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Lotito “abusivo” sia nella Lazio che in Federcalcio?

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L’articolo 2382 del Nuovo Codice Civile, recita testualmente: “Non può essere nominato amministratore, e se nominato decade dal suo ufficio, l’interdetto, l’inabilitato, il fallito, o chi è stato condannato ad una pena che importa l’interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici o l’incapacità ad esercitare uffici direttivi”. Questo articolo del Nuovo Codice Civile, è stato assorbito completamente dalla Federcalcio, che nell’art. 22 bis che regola le “Disposizioni per l’onorabilità”, recita testualmente: “Non possono assumere la carica di dirigente di società o di associazione (art. 21, 1° comma, N.O.I.F.), e l’incarico di collaboratore nella gestione sportiva delle stesse (art. 22, 1° comma, N.O.I.F.), e se già in carica decadono, coloro che si trovano nelle condizioni di cui all’art. 2382 c.c. (interdetti, inabilitati, falliti e condannati a pena che comporta l’interdizione dai pubblici uffici, anche temporanea, o l’incapacità ad esercitare uffici direttivi) nonché coloro che siano stati o vengano condannati con sentenza passata in giudicato…”.

In base a questi articoli, un cittadino interdetto dai pubblici uffici, non può essere nominato amministratore di una società (per giunta per azioni e quotata in Borsa…) e se nominato decade automaticamente dalla sua carica una volta che la sentenza passa in giudicato e diventa quindi definitiva. Per gli stessi motivi, un tesserato interdetto dai pubblici uffici non può ricoprire la carica di dirigente di una società di calcio e tantomeno cariche federali. In base a questo, dal 4 luglio scorso Claudio Lotito potrebbe essere decaduto sia dalla carica di presidente della Lazio che da quella di consigliere federale nonché membro del Comitato di Presidenza della FIGC.

Sì, perché il 4 luglio in gran segreto e nel silenzio dell’intera comunicazione italiana, è andato in scena a Roma in Cassazione l’ultimo atto di un processo riguardante Lotito e la Lazio, ma non c’è la certezza che sia proprio il processo Lotito-Mezzaroma, quello relativo al patto parasociale occulto che aveva portato alla condanna del presidente della Lazio e dello zio della moglie di Lotito per “aggiotaggio, ostacolo all’attività delle autorità pubbliche di vigilanza (Consob) e mancata alienazione di partecipazioni societarie”, il tutto in continuazione di reato e in concorso. Se fosse quello il procedimento andato in scena il 4 luglio e in caso di conferma di quella sentenza di secondo grado, a partire da quella data Lotito sarebbe una sorta di “abusivo”, sia come presidente della Lazio che come consigliere federale.

Infatti, con la sentenza del 12 marzo del 2012 (che trovate in PDF allegata all’articolo) a firma del giudice Rosario Spina in qualità di presidente, la Corte di Appello di Milano aveva condannato Claudio Lotito ad 1 anno e 6 mesi di reclusione ma anche “all’interdizione dai Pubblici Uffici, all’interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche ed incapace di contrattare con la pubblica amministrazione per la durata di anni UNO”.

Il 5 marzo del 2009, due giorni dopo la condanna a 2 anni di reclusione e di 1 anno di interdizione dai pubblici uffici comminata a Lotito in primo grado dal Tribunale di Milano, a chi gli chiedeva se il presidente sarebbe stato costretto a lasciare la sua carica in base a quanto espresso dall’art. 2382 del Nuovo Codice Civile e dell’art. 22 dello Statuto della Federcalcio, l’avvocato Gentile rispondeva così: “Lotito interdetto dai pubblici uffici? Macchè, è una castroneria. L’articolo 2382 del codice civile infatti si riferisce alle sentenze passate in giudicato, dunque parliamo di ultima istanza, quindi di Cassazione. A volte capita che durante la fase di indagine preliminare vengano decise dal Gip alcune misure interdittive per evitare l’inquinamento delle prove. Nel caso di Lotito non sono mai esistite tali misure e nel caso specifico di oggi ripeto, l’interdizione può scattare solo dopo la Cassazione.

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Ecco, alla Cassazione ci siamo arrivati e visto il silenzio da parte di Gentile e di Lotito sulla decisione della Suprema Corte del 4 luglio, viene quindi il sospetto che se il procedimento in oggetto fosse veramente quello la Cassazione potrebbe aver confermato la sentenza di condanna emessa sedici mesi fa della Corte d’Appello di Milano. In caso contrario, Lotito avrebbe fatto suonare la fanfara visto che in questi 6 anni e mezzo si è sempre proclamato innocente e vittima di un equivoco, e Gentile avrebbe sbandierato ai quattro venti un suo eventuale successo, visto che in questi anni ha collezionato una serie di sconfitte da guinness dei primati. Invece niente, silenzio di tomba sia su procedimento di cui si è discusso che sulla sentenza. E chi ha provato a chiedere informazioni a Palazzo di Giustizia o si è presentato negli uffici di piazza Cavour 193, è stato respinto con perdite, come se su quel procedimento ci fosse una sorta di silenzio di stato. Compresi i rappresentanti di Federsupporter, che con il loro esposto del 2005 alla Consob avevano dato il via a questa vicenda.

Un silenzio imbarazzante e a dir poco assurdo, perché se fosse veramente quello il procedimento non si tratta di una vicenda privata e quindi di ricerca di gossip, ma di un caso che coinvolge il massimo rappresentante di una società quotata in Borsa e quindi anche un terzo degli azionisti della Lazio, visto che Lotito è in possesso del 67% delle azioni. E’ l’azionista di maggioranza, ma non il Moratti o il Berlusconi di turno. E se non può rappresentare la Lazio, non può neanche firmare atti societari e quindi a maggior ragione deve lasciare immediatamente la carica di presidente. E perché oltre a ricoprire una carica nella Lazio e nel governo della FIGC, uscendo dal mondo del calcio Lotito ricopre anche cariche in società che lo portano ad avere rapporti quotidiani con la pubblica amministrazione, quindi sarebbe il caso che qualcuno comunicasse ufficialmente se quella sentenza è passata in giudicato e di conseguenza se è diventata effettiva o no l’interdizione di un anno di Lotito dai pubblici uffici. Lo devono sapere gli azionisti e i tifosi della Lazio, lo devono sapere il Coni e la Federcalcio, ma anche i rappresentanti della pubblica amministrazione, sindaco e presidente della Regione in testa. Abbiamo usato il condizionale raccontando questa vicenda, perché non vogliamo dare nulla per scontato e tantomeno anticipare le sentenze. Ma chi può e chi deve faccia cadere il velo che avvolge questa vicenda. Perchè tenere nascosto l’oggetto di quel procedimento del 4 luglio? Se si trattava veramente del processo Lotito-Mezzaroma e il ricorso di Lotito è stato accolto perché non dirlo? Se l’ultimo atto del procedimento è stato per qualche motivo rinviato ad altra data è possibile sapere perché e a quando? Oppure se la sentenza di secondo grado fosse stata confermata e quindi diventata effettiva, chi è perché copre Lotito consentendogli di ricoprire ancora cariche che dal 4 luglio potrebbero essere decadute? Sono domande semplici, che meritano una risposta altrettanto semplice e chiara…

di Stefano Greco

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La Lazio tratta per Provedel

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Dopo l’addio di Pepe Reina, che è tornato dopo ben 17 anni al Villareal, la Lazio sta cercando un nuovo portiere da sfruttare come sostituto di Luis Maximiano, che sta già dimostrando le sue ottime qualità nel ritiro ad Auronzo. Il primo nome in lizza per il posto da secondo è quello di Ivan Provedel, portiere che attualmente gioca nello Spezia.

La Lazio sembrerebbe aver offerto allo Spezia circa 4 milioni di euro ma i bianconeri sarebbero fermi a 6, prezzo che Lotito non vorrebbe spendere per il classe ’94 perché considerato troppo alto. Per questo nelle ultime ore le società starebbero trattando per trovare un punto di incontro favorevole per ognuna delle due parti. D’altronde i liguri non possono permettersi di accettare offerte troppo basse, dato che l’Empoli prenderà il 50% sulla rivendita di Provedel.

L’accordo col giocatore è stato già trovato, un contratto quinquennale da 1,5 milioni di euro l’anno . Nei prossimi giorni i biancocelesti vedranno di concludere l’affare. Se non si troverà un accordo con lo Spezia, la Lazio virerà su altri nomi come quelli di Terracciano, Sirigu e Silvestri.

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La Lazio vuole Vecino, la situazione

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La Lazio sta facendo uno dei migliori mercati degli ultimi anni. I capitolini hanno portato a Roma giocatori importanti che il prossimo anno potranno fare la differenza. Maurizio Sarri vorrebbe più solidità a centrocampo, per questo sembrerebbe aver proposto alla società biancoceleste il nome di Matías Vecino, giocatore classe ’91 che nelle scorse cinque stagioni ha vestito la maglia dell’Inter. L’uruguaiano è svincolato, per la Lazio sarebbe un altro colpo a parametro zero dopo quello di Romagnoli. A Milano il giocatore percepiva 2,5 milioni di euro all’anno. I biancocelesti proveranno a portarlo a Roma con un contratto triennale, con opzione per il quarto, da circa 2 milioni di euro. Lo stipendio che riceveva dai neroazzurri, infatti, sembrerebbe essere stato reputato troppo alto dai biancoazzurri.

Matías Vecino è stato già allenato da Maurizio Sarri all’Empoli nella stagione 2014/2015. Ben 38 presenze e due goal in compagnia del CT toscano. Vedremo se questi numeri in futuro cresceranno e se quindi potrà riabbracciarlo nella capitale.

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Sarri chiama, Mertens risponde?

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È da prima che il mercato avesse inizio che si parla costantemente di Dries Mertens alla Lazio. Maurizio Sarri sembrerebbe aver già avuto contatti con lui, sin da prima del ritiro della squadra ad Auronzo. Il futuro del belga al Napoli sembrerebbe essere finito dopo ben nove anni, troppi pochi i soldi offerti da De Laurentis per il rinnovo del contratto. È svincolato dunque “Ciro“, idolo dei tifosi napoletani che con i partenopei ha messo a segno ben 148 goal in 397 presenze. Lo sognano i biancocelesti, sapendo che potrebbe essere la ciliegina sulla torta di un mercato estivo che non si vedeva da parecchio tempo. La Lazio offrirebbe al classe ’87 un contratto da circa 2,5/2,6 milioni di euro più bonus. Offerta più alta di quella proposta dal Napoli. Ci resta soltanto che aspettare e sperare che il belga scelga come destinazione la prima squadra della capitale. Intanto nel ritiro ad Auronzo, Sarri sembrerebbe aver scelto già Cancellieri come vice – Immobile, cosa che potrebbe fermare l’arrivo del belga a Roma. Ma mai dire mai…

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