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Lazio-Sassuolo,Sarri in conferenza stampa: ” Partita perfetta”

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La Lazio doveva dare una risposta positiva dopo il derby e lo ha fatto. Vittoria di misura ma meritata dalla squadra allenata da Sarri. Al termine della gara il mister è intervenuto in sala stampa. Queste le sue parole:

Aveva chiesto una reazione forte e avete fatto sembrare facile la partita, è contento?

Il Sassuolo è una squadra che in questa stagione ha vinto a Torino contro la Juventus e a Milano con Milan e Inter. Personalmente la reputo una delle squadre più forti d’Italia. La partita era difficile, l’abbiamo fatta bene anche a livello qualitativo, abbiamo costruito tantissimo, abbiamo la responsabilità di aver chiuso il primo tempo 1-0 e poteva essere chiuso largamente. Abbiamo fatto bene tutto sommato anche la fase difensiva visto che abbiamo concesso poco a una squadra che veniva da otto gol in due partite. Sono contento della reazione che ha avuto la squadra, però vedendo le prestazioni che siamo in grado di fare quando siamo attivati totalmente lasciano più di qualche rammarico per quelle prestazioni che facciamo quando non siamo attivati.

Cosa ha detto a Immobile, che è sembrato turbato dalla critiche subite in settimana dopo la Nazionale?

Se uno è così turbato come stai dicendo, sbaglia gol ma sbaglia anche quando viene incontro a giocare. Immobile invece oggi ha fatto due o tre errori tecnici in fase di conclusione, ma quando è venutoa giocare con la squadra l’ha fatto con lucidità, forse meglio di sempre. Io mi preoccupo se Immobile non arriva mai a concludere, ma se si trova tre volte davanti al portiere mi preoccupo poco perché so che nel lungo periodo le sue percentuali tornano a posto, dopo oggi che le ha fallite.

Che tasti ha toccato dal punto di visto nervoso nella preparazione della partita? Quanto le sta entrando dentro la Lazio?

” Che tasti puoi toccare. Vai a toccare il tasto che se non hai rappresentato bene la tua gente in un derby il riscatto che devo andare a cercare non deve essere sportivo, morale. Abbiamo lavorato su questo.  Sembra che il tempo a diposizione sia stato tanto per poterlo fare, in realtà i giocatori li ho visti tutti quarantotto ore fa, quindi il tempo a disposizione era anche poco. Va detto bravi ai ragazzi che hanno raccolto la mia provocazione e hanno reagito. Sulla seconda domanda, l’ho sempre detto dall’inizio, è un qualcosa di particolare. Dall’esterno non te ne rendi conto, se la vivi dall’interno la Lazio è un ambiente particolare, un ambiente a cui ti affezioni, un ambiente fatto di persone che si fanno voler bene. Il pubblico oggi dopo il derby fatto ci ha accolto con gli applausi. Questo a me da ancora più responsabilità perché questo è un pubblico particolare e l’ambiente visto da dentro è particolare, quindi e a me piace, l’ho sempre detto”.

Quanto è soddisfatto del lavoro di Felipe Anderson? Consiglia agli altri di prendere spunto da lui?

Io spero di sì, però a me Felipe lascia sempre questa sensazione che sto per incazzarmi, perché ti lascia la sensazione che sia un giocatore che anche quando fa benissimo può fare ancora di più, perché le qualità sono di livello assoluto. Mi sembra che stia cercando di limare questi momenti di vuoto che ha sempre avuto durante le stagioni, ma che a volte ha all’interno della stessa partita. Se ci riesce il passo sarebbe grosso per lui e anche per noi”.

Partita di livello europeo?

“Oggi ho visto una partita di alto livello. Il problema del calcio italiano per me non è tecnico-tattico, ma abbiamo un problema di politica sportiva che ci ha portato a non essere il movimento importante che eravamo prima. Non abbiamo fatto terreni buoni, stadi nuovi, gli altri hanno aumentato le entrate e piano piano il nostro campionato è diventato meno appetibile e quindi la qualità è scesa. Gli allenatori italiani non hanno nulla da invidiare agli altri”.

Lazzari e Patric?

“Lazzari negli spogliatoi mi ha detto che faceva il quinto, ora fa il quarto ma tre gol non li aveva mai fatti in campionato. Mi ha fatto molto piacere la prestazione difensiva, quella offensiva ce l’ha nelle corde. Patric è un giocatore sottovalutato, è tecnico e veloce. Di estrazione non è difensore, ma sta facendo un percorso. Nelle ultime 7-8 partite non vedo errori”.

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