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“…l’unico che ci mette sempre tutto se stesso,è Ciro Immobile…”

«Intanto credo che un provvedimento come quello del ritiro, promosso dalla presidenza e Inzaghi, abbia un valore più simbolico che punitivo. Servirà ai ragazzi per fare meglio. Al di là di Milinkovic e Luis Alberto che non hanno lo stesso rendimento dello scorso anno, si nota una bassa concentrazione, l’unico che ci mette sempre tutto sé stesso è Immobile, magari il gruppo potrebbe seguire il suo esempio. Ho notato questa enorme differenza di atteggiamento mentale fra primo e secondo tempo contro il Chievo, se fosse rimasta concentrata per i 90 minuti il risultato sarebbe stato diverso. Poi il palo di Immobile non ha aiutato, se avesse segnato la settimana dei biancocelesti sarebbe cambiata. Cristiano Ronaldo è un campione straordinario e nonostante questo Immobile tiene botta in modo fantastico con una squadra che non è la Juventus a livello tecnico. Immobile è l’attaccante più importante in Italia. In Nazionale Ciro ha subito qualche critica per le prestazioni, ma nella Lazio gioca in modo differente. Spero che i compagni di squadra gli rubino un po’ di questo temperamento».

«Conosco Peruzzi da molti anni e so che ha un grande valore umano, nella Lazio è fondamentale per la sua esperienza. Vorremmo tutti che la Lazio facesse meglio in quanto tifosi ma i biancocelesti sono ancora lì, al quinto posto vicino al Milan. I romani hanno i numeri, la qualità e il tecnico per riuscire ad arrivare quarti. La questione relativa al ritiro non va vista in maniera punitiva. Il ritiro è un segnale di preoccupazione, di allarme che arriva dalla dirigenza e soprattutto dai tifosi che chiedono un rendimento migliore. Roma è una città dispersiva e fare gruppo stando qualche minuto in più insieme aiuta».

«Si tratta di una squadra che gioca molto bene (Sampdoria), che ha lo stesso modulo del Chievo e non sarà facile. Ritengo giusto che ci siano le critiche perché i romani hanno ampiamente la possibilità di centrare quello che è l’obiettivo stagionale: la Champions».

Queste le parole di Riccardo Cucchi, ex radiocronista ai microfoni di Lazio Style Radio

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