Ledesma:” Ora bisogna giocarsela”

L’ex capitano dei biancocelesti, per molti anni alla Lazio e ormai laziale con la L maiuscola, ha recentemente concesso un intervista a FootballNews24, durante la quale ha parlato della sua Lazio a 360°. Dai suoi momenti in biancoceleste fino ad arrivare al momento attuale della squadra di Inzaghi.

Cristian ha parlato anche del periodo in cui lui e Pandev furono messi fuori rosa dal presidente della Lazio Claudio Lotito. Ovviamente i due giocatori ne sono usciti in maniera completamente diversa.

“Questa storia brutta nasce per delle mancate promesse, per quel che mi riguarda. Non mi piace  stare sempre lì a richiamare. E’ stato talmente difficile il momento che non mi piace rimarcare,  ma ci tengo a precisare che ho fatto anche io degli errori, non solo il presidente Lotito. Quando si  arriva ad un punto del genere, vuol dire che ci sono stati degli sbagli da entrambe le parti. Potevo  fare qualcosina in più, come la stessa società. Riconosco che si poteva fare qualcosa di più, ci si è arrivati e riconosco che è stato un momento bruttissimo. Allo stesso tempo, è stato il momento  più bello perché è lì che ho conosciuto il tifoso laziale. Perché le domeniche stavo seduto sul  divano e la gente proprio in quei mesi, mi ha dimostrato un affetto mai sentito da nessun’altra  parte. E’ stato brutto ma allo stesso tempo è nata una storia d’amore, d’affetto, di stima reciproca con la Lazio. E da lì è stato un susseguire di incontrare i tifosi che mi  hanno raccontato la storia della società biancoceleste e mi hanno fatto innamorare veramente  della storia della Lazio, della maglia, dei suoi colori e di tutto quello che è la storia di questa  società. Dopo quel periodo, finito il campionato, rientro, ci salviamo finisce la stagione e lì ho  capito che il mio posto era la Lazio. Siamo andati con il mio procuratore, che aveva ancora  qualche perplessità e io gli dissi ‘andiamo a Cortina e chiudiamo questa faccenda’. Abbiamo  risolto in 20 minuti. Ci siamo seduti con Lotito e gli ho detto ‘Presidente io voglio rimanere, se lei  vuole che io rimanga, troviamo un accordo’ e in venti minuti, era già pronto il contratto”.

LAZIO ATTUALE – “Sicuramente non mi sarei mai immaginato che potesse essere dove sta ora. Anche perché, veniva da un anno dove qualche giocatore importante non si era riconfermato.  Questa è la verità. Adesso possiamo dire che Luis Alberto sta facendo un campionato  straordinario così come Milinkovic-Savic, che lo stesso Immobile. Un po’ avevano avuto un calo  l’anno scorso. Immobile, per esempio, a segnava ha segnato però non è stato quello del primo.  Luis Alberto non si era confermato o meglio, non era cresciuto e Roma è una piazza dove devi  dimostrare che ci sei. Non me l’aspettavo, più che altro anche pensando a Patric e Radu che  erano fuori dal progetto e invece oggi sono titolari. Non so chi poteva dire ad inizio anno che la  Lazio avrebbe lottato con la Juventus e l’Inter per i primi te posti. Poca gente, forse qualche tifoso veggente. Sicuramente era una squadra che non è stata ritoccata tantissimo e partivi con una  base. Ad inizio anno, l’ho dipinta come ‘il secondo ciclo di Inzaghi”. 

iSCUDETTO – “Se tu mi chiedi se la  Lazio è stata costruita per lo Scudetto, io dico che la Juventus è anche oltre le altre squadre, anche rispetto all’Inter. A livello di squadra, di ricambi ha molto di più rispetto alle altre squadre di  Serie A. L’Inter si è rinforzata ha speso milioni su milioni con giocatori forti che fanno anche il gioco che vuole Antonio Conte. Però la Lazio è lì e nessuno può pensare di vietare alla squadra di vincere tutte le partite e sperare che gli altri sbaglino. Se stai lì e  continui a vincere, me la gioco. Se poi la squadra diventa più consapevole, tanto di guadagnato e, soprattutto, le partite come ha detto Simone Inzaghi cominciano a pesare sempre di più ed è lì  che si vedrà se Lazio, Juventus e Inter terranno botta”.

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