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Conferenza Stampa SS.Lazio

Le parole di Inzaghi

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La Lazio dopo trent’anni espugna San Siro in serie A. Immobile e Correa fanno felice Simone Inzaghi che a fine gara, ha parlato così in sala stampa:

decisivo nel finale, proprio come lo scorso anno in Coppa Italia. Inzaghi ne infila tre in una settimana, nove punti in sette giorni che cambiano gli scenari. Questa l’analisi di Simone Inzaghi nella consueta conferenza stampa post gara.

Un giudizio su Luis Alberto?

“È da due anni è mezzo che gioca con questa costanza. È un valore aggiunto, è la terza gara che gioca ai suoi livelli per novanta minuti. Un plauso a lui e a tutta la squadra, volevamo questa vittoria. Ci eravamo prefissati di battere questo Milan, non l’ho mai sottovalutato ieri in conferenza come ha scritto qualcuno. Dovevamo essere bravi a gestire nel secondo tempo dei ritmi più bassi, considerando che loro venivano dalla gara di giovedì”.

Hai messo un altro tassello storico, a chi la dedichi?

“Siamo molto contenti, ci fa sempre piacere fare qualcosa di storico. Questo successo lo dedico al mio staff di lavoro che mi supporta e sopporta le mie esigenze. So che pretendo molto, non ero preoccupato perché vedevo la squadra propositiva fin da Glasgow. Alla lunga comandando le partite alla fine si vincono”.

Il lavoro che fa Luis Alberto a metà campo è una tua richiesta?

“È il nostro modo di giocare, normale concedere qualcosa avendo le due mezze ali così offensive e le due punte. Si devono sacrificare se vogliono giocare tutti insieme, Luis è intelligente, legge bene i moduli degli avversari e si sa adattare”.

Il gol di Correa è fondamentale per lui.

“Mi sta piacendo tantissimo, sta diventando parte integrante. È sempre positivo anche quando sa di non partire titolare alla rifinitura. Dopo mezz’ora Immobile aveva un problema al polpaccio, poi mi ha rassicurato nell’intervallo ma non ho voluto rischiare. Avevo Caicedo, ha riscontrato un problema alla clavicola, comunque era sereno, ma aveva una forte contusione alla clavicola che domani valuteremo”.

Che campionato sta diventando?

“Sarà avvincente fino alla fine, anche perché non c’è vita facile per nessuna. Ci sono problemi per tutti, il livello è alto, trovano spesso difficoltà anche Inter e Juve. Sarà un campionato avvincente fino alla fine”.

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