Home EditoriAle L’editoriale | La Lazio dei Laziali prigioniera di una gestione allo sbando

L’editoriale | La Lazio dei Laziali prigioniera di una gestione allo sbando

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Contestazione tifosi Lazio contro Lotito Stadio Olimpico editoriale

Ventun anni di gestione Lotito e, invece di una crescita costante, ci ritroviamo a commentare il punto più basso della storia recente biancoceleste. Non è solo questione di risultati sul campo, ma di un’anima che viene calpestata giorno dopo giorno. La Lazio oggi è un cantiere aperto dove le fondamenta sono state rimosse per fare cassa, lasciando Maurizio Sarri al comando di una nave che la società stessa sta affondando.

Il tradimento di gennaio: Lotito una rosa indebolita

È inaccettabile che, dopo un mercato estivo bloccato e vissuto tra mille imbarazzi, la sessione invernale si sia trasformata in un “mercatino dell’usato”. Invece di rinforzare la squadra per centrare l’Europa, sono stati ceduti pilastri come Guendouzi e Castellanos. Giocatori che, al di là dei numeri, garantivano pressing, spogliatoio e appartenenza.

E mentre si attendeva il colpo “più forte di Greenwood” promesso da Lotito, ci siamo ritrovati con il nulla cosmico. Anzi, con la contestazione totale della Curva Nord che ormai non accetta più di essere presa in giro.

Sarri: un “Comandante” senza truppe

Maurizio Sarri è arrivato a Formello ignaro, forse, della reale portata della situazione. Si è adattato a fare il “dipendente”, come lui stesso ha amaramente ammesso, accettando giocatori con caratteristiche diametralmente opposte a quelle richieste. Il mercato lo fanno Lotito e Fabiani, portando figurine che non servono al gioco del tecnico, per poi dare la colpa ai tifosi per il “clima ostile”.

L’indizio più inquietante arriva dalle tribune: circola con insistenza il video di un presunto labiale del Presidente che, quasi rassegnato o forse fin troppo consapevole, parlerebbe del futuro del tecnico e della mancanza di giocatori. Un segnale di resa che fa male a chi ha la Lazio nel cuore.

Romagnoli e il senso di appartenenza calpestato

Vedere Alessio Romagnoli, lazialissimo nell’anima, pronto a scappare verso il Qatar è la prova del fallimento totale. Se nemmeno chi ama questi colori riesce più a sopportare questa gestione, significa che il limite è stato superato. Lotito continua a ripetere che la Lazio è “casa sua”, ma dimentica che la Lazio appartiene ai laziali.

Questa società merita di più. I tifosi meritano di più. Non è colpa dei giocatori, non è colpa dell’allenatore: la responsabilità ha un nome e un cognome. E dopo 21 anni, il tempo delle scuse è finito.


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