in faccia al direttore di gara che viene solitamente rubricato come “espressione ingiuriosa” o “irrispettosa”.

⚖️ Il Referto e il Precedente Guendouzi

Tutto dipenderà da cosa Fabbri ha scritto nel referto arbitrale. Le sensazioni a Formello non sono positive. Lo spagnolo rischia concretamente due giornate di squalifica, il che significherebbe saltare sia la trasferta di Parma che il match casalingo contro la Cremonese.

Tuttavia, secondo il Corriere dello Sport, c’è una piccola speranza: Gila potrebbe cavarsela con un solo turno di stop più una pesante multa, limitando l’assenza alla sola gara del Tardini.

A pesare sulla bilancia del pessimismo c’è però un precedente recente che non induce all’ottimismo:

  • Il Caso Guendouzi: Nel derby, il francese fu espulso dall’arbitro Sozza per aver rivolto “espressioni insultanti”. In quell’occasione, il Giudice Sportivo inflisse due giornate di squalifica. Se il metro di giudizio sarà lo stesso, per Sarri sarà emergenza difesa per 180 minuti.

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Caso Gila: due pesi e due misure negli arbitraggi di Serie A

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Mario Gila espulso in Lazio-Bologna protesta con l’arbitro, confronto con il caso Mancini in Cagliari-Roma.

L’espulsione di Mario Gila durante Lazio–Bologna è destinata a far discutere a lungo.
Non tanto per il fallo – giudicato da molti ingenuo ma non violento – quanto per ciò che è accaduto subito dopo: il difensore spagnolo riceve il cartellino giallo, protesta, dice all’arbitro che è “scarso”, e il direttore di gara reagisce tirando fuori il rosso diretto, trasformando un’ammonizione in una sanzione pesantissima.

Un episodio che ha immediatamente scatenato polemiche.
Perché?
Perché, come troppo spesso accade nel nostro campionato, non sembra esserci uniformità di giudizio. E quando le decisioni cambiano da partita a partita, da arbitro ad arbitro… allora la credibilità del sistema vacilla.


🔵 Il caso Gila: un rosso “di pelle” più che di regolamento?

Rivedendo l’episodio, il fallo di Gila è da giallo: intervento in ritardo, fallo tattico, nulla di più.
La vera scintilla arriva dopo: una protesta mal calibrata, uno sfogo di frustrazione, certamente evitabile.
Ma nel calcio, specialmente in Serie A, frasi peggiori di “sei scarso” si sentono praticamente ogni domenica.

L’arbitro Fabbri però la prende sul personale, percepisce un’offesa diretta, e sceglie la linea più dura: espulsione immediata.

Decisione severa, forse troppo severa, che incide sulla partita e sulla gestione emotiva del match.


🔴 Il paragone che fa esplodere la polemica: Mancini in Cagliari–Roma

Ed è qui che nasce il problema.
Perché poche ore prima, in Cagliari–Roma, si era verificato un episodio praticamente identico… con una conclusione totalmente opposta.

Dopo l’espulsione di Celik – fallo da ultimo uomo su Folorunsho, rosso giusto – Gianluca Mancini si avvicina all’arbitro Zufferli e gli urla:

➡️ “Ma che c**o fai? Stai rovinando la partita!”*

Parole decisamente più pesanti, più gravi e più dirette rispetto al “sei scarso” pronunciato da Gila.

Eppure, in quel caso…

👉 nessun cartellino,
👉 nessun richiamo formale,
👉 tutto lasciato correre.

Come se nulla fosse accaduto.


⚖️ Due episodi, due arbitri, due pesi e due misure

Questo è il nodo della questione.
Non è solo Gila.
Non è solo Mancini.
È un discorso molto più ampio e molto più serio:

perché in Serie A lo stesso comportamento viene punito in modo diverso a seconda dell’arbitro?

  • In Lazio–Bologna il rispetto dell’arbitro diventa dogma assoluto → Rosso diretto.
  • In Cagliari–Roma lo stesso principio svanisce → Si lascia correre.

Il regolamento non cambia da stadio a stadio.
Ma la sua interpretazione sì.

E quando l’arbitraggio diventa una questione “personale”, allora l’equità viene meno.


🟣 Lazio: ennesimo caso in una lunga lista?

Per i tifosi della Lazio, questo episodio non arriva isolato.
Nelle ultime stagioni, le polemiche arbitrali che hanno coinvolto la squadra biancoceleste sono state numerose: gol annullati dubbi, rigori non assegnati, sanzioni incoerenti.

L’espulsione di Gila è solo l’ultimo tassello di un mosaico che alimenta una sensazione diffusa:
👉 la Lazio non riceve lo stesso metro di giudizio di altre squadre.

E il confronto con Mancini, così evidente e così recente, rende tutto ancora più difficile da accettare.


🟦 Conclusione: serve uniformità, non interpretazioni personali

Il calcio può accettare l’errore umano.
Quello che non può accettare è la mancanza di coerenza.

O gli arbitri decidono che certe proteste meritano il rosso SEMPRE,
oppure decidono che meritano il richiamo e niente di più.
Ma non può esistere un campionato in cui Gila viene espulso e Mancini no,
dove una frase banale diventa oltraggio e una frase pesantissima viene ignorata.

Perché così il problema non diventa solo tecnico.
Diventa culturale.
E mina la credibilità dell’intero sistema arbitrale.



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Sarri avvisa la Lazio: “Servono rinforzi veri sul mercato”

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Maurizio Sarri conferenza stampa Formello vigilia Juventus Lazio

Maurizio Sarri esce allo scoperto e manda un messaggio forte e chiaro alla società.
Dopo le parole di Claudio Lotito, che aveva assicurato che la rosa della Lazio “non è stata indebolita”, il tecnico biancoceleste ha risposto senza esitazioni: la squadra ha bisogno di rinforzi veri, non di semplici alternative.

Non indebolita non basta – ha spiegato Sarri –. Questa squadra va rinforzata. Se devono arrivare giocatori che non ci migliorano, allora meglio che non arrivino. Devono arrivare calciatori che possono effettivamente migliorare questa squadra, che sta lavorando veramente benissimo.

Un messaggio che lascia trasparire una certa distanza tra la visione dell’allenatore e quella del presidente. Sarri difende il gruppo, lo elogia per l’impegno e la dedizione mostrata, ma allo stesso tempo sottolinea che, senza interventi mirati, sarà difficile mantenere competitività e ambizioni alte nel girone di ritorno.


“Nessuna novità dalla società”: il tecnico aspetta risposte

Sarri ha poi chiarito un altro punto cruciale, destinato a far discutere:
Non ho ricevuto novità dalla società sul mercato.”

Una frase che apre interrogativi sulla comunicazione interna e sulla capacità della società di muoversi tempestivamente. Nel pieno della sessione invernale, l’allenatore non avrebbe ancora ricevuto indicazioni concrete né sviluppi su eventuali trattative.

Il tecnico non detta nomi, non impone obiettivi impossibili, ma chiede almeno chiarezza e un confronto utile per delineare una strategia, cosa che ad oggi – stando alle sue parole – non c’è stata.


Sarri: “Non ho fatto nomi, ma ho indicato i ruoli”

Il tecnico ha anche spiegato di non aver fatto richieste specifiche sui giocatori, ma di aver delineato alla società i ruoli in cui servono rinforzi immediati:

Non ho fatto nomi, ma ho fatto presente quali potrebbero essere, a livello di ruoli, i giocatori che potrebbero arrivare.”

Una dichiarazione che evidenzia pragmatismo e disponibilità al dialogo. Sarri non pretende top player irraggiungibili, ma chiede calciatori funzionali al suo gioco, capaci di alzare il livello della rosa e di inserirsi velocemente nei meccanismi tattici della squadra.


Un messaggio politico e tecnico: ora la palla passa al club

La posizione di Sarri è chiara: la squadra sta lavorando bene, ma non è abbastanza.
Il rischio, senza nuovi innesti, è quello di affrontare la seconda parte della stagione con una rosa corta, priva di alternative in alcuni ruoli chiave, e costretta a inseguire più che a competere.

Il tecnico invia un messaggio diretto alla dirigenza:

  • Non servono scommesse.
  • Non servono profili di contorno.
  • Servono rinforzi veri, pronti, utili.

Sarà ora la società a dover dare una risposta concreta alle richieste dell’allenatore, perché il mercato di gennaio, questa volta più che mai, determinerà il livello di ambizione della Lazio.

Sarri ha parlato chiaro.
Adesso è il turno del club.



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🎙️ Sarri: “Tifo straordinario, peccato il risultato. Immobile? È ancora nel nostro spogliatoio”

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Lo stadio Unipol Domus di Cagliari pronto per la sfida di Serie A contro la Lazio.

Un pareggio che lascia l’amaro in bocca per le occasioni sprecate, ma che conferma la crescita del gruppo. Maurizio Sarri, intervenuto ai microfoni di DAZN e Lazio Style Channel al termine di Lazio-Bologna (1-1), analizza la prestazione con lucidità. Il tecnico elogia la tenuta della squadra in inferiorità numerica e, soprattutto, il calore del pubblico, regalando un retroscena emozionante sul ritorno di Ciro Immobile.

📉 Spreconi ma Solidi: “Creiamo tanto, segniamo poco”

Il rammarico principale del Comandante riguarda la scarsa concretezza sotto porta, a fronte di una mole di gioco importante creata contro una squadra organizzata come il Bologna.

“Ultimamente stiamo creando molto di più… ci rimane da sistemare la percentuale di sfruttamento di queste occasioni perché segnare solo 1 gol mi sembra un po’ poco. Dispiace per i tre punti, ma la prestazione ci lascia fiduciosi e contenti”.

Sarri ha poi sottolineato la maturità della squadra nel finale, giocato in dieci per l’espulsione di Gila: “La squadra è stata molto brava anche in inferiorità numerica, concedendo poco… Penso che in parità il finale poteva essere completamente a nostro favore”.

💙 L’Amore dei Tifosi: “Straordinari per una squadra di metà classifica”

Il tecnico ha voluto ringraziare sentitamente il popolo laziale, capace di sostenere la squadra incessantemente nonostante una posizione di classifica attuale non esaltante.

“La tifoseria di stasera sembrava quella di una squadra in piena lotta del campionato, una dimostrazione d’amore stupenda. Non scordiamoci che ora siamo una squadra di metà classifica e vedere quello che abbiamo visto allo stadio… è straordinario. Non finirò mai di ringraziarli”.

👑 Ciro Immobile: “È un’istituzione, sta parlando con gli ex compagni”

Impossibile non parlare del ritorno di Ciro Immobile. Sarri ha svelato un retroscena che farà scendere una lacrima ai tifosi, confermando il legame indissolubile tra il bomber e l’ambiente.

Ciro penso sia ancora nel nostro spogliatoio a parlare con i suoi ex compagni, per noi è sempre uno del gruppo… Qui è un’istituzione, un ragazzo che ha fatto valanghe di gol, una bandiera. Quando sono venuto in sala stampa l’ho lasciato con gli ex compagni e penso sia ancora lì. Questo fa capire cosa rappresenta per questa tifoseria e per questa squadra”.

🚑 Allarme Isaksen: “Piccolo risentimento”

Infine, una nota preoccupante sulle condizioni di Gustav Isaksen, autore del gol e uscito acciaccato: “Per Isaksen penso si tratti di un piccolo risentimento all’adduttore, speriamo niente che lo fermi”.


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Lazio-Bologna 1-1: Isaksen illude, Gila espulso. La cronaca

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Gustav Isaksen esulta dopo il gol del vantaggio in Lazio-Bologna, prima del pareggio immediato degli ospiti.

La Lazio rallenta ma non si ferma. A tre giorni dallo sforzo vincente in Coppa Italia contro il Milan, la squadra di Maurizio Sarri pareggia 1-1 all’Olimpico contro il Bologna di Italiano. Una partita giocata su buoni ritmi, decisa in un minuto di follia nel primo tempo: al vantaggio di Isaksen (38′) ha risposto immediatamente Odgaard (40′).

I biancocelesti escono dal campo con più di un rammarico: per non aver gestito il vantaggio, per le grandi parate di Ravaglia nella ripresa e per l’espulsione ingenua di Mario Gila nel finale, che costringerà lo spagnolo a saltare la prossima trasferta di Parma.

⚡ Un Minuto di Fuoco: Isaksen illude, Odgaard gela l’Olimpico

Sarri cambia tre uomini rispetto alla Coppa: tornano Provedel, Cataldi e Tavares. Il primo tempo è vivace, con la Lazio che crea molto (Isaksen ipnotizzato da Ravaglia a tu per tu) ma rischia anche sulle ripartenze.

Tutto succede tra il 38′ e il 40′. La Lazio sblocca il match con una grande azione: Marusic libera Zaccagni, il cui tiro viene respinto da Ravaglia sui piedi di Isaksen, che non sbaglia il tap-in. L’Olimpico esplode, ma la gioia dura un sospiro.

Un minuto dopo il Bologna sostituisce Casale con De Silvestri, Zortea supera Tavares e conclude, Provedel appoggia sul palo, Odgaard anticipa Gila e pareggia.

🧤 Muro Ravaglia e l’Ingenuità di Gila

Nella ripresa Sarri prova a vincerla inserendo Cancellieri, Lazzari e Noslin. La Lazio spinge e sfiora il gol vittoria più volte: prima con un colpo di testa di Cancellieri deviato sul palo da un miracoloso Ravaglia, poi ancora con il portiere rossoblù che salva su una spizzata di Noslin.

Al 78′ l’episodio che chiude virtualmente le speranze di vittoria: Gila commette fallo su Castro, viene ammonito e, per le eccessive proteste, riceve il cartellino rosso diretto dall’arbitro Fabbri. La Lazio chiude in dieci, resiste agli ultimi assalti del Bologna e porta a casa un punto che muove la classifica ma lascia l’amaro in bocca per le occasioni sprecate. Da segnalare che il grande ex, Ciro Immobile, è rimasto in panchina per tutta la gara.

📋 Il Tabellino

LAZIO-BOLOGNA 1-1

Marcatori: 38 Isaksen (L), 40 Odgaard (B)

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Tavares (46 Lazzari); Guendouzi, Cataldi (75 Dele-Bashiru), Basic (80 Patric); Isaksen (46 Cancellieri), Castellanos (59` Noslin), Zaccagni. A disp.: Mandas, Furlanetto, Provstgaard, Vecino, Belahyane, Pedro, Dia. All.: Maurizio Sarri

BOLOGNA (4-2-3-1): Ravaglia; Zortea, Heggem, Casale (39 De Silvestri), Miranda; Moro (64 Ferguson), Pobega; Orsolini (64 Bernardeschi), Odgaard, Cambiaghi (64 Rowe); Castro (83` Dallinga). A disp.: Pessina, Franceschelli, Holm, Immobile, Lykogiannis, Lucumi, Dominguez, Sulemana, Fabbian. All.: Vincenzo Italiano

Arbitro: Michael Fabbri (sez. Ravenna)

Note: Ammoniti: Tavares (L), Moro (B), Cambiaghi (B), Lazzari (L), Gila (L), Miranda (B). Espulsi: 78 Gila (L) per proteste. Recupero: 3 pt, 5′ st.


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🎙️ Lotito gela i ritorni: “Luis Alberto e Milinkovic? No”. E su Immobile: “Scelta sua”

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Claudio Lotito durante una conferenza stampa allo Stadio Olimpico.

A pochi istanti dal fischio d’inizio di Lazio-Bologna, il Presidente Claudio Lotito è intervenuto ai microfoni di DAZN per un’intervista a tutto campo. Il patron biancoceleste ha voluto fare chiarezza definitiva sulle voci di mercato relative ai grandi ex, ha elogiato il lavoro di Maurizio Sarri e ha dedicato un pensiero a Ciro Immobile, tornato oggi all’Olimpico da avversario.

👑 Ciro Immobile: “Uno di Famiglia, ma il Tempo Passa”

Il primo pensiero è per il bomber della storia laziale, oggi seduto sulla panchina del Bologna. Lotito rivendica la scelta di averlo portato a Roma, ma sottolinea come l’addio sia stato una decisione del giocatore.

“L’ho acquisito io, ho puntato su di lui e l’ho trattato come uno di famiglia. Grande giocatore, poi ha scelto di non proseguire, una scelta fatta autonomamente. Purtroppo tutto ciò che ha un inizio ha una fine, il tempo determina i cambiamenti. Io sono 22 anni che faccio il presidente, il tempo passa per tutti”.

🚫 Mercato: Porta Chiusa ai Cavalli di Ritorno

Lotito ha poi spento sul nascere le suggestioni di mercato che, ciclicamente, accostano Luis Alberto e Milinkovic-Savic a un ritorno nella Capitale. La strategia della società è diversa: valorizzare la rosa attuale e non guardare al passato.

Ritorni di Luis Alberto o Milinkovic-Savic? No. La squadra non sarà indebolita. C’è un confronto sereno e costruttivo in società, tutto quello che necessiterà verrà messo in atto. Dobbiamo anche valorizzare il patrimonio che abbiamo”.

Il presidente cita implicitamente casi come quello di Basic, recuperato alla causa: “Ci sono giocatori che erano fuori dal progetto e che oggi invece hanno mostrato il loro valore. Dobbiamo far sì che si raggiunga sempre il meglio per raggiungere i nostri obiettivi”.

🚬 L’Elogio a Sarri: “Regia Sapiente”

Infine, un’investitura piena per il tecnico toscano e per il gioco espresso dalla squadra, specialmente ora che l’infermeria si sta svuotando.

“Penso che la squadra stia esprimendo un buon gioco… C’è spirito di gruppo, compattezza e determinazione. Spero rimanga fino alla fine… Stanno rientrando gli infortunati, così la squadra potrà mostrare il proprio valore con alla regia il sapiente allenatore che è Sarri“.


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Isaksen carica la Lazio: “Vincere dopo il Milan. Immobile? Una leggenda”

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Gustav Isaksen durante il riscaldamento pre-partita di Lazio-Bologna allo Stadio Olimpico.

A pochi minuti dal fischio d’inizio di Lazio-Bologna, l’esterno danese Gustav Isaksen ha parlato ai microfoni di Lazio Style Channel. Titolare nel tridente scelto da Sarri, il numero 18 ha espresso tutta la carica della squadra, reduce dalla vittoria in Coppa Italia, e ha dedicato parole al miele per il grande ex di giornata, Ciro Immobile.

🔥 L’Onda Lunga della Coppa: “Arriviamo Carichi”

La vittoria contro il Milan ha ridato entusiasmo all’ambiente e Isaksen vuole sfruttare l’inerzia positiva anche in campionato, cercando riscatto dopo i precedenti negativi.

“Arriviamo carichi pronti per giocare davanti ai nostri tifosi di nuovo, col Milan è una grande prestazione giovedì, la Coppa è un altro torneo, ora c’è il campionato e pensiamo a vincere. La scorsa stagione una notte indimenticabile, abbiamo perso 5-0 (riferimento a una sconfitta passata in Danimarca col Midtjylland o lapsus sui precedenti, ndr), bisogna rialzarsi e giocare bene”.

👑 L’Omaggio a Ciro: “È ancora il nostro Capitano”

Il passaggio più emozionante riguarda Ciro Immobile, oggi avversario con la maglia del Bologna (partirà dalla panchina). Isaksen non dimentica il legame con l’ex bomber biancoceleste, definendolo con parole di stima assoluta, quasi come se non fosse mai andato via.

“Immobile è una leggenda nella Lazio, è ancora il nostro capitano e un grande uomo”.

Infine, l’obiettivo personale che passa in secondo piano rispetto al collettivo: “Oggi voglio aiutare la squadra o con un gol o forse no ma voglio solo vincere davanti ai nostri tifosi”.


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🎙️ Lotito: “Non siamo al supermercato. A gennaio rinforzi se lo chiederà Sarri”

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Claudio Lotito intervistato da Sky Sport a bordo campo prima di Lazio-Bologna.
Foto Cafaro Gerardo/LaPresse 11 10 2014 Salerno (Italia) Stadio "Arechi" sport calcio Salernitana vs Savoia Campionato italiano di calcio Lega Pro girone C 2014/2015 Nella Foto: Claudio LotitoPhoto Cafaro Gerardo/LaPresse 11 10 2014 Salerno (Italy) "Arechi " Stadium sport soccer Salernitana vs Savoia Italian Football Championship League Lega Pro group C 2014/2015 In The picture : Claudio Lotito

Pochi minuti prima del fischio d’inizio di Lazio-Bologna, match valido per la 14ª giornata di Serie A, il Presidente Claudio Lotito è intervenuto ai microfoni di Sky Sport. Il patron biancoceleste ha analizzato il momento della squadra, lodando la coesione del gruppo, e ha tracciato la linea guida per l’imminente mercato di gennaio, utilizzando una delle sue celebri metafore.

🇪🇺 Obiettivo Europa: “Gruppo Cementato, serve Concentrazione”

Lotito si è mostrato fiducioso sul percorso di crescita della squadra, sottolineando come il lavoro di Sarri stia portando a un’identità definita.

“Penso che stanno trovando una quadra, un gruppo che si è cementato, che ha delle potenzialità. Possiamo dire la nostra contro tutte le squadre, secondo me è un problema di concentrazione”.

L’obiettivo resta quello di rimanere competitivi per le zone nobili della classifica, senza però fare proclami eccessivi: “Non dobbiamo fasciarci la testa prima di rompercela, senza voli pindarici, ma consapevoli di avere un gruppo molto motivato, unito e che può dire la sua… Con il lavoro di tutti si possono creare le condizioni per riprendere un percorso che ci ha sempre visto in qualche modo presenti in Europa”.

🛒 Mercato di Gennaio: “Non siamo al Supermercato”

Il tema caldo è ovviamente il calciomercato invernale. Lotito ha ribadito che la società non ha intenzione di smantellare, ma agirà solo in base alle necessità tecniche indicate dall’allenatore.

“Ho detto che la Lazio a gennaio non verrà indebolita, c’è una logica. Altrimenti continuiamo a fare i ragionamenti sul mercato, non siamo al supermercato dove pago uno e prendo tre“.

Il messaggio è chiaro: niente rivoluzioni tanto per fare, ma interventi mirati per migliorare senza alterare gli equilibri. “Faremo le cose che necessitano per migliorare e non mortificare le persone che ci sono all’interno dell’organico. L’allenatore ci dirà se ha bisogno di ritocchi per la squadra“.

Infine, un avviso alle pretendenti per i gioielli biancocelesti: “I nostri giocatori sono tutti appetiti da tante squadre, ma non li abbiamo messi sul mercato”.


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📢 Ufficiale Lazio-Bologna: Sarri sceglie Castellanos e Tavares. Immobile parte dalla panchina!

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Probabili formazioni Lazio Atalanta: i giocatori in campo allo Stadio Olimpico per il match di Coppa Italia.
Maurizio Sarri in panchina all’Olimpico: il tecnico annuncia che resterà fino a giugno, ma chiede risposte e investimenti alla società.

Ci siamo, l’attesa è finita. A meno di un’ora dal fischio d’inizio della sfida valida per la 14ª giornata di Serie A Enilive, sono state comunicate le formazioni ufficiali di Lazio e Bologna. Allo Stadio Olimpico, Maurizio Sarri cerca continuità dopo il successo in Coppa Italia, mentre Vincenzo Italiano prova il colpaccio esterno.

La notizia più emozionante riguarda il grande ex: Ciro Immobile, tornato a Roma da avversario, parte dalla panchina.

🦅 Le Scelte di Sarri: Sorpresa Cataldi, Taty Titolare

Maurizio Sarri scioglie gli ultimi dubbi della vigilia e consegna la maglia da titolare a Taty Castellanos, preferito a Boulaye Dia al centro dell’attacco. Ai suoi lati, confermatissimi Isaksen e Zaccagni.

A centrocampo c’è una sorpresa fondamentale: recupera e gioca dal primo minuto Danilo Cataldi in cabina di regia, affiancato dall’inamovibile Guendouzi e da Basic, ormai rigenerato e titolare fisso. In difesa, vince il ballottaggio a sinistra Nuno Tavares, con Marusic a destra e la coppia centrale Gila-Romagnoli davanti a Provedel.

🔴 Le Scelte di Italiano: Casale Titolare, Ciro Fuori

Vincenzo Italiano sceglie il 4-2-3-1 ma lascia fuori il grande ex della serata. Ciro Immobile si accomoda inizialmente in panchina; al suo posto, al centro dell’attacco, c’è Castro, supportato dal trio Orsolini-Odgaard-Cambiaghi. Titolare invece l’altro ex biancoceleste, Nicolò Casale, che guida la difesa insieme a Heggem.

📋 Il Tabellino delle Formazioni

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Tavares; Guendouzi, Cataldi, Basic; Isaksen, Castellanos, Zaccagni. A disp.: Mandas, Furlanetto, Patric, Provstgaard, Pellegrini, Lazzari, Vecino, Dele-Bashiru, Belahyane, Pedro, Noslin, Dia, Cancellieri. All.: Maurizio Sarri

BOLOGNA (4-2-3-1): Ravaglia; Zortea, Heggem, Casale, Miranda; Moro, Pobega; Orsolini, Odgaard, Cambiaghi; Castro. A disp.: Pessina, Franceschelli, Holm, Bernardeschi, Rowe, Immobile, Ferguson, Lykogiannis, Dallinga, Lucumi, De Silvestri, Dominguez, Sulemana, Fabbian. All.: Vincenzo Italiano

Arbitro: Michael Fabbri (sez. Ravenna)


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🏟️ Lotito Sempre Più Solo: L’Olimpico unito contro di lui. “Oltre alla faccia ci mettiamo il cuore”

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Il settore ospiti dello stadio Tardini di Parma gremito di tifosi della Lazio con sciarpe e bandiere.

La Lazio vince, convince ed elimina il Milan dalla Coppa Italia, ma la festa all’Olimpico ha un retrogusto amaro per la dirigenza di Lotito. Se sul campo la squadra di Sarri ha risposto presente, sugli spalti è andata in scena una partita parallela, giocata non contro gli avversari rossoneri, ma contro la presidenza. Claudio Lotito è sempre più solo: isolato da un muro di contestazione che, dopo il deserto contro il Lecce, si è trasformato in una presenza rumorosa e coordinata in ogni settore dello stadio.

🚫 LotitoLa Protesta Continua: Striscioni in Ogni Settore

Non è bastato il ritorno del pubblico sugli spalti per sancire la pace. Al contrario, la tifoseria ha utilizzato la vetrina della Coppa Italia per ribadire la frattura insanabile nata dal “Caso Paparelli” ( l’ultima goccia ) e dalla gestione comunicativa del club.

Durante il match, in una coreografia di dissenso raramente vista così compatta, tutti i settori dello stadio — dalla Curva Nord alla Tribuna Tevere, fino alla Curva Maestrelli — hanno esposto lo stesso, identico messaggio:

“Oltre alla faccia ci mettiamo il cuore”

Uno striscione che suona come una risposta diretta e orgogliosa alle recenti polemiche e alle dichiarazioni della società, che aveva accusato la parte organizzata del tifo di strumentalizzazione. I laziali hanno voluto ribadire che la loro presenza (o assenza, come contro il Lecce) non è un capriccio, ma un atto d’amore e di principio.

❄️ Il Gelo dopo il Deserto

Questo episodio rappresenta il naturale prosieguo della protesta andata in scena domenica scorsa, quando l’Olimpico era rimasto spettrale e semivuoto contro il Lecce. In quell’occasione, il silenzio assordante aveva urlato il dissenso per il divieto d’ingresso alla nipote di Vincenzo Paparelli.

Ieri sera, il rumore del tifo per la squadra si è mescolato alla contestazione per la società. Lotito, che nel pre-partita aveva parlato di “indice di stupidità” e difeso il suo operato, si trova di fatto accerchiato dalla sua stessa gente. Non si tratta più di una frangia isolata di “quattro rappresentanti”, come spesso minimizzato, ma di un sentimento trasversale che ha unito Curva e Tribune in un fronte comune.

La vittoria sul Milan regala una notte magica a Sarri e ai giocatori, ma certifica una realtà politica inequivocabile: la Lazio va avanti, il suo Presidente, agli occhi della gente, è rimasto indietro, arroccato in una solitudine istituzionale sempre più marcata.


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📺 Lazio-Bologna: Orario, Dove Vederla in TV e Streaming e Probabili Formazioni

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Grafica match preview Lazio-Bologna con orario 18:00 e loghi emittenti TV DAZN e Sky Sport.

Sull’onda dell’entusiasmo per la vittoria in Coppa Italia contro il Milan, la Lazio si rituffa in campionato. Per la 14ª giornata di Serie A Enilive ( Info biglietti Lazio-Bologna: vendita e prezzi ) , i biancocelesti ospitano allo Stadio Olimpico il Bologna di Vincenzo Italiano. Una sfida che promette scintille: da una parte la squadra di Sarri, che in casa ha costruito la sua fortezza (13 punti su 18 totali), dall’altra i rossoblù, imbattuti nelle ultime cinque trasferte.

🗓️ Dove Vedere Lazio-Bologna: Data, Orario e Canali

La sfida dello Stadio Olimpico si giocherà domenica 7 dicembre 2025 con calcio d’inizio alle ore 18:00.

DettaglioInformazione
PartitaLazio vs Bologna
CompetizioneSerie A Enilive – 14ª Giornata
DataDomenica 7 Dicembre 2025
Orario18:00
Dove VederlaDAZN, Sky Sport (Canale 251), Now Tv
Telecronaca DAZNBuscaglia – Giaccherini

La partita sarà trasmessa in co-esclusiva sia su DAZN che su Sky.

  • Su DAZN: Visibile in streaming live e on demand tramite app su Smart TV, smartphone, tablet, PC e console.
  • Su Sky: Il match sarà trasmesso sul canale Sky Sport (251) e in streaming su Now Tv.
  • Canale Zona DAZN: Per i clienti Sky con abbonamento DAZN attivo, la partita è visibile anche sul canale satellitare Zona DAZN (214).

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📋 Le Probabili Formazioni: Sarri con Basic e Castellanos

Maurizio Sarri deve gestire le assenze a centrocampo: con Rovella e Cataldi indisponibili (insieme a Cancellieri e Gigot), spazio ancora a Vecino in regia affiancato da Guendouzi e dalla sorpresa positiva Basic. In attacco, Castellanos (protagonista nei primi tempi in questa stagione) è in vantaggio per una maglia da titolare, supportato da Isaksen e Zaccagni.

Il Bologna risponde con il 4-2-3-1: assente Skorupski, in porta c’è Ravaglia. Orsolini, pericolo pubblico numero uno (15 gol nel 2025), guiderà la trequarti.

  • LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini; Guendouzi, Vecino, Basic; Isaksen, Castellanos, Zaccagni. All. Sarri.
    • Indisponibili: Cataldi, Gigot, Rovella.
  • BOLOGNA (4-2-3-1): Ravaglia; Holm, Heggem, Lucumì, Miranda; Pobega, Moro; Orsolini, Odgaard, Cambiaghi; Castro. All. Italiano.
    • Indisponibili: Freuler, Skorupski, Vitik.

📊 Statistiche e Curiosità

  • Fortino Olimpico: La Lazio ha vinto cinque delle ultime sei gare casalinghe contro il Bologna in Serie A. Inoltre, i biancocelesti non subiscono gol in casa da tre gare consecutive.
  • Pericolo Trasferta: Il Bologna arriva da un ottimo momento fuori casa: è imbattuto nelle ultime cinque trasferte (3 vittorie, 2 pareggi).
  • Zona Cesarini: Attenzione ai minuti di recupero: Lazio e Bologna sono le due squadre che hanno segnato più gol nell’extra-time in questa Serie A (3 a testa).

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Sarri dopo il colpo al Milan: “Vittoria legittima. Noslin resta, Tavares? Ora provo con le cattive”

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Maurizio Sarri conferenza stampa Formello vigilia Juventus Lazio

La Lazio supera il Milan negli ottavi di Coppa Italia con una delle prestazioni più mature della stagione e stacca il pass per i quarti, restituendo entusiasmo a un ambiente reduce da settimane complicate. Al termine della gara, Maurizio Sarri ha analizzato la vittoria in conferenza stampa, soffermandosi su temi tattici, scelte di formazione, mercato e sul rendimento di alcuni giocatori chiave.

Il primo punto toccato riguarda i cambi, ancora una volta decisivi nell’economia del match. Sarri non ha dubbi: “Le sostituzioni ci hanno dato un buon apporto anche sabato, molto probabilmente ci avevano portato a fare risultato. Abbiamo tanti giocatori che vengono da infortuni e non sono al massimo, ma in questo momento ci stanno aiutando negli spezzoni. Vista l’evoluzione fisica, presto potranno darci un contributo ancora più importante”. Il tecnico rivendica così una gestione oculata delle energie, fondamentale per un gruppo che sta pagando i carichi e gli stop delle ultime settimane.

Tra i protagonisti entrati a gara in corso, spicca Tijjani Noslin. L’olandese è sembrato rigenerato e Sarri conferma: “La cessione? Non credo, non abbiamo parlato di questo. È un giocatore complicato da inquadrare, ma in partite con più spazi può fare la prima punta. Contro squadre chiuse soffre di più, ma nelle ultime gare sta trovando il contesto giusto. Ho la sensazione che ci possa dare una grossa mano”. Un’apertura importante, che lascia intendere come l’attaccante possa rimanere anche a gennaio, nonostante le voci di mercato.

Il tema della continuità contro le big è un altro punto su cui Sarri viene incalzato. La Lazio, infatti, contro le squadre che “giocano” tende a rendere meglio. “Non è un discorso di squadre forti o deboli, ma di caratteristiche. Quando troviamo rivali che concedono campo, per noi è più semplice. Speriamo sia solo una questione di motivazioni, perché quello sarebbe più facile da risolvere”.

Tra i giocatori più discussi c’è sicuramente Nuno Tavares, autore di un ingresso convincente. Sarri sorride, poi affonda: “Non è un soggetto semplice. All’inizio ci ho provato con le buone, ma lo stavo perdendo. Ora provo con le cattive: lo tengo a distanza, gioca poco e spero che si incazzi”. Una frase che sintetizza perfettamente il rapporto tormentato tra il tecnico e il laterale portoghese, potenzialmente devastante ma ancora troppo discontinuo.

Il ritorno di due ex eccellenti, Luis Alberto e Milinkovic-Savic, ha attirato l’attenzione dei giornalisti. Sarri ammette di essersi emozionato: “Fa piacere vederli legati a questi colori. Ho visto la foto di Sergej che esulta al gol. Sono ragazzi speciali. Ma ormai viaggiano su stipendi impossibili per noi. Tecnicamente ci farebbero comodo entrambi: uno per gli assist, l’altro per la doppia-doppia. Ma oggi non è possibile”.

Su Mario Gila, autore di buone prestazioni ma anche protagonista di qualche iniziativa palla al piede, il tecnico è categorico: “Lo stiamo educando a non farlo. Sono cose da dilettanti. Stasera ci ha fatto prendere un contropiede. Non deve assolutamente farle”.

Infine, un accenno al possibile arrivo di Lorenzo Insigne, voce circolata negli ultimi giorni. Sarri spegne il fuoco: “Non ne ho idea. Avevamo parlato di altri ruoli. Gli sono affezionato, è come un figlio, abbiamo vissuto anni bellissimi. Ma ora decidono società e priorità. E i ruoli indispensabili erano altri”.

Una Lazio che ritrova entusiasmo, carattere e un’identità più chiara. Una vittoria pesante, legittima, come sottolinea Sarri. E forse un punto di ripartenza per un gruppo che, nonostante tutto, vuole ancora dire la sua.




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🚬 Sarri si gode la vendetta: “Tifo feroce e vittoria di gusto. Basic? Si era perso, ora ripaga”

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Probabili formazioni Lazio Atalanta: i giocatori in campo allo Stadio Olimpico per il match di Coppa Italia.
Maurizio Sarri in panchina all’Olimpico: il tecnico annuncia che resterà fino a giugno, ma chiede risposte e investimenti alla società.

La Lazio batte il Milan, vola ai quarti di Coppa Italia e si prende una dolce rivincita dopo le polemiche di San Siro. Il gol di Zaccagni regala il passaggio del turno, ma è l’atteggiamento della squadra e dell’ambiente a far sorridere Maurizio Sarri.

Intervenuto ai microfoni di Mediaset nel post-partita, il tecnico biancoceleste ha analizzato la gara con la consueta lucidità, elogiando la spinta dell’Olimpico e la rinascita di alcuni singoli, su tutti Toma Basic.

🏟️ L’Olimpico Ritrovato: “Un Tifo Feroce”

Dopo la protesta in campionato, il pubblico laziale è tornato a riempire lo stadio (oltre 40.000 presenze), trascinando la squadra verso la vittoria. Sarri ha voluto sottolineare l’importanza di questo fattore:

“Ci ha fatto piacere che all’Olimpico sono venute oltre 40mila persone, stasera hanno fatto un tifo feroce, mi ha fatto piacere per loro e per i ragazzi. Andiamo avanti, non abbiamo tempo neanche di essere contenti perché domenica ci aspetta una sfida particolarmente difficile (contro il Bologna, ndr)”.

📈 La Rinascita di Basic e il “Gusto” di Allenare

Uno dei protagonisti inattesi ma decisivi di questo periodo è Toma Basic. Il croato, ripescato dal dimenticatoio per l’emergenza, sta offrendo prestazioni di alto livello. Sarri ne spiega l’evoluzione:

“Lui è arrivato anni fa con grandi prospettive, poi si è un po’ perso. Io non ho avuto dubbi a ritirarlo dentro e ci sta ripagando in una maniera importante, poi a livello di movimenti è forse uno dei più affidabili”.

Nonostante le difficoltà iniziali legate agli infortuni (“Ho avuto difficoltà fin da luglio”), Sarri confessa di provare ancora piacere nel guidare questo gruppo:

“Ho una squadra che si fa allenare, quindi durante la settimana mi diverto poi la domenica a volte mi arrabbio perché a livello tecnico abbiamo meno di altre squadre. Però mi dà gusto“.

🔮 Il Percorso: Costruire lo Zoccolo Duro

Guardando al futuro, l’obiettivo del Comandante è chiaro: consolidare un nucleo di giocatori su cui fondare la Lazio che verrà, cercando quella continuità che spesso è mancata.

“Mi aspetto di dover continuare a lavorare, il percorso è solo questo. Se arriviamo a fine stagione con 7-8 giocatori con cui fare un salto di qualità sarebbe tanta roba… Nelle ultime nove abbiamo perso solo con Inter e Milan in trasferta, ci può stare”.


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🎙️ Fabiani : “Mercato? Idee Chiare e Lavoro Sottotraccia. Sarri è il Nostro Faro”

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Il Direttore Sportivo della Lazio Angelo Fabiani durante una conferenza stampa o intervista.
"Dopo la sconfitta contro il Bologna, la Lazio sceglie il silenzio stampa, ma Angelo Fabiani si assume la responsabilità di commentare gli errori della squadra. Leggi le sue parole e la decisione di evitare commenti negativi."

Pochi istanti prima del fischio d’inizio di Lazio-Milan di Coppa Italia, il Direttore Sportivo Angelo Fabiani è intervenuto ai microfoni di SportMediaset. Il dirigente biancoceleste ha voluto gettare acqua sul fuoco delle polemiche post-San Siro, delineando allo stesso tempo le strategie per il mercato di gennaio e ribadendo la centralità di Maurizio Sarri nel progetto Lazio.

Fabiani 🔇 Sul Silenzio Stampa e gli Arbitri

Fabiani ha spiegato la scelta della società di non parlare dopo la sconfitta tra le polemiche in campionato, optando per un profilo basso e istituzionale anche riguardo alla designazione arbitrale odierna.

“A caldo abbiamo preferito non commentare perché possono uscire frasi non controllate. A freddo penso che abbiamo fatto bene… Noi dirigenti dovremmo spegnere queste inutili polemiche, perché al triplice fischio la sentenza è quella”.

Sull’arbitraggio di San Siro, il DS ha mostrato grande diplomazia: “L’errore è umano… la gestione dei 90 minuti è stata pressoché perfetta”.

Fabiani 💼 Mercato: “Sappiamo Cosa Fare”

Il tema più caldo per i tifosi è il mercato di riparazione. Fabiani ha ostentato sicurezza, confermando l’allineamento totale con la proprietà e l’allenatore, nonostante le voci esterne.

“Sono sempre stato fiducioso… Se ne sono dette di tutti i colori, la realtà dei fatti la sappiamo noi, sappiamo quello che dobbiamo fare. Abbiamo parlato con il presidente e con il mister, abbiamo le idee chiare e lavoriamo sottotraccia”.

🚬 Sarri al Centro del Villaggio

Infine, un’investitura totale per Maurizio Sarri, definito la guida imprescindibile per la crescita del club nel triennio.

“Sarri? È un po’ come la caccia alla volpe. C’è un grandissimo rapporto di affetto e stima reciproca… Lui è il nostro faro e la nostra guida. Con lui è iniziato un programma di tre anni e vogliamo crescere insieme a lui”.


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🗣️ Marusic: “Volevamo questa risposta dopo San Siro. Grazie Curva Nord!”

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Grafica pagelle Lazio-Cremonese: a sinistra Marusic (migliore), a destra Castellanos (peggiore).
Adam Marušić nasce a Belgrado (Serbia) il 17 ottobre 1992. Difensore, cresce calcisticamente nel Voždovac, debuttando in prima squadra nel 2010. Nel 2014 passa ai belgi del Kortrijk, dove rimane per un biennio. Nel 2016 viene acquistato dall’Ostenda, prima di diventare un calciatore della Lazio nell’estate 2017. Nella Capitale ha finora conquistato una Coppa Italia (2018/2019) e due Supercoppe italiane (2017, 2019). Punto fermo della nazionale montenegrina, con la quale ha debuttato nel marzo 2015.

La Lazio si prende la rivincita, elimina il Milan dalla Coppa Italia e scaccia i fantasmi delle polemiche di sabato scorso. Nel post-partita, Adam Marusic è intervenuto ai microfoni di Mediaset per dare voce allo spogliatoio biancoceleste, che ha trasformato la rabbia per il rigore negato a San Siro in energia positiva per conquistare i quarti di finale.

😤 La Carica dello Spogliatoio: “Motivati dalla Sconfitta di Sabato”

Il terzino montenegrino non si nasconde: quanto accaduto a Milano ha influito pesantemente sulla preparazione mentale di questa sfida. La squadra voleva dimostrare sul campo il proprio valore.

“Eravamo motivati dopo la sconfitta di sabato, tutti volevamo fare risultato e ci siamo riusciti”.

Una dichiarazione che conferma come il gruppo di Sarri abbia saputo incanalare la frustrazione per le decisioni arbitrali avverse (il mani di Pavlovic) in una prestazione solida e vincente.

💙 L’Abbraccio con la Nord: “Sempre al Nostro Fianco”

Dopo il fischio finale, l’intera squadra è corsa sotto la Curva Nord per festeggiare. Un momento simbolico, soprattutto dopo la protesta dei tifosi nella gara contro il Lecce. Marusic ha voluto dedicare un pensiero speciale al popolo laziale:

“L’esultanza sotto la curva? I tifosi sono sempre al nostro fianco, voglio ringraziarli e spero di festeggiare per tante altre partite insieme”.

Un messaggio di unità che chiude una settimana difficile e rilancia la Lazio verso i prossimi obiettivi, con la consapevolezza di avere il “dodicesimo uomo” nuovamente a pieno regime.


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🎙️ Lotito Fiume in Piena: “Mercato? L’Indice di Stupidità ci ha Danneggiato. Ma Rinforzeremo la Squadra”

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Una foto del presidente Claudio Lotito in un contesto di trattativa, con elementi finanziari sullo sfondo.

Pochi minuti prima del fischio d’inizio di Lazio-Milan di Coppa Italia, il Presidente Claudio Lotito ha rilasciato un’intervista di fuoco ai microfoni di Lazio Style Channel. Il patron biancoceleste non ha usato mezzi termini, toccando i nervi scoperti del momento: dalle polemiche arbitrali post-San Siro ai vincoli burocratici che frenano il calciomercato, fino alla promessa di rinforzi per Sarri.

📉 L’Attacco Frontale: “Indice di Stupidità, un Danno Reale”

Il tema centrale è il calciomercato. Lotito ha lanciato un duro attacco contro l’Indice di Liquidità, rinominato provocatoriamente.

“Quello che mi dispiace è che sembra che il mercato sia andare al supermercato ‘prendo due e pago uno’, nonostante abbiamo subito un’ingiustizia reale con l’indice di stupidità… ci ha creato un grande danno. Avevamo operazioni di mercato in campo che potevano rinforzare e avere ulteriori introiti e ci è stato impedito”.

Il Presidente rivendica la solidità del club, definendo assurdi i blocchi imposti: “Avendo una squadra solida… come si può impedire a una società di fare il mercato sul presupposto che il blocco serviva per evitare il fallimento? Nulla a che vedere con la realtà”.

Nonostante le difficoltà burocratiche, la promessa ai tifosi e a Sarri è chiara:

Se serviranno degli aggiustamenti daremo di tutto per non indebolirla ma rinforzare la squadra“.

⚖️ “Merito Sportivo o Qualcos’Altro?”: La Frecciata Arbitrale

Impossibile non cogliere il riferimento ai fatti di San Siro (il rigore negato per fallo di mano di Pavlovic) quando Lotito parla della partita odierna:

“E’ importante oggi, è da capire se vale il merito sportivo o qualcos’altro, speriamo di dimostrare che siamo in grado di dimostrare le nostre potenzialità per merito… Il campo è giudice, speriamo sia un giudice sereno e tranquillo”.

Lotito ha poi caricato l’ambiente parlando di un “conto in sospeso” che la squadra sente di avere dopo la sconfitta in campionato.

🧠 Sarri e lo Spirito di Gruppo

Infine, un elogio al lavoro psicologico di Maurizio Sarri: “C’è un forte spirito di gruppo, un lavoro che il mister sta facendo nella testa e nell’atteggiamento per fargli capire la loro funzione e ruolo che hanno nella squadra”.


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🏆 Zaccagni Stende il Milan! Lazio ai Quarti di Coppa Italia (1-0). Ora il Bologna

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La distinta ufficiale di Cagliari-Lazio negli spogliatoi dell'Unipol Domus.

La vendetta è servita. A pochi giorni dalla discussa sconfitta di San Siro in campionato, la Lazio si prende la sua rivincita eliminando il Milan dalla Coppa Italia. Allo Stadio Olimpico, gremito e finalmente ritrovato nel suo calore, decide uno stacco imperioso del capitano Mattia Zaccagni a dieci minuti dal termine. Un 1-0 meritato che spalanca ai biancocelesti le porte dei quarti di finale, dove affronteranno il Bologna.

🧤 La Partita: Mandas Risponde Presente, Gara Equilibrata

Sarri, per la prima volta in stagione, lancia Mandas tra i pali, schierando per il resto la formazione migliore possibile con Castellanos di punta. Il match è vibrante sin dai primi minuti. La Lazio parte forte con un Basic ispirato e una grande percussione di Zaccagni. I biancocelesti sfiorano il vantaggio a metà primo tempo con una bella azione corale, ma il tiro di Zaccagni viene murato.

Nel finale di frazione, brivido per Mandas su un’azione confusa in area, ma il portiere greco si mostra sicuro. Si va al riposo sullo 0-0.

⚽ La “Zaccagnata” Decisiva: Colpo di Testa e Quarti

Nella ripresa il Milan prova a spaventare con Loftus-Cheek, ma è la Lazio a crescere con i cambi (dentro Noslin, Dele-Bashiru e Tavares). Al 71′ il Milan spreca una chance colossale con Leao che calcia alle stelle da ottima posizione.

La svolta arriva all’80′: calcio d’angolo perfetto del neo-entrato Nuno Tavares, Zaccagni svetta più in alto di tutti in area e batte Maignan per il tripudio dell’Olimpico. Nel finale i rossoneri provano l’assalto con Pulisic, ma Mandas è attento e blinda il risultato. La Lazio vince, convince e prosegue il suo cammino verso un trofeo che è un obiettivo dichiarato della stagione.

📋 Il Tabellino

LAZIO-MILAN 1-0

Marcatore: 80′ Zaccagni

LAZIO (4-3-3): Mandas; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini (71′ Tavares); Guendouzi, Vecino (57′ Dele-Bashiru), Basic; Isaksen (83′ Cancellieri), Castellanos (57′ Noslin), Zaccagni (83′ Pedro). A disp.: Provedel, Furlanetto, Patric, Provstgaard, Lazzari, Belahyane, Dia. All.: Maurizio Sarri

MILAN (3-5-2): Maignan; Tomori, De Winter, Pavlovic; Saelemaekers (64′ Nkunku), Ricci, Jashari (81′ Modric), Rabiot, Estupinan (86′ Bartesaghi); Loftus-Cheek (81′ Pulisic), Leao. A disp.: Terracciano, Torriani, Gabbia, Odogu, Sala. All.: Massimiliano Allegri

Arbitro: Marco Guida (sez. Torre Annunziata)

Note: Ammoniti: Pavlovic (M), De Winter (M). Recupero: 1′ pt, 5′ st.


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Cairo e Lotito: due presidenti che tengono in ostaggio due club storici

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Urbano Cairo parla dopo Torino-Fiorentina e commenta anche la Lazio: "Contro di loro una sconfitta deludente"
Cairo Lotito

In Italia ci sono due club storici, due piazze immense, due tifoserie che vivono di passione: Torino e Lazio.
E ci sono due presidenti che, ormai da anni, rappresentano più un limite che una risorsa: Umberto Cairo e Claudio Lotito.

Due uomini diversi, con storie diverse, ma accomunati da un destino uguale:
tenere in ostaggio due società che potrebbero dare molto di più.


Presidenti eterni, club immobili

La prima grande similitudine fra Cairo e Lotito è questa: la volontà di restare al comando per sempre.
Entrambi rifiutano l’idea di cedere, anche di fronte a offerte potenzialmente migliorative.

Cairo ha costruito la sua immagine da “salvatore del Toro”.
Lotito si considera il garante della stabilità della Lazio.

Il problema è che nessuno dei due oggi è in grado di far crescere davvero questi club.
Sono diventati presidenti eterni, ma senza ambizione.


La mancanza totale di visione

Torino e Lazio condividono il dramma della mancanza di un progetto tecnico chiaro.

Il Torino vive cicli brevi, improvvisati, senza un piano sportivo strutturato.
La Lazio è passata da un allenatore all’altro senza mai costruire una visione coerente, e oggi si ritrova con problemi economici e tecnici che derivano da anni di gestione al ribasso.

Cairo e Lotito sembrano più attenti ai bilanci che alle ambizioni sportive.
E così i loro club si ritrovano a vivere sempre nello stesso limbo:
troppo forti per retrocedere, troppo deboli per sognare davvero.


Mercato al risparmio: il vero freno

Altro punto in comune: i mercati poveri.

Cairo compra, ogni anno, giocatori da valorizzare, a basso costo, con la speranza che qualcuno esploda per fare una plusvalenza.
Lotito fa la stessa cosa: scommesse, colpi last-minute, investimenti minimi.

Entrambi vendono bene, sì.
Ma reinvestono poco.
Il risultato è che Torino e Lazio restano sempre incomplete, mai veramente competitive, con rose che devono sperare nei miracoli degli allenatori.


Rapporto con la tifoseria: ostilità invece che dialogo

Non è normale che due piazze come Torino e Roma vivano costantemente in tensione con le loro proprietà.

Cairo viene accusato da anni di accontentarsi della salvezza.
Lotito viene contestato perché sembra vivere in un mondo parallelo, lontano dai tifosi, convinto che tutto ciò che fa sia perfetto.

Il rapporto con la tifoseria è logorato, compromesso, spesso irrecuperabile.
E in un calcio moderno dove la community è fondamentale, questa è una condanna.


Conclusione: due club ostaggio del passato

Torino e Lazio meritano molto di più.
Meritano presidenti moderni, ambiziosi, capaci di costruire.
Meritano investimenti veri, non l’eterna promessa che “il progetto verrà”.

Cairo e Lotito hanno avuto momenti positivi, certo.
Ma oggi rappresentano un freno.

Due presidenti incapaci di lasciare andare il passato, incapaci di fare un passo indietro, incapaci di permettere ai loro club di rinascere davvero.

Finché resteranno al comando, Torino e Lazio continueranno a vivere a metà: mai abbastanza deboli per crollare, mai abbastanza forti per sognare.



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Serie A DAZN: svolta storica verso un modello stile NFL

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DAZN propone alla Serie A una partecipazione nel Gruppo: un modello stile NFL che potrebbe rivoluzionare i diritti TV e il futuro del calcio italiano.

La partnership tra Serie A e DAZN potrebbe essere vicina a una svolta epocale. Secondo quanto riportato da Calcio e Finanza, la piattaforma globale di live streaming sportivo avrebbe avanzato una proposta destinata a cambiare profondamente il panorama dei diritti televisivi del calcio italiano. Un’idea che guarda agli Stati Uniti, al modello NFL–ESPN, e che potrebbe aprire una nuova frontiera nel rapporto tra broadcaster e leghe professionistiche.

Fonti finanziarie confermano che la trattativa è in una fase embrionale, con dossier ancora tutti da analizzare, ma un concetto chiave è già chiaro: DAZN sarebbe pronta a proporre alla Lega Serie A una partecipazione minima nel proprio Gruppo a livello globale, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la partnership e co-creare valore in modo strutturale.

Una strategia già iniziata: acquisizioni miliardarie e nuovi investitori

Non si può leggere questa mossa senza considerare gli investimenti compiuti da DAZN negli ultimi 18 mesi. Tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 la piattaforma ha formalizzato due operazioni decisive:

  • l’acquisizione di Foxtel da News Corp, un maxi-affare da 2 miliardi di dollari;
  • l’ingresso del fondo sovrano saudita PIF, tramite la controllata SURJ Sports Investments, con una quota di minoranza valutata dagli analisti tra il 5% e l’8% per circa 1 miliardo di dollari.

Queste operazioni hanno portato la valutazione globale di DAZN a oltre 12 miliardi di dollari, una cifra che conferma le ambizioni di espansione del gruppo.

Nel frattempo, DAZN ha anche ampliato la propria presa sul calcio italiano, assicurandosi non solo i diritti domestici della Serie A ma anche l’esportazione delle partite in diversi Paesi, tra cui il Regno Unito. Una strategia di crescita che punta chiaramente a consolidare l’ecosistema calcistico internazionale.

Perché la Serie A interessa così tanto a DAZN

Il gruppo prevede ricavi vicini ai 5 miliardi di dollari nel 2025, ma l’Italia resta un mercato chiave. La piattaforma ha rilanciato gli investimenti anche in Spagna con LaLiga, segno di una strategia orientata ai grandi campionati nazionali.

L’idea di offrire alla Serie A una quota del proprio capitale sarebbe una prima assoluta per il calcio italiano e segnerebbe un nuovo modo di concepire i diritti TV: non più solo un rapporto cliente–fornitore, ma una partnership industriale di lungo periodo.

Il modello NFL–ESPN: la strada che DAZN vuole importare

Il riferimento è chiaro: negli Stati Uniti, la NFL – la lega sportiva più ricca al mondo – ha stretto un accordo che prevede la partecipazione azionaria in ESPN in cambio della gestione congiunta di una vasta gamma di contenuti media.

Applicare questo sistema in Italia significherebbe trasformare la Serie A in un soggetto attivo nella produzione e distribuzione dei contenuti, con un ritorno economico direttamente legato alla crescita della piattaforma.

La proposta non è nuova: era stata discussa già in fase di assegnazione dei diritti, quando però DAZN non aveva ancora chiuso le operazioni con Foxtel e PIF. Oggi, con una valutazione consolidata e nuovi capitali, l’offerta appare molto più appetibile.

Una rivoluzione possibile, ma ancora tutta da scrivere

Nulla è stato ancora deciso: la forma dell’operazione, le percentuali, il ruolo della Lega e dei club, tutto è ancora in fase di valutazione. Ma un fatto è certo: se andasse in porto, sarebbe una trasformazione storica per il calcio italiano, aprendo la strada a un sistema di gestione dei diritti televisivi completamente nuovo e potenzialmente molto più redditizio.

L’Italia guarda da lontano il modello NFL da oltre un decennio. Questa potrebbe essere la prima occasione concreta per avvicinarvisi davvero.



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