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Lazio-Torino, Sarri in conferenza stampa: ” Dai ragazzi disponibiltà unica”

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La Lazio batte il Torino e conquista i primi tre punti all’ Olimpico. Decidono i goal di Vecino e Zaccagni. Al termine della gara mister Sarri ha parlato così in conferenza stampa:

Partita sporca e difficile da vincere. E’ la sterzata della Lazio?
“Abbiamo fatto una bella partita, difficile contro il Torino e l’abbiamo vinta nel primo tempo. Livello di applicazione e di ordine altissimo. Non concedendo niente agli avversari abbiamo trovato coraggio nella fase offensiva. Andando in vantaggio ci siamo sciolti e ci siamo tolti un po’ di timori. Il calcio è materia strana. Sette punti nelle ultime quattro con trasferte a Napoli e a Torino. Mi sembra un bottino buono, ma secondo alcuni siamo in difficoltà. Abbiamo sbagliato le prime due e le pagheremo per mesi”.

Ritrovata la solidità? 
Per fare prestazioni bisogna partire dalla fase difensiva affidabile. Quella offensiva dipende da molti fattori. Sul livello qualitativo c’è poco da lavorare. Abbiamo grande qualità, il livello di circolazione della palla nella ripresa è stato importante. Il primo tempo è stato più macchinoso ma noi eravamo meno liberi di testa e la partita era più sporca”.

Immobile? 
“Se gioca come le ultime due mi sta bene. Non sarei molto preoccupato. In questo campionato ha fatto due gol e preso tre pali in cinque partite e mezzo. Può essere in linea con le sue medie. L’ho visto vivo, non ha segnato ma l’ho visto vivo. Ha 33 anni, magari non farà 35/40 gol, ma ne farà tanti lo stesso”.

Lavoro in settimana?
“Mi sono reso conto che dai ragazzi c’era una disponibilità unica. Volevamo capire perché non ci funzionavano certe cose. Siamo riusciti a capire tutti insieme perché facevamo errori. Guardi i video, ma poi ti devi guardare negli occhi. Siamo la squadra più corta del campionato ma ci mancava solidità. Eravamo corti ma lontani dalla palla. Tutti i movimenti difensivi avvenivano in ritardo e se trovi una squadra che sa palleggiare ti mette in mezzo. Al livello di applicazione stiamo cercando di fare quello che dobbiamo. Dopo le prime due partite abbiamo iniziato a fare piuttosto bene”.

Immobile troppo solo?
“Quando vedi squadre come il Torino puoi tenerli anche tutti e 10 avanti, tanto loro ti seguono uomo contro uomo. A tratti lo abbiamo fatto apposta tenerlo isolato per isolare l’uno contro uno centrale. Quando ci siamo sciolti davanti abbiamo inziato a divertirci, cosa che non facevamo da tanto. Abbiamo fatto gol con un azione tipica del Bayern Monaco di qualche anno fa con entrambi gli esterni dalla stessa parte. E’ una stranezza”.

Felipe Anderson-Zaccagni e gli esterni difensivi?
“Il difensore esterno la prima cosa che deve saper fare difendere. Negli ultimi dieci anni va di moda il contrario. Tra quelli che sanno difendere, i più forti sono anche quelli che palleggiano con grande qualità. Nel mondo ci sono o grandi difensori o grandi esterni offensivi. Su Felipe e Zaccagni stanno dando apporto alla squadra a livello difensivo. Hanno avuto meno attacchi degli spazi nell’ultimo periodo. Su tutti i gol che ha fatto Felipe ne lascia a terra 3/4, non attaccando lo spazio. Questo è il motivo per il quale ha un numero di gol limitato, altrimenti sarebbe un giocatore da troppi gol per essere qui”.

La crescita dei nuovi?
“L’inserimento per qualcuno sarà lungo. Se pensate che prendere un giocatore da un’altra nazione e che sia pronto in 20 giorni è una follia. Un po’ di fatica la fanno tutti. Devono abituarsi agli allenamenti, alla lingua e all’alimentazione. Isaksen ha a che fare con una lingua sconosciuta e non si allena più con 18 gradi, ma con 30. Rovella si è fatto male a metà luglio e non si è mai allenato fino a metà agosto. Kamada è quello più avanti ma dobbiamo vedere se possiamo permetterci un centrocampo con lui Rovella e Luis Alberto. Taty era abituato a giocare in una coppia di punte e non da solo. Il percorso va fatto. Guendouzi ha più esperienza internazionale. E’ arrivato prima di Napoli, non è neanche un mese che è qui. Mi sembra che stia facendo anche troppo”.

Quanto è importante con il Milan?

“Sono quelle gare da lancio del pane o della sassata. Spesso più le sassate. Abbiamo sofferto tantissimo quello stadio negli ultimi anni. Ci abbiamo perso l’anno scorso ma abbiamo fatto un grande campionato lo stesso. Ci sta anche di perdere, speriamo di no. C’è quell’opportunità che ti potrebbe riportare quasi in pari con le prime due che abbiamo sbagliato”.

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