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Caso Malagò, la Lazio guarda con attenzione: il possibile commissariamento FIGC può riaprire il tema multiproprietà?

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Il caso Malagò può portare al commissariamento FIGC. Cosa cambierebbe per Lotito e per il nodo multiproprietà tra Lazio e Reggina? Tutti gli scenari.

Un singolo episodio può cambiare una partita. E, fuori dal campo, il caso che riguarda Giovanni Malagò potrebbe modificare gli equilibri della FIGC proprio mentre per la Lazio resta aperto il nodo della multiproprietà legato alla Reggina.

La questione è diventata molto più concreta nelle ultime ore. Il CONI ha convocato per martedì 6 ottobre Giunta Nazionale e Consiglio Nazionale straordinario con la FIGC espressamente all’ordine del giorno. Il presidente del CONI Luciano Buonfiglio ha inoltre parlato di quattro pareri giuridici «granitici» sul tema del mancato tesseramento di Malagò al momento della candidatura. ANSA.it

Per i tifosi della Lazio il tema interessa soprattutto per un motivo: Claudio Lotito ha già dichiarato apertamente di voler modificare l’attuale disciplina sulle multiproprietà. ANSA.it

Malagò, il nodo del tesseramento è diventato serio

Il ricorso originario è stato presentato dall’avvocato Renato Miele, che ha contestato l’ammissione delle candidature di Giovanni Malagò e Giancarlo Abete e la successiva elezione di Malagò alla presidenza federale.

Tra le richieste formulate al Collegio di Garanzia figurava anche quella di accertare il mancato tesseramento di Malagò alla data della presentazione della candidatura e, conseguentemente, annullarne l’elezione. Comitato Olimpico Nazionale Italiano

La questione non è quindi una semplice indiscrezione giornalistica: esiste un contenzioso formale e adesso il CONI è chiamato a pronunciarsi.

Il 6 ottobre può essere una giornata decisiva

La data da segnare è 6 ottobre.

Buonfiglio ha annunciato che i pareri giuridici verranno inviati ai componenti degli organi CONI prima della riunione e ha chiarito che sarà necessario assumere una decisione sulla FIGC. ANSA.it

Tra gli scenari sul tavolo c’è anche il commissariamento della Federazione.

Ma attenzione a un passaggio importante: non sarebbe il Governo o il Parlamento a commissariare direttamente la FIGC.

Il ministro dello Sport Andrea Abodi lo ha chiarito esplicitamente:

«A commissariare non è la politica».

La decisione spetterebbe al CONI. ANSA.it

Quindi il Parlamento non “prenderebbe il controllo” della FIGC

Questo è un punto da correggere rispetto a molte ricostruzioni circolate.

Un eventuale commissariamento non significherebbe automaticamente che la Federazione diventerebbe gestita dal Governo, dal Parlamento o da una commissione parlamentare.

Il CONI nominerebbe un commissario straordinario con i poteri necessari a garantire il funzionamento della Federazione e, normalmente, a riportarla verso la ricostituzione degli organi elettivi. È quanto avviene negli altri commissariamenti federali disposti dal CONI. Comitato Olimpico Nazionale Italiano

Questo naturalmente potrebbe cambiare gli equilibri della governance calcistica.

Ma non autorizza a concludere che Lotito entrerebbe automaticamente nella struttura commissariale o avrebbe il potere di modificare le norme.

E Mancini? Non decadrebbe automaticamente

C’è poi un altro elemento importante.

Roberto Mancini è stato nominato commissario tecnico della Nazionale a luglio dalla nuova gestione FIGC. FIGC

Ma Abodi ha già escluso che il caso Malagò debba necessariamente travolgere la Nazionale:

«Mancini non è in discussione, la vicenda FIGC non avrà ripercussioni sulla Nazionale».

Il ministro ha inoltre ricordato che gli atti adottati da Malagò non diventerebbero automaticamente nulli in caso di contestazione della sua elezione. ANSA.it

Quindi non è corretto dire oggi che un’eventuale caduta di Malagò comporterebbe automaticamente anche la fine dell’incarico di Mancini.

Perché tutto questo interessa la Lazio

Qui arriviamo al tema biancoceleste.

Lotito possiede oggi la Lazio e controlla anche il progetto Reggina, attualmente nei dilettanti.

Il problema si porrebbe con il ritorno degli amaranto nel calcio professionistico.

L’attuale articolo 16-bis delle NOIF stabilisce infatti il divieto di controllo multiplo di società professionistiche. Abodi, rispondendo recentemente in Parlamento, ha parlato di un «divieto assoluto di controllo multiplo nel settore professionistico». ANSA.it

Se quindi la Reggina dovesse salire in Serie C e la normativa restasse questa, la situazione dovrebbe essere regolarizzata.

Attenzione: non è una “legge” del Parlamento

Anche qui serve una distinzione.

Quella sulle multiproprietà non è propriamente una legge dello Stato che Lotito potrebbe modificare attraverso il Senato.

Si tratta di una norma federale inserita nelle NOIF della FIGC.

Il Parlamento e il Governo possono incidere sul quadro legislativo generale dello sport, ma la disciplina specifica delle partecipazioni societarie nel calcio professionistico appartiene oggi all’ordinamento federale.

Questo rende molto più complesso il passaggio da «Lotito è senatore» a «Lotito può cambiare la norma».

Lotito, però, ha già detto cosa vuole

Il dato politicamente e sportivamente rilevante è che Lotito non ha nascosto la propria posizione.

Presentandosi a Reggio Calabria aveva dichiarato:

«Alla Lega Calcio ho dato l’indirizzo di ripristinare le doppie società».

E aveva definito l’attuale normativa dannosa per il calcio italiano. ANSA.it

Quindi non occorre ipotizzare quale sarebbe la sua preferenza: Lotito è favorevole a una revisione della disciplina attuale.

La vera domanda è se avrà la forza istituzionale per ottenerla.

Abodi resta il principale ostacolo a questa ipotesi

Sul fronte opposto la posizione del ministro dello Sport è molto netta.

Il 12 settembre Abodi ha affermato che una revisione della normativa sulle multiproprietà non è da lui auspicata e che non può esserci alcuno spazio per derogare ai principi di lealtà sportiva, indipendenza delle società, parità competitiva e trasparenza. ANSA.it

È probabilmente questo il dato più importante per chi guarda la vicenda dalla prospettiva Lazio-Reggina.

Anche nell’ipotesi di commissariamento della FIGC non esiste oggi alcuna indicazione ufficiale secondo cui l’attuale divieto sarebbe destinato a essere cancellato.

Anzi, il ministro competente ha appena espresso pubblicamente la posizione opposta.

Malagò avversario di Lotito: cosa cambierebbe davvero?

È però evidente che l’eventuale uscita di scena di Malagò cambierebbe alcuni equilibri federali.

Malagò e Lotito hanno avuto in questi mesi posizioni differenti sulla governance del calcio e il senatore aveva già sostenuto l’ipotesi di commissariamento della FIGC.

Ma da qui a sostenere che il commissariamento porterebbe automaticamente alla modifica dell’articolo 16-bis c’è una distanza enorme.

Servirebbero decisioni formali degli organi competenti.

E, almeno oggi, non esiste alcuna proposta ufficialmente approvata per consentire a Lotito di mantenere contemporaneamente Lazio e Reggina nel professionismo.

Il caso Salernitana e l’origine dell’attuale stretta

Il precedente resta comunque fondamentale.

Quando la Salernitana fu promossa in Serie A, la contemporanea riconducibilità del club campano e della Lazio allo stesso soggetto generò un lungo conflitto regolamentare.

La vicenda portò alla cessione della Salernitana e successivamente a un irrigidimento delle norme sulle multiproprietà.

Oggi il regolamento è ancora più restrittivo: non riguarda più soltanto due club nello stesso campionato, ma il controllo contemporaneo di società appartenenti alla sfera professionistica. ANSA.it

Per questo la promozione della Reggina rappresenterebbe un problema reale se le norme restassero immutate.

Reggina in Serie C: quello sarebbe il vero momento della verità

La Reggina è oggi ancora tra i dilettanti.

Finché resterà fuori dal professionismo, la questione può essere affrontata soprattutto sul piano politico e regolamentare.

Se però dovesse essere promossa in Serie C, il tema diventerebbe concreto.

A quel punto Lotito avrebbe interesse a ottenere una modifica delle regole oppure dovrebbe trovare una soluzione compatibile con l’articolo 16-bis.

Ma non è possibile sapere oggi quale società sceglierebbe di cedere.

Non è dimostrato che sceglierebbe la Reggina

Per una parte dei tifosi la speranza è evidente: che il problema multiproprietà possa diventare la leva capace di accelerare l’uscita di Lotito dalla Lazio.

È una possibilità teorica.

Ma sarebbe scorretto presentarla come una conseguenza inevitabile.

Non esistono oggi elementi verificati che dimostrino che, costretto a scegliere, Lotito venderebbe la Lazio anziché la Reggina.

Allo stesso modo non sappiamo se, quando eventualmente arriverà quel momento, la normativa sarà rimasta identica.

Un episodio ha davvero cambiato la partita, ma non l’ha ancora decisa

Quello che è cambiato rispetto a poche settimane fa è il quadro FIGC.

Il caso Malagò non è più una discussione marginale.

Il presidente del CONI parla di pareri giuridici molto netti e il 6 ottobre gli organi del CONI discuteranno formalmente il futuro della Federazione. ANSA.it

Questo apre una fase di incertezza nella governance del calcio italiano.

E ogni fase di cambiamento può riaprire anche dossier regolamentari già controversi.

Ma per la Lazio il punto fermo resta uno:

oggi la norma vieta a Lotito di controllare Lazio e Reggina contemporaneamente nel professionismo, Lotito vuole cambiarla e Abodi ha dichiarato di non volerne una revisione.

Tutto il resto — commissariamento, nuova governance FIGC, eventuale revisione della multiproprietà e scelta futura tra i due club — è ancora da scrivere.



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